12 novembre 2018

V. E. Schwab
Legend

Serie Shades of Magic 2
Titolo originale A Gathering of Shadows

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Dopo la Notte Nera, una nuova minaccia incombe su Londra Grigia, Londra Bianca e Londra Rossa. Sono passati quattro mesi da quando Kell ha trovato la pietra nera. Quattro mesi da quando ha incrociato il suo cammino con quello di Delilah, Rhy è stato ferito e i terribili gemelli Dane sono stati sconfitti. Ma, soprattutto, quattro mesi da quando la terra ha inghiottito il corpo di Holland insieme alla pietra, trascinandoli per sempre a Londra Nera. Le vite di Rhy e Kell ora sono indissolubilmente legate: se Kell muore, muore anche Rhy. Di notte, gli incubi perseguitano Kell con le immagini vivide degli eventi magici che si sono susseguiti e con il ricordo di Lila, sparita come era sua intenzione sin dall’inizio. Intanto, mentre a Londra Rossa fervono i preparativi per i Giochi degli Elementi, una competizione magica internazionale, un’altra Londra si sta lentamente risvegliando. Come un’ombra che, invece di dissolversi al mattino, accresce la sua oscurità, Londra Nera sta nuovamente interferendo con l’equilibrio magico. E per ripristinare l’ordine è necessario che un’altra Londra cada.
Le persone, e il mondo che plasmano, sono i conduttori della magia, determinano la sua natura, colorano la sua energia, come una tinta fa con l'acqua.

Commento
Cosa mi sta succedendo? Perché quello che leggo non mi entusiasma? E' un problema mio? E' un problema dei romanzi che scelgo? Sono solo molto sfortunata e svogliata?
Queste sono le domande che mi sono girate in testa durante le due settimane - due - che ho impiegato a leggere Legend. Non è tanto il fatto che ci ho messo tanto a leggerlo a preoccuparmi, quanto la quasi totale assenza di entusiasmo nel prendere in mano il Kindle. Leggere perché si deve farlo, perché si ha un compito da portare a termine, è una delle cose che odio di più e avendo già mollato un titolo neanche troppo tempo fa mi sono impuntata a portare a termine almeno questo, e magari riuscirci con un briciolo di convinzione.
Ora faccio una domanda. E' possibile giudicare in modo positivo un romanzo nel quale, dall'inizio al 70% (l'ho letto in ebook), non succede praticamente niente? Può una trama piatta come una tavola che si riprende solo nell'ultimissima porzione coinvolgere un lettore demotivato e annoiato? Bastano i personaggi a tenere in piedi un romanzo? Io non ne sono sicura. Onestamente, stringere i denti nella speranza di un miglioramento non dovrebbe essere il mood principale di lettura, e dopo aver raggiunto la fine di Legend ho pensato che avrei abbandonato la serie.
L'unico tentennamento è dovuto al finale a cliffhanger che è stata una cattiveria assoluta considerando la pesantezza del romanzo, e che ovviamente ha lasciato in sospeso la storia in un momento critico. Pensandoci a mente fredda, però, il cliffhanger e la qualità generale del romanzo non mi invogliano per niente a tenere in lista questa serie.
Magic, il primo titolo, era stato una lettura piacevole ma non particolarmente emozionante. Mi erano piaciuti Kell e Holland e Rhy, e molto meno Lila Bard. La trama era intrigante, il potenziale alto, eppure non mi aveva colpita del tutto. Legend è stilisticamente senza grandi pecche, ma povero in sostanza e colpevole di dare spazio ad un personaggio - Lila - che è salita nella graduatoria dei personaggi meno graditi di sempre.
L'inizio del romanzo e buona parte fino alla sua metà sono concentrati su Lila, sulla sua fuga e sulla sua attuale situazione. Se nel finale di Magic avevo imparato a tollerarla, qui ho dovuto sopportare un crescendo di atteggiamenti incomprensibili con picchi di egoismo e di cattiveria che non trovano giustificazione né motivazione se non un'infantile capriccio di indipendenza e affermazione a discapito del buon senso. Lila Bard dovrebbe essere una paladina di femminismo e indipendenza, invece è una macchietta che cade nel solito cliché della femmina che annulla la sua femminilità (ma che la ritrova quando deve sedurre) e che confonde un comportamento aggressivo con la sicurezza di sé. Le sue menate del non volere legami emotivi, del non volersi fermare in nessun luogo e mettere radici è una storia che non ha più senso, e che anzi risulta odiosa quando i personaggi che le stanno accanto sono più che meritevoli di fiducia. Insomma, la sua presenza invadente, il suo essere incosciente e in generale avventata nel senso più negativo del termine non hanno portato nulla al romanzo ma, anzi, hanno sottratto spazio a personaggi che ne avevano disperatamente bisogno. Solo perché con Lila compariva in scena Alucard sono riuscita a raggiungere il momento più interessante del romanzo, altrimenti avrei mollato.
Kell e Holland, i due personaggi che pensavo qui avrebbero brillato, sono miseramente messi da parte. Holland è proprio relegato a Londra Bianca e ogni tanto si fa vedere e sentire, si intuisce il suo grande progetto ma fatica ad uscire dallo sgabuzzino. Kell, invece, viene trattato come un bambino e messo in punizione, continuamente schiacciato dal legame con Rhy e letteralmente incatenato. Il torneo lo scioglie un po' ma purtroppo per me non è abbastanza, ancora una volta non prende in mano la situazione e non diventa protagonista assoluto. Mi è dispiaciuto molto perché il suo tormento è molto convincente e la sua situazione ha un potenziale esplosivo, purtroppo tutto viene schiacciato dall'invasiva Bard e dalla inspiegabile fascinazione della Schwab nei suoi confronti.
Tra i personaggi di contorno Alucard e Rhy sono i migliori, forse di tutto il romanzo. Alucard è affascinante, misterioso, ricco di potere e fino alla fine impone la sua presenza senza essere mai fastidioso. Il suo rapporto con Rhy e con Kell ha radici che sconfinano dalla trama di questo romanzo e vengono messe in luce solo per poco e giusto per farci capire l'essenziale. Rhy è altrettanto riuscito, con il suo conflitto interiore, l'irrequietezza continua, l'amore e l'odio per il suo legame con Kell e l'insofferenza costante che lo porta a comportamenti autodistruttivi.
L'unico momento di vero coinvolgimento in tutto il romanzo è quello degli Essen Tasch, ma purtroppo dura poco. Il fatto che i personaggi vengano messi alla prova e che diano il meglio di sé - o per Kell il meglio pur frenandosi - lascia spazio a scene emozionanti e serrate che risvegliano bruscamente il ritmo di lettura e finalmente smuovono una trama troppo piatta.
Dallo svolgimento dei giochi al finale cliffhanger la distanza è minima, e prima che lo si aspetti il romanzo è finito, proprio sul più bello.
Considerando tutto questo, e il livello di gradimento tiepido per Magic, non so se questa serie fantasy sia nelle mie corde. Alcuni sicuramente la troveranno appassionante, ameranno i protagonisti e si sentiranno presi dalla trama, ma per me non bastano l'idea originale o lo stile più che discreto dell'autrice. Se manca il coinvolgimento manca la ragione per leggere. Prima di chiudere del tutto con questa serie proverò a capire se il terzo sarà diverso, ma se percepisco anche un briciolo delle stesse cose di questo allora chiuderò il capitolo Shades of Magic senza guardarmi indietro.

5 novembre 2018

Maggie Stiefvater
Raven Boys

Serie Raven Cycle 1
Titolo originale The Raven Boys

Trama
BUR | pag. 462 | €11,00

Nata in una famiglia di chiaroveggenti, Blue Sargent, sedici anni, fin da piccola sa che con un bacio ucciderà il suo vero amore. Ora però a quanto pare il momento è prossimo: prova ne è la visione che Blue ha nella notte della vigilia di San Marco, quando gli spiriti dei futuri morti di Henrietta, una cittadina della Virginia, si mostrano alle veggenti Sargent: Blue vede lo spettro di Gansey e apprende che è proprio lui il suo vero amore, e quindi la persona che ucciderà. Fatalità vuole che Gansey di lì a poco si presenti alla porta delle Sargent per un consulto magico: da anni è sulle tracce di Glendower, mitico re gallese la cui salma è stata trafugata oltreoceano secoli prima e sepolta lungo la linea temporale che attraversa Henrietta. Blue decide di aiutare Gansey, e si ritrova coinvolta nella ricerca di questa sorta di Graal insieme agli altri Raven Boys, i problematici studenti della scuola che Gansey frequenta. Ma questo è solo l’inizio dell’avventura.
“If I were a tree, I would have no reason to love a human.”


Commento
Ormai un po' di tempo fa, quando ho letto Shiver, mi sono sentita dire che, se quella serie mi fosse piaciuta, allora avrei amato alla follia Raven Boys. Considerando com'è andata con quella trilogia non ci ho pensato due volte a prendere in mano questa serie, perché dalla Stiefvater mi aspettavo qualcosa di meglio o - almeno - di simile.
Ho dovuto meditare un po' prima di dare il voto, perché ero indecisa tra il tre e mezzo e il quattro, ma alla fine mezzo voto cos'è? e quindi ho dato quattro.
Metto le mani avanti dicendo che Raven Boys mi è piaciuto, a tratti anche molto, ma non mi ha presa come la serie di Mercy Falls. Forse è presto per dirlo, considerando che per ora ho letto solo il primo romanzo e la serie è ferma in italiano, ma da subito è mancata la stessa poesia e la stessa malinconia che ha reso tanto speciali quei quattro romanzi.
Eppure qualcosa di bello c'è, ed è l'amicizia che lega i quattro protagonisti. Sto correndo, lo so, ma quando si scrive un commento di solito ci sono alcune cose che premono per uscire e per me, in questo caso, è proprio l'incredibile profondità del rapporto tra i protagonisti.
Raven Boys è un fantasy a target young adult ma, al contrario della maggior parte dei romanzi che arrivano da noi, lascia scivolare in secondo piano l'aspetto romantico perché la trama non gli permette di concentrarsi su di un unico aspetto, e perdere tempo con le solite schermaglie amorose tra adolescenti sarebbe il modo più veloce per rovinare tutto. Questo perché la storia si presta molto bene a dare il meglio di sé quando rimane ancorata alla trama, al nucleo della storia, prendendosi i suoi maledettissimi tempi per creare la base della serie, per dare una caratterizzazione dei personaggi fin troppo dettagliata e senza curarsi se, alla fine, quello che ci viene presentato all'inizio come un evento in arrivo, nemmeno si fa vedere.
Raven Boys sembra una gigantesca introduzione, una specie di preparazione a quello che verrà con lo scopo di costruire uno schema, aumentare l'impazienza del lettore e farlo affezionare ai personaggi, tanto che alla fine vuoi subito il secondo, vuoi sapere subito cosa succederà - nonostante il finale non sia un cliffhanger -, vuoi avere subito la possibilità di andare avanti perché i personaggi già ti mancano. E', senza ombra di dubbio, un romanzo ben costruito, ben scritto e furbo, ma non nel senso negativo del termine. Raven Boys ha in sé la materia prima nel suo stato grezzo e, pian piano, comincia a darle una forma senza affrettare i tempi, senza svelare tutto e subito, senza scaricare sul lettore tutti gli elementi che la compongono. Per questo è furba, perché costruisce, prepara e racconta. Nel tempo del romanzo ci si può fare un'idea di come si svolgeranno gli eventi, ma ci si affeziona anche ai personaggi ed è questa la cosa che più mi è rimasta impressa.
Blue e le donne della sua strana famiglia, Gansey, Adam, Noah e Ronan. Sono loro a dare un senso a tutto, sono loro che ti fanno pensare oh sì ma, al contrario dei soliti fantasy per ragazzi, Blue è protagonista allo stesso identico modo di ognuno di loro, ha un ruolo determinante come gli altri e ha un vero scopo nel momento in cui la sua strada si incrocia a quella dei ragazzi.
Probabilmente non sarà una novità per chi ha già letto Raven Boys, ma per me il personaggio migliore del quartetto non è per forza sempre Gansey. E' il protagonista, è vero, ed è anche il teorico interesse amoroso, ma sento che ancora non ha preso le redini della storia. E' come se Gansey fosse il leader del gruppo ma le circostanze non gli permettano di determinare gli eventi e influenzare sul serio gli altri personaggi. Finché ci sarà Adam che lo ancora alla realtà con la sua fragilità, finché ci sarà Ronan che rompe gli schemi e supera i limiti, finché ci sarà Noah ad aleggiare su di lui, Gansey non potrà essere al 100% protagonista. Ci vorrà un po', forse, ma quando ai miei occhi supererà tutti, allora entrerà nel mio cuoricino. In sostanza, allo stesso modo, non vedo l'ora e non sento la necessità che Gansey si prenda il ruolo di protagonista unico, perché il rapporto tra i quattro amici è fantastico, è profondo, è forte ed è scritto talmente bene che ti fa sentire il bisogno fisico che tutto rimanga così com'è. E poi ho un debole per Ronan. Lo so, sono prevedibile, ma Ronan mi ricorda così tanto Cole che, niente, lo amo già alla follia.
Di tutto il resto devo ancora farmi un'idea precisa. La trama è così strana che a volte ho fatto fatica a seguirla perché, senza basi e senza spiegazioni vere e proprie, un po' si brancola nel buio. Ciò non toglie, però, che la questione delle linee di prateria sia molto interessante e che stuzzichi quel lato mistico/paranormale/new age che ogni tanto scopro di possedere. Ci vorrebbe una sorta di guida finale, oppure una breve introduzione tecnica per chiarire i contenuti del romanzo e facilitarne la comprensione, però va bene anche così, ovviamente, basta aprire Google.
In ogni caso sono presa piuttosto bene e prevedo di iniziare il secondo romanzo in tempi brevi. Il fatto che Rizzoli abbia sospeso la pubblicazione mi innervosisce parecchio perché non so se sarò in grado di seguire al meglio la trama in lingua originale. Ovviamente, se proprio sarò costretta a buttarmi sull'edizione americana mi metterò l'anima in pace, sarebbe un vero peccato - ma comunque proseguirei a leggerlo in lingua piuttosto che restare in sospeso. Magari nel frattempo quelli di Rizzoli si danno una svegliata, la speranza è l'ultima a morire.

29 ottobre 2018

J. K. Rowling
Racconti di Hogwarts: prodezze e passatempi pericolosi
Racconti di Hogwarts: potere, politica e poltergeist
Guida (poco) pratica a Hogwarts

Serie Pottermore Presents 1, 2, 3

Trama

Minerva era la dea romana della guerra e della saggezza. William McGonagall è invece considerato il peggior poeta della storia britannica. C'era qualcosa d'irresistibile nel suo cognome, e nell'idea che una donna così intelligente potesse essere una lontana parente di quel poeta un po' ridicolo. – J.K. Rowling. Pottermore Presents è una raccolta di brani scritti da J.K. Rowling tratti dagli archivi di Pottermore: brevi letture pubblicate originariamente su pottermore.com e arricchite da nuove, esclusive integrazioni. Questi eBook curati da Pottermore approfondiscono le storie di Harry Potter, svelando le fonti di ispirazione di J.K. Rowling, gli intricati dettagli delle vite dei personaggi e alcune sorprese del mondo magico. Queste storie di prodezze e passatempi pericolosi tracciano un profilo di due dei personaggi più iconici e coraggiosi del mondo di Harry Potter: Minerva McGonagall e Remus Lupin. J.K. Rowling ci porta anche dietro le quinte della vita di Sybill Trelawney e a incontrare lo spericolato Silvanus Kettleburn, appassionato di creature magiche.


Nessun Primo Ministro Babbano ha mai messo piede nel Ministero della Magia, per ragioni illustrate in modo alquanto succinto dall'ex Ministro Dugald McPhail (in carica dal 1858 al 1865): "I loro poveri cervellini non reggerebbero al colpo"– J.K. Rowling. Pottermore Presents è una raccolta di brani scritti da J.K. Rowling tratti dagli archivi di Pottermore: brevi letture pubblicate originariamente su pottermore.com e arricchite da nuove, esclusive integrazioni. Questi eBook curati da Pottermore approfondiscono le storie di Harry Potter, svelando le fonti di ispirazione di J.K. Rowling, gli intricati dettagli delle vite dei personaggi e alcune sorprese del mondo magico. Queste storie di potere, politica e poltergeist aprono uno squarcio sul lato oscuro del mondo magico, svelando le spietate origini della professoressa Umbridge, la storia dei Ministri della Magia e di Azkaban, la prigione dei maghi. Assisteremo perfino agli inizi della carriera di Horace Lumacorno come insegnante di Pozioni di un certo Tom Marvolo Riddle.


Tuttavia, il Ministero della Magia era fortemente convinto che la costruzione di una nuova stazione per maghi nel centro di Londra avrebbe messo a dura prova la famosa ostinazione dei Babbani a non notare gli incantesimi neanche quando gli esplodono in faccia. – J.K. Rowling
Pottermore Presents è una raccolta di brani scritti da J.K. Rowling tratti dagli archivi di Pottermore: brevi letture pubblicate originariamente su pottermore.com. Questi eBook curati da Pottermore approfondiscono le storie di Harry Potter, svelando le fonti di ispirazione di J.K. Rowling, gli intricati dettagli delle vite dei personaggi e alcune sorprese del mondo magico. Questa guida (poco) pratica a Hogwarts trascina il lettore nella famosa Scuola di Magia e Stregoneria. Pagina dopo pagina, esploreremo il parco del castello, incontreremo degli inquilini di lunga data, approfondiremo alcune materie e scopriremo antichi segreti.

Commento
Correva l'anno 2016 e io mi trovavo su un bel volo di linea diretta Londra per passare Halloween immersa nella città e nel mondo di Harry Potter. Nonostante il mio terrore viscerale per il volo ho approfittato dell'occasione per leggere questi tre ebook dedicati all'universo creato dalla Rowling.
Sono passati due anni e ora, in questo momento di crisi, proprio sotto Halloween mi ritrovo a riprenderli in mano per cancellare la tristezza causata dal blocco del lettore.
Devo essere brutalmente onesta, per me ci sono pochissimi autori che hanno lo stesso potere terapeutico della Rowling. Al momento lei rimane in testa come autrice che leggo e rileggo e che riesce ad avere su di me sempre lo stesso effetto. Aprire un libro della Rowling, o un ebook che sembra essere un approfondimento, è come abbozzolarsi nella propria copertina preferita e godere del tepore e della sicurezza che ti trasmette. E' una copertina di Linus e, ora come ora, ho bisogno di certezze.
Questi tre ebook hanno argomenti e strutture diversi e tutti e tre vanno ad arricchire di dettagli il già vasto e ricco universo HP, al punto che quasi si potrebbe avere un'overdose - felice, s'intende.
Prodezze e passatempi pericolosi è il primo della miniserie ed è quello che si occupa di presentare personaggi famosi all'interno della saga attraverso una breve biografia per poi approfondire il loro essere diversi o speciali. La magnifica Minerva McGonagall apre l'ebook e con lei vengono presentati gli animagi. Personalmente ho sempre trovato la McGonagall un personaggio estremamente affascinante perché della sua vita privata non si sapeva praticamente nulla. Grazie a questa raccolta la conosciamo un po' meglio anche gli animagi, figure affascinanti che hanno lasciato un segno indelebile grazie ai Malandrini. Dopo Minerva è il turno di un altro personaggio altrettanto amato, Remus Lupi e la sua storia è drammatica, esattamente come me la aspettavo. In questo capitolo la Rowling ha inserito dei dettagli della storia di Lupin che si inseriscono nella narrazione della saga e che ancora non erano stati svelati. Onestamente ho trovato questa biografia devastante, se poi penso anche alla sua fine le lacrime non si trattengono. Legato a lui ci sono i lupi mannari, anche qui ampiamente descritti e approfonditi, e scopriamo ad esempio le difficoltà della gestione del Ministero e di come i pregiudizi abbiano reso la vita di queste persone un vero inferno.
Terzo personaggio legato alla serie e qui presentato è Sybill Trelawney, la professoressa di divinazione, ma la sua biografia è piuttosto scarna, come la scheda relativa ai veggenti. Silvanus Kettleburn è il quarto personaggio, di cui io non avevo mai sentito parlare e che chiude questo ebook.
Potere, politica e poltergeist è il secondo ebook ed è, secondo me, quello più interessante. La ragione principale è che tratta di personaggi poco amati, come la Umbridge e Quirrell, o di personaggi ambigui come Lumacorno, e di Peeves che è stato una presenza costante nella serie ma mai veramente sfruttato. Apre le danze la biografia di Dolores Umbridge e ve lo dico qui c'è materiale in abbondanza per continuare ad odiarla fino all'eternità, non c'è modo di provare compassione per lei nemmeno conoscendo il suo passato. Poi arriva il capitolo dedicato ai Ministri della Magia, un elenco abbastanza noioso che lascia ben poco al lettore; capitolo invece molto interessante è quello dedicato ad Azkaban. Il capitolo su Lumacorno apre un intera discussione legata alla cattedra di Pozioni e a quelle più famose della serie, come la pozione Polisucco, e agli strumenti legati alla loro creazione.
Quirrell e Peeves chiudono l'ebook, ma per loro c'è poco interesse.
Il terzo ed ultimo ebook della raccolta è Guida (poco) pratica ad Hogwarts che chiude in bellezza. Hogwarts per i Potterheads è una seconda casa, non ci basta mai e ne vorremmo sempre di più. Questo ebook ci concede tempo in più da passare tra le sue mura, per conoscere dettagli e curiosità che ancora non conoscevamo. Il primo capitolo è dedicato alla stazione di King's Cross, all'Hogwarts Express e ai binari 9 e 3/4 - e già qui ero in brodo di giuggiole per la felicità; il secondo capitolo è incentrato sullo smistamento e sul Cappello Parlante, con una divertente aggiunta sui Testurbanti; poi si passa agli spazi del Castello, dalle sale comuni alla famosa Mappa del Malandrino. Anche qui i fantasmi hanno un loro capitolo insieme ai personaggi dei quadri, mentre i segreti del castello - dalla spada di Grifondoro allo Specchio delle Brame, chiudono questo ultimo ebook.
Sono sicura che la Rowling ha materiale a sufficienza per riempire decide di ebook come questi, eppure ho come l'impressione che questa raccolta è un caso più unico che raro e che dobbiamo farne tesoro come se fossero Bibbie della serie. L'unica cosa negativa di questa raccolta è che non c'è un'edizione cartacea e per me è un'assurdità. Cosa non darei per avere un cofanetto di questi tre libricini, pagherei - penso - anche una bella cifra. Invece mi tocca tenerli sul Kindle e venerare uno schermo. Magari in un futuro, per ora è l'ultima cosa - decente - che ci rimane della serie.

22 ottobre 2018

K. A. Tucker
Il mio universo sei tu

Serie Burying Water 4
Titolo originale Surviving Ice

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Ivy è una tatuatrice di talento e, dopo anni passati in continuo movimento, forse ha trovato un posto dove fermarsi. Adesso lavora a San Francisco, al Black Rabbit, lo studio di tatuaggi di suo zio Ned: insieme funzionano alla grande e lei finalmente si sente a casa. Tutto cambia però quando Ivy si ritrova a essere testimone di un terribile crimine.
È pronta a fare i bagagli di nuovo e sta per partire, ma un incontro casuale con un affascinante sconosciuto la trattiene in città, dandole un motivo per restare. Almeno finché Ivy non scopre che il loro incontro non è stato affatto casuale.
Ice is beautiful and enticing; cold and hard and uncompromising.


Commento
La domanda che mi sono continuata a fare durante la lettura di questo romanza è stata: mi sta appassionando?
Prima di rispondere devo per forza fare la recensione, in modo da dare una spiegazione logica al voto e alla risposta finale.
Normalmente la Tucker è una di quelle autrici che leggo con tranquillità perché conosco il suo stile, le sue storie e la struttura della narrazione, e perché è un'autrice che non si discosta molto da quello che ha già presentato in passato. Una lettura sicura, in un certo senso, che affronto con entusiasmo ma anche con relax. Purtroppo negli ultimi mesi ho faticato a trovare un romanzo che fosse a tutti gli effetti un minimo appassionante, e che mi tirasse fuori dal blocco del lettore. La Kennedy ci era riuscita ma l'effetto è durato poco perché le letture successive sono state meno coinvolgenti.
Ho riposto grande fiducia nella Tucker, convinta che un'autrice conosciuta e generalmente sicura fosse la soluzione per mantenere il misero ritmo di lettura che avevo ritrovato.
Da un certo punto di vista Il mio universo sei tu è riuscito a farmi leggere un pochino ogni giorno, a stuzzicare la mia curiosità e a farsi finire nel giro di una settimana, ma alla fine non è riuscito a farmi sentire coinvolta nella storia e nei personaggi. Ci sono degli elementi che non sarebbero stati di mio gradimento anche durante il mio periodo d'oro, quindi in un certo senso il romanzo ha un potenziale notevole per chi, invece, apprezza il tocco suspense.
E' chiaro, quindi, quale sia il mio principale blocco. Il romantic suspense in generale non mi ha mai presa più di tanto, ho avuto qualche mese di fissa e poi l'ho definitivamente abbandonato, e normalmente tendo a girare alla larga da trame con questa componente. La Tucker, ad onore del vero, ha inserito questo elemento senza calcare la mano in modo che chi non lo apprezza non si sente schiacciato dalla sua presenza. E' abbastanza curioso che per me sia stata proprio questa vaga sensazione di pericolo a movimentare la lettura. Questo perché in generale ho trovato la trama piuttosto prevedibile e piatta e il personaggio femminile molto deludente.
Il secondo blocco è Ivy. Ho apprezzato moltissimo che fosse mezza asiatica (perché non farla tutta asiatica? Mistero.) e che non fosse la solita bambolina, invece non ho trovato piacevole la sua personalità. La Tucker non ha creato un personaggio originale, ha creato uno stereotipo: la tatuatrice dalla personalità spigolosa, inavvicinabile, girovaga, senza radici, piena di tatuaggi e con i capelli mezzi rasati, la classica dura che non chiede mai e non si lascia prendere da nessuno perché deve sempre cambiare città. Il cliché assoluto. Ivy poteva benissimo avere alcune di queste caratteristiche e risultare più credibile, invece le ha tutte ed è una macchietta. Non mi ha fatto simpatia, non l'ho particolarmente apprezzata nemmeno quando - magicamente - si innamora e diventa subito una gattina sottomessa.
Per quanto riguarda Sebastian è forse l'unico personaggio che ha saputo stuzzicare la mia curiosità. Non tanto per la sua situazione, visto che il lettore conosce tutto, ma per il modo in cui ha gestito la cosa. Secondo me lui è il vero protagonista, mentre Ivy è solo un accompagnamento e il solito interesse amoroso. Della coppia non ho molto da dire perché onestamente ho sentito poco trasporto. Ero più interessata a scoprire come Sebastian avrebbe risolto la situazione, quindi si può facilmente immaginare quando fossi presa dalla storia d'amore.
La trama non è proprio delle più originali e si immagina facilmente il suo evolversi. Ci sono alcuni personaggi secondari che tentano di lasciare il segno ma non c'è spazio di manovra, così come si ritrovano nominati alcuni personaggi dei romanzi precedenti ma sono richiami che cadono nel vuoto perché Ivy è talmente slegata e lontana da loro che i collegamenti nemmeno si capiscono.
Non ho provato nessun interesse per tutta la questione di Ned e del negozio, anzi il continuo ripetersi di certe scene e di certi concetti alla lunga mi ha proprio annoiata, ma c'è poco da fare perché l'autrice le ha usate come scusa per far avvicinare i due protagonisti che, altrimenti, non avrebbero avuto modo di interagire. Forse per questo ho trovato il romanzo statico e un po' noioso, perché per quanto ci sia una sorta di action sotto sotto rimane confinato in quattro setting e non si espande mai per dare una vera sensazione di pericolo o di azione. Sebastian, ad esempio, nella parte finale risolve la situazione quasi senza farsi vedere. Rimane in ombra perché ci dobbiamo sorbire la finta ribellione di Ivy che non aggiunge assolutamente niente al momento. Diciamo che alcune scelte infelici - perché troppo stucchevoli - hanno contribuito alla mia mancanza di entusiasmo e non hanno certo facilitato il voto.
Quindi la risposta alla domanda iniziale è non molto.
Secondo il mio modestissimo parere Il mio universo sei tu è il romanzo meno riuscito della serie, non riesce in nessun modo a sostenere il paragone sia per la trama che per i personaggi, ma tutto sommato è un romanzo che si legge tranquillamente senza grosse difficoltà. Essendo la Tucker un'autrice capace, la struttura del romanzo è ben fatta e gli episodi salienti sono ben gestiti e distribuiti. Il fatto che mi abbia presa poco è tutto da scaricare sulla mia poca voglia di leggere e sulla natura della storia e della protagonista femminile, e non ha niente a che vedere con la qualità del romanzo.
In generale credo che sia una storia ben fatta e che oggettivamente abbia un grande richiamo per chi apprezza questo genere di storie. Non ha quel qualcosa in più, però, perché nonostante l'abbia letta con regolarità non ho mai sentito l'impulso di continuare la lettura per conoscere l'evolvere della storia. 
Vedremo cosa ci riserverà la Tucker nel futuro, spero che per allora avrò sconfitto definitivamente la mia depressione da lettrice.

15 ottobre 2018

Kendare Blake
La battaglia della corona maledetta

Serie Three Dark Crowns 2
Titolo originale One Dark Throne

Trama
Newton & Compton
ebook | € 4,99
Dopo gli incredibili avvenimenti che si sono succeduti durante l’Esordio delle tre sorelle regine, è iniziato l’anno dell’Ascensione. Ciascuna delle tre sorelle, Katharine, Arsinoe e Mirabella, dovrà accrescere il proprio potere per annientare le altre, fino a che non ne rimarrà una sola a reclamare per sé il trono. Katharine, un tempo la più debole e innocua, è più forte di quanto non sia mai stata. Arsinoe, dopo aver scoperto la verità sui suoi poteri, deve decidere al più presto una strategia senza far sapere alle rivali che cosa le è successo. Mirabella, da tutti ritenuta la minaccia più pericolosa, deve fronteggiare le insidie che si abbattono su coloro che la circondano, mettendoli in un pericolo che lei stessa non sembra in grado di evitare. Chi riuscirà a prevalere sulle altre e a conquistare, finalmente, la corona?
Mirabella torna a voltarsi verso la tempesta. L'elettricità nell'aria riverbera nelle sue vene da elementale. L'alba è sparita. E' tutto buio. Le onde sollevano la nave per farla schiantare di nuovo in mare un attimo dopo. E il primo fulmine crepita furioso nel cielo nero.
Commento
Tornare a scrivere una recensione dopo settimane di fermo è un'esperienza traumatizzante. L'unica cosa positiva dell'essere arrugginita è che posso prendermi i miei tempi per buttare giù il commento, perché tanto ormai il blog ha preso una pausa forzata e non ho scadenze burocratiche da rispettare.
Poco meno di un anno fa ho letto il primo titolo di questa serie (QUI la recensione) e - così a grandi linee - mi era piaciuto ma non troppo. In particolare, il finale movimentato aveva alzato le mie aspettative nei confronti del seguito che, lo dico fin da subito, purtroppo ha perso slancio troppo in fretta e non ha saputo stimolare e mantenere la mia attenzione.
Esattamente come per il primo romanzo, il grosso enorme ostacolo che l'autrice non ha saputo combattere è stato la noia. Il romanzo non è ovviamente un totalmente disastro, ma fallisce miseramente nel catturare l'attenzione del lettore e dare una scossa potente alla serie. Quello che viene lasciato in sospeso alla fine del primo romanzo qui viene semplicemente ripreso, senza però dargli un brivido in più. E' come se l'autrice preparasse il lettore ad una marea che non arriva mai: speri che certe cose vengano spiegate o sviluppate, e poi invece ti ritrovi con un niente di fatto.
Mi riferisco, ovviamente, a Katharine. La regina avvelenatrice che finisce nel Grande Abisso e viene risputata fuori subisce una trasformazione mai spiegata, solo lasciata intendere. Solo per pochissime pagine c'è un timido tentativo di dare un senso a ciò che è successo, subito stroncato per lasciare un senso di mistero del quale avrei fatto volentieri a meno e che non aggiunge nulla alla narrazione. 
Purtroppo la mancanza di questa base per il lettore è un elemento in meno per capire e apprezzare sul serio il suo personaggio. Da parte mia ho gradito che delle tre ci fosse almeno una regina con una vena sadica, anche se questa nel finale viene spazzata via senza colpo ferire. Katharine aveva un grosso potenziale sia come personaggio negativo, sia per rimanermi impressa più delle altre, invece ha perso la sua occasione dimostrandosi meno che memorabile e piuttosto prevedibile.
Riconfermo, invece, che la mia preferenza cade su Arsinoe. E' il personaggio più genuino e quello a cui mi sono affezionata più facilmente, sia perché è originale nell'aspetto fisico e nel comportamento, sia perché è quella che vive una serie di avventure e disavventure più intense delle altre due regine.
Il suo percorso nel romanzo è ciò che mi ha tenuta incollata alla lettura, ed è sempre lei insieme a Billy ad aver determinato il voto. Per come la vedo io, Arsinoe avrebbe potuto essere la protagonista assoluta e le altre due stare al lato opposto, tanto più che il suo territorio di origine è descritto in modo affascinante e i personaggi secondari che la affiancano sono mille volte più interessanti delle altre due protagoniste.
Mirabella si conferma essere la più noiosa delle tre regine, quella che si lascia andare a piagnistei e viaggi nei ricordi per poi farsi strapazzare come un uovo senza nemmeno reagire sul serio. La sua potenza come elementale sembra essere ridotta a far muovere le navi e scaricare un paio di fulmini, mai viene visto il suo vero potere a piena forza, e mai la vediamo prendere in mano la situazione come invece fanno Katharine e Arsinoe. La sua inutilità generale è un contorno sciapo per Arsinoe e una finta resistenza per Katharine.
Come per nel primo romanzo, oltre alle regine, grande protagonista è Jules che finalmente svela una carta sconosciuta e che procede su una strada incerta. Le sue peripezie sentimentali e le difficoltà come amica e assistente di Arsinoe la obbligano a compiere scelte difficili e a scoprire cose su di sé che lasciando intendere un futuro interessante. Per lei non ho molto apprezzato il finale, non tanto per le scelte compiute dall'autrice, quanto per le descrizioni scarne e poco coinvolgenti di episodi assolutamente drammatici che avrebbero meritato un briciolo di spazio in più.
Menzione d'onore per Pietyr che si mette a fare arrampicata nel Grande Abisso, Rho che sventra uomini con il sorriso sulle labbra e mozza arti senza battere ciglio, Billy che nel suo piccolo fa più di Mirabella, Natalia e la sua uscita in grande stile e Madrigal dal nome meraviglioso e dalla personalità odiosa. Seconda menzione d'onore per Braddock, l'orso di Arsinoe che subisce le peggio cose e finalmente se ne va per la sua strada e il puma Camden che è più che altro un gattone.
Per quanto riguarda lo stile, non fosse stato per la trama un po' piatta, il romanzo sarebbe volato via perché, a conti fatti, si legge benissimo. Purtroppo il fatto che l'autrice non sia stata in grado di rendere memorabile gli scontri tra le regine ha schiacciato il ritmo della lettura e ha viziato un po' il voto. Il pensiero che almeno non abbia faticato per arrivare alla fine non dovrebbe essere un merito, eppure qua mi ritrovo a gioire della velocità di lettura mentre dovrei polemizzare sulla trama moscia.
Considerando il finale aperto è evidente che ci sarà un terzo romanzo e ammetto di essere abbastanza curiosa di sapere cosa succederà ad Arsinoe e Mirabella e a Jules. Curiosa ma non troppo, diciamo. L'attesa di sicuro non mi ucciderà.