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22 maggio 2023

Loretta Chase
A Duke in Shining Armor

Serie Difficult Dukes 1

Trama
Avon | ebook | € 3,82
Not all dukes are created equal. Most are upstanding members of Society. And then there’s the trio known as Their Dis-Graces. Hugh Philemon Ancaster, seventh Duke of Ripley, will never win prizes for virtue. But even he draws the line at running off with his best friend’s bride. All he’s trying to do is recapture the slightly inebriated Lady Olympia Hightower and return her to her intended bridegroom. 
For reasons that elude her, bookish, bespectacled Olympia is supposed to marry a gorgeous rake of a duke. The ton is flabbergasted. Her family’s ecstatic. And Olympia? She’s climbing out of a window, bent on a getaway. But tall, dark, and exasperating Ripley is hot on her trail, determined to bring her back to his friend. For once, the world-famous hellion is trying to do the honorable thing. So why does Olympia have to make it so deliciously difficult for him?
Commento
Io ci provo sempre a recuperare dei romance storici carini, soprattutto quando il nome in copertina mi è noto e mi infonde un illusorio senso di sicurezza. Poi capita che scelgo a caso e mi tiro da sola la zappa sui piedi. Ultimamente è un classico, i romance che leggo mi lasciano indifferente, quindi la vera domanda è: sono io, o sono loro?
Svisceriamo la questione. Nell'ultimo anno ho letto pochissimi romance, nemmeno i miei amati YA/NA hanno allungato la loro affascinante ombra sulle mie scelte di lettura. Semplicemente andavo in libreria o in biblioteca e sceglievo, caso ha voluto, pochi romance.
Ora, anche ipotizzando un cambiamento nei miei gusti (ci sta, once in a while, del resto non si è mai gli stessi), rimane fissa la variabile che un buon romance si fa piacere anche da chi li legge poco. A rigor di logica, quindi, io sono facile da convincere, visto quanti ne ho letti, o è vero il contrario?
L'evidenza dei fatti è questa: per questo romanzo avevo altissime aspettative di frivolo intrattenimento che non sono state rispettate.
Premesse: zitella di buona famiglia si immola alla causa di salvare capre e cavoli andando in sposa al peggior soggetto della società, salvo scappare il giorno delle nozze e trovarsi tra i piedi il Duca amico del Duca con il quale finisce di sposarsi.
A me questa trama sembrava divertente, in un romance ormai non cerco più il solletico delle scene hot ma puro intrattenimento romantico, e dalla Chase so di potermi aspettare dialoghi ben costruiti. Le basi, gli ingredienti, tutto lascia pensare che sia andata sul sicuro, quindi è lecito mettere in discussione il mio giudizio. Io però mi sono annoiata.
Mi sono annoiata e la cosa non mi va giù, perché il romanzo non è proprio corto.
La prima parte non mi ha rallentata, me la sono goduta senza troppi pensieri. Poi la storia ha cominciato a trascinarsi all'infinito e i dialoghi a ripetersi e a quel punto la mia attenzione è calata e il mio cervello ha pascolato verso altri pensieri.
Primo problema: questo romanzo è parte di una serie e il protagonista del prossimo romanzo è in questo l'ostacolo, il fidanzato mollato all'altare. Ed è un cretino totale. Ma un tale cretino che, onestamente, non so come sia possibile cancellare la memoria della sua cretineria e cucirgli addosso il ruolo di eroe di romance. Uno così puoi soltanto farlo finire nel dimenticatoio, non importa che sia bellissimo, se è cretino è cretino.
Secondo problema: per quanto sia un romance e i romance non sono credibili, tutta la questione della fuga è talmente campata in aria che si perde il brivido della fantasia. Questa tizia che sta per sposare un Duca rimane sola, si ubriaca, e scappa dalla finestra. Ma non solo, il famoso Duca appuntato a controllore del matrimonio, invece di avvisare la famiglia, la segue. La segue perché si dice che qualcuno dovrà pur tenerla al sicuro, però occhio a non farsi beccare perché è sconveniente. Quindi c'è lei, vestita da sposa, e lui, che non è lo sposo, senza chaperone, che viaggiano per carrozze e barchette, sostano il locande insomma fanno tutto quello che può essere sconveniente (altrimenti come fanno ad innamorarsi) e alla fine, ovviamente, raggiungono un porto sicuro e rispettabile per poi buttarsi l'uno nelle braccia dell'altra. Ok, è un romance, si accetta anche la trama più assurda, ma io accetto le assurdità quando sono ben condite e quando la storia non mi annoia.
La protagonista, se posso, all'inizio mi è piaciuta perché è la classica antieroina a cui piacciono i libri e fa da tappezzeria, però a volte è talmente sciocca che a fine romanzo non ho provato per lei nessuna simpatia.
Quello che speravo salvasse capre e cavoli, i dialoghi, sono nella media per il genere ma non spiccano in arguzia e ironia quindi il mio povero neurone annoiato non ha avuto la scossa per risvegliarsi.
In generale posso dire è un romance discreto, si fa leggere e si può anche apprezzare così com'è, personalmente avrei preferito qualcosa di meno scontato e più divertente, ma va bene anche così. La vera questione è: andrò avanti con la serie? Non ne ho idea, onestamente, penso che mi orienterò verso altre autrici e forse in un futuro tornerò con la Chase. Per ora devo cambiare aria.

1 giugno 2020

Loretta Chase
L'ultimo Libertino

Serie Scoundrels 4
Titolo originale The Last Hellion

Trama

I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
Vere Mallory, duca di Ainswood, il più grande libertino d'Inghilterra, ha dissipato la giovinezza fra alcol e belle donne in una spirale che sembra condurlo al baratro. Finché un giorno due occhi di ghiaccio trafiggono i suoi: sono quelli della bellissima Lydia Grenville, indomita giornalista che si è messa al servizio dei più bisognosi, donne e bambini dei bassifondi. A Vere è sufficiente rubarle un bacio per percepire la passione che si cela in lei, in apparenza fredda e misteriosa. Ma Lydia non può permettersi di cedere alla seduzione di quell'uomo impossibile, fermamente intenzionato a vincere la dura corazza che si è costruita nel corso degli anni. Se solo riuscissero a superare i loro intimi turbamenti, potrebbero finalmente schiudere insieme la porta della felicità...
Sei una piantagrane, Lydia. Un diavolo Ballister. Solo una canaglia Mallory può andare bene per te.
Commento
Sarò onesta, avevo voglia di romance storico per smorzare il mio desiderio di romanticismo e di una lettura leggera, ma non volevo spendere soldi per qualcosa di nuovo. Come sempre è arrivato in mio soccorso il Kindle che, nei meandri delle oltre 50 pagine di ebook collezionati nel tempo, ha sputato fuori un titolo della Chase che era sfuggito al mio raid precedente.
E' come se la Chase uscisse dallo sgabuzzino dei romanzi dimenticati quando sento il bisogno di qualcosa di sicuro, un po' come fanno la Quinn e la Balogh, solo che di loro non avevo più niente di nuovo da leggere. Che questa sia l'ulteriore prova che mi porterà ad aggiungere il nome della Chase nella mia lista delle autrici da comfort reading? Credo proprio di sì, anche se L'ultimo libertino non ha saputo appassionarmi come altri suoi titoli.
Primo motivo, la protagonista femminile mi è sembrata un po' una ripetizione di quella di Sensualissimo Incanto, solamente inserita in un contesto sociale meno aristocratico. Secondo motivo, l'attrazione mentale tra i protagonisti è più intensa e presente di quella fisica, e in un romance ci vuole un po' di sano sporcaccionamento. Per carità è pur sempre un ottimo romance scritto bene, ma forse avevo bisogno di qualcosa di diverso, per quanto questa storia abbia saputo distrarmi da delle letture fin troppo invadenti.
Il romanzo si apre sul passato di Vere Mallory e ci fa vedere come sia arrivato a diventare Duca di Ainswood, cioè seppellendo letteralmente ogni singolo erede al titolo, incluso il figlio del suo migliore amico - morto - e suo pupillo, un bimbo al quale si era genuinamente affezionato e grazie al quale aveva drasticamente ridotto la sua condotta libertina. Vere, è abbastanza comprensibile, associa il titolo alla morte delle persone che amava e lo detesta con tutto se stesso. Non vuole essere Duca, ma soprattutto sfoga la sua rabbia e la sua tristezza diventando quasi lo zimbello della società: è un ubriacone che va a prostitute, trasandato, non si comporta da Duca e non ha nessuna intenzione di farlo. Per farla breve, Vere sta camminando sulla strada dell'autodistruzione per portare con sé nella tomba quel ducato maledetto. Una sera si scontra, o meglio viene malmenato, da un soggetto famosissimo in tutta Londra: la giornalista Lydia Grenville, nota per essere alta, autoritaria, e per saper menare le mani e per non avere paura di niente e di nessuno. L'affronto tira fuori Vere dai fumi dell'alcool, così si mette in testa di farle pagare tutte le vignette satiriche che lo vedono indifeso contro la forza della ragazza. Vere si mette volontariamente sulla strada di Lydia, e ogni singola volta ne esce in qualche modo ammaccato nel corpo o nell'orgoglio, eppure il carattere della ragazza è talmente scontroso, talmente fuori dal comune che Vere non le resiste. Più lo tratta male, più lui vuole vendicarsi ma ne rimane in un certo senso affascinato, così diventa la sua ombra: la segue o gioca a fare il suo complice, e ovviamente i due più di scornano più scoprono di essere attratti l'uno dall'altra.
La vera sorpresa del romanzo è che Vere, come culmine della sua stupidità, propone una scommessa: una gara di velocità con un calesse, se vince lui i due si sposeranno. Vere è praticamente disperato: è attratto da Lydia, ma non è ancora così fuori di testa da compromettere una vergine, per di più una così famosa, e l'unica soluzione alla quale riesce a pensare è il matrimonio.
La cosa divertente è che a quel punto non siamo nemmeno lontanamente vicini alla fine del romanzo, è come se con il matrimonio la Chase avesse voluto aprire una seconda parte della storia, per uscire dalla monotonia delle scaramucce verbali: va bene litigare e pizzicarsi, ma ci vuole un'evoluzione della storia altrimenti sai che noia. Ecco così che inizia la fase due di Vere - ripulito e sobrio - e di Lydia, una sposina ormai quasi addomesticata che riesce a controllare tutto e tutti con un pugno di ferro, tranne che in camera da letto.
Il finale del romanzo è abbastanza movimentato, c'è avventura, c'è pericolo e sentimentalismo, ma non in dose nauseanti, così almeno si arriva alla chiusura della storia senza sentire il bisogno di qualcosa di più. La Chase ha coperto praticamente ogni tematica disponibile nel panorama del romance storico e ha saputo farlo senza cadere nel tranello del troppo che stroppia. Oddio, personalmente avrei gradito una storia più razionale e limitata ad un argomento, ma ammetto che mi sono divertita parecchio, del resto la Chase ha uno stile che fa scintille nei dialoghi e sono questi che salvano la situazione al 99% delle volte. Ora non so se  ho altri titoli della Chase da leggere, dovrò fare un controllo incrociato e in caso passare un pomeriggio su Amazon a spendere dei soldi che non ho, thanks to cassa integrazione. Però il romance devo sempre averlo in casa, come l'Imodium e l'ibuprofene, senza non sopravvivo in questo mondo crudele.

2 marzo 2020

Loretta Chase
Sensualissimo incanto

Serie Dressmakers 4
Titolo originale Dukes prefer blondes

Trama

I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
L'irritazione di lady Clara Fairfax per le incessanti proposte di matrimonio che le piovono addosso è ormai alle stelle: possibile che nessun pretendente riesca a guardare oltre il suo aspetto mozzafiato? Disperata, Clara si dedica con intensa passione alle sue opere di carità ed è proprio grazie ai guai di un ragazzino che si imbatte nell'irritante avvocato Oliver Radford. E pare che il destino abbia deciso di metterli faccia a faccia nella più imprevedibile e deliziosa delle sfide: quella con l'amore.
Sto cercando di fare una buona impressione sui tuoi genitori - spiegò lui. - Il che è contro la tua natura e ti fa diventare un po' verde - disse lei. - Ti consiglio, per la tua salute, di smetterla subito.



Commento
Madò quanto è brutta questa cover, mi bruciano gli occhi.
Non smetterò mai di essere grata per la nascita degli ebook e degli e-reader perché la sola idea di portarmi in giro questo obbrobrio e rischiare che qualsiasi essere umano lo potesse vedere e giudicarmi mi fa venire i brividi.
Detto questo, mi tocca sottolineare come spesso mi capiti di soccombere alla maledizione dei romance. Dopo settimane, se non mesi, di digiuno ne leggo uno, mi piace, ne leggo subito un altro, non mi piace allo stesso modo, mi deprimo e non ne leggo più per mesi. Repeat.
Mi viene un po' la depressione se penso che questo genere (così come il contemporaneo) sia pian piano uscito dalla mia vita di lettrice e che se ci rientra lo fa solo per lasciarmi quasi sempre o indifferente, o piacevolmente intrattenuta. Non ho più i colpi di fulmine di una volta e la cosa mi intristisce perché il romance è stato per anni una copertina di Linus, un genere sicuro al quale potevo ricorrere quando ero 1. stanca, 2. triste, 3. svogliata, 4. in pieno blocco del lettore. In un modo o nell'altro è sempre stata una costante e ora  non lo è più. In questo caso la colpa penso sia tutta del mio errore di calcolo, ho letto Sensualissimo Incanto troppo vicino al suo predecessore e ho faticato a trovarci gli stessi elementi positivi. Non fa schifo, sia chiaro, solo non è stato un romance di quelli che rispondono totalmente ai miei standard di gradimento.
Non capisco se il problema è la struttura della narrazione così telegrafica e spoglia. La mia impressione iniziale è stata che in fase di traduzione ci siano stati dei tagli tattici di periodi considerati solo fronzoli inutili, perché anche gli inizi dei capitoli sono troppo bruschi, e non c'è una vera continuità o struttura standard nella narrazione. Non so, forse questo suo essere poco elegante ha contribuito ad una sensazione generale di distacco e freddezza, e se per un caso assurdo la versione originale e quella tradotta corrispondono in ogni singola parola, allora posso spiegarmi questo effetto con un - forse - voluto tentativo da parte della Chase di rispecchiare il carattere del protagonista con la struttura del romanzo. A me, quale che sia il caso, non è piaciuto e infatti ho spesso dovuto fare avanti e indietro perché pensavo di aver passato una pagina senza accorgermi.
E' un vero peccato perché i due protagonisti sono proprio del tipo che piace a me: lui scuro e brusco, con un carattere menefreghista e intelligente, lei altrettanto intelligente e con un carattere bello forte e indipendente senza cadere nel tranello della noiosa sotuttoio facciotuttoio, due personaggi proprio interessanti che sono rimasti un po' schiacciati da questa impressione di romanzo non rifinito, o di traduzione al sapore di tagli estremi.
La storia gira attorno a Clara Fairfax, la bellissima nobile che tutti vogliono sposare e che rifiuta tutte le proposte di matrimonio. Clara è flagellata dalla maledizione della sua bellezza: la gente non vede niente al di là del suo viso, del portamento, delle forme proporzionate, di sicuro non vedono la sua intelligenza e la sua frustrazione nell'essere sempre castrata in ogni cosa. In preda ad una crisi di nervi ben camuffata, Clara decide di rendersi utile se non al mondo, almeno ad una persona, e accetta la richiesta di una delle ragazze che lavorano come modiste di aiutarla a cercare il fratello, ormai sparito da giorni e forse diventato parte di un gruppo di piccoli criminali. Clara decide di rivolgersi ad un avvocato famoso per accettare casi difficili e di difendere i poveri in processi che spesso lo vedono vincitore. Questo avvocato è Oliver Radford, detto Raven per il suo aspetto rapace: occhi scuri e profondi, naso importante e capelli neri e lucidi come le piume di un corvo. Raven è un uomo più intelligente della media e allergico alle convenzioni sociali inutili, non ha pazienza per le sciocchezze e se ne frega se la società lo odia o lo evita come la peste, in sostanza Raven vive per il suo lavoro ed è contentissimo così come sta. L'arrivo di Clara nella sua vita rovina questo meraviglioso equilibrio e lo obbliga a seguire certe regole di etichetta per evitare che Clara comprometta la sua reputazione, o che lui si rovini la carriera perché ha maltrattato la giovane Lady. I due si pizzicano dal primo secondo, ma la cosa divertente è che sono sempre scontri ad armi pari e Raven si ritrova inevitabilmente intrigato da Clara, mentre lei rimane folgorata dall'aspetto e dal carattere di Oliver.
L'avventura che i due vivono insieme porta chiaramente ad un lieto fine, ma la cosa sorprendente del romanzo è stata la scelta della Chase di ribaltare le tempistiche tipiche del romance storico: molto prima della fine, i due si sposano e solo in quel momento, con la coppia formata, entra in scena il classico momento di pericolo con il cattivo che tenta di uccidere Raven. Di solito le cose sono invertite, mentre qua c'è questo twist narrativo che ha movimentato un poco la lettura.
Francamente non sono stata una grande fan della trama, mentre la parte romantica dell'innamoramento e dei bisticci è stata molto divertente e coinvolgente.
Ecco qui, non ho altro da dire, non penso ci siano enormi difetti o castronerie apocalittiche da criticare, ma allo stesso tempo non ho niente altro di positivo da aggiungere. Di certo la Chase ha la capacità di scrivere in un modo che non pesa al lettore e che ti fa progredire speditamente con la lettura anche quando non ti stai divertendo, e questo per me è un grosso pregio. Ora però prenderò una pausa tattica - e prevedibile - da questo genere, mentre credo proprio che proverò a leggermi un paio di romance contemporanei, visto che nel frattempo ho terminato un romanzo veramente pesante e ho bisogno di riportare il buon umore nella mia scatola cranica.

10 febbraio 2020

Loretta Chase
Una venere in velluto

Serie The Dressmakers 3
Titolo originale Vixen in velvet

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99

Leonie è la più giovane delle tre sorelle Noirot ed è rimasta da sola a occuparsi della loro casa di moda. È molto determinata e dimostra di avere uno spiccato senso degli affari. Ha già in mente la sua prossima mossa: per guadagnarsi una clientela invidiabile indosserà una creazione della Maison Noirot in occasione di una lettura di poesie a cui parteciperanno tutte le giovani del ton. Leonie però non immagina di divenire lei stessa oggetto di attenzioni proprio in quell'occasione, al centro di una scommessa con in palio non solo un quadro di Botticelli, ma anche il cuore dell'intrigante Simon Blair, quarto marchese di Lisburne...
Le ragazze che non mantenevano la testa sulle spalle quando un dio incrociava il loro cammino, solitamente finivano nei guai.


Commento
Ah, il potere salvifico del romance storico.
Ultimo romanzo del 2019, Una venere in velluto, scelto per pura disperazione nel tentativo - poi riuscito - di completare la Goodreads Challenge. Di solito con i romance storici vado sul sicuro, raramente mi becco una schifezza perché faccio un'accurata selezione iniziale, perciò se finisci nel mio Kindle ci sono ottime probabilità che la lettura mi abbia soddisfatta.
Di Loretta Chase ho letto due romanzi, il primo nel lontano 2011 e poi nel 2014, poi più nulla per il semplice fatto che ho smesso di acquistare romance in cartaceo, preferendo la più comoda versione in ebook. Per forza di cose molte uscite mi sono sfuggite, oppure ho smesso di controllarle, salvo poi fare sessioni di shopping violente per rimpinguare la sezione.
Una venere in velluto faceva parte di uno di quegli haul di ebook e ammetto di non essermi curata molto di recuperare i due titoli precedenti, forte dell'esperienza che ho maturato in anni di romance: la storia delle serie da leggere in ordine è giusto una fissazione, si può fare quello che si vuole e apprezzarle comunque. Quindi ho fatto così, ho scelto la trama che mi attirava di più e ho sfruttato la leggerezza del genere per completare la sfida, godendomi anche un romance storico fuffoloso che non leggevo da troppo tempo.
La protagonista è Leonie, l'ultima delle sorelle Noirot rimasta a gestire il negozio di abiti, una rossa molto ordinata che riesce a tenere vivi gli affari grazie alla sua etica del lavoro, alla loro abilità nel confezionare abiti di grande stile, e alla sua tecnica pubblicitaria non convenzionale. Leonie è convinta che l'unico modo per guadagnare clienti è che le signore della buona società si facciano vedere in giro con i suoi abiti, e male non fa se anche lei si trova casualmente nei luoghi prediletti dal ton sfoggiando uno dei loro abiti migliori. Leonie è intelligente, ma sa bene che ci vogliono discrezione, tatto e una buona dose di furbizia per rimanere imbattuta, così punta su una lady famosa in società per essere una giovane donna bruttarella e antipatica. L'obiettivo di Leonie è di vestirla da capo a piedi, renderla più popolare e farle guadagnare addirittura una proposta di matrimonio.
Nella sua crociata entra in scena il cugino della sua cliente, il marchese Lisburne, con il quale si imbatte davanti all'esposizione di un quadro. Leonie rimane subito abbagliata dal fascino del marchese, un uomo non solo molto bello ed elegante, ma dal carattere molto sciolto e frizzante. Scambiare battute con Lisburne è stimolante per la mente matematica di Leonie, lui la stuzzica, la prende in giro e i loro dialoghi sono stimolanti su tutti i fronti.
Simon è da poco tornato a Londra dopo anni passati all'estero e ha già cominciato ad annoiarsi. Girare per salotti o stare dietro all'amico poeta, novità della stagione e adorato da schiere di signorine, sono le uniche due attività che lo portano fuori di casa. Simon non è tipo da sopportare le infinite routine della società ma è bravo ad adattarsi a qualsiasi situazione, cavando il massimo da ogni evento. Mentre accompagna l'amico ad un giro del museo passa di fronte al suo Botticelli prestato alla mostra e si accorge di una giovane donna che lo fissa ammaliata. Nessuno presta attenzione al suo quadro tranne lei, e per Simon questo è già motivo di grande curiosità: tutto in lei lo interessa, la sua bellezza, la sua evidente mente brillante e il modo in cui riesce a sfruttare a suo vantaggio persino una rovinosa caduta. Da quel momento Leonie e Simon sono legati: lui non nasconde la sua attrazione ma la presenta con eleganza e dolcezza, offuscando il buon senso della ragazza a suon di nodi alla cravatta impeccabili, attenzione ai dettagli e ingegno. 
Il punto forte del romanzo è la semplicità della trama, tutto ruota attorno alla routine di Leonie, al suo progetto e alla nascita della relazione con Simon. Ogni extra si ricollega a questo, così che qualsiasi scena, qualsiasi tassello del romanzo diventano una parte della storia d'amore. Del resto questo è un romanzo d'amore, e i due protagonisti sono così vividi e ben caratterizzati che non si sente il bisogno di nessuna aggiunta che movimenti la narrazione. Persino i personaggi secondari riescono a far spiccare le doti comiche, drammatiche e di intrattenimento di Leonie e Simon e a farli muovere e interagire in momenti e situazioni diverse. La Chase è sicuramente molto abile a muoversi in questa struttura narrativa, la storia si sviluppa fluidamente senza tentennamenti, non si appoggia sul solito cattivo da smascherare, ma si limita a far vivere ai due protagonisti alcune avventure che li uniscono.
Pur facendo parte della collana Passione, ho trovato che questo romanzo non fosse particolarmente spinto e che le scene di sesso siano state ben contestualizzate e rese in modo molto coerente al genere. Certo c'è una discesa nel dettaglio che ha poco del pudico, ma rispetto ad altri titoli della collana qua siamo molto tirchi di dettagli. Lo stile è scorrevole, spigliato e si legge con facilità, mi è piaciuto tutto incluso il contorno, quindi probabilmente mi addentrerò nei meandri di Amazon per comprare i primi due titoli della serie, magari riesco a mantenere viva la mia vena romantica in questo oceano di acidità mista a sociopatia.

28 febbraio 2014

Loretta Chase
Suadente come seta

Serie Dressmakers 1
Titolo originale Silk is fot seduction

Trama
I Romanzi Mondadori
pag. 269 | € 4,50
Marcelline Noirot, giovane e brillante titolare di una sartoria londinese, sogna di trasformare in una prestigiosa casa di moda l’attività che ha costruito insieme alle sorelle. Ma per farlo ha bisogno di una cliente altolocata che attiri l’attenzione del ton, e le faccia pubblicità. La promessa sposa del duca di Clevedon sembra fare al caso suo. Così Marcelline si reca a Parigi, dove potrà incontrare il duca per conquistarne le simpatie affinché la presenti alla futura moglie. Il piano funziona fin troppo bene: Clevedon s’innamora di lei a prima vista e Marcelline viene travolta dal suo fascino. Ma con il rischio di un grosso scandalo, tutto potrebbe essere compromesso.






Commento
Niente di nuovo sul fronte duchi.
Dopo Il lord della seduzione - e conseguente botta emotiva e inserimento della Chase nella lista preferiti - ho smesso di leggere questa autrice. Non so perché, semplicemente non ne avevo voglia. Ho saltato a pié pari la serie ormai terminata e ho pensato di attenderne una più nelle mie corde. Lo ammetto, questo delle sarte non è un argomento che mi acchiappa, però mi sono detta 'ora o mai più' e, piuttosto di trascurare una brava scrittrice, ci ho provato.
Anche se la Chase è un'autrice bravissima - e si capisce dallo stile - ho chiuso il romanzo con un 'mah!' e una scrollata di spalle.
Sono stanca di leggere del solito duca alto, moro, con occhi verdi/blu/azzurrissimi, muscoloso e possente, libertino ma di classe - solo donne pulite, grazie - che si innamora della solita protagonista di ceto sociale più basso, opposta per carattere e comportamento, opposta a tutto quello che il duca di turno rappresenta. Mi sono stufata della solita storia che nasce come prurito da grattare tra le lenzuola, dei conflitti sociali, dei pettegolezzi e del conseguente 'chissenefreganoiciamiamo' e lieto fine di rivalsa sociale. Che noia. Ne ho letti talmente tanti di questi romanzi che ormai li fiuto dopo sole poche righe e mi annoio tantissimo quando so già cosa penseranno i personaggi e dove andrà la storia.
Bisogna dire, però, che la Chase è una vera maestra nei dialoghi e ha saputo risollevare l'interesse (che calava in certe parti) solo con un paio di battute ben fatte. Marcelline riesce a dare il meglio di sé solamente quando bisticcia con Clevedon, trasformandosi da sarta ansiosa e fissata con il denaro a donna intelligente, con una mente pronta alla risposta e dotata di buon senso, fiuto per gli affari e una massiccia dose di coraggio. Fuori dai dialoghi...eh...fuori dai dialoghi Marcelline non è niente di sorprendente, non è una protagonista che si fa ricordare come speciale e non compie scelte o azioni fuori dagli schemi. Prevedibile è meglio di fastidiosa, comunque.
Clevedon, il nostro duca alto, moro, figo e muscoloso, è un misto non ben definito tra un libertino con un wanderlust al limite del vagabondaggio, zero voglia di essere un inglese a Londra e ancora meno voglia di impegnarsi in un matrimonio scontato, e un bellimbusto ingessato nelle regole della società e del suo rango, tanto da comportarsi a volte come una carogna con la puzza sotto il naso. Ma sia l'autrice che la protagonista glielo perdonano - perché è duca, figo, alto, muscoloso - altrimenti la storia si sarebbe fermata subito.
Un'altra cosa che non mi piace nei romance è il troppo movimento. Clevedon e Marcelline si incontrano a Parigi e dopo 2 giorni di fuoco lei scappa verso Londra e lui la segue, si ritrovano sulla nave con conseguente tempesta, tornano a Londra e comincia il solito tira e molla, la solita storia contrastata, passione corrisposta ma senza futuro eccetera...in più c'è di mezzo il matrimonio, la sartoria, le clienti, Lucie, le altre due sorelle, Clara e suo fratello e non è ancora finita! Ecco, per me c'è troppa carne sul fuoco. Se leggo romance voglio che la storia d'amore sia al centro della narrazione e non che l'autrice mi costringa a tirare tutto per le lunghe e accontentarmi di poche scene tra i due - tra l'altro anche poco romantiche - e un innamoramento tanto improvviso quanto breve all'interno del romanzo. Mah, a me piace leggere dei pensieri, delle azioni, dei dubbi, non di un cavolo di vestito, di viaggi in carrozza, sali e scendi nel negozio...mi annoio!
Mi ha salvata solo la Chase, perché solo lei riesce a scrivere dialoghi che sanno eccitare e divertire, però anche così speravo in molto di più. Sì, lo ammetto, speravo in un altro Lord della seduzione. Ecco, l'ho detto. E mi sta pure bene che questo non sia una replica, perché così imparo a trascurare un'autrice e a leggere un romanzo per i sensi di colpa piuttosto che per l'interesse personale.
Però - se ho ragione - il seguito mi stuzzicherà molto più di questo primo titolo della serie. Rimarrò sintonizzata.

19 dicembre 2011

Loretta Chase
Il Lord della seduzione

Serie Scoundrels 3
Titolo originale Lord of Scoundrels

Trama
Jessica Trent prima ha tentato e quindi ha avvinto Sebastian Ballister, marchese di Dain, in un bacio appassionato.
E ora spetta a lui salvarle la reputazione. Mai Jessica avrebbe immaginato di desiderare quell’uomo arrogante e immorale. I suoi intenti erano ben altri. Eppure il fuoco dello scandalo è nulla al confronto dell’ardore della loro passione.







Commento
La trama e la traduzione del titolo non c'entrano nulla con il romanzo. Tanto per cominciare la traduzione esatta del titolo, l'originale era Lord of Scoundrels, sarebbe dovuta essere Il Lord dei mascalzoni, o dei farabutti...o dei libertini..ma non della seduzione. La seduzione con questo romanzo non ci azzecca nulla...ma niente proprio. Dain è tutto tranne che un seduttore, Jessica forse può essere considerata una seduttrice in certe scene...ma lui proprio no.
Dal prologo -stranamente lungo- si capisce che fin da piccolo Dain soffre di quello che possiamo chiamare complesso di inferiorità, è convinto di essere brutto di non meritare affetto e amore, di non essere simpatico...di essere insomma uno scherzo della natura, con il suo naso storto e il suo corpo deforme da piccolo e la sua stazza imponente da adulto che nella sua mente lo rendono ancora più mostruoso. Il fatto è che nessuno fa niente per smentire queste sue convinzioni: il padre è freddo e distante, tutto preso dalle regole della buona società, la madre scappa e ai suoi occhi è come se lo avesse abbandonato, convinzione che lo porta a credere di non essere mai stato amato nemmeno dalla madre. Viene spedito a Eton dove tutti i bambini lo prendono in giro e lo maltrattano. Il risultato è che Dain cresce storto: è incattivito dai trattamenti che ha ricevuto fin dalla sua nascita, e l'unico suo scopo è calpestare il nome della sua famiglia e il ricordo di suo padre e di sua madre conducendo una vita dissoluta e comportandosi come un vero bastardo con tutte le persone che gli stanno intorno, amici o finti amici compresi. Finché un giorno arriva Jessica, sorella di uno dei suoi pseudo amici, che si reca a Parigi proprio per allontanare il fratello dalla cattiva influenza di Dain. Jessica è un personaggio che spicca per i giochi di parole, per le sue frasi sveglie e perché più che venir descritta come bella -anche se ovviamente lo è- è decisamente intelligente e se vogliamo anche simpatica. Quando i due si incontrano Dain rimane folgorato perché proprio lei lo mette ko a parole, cosa che non gli era mai capitata. Tra i due ovviamente comincia ad esserci un'attrazione mascherata da uno spirito competitivo dove Jess e Dain si scontrano verbalmente. Tralascio tutta la parte della trama...perché seno' spoilero troppo, però non posso non dire che lo stile della Chase rende questo romanzo una vera chicca. Ci sono certi dialoghi che mi hanno fatto ridere di gusto, non ci sono frasi mielose o banali, i due anche alla fine continuano a pizzicarsi, e il bello è che i battibecchi non stancano per niente. La questione, leggendo i commenti di altre lettrici, è che il titolo abbia creato un'idea sbagliata di Dain, seduttore non è come ho già detto, ma la sua particolarità è proprio il carattere: mezzo bambino viziato, mezzo bastardo, il tutto unito e descritto dall'autrice in due modi, la parte insicura viene espressa nei pensieri del protagonista, mentre quella 'cattiva' nei dialoghi con gli altri personaggi. Jessica invece non ha questa doppia personalità, ha semplicemente le palle per dirgli in faccia le cose e continuare a provare a convincerlo che quello che dice e che fa è la verità (spoiler nascosto XD). A me è piaciuto davvero molto, lo avevo letto in inglese e mi aveva colpita e rileggendolo in italiano non posso che confermarlo. E' davvero un romanzo che va al di là delle scene d'amore e dei personaggi stereotipati. Quanti eroi maschili con la canappia, alti, imponenti, brutti e noiosi ci sono? E quante possibilità ci sono che l'autrice li renda assolutamente irresistibili?