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1 giugno 2020

Loretta Chase
L'ultimo Libertino

Serie Scoundrels 4
Titolo originale The Last Hellion

Trama

I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
Vere Mallory, duca di Ainswood, il più grande libertino d'Inghilterra, ha dissipato la giovinezza fra alcol e belle donne in una spirale che sembra condurlo al baratro. Finché un giorno due occhi di ghiaccio trafiggono i suoi: sono quelli della bellissima Lydia Grenville, indomita giornalista che si è messa al servizio dei più bisognosi, donne e bambini dei bassifondi. A Vere è sufficiente rubarle un bacio per percepire la passione che si cela in lei, in apparenza fredda e misteriosa. Ma Lydia non può permettersi di cedere alla seduzione di quell'uomo impossibile, fermamente intenzionato a vincere la dura corazza che si è costruita nel corso degli anni. Se solo riuscissero a superare i loro intimi turbamenti, potrebbero finalmente schiudere insieme la porta della felicità...
Sei una piantagrane, Lydia. Un diavolo Ballister. Solo una canaglia Mallory può andare bene per te.
Commento
Sarò onesta, avevo voglia di romance storico per smorzare il mio desiderio di romanticismo e di una lettura leggera, ma non volevo spendere soldi per qualcosa di nuovo. Come sempre è arrivato in mio soccorso il Kindle che, nei meandri delle oltre 50 pagine di ebook collezionati nel tempo, ha sputato fuori un titolo della Chase che era sfuggito al mio raid precedente.
E' come se la Chase uscisse dallo sgabuzzino dei romanzi dimenticati quando sento il bisogno di qualcosa di sicuro, un po' come fanno la Quinn e la Balogh, solo che di loro non avevo più niente di nuovo da leggere. Che questa sia l'ulteriore prova che mi porterà ad aggiungere il nome della Chase nella mia lista delle autrici da comfort reading? Credo proprio di sì, anche se L'ultimo libertino non ha saputo appassionarmi come altri suoi titoli.
Primo motivo, la protagonista femminile mi è sembrata un po' una ripetizione di quella di Sensualissimo Incanto, solamente inserita in un contesto sociale meno aristocratico. Secondo motivo, l'attrazione mentale tra i protagonisti è più intensa e presente di quella fisica, e in un romance ci vuole un po' di sano sporcaccionamento. Per carità è pur sempre un ottimo romance scritto bene, ma forse avevo bisogno di qualcosa di diverso, per quanto questa storia abbia saputo distrarmi da delle letture fin troppo invadenti.
Il romanzo si apre sul passato di Vere Mallory e ci fa vedere come sia arrivato a diventare Duca di Ainswood, cioè seppellendo letteralmente ogni singolo erede al titolo, incluso il figlio del suo migliore amico - morto - e suo pupillo, un bimbo al quale si era genuinamente affezionato e grazie al quale aveva drasticamente ridotto la sua condotta libertina. Vere, è abbastanza comprensibile, associa il titolo alla morte delle persone che amava e lo detesta con tutto se stesso. Non vuole essere Duca, ma soprattutto sfoga la sua rabbia e la sua tristezza diventando quasi lo zimbello della società: è un ubriacone che va a prostitute, trasandato, non si comporta da Duca e non ha nessuna intenzione di farlo. Per farla breve, Vere sta camminando sulla strada dell'autodistruzione per portare con sé nella tomba quel ducato maledetto. Una sera si scontra, o meglio viene malmenato, da un soggetto famosissimo in tutta Londra: la giornalista Lydia Grenville, nota per essere alta, autoritaria, e per saper menare le mani e per non avere paura di niente e di nessuno. L'affronto tira fuori Vere dai fumi dell'alcool, così si mette in testa di farle pagare tutte le vignette satiriche che lo vedono indifeso contro la forza della ragazza. Vere si mette volontariamente sulla strada di Lydia, e ogni singola volta ne esce in qualche modo ammaccato nel corpo o nell'orgoglio, eppure il carattere della ragazza è talmente scontroso, talmente fuori dal comune che Vere non le resiste. Più lo tratta male, più lui vuole vendicarsi ma ne rimane in un certo senso affascinato, così diventa la sua ombra: la segue o gioca a fare il suo complice, e ovviamente i due più di scornano più scoprono di essere attratti l'uno dall'altra.
La vera sorpresa del romanzo è che Vere, come culmine della sua stupidità, propone una scommessa: una gara di velocità con un calesse, se vince lui i due si sposeranno. Vere è praticamente disperato: è attratto da Lydia, ma non è ancora così fuori di testa da compromettere una vergine, per di più una così famosa, e l'unica soluzione alla quale riesce a pensare è il matrimonio.
La cosa divertente è che a quel punto non siamo nemmeno lontanamente vicini alla fine del romanzo, è come se con il matrimonio la Chase avesse voluto aprire una seconda parte della storia, per uscire dalla monotonia delle scaramucce verbali: va bene litigare e pizzicarsi, ma ci vuole un'evoluzione della storia altrimenti sai che noia. Ecco così che inizia la fase due di Vere - ripulito e sobrio - e di Lydia, una sposina ormai quasi addomesticata che riesce a controllare tutto e tutti con un pugno di ferro, tranne che in camera da letto.
Il finale del romanzo è abbastanza movimentato, c'è avventura, c'è pericolo e sentimentalismo, ma non in dose nauseanti, così almeno si arriva alla chiusura della storia senza sentire il bisogno di qualcosa di più. La Chase ha coperto praticamente ogni tematica disponibile nel panorama del romance storico e ha saputo farlo senza cadere nel tranello del troppo che stroppia. Oddio, personalmente avrei gradito una storia più razionale e limitata ad un argomento, ma ammetto che mi sono divertita parecchio, del resto la Chase ha uno stile che fa scintille nei dialoghi e sono questi che salvano la situazione al 99% delle volte. Ora non so se  ho altri titoli della Chase da leggere, dovrò fare un controllo incrociato e in caso passare un pomeriggio su Amazon a spendere dei soldi che non ho, thanks to cassa integrazione. Però il romance devo sempre averlo in casa, come l'Imodium e l'ibuprofene, senza non sopravvivo in questo mondo crudele.

2 marzo 2020

Loretta Chase
Sensualissimo incanto

Serie Dressmakers 4
Titolo originale Dukes prefer blondes

Trama

I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
L'irritazione di lady Clara Fairfax per le incessanti proposte di matrimonio che le piovono addosso è ormai alle stelle: possibile che nessun pretendente riesca a guardare oltre il suo aspetto mozzafiato? Disperata, Clara si dedica con intensa passione alle sue opere di carità ed è proprio grazie ai guai di un ragazzino che si imbatte nell'irritante avvocato Oliver Radford. E pare che il destino abbia deciso di metterli faccia a faccia nella più imprevedibile e deliziosa delle sfide: quella con l'amore.
Sto cercando di fare una buona impressione sui tuoi genitori - spiegò lui. - Il che è contro la tua natura e ti fa diventare un po' verde - disse lei. - Ti consiglio, per la tua salute, di smetterla subito.



Commento
Madò quanto è brutta questa cover, mi bruciano gli occhi.
Non smetterò mai di essere grata per la nascita degli ebook e degli e-reader perché la sola idea di portarmi in giro questo obbrobrio e rischiare che qualsiasi essere umano lo potesse vedere e giudicarmi mi fa venire i brividi.
Detto questo, mi tocca sottolineare come spesso mi capiti di soccombere alla maledizione dei romance. Dopo settimane, se non mesi, di digiuno ne leggo uno, mi piace, ne leggo subito un altro, non mi piace allo stesso modo, mi deprimo e non ne leggo più per mesi. Repeat.
Mi viene un po' la depressione se penso che questo genere (così come il contemporaneo) sia pian piano uscito dalla mia vita di lettrice e che se ci rientra lo fa solo per lasciarmi quasi sempre o indifferente, o piacevolmente intrattenuta. Non ho più i colpi di fulmine di una volta e la cosa mi intristisce perché il romance è stato per anni una copertina di Linus, un genere sicuro al quale potevo ricorrere quando ero 1. stanca, 2. triste, 3. svogliata, 4. in pieno blocco del lettore. In un modo o nell'altro è sempre stata una costante e ora  non lo è più. In questo caso la colpa penso sia tutta del mio errore di calcolo, ho letto Sensualissimo Incanto troppo vicino al suo predecessore e ho faticato a trovarci gli stessi elementi positivi. Non fa schifo, sia chiaro, solo non è stato un romance di quelli che rispondono totalmente ai miei standard di gradimento.
Non capisco se il problema è la struttura della narrazione così telegrafica e spoglia. La mia impressione iniziale è stata che in fase di traduzione ci siano stati dei tagli tattici di periodi considerati solo fronzoli inutili, perché anche gli inizi dei capitoli sono troppo bruschi, e non c'è una vera continuità o struttura standard nella narrazione. Non so, forse questo suo essere poco elegante ha contribuito ad una sensazione generale di distacco e freddezza, e se per un caso assurdo la versione originale e quella tradotta corrispondono in ogni singola parola, allora posso spiegarmi questo effetto con un - forse - voluto tentativo da parte della Chase di rispecchiare il carattere del protagonista con la struttura del romanzo. A me, quale che sia il caso, non è piaciuto e infatti ho spesso dovuto fare avanti e indietro perché pensavo di aver passato una pagina senza accorgermi.
E' un vero peccato perché i due protagonisti sono proprio del tipo che piace a me: lui scuro e brusco, con un carattere menefreghista e intelligente, lei altrettanto intelligente e con un carattere bello forte e indipendente senza cadere nel tranello della noiosa sotuttoio facciotuttoio, due personaggi proprio interessanti che sono rimasti un po' schiacciati da questa impressione di romanzo non rifinito, o di traduzione al sapore di tagli estremi.
La storia gira attorno a Clara Fairfax, la bellissima nobile che tutti vogliono sposare e che rifiuta tutte le proposte di matrimonio. Clara è flagellata dalla maledizione della sua bellezza: la gente non vede niente al di là del suo viso, del portamento, delle forme proporzionate, di sicuro non vedono la sua intelligenza e la sua frustrazione nell'essere sempre castrata in ogni cosa. In preda ad una crisi di nervi ben camuffata, Clara decide di rendersi utile se non al mondo, almeno ad una persona, e accetta la richiesta di una delle ragazze che lavorano come modiste di aiutarla a cercare il fratello, ormai sparito da giorni e forse diventato parte di un gruppo di piccoli criminali. Clara decide di rivolgersi ad un avvocato famoso per accettare casi difficili e di difendere i poveri in processi che spesso lo vedono vincitore. Questo avvocato è Oliver Radford, detto Raven per il suo aspetto rapace: occhi scuri e profondi, naso importante e capelli neri e lucidi come le piume di un corvo. Raven è un uomo più intelligente della media e allergico alle convenzioni sociali inutili, non ha pazienza per le sciocchezze e se ne frega se la società lo odia o lo evita come la peste, in sostanza Raven vive per il suo lavoro ed è contentissimo così come sta. L'arrivo di Clara nella sua vita rovina questo meraviglioso equilibrio e lo obbliga a seguire certe regole di etichetta per evitare che Clara comprometta la sua reputazione, o che lui si rovini la carriera perché ha maltrattato la giovane Lady. I due si pizzicano dal primo secondo, ma la cosa divertente è che sono sempre scontri ad armi pari e Raven si ritrova inevitabilmente intrigato da Clara, mentre lei rimane folgorata dall'aspetto e dal carattere di Oliver.
L'avventura che i due vivono insieme porta chiaramente ad un lieto fine, ma la cosa sorprendente del romanzo è stata la scelta della Chase di ribaltare le tempistiche tipiche del romance storico: molto prima della fine, i due si sposano e solo in quel momento, con la coppia formata, entra in scena il classico momento di pericolo con il cattivo che tenta di uccidere Raven. Di solito le cose sono invertite, mentre qua c'è questo twist narrativo che ha movimentato un poco la lettura.
Francamente non sono stata una grande fan della trama, mentre la parte romantica dell'innamoramento e dei bisticci è stata molto divertente e coinvolgente.
Ecco qui, non ho altro da dire, non penso ci siano enormi difetti o castronerie apocalittiche da criticare, ma allo stesso tempo non ho niente altro di positivo da aggiungere. Di certo la Chase ha la capacità di scrivere in un modo che non pesa al lettore e che ti fa progredire speditamente con la lettura anche quando non ti stai divertendo, e questo per me è un grosso pregio. Ora però prenderò una pausa tattica - e prevedibile - da questo genere, mentre credo proprio che proverò a leggermi un paio di romance contemporanei, visto che nel frattempo ho terminato un romanzo veramente pesante e ho bisogno di riportare il buon umore nella mia scatola cranica.

10 febbraio 2020

Loretta Chase
Una venere in velluto

Serie The Dressmakers 3
Titolo originale Vixen in velvet

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99

Leonie è la più giovane delle tre sorelle Noirot ed è rimasta da sola a occuparsi della loro casa di moda. È molto determinata e dimostra di avere uno spiccato senso degli affari. Ha già in mente la sua prossima mossa: per guadagnarsi una clientela invidiabile indosserà una creazione della Maison Noirot in occasione di una lettura di poesie a cui parteciperanno tutte le giovani del ton. Leonie però non immagina di divenire lei stessa oggetto di attenzioni proprio in quell'occasione, al centro di una scommessa con in palio non solo un quadro di Botticelli, ma anche il cuore dell'intrigante Simon Blair, quarto marchese di Lisburne...
Le ragazze che non mantenevano la testa sulle spalle quando un dio incrociava il loro cammino, solitamente finivano nei guai.


Commento
Ah, il potere salvifico del romance storico.
Ultimo romanzo del 2019, Una venere in velluto, scelto per pura disperazione nel tentativo - poi riuscito - di completare la Goodreads Challenge. Di solito con i romance storici vado sul sicuro, raramente mi becco una schifezza perché faccio un'accurata selezione iniziale, perciò se finisci nel mio Kindle ci sono ottime probabilità che la lettura mi abbia soddisfatta.
Di Loretta Chase ho letto due romanzi, il primo nel lontano 2011 e poi nel 2014, poi più nulla per il semplice fatto che ho smesso di acquistare romance in cartaceo, preferendo la più comoda versione in ebook. Per forza di cose molte uscite mi sono sfuggite, oppure ho smesso di controllarle, salvo poi fare sessioni di shopping violente per rimpinguare la sezione.
Una venere in velluto faceva parte di uno di quegli haul di ebook e ammetto di non essermi curata molto di recuperare i due titoli precedenti, forte dell'esperienza che ho maturato in anni di romance: la storia delle serie da leggere in ordine è giusto una fissazione, si può fare quello che si vuole e apprezzarle comunque. Quindi ho fatto così, ho scelto la trama che mi attirava di più e ho sfruttato la leggerezza del genere per completare la sfida, godendomi anche un romance storico fuffoloso che non leggevo da troppo tempo.
La protagonista è Leonie, l'ultima delle sorelle Noirot rimasta a gestire il negozio di abiti, una rossa molto ordinata che riesce a tenere vivi gli affari grazie alla sua etica del lavoro, alla loro abilità nel confezionare abiti di grande stile, e alla sua tecnica pubblicitaria non convenzionale. Leonie è convinta che l'unico modo per guadagnare clienti è che le signore della buona società si facciano vedere in giro con i suoi abiti, e male non fa se anche lei si trova casualmente nei luoghi prediletti dal ton sfoggiando uno dei loro abiti migliori. Leonie è intelligente, ma sa bene che ci vogliono discrezione, tatto e una buona dose di furbizia per rimanere imbattuta, così punta su una lady famosa in società per essere una giovane donna bruttarella e antipatica. L'obiettivo di Leonie è di vestirla da capo a piedi, renderla più popolare e farle guadagnare addirittura una proposta di matrimonio.
Nella sua crociata entra in scena il cugino della sua cliente, il marchese Lisburne, con il quale si imbatte davanti all'esposizione di un quadro. Leonie rimane subito abbagliata dal fascino del marchese, un uomo non solo molto bello ed elegante, ma dal carattere molto sciolto e frizzante. Scambiare battute con Lisburne è stimolante per la mente matematica di Leonie, lui la stuzzica, la prende in giro e i loro dialoghi sono stimolanti su tutti i fronti.
Simon è da poco tornato a Londra dopo anni passati all'estero e ha già cominciato ad annoiarsi. Girare per salotti o stare dietro all'amico poeta, novità della stagione e adorato da schiere di signorine, sono le uniche due attività che lo portano fuori di casa. Simon non è tipo da sopportare le infinite routine della società ma è bravo ad adattarsi a qualsiasi situazione, cavando il massimo da ogni evento. Mentre accompagna l'amico ad un giro del museo passa di fronte al suo Botticelli prestato alla mostra e si accorge di una giovane donna che lo fissa ammaliata. Nessuno presta attenzione al suo quadro tranne lei, e per Simon questo è già motivo di grande curiosità: tutto in lei lo interessa, la sua bellezza, la sua evidente mente brillante e il modo in cui riesce a sfruttare a suo vantaggio persino una rovinosa caduta. Da quel momento Leonie e Simon sono legati: lui non nasconde la sua attrazione ma la presenta con eleganza e dolcezza, offuscando il buon senso della ragazza a suon di nodi alla cravatta impeccabili, attenzione ai dettagli e ingegno. 
Il punto forte del romanzo è la semplicità della trama, tutto ruota attorno alla routine di Leonie, al suo progetto e alla nascita della relazione con Simon. Ogni extra si ricollega a questo, così che qualsiasi scena, qualsiasi tassello del romanzo diventano una parte della storia d'amore. Del resto questo è un romanzo d'amore, e i due protagonisti sono così vividi e ben caratterizzati che non si sente il bisogno di nessuna aggiunta che movimenti la narrazione. Persino i personaggi secondari riescono a far spiccare le doti comiche, drammatiche e di intrattenimento di Leonie e Simon e a farli muovere e interagire in momenti e situazioni diverse. La Chase è sicuramente molto abile a muoversi in questa struttura narrativa, la storia si sviluppa fluidamente senza tentennamenti, non si appoggia sul solito cattivo da smascherare, ma si limita a far vivere ai due protagonisti alcune avventure che li uniscono.
Pur facendo parte della collana Passione, ho trovato che questo romanzo non fosse particolarmente spinto e che le scene di sesso siano state ben contestualizzate e rese in modo molto coerente al genere. Certo c'è una discesa nel dettaglio che ha poco del pudico, ma rispetto ad altri titoli della collana qua siamo molto tirchi di dettagli. Lo stile è scorrevole, spigliato e si legge con facilità, mi è piaciuto tutto incluso il contorno, quindi probabilmente mi addentrerò nei meandri di Amazon per comprare i primi due titoli della serie, magari riesco a mantenere viva la mia vena romantica in questo oceano di acidità mista a sociopatia.

28 gennaio 2019

Tessa Dare
Duchessa per caso

Serie Spindle Cove 4
Titolo originale Any Duchess Will Do

Trama
Mondadori
ebook | € 3,99

La vita dissoluta di Griffin York, ottavo duca di Halford, è ormai una macchia indelebile nell'albero genealogico della sua famiglia. Condotto con l'inganno dalla madre nel Sussex, Griff scopre che la duchessa vuole trovare a ogni costo una donna di buona famiglia disposta a sposarlo. Fingendo di assecondarla, Griff sceglie Pauline Simms, cameriera di taverna e figlia di un agricoltore: il massimo della provocazione.
Sotto i panni di un'indomabile contadina si cela però un animo nobile. Il sogno di Pauline, infatti, è nientemeno che aprire una libreria. Determinata e sveglia, la ragazza getterà luci e ombre sul cuore di Griff, sprofondandolo nel gorgo della passione.


Quando era con Pauline, il mondo era davvero diverso. Lei lo obbligava a vedere la realtà con occhi nuovi. All'improvviso, la sua biblioteca diventava l'ottava meraviglia del mondo e 'capitelli corinzi' una nuova imprecazione. Attraversare in barca il Tamigi era un viaggio epico e un bacio...un bacio era tutto.
Commento
Chissà come mai non ho mai seguito questa autrice, né in italiano né in inglese. Per un caso, giusto perché mi hanno regalato due suoi romanzi, l'ho letta e ora mi sento di inserirla in quella lista di autrici di romance storico che rispolvero quando ho bisogno di una dose potente di roba buona. Negli anni i nomi si sono ridotti, quindi aggiungerne uno è per me fonte di grande gioia.
Duchessa per caso, quanto a trama, è uno di quei romanzi che normalmente passerebbe inosservato o che scarterei senza pensarci due volte. Non sono attirata da protagoniste povere e un po' grezze che magicamente vengono innalzate culturalmente e moralmente, neanche fossero dei diamanti grezzi nascosti nella polvere. Preferisco che ogni personaggio abbia il suo contesto e che si rimanga in quello per evitare acrobazie narrative per rendere tutto accettabile.
In questo romanzo la Dare non può fare altrimenti, ed è costretta ad usare parecchie acrobazie, però è tutto reso più che accettabile dal suo stile e dalla scelta di evitare prudentemente di calcare la mano sulle origini povere della protagonista.
Pauline è povera, non c'è scampo, è figlia di un contadino, lavora come serva o cameriera in una locanda ed è - giustamente - priva di raffinatezza e cultura. Non è una fetta di salame contadino, non è una buzzurra, è una persona discretamente intelligente nata in un contesto sociale poco fortunato. Per questo accusa parecchio la mancanza di prospettive, e non può fare a meno di sognare per sé qualcosa di più del servire ricche signore. Essendo povera, però, non si illude di poter avere un lieto fine e non si prende in giro riguardo la sua vita.
Il caso vuole, ovviamente, che un giorno si trovi al momento giusto nel posto giusto, diventando uno strumento nelle mani del Duca di Halford nella divertente guerra di volontà con la Duchessa madre. Griff è un uomo fatto e finito, con un passato da libertino dissoluto e una madre che lo vuole sposato a tutti i costi per procreare un erede per il ducato. Griff, però, a causa di un trauma tenuto segreto a tutti, famiglia e amici compresi, si è messo in testa di non volersi sposare e nemmeno di avere figli.
La madre, che è furba peggio del figlio, lo rapisce e lo porta in un villaggio famoso per essere meta di villeggiatura delle ragazze nubili di buona famiglia con l'intenzione di fargliene scegliere una da sposare. Per ripagare la madre, Griff sceglie Pauline, convinto che la duchessa molli il colpo, invece lei accetta la sfida di rendere la cameriera una duchessa perfetta. La situazione si complica, perché Griff, che può essersi ritirato dal mercato ma non è cieco, si ritrova subito attratto dalla giovane ragazza e dal suo spirito vivace e dalla sua mente brillante.
Inizia quindi un gioco di segreti e di sfide tra i tre giocatori: Griff, che vuole usare Pauline per fregare la madre, la duchessa che vuole trasformare Pauline per darla in moglie a Griff, e Pauline che accetta il piano perché Griff le ha promesso una cifra di denaro spropositata.
La trama, quindi, si riprende praticamente subito perché le scene hanno spazio per dialoghi frizzanti e divertenti, ma anche per un sacco di sensualità. In generale tutti e tre i personaggi sono piacevoli, non hanno tentennamenti nel loro sviluppo e non vengono tirati fino a diventare odiosi: Pauline ha un buon margine di miglioramento senza stravolgersi completamente, Griff non viene sbalzato da un estremo all'altro senza motivo ma passa da una fase all'altra in modo convincente, allo stesso modo la madre entra in scena quando serve davvero ma quando è fuori scena è sempre una presenza che permette alla storia di avere alcune scene. Insomma, tutti e tre promossi, anche se i due protagonisti sono molto piacevoli da leggere non sono indimenticabili.
Il romanzo ha una trama di quelle che piacciono a me, concentrata sui due protagonisti e su nient'altro e ha una buona dose di scene d'amore, un paio particolarmente esplicite. L'aspetto vincente, quello che batte qualsiasi elemento singolo positivo, è lo stile dell'autrice. Veloce, fluido, equilibrato e senza punti morti, proprio come piace a me. Con questo romanzo ho avuto la conferma che la Dare ha uno stile che mi prende parecchio, magari più della trama stessa, e che riesce a farmi appassionare a dei personaggi che normalmente non filerei di striscio.
Mi rendo conto che non ho detto granché del romanzo e che la recensione è piuttosto corta per i miei standard, ma negli ultimi mesi ho capito che i romance non hanno bisogno di commenti lunghi e che finché riesco a riassumere i miei pensieri senza ripetermi e la recensione ha una logica, allora sono a posto così. Compito del giorno: segnarmi gli altri titolo della serie da tenere in scorta per i momenti bui.

23 luglio 2018

Tessa Dare
Un cuore senza scandalo

Serie Spindle Cove 5
Titolo originale Do You Want to Start a Scandal?

Trama
I Romanzi Mondadori
pag. | € 5,50
Charlotte Highwood è una persona schietta, dal carattere solare, che sa ridere di se stessa. Da un po' di tempo deve però convivere con la triste fama di "Debuttante Disperata" e sembra essere diventata il bersaglio preferito delle riviste scandalistiche. I suoi sogni di libertà e indipendenza sono minacciati dai disastrosi progetti di accasarla della madre, ma nella sua vita compare Piers Brandon, marchese di Granville che, nel bel mezzo di un nuovo e assurdo equivoco, sconvolge tutti i suoi piani. Eppure non saranno soltanto gli intrighi del cuore ad animare una storia misteriosa dagli imprevedibili risvolti…
Le girava la testa. Il cuore le batteva così forte che sembrava sul punto di scoppiare. Nessuno l'aveva avvertita che sarebbe stato così.Si supponeva che l'amore ti facesse sentire bene, no? Non che ti terrorizzasse. Forse, dopotutto, non si trattava di amore ma di malaria.

Commento
Da quando ho il Kindle e ho scoperto il piacere di scaricare abbestia romance storici da Amazon ho smesso di acquistare i cartacei. Sul serio, non ne compro più, solo e sempre ebook.
Al RARE di Roma, però, ho fatto la coda da Tessa Dare per un'amica, e solo quando è arrivato il suo turno ho scoperto che regalava due titoli in italiano. Ovviamente li ho presi entrambi e me li sono portati a casa con un bel autografo.
Ho resistito il tempo di finire quello che avevo in lettura e sono subito partita con Un cuore senza scandalo. A parte la perplessità di fronte al titolo, che mi sembra privo di senso, il romanzo è la quintessenza di romance storico che, a dispetto delle mie convinzioni e dei miei timori, ha saputo anche ridimensionare il mio rifiuto di fronte a trame dove compare come un fungo la parola spia.
La trama gira attorno al personaggio di Charlotte, una giovane che si è vista appioppare la nomea di debuttante disperata a causa dei tentativi sfacciati e grossolani della madre di accasarla con vari partiti più o meno ricchi. Charlotte purtroppo non può fare niente per redimersi agli occhi della società, l'etichetta le è stata appiccicata addosso e qualsiasi cosa faccia sembra solo confermare la sua dubbia reputazione. La verità è che Charlotte non è per niente interessata ad accaparrarsi un marito ricco, vuole semplicemente partire con la sua migliore amica per un Grand Tour e magari scoprire che al suo ritorno il ton inglese si è scordato di lei.
Proprio a causa della sua nomea, però, deve convincere i genitori dell'amica di essere una brava ragazza, non una poco di buono, e per farlo deve arginare l'ultimo progetto matrimoniale della madre: sposarla al marchese di Granville. 
Come si può immaginare, essendo questo un romance l'autrice ha giocato in modo esplicito con i personaggi, divertendosi un sacco a metterli in situazioni compromettenti. Charlotte, che è una ragazza sveglia ma non troppo, decide di avvicinare il marchese in tutta segretezza quando lui si allontana, rischiando di essere scoperta sola in compagnia di un uomo. Il suo scopo è avvisarlo delle mire della madre, prepararlo ad una serie di battute e situazioni imbarazzanti in modo che possa trovare il modo di liberarsi dall'impaccio. Quello che Charlotte non ha previsto è che Granville è un uomo di cervello, oltre che di sangue blu. Piers è una spia al servizio della Corona e si trova da solo nello studio perché è alla ricerca di materiale per la sua missione, quando si trova di fronte una ragazza sfacciata ma divertente non può fare a meno di giocare con lei, prenderla un po' in giro e lasciarsi incuriosire dal labirintico discorso di Charlotte. Tutto procede bene finché qualcuno entra nello studio e i due si devono nascondere per non farsi vedere, convinti di riuscire ad evitare il disastro. Disastro che puntualmente arriverà e sarà al centro delle dinamiche di coppia.
Appena Piers si rende conto che Charlotte è compromessa, approfitta della situazione perché dopotutto l'idea di sposare una giovane attraente e spumeggiante mentre continua le sue indagini non è poi così drammatica. Charlotte e Piers hanno, nel romanzo, una strana libertà. I due si incontrano tranquillamente da soli, hanno tutto il tempo del mondo per fare di tutto, dal dialogo alla ricerca in giardino a ore di sesso, dal punto di vista della credibilità il romanzo è un po' instabile, però la storia gode di questa licenza per diventare un insieme di scene divertenti, spiritose, avventurose e sensuali a livelli quasi incredibili.
Tutto, come si può supporre, si chiude con un lieto fine che supera non solo i momenti di crisi di coppia ma persino epiche cadute da cavallo, avvelenamenti casuali, incendi dolosi e reputazioni distrutte. L'insieme, con uno stile diverso da quello della Dare, avrebbe potuto risultare pesante ed esagerato, ma il romanzo funziona perché l'autrice non si sofferma troppo sulle complicazioni delle varie scene: ad esempio il fatto che Piers sia una spia non diventa un'ossessione, non gira tutto attorno a questo e quegli elementi di mistero inseriti nella trama sono poco invasivi; stesso discorso per la convinzione di Charlotte a non sposare Piers, svanisce quando il sentimento e il buon senso diventano troppo forti da ignorare.
Attribuisco la riuscita del romanzo allo stile della Dare che è assolutamente gradevole, con un ritmo veloce ma per niente impegnativo, ricco di ironia e di dialoghi frizzanti, persino le scene d'amore sono dettagliate ma non esagerate, c'è una sensualità contenuta ma evidente che completa bene lo sviluppo della storia d'amore.
Tutto sommato, non avendo mai letto nulla della Dare e non avendo nemmeno in programma di farlo, sono piacevolmente sorpresa da quanto il romanzo mi è piaciuto. Avere pronto un altro titolo di questa autrice mi ha messo di buon umore e mi ha rimessa in contatto con il piacere di leggere un romance storico su carta, come ai vecchi tempi.

3 maggio 2018

Mary Balogh
Sposa per contratto

Titolo originale The temporary wife

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 3,99
Miss Charity Duncan non si fa illusioni sulla proposta di matrimonio di lord Anthony Earheart, marchese di Staunton. L'arrogante aristocratico è stato fin troppo chiaro su cosa voglia da lei: una moglie che, con la propria inadeguatezza, mandi in collera l'odiato padre e che poi esca per sempre dalla sua vita. In cambio, la famiglia di Charity riceverà il denaro di cui ha un disperato bisogno. 
Sfortunatamente, dopo aver accettato di prendere parte a quella farsa, Charity scopre di essersi innamorata di Anthony, e si rende conto che spezzare i voti matrimoniali potrebbe spezzarle anche il cuore.






Commento
Fino al 28 Aprile era da più di venti giorni che non leggevo.
Va bene, di mezzo ho avuto matrimonio e viaggio di nozze, ma persino così per me è un evento che non ha precedenti. Mi sono portata il Kindle convinta di passare le 24 ore totali di aereo leggendo, invece non l'ho mai tirato fuori dallo zaino e si è pure scaricato. Non avevo nemmeno chissà quale trattato filosofico in lettura, eppure non c'è stato un solo minuto in cui abbia pensato ora lo prendo e leggo. Mi sono fritta la vista guardando i film (praticamente tutti gli Star Wars) ma non per la lettura.
Ora che sono rientrata alla normalità ho finito il libro che avevo in sospeso e sono rimasta piacevolmente stupida nel notare che mi ricordavo buona parte della trama, nonostante io abbia una memoria che è un colabrodo e dimentichi quello che leggo con una velocità allarmante.
Sposa per contratto è stato uno degli ebook presi alla cieca per rimpolpare la scorta romance storico che ormai si sta pericolosamente assottigliando. Del resto con la Balogh non ho mai avuto grossi problemi, e così mi sono buttata su questo titolo anche per rilassarmi dallo stress indotto dagli eventi matrimoniali. Al momento della partenza ero al 80%, percentuale raggiunta nel giro di un paio di giorni quindi direi che la lettura mi aveva decisamente appassionata.
Ora, non ho idea dell'anno di pubblicazione, quello che so però, è che lo stile mi ricorda un tipo di romance vecchiotto, formale, con scelte lessicali che si adattano perfettamente al genere ma ben poco al romanticismo che cerco. Anche se il tono del romanzo - che può benissimo essere risultato della traduzione - mi aveva un po' ammosciata, ho trovato che il contenuto ha invece creato un contrasto piuttosto interessante: i due personaggi bombano praticamente subito, senza troppe pippe mentali e soprattutto in circostanze che di romantico non avevano niente.
Devo dire che questa cosa mi ha sorpresa in senso positivo, visto che di solito la scena di sesso è sempre preceduta o seguita dallo sviluppo dei sentimenti, mentre qui c'è una sorta di calcolo ponderato dei fattori: siamo sposati, ci va di farlo, facciamolo anche se non ci amiamo.
Ecco, proprio per questo l'intera costruzione della storia e della relazione tra Charity e Anthony è fin da subito stuzzicante: lui praticamente la assume per essere sua moglie, e se la sposa pure, e lei accetta perché è realistica e sa bene che il mantenimento in quanto moglie la aiuterà a mantenere pure la sua famiglia indigente. Naturalmente, tra i due c'è sempre una sorta di squilibrio: lei è la parte sensibile, nonostante la praticità, che cerca il buono in tutti, mentre lui è il muro di ferro razionale e congelato, ma con un minimo di elasticità che gli permette di cambiare seguendo la storia.
I due personaggi mi sono piaciuti abbastanza, li ho trovati interessanti e piacevoli da leggere, e nessuno dei due ha compiuto il solito errore sciocco che rovina la lettura. La trama, del resto, è leggera e poco impegnativa, quindi c'è ampio margine perché i sentimenti si sviluppino senza scossoni e perché anche la storia arrivi ad una conclusione coerente. Certo, ci sono dei momenti in cui la melassa scorreva tra le pagine, ma del resto è un romance e un po' di sano buonismo melenso è da aspettarselo.
Della Balogh ho letto molto di meglio, se devo essere proprio sincera, ma ho avuto anche la sfortuna di leggere storie nettamente inferiori e noiose, mentre Sposa per contratto mi è sembrato tutto sommato scorrevole e avvincente nella giusta proporzione, non eccessivamente romantico ma pur sempre fedele al genere. Come valvola di sfogo di decompressione ha funzionato alla grande, quindi di sicuro non posso che promuoverlo.

29 marzo 2018

Mary Balogh
Il Conte di Beaconswood

Serie Sullivan 1
Titolo originale Courting Julia

Trama
I Romanzi Mondadori
Julia Maynard non avrebbe mai creduto di diventare un giorno il miglior partito in società. I corteggiatori della sua eredità si sono moltiplicati come mosche sul miele e ora lei non deve fare altro che scegliere chi sposare: il caro Augustus, il gentile Malcolm o il fedele Lesley?

A tentarla però è il superbo e sensuale Frederick, il cui sguardo, fascino e abilità in materia d'amore non smettono di tormentarla. Ma potrà lei davvero diventare la moglie dell'arrogante conte di Beaconswood?








Commento
Siccome sto tentando di fare le pulizie di primavera dei romance, ho deciso di leggere e poi riciclare la maggior parte dei romanzi da edicola che ho accumulato nel corso degli anni.
Ecco, questo è un pezzo d'antiquariato. Datato in edizione originale 1993 e 2004 in quella italiana porta con sé tutta la polvere e il vecchiume delle vecchie traduzioni. Per carità, non sto dicendo che il romanzo di per sé faccia schifo (anche se il voto la dice lunga), ma che si sente la mano pesantissima dell'editing, tanto che ho pure pensato che nel romanzo fossero stati fatti dei tagli consistenti. Il problema vero, però, è stata la scelta lessicale antiquata ed infelice che in alcuni casi mi ha proprio fatto venire la pelle d'oca.
Faccio un esempio, non ho la certezza assoluta perché non possiedo l'edizione originale, ma ho letto abbastanza romance in lingua da immaginare quale parola la Balogh avesse infilato nel testo.
Ravish, che nella sua forma arcaica ha il significato letterale di violentare, stuprare, saccheggiare, può anche avere un significato più moderato e consono al contesto del romanzo: forzare, conquistare, prendere con la forza ma anche sedurre, incantare, affascinare...insomma c'è l'imbarazzo della scelta ma la versione più diffusa nei romance è sedurre. In questo, pare, il traduttore (femmina o maschio che sia, non ho guardato) ha deciso che la versione corretta fosse stuprare perciò mi sono dovuta cuccare dei dialoghi tra i due personaggi in cui il disagio è salito a vette mai esplorate.
Lei: cos'hai intenzione di fare? STUPRARMI?
Lui: come vai in giro vestita, vuoi essere STUPRATA?
E' chiaro che un dialogo del genere ha ucciso qualsiasi forma di romanticismo suscitato dalla trama, perché una parola con un significato così pesante non ha spazio in una storia d'amore pudica e oldstyle. Cioè, va bene che è degli anni '90 ma faccio fatica a immaginare la Balogh che batte furiosamente RAPE durante la stesura del romanzo. Evoca un'immagine abbastanza grottesca.
Comunque, a parte l'assenza di romanticismo lessicale, il romanzo stesso non è stato particolarmente appassionante. All'inizio la trama mi era sembrata divertente, frivoletta al punto giusto, e i due protagonisti discretamente ben modellati, poi sono iniziate le prime scene di amore/odio e i dialoghi agghiaccianti e io ho deciso che era un no. Il personaggio maschile si salva al pelo giusto perché il Conte tutto d'un pezzo e un po' brusco ha sempre il suo fascino, ma gli aspetti positivi finiscono qui perché non c'è moderazione: è troppo acido, troppo rigido, e non c'è armonia con il personaggio femminile perché anche lei non va bene.
Julia era partita benissimo ma è degenerata in fretta: da nipote acquisita che si ritrova con niente, diventa una maschiaccia che urla e corre e ruzzola come un cane e si incazza pure se il Conte la riprende per la sua condotta. Se sei una bestia cosa ti aspetti che dicano? Smetti di rotolarti nel fango che sei cresciuta e donna fatta e finita e comportati come Dio comanda. Non credo ci sia bisogno di dire che Julia mi è stata antipatica per buona parte del romanzo, soprattutto perché è talmente sfacciata che non si capisce perché. Un momento fa la ritrosa inacidita e quello dopo si sdraia a terra a gambe aperte immaginando qualsiasi atto sessuale possibile pur essendo vergine. Io non so, o mancano dei pezzi, oppure la Balogh era veramente in un mood particolare.
In ogni caso non ho intenzione di tenere il romanzo, me ne libero senza rancore o sensi di colpa e mi butto su altro, sono in una fase macina romance piuttosto intensa (per lo stress, forse) e vorrei leggerne uno carino prima che si esaurisca.

11 settembre 2017

Jill Shalvis
Tu sei per me

Serie Animal Magnetism 1
Titolo originale Animal Magnetism 

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 3,99
Un piccolo incidente, un'anatra, due cagnolini, un pingue maialino vietnamita: sono questi gli ingredienti che fanno esplodere l'attrazione fra Lilah Young e Brady Miller. Brady ha fatto ritorno a Sunshine per una breve visita a Dell e Adam, come fratelli per lui, e si è lasciato convincere a rimanere, anche se possiede lo spirito indomito dell'ex militare che non sa fare i conti con i propri sentimenti.
Lilah sta ultimando un corso online in scienze animali e non si è mai spostata dall'amena cittadina dove vive e dove sorge il centro veterinario di Belle Haven: un vero e proprio paradiso per uomini e animali. Chimica, attrazione e magnetismo completano la formula della loro imprevedibile passione.





Commento
Pausa romance, pausa ebook pescato a caso.
No, devo essere sincera. Stavo cercando un ebook in particolare, convinta di averlo nel Kindle, ma non l'ho trovato. Allora ho fatto scorrere le pagine un po' depressa, e ho aperto il primo titolo di una serie a caso, senza pensare troppo alla trama.
Normalmente quando prendo un romance sono molto attenta alla trama, al tipo di storia e all'autrice, però ultimamente mi sembra di non essere più al passo con le novità e non ho nemmeno molta voglia di perdermi dietro alla ricerca di un romance che risponda alle mie specifiche preferenze.
Insomma, li prendo a caso, ecco.
La Shalvis normalmente è un'autrice sicura, e anche in questo caso non c'è molto di cui mi possa lamentare. La storia è divertente e carina, i personaggi sono interessanti e/o sexy, ci sono buone basi per un seguito e i dialoghi sono belli vivaci, quello che un po' ha sgonfiato l'entusiasmo di leggere romance è che questo è chiaramente un romanzo dedicato a chi ama alla follia gli animali.
Ora, io amo gli animali, solo non ne sono ossessionata (vedere quelli che si fanno leccare in faccia dal cane mi fa salire il vomito, per intenderci) e non subisco il fascino di tutti quei romanzi con animali come protagonisti. Anzi, a dirla tutta proprio non li sopporto.
Un romance pieno di bestie, insomma, non mi attira per niente. Poco importa che tutto il resto sia bello - o almeno decente - finché c'è l'eroe che parla con un cagnetto o la protagonista ha più animali dell'Arca di Noè, io dopo un po' mi annoio.
Quindi, ecco, la quantità di animali presenti è l'unico difetto - se così si può definire -, perché per il resto è tutto perfettamente in linea con il genere e con lo stile dell'autrice.
E' anche vero che non mi ha lasciato granché, quindi non so se proseguirò con i seguiti (se ci saranno), però tutto dipende dalla trama. Posso solo dire che ha svolto il suo compito senza infamia e senza lode, perciò posso dirmi soddisfatta. Volevo un romance (a caso), e ho avuto esattamente questo.

4 settembre 2017

Julia Quinn
Una serata davvero speciale

Serie Smythe - Smith 2
Titolo originale A Night like this

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 3,99
Anne Wynter non è quello che dice di essere. Un tremendo segreto l’ha costretta a cambiare nome, allontanarsi da casa e diventare l’istitutrice di tre giovani lady per sopravvivere.
Un impiego di certo molto movimentato: nella stessa serata si ritrova a suonare il piano di fronte a una sala gremita, a nascondersi in un ripostiglio e a curare le ferite dell’attraente e scandaloso conte di Winstead.
Dopo anni passati a eludere le attenzioni maschili, quest’uomo è per Anne una tentazione irresistibile, ed è sempre più difficile convincersi che non possa esserci un futuro d’amore per loro.
Finché il passato non torna a minacciare entrambi, e a rimescolare tutte le carte.




Commento
Oh Julia, sei tanto brava anche quando mi annoi ma proprio non posso regalarti il voto.
Memore della bella lettura del terzo romanzo della serie Smythe - Smith, mi sono buttata quasi subito sul secondo - perché ultimamente mi piace leggere le serie al contrario - ma non ho avuto la stessa fortuna.
In realtà non c'è niente che non vada in Una serata davvero speciale. Né la trama, né lo stile, nemmeno i personaggi. E' tutto carino, tutto preciso e pulito, perfettamente integrato e scorrevole ma ad un certo punto ho smesso di sentirmi coinvolta.
La noia, purtroppo, è il nemico numero uno della lettura. L'indifferenza verso lo sviluppo di una storia rende impossibile apprezzare tutto quello che di ben fatto c'è nel libro e ti fa rallentare terribilmente fino ad arrivare alla fine sfinita e - appunto - annoiata.
Una serata davvero speciale non è neanche lontanamente divertente e ritmato come il seguito ed è stato questo più di tutto a deludermi: la Quinn mi ha sempre abituata a romanzi che sanno farti ridere, ti intrattengono e ti rilassano perché non pretendono troppo. Il romanticismo ironico, quello sbarazzino che tanto sa riprodurre, qui è tristemente relegato alla prima parte del romanzo e poi succede il dramma. La Quinn è caduta nel dramma, nell'ostacolo del cattivo, del rapimento, del pericolo, insomma ha destinato un quarto del romanzo al problema.
Il nemico che rapisce la donzella, lei che rischia la vita, fughe rocambolesce nella campagna inglese, duelli, ancora rapimenti, insomma basta! A me queste cose piacciono in piccole dosi e mai in chiusura di romanzo altrimenti l'unica cosa che penso è quando finisce questa solfa?
Ecco, purtroppo è stato il leitmotif dell'ultima parte della storia il non vedere l'ora di leggere l'ultima riga dell'ultimo capitolo anche se l'inizio è stato carino.
Daniel e Anne sono personaggi ben fatti e piacevoli e tutti i personaggi secondari sono adorabili, ma non basta per rendere tutto speciale. Persino l'idea di base del conte che si innamora dell'istitutrice è interessante ma viene tirata per le lunghe e dopo un po' perde di mordente.
Insomma, Una serata davvero speciale è un romance storico carino ma nulla di più, non brutto, non banale, ma carino. Considerando che avevo bisogno di qualcosa di diverso, non ho potuto che rimanere delusa, ma questo non vuol dire che sia un pessimo romanzo. E poi ormai sono affezionata alla Julia, anche quando è un meh.

17 luglio 2017

Julia Quinn
Quella volta a Londra

Serie Bevelstoke 2
Titolo originale What Happens in London

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 3,99
Lady Olivia Bevelstoke ha saputo che il suo nuovo, affascinante vicino potrebbe aver ucciso la fidanzata e, determinata a scoprire la verità, decide di spiarlo. Sir Harry Valentine lavora per il ministero della Guerra traducendo documenti di importanza vitale per la nazione.
Quando si accorge della splendida bionda che lo osserva di nascosto, dapprima si allarma, poi viene a sapere che potrebbe trattarsi della fidanzata di un principe russo sospettato di tramare contro l'Inghilterra. Riceve quindi l'ordine di indagare su entrambi: un incarico che ben presto si tramuta in piacere, poiché Olivia gli sta conquistando il cuore. E quando un grave pericolo incomberà su di lei, Harry dovrà ricorrere a tutta la sua abilità per proteggerla...





Commento
Quando un romance ti traumatizza, è meglio buttarsi su un altro romance ma, questa volta, di qualità. Un po' come quando dicono che se cadi da cavallo devi subito risalire in sella. Uguale.
Io, reduce da un mappazzone noiosissimo che di romantico aveva poco, ho pescato un romanzo a caso - letteralmente a caso - in quella che sta diventando la scorta della disperazione. Caso ha voluto che, ancora una volta, il romance storico di Julia Quinn venisse in mio soccorso.
Quella volta a Londra è una storia romantica e divertente che si intreccia con la serie Smythe-Smith e nel quale ritroviamo alcuni personaggi già noti.
Avendo letto le due serie a casaccio, conoscevo già la coppia Olivia/Harry ma non ero riuscita a farmi un'idea né del carattere dei due, né delle circostanze nelle quali si sono messi insieme.
Essendo una grandissima fan dei romance storici senza azione e privi di qualsivoglia forma di pericolo, intrigo, spionaggio eccetera sono stata molto felice di aver scelto un titolo che di questi elementi ha pochissimo e usati solo per dare profondità al passato dei personaggi e perché regalano un pizzico di brivido che - per fortuna - viene risolto in fretta.
Harry Valentine è un dipendente del Ministero della Guerra inglese, ormai congedato dal fronte dopo le guerre napoleoniche, ed è stato assunto come traduttore di documenti dal russo grazie alla sua approfondita conoscenza della lingua, forte di una nonna russa che lo ha cresciuto parlando solo la sua lingua. Harry è piuttosto soddisfatto della sua situazione, ha una bella casa a Londra, trascorre le sue giornate lavorando, e può riprendere in mano la quotidianità della gestione familiare, anche se ormai sono rimasti solo lui e il fratello minore.
Anche se Harry è un uomo tranquillo, razionale e senza vizi, le voci sulla sua reputazione nella buona società di Londra non si sprecano. Tra le giovani in cerca di marito corre voce che Harry abbia assassinato la fidanzata, anche se lui fidanzato non lo è stato mai, e la giovane Olivia Bevelstoke - sua dirimpettaia - da una parte non crede alle voci e dall'altra preferisce spiarlo per scoprire se ha qualche scheletro nell'armadio.
Per un'intera settimana Oliva siede alla sua finestra e spia Harry nel suo studio, convinta di passare inosservata e di riuscire a raggiungere un verdetto sulla sua presunta colpevolezza. Harry, d'altra parte, che in guerra ha svolto anche compiti di spionaggio, scopre che la sua vicina lo sta spiando già al primo giorno ma decide di fare finta di niente, un po' perché è curioso di scoprire cosa farà, un po' perché questa svolta rompe una routine che lo annoia.
Ma quando si trova di fronte la giovane e bellissima Olivia, decide di affrontarla e prenderla un po' in giro lanciandole frecciatine che lei capisce subito, sentendosi messa alle strette si trasforma in una snob maleducata e cerca di risolvere la questione evitando il povero Harry.
La parte divertente di questo romance è questa: i dialoghi, le battute, le scene divertenti (quella in cui Sebastian legge ad alta voce nel salotto è esilarante - gli incroci di personaggi e la gara tra Harry e il Principe russo per prenotarsi le attenzioni di Olivia, persino il breve risvolto del rapimento ha avuto un effetto positivo. Mi è piaciuto proprio tutto, mi ha rilassata e mi ha divertita e ha anche soddisfatto il mio bisogno fisiologico e compulsivo di romanticismo casto e divertente.
Purtroppo credo che questo fosse anche l'ultimo romanzo della Quinn che avevo in scorta, quindi adesso la situazione è critica. Spero solo che lo sghiribizzo romantico mi torni tra un po'. Un bel po'.

6 marzo 2017

Julia Quinn
Un bacio dopo l'altro

Quartetto Smythe-Smith 3
Titolo originale The sum of all kisses

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 3,99
Sarah Pleinsworth non può perdonare Hugh Prentice per aver ingaggiato tre anni prima quell'incosciente duello che ha quasi distrutto la sua famiglia, costringendo suo cugino alla fuga. Davvero non riesce a perdonarlo, anche se lui, brillante matematico, è rimasto gravemente ferito a una gamba, e ormai non nutre più alcuna speranza di corteggiare una donna come lei.
Meno che mai di sposarla. Hugh, da parte sua, a stento tollera i toni melodrammatici di Sarah. Ma quando i due sono costretti a trascorrere una settimana insieme, scoprono la piacevolezza di baci inaspettati: uno, due, cento, mille… Lui perderà il conto in preda alla passione e lei rimarrà finalmente senza parole.





Commento
Per più di un anno non ho sentito la necessità di comprare qualcosa tra i numerosi titoli usciti nelle collane di romance, e non perché non ci fossero proposte interessanti, ma semplicemente ero troppo presa dagli altri generi che ho letto e che hanno monopolizzato le mie letture.
Eppure qualche giorno fa mi è venuta una voglia pazzesca di un classico romance storico, un Julia Quinn - appunto - o una Ghurke, una Kleypas, insomma un romance sicuro e piacevole, qualcosa che soddisfacesse la mia particolare voglia senza deludermi.
Ho spulciato un po' su Amazon e ho deciso di buttarmi su uno degli ultimi titoli della Quinn, perché con lei non si sbaglia mai e, in effetti, ho trovato Un bacio dopo l'altro davvero delizioso.
Quando si tratta di romance storici sono piuttosto selettiva: evito trame troppo drammatiche, oppure quelle di spionaggio, con omicidi, con rapimenti, con questioni troppo serie che deviano drasticamente l'attenzione dalla storia d'amore al problema da risolvere. Sono difficile anche sui personaggi, sulle circostanze e sullo svolgimento. La verità è che ne ho letti davvero troppi, tutti diversi, e ormai ho stabilito alcuni standard che devono essere rispettati se voglio prendere in considerazione un romanzo.
Prima di tutto la trama deve essere semplice, con qualche ostacolo ma niente di impossibile o assurdo, e Un bacio dopo l'altro rispetta ampiamente questo punto: i due personaggi devono superare alcuni problemi che rimangono in secondo piano. 
Poi la protagonista femminile non deve essere una donna navigata, meglio se è una specie di zitella, innocente ma non troppo ingenua, abbastanza indipendente senza essere una di quelle donne all'avanguardia che mi irritano più che incuriosirmi, il bonus è l'autoironia, l'umiltà e la capacità di ammettere di essere nel torto: Sarah è proprio così, anche se non è perfetta è un personaggio piacevolissimo che non innervosisce o irrita la lettura. Come protagonista femminile è equilibrata e coerente, cosa che temevo di non trovare.
Con il protagonista maschile sono ancora più selettiva: i libertini mi vanno bene ma a piccole dosi, invece i personaggi che hanno una storia e, soprattutto, un carattere forte mi attirano molto di più. Se ci aggiungiamo un lieve difetto fisico allora direi che ci siamo.
Quindi, ricapitolando, i protagonisti mi sono piaciuti, la storia anche e lo stile è 100% Julia Quinn: grandi dialoghi, divertimento, ironia e una sensualità che non supera mai un certo limite, come a dire questa è una storia d'amore, non di sesso.
Sicuramente, visto com'è andata con Un bacio dopo l'altro, mi procurerò gli altri titoli di questa serie e terrò d'occhio le novità della Quinn perché una piccola dose d'amoreh romantico ogni tanto fa bene al mio cuoricino arido.

9 febbraio 2017

Rachel Gibson
In amore solo guai

Serie Chinooks Hockey Team 5
Titolo originale Nothing but trouble

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 3,99
La carriera di attrice di Chelsea Ross è stata un completo disastro. Eppure è convinta che abbandonare Hollywood per diventare l'assistente personale di un famoso giocatore di hockey non sarà una grande svolta nella sua vita.
Tanto meno se si tratta di Mark Bressler, star sulla via del tramonto a causa di un grave incidente, e che per di più mal tollera quella bambola dai capelli biondi con sfumature rosa che la dirigenza dei Seattle Chinooks gli ha affibbiato. Eppure…Chelsea può anche cercare di essere paziente nei confronti di Mark, ma come può resistere ai suoi bicipiti? Come può sottrarsi a tutti i suoi insaziabili capricci?






Commento
Non so se è una cosa che capita solo a me, ma quando sento il bisogno di leggere un romance e non ho in mente nessun titolo in particolare, finisco sempre per scegliere a caso e a trovare romanzi che sono ok ma che non soddisfano per niente la mia smania.
Il che è controproducente su entrambi i fronti: per me, perché mi innervosisco e continuo a cercare altro, e per il romanzo perché subisce parte della mia frustrazione e non guadagna un bel voto.
Poi, vabé, io sono recidiva nei miei errori e ogni santa volta non imparo la lezione. Perciò la colpa è mia, in buona parte, se In amore solo guai è scivolato via senza infamia e senza lode.
Avevo letto i primi titoli della serie Chinooks e mi erano piaciuti, così ho deciso di riprendere da questo e assecondare la mia voglia di rosa sperando che lo sport romance riuscisse a intrattenermi in quei trenta minuti di veglia prima del coma profondo.
In amore solo guai è la storia di Chelsea Ross, sorella gemella di Piccolo Pit, attrice poco fortunata, super maggiorata e orgogliosa indossatrice di vestiti sgargianti e orrendi. Per quanto ci provi, Chelsea non riesce a sfondare nel mondo del cinema e secondo lei la colpa è delle sue forme: il suo seno generoso la relega sempre nel ruolo della bella prosperosa e sciocca, e la esclude da ogni altro ruolo impegnativo. Il suo obiettivo, ora che è senza ingaggi e vive con la sorella, è trovare un lavoro che le permetta di farsi l'operazione di riduzione al seno, e poi tornare a Los Angeles per trovare un ruolo vero che la lanci nell'olimpo degli attori. Grazie alla sorella, il lavoro che riesce a trovare è quello che nessuno vuole: fare da assistente a Mark Bressler, ex capitano dei Chinooks, reduce da un indicente d'auto che lo ha costretto a ritirarsi dall'hockey. Mark fa scappare tutte le infermiere e le assistenti per colpa del suo brutto carattere, ma Chelsea tiene duro perché la compagnia, per invogliarla a sopportarlo, le promette un bonus di diecimila dollari.
Mark è mezzo sciancato, dolorante e incazzato, quasi sempre imbottito di medicine e inacidito dalla consapevolezza che la squadra ha vinto la coppa per cui li ha lavorato tanto, proprio senza di lui.
Ma, perché nei romance c'è sempre un ma, è anche il classico eroe ferito, l'alfa bisognoso di attenzioni che resuscita la crocerossina che è in noi: può brontolare quanto vuole, emana talmente tanto testosterone che Chelsea non se ne accorge nemmeno.
La prima parte del romanzo - diciamo fino a quando non concludono - è spassona, è divertente, è ricca di dialoghi e di scene che intrattengono, ma appena la coppia si forma e la Gibson gioca la solita carta del misunderstanding cala la noia più totale. La prevedibilità è un bene, ma quando è ridotta alle ultime pagine e tutto viene sbrigato velocemente diventa solo un peso che frena la lettura.
Altro elemento poco riuscito sono le scene d'amore: mai letto un romance con scene di sesso più noiose di queste. Sono state tagliate? Sono state censurate? Persino la Balogh descrive di più, e lei è già piuttosto casta! Insomma, mi aspettavo qualcosa di meglio oltre alla solita - e per me disgustosa - scena di sesso con tanto di champagne versato addosso.
Diciamo che l'entusiasmo della prima metà muore di una morte lenta ed inesorabile man mano che ci si avvicina alla fine: l'energia delle prime pagine svanisce, il divertimento viene sostituito da un romanticismo stucchevole e da manuale, e il lieto fine sembra tagliuzzato e smembrato.
Certo, è pur sempre un romance ed è pur sempre in linea con gli stereotipi del suo genere, però a volte mi sembra che si sbilanci perdendo l'equilibrio: diverte troppo, ma coinvolge poco. Di sicuro terrò la Gibson nell'elenco delle autrici da rispolverare quando ho toccato il fondo per tutte le altre che adoro. Non c'è mai abbastanza sport romance, quindi c'è poco da fare la schizzinosa, me la tengo buona e mi faccio andare bene anche quello che mi annoia.

5 gennaio 2017

Julia Quinn
Quello che amo di te

Serie Bevelstoke 3
Titolo originale Ten things I love about you

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 3,99
Annabel Winslow è a Londra per la Stagione, alla ricerca di un marito ricco per salvare la famiglia dai guai economici. La sua bellezza attira l'attempato conte di Newbury, il quale desidera un erede per estromettere dalla successione l'odiato nipote Sebastian Grey.
Ma quando Annabel e Sebastian si conoscono fortuitamente, ritrovandosi subito presi in un bacio appassionato, tutto si complica. Lei è ormai rassegnata a sposare Newbury, pur detestandolo, perché rappresenta la sicurezza economica. E ovviamente si sente molto più attratta dal giovane Sebastian. Cosa potrà aiutarla ad arrivare a una decisione?







Commento
Finalmente un romanzo storico bello. Finalmente un romance che mi ha presa dalla prima all'ultima pagina, finalmente un romance di Julia Quinn scritto con lo stile di Julia Quinn e con una trama bella, divertente, coinvolgente e personaggi ben fatti, ben accoppiati e interessanti.
Finalmente, santo cielo.
Ci ho messo un po' ma alla fine sono riuscita a beccare un romanzo che ha soddisfatto le mie numerose e fastidiose necessità. Dopo cinque romance, è arrivato quello giusto e sono molto contenta che sia un Julia Quinn.
Perché devo essere sincera, io volevo un romance che mi ricordasse i bei tempi andati, quando macinavo romanzi d'amore come una mietitrebbia in tempo di raccolto e non ne avevo mai abbastanza. Volevo una storia che fosse romantica e che seguisse tutti i punti dello schema collaudato, quello a cui ci hanno abituate, quello che se ne frega delle mode passeggere e che rimane fedele fino alla fine alla struttura del romance storico.
Volevo un romance retro' e appassionante, volevo un romance leggero e divertente ma romantico fino al midollo. Volevo e ne avevo bisogno e - porca miseria - morire se ne beccavo uno con tutti i crismi.
Eccolo qui, dopo una lunga ricerca, quello che per me - ora come ora - è un romance perfetto.
Quello che amo di te ha due personaggi che da soli sarebbero in grado di portare avanti la storia (uno più dell'altro ma vabé): Annabel è la maggiore di otto fratelli e sulle sue spalle grava il peso di dover fare un matrimonio vantaggioso perché i soldi sono finiti. Di aspetto rustico, prorompente - totalmente diversa dall'ideale delicato e virginale dell'epoca - Annabel è consapevole di ciò che l'aspetta ma non lo accetta. O meglio, dentro di sé urla come una pazza ma dal di fuori sembra mansueta come un agnellino. Ha il vizio di elencare dieci punti quando ragiona su qualcosa e non è una finta ingenua, né una donna navigata: è sorprendentemente normale, credibile e divertente.
Ma la vera star è Sebastian. Vive seguendo la nomea che gli è stata affibbiata - donnaiolo, libertino, buono a nulla - ma sotto sotto è più gentile e fedele alle regole della società di molti altri: donnaiolo sì, ma solo con donne sposate, libertino forse, ma non perde mai il controllo, buono a nulla in parte, perché si costruisce una carriera dal nulla. Mi è piaciuto che la Quinn abbia dato all'eroe un segreto spassoso senza castrarlo - in un certo senso. C'è molto umorismo in Sebastian, così come auto ironia, ma non perde mai il suo fascino e rimane eroe - virile, affascinante, disinibito - fino alla fine.
I dialoghi sono il punto forte del romanzo, sono veloci e spassosi, sono intelligenti e mai stucchevoli, e divertono sul serio. La storia di per sé a volte è oltre le righe ma non pesa mai, perché l'autrice sdrammatizza subito e focalizza l'attenzione del lettore verso quello che, invece, è credibile e piacevole.
Questo romanzo mi ha fatto ritrovare fiducia nel romance storico. Sono impaziente di trovarne uno altrettanto bello ma ho come l'impressione che ci vorrà del tempo prima di poterne leggere uno anche lontanamente simile a Quello che amo di te.