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17 gennaio 2022

Kazuo Ishiguro
Klara e il Sole

Titolo originale Klara and the Sun

Trama
Einaudi | pag. 250 | € 19,50
Seduta in vetrina sotto i raggi gentili del Sole, Klara osserva il mondo di fuori e aspetta di essere acquistata e portata a casa. Promette di dedicare tutti i suoi straordinari talenti di androide B2 al piccolo amico che la sceglierà. Gli terrà compagnia, lo proteggerà dalla malattia e dalla tristezza, e affronterà per lui l'insidia più grande: imparare tutte le mille stanze del suo cuore umano. Dalla vetrina del suo negozio, Klara osserva trepidante il fuori e le meraviglie che contiene: il disegno del Sole sulle cose e l'alto Palazzo RPO dietro cui ogni sera lo vede sparire, i passanti tutti diversi, Mendicante e il suo cane, i bambini che la guardano dal vetro, con le loro allegrie e le loro tristezze. Ogni cosa la affascina, tutto la sorprende. La sua voce, così ingenua ed empatica, schiva e curiosa quanto quella di un animale da compagnia, appartiene in realtà a un robot umanoide di generazione B2 ad alimentazione solare: Klara è un modello piuttosto sofisticato di Amico Artificiale, in attesa, come la sua amica Rosa e il suo amico Rex, e tutti gli altri AA del negozio, del piccolo umano che la sceglierà. A sceglierla è la quattordicenne Josie. E fin dalla sua prima visita al negozio, nonostante l'ammonimento di Direttrice sulla volubilità dei bambini, Klara sente di appartenerle, e per sempre. Josie è una ragazzina vivace e sensibile, ma afflitta da un male oscuro che minaccia di compromettere le sue prospettive future. Per lei Klara è pronta ad affrontare la brusca autorevolezza di una madre cupa e indecifrabile, l'ostilità spiccia di Domestica Melania e gli scherzi cattivi dei compagni speciali che frequentano con Josie gli «incontri di interazione», e che mal sopportano i diversi. Quando la malattia di Josie colpisce più duramente, Klara sa che cosa fare: deve trovare colui da cui ogni nutrimento discende e intercedere per la sua protetta, anche a costo di qualche sacrificio; deve impegnarcisi anima e corpo, come se anima e corpo avesse.
Mr Capaldi pensava che dentro Josie non ci fosse niente di tanto speciale da non poter essere proseguito. Diceva alla Madre che aveva cercato dappertutto e non l'aveva mai trovato. Ma adesso credo che non cercasse nel posto giusto. C'era invece qualcosa di molto speciale, ma non era dentro Josie. Era dentro quelli che l'amavano.
Commento
In linea generale non sono una grande appassionata di AI e di romanzi o film a tema, ma avendo letto solo recensioni positive di Ishiguro e volendo ritentare di leggere qualcosa di suo dopo Non lasciarmi andare, ho prontamente approfittato della presenza di Klara e il Sole nella mia biblioteca.
L'ho finito due giorni fa e sono ancora un po' triste, ma la cosa stupefacente è che ci ho messo meno di un secondo a decidere il voto che gli avrei dato. 
Se dovessi usare un solo aggettivo per descrivere questo romanzo, il primo a venirmi in mente è dolce. La dolcezza esce a ondate dalla purezza e dalla totale assenza di filtri sociali di Klara, la voce narrante, che con un misto tra ingenuità e saggezza racconta la sua storia fino ad un progressivo frammentarsi dei suoi ricordi, per poi chiudersi alla fine della sua storia. Ovviamente dire che questo è un romanzo dolce è una semplificazione brutale della delicatezza che Ishiguro riesce a trasmettere con il suo stile che riconosco da Non lasciarmi andare e che, sono sincera, mi causa sempre una certa ansia perché temo l'arrivo di una bordata emotiva epica.
Klara e il Sole è una di quelle storie che ha un'ambientazione fumosa con elementi di fantascienza estremamente immersi nella trama del vissuto dei personaggi, al punto in cui tutto viene dato per conosciuto e assimilato ma che, ovviamente, il lettore è costretto a scoprire con tutta una serie di indizi e informazioni che emergono durante la lettura. Onestamente a me questo accorgimento è piaciuto perché l'autore usa una certa fantasia senza che questa prenda il sopravvento sulla storia, in questo caso se il romanzo si fosse limitato ad essere un trattato romanzato sulle AI probabilmente avrei mollato tutto. Invece qua la presenza delle AI ha una contestualizzazione lieve, è un elemento del vissuto consolidato, per cui attraverso le scene raccontate si capisce che ruolo hanno nella società, quale la loro importanza e quale l'utilizzo, ma soprattutto è una porta che si apre verso altri contenuti un po' più criptici ma che, alla fine, non necessitano di grandi spiegazioni affinché la trama sia capita.
Klara è la protagonista del romanzo ed è un esemplare di AI non di ultimissima generazione. Esposta nel suo negozio, con una rotazione gerarchica per essere messi in vetrina, Klara dimostra subito di avere una sensibilità e una capacità critica molto più sviluppate rispetto ai suoi simili, addirittura più dell'ultimo modello che è più richiesto del suo. Klara adora stare in vetrina perché così può guardare fuori, vedere le persone, gli oggetti ma più di ogni altra cosa è l'esposizione al sole a renderla felice. Gli esemplari di AI come Klara si alimentano con il sole che, per loro, assume un ruolo quasi benevolo, come se toccandoli con la sua luce li benedisse con la sua forza vitale. Ovviamente gli AI, per quanto siano geniali e speciali, non conoscono tutto e questo si capisce quando Klara comincia a interpretare la presenza o meno del sole come a movimenti di un'entità senziente.
Quando Klara viene scelta, finalmente, si ritrova ad essere l'amica di Josie, una bambina che fin da subito ha dimostrato di volere Klara e le due sviluppano subito un legame molto stretto. Con il passare del tempo Klara capisce che Josie è malata e che lei, al di là dell'amicizia, deve fornire anche un servizio di assistenza, stando attenta a quando sta male e a comunicarlo subito alla Madre.
La malattia di Josie è un'ombra che non verrà mai messa in luce ma che viene vagamente definita durante il romanzo come una conseguenza mortale di un processo di potenziamento a cui i bambini vengono sottoposti e che dovrebbe renderli più intelligenti, migliori sotto ogni punto di vista. Chi si sottopone al trattamento può uscirne potenziato, oppure non uscirne affatto, come il caso di Josie che per quasi tutta la durata del romanzo oscilla tra stati di malattia e salute cagionevole.
Il fulcro del romanzo, una volta stabilita una routine familiare, si sposta all'improvviso sul ruolo di Klara, sulle aspettative della Madre e sul fragile equilibrio della sua amicizia con Josie che, spesso, con i suoi sbalzi di umore diventa un mistero che Klara fatica a risolvere. C'è dietro tutto un ragionamento sui rapporti tra persone e sulle loro paure e cosa fanno in momenti di crisi con scene che a tratti hanno dell'inquitentate.
Al di là degli aspetti insoliti della trama, Ishiguro riesce a presentare contenuti strani in un modo lieve e delicato che non esaspera la drammaticità delle scene ma ne esalta la semplicità. Il romanzo mi è piaciuto molto perché, attraverso Klara, tutto viene filtrato con il filtro dell'essenzialità delle cose e delle persone, in modo che l'esubero si elimina e rimane solo ciò che è veramente importante. 
Non nego che il finale abbia un sapore dolce amaro, perché Klara è un personaggio così buono, gentile e interessante, e la sua parabola mette tristezza: dall'essere necessaria, ad essere dimenticata senza mai perdere di vista ciò che l'ha resa felice di esistere. Ho speso qualche lacrima sul finale, che fa male ma non distrugge come temevo all'inizio.
Ora credo di poter davvero far rientrare Ishiguro tra i miei autori a rotazione fissa, credo di aver capito il suo stile e di aver trovato il modo di entrarci in sintonia, quindi quando avrò voglia di dolce soffrire con lacrimuccia saprò a chi rivolgermi.

31 luglio 2017

Stephenie Meyer
The Host - L'Ospite

Serie The Host 1
Titolo originale The Host

Trama
Rizzoli 24/7
pag. 569 | € 18,00
Nel futuro la specie umana sta scomparendo. Un'altra razza, aliena, potente e intelligentissima, ha preso il sopravvento, e i pochi umani rimasti vivono raccolti in piccole comunità di fuggiaschi. Tra loro c'è Jared, l'uomo che la giovane Melanie, da poco caduta nelle mani degli "invasori", ama e non riesce a dimenticare. Neppure adesso che il suo corpo dovrebbe essere niente più di un guscio vuoto, un semplice involucro per l'anima aliena che le è stata assegnata. Perché l'identità di Melanie, i suoi ricordi, le sue emozioni e sensazioni, il desiderio di rincontrare Jared, sono ancora troppo vivi e brucianti per essere cancellati. Così l'aliena Wanderer si ritrova, del tutto inaspettatamente, invasa dal più umano e sconvolgente dei sentimenti: l'amore. E, spinta da questa forza nuova e irresistibile, accetta, contro ogni regola e ogni istinto della sua specie, di mettersi in cerca di Jared. Per rimanere coinvolta, insieme a Melanie, nel triangolo amoroso più impossibile e paradossale, quello fatto di tre anime e due soli corpi.
"[...]Secondo me...ecco, credo che tu...muoia dalla voglia di diventare umana." Sentii l'ombra di un sorriso nei suoi pensieri, quando si accorse dell'ironia di quelle parole. "Dopo esserti lasciata alle spalle così tanti pianeti e ospiti, finalmente hai trovato il luogo e il corpo per cui sei disposta a morire. Secondo me hai trovato una casa, Viandante."

Commento
Contro ogni previsione, l'ho amato alla follia.
Mi ricordo ancora quando comprai Twilight in libreria, ancora non era diventato il fenomeno dell'anno e nessuno se lo filava. Ricordo come mi era piaciuto e il mondo che mi aveva aperto. Poi, lo sappiamo, la serie è andata com'è andata e la Meyer è andata sempre più a scomparire nel corso degli anni. Uniche due apparizioni The Host e The Chemist.
Siccome io sono una di quelle lettrici che se entri nella lista grigia ci rimani un bel po', ho snobbato la Meyer per anni, non perché non la volessi leggere ma perché proprio non mi interessava. Prima con il post-apocalittico fantascientifico e poi con un thriller, genere che rifuggo come la peste. Insomma, la vedevo, sapevo che scriveva ancora, e la lasciavo passare.
Poi ho guardato il film tratto da The Host e l'ho persino gradito assai, tanto che mi sono ripromessa di leggere il romanzo. Grazie a Soloscambio l'ho ricevuto ma è rimasto nella pila dimenticato per un bel po' di tempo. La congiunzione astrale richieste finite/zero voglia di NA/zero voglia di serie mi ha lasciata con una sola opzione, L'Ospite.
Diciamo che avendolo iniziato con la giusta predisposizione mentale l'entusiasmo è leggermente sfalsato, però i rischi di trovarlo noioso, banale o mal scritto non erano ancora da escludere.
Lento è lento, non c'è molto da dire, e mi rendo conto che come lamentela generale è anche la più sentita. In effetti bisogna avere un debole per i romanzi che scavano e descrivono fino al limite, così come si deve gradire una narrazione pacata che non corre, e se queste due cose non piacciono il romanzo risulta impietosamente noioso.
Io, che sbrodolo senza alcun pudore quando un autore usa tutte le parole possibili per descrivere i sentimenti, ho cominciato a piangere a metà romanzo e ho smesso solo alla fine. Se non piangevo avevo il magone, e se non avevo nemmeno il magone la commozione era comunque troppo intensa per liquidarla come semplice coinvolgimento.
Nella sua semplicità, nel suo voler mettere in risalto un elemento basilare come l'amore, ogni cosa cambia di prospettiva, ogni gesto, o frase, o persino uno sguardo hanno una potenza portata all'estremo, capace di spezzare il cuore o innalzare alla gioia più pura. Ed è per questo che mi è tanto piaciuto, perché la protagonista di questo romanzo non è una mega eroina che salva il mondo, non ha coraggio da vendere, non affronta mille nemici con il coltello tra i denti, è un'anima che segue la sua natura, e la sua natura è quella di amare.
Aggiungiamoci che l'idea di base è originale e semplice allo stesso tempo e che è abbastanza articolata quando serve lo spiegone, ed è leggera e superficiale quando quello che importa è tutt'altro che le specifiche tecniche. In un mondo futuro, o neanche tanto futuro, una nuova forma di vita chiamata Anima arriva sulla Terra e la colonizza. E' nella sua natura colonizzare quei mondi i cui abitanti sono primitivi, limitati, disorganizzati, e persino quelli più banali e immobili sono per loro una fonte di conoscenza. Così la Terra comincia a diventare un mondo equilibrato, pacifico, dove nessuno compie atti di violenza, nessuno soffre per la fame, o per le malattie, perché le Anime possono porre fine a tutto con un unico effetto collaterale: una volta inserite nel corpo ospite, l'umano a cui il corpo stesso apparteneva sparisce, spodestato dall'Anima.
La colonizzazione procede bene, anche se con qualche intoppo. Sebbene le anime non siano violente di natura, sono costrette a cacciare e rapire gli umani rimasti liberi, i ribelli, perché proprio loro potrebbero mettere a repentaglio il nuovo sistema di pace e prosperità.
Naturalmente questi ribelli sono persone che non vogliono sottomettersi all'invasore, ai parassiti, e che continuano a credere che la loro vita e la loro cultura siano migliori rispetto a quelli delle Anime perché appartengono alla Terra, perché sono loro i veri abitanti.
Tra tutte queste Anime una è diversa dalle altre, perché ha vissuto in tutti i mondi colonizzati dalla sua specie e sulla Terra il suo nome è Viandante. Innestata nel corpo di una giovane donna, Viandante comincia la sua vita da Anima e procede tranquilla nonostante la Cercatrice affidata a lei la martelli per ottenere più informazioni possibili dal suo corpo ospite. Viandante, infatti, è stata inserita nel corpo di una ribelle, Melanie, e i suoi simili sono convinti che nei suoi ricordi ci siano le informazioni per arrivare ad un covo di umani.
Nonostante Viandante metta in pratica tutti procedimenti e gli esercizi richiesti, Melanie non scompare, rimane nella sua testa cosciente, consapevole e forte come Viandante non si aspettava che fosse. Col il passare dei giorni i ricordi e i sogni di Melanie si fondono con quelli di Viandante e le immagini della sua vita passata, del fratellino Jamie e del suo amore Jared risvegliano in Viandante sensazioni e sentimenti estremi, fortissimi, difficili da gestire e da comprendere, sentimenti che con la loro potenza finiranno per influenzarla completamente.
La coesistenza tra Mel e Viandante diventa complicata e difficile da nascondere alla Cercatrice che, più che una simile, sembra essere loro nemica. Così entrambe decidono che è arrivato il momento di trovare Jamie e Jared, non solo perché Melanie lo desidera tantissimo, ma perché attraverso i ricordi di Mel Viandante ha sviluppato gli stessi suoi sentimenti in una versione tutta sua. Per Jamie prova lo stesso affetto, scopre cos'è l'istinto materno degli umani, la necessità di proteggere e di stare vicini ad un essere umano, e per Jared prova una versione scomposta dell'amore, più difficile e dolorosa perché sa che non ha nessun diritto di amarlo, perché lui ama Melanie e perché non c'è spazio per due diversi tipi di amore in un solo cuore.
Ma Viandante non vuole spodestare Melanie, ormai è una sua compagna, una sua amica, sua sorella durante momenti di crisi e di difficoltà, è il punto di vista che le serve per comprendere i nuovi sentimenti che prova e per capire gli esseri umani e la loro complessa mentalità.
Quando Viandante e Melanie trovano lo zio Jeb, Jamie, Jared e l'insiediamento umano di ribelli comincia per lei un percorso ancora più difficile: ora che li ha tutti di fronte deve fare i conti con l'odio, il disprezzo e la paura che provano per lei che ha rubato il corpo di Melanie, che ha cancellato una persona che loro ancora amano con tutto il cuore.
Ed è in questo punto che la drammaticità della storia tocca dei picchi di incredibile intensità. Viandante, ribattezzata Wanda, soffre perché la maltrattano, perché non si fidano di lei nonostante tema e rifiuti qualsiasi forma di violenza, perché l'isolamento al quale viene costretta non è solo fisico ma soprattutto mentale ed emotivo e per lei, creatura che ha insito in lei l'istinto di amare, è come distruggere piano piano la sua stessa natura. Di fronte alla violenza di Jared le si spezza il cuore, come lui la consideri una sorta di parassita vermiforme senza dignità senza sentimenti non è abbastanza perché lei smetta di amarlo, e la sua situazione diventa ancora più critica quando gli altri capiscono che Melanie è ancora presente e che vede e sente attraverso di lei.
Conoscevo la metafora sproporzionata con cui gli umani descrivevano la tristezza: 'cuore spezzato'. Melanie stessa ricordava di averla usata. L'avevo sempre ritenuta un'iperbole, una convenzione. Perciò non mi aspettavo di provare dolore al petto. La nausea sì, il respiro mozzato in gola sì, e anche le lacrime che mi bruciavano gli occhi. Ma cos'era lo squarcio che sentivo all'altezza del petto? Una reazione insensata e irrazionale. Non solo mi sentivo squarciata, ma anche strapazzata, sballottata in tutte le direzioni. Perché anche il cuore di Melanie si spezzò, e fu una sensazione distinta dalla mia, come se un organo in più fosse spuntato a compensare la nostra doppia consapevolezza. A doppia mente, doppio cuore. E doppio dolore.
Insomma, Wanda è costretta ad affrontare una continua aggressione fisica, sensoriale, emotiva, e non c'è tregua nel periodo di prova che i ribelli le fanno scontare. Tra chi la ignora, chi la insulta apertamente e chi tenta di ucciderla, ci sono solo tre persone che le danno il beneficio del dubbio: Jeb, che capisce subito che Wanda è innoqua, che è incapace di odio e di violenza e dalla quale vuole imparare; Jamie, che unisce l'amore per la sorella all'affetto per Wanda ed è incapace di distinguerle, e Ian, che all'inizio voleva ucciderla e poi ha capito che lei è il male minore, che è troppo gentile e non ha colpe per meritarsi un trattamento così incivile.
Poco alla volta la situazione cambia, e Wanda riesce a farsi accettare dal gruppo proprio perché collabora, aiuta, sostiene e non nasconde mai i suoi sentimenti, è impossibile fraintendere quello che pensa e quello che fa perché è trasparente e indifesa. Così Jared smette di maltrattarla e impara a vedere la sua individualità oltre a quella di Melanie, Jamie continua a trattarla come un'amica e Jeb le affida compiti e segreti come se fosse una di loro. E Ian, che è un personaggio che all'inizio non sembra essere per niente importante, si prende poco alla volta un pezzettino di cuore con la sua gentilezza, con la sua accettazione per Wanda e con l'affetto disinteressato che le regala.
La delicatezza e la precisione con le quali la Meyer descrive i pensieri di Wanda sono la parte più bella del romanzo. Ci si dimentica in fretta della natura fantascientifica della trama, della questione alieni e del pericolo per l'umanità, perché attraverso Wanda la Meyer ci sbatte in faccia alcuni dei nostri difetti più comuni e forse più distruttivi: la tendenza a diffidare del diverso, il ricorrere alla violenza come forma di autodifesa, il non sforzarsi di capire e accettare e l'incapacità di autocritica.
Da Wanda impariamo anche che essere umani ed essere imperfetti e fallibili non è sempre un male, perché si ama e si vive con un'intensità che non ha pari e che, oltre a grandi eccessi di violenza ci sono anche picchi di altruismo e di gentilezza.
La lezione più difficile, però, ce la insegna Wanda. Il suo sacrificio in nome dell'amore strappa il cuore ma è anche la soluzione più coerente per lei, perché secondo la sua natura distruggere o cancellare non è accettabile, ridare la vita, invece, è un sacrificio più che accettabile.
Qui, per forza di cose, mi devo fermare. Sono stata fortunata, però, perché avevo già tra le mani l'edizione con il capitolo finale aggiuntivo. Il pensiero che avrei potuto leggere L'Ospite senza quella parte, finirlo con quella fine mi ha fatto salire l'ansia. Lo avrei accettato, ci avrei pianto sopra ma lo avrei accettato, e non nego che il finale alla e vissero tutti felici e contenti mi è sembrato un po' troppo e troppo forzato rispetto al resto del romanzo, ma l'ho accettato perché ne avevo bisogno e perché porca miseria Wanda se lo merita.
Quindi, per favore, leggetelo. Dategli una possibilità anche se l'inizio vi sembrerà lento, non mollate e credete in Wanda e lei non vi deluderà, anzi le vorrete proprio bene.