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11 dicembre 2013

Julie Kagawa
Immortal rules. Regole di sangue

Serie Blood of Eden 1

Trama
Fanucci
pag. 480 | € 10,00
In un mondo postapocalittico governato dai vampiri, gli umani sopravvissuti all’epidemia del Polmone Rosso hanno il destino segnato: arrendersi ai dominatori ed essere schedati e allevati in cambio del proprio sangue. Decidere di non sottoporsi alla registrazione significa mendicare ai margini della società, cercando di sfuggire ai continui attacchi di mutanti famelici originati dagli esperimenti per debellare il virus. È questa la realtà in cui Allison Sekemoto lotta per la sopravvivenza come una Non Registrata: i vampiri le hanno portato via la famiglia e tutti i suoi sogni e darebbe qualsiasi cosa per poterli sconfiggere. Ma il giorno in cui tocca a lei essere in pericolo di vita, è proprio un vampiro a darle una possibilità di scelta: morire come un’umana o diventare ciò che più odia per l’eternità. Allie sceglie di trasformarsi e non sarà facile difendere quel poco di umanità che le è rimasto. Soprattutto quando incontrerà qualcuno capace di vedere oltre il mostro che è diventata.

Commento
Mai sottovalutare un romanzo.
Quando esce una novità che si mischia in diversi generi e che non riesce a dare un'idea precisa della categoria a cui appartiene, non bisogna fare come me e lasciarlo lì da solo nella libreria, in attesa del suo momento. Bisogna dargli subito una chance, bisogna subito buttarsi nella lettura e scoprire tutte le sfumature, tutti i segreti di questo romanzo.
Regole di sangue è il primo libro di una serie - o duetto - che può essere inserito grossomodo in tre grandi generi: post-apocalittico, young adult e vampiri. Quindi, prendiamo questi tre generi e mischiamoli assieme, filtrando tutti gli elementi che lasciano un retrogusto dolciastro, romantico e stucchevole. Rimaniamo con quei pochi elementi che hanno fatto storia nel genere, quegli elementi che non passano mai di moda e che funzionano con ogni generazione di lettori e con ogni moda letteraria.
Il risultato finale è un romanzo che brilla di una luce fortissima e che si distingue dalla massa per la sua originalità e per il suo coraggio: è diverso e allo stesso tempo collaudato.
Post-apocalittico. In un mondo devastato dal virus del polmone rosso gli umani vivono allevati dai vampiri, versando una tassa di sangue obbligatoria. I ricordi del passato sono stati cancellati, l'umanità non ha più coscienza di sé e non ricorda com'erano il mondo e la vita prima dell'epidemia. La povertà è una realtà, un dato di fatto e non una condizione anormale. Tra i pochi umani rimasti che non vogliono essere registrati dai vampiri, Allison è la rappresentante perfetta della resistenza: è giovane, è autonoma, emotivamente indurita dalle circostanze e fisicamente in grado di tirare avanti in quelle misere condizioni. Allison conta solo su sé stessa, non si appoggia nemmeno al gruppo di ragazzi che considera la sua famiglia e vive in un costante stato di pericolo: un giorno sei vivo, quello dopo forse no.
Vampiri. Come conseguenza del virus del polmone i vampiri smettono di nascondersi e prendono in mano la situazione, cercando di trovare una soluzione a quella pestilenza che trasforma umani e vampiri in idrofobi, mostri che si nutrono di carne umana. Dimentichiamoci i vampiri degli ultimi anni, cancelliamo l'immagine del succhiasangue elegante e barocco della Rice, brillantinoso e depresso della Meyer, sexy e carnale della Ward. I vampiri della Kagawa sono quelli degli horror degli anni '90: emaciati, pallidi, con gli occhi incavati e privi di ogni complesso umano. A seconda delle necessità si nascondono nelle fognature, sotto la terra - niente bara foderata di raso ma nuda terra - non sentono il bisogno di lavarsi, di cambiarsi, di assumere - in qualche modo - le sembianze e i comportamenti umani. Bevono sangue, sono controllati dalla brama e vivono costantemente con questa fame. Se vieni trasformato in vampiro stai sicuro che i tuoi pensieri non saranno soldi e sesso ma sangue sangue SANGUE. I vampiri sono mostri, come il maestro Kanin continua a martellare nella testa di Allison. Mostri che non possono mischiarsi con gli umani e che rischiano di morire anche in mezzo ai propri simili, destinati ad una vita lunga e solitaria.
Young Adult. Allison ha diciassette anni. E' una ragazzina pallida, magra, con lunghi capelli neri e tratti asiatici. Considerando le condizioni umane in cui si trova è una bellezza come non se ne vedono, né nelle città, né nelle campagne deserte. Quando, ormai vampira, la sua strada si incrocia con quella del gruppo di umani il personaggio di Allison si sdoppia: da un lato abbiamo la vampira assetata di sangue, senza età, senza scrupoli e senza il desiderio di mischiarsi con gli umani; dall'altra c'è una ragazza che viene travolta dalla nostalgia del calore umano, desiderosa di fare parte di un gruppo, di una famiglia, e di provare affetto e a sua volta essere amata. Con un tocco moderato, l'amore spunta fuori con il personaggio di Zeke e non prende il sopravvento sulla trama o sull'indipendenza affermata di Allison. La relazione amorosa, praticamente casta, ha come unico scopo quello di far mantenere un contatto tra il vampiro e l'essere umano, in modo che Allison non perda la convinzione di poter essere sia un vampiro, sia parte della comunità umana.
La costruzione della trama e il suo richiamo ai diversi generi rende la lettura del romanzo molto particolare, quasi insolita. La prima parte, dedicata principalmente alla vita di Allison da viva, è scoraggiante perché lenta e monocorde, quasi noiosa nel suo non essere veloce, consistente. Nonostante non accada nulla di rilevante, l'importanza della prima parte del romanzo diventa chiara quando Allison compie la trasformazione e - finalmente - la trama comincia a movimentarsi. La protagonista, l'ambientazione e tutta la costruzione della parte portante del romanzo vengono delineate proprio all'inizio, pezzettino per pezzettino, scena per scena. Una volta superata la parte didattica, il ritmo diventa costante ma serrato e non permette al lettore di rimanere indietro. Tenere il passo con il romanzo diventa un imperativo da seguire e la lettura non perde un colpo fino al finale, perfetto e apertissimo.
E' un romanzo sorprendente, perché ad ogni capitolo si lascia sfuggire qualcosa che depista il lettore: ti aspetti una cosa e ne trovi un'altra migliore. Ti aspetti un teen drama vampirico e ti ritrovi tra le mani un post apocalittico complesso, ricco e inquietante. Non bastano gli idrofobi, anche i vampiri e alcuni umani contribuiscono ad accrescere il senso di pericolo che accompagna la lettura e che non sparisce mai, nemmeno per un secondo.
Considerando la profusione di romanzi Young e New Adult che stanno uscendo in questo periodo e che sono - in linea di massima - uno la copia dell'altro, Immortal Rules è una boccata d'aria fresca, una lettura diversa dal solito che ci fa ricordare come dovrebbero essere i vampiri, quelli veri.

23 settembre 2013

Charlaine Harris
Resa dei conti mortale

Serie Sookie Stackhouse 11

Trama
Delos Books
pag. 384 | € 13,52
È primavera, a Bon Temps, e la cameriera telepate Sookie Stackhouse si ritrova ad affrontare una stagione piena di segreti rivelati... segreti che porteranno radicali cambiamenti nella sua vita. Con quel suo particolare talento per essere sempre presente dove sta succedendo qualche guaio, Sookie si trova a essere testimone del momento in cui una bomba incendiaria fa esplodere Merlotte's, il bar dove lavora. Dal momento che Sam Merlotte è conosciuto per essere una delle creature dalla duplice natura, i sospetti cadono immediatamente su quanti nella zona sono ostili ai mutaforme. Sookie ritiene però che le cose non stiano così, e lei e Sam si mettono all'opera per scoprire chi sia il colpevole, e per appurare quale sia il distorto motivo che ha portato a quell'attacco. L'attenzione di Sookie è però divisa su due fronti. Anche se non è in grado di "decifrare" i vampiri, conosce molto bene il proprio amante, Eric Northman, e la sua "progenie", Pam, e si rende conto che stanno ordendo un complotto per uccidere il vampiro a cui adesso devono obbedienza. A poco a poco, viene coinvolta nel complotto, che è molto più complicato di quanto lei possa immaginare. Intrappolata ancora una volta nei letali giochi politici del mondo dei vampiri, Sookie scoprirà di essere anche lei una pedina, proprio come qualsiasi altro essere umano, e che è entrata in gioco una nuova regina...

Commento
Mettiamo una cosa in chiaro, subito. Se Bill torna in pista io brucio la serie. Non lo accetto. Si era tolto di mezzo e io ero felice e contenta, quindi che la Harris non si azzardi a farsi venire un ritorno di fiamma, perché rivendo in blocco la serie senza pensarci due volte.
Perché diciamocelo, dal momento in cui Eric diventa l'altra metà di Sookie non si ha bisogno di nessun altro. E non ci sono espedienti narrativi che tengano, Eric è Eric e nessuno lo può smuovere dal suo trono.
Ecco, si capisce che ho una preferenza per il vichingo e quindi è prevedibile che il vago, quanto insidioso ritorno di Bill sulla scena mi abbia destabilizzata. Era necessario? Forse sì, se vogliamo proprio essere oneste, ma onestà e felicità non vanno sempre a braccetto.
Nonostante questa osservazione negativa quanto personale, una cosa mi ha piacevolmente colpita. Dopo qualche titolo pesantuccio e poco accattivante, finalmente ho preso in mano un romanzo di questa serie con la voglia di leggerlo. Sì, si sente che ormai la serie si sta esaurendo e che invece di fare un'accelerata verso la chiusura sta arrancando, tirando fino al limite i personaggi e i fili della narrazione.
Eppure questa volta la storia e la narrazione mi hanno coinvolta in 3 giorni di lettura veloce. Non farò la maligna dicendo che è merito della massiccia presenza del vampiro vichingo, invece dirò che è merito di una Sookie meno passiva e più protagonista, più attiva, viva e in sintonia con il personaggio dei primi romanzi.
Dopo un periodo in cui Sookie si lasciava trascinare dagli eventi, questa volta è protagonista vera perché prende in mano la situazione e non si appoggia su nessuno per prendere le decisioni, nemmeno su Eric.
Tra la pazza Sandra Pelt, incendi, tentati rapimenti, fae e nonne con segreti, vampiri buoni e cattivi e colpi di scena finali da lasciare a bocca aperta, la lettura di questo romanzo è veloce e serrata e non ti lascia il tempo di gioire per questo ritorno alle origini, perché succedono molte cose e tutte confluiscono verso i tre grandi episodi finali: la lotta con Victor, quella con Sandra Pelt e la questione Eric.
In più, all'alba dell'undicesimo romanzo, finalmente si chiarisce l'elemento più importante di tutti: quello su cui si basa l'intera serie e il personaggio stesso di Sookie: scopriamo le origini della telepatia, dal come al quando al perché. Una bomba che viene sganciata tra un tramezzino al prosciutto e un turno al Merlotte's e che cambia completamente l'idea che mi ero fatta di Sookie e dell'importanza di alcuni personaggi spacciati come secondari. Forse questa rivelazione cambierà il percorso di Sookie e il suo stesso personaggio, forse arriveremo alla fine con una protagonista completamente diversa dalla Sookie del primo romanzo. Spero solo che nei prossimi e ultimi due romanzi non ci sia uno stravolgimento non solo di Sookie, ma anche di tutti quei personaggi che hanno contribuito a rendere speciale la serie. Parlo di Eric, di Pam, di Sam e di Bill - sì, anche lui - di Jason e dei parenti fae.
Insomma, se tutto va bene riuscirò ad apprezzare i prossimi libri nello stesso modo in cui ho apprezzato i primi titoli della serie e questo, che mi ha riportata indietro nel tempo. Certo, spero anche che certe cose ritornino com'erano, che non ci siano strani sguardi malinconici al passato e soprattutto che Bill torni nello sgabuzzino dal quale è uscito.

9 agosto 2013

Kalayna Price
Un oscuro segreto

Serie Alex Craft 1

Trama
Fanucci | pag. 348 | € 7,50
Come una strega che vive tra le tombe, Alex Craft può parlare con i morti e quello che ascolta non sempre le piace: diciamo che con la Morte non sempre va d'accordo. Come consulente della polizia ha avuto a che fare spesso con la magia nera, ma nulla le appare così pericoloso come questo ultimo caso. Qualcosa di insolito cerca di aggredirla e qualcuno, subito dopo, cerca di ucciderla, qualcuno che non vuole che lei sappia cosa hanno da dire i morti questa volta...
Per scoprire la verità, Alex Craft dovrà lavorare a stretto contatto con l'affascinante quanto misterioso detective della sezione Omicidi Falin Andrews, e il loro incontro potrebbe trasformarsi in qualcosa di intimo e seducente...



Commento
Appena esce una novità urban fantasy io mi ci avvento contro come una morta di fame, come una drogata in crisi d'astinenza. Ogni nuova autrice, ogni nuova serie, prima o poi saranno mie. Con Fanucci, però, tendo a non saper aspettare. Non riesco a pormi un limite, a mettere in stand-by una novità per il futuro: quando esce un nuovo titolo UF targato Fanucci devo averlo e devo leggerlo. Soprattutto era il momento di una serie nuova, di un nome di mai sentito che smuovesse le acque del genere - piatte e calme da troppo tempo.
Un oscuro segreto funzia, gente. Funzia alla grande. Talmente bene che la mia copia ne porta i segni, reduce dai vari strapazzamenti tra borsa, treno, metro e divano. Un formato brossura, piccolino e morbido, carino carino non può che essere consumato e così io ho fatto.
Alex, strega wyrd della città di Nekros, evoca gli spiriti dei morti per vivere. Volete sapere cos'è successo al nonno del vicino morto? Alex lo evoca e svela i suoi segreti. Volete sapere chi è l'assassino? Chi meglio del fantasma della vittima può dirlo? Alex ha una connessione particolare con le anime dei morti, con i fantasmi e riesce a varcare la soglia della realtà ed entrare nell'altro mondo grazie al suo potere. Squattrinata, disordinata, con il frigo costantemente vuoto, Alex è una randagia che ha abbandonato la famiglia benestante perché la sua natura non veniva accettata. Nonostante la sua particolare natura, Alex riesce a mettere a suo agio il lettore perché ha un piglio umano, reale: è introversa, indipendente ma con una visione ironica della sua vita e delle sue sfortune; il suo aspetto fisico è un elemento secondario, che non definisce il suo ruolo o la sua personalità. I due personaggi maschili gravitano attorno a lei non solo perché è alta, bionda e bella, ma perché ha carisma, è particolare e diversa. Insomma, Alex è una protagonista tutta sostanza e magia.
Tra una scena e l'altra due personaggi maschili si contendono le attenzioni di Alex, uno oscuro e l'altro luminoso, uno moro e l'altro biondo: Morte e Falin. Ora, tra i due io preferisco Morte, non solo perché è esteticamente più vicino ai miei gusti, ma perché è un personaggio così originale e particolare che lascia il segno nonostante appaia in poche scene. Morte è un esattore di anime, ovvero prima o durante la morte di una persona compare e accompagna la sua anima - ovunque lui viva. E' un personaggio familiare ad Alex, le è comparso la prima volta quando era piccina, e con lui ha un rapporto misto e ambiguo di amicizia e attrazione. Morte è oscuro non solo per la provenienza ma perché è pieno di segreti,  non spiccica parola a meno che non possa farlo, appare e sparisce a suo piacimento e riesce a vedere attraverso la realtà. Non per niente gioca un ruolo decisivo nella trama. Sicuramente sarà un personaggio ricorrente e io ne sono felice perché ha grandissime potenzialità che non vedo l'ora di scoprire.
Falin, invece, è l'opposto tanto è luminoso e potente. Falin è il detective che si occupa del caso di omicidio e che entra in scena prendendo a spallate le parole: pretende il suo spazio, vuole che gli si ubbidisca e non ritiene necessario dare spiegazioni. Si fa come vuole lui, punto. Con Alex ha un atteggiamento scontroso, si pone quasi come un nemico, salvo poi cambiare gradualmente e ammorbidirsi diventando un alleato chiave nella risoluzione del caso e anche un amante appassionato. Falin, tuttavia, nasconde un segreto - anche lui: non è ciò che sembra e la sua vera natura obbliga Alex a ripensare il loro rapporto.
A questo punto pensare ad un triangolo amoroso viene automatico. In effetti Alex si destreggia tra la passione travolgente con Falin e l'insidiosa attrazione verso Morte e la sua strana dichiarazione finale. Le scene di sesso non sono molte, ma hanno una ragione d'essere e sono in equilibrio con la natura del romanzo e con il genere a cui appartiene. Mi ha sorpreso, comunque, vedere come la componente romantica sia presente in maniera importante e gestita con calma.
Dopo aver promosso tutti i personaggi, promuovo anche la trama. L'idea di base è molto buona: i casi di omicidi seriali, di corpi rubati e scomparsi, episodi di magia nera e una solida realtà paranormale cancellano la prima impressione di confusione. Inizia lento, quasi titubante, ma appena prende il ritmo scorre a meraviglia e migliora con il passare delle pagine. C'è molta azione ben costruita e ben inserita nella trama, ci sono dialoghi e descrizioni utili ai fini della trama e un piacevole tono ironico che rende particolare il romanzo. Il finale è ben fatto, chiude alla perfezione la trama di questo primo romanzo e riesce a lasciare aperto uno spiraglio per i prossimi, dando ad intendere la presenza di Falin, di Morte e di tutti gli altri personaggi apparsi. La Price è un'autrice da tenere d'occhio e questa serie sarà una lettura fissa, per me. Spero solo che Fanucci possa continuare la pubblicazione e non farla cadere nel dimenticatoio come è successo ad altre serie. 

21 maggio 2013

Kim Harrison
Il fascino della notte

Serie The Hollows 4

Trama
Fanucci | pag. 598 | € 8,42
La cacciatrice di taglie Rachel Morgan è alle prese con una nuova avventura: questa volta è chiamata a salvare il suo ex fidanzato Nick che, per motivi a lei oscuri, è stato rinchiuso in una prigione nascosta, a centinaia di chilometri da casa... Quella che inizialmente sembra una semplice missione di salvataggio, si rivela ben presto un’impresa di un’importanza assoluta: Rachel infatti s’imbatte in un’orda di licantropi disposti a tutto pur di impossessarsi di una misteriosa statuetta che può decidere le sorti del mondo. Facendo ricorso alla magia nera e con l’aiuto di un Jenks ‘diverso’ dal solito, Rachel si lancia nell’impresa di salvare il ragazzo dalla trappola in cui è finito, ma le insidie sono sempre dietro l’angolo e la situazione va rapidamente fuori controllo. Riuscirà l’affascinante Rachel a salvare il giovane e a sventare una catastrofe di portata mondiale, superando molteplici ostacoli e le attenzioni indesiderate dei suoi nemici?
"Mi faceva male lo stomaco e dovevo andare in bagno.Oh mio Dio! Ero una strega bianca ma quella era magia nera."
Commento
Mea culpa, mea maxima culpa. Mai aspettare così tanto nella lettura di una serie. Mai, per nessun motivo, far trascorrere più di un anno. Il rischio che si formi un buco nero mentale che fagociti tutti i ricordi dei romanzi precedenti è altissimo. Mi servirà da lezione, perché con il prossimo libro non aspetterò mai 2 anni e mezzo.
E' colpa mia se la lettura di questo volume - già di per sé lunghetto - è stata difficoltosa. La cronologia della serie, infatti, è brevissima perché tra il primo libro e il quarto romanzo passa solo 1 anno: ogni episodio, quindi, è vicinissimo e strettamente collegato all'altro e, insieme, formano una narrazione che andrebbe letta con una certa frequenza se non si vuole rimanere inebetiti ad ogni giro di pagina. Tutto questo per dire che sono una cretina e che la serie Hollows non va lasciata a prendere polvere: è da leggere appena esce, fresca di stampa.
Tuttavia, nonostante questo mio grosso errore e nonostante sia una serie che apprezzo e che acquisto a scatola chiusa, non ho potuto superare i 3 cuoricini. Prima di confermare la mia impressione ho anche letto qualche commento in rete e ho notato come, per molti lettori, questo romanzo non sia stato al livello dei precedenti. Forse il mio giudizio non è stato totalmente influenzato dalla lunga pausa e, in effetti, mi sono chiesta spesso se la mole notevole del libro unita ad una trama non proprio accattivante abbia scoraggiato e ammosciato il mio entusiasmo di lettrice. Uno urban fantasy di 600 pagine può avere una sua ragione d'essere ma - e sottolineo MA - deve avere anche trama e ritmo incisivi, coinvolgenti, insomma deve travolgere il lettore come un fiume in piena.
La Harrison, questa volta, ha dato una frenata brusca perché ha ripreso un filone (Nick) che pensavo fosse stato chiuso definitivamente e lo ha associato ad un cambio di location e all'utilizzo dei licantropi come elemento principale della trama. Io, Nick, non l'ho mai sopportato. Ho sempre sperato che sparisse dalla circolazione e quando è successo non ho sprecato un solo secondo a compiangerlo. Una volta iniziato a leggere e ripreso il filo della storia, ho subito capito che una Rachel tranquilla tra le braccia di Kisten e in pace con Ivy non poteva esistere. Rachel è uno di quei personaggi che trova la sua ragione d'essere nel caos: non può esserci uno stop, né lavorativo, né emotivo. Rachel è una protagonista in continua evoluzione e cambiamento, perché un secondo ama Nick, quello dopo è attratta da Ivy, poi da Kisten, poi ancora da Nick e poi da Ivy e poi chissà, bisogna vedere cosa succederà nei romanzi successivi.
Non era abbastanza, quindi, che l'autrice si fosse impelagata in una costruzione della storia fin troppo impegnativa e complessa, ha dovuto anche riprendere un personaggio fastidioso come Nick e - in più - ha reso il tutto tremendamente soporifero a causa di un ritmo narrativo piatto.
Presi singolarmente, gli elementi sono tutti molto affascinanti: il dilemma Ivy/Rachel stuzzica con il suo risvolto lesbo che proprio non avevo previsto; l'attrazione verso Kisten e poi la nostalgia per Nick rimettono il romanzo in un'ottica romantica più standard; il grosso dilemma morale della magia nera Vs magia bianca è un buon presupposto per nuove avventure magiche per Rachel; l'importanza dell'universo dei licantropi nella popolazione di Inderlandiani apre nuove possibilità e nuovi sbocchi narrativi ma, a causa del suo essere ingombrante e della sua complessità era da trattare singolarmente, senza mischiarlo a tutti gli altri.
Il mischiotto che si viene a creare è tale da strattonare l'attenzione del lettore da una parte e dall'altra, senza dare il tempo di assimilare e superare tutti gli ostacoli posti nella narrazione. E' come una macchina che va a singhiozzo: accelera, frena, accelera, frena e si spegne e continuare la lettura è un'attività molto faticosa.
Devo dire, però, che lo stile dell'autrice - nonostante sia lento - è in grado di mantenere vivo l'interesse, in modo tale da lasciare il tarlo della curiosità senza diventare ossessione cosa che, invece, alcuni romanzi esercitano in abbondanza. Rachel e Jenks (un Jenks in formato gigante!) sono la coppia più divertente di colleghi che ci sia in circolazione e il folletto riesce a salvare in extremis scene che altrimenti sarebbero state senza scopo e senza effetto. Rachel mantiene il suo carattere  - per quel che mi ricordo - e non sbava molto nonostante sia fuori dal suo elemento; è stata decisamente aggressive nella parte ambientata sull'isola, mentre nel resto perde un po' del suo carisma. E' l'effetto Tamwood: la vampira insicura/killer/lesbo che schiaccia le reazioni degli altri personaggi, a causa della sua tendenza a sbarellare. Ivy non mi convince ancora e forse non lo farà mai. Jenks è l'unico che prende la lode, perché è esattamente come dovrebbe essere e qualcosa di più. Nick riesce a raccimolare un po' di pietà, ma la perde subito appena riprende le vecchie abitudini. Spero che non rispunti dal nulla un'altra volta, non potrei sopportarlo. Mi aspettavo un'epica entrata in scena di Trent ma purtroppo non si è fatto vedere per niente, spero nel prossimo.
Il fascino della notte è un romanzo lungo, dove non manca nulla: azione, splatter, horror, divertimento, amore/tensione sessuale, divertimento, magia, intrallazzi inderlandiani, esplosioni, incantesimi, polvere di folletto, gatti e vampiri suicidi, licantropi esaltati e organizzati, karaoke e frontali con camion. Non manca niente, e forse il problema è proprio questo: troppa carne sul fuoco. E' come un polpettone: gnucco e lungo da digerire.
Il finale - giusto per chiudere con il dente leggermente avvelenato - è troppo veloce: entra in scena l'IS e il FIB e si lascia intendere che la situazione si risolve senza ripercussioni per il trio. Non mi lamento per la sveltezza con la quale l'autrice chiude una trama che si è trascinata per 600 pagine, per niente. Mi lamento del fatto che, proprio perché ho sopportato il velo di noia e di lentezza senza mollare, mi aspettavo una fine più succosa che potesse ammorbidire il mio giudizio.
Anche se è stata una lettura pesantuccia, non mollo per niente questa serie perché alti e bassi sono nella norma, e prima o poi si incontra sempre un romanzo che scoraggia il lettore. Io non demordo, credo nella Harris, in Rachel, in Janks e in questa serie e mi impegno - lo giuro - a leggere in tempi brevi il quinto romanzo.

27 marzo 2013

Ann Aguirre
Il fuoco dell'inferno

Serie Corine Solomon 2

Trama
Delos Books
287 pagine | € 13,52
Corine Solomon è un'handler: può toccare un oggetto e conoscerne la storia. Peccato che sembra non riuscire a dimenticare la propria, di storia.
Con il suo ex, Chance, al proprio fianco, pronto a prestarle il suo particolare, soprannaturale tipo di fortuna, Corine si mette in viaggio verso casa, a Kilmer in Georgia, per scoprire la verità sulle origini del suo "dono".
Ma mentre cercano di disseppellire i segreti del passato, Corine e Chance scoprono che c'è qualcosa di misterioso nello stato della Georgia, dove nessuno sembra sapere dell'esistenza della città di Kilmer.







Commento
Aver riposto fiducia nel secondo volume della serie mi ha ripagata. Ho fatto bene ad aspettare prima di bocciare la serie, e a credere nelle sue potenzialità. Senza ombra di dubbio Il fuoco dell'inferno è più bello di Blue Diablo e ha confermato la serie nelle mie letture.
Al contrario del romanzo precedente, in questo secondo episodio l'autrice ha dimostrato una maturità e una capacità di gestire la storia notevolmente superiori, tanto da cancellare completamente il ricordo degli lati negativi del primo romanzo.
La vicenda riprende esattamente dove si era fermata: Corine e Chance si dirigono verso Kilmer per scoprire chi ha ucciso la mamma di Corine e perché. Appena mettono piede a Kilmer sembra che siano capitati in una città dimenticata dal mondo, chiusa e nascosta alla civiltà. Gli abitanti sono pochi, strani ed ognuno sembra nascondere qualcosa, o tramare alle spalle di Corine.
L'aria opprimente e malvagia che si respira non è solo un'impressione: tutta la città è isolata da una nube oscura che blocca qualsiasi intervento magico positivo e che - guarda un po' - blocca anche la fortuna di Chance. Non c'è modo, quindi, di contare sulla loro buona stella umana e così Corine è costretta a risalire indientro nel tempo e indagare alla vecchia maniera. Dopo una serie di episodi stressanti e dolorosi arriva alla carica anche Jessie Saldana, il bravo poliziotto empate. A questo punto sono in tre ad indagare e presto si aggiungerà una preziosa alleata: Shannon, figlia di una delle donne cattive di Kilmer e, anche lei, dotata di un potere speciale.
La particolarità del romanzo, direi nella sua totalità, sta nel fatto che l'autrice ha saputo ricreare a parole un'ambientazione cupa, opprimente senza ricorrere a descrizioni di gatti decapitati o zombie putrefatti. Sta tutto nell'ansia di Corine, nella sua voglia di scappare e di dimenticare, e nella crescente malvagità, che aumenta di pagina in pagina. La città di per sé è vivida, uno scenario ben costruito nel quale i personaggi si muovo senza intoppi, e che si presta alla perfezione ad ogni singola scena. La Foresta - con la maiuscola, perché è viva - suscita terrore puro a tutti, non solo a Corine, e la città nasconde insidie e pericoli che fanno rischiare loro la vita.
In più l'elemento soprannaturale non invade la storia, togliendo leggerezza e particolarità, ma rimane in disparte come se il solo fatto di sapere che ci sono in ballo forze oscure sia sufficiente a giustificare la presenza di fantasmi, demoni della foresta e evocazioni demoniache. In effetti è vero, il sottointeso, il non detto ha più potere di qualsiasi descrizione e fino alla risoluzione della trama si prova una gustosa ansia da vedo/non vedo, un crescendo di suspance demoniaca che si scatena nell'inquietante scena finale della foresta.
Lo sviluppo della trama e le scelte fatte dall'autrice hanno reso questo secondo romanzo un ottimo urban fantasy, appassionante e leggero.
Corine, come protagonista, migliora sensibilmente: ha smesso di tormentarsi con dubbi e rimpianti e - finalmente - ha deciso cosa vuole fare della sua vita e del suo rapporto con Chance e con Saldana.
Con grande sollievo posso dire che il tira e molla romantico è stato ridotto ai minimi termini proprio - forse - per dare più spazio alla storia e per dare un maggior senso di indipendenza e di forza. Corine smette di contare sugli altri e combatte i suoi demoni - Chance è utile come tutti gli altri, senza la sua fortuna e anche se Saldana si rivela indispensabile in alcune occasioni.
La fine presuppone una svolta radicale nella vita di Corine e lascia intendere che i prossimi problemi da risolvere si ricollegano a Montoya e al Messico. Resta da vedere se Corine li affronterà da sola, con Chance, con Saldana o con entrambi.
Sono molto felice di poter dire che aspetto il terzo romanzo con grande curiosità e che sì, la Aguirre entra nelle mie letture senza pensarci due volte.

2 dicembre 2012

Ann Aguirre
Blue Diablo

Serie Corine Solomon 1

Trama
Delos Books
pag. 261 | € 14,90
Diciotto mesi fa, Corinne Salomon ha attraversato il confine ed è andata a finire a Città del Messico, fuggendo dal suo passato, dal suo amante, e dal suo "dono". Corinne, una handler, può toccare un oggetto qualsiasi e conoscere la sua storia – e, qualche volta, il suo futuro.
Usando la propria abilità, può ritrovare persone scomparse – ed ecco perché la gente la cerca senza sosta. Gente come il suo ex, Chance. Chance, che è stato condotto fino alla soglia di casa di Corinne dalla sua straordinaria fortuna, ha bisogno del suo aiuto.
Una persona che è cara a entrambi è sparita a Laredo, in Texas, e l'unica speranza di trovarla è tramite il dono di Corinne. Ma la loro ricerca può dimostrarsi pericolosa, perché le tracce li conducono in un mondo strano e oscuro.



Commento
Sono perplessa. Non completamente delusa ma nemmeno sufficientemente soddisfatta. Il mio voto, alto considerando la situazione, è comunque molto incerto e l'ho dato per pura fiducia nel futuro della serie.
Io stimo moltissimo la Delos, è stata una delle prime editrici a buttarsi a capofitto nel nuovo genere paranormale/urban fantasy pubblicando serie che sono diventate di riferimento. Eppure, come può capitare a tutti, questa volta ha - in un certo senso - toppato.
Blue Diablo è il primo romanzo della serie Corine (con UNA n, signori Delos) Solomon in cui la protagonista  ha una dote particolare. La madre, infatti, le ha passato un dono che le rende possibile conoscere il passato degli oggetti solo toccandoli. Essendo, però, un dono acquisito e non innato, ha delle conseguenze e, nel suo caso, è provare un fortissimo dolore alle mani. Il risultato è che Corine, con i palmi ricoperti di cicatrici, si autoinfligge questa tortura perché con il suo dono ci vive. Non avendo punti di riferimento familiari e non conoscendo nessuno con il suo stesso dono, Corine si ritrova ad essere un soggetto molto ricercato per la sua capacità e sulla quale in molti vogliono speculare. Corine vive sul suo dolore, e ogni 'missione' che inizia la porta sempre di più vicino al baratro della disperazione.
Aggiungendo anche che per anni si è affiancata a Chance, l'uomo baciato dalla fortuna - il suo dono - che in parte l'ha usata per fare soldi, in parte l'ha amata, abbiamo un casino totale.
Il romanzo inizia con Corine che vive e lavora in incognito a Città del Messico, dove è scappata mesi prima perché non ne poteva più della sua vecchia vita, dei dubbi che Chance non la amasse e della sofferenza che l'ha portata quasi alla morte. Per molti mesi Corine è stata tranquilla, conducendo una vita normale, sopprimendo il suo dono per non farsi scoprire, ma un bel giorno Chance entra nel suo negozio e tutto va a rotoli. Appena lo vede, Corine capisce che il passato è tornato a tormentarla, ed è terrorizzata più che mai perché non è mai riuscita a dire no a Chance. Lui, che è un manipolatore molto abile, la convince ad aiutarlo a cercare sua madre, rapita da degli sconosciuti. Da questo punto in poi la storia si basa sulla ricerca, sulle indagini e sulle scoperte che i due fanno.
Dal punto di vista del genere, siamo perfettamente dentro i canoni dello urban fantasy. In un certo senso questa serie strizza l'occhio a quella di Kim Harrison, Jeaniene Frost e compari, con la grande differenza che l'autrice non ha saputo creare un base solida, articolata e coerente del contesto nel quale si svolge l'episodio.
Il problema più grosso di tutto il romanzo è la mancanza di spiegazioni e di chiarimenti, anche brevi, che aiutino a rendere più chiari i meccanismi della realtà di Corine Solomon. Per esempio, la magia è presente come elemento portante della trama e anche del contesto generale, eppure nemmeno una volta viene chiarito come funziona l'interazione con la società. Vengono fatti riferimenti a zombie, maghi e stregoni, pozioni e amuleti, eppure l'autrice non si addentra mai sotto la superficie, come se non volesse infangarsi e perdersi nella sua stessa opera. Il contesto, in questo genere letterario, è importantissimo. Senza contestualizzazione si leggono solo episodi inspiegabili che si susseguono fino alla fine. Non mi è piaciuto, perché se devo leggere di maghi, handler e chissà che altro, gradirei poter riconoscere il loro ruolo mentre leggo, e non a storia conclusa.
Il secondo grosso problema è la profondità dei personaggi. L'autrice scrive in prima persona, per cui Corine è la voce narrante, ciò che lei conosce o non conosce è esattamente quello che ci è dato sapere. Il suo punto di vista, però, è completamente privo di introspezione: sappiamo che ha dei motivi che l'hanno spinta a scappare, principalmente legati alla morte della madre, eppure l'episodio non viene chiarito, come se l'autrice volesse stuzzicare il lettore ma tenersi buono l'episodio per un futuro romanzo. Quindi Corine manca della struttura portante del suo passato, vive nel presente. Non solo, anche il suo rapporto con Chance, che è al 90% nel passato, non viene spiegato del tutto. Sappiamo che lui era freddo e che lei pensava che non la amasse, sappiamo che sono stati assieme come coppia e come colleghi, sappiamo che lei è scappata e non sappiamo altro. Il loro rapporto nel romanzo è tutto sul tira e molla sfocato: lei è ancora - vagamente - attratta da lui, continua a pensare che lui l'ha usata ma non si addentra nello specifico. Chance, invece, tentenna nel dimostrare di essere più reale ed emotivo di come Corine lo dipinge di essere, eppure anche lui non si scomoda più di tanto e si adagia completamente dalla prima all'ultima pagina. Il loro è un rapporto indefinito e, quindi, per come la vedo io inesistente. L'elemento romantico è troppo sfocato, impreciso e generalizzato per poter stuzzicare l'interesse del lettore e sa vagamente di indecisione da parte dell'autrice: più o meno amore? Faccio diventare questa serie più eroina-centrica o più coppia-centrica? Di sicuro la Aguirre non è arrivata ad una decisione in questo primo episodio, tenendosi l'elemento sorpresa per i prossimi. Mi da un po' fastidio che l'autrice abbia dato così poco dei personaggi, scrivendo una storia con molte scene d'azione e pochi personaggi secondari. Aveva tutto lo spazio per poter rendere davvero coinvolgente l'aspetto emotivo dei personaggi.
Per quanto riguarda lo stile, invece, - a parte i soliti refusi tipici della Delos - non ci sono grandi difetti da segnalare. L'autrice cerca di essere vivace nella narrazione, riuscendo anche a risultare divertente in alcuni punti, e più in generale ha saputo azzeccare il tono adatto alla storia. Non si dilunga in dialoghi inutili - forse avrebbe dovuto lasciarsi andare a maggiori scambi di battute dirette - e in generale il lessico è semplice senza cadere nell'elementare. La lettura, quindi, è abbastanza piacevole da portarti fino alla fine però il senso di incompletezza non va via nemmeno sotto sforzo.
Considerando che il secondo titolo della serie è già in programmazione d'uscita probabilmente lo proverò e poi deciderò se questa serie fa o meno al caso mio. Per ora mantengo una mentalità aperta e cercherò di non lasciarmi influenzare dal tiepido parere sul primo romanzo. So' fiduciosa, che vi devo dire!

5 febbraio 2012

Keri Arthur
Black Moon. L'abbraccio della notte

Serie Riley Jenson Guardian 5
Titolo originale Embraced by Darkness

Trama
Newton & Compton
pag. 313 | € 12,90
Metà vampiro e metà lupo mannaro, Riley Jenson è sempre stata una donna decisa e determinata, sia in amore sia nel suo lavoro come Guardiana per il Dipartimento Razze Diverse di Melbourne. Ma stavolta deve affrontare un caso molto complicato: una ragazza è scomparsa nel nulla, e di altre ancora si perderanno ben presto le tracce.
Non ci sono indizi, nessuna pista che porti alla verità, e Riley sente che qualcuno le sta tendendo una trappola. Nei club notturni dove umani e non umani si uniscono in una danza lasciva di orrore e seduzione, Riley si ritrova ad affrontare rischi ben più grandi di quelli che immaginava.
Il gioco si è fatto pericoloso e lei dovrà lottare per salvare se stessa e ciò che ha di più caro al mondo prima che la notte la avvolga nelle sue spire…




Commento
Nuooooo. Ma come si fa a scrivere una fine del genere? Non è umano! Non si può, soprattutto alla fine, cambiare le carte in tavola in modo che il senso di soddisfazione da fine lettura venga distrutto, e al suo posto c'è un'ansia tremenda per sapere cosa succederà.
Insomma, non è giusto. La Arthur è cattiva non solo con il lettore ma anche con la povera Riley. Come se non ne passasse già troppe, ci si mette ancora l'ammmore.
No, non sto parlando di Quinn che in questo romanzo proprio non compare, sto parlando di altro. La questione amorosa occupa così poco spazio che quando arrivi alla fine ti senti praticamente sicuro, come le ultime 3 pagine non possano cambiare nulla. Tutto il contrario. Ti arriva una bella mazzata, per finire in bellezza.
In questo romanzo la nostra Riley si sta addentrando sempre di più nel suo ruolo di Guardiana, sfruttando e scoprendo i suoi nuovi poteri, attivati dal farmaco iniettato all'inizio della serie. Sembra che ogni situazione pericolosa abbia un effetto stimolante su di lei, tanto da farle scoprire dei talenti veramente fuori dal comune per la sua razza. Tutta la storia è piena d'azione grazie a due casi che si svolgono parallelamente: uno legato al vecchio branco di Riley e Rohan, e l'altro legato ad un caso di smembramento opera di uno spirito. Non c'è un momento di respiro, perché questa volta entra in scena più del solito anche il gemello Rohan che aiuta Riley nelle indagini. Non c'è proprio tempo per pensare all'amore: cioè nemmeno Riley ha tempo di valutare la sua storia con Kellen, perché il suo lavoro - e il suo passato - richiedono il massimo livello di attenzione, se non si vuole finire morti ammazzati. Entrambi i casi sono gestiti molto bene, perché hanno diversi momenti di azione ben fatti e la risoluzione avviene in modo equilibrato e intenso. Non posso certo dire che ci sia stato un momento di tranquillità, figuriamoci un momento morto nella narrazione. E' questo l'urban fantasy che mi piace: quello fast paced, quello che non ti lascia il tempo di farti domande, ma ti trascina nell'azione dalla prima pagina fino all'ultima, quando -però- ti tira una bella mazzata addosso.
Mi sono dovuta sforzare di non prendere in mano il libro successivo, perché è una cosa che mi rovina -been there, done that (maledetta Ward), quindi ho applicato una certa violenza psicologica - e fisica - alla mia persona e ho lasciato il sesto titolo per il futuro. Prossimo, futuro, perché sinceramente non riesco ad aspettare di sapere cosa cavolo succederà!

25 gennaio 2012

Laurell K.Hamilton
Cerulean Sins

Serie Anita Blake 11

Trama 
Nord | pag. 509 | € 19,60
La tragica rottura con Richard è ancora una ferita aperta per Anita Blake. Ed è quindi il bisogno di avere una vita sentimentale stabile che la spinge a impegnarsi in una relazione normale... anche se, per una negromante che di lavoro resuscita i morti, normale significa frequentare Micah, un leopardo mannaro, senza però rinunciare alle irresistibili tentazioni incarnate in Jean-Claude, il Master dell città, e dal suo bellissimo e seducente luogotenente, Asher. E' inevitabile che un equilibrio così fragile sia destinato a spezzarsi e, infatti, l'inatteso arrivo dall'Europa di Musette, la temuta rappresentante del Consiglio dei Vampiri, trascina Jean-Claude e poi la stessa Anita in un vortice d'intrighi e lotte di potere dai risvolti imprevedibili. Inoltre, quando St.Louis viene scossa da una serie di brutali omicidi, la situazione diventa ancora piu' torbida: Anita capisce subito che le morti sono opera di una creatura della notte e gli indizi la portano ben presto a sospettare proprio di Musette. Tuttavia la cacciatrice deve agire con la massima cautela, se vuole evitare che le sue indagini abbiano conseguenze devastanti per lei e, soprattutto, per i suo amanti: perché con le sue mosse si è conquistata l'attenzione della Madre di Tutte le Tenebre, l'essere oscuro che ha generato le stirpi di licantropi e dei vampiri. 

Commento
Son sorpresa, lo ammetto.
Di solito, quando leggo la Hamilton, o mi piace o mi fa schifo. Non ho mezze misure. Ultimamente, poi, la media era una depressione mista a disgusto che mi aveva portata ad abbandonare completamente l'acquisto della serie, ma a continuare a leggerla tramite biblioteca per pura curiosità e masochismo.
Ero pronta, quindi, ad incazzarmi come una iena e ad inveire contro Anita, la HamHam e tutto l'Anitaverse in generale. Ma non ho motivo per farlo. Prima di tutto perché in questo romanzo succede poco o niente, e poi perché mancano di sostanza anche i personaggi. Per 509 pagine c'è una calma piatta che spiazza: ok, Musette la 'starda vampira di Belle Morte arriva e manda tutti in crisi esistenziale. E' cattiva, tutti la temono ecc. eppure non da nessuna impressione di pure evil, come invece è capitato in alcuni romanzi precedenti. La cattiva cattivissima è Belle Morte che agisce a distanza ma che, puntualmente, non riesce a fare veri danni. Insomma, le due 'starde alla fine della fiera non combinano niente: niente cadaveri, niente tragedie cosmiche...nulla. L'unico vero dramma ruota, manco a dirlo, attorno alle problematiche sessuali di Anita.
Questa volta il dilemma è: mi trombo o non mi trombo Asher? Ah si, questo si che ci cambia la vita, che non ci fa staccare gli occhi dalle pagine. Come risolvere questo grandissimo problema? Ma è semplicissimo! L'ardeur! L'espediente metapsichico (uso continuo del termine, roba da mal di testa) preferito della HamHam. Poco male che ogni tanto qualche altro poveretto capiti sotto le grinfie della pazza Anita.
Va bene, a parte questo - thank God - la Ham ci ha risparmiato la solita dose di Nathaniel e dei suoi capelli all'Arbre Magique alla vaniglia, di Micah pisellone e di Richard che, lo ammetto, mi attizza un casino lo stesso anche se è isterico come una donna in menopausa.
Spicca piacevolmente Jason, che ha dei momenti in cui si intravede qualcosa di più del solito cretinetto. Jean Claude, anche lui, uno spazio maggiore e più definito nel senso che Anita lo vede più come suo compagno (non solo di letto) e stranamente dipende emotivamente e fisicamente di più. E' stato un cambiamento gradito, visto che lo ha sempre trattato come una pezza da piedi.
La parte relativa agli omicidi è totalmente trascurabile perché mal organizzata, superficiale e banale. Peccato, perché il licantropo serial killer era un'idea carina.
Che dire, quindi. Tutto sommato l'ho letto 'bene', ma non mi ha colpita né in bene, né in male. Vediamo il prossimo come si evolve e cercherò di capire se la serie può rientrare come tappabuchi nelle mie letture.

Keri Arthur
Black Moon. Il gioco del vampiro

Serie Riley Jensen Guardian 4
Titolo originale Dangerous Games

Trama 
Newton & Compton
pag. 313 | € 12,90
I bassifondi di Melbourne pullulano di nightclub in grado di soddisfare ogni tipo di desiderio. Ma la detective Riley Jenson non è qui per cercare il piacere: è sulle tracce di un killer che proprio in questi locali a luci rosse viene a cercare le sue prede. Riley, metà vampiro e metà lupo mannaro, è sempre stata una donna forte e coraggiosa. Stavolta però entrare in un covo così protetto non sarà per niente facile.
C’è solo una persona che può aprirle le porte dell’inferno: Jin, un attraente barista dal corpo statuario. Lui, così giovane, sembra conoscere quegli ambienti meglio di qualunque detective del Dipartimento di polizia ed è l’unico che può aiutarla a smascherare il killer. Ma Riley dovrà seguirlo nei meandri di quel mondo di lussuria e desiderio. Un mondo che le riserverà non poche sorprese e in cui lei sarà l’oggetto di una bruciante, pericolosissima passione… 


Commento
Eh vabé, prima o poi doveva capitare, tanto valeva prepararsi. Dopo i primi tre, il quarto mi ha delusa un pochino. Il problema è che non riesco a collocare per bene il cosa, di per sé, mi abbia lasciato l'amaro in bocca perché in fin dei conti tutto è in linea con i libri precedenti. Non cambia granché, anzi, forse la trama diventa un po' più complessa e questo è un aspetto positivo però, non so, il ritmo inziale è lento e la lettura non ingrana. Quindi mi sono trovata a metà libro arrancando a mantenere l'attenzione. Però, una volta che ci si abitua al ritmo, si apprezza in pieno l'evoluzione della storia.
Riley, per fortuna, non subisce nessun cambiamento negativo nel carattere. Non diventa una cretina tutto d'un tratto e non si lascia andare a momenti da cuore di panna senza motivo. In effetti tira fuori un lato di sé che nei libri precedenti non compare: riesce a porre dei limiti e a seguirli, anche se questi vanno contro ciò che vuole. Riesce a porre degli obiettivi a lungo termine che sa essere positivi per se stessa e a non cedere ai desideri del momento. In questo modo obbliga Quinn a prendere una posizione (o forse è meglio dire una decisione) riguardo al loro rapporto. Le loro due nature si scontrano e si arriva ad una resa dei conti molto controversa. Si capisce che la questione ha subito un cambiamento radicale, ma ancora non si capisce se è in negativo o in positivo. Quetsa rottura, quindi, determina una diminuzione consistente della componente romantica per lasciare molto spazio alla trama. Vengono introdotti i demoni, con relativa possessione demoniaca ed evocazione magica. Oltre ai vampiri e ai mannari abbiamo un nuovo elemento paranormale che, in questo caso, lascia intendere una maggiore complessità nello svolgimento della trama. Ai demoni, infatti, si ricollega il passato di Quinn creando un ulteriore motivo di screzio tra lui e Riley e altri segreti inconfessabili.
Ho apprezzato molto la presenza più massiccia del gemello Rhoan e del capo dei guardiani (di cui mi sfugge sempre il nome), e nello stesso modo non mi è dispiaciuto leggere poco di Kellen e di vedere come, tutto sommato, venga usato soprattutto come elemento di paragone con Quinn.
In linea di massima il romanzo migliora nella seconda parte, ma credo che la lentezza della prima abbia lasciato un senso di noia che non si scrolla fino alla fine. D'altronde in una serie ci sono sempre alti e bassi e questo, come basso, è decisamente sopportabile.

24 gennaio 2012

Keri Arthur
Black Moon. La tentazione del vampiro

Serie Riley Jenson Guardian 3
Titolo originale Tempting Evil

Trama 
Newton & Compton
pag. 315 | € 12,90
Riley Jenson è sopravvissuta agli attacchi di lupi mannari impazziti, alle sperimentazioni di scienziati folli e ai pericoli di un complotto oscuro in cui sembrano invischiati tutti gli uomini che hanno contato qualcosa nella sua vita. In più, il suo superiore pretende che diventi un guardiano a tutti gli effetti e i suoi amanti sono in perenne competizione tra loro. Ma una donna come lei, che ha nelle vene sangue misto di vampiri e lupi mannari, non teme nulla, se non la terribile smania che si impossessa del suo corpo nelle notti di luna piena. Per fortuna, il suo lavoro la spinge a soddisfare tutti i suoi istinti. Finalmente Riley ha scoperto chi c’è dietro gli esperimenti genetici che hanno creato razze orribili e deformi, per quanto potenti. Dopo tante lotte, il male ha finalmente un volto e un nome. Ma per infiltrarsi tra le sue schiere, Riley dovrà essere pronta a infilarsi nel letto dei suoi peggiori nemici… 


Commento
Come gongolo. Ho trovato, finalmente, una serie urban fantasy che mi sta piacendo molto. Tre romanzi della serie con voti alti, anche questo ha ben 4 cuoricini. Mi piace tutto: l'ambientazione, i personaggi, lo stile narrativo, l'idea di base...tutto. Non c'è niente che mi faccia storcere il naso e ciò è bene.
In questa puntata della serie dedicata a Riley, la lupacchiotta mezza vampira, l'azione è padrona della scena. I Guardiani stanno organizzando un'infiltrazione nei laboratori degli esperimenti genetici per catturare e/o uccidere la mente che sta dietro a queste azioni. Non sono Riley, ma anche il gemello, Quinn e lo stallone -misfuggeilnome- sono parte della missione. Riley entra negli edifici sotto copertura e man mano scoprirà aspetti nuovi non solo della cattiveria umana, ma anche nuovi aspetti del suo carattere. Ci sarà un'evoluzione parziale della sua relazione con Quinn che, ammetto, è sempre un bastardo molto fascinoso, e - cosa gradita - c'è stata una presenza più forte del gemello di Riley e, quindi, un'incursione nella loro relazione e nel loro affetto fraterno. La trama è tutta molto interessante, scorre senza intoppi dall'inizio alla fine ed è ricca di azione senza essere caotica o troppo ridondante. C'è violenza, ma domata dalla personalità di Riley e dai suoi dubbi morali più che leciti, c'è passione quanto basta e addirittura in misura minore rispetto ai due romanzi precedenti, ma - sopratutto - si ha un'affermazione di Riley come Guardiana, che lei lo voglia o meno. Questa missione è il suo battesimo, ora è in tutto e per tutto un operativo preso di mira, tra l'altro, dal vampiro Gautier pazzo e inarrestabile. La fine del romanzo equivale alla fine di una fase della trama portante della serie, però naturalmente ci sono ancora molti interrogativi che avranno bisogno di risposta. Quinn, prima di tutto, ha forse deciso che cosa fare e Riley, suo malgrado, ha ammesso di avere un debole molto forte per lui...chissà cosa succederà nel prossimo.
Sono sicuramente ben disposta nella lettura di questa serie, e la cosa positiva è che non ho nemmeno delle alte aspettative che possono essere distrutte. La prendo e la leggo come viene e il fatto che stia continuando a piacermi è sicuramente un aspetto fortunato.

Colleen Gleason
I diari delle tenebre. La lunga notte

Serie Le cronache di Envy 1
Titolo originale Beyond the Night

Trama 
Newton & Compton
pag. 384 | € 5,87
Durante un terremoto, il dottor Elliott Drake e i suoi amici perdono i sensi e rimangono intrappolati in una caverna, nelle viscere della terra. Al loro risveglio sono passati cinquant’anni e il mondo non è più lo stesso: mostri assetati di sangue infestano le strade e una stirpe di immortali – gli Stranieri – ha assoggettato la razza umana. Ma anche Elliott e gli altri non sono più gli stessi: il dottore, in particolare, scopre di avere degli strani poteri soprannaturali… E chi è Jade, l’enigmatica donna assetata di vendetta che una notte, all’improvviso, si unisce a loro nella lotta contro le creature del male? Da dove viene, e da chi sta scappando? Quali oscuri segreti nasconde? Jade ed Elliott dovranno combattere fianco a fianco per sconfiggere le forze misteriose che minacciano la loro esistenza e quella del genere umano. E nell’inferno che li circonda, saranno costretti a riscoprire le loro emozioni più profonde, da tempo rimaste sopite… 


Commento
3 Foglioline più qualcosina.
Tutto sommato non è stata una lettura spiacevole, anche se non avevo letto tanti commenti positivi. Pensavo che fosse veramente brutto oppure particolarmente deludente, invece mi ha coinvolta al punto giusto. Ammetto che speravo in qualcosa di più, considerando che l'ambientazione e la trama mi avevano incuriosita, però - per essere un primo tentativo della Gleason a qualcosa di completamente diverso dal suo solito storico vampirico - direi che è andata bene.
Parliamo degli elementi positivi: per prima cosa mi viene da dire l'idea di base. Il cataclisma mondiale, l'Apocalisse, insomma...la fine del mondo come lo conosciamo è un buon punto di partenza sulla quale inventare qualcosa di completamente nuovo. Un nuovo mondo, con nuove creature e nuove società dove far muovere i propri personaggi, sdoganandoli dalle regole della società contemporanea. E' come se tutto fosse possibile perché, tanto, come si può stabilire cos'è normale e cosa no in un futuro post apocalittico? Allo stesso modo la selezione naturale che ha decimato praticamente tutta la popolazione mondiale, lasciando in vita solo poche migliaia di persone, rende tutto più stuzzicante: chi è sopravvissuto e perché? Da qui, però, si collegano i primi punti dolenti della trama. L'autrice non dà una spiegazione ad alcuni elementi, lasciando che persistano nella storia e dando per scontata la loro presenza. Tanto per cominciare cosa sono questi Ganga? Ok, sono mostri che si nutrono di carne umana...ma da dove arrivano? Perché nessuno fa congetture sulla loro origine, mentre si tirano un sacco di storie sulle questioni umane e sugli Stranieri? Mistero. Scarsina, purtroppo, la resa totale del mondo post apocalittico. Si sa poco o nulla sulla situazione materiale delle persone. Per esempio mi sarebbe piaciuto leggere come ci si arrangia per le questioni di poco conto, come lavarsi. Il mondo va a remengo e le tubature sono ancora funzionanti? Anche la storia dell'energia elettrica, ripristinata dai due nerd, regge veramente poco. Figuriamoci se solo due persone riescono a fare tutta sta roba...con il mondo raso al suolo. Ma per cortesia. Quindi la trama regge, ma sul filo del rasoio perché l'autrice si è fissata sui personaggi nel poco riuscito tentativo di creare una storia futuristic/romance/non so che cosa.
I personaggi: in teoria c'è una love story tra il bel dottore Elliott e la wild woman Jade. Dico in teoria perché non c'è approfondimento e i due sembrano usciti dritti dritti da un Harmony che, sapete bene, non snobbo assolutamente ma che cerco solo se voglio leggerli. Qui mi aspettavo altro, sono sincera, una storia che si legasse bene con l'atmosfera di disperazione. Si, va bene, il doc è meglio reso di Jade però la sensazione finale è di una storia d'amore superficiale e poco coinvolgente. Ciò non toglie che, tutto sommato, si lascia leggere con interesse perché i due si muovono nella storia, tra inseguimenti, cacce all'uomo e combattimenti, però è sempre tutto all'acqua di rose. Non si capisce perché Elliott e i suoi amici si sono 'autoibernati' e non sono invecchiati, non si capisce e nemmeno si fa riferimento all'origine dei loro poteri. Insomma, approssimato, anche se fatto in modo tale da pesare solo alla fine. Non ho molto da dire sui protagonisti, perché sono due cliché fatti e finiti: lui è un dottore bello e dalla morale di ferro, uno di quelli che piuttosto di fare del male schiatta lui, molto 'anima buona' e tutte quelle boiate mentre lei è la classica Sheena, regina post apocalittica, che mi lascia fredda come un cubetto di ghiaccio.
Non ho capito se mi è piaciuto abbastanza da tentare con il secondo. Credo che dovrò prima aspettare di vedere se la Newton lo pubblica e poi meditare sulla trama. A freddo posso dire che è una storia piacevole, poco impegnativa e carina. Ma a caldo ho storto un po' il nasino.
Ultima nota, riguardo alla copertina. Ma se il romanzo è ambientato nel futuro post apocalittico, cosa cavolo ci azzecca la lady pseudo vittoriana? Alla Newton si sono fumati l'origano.

22 gennaio 2012

Karen Chance
Toccata dalle tenebre

Serie Cassandra Palmer 1
Titolo originale Touch the Dark
Trama 
Fanucci
ebook | € 6,99
Cassandra Palmer ha un dono: riesce a leggere il futuro e a comunicare con gli spiriti. Ma tutto ciò la rende un bersaglio appetibile sia per i vivi che per i morti, e di conseguenza vulnerabile. Di solito i fantasmi non sono pericolosi, parlano molto e hanno voglia di sfogarsi, ma tutto qui. Il problema si pone quando un vivo si interessa a lei e ai suoi poteri...
Cassandra ha sempre cercato di evitare i vampiri, ma quando il mafioso dal quale è fuggita ormai da tre anni si mette sulle sue tracce gridando vendetta, è costretta ad allearsi con un essere pericoloso e dannatamente seducente. E se decide di aiutarla non è certo per compassione. Il tempo stringe, e l’ombra dei vampiri incombe di nuovo su di lei, inesorabile. È ora di comprendere appieno la natura dei poteri occulti che tanto influiscono sulla sua vita. Sarà disposta a scendere a compromessi e ad arrivare fino in fondo nel disperato tentativo di salvare sé stessa? 


Commento
Cominciamo col dire questo: il voto supera la sufficienza di una buona misura, ma non arriva a livelli alti. Questo cosa significa. Vuol dire che in blocco il romanzo, la trama, lo stile, l'idea della serie non sono male, ma non sono nemmeno particolarmente belli. Il problema di fondo è il ritmo. Per come la vedo io, l'urban fantasy dovrebbe essere un genere in cui la storia si svolge con un ritmo di lettura e un ritmo narrativo molto veloci. Non ci devono essere punti morti, o peggio ancora parti noiose.
La Chance ha tentato la via dell'UF al femminile spruzzato di ironia e fino ad un certo punto ci è anche riuscita, ma ha trascurato lo stile. Secondo me a tutto il romanzo manca ritmo. Ci sono parti della storia che ti mandano in pensione i neuroni, e poi li risvegli chiedendoti se ti sei persa qualcosa di importante. Tutta la storia è lenta, si trascina per inerzia e non è ben contestualizzata. Non c'è grande approfondimento e si crea un gran caos perché l'autrice inserisce un sacco di personaggi magici senza creare una struttura solida in cui inserirli. Con questo non intendo dire che doveva dilungarsi con la teoria, ma per lo meno creare delle situazioni tali che permettessero di spiegare i fatti teorici e far continuare gli avvenimenti della trama. So per certo che si può fare, perché ci sono autrici UF che lo fanno. Quindi per me bisognava apportare dei tagli netti nei personaggi e nella trama, per alleggerire e semplificare: Rasputin, la famiglia Dracula, vampiri, mannari, magi, fantasmi, sibille...troppa, troppa roba. In 300 pagine è impossibile inserire così tante cose e rimanere chiari e fluidi. E' inevitabile che tutto il libro risenta di questo sovraccarico di contenuti e, sebbene alla fine il romanzo risulti piacevole, bisogna sforzarsi un poco per arrivare alla fine senza storcere il naso.
Un punto fermo positivo, però, c'è ed è la protagonista Cassie. L'autrice per fortuna non ha creato un personaggio troppo egocentrico, e Cassandra si limita ad essere quella che è fin dall'inizio: c'è un'evoluzione che la riguarda, ovviamente, ma rimane pur sempre nella sua tipologia e quindi non c'è la confusione del salto di genere. Cassie è un personaggio facile e divertente, non è per niente 'eroina del momento' e ha uno spirito pratico dedicato all'autoconservazione: di guai non ne vuole, tante grazie. Umana, pur non essendo 100% umana, aiuta in parte il lettore a capire qualcosa di quello che succede grazie al suo punto di vista. Altrimenti, se era in terza persona, sarebbe stato anche peggio.
Tutto sommato il libro si legge bene, anche se a rilento; ci sono degli spunti interessanti che però risentono del poco spazio narrativo, per cui si spera che la serie diventi più chiara dopo il primo romanzo. La prima impressione non è esageratamente positiva, per cui devo meditare se continuarla o meno. Vedremo quando la Fanucci pubblicherà il seguito e in base alla sua trama deciderò...anche se sono un pò dubbiosa. Non so se è meglio essere convinti di non prenderlo o avere dei dubbi: perché in questo caso vuol dire che il romanzo non ha colpito né nel bene, né nel male.

Keri Arthur
Black Moon. I peccati del vampiro

Serie Riley Jenson Guardian 2
Titolo originale Kissing Sin

Trama 
Newton & Compton
ebook | € 4,99
La vita di Riley Jenson, nata dall'unione tra un vampiro e una femmina di lupo mannaro, è molto complicata. E piena di pericoli. Qualcuno sta effettuando delle sperimentazioni genetiche su di lei. Misteriosi cloni le danno la caccia, creature nate da esperimenti di laboratorio cercano di eliminarla, il suo fratello gemello finisce sempre nei guai, e in più il richiamo della luna la attrae con tutta la sua forza, le fa ribollire il sangue, la spinge a soddisfare i suoi istinti... Come se non bastasse, Riley ha la tendenza a innamorarsi sempre della persona sbagliata: prima dello sfuggente Quinn, poi di un inaffidabile mutante, mezzo uomo e mezzo cavallo. Un mistero sempre più fitto, loschi progetti militari, un complotto che mira a modificare il corpo e la natura delle razze non umane: Riley Jenson deve tornare in azione. La luna piena pretende il suo tributo. 



Commento
Questa volta sono stata costretta a non dare il voto massimo, e sinceramente me ne dispiace un po'. Il primo romanzo mi era piaciuto davvero tanto e anche questo seguito è molto piacevole però, purtroppo, c'è una sensazione di inconsistenza della trama che lascia leggermente l'amaro in bocca. Sembra quasi che non succeda niente per tutto il romanzo, anche se in realtà qualcosa accade.
Tanto per cominciare la trama del primo romanzo è strettamente legata a questa, per cui sarebbe meglio leggerli vicini, piuttosto che fare come me e rischiare il vuoto mentale e il conseguente tentativo di ricordarmi quello che era successo. C'è di positivo che tutto quello che succede in questo libro risveglia i ricordi, e quindi si esce dalla nebbia e si riesce a collegare tutto. Proprio paragonando i due romanzi, però, ci si rende conto che la storia ha subito una frenata brusca e che l'autrice ha preferito dilungarsi nella vicenda, piuttosto che correre come nel primo titolo. Si hanno quindi scene più dettagliate e prolungate di azione e di combattimento, meno sesso anche se continua ad esserci, meno amore anche se il contrasto tra Riley e Quinn è presente, e un dettaglio minore nel 'mistero' generale. Però bisogna dire che si inseriscono nuovi personaggi: Kade, l'uomo cavallo e Kellen, il lupo alfa. Entrambi sono affascinanti, a modo loro, e probabilmente uno dei due diventerà un membro attivo del cast, anche se non ne sono sicura, visto che tutti e due sembrano avere un ruolo importante sia nella trama che per Riley stessa. Si infittisce e si risolve in parte il casino dei cloni, si aggiunge un nuovo misterioso cattivo e si chiariscono alcuni fatti. Ovviamente il tutto si ricollega al terzo libro della serie, dove si spera che la storia si stabilizzi. Quindi, tutto sommato, anche se il primo mi è piaciuto molto di più, il secondo mi è sembrato più lento ma comunque un ottimo urban fantasy. Riley continua a piacermi, e tutti i personaggi secondari per ora non danno segni di cedimento. Ho apprezzato il fatto che l'autrice non si è fatta tanti scrupoli ad eliminare di scena ben due personaggi chiave nel giro di due romanzi, facendo chiaramente capire che gradisce il cambio di aria tanto quanto me. Questo è uno di quei romanzi che inizi e che quando ti fermi per fare il punto della situazione hai già superato la metà e nemmeno te ne sei accorta, e questo per me la dice già lunga sul tipo di storia e di romanzo di questa serie.

Laurell K.Hamilton
Narcissus

Serie Anita Blake 10
Titolo originale Narcissus in Chains

Trama 
TEA | pag. 652 | € 10,00
Dopo aver rotto per quasi sei mesi ogni rapporto con Richard e Jean-Claude, e di conseguenza con i Vampiri e i Lupi di St. Louis, Anita è costretta ha cercare il loro aiuto per tirare fuori dai guai alcuni dei Leopardi.
Il rinnovato legame con il due, pero’, porta alla necromante un effetto collaterale imprevisto che scombussolerà non poco la sua vita. A partire da “Narcissus in Chains” il sesso comincia a giocare un ruolo determinante nella serie, conquistandosi un largo spazio tra le pagine dei libri.
Le numerose scene di sesso, però, non sono mai gratuite ma sempre strettamente collegate con lo svilupparsi degli eventi. 




Commento
***Spoiler***
C'è qualcosa di estremamente malato, perverso e ossessivo nella mente della HamHam.
Non conosco i suoi traumi, ma una cosa è certa: questa donna ha dei seri problemi. Dopo 10 libri su Anita era in qualche modo inevitabile che la Lorella si tirasse una mazza chiodata avvelenata sulle mani (essendo scrittrice...). Questo romanzo è ridicolo, punto. Non c'è un solo pezzo che valga lo sbattimento di leggerlo e che ripaghi l'immane sforzo di far scorrere il più velocemente possibile 652 pagine, fatte di boiate, trombate, boiate e ancora minchiate colossali.
D'accordo, sapevo già che la nuova piega della serie mi avrebbe fatto pietà, ma per lo meno mi aspettavo lo stesso stile veloce che ha caratterizzato questi romanzi dal numero 1. Invece no, il decimo sembra essere l'inutilità mista alla depressione, un romanzo in cui si sente che Anita è stanca e non ha voglia di essere la solita dura. E' quasi, dico quasi, meno insopportabile del suo normale, il che è già una stranezza. 
Penso che l'unico modo per commentare questo libro sia andare per blocchi. Comincio con la trama, la parte più facile. Alors, Anita ha passato 6 mesi in astinenza, ovvero 6 mesi in cui tutti gli altri sono andati alle quaglie: Jean-Claude ha rischiato le sue pallide chiappette, Richard si è convinto sempre più di volere diventare il primo lupo mannaro alfa democratico (infatti ha rischiato morte e distruzione), il pardo si fa squartare e Anita intanto è diventata una specie di santona: lupa, nimir ra, risvegliate, negromante, super esperta metapsichica la cui parola preferita è: FOSCO. (Nota al traduttore: comprati un vocabolario dei sinonimi, perché FOSCO mi ha rotto talmente tanto le palle che ogni volta che lo leggevo facevo un salto sulla sedia e chiudevo il libro per lo schifo). Nathaniel, che insulterò più avanti, si è fatto infilzare come uno spiedino e Anita - ovviamente - deve accorrere (invece di lasciare che la natura abbia il suo corso naturale). In breve: in città c'è un pazzo furibondo che vuole ammazzare tutti gli alfa ma che, guarda caso, è affascinato da Anita. Spariscono bestie, muoiono bestie, Anita arriva - da sola - affronta il cattivone, fa la sua magia e abracadabra in due righe il cattivo muore. Che sorpresa. Trama inesistente, insulsa, campata per aria e approssimata; 3/4 del libro sono fatti di scene di sesso/finto sesso e di piccole attività collaterali di Anita e dei suoi discepoli. Tutto è in funzione della vita sessuale di Anita e ogni litigio, ogni dialogo sono pretesti per tirare in ballo il vero succo della storia...l'ardeur. 
Ah, ci mancava, sìsì. Anita proprio doveva diventare anche una ninfomane con tendenze cannibali. Posso vomitare? Eh si, perché quella povera stella di JC le ha passato il suo piccolo problema: non solo è quello che se la fa di meno, ma è anche quello che le sente di più. Per capire il livello di sopportazione di questo MARTIRE: "No, non vuoi affatto la verità. [...] Sono felice che tu sia la donna che sei, però ci sono momenti in cui desidero che tu possa semplicemente gioire di qualcosa senza poi essere perseguitata dal tuo senso di colpa e dalla tua moralità." Oppure "Non parlare, ma petite. Non intendo lasciarmi condannare senza aver detto la mia. Non questa volta.[...] Tu e Richard mi avete bloccato con le vostre regole e mi avete menomato con la vostra moralità, obbligandomi ad agire come avevo giurato di non fare mai. [...] e voi, imponendomi i vostri nobili ideali per preservare la vostra purezza, mi avete costretto a essere più pragmatico di quanto avrei voluto." Insomma, JC ne ha le palle piene. E io non lo biasimo per niente, povera stella. Richard...sant'uomo che non è altro, è diventato un cagnolino depresso che pesta le zampette quando qualcuno gli ricorda cos'è: per la serie 'non voglio fare il capo, non voglio fare il lupo mannaro, non voglio uccidere, non voglio morire ma non voglio nemmeno vivere...ecc.' Insomma, indeciso, insicuro, triste e pure un po' femminuccia. Non capisco come Anita possa anche solamente pensare di fare sesso con lui. Nathaniel...ah si, anche lui è entrato nella lista. E' riuscito a diventare parte dell'harem: il suo compito è farsi mordicchiare le noccioline da Anita e DISTRUGGERCI il cervello con quei suoi maledetti capelli e quel vomitevole puzzo di vaniglia. MA PERCHE' NON E' GIA' MORTO? In natura le bestie deboli muoiono. E' crudele, ma è la natura. Perché continuare a tenersi attaccato un peso morto come questa stupida bestia? Perché? E' inutile, ridicolo, masochista al limite del rivoltante eppure la HamHam sembra volerlo piazzare tra i primi nelle grazie di Anita. Il segreto è sicuramente nella vita perversa di questa donna: gli piacciono gli uomini bassi, sottomessi e con i capelli lunghi. Non vedo altra spiegazione. E poi arriva Micah, il gatto con il pisello enorme. Perdonate la franchezza, ma sono al limite e sto esorcizzando lo schifo per poi non pensarci più. Micah, il nimir raj accondiscendente, che pur di poter stare con Anita - leggasi trombarsela - obbedisce ai suoi ordini e le fa da tappetino senza ritegno alcuno. 'Posso accompagnarti? Posso toccarti? Posso questo? Posso quello?'. Non ho altro da aggiungere. Ed infine Anita: qualcuno la liberi e l'ammazzi, per cortesia. Non si può davvero...c'è un limite a tutte le boiate che un lettore può sopportare. Vadano le menate mentali per l'ardeur, vada il suo essere dura di turno, visto che è sempre stata così, ma non puoi, NON puoi volere fare tutto e al tempo stesso non voler fare niente. Non puoi prendere sotto la tua ala ogni relitto animale e poi aspettarti che si arrangino da soli. Per tutto il romanzo Anita non fa altro che lamentarsi, fa una cosa come se fosse spontanea ma poi la fa pesare su tutti. E' noiosa, lenta, indecisa...e soprattutto si sfoga sempre verso chi non ha colpe. Non puoi scassarci le palle per 9 libri perché ti fai scrupoli a fare sesso con JC e poi ti fai montare da quel pirla di Micah nel giro di due nanosecondi. Non si può, non lo accetto. Tra tutti gli altri personaggi si salvano pochi, e sono quelli che compaiono di meno: Jason, JC (ma deve smetterla di stare dietro ad Anita) e Asher. Il resto è da prendere a martellate sul naso.
Due cuoricini solo perché, con molta fatica, sono riuscita a finirlo; ma sono tristemente schifata dal romanzo, anche se non sono sorpresa perché sapevo esattamente a costa stavo andando incontro. D'altronde ci sono serie che hanno un destino crudele e questa, che era partita così bene e che mi piaceva così tanto, rischia seriamente di essere totalmente, completamente, assolutamente e senza diritto di ripresa, cancellata dalle mie letture (comprese quelle della biblioteca). Francamente ho così poco tempo per leggere che preferisco eliminare brutalmente le minchiate per dedicarmi a cose più serie o piacevoli.