29 maggio 2012

Maya Banks
The darkest hour

Serie Kelly Group International 1
Trama
It’s been one year since ex-Navy SEAL Ethan Kelly last saw his wifeRachel alive. Overwhelmed by grief and guilt over his failures as a husband, Ethan shuts himself off from everything and everyone. His brothers have tried to bring Ethan into the KGI fold, tried to break through the barriers he's built around himself, but Ethan refuses to respond… until he receives anonymous information claiming Rachel is alive.To save her, Ethan will have to dodge bullets, cross a jungle, and risk falling captive to a deadly drug cartel that threatens his own demise. And even if he succeeds, he’ll have to force Rachel to recover memories she can’t and doesn’t want to relive—the minute by minute terror of her darkest hour—for their love, and their lives, may depend on it..

Commento

*Yum Yum* Sarò sincera. Ho scelto questo romanzo per una buona ragione, e non è la trama. Ci sono dei casi - in genere per le mie letture ammmericane - in cui la trama arriva ai miei occhi dopo la copertina. Se la cover mi intrippa, passo alla trama, altrimenti gne...devo proprio impegnarmi per capire di cosa parla la storia. Solo quando conosco un'autrice vado sul sicuro, come per le letture italiane, altrimenti l'occhio gioca una parte decisamente importante.
In questo caso, come si può notare dallo sgnoccolone in camo pants, fondina e pistolone, dicevo...in questo caso si capisce subito perché ho messo in lista di lettura non sono questo titolo ma tutta la serie! Insomma, dopo lo sbavamento d'obbligo scopro - acciderbolina - che la serie ha come protagonisti 6 - no, dico...SEI - fratelli, i Kelly, tutti - no, dico...TUTTI - militari di qualche tipo. C'è Ethan, ex Navy SEAL, Sam, Donovan, Garrett e i gemelli (no, dico...gemelli) Nathan e Joe. Ci sono anche i loro compari associati, ma evito di parlarne altrimenti non finisco più. Insomma, la famiglia Kelly ha sfornato sei omaccioni, sei maschi alfa di stampo militare e io mi son sentita perduta. Che ci posso fare, resistenza zero.
The darkest hour è la storia di Ethan e di sua moglie Rachel. Nghe, direte voi, son già sposati! E invece goduria estrema, Ethan era una carogna cosmica e il loro marriage non era rose e fiori e lei...ma sto divagando. I due son sposati ma per un anno intero, dopo essere arrivati ad un punto morto fatto di litigi e richieste di divorzio, Rachel viene data per morta. Infelice per come Ethan la stava trattando, e convinta che il suo matrimonio fosse ormai agli sgoccioli, Rachel decide di partire per una missione umanitaria ma proprio durante il volo l'areo si schianta al suolo, e tutti - Rachel compresa - vengono dati per morti. Il giorno della ricorrenza della sua morte, un anno dopo, si apre il romanzo con un Ethan ubriaco, trasandato e profondamente infelice. Non solo ha perso la donna che amava ma deve anche convivere con il senso di colpa per averla allontanata da sé e per averla fatta soffrire. Per un anno tira avanti come può, senza lavoro, senza aver tolto le sue cose, praticamente si è creato un inferno personale dove espiare le sue colpe. Proprio in quel giorno arriva la prova, evidente e certa, che Rachel non è morta ma prigioniera in un campo sperduto in Colombia, tenuta segregata da narcotrafficanti. Ethan e i suoi fratelli non perdono tempo e vanno a salvarla ma la persona che trovano non è più la stessa Rachel che conoscevano. Un anno di prigionia l'ha trasformata in un esserino magro e talmente traumatizzato da aver perso la maggior parte della sua memoria, in preda a continue crisi d'astinenza da eroina, usata dai suoi aguzzini per tenerla sottomessa.
Non è certo un inizio semplice, questo, con un eroe che deve lottare consapevolmente con i suoi difetti ed una eroina talmente conciata che ci si chiede perché l'autrice abbia deciso di farle vivere determinate situazioni. Eppure tutto ha un senso. L'unica cosa che Rachel ricorda è l'immagine di un guerriero a cui pensa ogni volta che cerca di non perdere la speranza. Quel guerriero è Ethan e dal momento in cui lo vede e capisce che la salvezza è arrivata si crea con lui un nuovo rapporto, nuovo e svincolato dal loro passato, che diventerà il collante della storia. Ethan ha paura che Rachel ricordi che razza di stronzo fosse stato, ma allo stesso tempo vuole che le torni la memoria, in modo da poter ricostruire il loro matrimonio. Sicuro è che non vuole perdere questa seconda possibilità. I due imparano a conoscersi da capo, anche se sono facilitati dal loro essere già sposati, metà del lavoro è fatta, l'altra dipende tutta da Ethan e da quanto riuscirà a non compiere gli stessi errori.
Il nostro Ethan, hard body, hard face, grosso e muscoloso, con capelli neri dal taglio militare e occhi blu intensi con quel qualcosa di infelice che lo rende...santo cielo, lo rende uno sgnoccolone pazzesco. Mi è piaciuto molto il fatto che Ethan sia stato un eroe imperfetto, che ha compiuto grossi errori e che non è stato il classico bello e perfetto. Pur essendo un uomo over the top, ex SEALs ultra addestrato, ha insicurezze e paure tipiche dell'uomo comune, con tanto di reazioni sbagliate e speranze semplici e toccanti. Rachel, invece, rimane un po' in ombra. All'inizio perché il trauma, la paura, la tossicodipendenza e il recupero sono tutto ciò che conosce e che impediscono al suo carattere di uscire e farsi vedere, ma anche più avanti rimane schiacciata dagli ingombranti Kelly. Per quanto Ethan e Rachel siano i protagonisti, gli altri fratelli sanno prendersi l'attenzione del lettore anche quando non sono in scena. Il che promette bene per l'intera serie.
In generale la trama viene sviluppata in modo semplice, dando maggior spazio alle reazioni di Rachel di fronte al pericolo piuttosto che ai cattivi e alle loro motivazioni. In realtà questa cosa, per un suspance, avrebbe dovuto funzionare malissimo eppure in questo caso è la soluzione ideale perché crea tutti i presupposti per sviluppare al meglio la relazione tra Ethan e Rachel ma soprattutto ha dato modo alla stessa Rachel di perdere ciò che le era rimasto attaccato dalla prigionia. Ogni pericolo che la mette in difficoltà la rende più forte in un modo molto semplice e umano. Niente strane scene di azione, ma solo scene in cui i personaggi reagiscono come farebbe chiunque. L'ho apprezzato. 
Ora, con il secondo pronto sul mio e-reader, posso solo dire che la Banks è in lista d'attesa e che ha scavallato molti titoli che aspettano da meeeesi il loro turno. Non c'è storia, il prossimo fratello è Sam e io non riesco a resistere al suo richiamo. Sono spacciata.

25 maggio 2012

Anne Rice
Angel


Trama
Forse nemmeno lui ricorda più il suo vero nome, l'ha perso tanti anni fa insieme all'innocenza. Ora si fa chiamare Lucky the Fox, e il suo mestiere è assassinare su commissione. Un enorme dolore nel suo passato l'ha spinto su questa strada di disperazione, e uccidere è la sua sola missione. Ma in fondo al suo cuore è rimasto qualcosa del ragazzo che suonava divinamente il liuto e amava leggere Tommaso d'Aquino. E proprio il ricordo di quel che è stato e che avrebbe potuto essere manda in crisi Lucky the Fox, e lo spinge al suicidio. Ma proprio quando tutto sembra perduto, entra in scena Malachia, il suo angelo custode, che gli offre una seconda possibilità: viaggiare nel tempo e salvare un'esistenza perduta del passato...

Commento

Parliamone.
Chissà perché, ero convinta che la serie sugli angeli avesse come protagonisti proprio gli angeli. Gestiti e scritti come i vampiri e le streghe, ma angeli. Invece no e avrei dovuto aspettarmelo.
Questo primo romanzo, Angel time, si apre al lettore con un unico scopo cioè quello di dare speranza. La Rice usa gli angeli come un pretesto, come un mezzo o una spinta per arrivare alla redenzione dell'uomo comune. Anche chi non ha fede può sperare e può salvarsi l'anima.
Il problema fondamentale, in questo romanzo, è che tutto è veloce e indefinito, quasi incompleto. Il libro ha una trama 'teoricamente' completa ma quanto a soddisfare il palato non ci siamo per niente. I livelli di ricchezza, di profondità e di complessità degli altri romanzi sono annacquati fino a trasformare la storia un libro-sottiletta.
Solo a vedere il numero di pagine si capisce che qualcosa manca, che il cambiamento di prospettiva e di ideologia hanno segnato profondamente anche lo stile della Rice.
Forse, però, è colpa mia e della mia incondizionata devozione per la Rice che mi ha illusa sulla lettura. Mi aspettavo angeli di una bellezza ammaliante, esperienze mistiche, visioni dell'Inferno e del Paradiso, anime perdute, peccatori e santi...e invece ho trovato Lucky the Fox.
Mind you, Lucky possiede in parte il magnetismo dei personaggi della Rice, ha un modo di fare e un'aspetto che lo illuminano tra la massa di umani tra i quali si muove. Il fatto che sia un killer professionista e che non si curi minimamente della colpevolezza o dell'innocenza delle sue vittime crea il precedente perché venga 'scelto' durante la narrazione. Il nostro Lucky, nel suo essere un essere umano al limite - perché non ci sono tanti killer in giro - ha in sé le stesse paure e gli stessi sogni di tutti ed è per questo che la sua fede e la sua redenzione hanno così importanza. Per la serie 'se ce la fa lui...'
Ebbene cosa succede. Il romanzo inizia con il Lucky di oggi, killer senza scrupoli, senza morale e senza nessuna aspettativa. Sa che non ha nulla se non il presente e sa che non avrà mai nessuno se non sé stesso. Le uniche cose a cui tiene sono solo dei luoghi in cui può essere Lucky, l'uomo, libero dai travestimenti. Quando il suo capo, il mandante unico degli omicidi, gli chiede di assassinare un uomo proprio nella stanza preferita del suo albergo preferito Lucky crolla. Fino a quel momento i suoi momenti non erano mai stati contaminati dal suo lavoro e quando procede al suo compito - perché nella sua testa non ha mai considerato la possibilità di non farlo - nella sua mente si sgretola ogni punto fermo.
In quel momento, quando l'uomo muore, Lucky è ad un punto morto: o la fa finita e si suicida, oppure cambia totalmente vita e, siccome nella sua testa il male è così radicato da farlo pendere verso la prima scelta, entra in scena il bene sotto le spoglie del bellissimo angelo serafino Malchiah, che lo convince a darsi una possibilità e di avere fiducia in Dio. Lucky si trasforma, lascia cadere la maschera che indossava da tanti anni e riprende il suo nome, Toby, e la sua identità con la consapevolezza che questa volta può essere qualcuno di buono, di degno.
A questo punto si fa un salto temporale, spiazzante e imprevisto, nell'Inghilterra medievale. Il compito di Lucky, quello che deve assolutamente portare a termine, è quello di salvare due ebrei della città di Norwich, accusati di aver ucciso la figlioletta. E' chiaro che Toby deve operare su un piano umano, più che mistico. Superare le paranoie e i pregiudizi della società, medievale tra tutte, si dimostra essere veramente difficile, soprattutto quando nessuno vuole ascoltare la logica. Toby, proprio grazie alla capacità di ragionare in situazioni difficili, riesce a trovare un modo per salvare le due persone.
A questo punto, insomma, cosa capita? Bhe, logico, Toby diventa il nuovo aiutante di Babbo Natal - ehm no - di Malchiah e la sua anima si salva. Ora capite perché dico che è incompleto? Perde completamente il ritmo che aveva nella parte iniziale. Dal momento in cui si va nel passato è tutto talmente prevedibile che l'interesse scema, fino a quando si arriva alla fine e si rimane delusi.
Francamente, non so cosa dire. Mi aspettavo qualcosa di diverso ma non fino al punto di leggere un inno al pentimento. Capisco che la Rice si sia convertita e abbia trovato Dio e tutto il resto, ma non capisco dove abbia perso il suo stile, il suo essere magnificamente prolissa e pomposa. Se avesse raddoppiato le pagine, e tutta questa storia fosse stata più dettagliata, sono sicura che mi sarebbe piaciuta molto di più.

21 maggio 2012

Lara Adrian
Il bacio oscuro

Serie Midnight Breed 7
Trama

Qualcosa di non umano sta dilagando nella gelida natura dell’Alaska, lasciando indicibili carneficine sul suo cammino. Al pilota Alexandra Maguire quegli omicidi ricordano ferite mai chiuse, che non le danno tregua. Poi un seducente straniero entra nel suo mondo: si tratta di Kade, inviato da Boston per indagare sui crimini. Perseguitato da una vergogna segreta, il vampiro scopre subito la verità sulla minaccia che deve fronteggiare: si tratta di qualcosa che mette a rischio il legame che ha stretto con la donna in grado di riaccendere le sue più profonde passioni. Ma per portare Alex nel suo mondo di sanguee oscurità, Kade dovrà confrontarsi con i propri demoni personali, e con l’entità maligna che potrebbe distruggere tutto ciò che gli è caro. Entra in una landa selvaggia, dove il confine tra il bene e il male, fra gli amanti e i nemici, è labile e insidioso. Scopri il nuovo affascinante capitolo di una serie che creadipendenza assoluta.

Commento

Dopo ben 6 libri la Adrian ha esaurito i veterani della Stirpe e le sono rimaste in mano le nuove leve, i nuovi guerrieri che si sono aggiunti dopo al gruppo base. Il primo guerriero che viene pescato è Kade, che pesca il rametto più corto e diventa protagonista - quasi all'improvviso - del settimo romanzo della Stirpe. Dico all'improvviso perché io mi aspettavo che Stirling Chase fosse ormai prossimo ad avere un suo romanzo, considerando che è entrato in scena ormai molti libri fa. Eppure la Adrian ha deciso di dare l'occasione a uno degli sbarbatelli, quelli che compaiono e che hanno qualche battuta ma che in linea di massima non lasciano nessun segno. Kade e Brock, nella mia immaginazione, sono sempre stati due personaggi secondari, di margine, che hanno importanza solo nel momento in cui compaiono e se escono di scena vengono dimenticati. Fisicamente non sapevo nemmeno come fossero, non mi ricordavo chi fosse Brock e chi Kade e - in tutta sincerità - neanche mi interessava. Diciamo che li ho sempre unificati assieme a quei personaggi meno interessanti, come Reichen, che prima o poi sarebbero diventati protagonisti ma che ho sempre confinato in un angolino, perché pensavo che sarebbe passato almeno un altro paio di romanzi. Ma poi mi sono resa conto che non rimaneva più nessuno, dei 'soci fondatori', e che sarebbe stato troppo bello se la Adrian avesse anteposto Hunter a tutti gli altri. Insomma, è con un senso di sorpresa che ho iniziato a leggere il romanzo. Prima di tutto c'è da dire che se fosse stato ambientato a Boston non mi avrebbe incuriosita più di tanto, forse perché praticamente tutti i romanzi precedenti sono 'cittadini'. In questo caso, invece, si viene sradicati dal solito scenario e scaraventati nella gelida Alaska, che raramente riesce ad essere così affascinante (solo l'Alaska di Zarek della Kenyon ha più fascino). Il cambio di scena giova parecchio a tutta la serie, funziona come uno schiaffo - gelido - in piena faccia, ti sveglia dal torpore della routine e dona una certa agilità e freschezza che ultimamente non aveva. Oltre all'ambientazione così selvaggia e inospitale, ma decisamente scenica (la 'vedevo' nei toni del blu, ghiaccio e bianco), anche il protagonista maschile ha lo stesso spirito selvatico. Kade è originario dell'Alaska, è casa sua, e tornare indietro - per qualsiasi motivo - è un ritorno a casa che sente nel sangue. Il richiamo è talmente forte che la felicità di scorazzare ignudo con i lupi a - 30° lo rende vivo come non poteva essere a Boston. Se prima Kade era pallido e trasparente, quasi insapore, nella sua terra d'origine acquista sapore, colore e carattere. La trasformazione è così inaspettata e decisa che colpisce senza scampo. Per quanto mi riguarda, poi, i personaggi maschili di questa serie sono sicuramente più approfonditi e meglio riusciti di quelli femminili (solo Renata ha lasciato il suo segno) e il loro background viene spiegato con maggiore dettaglio, per cui ogni loro pensiero e azione sono un'estensione naturale che si fondono senza scossoni nella trama. In questo caso specifico, Kade ha un passato che ha nascosto all'Ordine e al suo migliore amico Brock, un passato che vuole dimenticare e da cui è scappato senza guardarsi indietro. Il suo segreto è legato al suo dono e alla sua famiglia: dalla nascita Kade ha il dono di entrare in contatto con gli animali, i lupi in particolare, e di farsi accettare dal branco come uno di loro. Cacciare con i lupi e lasciare libero sfogo al suo istinto di predatore diventano sempre più esaltanti e difficili da controllare, finché un giorno decide che per salvarsi dalla Brama di sangue deve allontanarsi dalla sua terra e dalla sua famiglia. Il problema fondamentale, comunque, è che il gemello di Kade, Seth, ha compiuto i suoi stessi passi fino a farne uno più lungo della sua gamba. Kade è combattuto tra la lealtà al gemello, e la speranza che un giorno potrà salvarsi, e la lealtà verso se stesso e verso la giustizia. Incapace di compiere una scelta vera e definitiva scappa, consapevole che così avrà solo rimandato la resa dei conti. Che, ovviamente, arriva sotto la scusa di attacchi brutali nella piccola cittadina di Harmony dove un'intera famiglia è stata brutalmente sterminata. Lo zampino di Ribelli porta Kade - e l'Ordine - ad indagare sui delitti e a scontrarsi con una donna che in passato ha già vissuto un simile orrore. Alex, pilota di aereoplano, è scappata con il padre dalla Florida per dimenticare la morte violenta della madre e del fratellino e si ritrova proprio in mezzo alla carneficina. Lo straniero, l'unico che sembra crederle quando dice di aver visto impronte di piedi nudi, la attrae subito sia per la sua bellezza selvaggia ma soprattutto per il senso di sicurezza che le infonde. Non essere considerata una depressa cronica con manie di persecuzione da mostri è una novità che le fa cadere tutti i muri protettivi che aveva eretto attorno a sé. Con Kade non riesce proprio ad essere la finta Alex che ha costruito e man mano che lo conosce e che, insieme, si impegnano a trovare chi ha compiuto gli omicidi, scopre di avere un passato e un futuro legati a lui e alla sua razza. Alex è un personaggio - purtroppo - sciapo. Il fatto che tutto il suo carattere sia costruito attorno ad un trauma e che oltre a quello non ci sia molto la rende poco interessante da leggere. Kade ruota attorno a lei - pare- per le circostanze e per un classico caso di 'destino', non c'è molta magia nel loro incontro e tutto si sviluppa in linea retta, con pochi scossoni che vengono superati semplicemente con la forza dell'happy ending. Suscita una lieve curiosità l'episodio dell'Antico, che dimostra di avere una mente lucida, oltre alla fame e alla rabbia, e del conseguente coinvolgimento di Jenna. Tegan fa una comparsa e lascia la sua impronta e Hunter si prende con decisione il ruolo che era di Lucan, cioè quella di guerriero Gen Uno, forte e spietato. A conti fatti posso dire che questo è un romanzo dedicato ad un unico personaggio, Kade, mentre tutti gli altri - Alex compresa - sono da contorno a lui e alla storia. Anche se la componente romance è presente in dosi massicce, ho preferito senza ombra di dubbio le parti in solo di Kade, al massimo quelle in cui interagiva con gli altri guerrieri. Il mio voto finale è di 4 stelline, anche se non è il migliore della serie. Ho come l'impressione che il mio preferito deve ancora arrivare (*coff*Hunter*coff*).

14 maggio 2012

Jeaniene Frost
L'odore della notte

Serie Night Huntress 4
Trama
Dopo tutti gli anni di duro lavoro passati a combattere contro i succhiasangue, la Mietitrice Rossa Cat Crawfield e il suo amato non-morto Bones decidono di meritare una vacanza. Ma i loro progetti sulla romanticissima Parigi vengono ben presto rimandati. Cat comincia ad avere terribili incubi notturni, in cui un vampiro sconosciuto di nome Gregor la reclama come sua di diritto, perché secondo lui Cat l'ha sposato prima ancora di unirsi in matrimonio con Bones. La pretende a tutti i costi e non si fermerà finché non avrà raggiunto il suo obiettivo. Sfortunatamente quelli di Cat non sono semplici incubi... Vampiro astuto e pericoloso, Gregor nel passato aveva già tentato di annullare il potere che di lì a poco l'avrebbe resa una minaccia letale per tutti i vampiri; eppure Cat non serba alcun ricordo della vicenda. Bones avverte il pericolo imminente: vuole impedire che Cat riacquisti la memoria e uccidere Gregor prima che si avvicini troppo alla sua amata, che, al contrario, vorrebbe recuperare quella parte dei suoi ricordi e affrontare Gregor di persona. Il famigerato Rubasogni è un avversario potentissimo, che riesce a mettere in crisi Cat e Bones facendo leva proprio sui loro punti deboli. E lo scontro diventa inevitabile...

Commento

Lo ripeto anche in maiuscolo CIPIACECIPIACECIPIACE!
Finalmente, porca miseria! Finalmente posso dare un altro voto pieno -ma che dico PIENISSIMO- a questo nuovo titolo di Cat&Bones.
Santo Cielo, quanto mi è piaciuto!
A differenza del precedente, di medio gradimento, questo mi ha letteralmente incollata alle pagine. Non solo! Ho subito un'inglobazione totale, un assorbimento istantaneo nella storia tale da farmi aprire il libro mentre slurpavo la minestrina a tavola.
Finalmente, finalmente arriva il coinvolgimento emotivo che tanto desideravo da questa serie. Arriva il conflitto interiore di Cat, di Bones e anche il conflitto che si crea tra di loro e che fa sprizzare scintille e poi fiamme e poi esplodiamo! XD
Tutto comincia quando l'idillio tra Cat e Bones inizia ad incrinarsi, causando insicurezze, gelosie e risentimento. Cat non riesce a lasciarsi andare al 100% e ad accettare il fatto che la sua natura è sempre stata per la maggior parte vampira. Il continuo disprezzo della madre, il trauma di essere diversa e di non aver mai avuto un punto di riferimento hanno contorto la sua visione delle cose, tanto che per lei essere vampiri significa essere cattivi. Nemmeno la presenza di Bones nella sua vita è riuscita a scalfire le sue paure e le sue convinzioni nascoste. Solamente di fronte all'evidenza dei fatti e al rischio di giocarsi tutto ciò che ha Cat riesce a vedere le cose in modo diverso e ad accettare la sua natura. La particolarità di questo cambiamento sta nel fatto che Cat non vuole cedere solo fino a quando non è costretta, ma nel suo rifiuto non c'è negazione, solo paura. Cat ha paura di lasciare un territorio conosciuto per qualcosa che non conosce, ma soprattutto teme che una volta trasformata non avrà più lo stesso rapporto con Bones, con sua madre e con la sua ex-squadra. Nel suo essere chiusa, e nel suo causare casini, c'è solo una gran paura.
La cosa emozionante e coinvolgente è il risultato della reazione di Bones di fronte al muro emotivo di Cat. Lui non ha idea di come gestire la situazione, ha un terrore folle e immaturo di perdere ciò che ha e al tempo stesso ha paura di averlo. Cat è imprevedibile, quindi incontrollabile per cui Bones sa di non avere potere su di lei, solo il suo affetto riesce a influenzarla. Ma Bones non lo capisce e reagisce in modo estremo, violento con conseguenze devastanti. Cat e Bones sono sulle montagne russe, un momento sono affiatati e innamorati e quello dopo si scannano e si odiano. Gli alti e bassi sono così tanti che non si fa in tempo a riprendersi da uno che l'altro ti investe senza preavviso. Si passa dalle gelosie, ai sospetti fino al culmine di nome Gregor.
Il personaggio di Gregor ha importanza per quello che rappresenta, non per quello che fa. Ogni sua azione, la sua stessa presenza sono la trasposizione delle paure di Cat e di Bones.
Il Rubasogni ha lo scopo principale di mettere in discussione la relazione di C&B, scuotendo le fondamenta del loro amore. Da parte di Cat si insinua il sospetto del tradimento di Bones e la sua incapacità di cambiare e di lasciarsi alle spalle i suoi trascorsi di 'gigolò', puttaniere, dongiovanni, mentre per Bones il sospetto è che il suo amore e la sua devozione per Cat non siano abbastanza e che lei non voglia diventare vampira per stare per sempre insieme a lui. Le loro paure, combinate, sono il vero pepe di tutta la storia. Che poi Gregor sia il cattivo e che il cattivo venga sconfitto ha poca importanza, quello che conta è il tragitto che porta a quel lieto fine. La serie di battibecchi, litigi, manifestazioni d'amore e di passione così intense da bruciare le pagine, questo sì che è quello che conta. Sembra quasi che la Frost abbia voluto conservare i fuochi d'artificio per chiudere in bellezza un capitolo di questa serie.
Ci è riuscita, indubbiamente, e nel frattempo ha saputo anche aggiungere dei personaggi che hanno lasciato il loro segno: Vlad, Spade e un po' di meno Mencheres (troppo abbottonato, per i miei gusti). Se non avessi la prova materiale che la serie continua, anche con spinoff, direi che la serie di Cat&Bones è finita in grande stile, con il botto.
Ma siccome sappiamo che ci sono almeno altri due romanzi su di loro, credo che d'ora in poi si respirerà un'aria diversa, anche se spero che la tensione tipica a cui ci hanno abituato fin dall'inizio non scompaia. Dopotutto, mi piace soffrire. Purché ci sia il lieto fine, s'intende.

10 maggio 2012

Charlaine Harris
Morto in famiglia

Serie Sookie Stackhouse 10
Trama


Dopo aver subito torture e sopportato la perdita di persone care nel corso della breve ma letale Guerra degli Esseri Fatati, Sookie Stackhouse è ferita nel corpo e nell'anima ed è infuriata. I sentimenti che ritiene di provare per il vampiro Eric Northman sono praticamente l'unico aspetto piacevole della sua esistenza, ma proprio a causa della loro relazione, lui è tenuto sotto stretta osservazione da parte del nuovo re dei vampiri. Inoltre, a mano a mano che le conseguenze dell'uscita allo scoperto dei mutaforme cominciano a farsi sentire, i suoi contatti con il branco di Shreveport coinvolgono sempre più Sookie. La cosa peggiore, però, è che anche se la porta di comunicazione con il mondo fatato è stata chiusa definitivamente, ci sono alcuni esseri fatati che sono rimasti dal lato umano, e uno di essi è infuriato con Sookie. Decisamente molto infuriato...

Commento
Si sta verificando un episodio increscioso, ormai da un paio di letture a questa parte. Appena guardo la mia libreria e mi accorgo che ho la Harris - o meglio, ho almeno 2 titoli della Harris da leggere, mi prende la paranoia. La para-noia. Penso 'ancora?!?' e sbuffo e rigiro il libro e guardo quanti me ne mancano e penso 'ancora!?!?!?'. Insomma, mi passa quasi subito la voglia di leggerli. 
Non so perché, considerando che la serie continua a piacermi, ma forse ho raggiunto il massimo livello di saturazione per cui sì, li compro, ma poi passano mesi prima che mi decida a leggerli. 
Increscioso, a dir poco. Che poi, una volta iniziato, il libro mi piace, la storia mi prende e ritrovo i personaggi che mi piacciono tanto. Proprio non capisco. 
In questo nuovo -nonmiricordoachenumerosiamo- episodio della serie Stackhouse abbiamo la nostra Sssssokie che cerca di riprendersi dopo la guerra degli esseri fatati che l'ha lasciata fisicamente mezza scassata ed emotivamente molto provata. Dopo le torture Sookie fa molta fatica a riprendere la sua vita normale, non è più spensierata e positiva, ma fa fatica anche solo a lasciarsi andare con Eric, con cui ormai ha una storia fissa. 
Tutto si basa su un concetto molto semplice: il ritorno alla normalità e le difficoltà che i personaggi incontrano nel rimettersi in sesto dopo i cambi di potere. Eric e la sua gente rischiano la vita a causa del nuovo re e della sua mano destra, senza contare che il suo creatore si rifà vivo, con tanto di nuovo vampiretto psicotico. Eric è il personaggio che si trasforma di più nel giro di poco tempo e il trauma è tale che fino all'ultima pagina si spera che ritorni ad essere il vichingo spietato di sempre. No such luck, porca miseria, e per tutto il libro ci ritroviamo un vampiro spaventato dalla presenza del suo creatore, mezzo rammollito perché innamorato di Sookie (la chiama sempre in modi così tenerelli...) e in generale privo del carisma che aveva nei primi libri. 
Certo, questo nuovo lato Grisbì fa tenerezza, però non soddisfa al 100%. L'unica cosa che lo rende accettabile è che tutta la storia ruota attorno al ritrovamento di un cadavere nel terreno di Sookie e del conseguente coinvolgimento di vampiri, mannari ed esseri fatati. Il cambiamento di Eric, in un certo senso, passa in secondo piano e sbuca fuori solo nel momento in cui i vampiri entrano in scena (cioè 1/3 del libro). Possiamo conviverci, anche se a malincuore. 
Per quanto riguarda la trama in generale siamo un po' sul diluito andante, nel senso che la storia scorre e diverte ma emoziona solo fino ad un certo punto. Non ci sono grandi novità o cambiamenti, nessun nuovo personaggio degno di nota e più in generale c'è una ripetizione costante -e anche un pò inutile- dei pensieri di Sookie e delle descrizioni di cose, luoghi, persone e esseri vari. 
Considerato l'umore con il quale ho iniziato la lettura e considerato la bassissima aspettativa...direi che mi ha piacevolmente colpita. Pensavo peggio, ma sono stata smentita. Fortunatamente, perché stavo meditando di smettere di comprare la serie.

03 maggio 2012

Viviana Giorgi
Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso


Trama
Sì, è stata tutta colpa di un gatto rosso. Il mio. La bestia scappa dalla finestra a mezzanotte, e io mi butto in strada per recuperarlo, sexy come un sacco di patate, e incontro... l’uomo dei miei sogni, una specie di Marlboro Man che smonta non da cavallo, ma da una fiammante BMW. In altre parole, il mio nuovo vicino di casa. Lui mi fissa perplesso e incuriosito e il colpo mi arriva subito, preciso, bang bang, dritto al cuore, come nella vecchia canzone dell’Equipe ‘84. Nick, si chiama Nick. Io Nora. Non può essere un caso, mi dico, e mi butto in questa storia, a testa bassa, senza sospettare in che pasticci mi ficcherò. Perché è ovvio che nella nostra storia si infilino altre persone, e tutte con qualcosa da dire o fare. Viola, un’adorabile bimba di otto mesi; Tommaso, il prof, egocentrico, bastardo seduttore cui l’ho giurata; un’orda di adorabili femmine folli che altro non sono che le mie amiche del cuore; Camilla, la disinibita, e un piccolo esercito di suocere, madri, padri, tate e... una nonna diabolica. E, come se non bastasse, c’è un romanzo rosa che aspetta di essere tradotto, uno strano borgo in piena Milano dove la gente sembra diversa e un po’ pazza e, ahimé, c’è anche lei, Gabrielle, la stronza. Senza contare il gatto rosso.

Commento

Come iniziare questo commento? 
Sinceramente non lo so, quindi andrò a ruota libera e vediamo cosa combino. 
Quando scopri che un nome del web, che conosci tra l'altro, viene pubblicato si crea una situation: cioè ti trovi in una posizione tale per cui o lo leggi, o fai finta di niente - per la serie 'ho pochi soldi, ma ce l'ho in lista!'. Uscire dall'imbarazzo si può, ma solo leggendolo e solamente senza 'paraocchi' (e paraorecchi). Sincerità, prima di tutto, anche se conosci la persona. Perchè va bene essere amichevoli, ma mai falsi. 
Quindi io avevo il Gattaccio sul mio eReader, in attesa di essere letto, in attesa del suo momento e in attesa che il polverone pubblicitario dell'uscita calasse. Ormai lo sanno tutti, io rifuggo le uscite fresche fresche, devo leggere un libro quando ormai non è più nuovo. 
Dicevo, la bestia è in attesa e ad un certo punto mi dico: 'che aspetti? Comincialo!'. Detto fatto. Pagina 1 finisce e sono fregata. La Giorgi ha un pregio che, secondo me, molti snobbano facendolo passare per difetto: stile minimal, grande ironia. Ma chi lo dice che per scrivere bene bisogna per forza fare periodi complessi che neanche Dante?! Perché? Il romance si adatta così bene alla leggerezza, al relax letterario che ogni volta che un'autrice usa un termine arcaico, pesante e ricercato si finisce sempre con lo sbadigliare. Viva la semplicità! Viva lo scrivere per divertire! La Giorgi ci riesce bene: semplice, frizzante, veloce e ti acchiappa. Se non prendi subito, non prendi più, per come la vedo io. Lo stile fa al caso mio, quindi non ho avuto il minimo tentennamento e l'ho letto con gusto. Avrebbe potuto scrivere qualsiasi cosa che, probabilmente, mi sarebbe piaciuto. Purché ci sia la sua ironia, tratto distintivo. 
Per quanto riguarda la storia, finalmente, qualcuno che usa la Milano contemporanea, quella vera che vivo ogni giorno. Una Milano che sembra la NY dei contemporanei USA da classifica, con l'aria metropolitana ma il borghetto con giardino di nicchia. E basta con l'Italia rustica e antica: Milano, la city, la metropoli. E' questo che piace nei contemporanei, perchè ci vuole vita e ci vuole il caso, quel caso che nasce solo nelle grandi città. Solo in una Milano così stuzzicante - chi ci vive si ritrova in quelle piccole descrizioni - capita il colpo di fortuna. Sembra veramente di leggere un romance americano, cavolo. 
La nostra Nora incontra il vicino strafico, quello che solo nei sogni..., e che incontro! Morivo dal ridere. MORIVO. Se fossi gattaccia dire purrrrfect. Basta poco, bastano le ciabatte, l'impermeabile e la sardina e crei un mito. Tra l'altro Nora non viene mai descritta fisicamente, quindi viene praticamente istintivo immedesimarsi in lei, come se fossimo tutte single con gatto rosso e vicino fico - magari. La storia, si capisce, è semplice e si basa principalmente sul gioco degli equivoci perché la Giorgi inserisce un personaggio che disturba tutto - il maledetto prof - che alla lunga mi ha dato veramente sui nervi. Il tira e molla, causato da/deciso da/colpa di diverte e appassiona ma alla lunga, lo devo dire, stufa un pochino. Il fatto che Nora sia assetata di vendetta è più che comprensibile, però la sua fissazione e il continuo tirare in ballo il prof non l'ho gradito. Forse perché credo che se arriva l'eroe non ci debba essere spazio per niente e nessuno e che la protagonista debba decidere a metà libro quali sono le sue priorità. Ecco se devo trovare un difetto, credo proprio che questo continuo rinvangare il passato, il voler a tutti i costi continuare la farsa del prof stanchi appena ci si rende conto che, ancora una volta, Nora deve mentire a Nick. 
Nick, il nostro - suo - vicino strafico, viene descritto perfettamente con una definizione: Marlboro Man. E qui, la Giorgi, ha detto tutto. Papà amorevole, uomo in carriera, super istintivo e mooolto passionale, diretto con qualche uscita da alpha male, è un personaggio che buca discretamente lo schermino del mio reader. Nick ci piace, forse perché lo vediamo solo attraverso gli occhi di Nora. Chissà, magari attraverso i suoi occhi avremmo avuto un punto di vista ancora più intimo. Finale classico, ovviamente, ma non per questo meno piacevole. Un lieto fine cumulativo, con tanti piccole storie che si chiudono e la coppia Nick e Nora che si cementifica attorno alla pupattola. 
Piacevole, nella sua semplicità. Per come la vedo io, la Giorgi è riuscita nel compito più difficile e cioè quello di emozionare. La storia, la trama e i personaggi non sono niente se non sai cosa scrivere, quando e come e se non sai quali parole usare. Bisogna saper creare emozione, e poi il resto viene naturale. Ridi, sospiri, lacrimi e alla fine sei soddisfatta proprio per questo non per quanto sia gnocco il protagonista. 
Viviana, go girl! ^_^

01 maggio 2012

Keri Arthur
Black Moon. Un bacio prima di morire

Serie Riley Jenson Guardian 6
Trama
Riley Jenson è una donna molto sexy e molto determinata. Nelle sue vene scorre sangue di vampiro e l'istinto di un lupo mannaro la salva dalle insidie e dai guai. Ha preso a cuore il suo lavoro al Dipartimento Razze Diverse, e nulla può distoglierla dal suo obiettivo di sconfiggere i malvagi. Riley non ha paura di dire la sua, né di confrontarsi con il pericolo. Neppure stavolta, quando il suo compito è scovare un killer che infierisce sulle prostitute e si aggira nel patinato mondo dei VIP. Ma quando nell'indagine entra anche Quinn, la sua vecchia fiamma, le cose si complicano: insieme hanno vissuto momenti di bruciante passione e lui è l'unico uomo su cui Riley non ha assolutamente nessun controllo...

Commento
Goduria! Goduriaaaa!
Dopo il finale improvviso e traumatizzante del libro precedente mi ero preparata ad una svolta radicale nella vita di Riley. Questo cambiamento c'è e, per fortuna, la Arthur ha deciso di giocarselo girando la pagina e non guardandosi indietro.
Mi è piaciuto, più del precedente, perché in questo romanzo si ritorna quasi ai ritmi iniziali della serie con tantissima vera azione, ben 2 indagini, Rohan e Riley insieme sulla scena ma soprattutto...soprattutto torna Quinn. Si, lo dico anche se non pensavo che lo avrei fatto, ma si sentiva la sua mancanza. Anche se Kellen ha spadroneggiato nel libro precedente, qui abbiamo carta bianca. Praticamente Riley si ritrova al punto di partenza, sola ma senza lo spirito libero che aveva all'inizio. Il fatto che la protagonista abbia subito un vero cambiamento in un aspetto critico - la vita sessuale che, in questa serie, è sacrosanta per i licantropi - è indice di come l'autrice stia seguendo una strada ben definita nella gestione dei personaggi. Riley, pur essendo sempre la solita, cambia un pochino alla volta e questa volta il suo passo più grande è quello di dedicarsi a se stessa, a risanare la ferita emotiva lasciata da Kellen e a capire cosa vuole veramente. In questo contesto di 'ricerca personale' si inseriscono ben due indagini che danno un ritmo veramente serrato alla lettura. Non solo c'è più azione, ma è anche più cruenta, meglio costruita e risolta, ci sono più emozioni che non sono direttamente collegate all'aspetto sentimentale, e il finale in particolare chiude in bellezza le indagini perché coinvolge altri personaggi, oltre a Riley.
Torna Quinn, dicevo. Per tutta la prima parte del libro Riley agisce da sola ma si sente che sta per succedere qualcosa. C'è una specie di corrente sotterranea che ti prepara alla comparsa a sorpresa del vampiro e appena te lo trovi di fronte pensi che lui era esattamente la cosa che mancava, la cosa che stavi aspettando di leggere. Ad un certo punto vuoi, speri, desideri che sia Quinn a tornare e non Kellen. E quando succede, quando Quinn rientra in scena, santo cielo...sospiri di sollievo! Ti spari un sorrisone e sai che da quel momento in poi la storia sarà perfetta. Cosa che succede. Perfetto, tutto. Mi piace sempre di più, questa serie, mi piace la protagonista, mi piacciono lo stile e il ritmo della narrazione e mi piace che l'autrice non abbia fossilizzato la protagonista con un unico amore. Mi piace la diversità, che rende tutto più instabile ed emozionante, mi piace che non ci sia un vero schema comportamentale che rispecchia il nostro e mi piace rimanere sorpresa dalla storia.
Ho quasi paura che succederà qualcosa di terribile - in senso positivo o negativo - che distruggerà completamente l'equilibrio che si è creato. Ma la cosa pazzesca è che non vedo l'ora di scoprirlo!