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14 luglio 2023

Mariana Zapata
Ci mancavi solo tu

Titolo originale When Gracie met the grump

Trama
Newton & Compton
ebook | € 5,99
Sono tante le cose che possono finire per caso in un giardino. Un pallone, un uccellino caduto dal nido, un aquilone. In quello di Gracie Castro, però, è piombato qualcosa di molto originale, o meglio, qualcuno: l’uomo più sexy che abbia mai visto, seminudo e gravemente ferito. Ma la serie di assurdità non finisce qui: lo sconosciuto è il Difensore, uno dei tre individui noti in tutto il mondo per essere impegnati in un’eterna lotta contro il male e le ingiustizie. In pratica dei supereroi che però... esistono davvero. Chi non desidererebbe incontrarli almeno una volta nella vita? Figuriamoci trovarsene uno in casa! Per Gracie, invece, è solo una grandissima rottura: è una tipa decisamente solitaria, e di certo non era in cerca di compagnia. Come se non bastasse, il suo ospite inatteso è scontroso e maleducato, tutto il contrario di ciò che ci si aspetta da un supereroe. Invece di metterlo alla porta, però, Gracie decide di dargli una mano a rimettersi in sesto, ma solo per il bene dell’umanità, sia chiaro! Ancora non sa che quella decisione potrebbe cambiare per sempre il destino di entrambi...


Commento
Parto mettendo le mani avanti.
A me i supereroi non piacciono. Lo so, vado contro corrente, non mi sono mai interessati e tutt'ora mi lasciano completamente indifferente.
Quando ho ricevuto l'ebook di Ci mancavi solo tu ho pensato molto poco alla trama, perché per me il nome in copertina è quasi una garanzia. Appena mi sono resa conto di cosa stavo per leggere mi sono dovuta forzare per iniziare il romanzo e non dropparlo per partito preso.
Poi mi sono detta che la Zapata è molto brava a scrivere e di solito lo slow burn mi intrattiene moltissimo, quindi mi sono buttata.
Di tutto questo popo' di storia (non so quante pagine sono ma scommetto che sono tante) io salvo 2 cose: la protagonista femminile e lo stile dell'autrice. Mi rendo conto che sto bocciando il super-eroe della storia ma non posso farci niente, non mi ha colpita e non sono riuscita a farmi prendere nemmeno per un attimo.
La storia è strana quanto troppo piena: Gracie Castro vive in fuga da quando ha memoria, identità false, niente tracce, niente amici, sempre in movimento, ma la ragione è oscura perché i suoi nonni non le hanno mai spiegato perché e da chi fuggivano. Rimasta sola dopo la morte dei nonni, Gracie è tentata di non assecondare la sua tensione alla fuga così un bel giorno si ritrova in giardino un uomo nudo caduto dal cielo. Dopo lo shock iniziale, Gracie si rende conto che è il Difensore, il più misterioso tra i supereroi, tanto sfuggente che nessuno lo ha mai visto in faccia. Ferito, nudo, incapace di muoversi senza aiuto e chiaramente in pericolo, il Difensore viene trascinato in casa da Gracie dove passa settimane a dormire, grugnire incattivito e guarire.
Fin qui tutto bene, accetto ciecamente l'ambientazione e la storia mi diverte abbastanza, anche se la ripetitività un po' mi stanca.
Poi inizia la parte assurda. Il passato di Gracie bussa (o scarica i fucili) alla sua porta e lei e il Difensore vengono rapiti dal cartello. Quindi scopriamo che Gracie era in fugo dal cartello, scopriamo che i genitori di lei avevano rubato soldi al cartello che li rivuole e pensa che lei sappia dove sono.
Passano giorni e giorni di prigionia e torture per la povera Gracie che è costretta a subire la personalità orrenda del supereroe. Poi c'è un altro cambio di setting, perché i due scappano e passano - ancora - giornate in viaggio, ed è questo il momento in cui la Zapata decide di sbloccare la capacità di parola per il Difensore, ed è anche il momento in cui i due si avvicinano e comincia a carburare la storia d'amore.
Poi c'è un altro cambio di setting, perché finalmente arrivano nella magione del Difensore dove Gracie conosce la sua famiglia e scopre anche che il loro incontro non era poi un caso. Forse questa ultima parte è quella più interessante perché viene fuori un po' il lato extra romantico della trama e i due finalmente parlano e ci sono dei tira e molla vagamente angsty.
In generale la sensazione che ho avuto, al di là del poco entusiasmo per il tema, è che la storia era veramente troppo lunga e dispersiva, per quanto lo slow burn mi piaccia qui l'arco temporale è infinito e mi sono trovata spesso a sperare di arrivare alla fine il più presto possibile.
Il voto è tiepido perché troppe volte mi sono annoiata e in generale ho trovato il personaggio maschile un po' banale e piatto. Per il resto invece lo stile è sempre quello della Zapata, Gracie è abbastanza divertente e realista, forse un attimo piangina ma non mi ha pesato.
Non lo consiglierei come lettura estiva, ecco, ma per il resto non lo boccio.

19 settembre 2022

Mariana Zapata
Ogni strada porta a te

Titolo originale All Rhodes Lead Here

Trama
Newton & Compton
ebook | € 5,99
Quando il destino ti mette davanti a un bivio la cosa migliore da fare è ascoltare il tuo cuore 
Aurora De La Torre ha trascorso anni difficili, ma non ha intenzione di stare ferma a commiserarsi. E così è tornata nella piccola città in cui ha trascorso l’infanzia. I ricordi sono dolorosi, ma è sicura che ci siano altrettanti momenti felici ad attenderla. E non è il tipo che si lascia scoraggiare dagli ostacoli. Il suo arrivo, però, non è dei più semplici: ha affittato un piccolo appartamento sopra il garage di una villetta, ma una volta lì scopre che l’annuncio è stato messo online dal figlio adolescente del proprietario, all’oscuro di tutto. Prima che Tobias Rhodes possa provare a cacciarla, Aurora si mette in testa di convincerlo a farla rimanere. E chissà che il suo buonumore non riesca a conquistare il burbero padrone di casa…Il lieto fine potrebbe nascondersi in un piccolo appartamento in affitto…


Commento
Era da una vita che non leggevo un romance puro, uno di quei contemporanei dove la storia è tutta incentrata sulla coppia di adulti. Onestamente non è che questo genere mi mancasse, ho preso in mano questo titolo solamente perché l'autrice è la Zapata e di solito i suoi romanzi mi piacciono. In più, non avevo voglia di leggere nulla di troppo lungo o impegnativo prima della partenza per le vacanze, così ho tirato fuori dal Kindle questa novità abbastanza recente.
Lo so, il voto non è alto, eppure la sufficienza è più che piena e più che meritata e, considerando quanto poco sono stata attratta dal genere e dal rifiuto dei suoi cliché che mi ha afflitta negli ultimi anni, per me questo è un super successo.
La Zapata, per chi non lo sapesse, scrive romance slow burn, cioè storie che ci mettono un sacco di tempo a ingranare e ancora più tempo ad essere consumate. Ci vuole pazienza, quindi, ci vuole anche l'aggiunta del gusto personale, altrimenti ci si annoia subito a morte.
La storia qui è molto semplice e non si discosta mai dai confini che si è imposta. La protagonista è Aurora, una donna che ha deciso di tornare a vivere momentaneamente nella città natale per uscire da uno schema negativo nel quale ha vissuto per quasi tutta la vita. La sua lunga relazione con un cantante country è finita molto male, quasi in modo traumatico, e Aurora si trova a dover ripensare la sua vita in modo imprevisto, così per fare una tappa di recupero si ferma nella cittadina persa tra le montagne dove aveva vissuto con la madre. Per Aurora è un ritorno alle origini, un ripercorrere i passi felici della sua infanzia e onorare il ricordo della madre scomparsa durante un'escursione.
Come programma provvisorio sembra funzionare, così Aurora affitta un Air BnB e, invece, si ritrova in mezzo ad un litigio familiare tra l'adolescente che le ha affittato l'appartamento e il padre guardia forestale che non lo sapeva e che vuole Aurora fuori dalla sua proprietà.
Per fortuna l'uomo, che alla fine è un ufficiale pubblico, concede ad Aurora di rimanere, a patto che non si faccia vedere o sentire e che non interagisca con loro in nessun modo.
L'uomo, Rhodes, è il classico personaggio silenzioso e imponente, duro e spigoloso, difficile da conquistare ma molto legato alla sua famiglia. Aurora, che di famiglia non ne ha, è una persona gentile che si prende spesso in giro nonostante il suo bell'aspetto. I due un po' si scornano ma mai in modo crudele, è impossibile non voler bene ad Aurora, è sempre disponibile, sempre gentile, sempre presente, e poco alla volta conquista la fiducia e l'amicizia del ragazzino e poi anche di Rhodes.
Lo slow burn qui è assolutamente necessario perché non si racconta solo la storia d'amore, ma anche la storia di Aurora e di come si reinserisce nella comunità dove ha deciso di tornare a vivere, di come riallaccia vecchie amicizie, di come pianifica le sue giornate e la sua vita con l'intenzione di costruirsi un futuro.
Lo sviluppo della storia è molto naturale e la scelta di ambientarlo in un luogo montuoso con diverse occasioni di scene di pericolo o di interazione tra i personaggi è stata vincente. Secondo me il romanzo funziona nel suo insieme, è rilassato, è positivo, ha un bel messaggio di gentilezza e speranza, tuttavia credo manchi qualcosa che lo renda superiore, che coinvolga ad un livello più alto. Forse ho trovato la storia d'amore un po' scontata, senza un vero momento di rottura, con ostacoli troppo banali per poter dare la scossa dell'angst.
Detto questo, la lettura è stata decisamente piacevole e un ottimo stacco tra letture di generi diversi. Ovviamente la Zapata entra sempre nella mia tbr, che poi la legga subito è un altro discorso e forse uno che prima o poi dovrò affrontare. Per ora mi limito ad avere sempre una piccolissima scorta di questo genere perché non si sa mai quando la nostalgia potrà colpire.

19 luglio 2021

Mariana Zapata
Luna e le bugie

Titolo originale Luna and the Lie

Trama
Newton & Compton
ebook | € 5,99
Luna è una ragazza felice. Ha tre sorelle che ama e di cui si prende cura, alcuni buoni amici, e una cocciuta predisposizione al buonumore. La sua vita non è sempre stata perfetta, ma le piace guardare ai successi piccoli e grandi che l’hanno portata dove si trova adesso. Una delle cose che ama di più in assoluto è il suo lavoro in un’autofficina. Adora i ragazzi, il proprietario è come un padre per lei… e poi c’è l’altro capo. Ripley. Luna ha una cotta per Rip da quando era poco più di una ragazzina. È un po’ scontroso, non è molto loquace e se ne sta per conto suo. Ma si fida di Luna e lei conosce alcuni lati nascosti del suo carattere. Segreti che hanno avuto il potere di condizionare la vita di entrambi. Il destino non ha mai permesso che si avvicinassero troppo. Ma forse per Luna è arrivato il momento di fare i conti con i segreti che custodisce. Anche se significa rischiare di perdere una delle cose che ama di più...
Quando qualcosa sembra più un incubo terribile che la realtà, alcune cose ti restano impresse nella memoria per sempre, altre le vivi per poi dimenticarle.
Commento
Era un momento di crisi, avevo in ballo una lettura che mi stava annoiando a morte e che faticavo a decidermi di droppare. Poi è uscita la Zapata. Ho droppato (sorry, but not sorry), ho scaricato e ho letto.
Anche se ora tendo a leggere meno romance duri e puri non significa che ogni tanto non ne senta il bisogno; quello che ho notato, però, è che ora come ora tra i contemporanei cerco qualcosa di preciso e che la solita love story mi annoia (non ne leggo uno da anni). La Zapata, siccome scrive solo slow burn romance, è un'autrice che in quando a stile e scelte narrative mi piace sempre, a livello di trama magari no ma è un altro discorso.
Luna e le bugie è uno slow burn puro con un twist un po' edgy perché tira in ballo elementi che di solito fanno parte della categoria dark. Attenzione, qua di dark non c'è nulla, solo un richiamo che rimane sullo sfondo e che serve puramente a definire un personaggio e ai fini della trama dare un senso a determinate situazioni.
Luna è una giovane che ha avuto un'infanzia difficile, trascurata e maltrattata da una famiglia in cui droga e alcool la facevano da padrone, costretta a fare la fame, a rubare e a prendersi cura delle sorelle minori fino a che, a diciassette anni, decide di andarsene e provare a vivere una vita migliore. Luna incontra Mr.Cooper, gestore di una officina meccanica, che l'accoglie e le permette di avere un lavoro e di recuperare le sorelline.
Dopo tanti anni Luna ha messo in riga la sua vita: ha un lavoro che ama, ha un gruppo di sostegno di amici e colleghi, le sue sorelle sono sistemate tra università e lavoro, in sostanza non le manca proprio niente. Al lavoro, però, da un po' è arrivato un elemento di disturbo che ha scombussolato una routine consolidata a colpi di musi lunghi, freddezza e carattere tremendo. Questo elemento è il socio di Mr.Cooper, Lucas Ripley, sbucato dal nulla e dal nulla diventato il capo del team dell'officina soprattutto a livello operativo. Se da una parte Mr.Cooper rimane il punto fermo per l'aspetto umano, Ripley è il fattore di disturbo che porta la novità assoluta per Luna: è attratta dal burbero capo.
La Zapata è furba, ci presenta Ripley come un omaccione dai lineamenti rudi ma attraenti, un corpo muscoloso e massiccio e la tendenza a coprirsi stile suora per nascondere i tatuaggi. L'aria misteriosa e pericolosa di Ripley si corona grazie ai modi secchi, a tratti scortesi, alla sua freddezza nel trattare con i dipendenti e alla sua rigida richiesta di standard elevatissimi. Luna è consapevole non solo del fatto che Ripley ha - sostanzialmente - un carattere di cacca, ma soprattutto del fatto che rimane il suo capo e le fantasie romantiche non possono avere una vita lunga e felice.
Considerando la quantità di spazio dedicato alla parte iniziale di una love story e a tutte le scene di litigi/contrasti/incomprensioni abbiamo una crescita costante della pressione - cosa nota nel genere slowburn - al punto che, una volta che le cose si fanno interessanti, ti sembra di aver passato settimane a conoscere questi due personaggi.
L'alone di mistero di Ripley e la sua fisicità sono la carta vincente del personaggio, ok che i continui riferimenti alla dimensione del collo o delle cosce alla lunga erano noiosi ma sono serviti a marchiare a fuoco la sua immagine nella nostra mente, così appena si apre lo spiraglio sul suo passato e sul perché si comporta in un certo modo diventa tutto più chiaro. Mi aspettavo, a questo punto, un risvolto più dark e un aumento dei pericoli verso la fine - ad esempio il classico punto di rottura - invece la Zapata non si serve al buffet e decide di stare a dieta. Questo vago riferimento al passato di Ripley non è necessariamente un male (se cerchi quel genere sai a chi rivolgerti) perché fornisce un extra senza appesantire ulteriormente la trama che, ricordiamolo, non è sviluppata in poche decine di pagine ma in oltre 500 pagine, e rende ancora più intrigante un personaggio che parte già avvantaggiato - ai miei occhi.
Luna è una protagonista che non ha urtato i miei nervi e non si è resa antipatica a livelli nucleari: è coerente con il suo passato e con il suo presente e non esce dai binari solo perché ha le caldane per il capo gnocco. Ho apprezzato di lei che il suo lavoro non convenzionale di verniciatrice in officina non l'abbia confinata nella categoria delle eroine finte cazzute che fanno le maestrine acide e pensano di essere sole contro il mondo. Luna è particolare, ma è anche dolcina e sofficina e ha un modo molto apprezzabile di non cincischiare di fronte ai confronti. Di sicuro Luna ha funzionato perché caratterialmente è l'opposto di Ripley e i bisticci dei due erano sempre troppo succosi per puzzare di già letto. Il finale della love story è da manuale, non ci sono scossoni e ci si arriva con i tempi giusti. A me questo romanzo è piaciuto molto, mi ha ridato grinta dopo che mi ero rallentata al punto di non voler leggere niente per paura di annoiarmi. Rispetto all'ultimo romanzo della Zapata Luna e le bugie è decisamente più gradevole, però tra i suoi non è il mio preferito, sento che manca qualcosa anche se non riesco a capire cosa, ma il voto è senza dubbio alto.
Ora mi rifugio nei meandri del Kindle per sfoltire il catalogo infinito, non ho fiducia di trovare un'altra lettura altrettanto gustosa, ma le speranze sono sempre le ultime a morire.

16 marzo 2020

Mariana Zapata
Questa nostra stupida storia d'amore

Titolo originale The Best Thing

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Lenny ha chiuso con il passato. E soprattutto ha chiuso con Jonah Collins. C’è stato un tempo in cui credeva che fossero fatti per stare insieme. Ma poi lui è sparito. Non è servito a niente tentare di contattarlo con messaggi, e-mail o telefonate. Jonah non si è fatto vivo quando aveva bisogno di lui e adesso Lenny ha smesso di preoccuparsene. O di pensare ai suoi splendidi occhi... Ora è concentrata sulle cose che contano davvero. Come la palestra di suo nonno, che deve essere rimessa in sesto. L’ultima cosa al mondo di cui ha bisogno è che Jonah irrompa di nuovo nella sua vita come un uragano, sconvolgendo di nuovo ogni cosa. È finita tra loro e non c’è nulla che lui possa fare per convincerla del contrario. Pensava di essere stata molto chiara in proposito. E se invece lui non avesse ricevuto il messaggio?
Non perdi niente se non sei tu a gettarlo via.
Commento
Inizio con il dire che sono una fan dello slow burn e che mi piace lo stile della Zapata, non ho problemi di nessun tipo se una storia la tira per le lunghe ed è un mattonazzo, purché ci sia una sorta di movimento - pure piccolo - e che la storia non stagni continuamente nello stesso schema. A me piace soffrire, piace che la storia d'amore non si risolva in 3 2 1 e che i due piccioncini stiano a pizzicarsi per interi capitoli. MA, perché c'è un ma, tutto questo decade alla luce di un fatto increscioso: ho odiato la protagonista di questo romanzo. L'ho detestata per un unico motivo, che ha oscurato tutti gli altri (perché ce sono più di uno): è volgare da fare schifo. La quantità di parolacce che le escono di bocca sono a dir poco inutili, capisco usare dei toni forti in alcuni momenti 'difficili', ma poi si dovrebbe diminuire l'uso di termini orrendi. Vi faccio un esempio:
Non serve cagare prugne per questa faccia di merda
Che utilità potrà mai esserci, al fine di delineare la personalità di un personaggio, farle dire certe schifezze? E sì che io non ho la bocca di rosa, ne dico pure di parolacce, ma ho un limite sia di produzione che di tolleranza, a maggior ragione se sto leggendo un romance e la protagonista femminile scarica parolacce con una frequenza allarmante.
Lenny è volgare, e la cosa mi disturba, me la rende odiosa. E' più forte di me, mi fa ribrezzo. Ho tollerato il continuo vomitare parolacce solo perché a voler sforzarsi erano contestualizzate ad uno stato d'animo di profonda rabbia e frustrazione, e perché la Zapata le ha ripulito la bocca una volta chiuso il momento di antagonismo violento. Non nascono che ad un certo punto, all'inizio del romanzo, ho pensato di dropparlo e farla finita. Mi sono trattenuta solamente perché ero curiosa di vedere cosa sarebbe successo e perché ero talmente annoiata dal deserto causa Coronavirus che, o leggevo, o fissavo il vuoto.
Detto questo passo al resto, anche se purtroppo non c'è molto da dire. Il voto è chiaro segno di quanto la storia sia vuota, piatta, senza veri picchi emozionanti e senza vere scene di angst. La storia più o meno è questa: Lenny è una judoka, sportiva, molto attiva, cresciuta dal nonno altrettanto sportivo, diventa una giovane donna molto indipendente e viaggia molto. Mentre è in Francia incontra questo ragazzone timido e bellissimo, attacca bottone e i due diventano intimi. Poi lui, rugbista, si infortuna e sparisce nel vuoto cosmico. Lenny torna a casa ad Houstin, e scopre di essere incinta, comincia a tentare di contattare Jonah con telefonate, mail, stalkerando i parenti ma niente. Sparito, puff. Quando nasce la creatura Lenny smette di cercarlo e dopo 17 mesi dal loro ultimo incontro Jonah si ripresenta alla palestra di Lenny deciso a riconquistarla e completamente all'oscuro dell'esistenza della creatura.
Ora, questa cosa della gravidanza l'ho detta perché è un finto colpo di scena. Anche se la Zapata nicchia e fa strani riferimenti non espliciti lo si capisce subito, non c'è una vera sorpresa. Ci sta, che ci sia la pupattola per me è solo un elemento salva storia che rende il ritorno di Jonah più interessante.
Ecco, Jonah, il rugbista neozelandese mezzo maori bello come il fuoco e gigante, una specie di marziano perché è pure buono come il pane. Jonah è piattoooooooooooo, noiosoooooooooo, dolcino e tutto quello che volete ma dopo un po' la vuoi tirare fuori un po' di personalità? Zero, così come arriva, così rimane, e andrebbe anche bene se ci fosse un po' di movimento nella storia.
Tutto ruota attorno alla quotidianità ridotta di una persona che ha una bambina piccola: lavoro, asilo, casa, letto, e Jonah si infila in questa routine con - ovviamente - l'obiettivo di conoscere la figlia e di ritornare nelle grazie di Lenny. Il problema è che tutta questa quotidianità va bene, ma se poi la ripeti per centinaia di pagine (il cartaceo conta 414 pagine) uno alla fine si stufa un pochetto. Per lo meno io ho trovato che ci fosse una quantità di superfluo mostruosa, mentre la parte succosa - passatemi il termine - rimane confinata in una microscopia porzione del romanzo. Insomma, se mi fai aspettare così tanto, mi vuoi almeno dare qualcosa in cambio?
L'epilogo è un altro elemento che avrei volentieri rivisto o almeno ridotto: dopo tutta questa presenza del nonno mi sta anche bene che vuoi chiudere con il drammone, ma c'era bisogno di schiacciare l'acceleratore per spingere alla lacrima facile? Che poi a me non abbia fatto né caldo né freddo è un altro discorso, ma personalmente avrei visto tutta questa voglia di dramma spalmata nella totalità del romanzo, giusto per dare un briciolo di vita.
Ecco, mi sembra chiaro che questo romanzo non mi sia piauto. Non trovo che sia orrendo, scritto male o chissà che altro, penso solo che - protagonista volgare a parte - non sia allo stesso livello degli altri romanzi della Zapata perché almeno lì i personaggi avevano vita, i dialoghi era frizzanti, interessanti, la trama stessa era particolare, mentre questo è tristemente sottotono. Poi, come sempre, ad ognuno il suo, io mi prendo il diritto di bocciarlo su tutta la linea.

20 maggio 2019

Mariana Zapata
Non so perché ti amo

Titolo originale From Lukov with Love

Trama
Newton & Compton
ebook | € 2,99
Jasmine Santos ha trascorso quasi tutta la sua vita sul ghiaccio: è una campionessa di pattinaggio in coppia. Ma ora che il suo partner l’ha scaricata, non ha molte opzioni: per quanto sia talentuosa, il suo caratteraccio è un vero ostacolo a trovare qualcuno disposto a fare coppia con lei. Forse è arrivato il momento di dire addio ai pattini?
Quando il campione del mondo in carica, Ivan Lukov, le chiede di diventare la sua nuova partner, Jasmine sa che potrebbe essere un’occasione unica e irripetibile. Il problema è che lei e Ivan non si sopportano e non fanno che litigare da quando sono adolescenti. Se vogliono che la coppia funzioni, devono provare ad andare d’accordo…o almeno a cercare di non uccidersi durante gli allenamenti. Perché il pattinaggio è una questione di fiducia ed è impensabile vincere una gara senza fidarsi l’una dell’altro. Se Jasmine vuole davvero tornare in pista, dovrà rimettere tutto in discussione. Persino il suo odio per Ivan.
Striscioni. Striscioni attaccati alle travi. Striscioni che inneggiavano a un unico, stramaledetto nome. IVAN LUKOV. IVAN LUKOV. IVAN LUKOV. E ancora IVAN LUKOV. Accanto al suo nome ne comparivano altri, quelli delle poverette che nel corso degli anni erano state sue partner, ma quello di Ivan spiccava su tutti. Non perché avesse lo stesso cognome di una delle persone che amavo di più al mondo, ma perché mi faceva pensare a Satana. Ero sicura che i suoi genitori l'avessero adottato all'inferno.

Commento
Non dico di essere uscita dal buco nero della disperazione, ma quasi.
Dal momento che le mie letture sono drasticamente calate, le mie richieste agli editori - da Gennaio - si possono contare sulle dite di una mano e, anche così, avanzano degli spazi.
Una delle poche autrici che aspettavo, oltre alla Douglas, era proprio la Zapata. Conosciuta l'anno scorso al RARE dopo aver letto L'infinito tra me e te, ho deciso che sarei diventata sua fan e fan dello slow burn. Grazie a lei ho capito che questo genere di romance è quello di cui ho bisogno, quello che non mi stanca e che rileggerei volentieri perché - per prima cosa - nutre il mostro affamato di angst che è in me e - secondo - perché nei romance tutto quello che succede prima che la coppia si formi è la vera parte interessante.
Quindi, appena è uscito Non so perché ti amo ho messo il Kindle sotto carica e ho messo da parte il tablet dei drama, convinta che fosse arrivato il momento di tornare alle origini.
Mariana Zapata ci è riuscita, mi ha scollata dai drama e mi ha riattaccata alla lettura tipo carta moschicida. Solo per questo, la amo. Ma la amo ancora di più perché questo romanzo parla di pattinaggio sul ghiaccio e sfido ogni donna/ragazza/adolescente/bambina a non illuminarsi al pensiero.
Quindi, ricapitolando: slow burn romance, pattinaggio sul ghiaccio, protagonista maschile russo. Goduria atomica. Purtroppo, però, il mio voto non raggiunge il 4 per un motivo ben preciso del quale parlerò più avanti perché devo andare in ordine.
La protagonista è Jasmine, 26 anni, atleta di pattinaggio artistico che da qualche anno ha perso smalto. Da quando ha deciso di passare dal pattinaggio singolo a quello di coppia, scegliendo un partner che l'ha scaricata senza mezze misure, Jasmine è diventata particolarmente sfortunata. Non vinceva da sola, non ha vinto in coppia e ora non può più gareggiare perché nessuno vuole fare coppia con lei. Motivo? Jasmine ha un carattere di merda. Simple as that. E' dura oltre ogni misura con se stessa, vive malissimo la sua situazione e rimugina continuamente sulle medaglie che non ha vinto e sugli errori che ha fatto. La sua dedizione al pattinaggio sconfina nell'ossessione e il ciclo infinito di negatività l'ha resa ancora più difficile da gestire. Se era brusca e antipatica prima, adesso è una specie di mostro senza amici, senza partner, senza prospettive.
Nella sua bolla nera, però, Jasmine ha una valvola di sfogo che sfrutta da sempre con grande trasporto: Ivan Lukov. Completamente opposto a lei, Ivan è un campione, le sue vittorie sono importanti e costanti, non sbaglia praticamente mai, è amato da tutti, è un mito per tutti tranne che per lei. Il loro rapporto è iniziato male a causa di una brusca osservazione di Jasmine ed è continuato su quel tono per anni, con un'escalation di acidità tale da averli trasformati in acerrimi nemici. Jasmine detesta Lukov, Lukov detesta Jasmine. Un bel giorno, però, Ivan è costretto a chiederle di diventare sua partner e Jasmine, che è una testona stronza ma è comunque super concentrata sul pattinaggio, capisce che è la sua unica occasione per vincere qualcosa. Se nemmeno con il dio del pattinaggio riesce ad avere una medaglia, tanto vale ritirarsi, e sopportare Ivan per un anno è un prezzo che è disposta a pagare.
Per mesi i due si allenano come dei matti e si pizzicano di continuo, anche se i loro litigi spesso sono infantili e inutili, non riescono a trattenersi. Tra i due, però, è subito evidente che Ivan segue e risponde Jasmine ma che sotto sotto è tutto tranne che cattivo, e che è lei ad essere un'attaccabrighe anche quando potrebbe comportarsi diversamente. Poco alla volta Ivan ammorbidisce i toni e comincia a prendersi cura di lei e lo sappiamo, si capisce, che lui non la detesta e che gli dispiace avere un rapporto così difficile. Se tecnicamente sono due campioni e non hanno problemi, dal punto di vista personale c'è molto su cui lavorare.
Qui devo inserire il grosso difetto che mi ha impedito di dare un voto alto: Jasmine.
All'inizio il suo carattere e il suo modo di fare non mi hanno dato fastidio, la capivo, ma andando avanti con la lettura e man mano che la storia si evolveva questo suo continuo pizzicare, rispondere, usare male parole anche e soprattutto quando non servivano mi ha dato ai nervi. Jasmine è una stronza, e non vale dire che sta passando un brutto periodo o che è onesta e dice sempre la verità, perché c'è modo e modo e il suo è negativo. Quindi, se all'inizio la sua personalità si sposava bene con la trama, una volta che Ivan cambia registro e la loro relazione subisce delle modifiche, le sue reazioni non hanno più ragione di essere e perciò passa in fretta dall'essere compatita all'essere odiata. Per me, almeno. Mi è dispiaciuto molto finire il romanzo senza provare empatia per lei, senza riuscire a superare il grosso delle sue cattiverie, anche se in certe scene la sua brutalità serve e regala tante soddisfazioni, la maggior parte delle volte mi è sembrato solo un muro di irragionevolezza.
Se poi devo essere ancora più onesta, mi è sembrato che un personaggio come Lukov con lei fosse sprecato. Ivan è una perla, è veloce a rispondere, ripaga con la stessa cattiveria, ma è un adulto che sa quando è il caso di farla finita con i bisticci da bambini e usare il buon senso, ma soprattutto non ha nessun problema ad essere esplicito con i suoi sentimenti. Il confronto è tra un adulto e una ragazzina isterica, e l'accoppiata non è proprio il massimo.
Appurato che Jasmine è la causa del voto basso e che Ivan è un sogno, confermo ancora una volta che la Zapata è fortissima su tutto ciò che c'è prima della coppia e un po' meno con la coppia formata.
Mi spiego. Facendo finta che metà delle battute di Jasmine non mi hanno dato fastidio, e prendendo in considerazione solo la tensione tra i due, circa l'80% dell'ebook è idilliaco. I tira e molla, i bisticci, l'antagonismo spietato, uniti alla lenta narrazione e alla lenta costruzione degli eventi sono stati estremamente soddisfacenti. La goduria assoluta della palpabilità dei sentimenti, del loro mutare e dell'arrivo all'orizzonte del sentimento d'amore sono ciò che rende forte il romanzo e la Zapata: non c'è instalove, non c'è un cambio repentino e incomprensibile dei personaggi, non c'è da zero a cento. Il lettore si accorge del mutare dei sentimenti, lo capisce, lo vede arrivare e lo accetta. La soddisfazione dei piccoli gesti è più forte di mille scene di sesso, e qui di sesso c'è una scena sola al 92% del libro.
Una volta che la coppia si forma, però, in un certo senso il divertimento finisce perché non c'è più quella tensione che tiene in vita il grosso della storia e i due, insieme, sono un po' troppo piccioncini.
Cambia anche il ritmo degli eventi: se ci si mette il 90% del romanzo perché i due si dichiarino, il resto è dedicato al lieto fine e alla chiusura della storia, epilogo incluso, e l'impressione generale è di finire in fretta perché tanto ormai la parte bella è andata. Vero, la parte bella è andata e il finale è tutto sommato una formalità, però forse avrei preferito saltare l'epilogo e avere qualcosa di più sulle competizioni.
In ogni caso, difetti a parte, ho letto questo romanzo a tempi di record e non mi ha annoiata nemmeno per un secondo. Avrei cambiato alcune cose, sì, ma sono andata avanti come un panzer perché mi stavo godendo troppo la lettura e non ho più voglia di rimuginare troppo sulle cose: è solo un romanzo, va bene così anche se non mi ha fulminata. E' bello uguale, si legge benissimo e la storia è un amore. E la Zapata ha preso possesso di un posto d'onore nella mia lista di autrici romance.

18 giugno 2018

Mariana Zapata
L'infinito tra me e te

Titolo originale The Wall of Winnipeg and Me

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Vanessa Mazur sa che sta facendo la cosa giusta. Non ha alcuna intenzione di sentirsi in colpa per aver mollato. Il lavoro di assistente tuttofare di Aidan Graves è sempre stato un impiego temporaneo. Lei ha altri piani per il futuro, ha delle ambizioni, e di certo non comprendono il ruolo di fatina personale di una star del football. E allora perché quando Aidan si presenta alla sua porta, pregandola di ripensarci, Vanessa esita? Per due anni, l’uomo che le televisioni chiamano “il muro di Winnipeg” è stato il suo incubo: neanche un buongiorno al mattino, o un sorriso il giorno del suo compleanno. Era talmente concentrato sullo sport che sembrava non accorgersi nemmeno di chi o cosa lo circondasse. Cos’è cambiato, allora? Quello che Aidan chiede, per Vanessa è semplicemente incomprensibile. Dopo il modo in cui è stata trattata, lei desidera solo dedicarsi alla sua vera passione, il design, e lasciarsi alle spalle l’indifferenza. La perseveranza di Aidan sarà in grado di farle cambiare idea? In questo genere di partite, segnare un punto richiede pazienza, gioco di squadra e una buona dose di determinazione.


Commento
Se penso che all'inizio non lo volevo leggere mi prende uno svenimento.
Mi sono detta un altro romance, non ho voglia perché evidentemente ero in un trip di zitellaggine acuta. Poi, non so perché, mi è venuto uno sghiribizzo e l'ho desiderato. Senza conoscere la trama o l'autrice, lo volevo leggere.
Appena ho iniziato L'infinito tra me e te ho capito subito che avrei avuto una privatissima storia d'amore con Vanessa. Io e lei siamo anime affini, facciamo il dito medio al nostro capo di nascosto, sogniamo di fargli del male fisico, mentre sorridiamo e facciamo quello che ci viene chiesto urliamo nel silenzio della nostra testa e immaginiamo le scene più cruente. Io e lei siamo gemelle, con un'unica - microscopica - differenza: il suo capo è uno gnocco stratosferico mentre il mio è un rompicoglioni narcisista. Per la durata di tutta la prima parte del romanzo mi sono astratta dalla mia miserabile realtà e ho finto spudoratamente di essere Vanessa, perché per lo meno immedesimandomi in lei l'odio profondo per il proprio capo è diventato sopportabile.
Già solo per questo, il romanzo è entrato nel mio cuore, poi si sono aggiunte altre caratteristiche che mi hanno mandata in brodo di giuggiole.
Il romanzo ha come protagonista Vanessa, una giovane ragazza che sogna di lavorare in proprio come grafica. Prima di riuscire nel suo intento, però, deve mettere da parte un bel gruzzolo per stare tranquilla nel caso in cui il salto verso l'indipendenza diventi un tonfo doloroso. Per tirare su i soldi Vanessa accetta un lavoro impegnativo che richiede una tolleranza e una pazienza fuori dal comune: fare da assistente personale a Aidan Graves, famoso giocatore di football, conosciuto come il muro di Winnipeg per la sua incredibile stazza. Oltre al fisico muscoloso, all'altezza, alla prestanza fisica e ai lineamenti squisitamente virili, Aidan è un musone silenzioso che non socializza, non parla, non chiede per favore o dice grazie, non perché sia un cazzone arrogante ma perché semplicemente non è interessato a distogliere la sua attenzione dal football. Ogni singolo secondo da sveglio lo passa pensando, giocando e allenandosi per il football. E' tutta la sua vita e il resto non è necessario.
Dopo due anni in cui Vanessa ha soddisfatto ogni singolo capriccio di Aidan, dal cucinare pasti vegani ad ogni ora del giorno e della notte, al saltare Natale e compleanni per stargli dietro anche solo per porgergli un bicchiere d'acqua, la ragazza ha deciso che non ne può più.
Anche se lo avrebbe picchiato volentieri, Vanessa ha sempre rispettato Aiden sia come persona sia per la sua etica di lavoro e vedere che lui, al contrario, non la difende da un insulto bello e buono le fa capire quanto poco le importi di lei. In quel momento Vanessa molla tutto e, con un aplomb invidiabile e un'eleganza assurda, manda a fanculo Aidan, il suo manager, il football e la posizione di serva silenziosa.
Passano poche settimane di pace tra un lavoro e l'altro e all'improvviso Vanessa si ritrova Aidan davanti alla porta di casa che le chiede di tornare a lavorare per lui. Senza elaborare, senza ammettere i suoi errori e i suoi difetti - perché proprio non ci arriva - Aidan si aspetta che lei accetti perché è ovvio che la sua richiesta è sensata. O no? Vanessa non solo gli dice no, gli risponde proprio hell, no! arrangiati cucinati da solo, stirati da solo, trovati un'altra assistente. Ma Aidan, che è testardo peggio di un mulo, si ripresenta ogni volta per farle la stessa domanda finché ad un certo punto, esaurito dalla resistenza di Vanessa, scopre le sue carte e lei che sotto sotto un po' ci tiene ancora gli serve su un piatto d'argento la soluzione a tutti i suoi problemi.
Da questo punto in poi potrei scatenare la violenza dello spoiler, ma proverò con tutte le mie forze a non farlo perché è la parte divertente e romantica del romanzo e non mi sento di privare il mondo della sorpresa.
Quello che posso dire è che dal momento in cui Aidan compie l'enorme sforzo di capire Vanessa la situazione cambia drasticamente per entrambi. Quello che dava per scontato deve essere gentilmente chiesto, non vale più la regola del non parlare per giorni, del non rispondere ai saluti, dell'ignorare la sua presenza e farsi i fatti suoi. Appena si stabilisce un nuovo genere di relazione tra i due, cambia anche la visione sul comportamento di Aidan: se prima lo avremmo avvelenato tra una sbirciatina ai suoi muscoli e l'altra, ora prestiamo un'attenzione maniacale al suoi linguaggio del corpo e insieme a Vanessa impariamo che non c'è arroganza, o cattiveria, o egocentrismo, ma un carattere chiuso e solitario di una persona che ha un programma di vita da rispettare e che reagisce con fatica all'invasione di una persona vitale e indipendente come Vanessa.
Dall'accoltellamento all'esplosione delle ovaie il passo è breve. Aidan è di un adorabile da non credere, il suo essere impacciato e i tentativi di soddisfare le semplici richieste di Vanessa ce lo fanno vedere in una luce nuova: grande, grosso, gnocco e con una testa bellissima. Aidan ci mette il cuore, solo che non riesce a farcelo capire, fatica ad essere esplicito, non trova il linguaggio per comunicare con Vanessa e in tutto questo io ero lì con gli occhi a cuore e la bava alla bocca.
Il mio amore per Vanessa si è ridimensionato perché ho dovuto dividerlo con Aidan ma è rimasta pur sempre una protagonista divertente, ironica, per niente moscia e lagnosa, con una grinta di quelle che ti fanno venire voglia di fare cose. Insomma, due personaggi belli da leggere per un romance altrettanto bello.
La caratteristica che più mi è piaciuta è stata la quasi totale assenza di baci e sesso. Lo so, non strappatevi i capelli: la tensione sessuale è in crescendo per tutto il romanzo ed è talmente intensa, curata e attenta ai dettagli che quando si arriva al sodo vi si rovesceranno gli occhi e cadrete svenute sulla poltrona. Per questo mi è piaciuto, perché la Zapata ha saputo costruire e descrivere un'attrazione forte che non trova sfogo se non negli sguardi e nell'attenzione maniacale che i due personaggi hanno: lei che guarda il corpo di lui, lui che studia i movimenti di lei e perché ride con chi, insomma la magia del romanzo sta nei dettagli e qui ce ne sono talmente tanti da avermi lasciata soddisfatta come dopo un'abbuffata.
Dal non filarmelo di striscio ad adorarlo, L'infinito tra me e te è un romance veramente ben fatto, lungo ma mai noioso, ben strutturato, ricco, articolato ma allo stesso tempo divertente, ritmato, appassionante, e ha due protagonisti che avrei strapazzato di coccole. Magari una palpatina a Aidan mi sarebbe scappata, ma con uno così è già tanto non aver fatto pensieri impuri.
Bene, ora signori Newton & Compton portateci altra Mariana Zapata, ho fatto spazio nella mia lista di autrici fisse e ce la vedrei benissimo dentro.