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20 marzo 2017

Jodi Ellen Malpas
The Protector

Titolo originale The Protector

Trama
Newton & Compton
ebook | € 5,90
La gente pensa di sapere davvero chi sia Camille Logan: una giovane figlia di papà, bella, viziata e con un conto in banca che le permette di fare la vita che vuole. Ma Camille ha deciso di liberarsi per sempre dai legami familiari e di cavarsela da sola. All’inizio commette parecchi errori, ma dopo aver passato un lungo periodo di sofferenze, finalmente sembra essere riuscita a conquistare indipendenza e felicità.
Proprio quando tutto sembra andare come aveva sempre desiderato, però, le conseguenze di alcuni rapporti d’affari intrattenuti da suo padre con persone senza scrupoli minacciano seriamente la sua serenità. Camille, in bilico tra risentimento e paura, deve anche stare in guardia dalle contromisure che il padre vuole adottare per difenderla. Ma nulla le servirà per proteggersi dai sentimenti burrascosi che le suscita l’ex cecchino pagato per sorvegliarla…



Commento
Tutti in coro! Aaaaaaaaaand IIIIIIIIIIIIIII will always looooooooooooove youuuuuuuuuuuuu. I will always love youuu uuuuuuuuuuuuuhuuhhhhhhhhhh.
Quanti di voi, leggendo la trama di The Protector, hanno pensato al film The Bodyguard con Whitney Houston e Kevin Costner. Quante? Io di sicuro, ho praticamente passato tutto il tempo di lettura canticchiando la colonna sonora perché - dai - siamo seri, era impossibile non farlo.
Non ho il benché minimo ricordo di quel film - ero troppo piccola e non l'ho mai più rivisto (not my cup of tea) - ma la somiglianza di base è bastata a far scattare un guizzo di fastidio nella mia testolina. Normalmente non avrei letto un romanzo dove almeno uno dei protagonisti è un personaggio famoso, semplicemente perché non mi piacciono e si prestano a determinati tipi di trame che, once again, non mi piacciono particolarmente.
Per The Protector ho fatto un'eccezione perché volevo dare alla Malpas un'ultima occasione prima di chiudere definitivamente con lei, e perché era da molto tempo che non leggevo un contemporaneo un po' spintarello con un protagonista maschile macho fino all'ultimo pelo del petto.
Mi sono buttata e ho fatto un volo d'angelo schiantandomi al suolo. Lo splat fatto dal mio cervello mentre mi colava dal naso ha sovrastato anche la canzone di The Bodyguard, cantata dalla sottoscritta con acuti imbarazzanti e interpretazione al limite dell'isterico.
Per essere giusta dei confronti di questo romanzo e della Malpas confesserò di aver resistito alla tortura fino al 71%, poi non ce l'ho fatta veramente più e ho letto 4/5 righe ad ogni giro di pagina fino alla fine. Il fatto che abbia ceduto con l'avanti veloce è decisivo per comprendere il mio umile e personalissimo giudizio: il protagonista è un pirla di prima categoria.
Analizziamo un attimo la storia. Jack è un ex SAS, un soldato (cecchino, per l'esattezza) delle forze speciali britanniche congedato dall'esercito a seguito di un episodio in cui ha mandato alle quaglie una missione causando la morte di due soldati del suo team. Per riempire il vuoto, Jack diventa una guardia del corpo super efficiente e super specializzata, una specie di best of the best, er mejo di tutti, una macchina precisa, un uomo di ferro, insomma è super pagato e super richiesto e - chiaramente - è un esemplare di maschia virilità concentrato all'ennesima potenza. Bello, super sexy, super pericoloso e super stronzo, Jack è lo stereotipo del protagonista maschile duro e bastardo che manda in tilt gli ormoni. E fin qui, ok.
Chiamato per proteggere la figlia di un magnate inglese, Jack non ha molta voglia di fare il babysitter a questa modella super paparazzata e pagata, perché chiaramente gli sembra tempo sprecato. Poi WHAM BAM la incontra e, niente, decide che è gnocca super e quasi quasi si tiene il lavoro.
Camille è una ragazza più giovane di lui (Jack ne ha 35 e lei 24?) che vuole farsi un nome senza i soldini di papino caro e non prende tanto sul serio la minaccia che qualcuno vuole farle del male, né prende bene la notizia che lo sgnoccolo super sexy è la sua guardia del corpo.
E' chiaro che buona parte della storia si basa sullo scontro tra i due: lei che fa i capricci e vuole seminare Jack, e Jack che le rotola dietro cercando di tenersi il pisello nei pantaloni. Poi finiscono a letto insieme e la cosa è talmente atomica che Jack decide che si vuole tenere Camille, e Camille decide che anche se non sa una beneamata mazza di Jack se lo vuole tenere. Classico romance contemporaeo, direi, niente di nuovo.
Quello che mi ha mandato a male il cervello e che ha condannato il romanzo dopo pochissime pagine è Jack. Io adoro - adoro - i protagonisti duri e cattivi, quelli che fanno piangere e disperare, ma francamente trovo imbarazzanti quelli che vengono creati come se fossero super uomini con l'ego gonfiato al limite dell'esplosione. E odio - ODIO - quando le autrici piazzano in testa a questi Big Jim dei pensieri al limite dell'assurdo che nessuno - se non qualche pazzo terrorista esaltato - può pensare. Jack ha una concentrazione di pensieri idioti talmente alta che per me è stato impossibile salvarlo, o giustificarlo, o anche solo tollerarlo. Lo avrei preso a pedate e gli avrei bruciato le sopracciglia, oppure gli avrei tirato le mutande urlandogli chi è che è l'uomo più pericoloso del mondo adesso?
Jack è un pirla, lo è e non mi vergogno a dirlo. E' esagerato sotto qualsiasi aspetto, al limite della caricatura, è un eroe uscito male, troppo prevedibile e ridicolo.
Insomma, dai, come si fa a dire che un personaggio che passa tutto - e intendo tutto - il romanzo sparando pensieri come questo possa essere un figo spaziale?
Che si sappia, e Dio mi è testimone, che distruggerò chiunque proverà a portarmela via, che sia il suo ex, suo padre, o una minaccia sconosciua. Verrà versato il sangue, e non mostrerò nessun rimorso per la carneficina che potrei fare lungo la strada. Amen.
Devo analizzare tutto quello che c'è di sbagliato in questa frase? Bene, la prima frase: distruggerò chiunque proverà a portarmela via, neanche quella povera ragazza fosse un pezzo di pizza che puoi sfilargli sotto al naso, come a dire sono un povero sfigato insicuro che non è in grado di affrontare il mondo e il destino perché gne gne gne nessuno può averla tranne me. Cresci.
Verrà versato il sangue. Quanti film si è visto in età infantile? Quanti problemi può avere uno che pensa verserò del sangue. Gne gne gne. Farà una carneficina. L'unica carneficina che può fare questo pezzo d'idiota è quello di rendere il mio cervello una poltiglia informe. L'unica, perché cosa pensi di poter fare? Lo sai vero che basta una botta in testa ben piazzata e cadi a terra morto stecchito come tutti gli altri essere umani, sì?
Insomma, avrei anche potuto sopportare una quantità ridotta di pensieri del genere, ma dovermi sorbire il 70% di boiate come queste ha consumato tutta la mia tolleranza. O mollavo, o bruciavo il restante 30% in pochi minuti. E, siccome l'unica cosa interessante spunta fuori alla fine, ho fatto un ultimo sacrificio e ho finito di leggere.
Altra cosa che mi ha infastidita parecchio è la mancanza assoluta di sostanza: in pratica succede pochissimo e la Malpas risolve tutto a caso nel giro di due righe. La presunta minaccia per Camille? Arriva e se ne va in cinque minuti netti, naturalmente con Jack che schizza di qua e di là come una pallina da flipper senza meta e senza senso e magicamente la salva. Così, a caso.
E non fatemi parlare della questione patetica dell'ex moglie e della figlia perché mi parte un rigurgito a getto tipo la bambina dell'Esorcista, talmente mi ha fatto venire il vomito.
Almeno le scene di sesso fossero interessanti. Nemmeno quello! E' solo una serie di quanto cazzo sei bella, ho il cazzo duro eccetera, senza considerare il tipo di scene scritte. Ben due scene di sesso nella doccia, due, e la scena della caccia al tesoro nel boschetto, che è al limite del ridicolo con Camille che deve girare nuda in mezzo ai rovi per trovare un campo di fiori e un Jack altrettanto nudo. E vogliamo parlare di quando lei vede un tronco - un tronco, perdio - e pensa chissà quando mi scoperà sul tronco. Ma sei seria? Vuoi veramente provare l'ebrezza di avere il sedere pieno di schegge di legno? Ma soprattutto come si fa a pensare che sia anche solo lontanamente eccitante leggere di questi due che girano nudi nel campo?
No, no, non salvo assolutamente niente di questo romanzo, niente. Ho letto in giro pareri super positivi, neanche fosse un capolavoro, e per carità buon per loro che hanno trovato un punto di contatto con la storia, ma per me è stata una sofferenza dall'inizio alla fine che mi ha fatto depennare la Malpas dalla lista in modo definitivo. Per come la vedo io, la prima trilogia che aveva scritto è stata la classica botta di culo che non sarà mai in grado di ripetere, e fino ad ora ha solo scritto storie che hanno confermato la mia teoria.
La Malpas è stata pure fortunata perché mi sono ammalata e sono troppo stanca per dare sfoggio della mia vera cattiveria, perché mi ricordo perfettamente il livello di acidità che ho provato durante la lettura e non è per niente paragonabile a questo commento. Il confronto è tsunami del Giappone e temporale estivo. Devastazione totale e qualche ramo rotto. Jodi abbella mia, ringrazia il virus.
Quindi questo è un addio a Jodi Ellen, perché l'idea di dover bruciare i miei poveri neuroni con cose così mi fa sentire in colpa. La vita è troppo breve e il mio tempo libro troppo poco per sprecarlo con autrici con cui non vado d'accordo.
E ora parte un candeggio letterario potentissimo per resuscitare il mio cervello.

28 maggio 2015

Jodi Ellen Malpas
Per una sola volta

Serie One Night 1
Titolo originale Promised

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Livy si accorge di lui non appena fa il suo ingresso nel bar. La sua bellezza la stordisce e quegli occhi, di un azzurro intenso, la distraggono a tal punto che non riesce a prendere la sua ordinazione. Quando se ne va, è convinta che non lo rivedrà mai più. Ma si sbaglia. Su un tovagliolo c’è un messaggio per lei. Tutto quello che lui le chiede è una notte: per venerarla. Senza sentimenti, senza impegno, pensando solo al piacere.
Tutte le difese di Livy sono azzerate: quell’uomo la confonde. È insopportabile ma molto educato, ha modi da gentiluomo ma è distaccato, si rivela appassionato ma al tempo stesso algido. Eppure il fascino che esercita è innegabile e talmente profondo da suscitare in lei un tipo di desiderio che non conosce. Livy si accorge pian piano che dietro il mondo patinato di quell’uomo, fatto di auto di lusso, abiti firmati e un appartamento elegante, si nasconde un segreto…



Commento
***spoiler***
Adoratrici del Lord state attente la Malpas ha sbattuto forte la testa e ha combinato un pastrocchio!
Se pensate di iniziare Per una sola volta e trovare un fascinoso psicopatico come Jesse state fresche perché il mister Miller è tutto tranne che.
Partiamo subito dal fatto che ripetersi, per queste autrici, è l'unico modo per assicurarsi il successo. Se trovano qualcosa che funziona, trama e personaggi che acchiappano, devono riproporlo con il minor numero possibile di modifiche. Alle seguaci adoratrici di queste autrici importa poco o nulla della novità, della varietà o dell'originalità, vogliono una sorta di sicurezza: rileggere un personaggio maschile uguale (con le dovute variazioni), una protagonista femminile che reagisce da manuale, una trama che sappiamo già essere fedele allo schema. Insomma, quella che è la formula vincente è ciò che tutti vogliono.
Poi succede che queste autrici si prendono una cantonata colossale, la mitica zappa sui piedi. Jodi Ellen ti piace pensare di aver fatto ancora il colpaccio, come hai arrogantemente scritto nei ringraziamenti, la verità è che hai tentato ma non ci sei riuscita.
La cosa comica, per me, è che più che avvicinarsi alla trilogia This Man, Per una sola volta sembra una fan fiction di Cinquanta sfumature di Grigio.
Ciò che non funziona per niente è l'approssimativa storia personale dei due protagonisti. Si inizia in un modo, si procede sul solito bivio e si finisce nel reame dell'assurdo, del controsenso e dell'ipocrisia sparatissima - oltre che della confusione. Il tutto decorato con abbondanti dosi di noia, banalità e ripetitività.
La nostra fragolina innocente di turno è Olivia - Livy: è una giovane e bellissima ragazza, con lunghi e folti ricci biondi, occhioni nonricordopiù verdi o azzurri che fermano il traffico, un corpo mozzafiato e un tremendo senso dello stile, oltre che una vera ossessione per le Converse. Non vi ricorda un'altra goffa innocente tremendamente vestita? Livy vive con la nonna - più sgamata e attiva di lei - e piange copiose lacrime per essere stata abbandonata dall'altrettanto bella e conturbante madre, dedita ad una vita di prostituzione di lusso e amori bastardi. Un bel giorno, mentre è al lavoro al bar, entra un citofonatissimo bellimbusto in tre pezzi, elegante da morire, fantasmagoricamente bello e molto autoritario. La nostra Livy diventa una statua e lo fissa come una cretina sbagliando pure il caffé e beccandosi un messaggino di fuoco da parte di Miller. Qualche giorno dopo lo ritrova ad un evento mentre lavora per il catering ed è qui che Miller fa la prima mossa: seducendo l'agnellino Livy le propone un patto che nessuna donna può rifiutare - nel reame delle sciocchine. Miller le offre una notte di passione ("La miglior scopata della tua vita" cit.) che poi diventa subito 24 ore (ma non era una notte?!) in cui lui - dice - venererà la dolce e innocente Livy.
Ora, fino a qui non ci sono grandi stonature: la verginella pudica e il tigrotto assatanato sono una combo ormai iper collaudata, quello che cala subito il romanzo nel reame dell'assurdo è che Livy in 3, 2, 1 diventa una porca di prima categoria. Era pudica, era innocente, era timida. Appena Miller le ronfa addosso si scatena l'inferno di scene di sesso. Che si ripetono, e si ripetono secondo lo stesso identico schema per tutto il romanzo. Una tortura: lei è restia a cedere perché sa che lui la farà soffrire, lui la seduce facendo niente, lei si convince e vanno a casa di lui, fanno sesso, lui fa lo stronzo, lei scappa. Repeat fino alla fine.
Quando la Malpas decide di infilare il solito trauma del passato punta su Livy e sulla madre. A quanto pare, per capire la mente della madre, quando era giovane Livy è entrata nel giro di prostituzione diventando a tutti gli effetti una prostituta in modo da testare cosa c'è di speciale. Alcool e sesso a pagamento per niente, perché Livy non conclude una cippa e lei rimane doppiamente traumatizzata. Già che una decida volontariamente di diventare una prostituta mi sa di cagata pazzesca, ma che sia una ragazzina minorenne, con qualcuno alle spalle che la sostiene, per il solo gusto di farsi del male è anche più stupido.
Ma il pasticcio combinato con la protagonista, per la Malpas, non era sufficiente, così ha deciso di calcare la mano anche con Miller. Miller che viene sempre chiamato con il cognome. Miller Hart. Non so voi, ma io non penso al mio fidanzato con nome e cognome.
Comunque, anche Miller ha i suoi casini: è ossessivo compulsivo in modo eclatante - e anche un po' ridicolo. Tira fuori l'asse da stiro in ufficio, pulisce la cucina come una massaia provetta, sposta tutto come un perfetto maniaco e tratta Livy come una pezza da piedi. Uno così, con una donna normale, avrebbe perso l'uso delle gambe e delle mani alla prima uscita.
Insomma, Miller oltre ad essere fastidioso all'ennesima potenza ha anche un misterioso lavoro che lo ha reso ricchissimo. Ha un club, certo, ma quello da solo non rende abbastanza. Ecco quindi che la Malpas fa il passo falso del romanzo: nel finale butta fuori il segreto sporco di Miller che, a quanto pare, è molto conosciuto in tutta Londra per essere l'escort più costoso di sempre. Caspita, che grande segreto, che schifo, che bruttura. Che noia. Ma ancora più brutta è la reazione di Livy, la campionessa di coerenza e sanità mentale. Invece di dire 'ah, caspita, che vita di merda poverino. Mi capisce di sicuro.' si incazza come una belva e lo tratta malissimo, mollandolo anche quando lui esprime qualche sentimento. Insomma, tu puoi fare la zoccola quanto ti pare ma lui no. Tu puoi fare la bimba problematica, piangerti addosso ma non aspetti nemmeno di sentire la sua storia. Solo perché lo tiene nascosto - è evidente che si vergogna come un cane - tu pianti una scenata da tragedia e, da innocente santarellina, diventi una bestia assetata di vendetta. Sei una brutta persona. L'ipocrisia dei personaggi è una di quelle cose che mi fa vedere rosso e mi fa giudicare male romanzo e autrice. Alla faccia dei voti discreti che si era presa con l'altra trilogia.
E, naturalmente, il romanzo finisce.
Quindi cara la mia Jodi Ellen, prima di pavoneggiarti e spacciarti per grande scrittrice di grandi storie tormentate e grandi personaggi virili, scendi dal piedistallo, cancella il modello E.L. James dalla testa e riparti da capo. Capisce?


24 luglio 2014

Jodi Ellen Malpas
Trilogia This Man

Titoli originali
This Man
Beneath This Man
This Man Confessed


Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99 al titolo
Ava è stata chiamata ad arredare alcune stanze di una lussuosissima dimora londinese, il Maniero. Il proprietario, Jesse Ward, ha chiesto di lei personalmente. Ava si presenta all’appuntamento aspettandosi un vecchio aristocratico e invece si ritrova davanti un uomo giovane, pericolosamente bello e molto sicuro di sé. Fin da subito è chiaro che Jesse sa come ottenere quello che vuole, e adesso vuole lei. Ava sa che da un uomo così sensuale ma prepotente, dominante e irragionevole sarebbe sicuramente meglio scappare, ma lui è determinato a farla sua e Jesse non è un uomo al quale è facile sfuggire.
Jesse Ward, l'irresistibile Lord del Maniero, ha conquistato Ava, rendendola schiava di una passione selvaggia e appagante. Ma le ha mostrato anche il suo lato più debole e tormentato e, per non dover soffrire, Ava non ha avuto altra scelta che lasciarlo. Jesse però è un uomo da cui è impossibile fuggire. Ava lo sa bene, e quando lui irrompe di nuovo nella sua vita, pronto a ricordarle il piacere intenso e assoluto che hanno condiviso, lei non può resistergli. Stavolta però è determinata a far luce sul suo misterioso passato, anche se questo significa stargli molto vicino, e lasciarsi trascinare ancora una volta nel vortice della passione...
L'eccitante storia tra Ava e Jesse è iniziata al Maniero, il lussuoso tempio del sesso, ed è proprio qui che stanno per celebrarsi le loro nozze, coronamento di una passione sfrenata e travolgente. Jesse ha mostrato di desiderare Ava più di ogni altra cosa e Ava ha imparato a conoscere meglio il suo uomo e ad accettare anche i lati peggiori del suo carattere dominante e impulsivo. Ma ora l'affascinante Lord del Maniero ha in serbo per lei altre sorprese. Lui che sa bene come offrirle momenti di pura estasi, sa anche come farla infuriare e gettarla nello sconforto. E stavolta non sarà affatto facile farsi perdonare...
"Lo senti?". Appoggia  i palmi delle mie mani sul suo petto e li tiene stretti. "E' stato fatto per amarti, Ava. Per troppo tempo è rimasto inutile, ridondante, di peso. Adesso lavora in modo frenetico. Si gonfia di felicita' quando ti guardo. Si spezza per il dolore quando litighiamo. E batte come un pazzo quando faccio l'amore con te. Forse esagero con il mio amore, ma è qualcosa che non cambierà mai. Ti amerò con la stessa violenza fino alla morte, piccola. Figli o non figli."
Commento
Non pensavo si potesse toccare certe vette di follia nel romance ma, a quanto pare mi sbagliavo.
Ho ricevuto La confessione - primo della serie - con uno scambio e, onestamente, non ci ho badato granché. Avevo seguito le uscite della Malpas con un misto di sospetto e indifferenza, convinta che fosse l'ennesima trilogia Fifty wannabe e per niente interessata ad approfondire la sua conoscenza.
Poi, naturalmente, mi sono trovata il libro tra le mani perché non avevo altro di frivolo da iniziare ed è cominciata la discesa nell'abisso.
L'abisso biondo, bello, ricco e pazzo conosciuto come Jesse Ward. Quando dico pazzo non intendo leggermente spostato, vagamente dominante, con qualche blanda perversione sessuale e sotto sotto tenero come un cucciolotto. Pazzo è follia all'ennesima potenza, è plagiare la protagonista, obbligarla a fare anche ciò che non vuole, controllare il suo corpo e la sua mente, le sue abitudini, i suoi amci; pazzia è imporsi 24/7 per ogni cosa e non accettare mai un rifiuto. Pazzo è fregarsene di tutto e di tutti per ottenere ciò che vuole, anche se in cambio fa soffrire chi ama. Jesse Ward è senza dubbio pazzo. Nella vita reale un uomo del genere sarebbe denunciato per stalking, per violenza (di vari tipi), sequestro di persona, infrazioni stradali di ogni genere, corruzione e non me ne vengono altre ma ci sono di sicuro.
Nella vita reale Jesse Ward sarebbe un anti eroe, un uomo che suscita disgusto, odio, paura. Ma nel romance...ah...nel romance può essere l'uomo dei sogni. Può essere bellissimo e perfetto, può cancellare con uno sguardo interi capitoli di sofferenza, può fare di tutto e continuare a fare strage di cuori perché nel romance più l'eroe è estremo più è travolgente.
Jesse è un abisso che mi ha risucchiata e in un attimo stavo comprando i due ebook perché non c'era modo che potessi aspettare di leggere i seguiti. Leggere questa trilogia è stata un'esperienza morbosa, malsana e appassionante al tempo stesso, contorta e piena di contraddizioni dalla quale non mi sono riuscita a staccare. Nonostante tutto. Nonostante lo schema ripetuto, nonostante lo stereotipo dei due protagonisti, le ripetizioni continue e martellanti, nonostante i difetti e i pregi, la Malpas ha saputo riciclare la formula e tirarci fuori una trilogia di tutto rispetto che non sfigura di fianco a nomi di autrici più consolidate (come la James), più chic (come la Kenner) e più carnali (come la Day).
Partiamo dalla trama. Ava è una giovane di 26 anni appena uscita da una relazione, con un ottimo lavoro, bella e discretamente intelligente. Una donna in carriera, indipendente, viva, che non teme le sperimentazioni e non ha paura di buttarsi oltre i suoi limiti sempre mantenendo, però, una certa lucidità sulla sua vita e sulle sue scelte. Ava non è, quindi, la ragazza ingenua e innocente, inerme di fronte alla carica del protagonista. Infatti quando incontra Jesse Ava scappa a gambe levate perché capisce subito che quell'uomo è ben oltre le sue capacità, oltre i suoi limiti. Non stiamo parlando di un uomo giovane, un pari in età e esperienza di vita, ma di un uomo fatto e finito ben oltre l'età di Ava, con un bagaglio di esperienza ben diverso dal suo, più complesso sia sul piano emotivo che su quello pratico, di vita quotidiana. Jesse non è un uomo che Ava può vivere in crescendo, un compagno con cui crescere, è un uomo che la prende e le impone la sua mentalità perché non puoi più cambiarlo, un uomo che inevitabilmente la plasma a sua immagine e somiglianza. Per questo Ava scappa e per questo resiste.
Bisogna dargliene atto, Ava resiste a lungo, di una resistenza salda, forte della sua indipendenza di giovane, e anche quando cede riesce a mantenere nella sua testa un'isola di razionalità che la guida per tutta la trilogia. Che poi di questa razionalità non faccia un buon uso e che Jesse riesca comunque a sfondare ogni resistenza bhe...è un dato di fatto. La Malpas ha basato la relazione sull'irrazionalità, sulle reazioni eccessive e immotivate, sull'esagerazione a tratti anche grottesca di un personaggio maschile che in certe occasioni si lascia andare a comportamenti folli e sull'incapacità di Ava di dire di no.
Certo è un erotico, è ovvio che Ava non dica di no. Ma non solo cede sempre, non solo incassa gli errori (madornali) di Jesse, compie l'errore più grande di tutti, quello che come donna assennata e indipendente non riesco a ignorare: si fa trattare come una bambina. Certo, Jesse si sente molto più vecchio e maturo e per questo è convinto di essere sempre nella parte del giusto, eppure Ava soccombe senza fiatare tutto per assecondare lui e le sue paturnie.
Per quanto alla fine le motivazioni escano fuori, alcune scene mi hanno lasciata perplessa con tanto di nuvoletta ma questi sono scemi. Ma poi inevitabilmente Jesse si spogliava e non mi importava poi molto se era un pazzo scatenato. Il potere del romance, come dicevo.
Non sto a elencare tutto ciò che si può trovare nelle altre trilogie erotiche, ormai si assomigliano tutte talmente tanto che alla fine le confonderò, eppure la Malpas non ha fatto fatica a trovare un suo stile personale, creando una protagonista che finalmente si sa vestire e allo stesso tempo dice parolacce (YO! le donne di adesso sono così) e un protagonista maschile che non teme di apparire come il cattivo di turno, che è un gran figo e ha una certa età. Jesse e Ava sono prevedibilmente perfetti con tutti i loro grossissimi difetti.
Lo stile dell'autrice non è telegrafico, è descrittivo senza essere prolisso e piacevolmente esplicito (Jesse non potrebbe esprimersi altrimenti) eliminando così tutti gli infiocchettamenti romantici che ridicolizzano un romanzo che ha una sola chiara intenzione e non è certo quella di raccontare l'ammmmore. L'amore contorto e perverso, forse.
In ultimo ho apprezzato l'epilogo con il punto di vista di Jesse, che mi ha solo confermato l'idea che mi ero fatta di lui e mi ha fatto ridere più di tutti i tre libri messi insieme. Diciamo che ci ho fatto pace e siamo diventati amici, Jesse e io. Gli ho perdonato tutto tranne la sua imbarazzante ossessione per Justin Timberlake e il suo volerlo ballare a tutti i costi. Jeez vecchio, datti una regolata!