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13 ottobre 2023

J.R. Ward
Lassiter

Serie Black Dagger Brotherhood 21

Trama
Piatkus | ebook | € 13,99
Lassiter, the fallen angel, is too good at the savior business. In his new role overseeing the fates of all vampires, he’s influenced outcomes he shouldn’t have—so the Creator is calling him home. But the angel has a reason to stay in Caldwell. He’s bonded with a mysterious female who seemed to appear from out of nowhere...and has powers that defy all reason. Rahvyn is well aware that she doesn’t belong in the present. And she never intended to stay, for her true place is in the past. Lassiter proves to be undeniable, however, and she lets herself fall for the angel—until a secret he’s been keeping comes out and she fears that for him, it’s not about love, but duty. As the Omega’s son reestablishes the Lessening Society, and the Brotherhood must resume the deadly war, an unfathomable tragedy occurs. In the aftermath, Rahvyn has to decide whether to stay and help—or save herself from an immortal heartbreak she knows will crush her very soul...
Commento
***spoiler***
Nonostante la bolla di entusiasmo in Italia sia scoppiata, in US la BDB continua ad essere una delle serie più seguite e io, che da sempre l'ho letta in lingua originale, non mi perdo un'uscita anche se non la leggo proprio alla pubblicazione.
Con Lassiter ho sempre avuto un rapporto particolare e quando ho letto che il nuovo romanzo della BDB avrebbe avuto lui come protagonista ho fatto spallucce. So per certo che questo libro ha spaccato un po' il fandom, perché Lassiter è molto amato e, per qualche motivo, si aspettavano una love story sulla falsa riga dei primi romanzi della BDB. Essendo un po' cinica e avendo da tempo fatto pace con la complessità della trama che sta inghiottendo - per forza di cose - le storylines principali, questa aspettativa mi è sembrata ingenua e poco realistica.
Poi la Ward ha aperto un canale YT dove ha pubblicato la prima parte dell'evento del romanzo dove gli spoiler piovevano come meteoriti. Mi sono detta che se non lo avessi letto Lassiter subito, lo avrei sicuramente lasciato a languire nel Kindle. Dopo aver subito gli spoiler ero preparata a certe cose, ma senza sapere il quando e il perché e, alla fine, non mi sono rovinata la lettura.
Quindi da qui in poi ci sono spoiler, occhio.
Lassiter è protagonista tanto quanto l'antagonista di questo romanzo, c'è uno strano equilibrio che si protrae in tutto il libro e la bilancia è molto equilibrata. Non sto parlando di Devina, ma di Lash. Se vi ricordate il personaggio di Lash e ricordate cos'è successo nell'ultimo romanzo, vederlo così autonomo in questo titolo non vi avrebbe dovuto sorprendere, la quantità di capitoli sul suo PoV, però, ammetto sono stati veramente tanti. Questo è il punto che ha ottenuto maggiori critiche: i capitoli dei lessers sono sempre i meno amati, e vederli rientrare di prepotenza nella narrazione non ha ricevuto amore. Personalmente, per quanto preferisca sempre la parte BDB, ho capito subito che questo romanzo sarebbe stato un raccordo nella storia e che la presenza così massiccia di Lash aveva uno scopo.
Lassiter, quindi, è subordinato alla trama principale e anche la sua storia d'amore con Ravyn è dipendente dagli eventi che si svolgono durante il romanzo. Ho accusato molto poco la versione ridotta della love story perché, se proprio devo essere onesta, Lassiter in quanto angelo e sostituto della Scribe Virgin non mi sembrava materiale da romanticherie. Ma hey, prendo quello che c'è.
Ravyn, purtroppo, è un personaggio che ha un mega potenziale per niente sfruttato. E' la protagonista fragilina elegantina e modestina, quella che tutti vogliono mettere sotto vetro e che poi dice gnegne sono potente gnegne e fa cose un po' out of the blue e i cui poteri sono enormi ma, ancora una volta, schiacciati dalla routine dei rapporti stabiliti dalla Ward. Ravyn è un versione meno riuscita di una Marissa, dove Marissa aveva avuto il suo porco tempo per avere una storyline decente, Ravyn è costretta ad essere, quite literaly, una meteora. La storia d'amore è assolutamente banale, è già stata letta mille volte e non mi ha coinvolta o emozionata anzi, vi dirò di più, ho saltato quasi tutte le scene d'amore perché che palle.
Ora veniamo alla parte succosa.
L'entrata in scena di Lash significa una sola cosa: la ripresa della guerra. Lash, al contrario dell'Omega, è stato cresciuto e addestrato dalla BDB, quindi conosce il loro modo di agire e di pensare, è come loro solo che è malvagio. Il suo obiettivo, anche, è molto diverso. A lui non interessa distruggere la società dei vampiri, si accontenta di prenderne il comando e per farlo deve uccidere Wrath.
Ve la state facendo sotto, vero? Questa è la storyline che mi ha tenuta incollata alle pagine, è questa la svolta nella trama che aspettavo e che ha reso adrenalinica la lettura. Leggere di V che fa errori di valutazione così banali che persino Lash ci ride sopra, vedere la BDB così rigida nelle sue azioni, così incapace di adeguarsi alla situazione con velocità ed elasticità, vedere Wrath ancora troppo incazzato della sua indipendenza persa fare cose da farti strappare i capelli. E' come assistere ad una valanga, sai che la tragedia arriverà e non puoi farci niente.
Quando si arriva alla parte finale della storia, con un'esplosione (hint hint) di WTF e di echecazzo!, per un attimo ho pensato che la Ward avesse sul serio chiuso il capitolo Wrath ma, ovviamente, c'è un piano più grande anche per quello e solo con il prossimo romanzo lo scopriremo.
Quello che già sappiamo è che con la chiusura di Lassiter abbiamo avuto un salto temporale, abbiamo perso venti (?) anni di guerra, di personaggi che cambiano e crescono e ora ci troviamo a vedere la mansion vuota e non sappiamo com'è la realtà. Sappiamo che Nalla vorrebbe uscire e Zsadist terrorizza i ragazzi, sappiamo che LW è diventato una mini versione di Wrath, sappiamo che la Scribe Virgin è ancora attiva e presente, sappiamo che Lassiter e Ravyn sono diventati parte della prima famiglia ma sul resto c'è la nebbia.
Io bramo desidero ardentemente di leggere il prossimo romanzo, ne ho un bisogno morboso spinto da curiosità ed entusiasmo perché il prossimo titolo sarà un nuovo inizio e, secondo me, questa è la volta buona che la Ward resetti tutto e torni alle origini.
Per chiudere, cosa ne penso di Lassiter? Penso che sia un romanzo che nasce con un unico scopo e non è quello di dare spazio alla love story. La lettura, come sempre, è piacevole e lo stile della Ward è talmente collaudato che a volte riesco a prevedere lessico e battute, ma questo non è sufficiente a farmi dare un voto alto alto. E' da leggere perché è necessario per la serie, ma come romanzo dedicato ad un personaggio lascia un po' a desiderare.

14 luglio 2023

Mariana Zapata
Ci mancavi solo tu

Titolo originale When Gracie met the grump

Trama
Newton & Compton
ebook | € 5,99
Sono tante le cose che possono finire per caso in un giardino. Un pallone, un uccellino caduto dal nido, un aquilone. In quello di Gracie Castro, però, è piombato qualcosa di molto originale, o meglio, qualcuno: l’uomo più sexy che abbia mai visto, seminudo e gravemente ferito. Ma la serie di assurdità non finisce qui: lo sconosciuto è il Difensore, uno dei tre individui noti in tutto il mondo per essere impegnati in un’eterna lotta contro il male e le ingiustizie. In pratica dei supereroi che però... esistono davvero. Chi non desidererebbe incontrarli almeno una volta nella vita? Figuriamoci trovarsene uno in casa! Per Gracie, invece, è solo una grandissima rottura: è una tipa decisamente solitaria, e di certo non era in cerca di compagnia. Come se non bastasse, il suo ospite inatteso è scontroso e maleducato, tutto il contrario di ciò che ci si aspetta da un supereroe. Invece di metterlo alla porta, però, Gracie decide di dargli una mano a rimettersi in sesto, ma solo per il bene dell’umanità, sia chiaro! Ancora non sa che quella decisione potrebbe cambiare per sempre il destino di entrambi...


Commento
Parto mettendo le mani avanti.
A me i supereroi non piacciono. Lo so, vado contro corrente, non mi sono mai interessati e tutt'ora mi lasciano completamente indifferente.
Quando ho ricevuto l'ebook di Ci mancavi solo tu ho pensato molto poco alla trama, perché per me il nome in copertina è quasi una garanzia. Appena mi sono resa conto di cosa stavo per leggere mi sono dovuta forzare per iniziare il romanzo e non dropparlo per partito preso.
Poi mi sono detta che la Zapata è molto brava a scrivere e di solito lo slow burn mi intrattiene moltissimo, quindi mi sono buttata.
Di tutto questo popo' di storia (non so quante pagine sono ma scommetto che sono tante) io salvo 2 cose: la protagonista femminile e lo stile dell'autrice. Mi rendo conto che sto bocciando il super-eroe della storia ma non posso farci niente, non mi ha colpita e non sono riuscita a farmi prendere nemmeno per un attimo.
La storia è strana quanto troppo piena: Gracie Castro vive in fuga da quando ha memoria, identità false, niente tracce, niente amici, sempre in movimento, ma la ragione è oscura perché i suoi nonni non le hanno mai spiegato perché e da chi fuggivano. Rimasta sola dopo la morte dei nonni, Gracie è tentata di non assecondare la sua tensione alla fuga così un bel giorno si ritrova in giardino un uomo nudo caduto dal cielo. Dopo lo shock iniziale, Gracie si rende conto che è il Difensore, il più misterioso tra i supereroi, tanto sfuggente che nessuno lo ha mai visto in faccia. Ferito, nudo, incapace di muoversi senza aiuto e chiaramente in pericolo, il Difensore viene trascinato in casa da Gracie dove passa settimane a dormire, grugnire incattivito e guarire.
Fin qui tutto bene, accetto ciecamente l'ambientazione e la storia mi diverte abbastanza, anche se la ripetitività un po' mi stanca.
Poi inizia la parte assurda. Il passato di Gracie bussa (o scarica i fucili) alla sua porta e lei e il Difensore vengono rapiti dal cartello. Quindi scopriamo che Gracie era in fugo dal cartello, scopriamo che i genitori di lei avevano rubato soldi al cartello che li rivuole e pensa che lei sappia dove sono.
Passano giorni e giorni di prigionia e torture per la povera Gracie che è costretta a subire la personalità orrenda del supereroe. Poi c'è un altro cambio di setting, perché i due scappano e passano - ancora - giornate in viaggio, ed è questo il momento in cui la Zapata decide di sbloccare la capacità di parola per il Difensore, ed è anche il momento in cui i due si avvicinano e comincia a carburare la storia d'amore.
Poi c'è un altro cambio di setting, perché finalmente arrivano nella magione del Difensore dove Gracie conosce la sua famiglia e scopre anche che il loro incontro non era poi un caso. Forse questa ultima parte è quella più interessante perché viene fuori un po' il lato extra romantico della trama e i due finalmente parlano e ci sono dei tira e molla vagamente angsty.
In generale la sensazione che ho avuto, al di là del poco entusiasmo per il tema, è che la storia era veramente troppo lunga e dispersiva, per quanto lo slow burn mi piaccia qui l'arco temporale è infinito e mi sono trovata spesso a sperare di arrivare alla fine il più presto possibile.
Il voto è tiepido perché troppe volte mi sono annoiata e in generale ho trovato il personaggio maschile un po' banale e piatto. Per il resto invece lo stile è sempre quello della Zapata, Gracie è abbastanza divertente e realista, forse un attimo piangina ma non mi ha pesato.
Non lo consiglierei come lettura estiva, ecco, ma per il resto non lo boccio.

14 novembre 2022

J.R. Ward
Lover Arisen

Serie Black Dagger Brotherhood 20

Trama
Possessed by the demon Devina, Balthazar is once again on the hunt for the Book of Spells—and fighting an undeniable attraction to a woman. As a thief, he has stolen a lot of things…but he never thought his heart would be taken by another. Especially not a human. As a homicide detective, Erika Saunders knows there is something otherworldly going on in Caldwell, New York. Mutilated bodies that cannot be explained are all over her case list—and then there are her nightmares in which she’s hunted by shadows and captivated by a mysterious man who is both a suspect and a savior. When Devina’s wish for true love is finally granted, Balthazar and Erika unwittingly become the gateway for the rebirth of an old enemy of the Brothers. Will the very thing that brings them together lead to the ultimate destruction of the Brotherhood? Or will they have to lose everything in order to save the race’s most sacred defenders?
Dying was easy. The living was the much harder option.

Commento
***spoiler***
Io ve lo dico. Ho aspettato anni - ANNI - per raggiungere questo punto della trama, da quando ho finito di leggere la serie sugli angeli e la Ward si è lasciata sfuggire uno spoiler grosso come una casa.
Ogni volta che prendevo in mano un nuovo libro della BDB, dalla comparsa di Devina, mi aspettavo che lo spoiler si avverasse, tra un misto di trepidazione e ansia.
Finalmente è arrivato quel momento e il warning della presenza di spoiler dovrebbe darvi un'idea di quanto sia intrippata. Metterò l'avviso quando sparerò il proiettile, nel frattempo recensione easy.
Allora, già si vede che il voto non è spaziale. Ho la mia teoria ma ho anche i miei preferiti, quindi questo voto è un po' figlio dei due: io suppongo - IO, parere mio, teoria mia - che questa fase della BDB sia una sorta di stasi, di quiete prima della tempesta, una specie di 30 secondi di stretching prima dei mountain climbers, del plank con peso sulla schiena, insomma una specie di momento di riorganizzazione prima di riprendere il ritmo dei primi romanzi della serie. Dico questo perché, con molta calma e con molti pochi passetti avanti in ogni romanzo, la Ward si è rimessa in pista sganciando bombe nucleari con pause lunghe, trame piene e ricche, e trame più tranquille, personaggi più struggenti e personaggi meno, insomma si è presa un respiro e ora sta riordinando le pedine per una partita all'ultimo sangue. Potrei anche essere nella nebbia più fitta ed essermi fatta un castello in aria con teorie assurde, ma questa è la mia impressione. La teoria sui personaggi preferiti è semplice: se il  main mi attira poco, automaticamente la storia mi appassiona poco, hence il voto medio.
La situa che si apre in questo romanzo è, ovviamente, agganciata al precedente in modo piuttosto forte perché Balthazar ha già avuto il suo momento e si è già messo nella condizione di essere un po' un pezzo di carne da macello. Non mi ha sorpresa, quindi, che il romanzo si aprisse su di lui che si isola (saggiamente) dalla BDB e fatica a mantenere la lucidità, posseduto com'è da Devina la ninfetta assetata di amore.
La Ward, però, ha sì messo subito in chiaro che Balthazar è nella cacca più totale, ma ha anche cominciato a farci entrare nella mente dell'Omega e nella mia testa si è illuminata a giorno l'insegna: oh shit.
E qui parte lo spoiler.
L'Omega, letteralmente stracciato nella battaglia con Devina e Butch, si ritrova nel suo reame, nel suo livello, insomma nei suoi appartamenti ed è sconvolto dalla fine che ha fatto. Un po' frigna che non è giusto, insomma papino alla fine ha preferito quella stronza della sorella, e un po' non ci crede che Devina gli ha fatto il culo a strisce. Sente che la sua era sta per finire, ma non accetta di uscire di scena senza lasciare un ricordo di sè, senza seminare il germe del male. Così decide di tagliarsi gli attributi. Con suo sommo stupore, dalla pozza di sangue e genitali, cresce un feto, un bimbo, suo figlio, la sua creatura preferita e odiata, il suo erede.
Pausa. Ve lo ricordate, vero, chi era suo figlio?
Ve lo dico io. Il bimbetto satanico cresce cresce e cresce ed ecco che Lash si riforma in tutto il suo splendore, mentre il padre chissà dove svanisce lui langue sul letto in tutta la sua perfetta forma: vampiro, ma figlio dell'Omega.
Non nego che un brivido di eccitazione mi ha risvegliata dal torpore, perché io sapevo SAPEVO che Lash era l'anima gemella di Devina da ANNI ed ero su di giri.
Quindi abbiamo Balthazar che rifiuta di essere il toyboy di Devina e, per difendere la sua amata (avete notato che non l'ho nemmeno nominata? Tra poco ci arrivo), decide di farla finita tagliarsi la gola e tanti saluti. Circostanze vogliono che Balthazar ed Erika, l'amata, vengono salvati da Lassiter e i due da quel momento sono inseparabili e - per me - hanno perso interesse.
Dall'altra parte, invece, furbetta come non mai, la Ward rimescola le carte pur sapendo che ormai conosciamo il suo modus operandi. Lassiter, Ravyn, Devina, Lash, un quartetto che promette esplosioni nucleari e un campo di battaglia che poco alla volta, una briciolina alla volta, viene preparato. Ravyn, il personaggio misterioso, diventa finalmente chiara e visibile, Lassiter sa chi e cosa è, sa che avrà un ruolo per lui e per gli altri, per la guerra addirittura, Devina e il Libro smettono di litigare e il poverino le regala una formula magica per evocare il suo vero amore. Chi uscirà mai dalla frattura spazio/tempo? Ma Lash, ovviamente, e i due altro che anime gemelle! Lash ricorda tutto, Lash ha un obiettivo e Devina si incaaaazza come una bestia. 
Chiudo lo spoiler.
Il finale del romanzo è un po' prevedibile anche se ha dei momenti che non avevo previsto, ma onestamente il poco che mi ha fatto vibrare le papille non è stato sufficiente a farmi rientrare in amore come lo ero per i primi romanzi della serie. Balthazar non mi è mai interessato, mi era indifferente prima e lo è stato pure nel suo romanzo, del resto la Ward crea molti di questi personaggi che sembrano un po' copie uno dell'altro, soprattutto i personaggi femminili, quindi la parte romantica è sempre già letta, già vista e, se devo dirlo, mi sono stufata di vampiri che si mettono con umane, che palle.
Erika ha i suoi lati positivi, non lo nego, è una poliziotta, è indipendente e tosta, quando ha a che fare con V si mette subito al suo livello e lui la rispetta per questo, ma oltre a questo è la solita umana che rimane folgorata dal vampiro e ripete gli stessi pensieri e le stesse azioni di quelle che l'hanno preceduta. Non è speciale, non è particolare, è dimenticabile. Non è un dramma, ovviamente, ma che la coppia sia oscurata in modo così sfacciato dal resto della storia non è mai una bella cosa.
Nota positiva, il mio V è sempre presente, io lo amo che ci posso fare, credo sia diventato easy il mio Brother preferito e quando entra in scena sono sempre felicissima.
Non so che altro aggiungere se non che ora sono in hype per il prossimo romanzo perché sarà su Lassiter. Per una volta credo proprio che leggerò il romanzo alla sua uscita, talmente sono curiosa.

21 febbraio 2022

J.R. Ward
The Wolf

Serie Black Dagger Brotherhood: Prison Camp 2

Trama
In the next installment of bestselling author J.R. Ward’s Prison Camp series, things get steamy when Lucan, a wolven forced into bartering drug deals for the infamous Prison Colony, meets Rio, the second in command for the shadowy Caldwell supplier, Mozart. After a deal goes awry, a wolf with piercing golden eyes swoops in to save her from certain death. As shocking truths unfurl, Rio is uncertain of who to trust and what to believe — but with her life on the line, true love rears its head and growls in the face of danger.
"I'm dead, technically. I have no existence in Caldweel." "A ghost?" "That's right, I'm a ghost." She smiled and pointed to him. "You're a wolven and a vampire. And I'm a ghost. It's true love."

Commento
The Wolf è il primo romanzo del 2022 ed è anche un tre scarso, cosa che mi ferisce nel cuoricino più di quanto possa esprimere. C'è da dire che anche il primo titolo di questa serie spin-off non mi aveva esaltata e, tra i due, questo sicuramente è più godibile dell'altro. Ma se sono arrivata a dover scegliere il male minore da premiare con un voto tiepido mi sembra chiaro che, per me, qualcosa di questo format non gira nel modo giusto.
La storia ruota attorno a Lucan, il wolven del quartetto magico di prigionieri, quello con la bestia dentro che al solo nominare suscitava in me grandissime aspettative. Lucan qui viene gestito un po' come un extra che non sta né da una parte né dall'altra: è ancora un prigioniero, ma può uscire dalla nuova sede, e ha il compito di stringere accordi nel mercato dello spaccio. Non ho ben capito che tipo di leva ci sia che tiene Lucan ancora legato a quel luogo (forse se n'è fatto cenno ma io l'ho dimenticato), ma la sostanza è che Lucan non è così facile da controllare e da comandare, tanto che deve rendere conto poco e in modo un po' arrabattato. Mentre si reca ad un appuntamento incontra Rio, una poliziotta sotto copertura che deve cercare di arrivare alle teste del sistema per far crollare la baracca e, così, rivendicare la morte del fratello per overdose. Essendo questa un'ambientazione brutale, sia per uno che per l'altra, era inevitabile che entrambi i personaggi fossero fatti usando uno stampino preciso. Mentre Lucan esce da una variazione sul tema BDB, Rio è molto simile a Sola Morte, quindi ad una eroina spaccaculi indipendente faccio tutto io salvo il mondo ma sono anche fragile perché ti amo ecc. ecc., il genere che a me non fa impazzire. Rio - e sorvolo sul nome - è un personaggio che funziona nel suo piccolo, ma quando si attivano le scene solite d'amore e di bonding diventa una macchietta e non resiste alla forzatura, non ne esce bene, ne esce sformata, un po' caricaturale, si appiattisce per rispettare uno schema che la Ward ripropone perché è alla base delle relazioni nel mondo BDB: il bonding che arriva in due minuti, lei che è umana ma accetta tutto di buon grado, il finale lievemente smielato che lascia un retrogusto stucchevole, e poi nel mezzo ci sono parti che si ripetono e una trama che pare stagnare in un punto per rimarcare questo bonding e questa relazione che nasce da circostanze di convivenza in una situazione di pericolo costante.
Al di là di tutto questo, che è comunque vittima dei gusti personali, mi aspettavo che il fattore wolven, che esce all'inizio, fosse decisamente più presente più visibile, se vogliamo, e non solo un qualcosa che vive sottopelle la cui esistenza si limita ad un paio di comparsate e nulla più. Se tiri in ballo i lupi, per favore fallo sul serio, non darmi un assaggino di un piatto completo, perché il risultato è che quello che pensavi di leggere non c'è e probabilmente non lo avrai mai, perché al momento Lucan è l'unico wolven mezzo vampiro - escludo l'altro soggetto, di quell'altro romanzo che non mi è piaciuto.
Anche la storia d'amore non ha fatto presa, ok che si sa subito quali sono i due soggetti e si immagina cosa succederà, ma mi è mancato il pizzico di brivido, quel qualcosa che la Ward riesce a tirare fuori solo con i Brothers e che al momento rimane esclusiva loro.
Il romanzo si salva perché c'è V e ce n'è tanto, ed è sempre un vero piacere e un vero tormento sapere che c'è questo personaggio che a volte decide di prendere possesso della narrazione, tirare fuori parti molto intime e poi ritorna nell'ombra e ci lascia nella mediocrità. V è quel pizzico in più, è quel qualcosa che sai, appena entra in scena, porterà parti degne di essere lette.
Anche il fatto che il poliziotto partner di Butch si prenda dignitosamente il suo spazio, nello sviluppo della trama sul versante polizia/umani, ha dato qualcosa in più alla storia, le ha dato un respiro maggiore fuori dalle quattro mura della Prison e della stanzetta dove si consuma l'amore.
Devo menzionare i restanti due personaggi (o forse tre) della combriccola che sicuramente avranno il loro romanzo, entrambi gustosi ma Apex più di tutti perché mi ricorda un po' Z e magari, dico magari, la Ward con lui farà un lavoro migliore di questo.
Ora non ho altro da aggiungere, se non infermiera di latex!

13 settembre 2021

J.R. Ward
Claimed

Serie The Lair of the Wolven 1

Trama
Gallery Books
ebook | € 9,00
Lydia Susi is passionate about protecting wolves in their natural habitat. When a hotel chain develops a tract of land next to the preserve, Lydia is one of the most vocal opponents of the project - and becomes a target. One night, a shadowy figure threatens Lydia’s life in the forest, and a new hire at the Wolf Study Project comes from out of nowhere to save her. Daniel Joseph is both mysterious, and someone she intrinsically wants to trust. But is he hiding something? As the stakes get higher, and one of Lydia’s colleagues is murdered, she must decide how far she will go to protect the wolves. Then a shocking revelation about Daniel challenges Lydia’s reality in ways she could never have predicted. Some fates demand courage, others require even more, with no guarantees. Is she destined to have true love...or will a soul-shattering loss ruin her forever?
In another time, in another destiny, she would have been the path he walked, the way through his mortal landscape.
Commento
Non ci siamo. Non ci siamo per niente, ma proprio zero. Questa è la prima volta che la Ward mi ha delusa così tanto, non a livello stilistico ma a livello narrativo. Sono talmente delusa, talmente scazzata dopo aver finito questo romanzo che non so nemmeno cosa dire perché non voglio scaricare la mia indignazione con cattiveria gratuita.
Partiamo dall'inizio, facciamo un excursus razionale e poi in caso arriviamo al rant.
Quando ho visto l'annuncio che sarebbe uscita una nuova serie paranormale all'inizio ero contenta perché davo per scontato che alcuni personaggi (uno in particolare) del primo romanzo della Prison Camp sarebbero stati protagonisti, visto il tema, salvo poi farmi due conti e valutare la reale necessità per una nuova serie spin-off. Perché alla fine Wolven è esattamente questo, allo stesso livello della Legacy per intenderci, è una serie che finge di stare a se stante ma ad un certo punto decide di incrociarsi con la BDB senza però mai mettere bene i piedi in nessuna delle due. Lo spin-off, l'incrocio, l'incontro, in qualsiasi modo lo si voglia chiamare non accade nella misura che un lettore della Ward si può aspettare. Quindi si riconfermano i miei dubbi sulla reale necessità di una nuova serie, il senso di ramificare così tanto mi suona male, mi suona come se la Ward stesse iniziando a prendere le distanze dal corpo centrale della serie seminando embrioni di spin-off che non coltiva con lo stesso ritmo e la stessa qualità della BDB. Quindi appena ho iniziato Claimed ero curiosa, mi aspettavo una corrispondenza tra vampiri e wolven nella misura in cui i vampiri sono protagonisti totali e assoluti e tutto ciò che è legato a quel tema non è un granello di polvere nell'aria. Ho aspettato circa fino al 30% per capire che la storia stava andando nella direzione opposta e che probabilmente quello che volevo leggere non sarebbe mai arrivato, o sarebbe arrivato scarno e poco incisivo.
Allora ho deciso di godermi la love story perché almeno questa poteva piacermi ma, anche qui, il mio interesse non è mai scattato e ha cominciato a scemare con regolarità fino al punto di skippare le scene di sesso. Ho saltato di sana pianta le scene di sesso, i dialoghi romantici da innamorati che non possono stare insieme e sono passata direttamente alle scene che avrebbero dovuto darmi qualcosa sulla trama.
Trama, eccoci qua. Allora l'idea di base è che Lydia Susi lavora come esperta del comportamento dei lupi in una riserva protetta in mezzo alle montagne e incontra uno sgnoccolone solitario e un po' rude tipo biker che all'improvviso si ferma in questo paesello e cerca lavoro nella riserva. I due ovviamente si trovano a fare coppia in una situazione di pericolo: Lydia si accorge che i lupi vengono avvelenati e pensa sia colpa dell'hotel di lusso che stanno costruendo vicino alla riserva, salvo poi scoprire che dietro c'è un magna magna non meglio chiarito dei suoi colleghi.
Ecco è questo che mi ha dato fastidio: la trama è senza senso, si va da una parte all'altra e si conclude poco e niente, ci sono alcuni capitoli dal PoV di Xhex che dovrebbero aumentare il mistero e in parte chiarire cosa sta succedendo ma è tutto troppo frammentato per avere una vera utilità e un vero peso nella storia. La questione dei lupi, dei colleghi che spariscono, gli esperimenti (nota su questo punto), rimane tutto in superficie perché la Ward si concentra su questi due si studiano e si bramano e passano tempo insieme a fare cose generiche che poi portano ad altre cose generiche e poi alla fine. Onestamente? Non è questo il tipo di trama che mi aspetto dalla Ward, mi sta bene che punti più sul romance ma almeno lo facesse bene, invece prova a seminare indizi che dovrebbero farti dire ah! e invece boh, sì, ok e quindi? Ad esempio Xhex viene messa su un percorso di dolore che mi ha fatto pensare ma anche basta! e che è servito solo ad aprire la porta sulla questione dei laboratori. In pratica la Ward prende Xhex e convenientemente la sfrutta come interruttore per attivare un collegamento tra wolven e vampiri. Ok, va bene, ma perché diluirlo in modo così approssimato in una trama che pare ruotare attorno alla mistica Lydia? Perché parliamoci chiaro, la questione wolven non è che sia stata chiarita, anzi, viene buttata come un pezzo di carne ad un branco di lupi e in un secondo è già svanita perché - attenzione - la Ward usa la carta cliffhanger.
Oh yes, avete sentito bene, dopo essere arrivata alla fine con estrema difficoltà, dopo aver sopportato ogni sorta di noia romantica, mi tocca avere la trama tronca che obbliga a proseguire con il secondo romanzo se si vuole sapere che diavolo succederà. E badate bene, il secondo romanzo avrà gli stessi protagonisti. Sì, Lydia e Daniel torneranno nel seguito e io a questa notizia ho seriamente pensato di mollare tutta la serie, ma poi mi sono detta che se la mollo poi perdo certi fili della narrazione e a me interessa sapere di Xhex. Non mi interessa, invece, sapere cosa succederà a Lydia e a Daniel perché per me sono tranquillamente sostituibili. Lydia è la classica eroina moscia della Ward: atletica, semplice ma bella, speciale ma non troppo, con quella personalità malinconica e ossessiva che ultimamente la Ward ci propina. Non mi ha detto nulla, niente di niente, è un personaggio femminile necessario ai fini della storia e del genere ma non ha niente di speciale. O meglio, quello che ha di speciale è spogliato di ogni particolarità nel momento in cui la Ward gioca quella carta. Leggi la scena, pensi ah...quindi è così, e poi prosegui sperando che succeda altro. Nope, non c'è gioia nemmeno per il male lead perché Daniel è fatto con lo stampino della Ward, è una proiezione dei vampiri con i livelli molto abbassati: è virile, muscoloso, capace in tutto, una specie di super uomo umano e misterioso che si accozza a Lydia senza apparente ragione - a parte quella di saltarle addosso. Nemmeno il suo lato misterioso raggiunge un compimento, perché tutto viene buttato lì e rimane fumoso, vengono dette due robe che dovrebbero spiegare certe sue capacità e poi stop. Ah, sorry, dimenticavo il finale strappalacrime da rolleyes violentissimo che si aggancia al seguito. E' anche per questo che ho pensato di droppare.
Arrivo alla fine. Claimed è un inizio serie troppo blando, insulso, vuoto, è un salto che finisce nel vuoto e che per la maggior parte del tempo mi ha fatta chiedere che cavolo stessi leggendo, ma soprattutto perché non mi decidevo a dropparlo.
Pensare di droppare un romanzo della Ward è pesante, eh, è come dire mi annoia talmente tanto che nemmeno i pochi plot twist lo possono salvare. Ho tenuto duro, l'ho finito perché volevo essere sicura che non mi fosse piaciuto e ora posso dirlo: è brutto, è noioso, è un accozzaglia di elementi che non vanno più in là di una pozzanghera, non c'è spessore nella storia e nemmeno nei protagonisti e tutta la questione wolven è una pura teoria che rimane inesistente praticamente fino alla fine, quando la Ward si decide a buttare sulla piazza l'unico elemento paranormale con una scelta alla Geo&Geo che, francamente mi ha colpita quanto una puntura di zanzara.
Devo seriamente farmi due calcoli e decidere se vale la pena perdere del tempo con questa serie per avere le poche info veramente importanti, o cercare gli spoiler online e salvare tempo e fegato. Siccome il secondo titolo è ancora lontano nel tempo posso prendermi la sacra pausa per smaltire l'acido muriatico che Claimed mi ha fatto scorrere nelle viscere, ma prima o poi arriverà e allora saranno cavoli amari.

17 maggio 2021

J.R. Ward
Lover Unveiled

Serie Black Dagger Brotherhood 19

Trama
Gallery Books
ebook | € 10,99
Sahvage has been living under the radar for centuries-and he has every intention of staying 'dead and buried.' But when a civilian female sucks him into her dangerous battle with an evil as ancient as time, his protective side overrides his common sense. Mae has lost everything, and desperation sets her on a collision course with fate. Determined to reverse a tragedy, she goes where mortals should fear to tread- and comes face to face with the Brotherhood's new enemy. She also discovers a love she never expected to find with Sahvage, but there can be no future for them. Knowing they will part, the two band together to fight against what Mae unknowingly unleashed- as the Brotherhood closes in to reclaim one of their damned, and the evil vows to destroy them all...
True love does not require your acknowledgment to be a force in this world.
Commento
Ho avuto bisogno di qualche giorno per raccogliere i pensieri e buttare giù la recensione ma sono ancora un po' confusa e indecisa. Sono indecisa sul voto, perché dare un tre e mezzo alla Ward equivale a un due scarso per qualsiasi altro autore che leggo, ma allo stesso tempo un quattro è forse troppo per un romanzo che sembra stare a cavallo tra la serie BDB e uno spin-off non meglio identificato.
Giuro, ero convinta che LU fosse un titolo della serie spin-off perché ero sicura che i protagonisti facessero parte della categoria junior della BDB. Nope, forse avrei dovuto impegnarmi cinque minuti e leggere la trama così da approcciare la lettura senza strane convinzioni e aspettative non raggiungibili. In ogni caso il voto non è dovuto a questo problema tecnico, quanto alla trama stessa e a quella sensazione di in between che mi è rimasta attaccata fino alla fine del romanzo.
Facciamo subito chiarezza sui ruoli: protagonista maschile principale è Sahvage, mentre quella femminile è Mae. Uno è un ex membro della BDB dato - letteralmente - per morto, l'altra è una civile rappresentante perfetta della categoria vampire anonime e sfortunate. Abbiamo anche un secondo protagonista maschile, meno centrale ma fin troppo presente, ed è Balthazar, uno dei Bastards e quello che ha come attività collaterale il furto.
Ora, la trama. Mae è in una situazione precaria: dopo la morte dei genitori e l'improvvisa e violenta morte del fratello si trova a compiere una scelta disperata. Spinta da una vecchia amica di famiglia, Mae si convince che ottenere IL LIBRO possa aiutarla a salvare il fratello - o meglio, farlo resuscitare - ponendo fine alla catena di morte e disperazione che ha spedito Mae nel baratro della follia. Apparentemente Mae sembra una ragazza normale, anche se un po' scialba, ma in realtà è persa in un tunnel di dolore che la spinge a delle scelte assurde e pericolosissime. Una di queste è cercare il Reverendo che, pare, sappia dov'è questo libro ma al posto suo Mae si trova di fronte un vampiro in un combattimento di umani. Questo vampiro è Sahvage che, in un certo senso per sbarcare il lunario, a volte combatte in questi incontri organizzati da Rehvenge. Sahvage gira con un nome falso e nasconde la sua vera identità per un motivo preciso, e sempre per un motivo preciso si sposta da un luogo all'altro alla ricerca di una cugina perduta.
In the meantime Balthazar - aka coglionazzo - si trastulla in furti di lusso e si ritrova a gestire una sorta di condizione post-trauma (post folgorazione, vedi novella di Natale su Blay e Qhuinn) che lo spinge a sentire cose, vedere cose in sogno, captare cose, e lo mette sulla strada di due cose: il libro e Devina.
Devina, la mia dark queen, ormai confermata new evil, qui pare si sia un po' persa in un rituale di morte per esorcizzare il suo grande problema: le pene d'amore. Ora, se si conosce Devina si sa già qual'è la sua storia, cosa desidera e come agisce, quindi per me non è stato affatto una sorpresa vederla alle prese con il desiderio inesaudibile di possedere il libro. Se all'inizio ero quasi certa che il libro fosse roba sua, in questo romanzo si chiarisce l'origine del libro e forse anche a cosa serve. Ma sto divagando.
Quindi per ora abbiamo Sahvage che viene sgozzato sul ring e salvato da Mae, Mae che desidera il libro per resuscitare il cadavere congelato del fratello, Balthazar che ha sogni sconci e desidera il libro e Devina che - come suo solito - si lagna e si strugge e squarta gente.
Poi ci sono a spizzichi e bocconi altri personaggi, ad esempio Lassiter (occhio al finale del romanzo, perché arriva lo stuzzichino) che pare abbia preso sul serio il suo ruolo e, al contrario della Scribe Virgin, non si limita a guardare ma agisce fin dove può e salva capre e cavoli; poi abbiamo Nate (il giovane vampiro salvato da Sarah e Murhder (The Savior) alle prese con i piccoli problemi di cuore per questa vampira piovuta dal cielo come Superman. Tenete a mente che questa tipa è importante. Abbiamo anche Erika, la poliziotta detective tipo Robocop che si trova in mezzo ai due fuochi. Tenete a mente pure lei, altro stuzzichino.
La trama è più o meno questa: Mae cerca disperatamente il libro, lo evoca e si ritrova alla porta demoni ombra e Sahvage che si è subito invaghito di Miss Follia Scialba. Il libro, che è un furbacchiotto, cerca di farsi adottare da chiunque gli capiti a tiro tranne Devina, che lo vuole ma non può prenderlo a meno che qualcuno non glielo dia. Appena Balthazar esce dalla trance pure la BDB scopre del libro e anche loro si mettono alla sua caccia e, su suggerimento di Lassiter, devono recuperare qualcosa dentro una delle famosissime bare nel garage della magione reale. Ve le ricordate le bare? Ecco, finalmente scopriamo a cosa servono. Momento Carramba quando la BDB scopre che Sahvage è vivo, seguono diverse situazioni di salvataggio/recupero e un finale che è - lo dico - forse un filo stucchevole.
Passo ora al voto. Tre e mezzo regalato alla love story perché Mae è un'idiota patentata che conserva un cadavere nella vasca da bagno e pure di fronte all'evidenza dei fatti prosegue nel suo progetto distruttivo, Sahvage è uno che dovrebbe stare schiscio ma si invischia con quella pazza perché BONDING MALE e tutto il resto ma le scene di sesso sono con il contagocce (una, se non ricordo male) e pure noiosa quindi booo. L'unica cosa davvero interessante di Sahvage sono i flashbacks del suo passato che portano in scena una componente magica che non c'era mai stata nella BDB, inclusa l'esistenza di un warlock (mago/a, stregone/strega) nella razza dei vampiri. L'utilità dei flashbacks non è difficile da intuire, si ricollega a uno degli stuzzichini sopra citati. Entrambi i main sono molto deludenti, speravo in qualcosa di più angsty e steamy invece no. Balthazar lo avrei preso a sassate sui denti, sei gnocco e ok ma sei pure scemo forte e se non fosse stato per Lassiter saresti pure carne fritta sulla padella di Devina. Devina è pur sempre cattivissima ma io non ce la faccio ad odiarla, per me è un personaggio troppo bello e complesso per essere semplicemente malvagia (ma me lo sono sognato o la Ward aveva fatto capire che il suo compagno ideale era Lash?), Nate è un cucciolo che altro c'è da dire? La tipa piovuta dal cielo Rahvyn, se non ricordo male, è interessante ma qua per niente sviluppata perché, ovviamente, la Ward se la tiene stretta per un prossimo romanzo.
Tiriamo le somme: il romanzo si legge come tutti quelli della BDB con il difetto di essere un po' indeciso. Si parla di magia? Di vampiri? Di entrambi? C'è un mischiotto che pare essere il primo indeciso passetto verso un nuovo percorso, per cui anche la trama non è ben precisa nella sua identità, ed è forse per questo che l'ho trovata meno coinvolgente e accattivante di altre. Stile, forma e compagnia cantante rimangono immutati e questo è uno dei grandi pregi della Ward, forse se la storia fosse stata meno affollata e con un obiettivo comune non avrei causato quella sensazione di caos e indecisione. Promuovo perché la Ward spara fuori romanzi che sono sempre ben sopra la media delle sue colleghe, ma nella sua categoria questo è in basso alla classifica.

12 aprile 2021

Laura Thalassa
Pestilence

Serie The Four Horsemen 1

Trama
ebook | € 2,99
They came to earth - Pestilence, War, Famine, Death - four horsemen riding their screaming steeds, racing to the corners of the world. Four horsemen with the power to destroy all of humanity. They came to earth, and they came to end us all. When Pestilence comes for Sara Burn’s town, one thing is certain: everyone she knows and loves is marked for death. Unless, of course, the angelic-looking horseman is stopped, which is exactly what Sara has in mind when she shoots the unholy beast off his steed. Too bad no one told her Pestilence can’t be killed. Now the horseman, very much alive and very pissed off, has taken her prisoner, and he’s eager to make her suffer. Only, the longer she’s with him, the more uncertain she is about his true feelings towards her...and hers towards him. And now, well, Sara might still be able to save the world, but in order to do so, she'll have to sacrifice her heart in the process.
Bit by bit, all the world's great innovations ceased to be, anf the globe slid into darkness. And so it was, and so it shall be, for the Age of Man is over, and the Age of the Horseman has begun. They came to earth, and they came to end us all.
Commento
In una situazione normale non sarei mai arrivata a leggere un romanzo come Pestilence, non perché schifi il genere ma perché fa parte di una nicchia che si raggiunge solo seguendo il panorama americano (o anglofono) del romance. Infatti ho scoperto questo titolo tramite una sbirulina che sta su Youtube e legge solo romance, un canale che spesso tira fuori delle chicche assolute e senza tempo e a volte spara fuori anche titoli come Pestilence, un po' più particolari della media.
Siccome questa cara ragazza (Peacelovebooks, se vi interessa) ne aveva fatto una recensione positiva e la trama mi incuriosiva parecchio, mi sono lasciata convincere e l'ho preso. Ora, è ovvio che se si spende del soldino si spera sempre di avere per le mani IL romanzo del mese o dell'anno o della vita, ma io ormai tendo a non avere più grandi aspettative ed infatti la signora Thalassa non ha colpito al centro.
Pestilence si può inserire nella categoria dei post-apocalittici e si apre all'arrivo di quattro cavalieri misteriosi, riconosciuti come i Cavalieri dell'Apocalisse, che così come sono arrivati se ne vanno. Come segno del loro arrivo l'elettricità e tutti i devices hanno smesso di funzionare e gli uomini si ritrovano a dover reinventare la loro quotidianità senza le comodità moderne. Dopo qualche anno, quando ormai le società si sono abituate ad un nuovo stile di vita, dal nulla riappare il primo Cavaliere, Pestilence, portatore di una malattia mortale che si sparge a macchia d'olio e non risparmia nessuno e per la quale non c'è nessuna cura. Le notizie del passaggio di Pestilence sono seguite da bollettini di morte e le città sulla sua strada vengono evacuate, ma alcune persone rimangono indietro per aiutare i bisognosi o, in alcuni casi, per tentare di abbattere Pestilence.
Sara è un pompiere e con i suoi colleghi decide di rimanere a controllare l'evacuazione della loro città, in più decidono di pescare a caso chi tra loro dovrà tentare di uccidere il Cavaliere. Caso vuole che a pescare quella carta sia proprio lei, così Sara si organizza ai margini della città in attesa di Pestilence.
Quando il Cavaliere compare all'orizzonte Sara prende il fucile, spara e colpisce Pestilence ma, per essere assolutamente certa di averlo ucciso, decide di dargli fuoco. In tutto questo Sara ha paura, soffre, è totalmente disgustata dalle sue azioni e quando Pestilence geme di dolore, la poverina scappa e si rifugia nella sua tenda. Il giorno dopo Pestilence, con il corpo carbonizzato e a brandelli, si presenta davanti a Sara che si rende conto di essere finita dentro un incubo. Il Cavaliere, che fino a quel momento aveva semplicemente ucciso al suo passaggio, decide di prendere Sara come prigioniera e farle pagare quello che gli ha fatto, così inizia un viaggio di dolore fisico ed emotivo, di lotta, di sopravvivenza e, infine, di amore.
Ora contestualizzo il mio voto. Ho dato un voto basso non perché la storia sia brutta o scritta male, o perché lo stile dell'autrice sia illeggibile: ho dato un voto basso perché le basi per una storia bella, tormentata e complessa c'erano tutte, ma alla fine mi sono ritrovata a leggere un romance vagamente paranormale che si lascia andare a scene forti solo nella primissima parte, per poi cadere nel cliché della sindrome di Stoccolma e nell'innamoramento ingenuo e anche un po' forzato che sfocia nel lieto fine citofonato che sa tanto di Harmony.
La prima parte del romanzo è esattamente come me l'aspettavo: Pestilence non è un essere umano, non possiede compassione o empatia (o altri sentimenti), ma prova rabbia e quindi agisce di conseguenza, torturando e facendo del male fisico a Sara. Che poi man mano che il romanzo proceda e questa rabbia e le torture svaniscano un po' è scontato, ma a quel punto mi aspetto che subentri una complessità maggiore nei personaggi e invece si rimane con un protagonista maschile che all'inizio è un'entità e alla fine è alla stregua di un uomo normale, e tutta la sua mistica essenza sparisce senza spiegazione alcuna.
Un'altra cosa che ho trovato fastidiosa è stata la tendenza a minimizzare il dolore fisico: Sara si ritrova con due frecce nella schiena e magicamente non subisce danni agli organi interni, le sparano con un fucile a cartucce con pallini e, ancora una volta, magicamente nessun organo interno viene toccato, senza considerare che i tempi di recupero sono troppo veloci per essere credibili. Ok, è un romance paranormale post apocalittico, ma questo non significa che si debbano stravolgere i pochi limiti di un'ambientazione umana, sulla Terra. Un altro aspetto che mi ha delusa parecchio è la totale assenza di contestualizzazione, sappiamo solo che questi Cavalieri spuntano fuori perché Dio vuole punire l'umanità ma oltre a questo il nulla, non si sa niente di più e nemmeno sulla natura di Pestilence si scopre nulla di nuovo, cosa che personalmente avrei gradito avere dal momento in cui lui e Sara instaurano un rapporto basato non più sull'odio ma sulla compagnia reciproca. La seconda parte del romanzo è decisamente meno originale della prima, le scene di pericolo vengono risolte troppo velocemente e con troppa superficialità e alla fine si ripetono apportando nulla di nuovo alla storia, e l'aspetto romantico prende il sopravvento rendendo la trama un romance puro e semplice senza carattere, senza sostanza, con scene di sesso che paiono tra due umani e non tra una donna e l'entità divina di una malattia mortale. Insomma, ci rendiamo conto che alla fine Pestilence ripete continuamente di essere solo questo e non c'è mai occasione per andare a fondo e dargli una dimensione più complessa e affascinante. Nulla, dal momento in cui si invaghiscono l'uno dell'altra ogni altra cosa sparisce e si rimane a leggere una love story stucchevole, banale, ripetitiva. 
Bene, tutto sommato non mi sento di dire che Pestilence è un romanzo orrendo, perché si fa leggere, ma se pensate di avere per le mani un piccolo scrigno di angst soprannaturale...nope, no mi spiace guardate verso altri titoli. So che sono usciti già i seguiti ma onestamente ho perso interesse e non credo che proseguirò la serie, per adesso. Poi chissà, mai dire mai.

18 gennaio 2021

J.R. Ward
A Warm Hearth in Winter

Serie Black Dagger Brotherhood 18.5

Trama
Piatkus | ebook | € 6,49
Blay and Qhuinn always intended to do a proper mating ceremony, but life has a way of getting in the way. With a pair of young, responsibilities to the King, and a grueling fighting schedule, the two are exhausted and overwhelmed. When Qhuinn gives his male the proposal of a lifetime, however, they are excited for their special night and more in love than ever. Everyone in the Black Dagger Brotherhood’s mansion gets into the preparations, and the after party takes on epic- and immortal- proportions when Lassiter forms the Party Planning Committee. The celebrations promise to be all that the couple deserves... until a Nor’easter land locks Caldwell in a fierce storm, and things go from lighthearted to deadly dangerous. Battling nature and responding to emergencies, Blay and Qhuinn get separated, and when a catastrophic chain of events puts one of their lives in jeopardy, the night they had so looked forward could mean the end of everything...
I'm just trying to figure out how to honor a choice that has broken my heart.
Commento
***spoiler***
Tra le varie decisioni estreme prese in questo 2020, una delle più frivole - ma non meno dolorose per me - è stata quella di non comprare più la Ward in edizione cartacea. O almeno, non comprarla in pre-order, non farmi prendere dalla smania e accontentarmi dell'ebook. E' stata una vera sofferenza decidere di tagliare gli acquisti cartacei, ma ad un certo punto durante il lockdown mi sono resa conto di avere pochissimo spazio e troppi libri che nemmeno prendono la luce. Non ha senso riempire un mobile fino a scoppiare, un ebook è più che sufficiente, visto che poi in Italia il mercato dei libri usati in lingua è pressoché inesistente. Il primo passo per uscire da questo tunnel è stato A warm heart in winter, la novella natalizia della BDB dedicata a Qhuinn e Blay, e se devo essere onesta questo titolo mi ha aiutata enormemente a prendere la decisione di stoppare il cartaceo.
In generale io non sono una grande fan dei romanzi natalizi perché c'è sempre dentro una dose extra di melassa che mi fa letteralmente cadere i denti e ribollire il sangue. Odio il cringe, odio i cliché, odio le cose melense e detesto con tutta me stessa le robe tipo proposte di matrimonio, scambi di anelli e roba simile. Nemmeno al mio matrimonio sono state tollerate, nei romanzi le rifuggo con violenza.
Ma la Ward è diabolica, prima ti serve tutta un'altra solfa e ti depista, poi ti spara il lieto fine da diabete perché è Natale e anche la BDB si lascia andare a quadretti familiari da Mulino Bianco. Rispetto al romanzo natalizio dell'anno scorso, AWHIW è mooolto meno cringy, molto meno stucchevole, ed è perfettamente in linea con la personalità dei due protagonisti. In più, pur non facendo progredire la macrotrama della serie, non si tira indietro sul contenuto e infila dentro a tradimento un episodio che stabilisce il mood di quasi tutto il romanzo. Insomma, c'è lo spirito natalizio, c'è un po' di diabete, ma è tutto preceduto da un dose di angst che ti fa perdonare e dimenticare.
Qhuinn e Blay sono due piccioncini, si destreggiano tra una sessione hot e i due pargoletti in un nuovo equilibrio familiare con il quale entrambi devono ancora entrare in sintonia. C'è una specie di aria strana per questi due, perché tutto sembra bellissimo, perfetto, e quando le cose sono così belle la paura che arrivi una mazzata è comprensibile. Se da un lato per Blay la paura è più irrazionale e specifica, per Qhuinn è generalizzata: sente che sta per succedere qualcosa e il non sapere da che parte colpirà lo manda in paranoia. Il primo episodio che conferma i loro timori è un piccolo incidente sul campo che vede Qhuinn sul tavolo operatorio. Per Blay è tutto molto più semplice perché l'episodio avviene in un contesto sicuro, in un ambiente familiare e ha dei giocatori esterni che controllano la situazione in maniera eccellente, e quindi la coppietta ne esce indenne.
Passato questo primo scossone, l'attenzione viene dirottata da un episodio più corale che, nella sua complessità, semina degli indizi che all'inizio ti sembrano solo strani e insensati e poi solo dopo si rivelano essere inquietanti. La tempesta di neve che si abbatte su Caldwell non lascia indenne la magione della BDB: per pura fortuna la tormenta arriva di notte, quando tutti sono svegli e in grado di rattoppare i danni ma succedono cose che cominciano a riattivare il sensore di pericolo di tutti i membri della BDB. Da uno dei Bastards che finisce fulminato, a Qhuinn che si fissa a guardare il buio della notte, a Zsadist che si accorge di strane situazioni e non riesce a trovare la loro collocazione, a rovinose e mortali cadute scampate per pura fortuna, insomma la tempesta è presagio di sventura.
Quando la tormenta si placa la magione torna alla normalità, ma ad un certo punto, nella routine quotidiana, un nome manca all'appello. Luchas, il fratello di Qhuinn rimasto in degenza nella clinica sotterranea, sembra essere sparito nel nulla. Bastano pochi secondi perché V trovi la risposta e la tragedia si scarica su Qhuinn come e peggio della tormenta di neve.
Ci ho messo un po' a riallacciare il nome di Luchas agli eventi che lo avevano portato fin qui, e ammetto di essermi spudoratamente chiesta ma chi è finché la Ward non ha lasciato lo spiegone. Solo allora ho capito e la scelta dell'autrice ha trovato un senso. Luchas era un personaggio senza speranza, non c'era grande margine di ripresa, quindi la sua uscita di scena è stato un epilogo triste ma prevedibile. La cosa che mette più tristezza è che tutti, nessuno escluso ci hanno messo 24 ore per accorgersi della sua assenza e che durante la tempesta nessuno ha fatto il suo nome. Insomma, Luchas poteva essere stato un gran pezzo di merda in alcune circostanze, ma era stato perdonato e incluso nella famiglia, quindi almeno un briciolo di considerazione gli era dovuto. Ma ovviamente questo aspetto è quello che va a comporre la parte piena zeppa di angst, perché Qhuinn entra in uno stato catatonico dove il senso di colpa e l'impotenza lo isolano da tutti. Solo l'intervento di Zsadist metterà in moto un riallacciarsi della relazione tra Qhuinn e Blay e porterà una ventata di senso pratico brutale ma efficace.
Qhuinn si conferma essere un personaggio che, per me, ha perso moltissimo e che nei momenti critici diventa un coglione odioso, ho smesso da molto tempo di averlo tra i miei preferiti e non ho nemmeno sofferto la separazione. Blay è troppo precisino e perfettino perché mi piaccia sul serio, ma tra i due lo preferisco perché è empatico e rispettoso e non si lascia dominare totalmente dalle sue paure.
Insomma, da un punto di vista personale, Qhuinn e Blay hanno perso la loro attrattiva e il fatto che la Ward abbia sentito la necessità di inserire un'altra storia per loro mi ha lasciata del tutto indifferente. Ho invece apprezzato che ci fosse un episodio portante dove tutti i personaggi hanno un ruolo, chi più e chi meno, e che finalmente Zsadist sia uscito dalla sua ombra per dire la sua. Lui sì che mi era mancato, così come V che è sempre presente, discreto e efficace.
Dal voto medio mi sembra evidente che non ho amato o odiato questo romanzo, l'ho letto con piacere e ho apprezzato alcune parti più di altre, ma in generale non mi ha sconvolta, è un tassello che andava aggiunto nell'evoluzione dei personaggi e prima o poi sarebbe arrivato. Quindi ok, prendo nota ma giro subito la pagina e ripongo fiducia nei prossimi titoli della BDB.

19 ottobre 2020

J.R. Ward
The Jackal

Serie Black Dagger Legacy 5 - Black Dagger Brotherhood: Prison Camp 1

Trama
Piatkus | ebook | € 0,99
The location of the glymera’s notorious prison camp was lost after the raids. When a freak accident provides Nyx clues to where her sister may still be doing time, she becomes determined to find the secret subterranean labyrinth. Embarking on a journey under the earth, she learns a terrible truth — and meets a male who changes everything forever. The Jackal has been in the camp for so long he cannot recall anything of the freedom he once knew. Trapped by circumstances out of his control, he helps Nyx because he cannot help himself. After she discovers what happened to her sister, getting her back out becomes a deadly mission for them both. United by a passion they can’t deny, they work together on an escape plan for Nyx — even though their destiny is to be forever apart. And as the Black Dagger Brotherhood is called upon for help, and Rhage discovers he has a half-brother who’s falsely imprisoned, a devious warden plots the deaths of them all…even the Brothers.
For an eternity, he would wait for his female, his fighting angel who had showed him that however trapped he was, his soul remained free.
Commento
Sono un po' confusa, lo ammetto, e non sono nemmeno completamente convinta del voto but here I am.
Mentre leggo la trama qui sopra mi pongo in automatico una domanda: quale warden che plots cosa contro chi? Sono onestamente perplessa, non credo che il mio ebook sia senza un epilogo così non credo di essermi persa una - piccola - parte che fa riferimento a questo fantomatico piano per uccidere la BDB. Tutto è possibile perché, fino ad un certo punto, il mio voto era un due e mezzo e la velocità di rotazione dei miei bulbi oculari era direttamente proporzionale alla forza dei miei sbuffi infastiditi.
Prendiamo l'idea di base: una prigione sotterranea dimenticata, della quale nemmeno la BDB sa più nulla, data per chiusa e inattiva da decine di anni, in realtà è ancora funzionante e rinchiude i criminali dei vampiri. L'idea è di un succoso da non crederci, così come l'idea di una fetta di personaggi nuovi presi direttamente dal cesto dei prigionieri ha scatenato in me il fremito di quel qualcosa che - in genere - solo la Ward sa fornire. Drogah in salsa paranormal romance.
Ora, è risaputo che la BDB ha perso ormai da anni la potenza dell'elemento romantico per dare maggior spazio ad una complessità di trama che prima non aveva e, se all'inizio il cambiamento mi aveva disturbata, ora ho imparato ad apprezzarlo perché la Ward ha fornito un'alternativa sotto forma della serie Legacy, molto più romantica e simile ai primi titoli della BDB. Ora però ci si mette in mezzo anche la Prison Camp e attenzione perché lo dirò solo una volta: The Jackal è fin troppo romantico.
Mi viene il dubbio che io mi sia abituata troppo al nuovo stile della serie e che non sia più in grado di superare il vortice di zucchero filato all'aroma di sangue che trasuda da queste pagine: non è un paranormal romance di 20 anni fa, per carità, ma non è nemmeno lontanamente paragonabile alla succosa complessità della BDB e della Legacy. Il motivo è che a me sembra mancare sostanza, sembra mancare la completezza fornita dal passare di un certo arco temporale nel romanzo, il senso di urgenza così come il ridottissimo tempo passato dall'inizio alla fine del libro - solo quattro giorni - sono veramente pochi per rendere accettabile l'insta love. Sì, la Ward ha sempre la carta del bonding che non conosce logica e razionalità e può attivarsi nel giro di pochi secondi e unisce i due nei secoli dei secoli amen, MA in tutti questi romanzi una cosa l'ho capita: il bonding NON equivale necessariamente all'amore, anche se è vero nella stragrande maggioranza dei casi. Forse ho perso l'abitudine di leggere di coppie che si dichiarano amore dopo 1 giorno, o forse non ero nel mood adatto, non lo so, l'unica certezza è che non ho sentito nessun trasporto emotivo per la coppia.
Nyx è una donna un po' troppo combattiva per i miei gusti e per il suo stile di vita: vive in una fattoria con il nonno e la sorella tutta frizzi svolazzi e sospiri, ma inspiegabilmente ha questo atteggiamento da dura spaccaculi che subito urta i nervi: sorella la vita è una merda per tutti finiscila di fare l'acida che non sei speciale. Nyx non mi è piaciuta per due motivi: è un personaggio con cui non ho feeling a pelle, le combattive fuori contesto mi stanno antipatiche anche se poi si trovano in situazioni dove il loro essere stracciapalle ha una sua utilità; poi perché non ha nessuno spazio per dare qualcosa al lettore che non sia il suo essere stracciapalle, la sua evoluzione - se c'è - non si sente e rimane tutto talmente confinato che sembra essere un medley di alcune eroine della Ward. Tra l'altro non ricordo assolutamente il colore dei suoi capelli, lo avrò dimenticato io oppure non viene specificato?
The Jackal è un personaggio con un potenziale iniziale altissimo che poi - ovviamente - si ridimensiona man mano che la storia procede. La sua aura misteriosa e pericolosa dura giusto quel paio di ore che serve per concludere carnalmente con Nyx, poi scatta il bonding ed è subito maschio protettivo con il cuore negli occhi che fa cose per la sua femmina. Di lui non mi è piaciuto che la Ward ci abbia subito sbattuto in faccia la sua innocenza, e che il suo vero nome non venga mai detto. Mai. Nemmeno una volta, sappiamo che ha adottato questo nickname e non lo hai cambiato e che non usa mai il suo nome, non è dato sapere il perché o il nome stesso. Ciò mi urta i nervi assai. Le motivazioni e la situazione di The Jackal vengono spiegate, con molta calma ma arrivano, e se si sopravvive alla frustrazione e si arriva alla fine hanno anche senso, salvo poi essere vittima di una struttura fantasma di cose non dette e dettagli mai rivelati che tolgono il grosso del gusto dal contesto stesso.
Ecco la cosa veramente bella del romanzo è l'ambientazione: la prigione sotterranea, il sistema di gestione e di controllo, la quotidianità dei prigionieri, il senso di claustrofobia e di oppressione sono resi benissimo e sono ciò che rende incalzante la lettura: pur roteando le palle degli occhi per i due che si sbaciucchiano e non ne azzeccano una, si continua a leggere con macabra fascinazione. Addirittura ho trovato particolarmente accattivanti i tre prigionieri che fanno parte della combriccola di The Jackal, e ho esultato quando Lucan conferma il mio desiderio inespresso che nel mondo dei vampiri ci siano dei mezzosangue ibridi con altre razze oltre ai sympthats. Era anche ora, direi.
Ci sono colpi di scena, no worries, su chi sia il Command - avevo azzeccato al 50% -, sull'identità di alcuni personaggi e sul come tutti alla fine si ricolleghino; c'è anche un piccolo ritaglio narrativo sul passato raccontato dal pov di Rhage e che ci illumina brevemente sulle circostanze che lo hanno portato a conoscere The Jackal.
Sul finale da Mulino Bianco non mi esprimo, il diabete ha preso il volo e ancora non mi è tornato a dei livelli accettabili, ma ormai arrivata a quel punto stavo stringendo i denti per un epilogo che non ho avuto. Il retrogusto di The Jackal è un po' troppo dolce, mi ricorda vagamente quei racconti o romanzi brevi o romanzi festivi che la Ward spara fuori: carini, accettabili, con alcuni elementi degni di nota ma non all'altezza della qualità del resto della serie.
Delusione parziale, quindi, non cocente e accecante ma pur sempre abbastanza intensa da avermi fatto oscillare tra il due e mezzo e il tre. Voglio troppo bene alla Ward per darle un voto basso per vendetta, quindi mi stabilisco sulla sufficienza perché, dopo tutto, The Jackal è un ottimo paranormal romance come se ne scrivevano anni fa, quindi l'importante è arrivare preparati e non come me con gli occhi pieni di stelle e l'ingordigia nel cuore.
PS: non so per quanto tempo l'ebook rimarrà a 0,99 €, approfittatene.

15 giugno 2020

J. R. Ward
The Sinner

Serie Black Dagger Brotherhood 18

Trama
Piatkus | ebook | 10,99

Syn has kept his side hustle as a mercenary a secret from the Black Dagger Brotherhood. When he takes another hit job, he not only crosses the path of the vampire race’s new enemy, but also that of a half-breed in danger of dying during her transition. Jo Early has no idea what her true nature is, and when a mysterious man appears out of the darkness, she is torn between their erotic connection and the sense that something is very wrong. Fate anointed Butch O’Neal as the Dhestroyer, the fulfiller of the prophecy that foresees the end of the Omega. As the war with the Lessening Society comes to a head, Butch gets an unexpected ally in Syn. But can he trust the male—or is the warrior with the bad past a deadly complication? With time running out, Jo gets swept up in the fighting and must join with Syn and the Brotherhood against true evil. In the end, will love true prevail...or was the prophecy wrong all along?
Your voice in the darkness is my reason for living.

Commento
***spoiler***
Mi ritrovo in una condizione particolare. Non posso fare la recensione a questo romanzo senza fare degli spoiler, mi è semplicemente impossibile. Quindi mi tocca il disclaimer: in arrivo una pioggia di spoilers. Ma che dico, una tempesta di spoilers. Vi ho avvisati.
La Ward è una donna intelligente, ma è anche una brillante stratega. Ha tutto pianificato, lo sappiamo, conosce gli eventi e le coppie di ogni romanzo e lavora come una macchina senza sosta per sparare fuori due libri all'anno legati alla BDB. Per anni - ANNI - ci aveva illusi con un falso senso di sicurezza, addirittura sacrificandosi sotto una valanga di critiche che la volevano in declino, che dicevano che la BDB si stava perdendo per strada e che non succedeva mai niente.
Io per prima ad un certo punto mi sono abituata alla sicurezza della 'banalità' delle trame. Sapevo cosa aspettarmi, ormai convinta che quello fosse il nuovo schema delle cose e, se devo essere onesta, pure felice di essermi liberata di certe parti (elaborerò più avanti). 
The Sinner è un elettroshock, è una mazzata, è il risveglio della serie, è un concentrato di tutto quello che poteva succedere in un solo romanzo senza farci andare in tilt. Questo romanzo mi è piaciuto da impazzire per tutti i motivi sbagliati e ho goduto di ogni singolo colpo di scena, del senso di pericolo, del non avere veramente idea di dove la Ward stesse dirigendo la storia e mi sono divertita un sacco per il frullato di ansia e shock che ha sparato come un cecchino. Io adoro questa donna, di fronte alla sua capacità di calcolare le cose, alla pianificazione e anche al coraggio di scoprire tutte le sue carte non si può fare altro se non togliersi il cappello.
The Sinner mi ha ricordato un po' sia Lover Enshrined (book 6, Phury e Cormia), sia Lover Mine (book 8, John Matthew) perché ci sono sia il decentramento della coppia principale a favore della macro trama della serie, sia un concentramento di colpi di scena decisivi per la serie.
Partendo dal primo punto mi ricollego anche all'unica critica per il romanzo e cioè che Syn è caduto vittima per un bene maggiore e rappresenta, come altri personaggi, un'occasione mancata per essere un eroe con i fiocchi e produttore di fiumi di angst. Come per Syn anche Jo è vittima della stessa maledizione, per alcuni romanzi è stata la bomba ad orologeria in procinto di esplodere salvo poi trasformarsi nella solita eroina tipica della Ward. Ecco, diciamo che la Ward sa fare bene molte cose, ma creare protagoniste femminili diverse non è tra quelle. La loro storia d'amore aveva tutte le carte per far scorrere fiumi di angst ma non ha mai preso il volo, è rimasta ancorata al suolo dalla quantità esagerata di trama solida e concreta. Certo, Syn e Jo ci sono comunque e la loro storyline si sviluppa e si conclude senza buchi, ma non è per loro che ho adorato il romanzo, è per tutto il resto.
Sparo subito la cartuccia più sconvolgente: RAGA la guerra è finita! Finita. Stop, basta. La profezia del Dhestroyer arriva a compimento con tutta una serie di colpi di scena e scappatoie che aprono un portone grosso come quello di una cattedrale. La guerra contro i lessers e l'Omega sarà anche finita, ma ne è iniziata un'altra. Provo a spiegare.
Butch è il secondo personaggio principale del romanzo e un po' me lo aspettavo, dopo che in Blood Truth era entrato in scena in modo così massiccio. Io amo Butch quindi per me è stato un invito a nozze. Quello che non potevo prevedere è stato l'arrivo sulla scena di un personaggio esterno alla BDB, direi il personaggio malvagio della serie Fallen Angels. Yes, c'è stato un crossover tra le due serie e non avrei potuto essere più felice di così. Devina, gente, è Devina che arriva in città, uscita direttamente dal famoso libro magico se ne va passeggiando per Caldwell scuoiando gente, uccidendo in modi assurdi perché non sa cosa fare. Devina, il demone che soffre d'amore, ha perso ogni interesse e ciondola in attesa di qualcosa. Quel qualcosa è Butch, è la sua capacità di assorbire i lesser e Devina ne è ammaliata, eccitata, all'improvviso viva e desiderosa di qualcosa. Butch e Devina sono, insieme, una di quelle accoppiate che fanno tremare le ossa. Non sai mai cosa succederà, non capisci se sta per arrivare una mazzata colossale o se la storia sta per servire un altro asso improvviso. L'asso arriva, ed è l'Omega. Dopo anni di silenzio assoluto, dopo anni di nulla, di niente, l'Omega ritorna sulla scena insieme al pov dei lessers. Mister F, ultimo forelesser della storia dei lesser è l'anti lesser per eccellenza, il simbolo di come la situa per l'Omega stia andando a picco. Mister F non ne vuole sapere, non vuole essere quello che è e boicotta l'Omega con tutte le sue forze, al punto che alla fine si immola letteralmente con il sorriso sulle labbra. Io non ero pronta, raga, perché appena ritorna l'Omega arriva un altro colpo di scena: la Scribe Virgin. Pensavamo tutti che fosse morta, no? Ecco, no. Si è semplicemente dimessa, ha mollato il ruolo e ora fluttua nel tempo e nello spazio guardando i suoi vampiri come una mammina. Ah, e il gatto Boo? Era lei, per tutto questo tempo. Io a questo punto non sapevo più dove sbattere la testa, troppi comeback, troppe cose da metabolizzare.
Ma non è finita. Ovviamente. Mentre Syn e Jo proseguono nella loro classica love story, Butch è preso da questa smania di chiudere la guerra, convinto che Devina sia l'amica di infanzia della sorella e certo in modo assoluto che probabilmente qualcosa di brutto - tipo la sua morte - sarà la chiave per chiudere la resa dei conti. Poi arriva l'illuminazione. Ma se Butch può consumare i lesser, e comunque ne soffre, e se V fosse fuori dai giochi e quindi nessuno potesse aiutare Butch a riprendersi, la guerra non finirebbe più? Mindblown, non ci avevo pensato. In anni che leggo la BDB non ho mai visto il ruolo di V in questo senso e l'Omega tranquillo che dice sai sorella, lo sapevo bene che V è un giocatore chiave, ma è il nipotino mio e quindi non lo ammazzo. Io boh, sempre più sconvolta.
La fine della guerra arriva in un modo inaspettato: io pensavo fosse Butch la chiave di tutto. Lo è ma non nel senso che intendevo io. Io pensavo che materialmente fosse la mano che avrebbe eliminato tutti i lesser e l'Omega, invece è un tramite, è una calamita che pone Devina nel luogo e nel momento giusti. E' lei a uccidere l'Omega, suo fratello, e lo fa perché stava per uccidere Butch, l'unico che le ha dimostrato gentilezza, attenzione e comprensione, e che le ha ridato un motivo per tornare a sperare e a vivere per se stessa. Devina, gente, spacca culi since Covet nel lontano 2009 e io l'ho amata sempre.
Sempre Devina è protagonista della scena finale degna di uno showdown da epic movie. Lei ha preso il posto dell'Omega, ha messo da parte la speranza di trovare l'amore e, quindi, decide di sposare Cladwell. Con un vestito da sposa di Pnina Tornai, in cima ad un grattacielo, fissa la città ma dalla parte opposta in cima ad un altro grattacielo, Lassiter la studia. I due si guardano, lui apre le ali, le manda un bacio e poi le fa il dito medio. E RAGA le scintille, i fuochi d'artificio, io prevedo una guerra di un altro livello con questi due che rappresentano il bene e il male. ADORO.
Sono eccitata come una scolaretta, questo romanzo ha dato un'iniezione di vita alla serie, ha improvvisamente chiuso un capitolo iniziato nel 2005. Quindici anni di romanzi, quindici anni con la BDB e ora inizia una nuova era.
Lo so, ho vomitato tutti gli spoiler possibili per questo romanzo (non proprio tutti, ma di sicuro i più importanti), ma non ho potuto farne a meno. Sto ancora cavalcando l'onda adrenalinica e sono così contenta che la Ward non si sia risparmiata. Ha completato questo primo ciclo con decisione senza darci il tempo di dire aspetta un secondo, frena. The Sinner ha una velocità tutta sua e, sì, sicuramente poteva dare ancora tanto e forse qualcosa di più per Syn e Jo ma a me sta bene così. Questo non è il miglior romanzo della BDB ma è esattamente quello di cui la serie aveva bisogno in questo momento e adoro come la Ward non dia mai nemmeno un indizio di quello che verrà. Non so nemmeno quale sarà il prossimo romanzo ma non sto nella pelle, mi è tornata la smania da BDB e ne sono felice.