19 ottobre 2017

V. E. Schwab
Magic

Serie Shades of Magic 1
Titolo originale A Darker Shade of Magic

Trama
Newton & Compton
ebook | € 2,99

Kell è uno degli ultimi maghi rimasti della specie degli Antari ed è capace di viaggiare tra universi paralleli e diverse versioni della stessa città: Londra. Ci sono infatti la Rossa, la Bianca, la Grigia e la Nera, dove accadono cose diverse in epoche differenti. Kell è cresciuto ad Arnes, nella Londra Rossa, e ufficialmente è un ambasciatore al servizio dell’Impero Maresh, in viaggio alla corte di Giorgio III nella Londra Bianca, la più noiosa delle versioni di Londra, quella senza alcuna magia. Kell in verità è un fuorilegge: aiuta illegalmente le persone a vedere anche solo piccoli scorci di realtà che non potrebbero mai vedere. Si tratta di un hobby molto rischioso, però, e adesso Kell comincia a rendersene conto. Dopo un’operazione di trasporto illegale andata storta, Kell fugge nella Londra Grigia e si imbatte in Delilah, una strana ragazza che prima lo deruba, poi lo salva da un nemico mortale e infine lo costringe a seguirla in una nuova avventura. Ma la magia è un gioco pericoloso e se si vuole continuare a giocare prima di tutto bisogna imparare a rimanere vivi...

Commento
Ultimamente sono messa male. Ma male proprio.
Sarà il cambio di stagione, con questo Ottobre che sembra più Maggio e mi manda in pappa il cervello, sarà che sono più stanca adesso di quanto lo ero prima di andare in ferie, sarà che ho troppe cose importanti in ballo (IRL) che non riesco a trovare pace.
Inizio un libro e, inevitabilmente, rallento la lettura e la trascino per giorni. Sto leggendo poco, lentamente e male e questa cosa mi sta facendo trasudare veleno.
Primo, perché così rimango indietro con i libri da smaltire e poi non ho più recensioni da pubblicare, e secondo perché posso anche avere un ottimo romanzo tra le mani ma se non ho voglia di leggere o il mio livello di attenzione è ai minimi storici per forza di cose ne subirà le conseguenze.
Esempio perfetto Magic della Schwab, titolo che ho atteso per mesi eccitata come una scolaretta. Ero talmente in fissa che ero addirittura pronta a comprarmi l'edizione inglese, ma ho aspettato quella italiana perché sì, per una volta potevo farlo. Volevo disperatamente l'edizione cartacea per soddisfare la mia ossessione, ma ho scoperto che lo spazio nei mobili è ufficialmente finito, così mi sono piegata all'inevitabile Kindle. Forse è anche per questo che ho trascurato un po' la lettura, il male alle palle degli occhi e il Kindle non vanno d'accordo, forse con la carta avrei sofferto di meno, in ogni caso ho dato un voto alto perché al di là di qualsiasi paturnia emotiva o fisica, Magic è sicuramente un ottimo romanzo.
Primo della serie Shades of Magic, Magic introduce in modo piuttosto semplice e lineare il mondo nel quale viene ambientata la storia: Londra Grigia, quella che ha meno potere magico in assoluto sembra quasi la nostra Londra; Londra Rossa, la più magica e prospera in assoluto, dove la magia permea l'aria e tutti vivono felici e in armonia; Londra Bianca, dove la magia è un lusso per pochi e il potere risucchia la vita e il colore da tutto e da tutti e Londra Nera, ormai collassata su se stessa e consumata dalla magia più pura.
Tra queste quattro Londra una volta c'erano delle porte che le collegavano permettendo il passaggio a chi possedeva almeno un briciolo di magia. Con il passare del tempo e con la caduta di Londra Nera, le porte sono state chiuse a tutti con la sola eccezione degli Antari, umani con un enorme potere magico, esseri rarissimi che possono creare passaggi e esercitare la magia a livelli incredibili.
Nel momento in cui si svolge la storia ci sono solo due Antari in tutte e quattro le Londra: Kell, originario di Londra Rossa e protagonista del romanzo, e Holland un personaggio oscuro e legato a Londra Bianca. Elemento distintivo degli Antari è il possedere un occhio completamente nero.
Il nostro protagonista, Kell, è un ragazzo giovane, adottato in tenera età dai reali e cresciuto con il principe Rhy come se fossero fratelli. Il potere di Antari di Kell, però, è un'arma a doppio taglio. Tutti sanno cos'è appena lo guardano negli occhi e lo temono per il suo potere e, proprio per questo è un elemento importantissimo nel mantenimento e nel sostegno del regno. Un Antari a servizio della corona è uno sfoggio di forza, di prestigio, di potere e Kell sa bene che possono pure trattarlo come un figlio ma sarà sempre il suo potere ad avere un peso maggiore. Proprio per questo il suo lavoro è quello di portare le comunicazioni ufficiali tra le tre Londra come rappresentate della corona. Fin qui, tutto bene. Ma Kell, al di là del suo portare lettere reali avanti e indietro, sfoga la sua personalità e la sua voglia di illecito trafugando oggetti da una Londra all'altra per il puro gusto di collezionare ninnoli.
Questo suo vizietto, però, gli causerà un bel po' di guai quando porterà per sbaglio nella sua Londra un oggetto di Londra Nera intriso di Vitari, la magia più pura e potente, senziente ed intelligente che ha consumato Londra Nera.
Il livello di caos, di pericolo e di violenza è esponenziale, man mano che il potere si diffonde e vengono svelati i piani e i progetti di chi vuole destabilizzare l'equilibrio, Kell deve fare i conti con una magia che vuole invadere ogni cosa a partire da lui.
Bene, a grandi linee questa è la trama. Kell, essendo il protagonista, è anche il personaggio che maggiormente muove le fila della storia. Per me fatica un pochino a prendersi il suo ruolo, inizia molto defilato per poi giustamente darsi un svegliata quando non c'è modo di darsi alla macchia. Però, e qui la Schwab si è dimostrata intelligente, Kell viene affiancato da un altro personaggio - a mio avviso molto più intraprendente di lui - e contrastato da Holland, che alla fine della fiera è il personaggio che mi piaceva di più.
Il personaggio che affianca Kell è Delilah Bard, una giovane ladra di Londra Grigia che si ritrova invischiata nella lotta tra Kell e Holland. Lila è cazzutissima, è svelta, sveglia, pratica, e soprattutto tenace e coraggiosa. Ci vuole una buona dose di fegato per essere la prima a fare il passo, a trascinare persino Kell, a comandare il duetto in questo casino apocalittico scatenato dai cattivi del romanzo.
I cattivi sono i gemelli Dane, regnano su Londra Bianca e sono due pazzi sadici ossessionati dalla magia. Sono dei soggetti tosti e furbi, ma anche loro non possono reggere il confronto con Vitari che riesce a fregare tutto e tutti e ad essere oltre che pericolosa pure imprevedibile.
La costruzione della storia è bella solida e raramente lascia dei buchi, purtroppo però per me è un tipo di narrazione che trascura la descrizione minuziosa, lasciando al lettore il compito di riempire i buchi, immaginarsi le cose, aggiungere - in sostanza - quel briciolo in più perché una scena risulti non solo comprensibile ed appassionante da leggere, ma anche dettagliata e curata. Forse è una mia impressione, ma questa tendenza delle descrizioni superficiali nei fantasy non gioca a favore della storia perché sostanzialmente non ti fa entrare dentro, ti fa rimanere fuori come spettatore.
In ogni caso - ed è poi l'unica cosa importante - non ci sono punti morti, a parte un inizio lentino la storia ha un buon ritmo ed è discretamente oscura nonostante il target di fantasy leggerino. Sbudellamenti, morti ammazzati, personaggi che fanno una fine misera ci sono, batoste emotive pure, pericolo fin troppo e un epilogo che è apertissimo.
Se penso a quanto fossi scazzata direi che mi è andata bene. Mi aspettavo un colpo di fulmine che non è avvenuto ma poco male, pare che i seguiti siano migliori del primo quindi nutro molta fiducia nei prossimi due titoli della serie.
Mi sono ricordata adesso che avevo comprato l'ebook in lingua originale a 0,99 € in promo su Amazon mesi fa. Sono un genio.

16 ottobre 2017

Sawyer Bennett
Alex

Serie Cold Fury Hockey 1

Trama
Loveswept | ebook | € 0,96
Hockey star Alexander Crossman has a reputation as a cold-hearted player on and off the rink. Pushed into the sport by an alcoholic father, Alex isn't afraid to give fans the proverbial middle finger, relishing his role as the MVP they love to hate. Management, however, isn't so amused. Now Alex has a choice: fix his public image through community service or ride the bench. But Alex refuses to be molded into the Carolina Cold Fury poster boy...not even by a tempting redhead with killer curves.
As a social worker, Sutton Price is accustomed to difficult people--like Alex, who's been assigned to help her create a drug-abuse awareness program for at-risk youth as part of the team's effort to clean up his image. What she doesn't expect is the arrogant smirk from his perfect lips to stir her most heated fantasies. But Sutton isn't one to cross professional boundaries--and besides, Alex doesn't do relationships...or does he?
The more she sees behind Alex's bad-boy facade, the more Sutton craves the man she uncovers.

Commento
Dopo la roba tremenda suggeritami da Amazon (Pucked), ho ritrovato la fiducia nei suggerimenti grazie a Goodreads, spulciando le listone create dagli utenti sotto alla chiave di ricerca hockey romance
Tra le decine e decine di romanzi elencati, ho scelto Alex per la sua media di voti e per la trama. Ho sperato con tutte le mie forze di non aver speso denari in una schifezza e grazie al cielo le mie preghiere sono state esaudite. Non soltanto il romanzo mi è piaciuto (ma dopo Pucked, qualsiasi cosa mi sarebbe piaciuta), ma è costato anche molto di meno.
Con questa autrice e con questo romanzo ho ritrovato la speranza che esista del sano e decente hockey romance, qualcosa che non mi faccia rabbrividire per l'orrore e che mi faccia sospirare abbastanza da voler comprare i seguiti. Grazie Sawyer, anche se sei donna con un nome da uomo, per avermi fatta riprendere dal trauma. Ti sono debitrice.
Alex è il protagonista maschile, un soggetto al limite dell'asocialità, brusco, gelido, a cui non importa niente di nessuno e che vive la sua vita come una macchina senza trarre alcuna gioia. Gioca a hockey da professionista, è un ottimo atleta, guadagna un sacco di soldi, è il giocatore determinante durante le partite, ma odia questo sport. Lo odia talmente tanto che ogni volta che scende sul ghiaccio si limita a fare il minimo sindacale e se ne frega di apparire come un cazzone, se i fans lo odiano, se la squadra non lo sopporta, se alla fine della giornata si è guadagnato ogni sorta di disprezzo e freddezza. E' la sua vita, e la sua vita fa schifo.
Alex, però, non si comporta da vittima, non è un uomo che agisce da codardo, lui è così e basta prendere o lasciare, ed è perfettamente consapevole che è così com'è perché il padre gli ha rovinato l'infanzia. Non fa nulla per redimersi, tanto che tratta le sue donne con una freddezza e un disprezzo scoraggianti, e non nasconde che non si ritiene una persona meritevole di attenzione o di amore.
Quando la dirigenza della squadra lo obbliga a cambiare atteggiamento pena l'esclusione dalla squadra, Alex si rende conto che al di là dell'hockey non ha niente e non sa fare niente. E' per questo che per anni ha messo da parte il suo stipendio stellare, perché sa che una volta che la sua carriera sarà finita, dovrà vivere di rendita. Costretto a fare buon viso a cattivo gioco, Alex accetta di diventare testimonial per un progetto di sensibilizzazione sulle dipendenze nelle scuole e si trova nell'ufficio del responsabile Sutton Price.
Tutto l'opposto del nome, così maschile e strano, Sutton è una giovane ragazza cresciuta a concretezza e amore, concentrata sul suo lavoro ma con una spiccata sensibilità verso le persone. Sutton non si lascia intimidire dall'arroganza di Alex, né gli permette di spaventarla con i suoi sbalzi d'umore. In un certo senso lo obbliga a fare i conti con se stesso, e lo porta a sentirsi in colpa per il modo tremendo in cui la tratta solo a suon di sorrisi e comprensione. Sutton non è un angioletto, né una verginella spaurita, è una persona normale, decente, giusta, una gran lavoratrice cresciuta in una situazione difficile, perciò non si illude e non si aspetta niente di diverso. Eppure, come biasimarla, Sutton si lascia un po' abbindolare dall'aspetto di Alex: la sua bellezza così grezza, la sua brutale onestà, e quella sensualità assurda non le sono indifferenti.
Inevitabilmente, lavorando a così stretto contatto, tra i due scoppia subito la passione e al contrario di ogni aspettativa Alex si adegua subito ai ritmi dell'avere una relazione, e non si tira mai indietro nemmeno quando le cose cominciano a farsi serie. Come da manuale c'è il classico break up, ma niente che l'autrice non possa risolvere in fretta.
Sullo stile della Bennett niente da dire, è un inglese fluido e di facile comprensione, che si sposa bene con il genere e con la storia. Mi è piaciuto abbastanza da tenere nella lista desideri anche i seguiti, perché chiaramente da brava autrice di romance, la Bennett ha stuzzicato la curiosità del lettore infilando un altro personaggio maschile, un collega di Alex, facendoci capire che prima o poi toccherà a lui.
Ora che mi è passata la paura, torno al mio programma di lettura e mi auguro di non avere crisi esistenziali che risveglino il mio mostro macina romance, perché per ora non ho spazio per inserire nuovi titoli.
PS: ora il prezzo è aumentato, sorry.

12 ottobre 2017

Jennifer L. Armentrout
Cuore Puro

Serie Covenant 2
Titolo originale Pure

Trama
Harper Collins
pag. 379 | € 16,00

Essere destinata a diventare una specie di fonte di energia soprannaturale non è esattamente quello che Alexandria sognava nella vita. Neanche se i suoi poteri servono a Seth, l'Apollyon, il più potente dei Mezzosangue, nonché... la sua ombra. Seth non la lascia un momento: la segue durante gli allenamenti, l'aspetta alla fine delle lezioni, compare persino nella sua camera da letto. È vero che la sua presenza ha anche degli effetti benefici – per esempio, con lui accanto Alex non ha più gli incubi terribili del tragico confronto con la madre – ma non ha alcuna influenza sui sentimenti fortissimi e proibiti che prova per il Puro Aiden... e nemmeno su ciò che lui è disposto a fare, e a sacrificare, per lei. Quando i daimon penetrano nel Covenant e attaccano gli studenti, gli dei inviano le Furie, divinità minori determinate a distruggere ogni pericolo per la scuola, incluso l'Apollyon e...Alex. E come se avere a che fare con un'orda di mostri dell'etere non fosse abbastanza, un'altra misteriosa minaccia incombe su di loro: qualcosa, o qualcuno, vuole neutralizzare Seth, anche se questo significa rendere schiava Alex o addirittura ucciderla. Ma quando ci sono di mezzo gli dei, semplicemente alcune decisioni non possono essere cambiate. Per nessun motivo.

Commento
Sono fiera di me stessa. Sto macinando i libri della TBR come se fossero noccioline. Uno dietro l'altro a macchinetta. L'unica nota negativa di questo ritmo è che sto anche bruciando tutti i romanzi della Armentrout e non me ne sto lasciando nessuno per i momenti bui. Quando ne avrò bisogno mi farò un sacco di risate, e poi cadrò in depressione e piangerò.
Giusto perché a me piace andare in overdose, ho deciso di leggere i titoli fino ad ora pubblicati della serie Covenant in rapida sequenza: ho letto questo, ho subito ho iniziato il terzo e ho l'ebook della novella che mi aspetta. Devo comprare il quarto appena uscito, conto di farlo a breve appena la carta di credito resuscita.
Devo dire che spararmi la lettura violenta e spensierata mi ha dato una grande soddisfazione: ho gradito Cuore Puro molto più di Tra due mondi (QUI la recensione).
Inizio mettendo le mani avanti: continuo a non sopportare Alex, anche se in questo romanzo è nettamente migliorata. Purtroppo per me quel suo atteggiamento irrazionale e impulsivo unito alle risposte infantili la rendono un personaggio che racchiude i difetti caratteriali dell'adolescenza capace di scatenare l'istinto materno molto sopito che è in me e farmi venire voglia di prenderla a mazzate sui denti. Bastano quelle due risposte stupide, quelle scelte cretine che fa senza pensare a spazzare via tutto il resto. Non so come ho fatto a non arrivare ad odiarla, forse perché ho incontrato personaggi ben peggiori di lei e, tutto sommato, Alex  è gestibile la maggior parte del tempo. O forse sono in un mood particolarmente magnanimo e le sciocchezze di Alex mi sono scivolate addosso.
In ogni caso in Cuore Puro Alex è più sopportabile e le sue cavolate non sono necessariamente colpa sua.
A differenza di Tra due mondi, poi, in questo titolo il senso di confusione che avevo provato per la totale assenza di contestualizzazione e di chiarezza nel sistema degli dei non c'è più: le novità che vengono introdotte sono ben gestite e spiegate e altrettanto ben distribuite all'interno della trama. La sequenza di eventi è omogenea, dall'inizio alla fine accadono eventi importanti che non rimangono in sospeso - o meglio, sì, rimangono in sospeso ma solo perché sono temi portanti da sviluppare nel corso della serie - e se la Armentrout inizia un pasticcio lo porta anche a termine.
Ci sono, come ho già detto, dei punti che ovviamente sono ancora in corso di sviluppo: la relazione amorosa tra Aiden, Alex e Seth è ormai in pieno svolgimento e in Cuore Puro ci sono un bel po' di momenti gustosi per il mio palato affamato di angst; il tema del risveglio di Alex finalmente diventa portante e lascia spazio a Seth che, fino ad ora, era rimasto un po' defilato; e infine il pericolo rappresentato dai daimon che ormai sono una vera e propria forza organizzata che attacca sistematicamente i vari insediamenti di Puri.
La cosa che mi è piaciuta di più del romanzo è il fatto che non ci fossero momenti morti e che l'autrice non si sia limitata ad usare temi a compartimenti stagni: i vari momenti drammatici o di azione sono intrecciati e si sviluppano in contemporanea così che se un momento leggiamo delle paturnie amorose di Alex quello dopo probabilmente sarà una scena d'azione o un nuovo tassello nello sviluppo degli intrighi e della storia. Per esempio i Puri di New York, il Consiglio, e il pericolo che rappresentano per Alex sono un elemento del tutto nuovo e scopriamo i suoi vari aspetti durante la lettura: la compresenza di due Apollyon e i poteri di Alex all'inizio non sembrano essere particolarmente importanti, invece qui scopriamo che il risveglio di Alex e la trasformazione di Seth nello Sterminatore degli Dei scatenano una serie di guerre interne che mettono in pericolo la protagonista. Non basta il pericolo dei daimon, ci voleva pure il complotto per farla fuori.
Un'altra cosa che ho gradito è che la Armentrout ha sganciato un paio di bombe drammatiche che hanno reso la lettura decisamente più emozionante: dalla morte improvvisa di un personaggio alla mazzata sentimentale c'è pane per i miei denti. Devo dire, poi, che nonostante Alex sia innegabilmente un'adolescente e le sue reazioni siano assolutamente in linea con il target, non mi ha dato fastidio l'approccio a volte semplice o superficiale alle cose, perché ha reso tutto più veloce e fluido e ben inserito con le scene d'azione.
Quindi, per farla breve, il romanzo si legge benissimo, scorre che è un piacere e non annoia mai, ogni svolta e ogni rivelazione non stonano e danno spessore ad una trama che, nel primo romanzo, non era proprio il massimo. Anche i due personaggi maschili finalmente escono dal loro orticello. Aiden smette di essere la Sentinella che fa battere il cuore ad Alex e diventa qualcosa di più anche se per me non è ancora l'eroe per cui tifare, Seth invece è uno spasso, è impetuoso, sfrontato e sembra che tenga veramente ad Alex, infatti alcune parti in cui c'è lui e non Aiden fanno pendere l'ago della bilancia a suo favore. Vedremo se poi non combinerà casini perché non è proprio trasparente.
Il triangolo amoroso - di cui io non sono fan - per fortuna non è di quelli pesanti e fastidiosi, rimane sempre lì in sottofondo e ogni tanto spunta fuori ma mai in modo inopportuno, visto che l'espediente del legame tra Apollyon cancella radicalmente qualsiasi obiezione nei confronti della credibilità dei sentimenti di Alex. Certo, è fonte di tantissimi scontri e di angst ma ancora siamo ben lontani dai livelli di sofferenza che sanno soddisfarmi.
Sono già in piena lettura di Anima Divina, quindi faccio fatica a distinguere i due romanzi perché a livello di trama sono gemelli siamesi (almeno fino al punto in cui sono arrivata), e la decisione di leggerli senza pause è stata assolutamente vincente perché per lo meno non sto perdendo il filo delle cose. A brevissimo, quindi, spunteranno i commenti degli altri titoli della serie, giusto per coronare l'overdose Armentrout durante il suo tour italiano.

9 ottobre 2017

Samantha Mabry
All the Wind in the World

Trama
Algonquin Books
ebook | € 10,88
Sarah Jacqueline Crow and James Holt work in the vast maguey fields that span the bone-dry Southwest, a thirsty, infinite land that is both seductive and fearsome. In this rough, transient landscape, Sarah Jac and James have fallen in love. They’re tough and brave, and they have big dreams. Soon they will save up enough money to go east. 
But until then, they keep their heads down, their muscles tensed, and above all, their love secret. When a horrible accident forces Sarah Jac and James to start over on a new, possibly cursed ranch called the Real Marvelous, the delicate balance they’ve found begins to give way. And James and Sarah Jac will have to pay a frighteningly high price for their love.
Out there in the desert, you don't even really have to tilt your head to see the sky. The sky is all around. It's pratically all there is. And it's not that the stars are bright, like in the lullaby. They're simply everywhere. they pierce and poke the black. They pierce and poke me. I feel like I'm leaking.
Commento
***spoiler***

Esce domani per il mercato anglofono All the Wind in the World, un romanzo post-apocalittico young adult che ho letto grazie a quei tipi strani di NetGalley.
All'inizio, quando ho cliccato richiedi sulla sua scheda, l'unica cosa che mi aveva attirata era stata la copertina che, parliamoci sinceramente, è una ficata atomica. Poi, as usual, non ci ho più pensato fino all'arrivo dell'autorizzazione a scaricare l'ebook, e ora mi ritrovo qui a scrivere una recensione che è decisamente positiva.
Prima di addentrarmi nel commento e parlare della trama con una quantità di spoiler allarmante persino per i miei standard, mi voglio soffermare un secondo sul target. Nonostante NetGalley lo abbia giustamente inserito nella categoria YA, il tono della narrazione e i suoi contenuti, nonché il modo in cui l'autrice li presenta nella narrazione, secondo me strizzano l'occhio ai lettori adulti. E' come se questa storia avesse tenuto le basi del suo genere, ma si fosse avvicinata il più possibile ad una narrazione cupa, meno adolescenziale e, quindi, diventare adatta anche ai lettori più grandi.
Questo cosa significa? Tanto per cominciare che i personaggi non sono in nessun modo stereotipati nella loro personalità e nemmeno nel loro aspetto, che la trama non teme momenti di violenza e di negatività e che tutta la storia non si tira indietro di fronte ad un panorama deprimente e senza speranza.
Io ci ho sguazzato alla grande e poi vi spiegherò perché.
Ora la trama. Gli Stati Uniti sono diventati un'unica, enorme, infinita terra desertificata dove solo le coste hanno ancora un briciolo di verde e di acqua. Le città sono al massimo degrado, la società è disgregata, la gente è povera e si muore con una facilità allarmante per le ragioni più stupide: un raffreddore, disidratazione, freddo, fame. Il resto del paese è un deserto arido spazzato da tempeste di sabbia e massacrato da temperature infernali, dove l'acqua è un miraggio e l'unica fonte di reddito e di sostentamento sono le piantagioni di agave dalla quale viene ricavato un liquore - unico liquido potabile in questi territori. Le piantagioni offrono lavoro a chi non ha niente e nessuno, i treni che passano nel deserto trasportano decine, centinaia di persone, e i padroni dei terreni governano con leggi e regole proprie e diritto di vita e di morte sui lavoratori. Sono dei veri e propri campi di lavori forzati, con una paga da miseria e condizioni igieniche praticamente inesistenti.
Due dei tantissimi disperati che saltano da una piantagione all'altra sono Sarah Jacqueline e James, giovani, soli, uniti dall'amore e dalle circostanze, abituati a rubacchiare e a lavorare come dei pazzi per mettere da parte tutti i soldi possibili per comprare - un giorno - il loro terreno e vivere in pace.
La loro routine - saltare su un treno, tagliare agave, fare orari assurdi, fingersi cugini, rubare qualche ninnolo, risaltare sul treno - si spezza quando Sarah causa la morte di un uomo. Durante una tempesta di sabbia, il cavallo di uno dei controllori si imbizzarrisce e lei, esperta di cavalli, tenta di ammansirlo solo per poi causare il disarcionamento del cavaliere e la sua conseguente morte.
Sarah e James scappano, lasciano tutti i loro beni - perché la pena per lei sarebbe stata la morte - e saltano su un treno. La loro prossima tappa è The Great Marvelous, una delle piantagioni più grosse famosa soprattutto per la sua fama di luogo maledetto dove ai lavoratori viene fatto un incantesimo e accadono cose orribili. Né James né Sarah credono alle dicerie, per loro è un posto come un altro dove lavorare, eppure le cose cambiano.
Il loro accordo iniziale di fingersi cugini - perché le coppie, nelle piantagioni, fanno sempre una fine orrenda - e di raggirare le fanciulle per derubarle sfruttando il bell'aspetto di James, poco alla volta si ritorce contro di loro. James, il più tenero di cuore dei due, all'inizio non è d'accordo ma presto comincia a prendere iniziative senza consultare Sarah, puntando in alto, verso una delle figlie del proprietario terriero. Farrah è tutto quello che Sarah non è: pulita, con una pelle rosea e liscia, le unghie pulite, bei capelli folti e lucenti, vestiti femminili e profumati. Ma Farrah è anche malata, quindi per Sarah è facile capire che James ha visto in lei la vittima perfetta: fragile, con poco tempo da vivere e ricca.
Man mano che James entra in confidenza con Farrah la distanza tra lui e Sarah cresce, fino al punto in cui per giorni interi non si vedono. Lei è nei campi a tagliare agave, lui sta gradualmente guadagnando la fiducia della famiglia fino a raggiungere uno status incredibilmente prestigioso.
La rottura arriva implacabile quando James segue la famiglia in un viaggio verso la città più vicina con la scusa di fare soldi e si lascia indietro Sarah che, come se questa separazione non fosse abbastanza difficile, sopporta una serie di traumi fisici e di calamità naturali che la lasciano fisicamente trasformata: prima un'invasione di api velenose decima la forza lavoro, causandole ferite orrende e giorni interi di delirio e febbre, poi le pulci che costringono tutti a farsi rasare i capelli.
Sarah è ridotta ad uno scheletro, emaciata, senza capelli, sporca, malnutrita, ma continua a lavorare, continua a sperare nel suo sogno, continua ad aspettare James. Quando lui torna, però, è un'altra persona: pulito, con vestiti su misura, profumato e distante. Così distante da lei e così vicino a Farrah.
Il suo James, il suo compagno e il suo amore, si è sposato con Farrah e di lei non ne vuole più sapere, le dice vattene, le dice ti ho procurato dei soldi, le dice io rimango qui, e lei diventa di pietra.
Sarah ha un unico momento di debolezza in questa marea di eventi avversi: scarica la paura e la devastazione che le scavano il petto su Bell, la sorellina di Farrah, presunta strega che ha causato la maledizione, e la porta via con sé per lasciarla a morire in mezzo al deserto.
Per Sarah, però, non c'è via di scampo. James la cattura, la trascina alla piantagione come prigioniera pur sapendo che verrà giustiziata e per tutto il tempo la prega di scappare, di salvarsi, di tagliare i ponti con lui e con questa vita e andare via.
Ma Sarah, che senza James non sa sperare e vuole vendicarsi di cosa le ha fatto, rimane di pietra: si consegna, accetta la condanna a morte e gli augura di vedere il suo corpo a brandelli in decomposizione ogni mattina della sua nuova vita per ricordarsi di lei, di lui e delle sue orrende colpe. La fine, inspiegabilmente, cambia rotta. Nel momento in cui il colpo di fucile sta per uccidere Sarah, James la salva e, grazie al ritorno delle api assassine, la porta via con sé salvando anche la piccola Bell. Loro tre, lontani da The Real Marvelous, lontani dai morti che si sono lasciati indietro - compresa Farrah che, convenientemente, muore -, mettono in piedi il piano originario: comprare della terra, coltivare, vivere insieme felici. Solo che la felicità iniziale, quella pura del loro amore, non c'è più. Tra di loro c'è un muro che a volte riescono a superare, a volte no, ma tutto sommato le cose sono come avrebbero dovuto essere prima di tutto questo casino.
Lo so, ho raccontato il romanzo, ma dovevo farlo perché certe cose mi hanno causato un travaso di bile e una serie di pianti brutti e devo condividere, qualcuno deve patire le pene dell'inferno come me.
Tanto per cominciare James deve morire male. Ma male proprio, perché il livello di cattiveria che ha scaricato su Sarah, praticamente abbandonandola senza degnarla nemmeno di una spiegazione, mi ha lasciata senza respiro. Quella poverina ha patito le pene dell'inferno e tu ti trombi Farrah, te la sposi e hai il coraggio di dirle pure che la forza di una persona si dimostra in diversi modi, e che la ama. LA AMA. Cioè, ama Farrah, si lascia indietro Sarah e non sapremo mai perché alla fine decide di salvare Sarah e lasciare Farrah a morire a colpi di mannaia. James è un buco nero: ne combina di tutti i colori, passa dall'essere un personaggio positivo, ingegnoso, intraprendente, all'essere un pezzo di merda traditore codardo del cazzo che non ha nemmeno il coraggio di dire a Sarah la verità.
Madreh che odio, che violenza estrema, che sofferenza assurda, che angst spietato!
Sarah, però, è la mia eroina: di fronte a tutto quello che le capita pensa col cazzo che ti do la soddisfazione di levarmi dai piedi! Non mi ami più? allora ti tocca vedermi morire, e vivrai con il senso di colpa e ci marcirai pure te e quella stronza dai capelli rossi. Sarah ha una fibra d'acciaio che potrebbe disintegrare tutte le pseudo eroine di distopici e post-apocalittici, ha carattere, ha costanza, ha coerenza e non ha paura di morire. Questo la rende imprevedibile e incontrollabile, perché dei soldi alla fine a lei non importa niente, vuole essere felice con James, dopo tutto quello che hanno passato insieme, e senza di lui persino la sua essenza si disperde e lo capisce, si rende conto che da sola in questo mondo senza nessuno a bilanciare la sua perenne negatività e la sua incapacità di aprirsi è praticamente morta.
Let it all come: the dust, the wind, the bees. I won't fight them anymore. I'm out of fight. My clothes are wet. I have no coa. I have no friends. I have no hair. I'm too thin. The wind could just pick me up and toss me into the sky, and I'd not offer any resistance.
Per lei morire al campo e morire nel deserto cambia poco, preferisce farlo perché decide di morire a modo suo causando il maggior danno possibile a chi l'ha tradita. Fanculo il buon cuore, fino alla fine odia e ama James allo stesso modo e persino nel finale si chiede se le cose torneranno mai com'erano prima, e nemmeno ci crede.
Stile: brutale, asettico, preciso, descrizioni all'insegna dell'economia di parole perché bisogna risparmiare tempo ed energie, e non ci si nasconde dietro voli pindarici per camuffare la vera natura delle cose: la merda è merda, una fede al dito è una fede al dito, il tradimento è il tradimento, la solitudine e la disperazione sono solitudine e disperazione. Certo c'è un lato negativo in questo: la prima parte del romanzo non è esattamente coinvolgente o movimentata, proprio perché non cerca di infiocchettare scene piatte, scarne, ripetitive. Forse è voluto, questo inizio sotto tono, perché appena si tocca quel punto cruciale si entra in un vortice di ossessione mista a terrore mista a sofferenza che non ti permette di scollarti dalla lettura fino a che non si finisce il romanzo.
Io, che di solito sono una lettrice disciplinata, ho tirato fuori il Kindle mentre ero al lavoro e ho perso la vista per la velocità con la quale leggevo. E poi mi salivano le lacrime agli occhi, quindi doppia fatica per disappannare la vista. Ho divorato la seconda parte come una disperata, a metà tra la felicità per la quantità assurda di angst e la disperazione totale per quello che stava succedendo.
La fine è all'insegna del mai una gioia potentissimo, perché una chiusura del genere è quanto di più lontano dai romanzi YA che ho letto negli ultimi anni: niente speranza, solo apatia e forse un briciolo di felicità, e ancora meno ci si mette il cuore in pace perché Sarah e James sono tornati insieme. Non sapremo mai perché sono tornati insieme, non sapremo mai se sono veramente felici e non sapremo mai se Sarah lo ha perdonato.
Madreh come soffro.
Se leggete in inglese e avete dei soldini che vi ballano, vi piacciono i post-apocalittici e non temete i finali cattivi, leggetelo. Leggetelo e poi tornate da me così possiamo disperarci insieme. Ho bisogno di qualcuno con cui versare oceani di lacrime.

5 ottobre 2017

Nicole Williams
Hard Knox

Serie The Outsider Chronicles 1

Trama
ebook | € 2,99
Knox Jagger. The name inspires resent in every male at Sinclair University, want in every female, and contempt in Charlie Chase. Charlie can be summed up in three words: independent, independent, and independent. To Charlie, Knox epitomizes everything that’s wrong with college males: prolific one-night stands, drunken senseless fights, and a body that hints at prioritizing gym time over study time. As an up-and-coming writer for Sinclair University’s newspaper, Charlie’s tasked with getting to the bottom of who’s been dropping little white pills into girls’ drinks at parties. In an ocean of All-American boys sporting polo shirts and innocent smiles, Knox is the obvious suspect. As evidence piles up against the bad boy of Sinclair, Charlie becomes more and more certain it isn’t Knox. But when her drink is dosed at a party and she wakes up on Knox’s couch the next morning, Charlie’s left with more questions than answers when it comes to Knox Jagger. How can Charlie ever hope to uncover the truth behind a guy so closed off he’s become...Hard Knox.


Commento
Vi è mai capitato di voler leggere un romanzo (in questo caso in formato ebook), non trovarlo e ripiegare su un altro titolo della stessa serie che non avevate in programma di leggere?
Bene, se anche voi come me vi siete trovati in questa situazione, allora avrete sperimentato il fastidio e poi l'agitazione quando non trovi quello che sei certa di avere e la frustrazione di dover accontentarsi di leggere altro, altro che - per inciso - neanche ti interessa. E poi appena inizi questo altro, ecco che trovi l'ebook che avevi così disperatamente cercato. Ovviamente.
Queste sono le premesse per Hard Knox, primo titolo della serie Outsider Chronicles dalla quale avevo pescato Damaged Goods, ovvero il romanzo che volevo leggere, la mia prima scelta.
L'unica cosa che posso dire a mia discolpa per il voto spento è che se non ti voglio leggere è impossibile che mi piacerai. E' impossibile e basta, perché mi sono trovata costretta a leggerti forzata dalle circostanze e dalla mia costante fame di NA. In mancanza di altro, ci si accontenta ma con un filino di acidità come sottofondo.
Quindi eccomi qui, a fare pace con l'intera esperienza perché non è colpa di Nicole, non è colpa di Hard Knox e non è nemmeno colpa mia se Damaged Goods è sparito dall'elenco dei miei ebook per due giorni per poi riapparire miracolosamente. E' colpa della sfiga, la mia, che come al solito mi impedisce di assecondare i miei schiribizzi da lettrice in piena sindrome premestruale e peggiora la situazione facendomi inacidire come un caprino scaduto.
In una situazione simile, rimanere comunque attaccati alla lettura senza odiare la storia o perdere interesse è un ottimo risultato, e indica chiaramente che il romanzo è tutto tranne che brutto o noioso e che, in circostanze e mood differenti, avrebbe avuto un voto non solo più alto ma anche più sentito.
Hard Knox è uno di quei NA che vuole unire il tema serio e attuale ad uno stile più brioso, complice la voce narrante ironica e spigliata, peccato che le due cose - in un certo senso - non si mischino granché bene a discapito del tema di attualità che, se preso in altro modo, avrebbe avuto un potenziale drammatico esplosivo. O meglio, diciamo che quasi tutto di questo romanzo ha il potenziale del drammone, soltanto che passa in secondo piano perché la voce narrante è troppo ingombrante.
Ed ecco che spunta come un fungo l'elemento di disturbo anche se, ad essere sincere, lo è solo per la prima parte del romanzo. Charlie Chase, ovvero l'anatema che uccide, colei che non deve essere nominata, la rompi palle più famosa dell'ateneo, l'anticristo di ogni giovane studente, giornalista vergine assetata di verità, una specie di Giovanna d'Arco che si nutre di sarcasmo e si esprime sprizzando acidità da ogni poro.
Ora, normalmente direi che una protagonista simile la vedrei benissimo sciolta nell'acido, eppure la Williams ha saputo moderare i toni - i suoi - e adattarla ai personaggi e alle scene, cambiandola un poco alla volta fino a che della squinternata delle prime pagine c'è solo il ricordo.
Charlie Chase ha un compito datole dalla divina Neve (sua docente e mentore) per raggiungere l'Olimpo dei giornalisti: esporre alla pubblica piazza Knox Jagger come spacciatore di Roipnol e stupratore seriale tramite l'articolo di punta dell'anno accademico. Charlie ci pensa un attimo, calcola i pro e i contro, e accetta di buon grado perché se tanto le da tanto, Jagger è una specie di scarto dell'umanità che si merita questo e anche di più, così affianca questo compito a quello che sta già sviluppando sulla dipendenza da alcool tra i giovani. E' proprio durante una festa in una delle confraternite che Charlie - con la sua maglia con lo slogan sarcastico della settimana, blocco per gli appunti e veleno sulla lingua - incontra il famoso Knox Jagger. Se le leggende del campus lo davano come una specie di toro da monta, un casanova incallito e - forse - spacciatore e stupratore, probabilmente avrebbero dovuto anche menzionare la sua brutale avvenenza, la sua aggressiva sensualità e il suo caratteraccio. Perché se da un lato Knox accetta senza battere ciglio che le ragazze gli ficchino gli slip in tasca con il loro numero di telefono, dall'altra è capace di stendere con un pugno buona parte della popolazione maschile del campus e, nel frattempo, riuscire a non perdere l'aura di sex symbol, e Charlie non è assolutamente pronta a questo e alla sua proprietà di linguaggio, alla sua autoironia e alla facilità con la quale dialoga con lei, la ragazza più difficile del campus.
La stessa sera Knox smentisce a fatti il sospetto di essere uno stupratore, quando Charlie si trova sedata alla festa, sola e a rischio violenza e lui è l'unico che l'aiuta.
Da quel momento tra i due si stabilisce un legame che cambia nel corso dei mesi: da partner in crime alla ricerca del soggetto che ha drogato Charlie e tante altre ragazze, ad amici e confidenti fino alla fase finale e inevitabile di amanti. Quello che spesso è l'instalove - cioè la coppia che nasce e si forma nel giro di pochi giorni - qui non c'è, perché la relazione ci mette mesi a prendere forma e, prima delle solite scene di sesso da manuale, c'è una prolungata preparazione dei personaggi.
Nell'arco di tempo che occupa la parte centrale del romanzo non succede poi molto, Knox e Charlie non scoprono niente sul presunto colpevole, non stanno insieme, e i sospetti su Knox continuano ad esserci. Non so perché, mi sono autoconvinta che l'autrice stesse nascondendo in bella vista il classico segretone sull'identità di Knox per poi sganciarlo alla fine, invece sono stata smentita senza tanti giri di parole: per me Knox era un perfetto sbirro sotto copertura, sia per alcuni suoi atteggiamenti sia per le mezze verità sparse nel romanzo. Mi ero sbagliata, purtroppo, perché Knox è esattamente quello che è, niente identità nascoste.
Invece avevo capito subito chi era il cattivo, non ci voleva grande astuzia per indovinarlo, anche se le motivazioni svelate alla fine non sono poi granché e si lasciano soffocare dalla solita riappacificazione amorosa.
In generale il romanzo è carino e si legge bene, e anche i due protagonisti sono piacevoli - Knox più di Charlie -, però è la trama che parte bene e si indebolisce in corso d'opera con la questione legata alle droghe e agli stupri che rimane in secondo piano e non viene sfruttato veramente, tranne la parte finale del processo e dell'iter difficile che Charlie deve sopportare per vedere il tipo accusato.
Diciamo che poteva andare peggio di così, e che la sicurezza relativa rappresentata dalla Williams ha ammorbidito l'acidità che mi scorreva nelle vene.
Adesso che potrei iniziare Damaged Goods, naturalmente, non lo voglio fare. Poi quando mi tornerà lo sghiribizzo non lo troverò e si ripeterà l'esperienza. Speriamo di no.