18 giugno 2018

Mariana Zapata
L'infinito tra me e te

Titolo originale The Wall of Winnipeg and Me

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Vanessa Mazur sa che sta facendo la cosa giusta. Non ha alcuna intenzione di sentirsi in colpa per aver mollato. Il lavoro di assistente tuttofare di Aidan Graves è sempre stato un impiego temporaneo. Lei ha altri piani per il futuro, ha delle ambizioni, e di certo non comprendono il ruolo di fatina personale di una star del football. E allora perché quando Aidan si presenta alla sua porta, pregandola di ripensarci, Vanessa esita? Per due anni, l’uomo che le televisioni chiamano “il muro di Winnipeg” è stato il suo incubo: neanche un buongiorno al mattino, o un sorriso il giorno del suo compleanno. Era talmente concentrato sullo sport che sembrava non accorgersi nemmeno di chi o cosa lo circondasse. Cos’è cambiato, allora? Quello che Aidan chiede, per Vanessa è semplicemente incomprensibile. Dopo il modo in cui è stata trattata, lei desidera solo dedicarsi alla sua vera passione, il design, e lasciarsi alle spalle l’indifferenza. La perseveranza di Aidan sarà in grado di farle cambiare idea? In questo genere di partite, segnare un punto richiede pazienza, gioco di squadra e una buona dose di determinazione.


Commento
Se penso che all'inizio non lo volevo leggere mi prende uno svenimento.
Mi sono detta un altro romance, non ho voglia perché evidentemente ero in un trip di zitellaggine acuta. Poi, non so perché, mi è venuto uno sghiribizzo e l'ho desiderato. Senza conoscere la trama o l'autrice, lo volevo leggere.
Appena ho iniziato L'infinito tra me e te ho capito subito che avrei avuto una privatissima storia d'amore con Vanessa. Io e lei siamo anime affini, facciamo il dito medio al nostro capo di nascosto, sogniamo di fargli del male fisico, mentre sorridiamo e facciamo quello che ci viene chiesto urliamo nel silenzio della nostra testa e immaginiamo le scene più cruente. Io e lei siamo gemelle, con un'unica - microscopica - differenza: il suo capo è uno gnocco stratosferico mentre il mio è un rompicoglioni narcisista. Per la durata di tutta la prima parte del romanzo mi sono astratta dalla mia miserabile realtà e ho finto spudoratamente di essere Vanessa, perché per lo meno immedesimandomi in lei l'odio profondo per il proprio capo è diventato sopportabile.
Già solo per questo, il romanzo è entrato nel mio cuore, poi si sono aggiunte altre caratteristiche che mi hanno mandata in brodo di giuggiole.
Il romanzo ha come protagonista Vanessa, una giovane ragazza che sogna di lavorare in proprio come grafica. Prima di riuscire nel suo intento, però, deve mettere da parte un bel gruzzolo per stare tranquilla nel caso in cui il salto verso l'indipendenza diventi un tonfo doloroso. Per tirare su i soldi Vanessa accetta un lavoro impegnativo che richiede una tolleranza e una pazienza fuori dal comune: fare da assistente personale a Aidan Graves, famoso giocatore di football, conosciuto come il muro di Winnipeg per la sua incredibile stazza. Oltre al fisico muscoloso, all'altezza, alla prestanza fisica e ai lineamenti squisitamente virili, Aidan è un musone silenzioso che non socializza, non parla, non chiede per favore o dice grazie, non perché sia un cazzone arrogante ma perché semplicemente non è interessato a distogliere la sua attenzione dal football. Ogni singolo secondo da sveglio lo passa pensando, giocando e allenandosi per il football. E' tutta la sua vita e il resto non è necessario.
Dopo due anni in cui Vanessa ha soddisfatto ogni singolo capriccio di Aidan, dal cucinare pasti vegani ad ogni ora del giorno e della notte, al saltare Natale e compleanni per stargli dietro anche solo per porgergli un bicchiere d'acqua, la ragazza ha deciso che non ne può più.
Anche se lo avrebbe picchiato volentieri, Vanessa ha sempre rispettato Aiden sia come persona sia per la sua etica di lavoro e vedere che lui, al contrario, non la difende da un insulto bello e buono le fa capire quanto poco le importi di lei. In quel momento Vanessa molla tutto e, con un aplomb invidiabile e un'eleganza assurda, manda a fanculo Aidan, il suo manager, il football e la posizione di serva silenziosa.
Passano poche settimane di pace tra un lavoro e l'altro e all'improvviso Vanessa si ritrova Aidan davanti alla porta di casa che le chiede di tornare a lavorare per lui. Senza elaborare, senza ammettere i suoi errori e i suoi difetti - perché proprio non ci arriva - Aidan si aspetta che lei accetti perché è ovvio che la sua richiesta è sensata. O no? Vanessa non solo gli dice no, gli risponde proprio hell, no! arrangiati cucinati da solo, stirati da solo, trovati un'altra assistente. Ma Aidan, che è testardo peggio di un mulo, si ripresenta ogni volta per farle la stessa domanda finché ad un certo punto, esaurito dalla resistenza di Vanessa, scopre le sue carte e lei che sotto sotto un po' ci tiene ancora gli serve su un piatto d'argento la soluzione a tutti i suoi problemi.
Da questo punto in poi potrei scatenare la violenza dello spoiler, ma proverò con tutte le mie forze a non farlo perché è la parte divertente e romantica del romanzo e non mi sento di privare il mondo della sorpresa.
Quello che posso dire è che dal momento in cui Aidan compie l'enorme sforzo di capire Vanessa la situazione cambia drasticamente per entrambi. Quello che dava per scontato deve essere gentilmente chiesto, non vale più la regola del non parlare per giorni, del non rispondere ai saluti, dell'ignorare la sua presenza e farsi i fatti suoi. Appena si stabilisce un nuovo genere di relazione tra i due, cambia anche la visione sul comportamento di Aidan: se prima lo avremmo avvelenato tra una sbirciatina ai suoi muscoli e l'altra, ora prestiamo un'attenzione maniacale al suoi linguaggio del corpo e insieme a Vanessa impariamo che non c'è arroganza, o cattiveria, o egocentrismo, ma un carattere chiuso e solitario di una persona che ha un programma di vita da rispettare e che reagisce con fatica all'invasione di una persona vitale e indipendente come Vanessa.
Dall'accoltellamento all'esplosione delle ovaie il passo è breve. Aidan è di un adorabile da non credere, il suo essere impacciato e i tentativi di soddisfare le semplici richieste di Vanessa ce lo fanno vedere in una luce nuova: grande, grosso, gnocco e con una testa bellissima. Aidan ci mette il cuore, solo che non riesce a farcelo capire, fatica ad essere esplicito, non trova il linguaggio per comunicare con Vanessa e in tutto questo io ero lì con gli occhi a cuore e la bava alla bocca.
Il mio amore per Vanessa si è ridimensionato perché ho dovuto dividerlo con Aidan ma è rimasta pur sempre una protagonista divertente, ironica, per niente moscia e lagnosa, con una grinta di quelle che ti fanno venire voglia di fare cose. Insomma, due personaggi belli da leggere per un romance altrettanto bello.
La caratteristica che più mi è piaciuta è stata la quasi totale assenza di baci e sesso. Lo so, non strappatevi i capelli: la tensione sessuale è in crescendo per tutto il romanzo ed è talmente intensa, curata e attenta ai dettagli che quando si arriva al sodo vi si rovesceranno gli occhi e cadrete svenute sulla poltrona. Per questo mi è piaciuto, perché la Zapata ha saputo costruire e descrivere un'attrazione forte che non trova sfogo se non negli sguardi e nell'attenzione maniacale che i due personaggi hanno: lei che guarda il corpo di lui, lui che studia i movimenti di lei e perché ride con chi, insomma la magia del romanzo sta nei dettagli e qui ce ne sono talmente tanti da avermi lasciata soddisfatta come dopo un'abbuffata.
Dal non filarmelo di striscio ad adorarlo, L'infinito tra me e te è un romance veramente ben fatto, lungo ma mai noioso, ben strutturato, ricco, articolato ma allo stesso tempo divertente, ritmato, appassionante, e ha due protagonisti che avrei strapazzato di coccole. Magari una palpatina a Aidan mi sarebbe scappata, ma con uno così è già tanto non aver fatto pensieri impuri.
Bene, ora signori Newton & Compton portateci altra Mariana Zapata, ho fatto spazio nella mia lista di autrici fisse e ce la vedrei benissimo dentro.

14 giugno 2018

Penelope Douglas
Wrong Love

Titolo originale Misconduct

Trama
Newton & Compton
ebook | € 0,99
L’ex campionessa di tennis Easton Bradbury sta facendo del suo meglio per essere una brava insegnante. Cerca di risvegliare l’interesse dei suoi studenti annoiati e così facendo prova a lasciarsi alle spalle il passato. Quello che l’ha spinta a voltare pagina non ha più importanza, ha deciso che deve andare avanti. Ma ora che l’incontro genitori-insegnanti è alle porte, comincia a sentirsi in ansia. E la situazione peggiora quando Tyler Marek entra in classe. È un uomo affascinante, con dei bellissimi occhi azzurri.
E per Easton non è difficile capire come mai suo figlio abbia problemi a scuola. Tyler, infatti, sa gestire bene gli affari, ma avere a che fare con un adolescente è tutta un’altra storia…Specie se l’attrazione per la sua insegnante comincia a farsi disperatamente intensa. Qualcosa in lui colpisce Easton, che nell’uomo che le sta davanti nota un misto di vulnerabilità, passione ardente e orgoglio. Quel desiderio è un tabù, ma il bisogno di lui è una certezza. Anche se significasse riportare alla luce i segreti più nascosti.

Commento
Mi ha sorpresa scoprire che la Douglas avesse scritto un romance contemporaneo, non so perché ma l'ho sempre confinata nei limiti dei New Adult. Comunque, di solito non mi faccio tanti scrupoli di genere finché un'autrice mi piace, e la Douglas con i suoi alti e bassi è sempre entrata nella mia lista di letture. Così ho iniziato Wrong Love convinta di leggere una cosa e scoprendone un'altra.
Tralascio la filippica su quanto sia brutta la cover (uguale all'originale, mi dicono dalla regia) e mi butto a pesce sulla storia.
Easton è una ragazza giovane, di soli 25 anni, e da poco ha ripreso in mano le redini della sua vita. Insieme al fratello si è trasferita a New Orleans e ha trovato lavoro per la prima volta come insegnate di storia in una prestigiosa scuola privata. Easton è chiusa, piena di manie ossessivo compulsive e per niente interessata a rendere la sua vita complicata. Di caos ne ha avuto fin troppo quando era piccola, di stress ne ha subito fin troppo durante la sua carriera di tennista, di traumi e tragedie ne ha avute per tutta una vita. Easton vuole che la sua vita sia controllata, equilibrata, non le importa molto stare da sola e si trova bene chiusa nella sua fortezza emotiva. Sotto sotto, però, East ha un carattere forte ed è piuttosto sicura di sé tanto che non ci pensa due volte a flirtare con uno sconosciuto durante una festa in maschera della New Orleans bene.
Dietro la sua maschera, forte del suo anonimato, Easton attira l'attenzione di un uomo affascinante che trasuda denaro e potere e che si rivela poi essere Tyler Marek, noto magnate dell'edilizia e candidato al Senato. East non è interessata al bagaglio che un uomo del genere si porta dietro così, nonostante l'attrazione, non solo se lo lascia alle spalle ma nemmeno gli rivela il suo nome.
Sei mesi dopo Easton si trova ancora davanti Marek, questa volte in veste del padre di un suo alunno e la situazione diventa presto pericolosa. Tyler capisce subito che l'insegnante del figlio è la misteriosa donna che lo ha intrigato, e Easton tenta in tutti i modi di prendere le distanze consapevole che potrebbe rischiare di perdere un lavoro che la rende felice e che le regala una stabilità di cui ha disperatamente bisogno.
L'aria che si respira in questo romanzo è subito da sauna: la temperatura sale appena i due protagonisti restano soli per pochi minuti e il tasso di erotismo schizza alle stelle già solo durante la prima scena sensuale. La Douglas stabilisce in prima battuta il genere di relazione e la sua intensità: ad esempio Tyler, di dieci anni più grande di Easton, tende ad assumere il ruolo dominante - a volte letteralmente - e a travolgerla con la sua intensità. Però East non è da meno, nonostante la sua relativa ingenuità, non ha paura di dire ciò che vuole e di farsi valere: il gioco di potere oscilla da una parte all'altra creando diversi spunti di contrasto tra i personaggi e facilitando lo sviluppo di una relazione appassionata.
Di solito la Douglas (nei suoi romanzi che ho letto) ci va giù decisa in fatto di scene di sesso eppure qui mi è sembrata più moderata non tanto nella scelta del lessico, quanto nella quantità più ridotta e nella loro contestualizzazione: funziona tutto bene, non mi è parso che il sesso fosse troppo o troppo esagerato, anzi l'ho trovato coerente con la storia e dosato nel modo corretto. Ho apprezzato in particolare che Easton non si sia sottomessa al carattere di Tyler ma, anzi, lo abbia in un certo senso sfidato a stare al suo ritmo, e che alla fine sia stato lui a tornare in ginocchio da lei.
I due protagonisti sono interessanti: Marek è, per forza di cose, creato un po' a immagine e somiglianza dell'eroe tutto d'un pezzo, autoritario, maschio alfa, il classico uomo che non deve chiedere mai, però la Douglas gli ha contrapposto un lato più umano nel suo essere padre. Il fatto che si scervelli per andare d'accordo con il figlio e che stia pagando con gli interessi gli anni di completo abbandono lo fanno scendere dal piedistallo della perfezione, che ormai ha un po' annoiato.
Diciamo che Tyler mi è piaciuto per il tipo di storia che lo vede protagonista, perché personalmente non provo grande trasporto per i personaggi famosi, meno che meno per i politici, e comunque non me ne sono innamorata. Discorso diverso per Easton che è cazzuta abbastanza perché facessi il tifo per lei, ed è noto quanto sia difficile che un personaggio femminile di romance possa piacermi così com'è nella sua totalità. In particolare mi è piaciuta la sua indipendenza di pensiero (anche se a volte avrebbe dovuto reagire invece di stare zitta) e il fatto che non abbandoni tutto e tutti per dedicarsi a Tyler. Easton non si annulla ma si adatta ed è una cosa che ho apprezzato perché in cambio Tyler fa lo stesso per lei.
Altro elemento che mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo è stato quello di non appesantire ulteriormente la trama con un risvolto thriller pescato dal passato di Easton. Naturalmente gli episodi traumatici giocano un ruolo determinante per il personaggio e per il conflitto tra i protagonisti, però rimangono leggermente in disparte e si risvegliano sul finale - che ha un pizzico di brivido e di sorpresa - o solo quando servono sul serio.
Certo, come romance contemporaneo, Wrong Love è sicuramente una lettura piacevole che si difende bene nella categoria, però è anche vero che non mi ha travolta, non mi ha catturata e nemmeno ho patito le pene d'amore dei protagonisti. Del resto non deve essere facile cambiare genere e soprattutto tipo di personaggi, dal new adult con i suoi ragazzotti e le loro paturnie ormonali, a due adulti fatti e finiti il trauma deve essere stato forte. La Douglas se l'è cavata, anche se ammetto che mi piacerebbe leggere altro NA da lei, il suo contemporaneo è stato un romanzo più che carino e decisamente hot.

11 giugno 2018

Velonero
Un lungo fatale ultimo addio

Trama
Newton & Compton
ebook | € 5,99

Londra 1819. 
Valéry Campbell sa di mettere a rischio la propria reputazione, quando si reca nella bisca di Lady Venom, ma deve impedire al padre di giocarsi tutto in una mano di carte. Sir Arthur Campbell però ha già barattato la tenuta di famiglia e, con l’acqua alla gola, tenta di vendere anche la figlia a un losco e ricchissimo libertino, Lord Baxton. Questi non è altri che lo zio di Charles, il figlio del duca di Ragland, anche lui ospite della bisca: è proprio in quest’occasione che Valéry lo rincontra, dopo anni, e scopre di provare qualcosa per lui. Naufragato l’estremo tentativo di ripagare i suoi debiti, Sir Arthur, in un accesso di disperazione, si suicida al tavolo da gioco. Da questo momento in poi la vita di Valéry si complica terribilmente.
I trascorsi della sua famiglia non le permettono di sposare Charles e al tempo stesso si trova a lottare con tutte le forze per resistere ai tentativi di seduzione di Lord Baxton, al quale non vuole cedere. Lo scontro tra i due è aperto e dichiarato: ma chi è davvero David Baxton? Quel che Valéry pensa di lui corrisponde a verità?

Commento
C'è una cosa che tendo a non fare, per evitare di accumulare ebook e finire di non leggerne nemmeno uno, ed è approfittare delle promozioni di Newton & Compton. Mi impongo di resistere o di acquistare massimo due ebook e di leggerli subito, altrimenti so che mi vengono i sensi di colpa e mi sento una spendacciona.
Bene, ovviamente essendo una creatura debole resisto quasi sempre, ma ogni tanto cedo. L'anno scorso - e qui comincia l'ansia hospesosoldienonholettoniente - ho dato fondo agli ultimi euro sulla mia PostePay e ho fatto man bassa durante una di queste maledette promo: ho preso di tutto, persino titoli o autori che non so quando leggerò, e fino ad ora di quegli ebook ne ho letto solo uno. Questo.
Sarò sincera, ho preso Un lungo fatale ultimo addio a caso solo perché conoscevo il genere. Non ho mai letto nulla di Velonero, non sono partita prevenuta e non ho nemmeno fatto la solita ricerca su Goodreads per sondare i voti. L'ho comprato, ha preso la muffa sul Kindle e l'ho letto perché non avevo altro che mi ispirasse in quel preciso momento.
Tragico, lo so.
Le premesse non sono confortanti e il voto che ho dato è tutto per la prima parte, altrimenti sarei scesa drasticamente sui due pallini.
Prima di tutto devo fare una domanda: il titolo è molto bello ed elegante ma, esattamente, cosa ci azzecca con il romanzo? Quale sarebbe l'ultimo addio? E perché sarebbe lungo? O fatale? Non capisco! Qualcuno me lo sa dire? Grazie.
Mi sento abbastanza tranquilla nell'inserire il romanzo nella categoria romance storico, ha quella vibrazione tipica dei romance un po' datati (ma non necessariamente brutti, mi raccomando), un po' alla Balogh degli anni '90, con dialoghi formali e lunghi - così lunghi...parlano, ma quanto parlano - e una trama portante classica. Di questo sono stata contenta perché, se conosci il genere e sai inquadrarne i tratti principali, più o meno sai già quanto la storia ti coinvolgerà.
Personalmente questo è un genere di romance che alla lunga tende ad annoiarmi e che perde regolarmente attrattiva. Iniziano bene, di solito, e poi mi parte lo sbadiglio. Ed è questo il caso: ho letteralmente divorato la prima parte, adorandone in particolare i dialoghi, e poco prima della metà per me la trama aveva già raggiunto il suo culmine e poteva tranquillamente finire lì. Invece ha proseguito ancora e ancora, raccontando scene non veramente interessanti, scaricando una quantità di contorsioni e contorcimenti di eventi del passato che, alla fine, mi hanno fatta dire non ci capisco più niente.
Tra l'altro, secondo me non solo la storia ha preso una direzione che non mi interessava affatto, ma persino i dialoghi e lo stile mi sono sembrati diversi rispetto alla prima parte. L'autrice ha calcato la mano con dei lunghi e irrealistici scambi tra i due protagonisti: si dichiarano amore eterno parlando per non so quanto, con frasi lunghe ed eccessivamente stucchevoli, con un lessico impacciato perché troppo formale ed antiquato, e con uno stile rigido lontano anni luce dagli scambi iniziali ricchi di brio, serrati e intensi.
Insomma, da oscuro ed affascinante, Lord Baxton diventa un innamorato zerbino che vive e respira solo per lei; mentre Valery da indipendente, autoritaria e smart, diventa una verginella pudica che piange se lui le infila la testa tra le gambe, una damigella in pericolo dalla lacrima facile che si fa accudire e coccolare dal Duca Cuore di Panna. Onestamente da loro due mi aspettavo di più, visto che il romanzo è iniziato alla grande e ha proseguito su di un livello bello drammatico e intenso, invece è scemato tutto trasformando la storia e i personaggi e perdendo completamente la sua carica iniziale.
Tutto sommato non sono turbata, soprattutto perché ho speso 0,99€ e a quella cifra non è nemmeno giusto vomitare veleno se un romanzo non mi è piaciuto da impazzire. Anzi, facciamo così, per me il romanzo finisce quando lui la sequestra così posso dimenticare la seconda parte e non avere episodi di sacro reflusso gastroesofageo.

7 giugno 2018

Melissa Marr
Ink Exchange. Sortilegi sulla pelle

Serie Wicked Lovely 2
Titolo originale Ink Exchange

Trama
Fazi | pag. 326 | € 6,90
Misconosciuta ai mortali, una lotta per il potere si sta scatenando in un mondo di ombre e pericoli. Dopo secoli di stabilità, l'equilibrio all'interno delle corti fatate si è spezzato e Irial, il re della Corte Oscura, si batte per salvaguardare i suoi sudditi, ribelli e vulnerabili. Se dovesse fallire, ne seguirebbero spargimenti di sangue e crudeltà spietate.
Leslie. a diciassette anni, non sa niente né delle fate né dei loro intrighi.
D'improvviso si sente attratta da un tatuaggio incantato: capisce di doverlo avere a ogni costo, convinta che sia il simbolo tangibile di quel cambiamento che sta disperatamente cercando. Il tatuaggio in effetti porterà con sé molte trasformazioni, ma non del genere che lei immaginava: sono eventi sinistri e avvincenti, tutt'altro che simbolici. Avvenimenti che uniranno Leslie a Irial, attirandola sempre più in un universo fatato cui sembrerà incapace di resistere, scoprendosi impotente di fronte ai suoi pericoli.

Commento
Lo ammetto, sono sorpresa. Ink Exchange mi è piaciuto molto di più rispetto a Wicked Lovely, al punto che l'indecisione se proseguire o meno con la lettura è svanita e mi ha dato la spinta decisiva per immergermi nella lettura della serie.
Piccola premessa, io ho letto il libro in edizione inglese perché è quello che sono riuscita a recuperare tramite scambio, non conosco la traduzione italiana dei nomi e probabilmente userò quelli originali.
In questo secondo romanzo l'attenzione della Marr si sposta su due personaggi che in WL erano secondari: Niall, il consigliere di Keenan, e Leslie, una delle amiche mortali di Aislinn. In realtà, però, non cambiano solamente i due personaggi principali, ma cambia anche il mood del romanzo, vengono aggiunti o ampliati personaggi del mondo fatato e ci si allontana drasticamente dal tono delicato di WL. In perfetto equilibrio con i personaggi, Ink Exchange è più oscuro e drammatico, e riflette alla perfezione la natura della Corte Oscura (o Corte del Buio) e della realtà umana della protagonista Leslie.
Agganciato agli eventi di WL, IE si apre su uno scenario differente. Dal momento che Keenan ha trovato la sua regina e la Corte dell'Estate si sta rafforzando anche grazie al legame con la Regina dell'Inverno, una Corte rimane fuori, isolata dai giochi di potere e in bilico tra il perdere completamente le forze e il perdere controllo sulle proprie creature. Il Re della Corte Oscura, Irial, sa bene che questa situazione è pericolosa ma anche ricca di possibilità: da una parte con la morte di Beira ha perso la fonte di nutrimento, dall'altro ha ripreso il controllo e l'indipendenza del suo ruolo. Eppure, in questa nuova scacchiera politica, Irial sente che la sua inclinazione ai piaceri, ai desideri e alle necessità della sua Corte sta sfumando e trova come unico rimedio quello di stabilire una forma di nutrimento fisso per le sue creature attraverso uno collegamento di sangue con gli umani. Gli scambi di inchiostro non sono altro che tatuaggi del mondo fatato, fatti con il sangue di Irial, che gli permettono di fare da conduttore tra le sue creature e il nutrimento di cui hanno bisogno: i sentimenti degli umani.
Fino ad ora Irial non è stato molto fortunato, gli umani non hanno retto allo sforzo e la Corte ha perso progressivamente forze ed equilibrio. Un giorno, però, Leslie sceglie il suo tatuaggio - quello di Irial - dal catalogo di Rabbit iniziando così il loro legame.
Leslie, presentata in WL come una delle amiche di Ash, sotto la patina tranquilla e precisa nasconde una vita infelice: la madre ha abbandonato la famiglia, il padre è un alcolizzato ormai sempre assente, e il fratello è un tossicodipendente che, per saldare i suoi debiti con gli spacciatori, l'ha letteralmente venduta ad un gruppo di tossici, permettendo che venisse violentata.
Leslie non fa una bella vita e ancora deve scendere a patti con quello che le è successo, ma non ha perso la voglia di combattere, né quella di vivere una vita normale e fare il tatuaggio è un simbolico inizio della sua nuova vita senza paura.
Il legame che unisce fin da subito Irial e Leslie rimane per tutto il romanzo in bilico: non è né romantico, anche se chiaramente entrano in intimità, né totalmente negativo perché nutre la Corte, libera Leslie e ammorbidisce la natura di Irial. Certo, il risvolto della medaglia è che Leslie perde completamente i suoi sentimenti, non prova paura ma nemmeno tristezza, rabbia, amore, diventa il guscio della ragazza che era e rompe i rapporti con le persone a cui teneva. Ash, la sua amica, ora è quasi una nemica, e Niall per il quale provava attrazione e forse amore svanisce nelle ombre di Irial.
Niall, come Irial, ha una natura complessa e sebbene tenda ad assumere il ruolo dell'eroe positivo e di essere l'interesse romantico di Leslie, non riesce a uscire dal circolo vizioso: far parte della corte di Keenan lo ha declassato e ha soppresso la sua natura, ma uscirne e tornare da Irial lo costringerebbe ad essere ciò che non vuole. E' un personaggio tormentato, che si accontenta di servire quando potrebbe governare e che fatica a sopprimere il suo desiderio per Leslie. Usato come pedina da entrambe le parti, Niall passerà tristemente in secondo piano e si vedrà sottrarre l'unica cosa che voleva: l'amore di Leslie.
Irial, Niall e Leslie mettono in luce una realtà opposta a quella della Corte d'Estate, ma lasciano anche intendere che pur essendo parte di una Corte Oscura, pur essendo creature che bramano pulsioni estreme, non sono necessariamente cattivi. Non c'è buono o cattivo, non c'è un limite definitivo tra i personaggi, qualcosa che li possa incasellare con certezza in una categoria: ognuno in sé ha luce e oscurità, chi più e chi meno, e a modo loro sono buoni così come sono cattivi.
Ad esempio Irial, che viene generalmente posto nel ruolo del cattivo, in realtà è un personaggio che dimostra estrema generosità e si mette da parte quando ci si aspetta ben altro da lui. Anche Niall, all'inizio l'innamorato che si strugge, diventa via via più duro e cinico, e abbraccia la sua oscurità con un trasporto sorprendente. Leslie, invece, dimostra una forza di volontà controcorrente: sebbene provi affetto per Niall, decide consapevolmente di prendere le distanze da tutto e da tutti dando vita ad un finale che potrebbe lasciare con l'amaro in bocca ma che io ho trovato particolare e giusto.
Dal punto di vista stilistico non mi dispiace la narrazione più lenta e pacata, così come non è dispiaciuto il non descrivere a tutti i costi l'intimità, lasciandola sotto intesa. Forse, considerando la natura della storia, ci sarebbe stato bene un pathos maggiore o un maggiore accento sulle sfumature più dark del romanzo, però anche così non mi è dispiaciuto leggere un libro che pare essere fedele a se stesso e poco incline ad omologarsi con il genere a cui appartiene. Non so se con il resto della serie avrò la stessa soddisfazione, ma essendo ormai al secondo romanzo prevedo altri libri dai contenuti poco convenzionali e, magari, finali ancora più sorprendenti.

4 giugno 2018

Huntley Fitzpatrick
Un cattivo ragazzo come te

Serie My Life Next Door 2
Titolo originale The Boy Most Likely To

Trama
De Agostini
pag. 447 | € 14,90
L’ultima cosa di cui una maniaca del controllo come Alice Garrett ha bisogno è un tipo come Tim Mason. Tim che è il migliore amico di suo fratello minore. Tim che attira i guai come una calamita. Tim che fiuta l’alcol anche bendato. Ma si sa, le cose non vanno sempre come si vorrebbe. Così, quando Tim si trasferisce nell’appartamento sopra il garage dei Garrett, Alice comincia a conoscerlo meglio.
E capisce che dietro quella maschera da bad boy si nasconde un ragazzo che, dopo aver toccato il fondo, è pronto a tutto pur di cambiare. Anche a prendersi finalmente la responsabilità per il guaio che ha combinato un anno prima. Un guaio che Tim non ricorda nemmeno ma le cui conseguenze sono sotto gli occhi di tutti. Qualcosa di così scomodo che potrebbe mettere fine alla storia con Alice ancora prima che abbia inizio. 



Commento
Lo dirò solo una volta e guai a chi mi prenderà in giro. Questo romanzo per un attimo ha quasi - e sottolineo quasi - resuscitato il mio ormai sepolto spirito materno. Quasi, per un secondo, un po' di tenerezza mi è venuta, poi l'ho brutalmente soppressa pensando al nipote indemoniato. Non ne parleremo mai più.
Huntley Fitzpatrick è quella donna che ha scritto Quello che c'è tra noi (QUI la recensione), uscito nel Luglio 2014 sempre con De Agostini. Mi era piaciuta all'epoca, mi è piaciuta ora e conferma in me la convinzione che questa autrice sappia scrivere sul serio YA per ragazzi e che sappia unire tematiche impegnative a storie romantiche che ti fanno sospirare, commuovere e sognare di essere ancora una ragazzina.
Con Un cattivo ragazzo come te la musica non cambia. Siamo nella stessa ambientazione e i personaggi sono della stessa cerchia ma, questa volta, la protagonista femminile è Alice, la sorella maggiore della numerosa famiglia dei Garrett, mentre il protagonista maschile è Tim, migliore amico di Jase Garrett.
Oltre ad esserci una differenza d'età, tra i due c'è un abisso in fatto di personalità. Alice è più grande di un paio di anni, studia e lavora come infermiera ed è ormai fin troppo abituata a sostituire la madre nella gestione della casa e dei fratelli più piccoli. Di carattere Alice è brusca, autoritaria, e lascia trasparire dai suoi modi di fare l'infelicità di essere stata costretta dalle circostanze a diventare una madre sostitutiva, un'adulta in tutto e per tutto, obbligandola a mettere da parte la sua realtà di giovane e i suoi desideri. Alice ama moltissimo la sua famiglia, ma prova un po' di risentimento: verso la madre e il padre che, quasi a farlo apposta, aspettano un altro bambino; con la madre di Samantha che ha causato l'incidente del padre, e con il mondo intero perché deve fare i conti con i soldi che mancano sempre, due fratelli grandi che sono poco presenti e con se stessa perché non può fare a meno di sentirsi così. In un certo senso su di Alice viene scaricato il peso maggiore: far quadrare i conti e assicurarsi che questi conti vengano pagati, lasciandola senza il supporto dei genitori.
Come se la situazione non fosse già abbastanza, l'appartamento sopra il garage che avrebbe dovuto diventare suo all'improvviso è occupato da Timothy, il miglior amico del fartello noto per essere un alcolizzato tossico buono a nulla. Conta poco che Tim vada splendidamente d'accordo con la sua famiglia, adori i suoi fratellini e abbia sempre il sorriso sulle labbra, la sua sola presenza è la goccia che fa traboccare il vaso e Alice comincia a scaricare su di lui la sua frustrazione.
Tim, che è stato e in parte è un buono a nulla tossico alcolizzato, a soli diciassette anni si è visto sbattere fuori di casa dal padre con la richiesta di diventare un uomo - qualsiasi cosa voglia dire - altrimenti lo avrebbe tagliato fuori dalla famiglia e gli avrebbe chiuso i conti.
In un certo senso Tim aveva già preso la strada verso la sobrietà, lasciandosi dietro le canne e lottando con tutte le sue forze per resistere al richiamo dell'alcool. Venire abbandonato ma, soprattutto, non essere capito lo privano delle ultime forze e gli inchiodano in testa la convinzione di non meritarsi un bel niente.
Eppure Tim non perde mai il sorriso, è sempre gentile, gioca con i piccoli Garrett e ce la mette tutta affinché quel buco di appartamento possa dargli una stabilità di cui ha disperatamente bisogno. Nemmeno le sferzate verbali di Alice lo demoralizzano più di tanto, ormai è arrivato talmente in basso che ogni attenzione che riceve da lei è positiva.
E' ovvio, a questo punto, che Tim nutre per Alice un'adorazione totale. Ogni volta che la vede sospira un Oh, Alice che strappa il cuoricino e ogni cosa che fa ha il fine ultimo ben poco nascosto di mettersi in buona luce con lei.
Povero Tim, però, perché ancora una volta la vita gli riserva un colpo mica da ridere. Come ultimo strascico della sua vita del prima, quando era perennemente fatto e sbronzo, dal nulla compare una ex compagna di classe con appresso un bebé con i suoi stessi capelli rossi. La doccia fredda dell'improvvisa paternità è un colpo basso e Tim rimane spiazzato, isolandosi da tutti e soprattutto da Alice. In questo isolamento, costretto ma anche un po' consapevole e consenziente, Tim comincia a prendersi cura del piccolino e a sviluppare con lui un legame fortissimo: in quel momento nessuno dei due è voluto, hanno solo l'un l'altro e Tim prende sul serio il compito di curare, coccolare e proteggere il bambino traendone un conforto e una fiducia che nessuno gli ha dato quando ne aveva più bisogno.
La bomba esplode anche in faccia ad Alice, che non si aspettava per niente di dover fare i conti con questa situazione: per un attimo era arrivata alla decisione di voler provarci sul serio con Tim, di dargli una possibilità e di sentirsi per la prima volta da tanto tempo viva, coinvolta ed emozionata, invece il suo piccolo sogno si sbriciola di fronte alla serietà con la quale Tim affronta il problema e di fronte anche alla sua tragica situazione familiare.
Si direbbe che due personaggi così non hanno tante possibilità di farcela, invece si rimboccano le maniche e, pur separatamente, ce la mettono tutta per tornare in carreggiata. Alice accetta, anche se un po' a malincuore, di dover essere il terzo adulto della famiglia ottenendo risultati che facilitano la loro situazione, mentre Tim in cuor suo accetta di essere un padre e di non voler separarsi dal bambino.
Onestamente non mi aspettavo una trama simile, ma proprio perché mi ha sorpresa e perché l'autrice è molto brava nello sviluppare la personalità dei personaggi, mi sono ritrovata spesso con le lacrime agli occhi e a provare un trasporto emotivo e una tenerezza più intensi del normale.
Ho adorato Tim, gli ho voluto proprio bene e devo a lui questo improvviso picco di istinto materno (verso di lui, oltre che verso quel povero bebé), ho trovato che il suo personaggio sia più riuscito rispetto ad Alice perché in generale ha un bagaglio emotivo più intenso e ha anche più spazio per evolvere nel corso del romanzo.
Per quanto il romanzo sia uno YA con tutti i crismi, la presenza di un tema come quello della paternità e il modo in cui l'autrice lo ha gestito hanno reso il libro speciale ed in un certo senso diverso dai suoi simili. Forse per questo è un romanzo che tocca corde del cuore che si sviluppano in età adulta, o forse è perché l'ultima scelta narrativa dell'autrice ci regala un lieto fine dolce amaro, che mi ha lasciata sorpresa per quanto mi ha fatta soffrire ma che, in fondo, ho trovato logico, credibile e persino giusto.
Mi piacerebbe molto che la Fitzpatrick proseguisse le storie degli altri membri della famiglia Garrett, mi sono affezionata e mi dispiacerebbe vederli sparire nel dimenticatoio. Però, per adesso, mi tengo questi due romanzi nello scaffale dei preferiti e soprattutto mi tengo Tim nel cuoricino arido di trentenne.