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15 gennaio 2018

Tijan
Finalmente noi
Finalmente ci sei

Serie Fallen Crest High 1
Titolo originale Fallen Crest High

Trama
Garzanti | ebook | € 6,99
Samantha ha diciassette anni e pensa di avere una vita perfetta. Brava a scuola, un fidanzato innamorato, delle amiche fedeli. Ma quando un giorno rientra in casa, sua madre, con gli occhi bassi, le confessa di aver lasciato suo padre per un altro uomo: lei e Samantha si trasferiranno a casa sua. Ma il peggio deve ancora venire, perché Sam sarà obbligata a vivere con le persone che odia di più al mondo: Mason e Logan Kade, i figli del nuovo compagno della madre. Li conosce di fama, ma lei non ci ha mai voluto avere nulla a che fare. Campioni di football, attaccabrighe, ribelli, con una ragazza diversa ogni giorno. I classici cattivi ragazzi da cui stare lontani. I più temuti del liceo. I primi giorni in casa, Sam decide di evitarli. Anche se si sente sempre più sola ora che il suo fidanzato l’ha tradita con la sua migliore amica e il suo mondo crolla pezzo dopo pezzo. Anche se avverte sempre su di sé gli occhi magnetici di Mason. Prova a resistere, ma giorno dopo giorno è più difficile. Perché sotto il suo sguardo si sente come non si è mai sentita, come nessuno l’ha mai fatta sentire. Mason è l’unico che la sa capire, che conosce la strada per il suo cuore. Ma la loro è una storia che sembra impossibile: le loro famiglie si oppongono, e a scuola hanno tutti contro. Finché un segreto terribile non cambierà completamente i loro destini…

Serie Fallen Crest High 2
Titolo originale Fallen Crest Family

Trama
Garzanti | pag. 256 | € 16,90
Non appena ha incontrato gli occhi verdi di Mason Kade, Sam si è sentita speciale, amata come mai prima. E ora che sono finalmente insieme, non potrebbe essere più felice. Eppure, l'amore non arriva mai senza complicazioni. Ci sono persone vicine a Sam che sembrano non volerne sapere della nuova coppia. A cominciare dalle sue vecchie conoscenze che vorrebbero riavere l'amica di un tempo e sono pronte ad allontanarla da Mason con ogni mezzo. Ma il più grande ostacolo arriva dalla madre di Sam, Adeline, pronta a tutto pur di separarli. E se Mason non si fa problemi a rispondere con l'indifferenza a queste minacce, Sam non può far finta di nulla. Perché solo lei ha il potere di fermare la madre prima che sia troppo tardi. Quando un terribile segreto ritorna dal suo passato a tormentarla, Sam deve trovare la forza di reagire, se vuole salvare sé stessa, Mason e il loro futuro insieme.


Commento
Io ci ho provato. Lo giuro. Ce l'ho messa tutta a non lanciare il libro fuori dalla finestra o ad abbandonarlo sulle rotaie in stazione. Li ho persino letti fino alla fine. ENTRAMBI.
Ma è più forte di me, non riesco a tollerare il pensiero di perdere altro tempo leggendo questa cosa trash che più trash non si può, e non mi riferisco al contenuto.
Già ai primi capitoli del primo romanzo avevo capito il perché delle recensioni senza pietà, dei voti bassi e dell'opinione generale che Tijan fosse il peggio del trash nel panorama NA. Quello che ancora adesso non mi spiego è la media di voti su Goodreads, una media che mi fa svenire per lo stupore e mi fa perdere del tutto la fiducia nel sistema di votazione sulla piattaforma.
La mia vita da lettrice non ha più senso, ora che so che la media dei voti su Goodreads è una bugia.
Non voglio conoscere la genesi di questa serie, non voglio sapere nulla sull'autrice, non mi interessa capire perché, mi interessa solo sbarazzarmi della copia cartacea il più in fretta possibile e non incrociare mai più la strada con Tijan.
Perché - siamo onesti, che tanto il mio giudizio non cambia la vita di nessuno - non è nemmeno il contenuto, con tutti i suoi difetti, ad essere orrendo. E' la forma. Lo stile. Il problema è che Tijan non sa cosa sta facendo. Pensa di scrivere un romanzo, pensa di star buttando giù qualcosa di sensato, ma in realtà sta facendo una cosa che a volerla definire romanzo mi muore tutta la flora batterica intestinale buona e mi rimane quella bastarda.
L'idea di base non ha niente di diverso dalla miriade di NA che sono in circolazione, anzi magari sarebbe stato persino carino da leggere se l'autrice fosse stata capace. Abbiamo Samantha che, dopo l'ennesimo divorzio della madre, si trova a doversi trasferire nella casa del nuovo uomo della madre che è anche padre dei fratelli Kade, leggende del circondario perché bellissimi, ricchissimi, popolarissimi e stronzissimi. Ricapitolando, la povera Sam traumatizzata per il cambio di vita e perdita dell'idillio familiare si ritrova due nuovi fratellastri con cui condividere la magione, di cui uno le attizza l'ormone abbestia.
Bene, come potete vedere non c'è niente di orrendo nella trama. Alla fine l'idea non è né peggiore né migliore di tante altre, e può incuriosire o meno. Siamo d'accordo.
Allora vi chiederete qual'è il problema. Il problema è che l'autrice non sa scrivere.
Ho talmente tante cose da dire che si stanno ingarbugliando e non so come ordinarle e buttarle giù. Dio Mio mi sto trasformando in Tijan.
Provo ad andare per ordine. La trama, già banale e inconsistente in partenza, non viene articolata, né approfondita o persino contestualizzata. Le cose succedono - come si dice dalle mie parti - alla caxxo di cane senza un collegamento, senza che si capiscano le motivazioni dei personaggi, o addirittura senza che si capisca il filo temporale. Da un momento all'altro cambiano idea e l'autrice non ci spiega perché. Da un momento all'altro cambiano posizione, tempo, spazio, scena e non si capisce perché. Vengono inserite a caso delle cosiddette svolte nella trama ma sempre in base al principio alla caxxo di cane. Riassumendo i personaggi dicono e fanno cose a caso e la trama prosegue a caso senza spiegazioni, logica o coerenza.
Già di per sé questo casino assoluto, questa totale mancanza di metodo nella stesura del romanzo, la mancanza di struttura, di logica, di contenuto che abbia un senso sono un dramma, se lo uniamo ad un'idea di base che non brilla per originalità il risultato è che questa roba sembra una fanfiction scritta dalla prima bambinetta che ha accesso al pc di mamma e papà e ruba tempo allo studio.
Insomma, fa schifo, ti centrifuga il cervello al punto che non si riescono a leggere più di quattro pagine alla volta perché poi il cervello va in tilt. C'è un motivo se ci ho messo mesi a leggere due romanzi, è perché ha fatto male alla mia salute.
Bene, oltre a questo - perché non è finita! - ci sono altri grossissimi difetti, robe mostruose che hanno causato una sovraproduzione di reflusso gastrico e che hanno ucciso la mia voglia di aprire questo scempio, questa roba assurda.
Samantha. Ecco, se si sbaglia la protagonista in cima a tutto il resto tanto vale cestinare.
Permettetemi di illustrarvi la gioiosa presenza di questa Samantha.
Togliamoci di torno gli aggettivi classici: bellissima, intelligentissima, tormentatissima, desideratissima, super sexy ecc. Ora aggiungo i miei: psicopatica, ossessivo compulsiva, autolesionista, egoista, emotivamente instabile, incapace di reagire, incapace di usare il cervello, priva di qualsiasi forma di amor proprio, borderline, e più in generale sciatta.
Samantha è la tipa figa ma silenziosa che tutti amano e desiderano segretamente, quella che non caga nessuno, non parla, non fa niente a parte occupare spazio eppure è popolare. Non prova nessuna emozione di fronte ad un fidanzato che la cornifica e due finte migliori amiche che le sparlano dietro. Semplicemente incassa, non reagisce. E mi domando perché.
E' anche un'atleta. O meglio, è una pazza che usa la corsa come forma di punizione o autolesionismo, corre per ore - sottolineo ORE - che neanche un maratoneta professionista, e non mangia - ripeto NON mangia. In sostanza è una pazza che corre come una dannata, si rifiuta di mangiare, è passiva e silenziosa, scontrosa e irritante ma è - ovviamente - una gran figa e tutti la vogliono.
Io boh. Questo è un chiaro comportamento disturbato, soprattutto se si pensa che non viene nemmeno contestualizzato nel mondo giusto. Esempio: è in macchina con chiunque, fanno un discorso vagamente serio, lei - che è pazza - non riesce a sopportare lo stress e letteralmente si butta fuori dall'auto in corsa e comincia a correre, e corre per ore e ore e ore. Qualcuno la ricoveri, perché di figo in lei non c'è niente.
Poi arrivano i due Kade. Mason, il grande, il più figo e ombroso e quello che si bomba Samantha, e Logan che ha l'età di lei ed è una specie di rompipalle ambulante, viziato, casinista ecc. Nessuno dei due ha più profondità di una pozzanghera, nessuno dei due ha sviluppato una personalità quantomeno credibile, nessuno dei due rispecchia l'ideale di protagonista di NA. Sono due ragazzi messi lì, che fanno cose senza senso, non si capisce perché, hanno potere sull'intera comunità e non si capisce come, e ovviamente spalleggiano Samantha prima perché è la loro nuova sorellina, e poi perché Mason se la bomba. Ma si amano, quindi va bene.
Non sto nemmeno a perdere tempo sui personaggi secondari perché sono di un senza senso e di un inutile che non ci si crede, prima in assoluto la madre pazza e cattiva di Samantha.
Io mi fermo qui. Non ce la faccio a proseguire, non me la sento di farmi ancora del male, perché anche io ho un limite. Non c'è nemmeno il divertimento del trash, perché il trash vero è così: divertente, assurdo, facile da leggere, non è spazzatura. C'è onore nel trash, ma Tijan non ha capito cos'è, non ha capito come si scrive, non sa niente di niente. Tijan, bella mia, i romanzi non si scrivono e basta, si pensano, si strutturano, si costruiscono, e se non lo sai fare scrivi fan fiction e non appestare le librerie.
Con questo, chiudo. Mi spiace solo per Garzanti che si è impantanata con questa oscenità, spero che la abbandonino presto e si dedichino ad altro perché di serie belle ce ne sono, di serie belle e interrotte anche di più. Questa non si merita la carta che consuma.

19 giugno 2017

Helena Hunting
Pucked

Serie Pucked 1

Trama

Self | ebook | € 4,42
With a famous NHL player for a step-brother, Violet Hall is well acquainted with the playboy reputation many hockey stars come with. She’s smart enough to steer clear of those hot, well-built boys with unparalleled stamina. That is until she meets the legendary team captain—Alex Waters. Violet isn’t interested in his pretty, beat-up face, or his rock-hard six-pack abs. But when Alex inadvertently obliterates Violet’s previous misapprehension regarding the inferior intellect of hockey players, he becomes more than just a hot body with a face to match. In what can only be considered a complete lapse in judgment, Violet finds out just how good Alex is with the hockey stick in his pants. But what starts out as a one-night stand, quickly turns into something more. Post-night of orgasmic magic, Alex starts to call, and text, and e-mail and send extravagant—and quirky—gifts, making him difficult to ignore, and even more difficult not to like. The problem is, the media portrays Alex as a total player, and Violet doesn’t want to be part of the game.

Commento
4.06 di media su Goodreads.
Quando sono preda della disperazione letteraria più assoluta - ovvero quando voglio leggere qualcosa di specifico e non lo trovo manco per niente - non compio mai l'errore gargantuesco di dare retta ai suggerimenti di Amazon.
Amazon non capisce un ciufolo, dei miei gusti, nonostante acquisti spessissimo ebook o libri. Puntualmente mi suggerisce delle schifezze colossali, robe che mi fanno accapponare la pelle alla sola vista delle cover o robe dalla trama spaventosa senza nessun collegamento con i miei acquisti precedenti.
Insomma, Amazon non ne azzecca una e io non gli do mai retta.
Fino ad ora.
Non compierò mai più questo errore, lo giuro su Shiva, su Dumbo e su Tom Hardy ingudo in Taboo. Lo giuro. Non lo farò mai più, perché per la prima volta l'ho fatto e mi sono beccata una cacata colossale.
Pucked (unione di puck - il dischetto da hockey, e fucked - ovvero fottuto/a) è un romance erotico sportivo. Fin qui, a parte il trash assoluto del titolo, niente di male. la signorina Hunting scrive in modo ironico, forse troppo, e fin qui tutto ok. Il protagonista maschile è un super giocatore di hockey, ricco sfondato, bello da morire, super scopatore, super dotato, eccetera. La protagonista femminile è una specie di nerd perennemente arrapata ma anche un po' moralista, una di quelle che si masturbano continuamente e poi appena incontrano qualcuno più porco di loro gridano allo scandalo sventolando la loro virginale e purissima anima.
Comunque.
Il problema di questo romanzo è che è volgare. E' volgare la protagonista, che vomita oscenità con un ritmo e una frequenza allarmanti, ed è volgare perché tutto si riduce a Violet e Alex che trombano come ricci, con lei che si prostra in adorazione di fronte a MC (tenetevi forte) il Monster Cock di Alex - una specie di pene gigantesco, uno scherzo della natura che Violet veste anche da supereroe con tanto di mantella e occhietti. Non che una tipa che si riferisce alla propria vagina come beaver - castoro - possa partorire qualcosa di classe, però ecco, insomma, anche no.
Come se non bastasse l'ironia estrema e forzata (anche se a volte funziona, lo ammetto) si mischia con questa volgarità dando vita ad uno stile che è grottesco, quasi adolescenziale nel suo essere too much, una specie di caricatura inconsapevole di un genere che è già preconfezionato e che non ha bisogno di modifiche per essere vincente.
Senza tutta questa volgarità, senza la costante ironia da ragazzino arrapato, la storia sarebbe stata anche divertente e piacevole, perché la sostanza è quella che è e non è che mi aspettassi chissà quali grandi contenuti. Ma così non funziona, così non va bene, così non mi piace.
Nella disperazione ho dato retta ad Amazon e ho buttato via soldi e tempo, voi non fatelo questo libro non merita nemmeno un commento più articolato.
Che sadness.

20 marzo 2017

Jodi Ellen Malpas
The Protector

Titolo originale The Protector

Trama
Newton & Compton
ebook | € 5,90
La gente pensa di sapere davvero chi sia Camille Logan: una giovane figlia di papà, bella, viziata e con un conto in banca che le permette di fare la vita che vuole. Ma Camille ha deciso di liberarsi per sempre dai legami familiari e di cavarsela da sola. All’inizio commette parecchi errori, ma dopo aver passato un lungo periodo di sofferenze, finalmente sembra essere riuscita a conquistare indipendenza e felicità.
Proprio quando tutto sembra andare come aveva sempre desiderato, però, le conseguenze di alcuni rapporti d’affari intrattenuti da suo padre con persone senza scrupoli minacciano seriamente la sua serenità. Camille, in bilico tra risentimento e paura, deve anche stare in guardia dalle contromisure che il padre vuole adottare per difenderla. Ma nulla le servirà per proteggersi dai sentimenti burrascosi che le suscita l’ex cecchino pagato per sorvegliarla…



Commento
Tutti in coro! Aaaaaaaaaand IIIIIIIIIIIIIII will always looooooooooooove youuuuuuuuuuuuu. I will always love youuu uuuuuuuuuuuuuhuuhhhhhhhhhh.
Quanti di voi, leggendo la trama di The Protector, hanno pensato al film The Bodyguard con Whitney Houston e Kevin Costner. Quante? Io di sicuro, ho praticamente passato tutto il tempo di lettura canticchiando la colonna sonora perché - dai - siamo seri, era impossibile non farlo.
Non ho il benché minimo ricordo di quel film - ero troppo piccola e non l'ho mai più rivisto (not my cup of tea) - ma la somiglianza di base è bastata a far scattare un guizzo di fastidio nella mia testolina. Normalmente non avrei letto un romanzo dove almeno uno dei protagonisti è un personaggio famoso, semplicemente perché non mi piacciono e si prestano a determinati tipi di trame che, once again, non mi piacciono particolarmente.
Per The Protector ho fatto un'eccezione perché volevo dare alla Malpas un'ultima occasione prima di chiudere definitivamente con lei, e perché era da molto tempo che non leggevo un contemporaneo un po' spintarello con un protagonista maschile macho fino all'ultimo pelo del petto.
Mi sono buttata e ho fatto un volo d'angelo schiantandomi al suolo. Lo splat fatto dal mio cervello mentre mi colava dal naso ha sovrastato anche la canzone di The Bodyguard, cantata dalla sottoscritta con acuti imbarazzanti e interpretazione al limite dell'isterico.
Per essere giusta dei confronti di questo romanzo e della Malpas confesserò di aver resistito alla tortura fino al 71%, poi non ce l'ho fatta veramente più e ho letto 4/5 righe ad ogni giro di pagina fino alla fine. Il fatto che abbia ceduto con l'avanti veloce è decisivo per comprendere il mio umile e personalissimo giudizio: il protagonista è un pirla di prima categoria.
Analizziamo un attimo la storia. Jack è un ex SAS, un soldato (cecchino, per l'esattezza) delle forze speciali britanniche congedato dall'esercito a seguito di un episodio in cui ha mandato alle quaglie una missione causando la morte di due soldati del suo team. Per riempire il vuoto, Jack diventa una guardia del corpo super efficiente e super specializzata, una specie di best of the best, er mejo di tutti, una macchina precisa, un uomo di ferro, insomma è super pagato e super richiesto e - chiaramente - è un esemplare di maschia virilità concentrato all'ennesima potenza. Bello, super sexy, super pericoloso e super stronzo, Jack è lo stereotipo del protagonista maschile duro e bastardo che manda in tilt gli ormoni. E fin qui, ok.
Chiamato per proteggere la figlia di un magnate inglese, Jack non ha molta voglia di fare il babysitter a questa modella super paparazzata e pagata, perché chiaramente gli sembra tempo sprecato. Poi WHAM BAM la incontra e, niente, decide che è gnocca super e quasi quasi si tiene il lavoro.
Camille è una ragazza più giovane di lui (Jack ne ha 35 e lei 24?) che vuole farsi un nome senza i soldini di papino caro e non prende tanto sul serio la minaccia che qualcuno vuole farle del male, né prende bene la notizia che lo sgnoccolo super sexy è la sua guardia del corpo.
E' chiaro che buona parte della storia si basa sullo scontro tra i due: lei che fa i capricci e vuole seminare Jack, e Jack che le rotola dietro cercando di tenersi il pisello nei pantaloni. Poi finiscono a letto insieme e la cosa è talmente atomica che Jack decide che si vuole tenere Camille, e Camille decide che anche se non sa una beneamata mazza di Jack se lo vuole tenere. Classico romance contemporaeo, direi, niente di nuovo.
Quello che mi ha mandato a male il cervello e che ha condannato il romanzo dopo pochissime pagine è Jack. Io adoro - adoro - i protagonisti duri e cattivi, quelli che fanno piangere e disperare, ma francamente trovo imbarazzanti quelli che vengono creati come se fossero super uomini con l'ego gonfiato al limite dell'esplosione. E odio - ODIO - quando le autrici piazzano in testa a questi Big Jim dei pensieri al limite dell'assurdo che nessuno - se non qualche pazzo terrorista esaltato - può pensare. Jack ha una concentrazione di pensieri idioti talmente alta che per me è stato impossibile salvarlo, o giustificarlo, o anche solo tollerarlo. Lo avrei preso a pedate e gli avrei bruciato le sopracciglia, oppure gli avrei tirato le mutande urlandogli chi è che è l'uomo più pericoloso del mondo adesso?
Jack è un pirla, lo è e non mi vergogno a dirlo. E' esagerato sotto qualsiasi aspetto, al limite della caricatura, è un eroe uscito male, troppo prevedibile e ridicolo.
Insomma, dai, come si fa a dire che un personaggio che passa tutto - e intendo tutto - il romanzo sparando pensieri come questo possa essere un figo spaziale?
Che si sappia, e Dio mi è testimone, che distruggerò chiunque proverà a portarmela via, che sia il suo ex, suo padre, o una minaccia sconosciua. Verrà versato il sangue, e non mostrerò nessun rimorso per la carneficina che potrei fare lungo la strada. Amen.
Devo analizzare tutto quello che c'è di sbagliato in questa frase? Bene, la prima frase: distruggerò chiunque proverà a portarmela via, neanche quella povera ragazza fosse un pezzo di pizza che puoi sfilargli sotto al naso, come a dire sono un povero sfigato insicuro che non è in grado di affrontare il mondo e il destino perché gne gne gne nessuno può averla tranne me. Cresci.
Verrà versato il sangue. Quanti film si è visto in età infantile? Quanti problemi può avere uno che pensa verserò del sangue. Gne gne gne. Farà una carneficina. L'unica carneficina che può fare questo pezzo d'idiota è quello di rendere il mio cervello una poltiglia informe. L'unica, perché cosa pensi di poter fare? Lo sai vero che basta una botta in testa ben piazzata e cadi a terra morto stecchito come tutti gli altri essere umani, sì?
Insomma, avrei anche potuto sopportare una quantità ridotta di pensieri del genere, ma dovermi sorbire il 70% di boiate come queste ha consumato tutta la mia tolleranza. O mollavo, o bruciavo il restante 30% in pochi minuti. E, siccome l'unica cosa interessante spunta fuori alla fine, ho fatto un ultimo sacrificio e ho finito di leggere.
Altra cosa che mi ha infastidita parecchio è la mancanza assoluta di sostanza: in pratica succede pochissimo e la Malpas risolve tutto a caso nel giro di due righe. La presunta minaccia per Camille? Arriva e se ne va in cinque minuti netti, naturalmente con Jack che schizza di qua e di là come una pallina da flipper senza meta e senza senso e magicamente la salva. Così, a caso.
E non fatemi parlare della questione patetica dell'ex moglie e della figlia perché mi parte un rigurgito a getto tipo la bambina dell'Esorcista, talmente mi ha fatto venire il vomito.
Almeno le scene di sesso fossero interessanti. Nemmeno quello! E' solo una serie di quanto cazzo sei bella, ho il cazzo duro eccetera, senza considerare il tipo di scene scritte. Ben due scene di sesso nella doccia, due, e la scena della caccia al tesoro nel boschetto, che è al limite del ridicolo con Camille che deve girare nuda in mezzo ai rovi per trovare un campo di fiori e un Jack altrettanto nudo. E vogliamo parlare di quando lei vede un tronco - un tronco, perdio - e pensa chissà quando mi scoperà sul tronco. Ma sei seria? Vuoi veramente provare l'ebrezza di avere il sedere pieno di schegge di legno? Ma soprattutto come si fa a pensare che sia anche solo lontanamente eccitante leggere di questi due che girano nudi nel campo?
No, no, non salvo assolutamente niente di questo romanzo, niente. Ho letto in giro pareri super positivi, neanche fosse un capolavoro, e per carità buon per loro che hanno trovato un punto di contatto con la storia, ma per me è stata una sofferenza dall'inizio alla fine che mi ha fatto depennare la Malpas dalla lista in modo definitivo. Per come la vedo io, la prima trilogia che aveva scritto è stata la classica botta di culo che non sarà mai in grado di ripetere, e fino ad ora ha solo scritto storie che hanno confermato la mia teoria.
La Malpas è stata pure fortunata perché mi sono ammalata e sono troppo stanca per dare sfoggio della mia vera cattiveria, perché mi ricordo perfettamente il livello di acidità che ho provato durante la lettura e non è per niente paragonabile a questo commento. Il confronto è tsunami del Giappone e temporale estivo. Devastazione totale e qualche ramo rotto. Jodi abbella mia, ringrazia il virus.
Quindi questo è un addio a Jodi Ellen, perché l'idea di dover bruciare i miei poveri neuroni con cose così mi fa sentire in colpa. La vita è troppo breve e il mio tempo libro troppo poco per sprecarlo con autrici con cui non vado d'accordo.
E ora parte un candeggio letterario potentissimo per resuscitare il mio cervello.

17 settembre 2015

Penelope Douglas
La mia meravigliosa rivincita

Serie Fall Away 2
Titolo originale Rival
Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Sono passati due anni dall’ultima volta che si sono visti. Due anni in cui non hanno fatto altro che covare rancore reciproco. Ma la verità è che Madoc e Fallon sono stati ingannati e tenuti lontano l’uno dall’altra dai rispettivi genitori. E ora che Fallon è tornata, vuole vendicarsi di tutto il dolore che è stata costretta a sopportare.
Solo che non ha messo in conto il brivido di rivedere Madoc.
Forse, nonostante tutto, i suoi sentimenti per lui non sono così cambiati… Madoc, dal canto suo, proprio non riesce a detestarla come vorrebbe...







Commento
***spoilers***
Santo cielo, che tritamento di neuroni.
La mia meravigliosa rivincita è una tortura, una lettura che niente ha che vedere con il primo titolo della serie, Mai per amore, che ho adorato. Quando dico niente, intendo proprio niente.
La delusione, oltre ad essere dovuta alla scarsa qualità del romanzo, nasce anche dalla mia solita ossessione compulsiva per il genere NA. Quando ho voglia di un NA parto in quarta e se questo non mi prende comincio ad entrare in crisi nerissima: se non mi piace fin dall'inizio mi viene l'orticaria, mi sale un nervoso tale che picchierei qualcuno - a scelta, l'editore, l'autrice, i personaggi - o brucerei il libro (o cancellerei l'ebook). Insomma, mi sale la violenza e non c'è modo di riprendermi.
La Penelope ha stimolato una reazione negativa nella mia testolina, tale da farmi venire voglia di mollare il colpo tra un insulto e l'altro. Il fatto che sia arrivata alla fine senza cavarmi le palle degli occhi indica quanto io sia cazzuta, quanto il mio livello di sopportazione sia aumentato nel corso degli anni. Bring it on, Penny, vedi come ti stronco!
Dove Mai per amore era intenso, passionale, emozionante, LMMR è confuso, un ammasso di scene che non hanno né senso né profondita; dove Jared era un personaggio con un certo livello di coerenza alla storia, Madoc sembra mollato a caso in mezzo ad una trama che non si capisce; dove Tatum era perfetta sia per la storia che per Jared, Fallon è una ragazzina che metà delle volte non sa cosa sta facendo e l'altra metà è in fregola come una cagna. Non ci siamo su tutta la linea: la storia è orrenda, Madoc è sprecato e Fallon è una scema. Delusione totale.
Cosa ci voleva a usare meno piselli duri, vagine bagnate e più sentimenti, dammit? Perchè tutto il romanzo è una spugna intrisa di umori corporei e un vuoto cosmico di emozioni? Penelope, che diavolo hai mangiato?
Tra l'altro non so nemmeno cosa raccontare della trama perché il poco che ho estrapolato dal casotto non è granché appassionante. Vediamo di buttarci giù due righe.
Fallon e Madoc sono fratellastri: la madre di Fallon ha sposato il padre di Madoc. Causa soliti contrasti familiari (madre battona che succhia soldi al padre) Madoc sviluppa un odio infantile per Fallon, la ignora o la maltratta, insomma fa il fratello maggiore rompi palle. Fallon, da parte sua, si rinchiude dietro un'atteggiamento alla Avril Lavigne dei poveri, tutta skate, vestiti da maschio e zero femminilità. A 15 anni cosa puoi fare? O sei il bullo o subisci, e metà delle volte questi rapporti nascondono una fascinazione contorta. Infatti man mano che passa il tempo Madoc e Fallon diventano più intimi: nel senso che a 16 anni lui si infila nella stanza di lei e trombano come ricci. E tu pensi che tristezza, sti' due hanno ancora la bocca sporca di latte e si mettono a fare sesso come due adulti (Penelope...eddai). Naturalmente ci scappa sia la sgamata cosmica dei genitori, sia la gravidanza da Teen Mom. Il dramma che ne consegue è quello che regge tutta la parte 'contemporanea' del romanzo, cioè di Fallon che si vuole vendicare di tutti Gesù Cristo compreso e di come il suo mefistofelico piano le si ritorca contro di fronte alla prestanza fisica di Madoc.
Succede che: si riprendono e si rimollano, tromano come ricci, capricci, dispetti, qualche crisi emotiva esistenziale da ragazzetti e poi BAM si lovvano perché sono loro due contro tutti *vomito*, si sposano e sconfiggono la stregaccia cattiva.
Come dimenticare le incursioni eleganti di Jax - qualcuno mi spieghi perché fa quello che fa, grazie -, i virtuosismi lessicali di Tate e Fallon (peggio di due scaricatori di porto, santoddio), e lo spirito da teen ager che smonta con violenza l'ultima speranza che questo romanzo fosse una NA decente.
Giusto per fare la prova del nove, leggerò ancora un titolo della serie e, se sarà come questo, chiuderò ogni rapporto con Penny e migrerò verso altre autrici.
Due parole possono chiudere il mio commento: epic fail.

7 settembre 2015

E. L. James
Grey

Serie Fifty Shades 4
Trama
Mondadori
ebook | € 9,90
Christian Grey ama avere il controllo su tutto: il suo mondo è ordinato, metodico e completamente vuoto fino al giorno in cui Anastasia Steele irrompe nel suo ufficio come un turbine con il suo corpo incantevole e i suoi splendidi capelli castani. Lui cerca di dimenticarla, ma invece viene travolto da una tempesta di emozioni che non riesce a capire e a cui non può resistere. A differenza di tutte le donne che Christian ha conosciuto prima di lei, Ana, timida e ingenua, sembra arrivargli dritto al cuore, un cuore freddo e ferito, e vedere oltre la sua immagine di imprenditore di successo e il suo stile di vita esclusivo e lussuoso. Con Ana, Christian riuscirà a scacciare gli incubi della sua infanzia e i fantasmi del passato che lo perseguitano ogni notte? Oppure i suoi oscuri desideri sessuali, la sua ossessione per il controllo e l'odio verso se stesso che riempiono la sua anima allontaneranno Ana e distruggeranno la fragile speranza che lei gli sta offrendo?
Nella cabina armadio mi tolgo tutti i vestiti e da un cassetto tiro fuori i miei jeans preferiti. I miei JD. I jeans del Dominatore.
Commento
Allarme book bashing!
Che. Palle.
Di libri brutti ne ho letti tanti, così come di quelli noiosi e di quelli scritti male. Raramente, grazie al cielo, mi capitano libri brutti e noiosi, e quasi mai noiosi, brutti e scritti male. Grey è brutto, è noioso, ed è scritto malissimo.
E' una combo infernale il cui unico scopo - e l'unica utilità - è uccidere tutti i neuroni, come una passata di Napalm su un campo di grano. La morte dell'intelligenza e della letteratura.
Mi rendo conto che parlare male della James è come sparare sulla Croce Rossa, e che moltissime persone continuano ad apprezzarla e ad amare i suoi romanzi. Mi dispiace per voi, ma io mi rifiuto di censurarmi soprattutto considerando che ho comprato l'ebook (quindi vale la regola pago=posso dire la mia) e che questa donna, con tutti i milioni che ha fatto, con la squadra di persone ai suoi piedi (editore, editor, correttori ecc.), è riuscita a scrivere qualcosa che sorpassa in banalità e stupidità tutti e tre i precedenti romanzi, già noti per non essere particolarmente brillanti. E' riuscita, in sostanza, a non migliorare se stessa e sprecare un'occasione d'oro che avrebbe potuto riscattarla di fronte ai detrattori, fidelizzare i fans e trovarne di nuovi. Invece ha fallito su tutta la linea ed è impossibile trovare una giustificazione. Aveva il tempo, aveva i mezzi, aveva il materiale ed è riuscita a buttare fuori una cosa che non saprei nemmeno come definire.
Grey è esattamente quello che la James dice in dedica: il romanzo scritto per chi l'ha chiesto, ovvero per chi l'ha stressata e lei, con i dollaroni negli occhi, ha pensato bene di spremere l'ultima goccia di sangue, mentre l'editore si sfregava le manine al pensiero di rifare il botto.
Il botto l'ha fatto, ma le mazzate camuffate da recensioni freddine sono arrivate in quantità direttamente proporzionale alla sua pateticità e, fatemelo dire, se le merita tutte.
Grey è, in tutto e per tutto, Cinquanta Sfumature di Grigio raccontato dal punto di vista di Christian. La trama è la stessa, i dialoghi sono gli stessi, le email sono le stesse, l'unica aggiunta fatta è il resto.
Ora, cercherò di elaborare cos'è questo resto, ma francamente stento anche solo a mettere insieme due frasi per descrivere la psiche di Grey, quindi abbiate pazienza e pietà della mia anima.
Il lato oscuro di Christian, quello che dovrebbe contestualizzare il suo comportamento, dare le motivazioni delle sue fissazioni e illuminare il suo passato, si riduce ad una serie di pensieri in doppia forma: le frasi messe tra virgolette sono quelle dei pensieri detti 'ad alta voce', mentre quelle senza virgolette sono le semplici frasi di descrizione. Una versione maschile della maledetta dea interiore di Ana, insomma, che ti manda in pappa il cervello soprattutto quando si smentiscono tra di loro.
Ad esempio: Ana è bella e mi manca. "Ma sì Grey, fanculo!". Che Grey fosse uno psicopatico bipolare lo sapevamo, ma che arrivasse ad avere pensieri così opposti nel giro di un  nano secondo ci proietta nella psichiatria più spinta. Se a questo aggiungiamo lo stile infantile e imbarazzante della James abbiamo una serie di pensieri inutili, assurdi, o semplicemente folli.
Il tanto decantato lato oscuro si esprime in frasi che sfociano nell'assurdo e nel volgare, a riprova che la James non ha la più pallida idea di come pensi un vero dominatore o come si scriva un erotico (o una scena erotica) dal punto di vista maschile. Volete una prova?
L'immagine di lei incatenata alla mia panca, una radice di zenzero sbucciata infilata nel culo perché non possa stringere le natiche, mi si affaccia alla mente, seguita dall'uso assennato di una cintura o una cinghia. "Sì..." Questo sì che le insegnerebbe a essere meno irresponsabile. E' un pensiero molto stuzzicante.
Una radice di zenzero infilata nel culo? Ma scherziamo? E' questa l'idea di erotismo della James? E' questo il pensiero medio di Grey? Ma che orrore! Questa è una presa per il culo - giusto per rimanere in tema - un tentativo imbarazzante di scrivere qualcosa che lasci a tutti i costi a bocca aperta. Che poi sia per lo schifo e non per lo stupore è un altro paio di maniche, cara mia.
Ma la cosa che mi ha dato più fastidio, quella che letteralmente mi ha fatta incazzare come una bestia è stata la quantità spropositata di parole vuote che riempiono interi paragrafi. Se dovessi usare lo stesso principio della James per scrivere un romanzo, verrebbe fuori più o meno così:
Suona la sveglia. Sono le 7. Mi alzo dal letto, infilo le ciabatte. Cammino nel corridoio, entro nel bagno e mi tiro giù i pantaloni del pigiama. Mi scappa la pipì, quindi mi siedo sul water e la faccio. Ho fame, devo fare colazione. Mi lavo le mani e poi vado in cucina. Preparo il thé, mi piace con il miele. Non sopporto lo zucchero e il caffé mi fa schifo. Mangio i biscotti. E' tardi mi devo preparare per andare al lavoro...e potrei andare avanti all'infinito. Uccidetemi.
E' una fiera di copia e incolla infarcita di qualche pensiero buttato a caso giusto perché doveva farlo, un insieme di frasi che si contraddicono, di riflessioni al limite del nonsense, una valanga di parole vuote che fanno volume e che cancellano qualsiasi forma di curiosità provata nei confronti di questo personaggio, di questa serie e di questa autrice.

La stringo tra le braccia, afferrandola per la coda di cavallo e andando alla ricerca delle sue labbra vogliose. Sanno di paradiso, di casa e di abisso, di Ana.

Di abisso? Ma che sapore dovrebbe avere l'abisso? E soprattutto, associato ad un bacio in opposizione al paradiso. Boh, ho smesso di cercare la logica in quello che la James ha scritto. Ho vomitato abbastanza veleno, ci ho speso fin troppi soldi e fin troppo tempo. L'unica cosa positiva è stata leggerlo mentre ero sull'aereo, terrorizzata dalle turbolenze e troppo distratta per leggere qualcosa di più impegnativo. Meglio non prenderlo troppo sul serio, altrimenti l'unico abisso che assaggerete sarà quello della disperazione.

28 maggio 2015

Jodi Ellen Malpas
Per una sola volta

Serie One Night 1
Titolo originale Promised

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Livy si accorge di lui non appena fa il suo ingresso nel bar. La sua bellezza la stordisce e quegli occhi, di un azzurro intenso, la distraggono a tal punto che non riesce a prendere la sua ordinazione. Quando se ne va, è convinta che non lo rivedrà mai più. Ma si sbaglia. Su un tovagliolo c’è un messaggio per lei. Tutto quello che lui le chiede è una notte: per venerarla. Senza sentimenti, senza impegno, pensando solo al piacere.
Tutte le difese di Livy sono azzerate: quell’uomo la confonde. È insopportabile ma molto educato, ha modi da gentiluomo ma è distaccato, si rivela appassionato ma al tempo stesso algido. Eppure il fascino che esercita è innegabile e talmente profondo da suscitare in lei un tipo di desiderio che non conosce. Livy si accorge pian piano che dietro il mondo patinato di quell’uomo, fatto di auto di lusso, abiti firmati e un appartamento elegante, si nasconde un segreto…



Commento
***spoiler***
Adoratrici del Lord state attente la Malpas ha sbattuto forte la testa e ha combinato un pastrocchio!
Se pensate di iniziare Per una sola volta e trovare un fascinoso psicopatico come Jesse state fresche perché il mister Miller è tutto tranne che.
Partiamo subito dal fatto che ripetersi, per queste autrici, è l'unico modo per assicurarsi il successo. Se trovano qualcosa che funziona, trama e personaggi che acchiappano, devono riproporlo con il minor numero possibile di modifiche. Alle seguaci adoratrici di queste autrici importa poco o nulla della novità, della varietà o dell'originalità, vogliono una sorta di sicurezza: rileggere un personaggio maschile uguale (con le dovute variazioni), una protagonista femminile che reagisce da manuale, una trama che sappiamo già essere fedele allo schema. Insomma, quella che è la formula vincente è ciò che tutti vogliono.
Poi succede che queste autrici si prendono una cantonata colossale, la mitica zappa sui piedi. Jodi Ellen ti piace pensare di aver fatto ancora il colpaccio, come hai arrogantemente scritto nei ringraziamenti, la verità è che hai tentato ma non ci sei riuscita.
La cosa comica, per me, è che più che avvicinarsi alla trilogia This Man, Per una sola volta sembra una fan fiction di Cinquanta sfumature di Grigio.
Ciò che non funziona per niente è l'approssimativa storia personale dei due protagonisti. Si inizia in un modo, si procede sul solito bivio e si finisce nel reame dell'assurdo, del controsenso e dell'ipocrisia sparatissima - oltre che della confusione. Il tutto decorato con abbondanti dosi di noia, banalità e ripetitività.
La nostra fragolina innocente di turno è Olivia - Livy: è una giovane e bellissima ragazza, con lunghi e folti ricci biondi, occhioni nonricordopiù verdi o azzurri che fermano il traffico, un corpo mozzafiato e un tremendo senso dello stile, oltre che una vera ossessione per le Converse. Non vi ricorda un'altra goffa innocente tremendamente vestita? Livy vive con la nonna - più sgamata e attiva di lei - e piange copiose lacrime per essere stata abbandonata dall'altrettanto bella e conturbante madre, dedita ad una vita di prostituzione di lusso e amori bastardi. Un bel giorno, mentre è al lavoro al bar, entra un citofonatissimo bellimbusto in tre pezzi, elegante da morire, fantasmagoricamente bello e molto autoritario. La nostra Livy diventa una statua e lo fissa come una cretina sbagliando pure il caffé e beccandosi un messaggino di fuoco da parte di Miller. Qualche giorno dopo lo ritrova ad un evento mentre lavora per il catering ed è qui che Miller fa la prima mossa: seducendo l'agnellino Livy le propone un patto che nessuna donna può rifiutare - nel reame delle sciocchine. Miller le offre una notte di passione ("La miglior scopata della tua vita" cit.) che poi diventa subito 24 ore (ma non era una notte?!) in cui lui - dice - venererà la dolce e innocente Livy.
Ora, fino a qui non ci sono grandi stonature: la verginella pudica e il tigrotto assatanato sono una combo ormai iper collaudata, quello che cala subito il romanzo nel reame dell'assurdo è che Livy in 3, 2, 1 diventa una porca di prima categoria. Era pudica, era innocente, era timida. Appena Miller le ronfa addosso si scatena l'inferno di scene di sesso. Che si ripetono, e si ripetono secondo lo stesso identico schema per tutto il romanzo. Una tortura: lei è restia a cedere perché sa che lui la farà soffrire, lui la seduce facendo niente, lei si convince e vanno a casa di lui, fanno sesso, lui fa lo stronzo, lei scappa. Repeat fino alla fine.
Quando la Malpas decide di infilare il solito trauma del passato punta su Livy e sulla madre. A quanto pare, per capire la mente della madre, quando era giovane Livy è entrata nel giro di prostituzione diventando a tutti gli effetti una prostituta in modo da testare cosa c'è di speciale. Alcool e sesso a pagamento per niente, perché Livy non conclude una cippa e lei rimane doppiamente traumatizzata. Già che una decida volontariamente di diventare una prostituta mi sa di cagata pazzesca, ma che sia una ragazzina minorenne, con qualcuno alle spalle che la sostiene, per il solo gusto di farsi del male è anche più stupido.
Ma il pasticcio combinato con la protagonista, per la Malpas, non era sufficiente, così ha deciso di calcare la mano anche con Miller. Miller che viene sempre chiamato con il cognome. Miller Hart. Non so voi, ma io non penso al mio fidanzato con nome e cognome.
Comunque, anche Miller ha i suoi casini: è ossessivo compulsivo in modo eclatante - e anche un po' ridicolo. Tira fuori l'asse da stiro in ufficio, pulisce la cucina come una massaia provetta, sposta tutto come un perfetto maniaco e tratta Livy come una pezza da piedi. Uno così, con una donna normale, avrebbe perso l'uso delle gambe e delle mani alla prima uscita.
Insomma, Miller oltre ad essere fastidioso all'ennesima potenza ha anche un misterioso lavoro che lo ha reso ricchissimo. Ha un club, certo, ma quello da solo non rende abbastanza. Ecco quindi che la Malpas fa il passo falso del romanzo: nel finale butta fuori il segreto sporco di Miller che, a quanto pare, è molto conosciuto in tutta Londra per essere l'escort più costoso di sempre. Caspita, che grande segreto, che schifo, che bruttura. Che noia. Ma ancora più brutta è la reazione di Livy, la campionessa di coerenza e sanità mentale. Invece di dire 'ah, caspita, che vita di merda poverino. Mi capisce di sicuro.' si incazza come una belva e lo tratta malissimo, mollandolo anche quando lui esprime qualche sentimento. Insomma, tu puoi fare la zoccola quanto ti pare ma lui no. Tu puoi fare la bimba problematica, piangerti addosso ma non aspetti nemmeno di sentire la sua storia. Solo perché lo tiene nascosto - è evidente che si vergogna come un cane - tu pianti una scenata da tragedia e, da innocente santarellina, diventi una bestia assetata di vendetta. Sei una brutta persona. L'ipocrisia dei personaggi è una di quelle cose che mi fa vedere rosso e mi fa giudicare male romanzo e autrice. Alla faccia dei voti discreti che si era presa con l'altra trilogia.
E, naturalmente, il romanzo finisce.
Quindi cara la mia Jodi Ellen, prima di pavoneggiarti e spacciarti per grande scrittrice di grandi storie tormentate e grandi personaggi virili, scendi dal piedistallo, cancella il modello E.L. James dalla testa e riparti da capo. Capisce?


16 aprile 2015

Laurelin Paige
Sei la mia ossessione

Serie Fixed 1
Titolo originale Fixed on you

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
Stalking, ingiunzioni restrittive e psicologi appartengono ormai al passato di Alayna Withers. Seppur fresca di un master in economia aziendale, la ragazza ha deciso di fare carriera nel nightclub in cui ha cominciato a lavorare per mantenersi gli studi, e non avere per un bel po’ storie importanti con gli uomini. Un piano perfetto se non fosse per Hudson Pierce, il nuovo proprietario del locale.
Scaltro, ricco e bellissimo, Hudson è proprio il tipo d’uomo a cui Alayna si è ripromessa di sfuggire, ma lui la vuole nel suo letto e non ne fa mistero. Evitarlo purtroppo non è possibile, data l’irrinunciabile offerta d’affari che le viene fatta. E quando Alayna scoprirà che anche Hudson ha un passato da dimenticare, e molto di cui farsi perdonare, per il cuore sarà ormai troppo tardi.



Commento
Non so cos'ho letto.
Considerando la media di volti alti che ha ricevuto questo romanzo, probabilmente io ho letto tutt'altro. Non me lo spiego altrimenti.
Andiamo per ordine.
Le novità romance io le scelgo in ritardo: aspetto commenti, controllo le medie, sviscero la trama e solo dopo decido se fa per me. Ogni tanto - ma proprio raramente - mi fido, oppure mi butto, avendo letto commenti positivi su un determinato titolo. Provare cose nuove non può certo farmi male, tanto male che vada mi annoio a morte.
Ecco, lo scenario peggiore me lo sono sciroppato tutto.
Noia, noia e ancora noia. Quella noia che ti fa perdere ogni voglia di leggere, che ti fa addormentare dopo due pagine, che ti priva di qualsiasi entusiasmo. Cara Laurelin, io ti rispetto e rispetto chi ha gradito questo romanzo, ma santo cielo!
Questa storia ha due pregi: uno, il protagonista maschile porta gli occhiali da vista. Non sempre, ma in un paio di scene spuntano fuori e lui riesce comunque ad essere sexy e dominante pure con gli occhiali. Ed era ora! Scusate tanto oh scrittrici di erotico/romance...pensate che le persone occhialute non siano sexy? Non abbiano carica erotica? Beh, bitches, leggete e imparate!
Due: i protagonisti sono due psicopatici. Big time. Hudson è sociopatico attestato, curato e impasticcato. Si diverte a manipolare le persone e i loro sentimenti, se ne frega delle conseguenze e se ti tagli le vene perché ti ha lasciato ti regala il rasoio. Alayna è una stalker ossessiva, una malata cronica di attenzioni, una che se ti capita che ti perseguita la denunci con tutti i crismi.
I due non sono finti complessati, non hanno qualche trauma infantile/abuso sessuale che ha causato lo scompenso, sono proprio due folli!
Basta, i pregi sono finiti. Il resto è stereotipo, schema erotico che si ripete, solite scene di sesso e tira e molla emotivi, ricatti mentali, e scenette strappalacrime che dovrebbero smuovere i sentimenti.
Boooooring.
Per carità, se si è in vena e se si cerca questo tipo di storia non c'è molto di cui lamentarsi, Sei la mia ossessione va benissimo. Ma francamente di speciale non ha nulla, nonostante sia scritto discretamente bene e i personaggi abbiano quel guizzo di originalità che stuzzica l'interesse.
Sarò cattiva, sarò ingiusta ma non credo che Laurelina tornerà ad allietare le mie pupille leggifere. Faccio anche a meno. Goodbye and good riddance!

5 marzo 2015

Lora Leigh
Desiderio conosciuto

Serie Elite Ops 3
Titolo originale Heat Seeker

Trama
Mondadori | ebook | € 2,99
John Vincent ha da sempre condotto una vita intrisa di pericolo, e ora che è stato dichiarato morto ha tutte le ragioni per rimanere tale. Membro della Squadra Operativa d'Elite, non si è lasciato alle spalle niente da rimpiangere, tranne una donna e un'indimenticabile notte di passione.
Bailey Serborne, ex agente CIA, tormentata dal ricordo dell'uomo che amava, è determinata a catturare colui che ritiene responsabile della sua morte. Inviato per aiutarla, John non può impedire che la passione che li univa si riaccenda, e ben presto si rende conto che né il proprio nuovo volto, né il nuovo nome, riusciranno a ingannare Bailey.






Commento
La noia.
La noia più totale.
La noia più devastante.
La noia più noia che abbia provato negli ultimi mesi.
La noia che mi ha mandato in pappa il cervello appena leggevo una pagina.
Con tutta la buona volontà, dopo tre facciate volevo già cavarmi le palle degli occhi. L'unica cosa che riuscivo a fare era cadere in coma e dormire della grossa.
Se un erotico, un romantic suspense erotico, ti fa addormentare allora c'è qualcosa che non va.
Che poi, se devo essere sincera, a me questo genere ha rotto le balle. Ci hanno tirato sceme per mesi, hanno richiesto a gran voce più titoli RS e quello che mi ritrovo in mano è un romanzo di Lora Leigh che, con tutto il rispetto per questa donna, non è particolarmente originale o avvincente.
Anzi, è proprio una boiata.
Quindi io, grazie tante, piuttosto mi metto a leggere il volantino della LIDL ma di RS non ne voglio vedere per molti mesi.
Perché, dai, un romanzo deve avere un minimo di intelligenza. Un minimo di coerenza. Un minimo di buon senso. Se mancano queste cose, cosa leggiamo a fare? Persino il romance più sdolcinato possiede uno schema che riflette una realtà - fantasiosa o meno che sia. Ma quando si leggono assurdità l'unica cosa che si prova è fastidio. Noia e fastidio.
Io, chi mi conosce lo sa, leggo proprio di tutto e lo faccio con una mente aperta. Dalle schifezze mi aspetto schifezze, da un grande autore mi aspetto un grande romanzo, e da Lora Leigh mi aspetto un erotico. Quello che non mi aspetto è un erotico mischiato ad un RS senza uno schema, senza una vera trama, buttato così tanto per fare e infarcito di sesso con l'evidente scopo di offuscare le lacune - voragini - della trama.
La prima volta che la Leigh ha tirato in ballo la resurrezione da morte presunta con relativa plastica facciale me la sono fatta andare bene. La seconda volta ho storto il naso ma me la sono fatta andare bene perché, tutto sommato, la trama filava via liscia e indolore. Alla terza, però, sono finita dritta nel reame del grumpysmo sfrenato.
In sostanza, in questo romanzo, si ripete lo schema degli altri tre. L'eroe viene dato per morto, risorge sotto mentite spoglie con una faccia diversa ma sempre super figo; ritorna dall'amata che, dopo mesi anni secoli di struggimento, accoglie il nuovo venuto a gambe aperte; insieme si alternano a indagini fantascientifiche e sessioni di cardio-sex a rischio affogamento da liquidi corporei. Salvano il mondo, si lovvano duro, il cattivo muore, tornano insieme. Fine.
Ora, tutto questo potrebbe persino andare bene se: 1. questa storia della chirurgia plastica non fosse una scemenza di proporzioni cosmiche. Perché uno che cambia la faccia è sempre un po' strano, di sicuro dopo un primo sguardo si notano dettagli che ti fanno capire che è passato sotto i ferri. Tipo, non so, cicatrici? 2. se la trama fosse stata più chiara, meno abbozzata non sarei morta di noia. 3. se la protagonista non fosse stata così odiosa, insopportabile e lagnosa. 4. se il mistero dell'identità di Warbucks non fosse stato tirato per le lunghe così tanto, un po' di movimento in più ci sarebbe stato. 5. se la Leigh non fosse così fissata con il far accoppiare i suoi protagonisti nei momenti meno adatti.
Insomma, come lettura frivola, leggera, va benissimo ma entro un certo limite. Perché va bene apprezzare un romanzo passatempo, ma darsi arie di RS e poi cadere nella ripetitività e nell'inconsistenza anche no.

4 dicembre 2014

Shiloh Walker
La sua migliore amica

Titolo originale Her best friend's lover

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
Le donne entrano ed escono dalla vita di Dale Stoner però nessuna vi rimane, a eccezione di Lauren Spencer, la sua migliore amica.
E Lauren ama Dale dal primo momento che l’ha visto. Ama il suo sorriso, ama il suo modo di camminare, la sua voce sexy, ma per lui è solo una carissima confidente.
Fino a una fatale notte di passione, bollente e selvaggia, in cui Dale è troppo ubriaco per riconoscere la donna che ha tra le braccia, e Lauren si sente umiliata nel sentirsi chiamare con il nome di un’altra. Il giorno dopo, lui non ricorda niente e lei finge che non sia successo nulla.
E tutto potrebbe finire lì, se Lauren non scoprisse poi di aspettare un bambino…





Commento
***Spoilers***
Warning iniziale. Questo sarà uno dei commenti più caotici ever.
La sua migliore amica o, meglio dire, la donna più sfigata dell'intero universo.
Partiamo da un presupposto: quando sono in vena di leggere erotici del romanticismo non voglio vederne che una minima parte. I protagonisti hanno da suda', come dire, e delle stelline negli occhi non me ne può fregare di meno. Se, quindi, mi trovo tra le mani un Extra Passion (extra...dose extra di slinguazzamenti selvaggi e inutili) proprio questo voglio leggere: passione extra.
La Walker, anima santa, è una di quelle autrici che ho conosciuto con Ellora's Cave e che in genere ricordavo come una che non si fa tanti problemi a scatenarsi.
Si può immaginare, quindi, la mia perplessità quando questo contemporaneo si è trasformato improvvisamente da erotico a romantico, dove al posto delle scene di sesso a ripetizione c'è questa storia d'amore contorta, con tanto di drama esistenziale. Ma la cosa che più mi ha disturbata è che la protagonista ci rimane alla prima botta.
Ora elaboro.
Lauren è una giovane donna che nessuno potrebbe prendere in giro. E' bella, è una professionista, vive da sola senza un pensiero al mondo e non teme la solitudine. Il suo unico segreto è l'amore per Dale, vicino di casa e suo migliore amico. In tanti anni di amicizia, Lauren non ha mai fatto la prima mossa convinta - chissà perché - che Dale non potrà mai amarla.
La sua unica occasione per avere da lui qualcosa di più del solito bacino sulla guancia si presenta quando Dale, ubriaco e in piena crisi amorosa, comincia a strusciarsi addosso a Lauren, infilandole la lingua in bocca e immaginando di palpeggiare la donna dei suoi desideri.
Prima sfiga colossale: avere un uomo che ti slinguazza mentre pensa ad un'altra.
Lauren decide comunque di cogliere la palla al balzo e di liberarsi pure della verginità.
Seconda sfiga colossale: la tua prima volta è con un ubriaco che non sta pensando a te.
Dopo il fattaccio Dale sospira il nome di un'altra donna e si addormenta e, quando si risveglia, non si ricorda di nulla. Non. Si. Ricorda. Di. Nulla.
Terza sfiga colossale: l'uomo che ami fa sesso con te per la prima volta e neanche se lo ricorda.
A conti fatti, Lauren si strugge d'amore in silenzio ma è felice di aver - dice lei - sperimentato la potenza sessuale di Dale almeno una volta. Peccato che le sia rimasto il ricordino.
Sfiga delle sfighe, la madre di tutte le sfighe: Lauren è incinta. SUPER EPIC F***ING FAIL.
Ricapitolando: Lauren è segretamente innamorata del suo migliore amico che, da ubriaco marcio, le toglie la verginità, la mette incinta e non si ricorda di una fava.
Ma si può? No! Mi rifiuto! Mi rifiuto che in un erotico dove - per definizione - i due personaggi si scatenano dalla pagina 2 alla pagina prima della fine la protagonista rimanga incinta subito. Ma che roba è? Perché?
Per carità divina, sono sicura che il 99,9% delle donne incinte si mette a fare sesso acrobatico selvaggio tutti i giorni proprio come Lauren però - lo dico e non lo negherò mai - a me fa impressione. Mi fa impressione leggere un erotico quando c'è il pancione di mezzo, mi fa senso. Non voglio leggere queste cose, santo cielo, mi vengono gli incubi la notte.
Per fortuna, se così si può dire, la Walker punta tutto sulla love story problematica, sulla paternità nascosta, sull'amore che sboccia in Dale - carciofo peggio di lui solo all'ortomercato -, sul matrimonio - perché sì! si sposano pure - sul drama finale e sul lieto fine stucchevole e scontato, piuttosto che sulla parte erotica.
Risultato? Alla faccia dell'extra passion. A me ha fatto solo extra senso, altroché.

10 novembre 2014

Karin Tabke
Gioco pericoloso

Trama
Leggereditore One
pag. 119 | € 5,90

Sophia non è mai riuscita a dimenticare la notte in cui ha perso la sua verginità con Colin, alla festa per il diploma. Costretta a sposare un boss della mafia per proteggere la sua famiglia, ora è in fuga dal marito, che l'ha sfregiata e vuole ucciderla per impedirle di testimoniare contro di lui. Sophia non ha intenzione di fidarsi di nessuno, neppure della polizia, ma non può sapere che da New York hanno inviato a difenderla proprio l'uomo che non ha mai smesso di sognare: Colin Daniels. Le basta un attimo per riconoscerlo, e insieme si ritrovano subito coinvolti in una fuga ad altissima tensione, sul filo rovente di un desiderio che risale a quel primo incontro. Dal canto suo, Colin non vorrebbe approfittare della vulnerabilità di Sophia, ma non è facile mantenere lucidità e freddezza quando la passione divampa.




Commento

Scena.
Mira reduce da una giornata di emicrania potente, due ibuprofene da 600 mg nello stomaco, il pensiero della macchina morta ferma dal meccanico, l'aspirapolvere ancora fuori e gli angoli di casa popolati da soffici gatti di polvere, una minestrina di brodo nello stomaco.
In queste condizioni, alle 21 di sera del sabato - patetica, I know - c'era poco o niente che avessi voglia di fare. Siccome il televisore era occupato dal fidanzato invasato con un videogioco nuovo non mi rimaneva che spalmarmi a letto e leggere. Ma alle nove di sera che diavolo potevo mai iniziare?
Ravanando nella pila ho scovato questo racconto che ho ricevuto chissà perché io non lo avevo certo chiesto. A caval donato non si guarda in bocca, they say, quindi mi sono messa comoda a letto e bella pacifica e ancora un po' rincoglionita dal mal di testa mi appresto a iniziarlo.
Il racconto si apre così, e poi ditemi se non mi dovevo sparare un'altra pastiglia e mettermi a ronfare.
Quel giorno, due cose stavano per cambiare la vita del poliziotto sotto copertura Colin Daniels. E non si trattava della bionda che glielo stava appassionatamente succhiando, né della rossa che gli premeva contro il viso la sua calda e bagnata intimità.
Parliamone.
Non sapevo se ridere o se lanciare il libricino dall'altra parte del letto. Si potrà mai scegliere di aprire un racconto romantico in questo modo? Non dico di censurarsi, di frenarsi o percaritàdidddddio castrare il proprio estro narrativo, ma santo cielo almeno aspetta che giri la prima pagina, prima di buttarmi in faccia una scena del genere. 
Quindi vado avanti, perché ho scelto di ridere, e perché non avevo voglia di alzarmi dal letto.
Insomma procedo e il protagonista Colin, poveretto, non riesce nemmeno a concludere il suo menage a trois perché le due tipe cominciano a picchiarsi per il diritto di toccarlo ma, appena lui fa per andarsene, le due si impegnano in un siparietto lesbo che lo riattizza e un nanosecondo netto dopo che lui ha fatto cose gli suona il telefono. Mi ero quasi scordata che era un poliziotto.
Il capo lo richiama all'ordine e nel giro di due righe cambia il giorno e Colin è alla centrale.
No, alt. Non è alla centrale perché lui lavora per - tenetevi forte perché questa è una boiata da non credere - il Federal Investigative Strike Team. Il FIST. Fist, gente. Fist come pugno. Volevo vomitare sulle scarpe della Tabke. Chissà come si è sentita quando le è venuto questo lampo di genio. Ah sì, il FIST (che ricorda vagamente il RIP di Anita Blake). Insomma, a questo punto avrei preferito che mi tornasse il mal di testa ma, siccome ero in uno stato di confusione ho continuato.
Quindi Colin è un ex marine, ex detective della omicidi, della buoncostume e della narcotici all'età di 34 anni. Non mi tornano granché i conti, ma procedo.
Il suo capo - che lo odia perché si è trombato la moglie - gli appioppa un caso di recupero testimoni e Colin, appena vede la foto di Sophia sfoggia un'erezione da primato. Sul posto di lavoro si mette a pensare a quello che le farebbe e come e quanto. Poi esce dall'edificio e si trasforma in un Rambo da non credere. Volano proiettili, lo inseguono, lo accerchiano ma lui scappa, corre, salta, si arrampica, spara, uccide, si nasconde e - naturalmente - riesce a scappare. In quarantamila gli stavano dietro ma lui li semina. Vabé, andiamo avanti.
Arriva alla casa di Sophia e ha un'altra occasione per sfoggiare le sue super doti di super uomo, salvando capre e cavoli in una fuga rocambolesca che manco Terminator.
Parliamo di Sophia.
Sophia ha regalato a Colin la sua verginità quando erano giovincelli, prima che la sua famiglia la mandasse in sposa ad un boss sadico. Sophia ha passato 10 anni tra violenze, sevizie, umiliazioni di vario genere, ma appena vede Colin PAM! si dimentica di tutto e gli dice 'visto che domani creperò sollazziamoci come ricci perché mi attizzi', si mette a sfilare ignuda davanti a lui finché Colin e il suo pisellone cedono al richiamo e frullano come conigli. Tra una trombata e l'altra spunta fuori qualche sicario ma Colin l'incredibile lo liquida con le sue doti da killer professionista.
Poi Sophia decide - così - che per tutti questi dieci anni lo ha amato alla follia, che è l'uomo della sua vita e che non può rischiare che lui muoia per lei quindi cosa fa? Ma scappa, ovviamente! Peccato che Colin è pure un segugio e la trova subito, la riporta all'ovile e si rimettono a frullare.
Frulla che ti rifrulla, tra una lacrima e uno scorrere di umori anche Colin cede PAM! all'amore e decide di abbandonare la sua vita da scapolone donnaiolo e il lavoro perché ama - ama - Sophia.
Oh, si amano forte, questi due.
Ci credono tutti.
Alla fine il marito malvagio di Sophia rispunta fuori, la rapisce ma Colin lo uccide. Sì, just like that, dopo la solita scena d'azione fantasmagorica.
Ah, come dimenticare la perla finale.
"Ti amo, ti amo, ti amo!"
Lui sorrise e si scostò, continuando a tenerla abbracciata.
"Che ne dici, se dopo aver sistemato le cose qui, torniamo da quell'impiegata?"
Sophia sgranò gli occhi. "Colin Daniels, mi stai chiedendo di sposarti?"
"Sì, te lo sto chiedendo. Vuoi sposarmi?"
Lei gettò la testa indietro e scoppiò a ridere. "Sì, lo voglio!"
Primo, 'zzo ridi? Secondo, perché non ho smesso di leggere alla prima pagina e me ne sono andata a dormire?

20 ottobre 2014

Sherry Thomas
Ingannevole bellezza

Trilogia Fitzhug 1
Titolo originale Beguiling the Beauty

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
Durante la traversata di ritorno dall’America, Christian de Montfort, duca di Lexington, incontra una misteriosa baronessa dal volto celato, e ne è affascinato. È il tipo di donna capace di risvegliargli una torrida passione, ma anche di ammaliarlo a livello intellettuale, e lui se ne invaghisce al punto di chiederle di sposarla.
Ma allo sbarco in Inghilterra lei scompare, trattandosi in realtà di Venetia Easterbrook, una giovane vedova dal duca calunniata pubblicamente, e che per vendetta ha deciso di sedurlo e spezzargli il cuore. Il piano, tuttavia, si ritorce contro di lei quando si ritrova a sua volta innamorata. Cosa accadrà quando Christian scoprirà la sua vera identità?





Commento
Epic. Fail. Eppure ero convinta che la Thomas fosse una di quelle autrici super brave e super sottovalutate. Ho anche letto e apprezzato uno dei due romanzi pubblicati da Leggereditore, per cui pensavo di vincere facile. Niente di più lontano dalla realtà.
Per quanto la Thomas sia una scrittrice capace, con una più che buona capacità di usare le parole e di creare una storia con basi solide e trama ben fatta, ha toppato alla grande con i due personaggi e con - rullo di tamburi - una resa delle scene d'amore mediocre, depressa, assolutamente indegna del genere romantico.
Prima di tutto, all'alba del 2014, le scene di sesso in un romance vanno scritte, descritte, girare, analizzate, messe al microscopio. Insomma, vogliamo il dettaglio. Se per cento pagine i protagonisti si girano attorno, si pizzicano, si stuzzicano, si mangiano con gli occhi, io voglio sapere com'è la prima scena d'amore. Non sto dicendo che voglio i dettagli di tutte eh, nemmeno che voglio conoscere la loro anatomia fin nelle più piccole pieghe di pelle, mi accontento di una elegante ma chiara descrizione della prima scena che, poi, è quella epica, importante, quella che rivoluziona tutta la storia. Niente, la Thomas è tirchia da morire e non solo è avara con la scena madre ma pure con tutte le altre, lasciando in sospeso e frustrata a mille quella parte un po' zozza della lettrice di romance che è in me. Va bene lo storico, va bene la sostanza, ma un po' di brivido ci vuole.
Altra grossissima delusione è il protagonista, che tanto prometteva nelle pagine iniziali. Il duca è giovane ma schivo, uno studioso fino al midollo, uno di quelli che se ne frega di tutto e di tutti per infognarsi in uno scavo archeologico per trovare il dente di fossile del Pleistocene raro rarissimo. Il nostro Christian è talmente dedito alla sua passione che per anni, anni mica uno o due ma anni, si strugge per una cotta che si è preso da ragazzino per una donna che ha visto una volta, con la quale ha parlato zero volte. E' come se incrociassi un pezzo di figo in metropolitana, mi ci fisso sopra, lo sogno lo adoro lo amo per anni così, senza rendermi conto che sto bruciando gli anni migliori della mia vita. Follia.
Naturalmente, essendo un romance, le assurdità hanno una logica - contorta, ma ce l'hanno - così dopo anni e anni di struggimento finalmente i due si incontrano. O meglio, lei incontra lui mentre il duca non ha la benché minima idea di chi si sta portando a letto. Ora, quest'uomo è ossessionato da questa donna talmente tanto da conoscere il suo aspetto al dettaglio ma non si rende conto MAI che ce l'ha di fronte? Dimenticavo, l'ha vista di sfuggita una volta anni fa.
Dopo una serie di vedo e non vedo, di bugie e di rivelazioni da Carramba con relativa incazzatura e ricongiungimento finale da manuale il romanzo, come dire, finisce.
Sostanza? Poca. Emozioni? Poche. Assurdità? Tante.
La cosa positiva è che scorre veloce ed è breve. Perfetto per poche ore di elettroencefalogramma piatto.