26 gennaio 2012

Michel Faber
Il petalo cremisi e il bianco

Titolo originale The Crimson Petal and the White

Trama
Einaudi
pag. 985 | € 16,00
Londra 1875.
Dall'esile candela della sua stanza nel bordello della terribile Mrs Castaway, Sugar, una prostituta di diciannove anni, la più desiderata in città, cerca la via per sottrarre il proprio corpo e l'anima al fango delle strade. Dai vicoli luridi e malfamati Michel Faber ci guida, seguendo la scalata di Sugar, fino allo splendore delle classi alte della società vittoriana, dove violiamo l'intimità di personaggi terribili e fragili, comunque indimenticabili.
Come Rackam, il giovane erede di una grande fortuna che diverrà l'amante di Sugar, e sua moglie, l'angelica e infelice Agnes.







Commento
Da molto tempo, ormai, questo romanzo mi chiamava. Mi guardava dagli scaffali e diceva 'lo sai che mi vuoi leggere...' ma solo negli ultimi mesi ha cominciato a diventare insistente.Prima mi ha stuzzicata alla sua uscita, poi mi ha tentata con la sua versione economica e infine mi ha dato il colpo di grazia entrando nel circuito della mia biblioteca. Ho preso la decisione finale guardando la minserie della BBC -pazzesca, perfetta, bellissima. La trasposizione per la tv mi ha affascinata così tanto che mi è presa la smania di leggere il romanzo, di conoscere Sugar tramite le pagine e le parole e non solo tramite l'interpretazione della bravissima Romola Garai. Ammetto, comunque, che la lettura non è stata facile, veloce e sbarazzina, come quando leggo qualsiasi altro libro che mi debba solo intrattenere. Il Petalo non intrattiene, non serve lo scopo di far passare il tempo, il Petalo ti racconta una storia -brutale e cruda- che è tutto ma non leggera.
Ci ho messo due mesi per leggerlo perché, insomma, quasi 1000 pagine non si macinano in una settimana se hai anche una vita, ma alla fine -quando l'ho chiuso- ho provato una grandissima soddisfazione. Come quando sai di aver portato a termine qualcosa che potevi benissimo abbandonare, se non ce la facevi. Resistere ha dato i suoi frutti: Sugar è libera. Chiudere il romanzo e sapere questo, sapere che un lieto fine -per quanto contorto- è arrivato ti toglie un peso sullo stomaco. Sì, perché Faber è stato perversamente bravo nell'incuriosire il lettore, nel blandirlo e nel convincerlo a prendere una posizione e a mantenerla fino alla fine. Dopotutto è la storia di Sugar, gli altri sono solo di contorno.
La prima pagina è quella decisiva. Lo stile, diretto e intimo con il lettore, crea da solo fascino, curiosità e morbosità nel suo essere schietto, crudo e cattivo. Oh si, Faber non usa giri di parole: all'inizio cerca di ammorbidire lo schifo che stai vedendo assieme a lui, ma man mano che la storia procede e tu diventi uno spettatore fisso si lascia andare all'assoluta franchezza. Che squallore, la Londra vittoriana, che degrado e quanta ipocrisia. Quanto dolore nascosto che nessuno vuole mai mettere sotto la luce. Faber ci convince a prendere le stradine secondarie, quelle che pure un ladro avrebbe paura a prendere e ci porta da lei, da Sugar. Usa diversi mezzi, come William, come le puttane sue colleghe, ma è lei che brilla. Eppure Sugar non è la classica eroina, la prostituta che aspira ad una vita migliore, una vita sprecata come tante. Sugar è strana: alta e magra, quasi mascolina o androgina, con una strana malattia della pelle che la rende simile ad un rettile più che ad una cortigiana tutta pizzi e profumi, ed è piena d'odio. Come biasimarla, visto che la sua stessa madre le ha imposto la prostituzione come unico modo di vivere. Sugar però riversa il suo odio verso i suoi clienti, uomini di ogni genere, di ogni classe e con ogni tipo di perversione: nel suo romanzo/diario li uccide tutti, li tortura, li massacra e ne gode immensamente. Insomma, Sugar non è certo una sempliciotta: sa di essere più intelligente della media e per questo fiuta la sua occasione quando William Rackam diventa suo cliente, suo unico benefattore.
William l'imbecille, odioso nella sua autocommiserazione e ancora più odioso nel suo momento di gloria, pare che per Sugar sia la via verso la salvezza, verso una probabile -ma non apertamente desiderata- vita normale. Ma l'illusione muore di una morte violenta, e Sugar sparisce dalla scena quando nemmeno te lo aspetti. Un minuto è lì e l'altro è sparita verso un futuro -forse?- migliore.
E chi rimane? Rimani tu, il lettore, e rimane Faber, il narratore, che non si fa tanti problemi a piantarti quando capisce che la storia è finita, cosa volevi ancora compagnia?, se proprio ti accontenti c'è un misero William che si piange addosso ma di lui nessuno vuole leggere e quindi il libro finisce.
Finisce  e tu rimani lì con il libro in mano a sorridere alla copertina, pensando che la puttana ha fregato tutti, alla fine. Per quanto venga schiacciata ogni volta, dalla madre, dai clienti, da Rackam, dalla società, dalla vita, Sugar non si arrende mai. Si lascia prendere dallo sconforto e a volte dalla disperazione ma, appena si rende conto che c'è una via d'uscita, non ha paura a prenderla e a fare di tutto per ottenere un briciolo di felicità. La cosa curiosa è che per tutto il romanzo Sugar non pensa nemmeno una volta ad avere una vita completamente indipendente, nemmeno quando William la riempie di denaro ha la tentazione di sparire dalla circolazione. Vuole sempre di più, e il suo errore è proprio questo: non capisce - ma d'altronde come potrebbe - quando di fronte a lei c'è solo una discesa. Tu, lettore, lo capisci ma non puoi fare proprio nulla se non essere uno spettatore passivo, che poi è proprio quello che Faber vuole.
Bello, corposo e intenso, a tratti impegnativo ma sempre, sempre, sempre coinvolgente fino all'ultima pagina. Non ha mai un momento di noia, di fermo, mai una scelta narrativa che stona, mai un personaggio o una parola fuori luogo e per un tomo di quasi 1000 pagine vuol dire perfezione.

Linda Howard
La regina dei diamanti

Titolo originale Death Angel

Trama
Leggereditore
pag. 333 | € 10,00
Bellezza mozzafiato, appassionata di diamanti e di uomini pericolosi, Drea Rousseau si è sempre accontentata di recitare la parte dell'amante sciocca e innocua. Ancora per poco, però, perché da tempo ha in mente un piano ed è arrivato il momento di metterlo in pratica. Nulla fa sospettare il temibile Rafael Salinas; mai avrebbe potuto immaginare che quell'angelo dagli occhi limpidi è anche un genio telematico, nonché un'abile manipolatrice. Infatti, prima di dissolversi nel nulla, Drea ruba al suo amante due milioni di dollari. Salinas non la lascerà andare senza prima regolare i conti, e mentre la donna cerca di cancellare ogni traccia e riprendere in mano il suo destino, lui assume un killer per ucciderla. Ma a volte per rinascere bisogna ritrovarsi faccia a faccia con la morte, ed è questo che sta per accadere a Drea. E non solo, perché per tornare a fidarsi degli altri e raccogliere tutte le sue forze, dovrà scendere a patti con l'uomo assoldato per ucciderla, con chi minaccia di conquistarla e legarla a sé per sempre. Quando la vendetta è l'unica strada verso la libertà, e la posta in gioco si alza ora dopo ora, scendere a patti con il pericolo sembra l'unica via d'uscita...


Commento
***Spoiler***
Sono delusa, lo ammetto.
Ho aspettato con ansia la pubblicazione in Italia di altri titoli della Howard e scoprire che ne hanno scelto uno che, alla fine, non mi è piaciuto è stata una delusione piuttosto forte. Il motivo principale è che ho trovato  la trama strana, rispetto a quella che pensavo di leggere. Prima di tutto si parte con una situazione ben definita, poi si passa al blocco narrativo più ricco d'azione per avere, stranamente, un cambio di rotta radicale soprattutto nella gestione base degli eventi.
Abbiamo la protagonista, Drea, che fa la mantenuta di un malvivente. Si è assicurata di non patire la fame, ma il rovescio della medaglia è che ha soppresso per anni la sua vera indole, per evitare che il suo protettore pensasse che potesse essere più di un bel faccino. La facciata comincia ad incrinarsi quando entra in scena il sicario, l'unico che la guarda come se si aspettasse qualcosa di più da lei e ogni volta ne fosse deluso. Appena il suo amante fa il gesto di barattarla allora Drea crolla.
Però, insomma, aveva proprio bisogno del fatto compiuto per capire che era solo una prostituta? Primo punto che non ho digerito: la protagonista sembra cadere dal pero, sembra che sia stata una perfetta idiota, contenta di fingere per anni, e che si sia svegliata solo quando t'oh! cambia l'andazzo. Ma facciamo finta di nulla e andiamo avanti. Il fatto si compie e lei, ovviamente, ne rimane talmente tanto colpita da decidere su due piedi che deve assolutamente cambiare vita, con o senza il sicario. Lui fa tzse' e se ne va e lei diventa isterica: fa errori su errori e alla fine si leva di torno. Ovviamente i due personaggi si ritrovano, dopo una serie di inseguimenti. Accade che ad un certo punto la Howard inserisce nel contesto e nella trama un elemento paranormale che non mi aspettavo e che, francamente, non volevo. Drea ha un'esperienza di morte, pre morte, non saprei come definirla...insomma vede la luce. In questo esatto punto anche il nostro sicario smette di essere anonimo e diventa Simon che, tutto ad un tratto, vuole mollare il lavoro e diventare bravo e buono. Normalmente non avrei avuto nulla in contrario, ma questi due cambiano rotta nel giro di poche righe, neanche la Howard stessa avesse battuto la testa e deciso di aver visto pure lei la luce.
Simon sviluppa un attaccamento a Drea tale da diventare interesse sessuale/sentimentale. Mentre Drea, nonostante lui l'abbia praticamente accoppata, sviluppa un sentimento di terrore/attrazione che naturalmente la rende del tutto vulnerabile a Simon.
Prevedibile la volontà di Drea di fare fuori il suo ex pappone ed altrettanto prevedibile l'intervento di Simon. Diciamo che non ho sentito in nessun momento lo sviluppo amoroso tra i personaggi, non ho capito in quale momento si suppone sia nato il sentimento e soprattutto non capisco perché. Nessuno dei due esprime un vero sentimento, se non questa ossessione causata dalle circostanze e facilmente eliminabile con un po' di buon senso (cosa che, ne sono sicura, un vero sicario ha in abbondanza).
Non sono pienamente soddisfatta, non ho apprezzato la storia d'amore e l'introduzione dell'elemento morte/resurrezione non ha incontrato il mio favore. Speravo fosse più classico, un romantic suspance nei canoni e non...questo.

Sherrilyn Kenyon (Kinley MacGregor)
Il cavaliere dei desideri

Serie MacAllister 1 
Titolo originale Master of Desire
Trama
I Romanzi Mondadori
La bella lady Emily sogna il vero amore e le gioie del matrimonio. Figlia minore di un nobiluomo inglese impegnato in battaglia, è sorpresa dall’arrivo di un misterioso cavaliere straniero nel castello di famiglia. Può davvero quest’uomo, bello da mozzare il fiato, essere il principe azzurro che Emily stava aspettando?
Di certo Draven de Montague, conte di Ravenswood, è arrivato fin lì per lei, ma per motivi che niente hanno a che fare con l’amore. O almeno così crede lui…






Commento
A volte capita che la Kenyon, con i romance storici, toppi alla grande, soprattutto quando i protagonisti sono più menestrelli che guerrieri, più Teneroni che maschi alfa. Stavolta, invece, ha fatto un buon lavoro. Sono pienamente soddisfatta della storia, dello stile, dello svolgimento e dei personaggi.
Per quanto riguarda la trama siamo, per forza di cose, sul già letto: il nostro eroe Draven viene da tutti visto come un assassino senza scrupoli, un uomo senza cuore, freddo e micidiale. Il papà di Emily è un suo nemico giurato, si odiano e si massacrano a vicenda nella speranza che uno di loro schiatti morto ammazzato. Per porre fine a queste lotte continue, il re decide di usare Emily come cuscinetto e la mette sotto la custodia di Draven in modo che il padre non attacchi Draven e Draven stia più attento agli interessi del vecchiaccio tutelando Emily.
La situazione, quindi, è chiara: la poverella si trova sradicata da un giorno all'altro dalla casa paterna, dalla quale -per inciso- non è mai uscita e che è felicissima di abbandonare. Eh si, perché Emily, invece di piangere e strapparsi i capelli come una tipica damigella, festeggia la ritrovata libertà! Forse ora riuscirà a trovarsi un marito e a cominciare a vivere. Ma dove cercarsi l'uomo? O meglio, perché cercarlo quando ne ha uno così manzo a portata di mano? Draven, poverello, sotto allo strato di amianto, è un tenerello. Soffre perché è convinto sinceramente di essere un violento e per questo si è sempre allontanato da ogni sentimento tenerello. Ma il suo cuore morbidoso gli fa un brutto tiro e alla fine cede di fronte alla costanza, alla testardaggine di Emily e ai suoi sentimenti.
I due sono ben delineati, sia caratterialmente che fisicamente (cosa che, a volte, manca) e hanno feeling: si stuzzicano in un susseguirsi di battute divertenti e il loro innamoramento è graduale e decisamente credibile.
Promuovo Sherry, e attento fiduciosa un altro titolo dei MacAllister.

Meg Cabot
Insatiable

Serie Vampiri a Mahattan 1
Trama
BUR | ebook | € 8,99
Meena abita a Park Avenue e scrive per la seconda Serie tv più famosa d'America, ma non tutto è rose e fiori. Il suo appartamento è un buco, la promozione tanto attesa non è arrivata e, infine, i produttori vogliono farle introdurre nella fiction uno stupido vampiro. Quando riceve l'invito a un party in onore di un principe rumeno in visita in città, Meena accetta perché ha bisogno di distrarsi. Neanche a dirlo, tra lei e il principe bello e tenebroso è passione immediata. Peccato che lui sia un vampiro, che sia a New York Per regolare i conti con un gruppo di suoi simili malvagi e che abbia alle costole un pericoloso cacciatore di vampiri al soldo del Vaticano. Meena, ovviamente, finirà proprio nel mezzo di questa guerra: scordatevi però la bella indifesa in balìa degli eventi; la nostra eroina dispone di risorse insospettabili che lasceranno a bocca aperta perfino il Principe delle Tenebre…


Commento
Diciamolo chiaro e tondo, la Cabot si deve limitare a scrivere young adult.
Non credo di essermi mai liberata di un libro così velocemente dopo averlo finito. L'ho avuto in regalo e l'ho scambiato senza battere ciglio. Con tanta soddisfazione, anche. In linea di massima l'ho trovato una grande perdita di tempo, perché la sostanza è poca anche se le pagine sono tante e la lettura si trascina faticosamente all'ultima pagina. Una sofferenza, non tanto per lo stile dell'autrice che conosco e che apprezzo per il suo essere leggero e spensierato, quanto per la pesantezza generale della storia.
Partiamo dal presupposto che la Cabot ha voluto - per non so quale tendenza autodistruttiva - rivedere la storia di Dracula di Stoker, riprendendo non solo il mito del conte transilvano ma pure i personaggi. Mina diventa Meena, una donna in carriera un po' sfigatella che vive con il fratello Jon (Jonathan) e che non ottiene mai la promozione per la quale sgobba da mattina a sera e a causa della quale non ha una vita. Poi c'è il conte Blacula, Dacula, ah no...Lucien - WTF? - figlio di Vlad (bad bad Vlad), docente di storia (cliché) e tanto bello quanto vampiro. Dimenticavo Alaric, una versione pimpata di Van Helsing, che caccia i vampiri per conto del Vaticano. Volendo gli ingredienti ci sono, peccato che l'impasto sia troppo gnucco e che non si riesca a maneggiarlo in nessun modo. Ho resistito fino alla fine per pura costanza e forza di volontà, ma francamente se non lo avessi iniziato, avrei risparmiato tempo e fatica. Dimenticabile, lento con una trama che vuole tanto e conclude poco. Non prenderò in considerazione il continuo.

Kresley Cole
Dark forever

Serie Immortals After Dark 0
Titolo originale The Warlord wants forever
Trama
Leggereditore
pag. 175 | € 5,00
Nikolai Wroth, un antico signore della guerra ora divenuto vampiro, è alla ricerca della sposa che lo accompagni per l’eternità e che lo faccia diventare invincibile. La sua natura lo rende più debole di un comune vampiro, e per recuperare le sue forze deve trovare una donna che si leghi a lui. Non è il sentimento a tracciare le sue mosse, almeno fino a quando il suo cuore ricomincia a battere, senza preavviso...Myst è conosciuta come la valchiria più affascinante al mondo, ed è allo stesso tempo una spietata guerriera e una seduttrice senza rivali. Per cinque lunghi anni cerca di sfuggirgli, fino a quando Wroth le ruba il prezioso gioiello al quale è profondamente legata, ribaltando le regoledel gioco. Ora è la pericolosa valchiria a essere soggiogata dal vampiro. Mentre il gioiello è fra le sue mani, Wroth potrà indurla a fare qualsiasi cosa...Il prequel della serie Gli Immortali apre le porte di un mondo oscuro e sensuale, dove il pericolo e l’amore sono intimamente intrecciati. 

Commento
Nonostante la sua brevità - 122 pagine, tipica lunghezza da short story da antologia - la Leggereditore ha, saggiamente, deciso di pubblicare anche i racconti per completare la serie. Va bene, è sbagliato l'ordine cronologico, ma tutto sommato neanche si capisce qual'è la sua vera collocazione.
Un punto a favore dell'editore ma soprattutto un punto a favore della serie, perché a volte il fatto di avere un pezzo mancante ci rende ben disposti e felici di leggerlo, anche se poi alla fine non ci piace. Naturalmente, con 4 cuoricini-ini-ini, non è questo il caso. Grazie alla Dea la Cole continua a piacermi e a soddisfare pienamente le mie aspettative ad ogni titolo. In questo caso il rischio di gradimento basso era piuttosto alto, proprio perché una short story o ti esce bene, oppure è proprio illeggibile.
La Cole ha saputo dosare nel modo giusto gli elementi base che rendono particolare la sua serie - e il suo stile - condensando tutto in un mix equilibrato che lascia l'impressione finale di aver letto una storia completa , quasi come se fosse un romanzo e non un racconto.
Non è semplice, saper creare la giusta atmosfera - identica, tra l'altro, a tutti i suoi romanzi, e questa io la chiamo continuità - ma soprattutto saper creare due personaggi perfettamente tratteggiati che si incastrano tra loro e nella storia senza stonare mai.
Solo per questo si merita un voto alto, ovviamente bisogna spendere due parole su Nikolai, vampirone ben fatto, non c'è che dire, e su Myst, la valchiria più desiderata del mondo. I due sono divertenti, a modo loro, senza scadere nel ridicolo o nella macchietta.
Ora che il quadro è completo, possiamo riprendere la lettura nella cronologia corretta, sperando che ogni racconto breve verrà pubblicato nella sua collocazione esatta. Fingers crossed.

25 gennaio 2012

J.R.Ward
The rebel

Trama 
Harlequin | € 298
Nate Walker has never shied away from the hard road. Even when it meant leaving behind his family's wealth… and the fiancée who only wanted a rich man. Nothing was going to stop him from opening his own five-star restaurant.
And he was on his way—until his car broke down on a dark road in the Adirondacks, leading him right to White Caps Inn… and Frankie Moorehouse. Suddenly Nate has a job he doesn't really need—and an affair that has to end when summer does.
Except Frankie has a way about her. She gets under his skin. She even makes him want to do what he never thought he could: stay forever. 





Commento
Sottotono, porca miseria. E' una ristampa di un vecchio titolo, okey. E' un romance puro edito dalla Harlequin, okey. Però manca qualcosa. Manca lo stile tipico della Ward, quello che si sente quando l'autrice ha carta bianca e si può scatenare appieno. Qua, aimé, le barriere imposte dal genere (e dall'editore) sono fin troppo presenti, perché bloccano tantissimo il linguaggio, lo sviluppo dei personaggi e l'ironia tipica della Ward. Certo, in un certo senso si capisce chi è l'autrice, però non sono riuscita a far passare questo libro con un voto alto. Perché? Perché tra i due protagonisti non scatta la scintilla spaziale che la Ward sa creare. Frankie (che razza di diminutivo è?!) è la proprietaria di un B&B di famiglia che naviga in pessime acque: cadono i soffitti, il cibo fa schifo (chiama Gordon Ramsey, honey), mancano i clienti e i soldi sono pochi. Insomma, sta per andare in fallimento totale. Il problema è che la casa è di famiglia, piena di ricordi, e Frankie non vuole assolutamente separarsene. Proprio quando la poveretta è alla canna del gas suona alla porta lo sconosciuto Nate. Nate, ladies, è uno chef. Uno di quello che apre il frigo e ti combina una cena che levateeee e che fa svenire dalla goduria i pochi clienti. In più, ovviamente, è un gran manzo, con tanto di jeans, scarponi e giacca di pelle. Ah, dimenticavo, guida una Saab vecchia e sgarrupata. Libidine estrema. Aimé c'è poco spazio per costruire un Nate con i fiocchi, come la Ward a briglia sciolta saprebbe fare. Il risultato è un eroe che parte bene, ma si ammoscia strada facendo anche a causa di Frankie, che avrei preso a calci nel sedere quasi sempre. Eh si, perché la Ward è caduta nell'errore di creare un'eroina noiosamente 'facciotuttoio', una di quelle che si prende in carico famiglia, lavoro, sorelle, nonne rimbambite e che nel frattempo vuole far quadrare i conti di un'attività fallimentare, sparandoci in mezzo anche qualche lavoretto di casa. Frankie fa tutto lei e non vuole aiuti esterni, non si smolla neanche a morire e - piuttosto di divertirsi, di lasciarsi andare e ricaricarsi - preferisce essere acida e litigare con tutti. Insomma...una cretina.
Ovviamente lui si intrippa con lei proprio per questo suo essere cazz...ehm sfuggente. Un'altra cosa triste è che la loro storia segue gli alti e bassi del B&B: fanno soldi, fanno sesso, non ci sono clienti, vanno in bianco.
Si poteva fare di meglio. La Ward sa fare moooolto di meglio. Quindi si, vabbé, è un romance carino, veloce e leggero, però non si può leggere quel nome in copertina senza farsi un sacco di aspettative e rimanerci un pò male quando, alla fine, ti rendi conto che speravi in qualcosa di meglio.

Susanna Carr
Audaci strategie

Titolo originale The year of living shamelessly

Trama 
I Romanzi Mondadori
È da una vita che Katie ama Ryder Scott, ma per lui si tratta solo dell’innocente sorellina del suo migliore amico.
Da tempo la festa di Capodanno rappresenta un’ottima occasione per cambiare le cose, e questa volta dovrà essere quella buona per trascinare Ryder in una storia bollente: ora che Katie si sente donna, ha deciso di dimostrargli di essere sexy, disinibita e trasgressiva proprio come piace a lui.
E per Ryder sarà sempre più difficile resistere alla tentazione.
Peccato però che molto presto lui debba trasferirsi, e per sempre. Così a Katie restano solo sei giorni per convincerlo di essere la donna giusta per lui, farlo entrare nel suo letto e… tenercelo. 



 
Commento
Caspita, su Anobii la maggior parte dei voti è negativa. Lo stroncano senza pietà alcuna! Ce ne sono giusto alcuni che sono alti, ma solo perché -credo- le lettrici lo hanno preso per il verso giusto. E' logico che certi romanzi vanno presi con le pinze, letti con in testa ben piantata la consapevolezza del genere, della categoria, della qualità ecc. Con questo non voglio dire che questo libro fa schifo, povera Susanna, anzi. Voglio dire che un extra passion della collana RM va preso per quello che è, ovvero una storiella in cui la zompata la fa da padrone. Non è certo narrativa ai più alti livelli. Se lo si legge con la giusta predisposizione mentale, tutto sommato è carino. Io l'ho letto prima di andare a dormire, mi teneva sveglia per un paio di capitoli prima che il coma serale mi facesse russare sul cuscino. C'è una trama diversa rispetto a quello che i RM ci hanno abituate: la protagonista decide di prendere in mano la situazione e saltare addosso all'uomo di cui è innamorata da una vita e che, mortacci sua, la vede come la sorella del migliore amico. Lui, marpione super maschio che tutte vogliono, ha sentimenti molto nobili, of course. La vede come donna, certamente, ma non vuole superare il limite e rovinare tutto. Così che fa? Easy, prende e fa le valigie, con il risultato che la poverina deve impegnarsi ancora di più nel convincerlo a restare. Aimé, la triste scelta di usare il sesso e solo il sesso come mezzo per convincere il manzo riduce la storia ad una ripetizione di situazioni che, si, sono intriganti le prime volte, ma dopo cominciano a non risplendere di nuovo. Crea i misunderstandings, al plurale perché uno non bastava, e tensione seguente tra i due lovebirds che ci mettono tutto il libro per dirsi love you. Vabé, è una storia kinky rispetto alla media degli RM, con riferimenti espliciti al bondage e la cosa non mi è dispiaciuta (qualcosa di nuovo, at last!) Ovviamente, è una storia molto leggera, poco impegnativa e che va letta per questo, altrimenti risulta essere una minchiata colossale e inutile. Avvisati, vi ho.

Kresley Cole
Dark night

Serie Immortals After Dark 4
Titolo originale Dark needs at Night's edge
Trama 
Leggereditore
pag. 377 | € 12,00
Lei è una tentatrice che proviene dal regno delle ombre…
Néomi Laress, una famosa ballerina morta secoli fa, è destinata a vagare inquieta per l’eternità. È stata uccisa e nessuno le h amai reso giustizia. Invisibile agli occhi dei vivi, e dotata di poteri sovrannaturali, abita la sua casa, spaventando chiunque osi valicare la sua soglia. Fino a che si imbatte in un essere immortale molto più spaventoso di lei.
Lui, un vampiro guerriero consumato dalla follia. Fin dove si spingerà per averla? Riuscirà a conquistare il suo cuore e a distruggere il velo scuro che avvolge la sua stessa essenza? Un’avventura che si legge con i battiti accelerati e tutta d’un fiato, una storia che ci spinge verso la promessa di un amore eterno. 




Commento
Per fortuna che ci sono serie come questa, che non ti lasciano mai l'amaro in bocca e che rispondono esattamente alle aspettative e alle necessità del momento. Vuoi leggere una storia d'amore dove il paranormale la fa da padrone? Dove i personaggi sono esagerati? Dove può succedere di tutto, anche se la credibilità è sotto lo zero? Dove i personaggi oltre ad essere ben fatti sono anche divertenti, dove c'è azione, sentimento, e passione al punto giusto? La Cole risponde. A me, questa serie, piace e continua a piacere. Mi piace lo stile semplice dell'autrice e mi piacciono i personaggi così assurdi che non puoi fare altro se non accettarli come buoni. Mi piace la velocità delle trame e l'equilibrio nelle proporzioni: non si esagera mai né con l'ammmore, né con la passione.
In questo libro i protagonisti sono un vampiro psicotico e un fantasma. Oh yes, un pazzo omicida e una povera fantasmina. Conrad è il fratello perso di Nikolai, Sebastian e Murdoch, quello che si è lasciato prendere dalla brama di sangue e che uccide anche la più pericolosa creatura del Lore. Conrad è dato per spacciato, tanto che lo vogliono abbattere tutti appena lo vedono, ma è troppo forte e troppo selvaggio per poter essere ucciso. Infatti è lui a far saltare le teste. Un bel giorno, quando è al limite della pazzia (fantastico il cambiamento del suo modo di pensare: nei primi capitoli parla con frasi scarne, quasi fosse uno straniero che non conosce le parole, con infiniti e periodi brevi, per aumentare di ricchezza lessicale e complessità man mano che procede la trama), i suoi fratelli lo obbligano con la forza a disintossicarsi dalla brama di sangue, imprigionandolo con la magia in una vecchia casa abbandonata...e il caso vuole che in quella casa ci abita il fantasma di Neomi, legata per sempre a quel posto dal momento della sua morte. Neomi, fantasmina dolce e divertente, piena di vita quanto può esserlo un fantasma che vuole disperatamente essere viva, rimane affascinata dai fratelli e soprattutto dal dement che sembra non saper fare altro se non distruggerle l'amata casa. Conrad, da parte sua, è arrivato alla conclusione di essere completamente rincitrullito perché vede una donna che i suoi fratelli non vedono. Man mano che la situazione si chiarisce, la trama è ovvia: tra Noemi e Conrad nasce prima l'attrazione e poi entra in gioco il fattore Sposa, che porta il vampiro ad una volontaria disintossicazione, con tanto di cambiamento di attitude (anche se lo preferivo pazzo furibondo) e al conseguente tentativo di portare Neomi in vita.
Mi sono divertita, durante la lettura, perché i due sono teneri a modo loro. Neomi è una ballerina che se ne frega delle regole della società da cui proviene e Conrad è talmente fuori di testa che segue l'istinto prima di tutto e i sentimenti dopo. E' una storia che si legge veramente con piacere e che conferma come la Cole sappia gestire benissimo storie e personaggi al limite del credibile. Sono sempre più contenta di aver cominciato questa serie e non vedo l'ora che esca il prossimo!

Lisa Kleypas
Cuore a cuore

Serie Stokehurts 1 
Titolo originale Midnight Angel
Trama 
I Romanzi Mondadori
Anastasia Kaptereva è una nobildonna dalla delicata bellezza a un passo dal matrimonio, ma… uccide il suo promesso sposo. O meglio, lei non ricorda nulla, eppure tutte le prove la accusano. Dopo una rocambolesca fuga dalla prigione di San Pietroburgo arriva in Inghilterra, dove riesce a farsi assumere come istitutrice della figlia dodicenne di lord Lucas Stokehurst. E se Anastasia è perseguitata da quella tragica morte, Lucas e sua figlia convivono con il peso di un grave lutto da superare. Insieme potrebbero guardare al futuro, ma non è così semplice liberarsi del passato… 






Commento
La tragedia è capitata. La maestra, il mito del romance...mi ha delusa. Non ci posso credere, ho perso un punto fermo nei miei acquisti, nelle mie letture spensierate e nei miei eroi preferiti. E' una tragedia di proporzioni esistenziali. Come faccio, adesso, ad iniziare un libro della Kleypas senza avere i sudori freddi? Appena ne vedo uno in attesa penso 'oddio e se è noioso come questo?' e mi passa subito la voglia.
Non ce la faccio, dovrò aspettare mesi prima di tornare ad essere in grado di guardare il nome della Kleypas senza avere i brividi.
Che orrore di romanzo, che noia, che banalità, che tortura arrivare alla fine. E alla fine ci sono arrivata torturandomi, incredula che un'autrice come lei potesse produrre certe banalità, certe...cose. Insomma, partiamo come questa nobile russa incarcerata, una poveretta accusata ingiustamente (tanto lo si capisce subito), che passa le sue giornate a fissare le icone della Madonna. Poi c'è Lucas, l'uomo con l'uncino *brividi*, il lord inglese 'stardo e fissato con la memoria della moglie morta. Insomma, in parole povere, la russa malconcia arriva in quel di Londra e i parenti lontani la nascondono e la riciclano come istitutrice (già sentito, già letto, che noia). A chi possono mai rifilarla, se non al loro intimo amico uncinato? Ovviamente, Lucas la odia subito, non la vuole la scaccia, la maltratta perché...perché lo tenta e non sia mai! Tradire così la moglie morta? Giammai! Ma la figlioletta lo convince che deve rimanere e quindi il poveretto si trova ammaliato dalla pallida, emaciata, russa che sotto sotto cova una lussuria innocente nei suoi confronti che preparati!
Vabé, evito di raccontare nell'amante di lui gelosa e incazzosa, dei balli alla Jane Eyre e degli inseguimenti in Russia che fa tanto profughi dell'ultimo secondo. Si salvano in extremis il cugino psicopatico di lei e la bimbetta, che ho scoperto essere i protagonisti del prossimo libro della serie. La cosa mi disturba un poco (lui è già over 30 e la bimbetta ha 12 anni?) insomma, fatico a vederli maturi.
La noia, totale e diffusa, mi ha frenata nella lettura al punto di averlo in ballo un mese. La Kleypas non può farmi una cosa del genere, se la prendo in mano la devo leggere in qualche giorno e sicuramente non mi deve dare una sensazione di delusione cocente e totale. Non si può fare, dovrebbe essere vietato. Ripeto, ora dovrò aspettare un pò prima di leggere altro di suo senza avere i tremori. Che tristezza.

Laurell K.Hamilton
Cerulean Sins

Serie Anita Blake 11

Trama 
Nord | pag. 509 | € 19,60
La tragica rottura con Richard è ancora una ferita aperta per Anita Blake. Ed è quindi il bisogno di avere una vita sentimentale stabile che la spinge a impegnarsi in una relazione normale... anche se, per una negromante che di lavoro resuscita i morti, normale significa frequentare Micah, un leopardo mannaro, senza però rinunciare alle irresistibili tentazioni incarnate in Jean-Claude, il Master dell città, e dal suo bellissimo e seducente luogotenente, Asher. E' inevitabile che un equilibrio così fragile sia destinato a spezzarsi e, infatti, l'inatteso arrivo dall'Europa di Musette, la temuta rappresentante del Consiglio dei Vampiri, trascina Jean-Claude e poi la stessa Anita in un vortice d'intrighi e lotte di potere dai risvolti imprevedibili. Inoltre, quando St.Louis viene scossa da una serie di brutali omicidi, la situazione diventa ancora piu' torbida: Anita capisce subito che le morti sono opera di una creatura della notte e gli indizi la portano ben presto a sospettare proprio di Musette. Tuttavia la cacciatrice deve agire con la massima cautela, se vuole evitare che le sue indagini abbiano conseguenze devastanti per lei e, soprattutto, per i suo amanti: perché con le sue mosse si è conquistata l'attenzione della Madre di Tutte le Tenebre, l'essere oscuro che ha generato le stirpi di licantropi e dei vampiri. 

Commento
Son sorpresa, lo ammetto.
Di solito, quando leggo la Hamilton, o mi piace o mi fa schifo. Non ho mezze misure. Ultimamente, poi, la media era una depressione mista a disgusto che mi aveva portata ad abbandonare completamente l'acquisto della serie, ma a continuare a leggerla tramite biblioteca per pura curiosità e masochismo.
Ero pronta, quindi, ad incazzarmi come una iena e ad inveire contro Anita, la HamHam e tutto l'Anitaverse in generale. Ma non ho motivo per farlo. Prima di tutto perché in questo romanzo succede poco o niente, e poi perché mancano di sostanza anche i personaggi. Per 509 pagine c'è una calma piatta che spiazza: ok, Musette la 'starda vampira di Belle Morte arriva e manda tutti in crisi esistenziale. E' cattiva, tutti la temono ecc. eppure non da nessuna impressione di pure evil, come invece è capitato in alcuni romanzi precedenti. La cattiva cattivissima è Belle Morte che agisce a distanza ma che, puntualmente, non riesce a fare veri danni. Insomma, le due 'starde alla fine della fiera non combinano niente: niente cadaveri, niente tragedie cosmiche...nulla. L'unico vero dramma ruota, manco a dirlo, attorno alle problematiche sessuali di Anita.
Questa volta il dilemma è: mi trombo o non mi trombo Asher? Ah si, questo si che ci cambia la vita, che non ci fa staccare gli occhi dalle pagine. Come risolvere questo grandissimo problema? Ma è semplicissimo! L'ardeur! L'espediente metapsichico (uso continuo del termine, roba da mal di testa) preferito della HamHam. Poco male che ogni tanto qualche altro poveretto capiti sotto le grinfie della pazza Anita.
Va bene, a parte questo - thank God - la Ham ci ha risparmiato la solita dose di Nathaniel e dei suoi capelli all'Arbre Magique alla vaniglia, di Micah pisellone e di Richard che, lo ammetto, mi attizza un casino lo stesso anche se è isterico come una donna in menopausa.
Spicca piacevolmente Jason, che ha dei momenti in cui si intravede qualcosa di più del solito cretinetto. Jean Claude, anche lui, uno spazio maggiore e più definito nel senso che Anita lo vede più come suo compagno (non solo di letto) e stranamente dipende emotivamente e fisicamente di più. E' stato un cambiamento gradito, visto che lo ha sempre trattato come una pezza da piedi.
La parte relativa agli omicidi è totalmente trascurabile perché mal organizzata, superficiale e banale. Peccato, perché il licantropo serial killer era un'idea carina.
Che dire, quindi. Tutto sommato l'ho letto 'bene', ma non mi ha colpita né in bene, né in male. Vediamo il prossimo come si evolve e cercherò di capire se la serie può rientrare come tappabuchi nelle mie letture.

Kathryn Fox
Oltre le apparenze

Serie Anya Crichton 4
Titolo originale Bloodborn

Trama 
Leggereditore
pag. 373 | € 10,00
Rapine, detenzione di stupefacenti, stupri di gruppo ai danni di giovani vittime, due sorelle aggredite nella loro stessa casa di cui solo una riesce a salvarsi... sembra proprio che i capi d'accusa che pendono sulle teste dei fratelli Harbourn siano sufficienti per rinchiuderli in cella a vita, ma in qualche modo riescono sempre a eludere la legge. Anya Crichton, patologa che presta anche servizio nel centro antistupro di un ospedale, collabora con la giustizia nel tentativo di catturare i colpevoli. La dottoressa ha già avuto modo di conoscere gli Harbourn, e sa bene quale nemico ha di fronte. Ma non avrebbe mai immaginato che il prezzo da pagare per tutelare Sophie - la caparbia quattordicenne salva per miracolo - e le altre vittime sarebbe stato rischiare la sua stessa vita e quella di collaboratori e testimoni. Mantenere la calma di fronte all'incubo e alle efferatezze incalzanti che emergono dalle azioni degli Harbourn diventerà sempre più difficile, ma la patologa non è disposta a lasciarsi sopraffare dalla paura, anche se è chiaro che la famiglia Harbourn è disposta a tutto pur di sottrarsi alla legge... 

Commento
Ogni tanto mi faccio coraggio e provo generi che mai avrei preso in considerazione. In questo caso ho tentato il medical thriller della Fox pubblicato dalla Leggereditore.
Ammetto di non gradire granché le storie in cui i protagonisti più che guardare ferite e ipotizzare cause non fanno, perché perdo interesse velocemente non avendo nessuna conoscenza di anatomia. Se non ho una trama portante veramente densa, tutto il sangue e gli ematomi e le analisi non mi danno nessun brivido.
In questo caso il romanzo si basa sulle vicende di un caso specifico, cioè di stupri di gruppo con omicidio da parte di un gruppo di fratelli. Ad indagare sulle violenze c'è l'esperta Anya che si dedica allo scopo della polizia: arrestare i fratelli.
Il problema sorge quando gli escamotage dei criminali per farsi scarcerare e i difetti colossali del sistema giudiziario americano offuscano completamente il ruolo di Anya. Tutta la storia ruota attorno a questi pazzi che entrano ed escono di prigione, sugli omicidi e sui dettagli delle ferite. Non capisco a cosa serva la protagonista, quando una normalissima poliziotta forse avrebbe dato un briciolo di brivido in più alla storia.
Tutto sommato, però, anche se la protagonista non lascia la sua impronta, la storia si legge con facilità senza particolari intoppi narrativi. E' un libro molto leggero e poco impegnativo, va benissimo se si vuole iniziare ad assaggiare il genere, per non farsi investire dai medical thriller senza essere preparati.

Lara Adrian
Il bacio svelato

Serie Midnight Breed 5
Titolo originale Veil of Midnight
Trama 
Leggereditore
pag. 364 | € 10,00
Guerriera invincibile, Renata non ha rivali nemmeno fra gli avversari del setto opposto, vampiri o umani che siano. La sua arma più micidiale è una straordinaria forza psichica, un dono rarissimo e altrettanto mortale. Ma ora un misterioso estraneo minaccia l’indipendenza che ha conquistato con tanta fatica. Si tratta di Nikolai, un vampiro bello oltre ogni immaginazione che la trascina nel regno della notte e della passione più incontrollabile.
I due uniscono le loro forze e si ritrovano a fare i conti con un sentimento che potrebbe salvarli o trascinarli per sempre fra le ombre eterne. Azione, intrighi e sentimenti sempre al limite, per un’autrice che ha conquistato la scena nazionale e internazionale, ormai una sicurezza per i lettori che attendono con ansia ogni sua uscita. 



Commento
E' strano come una lettura possa essere - in parte - influenzata quando si sa che da lì a due giorni incontrerai l'autrice. Tendi ad avere un atteggiamento bendisposto nei confronti del prodotto finito: trama, personaggi, stile, scelte narrative. Tutto ha una luce differente perché quasi non si vuole pensare male, o rimanere delusi, e trovarsi di fronte l'autrice di quel romanzo. Però, ad essere sincera, il fatto che sarei andata a vedere la Adrian a Milano mi ha soltanto resa più entusiasta di tutta la serie, ma non di questo titolo in particolare. Il voto alto, quindi, è meritato a prescindere dalle circostanze. L'ho iniziato con un pò di timore, visto che il precedente mi aveva lasciata tiepida (la storia di Rio), ma già l'impostazione della storia ha cambiato radicalmente il mio giudizio prevenuto.
Il pregio principale di questa storia è il ritmo, perché è molto più ricco di azione - secondo me - rispetto ai precedenti. C'è più movimento sia nella trama che nei protagonisti stessi: non solo sono entrambi partecipanti attivi della storia - e non solo vittime che si trascinano dietro agli eventi, come capita di solito alle protagoniste femminili - ma hanno un carisma e una reattività diversa rispetto ai personaggi precedenti. Niko si muove non solo nell'ambito classico della Stirpe, ma è anche indipendente, partendo in missione solitaria. Ha un'autonomia anche decisionale che gli altri personaggi non avevano: agisce come meglio crede, segue l'istinto e lavora in solitaria bene quanto quando lavora in gruppo. Infatti ho avuto un'impressione diversa di Niko, meno eroe romantico e più eroe incentrato sull'azione. Non mi ha impressionata per l'aspetto, quanto per il suo muoversi nella storia e nel saper apprezzare e comprendere un personaggio come Renata. Lei è la prima eroina kick ass della serie, nel senso che è umana al 100% ma è nata guerriera. Renata ha avuto una vita difficile e solitaria, per cui sa badare a sé stessa e non si crea tanti problemi a usare il suo potere di Compagna della Stirpe per rimanere a galla. Peccato che sia entrata nel giro sbagliato e non ne sia riuscita ad uscire se non con l'intervento di Niko.
I due, quindi, si muovono allo stesso ritmo, si capiscono e agiscono nello stesso modo. Ci vengono risparmiate tutte le schermaglie amorose tipiche del misunderstanding, inutile in questa storia, e i due litigano ma si riappacificano con intelligenza. Graduale e giustificato, anche, il loro innamoramento. Molto piacevoli le piccole parentesi più romantiche (come quella in casa nascosti dai sicari e nel rifugio boscoso di Niko) soprattutto perché non durano mai troppo e non bloccano il ritmo della narrazione.
La trama è più interessante dei precedenti perché succedono diverse cose che smuovono le acque. Tra le quali sia belle che brutte. Le brutte sono di più, ma le belle - essendo poche - hanno più valore non solo per i personaggi, ma anche per i lettori. Da notare la comparsa di un personaggio molto interessante che mi ha incuriosita molto fin dalla sua prima comparsa. Il Cacciatore Gen Uno senza nome, che in pochissime battute si crea uno spazio che lascia il segno. E' di conforto sapere che avrà un suo romanzo.
Mi accingo con fiducia a continuare questa serie, ma credo che l'avrei fatto anche solo perché la Adrian è una persona veramente gradevole e sinceramente grata verso i suoi lettori.

Linda Howard
L'uomo ideale

Titolo originale Mr.Perfect

Trama 
Sonzogno | pag. 339
Quattro amiche, durante la solita serata del venerdì al ristorante, compilano per gioco una lista ironica e alquanto osé dei requisiti pressoché irraggiungibili del loro uomo ideale: bello, fedele, divertente, ricco e, naturalmente, ben "dotato".
La mattina dopo quella lista scherzosa e imbarazzante viene pubblicata nella newsletter aziendale. E da qui rimbalza su Internet. E poi in TV. In meno di ventiquattr'ore, tutta l'America conosce i più segreti desideri delle quattro. Niente di male, se quei requisiti non pungessero sul vivo qualcuno che li interpreta come una provocazione diretta e personale.
Qualcuno che comincia a compilare una propria lista, una lista di morte, in cima alla quale ci sono i nomi delle quattro amiche.




Commento
Ogni tanto c'è bisogno di un romanzo leggero, divertente, scorrevole e che si legge in poco tempo. Uno di quelli che prendi in biblioteca, sgualcito, e che strapazzi mentre sei sui mezzi pigiata come una sardina. Lo pieghi a metà, lo giri, lo incastri e lo spingi a forza in borsa all'ultimo secondo per non perdere la corsa solo perché non puoi staccarti. Non ci riesci, devi leggerlo finché non arrivi alla fine. Ma perché? Parliamoci chiaro, la trama non è così curiosa o articolata da richiedere la nostra incodizionata attenzione. Né tantomeno il giallo è da trattenere il respiro. Insomma, cos'è che mi è piaciuto così tanto del romanzo? Semplice: lo stile. La Howard, che conosco solamente in lingua originale, ha il pregio di saper creare velocemente personaggi con caratteri ben delineati, forti e con tratti distintivi molto particolari. Sa sbatterti in faccia un eroe o un'eroina perfettamente formati e in più li pone in un contesto già di per sé facile in cui immedesimarsi.
In questo caso la protagonista è Janie, una donna in mezza carriera, che ha una vita piena e piacevole con amici e famiglia, ma con un vicino fastidiosissimo. Il suo tratto distintivo è l'ironia, veramente molto marcata, che fa sorridere e ridere anche in momenti 'fuori luogo'. E' sboccata e rozza, in un certo senso, e questo la rende ancora più piacevole alla lettura perché tutte noi, anche se siamo in vestitino e tacco, sbottiamo in un 'porca tr++a' se ne sentiamo la necessità. Quindi una donna reale, simpatica e nella norma dal punto di vista fisico: finalmente una brunetta in carne, e non una biondina flessuosa ecc.
Lui, parliamone. Lui, il vicino rompipalle, che Janie vede sporco, barbuto e puzzolente non è che un poliziotto che fa i turni. Una volta pulito, lavato e profumato ragazzi...che roba. Non solo la protagonista rimane rimbambita di fronte al nostro poliziotto alto, muscoloso e anche molto simpatico, ma pure noi. Io per prima: sbigottita e sbavante, e pure sghignazzante maledizione alllui che mi ha fatto fare un sacco di figure sui mezzi! Insomma, un trauma ormonale mica da ridere eppure dovevo aspettarmelo dalla Howard. Sono sopravvissuta - barely - a suoi eroi molto più alfa di Sam ma leggerne uno in italiano ha dato molta soddisfazione. Molta, molta soddisfazione. Molta. Aehm, mi riprendo.
Per quanto riguarda la parte 'gialla' siamo sullo scarsino andante perché l'autrice ha - ovviamente - deciso di basarsi più sulla parte rosa. C'è uno psicopatico che accoppa le amiche di Janie (stranamente riesce a far scorrere del sangue), ma le motivazioni, le dinamiche e lo svolgimento sono ridotte ai minimi termini, giusto quello che è necessario per portare avanti la storia senza lasciare niente di incompiuto. Ovviamente non si legge questo romanzo se ci si aspetta qualcosa di più dal punto di vista contenutistico, perché è un romantic suspance molto romantic e poco suspance, ma tutto sommato è così scorrevole e piacevole che non ci si rende nemmeno conto che il pazzo è una macchietta e le morti sono veramente sommarie.
Aimé, povera me, l'unica cosa che mi ha lasciato è stata la smania di prendere in mano altri romanzi della Howard. Sono spacciata.

Keri Arthur
Black Moon. Il gioco del vampiro

Serie Riley Jensen Guardian 4
Titolo originale Dangerous Games

Trama 
Newton & Compton
pag. 313 | € 12,90
I bassifondi di Melbourne pullulano di nightclub in grado di soddisfare ogni tipo di desiderio. Ma la detective Riley Jenson non è qui per cercare il piacere: è sulle tracce di un killer che proprio in questi locali a luci rosse viene a cercare le sue prede. Riley, metà vampiro e metà lupo mannaro, è sempre stata una donna forte e coraggiosa. Stavolta però entrare in un covo così protetto non sarà per niente facile.
C’è solo una persona che può aprirle le porte dell’inferno: Jin, un attraente barista dal corpo statuario. Lui, così giovane, sembra conoscere quegli ambienti meglio di qualunque detective del Dipartimento di polizia ed è l’unico che può aiutarla a smascherare il killer. Ma Riley dovrà seguirlo nei meandri di quel mondo di lussuria e desiderio. Un mondo che le riserverà non poche sorprese e in cui lei sarà l’oggetto di una bruciante, pericolosissima passione… 


Commento
Eh vabé, prima o poi doveva capitare, tanto valeva prepararsi. Dopo i primi tre, il quarto mi ha delusa un pochino. Il problema è che non riesco a collocare per bene il cosa, di per sé, mi abbia lasciato l'amaro in bocca perché in fin dei conti tutto è in linea con i libri precedenti. Non cambia granché, anzi, forse la trama diventa un po' più complessa e questo è un aspetto positivo però, non so, il ritmo inziale è lento e la lettura non ingrana. Quindi mi sono trovata a metà libro arrancando a mantenere l'attenzione. Però, una volta che ci si abitua al ritmo, si apprezza in pieno l'evoluzione della storia.
Riley, per fortuna, non subisce nessun cambiamento negativo nel carattere. Non diventa una cretina tutto d'un tratto e non si lascia andare a momenti da cuore di panna senza motivo. In effetti tira fuori un lato di sé che nei libri precedenti non compare: riesce a porre dei limiti e a seguirli, anche se questi vanno contro ciò che vuole. Riesce a porre degli obiettivi a lungo termine che sa essere positivi per se stessa e a non cedere ai desideri del momento. In questo modo obbliga Quinn a prendere una posizione (o forse è meglio dire una decisione) riguardo al loro rapporto. Le loro due nature si scontrano e si arriva ad una resa dei conti molto controversa. Si capisce che la questione ha subito un cambiamento radicale, ma ancora non si capisce se è in negativo o in positivo. Quetsa rottura, quindi, determina una diminuzione consistente della componente romantica per lasciare molto spazio alla trama. Vengono introdotti i demoni, con relativa possessione demoniaca ed evocazione magica. Oltre ai vampiri e ai mannari abbiamo un nuovo elemento paranormale che, in questo caso, lascia intendere una maggiore complessità nello svolgimento della trama. Ai demoni, infatti, si ricollega il passato di Quinn creando un ulteriore motivo di screzio tra lui e Riley e altri segreti inconfessabili.
Ho apprezzato molto la presenza più massiccia del gemello Rhoan e del capo dei guardiani (di cui mi sfugge sempre il nome), e nello stesso modo non mi è dispiaciuto leggere poco di Kellen e di vedere come, tutto sommato, venga usato soprattutto come elemento di paragone con Quinn.
In linea di massima il romanzo migliora nella seconda parte, ma credo che la lentezza della prima abbia lasciato un senso di noia che non si scrolla fino alla fine. D'altronde in una serie ci sono sempre alti e bassi e questo, come basso, è decisamente sopportabile.

Suzanne Brockmann
Passione contro il tempo

Serie Troubleshooters 9
Titolo originale Breaking Point
Trama 
Leggereditore
pag. 516 | € 12,00
Non le ha mai confessato il suo amore, e ora potrebbe essere troppo tardi... Un’avventura contro il tempo, fra azione, sensualità e pericolo. L’agente speciale Max Bhagat non conosce riposo: per portare a termine le sue missioni è disposto a sacrificare tutto, anche la vita sentimentale. Ma una terribile notizia gli apre gli occhi. Sembra che l’unica donna che abbia mai amato sia morta in un attacco terroristico. Quando si reca sulla scena del delitto, Max scopre che lei è ancora viva e sta affrontando qualcosa di ancora più oscuro della morte. È stata rapita da un serial killer intenzionato a usarla come esca per una trappola mortale. Riuscirà Max a stringere a sé la donna che potrebbe dare ancora un senso alla sua vita? Fra colpi di scena e azioni mozzafiato, lui e la sua squadra si confrontano con i fantasmi di un passato crudele, e con una violenza che supera qualsiasi immaginazione per cercare di salvare colei che rappresenta l’amore della sua vita. 

Commento
Miseriaccia (Ron Weasley docet) quanto mi rode iniziare un libro con la smania di incontrare un personaggio e poi ciccia! Non so perché, ero convinta che questo libro avesse come protagonista uno dei membri del team dei SEALs e invece mi sono trovata a leggere di un agente FBI. Vorrà dire che leggerò meglio le trame, prima di comprare un libro. Non che questo mi avrebbe potuto frenare dal comprarlo, s'intende, ma mi avrebbe almeno preparata a non leggere nemmeno il nome di Izzy. Depressione cosmica. Almeno, con la Brockmann, sono andata sul sicuro. Acquisto collaudato dal nome dell'autrice, che mi ha assicurato una lettura più che buona.
La storia è quella di Max, agente FBI freddo come una macchina, un vero duro di quelli che non si lasciano penetrare da nulla e da nessuno, che si innamora -suo malgrado- di Gina Vitagliano (sembra il nome di un personaggio di Jersey Shore XD) una ragazza molto più giovane e totalmente diversa da lui. Mentre Gina è solare, piena di vita e aperta verso il prossimo, Max è ombroso, chiuso e diffidente. Li unisce un'attrazione quasi ossessiva, passionale e intensa, che sfocia in amore da parte di entrambi ma che sono Gina non avrà paura di esternarlo. Cosa succede? Succede che Max, il beota, fa di tutto per allontanare Gina, cercando di convincerla di essere troppo vecchio, troppo rigido e incapace di amare...tutto perché nella sua mente malata pensa di non essere all'altezza della donna che ama. Quando finalmente Gina decide di allontanarsi, partendo per l'Africa, comincia una spirale di violenza. Max crede che Gina sia morta in un attacco terroristico ma, invece, la ragazza è viva e vegeta ma coinvolta suo malgrado in una questione altrettanto pericolosa. Comincia, quindi, il viaggio di Max e di Jules (altro personaggio che io AMO) attraverso l'Europa e l'Asia alla ricerca di Gina.
Non sto ad elaborare lo svolgimento della trama, anche se un appunto lo devo fare. Dal punto di vista stilistico mi ha creato confusione il continuo cambio temporale tra un capitolo/paragrafo e l'altro: si passa dal presente al passato recente e lontano senza una preparazione, per cui rimanevo spaesata finché non capivo di chi era il punto di vista e a che episodio si faceva riferimento. Questa struttura ad un certo punto finisce, per fortuna, quindi non mi sono completamente rincitrullita per capire la storia. Altro appunto è sulla fine: veloce veloce e troppo zuccherosa. Dopo tutto l'antefatto, le vicende passate, la separazione, il pericolo ecc...sti due fanno pucci pucci in uno *zac!*. Vabè, dai, posso anche concedere alla Brockmann un'inciampata finale visto che alla fine mi è piaciuto molto.
Ho preferito di gran lunga gli altri romanzi, ma anche questo è molto gradevole, anche se un pelino lungo.
Attendo il prossimo e la venuta di Izzy (o la sua comparsa...).

Jenna Blum
Cacciatori di tempeste

Titolo originale The Stormchasers

Trama 
Neri Pozza
pag. 382 | € 17,00
Karena Hallingdahl, trentotto anni appena compiuti e un matrimonio alle spalle, lavora nella redazione del Minneapolis Ledger. Un lavoro di routine, fatto di articoli sulla vita locale e sulla gastronomia norvegese, in omaggio alle origini di una buona fetta della popolazione del Minnesota, terra di pionieri scandinavi fin dalla fine del XIX secolo. Nei momenti liberi, Karena va sul sito dello Storm Prediction Center a scrutare le nuvole verdi generate dal computer, sperando di scorgere là sotto Charles, il fratello gemello sparito da anni dalla sua vita. Charles è biondo e ha la pelle chiara come Karena ma, diversamente da lei, è un tipo geniale e folle che alterna stati di depressione ed euforia in un baleno, e che, soprattutto, coltiva un'unica, irrefrenabile passione: dare la caccia alle tempeste. Una passione che ha segnato la sua vita e quella di Karena, legandole per sempre col sigillo di un segreto inconfessabile. Un giorno di quasi vent'anni prima, infatti, Charles si è inoltrato con sua sorella in un bosco dell'Iowa inseguendo una tempesta a bordo di una jeep. In preda a uno dei suoi stati euforici, guidava veloce sotto la grandine, così veloce che non si è nemmeno accorto di aver urtato e ucciso un motociclista. Karena l'ha visto l'uomo, immobile sotto la sua moto. Ma ha taciuto, non ha proferito parola con lo sceriffo, ha scelto il silenzio, come le suggeriva Charles, un silenzio che le è gravato per anni sul cuore e che ora la opprime ancora di più. 

Commento
Ma che bella copertina! Appena è uscito questo libro ho pensato: lo voglio. La copertina si, ma anche la trama mi attirava in maniera particolare. Non sono una che si lascia andare ad acquisti impulsivi, perché quando lo faccio mi becco certe fregature!, quindi me lo sono segnato e ho atteso che comparisse nel circuito bibliotecario.
L'ho iniziato un mese fa, prima di partire per le vacanze, ma poi l'ho lascialo lì perché non mi prendeva molto e avevo sotto mano romanzi più leggeri da leggere in spiaggia. Però, appena sono tornata, ho deciso che dovevo assolutamente ritentare e così, nel giro di 1 settimana, l'ho finito. Mi è piaciuto - e si vede dal voto - non tanto per l'originalità della trama che, tutto sommato, è un'americanata stile Twister 2 il ritorno quanto per la facilità con la quale si legge lasciando anche delle belle sensazioni. E' un romanzo che si basa sul rapporto di due gemelli: Karena, una giornalista di 48 anni divorziata, e Charles il gemello cattivo, malato della sindrome bipolare. La storia parla di come Karena viva alla disperata ricerca del fratello che non vede da 20 anni e di come, quando lo trova, non riesca in nessun modo a non farsi travolgere dalla malattia del fratello. Insomma, una situazione molto particolare, che genera un sentimento contrastante: si odia Charles perché rovina la vita di ogni persona che ha attorno. Certo, non lo fa apposta e nei momenti di lucidità si sente estremamente in colpa, ma intanto il danno è fatto. Karena, essendo sua gemella e quindi vittima di questo legame, non riesce a farsi una vita propria perché in sottofondo c'è il gemello e la sua malattia. Anche se sono separati da così tanti anni, Karena non dimentica mai che una parte di lei è in giro a caccia di tornado, rischiando la vita. Per Charles, infatti, una tempesta è la rappresentazione della sua malattia: un tornado è la sua crisi. Così Karena parte per una spedizione a caccia di tornado, nella speranza di incontrare il fratello. Durante queste gite incontra Kevin, un insegnate di scienze che va a caccia di tornado nel tempo perso. Tra i due nasce un sentimento molto tenero, fatto di battute e scherzi ma anche di attrazione. In due si metteranno sulle tracce di Charles, tra tornado, drammi e crisi bipolari
Un romanzo molto dolce, piacevole e commovente al punto giusto, con un pizzico di azione e di adrenalina che rende tutto più coinvolgente e avventuroso. Il lieto fine non è scontato, perché fino all'ultima pagina ci si aspetta che Charles la combini veramente grossa, ma per fortuna l'autrice ha deciso di far trionfare la medicina e i sentimenti.