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22 ottobre 2018

K. A. Tucker
Il mio universo sei tu

Serie Burying Water 4
Titolo originale Surviving Ice

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Ivy è una tatuatrice di talento e, dopo anni passati in continuo movimento, forse ha trovato un posto dove fermarsi. Adesso lavora a San Francisco, al Black Rabbit, lo studio di tatuaggi di suo zio Ned: insieme funzionano alla grande e lei finalmente si sente a casa. Tutto cambia però quando Ivy si ritrova a essere testimone di un terribile crimine.
È pronta a fare i bagagli di nuovo e sta per partire, ma un incontro casuale con un affascinante sconosciuto la trattiene in città, dandole un motivo per restare. Almeno finché Ivy non scopre che il loro incontro non è stato affatto casuale.
Ice is beautiful and enticing; cold and hard and uncompromising.


Commento
La domanda che mi sono continuata a fare durante la lettura di questo romanza è stata: mi sta appassionando?
Prima di rispondere devo per forza fare la recensione, in modo da dare una spiegazione logica al voto e alla risposta finale.
Normalmente la Tucker è una di quelle autrici che leggo con tranquillità perché conosco il suo stile, le sue storie e la struttura della narrazione, e perché è un'autrice che non si discosta molto da quello che ha già presentato in passato. Una lettura sicura, in un certo senso, che affronto con entusiasmo ma anche con relax. Purtroppo negli ultimi mesi ho faticato a trovare un romanzo che fosse a tutti gli effetti un minimo appassionante, e che mi tirasse fuori dal blocco del lettore. La Kennedy ci era riuscita ma l'effetto è durato poco perché le letture successive sono state meno coinvolgenti.
Ho riposto grande fiducia nella Tucker, convinta che un'autrice conosciuta e generalmente sicura fosse la soluzione per mantenere il misero ritmo di lettura che avevo ritrovato.
Da un certo punto di vista Il mio universo sei tu è riuscito a farmi leggere un pochino ogni giorno, a stuzzicare la mia curiosità e a farsi finire nel giro di una settimana, ma alla fine non è riuscito a farmi sentire coinvolta nella storia e nei personaggi. Ci sono degli elementi che non sarebbero stati di mio gradimento anche durante il mio periodo d'oro, quindi in un certo senso il romanzo ha un potenziale notevole per chi, invece, apprezza il tocco suspense.
E' chiaro, quindi, quale sia il mio principale blocco. Il romantic suspense in generale non mi ha mai presa più di tanto, ho avuto qualche mese di fissa e poi l'ho definitivamente abbandonato, e normalmente tendo a girare alla larga da trame con questa componente. La Tucker, ad onore del vero, ha inserito questo elemento senza calcare la mano in modo che chi non lo apprezza non si sente schiacciato dalla sua presenza. E' abbastanza curioso che per me sia stata proprio questa vaga sensazione di pericolo a movimentare la lettura. Questo perché in generale ho trovato la trama piuttosto prevedibile e piatta e il personaggio femminile molto deludente.
Il secondo blocco è Ivy. Ho apprezzato moltissimo che fosse mezza asiatica (perché non farla tutta asiatica? Mistero.) e che non fosse la solita bambolina, invece non ho trovato piacevole la sua personalità. La Tucker non ha creato un personaggio originale, ha creato uno stereotipo: la tatuatrice dalla personalità spigolosa, inavvicinabile, girovaga, senza radici, piena di tatuaggi e con i capelli mezzi rasati, la classica dura che non chiede mai e non si lascia prendere da nessuno perché deve sempre cambiare città. Il cliché assoluto. Ivy poteva benissimo avere alcune di queste caratteristiche e risultare più credibile, invece le ha tutte ed è una macchietta. Non mi ha fatto simpatia, non l'ho particolarmente apprezzata nemmeno quando - magicamente - si innamora e diventa subito una gattina sottomessa.
Per quanto riguarda Sebastian è forse l'unico personaggio che ha saputo stuzzicare la mia curiosità. Non tanto per la sua situazione, visto che il lettore conosce tutto, ma per il modo in cui ha gestito la cosa. Secondo me lui è il vero protagonista, mentre Ivy è solo un accompagnamento e il solito interesse amoroso. Della coppia non ho molto da dire perché onestamente ho sentito poco trasporto. Ero più interessata a scoprire come Sebastian avrebbe risolto la situazione, quindi si può facilmente immaginare quando fossi presa dalla storia d'amore.
La trama non è proprio delle più originali e si immagina facilmente il suo evolversi. Ci sono alcuni personaggi secondari che tentano di lasciare il segno ma non c'è spazio di manovra, così come si ritrovano nominati alcuni personaggi dei romanzi precedenti ma sono richiami che cadono nel vuoto perché Ivy è talmente slegata e lontana da loro che i collegamenti nemmeno si capiscono.
Non ho provato nessun interesse per tutta la questione di Ned e del negozio, anzi il continuo ripetersi di certe scene e di certi concetti alla lunga mi ha proprio annoiata, ma c'è poco da fare perché l'autrice le ha usate come scusa per far avvicinare i due protagonisti che, altrimenti, non avrebbero avuto modo di interagire. Forse per questo ho trovato il romanzo statico e un po' noioso, perché per quanto ci sia una sorta di action sotto sotto rimane confinato in quattro setting e non si espande mai per dare una vera sensazione di pericolo o di azione. Sebastian, ad esempio, nella parte finale risolve la situazione quasi senza farsi vedere. Rimane in ombra perché ci dobbiamo sorbire la finta ribellione di Ivy che non aggiunge assolutamente niente al momento. Diciamo che alcune scelte infelici - perché troppo stucchevoli - hanno contribuito alla mia mancanza di entusiasmo e non hanno certo facilitato il voto.
Quindi la risposta alla domanda iniziale è non molto.
Secondo il mio modestissimo parere Il mio universo sei tu è il romanzo meno riuscito della serie, non riesce in nessun modo a sostenere il paragone sia per la trama che per i personaggi, ma tutto sommato è un romanzo che si legge tranquillamente senza grosse difficoltà. Essendo la Tucker un'autrice capace, la struttura del romanzo è ben fatta e gli episodi salienti sono ben gestiti e distribuiti. Il fatto che mi abbia presa poco è tutto da scaricare sulla mia poca voglia di leggere e sulla natura della storia e della protagonista femminile, e non ha niente a che vedere con la qualità del romanzo.
In generale credo che sia una storia ben fatta e che oggettivamente abbia un grande richiamo per chi apprezza questo genere di storie. Non ha quel qualcosa in più, però, perché nonostante l'abbia letta con regolarità non ho mai sentito l'impulso di continuare la lettura per conoscere l'evolvere della storia. 
Vedremo cosa ci riserverà la Tucker nel futuro, spero che per allora avrò sconfitto definitivamente la mia depressione da lettrice.

29 gennaio 2018

Jennifer L. Armentrout
Per Sempre Mia

Titolo originale Till Death

Trama

Nord | ebook | € 9,90
Ti amo da sempre. Ti ho atteso per anni. Adesso non mi sfuggirai…
Dieci anni prima. Sasha sta per morire. Ha visto che cosa è successo alle altre vittime dello Sposo e ormai sono giorni che lui la tiene prigioniera. Ben presto, il killer ucciderà anche lei. Ma ecco che accade il miracolo. Oggi. Sasha era scappata il più lontano possibile dalla sua città natale, dove tutto le ricordava lo Sposo e le torture che aveva subito. Eppure adesso è stanca di nascondersi: il suo sogno è sempre stato quello di portare avanti il bed & breakfast di famiglia e lei ha intenzione di realizzarlo. Non appena rivede Cole, però, si rende conto che aveva anche un altro motivo per tornare...Cole non si è mai perdonato per quanto accaduto quella notte. Avrebbe dovuto accompagnare Sasha, invece l'ha lasciata andare a casa da sola. E lo Sposo l'ha rapita. Tuttavia, ora che il destino gli sta dando una seconda occasione, Cole è determinato a sfruttarla al massimo. E non si lascia scoraggiare nemmeno quando Sasha inizia a ricevere strane minacce e in quietanti telefonate anonime. Ma questa volta Cole riuscirà a proteggere la donna che ama o lo Sposo finirà ciò che aveva iniziato?

Commento
Suppongo che, prima o poi, qualsiasi autore preferito pubblichi un romanzo così così. Io di solito sono di bocca buona, soprattutto se sono affezionata al nome sulla copertina, ma ogni tanto mi capita di dover affrontare un salto nel buio - o fare proprio una prova di fede - e rimanere delusa dall'esperienza. E' il caso di Per Sempre Mia.
Quando ho scoperto che la Jenny si sarebbe buttata sul genere suspense ho avuto un po' di paura.
Primo perché non sono una grande appassionata del genere - ne ho letti alcuni nel corso gli anni passati ma ho abbandonato in fretta la quest - e secondo perché questo è un genere molto difficile da scrivere bene, e finire nel pantano è un attimo.
Ora, da come si può immaginare guardando il voto, personalmente non l'ho trovato un romanzo bello. Di sicuro non è tra i migliori della Armentrout, o tra quelli che io ho apprezzato di più, ma ha comunque i suoi punti di forza ed è chiaramente un romantic suspense beginner friendly, quindi è veramente alla portata di tutti.
Comincio quindi con il punto di forza principale, quello che può convincere anche le più scettiche.
E' vero, si parla di serial killer e di donne morte ammazzate ma  il livello di violenza (e di sangue e di sbudellamenti e di cose inquietanti in generale) è molto ridotto e circoscritto. Se non vi piace il genere (come me), o non leggete romanzi che fanno paura o trattano di argomenti pesanti, Per Sempre Mia non è estremamente suspense, non fa paura e non è nemmeno esplicito sotto l'aspetto violenza &co. Si legge senza pensieri e non richiede nemmeno chissà quanta attenzione per seguire la storia. Essendo così blando sul lato thriller, è chiaro che da qualche altra parte l'autrice è andata giù con la mano pesante. Il lato romantic del romantic suspense è decisamente romantico (sorry per la ripetizione). La classica struttura che la Armentrout applica ai suoi romanzi qui c'è - temevo il contrario, onestamente - ed è piuttosto stabile. Ci sono tante scene che aiutano a ristabilire il rapporto e a svilupparlo da capo, quindi il fattore innamoramento non è secondario agli sbudellamenti. Anzi, in un certo senso lo spazio dedicato ai due protagonisti, così come quello per una sorta di normale quotidianità, supera di gran lunga quello destinato allo sviluppo della componente thriller.
Essendo, quindi, un romanzo forte nel suo contenuto romantico, è chiaro che i due personaggi principali hanno una bella presenza.
Sasha è una ragazza all'apparenza normale, con i suoi capelli biondi e la corporatura normopeso (grazie al cielo), ma in realtà è una sopravvissuta. Dieci anni prima era riuscita a scappare prima che il serial killer conosciuto come lo Sposo la uccidesse. Da allora ha cambiato stato, ha cambiato vita e si è allontanata dal suo passato, comprese le persone che le erano amiche o addirittura il suo ragazzo di allora, Cole. Sasha non è mi è dispiaciuta, si è comportata in modo coerente con la storia e con il suo passato, ma nemmeno mi ha convinta del tutto perché mi è sembrata poco carismatica e decisamente passiva rispetto alla storia e al resto dei personaggi. E' come se si lasciasse raccontare da ciò che le è successo nel passato e da ciò che le capita nel presente senza tentare di uscire dallo schema. Non ha grande carisma, viene definita dalla storia e dalle circostanze più che dalla sua personalità.
Aimé mi tocca dire lo stesso di Cole. Siamo lontane dai quei personaggi maschili della Armentrout che bucano la pagina, quelli che ti fanno sbavare appena entrano in scena. Cole è il bellone di turno, non dico il contrario, ma come per Sasha non riesce a uscire dallo schema e a rendere sua la situazione. Cole è un'occasione sprecata, perché rimane nello stesso limbo di Sasha e non riesce ad uscirne. Con lui mi sento di dire che è stato l'eroe che sta sempre appiccicato alla protagonista e che, alla fine, la salva corpo e anima. Non c'è niente di male, ovviamente, solo che ammetto di essere rimasta delusa quando mi sono resa conto che non mi sarei presa l'ennesima cotta letteraria.
Il vero punto debole del romanzo che, poi, mi ha portata a dare un voto basso, è la sensazione di inconsistenza e di prevedibilità. Come ho detto prima, questo può anche essere un pregio, ma se si ha un palato più fine beccare il cattivo al primo colpo e non riuscire a capacitarsi del fatto che nessuno si chieda se il killer era morto sul serio o meno ha fatto salire il sangue alle ginocchia. Insomma, i segni sono tutti lì com'è che a nessuno viene il dubbio?
Manca poi un approfondimento su ciò che è successo dieci anni prima, non c'è una preparazione sugli eventi e sulle indagini, non viene spiegato cos'è successo al killer né a Sasha. Quello che si conosce è talmente poco e talmente annacquato che non sembra nemmeno essere una parte importante del romanzo quando, invece, sappiamo che sarà determinante in quanto, poco alla volta, vengono fatti tanti riferimenti agli eventi passati. Senza contare che di fronte all'evidenza dei fatti Sasha - che dovrebbe essere traumatizzata - non si pone il benché minimo problema. Io avrei già chiamato la SWAT per controllare pure il porta scopino del cesso, lei niente, il vuoto totale.
Ecco, insomma, dal punto di vista del contenuto e della trama secondo me Per Sempre Mia non è esattamente ben riuscito. Ci sono alcuni buchi e la storia non ha una base solida, l'elemento suspense è debole e prevedibile, e c'è un dilungarsi tedioso sulle scene in solitaria di Sasha e - in generale - l'idea che mi sono fatta è che i personaggi siano tutti un po' delle zucche vuote. Sasha, che dovrebbe avere le antenne drizzate fino a Saturno, è di un tonto da non credere e Cole, che vi ricordo essere un federale, è più concentrato a giocare al fidanzato innamorato e protettivo. Non sono credibili, purtroppo. Carini, eh, ma per niente coerenti con la storia.
Tutto sommato, se penso al terrore che ho provato all'inizio, è andata bene. Non è stata una lettura impegnativa ma, purtroppo, nemmeno particolarmente emozionante. Qualche momento di noia c'è, così come qualche momento divertente o appassionante, ma siamo lontane anni luce da certi capolavori di NA che la nostra amata Jenny ha partorito.
Va bene così, mi accontento, le vogliamo bene e le permettiamo qualche romanzo un po' così. Tanto ho sempre Cameron che mi resuscita spirito e ormoni, quindi sono a posto.

20 marzo 2017

Jodi Ellen Malpas
The Protector

Titolo originale The Protector

Trama
Newton & Compton
ebook | € 5,90
La gente pensa di sapere davvero chi sia Camille Logan: una giovane figlia di papà, bella, viziata e con un conto in banca che le permette di fare la vita che vuole. Ma Camille ha deciso di liberarsi per sempre dai legami familiari e di cavarsela da sola. All’inizio commette parecchi errori, ma dopo aver passato un lungo periodo di sofferenze, finalmente sembra essere riuscita a conquistare indipendenza e felicità.
Proprio quando tutto sembra andare come aveva sempre desiderato, però, le conseguenze di alcuni rapporti d’affari intrattenuti da suo padre con persone senza scrupoli minacciano seriamente la sua serenità. Camille, in bilico tra risentimento e paura, deve anche stare in guardia dalle contromisure che il padre vuole adottare per difenderla. Ma nulla le servirà per proteggersi dai sentimenti burrascosi che le suscita l’ex cecchino pagato per sorvegliarla…



Commento
Tutti in coro! Aaaaaaaaaand IIIIIIIIIIIIIII will always looooooooooooove youuuuuuuuuuuuu. I will always love youuu uuuuuuuuuuuuuhuuhhhhhhhhhh.
Quanti di voi, leggendo la trama di The Protector, hanno pensato al film The Bodyguard con Whitney Houston e Kevin Costner. Quante? Io di sicuro, ho praticamente passato tutto il tempo di lettura canticchiando la colonna sonora perché - dai - siamo seri, era impossibile non farlo.
Non ho il benché minimo ricordo di quel film - ero troppo piccola e non l'ho mai più rivisto (not my cup of tea) - ma la somiglianza di base è bastata a far scattare un guizzo di fastidio nella mia testolina. Normalmente non avrei letto un romanzo dove almeno uno dei protagonisti è un personaggio famoso, semplicemente perché non mi piacciono e si prestano a determinati tipi di trame che, once again, non mi piacciono particolarmente.
Per The Protector ho fatto un'eccezione perché volevo dare alla Malpas un'ultima occasione prima di chiudere definitivamente con lei, e perché era da molto tempo che non leggevo un contemporaneo un po' spintarello con un protagonista maschile macho fino all'ultimo pelo del petto.
Mi sono buttata e ho fatto un volo d'angelo schiantandomi al suolo. Lo splat fatto dal mio cervello mentre mi colava dal naso ha sovrastato anche la canzone di The Bodyguard, cantata dalla sottoscritta con acuti imbarazzanti e interpretazione al limite dell'isterico.
Per essere giusta dei confronti di questo romanzo e della Malpas confesserò di aver resistito alla tortura fino al 71%, poi non ce l'ho fatta veramente più e ho letto 4/5 righe ad ogni giro di pagina fino alla fine. Il fatto che abbia ceduto con l'avanti veloce è decisivo per comprendere il mio umile e personalissimo giudizio: il protagonista è un pirla di prima categoria.
Analizziamo un attimo la storia. Jack è un ex SAS, un soldato (cecchino, per l'esattezza) delle forze speciali britanniche congedato dall'esercito a seguito di un episodio in cui ha mandato alle quaglie una missione causando la morte di due soldati del suo team. Per riempire il vuoto, Jack diventa una guardia del corpo super efficiente e super specializzata, una specie di best of the best, er mejo di tutti, una macchina precisa, un uomo di ferro, insomma è super pagato e super richiesto e - chiaramente - è un esemplare di maschia virilità concentrato all'ennesima potenza. Bello, super sexy, super pericoloso e super stronzo, Jack è lo stereotipo del protagonista maschile duro e bastardo che manda in tilt gli ormoni. E fin qui, ok.
Chiamato per proteggere la figlia di un magnate inglese, Jack non ha molta voglia di fare il babysitter a questa modella super paparazzata e pagata, perché chiaramente gli sembra tempo sprecato. Poi WHAM BAM la incontra e, niente, decide che è gnocca super e quasi quasi si tiene il lavoro.
Camille è una ragazza più giovane di lui (Jack ne ha 35 e lei 24?) che vuole farsi un nome senza i soldini di papino caro e non prende tanto sul serio la minaccia che qualcuno vuole farle del male, né prende bene la notizia che lo sgnoccolo super sexy è la sua guardia del corpo.
E' chiaro che buona parte della storia si basa sullo scontro tra i due: lei che fa i capricci e vuole seminare Jack, e Jack che le rotola dietro cercando di tenersi il pisello nei pantaloni. Poi finiscono a letto insieme e la cosa è talmente atomica che Jack decide che si vuole tenere Camille, e Camille decide che anche se non sa una beneamata mazza di Jack se lo vuole tenere. Classico romance contemporaeo, direi, niente di nuovo.
Quello che mi ha mandato a male il cervello e che ha condannato il romanzo dopo pochissime pagine è Jack. Io adoro - adoro - i protagonisti duri e cattivi, quelli che fanno piangere e disperare, ma francamente trovo imbarazzanti quelli che vengono creati come se fossero super uomini con l'ego gonfiato al limite dell'esplosione. E odio - ODIO - quando le autrici piazzano in testa a questi Big Jim dei pensieri al limite dell'assurdo che nessuno - se non qualche pazzo terrorista esaltato - può pensare. Jack ha una concentrazione di pensieri idioti talmente alta che per me è stato impossibile salvarlo, o giustificarlo, o anche solo tollerarlo. Lo avrei preso a pedate e gli avrei bruciato le sopracciglia, oppure gli avrei tirato le mutande urlandogli chi è che è l'uomo più pericoloso del mondo adesso?
Jack è un pirla, lo è e non mi vergogno a dirlo. E' esagerato sotto qualsiasi aspetto, al limite della caricatura, è un eroe uscito male, troppo prevedibile e ridicolo.
Insomma, dai, come si fa a dire che un personaggio che passa tutto - e intendo tutto - il romanzo sparando pensieri come questo possa essere un figo spaziale?
Che si sappia, e Dio mi è testimone, che distruggerò chiunque proverà a portarmela via, che sia il suo ex, suo padre, o una minaccia sconosciua. Verrà versato il sangue, e non mostrerò nessun rimorso per la carneficina che potrei fare lungo la strada. Amen.
Devo analizzare tutto quello che c'è di sbagliato in questa frase? Bene, la prima frase: distruggerò chiunque proverà a portarmela via, neanche quella povera ragazza fosse un pezzo di pizza che puoi sfilargli sotto al naso, come a dire sono un povero sfigato insicuro che non è in grado di affrontare il mondo e il destino perché gne gne gne nessuno può averla tranne me. Cresci.
Verrà versato il sangue. Quanti film si è visto in età infantile? Quanti problemi può avere uno che pensa verserò del sangue. Gne gne gne. Farà una carneficina. L'unica carneficina che può fare questo pezzo d'idiota è quello di rendere il mio cervello una poltiglia informe. L'unica, perché cosa pensi di poter fare? Lo sai vero che basta una botta in testa ben piazzata e cadi a terra morto stecchito come tutti gli altri essere umani, sì?
Insomma, avrei anche potuto sopportare una quantità ridotta di pensieri del genere, ma dovermi sorbire il 70% di boiate come queste ha consumato tutta la mia tolleranza. O mollavo, o bruciavo il restante 30% in pochi minuti. E, siccome l'unica cosa interessante spunta fuori alla fine, ho fatto un ultimo sacrificio e ho finito di leggere.
Altra cosa che mi ha infastidita parecchio è la mancanza assoluta di sostanza: in pratica succede pochissimo e la Malpas risolve tutto a caso nel giro di due righe. La presunta minaccia per Camille? Arriva e se ne va in cinque minuti netti, naturalmente con Jack che schizza di qua e di là come una pallina da flipper senza meta e senza senso e magicamente la salva. Così, a caso.
E non fatemi parlare della questione patetica dell'ex moglie e della figlia perché mi parte un rigurgito a getto tipo la bambina dell'Esorcista, talmente mi ha fatto venire il vomito.
Almeno le scene di sesso fossero interessanti. Nemmeno quello! E' solo una serie di quanto cazzo sei bella, ho il cazzo duro eccetera, senza considerare il tipo di scene scritte. Ben due scene di sesso nella doccia, due, e la scena della caccia al tesoro nel boschetto, che è al limite del ridicolo con Camille che deve girare nuda in mezzo ai rovi per trovare un campo di fiori e un Jack altrettanto nudo. E vogliamo parlare di quando lei vede un tronco - un tronco, perdio - e pensa chissà quando mi scoperà sul tronco. Ma sei seria? Vuoi veramente provare l'ebrezza di avere il sedere pieno di schegge di legno? Ma soprattutto come si fa a pensare che sia anche solo lontanamente eccitante leggere di questi due che girano nudi nel campo?
No, no, non salvo assolutamente niente di questo romanzo, niente. Ho letto in giro pareri super positivi, neanche fosse un capolavoro, e per carità buon per loro che hanno trovato un punto di contatto con la storia, ma per me è stata una sofferenza dall'inizio alla fine che mi ha fatto depennare la Malpas dalla lista in modo definitivo. Per come la vedo io, la prima trilogia che aveva scritto è stata la classica botta di culo che non sarà mai in grado di ripetere, e fino ad ora ha solo scritto storie che hanno confermato la mia teoria.
La Malpas è stata pure fortunata perché mi sono ammalata e sono troppo stanca per dare sfoggio della mia vera cattiveria, perché mi ricordo perfettamente il livello di acidità che ho provato durante la lettura e non è per niente paragonabile a questo commento. Il confronto è tsunami del Giappone e temporale estivo. Devastazione totale e qualche ramo rotto. Jodi abbella mia, ringrazia il virus.
Quindi questo è un addio a Jodi Ellen, perché l'idea di dover bruciare i miei poveri neuroni con cose così mi fa sentire in colpa. La vita è troppo breve e il mio tempo libro troppo poco per sprecarlo con autrici con cui non vado d'accordo.
E ora parte un candeggio letterario potentissimo per resuscitare il mio cervello.

22 settembre 2016

Kristen Ashley
Ti prego dimmi di sì

Serie Mystery Man 3
Titolo originale Law Man

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Quando quattro anni fa l’ispettore Mitch Lawson si è trasferito nel suo palazzo, Mara Hanover si è subito innamorata di quel tipo affascinante. Ma Mitch era troppo per lei, e perciò non gli ha mai confessato i suoi sentimenti. Ciò non toglie che dopo tanto tempo sia ancora l’uomo dei suoi sogni. Il destino però le dà una mano e così un giorno, quando le si rompe un rubinetto, Mara accetta l’aiuto del suo gentile vicino di casa, e per sdebitarsi trova il coraggio di invitarlo a cena…
E proprio quando il sogno di Mara sembra avverarsi, un imprevisto arriva a rovinarle i piani: dovrà occuparsi dei figli di suo cugino, un vero criminale da cui i ragazzini sono scappati. All’improvviso Mara si ritrova perciò con due bambini a cui badare e i bollenti spiriti di un poliziotto ansioso di aiutarla (e non solo) da tenere a freno. E Mitch, se davvero è convinto di volerla, dovrà fare presto i conti con tutti gli ostacoli che vogliono tenerli lontani.


Commento
Quando sto per partire entro in uno stato di confusione: voglio leggere ma non so cosa. Non voglio iniziare niente di lungo o di impegnativo - sono in vacanza, alla fine - e nemmeno voglio bruciarmi romanzi che, per quanto possano essere leggeri, sono entusiasta di provare.
Insomma, quelli lunghi no, quelli impegnativi no, quelli belli no, non mi rimane una cippa da leggere, ecco perché entro in crisi.
Settimana scorsa (mentre scrivo parlo del week end 22-24 Luglio) ho fatto due giorni e mezzo al mare e ho ridotto all'osso la valigia. Mi sono portata un libro cartaceo - che non ho toccato - ma alla fine ho sfoderato il mio e-reader e mi sono buttata su di un ebook a caso.
Oddio, proprio a caso no. Avevo già letto il primo libro della serie Mystery Man e l'avevo trovato delizioso; ho saltato abbandonato il secondo e mi sono decisa a bruciare il terzo sul lettino della spiaggia.
Risultato? Considerando che non ho passato tanto tempo a leggere, ci ho messo quattro giorni a finirlo e l'ho trovato fantastico all'inizio, bello a metà e discreto alla fine. Il primo grosso problema è che è troppo lungo: praticamente quando mi aspettavo la svolta finale e poi la chiusura, l'autrice ci attaccava altre scene lunghe decine di pagine. Per carità, divertenti e tutto quello che volete, ma dopo un po' sentivo il bisogno fisico di terminare la storia. Secondo grosso problema è che la protagonista femminile, nonostante abbia tanti aspetti positivi, non verbalizza mai niente. Le parole che dice più spesso sono: ehm, uhm, ma, Mitch. Il resto è poco, troppo poco perché non faccia la figura della sciocca.
Ma la cosa curiosa è che, povertà lessicale della protagonista a parte, la storia funziona così com'è anche grazie ai suoi difettucci: è sexy senza essere esageratamente esplicita, c'è tanto romanticismo senza la solita dose di melassa da diabete e non si fossilizza troppo sui due personaggi principali perché ci sono anche i due bimbi, i vicini di casa, il resto del gruppo (Hawk, ad esempio) che arricchiscono tutto.
Anche la trama è divertente e ricca d'azione, ma è come piace a me: in piccole dosi, senza appesantire la lettura e senza togliere il podio a quello che dovrebbe essere sempre in primo piano, l'amoreh.
Quindi, in breve, come lettura da relax assoluto, da non ti chiedo nulla se non lo sforzo di schiacciare il bottone per girare la pagina, Ti prego dimmi di sì è perfetto e sono convinta che tutta la serie sia carinissima (a parte il secondo, che mi aveva annoiata).
Ora aspetto il quarto su Tack e poi vediamo se la Ashley è capace di farmi partire l'ormone per un biker brizzolato con il pizzetto lungo.

5 marzo 2015

Lora Leigh
Desiderio conosciuto

Serie Elite Ops 3
Titolo originale Heat Seeker

Trama
Mondadori | ebook | € 2,99
John Vincent ha da sempre condotto una vita intrisa di pericolo, e ora che è stato dichiarato morto ha tutte le ragioni per rimanere tale. Membro della Squadra Operativa d'Elite, non si è lasciato alle spalle niente da rimpiangere, tranne una donna e un'indimenticabile notte di passione.
Bailey Serborne, ex agente CIA, tormentata dal ricordo dell'uomo che amava, è determinata a catturare colui che ritiene responsabile della sua morte. Inviato per aiutarla, John non può impedire che la passione che li univa si riaccenda, e ben presto si rende conto che né il proprio nuovo volto, né il nuovo nome, riusciranno a ingannare Bailey.






Commento
La noia.
La noia più totale.
La noia più devastante.
La noia più noia che abbia provato negli ultimi mesi.
La noia che mi ha mandato in pappa il cervello appena leggevo una pagina.
Con tutta la buona volontà, dopo tre facciate volevo già cavarmi le palle degli occhi. L'unica cosa che riuscivo a fare era cadere in coma e dormire della grossa.
Se un erotico, un romantic suspense erotico, ti fa addormentare allora c'è qualcosa che non va.
Che poi, se devo essere sincera, a me questo genere ha rotto le balle. Ci hanno tirato sceme per mesi, hanno richiesto a gran voce più titoli RS e quello che mi ritrovo in mano è un romanzo di Lora Leigh che, con tutto il rispetto per questa donna, non è particolarmente originale o avvincente.
Anzi, è proprio una boiata.
Quindi io, grazie tante, piuttosto mi metto a leggere il volantino della LIDL ma di RS non ne voglio vedere per molti mesi.
Perché, dai, un romanzo deve avere un minimo di intelligenza. Un minimo di coerenza. Un minimo di buon senso. Se mancano queste cose, cosa leggiamo a fare? Persino il romance più sdolcinato possiede uno schema che riflette una realtà - fantasiosa o meno che sia. Ma quando si leggono assurdità l'unica cosa che si prova è fastidio. Noia e fastidio.
Io, chi mi conosce lo sa, leggo proprio di tutto e lo faccio con una mente aperta. Dalle schifezze mi aspetto schifezze, da un grande autore mi aspetto un grande romanzo, e da Lora Leigh mi aspetto un erotico. Quello che non mi aspetto è un erotico mischiato ad un RS senza uno schema, senza una vera trama, buttato così tanto per fare e infarcito di sesso con l'evidente scopo di offuscare le lacune - voragini - della trama.
La prima volta che la Leigh ha tirato in ballo la resurrezione da morte presunta con relativa plastica facciale me la sono fatta andare bene. La seconda volta ho storto il naso ma me la sono fatta andare bene perché, tutto sommato, la trama filava via liscia e indolore. Alla terza, però, sono finita dritta nel reame del grumpysmo sfrenato.
In sostanza, in questo romanzo, si ripete lo schema degli altri tre. L'eroe viene dato per morto, risorge sotto mentite spoglie con una faccia diversa ma sempre super figo; ritorna dall'amata che, dopo mesi anni secoli di struggimento, accoglie il nuovo venuto a gambe aperte; insieme si alternano a indagini fantascientifiche e sessioni di cardio-sex a rischio affogamento da liquidi corporei. Salvano il mondo, si lovvano duro, il cattivo muore, tornano insieme. Fine.
Ora, tutto questo potrebbe persino andare bene se: 1. questa storia della chirurgia plastica non fosse una scemenza di proporzioni cosmiche. Perché uno che cambia la faccia è sempre un po' strano, di sicuro dopo un primo sguardo si notano dettagli che ti fanno capire che è passato sotto i ferri. Tipo, non so, cicatrici? 2. se la trama fosse stata più chiara, meno abbozzata non sarei morta di noia. 3. se la protagonista non fosse stata così odiosa, insopportabile e lagnosa. 4. se il mistero dell'identità di Warbucks non fosse stato tirato per le lunghe così tanto, un po' di movimento in più ci sarebbe stato. 5. se la Leigh non fosse così fissata con il far accoppiare i suoi protagonisti nei momenti meno adatti.
Insomma, come lettura frivola, leggera, va benissimo ma entro un certo limite. Perché va bene apprezzare un romanzo passatempo, ma darsi arie di RS e poi cadere nella ripetitività e nell'inconsistenza anche no.

10 novembre 2014

Karin Tabke
Gioco pericoloso

Trama
Leggereditore One
pag. 119 | € 5,90

Sophia non è mai riuscita a dimenticare la notte in cui ha perso la sua verginità con Colin, alla festa per il diploma. Costretta a sposare un boss della mafia per proteggere la sua famiglia, ora è in fuga dal marito, che l'ha sfregiata e vuole ucciderla per impedirle di testimoniare contro di lui. Sophia non ha intenzione di fidarsi di nessuno, neppure della polizia, ma non può sapere che da New York hanno inviato a difenderla proprio l'uomo che non ha mai smesso di sognare: Colin Daniels. Le basta un attimo per riconoscerlo, e insieme si ritrovano subito coinvolti in una fuga ad altissima tensione, sul filo rovente di un desiderio che risale a quel primo incontro. Dal canto suo, Colin non vorrebbe approfittare della vulnerabilità di Sophia, ma non è facile mantenere lucidità e freddezza quando la passione divampa.




Commento

Scena.
Mira reduce da una giornata di emicrania potente, due ibuprofene da 600 mg nello stomaco, il pensiero della macchina morta ferma dal meccanico, l'aspirapolvere ancora fuori e gli angoli di casa popolati da soffici gatti di polvere, una minestrina di brodo nello stomaco.
In queste condizioni, alle 21 di sera del sabato - patetica, I know - c'era poco o niente che avessi voglia di fare. Siccome il televisore era occupato dal fidanzato invasato con un videogioco nuovo non mi rimaneva che spalmarmi a letto e leggere. Ma alle nove di sera che diavolo potevo mai iniziare?
Ravanando nella pila ho scovato questo racconto che ho ricevuto chissà perché io non lo avevo certo chiesto. A caval donato non si guarda in bocca, they say, quindi mi sono messa comoda a letto e bella pacifica e ancora un po' rincoglionita dal mal di testa mi appresto a iniziarlo.
Il racconto si apre così, e poi ditemi se non mi dovevo sparare un'altra pastiglia e mettermi a ronfare.
Quel giorno, due cose stavano per cambiare la vita del poliziotto sotto copertura Colin Daniels. E non si trattava della bionda che glielo stava appassionatamente succhiando, né della rossa che gli premeva contro il viso la sua calda e bagnata intimità.
Parliamone.
Non sapevo se ridere o se lanciare il libricino dall'altra parte del letto. Si potrà mai scegliere di aprire un racconto romantico in questo modo? Non dico di censurarsi, di frenarsi o percaritàdidddddio castrare il proprio estro narrativo, ma santo cielo almeno aspetta che giri la prima pagina, prima di buttarmi in faccia una scena del genere. 
Quindi vado avanti, perché ho scelto di ridere, e perché non avevo voglia di alzarmi dal letto.
Insomma procedo e il protagonista Colin, poveretto, non riesce nemmeno a concludere il suo menage a trois perché le due tipe cominciano a picchiarsi per il diritto di toccarlo ma, appena lui fa per andarsene, le due si impegnano in un siparietto lesbo che lo riattizza e un nanosecondo netto dopo che lui ha fatto cose gli suona il telefono. Mi ero quasi scordata che era un poliziotto.
Il capo lo richiama all'ordine e nel giro di due righe cambia il giorno e Colin è alla centrale.
No, alt. Non è alla centrale perché lui lavora per - tenetevi forte perché questa è una boiata da non credere - il Federal Investigative Strike Team. Il FIST. Fist, gente. Fist come pugno. Volevo vomitare sulle scarpe della Tabke. Chissà come si è sentita quando le è venuto questo lampo di genio. Ah sì, il FIST (che ricorda vagamente il RIP di Anita Blake). Insomma, a questo punto avrei preferito che mi tornasse il mal di testa ma, siccome ero in uno stato di confusione ho continuato.
Quindi Colin è un ex marine, ex detective della omicidi, della buoncostume e della narcotici all'età di 34 anni. Non mi tornano granché i conti, ma procedo.
Il suo capo - che lo odia perché si è trombato la moglie - gli appioppa un caso di recupero testimoni e Colin, appena vede la foto di Sophia sfoggia un'erezione da primato. Sul posto di lavoro si mette a pensare a quello che le farebbe e come e quanto. Poi esce dall'edificio e si trasforma in un Rambo da non credere. Volano proiettili, lo inseguono, lo accerchiano ma lui scappa, corre, salta, si arrampica, spara, uccide, si nasconde e - naturalmente - riesce a scappare. In quarantamila gli stavano dietro ma lui li semina. Vabé, andiamo avanti.
Arriva alla casa di Sophia e ha un'altra occasione per sfoggiare le sue super doti di super uomo, salvando capre e cavoli in una fuga rocambolesca che manco Terminator.
Parliamo di Sophia.
Sophia ha regalato a Colin la sua verginità quando erano giovincelli, prima che la sua famiglia la mandasse in sposa ad un boss sadico. Sophia ha passato 10 anni tra violenze, sevizie, umiliazioni di vario genere, ma appena vede Colin PAM! si dimentica di tutto e gli dice 'visto che domani creperò sollazziamoci come ricci perché mi attizzi', si mette a sfilare ignuda davanti a lui finché Colin e il suo pisellone cedono al richiamo e frullano come conigli. Tra una trombata e l'altra spunta fuori qualche sicario ma Colin l'incredibile lo liquida con le sue doti da killer professionista.
Poi Sophia decide - così - che per tutti questi dieci anni lo ha amato alla follia, che è l'uomo della sua vita e che non può rischiare che lui muoia per lei quindi cosa fa? Ma scappa, ovviamente! Peccato che Colin è pure un segugio e la trova subito, la riporta all'ovile e si rimettono a frullare.
Frulla che ti rifrulla, tra una lacrima e uno scorrere di umori anche Colin cede PAM! all'amore e decide di abbandonare la sua vita da scapolone donnaiolo e il lavoro perché ama - ama - Sophia.
Oh, si amano forte, questi due.
Ci credono tutti.
Alla fine il marito malvagio di Sophia rispunta fuori, la rapisce ma Colin lo uccide. Sì, just like that, dopo la solita scena d'azione fantasmagorica.
Ah, come dimenticare la perla finale.
"Ti amo, ti amo, ti amo!"
Lui sorrise e si scostò, continuando a tenerla abbracciata.
"Che ne dici, se dopo aver sistemato le cose qui, torniamo da quell'impiegata?"
Sophia sgranò gli occhi. "Colin Daniels, mi stai chiedendo di sposarti?"
"Sì, te lo sto chiedendo. Vuoi sposarmi?"
Lei gettò la testa indietro e scoppiò a ridere. "Sì, lo voglio!"
Primo, 'zzo ridi? Secondo, perché non ho smesso di leggere alla prima pagina e me ne sono andata a dormire?

22 settembre 2014

Lora Leigh
Il prezzo della passione

Serie Elite Ops 2
Titolo originale Maverick

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
Sono passati sei anni da quando è stata rapita e stuprata, ma Rissa Clay ancora ha terrore degli uomini. Sebbene durante la prigionia sia stata drogata perché non ricordasse nulla, qualcosa inizia a riemergerle dalla memoria, e ora Rissa rappresenta una minaccia per il criminale che ha ordito quella nefandezza. L’incarico di proteggerla viene affidato a Micah Sloane. Membro della Squadra operativa d’Elite, formata da ex combattenti ufficialmente morti, Micah è sulle tracce di quel killer da anni. L’unico modo per stanarlo è usare Rissa come esca, facendola passare come propria amante. Ma la finzione diventa ben presto realtà quando nell’agente si accende una passione prorompente. E in Rissa un conflitto dilaniante.





Commento
Con questo romanzo sono arrivata al limite.
Il limite della sopportazione del romance. Perché anche io, ad un certo punto, non ce la faccio più. Il prezzo della passione è stato l'ultimo di una serie di letture romance - una dietro l'altra - fatte durante le spensierate vacanze, quando stavo a pancia all'aria sulla sdraio, circondata dai miei fiorellini e libera di poltrire tutto il giorno. Ma, come si sa, il troppo stroppia e sono arrivata alla fine di questo libro con la voglia di darmi a tutt'altro (e di tornare alla routine quotidiana).
Memore del primo titolo della serie - che mi era piaciuto così così - ho iniziato la lettura del libro con uno stato mentale zen-like, pronta alle fregnacce della Lora e allo scorrere copioso degli umori dei protagonisti.
Vi potete immaginare la mia sorpresa quando mi sono resa conto che questo titolo è nettamente superiore al suo predecessore. Stiamo parlando di oceani di differenza.
First of all, Il prezzo della passione è strettamente collegato a Il doppio volto dell'amore ma non ne ripete la trama né lo schema narrativo. I personaggi sono già entrati in scena ed entrambi hanno una loro storia pregressa ben distinta. Non ci sono ripetizioni, non ci sono scene già lette e - importantissimo - i due protagonisti sono diversi dai precedenti, più complessi e più credibili. Il collegamento nella trama generale della serie sta nella droga dello stupro inventata da Fuentes e nei personaggi legati a questo episodio: il killer assoldato per far sparire i testimoni e il chimico che cerca di sintetizzare la formula perduta. Insomma, la storia riprende da dove si era fermata ma con una nuova svolta che segue il percorso personale dei due personaggi.
A questo punto, però, devo sfogare la mia incredulità. La Leigh è tante cose, ma una maestra della caratterizzazione anche no. A libro finito sono rimasta sorpresa dalla riuscita di Rissa e di Micah/David, dalla loro fluidità, dal loro essere credibili e esagerati assieme, e dalla coerenza che hanno dimostrato durante lo svolgimento della storia. Rispetto alle acrobazie di Noah indotte dalla droga e dalla bidimensionalità di Sabella, la Leigh ha fatto dei passi da gigante.
In secondo luogo - altro punto a favore - il sesso è presente ma non è il protagonista, né il nucleo attorno al quale si sviluppa la storia d'amore. E' un erotic suspense, quindi Rissa e Micah si scambiano liquidi e condividono recessi, eppure pochissime volte ho pensato 'mi sto annoiando'. Mettiamola così, la Leigh ha saputo contestualizzare il sesso e integrarlo alla storia in modo che non offuscasse tutto.
Le sorprese non sono finite. La terza cosa che mi ha piacevolmente colpita è stata la trama. Tutta la trama, il che la dice lunga. Mi è piaciuto l'inserimento del PoV del cattivo, mi è piaciuta la semplicità del caso e mi è piaciuto il fatto che l'autrice non abbia complicato strada facendo, ma abbia mantenuto una linea e seguita fino alla fine. C'è struttura e metodo, in questo romanzo, e si sente.
Ora veniamo al sodo. Veniamo a Micah. Il bello di questo gruppo d'elite di soldati è che c'è dentro di tutto. Noah era un ex SEAL e Micah è un ex Mossad, un ex operatore dei servizi segreti israeliani. Ora, se dico Krav Maga si accende una lampadina? Bene, Micah è un ex Mossad gonfio, tipo Ken il guerriero, moro, scuro, tosto ma calmo. Micah usa la testa prima che l'appendice della sua virilità e mostra di avere una delicatezza nei confronti di Rissa che lascia sorpresi tutti. Micah è un ottimo esempio di come un personaggio maschile di erotic/romantic suspense deve essere: larger than life con un soft spot (ora la smetto, giuro). Cioè duro, aggressivo, letale, ma con un cuore.
Rissa è, però, la vera sorpresa, la ciliegina che chiude in bellezza un romanzo che si distingue da tutto ciò che ho letto della Leigh fino ad ora. Rissa è in parti uguali, vittima e combattente, fragile e indistruttibile, ingenua e maliziosa, è - in breve - un compendio sulla protagonista di questo genere di romance. Nasce come vittima, come una giovane donna traumatizzata, impaurita, bloccata, ma con un guizzo di vita, un fuck off a ciò che le è successo che la porta a uscire dal suo guscio, a tentare di vivere. Rissa ha paura, ma ci prova. Lo fa sul serio e non si tira indietro nemmeno di fronte ad un uomo come Micah e, cosa incredibile, non si lamenta e non si sfoga su di lui. E' una novità, questa mancanza di litigi assurdi, di bisticci nati per ripicca, tipici della protagonista sciocca e ottusa. Rissa segue la saggezza e l'esperienza di Micah e lo mette in discussione solo per gli affari di cuore, lì non c'è Mossad, Elite, o esperienza che tenga.
Mi è capitato di leggere parecchie sciocchezze della Leigh, parecchi romanzi troppo lunghi o troppo noiosi, ma questo è uno dei migliori. E' - forse - il titolo che consiglierei a chi vuole provare a conoscere la Leigh, come prima lettura, perché l'impatto è buono e si farebbe ricordare in positivo. Non mi resta che sperare che i prossimi romanzi della Lora mantengano questo livello, ma anche in caso contrario le sono troppo affezionata per abbandonarla.

10 luglio 2014

Suzanne Brockmann
L'eroe dimenticato

Serie Troubleshooters 1
Titolo originale The Unsung Hero

Trama
Leggereditore
pag. 471 | € 10,00
Tom Paoletti, tenente della marina americana, è in congedo dopo una missione in cui ha riportato un grave trauma cranico. Appena rientrato nella sua città natale, s'imbatte in un terrorista a cui dà la caccia da anni, ma i suoi superiori sono convinti si tratti solo di una delle allucinazioni che lo colpiscono ultimamente. Sospettando un attentato in occasione di un'importante cerimonia cittadina, Tom decide di mettere in piedi una piccola squadra antiterrorismo, reclutando alcuni dei suoi sottoufficiali più leali e due burberi veterani della Seconda guerra mondiale. Come se non bastasse, la dottoressa Kelly Ashton, il suo primo amore, è determinata a dimostrargli che non è più la ragazza della porta accanto cui ha spezzato il cuore anni prima. Anche se nella sua determinazione c'è la stessa irresistibile dolcezza di sempre… Se a tutto ciò si aggiunge una nipote ribelle da mettere in riga con un amico fumettista che ne è perdutamente innamorato, il successo della missione non è affatto garantito. Ma Tom sa che questa è la sua ultima occasione di chiudere i conti col passato e trovare la felicità una volta per tutte.
Aveva anche fatto qualche prova per tirare fuori di nuovo quel maledetto e scomodo argomento: [...] 'Hei, Kel, sai che fra tre settimane e mezzo non passerò i test psicologici e sarò buttato fuori dalla marina, quindi sarò senza casa, senza lavoro e ufficialmente pazzo, e avrò toccato il fondo nel modo più patetico e deprimente possibile? E, a proposito, ti sei accorta che sto diventando calvo? Ecco, che ne dici se ci sposiamo?'
Commento
Questa donna mi manderà in manicomio. Il manicomio delle lettrici indecise che non sanno se ignorare, odiare o amare un'autrice e che vengono sballottate ad ogni romanzo tra l'entusiasmo e la noia più totale.
L'ultima volta che ho letto un titolo della Brockmann ho messo in dubbio il nostro feeling, convinta che L'eroe dimenticato sarebbe stata una prova del nove, una sorta di ennesimo flop che mi avrebbe finalmente convinta di non essere in sintonia con l'autrice.
E invece NO! Ci è mancato poco che gli dessi pure cinque cuoricini a questa imprevedibile befana.
Quindi la Brockmann è ancora in gara e, almeno questa volta, ho un bel ricordo della sua ultima lettura.
La serie Troubleshooters è considerata una delle pietre miliari del romantic suspense, una chimera letteraria che le lettrici anglofone hanno portato in giro per il web come uno stendardo del genere. A me, mentre guardavo la cover e la data di pubblicazione su Fantasticfiction, è preso un coccolone. Questa serie ha 16 - dico S E D I C I - romanzi. Sedici. Questo è masochismo puro. Quando mai pubblicheranno tutti e sedici i libri? In quale universo parallelo? Non certo nel nostro, quindi spero di non sentire i lamenti da banshee quando l'editore farà ciao ciao con la manina e chiuderà la serie. Perché, let's be honest, lo farà. E' solo una questione di quando e non di se.
Dopo questa parentesi ottimista parliamo delle cose belle. Parliamo di Tom. No, scherzo (mica) parliamo del romanzo.
Era l'anno 2000 e The unsung hero (unsung - non celebrato) usciva con una bella copertina misteriosa, senza cosce, addominali, attorcigliamenti strani, con la sagoma di una coppia su una balconata e una bella nave militare sullo sfondo. Tutto, dell'edizione americana, ha un senso ed è coerente con il romanzo mentre noi - aimé - ci dobbiamo sempre accontentare del bellone in copertina. La cosa che mi lascia perplessa, però, è il titolo. Unsung, non celebrato, è il chiarissimo riferimento alla sottotrama di Charles e Joe, al fatto che Charles è l'unsung hero. Dimenticato è tirato un pò per i capelli, però tra dimenticare e non sapere e quindi non celebrare c'è differenza. Non lo dico per fare la pignola noiosa, ma perché il titolo e buona parte del romanzo girano attorno a due personaggi che si prendono con scioltezza buona parte del libro. L'eroe non è Tom, nonostante sia il protagonista.
Però, come dire, di Charles e Joe me ne fregava ben poco. Cioè, sono carini e la loro storia è interessante ma, quando hai un SEAL in recupero, un po' complessato, con qualche imperfezione fisica ma pur sempre fantagnocco, come diavolo si fa a non rimanere incollata alle pagine per lui?
Ecco, questo è Tom. Eroe ironico e maschio (del tipo peli sul petto, se suda puzza, jeans e maglietta) tipico del romance americano degli anni 2000, un militare superuomo che, acciaccato e malconcio, torna a casa dallo zio per riprendersi e rilassarsi. Tom è un personaggio divertente, brillante, con quel carattere che oscilla tra il cucciolone e il maschio alfa, dolce e divertente ma anche sexy da morire. La Brockmann sa creare uomini su carta, questa capacità non gliela toglie nessuno, e - in genere - sa anche creare la perfetta eroina da affiancare. Questa volta ha fatto proprio il botto perché anche Kelly è una di quelle protagoniste da romance americano, bella senza essere perfetta, gran lavoratrice, ironica e sensibile, senza quell'aggressività da donna moderna che tanto mi irrita. Come coppia Tom e Kelly sono pressoché perfetti, in gran sintonia anche durante i tira e molla e non esagerano mai, non escono mai dai limiti perché seguono un ritmo lento ma incisivo, di quelli che lasciano il segno.
La cosa che mi è piaciuta di più in assoluto del romanzo, però, è stata la sorpresa di trovarmi un romanzo d'amore al posto di un vero romantic suspense, una specie di regalo inaspettato con qualche momento d'azione, un po' di intrigo ma - principalmente - una storia d'amore.
Anzi, più che una ce ne sono ben tre! Quella portante, Tom e Kelly, quella retrò di Charles, Joe e della donna misteriosa, e quella giovane e tenera tra la nipote di Tom e il giovane illustratore. Insomma, un pacchetto completo, questo romanzo. Nonostante venga etichettato come suspense questo aspetto è defilato, poco ingombrante, ma si prende il suo spazio quando la trama deve risolvere la questione terrorista/attentato senza offuscare la vera essenza della storia e dei personaggi. Probabilmente è per questo che L'eroe dimenticato mi è piaciuto così tanto, perché racchiude in sé diversi elementi che lo rendono un romance contemporaneo, un romantic suspense e - a tratti - un romanzo che strizza l'occhio allo storico sulle guerre.
Non ha niente da invidiare ai romanzi più moderni e ha tutto da insegnare: per me sono questi i romance da leggere, quelli che ti regalano una gamma di emozioni diverse, che ti fanno sorridere e commuovere, che sanno darti la scarica di adrenalina e il brivido del pericolo tutto in un pacchetto ben scritto, fluido, senza momenti morti e senza parti che salteresti a pié pari.
Insomma, la Brockmann sa darmi grandi delusioni e grandi soddisfazioni, ed è in casi come questo che capisco perché così in tante ne decantano le lodi. Adesso aspetto con trepidazione il prossimo e spero davvero che non sarà l'opposto di questo.

30 giugno 2014

Lora Leigh
Il doppio volto dell'amore

Serie Elite Ops 1
Titolo originale Wild Card

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
Catturato dai narcotrafficanti, drogato e torturato per diciotto mesi, il Navy Seal Nathan Malone viene finalmente ritrovato e riportato a casa. Ma le sue condizioni psichiche e fisiche sono tali che si rifiuta di far sapere alla moglie Sabella di essere vivo. Dopo cure, riabilitazioni e interventi chirurgici, Nathan assume una nuova identità: Noah Blake, membro di un team di combattenti letali. Qualche anno dopo, Sabella, che ancora piange la sua morte, si ritrova nel mirino di una banda di fanatici razzisti e Noah interviene per proteggerla. Riuscirà a tenere nascosto il proprio segreto quando il desiderio e la passione, risvegliati dal legame profondo che li univa, minacciano di consumarli?






Commento
Okey, credo di essermi persa un passaggio.
Com'è che questo romanzo è super osannato? Onestamente non capisco. Cioè, con tutto l'affetto e la stima che provo verso Lora, pur avendo letto e apprezzato la maggior parte dei suoi romanzi, rimango sempre con i piedini ben piantati sul terreno. A me la Leigh piace, ma non raggiunge livelli eccelsi di narrazione o di originalità quindi non mi spiego lo sbrodolamento per Il doppio volto dell'amore né, tantomeno, la media di voti su Goodreads. 4.24 é una media stellare.
Sarà che ormai conosco lo stile dell'autrice e la struttura dei suoi romanzi, ma ultimamente rimango tiepida di fronte alle sue storie, come se le avessi già lette tutte e, in un certo senso, è proprio così (Lora non brilla per originalità). Naturalmente questo non è un difetto, visto che la Leigh la si compra e la si legge perché è una scrittrice di erotici e i suoi eroi sono fantagnocchi, però insomma, qualche volta è bello rimanere sorpresi, no?
Quindi non capisco perché ci sia stato questo fermento, perché sono piovute citazioni (io manco ne ho trovata una degna di essere riportata) e perché se n'è parlato così tanto. E' un romanzo carino, non lo nego, e ha i suoi bei momenti, però non è IL capolavoro.
Magari ero io, eh, non lo metto in dubbio, che non mi sono trovata nel mood giusto.
Quindi in sostanza cosa dire di questo romanzo? Ripetitivo. A tratti grottesco. Dalla sessualità calcata e - il più delle volte - inutile. La protagonista è bidimensionale (o fa la dura e respinge il maschio, o fa la sottomessa e spalanca le gambe tra gemiti e mugolii). Il protagonista è la brutta copia della Bestia, tanto tanto ferito inside e outside, con la chimica sbomballata e un pisello marmoreo che potrebbe trapanare il cemento armato. Una trama vagamente suspense che si risolve in poche pagine.
Partiamo dal sesso. E' un erotico della Leigh, quindi so bene che i due personaggi non fanno altro che masticarsi a vicenda e lo accetto, quello che mi annoia a morte è la routine delle scene di sesso. Lui cerca di saltarle addosso lei si arrabbia lui insiste e fa un po' il dominatore lei si scioglie e ci danno dentro come conigli. Over and over again, in tutte le posizioni possibili e a ripetizione perché Noah/Nathan è chimicamente sballato e si eccita per tutto. Lei respira BAM! erezione. Lei russa BAM! erezione. Lei è sporca e unta di grasso infagottata in una camicia logora BAM! super erezione. Cioè, va bene tutto, però a questi livelli diventa inquietante! Niente da dire sullo stile, Lora sa essere tremendamente volgare e coerente allo stesso tempo (ma ha una resa migliore in americano, in italiano a volte si rischia di scoppiare a ridere).
Sabella (WTF?! che nome sarebbe?) a inizio romanzo è relativamente giovane, ingenua ma furbetta, e gioca a fare la mogliettina del SEAL tutta casa e letto. Poi si avvolge addosso il ruolo della vedova inconsolabile che continua a struggersi per anni (6 anni) e poi cambia completamente comportamento. Da ragazza giovane diventa una specie di uomA tutta officina, grasso e motori, con un magico sesto senso che le permette di rimanere sintonizzata su Noah/Nathan. Naturalmente riconosce subito il marito, quindi non c'è una vera resistenza né un vero struggimento. Noah/Nathan è forse la maggiore delusione del romanzo perché inizia benissimo, un vero tortured hero, alfa e freddo, mentalmente instabile e con un sacco di problemi. Perfetto se non si fosse trasformato nel maritino amorevole/sex machine che dice e fa le stesse cose per tutto il libro. Noah/Nathan viene a noia velocemente, purtroppo. La parte suspense è interessante ma non approfondita - com'era prevedibile - con discreti personaggi secondari e la solita risoluzione frettolosa che regala il lieto fine familiare da Mulino Bianco.
Per passare un paio di ore di relax e per assecondare le proprie crisi ormonali senza faticare questa è una lettura perfetta, ti si spengono i neuroni ma non ti annoi, si legge volentieri (anche se è lunghetto) e richiede un livello di attenzione bassissimo. Io ho un rispetto smisurato per i romanzi frivoli, esagerati e un po' trucidi, sono quelli che ti fanno divertire di più e che raramente finiscono nella categoria mai più. Detto questo continuo a non spiegarmi la venerazione diffusa per il romanzo. Rimarrà un mistero, ma dormirò lo stesso.

12 maggio 2014

Maya Banks
Attrazione profonda

Titolo originale Soul Possession

Trama
Leggereditore One
pag. 154 | € 5,90
La cosa più intrigante di un uomo in divisa è immaginarlo fuori dal suo ruolo. Per Jessie Callahan, occhi nocciola, sorriso dolcissimo e carattere da leonessa, questo fa parte di un rituale, un piccolo gioco di seduzione con due detective belli come il peccato che da sempre frequentano il bar in cui lavora. Ma una notte il gioco cambia. Rick e Tru scelgono di osare, avanzando una proposta allettante. Con loro sorpresa, Jessie accetta. Sarà una notte di totale abbandono, che nessuno di loro dimenticherà. Ma nessuno di loro avrebbe mai immaginato che Jessie sarebbe stata accusata di omicidio la mattina seguente… Rick e Tru si troveranno così a rischiare tutto pur di salvarla dal vero killer e averla di nuovo tra le braccia.





Commento
E' troppo corto, dicono. Sono 154 pagine, penso.
La parte suspense è troppo veloce. Per forza, sono 154 pagine, cavolo.
La storia è approssimata, troppo superficiale. Sono CENTOCINQUANTAQUATTRO pagine, santo cielo.
E' deludente, mi aspettavo di più.
SONO CENTO CINQUANTA QUATTRO MALEDETTISSIME PAGINE.
Geez, mi chiedo come si possa anche solo pretendere di avere un gioiello di romanzo quando Attrazione profonda nasce come racconto per una raccolta. Racconto.Per.Una.Raccolta. E' breve e veloce, ma vuole essere. Deve esserlo. E' così che funziona, quando escono delle raccolte negli USA. Le autrici hanno un tot di spazio e in quello devono farci stare un racconto che rispecchi gli standard imposti dall'editore. Men out of uniforms è il titolo della raccolta e la Banks esegue più che egregiamente il suo compito.
Centocinquantaquattropagine pagine, gente.
Giusto per mettere in chiaro, questo racconto non fa parte della Kelly Group International. Non so perché viene spacciato come tale, quando bastava controllare sul sito dell'autrice per capire che NO, non è parte della KGI.
Ma veniamo al racconto. La Banks è un'autrice che sa giostrarsi allegramente tra un genere di romance all'altro. Scrive suspense, scrive erotici, scrive contemporanei e anche storici. E' brava a mantenere sempre il suo stile a prescindere dal genere, dal tipo di trama e dalla lunghezza di ciò che sta scrivendo. Una cosa che sa fare veramente bene, poi, e che risulta essere fondamentale per Attrazione profonda è il saper creare una tensione sessuale coerente con i personaggi e con la storia. Pochi paragrafi e bam! i protagonisti sono in pieno risveglio ormonale e fino alla fine riescono a non dare fastidio al lettore.
Rick e Truitt sono due detective della omicidi. Sono partners e amici, convivono e condividono il tempo, i passatempi, i pensieri e ogni tanto anche le loro amichette. Quando entrambi puntano a Jessie invece di rovinare la loro amicizia litigando decidono di unirsi per conquistare Jessie. L'unione fa la forza e, a quanto pare, di fronte al duo la giovane non dimostra di rimanere scandalizzata. Come è sua abitudine, la Banks sotto intende una storia pregressa tra i tre e, quindi, può permettersi di affrettare tutto spedendo subito i tre in camera da letto. La storia di sesso e amore è abbastanza prevedibile ma ben gestita e le scene a tre non sono particolarmente estreme, tutto è nella norma e segue lo schema dell'erotico anche con una certa pudicizia.
Per quanto riguarda la parte suspense posso tranquillamente dire che è veloce, sì, ma giusta nel dosaggio e nell'evoluzione tenendo conto delle 154 pagine. Certo, forse il fatto che la Banks abbia usato due episodi diversi forse è stato esagerato, però ha saputo limitarsi a tratteggiare entrambi i casi senza cercare di approfondirli e complicare le cose.
Quindi, riassumendo, sono 154 pagine godibilissime, veloci, sexy e con quel tocco di suspense che ripulisce dalle scene di sesso e permette di variare un po'. Non è un capolavoro - per forza di cose - ma non è nemmeno così brutto, così tremendo come certi commenti lasciano supporre. Il segreto, con questi racconti, è saperli prendere mettendosi nel giusto mood per poterli apprezzare e non rimanerne delusi. Se non siete capaci, lasciate perdere ed evitate di ricamare aspettative irraggiungibili da romanzo su un racconto.

2 maggio 2014

Suzanne Brockmann
Senza respiro

Titolo originale Bodyguard

Trama
I Romanzi Mondadori
pag. 377 | € 5,90
Dopo la morte del marito Griffin, Alessandra Lamont è entrata in un incubo. Un boss malavitoso rivuole il milione di dollari che Griffin gli ha rubato, e le concede solo ventiquattr’ore per restituirlo. Rimasta sola, Alessandra non si fida di nessuno, neppure dell’agente Harry O’Dell, incaricato di proteggerla. Così sfrontato da non farsi scrupolo a manifestarle il proprio interesse, è anche trasandato, scortese e arrogante, l’esatto contrario di quello che lei ha sempre cercato in un uomo. Eppure quando la salva dall’esplosione che le distrugge la casa, sarà proprio a lui che Alessandra si affiderà in una fuga senza respiro. Perché Harry è la sua unica speranza per sopravvivere. Anche se, restare viva, può comportare il tremendo rischio di innamorarsi.





Commento
Se c'è un'autrice che non riesco ad inquadrare, questa è la Brockmann. La prima volta che l'ho letta ho preso una cantonata tale che volevo cancellarla forever dalle mie letture. Poi non si è fatto che parlare di lei per anni, di quanto fosse la migliore scrittrice di romantic suspense ever, di quanto fossero belli i suoi romanzi, da sturbo i suoi eroi e chi più ne ha più ne metta. Mi hanno portata allo sfinimento, tanto che mi sono sentita costretta a leggere i suoi maledetti romanzi. Una volta mi è piaciuta molto, una volta meno, un'altra ancora per niente...in un caso specifico l'ho letta addirittura in inglese (ma solo per te, Izzy) e poi mi sono rotta di trovarla ovunque. Visto che poi non vendeva e gli editori l'avevano scaricata come una patata bollente mi sono messa l'anima in pace. Ma NO! Eccola che torna alla riscossa! E siccome io sono recidiva, l'ho presa. L'ho letta. E - once again - non so cosa pensare.
A caldo dico che Senza respiro va letto assolutamente per Harry O'Dell. Scordatevi la solfa/motto dell'anno sul romantic suspense, cancellatevi dalla testa anche solo l'idea di questo genere e preparatevi all'eroe meno eroe di romance. Harry: basso (rispetto alla media degli eroi figaccioni), non più giovane, perennemente con i vestiti sgualciti, con i capelli arruffati, lo sguardo spiritato di chi non dorme, occhiaie, rughe di espressione e una linguaccia maledetta che lo fa abbaiare contro tutti o bestemmiare come un turco. Harry vale tutto il romanzo. Perché a modo suo è sexy, perché è incasinato da morire, perché è un padre che non sa che pesci pigliare e perché il suo essere grezzo, cinico, burbero lo rende speciale, lo fa spiccare in una massa informe di eroi tutti uguali. Se non fosse stato per lui niente di questo romanzo mi sarebbe rimasto impresso.
La protagonista femminile è Alessandra Lamont, una vedova trofeo di un uomo che ha truffato un boss della malavita. Alessandra è bella, perfetta, elegante, sa come affascinare le persone e come rimanere a galla facendo affidamento solo sul suo aspetto. Quando perde tutto e si scontra con Harry è costretta a rivedere non solo le sue priorità, ma soprattutto il suo modo di vivere. Alessandra deve cancellare a colpi di tinta e di magliette troppo larghe la donna che è sempre stata, imparare a mimetizzarsi, a ritagliarsi un angolino in una nuova città nella speranza di non essere trovata. La difficoltà più grossa è che Alessandra vuole essere bella, vuole vestirsi bene e vuole piacere a Harry perché, nonostante lui non sia un uomo come quelli a cui è abituata, è il primo che la vuole così com'è, senza trucco, sciatta e stanca, e lei vuole disperatamente che Harry la trovi bellissima.
La loro relazione si sviluppa tutta sul rapporto agente/testimone e sul tira e molla emotivo: da un lato lui è il suo angelo custode, dall'altro la strapazza fino a portarla alle lacrime. Ma è bello vedere come entrambi riescano a proseguire sulla stessa strada, cambiare sé stessi e aprirsi a qualcuno.
La parte suspense è presente più di tanti altri romanzi usciti ultimamente e, in un certo senso, è gestita meglio. Tanto per cominciare il blocco suspense dirige la trama, influenza i personaggi e determina lo svolgimento di tutto il romanzo; non si limita a qualche sparatoria, alla comparsa fugace di un cattivo o al rapimento dell'ultimo minuto. La Brockmann ha potuto contare sul periodo (era l'anno 1999) e sul pubblico (le americane sbavano per il RS), dando libero sfogo alla storia. Non solo ci sono pericolo e violenza, ma addirittura personaggi secondari che interagiscono con la storia, contribuendo alla sua riuscita.
Conoscendo i miei gusti, però, e sapendo che non vado pazza per i RS con più S che R, si può stare tranquille: questo è un romance con tutti i crismi e la parte suspense non prevalica, non soffoca e non trasforma tutto in un thriller.
A questo punto sono ben disposta verso la prossima uscita della Brockmann - altro editore, altra serie - anche se non dimentico le batoste prese in passato. Non mi resta che continuare con il test, prima o poi deciderò se la Suz mi piace o meno.