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27 ottobre 2023

Stephanie Garber
C'era una volta un cuore spezzato

Serie Once Upon a Broken Heart 1
Titolo originale Once Upon a Broken Heart

Trama
Rizzoli | ebook | € 9,99
Evangeline Volpe ha sempre creduto nell’amore e nel lieto fine… Fino al giorno in cui scopre che quello che credeva essere il ragazzo della sua vita sta per sposare un’altra. Nel disperato tentativo di impedire le nozze, Evangeline stringe un patto con il Fatidico Principe di Cuori, affascinante quanto malvagio. In cambio del suo aiuto, il Fato chiede a Evangeline tre baci, che dovrà dare quando e a chi deciderà lui. Ma già al primo dei tre baci promessi, Evangeline impara a sue spese che mettersi in affari con un immortale può rivelarsi un gioco molto pericoloso, e che ciò che il Principe di Cuori vuole da lei è più di quanto si è fatto promettere. I piani che ha fatto per Evangeline potrebbero portare al più straordinario dei lieto fine o alla più spettacolare delle tragedie…


Commento
Anche io volevo leggere i romanzi che tutti leggevano, volevo avere tra le manine le belle copertine che mi riempivano il feed di IG, insomma volevo salire sul treno.
Ho scelto male, forse. Non so, forse ho sbagliato io pensando che la Garber, nome noto, potesse essere una specie di garanzia. Anche se Caraval è passato nella mia libreria millenni fa. Sarà l'età che gioca scherzi con la memoria, sarà il mio gusto che sta invecchiando insieme a me, qualsiasi sia il motivo mi sento in diritto di urlare ai quattro venti che l'hype era FALSOH.
Sì, è una lettura carina. Sì, l'idea è carina. Ma NON è un bel romanzo, non è materiale per essere un caso da ricevere così tanta pubblicità. Poi ognuno pensi ciò che vuole, io non mi sono mai sentita così distaccata e vecchia dalle masse di bookstagrammer e booktoker (neanche ce l'ho TikTok).
Problema fondamentale che ha fatto tracimare il mio odio in modo esponenziale: Evangeline Volpe.
Per carità capisco che ci sono delle necessità di traduzione per mantenere il senso delle cose, ma da Fox a Volpe dai, io già rido. Evangeline è quanto di più idiota di possa leggere: è una giovinetta che frulleggia qua e là nel negozietto di papino caro perché è così pittoresco essere un rigattiere, non le interessa la luce del sole vuole solo stare nella sua polvere. Ok, fino a qui. Poi scopriamo che papino caro è morto e lei è stata fregata dalla matrigna crudele (Cinderella anyone?) che vuole far brillare la figlia e far sparire Evangeline. La ragazza, poverina, sopporta questa ingiustizia perché il suo grande amore le ha dichiarato eterno amore, salvo poi ghostarla e fidanzarsi con la sorellastra. Evangeline, anima pura e ingenua, non può credere che il babbeo possa averle fatto questo e così corre dal Principe di Cuori piangendo e disperandosi chiedendogli di fare qualcosa e fermare il matrimonio. Siccome lei è scema e lui è furbo, il nostro caro fa esattamente quello che gli viene chiesto ma a sua discrezione.
Così Evangeline scopre che Princy ha trasformato tutti in pietra, di fatto fermando il matrimonio, ma lei è tanto buona e altruista e scema e decide di sacrificarsi diventando pietra per liberare gli altri.
La roteazione dei miei bulbi oculari aveva raggiunto una velocità sufficiente a farmi decollare. Ma non basta! Risvegliata da questo incantesimo, Evangeline si ritrova a vivere con la matrigna e la sorellastra che piange lacrime di coccodrillo (lo capiscono tutti tranne lei), ma la sua fama di eroina la porta a viaggiare come rappresentate dello Stato nei paesi del Nord dove lei - ATTENZIONE - spera di poter incontrare il Principe delle terre del Nord e sposarlo. Così, de botto senza senso. WTF a rotazione vorticosa. A questo punto sono costretta a leggere di questa adolescente, che pare uscita dal Cioé, svolazzare felice e programmata a farsi sposare da questo Apollo che pare un villain scemo della Disney, mentre finge di essere preoccupata per la presenza dei Principe di Cuori che in realtà si fa gli affari suoi e la usa come pedina per far avverare una profezia.
A questo punto io non ricordo più nulla, odiavo tutti e tutto e mi faceva schifo leggere ma ormai mi mancava così poco che mi sono detta e dagliela una seconda chance ma mi ha tradita giocando la carta della tresca tra Cuoricino e Volpacchiotta.
Io non ce la posso fare, per continuare la serie mi dovete tramortire o pagarmi in pizza gratis per un mese. Quindi mi sembra chiaro che non leggerò il seguito, altrimenti il mio nutrizionista mi mette ad albume per un mese e io voglio vivere.

29 settembre 2023

Naomi Novik
Scholomance. Lezioni pericolose

Serie The Scholomance 1
Titolo originale A Deadly Education

Trama
Mondadori | 264 pag. | € 19,00
La Scholomance è una scuola di magia diversa da tutte le altre. Qui non esistono insegnanti né vacanze, e non è possibile riuscire a stringere amicizie disinteressate perché gli unici legami che si possono costruire sono strategici. Soprattutto, è una scuola dove il fallimento è sinonimo di morte certa (sul serio!). Le regole, alla Scholomance, sono drammaticamente semplici: non devi mai aggirarti da solo per i corridoi della scuola. E devi prestare continua attenzione ai mangia-anime, pericolose creature mostruose che si annidano ovunque. Sopravvivere è più importante di qualsiasi voto. Una volta entrato nella scuola, infatti, hai solo due modi per uscirne: diplomarti... o morire! Ma l'ingresso alla Scholomance di una nuova studentessa, El, è destinato a cambiare le carte in tavola e a portare alla luce alcuni segreti dell'istituto. Galadriel "El" Higgins, infatti, è straordinariamente dotata. Forse, tra tutti gli studenti, è l'unica preparata a una scuola tanto pericolosa. Pur non avendo dalla sua un gran numero di alleati - la maggior parte degli studenti la tiene a distanza perché di lei ha molta paura...e perché non è quel che si dice una ragazza amabile - e non incarnando esattamente l'idea di eroina senza macchia, potrebbe senza troppi sforzi evocare un potere oscuro così forte da radere al suolo intere montagne e annientare milioni di persone ignare e innocenti. Per lei, infatti, sarebbe un gioco da ragazzi usare la sua magia per sbarazzarsi una volta per tutte dei mostri che infestano la scuola e che attendono la notte per aggredire e uccidere i suoi compagni. Il problema non proprio trascurabile è che farvi ricorso potrebbe portare alla morte di tutti gli altri studenti...
Adoro avere crisi esistenziali all'ora di andare a letto, è così riposante.
Commento
Da cosa cominciare.
Non sapevo dell'esistenza di questa serie, l'ho scoperta guardando un video su YT di una tizia che parlava di make-up ed è finita a raccontare di cosa stava leggendo. Mi sono detta che se la mia biblioteca avesse avuto il primo titolo in catalogo prima o poi lo avrei letto. Poi mi sono preparata la lista delle letture estive e ho deciso di infilarlo dentro e leggerlo, persino prima di tutti gli altri.
Il mio commento a caldo è che è un romanzo carino, con parecchi difetti, che si salva principalmente grazie all'idea di base che, in ogni caso, non è niente di nuovo. Il mio voto rispecchia questa valutazione, onestamente non so se vorrò continuare con la serie perché per quanto sia stata una lettura piacevole non ho voglia di trafficare con il prestito di ebook.
Cominciamo con la storia.
Galadriel - sì, come l'elfa - è una ragazzina che ha sempre vissuto con la madre mezza hippy e una maledizione sul capo: il suo potere può distruggere il mondo. Gal, anche se ha questo destino di maga oscura, è decisa a non lasciarsi sfuggire di mano il controllo della situazione, eppure questa sua natura e il suo carattere oscuro e spigoloso la trasformano in una reietta amata solo dalla madre. Invece di essere una piagnucolona, Gal è una cazzutissima che, pur soffrendo di solitudine, non espone il ventre molle e mostra solo una durissima corazza.
Quando entra nella Scholomance i suoi tentativi di fare gruppo muoiono subito e Gal si rassegna ad essere un'emarginata che, probabilmente, morirà molto prima del diploma.
La Scholomance è una scuola di magia che si autogestisce, non ci sono insegnanti o adulti di nessun tipo, è una struttura che vive di vita - magica - propria e le uniche forme di vita sono gli studenti e i mostri che vogliono cibarsene. L'unico modo sicuro per sopravvivere è entrare in una Cerchia o stringere alleanze con altri studenti, perché il gruppo fa la forza e riduce la possibilità di crepare malissimo. Gal è sola e può contare solo sulle sue notevoli forze, ma anche così rischia la vita. Per suo grande disappunto, l'eroe della scuola, Orion Lake, la salva più di una volta e sembra spuntare dal nulla quando lei ha bisogno di aiuto.
Orio è la stella della Scholomance, fa parte della Cerchia di NY ed è dotato di grandi poteri, capace di uccidere mostri senza rompersi un capello. Eppure, nonostante la sua fama, nonostante sia perennemente adulato, Orion non è mai a suo agio in mezzo agli altri, non gli piace essere al centro dell'attenzione e non gli piace il servilismo. Orio si accozza a Gal perché lei è brusca e tratta tutti allo stesso modo e, in un certo senso, offusca la luce di Orion con una dose massiccia di logica, buon senso e rabbia. Il duo è quanto di più strano ci sia, la scuola non fa che cercare di dividerli e Gal tenta di assecondare questa separazione. Il suo obiettivo è rimanere viva, farsi qualche amico e non farsi nemici perché Orion pare abbia una cotta per lei.
La situazione degenera sempre di più, con mostri che risalgono la scuola anche se non dovrebbero, studenti che muoiono brutalmente e Gal che spara colpi di potere che nessuno si aspettava avesse.
Il finale? Un barlume di luce e di speranza per Gal che, forse, non è poi così costretta alla solitudine e alla morte durante il diploma. Unico problema, questa sua strana relazione con Orion.
Allora il mio commento è una sufficienza raggiunta a stento grazie esclusivamente all'idea e alla protagonista. Lo stile, il worldbuilding e la trama sono, purtroppo, molto poco soddisfacenti.
L'idea è molto in linea con il trend del momento, la famosa dark academia, se non altro perché qua gli studenti crepano malissimo e la situazione non è intrisa di finto pericolo. La questione è che un'idea, se sviluppata male, non ha presa sulla mia mente e non si accende la lampadina della curiosità per i seguiti. Galadriel è un personaggio scorbutico, malmostoso, a tratti cafona, eppure è così per un motivo, le circostanze sono più che attenuanti e non finge di essere qualcosa che non è. Certo, il fatto che sia bellissima e che sia la prescelta a distruggere il mondo non profuma di novità, ma almeno è antipatica dall'inizio alla fine.
Il problema principale, per me, è stata la totale assenza di contestualizzazione. Inizi il libro e vieni catapultato dentro questa Scholomance, non ti viene spiegato mai il sistema magico, non hai nessun contesto degli eventi se non quello che viene detto nella storia, tutto regge su fili sottilissimi e trasparenti. Praticamente è da prendere così come viene, e la confusione iniziale è da sbrogliare stando attenti e facendo spallucce.
Lo stile non è niente di speciale, il romanzo si legge e ha un chiaro tono YA, quindi in linea con la storia, però è molto confuso e non so se è un problema di traduzione o se proprio la Novik è amante del butta sul foglio tutto quello che ti passa in testa anche se sono pensieri scollegati. Io non sono fan, infatti è stato il fattore determinante per il mio voto tiepido.
Si salva per la trama, se proprio voglio essere magnanima, che comunque ha un inizio (fumoso), uno svolgimento e una fine (ovviamente aperta al seguito). Non ha abbastanza ciccia sulle ossa, per i miei gusti è sempre troppo confusa e scarna, caotica e infantile, c'è sempre qualcosa che stona.
Detto questo, mi sembra chiaro perché non ho voglia di smanettare con il prestito ebook della biblioteca, non penso che lo sbattimento valga la lettura.
Con questo svolazzo di cattiveria, passo e chiudo.

3 aprile 2023

Bridget Collins
The Binding

Trama
Immagina di poter cancellare per sempre un ricordo, una colpa, un segreto. C’è stato un tempo in cui ciò era possibile. Abili rilegatori, nelle loro polverose botteghe, oltre a modellare la pelle e incollare fogli, aiutavano le persone a dimenticare. Seduti con un libro tra le mani, ne ascoltavano le storie e, parola dopo parola, le cucivano tra le pagine, intrappolandole tra i fili dei risguardi. Così, il ricordo spariva per sempre dalla memoria: catturato dalla carta, non lasciava più alcuna traccia di sé. Per anni l’anziana Seredith ha praticato questo affascinante mestiere. Ma ora è il momento di trovare un apprendista, qualcuno cui trasmettere le sue preziose conoscenze. La scelta cade su Emmett. Sarà lui il nuovo rilegatore, un giovane per cui i libri sono sempre stati un oggetto proibito: Emmett li teme, pur ignorando il motivo di tale paura. Eppure, giorno dopo giorno, fa suo il compito di raccogliere segreti, colpe e confessioni. E il laboratorio in cui quel miracolo si compie, ormai, è come casa sua. Crede di conoscerne ogni angolo fino a quando scopre una stanza di cui nessuno gli aveva parlato. Al suo interno un’immensa libreria. Tra quegli scaffali, Emmett trova un libro che reca il suo nome e custodisce un ricordo che gli appartiene. Non c’è alcun dubbio, ma il ragazzo non sa di cosa si tratta. Non può saperlo. Ed è ora di scoprirlo. Perché per capire chi è veramente ha bisogno di conoscere ogni cosa, anche ciò che ha voluto o dovuto dimenticare.
May your darkness be quiet and the light come sooner than you need
Commento
Di questo romanzo esiste l'edizione italiana di Garzanti (sua la trama), io però voglio proporre la copertina dell'edizione in mio possesso che mi è stata regalata da Susi un Natale di un paio di anni fa.
Questa edizione è di una bellezza che lascia senza parole: i colori, i dettagli, le decorazioni, è tutto così bello che per un attimo non ti importa nemmeno se il romanzo ti piacerà o meno.
Per quanto mi riguarda, un'edizione come questa vince già in partenza e poco importa del contenuto. Eppure, pensate alla fortuna, il contenuto si è rivelato essere una storia cupa, particolare, con un pizzico di magia, amore e speranza, e neanche a dirlo mi è piaciuta veramente tanto. Mi sono fidata completamente di Susi che lo ha definito uno dei suoi romanzi preferiti, e ora che l'ho finito sono sicura che questa edizione meravigliosa diventerà un bellissimo oggetto nella mia libreria.
Ambientato in un tempo lontano, in una Inghilterra rurale fatta di agglomerati di case, di paesoni, e di campagne umide e agresti, The Binding racconta la storia di Emmett a partire da quando lo incontriamo, emaciato, stanco, debole, sopravvissuto ad una misteriosa malattia che per mesi lo ha reso un folle senza coscienza di sé e del mondo. In una famiglia di contadini, con una fattoria da portare avanti, l'assenza forzata di Emmett e la sua ricaduta sulla famiglia sono un macigno sul cuore del ragazzo. Ora che è miracolosamente uscito vivo non riesce ad essere la risorsa che era prima, le sue mani sono deboli, il suo corpo si stanca in fretta e non importa quanto si impegni e quanto sopporti, Emmett sente di non essere abbastanza, sente un senso di colpa opprimente che lo tiene distante dal resto della famiglia e tinge di malinconia i suoi ricordi. Un giorno arriva la richiesta di mandare Emmett in apprendistato dalla vecchia Seredith per diventare un rilegatore. Così all'improvviso, appena Emmett si stava riprendendo la sua vita, ecco che gli viene tolta di nuovo ma questa volta con la ferita della famiglia che lo manda via quasi senza guardarsi indietro.
Emmett inizia una nuova vita con Seredith, isolati dal mondo nella loro casupola laboratorio ai bordi degli acquitrini, dove il ragazzo viene incaricato di piccolissimi compiti che si ripetono ogni giorno, così come le settimane e i mesi. C'è gente che va e viene dal laboratorio e succedono cose che Emmett non si spiega, cose misteriose che Seredith non chiarisce.
E poi ancora una volta la vita di Emmett viene ribaltata. Con la morte di Seredith il ragazzo viene ereditato da un altro rilegatore, un soggetto untuoso e maligno che, con la scusa di essere figlio della donna, prende possesso della sua eredità più preziosa: i libri. Sarà per un caso che Emmett scoprirà il vero senso di questo lavoro e cosa sono quei libri e sempre per caso si ritroverà per le mani il suo, di libro, che aprirà uno squarcio nella storia e ci metterà a parte della sua vita prima della malattia in un susseguirsi di eventi che culminano con il ritorno al presente e la risoluzione della storia.
La cosa che mi è piaciuta di più del romanzo è l'dea di base, la visione dei libri come oggetti magici e, a volte, oscuri. L'idea che le persone possano liberarsi di un peso, partire da zero e nasconderlo dentro ad un libro è estremamente affascinante, soprattutto nel suo risvolto negativo. L'intenzione buona di salvare alcune persone viene inquinata dal desiderio di profitto, di sfogare le proprie perversioni, di causare dolore per goderne, come una coltivazione consapevole di sofferenza.
La parte che mi è piaciuta un po' meno ma che ho trovato comunque appassionante grazie alla sua dose extra di angst, è il cuore umano della storia, l'amore di due ragazzi in un ambiente dove non è accettato, dove è una colpa orrenda e dove il segreto scatena una sequenza di reazioni (alcune prevedibili) che porteranno i due a rischiare tutto. In un romanzo come questo, con questo livello di complessità e con un'idea di base così solida e particolare, far confluire tutto nella semplicità dell'amore è, imho, un po' uno spreco. Ammetto che c'è sempre fascino nella semplicità di una storia d'amore disastrata, ma qui avrei gradito un focus minore su questo aspetto e uno svisceramento maggiore della parte legata ai libri.
E' comunque una critica debole, la mia, è un voler trovare la sbavatura invisibile in un romanzo che funziona benissimo così com'è.
Sullo stile e sul ritmo posso dire che non ce lo vedo bene come target YA, ma benissimo come romanzo di narrativa standard perché l'autrice si prende tutto il suo tempo e non trasmette il desiderio di agganciare un pubblico preciso né con termini, né con costruzioni di dialoghi o periodi meno carismatici. Come lettura in lingua non ho faticato più di tanto, ho dovuto cercare alcuni termini perché, ruggine a parte, c'è sempre margine per imparare cose nuove, ma a parte questo l'esperienza di lettura è stata appagante sia perché la storia in sé è molto bella, sia perché l'oggetto libro (questa edizione) è di una bellezza superiore, di sicuro contribuisce a rendere reale l'idea di questi libri magici dal valore incalcolabile.
Fun fact: leggendo quasi esclusivamente sul treno, sono abituata a sguardi curiosi di persone che vogliono capire cosa stai leggendo, ma quando tiravo fuori questo libro la gente allungava gli occhi e piegava i colli per scoprire cosa fosse. Come biasimarli, lo avrei fatto pure io.

13 marzo 2023

Susanna Clarke
Piranesi

Titolo originale Piranesi

Trama
Fazi Editore | 267 pag. | € 16,50
Piranesi vive nella Casa. Forse da sempre. Giorno dopo giorno ne esplora gli infiniti saloni, mentre nei suoi diari tiene traccia di tutte le meraviglie e i misteri che questo mondo labirintico custodisce. I corridoi abbandonati conducono in un vestibolo dopo l’altro, dove sono esposte migliaia di bellissime statue di marmo. Imponenti scalinate in rovina portano invece ai piani dove è troppo rischioso addentrarsi: fitte coltri di nubi nascondono allo sguardo il livello superiore, mentre delle maree imprevedibili che risalgono da chissà quali abissi sommergono i saloni inferiori. 
Ogni martedì e venerdì Piranesi si incontra con l’Altro per raccontargli le sue ultime scoperte. Quest’uomo enigmatico è l’unica persona con cui parla, perché i pochi che sono stati nella Casa prima di lui sono ora soltanto scheletri che si confondono tra il marmo.
Improvvisamente appaiono dei messaggi misteriosi: qualcuno è arrivato nella Casa e sta cercando di mettersi in contatto proprio con Piranesi. Di chi si tratta? Lo studioso spera in un nuovo amico, mentre per l’Altro è solo una terribile minaccia. Piranesi legge e rilegge i suoi diari ma i ricordi non combaciano, il tempo sembra scorrere per conto proprio e l’Altro gli confonde solo le idee con le sue risposte sfuggenti. Piranesi adora la Casa, è la sua divinità protettrice e l’unica realtà di cui ha memoria. È disposto a tutto per proteggerla, ma il mondo che credeva di conoscere nasconde ancora troppi segreti e sta diventando, suo malgrado, pericoloso.
E Tu. Chi sei Tu? Chi è colui per il quale sto scrivendo? Sei un viaggiatore che è scampato alle Maree e ha attraversato Pavimenti Frantumati e Scale Diroccate per raggiungere questi Saloni? Oppure sei qualcuno che abiterà nei miei stessi Saloni quando io sarò già morto da molto tempo?
Commento
Prima lettura dell'anno, se non mi ricordo male, e anche prima delusione parziale. Insomma, non è che mi aspettassi di partire il 2023 con botti e fuochi d'artificio e una pioggia di voti massimi, ma nemmeno rimanere subito stroncata da una lettura underwhelming.
Piranesi è un chiarissimo esempio di aspettative continuamente nutrite, di - ammettiamolo - hype ben costruito da parte della casa editrice e, infine, dello scontro con la realtà.
La realtà è che io ho droppato Jonathan Strange & il signor Norrell anni fa perché mi aveva terribilmente annoiata ed era inutilmente prolisso senza arrivare al sodo, ma Piranesi mi sembrava diverso, sentivo la scintilla dell'interesse alimentata dalla brevità del romanzo e dalla trama un po' strana che magari - e sottolineo magari - avrebbe potuto riscattare il nome della Clarke ai miei umilissimi occhi.
Nope, confermo che il mio rapporto con la Clarke non è stato recuperato ma almeno questa volta ho terminato la lettura senza grande amarezza. Mi sento in colpa assai perché questo romanzo è stato un regalo della mia amica Mara e volevo tanto amarlo, volevo proprio che mi piacesse tutto e non solo l'idea del romanzo come oggetto del desiderio.
Per chi, come me, ha immaginazione solo quando sono gli altri a imboccarla, Piranesi richiede una certa apertura mentale. Mi spiego: non bisogna farsi troppe domande, non ci si deve chiedere l'origine di questa storia né trovare un collegamento o una spiegazione perché non ci sono. Fino ad un certo punto la cosa non disturba perché l'ambientazione della casa è tutto quello che conosci, ma arriva un momento in cui capisci che c'è un collegamento con l'esterno e la realtà e ti chiedi how...? why...? ma non dovresti farlo. Per quello parlo di apertura mentale: go with the flow, goditi l'assurdità, goditi la fantasia, goditi questo romanzo che pare un sogno reso romanzo da un'autrice che sa come scrivere.
Lo stile non si può certo commentare, non ho nulla da dire a riguardo e nemmeno una critica che sia una perché la Clarke pure se droppata o non apprezzata è una brava scrittrice che sa come usare le parole e rendere tutto fantasy-bucolico.
Per me, ripeto solo per me, la fantasia non può essere solo un salto nel vuoto, ok fare lo sforzo ma fino ad un certo punto perché se poi la storia ricade sul suolo del contesto reale, allora ci deve essere un collegamento, un ponte, un qualcosa che la faccia funzionare ancora meglio.
Credo che tutta la questione del mondo parallelo, alternativo o quello che è, funzioni solo fin quando siamo nella casa e poi appena si esce l'idea sia traballante e non sappia cogliere il morboso fascino che ha inizialmente suscitato.
Anche l'ambientazione della casa, per quanto sia sicuramente un gran lavoro a ricordarsi una disposizione praticamente infinita, è un susseguirsi di ripetizioni con piccole variazioni, tant'è che ho smesso di leggere i capitoletti del diario perché tanto erano tutti uguali. Non mi fa impazzire questo voler ribadire i contenuti di stanze già viste e riviste, le maree sono interessanti le prime tre volte poi basta, non succede mai niente, l'esperienza è borderiline claustrofobica è come stare in un labirinto vuoto con solo alghe uccelli e cozze e tu sei lì che pensi miodioquandosuccedequalcosa e quando finalmente l'autrice decide di cambiare le carte in tavola la luce si spegne lentamente nei tuoi occhi.
It is what it is, non sto a farmene un grande cruccio a parte il dispiacere di non aver amato un romanzo regalato, ma così stanno le cose e non ho vogli di aggiungere altro. Mi sembra chiaro che la Clarke non è nelle mie corde, quindi la lascio a chi ha adorato i suoi romanzi, io pascolo verso altri lidi.

24 ottobre 2022

Christelle Dabos
Echi in tempesta

Serie L'Attraversaspecchi 4
Titolo originale La Tempête des échos

Trama
Edizioni e/o
ebook | € 11,99
Crollati gli ultimi muri della diffidenza, Ofelia e Thorn si amano ormai appassionatamente. Tuttavia non ufficialmente: la loro unione deve infatti rimanere nascosta perché possano continuare a indagare di concerto sull’indecifrabile codice di Dio e sulla misteriosa figura dell’Altro, l’essere di cui non si conosce l’aspetto, ma il cui potere devastante continua a far crollare interi pezzi di arche precipitando nel vuoto migliaia di innocenti. Come trovare l’Altro, senza sapere nemmeno com’è fatto? Più uniti che mai, ma impegnati su piste diverse, Ofelia e Thorn scoprono che i crolli sono collegati agli echi, che sempre più spesso alterano le comunicazioni radio. Ma come sono fatti gli echi? È ciò che viene studiato all’osservatorio delle Deviazioni, un istituto avvolto dal segreto più assoluto e gestito da una setta di scienziati mistici in cui, dietro la facciata di una filantropica clinica psichiatrica dedita ad aiutare i cittadini colpiti da infermità mentale, si cela un laboratorio dove vengono condotti esperimenti disumani e terrificanti. È lì che si recheranno Ofelia e Thorn, lì capiranno tutto quello che c’è da capire e da lì proveranno a fermare i crolli e a riportare il mondo in equilibrio.
Da dove vengono le guerre? Da cosa hanno origine i conflitti? Dall'insoddisfazione. Dietro le ideologie c'è sempre una motivazione materiale.
Commento
Sono molto combattuta e confusa. Come già si può vedere qui sopra, il voto non è per niente in linea con gli altri dati al resto della serie. Siamo molto più in basso, molto sotto la media e molto sotto le mie aspettative.
Certo, sono felice di aver concluso la serie in tempi relativamente brevi e di averla tutto sommato gradita nella sua totalità, eppure il finale mi ha delusa e non tanto per i contenuti o la forma, ma per la struttura narrativa.
Se da un lato non posso lamentarmi della forma e dello stile, che rimangono inalterati e coerenti ai romanzi precedenti, dall'altro posso sicuramente soffrire per la brusca frenata che il ritmo narrativo ha subito in questo ultimo libro.
Il ritmo, la velocità - o la sua assenza - la staticità e, in alcuni punti, la confusione sono stati la ragione del mio voto basso. Già i libri di questa serie sono lunghi e molto densi, già la trama ha un filo abbastanza aggrovigliato e ci vuole un pizzico di attenzione in più per non perdere pezzi, ma se poi si entra nella nebbia e si rimane lì per un po', tutto l'entusiasmo e lo slancio accumulati spariscono.
La trama è estremamente statica e, se da un lato ha senso considerando dove Ofelia si trova perché rappresenta proprio la sua situazione, dall'altro ci vuole un contrappeso che permetta al lettore di mettere radici, di non annoiarsi, di non faticare nella lettura. Questa è la mia impressione, poi ovviamente c'è il contesto da considerare: leggo meno di prima e per tempi più brevi, quindi ci metto molto di più a finire un libro. Ma questo è un mio problema e influisce in parte alla sensazione generale che questo finale di serie abbia perso un pizzico di magia e si sia scontrato con la complessità della trama risentendo della sua ricchezza.
In breve Ofelia e Thorn, per trovare questo benedetto Corno dell'abbondanza, decidono di entrare volontariamente in un luogo dal quale è molto difficile uscire, una specie di sanatorio dove - dicono - si curano le devianze ma dove in realtà si deviano ancora di più per raggiungere una specie di stato di grazia che permetta al Corno di funzionare. In questo sanatorio si rimane per quasi tutto il tempo del romanzo e ho tentato di vedere al di là e anticiparmi così una gustosa svolta negli eventi, in attesa della chiusura chiara e cristallina della storia.
Il punto è: tutta questa questione di Dio e degli echi viene spiegata in modo soddisfacente? La risposta è in parte sì, in parte no e in parte è avrei preferito non saperlo considerato il prezzo da pagare. Perché ovviamente c'è un lato negativo in questa chiusura, una specie di colpo di scena che mi ha lasciata appesa e incredula e anche un po' infastidita. Ha senso? Sì. Porta un valore aggiunto al romanzo? Di sicuro è una scelta coraggiosa. Mi è piaciuta? In realtà ci sono rimasta veramente male, perché dopo quattro romanzi il desiderio di una chiusura netta, definitiva ma - soprattutto - positiva era in cima alla lista.
Ecco quindi spiegato il mio voto: staticità, una spiegazione della trama schiacciata dalla sua progressiva costruzione, un personaggio che paga lo scotto della fine e il lettore che rimane un po' stordito dal brusco passaggio dalla noia allo sconcerto.
Mi pare chiaro che il romanzo di per sé non è brutto né da buttare via nella sua totalità, e che il voto è semplicemente frutto di un paragone e di aspettative nate durante la lettura della serie. Io mi aspettavo qualcosa di più, qualcosa che fosse sì quello che la Dabos ha scritto ma magari in una forma più materiale e tangibile, non così per aria e da immaginare e intuire.
Quando ci penso a mente fredda (perché questa rece l'ho scritta molto dopo la fine della lettura), vedo la forza delle scelte fatte dalla Dabos e la coerenza con la visione generale del mondo che ha creato, forse questo ultimo romanzo non è nelle mie corde quanto i precedenti, ma ho capito che va bene essere delusi da alcune parti, l'importante è avere il quadro generale della serie e quella è super promossa.

3 ottobre 2022

Cassandra Clare & AAVV
Ghosts of the Shadow Market

Trama
Mondadori
540 pag. | € 19,90
Il mercato delle ombre è un luogo speciale, dove si possono incontrare fate, licantropi, stregoni e vampiri. Un luogo dove si vendono oggetti magici, si stringono patti oscuri e si sussurrano segreti che nessuno deve conoscere. Tra tutte le creature che qui si muovono, ce n'è una in particolare che, nell'arco di due secoli, lo ha visitato spesso. Si tratta di fratello Zaccaria, che, come fratello silente, è il custode della legge e delle leggende dei nephilim, ma che un tempo è stato uno Shadowhunter chiamato jem carstairs, e come tale ha vissuto un amore grande, quello per la strega Tessa Gray, l'unica donna della sua vita – di allora e per sempre. Seguendolo tra le pieghe di questo luogo magico, incontreremo insieme a lui personaggi iconici dell'universo Shadowhunters: da Anna Lightwood, alle prese con una storia d'amore impossibile, a Matthew fair­child, consumato dal senso di colpa per le conseguenze irrimediabili di una sua azione, a Tessa Gray, costretta a operare sotto i bombardamenti nella città in cui vive. Il mercato delle ombre è un luogo spaventoso e affascinante al tempo stesso, dove ci si può nascondere facilmente, ma dove, se hai rinunciato al tuo cuore, nessuno può salvarti, nemmeno fratello Zaccaria.
You choose to be yourself, your best self. You can be descended from gods and monsters. You can take the light they left you and be a lamp shining out all their light made new. You can battle the darkness. You can choose always to fight and hope. That is what it means to have a great heart. Don't be afraid of being yourself.

Commento
Avevo una vaghissima memoria di avere questo libro nella libreria. La mia edizione in lingua inglese - che, per inciso, non so nemmeno quale sia ma non è in più in commercio - è rimasta enorme come un mattone tra gli altri titoli della serie. Poi mi sono accorta di averla e mi sono detta quale migliore occasione delle ferie per leggere una raccolta di racconti?
Per non so quale incastro della fortuna avevo letto poco prima La Catena di Ferro e, leggendo la raccolta, mi sono ritrovata a evitare una serie di spoiler o di info che altrimenti non avrei potuto evitare/capire. Quindi bene, per fortuna l'ho letto al momento giusto.
La questione è se i racconti mi sono piaciuti e se hanno avuto un senso in tutto l'universo dei romanzi della Clare. Non ho la benché minima intenzione di fare una rece per ogni racconto (zero sbatta, non abbastanza carne al fuoco) quindi sarò breve e concisa.
La raccolta in sé è una lettura molto piacevole ed è anche facile perché leggi un racconto, metti giù, riprendi dopo qualche giorno e non devi recuperare le fila della storia.
Ma c'è un filo conduttore, un elemento che si ripete e che collega - more or less - tutti i racconti: Jem.
Se c'è un personaggio che si è perso nei romanzi è proprio Jem, una volta messo il cappuccio dei Fratelli Silenti puf! è sparito per ricomparire nei momenti più utili. Il problema è che non si è mai andati oltre, una volta chiusa la trilogia Infernal Devices, Jem è rimasto sotto al cappuccio e l'autrice non ha pensato di scoprire cosa c'era sotto. In questi racconti, invece, oltre ad avere un ruolo ben preciso nella trama è stata aperta la finestrella sui suoi pensieri, sul personaggio sotto al cappuccio e - poi - fuori dai panni dei Fratelli Silenti e degli Shadowhunters. Jem diventa una costante, ti aspetti di trovarlo e di scoprire qualcosa di nuovo su di lui e, ad ogni racconto, si segue un percorso che in parte chiude il suo arco narrativo.
I racconti sono organizzati cronologicamente, quindi leggiamo di personaggi già noti e di personaggi nuovi inseriti in momenti centrali dei romanzi delle serie. Faccio un esempio: c'è un racconto che ruota attorno ad uno dei componenti del circolo di Valentine, quindi abbiamo un piccolo focus su come lui era da giovane, prima di tutto, e si intravedono le meccaniche messe in atto per controllare i suoi alleati. Poi c'è un racconto sui genitori di Kit e uno, secondo me il più emotivamente coinvolgente, sul famoso segreto di Matthew.
Ecco, diciamo che in generale questa raccolta va a completare tutti quei piccoli buchi di trama e quelle incognite che sono rimaste in sospeso, quei momenti in cui leggendo si pensa ma dimmelo! e invece la storia non si chiarisce e rimane in sospeso. Sotto questo punto di vista la raccolta è promossa.
Però poi bisogna tenere presente che, pur seguendo un ordine cronologico e pur avendo Jem come elemento di unione, spesso il passaggio tra un racconto e l'altro è un vero salto temporale e ci si mette un pochino a riorganizzare le idee.
Altro esempio: il racconto di chiusura è quasi un anticipo, una premessa ad una trilogia che verrà, perché riprende le fila di una storia raccontata in Dark Artifices e rimette in pista personaggi nuovi (nuovi per la trilogia già chiusa). Ok, lo dico, il Jace del mondo parallelo. Ci ho messo un po' a recuperare i ricordi di quella trama dai meandri della mente, ma alla fine ci sono riuscita, con il conseguente risultato che ora sono in ansia per il mio personaggio preferito di tutti i romanzi della Clare.
Bene, non c'è molto altro che posso dire su una raccolta di racconti. A me è piaciuta e non ci ho trovato grossi difetti, un po' va a gusto e un po' a elasticità personale, poi ognuno decide come percepire questi titoli e cosa farsene. Forse io avrei preferito non avere l'edizione cartacea, questo è il massimo che posso dire di negativo.

5 settembre 2022

Cassandra Clare
La Catena di Ferro

Serie Shadowhunters. The Last Hours 2
Titolo originale Chain of Iron

Trama
Mondadori
pag. 624 | € 22,00
A osservarla da lontano, la vita di Cordelia Carstairs sembrerebbe perfetta. Che altro potrebbe desiderare infatti la giovane donna? È fidanzata con James Herondale, uno degli scapoli più ambiti di Londra, che oltretutto è proprio il ragazzo di cui da sempre è disperatamente innamorata. Ha iniziato una vita nuova ed eccitante a Londra, insieme alla sua migliore amica Lucie Herondale e agli affascinanti amici di James, gli Allegri Compagni. Per di più, sta per riunirsi con l’amato padre e ha con sé Cortana, la leggendaria spada che la sua famiglia si trasmette di generazione in generazione. 
Purtroppo, però, la realtà è ben diversa, e certo molto meno entusiasmante. Per prima cosa, il suo imminente matrimonio con James non è altro che una farsa, organizzato soltanto per salvare la reputazione di entrambi. James, poi, è innamorato della misteriosa Grace Blackthorn, sorella inconsolabile di Jesse, un ragazzo morto anni addietro a causa di un terribile incidente. Per non parlare di Cortana: ogni volta che cerca di utilizzarla, Cordelia si ritrova i palmi delle mani bruciati. Suo padre, inoltre, è molto diverso dall’uomo che conosceva, ora è molto più amareggiato e incattivito. Come se non bastasse, un assassino seriale sta prendendo di mira gli Shadowhunter di Londra. Complice l’oscurità, pugnala indisturbato le sue vittime e poi sparisce, senza lasciare traccia. Insieme agli Allegri Compagni, Cordelia, James e Lucie percorrono in lungo e in largo le strade più pericolose della città per seguire le orme dell’assassino. Ma i segreti che ciascuno custodisce gelosamente rischiano di vanificare tutti i loro sforzi...
E' naturale credere di poter vincere la corsa con le proprie miserie. Ci sono state volte in cui io stesso sono scappato dalle mie fin quasi in capo al mondo. Ma la verità è che il dolore è veloce e fedele. Ti seguirà sempre.
Commento
Sono piccoli problemi di cuore nati da un'amicizia che profuma d'amore...
Ok sono un attimo perplessa. Oscillo tra il dare un voto alto e il dare un voto sufficiente pieno, e il dubbio mi rimane anche ora che ho finito il romanzo da un paio di giorni e sto scrivendo la recensione.
Perché questa perplitutidine? Principalmente per la distribuzione pagine/trama. Pur essendo io grande fan dello slow building e del tormento prolungato, ammetto che in parallelo voglio anche un po' di ciccia, una trama che non si basi quasi tutta sulle dinamiche delle relazioni tra i personaggi.
Qui la situazione è un po' bizzarra: da un lato ho accusato la debolezza della trama, dall'altro mi è piaciuto rilassarmi e godermi le paturnie adolescenziali. Per questo sono così combattuta sul voto, mi rendo conto della traballante qualità generale del romanzo, ma siccome non mi sono annoiata e non ho avuto nemmeno un momento morto penso che sia comunque un segno del fatto che il libro si meriti un bel voto.
Dove eravamo rimasti. Cordelia e James sono fidanzanti e stanno per sposarsi e la situazione è molto, ma molto imbarazzante. La poveretta resiste dietro un muro sorridente ma dentro si strugge e soffre per la situazione. Tutto sembra volare via e il matrimonio arriva in fretta, così in fretta che un momento prima la sua vita era abbastanza piacevole, e un attimo dopo si trova nella sua camera da letto nella sua nuova casa, con James che prende prudentemente le distanze fisiche ed emotive. 
Cordelia, in questo romanzo, ci mette un pochino a riprendere in mano la situazione e, quando lo fa, è come se fosse maturata di dieci anni. Alcuni degli amici rimangono indietro, mentre lei si proietta in avanti e procede con un principio in testa: dignità. Non importa quanto sia innamorata di James, non gli permette di umiliarla, non importa quanti dubbi possa avere su Cortana e il senso di colpa di farsi fregare da un personaggio molto più potente di lei, semplicemente non accetta il compromesso di essere vittima degli eventi e dei sentimenti. Ovviamente c'è ancora molta strada da fare, ma per me è già stato un miracolo che Cordelia non mi risultasse indigesta.
James, dove cominciare. Allora, come personaggio mi piace, lo trovo un buon mix equilibrato tra bravo ragazzo e scapestrato, con un piccolo twist di sporcaccione. In questo romanzo, poi, dimostra di avere almeno un po' di cervello e una volontà di ferro. Quello che non mi ha convinta molto è che non si bilancia. Mentre altri personaggi, in un certo senso, vengono costretti ad esporsi e uscire dall'ombra e dall'indecisione, James galleggia sopra questa nuvola di vaghezza, non si decide ad essere una o l'altra cosa, tanto peggio che la trama legata a lui viene costruita in un crescendo per poi rimanere in sospeso: le visioni, gli incubi eccetera...si scopre il perché ma il a cosa serve no, suppongo sia stato tenuto per il terzo romanzo della serie.
Tolti i due protagonisti, passo ai personaggi più interessanti: Matthew, lo adoro, so che mi regalerà una dose enorme di angst addirittura più di quanto abbia già dispensato e I'm here for it. Non vedo l'ora. Mi è piaciuto tantissimo che finalmente lo si guardi con più attenzione, che James riconosca i suoi meccanismi autodistruttivi e che Cordelia riesca a fare breccia nella sua corazza e tirare fuori una profondità di sentimenti di cui sospettavo l'esistenza. Lo adoro, spero tanto che diventi protagonista perché secondo ha un enorme potenziale inespresso.
Lucie e Jessie, cosa dire, sono un po' il duo tragico che sulla lunga mi ha fatto perdere interesse. Purtroppo Lucie è un personaggio un po' infantile, rimane nel suo mondo di fantasia e quando è costretta a fare i conti con la realtà non lo accetta e si caccia in una situazione che chiude il romanzo e che aprirà, quasi sicuramente, il seguito. Jessie mi piace abbastanza ma non è che abbia molto margine per fare cose, no?
Alastair e Thomas, ok qua entriamo nel reame del vero tormento emotivo. Thomas è uno di quei personaggi che nel primo romanzo era praticamente trasparente, c'era non c'era e non si sentiva la differenza. Ma qui, stranamente, esce fuori dalla nebbia e decide che deve farsi soffrire un pochino. Poi è stato associato ad Alastair che è l'esempio perfetto di personaggio che si boicotta e fa lo stronzo per nascondere il dolore. Adoro tantissimo, prevedo grandi dosi di angst.
Poi c'è l'inserimento del pov di Grace e signori, odiosa pure quando ci fanno capire che ha avuto una vita difficile. Rimane un personaggio troppo grigio per essere positivo, troppo inquinato per potersi redimere - quanto meno per ora - e francamente pure alla fine la prenderesti a schiaffi. 
Trama, o l'assenza di essa. Tutta la questione degli omicidi sembra essere chissà cosa e poi sfuma via in un confronto che, siamo sinceri, non ha molto senso. Ok che ci sono degli squilibri di poteri, ma il finale un po' scontato mi ha smontata un pochino e ci sono rimasta male. Speravo in un risvolto più contorto e oscuro e pericoloso, invece è un medio leggero che, dopo tutte queste pagine, lascia un sapore amaro in bocca.
Quindi, da un lato tutto questo malumore adolescenziale mi è piaciuto, ma dall'altro avrei gradito un contrappeso più importante per la trama in modo da bilanciare il romanzo e mantenere viva l'attenzione e il coinvolgimento. Ovviamente leggerò anche il prossimo romanzo, quando si degnerà di uscire, ma per ora mi prendo una sacra pausa.

18 luglio 2022

Christelle Dabos
La memoria di Babel

Serie L'Attraversaspecchi 3
Titolo originale La Mémoire de Babel

Trama
Edizioni e/o
Ebook | € 11,99
Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn?






Commento
In questi giorni di isolamento ci sono poche cose che posso fare, a parte disinfettare la casa con litri di Amuchina. Una di queste è leggere, azione ormai rara nella mia routine quotidiana. In attesa di giorni negativi, approfittando di una strana quanto sospetta lucidità mentale e di insonnia da immobilità, mi sono attaccata al Kindle e ho terminato di leggere La memoria di Babel, che languiva da settimane e accusava delle mie brevi sessioni di lettura.
Essendo questo il terzo romanzo della serie, un po' mi aspettavo il calo fisiologico perché si sa che nelle serie il terzo è sempre il libro più critico, e sebbene questo calo ci sia stato devo dire che non ho accusato granché del senso di vaga delusione generale. La prima parte è sicuramente quella meno appassionante, ma la seconda riesce a riprendere il ritmo e a catturare l'attenzione, tanto che mi sono sparata gli ultimi 30% in una volata unica.
La storia inizia dopo tre anni dagli eventi del secondo romanzo e Ofelia, che è tornata sulla sua Arca senza troppa resistenza, si ritrova in una posizione per lei ormai troppo stretta. Viene tenuta d'occhio e ogni sua azione è controllata e giudicata al punto che si lascia andare ad uno stato di inerzia totale. Non lavora più al Museo, ormai censurato e rovinato, non desidera nemmeno cercare altrove un lavoro che le riempia le giornate, semplicemente si limita a sopportare il passare delle giornate rimuginando su quello che è successo e sulla grande assenza nella sua vita: Thorn.
In questa situazione Ofelia comincia a stufarsi del silenzio, delle assenze e della sua incapacità di uscire da uno schema che l'ha sempre resa spettatrice e mai protagonista della sua vita. Un giorno, finalmente, l'Ambasciatore rientra nella sua vita per salvarla e per darle l'occasione di agire, una volta ogni tanto.
Così Ofelia decide che è arrivato il momento di smettere di stare in attesa che le cose accadano e, invece, di prendere in mano la situazione e cominciare lei stessa la ricerca. Oggetto della spedizione: trovare Thorn e venire a capo di questo mistero legato a Dio e per farlo Ofelia si infiltra nella maglie di un'Arca molto lontana e molto diversa dalla sua.
Babel è l'Arca ideale, tutti sono rispettosi delle regole, c'è una censura totale che, per assurdo, è ben accettata dalla popolazione che inneggia allo stile di vita retto e giusto di Babel. Con l'obiettivo di svelare il mistero di una vecchia cartolina e di penetrare negli archivi segreti di Babel, Ofelia intraprende il lungo e difficile percorso per entrare nel gruppo di studiosi che si occupa di analizzare tutti i libri di Babel e catalogarli in base a delle strane richieste da parte del capo del Memoriale, un certo sir Henry.
Ofelia passa mesi a superare test, prove sfiancanti, minacce, percosse, tutto per raggiungere il centro del Memoriale, salvo poi incontrare il famoso sir Henry e scoprire che le cose, finalmente, stanno prendendo la giusta piega.
Proprio quando pensavo di aver raggiunto il punto più noioso del romanzo ecco che le cose di fanno interessanti e la storia prende un bel ritmo serrato fino al culmine del finale che è sia ben fatto che sorprendente. Ora, per quanto abbia trovato alcune parti molto intriganti e certe scene avventurose e curiose, il mood generale non è allo stesso livello dei primi due romanzo. L'ambientazione è sempre meravigliosamente dettagliata e varia, l'autrice non si ripete mai e la sua fantasia e il dettaglio delle sue descrizioni è ancora il punto forte della serie, eppure Babel è forse meno carismatica rispetto ad Anima o Polo, perché anche Ofelia ha poco spazio di manovra e si sposta poco, ma quel poco che si vede è molto affascinante.
I personaggi secondari nuovi non sono molti e, onestamente, sono poco eccentrici ma forse l'autrice mi ha abituata troppo bene e mi mancano le stranezze di una Berenilde o dell'Ambasciatore. L'unico nuovo personaggio veramente interessante è Vittoria ed è grazie a lei che il romanzo si chiude su un cliffhanger che è un oh shit detto ad alta voce con sentimento.
Credo sia inutile dire che andrò avanti con la serie perché ormai devo sapere come finisce e il mondo creato dalla Dabos mi piace veramente tanto ed è un piacere da leggere. Spero di riuscire a smaltire altro e non cadere subito nella tentazione di buttarmi sul quarto romanzo (anche perché non ce l'ho ancora...).

23 maggio 2022

Christelle Dabos
Gli scomparsi di Chiardiluna

Serie L'Atttraversaspecchi 2
Titolo originale Les Disparus du Clairdelune

Trama
Edizioni E/O
ebook | € 11,99
Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso...
Se c'era una cosa che aveva capito nella vita, era che gli errori sono indispensabili per costruirsi.
Commento
Considerando il trend depresso e il ritmo lentissimo delle mie letture, il fatto che sia riuscita ad agganciare una serie che su due titoli letti abbia mantenuto un voto così alto è un miracolo fatto e finito.
Da quando ho cambiato lavoro leggo meno. Non che il tempo che dedico alla lettura rispetto a prima sia diminuito, è esattamente lo stesso, ma la mia testa è talmente dirottata verso il lavoro che non mi accorgo nemmeno di aver passato i 35 minuti di treno con un libro chiuso in mano mentre - in sostanza - lavoro sul cellulare.
Da un lato questa cosa mi intristisce, dall'altro mi sono resa conto che leggevo romanzi a caso, pur dopo il grosso rallentamento di pubblicare una sola recensione a settimana. Spesso leggevo romanzi facili e veloci per mantenere la programmazione, raramente mi permettevo di prendermi pause.
Ora, invece, che sono costretta a rallentare, mi godo la lettura e la scelta dei titoli, con la Dabos mi è capitata una cosa che non sperimentavo da un po': l'anticipazione.
Non vedo l'ora di leggere il terzo romanzo della serie, appena me lo presteranno, e questo mi rende molto felice.
Sulla scia del primo romanzo, riprendo le stesse identiche osservazioni fatte sullo stile della Dabos, sulla sua capacità di rendere questo mondo tridimensionale e solido, con quel mood da animazione giapponese di qualche anno fa che qui, forse più che nel primo, esce fuori con una prepotenza ancora più forte. Il cambio di set non ha patito di mancanza di fantasia e di immaginazione, la ricchezza del world buildin si ripete e si arricchisce con l'inserimento di altri personaggi, di sentimenti sotterranei e di una trama che comincia a farsi intravedere tra le supposizioni.
Il punto forte del romanzo, se guardo un po' al di là dell'ambientazione, che è un personaggio già di suo, sono i personaggi. Ofelia sveste i panni della ragazza silenziosa e sottomessa, diventa più intraprendente e coraggiosa, e il fatto che sia una protagonista attorno al quale gira la storia non mi pesa per niente: la sua goffaggine non è romanticizzata, la sua personalità e il suo aspetto non diventano magicamente quelli della solita bellona sotto gli stracci: rimane fedele a se stessa ma migliora. Stesso discorso per Berenilde e la zia, per Thorne che si riscalda leggermente e dimostra di essere in grado di esercitare un fascino tutto suo, poi abbiamo lo spirito di famiglia Odino, un gigante bianco e potente senza memoria a lungo termine e, ciliegina sulla torta, questo Dio che non si capisce dov'è, chi è e cos'ha combinato. Vogliamo parlare dell'Ambasciatore? Ho temuto un attimo che potesse diventare il terzo incomodo, ma la scelta dell'autrice di tirarlo giù dal piedistallo con una certa fretta e brutalità mi ha quasi fatta sorridere. Dall'essere affascinante e pericoloso, diventa uno che si veste di stracci e buchi ma che sotto al fascino e al libertinaggio nasconde un cervello funzionante e un'insoddisfazione profonda della sua vita. L'Ambasciatore è stato un bel personaggio, curioso e particolare come tutti gli altri. Il bambino psicopatico con gli occhiali a fondo di bottiglia? Geniale! La meccanica e l'architetta? Geniale e geniale. I personaggi sono tutti così ben fatti e originali che non c'è modo di rimanerne delusi.
La trama, che all'inizio non si inquadra bene, è una di quelle che pare non farsi mai vedere e quando sbuca sale il dubbio che sia tirata per i capelli e serva solo per portare la storia ad un certo punto.
Trust me on this, la trama con il suo mistero da risolvere, rapimenti, uccisioni misteriose e scadenze incredibili è stata una rivelazione: semplice, logica, lineare ma, allo stesso tempo, divertente e appassionante. Detto da me, poi, la dice lunga, se una trama a tinte gialle mi è piaciuta è chiaro che è stata gestita in un modo che l'ha immersa nella narrazione al punto che il suo emergere lentamente e timidamente è quasi in linea con tutto il romanzo.
Promuovo, promuovo anche per il finale che, per forza di cose, devo commentare perché il cliffhanger è in parte la causa della mia anticipazione per il terzo romanzo. Vogliamo parlare di Thorne? Che ha un'improvvisa trasformazione e le sue azioni sono le più inaspettate? Il brusco cambio di rotta è stata una scossa di adrenalina, un twist di trama che non avevo previsto e che mi fa ben sperare per i seguiti.
Per ingannare l'attesa del terzo romanzo ho iniziato un classico, quindi prevedo di affrontare il nuovo titolo con una certa fame di leggerezza.

2 maggio 2022

Christelle Dabos
Fidanzati dell'Inverno

Serie L'Attraversaspecchi 1
Titolo originale Les Fiancés de l'hiver

Trama
Edizioni E/O
ebook | € 11,99
In un universo composto da ventuno arche, tante quanti sono i pianeti che orbitano intorno a quella che fu la Terra, vive Ofelia. Originaria dell'arca "Anima", è una ragazza timida, goffa e un po' miope ma con due doni particolari: può attraversare gli specchi e leggere il passato degli oggetti. Lavora come curatrice di un museo finché le Decane della città decidono di darla in sposa al nobile Thorn, della potente famiglia dei Draghi. Questo significa trasferirsi su un'altra arca, "Polo", molto più fredda e inospitale di Anima, abitata da bestie giganti e famiglie sempre in lotta tra loro. Ma per quale scopo è stata scelta proprio lei? Tra oggetti capricciosi, illusioni ottiche, mondi galleggianti e lotte di potere, Ofelia scoprirà di essere la chiave fondamentale di un enigma da cui potrebbe dipendere il destino del suo mondo.
Nonostante quello che pensava Thorn, Ofelia aveva l'intima convinzione che su quell'arca non potessero essere tutti ipocriti, corrotti e assassini, dovevano per forza esserci anche persone degne di fiducia, toccava a lei trovarle.

Commento
Mentre ero in attesa del treno (stranamente in ritardo *ironico*), dopo aver appena finito un ebook, non sapendo che cavolo fare di me stessa ho pensato di cominciare subito un nuovo romanzo, perché era veramente l'unica cosa che avevo voglia di fare. Mi ha sorpresa che la mia esplorazione del Kindle mi abbia portata a scegliere un titolo che avevo da tempo in tbr e che, a dirla tutta, non avevo mai voglia di leggere secondo quel principio che più un romanzo è pubblicizzato meno mi attira. Ma ormai questa serie ha passato il picco di interesse, quindi ho riscoperto il motivo che mi aveva spinta a metterla nella mia lista: la speranza di trovare una serie ben costruita che non fosse un trattato di spiegoni o un riassunto senza alcuna spiegazione e nessuna traccia di magia/fantasia.
Non avendo grandi - o meglio, nessuna - aspettativa, ho iniziato Fidanzati dell'inverno pensando di annoiarmi e di arrancare per poi droppare completamente la serie. Mi sono ricreduta molto in fretta, non solo perché alla fine la storia mi è piaciuta, ma anche perché la struttura della trama, il worldbuilding e la solidità dell'elemento magico (chiamiamolo così) sono stati i veri attrattori che hanno esercitato su di me una presa solida.
Protagonista della storia è Ofelia, una ragazza che vive sull'Arca di Anima e che ha ereditato l'abilità di leggere di oggetti attraverso il tocco delle sue mani e, dono raro, quello di attraversare lo spazio usando gli specchi. Ofelia è silenziosa, a tratti passiva, si interessa solo del suo Museo e subisce un po' i caratteri più dominanti dei suoi familiari. Pur avendo doni speciali, Ofelia tende a passare inosservata a causa dei suoi modi modesti e del suo aspetto un po' trascurato, ma sotto quest'aria da addormentata c'è una mente che lavora e che prende nota di ogni cosa. Del resto c'è un vantaggio ad essere così sottovalutati, si è presenti quando non si dovrebbe e si sente ciò che non si dovrebbe sentire.
La sua routine viene completamente distrutta alla notizia di essere stata scelta come futura sposa di un membro dell'Arca Polo nel nome di un'alleanza tra Arche. Ofelia non capisce perché sia stata scelta proprio lei, ma pare che in realtà di lei non importi niente a nessuno, al suo posto avrebbe potuto esserci una ragazza qualsiasi. Sradicata improvvisamente dalla sua vita, Ofelia si ritrova in viaggio verso Polo con una zia, Roseline, che nemmeno conosceva bene e con, Thorn, il suo promesso sposo che non promette niente di buono: alto, pallido, magro, gelido e austero nei modi. All'arrivo a Polo la situazione si palesa subito nella sua drammaticità: Ofelia non è la benvenuta e la sua presenza lì scatena rischi che si faticano ad evitare. Tenuta segregata in casa dalla zia di Thorn, Berenilde, e successivamente camuffata come valletto a Città Cielo, Ofelia subisce quella trasformazione obbligatoria che una persona pratica e di buon senso affronta quando è costretta dalle circostanze: ok avere un carattere modesto, ma essere presa per scema no. Ofelia tira fuori una grinta e una durezza che non pensava di avere e dimostra a tutti e, in particolare, a Thorn di che pasta è e può diventare.
Allora, lasciando un attimo da parte la trama, che è comunque veramente ben costruita e distribuita lungo il romanzo, secondo me la parte più bella in assoluto e quella che cattura l'attenzione è la descrizione dei luoghi e delle persone, l'immaginazione dell'autrice nel creare un mondo molto originale e ben contestualizzato che non cade dal nulla e nel nulla sparisce. I dettagli ci sono ma non sono mai eccessivi, ci sono chiarimenti, descrizioni, spunti che contribuiscono a creare un'immagine ben precisa nella propria mente e per me questa immagine ha il sapore di un film Studio Ghibli e Myazaki insieme: reale ma fantastico, un po' strano e troppo colorato, dalle forme inusuali ma sempre logico e razionale nel suo insieme.
La lettura di questo romanzo è stata molto gradevole, con la giusta dose di avventura e di intrigo immersi in questo mondo di fantasia che funziona sul serio e che non lascia un senso di vuoto o di confusione. L'aspetto romantico, se devo essere onesta, non è granché ma si capisce anche che è voluto e che al momento non è al centro della narrazione. Del resto Thorn è un personaggio strano che si vede poco e che fa poco, ma suppongo che in futuro avrà un po' più di spazio e di senso. Ofelia è un buon personaggio che funziona in questa storia e in questo genere, al momento non trovo grossi difetti e non mi ha dato ai nervi neanche una volta, e per me è già una vittoria.
Ho iniziato subito il secondo romanzo perché mi rilassa, mi diverte, e non temo una cocente delusione. 

7 marzo 2022

Deborah Harkness
Il Bacio delle Tenebre

Serie All Souls 3
Titolo originale The Book of Life

Trama
Piemme
pag. 699 | € 12,90
Quando la giovane studiosa di alchimia Diana Bishop ritrovò nella biblioteca Bodleiana di Oxford un manoscritto rimasto nascosto da secoli, la sua vita cambiò completamente: non solo perché il potere di quel manoscritto le permise di accettare la sua vera natura di strega, ma anche perché grazie a esso conobbe Matthew Clairmont, vampiro, professore di genetica appassionato di Darwin. Da allora, in un viaggio attraverso un mondo popolato di umani ma anche di creature ultraterrene, hanno condiviso un grande amore proibito, e insieme hanno tentato di scoprire i segreti celati nel manoscritto da cui tutto ebbe inizio. Oggi sono tornati: pronti ad affrontare una nuova minaccia, quella dell'estinzione della loro specie. Sempre più incombente, soprattutto ora che alcune pagine del codice Ashmole 782, in cui è contenuto il segreto della loro sopravvivenza, sono scomparse. Tra dimore cariche di segreti, e antiche e misteriose biblioteche, Diana e Matthew continueranno la loro battaglia. Potere, passione, amore, appartenenza, passato e presente: i temi che i fan di Deborah Harkness hanno amato ci sono tutti in questo trionfale ritorno, terzo capitolo della Trilogia delle Anime, in cui finalmente verità antiche quanto le streghe stesse saranno svelate.
Non ti servono parole per dirmi ciò che provi. Io ti vedo, anche quando ti nascondi dal resto del mondo. Io ti sento, anche quando sei in silenzio.
Commento
Here we are, ho terminato la trilogia.
Ero un po' indecisa sul voto, perché tre e mezzo è stato il mio primo pensiero, ma poi a mente fredda ho tenuto conto di alcune cose e ho deciso di alzare un pochino per arrivare a quattro e chiudere la trilogia con pace e serenità.
Facendo un paragone con i primi due titoli direi che il primo romanzo rimane il migliore, quello più ricco e intenso, il secondo è quello che puccia il piedino in un altra epoca storica e perde slancio, mentre il terzo si riprende un attimo ma non riesce comunque a ritornare allo standard del primo. Tutto sommato non posso certo lamentarmi, spesso le trilogie sono una vera delusione ed è raro che tutti i romanzi abbiano la stessa qualità o, addirittura, abbiano una qualità che va in crescendo. Secondo me, in questo caso, è più importante sapere che i fili narrativi vengono chiusi e che la qualità della narrazione, dello stile e della storia in generale non cambia e non perde la sua identità.
La trama a me è piaciuta, siamo tornati al tempo presente e i fili della storia stanno convergendo verso una risoluzione finale. Entrano in campo nuovi personaggi, positivi e negativi, quelli che erano usciti di scena rientrano e i soliti noti, quando sulla scena, servono ad uno scopo.
Ecco, la prima cosa positiva di questo romanzo è che i personaggi, anche se sono tanti, hanno tutti un'utilità, uno scopo, non c'è veramente uno spreco di spazio e nessuno urta i nervi perché non serve a una mazza. In più, sempre parlando di personaggi, il miracolo vero è che i due protagonisti non perdono verve, non diventano due cuore di panna trottolino amoroso, due mollaccioni che in nome dell'amore perdono ogni cosa: al contrario, pur portando avanti una gravidanza, Diana - o forse dovrei dire l'autrice - non fa girare il mondo e la trama attorno al pancione e poi ai bambini. Ci sono, ok, ma la trama risiede altrove e non cade mai nello stucchevole e nell'immagine della famiglia da Mulino Bianco.
Dicevo, la trama. Abbiamo tre grossi blocchi di trama da sbrogliare: il primo è la questione della rabbia del sangue che Matthew vuole risolvere a tutti i costi, la seconda è Benjamin, che spunta fuori all'improvviso con un piano diabolico e nessuno riesce a trovarlo e, infine, ovviamente abbiamo il famoso Ashmole 782 da trovare e da capire. In tutto questo si infilano i poteri di Diana che, finalmente, cominciano a spuntare fuori in modo importante e a diventare davvero uno strumento magico a servizio della storia. Questi tre blocchi si intrecciano tra loro perché hanno tutti un'unica possibile risoluzione e devo dire che, per quanto ci si arrivi con un ritmo lento e pacifico, a me ha soddisfatto parecchio.
La coppietta Diana e Matthew, che nel secondo romanzo hanno giocato un po' alla famiglia felice, in questo ultimo romanzo sono costretti a separarsi quando le cose richiedono interventi su piani diversi, ma ovviamente c'è tutta la questione della separazione, di cose lui può reagire e perdere il controllo, di come lei soffra e si strugga di preoccupazione anche se non ce n'è bisogno, però non si trasformano nella versione patetica di se stessi e in un certo senso assecondano la parte romantica del romanzo che li vuole coppia predestinata inseparabile ecc. ecc. e va bene, ma il succo vero della storia è la relazione Ashmole 782 e Diana e lì sì che partono le stranezze della storia. A me è piaciuto, ripeto, ma sento un vago senso di vuoto quando penso al fatto che avrebbe potuto diventare una Galadriel con l'unico anello e invece rimane frenata perché si sa, i buoni devono fare i buoni ecc. ecc. Ok, va bene tutto come da manuale ma scarica un po' di magia e friggi genti e cose.
Delusioni personali a parte, il romanzo funziona, risolve, spiega, chiude, fa tutto quello che deve fare e a volte regala lo zuccherino, ma - perché c'è sempre un ma - non è succoso come il primo.
Non ho altro da aggiungere, non ho ancora deciso se leggerò lo spin-off su Marcus, ma intanto lo tengo buono perché non si sa mai ed è sempre saggio avere un romanzo come questi da parte, perché quando arriva quel bisogno particolare poi è dura trovare qualcosa che lo soddisfi.