20 settembre 2018

Elle Kennedy
The Chase

Serie Briar U 1

Trama
ebook | € 4,99

Everyone says opposites attract. And they must be right, because there’s no logical reason why I’m so drawn to Colin Fitzgerald. I don’t usually go for tattoo-covered, video-gaming, hockey-playing nerd-jocks who think I’m flighty and superficial. His narrow view of me is the first strike against him. It doesn’t help that he’s buddy-buddy with my brother. And that his best friend has a crush on me. And that I just moved in with them. Oh, did I not mention we’re roommates? I suppose it doesn’t matter. Fitzy has made it clear he’s not interested in me, even though the sparks between us are liable to burn our house down. I’m not the kind of girl who chases after a man, though, and I’m not about to start. I’ve got my hands full dealing with a new school, a sleazy professor, and an uncertain future. So if my sexy brooding roomie wises up and realizes what he’s missing? He knows where to find me.
It's hard to believe that two weeks ago I was excited about seeing Fitzy.Now I'm dreading it. M unicorn is no longer a unicorn. He's a judgmental donkey.
Commento
Prima delle ferie estive, prima del blocco del lettore, prima dell'ossessione da k-drama, ho comprato The Chase convinta che mi sarebbe durato neanche un giorno nel Kindle e che lo avrei polverizzato in un'unica sessione di lettura.
Poi sono arrivate le ferie, e con loro il blocco dovuto all'ossessione per i drama, e The Chase è rimasto intoccato nel Kindle per oltre un mese. Roba che se ci penso mi viene la pelle d'oca, perché la Kennedy è diventata una delle mie autrici-droga che devo leggere subito e per la quale faccio pure notte fonda. Questa volta no, la crisi è stata troppo intensa e inattesa.
Infine è arrivato però il momento perfetto per decidermi a leggerlo, il maledetto sabato lavorativo. In preda alla noia più totale e all'odio per l'umanità ho tirato fuori il Kindle e tanti saluti alla crisi del lettore, perché she did it again: iniziato il sabato, finito la domenica, niente intermezzi di diverso genere.
The Chase è il primo titolo della serie spin-off Briar-U, derivazione diretta della Off-Campus, e sfrutta sfacciatamente la quantità assurda di manzi creati dall'autrice e ancora non accoppiati.
Protagonista maschile del romanzo è Fitzy, il silenzioso, barbuto, nerd, compagno di squadra dei famosi magnifici quattro, mentre quella femminile è Summer, la sorellina di Dean.
La situazione era già stata delineata: Summer vede Fitzy e subito capisce di aver trovato l'unicorno, anche se uno piuttosto ritroso e poco entusiasta delle sue attenzioni. Questo perché Fitzy ha una personalità che è tutto l'opposto di Summer, lei è vivace, socievole, in alcuni casi senza filtri e non ha nessuna vergogna nell'esprimere se stessa, mentre Fitzy è in introverso, non gli piace ricevere attenzioni chiassose, non è altrettanto esuberante e teme sempre di essere in difetto rispetto agli altri. Non è un insicuro, è solo talmente abituato alla sua routine sicura e solitaria dal sentirsi quasi minacciato dalla massiccia dose di energia di Summer. Se da una parte c'è lei che ci prova sfacciatamente, dall'altra c'è lui che ha paura di cedere e di scoprire che lei gli piace troppo.
Scoppia così il caso diplomatico: nella troppa foga di sbrogliarsi dalla matassa di seduzione, impacciato con le parole e sfortunato nelle circostanze, Fitzy si vede trasformare da potenziale partner a snob pieno di pregiudizi e finisce per essere il nemico numero uno di Summer. Invece dei sorrisi e del flirtare, ora è il turno di battute al vetriolo, sguardi di fuoco e uno spostamento impietoso del suo interesse verso un altro membro del gruppo.
Se c'è una cosa che la Kennedy sa scrivere bene è il conflitto tra due personaggi. Sì, è quello un po' ignorante e grossolano da romance che tanto mi piace, ma è pur sempre il contrasto che genera la maggior parte delle scene interessanti e senza il quale non ci sarebbe nemmeno la crescente tensione sessuale tra i due. Qui ce n'è quanta ne vogliamo, di tensione, un crescendo abbastanza credibile e coinvolgente che porta - stranamente - ad un lieto fine anticipato sui tempi. Summer e Fitzy chiariscono prima del previsto e ci regalano delle scene di idillio di coppia che soddisfano in pieno il neurone rosa acceso che transita occasionalmente nel mio cervello.
Naturalmente tutta la mia parte preferita è quella centrale, fatta di liti, tira e molla, ormoni a mille mischiati a travasi di bile e fuoriuscite di gelosia. Non ha guastato al mood generale l'inserimento accennato di un triangolo che non nasce, ma viene abortito subito dalla presa di posizione dei due personaggi. In più ho particolarmente apprezzato che fosse Summer a spingere Fitzy e non il contrario, perché di solito sono le femmine a giocare la carta dell'insicurezza ma la Kennedy ha dimostrato che un personaggio maschile non perde la sua virilità se si tira qualche paranoia o se è meno aggressivo della protagonista. Stesso discorso inverso per Summer, l'autrice ha saputo creare un personaggio che non usa giri di parole, non nasconde le sue esperienze e non cade mai nella volgarità, come a dire che l'emancipazione sessuale di una ragazza se c'è sale in zucca non ti fa trasformare automaticamente una zoccola.
Se generalizziamo, The Chase è in linea con la serie originale sia per stile che per contenuto - anche se, ovviamente, il primo è il migliore as always - e non mi ha delusa affatto nonostante fossi in un momento buio di crisi esistenziale. Se devo proprio essere sincera, la Kennedy ha quasi sbloccato il blocco del lettore e ora come ora sento rinascere il bisogno di New Adult che si era mummificato da Luglio. Sono contenta, spero che il prossimo titolo della serie esca in fretta perché i due protagonisti promettono scintille potenti.

17 settembre 2018

Madeline Miller
La cazone di Achille

Titolo originale The Song of Achilles

Trama
Sonzogno
pag. 382 | € 19,00
Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, amici prima e poi amanti e infine anche compagni d’arme - due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, a cui la dottrina non ha limitato o spento la fantasia creatrice, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i Greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.
Aveva davvero pensato che non lo avrei riconosciuto? Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo; lo riconoscerei anche se fossi cieco, dal modo in cui respira, da come i suoi piedi sferzano la terra. Lo riconoscerei anche nella morte, anche alla fine del mondo.

Commento
Non so perché, ma per questo commento sento una certa ansia da prestazione. Forse è colpa della fama del romanzo e dei suoi voti altissimi, o delle recensioni appassionate, lunghe e articolate, in ogni caso mi trovo in una posizione difficile perché, per quanto mi sia piaciuto, questo romanzo non mi ha colpita al cuore. Mi sento in difetto, come se il mancato colpo di fulmine fosse colpa mia, anche razionalmente so che la lettura è soggettiva e che le proprie reazioni variano sempre e comunque. Non dico di avere qualcosa che non va, solo che mi sento strana rispetto al fiume di amore che si trova sulla scia di questo romanzo. Io sono tiepida, molto convinta del voto e sicuramente soddisfatta della lettura, ma non pienamente presa.
Per chi è a digiuno completo di storia e miti dell'antica Grecia, La canzone di Achille può quasi essere un'introduzione graduale e gentile ad alcuni dei suoi personaggi più famosi: Achille e Patroclo, ovviamente, ma anche Odisseo, Ettore, Aiace e altri. Insomma, non stiamo parlando di un libro scolastico, nemmeno di un'enciclopedia, e sicuramente parte della storia è adattata ai fini del romanzo, eppure le basi ci sono e non risultano essere dei mattoni noiosi che stroncano la lettura ancor prima che inizi. Questo per dire che se c'è qualcuno che rimane lontano dal libro solo per paura di una trama da lezione di storia non c'è alcun pericolo, perché il nucleo assoluto del romanzo sono i personaggi, due in particolare.
Non so se esistano persone che non conoscono la storia di Achille e Patroclo, ma anche con un parziale digiuno avranno sicuramente sentito parlare della loro ambigua relazione, in alcuni casi buttata brutalmente nella fossa dell'omosessualità spinta - e morbosa, quella messa proprio in cattiva luce -, in altri casi associata ad un'amicizia molto profonda, ma in ogni caso la loro unione è leggendaria. Qui l'autrice ha scelto di percorrere la strada della storia d'amore, dando vita ad una relazione chiaramente omosessuale ma non per questo esplicita nella sua fisicità o volgare nel suo sviluppo. Questo perché la Miller ha coperto un arco temporale molto ampio, dalla loro infanzia all'età adulta, dandosi la possibilità di raccontare il nascere dell'amicizia giovanile tra i due e di entrare poi nel dettaglio quando i sentimenti dei ragazzi cambiano, fino al culmine della loro relazione in età adulta durante la guerra di Troia.
Secondo la mia sensibilità, questo romanzo ha sì una base romantica ma è principalmente la storia di Patroclo e di come i suoi sentimenti si sono evoluti nel momento in cui Achille entra nella sua vita. L'aspetto puramente fisico della loro relazione è quasi inesistente, quei pochi baci non sono assolutamente una presenza ingombrante, mentre i sentimenti la fanno da padrone sia quando sono di amicizia, sia quando sono di amore. Per me il romanzo funziona proprio perché il punto di vista narrativo è di Patroclo, il che è abbastanza inusuale essendo sempre messo in ombra dalla fama di Achille. Il suo personaggio non è quasi mai preso senza la presenza di Achille, come se prima di lui Patroclo non fosse esistito, e mi è piaciuto scoprire i dettagli della sua infanzia, la sua paura di essere sempre inferiore alle aspettative, di deludere, di non avere niente di speciale. Altrettanto interessante è stato leggere il suo punto di vista durante la guerra di Troia, vedere come da ragazzino chiuso e impacciato è diventato un adulto con una morale ben definita e con un ruolo preciso, non solo compagno di Achille ma - secondo la Miller - un consigliere fidato, capace di curare i feriti e dare conforto, amicizia e affetto.
Se da una parte Patroclo è la star del romanzo, ed è un personaggio che mi è piaciuto parecchio, dall'altra c'è Achille. Incontriamo l'eroe quando è un ragazzino e lo vediamo attraverso gli occhi di Patroclo. All'inizio è innocente, fiducioso, prende la sua natura divina come un dato di fatto e non ci ricama sopra. Achille non ha una natura maligna o vanitosa, essere figlio di Teti non lo colloca su un piedistallo, ma accetta la sua diversità come un destino prestabilito, qualcosa che ha accettato fin da subito e che non potrà mai evitare. Questo Achille ha un buon carattere, si fa amare con molta facilità ed è facile capire come Patroclo si sia innamorato di lui: bellissimo, gentile, intelligente, è il pacchetto completo. Purtroppo, però, seguendo parte della storia originale la solida logica di Achille si perde per strada lasciando spazio ad una sua versione meno gradevole.
Il perché del mio poco amore per il romanzo è presto detto: la seconda parte della storia, in particolare la guerra di Troia, è nettamente inferiore alla prima. Tanto per cominciare quello che dovrebbe essere il culmine della loro storia non regge il confronto con la più che descritta parte iniziale della loro gioventù, e per quanto sia comunque commovente e stilisticamente ben scritta lascia una sensazione di inadeguatezza. Considerando la cura che la Miller ha messo nel narrare l'infanzia e la giovane età mi aspettavo altrettanta precisione, forse anche la stessa quantità di pagine, invece la guerra - e gli anni - scorre via veloce, quasi indolore, finché ci si schianta contro il finale e si rimane un po' rintronati per il colpo.
Dal punto di vista tecnico non c'è niente che io possa dire, il romanzo è scritto meravigliosamente, la Miller ha una prosa fluida, ricercata ed elegante e riesce a far emozionare profondamente il lettore. La mia copia, presa dalla biblioteca, è piena zeppa di sottolineature a far capire quanto di questo romanzo sia evocativo e poetico. Dal mio punto di vista, però, per quanto la forma sia bella e la storia comunque appassionante, manca qualcosa che la renda indimenticabile. Si apre benissimo, prosegue anche meglio, ma sul più bello - proprio quando sono pronta a cavarmi gli occhi per la disperazione - si raffredda e smorza l'entusiasmo. Nonostante questa diminuzione di coinvolgimento nella lettura, la storia è bellissima, intensa, appassionante, cruda, drammatica, alcuni brani riescono a farti veramente male e lasciano uno strascico pesante nel cuore. E' per questo che il romanzo si merita tutto l'entusiasmo che ha raccolto e dovrebbe essere letto a prescindere dai gusti personali e dagli orientamenti sessuali. Certe storie, nella loro epicità, trascendono qualsiasi convenzione e superano qualsiasi limite. 

13 settembre 2018

J.R. Ward
The Wedding from Hell

Serie Firefighters 0.5

Trama
ebook | GRATIS


It's a classic recipe for disaster: Take one bridesmaid who thinks pink is the root of all evil. Mix with a best man who's hotter than a four-alarm fire. Add in their explosive sexual attraction, a nightmare bridezilla, two catfights, and an emergency call, and you have the wedding from hell! Experience the sizzling start of Anne and Danny's intense relationship. Is this the start of something good...or just an erotic one-night stand that rocks their world, but must never be repeated? Only their hearts know the answer to that, much as their minds might disagree.
All he was, as he stood behind her, was need.




Commento
C'è poco da fare, quando sono in blocco e non ho voglia di leggere ci sono poche autrici che sanno farmi ripartire, e una di queste è la Ward. Persino nel formato raccontino microscopico l'effetto è lo stesso di un romanzo full lenght, con tanto di sintomi tipici da wardite: ansia, ingordigia, estasi (tanto più che i due racconti sono gratis).
Per battezzare l'uscita del primo romanzo di una nuova serie la Ward ha messo disponibili due racconti prequel a Consumed, il titolo che apre la serie Firefighters. Al contrario di quanto si possa pensare, questi due racconti vanno per forza letti prima di Consumed ma, soprattutto, vanno letti e basta. Questo perché la Ward non ha semplicemente messo insieme quattro scene insipide, ma ha proprio utilizzato i due racconti per descrivere il primo vero momento importante nella storia d'amore tra i due protagonisti. Il cambiamento da colleghi a qualcosa di più, decisivo per capire i retroscena della storia, è il nucleo dei due racconti e getta le fondamenta per le loro future interazioni.
Anne e Danny sono due pompieri, lavorano nella stessa sezione e per anni il cameratismo è stato il loro unico tipo di relazione. Anne è una professionista, unica donna nella sezione e figlia e sorella di due pompieri. Prende molto sul serio il suo ruolo e il suo lavoro, però non è nemmeno immune al fascino di Danny, solo che è molto brava a separare i pensieri impuri da quelli razionali e a tenerli chiusi sigillati. Danny, invece, è meno radicale e non si pone troppi problemi a immaginarsi Anne in altre situazioni e ben fuori dai panni di pompiere. Per come la vede lui, non c'è motivo di non sperimentare questa attrazione, tanto più che su di lui - dongiovanni noto e stranoto per le sue conquiste - Anne sembra avere un'ascendente particolarmente forte.
Il punto di rottura nella routine è il matrimonio di un loro collega per il quale entrambi faranno da testimoni insieme al resto del team. Purtroppo quel poveraccio si sposa con una pazza scatenata, ossessionata dai particolari del matrimonio - oltre che da Danny - e libera di sfogare il suo sadismo facendo vestire Anne con uno smoking. Peccato che Anne riesce a sembrare femminile e spaccaculi persino con un completo da uomo in poliestere mandano a remengo i neuroni di Danny.
Il primo racconto, The rehearsal dinner, gira attorno alla giornata di prova prima del matrimonio e alla cena degli sposi e dei testimoni. Introduce personali e legami e apre le danze di seduzione con un Danny decisamente agguerrito. Il secondo racconto, The reception, invece, è dedicato al matrimonio e alla festa e si chiude con una scena di sesso che farà andare in pressione il cervello.
Ora, siccome non ci sarebbe una serie senza un conflitto iniziale, il prequel si chiude con una bella porta sbarrata in faccia a Danny e una Anne decisa a mettere un freno alla sbandata.
Per quanto siano entrambi brevi a me sono piaciuti entrambi. Sono ben strutturati, hanno abbastanza contenuto da non risultare noiosi e inutili e fanno capire che la Ward sa muoversi bene persino in spazi così angusti. Naturalmente non c'è neanche da dire che questa serie entrerà di filata nelle mie prossime letture, visto che questi due assaggini mi hanno stuzzicato l'appetito.
Per dovere di cronaca, esiste un terzo episodio che però è un estratto di Consumed e io non l'ho letto perché preferisco buttarmi a pesce nel romanzo con la mente vergine e pura.

10 settembre 2018

Laini Taylor
Sogni di Mostri e Divinità

Trilogia Daughter of Smoke and Bone 3
Titolo originale Dreams of Gods & Monsters

Trama
Fazi Lain
pag. 570 | € 14,50

A titolo di un inganno sconcertante, Karou ha preso il controllo della ribellione chimera ed è intenta ad allontanare il suo corso dal vicolo cieco vendetta. Il futuro poggia su di lei, se può esserci ancora un futuro per la chimera a Eretz devastata dalla guerra. Nemico comune, causa comune. Quando l' esercito del brutale serafino Giaele sconfina nel mondo umano, l'impensabile diventa essenziale, e Karou e Akiva devono alleare i loro eserciti nemici contro la minaccia. Si tratta di una versione distorta di un loro di tanto tempo fa, e cominciano a sperare che si potrebbe fare un passo in avanti per la loro gente. E, forse, per se stessi. Verso un nuovo modo di vivere, e forse anche l'amore. Ma ci sono le minacce più grandi di Jael in vista. Una regina malvagia è a caccia di Akiva, e, nei cieli di Eretz ... qualcosa sta accadendo. Macchie potenti si stanno diffondendo come contusioni da orizzonte a orizzonte; le grandi stormhunters alate si stanno radunando come se convocate, girando incessantemente, e un profondo senso di ingiustizia pervade il mondo. Quale potere può schiacciare il cielo? Dalle strade di Roma alle grotte della Kirin e oltre, gli esseri umani, chimere e serafini combatteranno, si sforzeranno, ameranno, e moriranno in un teatro epico che trascende il bene e male, giusto e sbagliato, amico e nemico. Alle stesse barriere di spazio e tempo, che cosa sognano dei e mostri? E null'altro importa?
Tanto tempo fa un angelo e un diavolo premettero le mani sui rispettivi cuori. E diedero inizio all'apocalisse.
Commento
Ho fatto un errore tattico. Ho finito di leggere questo romanzo ormai quasi un mese fa, prima dell'inizio delle mie vacanze estive e ho rimandato la scrittura del commento fino ad oggi. Non so perché l'ho fatto, considerando che il libro mi è piaciuto parecchio, però ricordo che non avevo mai voglia di mettermi a scrivere, oppure non avevo tempo di farlo. Quando sono iniziate le ferie ho fatto letteralmente di tutto tranne che aprire il blog, leggere, o preoccuparmi della recensione rimasta in sospeso.
Ora che sono qui mi rendo conto dell'errore perché quello che mi è rimasto in testa è poco e vago. Cercherò di essere il più precisa possibile ma la vedo molto dura. Che scema, non so perché mi caccio in queste situazioni da sola.
Sogni di mostri e divinità è il terzo ed ultimo romanzo della trilogia ed è quello che ho desiderato leggere con più ansia tra i tre perché i fili narrativi rimasti in sospeso erano veramente troppi e troppo coinvolgenti. Quando si legge una trilogia - o una serie - un romanzo dietro l'altro è naturale sentire una certa ansia e avere fretta di proseguire, ma con questo romanzo ho letteralmente chiuso il secondo e aperto il terzo nel giro di pochi minuti. Niente pause, niente attese, perché la storia era arrivata ad un punto in cui o si finisce male o finalmente arriva qualche gioia.
Nonostante le mie previsioni e le mie paure, il vero nucleo del romanzo ruota attorno all'alleanza tra le chimere e gli angeli, lasciando quasi in secondo piano il progetto di conquista mondiale di Jael. Akiva e Karou, seppur separati da un muro emotivo, non hanno perso di vista il loro obiettivo finale e fanno di tutto affinché si avveri. Gli angeli e le chimere da convincere e radunare, un piano da creare e perseguire, un nemico comune da sconfiggere, e un compito da rispettare che li separa ancora una volta. L'enormità della situazione diventa man mano sempre più chiara perché la Taylor amplia la sua complessità dando spazio ai personaggi comprimari e aggiungendo altri fili narrativi che solo all'apparenza sembrano inutili. Eliza, ad esempio, è un personaggio che sembra essere solo un punto di vista esterno e non si capisce bene quale sia il suo ruolo se non verso la fine, ma è anche un personaggio nuovo, fresco, diverso, che diventerà il jolly più importante di tutti. Anche Razgut in realtà gioca un ruolo molto più importante del previsto e la sua storia farà parte di una spiegazione decisiva nella comprensione di alcuni fatti. Jael, invece, nonostante la volontà di essere un cattivo assoluto, cade nella macchietta e finisce per essere un cattivo fallito, soprattutto quando mette piede sulla Terra.
I veri personaggi del romanzo, per me, oltre a Karou e ad Akiva, sono Liraz e Ziri. Non voglio togliere nulla a Zuzana e Mik, perché sono due personaggi altrettanto apprezzabili ma per me non hanno avuto la stessa potenza di Liraz e Ziri. In particolare Liraz mi è piaciuta veramente tanto, l'ho trovata drammatica ed intensa, ma allo stesso tempo tenera ed ingenua quasi quanto Ziri che, nel suo immenso coraggio non perde l'aria innocente di chi ancora spera.
Certo, se proprio devo trovare un difetto nel romanzo direi che l'elemento negativo è troppo poco sviluppato e poco incisivo, Jael perde costantemente slancio e da cattivone diventa un poveraccio bavoso, gli steliani che pare fossero degli alieni pericolosissimi in realtà solo delle specie di angeli con i super poteri e super devoti al lavoro, quindi alla fine il vero succo della questione è far sparire Jael e prendere il potere per ridimensionare la situazione e far iniziare un nuovo equilibrio sociale. Ok, va bene, però il finale non soddisfa granché. Stesso discorso per l'aspetto romantico. Dopo due romanzi e tre quarti di struggimento assoluto tra Akiva e Karou mi aspettavo almeno almeno qualcosa di più di un volo notturno pudico e due bacetti casti. Non dico una scena di sesso, ma più scene di coppia questo sì, perché onestamente la mia psiche ha bisogno di più di quello che la Taylor ci ha dato. L'unica soddisfazione me l'hanno data Liraz e Ziri, loro sì che hanno saputo gestire bene la loro situazione. Non aggiungo altro per non spoilerare.
Per chiudere, quindi, il romanzo è veramente bello è un continuo crescendo di attesa, la sua narrazione è sempre in tensione e, come i primi due libri, ha una quantità di contenuti veramente importante. In particolare ho apprezzato che l'autrice non buttasse a caso i colpi di scena e che lo sviluppo della storia - comprese le parti non esplicite - fosse assolutamente chiaro e comprensibile già alla prima lettura. La storia è sì ricca e complessa, ma non è ostica e scorre via velocemente. Anche adesso, a distanza di un po' di tempo, riesco a ricordarne gli elementi principali e i personaggi mi sono rimasti impressi, il che è tutto dire considerando quanto tenda a scordarmi di qualsiasi cosa.

6 settembre 2018

Laini Taylor
La città di sabbia

Serie Daughter of Smoke and Bone 2
Titolo originale Days of Blood & Starlight

Trama
Fazi | pag. 462 | € 14,50
Oltre i confini della Terra, in un luogo effimero e invisibile, due giovani creature, un guerriero serafino e una chimera si sono incontrati e tra di loro è nato un amore impossibile. Le loro due razze infatti, nemiche da secoli, sono in guerra, e tentano di distruggersi a vicenda in una spirale di vendette e sacrifici. I due ragazzi però hanno un sogno, portare la pace e la serenità tra i loro due popoli e vivere il loro amore senza l’ombra del pericolo e della segretezza. Ma il destino non sarà misericordioso per questi due amanti sfortunati, che verranno scoperti e condannati a morte.
Akiva riuscirà a fuggire e mettersi in salvo, mentre Karou verrà giustiziata, ma grazie al suo padre adottivo, un resuscitatore, la sua anima verrà trasmigrata in un corpo umano. Ma Karou non potrà per sempre nascondersi dalla sua vera identità e quando scoprirà tutto sul suo passato sarà anche il momento di ritrovare Akiva e continuare ciò che avevano iniziato insieme. Riusciranno a costruire un dialogo di pace tra i due nemici e scongiurare un conflitto che potrebbe distruggere le loro vite e il loro mondo?
Tanto tempo a un angelo e un diavolo strinsero fra le mani un osso del desiderio.
E il suo schianto spaccò il mondo in due.
Commento
Sono un po' in difficoltà, sono sicura del voto ma non so come articolare questo commento. Probabilmente è colpa del mio stato mentale attuale - sono stanca morta, ho bisogno di ferie - ma all'inizio pensavo che il romanzo non mi stava prendendo quanto il primo della serie. Ci ho messo un pochino ad ingranare, ma una volta preso il ritmo vero mi sono ingarbugliata tra le pieghe della trama con gli occhi a cuore pieni di lacrime.
Ora, partiamo dal presupposto che mi piace quando un autore è senza pietà e stermina i personaggi. In generale apprezzo anche il coraggio di far fuori personaggi secondari importanti. Qui ho pianto. Gente ho versato un fiume di lacrime per l'angst, la depressione, la separazione, la sofferenza e la morteh. Non dirò chi muore, però dirò che mi si è spezzato il cuore perché a me quel personaggio piaceva.
Forse è stato proprio quando ho finito il libro che ho realizzato quanto mi era piaciuto, quanto fosse diverso e più maturo rispetto a La Chimera di Praga.
Scommetto che come me, la maggior parte dei lettori pensava che la Taylor avesse in serbo una reunion tra Akiva e Karou degna del più romantico YA fantasy, con tanto di rocambolesche avventure.
Ebbene, no. In tutto il romanzo Karou procede sulla sua strada e Akiva non ne fa parte, e quel briciolo di idillio romantico viene brutalmente e costantemente sbriciolato dalla spietata - ma devo dire intelligente - costruzione del romanzo.
Karou, consapevole del ruolo di Akiva durante l'attacco finale a Loramendi, ha deciso che forse gli altri avevano ragione e lei torto, che gli angeli sono davvero malvagi e che non c'è speranza di vivere in pace, a dispetto del grandioso progetto che aveva immaginato con Akiva.
Ora che gli angeli hanno sconfitto quasi definitivamente le chimere, Karou decide di credere ciecamente ai fatti e di allontanare Akiva. D'ora in poi sarà dalla parte delle chimere, dalla parte della resistenza, e farà di tutto per aiutare i suoi simili a sconfiggere il nemico.
Il ruolo di Karou, però, è particolarmente complicato. Il gruppo di chimere rimaste, incluse Thiago, non si fidano di lei. La tengono all'oscuro dei loro piani, la isolano, la ignorano quando non la disprezzano apertamente, e la illudono di essere parte del gruppo e non un ostaggio. Del resto Karou si è volutamente messa in questa situazione, ha accettato il ruolo che le è stato imposto da Thiago e soffrirne non serve a niente: la sua vita ormai è molto diversa da quella di prima, molto diversa da quella che sperava di vivere dopo aver ritrovato Akiva e i suoi ricordi come Madrigal.
Dall'altra parte c'è Akiva. Dopo essere stato rifiutato da Karou e segregato al ruolo di nemico, non sa più cosa fare. Non vuole ricadere nella furia cieca e continuare a uccidere le chimere ma allo stesso tempo, non avendo più uno scopo e senza Karou, sa di non poter disertare e abbandonare i suoi fratelli. Ormai Akiva non è più l'angelo soldato spietato, ma non è nemmeno l'angelo pieno di amore e di speranza. Non ha posto, non ha scopo, non sa più cosa fare di se stesso, Akiva è in un continuo stato di prostrazione emotiva che si traduce in una serie elegante e dignitosa di meditazioni e malinconia. Akiva non è una lagna, non piagnucola senza motivo, ha una dignità nella sua sofferenza che lo astrae dal resto del mondo. Gira come una stella, nessuno sa cosa e dove va, semina piccoli indizi e tenta di modificare le sorti pur rimanendo nell'ombra: se non può avere Karou e il loro sogno, allora si accontenta di migliorare la sua situazione.
Ad affiancare Akiva, con sorpresa, Hazael e Liraz, entrambi personaggi che all'inizio avevo liquidato come due fastidi si sono rivelati fedeli, profondi, commoventi e a modo loro determinanti nello sviluppo del romanzo. Senza di loro Akiva avrebbe perso l'ultimo sostegno prima del tracollo, ed è grazie al loro aiuto che riesce a rimettersi in sesto e a portare a termine l'obiettivo che si era prefissato.
Dal punto di vista della trama, il romanzo è pieno zeppo di colpi di scena che proprio non si potevano prevedere. Da quello legato a Thiago, a quello legato a Jael, insomma ci sono moltissimi elementi che hanno arricchito la narrazione rendendola appassionante e serrata, impossibile da mettere giù.
In particolare ho trovato affascinante che l'inserimento di punti di vista extra di personaggi non rilevanti all'inizio mi fosse di peso per poi diventare interessante ed emozionante: Ziri, Zuzana, l'angelo che fa una brutta fine, addirittura Festival - personaggio che fa un guizzo di comparsa ma sento già che ci regalerà tante gioie.
Insomma, se è possibile La città di sabbia è ancora più ricco, emozionante e articolato di La chimera di Praga, è meno spensierato, c'è talmente tanta guerra che non si sa più da che parte girarsi senza vedere morti ammazzati, eppure è struggente perché i personaggi non sono piatti, non sono cliché e non si limitano a due reazioni in croce: il lettore entra in confidenza con loro, impara a conoscerli e ad amarli e alla fine si ha un bisogno fisico di proseguire con la lettura.
A questo punto dalla Taylor mi aspetto di tutto, sono pronta a qualsiasi forma di trauma, di colpo di scena, di plot twist e alla guerra assoluta e apocalittica.