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27 marzo 2023

Julia Wertz
Drinking at the movies. Un anno a New York

Titolo originale Drinking at the Movies

Trama
Eris | 204 pag. | € 16,00
Avere vent'anni. Trasferirsi a New York perché è la città in cui tutto è possibile. Realizzare i proprio sogni. Assolutamente no.
L'acclamata fumettista statunitense Julia Wertz racconta in questo graphic novel autobiografico il suo primo anno a New York: quattro diversi appartamenti, sette terribili lavori, tragedie familiari, viaggi disastrosi e troppe bottiglie di whiskey.
Un libro esilarante a tratti commovente, che smonta l'immaginario idilliaco di una generazione globalizzata che vede nella Grande Mela il paradiso delle occasioni che cambiano la vita.



Commento
Durante l'ultima incursione in biblioteca del 2022 ho tirato su questa graphic novel solo ed esclusivamente perché mi piaceva il tratto dell'autrice.
Devo dire che non è stata proprio una decisione saggia, considerato il mio rapporto conflittuale con le graphic novel in generale e, a pensarci ora, non è stata nemmeno la GN con la quale avrei voluto chiudere il 2022.
Drinking at the movies è un fumetto autobiografico che ripercorre il momento in cui l'autrice decide di trasferirsi a NY e segue tutti i problemi, le tribolazioni e la vita quotidiana di quei primi mesi.
In linea di massima la trama è anche interessante, il problema vero per me è che lo stile della narrazione non è proprio nelle mie corde perché la volgarità in generale mi diverte solo a piccolissime dosi.
In più il personaggio di lei, se mi posso togliere il sassolino dalla scarpa, se la rappresenta in modo realistico, è l'emblema di quel tipo di persona con la quale non diventerei mai amica. Sfaticata, un po' trasandata, creativa solo perché deve sbarcare il lunario, tendente all'alcolismo, insomma non è che la sua immagine ne esca proprio benissimo. Poi, per carità, il fumetto è il suo e se le va bene così chi sono io per giudicare, però in generale stile e vibes in generale hanno smesso di essere spassosi praticamente dopo i primi capitoli.
Il tratto del disegno, invece, rientra nella categoria di quelli che piacciono a me: fumettosi, poco realistici per le persone ma molto accurati per gli spazi e gli oggetti, visivamente divertente anche se magari il contenuto non rispecchia questo vibe, in generale è il tipo di tratto che mi piace e anche il fatto che sia in bianco e nero ha di molto alleggerito il peso della trama che, dopo un po', mi ha stufata.
Detto questo credo che terrò d'occhio l'autrice, magari con una GN non autobiografica potrebbe piacermi molto.

23 gennaio 2023

Leo Ortolani
Il Grande Magazzi & Il Signore dei ratti

Trama
Panini Comics
pag.160 | 19,90
Venghino, siòri e siòre, perché qui si raccontano le strafavolose avventure del Grande Oler Magazzi, e di come egli giunse, nevvero, a essere il più grande di tutti i maghi. Circa. E di come conquistò sul campo l’aggettivo di GRANDE, affrontando e sconfiggendo acerrimi rivali in amore e conquistato il cuore dell’unica donna in grado di cambiare la sua vita. Passata. Solo Magazzi potrà porre una fine a tutto questo. Ma avere la bacchetta magica non aiuta, specie se è corta, e i suoi rivali sembrano dotati di poteri alquanto singolari. Forza, Magazzi!Forza!






Commento
Questo volume di Ortolani è venuto in mio possesso perché Maritoh, in uno dei suoi raid in fumetteria, lo ha visto, ha capito che era una parodia di Ortolani su Harry Potter, lo ha preso e me lo ha offerto con due mani, convinto di farmi cosa gradita.
Io amo HP alla follia, è una di quelle serie che potrei leggere all'infinito e, stranamente, sono molto selettiva per quanto riguarda oggetti/libri esterni agli originali. Ortolani, però, sa essere particolarmente divertente pur prendendo in giro delle storie che le persone amano, così ho iniziato a leggerlo prima di andare a dormire.
Gente, il voto non sarà alto, ma il divertimento lo è: ci sono delle chicche assolute come il Professor Riccadonna, Silente è un vecchio rimbambito, la versione di Hermione è un giovane trans e Voldemort è diventato cattivo per colpa di una donna. Devo dire altro? Secondo me questo dovrebbe essere sufficiente ad invogliare gli appassionati di HP che non prendono la serie troppo sul serio e che sono disposti a un paio di ore di comicità assoluta per rivedere HP riveduto, corretto e trasformato in chiave comica.
Il volume, cosa che non guasta, è anche molto bello da collezionare, la copertina fa l'occhiolino ai volumi rilegati con dettagli in oro e, avendo lo spazio, non mi dispiacerebbe metterlo in mostra come arredamento. Ho sul comodino un altro titolo sempre di Ortolani in questa edizione, ci sto prendendo gusto.

Trama 

Panini Comics
pag.72 | € 16,90
“Il mondo sta cambiando...lo si sente nell’aria...lo si sente nell’acqua. Lo si avverte nel naso, nella gola e anche un po’ nella cistifellea (o colecisti, che dir si voglia). E molto vi è da raccontare, come continua a insistere questo essere col muso e le orecchie da topo, strano, petulante e oltremodo fastidioso.
Il suo nome è Bolo, e ancora non si è ripreso da quella volta che fu ingoiato da drago Fafnir, le cui fauci ne fecero un sol boccone. Tale fu l’orrore che Bolo ne uscì vivo a stento. Due giorni dopo. Non dalle fauci.” Che ci crediate o no è solo l’inizio di una storia a fumetti talmente strana che Leo Ortolani le ha dovuto dare un titolo ancora più strano: “Il Signore dei Ratti”, l’ha chiamata. Che non si sa bene che cosa vuol dire...a voi ricorda niente? 




Commento
Come il volume qui sopra, anche questo proviene da uno dei raid in fumetteria di Maritoh con la differenze che questo lo ha comprato per se stesso. Io, però, che mi sono divertita a leggere Il Grande Magazzi e ho una passione segreta e smodata per LotR, ho intravisto questo volume sul suo comodino e me ne sono impossessata senza indugio e, quasi quasi, mi è piaciuto persino più del Magazzi perché ho un vago ricordo del remake nostrano in chiave comica La compagnia del verginello e la declinazione comica di LotR è sempre una chicca chiunque se ne occupi.
Cosa posso dire per convincervi a leggere questo volume? E' divertente, c'è Sauron che fa forse ancora più ridere di Voldemort friendzonato, un Legolas che così non me lo aspettavo e tutti i personaggi rivisti in una chiave che penso sia iconica dello stile di Ortolani (anche se, ovviamente, non sono un'esperta).
Per quanto la storia segua a grandi linee quella originale, la sua versione essenziale e si presta benissimo a concentrarsi su alcuni momenti significativi facendoci ritrovare quella parte della storia che ricordiamo senza sforzarci con il bonus di strapparci una risata.
Sicuramente questa combo di volumi mi ha intrattenuta più di quanto pensassi e, forse, al prossimo raid ci andrò anche io a vedere se sono usciti altri volumi deluxe di Ortolani.
PS: per non so quale motivo Amazon non mi fa embeddare questo volume, ma si trova tranquillamente anche cliccando su questo sotto. Baci.

4 dicembre 2022

Toni Bruno
La Belgica volume 1 e 2

La Belgica, Vol 1: Il canto delle sirene

Trama
Una vecchia baleniera riadattata per una missione esplorativa estrema. Un equipaggio poco motivato, e dubbioso sull’esito della spedizione. Un capitano tutto d’un pezzo e due esploratori che ancora non sanno di essere destinati a diventare leggendari. L’anno è il 1897 e Jean Jansen non c’entra niente con questa storia, ma si ritrova a bordo e dovrà fare almeno un pezzo di strada con quell’equipaggio. Cercando la strada di casa, troverà il vero senso della sua vita. Toni Bruno crea una storia di invenzione nel cuore di una vicenda reale, quella della Spedizione belga in Antartide, diventata leggendaria. Con l’eleganza del narratore di razza, ci porta per mare e ci affida alle onde, certi solamente del fatto che saprà portarci a destinazione.


La Belgica, Vol 2: La melodia dei ghiacci

Trama
Il secondo e conclusivo capitolo della missione della Belgica nell’Antartide a fine Diciannovesimo secolo diventa un duplice viaggio, fatto di attese e speranze frustrate. Toni Bruno narra da un lato le vicende di Jean, clandestino suo malgrado sul vascello scientifico, che punta verso la Terra del fuoco e successivamente i ghiacci antartici, e dall’altro le vicende di Claire, che Jean ha involontariamente lasciato senza più dare notizie di sé, e che si fa coinvolgere dalle lotte del neonato movimento femminista belga. In una narrazione incrociata che si fa sempre più tesa e piena di pathos, l’autore siciliano annoda i fili delle trame con una maestria virtuosistica, ma scevra da retorica, che restituisce tanto i fatti reali, quanto le vicende di invenzione, in tutta la loro dolorosa inevitabilità. E il viaggio interiore si fa pericoloso quanto quello verso mete sconosciute da esplorare.
Commento
In uno dei miei raid in biblioteca ho recuperato questa graphic novel divisa in due volumi che, nonostante abbia ripetuto più volte non è il mio genere, racconta una storia di mare e navi.
Sarà il fascino di avere sotto mano a presa libera dei volumi belli da vedere e da toccare, con tavole curate e una storia curiosa, eppure eccomi qui a leggere un volume che non dovrebbe interessarmi per niente.
La Belgica racconta la storia di un uomo che si ritrova imbarcato suo malgrado sulla Belgica, una nave un po' scalcagnata e sfortunata finanziata per un'esplorazione in Antardide.
La cosa curiosa che un po' mi ha convinta a leggerla, è stata che l'autore si è ispirato ad un diario di un esploratore, romanzando un episodio realmente accaduto e decorandolo qua e là con una storia di sua invenzione, per addolcire, incuriosire e rendere più accattivante una storia che ha già tutte le carte per essere affascinante.
Jean Jansen viene coinvolto dai suoi compari in un gioco di vendetta tra loro e l'equipaggio della Belgica, soldi dovuti, risarcimenti mai dati, una questione che tentano di risolvere in malo modo. Jean, che in realtà è estraneo alla faccenda ma è facilmente influenzabile, deve creare un diversivo sulla Belgica per dare l'occasione ai due compari di portare a termine la missione. Complice un gatto, la sfortuna e il destino, Jean si risveglia sulla nave in mare aperto, senza nessuna possibilità di scendere a terra. Inserito nella routine della nave, Jean passa dall'odiare il mare ad amarlo e ad accettare la sua nuova situazione. Accanto a quella di Jean, l'autore fa scorrere anche le vicende di alcuni personaggi chiave della ciurma e i personaggi rimasti a terra, come la fidanzata di Jean.
Anche se l'esito della spedizione è noto, essendo un fatto storico, il destino di Jean rimane un mistero fino alle ultime tavole, quando l'autore decide di chiudere la vicenda in modo - forse - inaspettato.
Mi ripeto, io non amo le storie di mare, ma questa ha saputo incuriosirmi in modo diverso e forse in modo più forte perché è legata alla realtà, la finzione c'è ma non va a rovinare la consapevolezza che molto di quello che viene disegnato nelle tavole è ispirato a fatti e persone realmente esistiti.
Il voto non è altissimo perché non mi sono legata né ai personaggi né alla storia, ma è sicuramente sufficiente perché ho letto tutti e due i volumi senza pensarci troppo e il tratto dei disegni mi è piaciuto molto. Leggerò altro del signor Toni Bruno? Dipende da cosa mi troverò per le mani, ma fino a quel momento tengo l'opzione aperta.

31 ottobre 2022

Thomas Gilbert
Le figlie di Salem

Titolo originale Les Filles de Salem: Comment nous avons condamné nos enfants

Trama

Un tuffo emozionante nel mondo angusto e opprimente della colonia di Salem, nel New England del XVII secolo: Abigail ha quattordici anni ed è una delle vittime dell'oscurantismo, del fanatismo religioso e dell'ignoranza che corrodono la vita della comunità. Tutto inizia quando un ragazzo le regala un piccolo asino di legno...

Commento

Dopo un po' di tempo sono ritornata al prestito bibliotecario, ottenendo delle piccole gioie sia in termini di scelta che di accessibilità.
Al primo giro non pensavo di portare a casa molto, puntavo più che altro a vedere quali novità fossero rientrate dal periodo estivo e quali graphic novels fossero disponibili. In pieno mood autunnale e assolutamente perfetto per questa settimana di Halloween, ho scelto e letto in pochissimo tempo Le Figlie di Salem, un bel libro che si presenta subito benissimo con una copertina molto suggestiva e un titolo altrettanto interessante.
Ora, di solito è molto difficile che un tratto non mi piaccia per niente, in genere apprezzo la diversità e la personalità nei disegni e qui non è da meno: il tratto è molto piacevole e si adatta con facilità ai diversi momenti narrativi dando enfasi quando serve e arrivando quasi ad una rappresentazione grottesca e caricaturale della cattiveria e del male.
Se proprio devo trovare una sbavatura allora scelto di piazzarla nella trama, perché sebbene il titolo la dica lunga e non ci si aspetta niente di diverso, avrei preferito un discostamento anche lieve dalla storia già scontata.
La graphic novel ruota attorno ad un personaggio femminile, Abigail, che cresce in principio un po' sconcertata e ferita dalle costrizioni imposte alle donne, ma poi ci fa pace e si adegua alla vita in un villaggio così piccolo. I suoi problemi iniziano nel momento in cui diventa sessualmente desiderabile, quando esce dalle linee infantili ed entra in quelle più adulte e femminili. All'improvviso non è più innocente, ma già sporca, già piena di colpe, già materiale da essere concupito e insultato dalla massa nera del villaggio. Abigail, però, nonostante i vincoli e gli obblighi, non perde la sua individualità e scopre nel diverso - in questo caso un nativo americano - una fonte di gioia e di crescita, un'occasione per ampliare le sue limitate conoscenze e trarne felicità.
La religione, come si può immaginare, gioca un ruolo determinante nello svolgersi degli eventi e soprattutto il ruolo del reverendo, disegnato come un gigante emaciato e orribile, trasforma ogni parola e ogni azione in una possibile scusa per ottenere il controllo assoluto del villaggio. Alla fine tutto dipende dal potere esercitare controllo e potere su delle persone, e ogni scusa per ottenerli è accettabile, inclusa quella di inventarsi un maligno e una caccia alle streghe che - a sua volta - diventa l'entità che esercita potere su tutti andando completamente fuori controllo.
Il processo alle streghe di Salem diventa una sfilata di ingiustizie, un proclama di quanto l'ignoranza e la paura possano essere pericolose e di come la religione, se in mano alle persone sbagliate, possa diventare strumento di oppressione e dolore. Tutti fatti già noti, purtroppo anche in tempi moderni.
Quando ho preso in mano questa graphic novel la bibliotecaria si è esaltata spiegandomi quanto fosse bella e quanto le fosse piaciuta. Io sono d'accordo sul fatto che sia un libro molto bello sia esteticamente che nei contenuti, ma non mi sono innamorata forse perché fatico a farmi veramente coinvolgere dalle graphic novel. Magari un giorno ne troverò una che mi farà piangere come una fontana, vedremo.

28 febbraio 2022

Silvia Vanni
Ramo

Trama
Bao Publishing
pag. 140 | € 18,00
Omar suonava il pianoforte, ma ora è morto. Eppure... la sua anima non ha perso coscienza di sé, vede ancora i vivi. Come mai? Che abbia a che fare con l'enorme dolore che prova Altea, che ha appena perso il fidanzato in un tragico incidente? In che modo il decesso del giovane è legato alla morte di Omar, e alla sua incapacità di lasciar andare le vestigia della sua vita ormai terminata? Una giovane donna che non vuole più vivere e un uomo che non accetta di essere morto; potranno guarirsi a vicenda? Difficile a dirsi, soprattutto ora che Omar non è che un pallido riflesso della persona che era, e forse anche per questo lo potete chiamare...Ramo.
«Mi chiamo Omar e, come avrete capito, sono morto. Adesso però questo nome non mi appartiene più veramente. Sono il riflesso di Omar. Per cui, potete chiamarmi Ramo.»
Commento
In un momento in cui stanno tutti a parlare di Zerocalcare io mi oriento verso altri titoli di Bao, piccoli volumi che spiccano sul tavolo della biblioteca come palloncini colorati con copertine colorate, pucciose, carine. Insomma, mi faccio fregare dalla prima impressione e tiro su di tutto perché ne sono attirata. Mi piacciono le cose belle e ancora di più i libri belli ma l'esperienza delle graphic novel fino ad ora non mi aveva catturata. Ramo è una parentesi triste ma dolce, una di quelle storie che leggi la sera e che ti accompagnano verso il sonno con i suoi disegni tondi e morbidi, i colori tenui e gradevoli e una storia che vuole parlare al tuo cuore e non al tuo cervello.
La storia è quella di Omar, un fantasma che è rimasto ancorato alla Terra perché probabilmente ha un ultimo compito da svolgere: far tornare a sorridere la ragazza che ora soffre per causa sua. Omar è un pianista, lavora in un locale dove spesso una ragazza carina e gentile si siede allo stesso tavolo. Omar si invaghisce della ragazza, ma aimé è già fidanzata. Purtroppo un incidente porta la ragazza a sprofondare in una tristezza quasi senza uscita, mentre il fantasma di Omar, ora Ramo, fluttua al suo fianco tentando di tirarla fuori da quella oscurità. Le tavole svelano poco alla volta cos'è successo, chiarisce in modo molto esplicito ma anche toccante la sensibilità di una persona che non sopporta una realtà e un senso di colpa opprimenti. Lo spostamento finale che mette in luce delle verità brutte e sgradevoli ruota la storia finché anche il suo lato oscuro viene messo in luce. Ramo lascia un livido quasi invisibile, perché non vuole farti male, vuole solo raccontare una storia che è triste ma che ti fa anche sorridere. C'è un gatto, come se non bastasse, e già alla dedica iniziale io ho pianto.


14 febbraio 2022

Alberto Madrigal
Pigiama computer biscotti

Trama
Bao Publishing
pag. 160 | € 18,00
I dubbi, le paure, le notti insonni di un giovane padre che si domanda come si fa a conciliare la quotidianità familiare e le proprie aspirazioni artistiche. Alberto Madrigal torna con un nuovo libro assolutamente sorprendente. Inizialmente aveva deciso di fare una raccolta di storie del suo blog, poi si è reso conto che la storia lo portava in una direzione completamente diversa e imprevista, e ne è risultato questo volume, al 90% inedito e per il 10% composto da storie del blog, in cui affronta i temi del crescere, del senso di responsabilità, di cosa significhi diventare marito e padre e, soprattutto, di quanto ci si metta costantemente in dubbio quando si ha un grande sogno il cui percorso confligge con "la vita vera". Un libro divertente, profondo, toccante e illuminante, che consacra Alberto come una delle voci più fresche e sagge del Fumetto europeo moderno.
«Sto imparando a fare il papà. Non è un mestiere facile, e nessuno mi ha preparato a farlo, ma ce la metto tutta. Quello che a volte non riesco a capire, invece, è perché io mi ostini ancora a voler fare fumetti.»
Commento
Ecco un'altra graphic novel presa dal mucchio della biblioteca che mi ha fatto compagnia durante i quattro giorni di stop natalizio. Ammetto senza un briciolo di vergogna di aver scelto questo titolo perché mi ha attratta l'illustrazione di copertina e perché i tratti del disegno erano molto in linea con quello che di solito gradisco.
Ora, non conoscendo trama o autore, è chiaro che uno si butta e spera di andare d'accordo con la storia e con l'autore, l'importante è uscirne in parte soddisfatti. Per me l'esperienza di lettura è stata un salto nel buio di quelli rilassati, tranquilli, che tanto non hai l'ansia di farti piacere alcunché e hai la pancia pienissima e il cervello che produce endorfine per un reggimento. Sul letto, con la gatta a fare il forno sui piedi, con il vino in circolo, era matematicamente impossibile che Pigiama computer biscotti non mi sarebbe piaciuto, la congiunzione astrale era perfetta. Ho scoperto che le storie autobiografiche, se fatte bene e se raccontate con il giusto tono e la giusta quantità di intimità, mi piacciono. PCB non è solo il racconto in tavole di uno spaccato della vita di Madrigal, è anche uno sguardo molto onesto sulla genesi del prodotto finale, del libro, raccontata dall'autore. Da un lato c'è il cambiamento dell'uomo, dall'altro c'è quello dello scrittore e del fumettista, e i due percorsi sono legati uno all'altro in un modo molto onesto e reale e umano tant'é che alla fine provi un affetto quasi da amico di vecchia data per il Madrigal delle tavole. Mi è piaciuto, in particolare, che alcuni elementi della sua vita emergessero dalle tavole: persone, luoghi, eventi, ciò che è stato importante e che ha contribuito a spingerlo verso una direzione precisa, verso un finale che ha una connotazione positiva e che fa sorridere.
Non avendo figli non posso empatizzare con la lotta continua di ritrovare nuovi ritmi e nuove routine per conciliare la propria vita e la propria identità con quella di un nuovo essere umano, ma ho trovato che Madrigal sia stato in grado di disegnare - letteralmente - una realtà senza renderla inaccessibile a chi l'ha vissuta proprio perché è filtrata attraverso il punto di vista della persona non solo del padre.
Mi sono piaciuti molto sia lo stile dei disegni, sia la voce narrante che è un po' autoironica e realista ma non crudele o brutale, e poi mi è piaciuto molto il modo in cui la storia è stata raccontata attraverso le parole. Credo che questo Madrigal potrà entrare nella lista degli autori da tenere d'occhio, magari sempre pescandolo dal mucchio della biblioteca, chissà.

6 dicembre 2021

Grant Snider
Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei

Titolo originale I Will Judge You by Your Bookshelf

Trama
Feltrinelli | pag. 128 | € 20,00
Chi non ha mai sbirciato nella libreria di qualcuno per conoscerlo a fondo? Quanti amori sono nati di fronte a uno scaffale splendidamente assortito e quanti sono sfumati per incompatibilità di letture? Niente parla di noi più di quei dorsi impilati, accatastati, parcheggiati in doppia fila, e nessuno più di un vero bibliofilo lo sa. Ma questo è solo uno dei mille aspetti che animano il meraviglioso mondo dei divoratori di storie. Giocoso e leggero, questo fumetto è pensato per chi venera i libri come oggetti sacri, per chi è uno scrittore o sogna di diventarlo, per chi semplicemente ama leggere. Dall'elenco degli oggetti strampalati con cui tenere il segno della pagina alle riflessioni argute sulla costruzione della trama, Grant Snider esplora la passione per i libri in ogni sua forma, realizzando un vero gioiello che non può mancare nella libreria di un lettore e non potrà sfuggire a chi la sbircerà.
Sono ricercato per prestiti scaduti.

Commento
Durante uno dei vari scroll su Goodreads, mentre cercavo altre graphic novel, sono incappata in questo titolo che mi è sembrato fin da subito un oggettino carinissimo e sfizioso. Fortuna vuole che il circuito della biblioteca lo avesse disponibile per il prestito, quindi eccomi qui.
Questo volume illustrato - visto che è il periodo - è un regalo perfetto per una macrocategoria di persone: il lettore, ma è anche perfetto per chi prende in prestito in biblioteca, per chi è un aspirante scrittore, per chi ama la poesia. Dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei è un riassunto disegnato in chiave ironica e autoironica su chi ama i libri e ne è ossessionato al punto in cui diventano oggetti iconici della loro vita.
Ad esempio io, che appartengo alla categoria lettori che comprano e che prendono in biblioteca, mi sono ritrovata in moltissime vignette e spesso ho sorriso alla sgridata gentile e ironica che l'autore fa passare attraverso i suoi disegni stilizzati.
Oltre a rappresentare i vizi e le stranezze dei lettori, l'autore si dedica anche a rappresentare in modo stilizzato ma efficace l'anima sognatrice dei lettori, quella sensibile del poeta e quella degli scrittori, che sono un po' di entrambi. Alcune tavole sono più serie di altre, ma in generale lo stile del disegno sdrammatizza e riduce all'essenziale abitudini e concetti che per un lettore sono le fondamenta della loro passione. Leggere e sfogliare questo volume è un po' come guardarsi allo specchio e sorridere dei propri difetti e delle proprie abitudini che, spesso, sono comprensibili sono a chi vede nell'oggetto libro quello che ci vediamo noi.
Già vedo tantissimi poveri lettori ricevere in regalo questo libro da chi, un libro, magari non l'ha nemmeno in casa, come un mezzo gentile per dare un buffetto in testa e dire il mondo è là fuori. Per noi il mondo è fuori ma è anche dentro le pagine dei libri, quindi sì, questo è un libro carino che fa sorridere e dice molte verità su di noi, ma non ci sgrida veramente, semplicemente vuole dare una chiave di lettura a chi non è un lettore per comprendere un lettore. L'ho messa giù contorta ma penso che il concetto sia chiaro.
Noi lettori siamo strani ma anche buffi, a volte siamo super colti e aspiriamo a scrivere IL romanzo, a volte ci limitiamo a collezionare, a volte nemmeno quello ma abbiamo in comune tutti la stessa cosa: amiamo i libri e inevitabilmente, se ci ospiti in casa tua e vediamo dei libri o una libreria, ti giudicheremo in base a quei titoli. Bonariamente, perché trovare un libro in casa è sempre meglio che non vederne affatto, ma ti giudicheremo comunque. 

22 novembre 2021

Craig Thompson
Blankets

Trama
Rizzoli Lizard
pag. 592 | € 29,00
Ambientato nello scenario di un austero inverno nel Wisconsin, "Blankets" è un esericizio nel genere del fumetto autobiografico, che possiede la sostanza e la chiarezza di articolare la struttura narrativa con una delicata commozione. Esplora la rivalità dei fratelli Craig e Phil, cresciuti in un isolato paese, e il primo, romantico, amore di Craig con Raina. Un racconto di certezze e scoperte, di allegria e tragedia e sulle origini della fede. Craig Thompson ha vinto numerosi premi prestigiosi, come l'Harvey Award.
«In Blankets si sente spesso un silenzio, i silenzi. Non è che manchino i suoni, ma proprio si sentono i silenzi: ... silenzi nella neve, nei luoghi appena abbandonati, nel dopo dei rumori. Thompson disegna momenti lunghi e fermi di silenzio. E li riempie di pensieri, di pensieri dei protagonisti e di pensieri dei lettori.» (dalla prefazione di Luca Sofri)
I wanted a heaven. And I grew up striving for that world - an eternal world - that would wash away my temporary misery.
Commento
La mia biblioteca post Covid è stata una rivelazione perché, appena ci sono tornata, ho trovato una sezione nuova: graphic novels. Non sto parlando di edizioni vecchie e polverose, o di quattro titoli in croce, ma di una vera e propria selezione che tradisce l'età giovane della nuova bibliotecaria e la sua connessione con il mondo dell'editoria moderna e con i gusti dei lettori al passo con i tempi.
Appena ho visto Blankets sul tavolo in esposizione mi ci sono fiondata sopra come una pazza, incredula, perché volevo leggerlo da tantissimo (colpa di Silvia Leggiamo) e non mi ero mai azzardata all'acquisto a causa del prezzo altino e della paura di non entrare in sintonia con il format e con la storia. Le biblioteche non salvano solo il portafogli, ti danno la possibilità di esplorare senza aspettative e di affrontare con leggerezza qualsiasi lettura, persino quelle che ad un certo punto non ti danno più nulla. Blankets è stato così, per me. Grandissimo hype, aspettative a mille, inizio a tuono con scintille e cuori e poi il down, il rallentamento e, infine, il voto medio.
Non dico di essere rimasta delusa, perché non è vero, però non ho apprezzato e amato la storia come avrei desiderato principalmente perché la trama legata alla religione (come per ogni qualsiasi altra cosa) risente del mio totale disinteresse per l'argomento e del mio rifiuto dei dogmi della chiesa e del cattolicesimo. Non credo, ma soprattutto non credo nella Chiesa e vedere in questa opera l'influenza negativa che la religione così espressa ha avuto sull'autore mi ha urtato i nervi. Almeno, questa è stata la mia percezione, non so se rispecchia la verità che l'autore voleva comunicare ma è quella che ho sentito io. Blankets è la storia di Craig e della sua versione di bambino e di adolescente, e di come sia uscito poco alla volta da un bozzolo rigido che gli era stato costruito attorno. Di famiglia profondamente religiosa e praticante, indottrinato fin da piccolo, Craig a volte rompe il bozzolo ma ha sempre un senso di colpa che lo fa tornare a comportamenti sicuri, anche se incutono timore. Quando incontra Raina, Craig si innamora per la prima volta, e per la prima volta mette in discussione se stesso e quello che è stato fino a quel momento. La sua vita, inclusa la religione, cominciano a stargli strette e man mano che cresce e man mano che il suo rapporto con Raina raggiunge un apice seguito da un distacco inevitabile, questi dubbi portano ad un risveglio. Craig capisce che quello che gli hanno insegnato, i limiti ottusi che gli hanno imposto, l'idea stessa che ha sempre avuto di Dio, Gesù, chiesa e religione sono legati al Craig del passato che non esiste più.
La fine dell'amore coincide con la separazione di Craig dalla religione. L'amore che nemmeno trova il suo coronamento è la fine dell'amore con Dio e Craig smette semplicemente di credere. Da adulto Craig ancora non ha trovato la sua strada, teme di rendere pubblico il suo allontanamento ma non se ne pente, ed è questo che alla fine risolleva tutto: Craig è libero di essere se stesso e di esserlo nel modo che preferisce, nessuno che gli impone idee o sentimenti, nessuno - incluse icone religione - che lo intimorisce all'ubbidienza.
Blankets non è una lettura leggera né facile, la religione è sempre un argomento delicato e suscita spesso reazioni forti e contrastanti, ma qui è tutto legato al protagonista e alla sua storia e il finale, in un certo senso, chiude un percorso molto complesso reso in modo veramente delicato dalle illustrazioni dell'autore.
La parte puramente artistica mi è piaciuta, lo stile e i disegni mi sono piaciuti molto e persino il fatto che sia un mattoncino bello pesante lascia una bella sensazione. Non so se leggerò altro di Thompson, suppongo dipenderà dalla trama, ma per adesso mi accontento di aver letto un titolo che desideravo leggere da tanto.

8 novembre 2021

Teresa Radice, Stefano Turconi
Il Porto Proibito (Artist Edition)

Trama
Bao Publishing
pag. 319 | € 27,00

Nell'estate del 1807, una nave della marina di Sua Maestà recupera al largo del Siam un giovane naufrago, Abel, che di sé ricorda soltanto il nome. Diventa ben presto amico del primo ufficiale, facente funzioni di capitano perché il comandante della nave è, a quanto pare, scappato dopo essersi appropriato dei valori presenti a bordo. Abel torna in Inghilterra con l'Explorer, e trova alloggio presso la locanda gestita dalle tre figlie del capitano fuggiasco. Ben prima che gli possa tornare la memoria, però, scoprirà qualcosa di profondamente inquietante su di sé, e comprenderà la vera natura di alcune delle persone che lo hanno aiutato. Dall'affiatato team creativo composto da Teresa Radice e Stefano Turconi, un libro intenso, che scava nell'anima dei protagonisti e dei lettori, che BAO propone in uno speciale cartonato a dorso tondo realizzato per ricordare un antico tomo marinaro.
La verità più profonda si può trovare grazie a una semplice storia.
Commento
Durante il mio raid in biblioteca, oltre ad una dose di mystery, ho portato a casa anche tre graphic novel che stavano belle pacifiche in mostra su un tavolino all'ingresso.
Avendo sentito parlare in lungo e in largo di Il Porto Proibito (e fidandomi quasi ciecamente di Silvia Leggiamo e Prismatic) ho arraffato la copia esposta con le stelline negli occhi, felice di sperimentare questo genere che non era mai entrato nella mia rotazione di letture.
Aimé, mi duole dirlo, la passione non è scoccata e i cuori non si sono formati, lasciandomi un filo delusa dal fatto che, ancora una volta, non riesco a infilarmi nel gruppo felice di chi ama una storia incondizionatamente.
Dal punto di vista sensoriale ed estetico il voto è alto, il volume è veramente molto bello e merita tutto l'entusiasmo che ha suscitato, soprattutto l'edizione Artist Edition ha una copertina accattivante che acchiappa subito l'attenzione. Anche lo stile delle illustrazioni è molto gradevole, si sposa benissimo con la storia e ha una capacità di rendere i dettagli in modo preciso ed elegante, senza farli sembrare fotografie. E' chiaro che poi lo stile, così come la storia, risente dei gusti personali, ma io di solito non sono particolarmente critica sui disegni, mi piacciono tutti finché hanno personalità e identità; diversa è la questione della storia.
Partendo dal presupposto che la trama è sicuramente carina e godibile e perfetta per essere narrata attraverso i disegni, tutto si riduce al fatto che di base non sono fan delle storie marittime e che ce ne vuole parecchio perché mi piacciano. Non ho affrontato la lettura decisa a dare un voto basso, non lo faccio mai, e alla fine non c'è veramente nulla che non mi sia piaciuto, semplicemente non mi sono appassionata e non mi ha presa nel modo in cui ha fatto presa su altri.
La trama è un'avventura quasi soprannaturale che ha come protagonista un giovane ripescato su una spiaggia dopo un naufragio. Il ragazzo ha perso la memoria ma subito dimostra una profonda conoscenza della navigazione e della vita dei marinai. Poco alla volta si ritrova sulle orme di un famoso marinaio accusato di diserzione e furto e, tra ricordi che riaffiorano e misteri da chiarire, incontra sulla sua strada diversi personaggi che saranno preziosi per il suo percorso.
Parte del mio disappunto è collegato al fatto che ho capito subito il collegamento tra il ragazzo e il marinaio, ma forse era voluto e io mi fregio di un intuito inesistente; quale che sia la motivazione, avendo già capito, ho perso immediatamente interesse, ho trascinato la lettura un po' a malincuore giusto per vedere le tavole e capire che linea narrativa avrebbe preso la storia.
Non so, forse un insieme di cose non mi ha messa in condizione di apprezzare appieno questa graphic novel, non credo nemmeno sia un problema di formato perché non sono una novellina assoluta e ho letto spesso fumetti in passato, semplicemente mi sono lasciata condizionare dall'opinione altrui e ci sono rimasta male quando ho scoperto che non la condividevo.
Sono curiosa, però, di leggere altre GN di Radice e Turconi, magari mi piaceranno più di questa e avrò l'ennesima conferma che mi devo tenere alla larga dalle storie marinaresche. Vedremo, per ora passo ad altro e cambio totalmente genere.