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27 ottobre 2023

Stephanie Garber
C'era una volta un cuore spezzato

Serie Once Upon a Broken Heart 1
Titolo originale Once Upon a Broken Heart

Trama
Rizzoli | ebook | € 9,99
Evangeline Volpe ha sempre creduto nell’amore e nel lieto fine… Fino al giorno in cui scopre che quello che credeva essere il ragazzo della sua vita sta per sposare un’altra. Nel disperato tentativo di impedire le nozze, Evangeline stringe un patto con il Fatidico Principe di Cuori, affascinante quanto malvagio. In cambio del suo aiuto, il Fato chiede a Evangeline tre baci, che dovrà dare quando e a chi deciderà lui. Ma già al primo dei tre baci promessi, Evangeline impara a sue spese che mettersi in affari con un immortale può rivelarsi un gioco molto pericoloso, e che ciò che il Principe di Cuori vuole da lei è più di quanto si è fatto promettere. I piani che ha fatto per Evangeline potrebbero portare al più straordinario dei lieto fine o alla più spettacolare delle tragedie…


Commento
Anche io volevo leggere i romanzi che tutti leggevano, volevo avere tra le manine le belle copertine che mi riempivano il feed di IG, insomma volevo salire sul treno.
Ho scelto male, forse. Non so, forse ho sbagliato io pensando che la Garber, nome noto, potesse essere una specie di garanzia. Anche se Caraval è passato nella mia libreria millenni fa. Sarà l'età che gioca scherzi con la memoria, sarà il mio gusto che sta invecchiando insieme a me, qualsiasi sia il motivo mi sento in diritto di urlare ai quattro venti che l'hype era FALSOH.
Sì, è una lettura carina. Sì, l'idea è carina. Ma NON è un bel romanzo, non è materiale per essere un caso da ricevere così tanta pubblicità. Poi ognuno pensi ciò che vuole, io non mi sono mai sentita così distaccata e vecchia dalle masse di bookstagrammer e booktoker (neanche ce l'ho TikTok).
Problema fondamentale che ha fatto tracimare il mio odio in modo esponenziale: Evangeline Volpe.
Per carità capisco che ci sono delle necessità di traduzione per mantenere il senso delle cose, ma da Fox a Volpe dai, io già rido. Evangeline è quanto di più idiota di possa leggere: è una giovinetta che frulleggia qua e là nel negozietto di papino caro perché è così pittoresco essere un rigattiere, non le interessa la luce del sole vuole solo stare nella sua polvere. Ok, fino a qui. Poi scopriamo che papino caro è morto e lei è stata fregata dalla matrigna crudele (Cinderella anyone?) che vuole far brillare la figlia e far sparire Evangeline. La ragazza, poverina, sopporta questa ingiustizia perché il suo grande amore le ha dichiarato eterno amore, salvo poi ghostarla e fidanzarsi con la sorellastra. Evangeline, anima pura e ingenua, non può credere che il babbeo possa averle fatto questo e così corre dal Principe di Cuori piangendo e disperandosi chiedendogli di fare qualcosa e fermare il matrimonio. Siccome lei è scema e lui è furbo, il nostro caro fa esattamente quello che gli viene chiesto ma a sua discrezione.
Così Evangeline scopre che Princy ha trasformato tutti in pietra, di fatto fermando il matrimonio, ma lei è tanto buona e altruista e scema e decide di sacrificarsi diventando pietra per liberare gli altri.
La roteazione dei miei bulbi oculari aveva raggiunto una velocità sufficiente a farmi decollare. Ma non basta! Risvegliata da questo incantesimo, Evangeline si ritrova a vivere con la matrigna e la sorellastra che piange lacrime di coccodrillo (lo capiscono tutti tranne lei), ma la sua fama di eroina la porta a viaggiare come rappresentate dello Stato nei paesi del Nord dove lei - ATTENZIONE - spera di poter incontrare il Principe delle terre del Nord e sposarlo. Così, de botto senza senso. WTF a rotazione vorticosa. A questo punto sono costretta a leggere di questa adolescente, che pare uscita dal Cioé, svolazzare felice e programmata a farsi sposare da questo Apollo che pare un villain scemo della Disney, mentre finge di essere preoccupata per la presenza dei Principe di Cuori che in realtà si fa gli affari suoi e la usa come pedina per far avverare una profezia.
A questo punto io non ricordo più nulla, odiavo tutti e tutto e mi faceva schifo leggere ma ormai mi mancava così poco che mi sono detta e dagliela una seconda chance ma mi ha tradita giocando la carta della tresca tra Cuoricino e Volpacchiotta.
Io non ce la posso fare, per continuare la serie mi dovete tramortire o pagarmi in pizza gratis per un mese. Quindi mi sembra chiaro che non leggerò il seguito, altrimenti il mio nutrizionista mi mette ad albume per un mese e io voglio vivere.

29 settembre 2023

Naomi Novik
Scholomance. Lezioni pericolose

Serie The Scholomance 1
Titolo originale A Deadly Education

Trama
Mondadori | 264 pag. | € 19,00
La Scholomance è una scuola di magia diversa da tutte le altre. Qui non esistono insegnanti né vacanze, e non è possibile riuscire a stringere amicizie disinteressate perché gli unici legami che si possono costruire sono strategici. Soprattutto, è una scuola dove il fallimento è sinonimo di morte certa (sul serio!). Le regole, alla Scholomance, sono drammaticamente semplici: non devi mai aggirarti da solo per i corridoi della scuola. E devi prestare continua attenzione ai mangia-anime, pericolose creature mostruose che si annidano ovunque. Sopravvivere è più importante di qualsiasi voto. Una volta entrato nella scuola, infatti, hai solo due modi per uscirne: diplomarti... o morire! Ma l'ingresso alla Scholomance di una nuova studentessa, El, è destinato a cambiare le carte in tavola e a portare alla luce alcuni segreti dell'istituto. Galadriel "El" Higgins, infatti, è straordinariamente dotata. Forse, tra tutti gli studenti, è l'unica preparata a una scuola tanto pericolosa. Pur non avendo dalla sua un gran numero di alleati - la maggior parte degli studenti la tiene a distanza perché di lei ha molta paura...e perché non è quel che si dice una ragazza amabile - e non incarnando esattamente l'idea di eroina senza macchia, potrebbe senza troppi sforzi evocare un potere oscuro così forte da radere al suolo intere montagne e annientare milioni di persone ignare e innocenti. Per lei, infatti, sarebbe un gioco da ragazzi usare la sua magia per sbarazzarsi una volta per tutte dei mostri che infestano la scuola e che attendono la notte per aggredire e uccidere i suoi compagni. Il problema non proprio trascurabile è che farvi ricorso potrebbe portare alla morte di tutti gli altri studenti...
Adoro avere crisi esistenziali all'ora di andare a letto, è così riposante.
Commento
Da cosa cominciare.
Non sapevo dell'esistenza di questa serie, l'ho scoperta guardando un video su YT di una tizia che parlava di make-up ed è finita a raccontare di cosa stava leggendo. Mi sono detta che se la mia biblioteca avesse avuto il primo titolo in catalogo prima o poi lo avrei letto. Poi mi sono preparata la lista delle letture estive e ho deciso di infilarlo dentro e leggerlo, persino prima di tutti gli altri.
Il mio commento a caldo è che è un romanzo carino, con parecchi difetti, che si salva principalmente grazie all'idea di base che, in ogni caso, non è niente di nuovo. Il mio voto rispecchia questa valutazione, onestamente non so se vorrò continuare con la serie perché per quanto sia stata una lettura piacevole non ho voglia di trafficare con il prestito di ebook.
Cominciamo con la storia.
Galadriel - sì, come l'elfa - è una ragazzina che ha sempre vissuto con la madre mezza hippy e una maledizione sul capo: il suo potere può distruggere il mondo. Gal, anche se ha questo destino di maga oscura, è decisa a non lasciarsi sfuggire di mano il controllo della situazione, eppure questa sua natura e il suo carattere oscuro e spigoloso la trasformano in una reietta amata solo dalla madre. Invece di essere una piagnucolona, Gal è una cazzutissima che, pur soffrendo di solitudine, non espone il ventre molle e mostra solo una durissima corazza.
Quando entra nella Scholomance i suoi tentativi di fare gruppo muoiono subito e Gal si rassegna ad essere un'emarginata che, probabilmente, morirà molto prima del diploma.
La Scholomance è una scuola di magia che si autogestisce, non ci sono insegnanti o adulti di nessun tipo, è una struttura che vive di vita - magica - propria e le uniche forme di vita sono gli studenti e i mostri che vogliono cibarsene. L'unico modo sicuro per sopravvivere è entrare in una Cerchia o stringere alleanze con altri studenti, perché il gruppo fa la forza e riduce la possibilità di crepare malissimo. Gal è sola e può contare solo sulle sue notevoli forze, ma anche così rischia la vita. Per suo grande disappunto, l'eroe della scuola, Orion Lake, la salva più di una volta e sembra spuntare dal nulla quando lei ha bisogno di aiuto.
Orio è la stella della Scholomance, fa parte della Cerchia di NY ed è dotato di grandi poteri, capace di uccidere mostri senza rompersi un capello. Eppure, nonostante la sua fama, nonostante sia perennemente adulato, Orion non è mai a suo agio in mezzo agli altri, non gli piace essere al centro dell'attenzione e non gli piace il servilismo. Orio si accozza a Gal perché lei è brusca e tratta tutti allo stesso modo e, in un certo senso, offusca la luce di Orion con una dose massiccia di logica, buon senso e rabbia. Il duo è quanto di più strano ci sia, la scuola non fa che cercare di dividerli e Gal tenta di assecondare questa separazione. Il suo obiettivo è rimanere viva, farsi qualche amico e non farsi nemici perché Orion pare abbia una cotta per lei.
La situazione degenera sempre di più, con mostri che risalgono la scuola anche se non dovrebbero, studenti che muoiono brutalmente e Gal che spara colpi di potere che nessuno si aspettava avesse.
Il finale? Un barlume di luce e di speranza per Gal che, forse, non è poi così costretta alla solitudine e alla morte durante il diploma. Unico problema, questa sua strana relazione con Orion.
Allora il mio commento è una sufficienza raggiunta a stento grazie esclusivamente all'idea e alla protagonista. Lo stile, il worldbuilding e la trama sono, purtroppo, molto poco soddisfacenti.
L'idea è molto in linea con il trend del momento, la famosa dark academia, se non altro perché qua gli studenti crepano malissimo e la situazione non è intrisa di finto pericolo. La questione è che un'idea, se sviluppata male, non ha presa sulla mia mente e non si accende la lampadina della curiosità per i seguiti. Galadriel è un personaggio scorbutico, malmostoso, a tratti cafona, eppure è così per un motivo, le circostanze sono più che attenuanti e non finge di essere qualcosa che non è. Certo, il fatto che sia bellissima e che sia la prescelta a distruggere il mondo non profuma di novità, ma almeno è antipatica dall'inizio alla fine.
Il problema principale, per me, è stata la totale assenza di contestualizzazione. Inizi il libro e vieni catapultato dentro questa Scholomance, non ti viene spiegato mai il sistema magico, non hai nessun contesto degli eventi se non quello che viene detto nella storia, tutto regge su fili sottilissimi e trasparenti. Praticamente è da prendere così come viene, e la confusione iniziale è da sbrogliare stando attenti e facendo spallucce.
Lo stile non è niente di speciale, il romanzo si legge e ha un chiaro tono YA, quindi in linea con la storia, però è molto confuso e non so se è un problema di traduzione o se proprio la Novik è amante del butta sul foglio tutto quello che ti passa in testa anche se sono pensieri scollegati. Io non sono fan, infatti è stato il fattore determinante per il mio voto tiepido.
Si salva per la trama, se proprio voglio essere magnanima, che comunque ha un inizio (fumoso), uno svolgimento e una fine (ovviamente aperta al seguito). Non ha abbastanza ciccia sulle ossa, per i miei gusti è sempre troppo confusa e scarna, caotica e infantile, c'è sempre qualcosa che stona.
Detto questo, mi sembra chiaro perché non ho voglia di smanettare con il prestito ebook della biblioteca, non penso che lo sbattimento valga la lettura.
Con questo svolazzo di cattiveria, passo e chiudo.

3 ottobre 2022

Cassandra Clare & AAVV
Ghosts of the Shadow Market

Trama
Mondadori
540 pag. | € 19,90
Il mercato delle ombre è un luogo speciale, dove si possono incontrare fate, licantropi, stregoni e vampiri. Un luogo dove si vendono oggetti magici, si stringono patti oscuri e si sussurrano segreti che nessuno deve conoscere. Tra tutte le creature che qui si muovono, ce n'è una in particolare che, nell'arco di due secoli, lo ha visitato spesso. Si tratta di fratello Zaccaria, che, come fratello silente, è il custode della legge e delle leggende dei nephilim, ma che un tempo è stato uno Shadowhunter chiamato jem carstairs, e come tale ha vissuto un amore grande, quello per la strega Tessa Gray, l'unica donna della sua vita – di allora e per sempre. Seguendolo tra le pieghe di questo luogo magico, incontreremo insieme a lui personaggi iconici dell'universo Shadowhunters: da Anna Lightwood, alle prese con una storia d'amore impossibile, a Matthew fair­child, consumato dal senso di colpa per le conseguenze irrimediabili di una sua azione, a Tessa Gray, costretta a operare sotto i bombardamenti nella città in cui vive. Il mercato delle ombre è un luogo spaventoso e affascinante al tempo stesso, dove ci si può nascondere facilmente, ma dove, se hai rinunciato al tuo cuore, nessuno può salvarti, nemmeno fratello Zaccaria.
You choose to be yourself, your best self. You can be descended from gods and monsters. You can take the light they left you and be a lamp shining out all their light made new. You can battle the darkness. You can choose always to fight and hope. That is what it means to have a great heart. Don't be afraid of being yourself.

Commento
Avevo una vaghissima memoria di avere questo libro nella libreria. La mia edizione in lingua inglese - che, per inciso, non so nemmeno quale sia ma non è in più in commercio - è rimasta enorme come un mattone tra gli altri titoli della serie. Poi mi sono accorta di averla e mi sono detta quale migliore occasione delle ferie per leggere una raccolta di racconti?
Per non so quale incastro della fortuna avevo letto poco prima La Catena di Ferro e, leggendo la raccolta, mi sono ritrovata a evitare una serie di spoiler o di info che altrimenti non avrei potuto evitare/capire. Quindi bene, per fortuna l'ho letto al momento giusto.
La questione è se i racconti mi sono piaciuti e se hanno avuto un senso in tutto l'universo dei romanzi della Clare. Non ho la benché minima intenzione di fare una rece per ogni racconto (zero sbatta, non abbastanza carne al fuoco) quindi sarò breve e concisa.
La raccolta in sé è una lettura molto piacevole ed è anche facile perché leggi un racconto, metti giù, riprendi dopo qualche giorno e non devi recuperare le fila della storia.
Ma c'è un filo conduttore, un elemento che si ripete e che collega - more or less - tutti i racconti: Jem.
Se c'è un personaggio che si è perso nei romanzi è proprio Jem, una volta messo il cappuccio dei Fratelli Silenti puf! è sparito per ricomparire nei momenti più utili. Il problema è che non si è mai andati oltre, una volta chiusa la trilogia Infernal Devices, Jem è rimasto sotto al cappuccio e l'autrice non ha pensato di scoprire cosa c'era sotto. In questi racconti, invece, oltre ad avere un ruolo ben preciso nella trama è stata aperta la finestrella sui suoi pensieri, sul personaggio sotto al cappuccio e - poi - fuori dai panni dei Fratelli Silenti e degli Shadowhunters. Jem diventa una costante, ti aspetti di trovarlo e di scoprire qualcosa di nuovo su di lui e, ad ogni racconto, si segue un percorso che in parte chiude il suo arco narrativo.
I racconti sono organizzati cronologicamente, quindi leggiamo di personaggi già noti e di personaggi nuovi inseriti in momenti centrali dei romanzi delle serie. Faccio un esempio: c'è un racconto che ruota attorno ad uno dei componenti del circolo di Valentine, quindi abbiamo un piccolo focus su come lui era da giovane, prima di tutto, e si intravedono le meccaniche messe in atto per controllare i suoi alleati. Poi c'è un racconto sui genitori di Kit e uno, secondo me il più emotivamente coinvolgente, sul famoso segreto di Matthew.
Ecco, diciamo che in generale questa raccolta va a completare tutti quei piccoli buchi di trama e quelle incognite che sono rimaste in sospeso, quei momenti in cui leggendo si pensa ma dimmelo! e invece la storia non si chiarisce e rimane in sospeso. Sotto questo punto di vista la raccolta è promossa.
Però poi bisogna tenere presente che, pur seguendo un ordine cronologico e pur avendo Jem come elemento di unione, spesso il passaggio tra un racconto e l'altro è un vero salto temporale e ci si mette un pochino a riorganizzare le idee.
Altro esempio: il racconto di chiusura è quasi un anticipo, una premessa ad una trilogia che verrà, perché riprende le fila di una storia raccontata in Dark Artifices e rimette in pista personaggi nuovi (nuovi per la trilogia già chiusa). Ok, lo dico, il Jace del mondo parallelo. Ci ho messo un po' a recuperare i ricordi di quella trama dai meandri della mente, ma alla fine ci sono riuscita, con il conseguente risultato che ora sono in ansia per il mio personaggio preferito di tutti i romanzi della Clare.
Bene, non c'è molto altro che posso dire su una raccolta di racconti. A me è piaciuta e non ci ho trovato grossi difetti, un po' va a gusto e un po' a elasticità personale, poi ognuno decide come percepire questi titoli e cosa farsene. Forse io avrei preferito non avere l'edizione cartacea, questo è il massimo che posso dire di negativo.

5 settembre 2022

Cassandra Clare
La Catena di Ferro

Serie Shadowhunters. The Last Hours 2
Titolo originale Chain of Iron

Trama
Mondadori
pag. 624 | € 22,00
A osservarla da lontano, la vita di Cordelia Carstairs sembrerebbe perfetta. Che altro potrebbe desiderare infatti la giovane donna? È fidanzata con James Herondale, uno degli scapoli più ambiti di Londra, che oltretutto è proprio il ragazzo di cui da sempre è disperatamente innamorata. Ha iniziato una vita nuova ed eccitante a Londra, insieme alla sua migliore amica Lucie Herondale e agli affascinanti amici di James, gli Allegri Compagni. Per di più, sta per riunirsi con l’amato padre e ha con sé Cortana, la leggendaria spada che la sua famiglia si trasmette di generazione in generazione. 
Purtroppo, però, la realtà è ben diversa, e certo molto meno entusiasmante. Per prima cosa, il suo imminente matrimonio con James non è altro che una farsa, organizzato soltanto per salvare la reputazione di entrambi. James, poi, è innamorato della misteriosa Grace Blackthorn, sorella inconsolabile di Jesse, un ragazzo morto anni addietro a causa di un terribile incidente. Per non parlare di Cortana: ogni volta che cerca di utilizzarla, Cordelia si ritrova i palmi delle mani bruciati. Suo padre, inoltre, è molto diverso dall’uomo che conosceva, ora è molto più amareggiato e incattivito. Come se non bastasse, un assassino seriale sta prendendo di mira gli Shadowhunter di Londra. Complice l’oscurità, pugnala indisturbato le sue vittime e poi sparisce, senza lasciare traccia. Insieme agli Allegri Compagni, Cordelia, James e Lucie percorrono in lungo e in largo le strade più pericolose della città per seguire le orme dell’assassino. Ma i segreti che ciascuno custodisce gelosamente rischiano di vanificare tutti i loro sforzi...
E' naturale credere di poter vincere la corsa con le proprie miserie. Ci sono state volte in cui io stesso sono scappato dalle mie fin quasi in capo al mondo. Ma la verità è che il dolore è veloce e fedele. Ti seguirà sempre.
Commento
Sono piccoli problemi di cuore nati da un'amicizia che profuma d'amore...
Ok sono un attimo perplessa. Oscillo tra il dare un voto alto e il dare un voto sufficiente pieno, e il dubbio mi rimane anche ora che ho finito il romanzo da un paio di giorni e sto scrivendo la recensione.
Perché questa perplitutidine? Principalmente per la distribuzione pagine/trama. Pur essendo io grande fan dello slow building e del tormento prolungato, ammetto che in parallelo voglio anche un po' di ciccia, una trama che non si basi quasi tutta sulle dinamiche delle relazioni tra i personaggi.
Qui la situazione è un po' bizzarra: da un lato ho accusato la debolezza della trama, dall'altro mi è piaciuto rilassarmi e godermi le paturnie adolescenziali. Per questo sono così combattuta sul voto, mi rendo conto della traballante qualità generale del romanzo, ma siccome non mi sono annoiata e non ho avuto nemmeno un momento morto penso che sia comunque un segno del fatto che il libro si meriti un bel voto.
Dove eravamo rimasti. Cordelia e James sono fidanzanti e stanno per sposarsi e la situazione è molto, ma molto imbarazzante. La poveretta resiste dietro un muro sorridente ma dentro si strugge e soffre per la situazione. Tutto sembra volare via e il matrimonio arriva in fretta, così in fretta che un momento prima la sua vita era abbastanza piacevole, e un attimo dopo si trova nella sua camera da letto nella sua nuova casa, con James che prende prudentemente le distanze fisiche ed emotive. 
Cordelia, in questo romanzo, ci mette un pochino a riprendere in mano la situazione e, quando lo fa, è come se fosse maturata di dieci anni. Alcuni degli amici rimangono indietro, mentre lei si proietta in avanti e procede con un principio in testa: dignità. Non importa quanto sia innamorata di James, non gli permette di umiliarla, non importa quanti dubbi possa avere su Cortana e il senso di colpa di farsi fregare da un personaggio molto più potente di lei, semplicemente non accetta il compromesso di essere vittima degli eventi e dei sentimenti. Ovviamente c'è ancora molta strada da fare, ma per me è già stato un miracolo che Cordelia non mi risultasse indigesta.
James, dove cominciare. Allora, come personaggio mi piace, lo trovo un buon mix equilibrato tra bravo ragazzo e scapestrato, con un piccolo twist di sporcaccione. In questo romanzo, poi, dimostra di avere almeno un po' di cervello e una volontà di ferro. Quello che non mi ha convinta molto è che non si bilancia. Mentre altri personaggi, in un certo senso, vengono costretti ad esporsi e uscire dall'ombra e dall'indecisione, James galleggia sopra questa nuvola di vaghezza, non si decide ad essere una o l'altra cosa, tanto peggio che la trama legata a lui viene costruita in un crescendo per poi rimanere in sospeso: le visioni, gli incubi eccetera...si scopre il perché ma il a cosa serve no, suppongo sia stato tenuto per il terzo romanzo della serie.
Tolti i due protagonisti, passo ai personaggi più interessanti: Matthew, lo adoro, so che mi regalerà una dose enorme di angst addirittura più di quanto abbia già dispensato e I'm here for it. Non vedo l'ora. Mi è piaciuto tantissimo che finalmente lo si guardi con più attenzione, che James riconosca i suoi meccanismi autodistruttivi e che Cordelia riesca a fare breccia nella sua corazza e tirare fuori una profondità di sentimenti di cui sospettavo l'esistenza. Lo adoro, spero tanto che diventi protagonista perché secondo ha un enorme potenziale inespresso.
Lucie e Jessie, cosa dire, sono un po' il duo tragico che sulla lunga mi ha fatto perdere interesse. Purtroppo Lucie è un personaggio un po' infantile, rimane nel suo mondo di fantasia e quando è costretta a fare i conti con la realtà non lo accetta e si caccia in una situazione che chiude il romanzo e che aprirà, quasi sicuramente, il seguito. Jessie mi piace abbastanza ma non è che abbia molto margine per fare cose, no?
Alastair e Thomas, ok qua entriamo nel reame del vero tormento emotivo. Thomas è uno di quei personaggi che nel primo romanzo era praticamente trasparente, c'era non c'era e non si sentiva la differenza. Ma qui, stranamente, esce fuori dalla nebbia e decide che deve farsi soffrire un pochino. Poi è stato associato ad Alastair che è l'esempio perfetto di personaggio che si boicotta e fa lo stronzo per nascondere il dolore. Adoro tantissimo, prevedo grandi dosi di angst.
Poi c'è l'inserimento del pov di Grace e signori, odiosa pure quando ci fanno capire che ha avuto una vita difficile. Rimane un personaggio troppo grigio per essere positivo, troppo inquinato per potersi redimere - quanto meno per ora - e francamente pure alla fine la prenderesti a schiaffi. 
Trama, o l'assenza di essa. Tutta la questione degli omicidi sembra essere chissà cosa e poi sfuma via in un confronto che, siamo sinceri, non ha molto senso. Ok che ci sono degli squilibri di poteri, ma il finale un po' scontato mi ha smontata un pochino e ci sono rimasta male. Speravo in un risvolto più contorto e oscuro e pericoloso, invece è un medio leggero che, dopo tutte queste pagine, lascia un sapore amaro in bocca.
Quindi, da un lato tutto questo malumore adolescenziale mi è piaciuto, ma dall'altro avrei gradito un contrappeso più importante per la trama in modo da bilanciare il romanzo e mantenere viva l'attenzione e il coinvolgimento. Ovviamente leggerò anche il prossimo romanzo, quando si degnerà di uscire, ma per ora mi prendo una sacra pausa.

18 luglio 2022

Christelle Dabos
La memoria di Babel

Serie L'Attraversaspecchi 3
Titolo originale La Mémoire de Babel

Trama
Edizioni e/o
Ebook | € 11,99
Dopo due anni e sette mesi passati a mordere il freno su Anima, la sua arca, per Ofelia è finalmente arrivato il momento di agire, sfruttare quanto ha scoperto nel Libro di Faruk e saputo dai frammenti di informazioni divulgate da Dio. Con una falsa identità si reca su Babel, arca cosmopolita e gioiello di modernità. Basterà il suo talento di lettrice a sventare le trappole di avversari sempre più temibili? Ha ancora una minima possibilità di ritrovare le tracce di Thorn?






Commento
In questi giorni di isolamento ci sono poche cose che posso fare, a parte disinfettare la casa con litri di Amuchina. Una di queste è leggere, azione ormai rara nella mia routine quotidiana. In attesa di giorni negativi, approfittando di una strana quanto sospetta lucidità mentale e di insonnia da immobilità, mi sono attaccata al Kindle e ho terminato di leggere La memoria di Babel, che languiva da settimane e accusava delle mie brevi sessioni di lettura.
Essendo questo il terzo romanzo della serie, un po' mi aspettavo il calo fisiologico perché si sa che nelle serie il terzo è sempre il libro più critico, e sebbene questo calo ci sia stato devo dire che non ho accusato granché del senso di vaga delusione generale. La prima parte è sicuramente quella meno appassionante, ma la seconda riesce a riprendere il ritmo e a catturare l'attenzione, tanto che mi sono sparata gli ultimi 30% in una volata unica.
La storia inizia dopo tre anni dagli eventi del secondo romanzo e Ofelia, che è tornata sulla sua Arca senza troppa resistenza, si ritrova in una posizione per lei ormai troppo stretta. Viene tenuta d'occhio e ogni sua azione è controllata e giudicata al punto che si lascia andare ad uno stato di inerzia totale. Non lavora più al Museo, ormai censurato e rovinato, non desidera nemmeno cercare altrove un lavoro che le riempia le giornate, semplicemente si limita a sopportare il passare delle giornate rimuginando su quello che è successo e sulla grande assenza nella sua vita: Thorn.
In questa situazione Ofelia comincia a stufarsi del silenzio, delle assenze e della sua incapacità di uscire da uno schema che l'ha sempre resa spettatrice e mai protagonista della sua vita. Un giorno, finalmente, l'Ambasciatore rientra nella sua vita per salvarla e per darle l'occasione di agire, una volta ogni tanto.
Così Ofelia decide che è arrivato il momento di smettere di stare in attesa che le cose accadano e, invece, di prendere in mano la situazione e cominciare lei stessa la ricerca. Oggetto della spedizione: trovare Thorn e venire a capo di questo mistero legato a Dio e per farlo Ofelia si infiltra nella maglie di un'Arca molto lontana e molto diversa dalla sua.
Babel è l'Arca ideale, tutti sono rispettosi delle regole, c'è una censura totale che, per assurdo, è ben accettata dalla popolazione che inneggia allo stile di vita retto e giusto di Babel. Con l'obiettivo di svelare il mistero di una vecchia cartolina e di penetrare negli archivi segreti di Babel, Ofelia intraprende il lungo e difficile percorso per entrare nel gruppo di studiosi che si occupa di analizzare tutti i libri di Babel e catalogarli in base a delle strane richieste da parte del capo del Memoriale, un certo sir Henry.
Ofelia passa mesi a superare test, prove sfiancanti, minacce, percosse, tutto per raggiungere il centro del Memoriale, salvo poi incontrare il famoso sir Henry e scoprire che le cose, finalmente, stanno prendendo la giusta piega.
Proprio quando pensavo di aver raggiunto il punto più noioso del romanzo ecco che le cose di fanno interessanti e la storia prende un bel ritmo serrato fino al culmine del finale che è sia ben fatto che sorprendente. Ora, per quanto abbia trovato alcune parti molto intriganti e certe scene avventurose e curiose, il mood generale non è allo stesso livello dei primi due romanzo. L'ambientazione è sempre meravigliosamente dettagliata e varia, l'autrice non si ripete mai e la sua fantasia e il dettaglio delle sue descrizioni è ancora il punto forte della serie, eppure Babel è forse meno carismatica rispetto ad Anima o Polo, perché anche Ofelia ha poco spazio di manovra e si sposta poco, ma quel poco che si vede è molto affascinante.
I personaggi secondari nuovi non sono molti e, onestamente, sono poco eccentrici ma forse l'autrice mi ha abituata troppo bene e mi mancano le stranezze di una Berenilde o dell'Ambasciatore. L'unico nuovo personaggio veramente interessante è Vittoria ed è grazie a lei che il romanzo si chiude su un cliffhanger che è un oh shit detto ad alta voce con sentimento.
Credo sia inutile dire che andrò avanti con la serie perché ormai devo sapere come finisce e il mondo creato dalla Dabos mi piace veramente tanto ed è un piacere da leggere. Spero di riuscire a smaltire altro e non cadere subito nella tentazione di buttarmi sul quarto romanzo (anche perché non ce l'ho ancora...).

23 maggio 2022

Christelle Dabos
Gli scomparsi di Chiardiluna

Serie L'Atttraversaspecchi 2
Titolo originale Les Disparus du Clairdelune

Trama
Edizioni E/O
ebook | € 11,99
Sulla gelida arca del Polo, dove Ofelia è stata sbattuta dalle Decane perché sposi suo malgrado il nobile Thorn, il caldo è soffocante. Ma è soltanto una delle illusioni provocate dalla casta dominante dell’arca, i Miraggi, in grado di produrre giungle sospese in aria, mari sconfinati all’interno di palazzi e vestiti di farfalle svolazzanti. A Città-cielo, capitale del Polo, Ofelia viene presentata al sire Faruk, il gigantesco spirito di famiglia bianco come la neve e completamente privo di memoria, che spera nelle doti di lettrice di Ofelia per svelare i misteri contenuti nel Libro, un documento enigmatico che nei secoli ha causato la pazzia o la morte degli incauti che si sono cimentati a decifrarlo. Per Ofelia è l’inizio di una serie di avventure e disavventure in cui, con il solo aiuto di una guardia del corpo invisibile, dovrà difendersi dagli attacchi a tradimento dei decaduti e dalle trappole mortali dei Miraggi. È la prima a stupirsi quando si rende conto che sta rischiando la pelle e investendo tutte le sue energie nell’indagine solo per amore di Thorn, l’uomo che credeva di odiare più di chiunque al mondo. Sennonché Thorn è scomparso...
Se c'era una cosa che aveva capito nella vita, era che gli errori sono indispensabili per costruirsi.
Commento
Considerando il trend depresso e il ritmo lentissimo delle mie letture, il fatto che sia riuscita ad agganciare una serie che su due titoli letti abbia mantenuto un voto così alto è un miracolo fatto e finito.
Da quando ho cambiato lavoro leggo meno. Non che il tempo che dedico alla lettura rispetto a prima sia diminuito, è esattamente lo stesso, ma la mia testa è talmente dirottata verso il lavoro che non mi accorgo nemmeno di aver passato i 35 minuti di treno con un libro chiuso in mano mentre - in sostanza - lavoro sul cellulare.
Da un lato questa cosa mi intristisce, dall'altro mi sono resa conto che leggevo romanzi a caso, pur dopo il grosso rallentamento di pubblicare una sola recensione a settimana. Spesso leggevo romanzi facili e veloci per mantenere la programmazione, raramente mi permettevo di prendermi pause.
Ora, invece, che sono costretta a rallentare, mi godo la lettura e la scelta dei titoli, con la Dabos mi è capitata una cosa che non sperimentavo da un po': l'anticipazione.
Non vedo l'ora di leggere il terzo romanzo della serie, appena me lo presteranno, e questo mi rende molto felice.
Sulla scia del primo romanzo, riprendo le stesse identiche osservazioni fatte sullo stile della Dabos, sulla sua capacità di rendere questo mondo tridimensionale e solido, con quel mood da animazione giapponese di qualche anno fa che qui, forse più che nel primo, esce fuori con una prepotenza ancora più forte. Il cambio di set non ha patito di mancanza di fantasia e di immaginazione, la ricchezza del world buildin si ripete e si arricchisce con l'inserimento di altri personaggi, di sentimenti sotterranei e di una trama che comincia a farsi intravedere tra le supposizioni.
Il punto forte del romanzo, se guardo un po' al di là dell'ambientazione, che è un personaggio già di suo, sono i personaggi. Ofelia sveste i panni della ragazza silenziosa e sottomessa, diventa più intraprendente e coraggiosa, e il fatto che sia una protagonista attorno al quale gira la storia non mi pesa per niente: la sua goffaggine non è romanticizzata, la sua personalità e il suo aspetto non diventano magicamente quelli della solita bellona sotto gli stracci: rimane fedele a se stessa ma migliora. Stesso discorso per Berenilde e la zia, per Thorne che si riscalda leggermente e dimostra di essere in grado di esercitare un fascino tutto suo, poi abbiamo lo spirito di famiglia Odino, un gigante bianco e potente senza memoria a lungo termine e, ciliegina sulla torta, questo Dio che non si capisce dov'è, chi è e cos'ha combinato. Vogliamo parlare dell'Ambasciatore? Ho temuto un attimo che potesse diventare il terzo incomodo, ma la scelta dell'autrice di tirarlo giù dal piedistallo con una certa fretta e brutalità mi ha quasi fatta sorridere. Dall'essere affascinante e pericoloso, diventa uno che si veste di stracci e buchi ma che sotto al fascino e al libertinaggio nasconde un cervello funzionante e un'insoddisfazione profonda della sua vita. L'Ambasciatore è stato un bel personaggio, curioso e particolare come tutti gli altri. Il bambino psicopatico con gli occhiali a fondo di bottiglia? Geniale! La meccanica e l'architetta? Geniale e geniale. I personaggi sono tutti così ben fatti e originali che non c'è modo di rimanerne delusi.
La trama, che all'inizio non si inquadra bene, è una di quelle che pare non farsi mai vedere e quando sbuca sale il dubbio che sia tirata per i capelli e serva solo per portare la storia ad un certo punto.
Trust me on this, la trama con il suo mistero da risolvere, rapimenti, uccisioni misteriose e scadenze incredibili è stata una rivelazione: semplice, logica, lineare ma, allo stesso tempo, divertente e appassionante. Detto da me, poi, la dice lunga, se una trama a tinte gialle mi è piaciuta è chiaro che è stata gestita in un modo che l'ha immersa nella narrazione al punto che il suo emergere lentamente e timidamente è quasi in linea con tutto il romanzo.
Promuovo, promuovo anche per il finale che, per forza di cose, devo commentare perché il cliffhanger è in parte la causa della mia anticipazione per il terzo romanzo. Vogliamo parlare di Thorne? Che ha un'improvvisa trasformazione e le sue azioni sono le più inaspettate? Il brusco cambio di rotta è stata una scossa di adrenalina, un twist di trama che non avevo previsto e che mi fa ben sperare per i seguiti.
Per ingannare l'attesa del terzo romanzo ho iniziato un classico, quindi prevedo di affrontare il nuovo titolo con una certa fame di leggerezza.

7 febbraio 2022

Camille Monceaux
La maschera di No

Serie Le cronache dell’acero e del ciliegio 1
Titolo originale Le masque de Nô

Trama
L'Ippocampo
pag. 416 | € 15,90
Le cronache dell’acero e del ciliegio formano una tetralogia ambientata nel Giappone del XVII secolo. Seguiamo due eroi, Ichirō, giovane samurai dal favoloso destino, e la misteriosa Hiinahime, una sconosciuta che si nasconde dietro una maschera nō. Nei primi due volumi l’io narrante è Ichirō, negli altri due toccherà all’eroina Hiinahime raccontare la vicenda. Il primo tomo, intitolato La maschera nō, ripercorre la vita di Ichirō dall’infanzia all’adolescenza. Abbandonato, Ichirō viene cresciuto come un figlio da un ignoto samurai che gli insegna la via della spada. Il ragazzo vivrà un’esistenza solitaria tra le montagne, nel cuore di una natura selvaggia e al ritmo delle stagioni, tra momenti di beatitudine e spensieratezza e un apprendistato che richiede costanza e coraggio. Ma in una tragica notte, la vita di Ichirō viene sconvolta dall’attacco di loschi samurai. Il destino lo porterà allora a Edo (l’antica Tokyo), dove inizierà a esibirsi nei teatri kabuki; lì stringerà le prime amicizie e incontrerà Hiinahime, la sconosciuta con la maschera Nō. Il secondo tomo della tetralogia, La spada dei Sanada, sarà pubblicato ad ottobre.

Commento
Sono molto combattuta. Da un lato vorrei dare un voto basso perché mygod mi sono annoiata, ma dall'altro sono oggettivamente costretta ad alzarlo perché è innegabile che questo sia un libro pensato, curato e che dietro ci sia un progetto che merita di essere riconosciuto. I tre pallini sono un compromesso tra le due cose, più di così non potevo dare.
Intanto sono costretta ad ammettere che ho letto questo romanzo principalmente per due motivi: era in biblioteca e lo avevo aggiunto nella mia wishlist un po' al volo senza curarmene. Siccome ormai sto pescando a caso senza nemmeno leggere le trame, ho fatto un double check ed è finito nella mia pila.
Ammetto anche che, una volta in mio possesso, mi si è accesa una lampadina: chissà per quale motivo, ero convinta che Le Cronache fosse una graphic novel, invece mi sono trovata per le mani un bel mattoncino ingombrante con zero tavole. Va bè, è ovvio che uno se ne fa una ragione e in ogni caso lo avrei letto, ma è veramente spesso e non è che fossi così ansiosa di iniziarlo.
In ogni caso, una volta nella pila o lo lasciavo lì fino a scadenza o lo leggevo. La seconda opzione mi è sembrata la migliore ma, purtroppo, non ho ricevuto un'esperienza di goduriosa sorpresa letteraria.
La storia ha un pregio che può anche essere un difetto: è lenta. Con lenta non intendo che lo stile è noioso, tutto il contrario, ma se alla lentezza si accoppia una trama in cui succede poco o niente il risultato finale non può essere un colpo di fulmine, a meno che non sia proprio quello che cerchi.
Il romanzo inizia quando il protagonista, un bimbo in fasce, viene trovato in mezzo alla foresta da un samurai ritirato a vita solitaria. Il piccolino è stato abbandonato con un ciondolo di foglia d'acero al collo e nessuno conosce la sua storia. Lo seguiamo durante i primi anni della sua vita, con il samurai e la vecchia governante come unici punti di riferimento, isolato dal mondo non solo fisicamente ma anche culturalmente. Il bimbo conosce del mondo solo quello che gli viene insegnato e non ha altri riferimenti: il punto di rottura è quando il passato del samurai entra in conflitto con il loro piccolo nucleo familiare il piccolo Ichiro si ritrova solo, senza un soldo, senza aver mai visto un villaggio, spaventato dalle persone e dal mondo.
A questo punto ci troviamo a metà romanzo e ancora non è successo molto. L'autrice si spende moltissimo nell'entrare nel dettaglio più minuzioso della routine quotidiana di Ichiro e non ha nessun interesse a movimentare le cose perché, a tutti gli effetti, questo romanzo è solo l'apertura di un arco narrativo più lungo. Ma io, che questo non lo so, seguo la lettura aspettandomi sempre una svolta che non arriva e il livello di attenzione cala. Quando finalmente la storia si sposta su un altro piano ecco che ricompare lo stesso modus operandi: l'adolescenza di Ichiro è il secondo blocco, quello più lungo e quello che lo vede passare attraverso anni di fame e sofferenza, un orfano che vive per strada cercando di sopravvivere al clima e alla violenza. C'è un bel momento di speranza quando Ichiro trova finalmente degli amici e successivamente una casa, ma a questo punto entra in scena un altro elemento che devia il filo narrativo e verso il quale io non provo grande trasporto: il teatro. Sì, ok, c'è il collegamento con il titolo e con un personaggio chiave per la storia, ma onestamente a me non è mai interessato e non è scattata la scintilla. Questa misteriosa figura di ragazza che si nasconde dietro la maschera ha il vago sapore di interesse amoroso ma è talmente staccata dal resto della storia che sembra una parentesi inserita, al momento, con l'unica ragione di far scattare il fattore primo amore. Se tanto mi da tanto, è chiaro che questo romanzo si è preso il difficile compito di dare al lettore una conoscenza quasi intima del personaggio, perché raccontare della quotidianità e dilungandosi così tanto sui dettagli che, a volte, non servono, deve per forza avere un senso. Non accetto il contrario. Mi viene anche il dubbio che l'autrice abbia tentato di simulare lo stile nipponico, io non sono un'esperta e ho letto pochi autori giapponesi, ma il poco che ho letto mi è parso volutamente lento, volutamente banale, con la differenza che sotto c'è sempre un nucleo poetico che qua non ho trovato.
Ho terminato il romanzo perché arrivata a metà e mollare non avrebbe avuto senso, ho impiegato 3 settimane del mio tempo perché volevo comunque finirlo e avere un'opinione precisa su cosa fare. Non proseguirò la serie, il primo romanzo ha sicuramente presa su alcuni palati ma non sul mio, anche se il Giappone ha sempre il suo fascino, credo che lo stile dell'autrice non faccia per me.
Chiudo dicendo che il romanzo in sé non ha difetti strutturali, è veramente ben curato sia dentro che fuori, sia nella sostanza che nella forma, ma non ha avuto presa e non mi ha appassionata. Sono perplessa anche di fronte alla categoria in cui viene inserito: per me questo non può essere un libro per ragazzi solo perché il protagonista è un bambino, è un romanzo troppo lungo e lento e ci saranno pochissimi ragazzini che proveranno interesse, ma ad un certo punto sarà l'editore a farsi due conti. Io, siccome sono una vecchia acida e povera, ho brutalmente approfittato della biblioteca così non mi rodo il fegato per un romanzo acquistato che non mi è piaciuto e risparmio pure sullo spazio.

10 gennaio 2022

Leigh Bardugo
Trilogia Shadow and Bone

Tenebre e Ossa #1

Titolo originale Shadow and Bone
Trama
Mondadori | ebook | € 9,99
L’orfana Alina Starkov non ha grandi ambizioni nella vita, le basterebbe fare al meglio il suo lavoro di apprendista cartografa nell’esercito di Ravka, un tempo nazione potente e ora regno circondato dai nemici, e poter stare accanto al suo buon amico Mal, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata da molto tempo. Ma il destino ha in serbo ben altro per lei. Quando il loro reggimento attraversa la Faglia d’Ombra, la striscia di oscurità quasi impenetrabile che taglia letteralmente in due il regno di Ravka, lei e i suoi compagni vengono attaccati dagli esseri spaventosi e affamati che lì dimorano. E proprio nel momento in cui Alina si lancia in soccorso dell’amico Mal ferito gravemente, in lei si risveglia un potere enorme, come una luce improvvisa e intensa in grado di riempirle la testa, accecarla e sommergerla completamente. 
Subito viene arruolata dai Grisha, l’élite di creature magiche che, al comando dell’Oscuro, l’uomo più potente di Ravka dopo il re, manovra l’intera corte. Alina, infatti, è l’unica tra loro in grado di evocare una forza talmente potente da distruggere la Faglia e riunire di nuovo il regno, dilaniato dalla guerra, riportandovi finalmente pace e prosperità. Ma al sontuoso palazzo dove viene condotta per affinare il suo potere, niente è ciò che sembra e Alina si ritroverà presto ad affrontare sia le ombre che minacciano il regno, sia quelle che insidiano il suo cuore.
Ti aspettavo da tanto tempo, Alina. Io e te cambieremo il mondo.
Ormai alla fine del 2020 mi sono decisa a iniziare la trilogia della Bardugo, dopo mesi dalla visione della prima stagione della serie tv su Netflix. E' più forte di me, più se ne parla e meno ho voglia di leggere anche se, di solito, se una serie ha un successo del genere ci deve essere sotto qualcosa di vero.
Lungi da me criticare la moltitudine di persone che hanno sbrodolato con infinito amore su questi romanzi, e lungi da me dare un voto anticipato generale della serie, ma al momento posso dire che non capisco tutto l'entusiasmo. Anzi, mi spingerò ben oltre e dirò che per me è più bella la serie tv del romanzo. Ecco, l'ho detto, linciatemi.
Il problema è che non sono entrata in sintonia con la storia a causa dello stile eccessivamente sbrigativo della Bardugo. Va bene non perdersi in infinite descrizioni inutili e non essere prolisse, va bene evitare di tirare per le lunghe la trama, è tutto molto apprezzabile, ma ridurre tutto all'osso al punto che non c'è nessun tipo di approfondimento mi sembra eccessivo. Non c'è tempo né sostanza per entrare nel dettaglio, per creare una visione precisa e vivida della storia, o anche solo dare l'occasione ai personaggi di diventare tridimensionali. La Bardugo va via velocissima, forse troppo, quindi alla fine chiudo il libro e penso che non mi è rimasto nulla se non i ricordi positivi della serie tv.
Le basi, in ogni caso, ci sono tutte e il primo titolo si legge con piacere anche se manca di quel qualcosa in più. Funzionano in particolare l'ambientazione e il sistema magico, sono i due elementi meglio riusciti del libro e reggono anche se la Bardugo non è entrata tanto nel dettaglio. La cosa positiva è che, nell'economia di parole, non manca la chiarezza e anche con quel poco si riesce a immaginare in modo preciso luoghi, magia, situazioni. Il sistema magico in particolare è originale quanto basta per discostarsi dalla miriade di romanzi a tema, preciso abbastanza per uscire chiaro dalla narrazione e interessante il giusto per farti andare avanti nella lettura. Aiuta molto, non lo nego, il personaggio ambiguo dell'Oscuro che rimane per tutto il tempo tra il nero e il bianco e causa uno scombussolamento non indifferente. Meno interessante è Mal, anche se la sua esistenza è abbastanza scontata e immagino diventerà il main, i buoni devono sempre trionfare. Alina, che dire, è la solita ragazza un po' bruttina che si scopre avere un grande potere e fiorisce in forza e bellezza e all'improvviso tutti la desiderano e si scopre che ha il potere di salvare il mondo. Same ol' same 'ol, non che mi aspettassi nulla di diverso, almeno ho potuto sovrapporre la Alina della serie con quella del romanzo e migliorare la prima - smorta - impressione della versione cartacea.
Il finale è citofonato, anche se spiace vedere un personaggio come l'Oscuro passare al cattivo con tanta facilità, in questo modo tutto il suo potenziale sparisce per assecondare lo scopo ultimo della storia. Va bene, me ne farò una ragione, leggerò il secondo romanzo per capire se la mia reazione tiepida persiste o è solo il risultato dello scontro tra carta e schermo.

Assedio e Tempesta #2

Titolo originale Siege and Storm
Trama
Mondadori | ebook | € 9,99
Ricercata per tutto il Mare Vero, perseguitata dal senso di colpa per le vite spezzate a causa sua nella Faglia d'Ombra, Alina, la potente Evocaluce, sta cercando di ricostruirsi una vita con Mal in una terra dove nessuno è a conoscenza della sua vera identità. Tuttavia, questo dovrebbe averlo imparato, non si può sfuggire al proprio passato. Né, soprattutto, ci si può sottrarre per sempre al proprio destino. L'Oscuro infatti, che non solo è sopravvissuto alla Faglia d'Ombra ma ha acquisito anche un terrificante nuovo potere, è più determinato che mai a reclamare per sé il controllo della Grisha ribelle e a usarla per impossessarsi del trono di Ravka. Non sapendo a chi altri rivolgersi, Alina accetta l'aiuto di un alleato imprevedibile. Insieme a lui e a Mal combatterà per difendere il suo paese che, in balia della Faglia d'Ombra, di un re debole e di tiranni rapaci, sta andando rapidamente in pezzi. Per riuscirci, però, l'Evocaluce dovrà scegliere tra l'esercizio del potere e l'amore che pensava sarebbe stato sempre il suo porto sicuro. Solo lei infatti può affrontare l'imminente tempesta che sta per abbattersi su Ravka e nessuna vittoria può essere guadagnata senza sacrificio. Finché l'Oscuro vivrà - questo Alina lo sa bene - non esisterà libertà per il suo paese. Né per lei. Forse, dopo tanti tentennamenti, è infine giunto il momento di smettere di scappare e di avere paura. Costi quel che costi.
Non sono sicura di cosa sia successo, ma ho il dubbio di essermi completamente distaccata emotivamente dalla storia e di aver perso ogni briciolo di interesse per questo romanzo.
Non pensavo che le recensioni negative su Goodreads potessero essere frutto di un'osservazione oggettiva e razionale, supponevo che come per ogni libro anche questo si fosse pippato la sua dose di antis e di fan accaniti. Poi l'ho letto e mi sono fatta una mia idea e mi sono resa conto che, purtroppo, questo secondo titolo della serie è nettamente inferiore rispetto al primo.
Ormai è chiaro che ogni romanzo ruota attorno ad un amplificatore, quindi A&T ha come focus principale la ricerca della frusta marina, e abbiamo Alina e Mal che rimangono isolati dal resto del gruppo e scappano per giocare di anticipo sulle mosse dell'Oscuro. La cosa positiva di questo romanzo, al di là della noia e della banalità, è l'introduzione di personaggi nuovi che danno una scossa di personalità e di eccentricità al romanzo. Ovviamente mi riferisco al corsaro Sturmond e alla sua ciurma che finalmente danno una botta di ironia e di logica e di azione che Alina e Mal non possiedono. Sì, Alina è sempre lì che frigna che non vuole uccidere cose e ha questa morbosa fascinazione per l'Oscuro (chi non l'avrebbe?) mentre si autoconvince che è brutto malvagio e cattivo e Mal è l'angelo salvatore. Mal di sicuro è un personaggio operativo, non si limita a farsi pippe mentali ma si rimbocca le maniche e agisce, senza di lui Alina sarebbe ferma ancora alla prima tappa e sarebbe morta di stenti.
E' con l'ingresso di Nikolaj che le cose si fanno contemporaneamente più interessanti e più infantili. Da una parte finalmente c'è un personaggio che ha mezzi, intelligenza, carisma e voglia di generare un progetto per riprendersi in mano Ravka, ma dall'altro c'è il prezzo da pagare: essendo comunque un righizzino come Alina, Nikolaj risente della solita trovata del second che si invaghisce della protagonista belloccia ma sfortunata sulle cui spalle pesa il destino del mondo. C'è una specie di triangolo vagamente romantico del quale avrei volentieri fatto a meno, ma il risvolto positivo in tutta questa melassa è che Mal ci serve un po' di angst per movimentare le acque.
Sul lato Oscuro posso dire che ormai è fuori dal palcoscenico, agisce nel retrobottega e quando compare tira fuori un nuovo trucchetto che distrugge ogni patetico tentativo di Alina di tenergli testa.
Una sola cosa continuo a chiedermi, ma perché l'Oscuro sta giocando con Alina come il gatto con il topo? Ha il potere di prendersi tutto e subito e invece si fa fregare dalle trovate più assurde, fino al finale tragicomico di Alina che ha questo lampo di genio e senza spiegarsi come riesce a imbastire una specie di connessione a doppio senso. Non so, il fatto che lo stile della Bardugo rimanga imperterrito sul superficiale e veloce non aiuta per niente a dare un senso di completezza e di gravità, le cose succedono con una velocità che stona e che non soddisfa e sono arrivata alla fine con un vago senso di fastidio. Naturalmente il seguito è già in lettura perché ormai ho superato la boa e voglio chiudere la trilogia, ma al momento non sono per niente impressionata. Conto che la serie tv saprà rendere tutto più interessante e appassionante.
Rovina e Ascesa #3

Titolo originale Ruin and Rising
Trama
Mondadori | ebook | € 9,99
"Disprezza il tuo cuore." Era quello che volevo. Non volevo più essere in lutto, soffrire per qualche perdita o per i sensi di colpa, o per la preoccupazione. Volevo essere dura, calcolatrice. Volevo essere impavida. Fino a poco prima mi era sembrato possibile. Ora ne ero meno sicura. L'Oscuro ha ormai esteso il suo dominio su Ravka grazie al suo esercito di creature mostruose. Per completare i suoi piani, gli manca solo avere nuovamente al suo fianco Alina, la sua Evocaluce. La giovane Grisha, anche se indebolita e costretta ad accettare la protezione dell'Apparat e di fanatici che la venerano come una Santa, non ha perso però le speranze: non tutto è perduto, sempre che un certo principe, sfacciato e fuorilegge, sia sopravvissuto, e che lei riesca a trovare la leggendaria creatura alata di Morozova, la chiave per liberare l'unico potere in grado di sconfiggere l'Oscuro e distruggere la Faglia. Per riuscirci, la potente Grisha dovrà tessere nuove alleanze e mettere da parte le vecchie rivalità. Nel farlo, verrà a conoscenza di alcuni segreti del passato dell'Oscuro che getteranno finalmente luce sulla natura del legame che li unisce e del potere che l'uomo esercita su di lei. Con una nuova guerra alle porte, Alina si avvia verso il compimento del proprio destino, consapevole che opporsi all'ondata di crescente oscurità che lambisce il suo paese potrebbe costarle proprio quel futuro per cui combatte da sempre.
Commento
Per fortuna che il terzo romanzo si è ripreso, perché altrimenti avrei meditato il drop ben prima di arrivare alla fine. In ogni caso siamo molto lontani dai voti alti, nonostante qui ci siano alcuni momenti che mi hanno dato una svegliata dal torpore della lettura, purtroppo però non sono stati sufficienti per farmi cambiare idea sulla serie: inizio molto carino, metà scarsa, finale banale ma almeno ben costruito.
Ora torniamo a cosa succede. Dalla fine del secondo romanzo, con lo scontro tra Alina e l'Oscuro, c'è un cambio di rotta abbastanza sconcertante. Il gruppo di Alina viene 'salvato', mettiamola così, dall'Apparat e, quindi, entra in scena quella componente mistica religiosa che fino a questo momento non si era presa spazio nella narrazione. La figura dell'Apparat è una di quelle che ti fa salire l'omicidio e tutta la situazione puzza di setta dalla quale non puoi uscire: da un certo punto di vista è anche così, ma dall'altro Alina sfrutta la sua ritirata/prigione come una strategia per recuperare le forze - sue e del gruppo - e riprogrammare un piano di azione. I conti non tornano perché Alina, essendo considerata una santa - ha poca indipendenza ed è costantemente controllata dall'Apparat. Questa prima parte è indubbiamente statica e forse troppo lunga, ma almeno ha l'utilità di creare nuove dinamiche nel gruppo e far uscire aspetti interessanti nei personaggi secondari.
La seconda parte migliora nettamente, forse perché torna in scena Nikolaj, ma purtroppo è veramente breve. La scelta della location, le azioni del gruppo di Nikolaj, ma la descrizione stessa, sono forse la parte più eccitante di tutto il romanzo. Nikolaj è un personaggio ben fatto che mette in ombra tutti, e non so se ho gradito la sua evoluzione (ah!) nella parte finale, me la faccio andare bene anche se mi è parsa un po' superficiale. L'Oscuro, ancora una volta, esce dalle ombre a spot e solo quando la storia deve avere una svolta, il finale mi è parso un po' deludente anche se per alcuni forse è un colpo di genio. Invece ho apprezzato che Alina non si limiti a giudicare l'Oscuro per le sue azioni, ma lo consideri nella sua complessità e ne veda anche i lati umani da compatire o comprendere.
La parte che mi ha lasciata indifferente è la love story tra Alina e Mal. Insomma, che l'Oscuro fosse l'interesse amoroso era ovviamente sperare in un miracolo, ma Mal ha la maledizione del main buono e bravo e capace che si sacrifica per amore e per la salvezza del mondo: letto, straletto, riletto. Alina e Mal sono la banalità, ma devo ricordarmi che è una serie a target YA con uno stile asciutto e al limite dell'essenziale, quindi mando giù e guardo alla storia nel suo insieme.
Il finale è forse la parte che presa a parti singole funziona male, ma nel suo insieme ha un senso. La questione del terzo amplificatore, sebbene abbia una soluzione un po' carrambesca, viene sfruttata in modo furbo, così come il potere di Alina. L'Oscuro, invece, per quanto sia super potente, si fa letteralmente fregare da una banalità ma è il primo a rendersene conto e a rassegnarsi all'inevitabile (a me è dispiaciuto, era un personaggio veramente bello), mentre la chiusura della serie con i post è il ritratto della melassa a secchiate: nauseante ma inevitabile.
In generale posso dire questo: la serie non è male, ma in certi momenti è noiosetta e forse andrebbe letta con una pausa tra un romanzo e l'altro per dare al cervello il tempo necessario per ritornare su uno standard diverso, evitando così delusione e noia facilmente evitabili.
Sono quasi sicura che continuerò a leggere la Bardugo, solo che al momento la tengo da parte perché ho un bisogno fisico di cambiare stile, target e argomento.

11 ottobre 2021

Erin Morgenstern
Il mare senza stelle

Titolo originale The Starless Sea

Trama
Fazi Editore
pag. 600 | € 18,50
Zachary Ezra Rawlins è uno studente del Vermont che un giorno trova un libro misterioso nascosto fra gli scaffali della biblioteca universitaria. Mentre lo sfoglia, affascinato da racconti di prigionieri disperati, collezionisti di chiavi e adepti senza nome, legge qualcosa di strano: fra quelle pagine è custodito un episodio della sua infanzia. È soltanto il primo di una lunga catena di enigmi. Una serie di indizi disseminati lungo il suo cammino – un’ape, una chiave, una spada – lo conduce a una festa in maschera a New York, poi in un club segreto e infine in un’antica libreria sotterranea. Là sotto trova ben più di un nascondiglio per i libri: ci sono città disperse e mari sterminati, amanti che fanno scivolare messaggi sotto le porte e attraverso il tempo, storie bisbigliate da ombre. C’è chi ha sacrificato tutto per proteggere questo regno ormai dimenticato, trattenendo sguardi e parole per preservare questo prezioso archivio, e chi invece mira alla sua distruzione. Insieme a Mirabel, un’impetuosa pittrice dai capelli rosa, e Dorian, un ragazzo attraente e raffinato, Zachary compie un viaggio in questo mondo magico, attraverso miti, favole e leggende, alla ricerca della verità sul misterioso libro. Ma scoprirà molto di più.
Il tempo. E' come una poesia.
Dove ogni parola è più di una sola cosa alla volta e tutto è una metafora.
Commento
Per fortuna esistono le biblioteche, perché se non avessi avuto l'occasione di prenderlo in prestito probabilmente non avrei mai letto Il mare senza stelle, e sicuramente non lo avrei considerato per acquistarlo. Per fortuna, perché se lo avessi comprato la delusione cocente che avrei provato sarebbe stata troppo intensa per perdonarmi un colpo di testa di queste proporzioni. Avendolo letto in prestito, invece, non solo vivo questa delusione con più relax, ma riesco a prendere le distanze dal romanzo e farmi un'idea più calcolata e meno emotiva di quello che a me non è piaciuto.
Se uno attribuisce un valore alto alla media e alle recensioni su Goodreads vede questo romanzo e pensa deve essere un capolavoro, c'è una quantità esagerata di lodi sperticate, di commenti tipo è il romanzo più bello che abbia mai letto, è un capolavoro ecc. Probabilmente queste persone ci credono, ma la nicchia di recensioni basse dovrebbe far sorgere il dubbio: Il mare senza stelle è davvero un capolavoro?
La risposta è no, non lo è. E' un buon fantasy, se ti piace lo stile è pure scritto bene. Se si possiedono determinati gusti letterari può piacere moltissimo, ma dire che è meraviglioserrimo è un'esagerazione in linea con la tendenza degli ultimi anni di farsi piacere a forza romanzi iper spinti e pubblicizzati per cavalcare l'onda dell'hype della massa.
Per me, Il mare senza stelle è un romanzo ok con un grossissimo limite oggettivo: la confusione. In 600 pagine la confusione è tua nemica, perché si insinua nella tua mente e mina qualsiasi intuizione tu abbia riguardo i personaggi e la storia e fa sfumare ogni filo logico tra le nebbie degli eventi e dello stile.
Essendo una persona concreta IRL, fatico moltissimo a seguire una narrazione che si dilunga senza mai dire nulla, volutamente smuovendo le acque per intorbidire una trama che - se sfrondata dell'inutile - avrebbe potuto occupare metà dello spazio. Per alcuni questa fumosità sarà attraente, forse persino è ciò che rende speciale la storia, ma per me è un ostacolo enorme che mi impedisce di addentrarmi nella storia, mettere a fuoco gli eventi, collegarli tra di loro e arrivare alla fine con lo schema generale ben chiaro.
Purtroppo questo a me non è accaduto, ho arrancato tantissimo per seguire uno stile vaneggiante e poetico con voli pindarici per creare un mondo immaginario che, come idea di base, è anche bellissimo ma al quale non viene resa giustizia dalla narrazione diluita, opaca, forzatamente filosofica ed eterea.
Ad un certo punto, identificarsi con il protagonista Zachary è inevitabile, soprattutto nella confusione che prova nel vivere questa esperienza onirica e irreale. Proverò a dare la mia interpretazione dei fatti.
Sotto terra esiste un mondo dove ogni cosa esiste perché fa parte di una storia, raccontata da un'entità particolare, le api, che oltre a raccontare e rendere reale la storia funzionano come fondamenta: da loro nasce, con loro evolve e sempre con loro si chiude questa storia. La storia è fatta di luoghi, di magia (intesa come ogni cosa è possibile se la immagini), di persone che si spostano in questo mondo sotterraneo attraverso porte, e tutto ha un unico scopo: chiudere la storia. All'interno della storia ci sono tantissime trame, tutte diverse, che hanno la funzione di pedine mosse per arrivare alla fine. Di queste trame seguiamo quella portante di Zachary, in quanto protagonista, e di un luogo preciso, il famoso Mare senza stelle. Zachary è uno studente universitario che trova un libro in biblioteca all'interno del quale viene narrato il racconto di un momento preciso della sua infanzia. Nel tentativo di trovare una spiegazione, Zachary si imbatte in due fazioni opposte che si battono per il mondo sotterraneo, una vuole sigillarlo per proteggerlo mentre l'altra vuole che sia accessibile perché la storia si sviluppi. La fazione scelta da Zachary è la seconda, e così si trova in una biblioteca sotterranea piena zeppa di libri, di stanze fantastiche dove la logica non esiste e dove lo spazio si piega su se stesso per diventare, sostanzialmente, infinito. La quest di Zachary si trasforma man mano che le storie del suo libro si incrociano con le storie di un altro libro e si svolgono sotto i suoi occhi, portandolo ad essere la pedina principale e - in sostanza - unico giocatore che può terminarla. A me Zachary è piaciuto, è un personaggio ordinario che si trova catapultato in un mondo fantastico e deve arrivare a capo di tutto per dare un senso a se stesso e alle sue scelte. Il suo essere così normale è la vera forza del protagonista, perché si relaziona in modo realistico a ciò che accade e si pone domande e dubbi altrettanto reali. Tutti gli altri personaggi sono circondati da un alone mistico e misterioso che non me li ha fatti mettere a fuoco, quindi non posso esprimere preferenze, sono creature di una storia di fantasia e tanto basta.
Essendo questo romanzo un fantasy, la trama parte benissimo ma poco alla volte si perde - letteralmente - nel mondo che ha creato rendendo praticamente impossibile trovare l'uscita. Questa situazione è voluta, è chiaro, ma secondo me funziona solo in parte perché lo sfondo e i luoghi hanno i bordi confusi e si fatica moltissimo a concretizzarli nella propria testa. Si segue la narrazione, si è in balia dello stile e si arriva alla fine che molte delle cose importanti si sono perse nei meandri di questo mondo e, invece, quelle meno rilevanti ti sono rimaste attaccate. Ad esempio il personaggio di Dorian - che ha uno scopo ben preciso - rimane in superficie, a volte è a fuoco e a volte no e, alla fine quando la sua ragione d'essere nella storia diventa chiara, all'improvviso questa ragione si perde nel vortice finale della trama. Oppure il Custode, un personaggio curioso che ha molto da dire ma che rimane inspiegabilmente confinato nonostante sia protagonista della storia d'amore che sostiene tutto il percorso di Zachary.
Per farla breve, c'è troppa carne al fuoco in questo romanzo e la maggior parte è cruda e non godibile. L'idea è ottima, in parte ben pensata e in parte un po' ancora embrionale, non adatta a chi non sopporta di navigare una storia che ha i contorni volutamente indefiniti e necessita di uno sfondo preciso, concreto, solido. Quello che a me non è piaciuto, per altri è ciò che rende speciale questo libro, quindi non mi sento di dare un voto basso solo per questo, stilisticamente è solido e ha una sua identità, semplicemente niente di tutto questo sorride ai miei gusti. Penso che della Morgenstern non leggerò altro, se scrive così non c'è modo di trovare un compromesso.