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8 febbraio 2021

Tessa Dare
When a Scot ties the Knot

Serie Castles Ever After 3

Trama
Avon | ebook | € 3,82
On the cusp of her first London season, Miss Madeline Gracechurch was shyly pretty and talented with a drawing pencil, but hopelessly awkward with gentlemen. She was certain to be a dismal failure on the London marriage mart. So Maddie did what generations of shy, awkward young ladies have done: she invented a sweetheart. A Scottish sweetheart. One who was handsome and honorable and devoted to her, but conveniently never around. Maddie poured her heart into writing the imaginary Captain MacKenzie letter after letter … and by pretending to be devastated when he was (not really) killed in battle, she managed to avoid the pressures of London society entirely. Until years later, when this kilted Highland lover of her imaginings shows up in the flesh. The real Captain Logan MacKenzie arrives on her doorstep—handsome as anything, but not entirely honorable. He’s wounded, jaded, in possession of her letters… and ready to make good on every promise Maddie never expected to keep.
"If you didna want a Highland officer, you shouldna have wished for one." Shouldna, couldna, wouldna. "Silly me. I dreamed big." He gave her a sly grin. "And you got it."
Commento
E va bene, ho una resistenza pari a zero ma ho la scusa: voglio completare la challenge di Goodreads (mentre scrivo è ancora Dicembre) e ho bisogno di romanzi brevi e/o facili da leggere.
Quindi eccomi qui, a recensire l'ennesimo romance storico, ancora una volta della Dare e della stessa serie, consapevole dei miei precedenti errori e delle mie consolidate abitudini di lettura. Lo so, lo so, e non perderò tempo a criticare il mio timing, però non so quanto avrò da dire su questo libro.
In linea con il trend della serie, anche in WaSttK c'è un'eroina che ha ricevuto in eredità un castello. A questo giro il castello è in Scozia e l'eroina è una piccoletta che preferisce imboscarsi a disegnare insetti piuttosto che venire spedita ai balli per trovarsi marito. Madeline è una ragazza nella media ma molto dotata nel suo ambito: adora disegnare, illustra immagini che sembrano fotografie e partecipare alla stesura di un'enciclopedia sugli insetti è la sua massima aspirazione. Non le importa della società, dei balli, di trovare marito, perché la poverina è patologicamente timida, si congela per il terrore quando è in mezzo alle persone ed è consapevole che le sue mancanze nel socializzare la metteranno in ridicolo. Trovare marito è fuori questione, così per tenere a bada la famiglia e scansare gli obblighi della società inventa di sana pianta di essere fidanzata con un Capitano che, guarda caso, è in prima linea ed è scozzese, lontanissimo da casa sua. Per anni Madeline intrattiene una corrispondenza con se stessa che finge di essere il Capitano, scrive e si manda lettere per tenere in piedi la bugia, peccato che nel frattempo tutta la famiglia le abbia creduto e si strugga di preoccupazione per il povero Capitano. L'arrivo del castello in eredità è una fortuna inaspettata per Madeline, che approfitta delle circostanze per trincerarsi al sicuro nelle highlands dietro alla finta tragica morte in battaglia del Capitano. In lutto, sola in Scozia, Maddie può fare quello che vuole, disegnare e vestirsi di nero e non curarsi né della società né degli obblighi, sola e felice di esserlo.
Finché, ovviamente, alla porta si presenta il Capitano. Non solo quelle lettere sono veramente arrivate sul campo di battaglia, ma hanno trovato addirittura il Capitano MacKenzie, lo stesso inventato da Maddie in tutto e per tutto: nome, origine, posizione. Logan ha passato anni in prima linea, prima come soldato semplice e poi salendo i gradi fino a diventare Capitano. Alla fine della guerra torna in Scozia con i suoi compagni per scoprire che nel frattempo la Corona ha redistribuito i terreni ai nobili inglesi, lasciano gli scozzesi con un pungo di mosche. Per portare a casa la giornata, Logan decide di presentarsi da Maddie e rivendicare la sua posizione di fidanzato, in modo da poter usare la dote della ragazza per mantenere i suoi soldati, la maggior parte feriti gravemente e senza più la famiglia.
Logan non ha solo questa motivazione a spingerlo da Maddie, ma c'è anche quella più intima e segreta della vendetta: per anni ha custodito le lettere di Maddie, anche se finte, ed è rimasto offeso e ferito quando la ragazza lo ha fatto morire in battaglia. Decide quindi di approfittare della situazione a favore dei suoi uomini ma anche per se stesso, per rivendicare la sua dignità e il suo orgoglio ferito.
Maddie tutto poteva immaginarsi, ma che Logan esistesse sul serio e si presentasse alla porta dichiarando di volersi sposare al più presto proprio no.
Leggere di questi due che si trovano invischiati in una bugia è stato molto divertente ma la trama rimane questa e non ci sono grossi scossoni o colpi di scena: Logan ricatta Maddie affinché si sposino così lui potrà avere i terreni da dare in uso ai suoi uomini, Maddie che non sa che fare e non vuole che si venga a sapere della sua bugia, poi da nemici diventano amici e infine scocca la scintilla della passione e vissero felici e contenti.
Come già ho detto, non ho molto altro da aggiungere, lo stile della Dare è lo stesso identico degli altri romanzi della serie, così come l'ironia e la leggerezza dello stile, la trama è assolutamente lineare e semplice, senza scossoni, senza cattivi, senza intoppi degni di nota, si legge in un soffio e altrettanto velocemente si dimentica. Non è un male, per me questo è un pregio e lo ripeto ogni volta, credo che a questo giro il problema vero per me sia stato che primo, ero troppo piena di lavoro e non avevo tempo di scrivere la recensione subito così mi sono scordata quasi tutto e due, ero più presa dalla challenge che dal romanzo stesso.
Altro non ho da dire, rimango della mia idea che questa serie è perfetta come spegni cervello che riempie qualche oretta e che rilassa il giusto. Di positivo, oltre al solito, ho da dire che non mi sono annoiata, l'ho trovato forse più breve o più veloce da leggere rispetto al secondo che un po' mi aveva annoiata. Ecco, basta non ho altro da aggiungere.

11 gennaio 2021

Tessa Dare
Say yes to the Marquess

Serie Castles Ever After 2

Trama
Avon | ebook | € 3,50
After eight years of waiting for Piers Brandon, the wandering Marquess of Granville, to set a wedding date, Clio Whitmore has had enough. She's inherited a castle, scraped together some pride, and made plans to break her engagement. Not if Rafe Brandon can help it. A ruthless prizefighter and notorious rake, Rafe is determined that Clio will marry his brother—even if he has to plan the dratted wedding himself. So how does a hardened fighter cure a reluctant bride's cold feet? He starts with flowers. A wedding can't have too many flowers. Or harps. Or cakes. He lets her know she'll make a beautiful, desirable bride—and tries not to picture her as his. He doesn't kiss her. If he kisses her, he definitely doesn't kiss her again. When all else fails, he puts her in a stunning gown. And vows not to be nearby when the gown comes off. And no matter what—he doesn't fall in disastrous, hopeless love with the one woman he can never call his own.
He held her firm. She didn't pull away. And the world shrank around them, to something the size of two stubborn heartbeats and a wilted bouquet.
Commento
In preda ad una qualche forma di raptus ho iniziato un altro romance storico, pur sapendo ormai che leggerne due di fila, e della stessa serie oltretutto, non è mai una buona idea. Però, dai, ero stanca e non sapevo cosa scegliere tra i millemila titoli che aspettano di essere smaltiti, inclusi alcune nuove uscite che non avrei dovuto comprare.
Per sfuggire alla pressione mi sono rifugiata nel mondo zuccheroso dei romance storici e ne sono uscita un pochino più rilassata, ma anche un filo annoiata perché, come ho già detto, a me i romance storici piacciono ma alternati a generi diversi altrimenti mi sale subito la saturazione e perdo interesse.
La serie della Dare Castles ever after, con questo secondo titolo, si conferma essere molto piacevole da leggere: lo stile è pressoché identico al primo romanzo, con quel pizzico di ironia e dialoghi molto animati e svelti, e la struttura stessa della storia ricalca quella poco impegnativa con zero cattivi e ostacoli non tragicamente insormontabili del primo romanzo.
Say yes to the Marquess è una lettura per niente impegnativa e per questo merita un voto alto: io sono una grandissima fan dei romance con trame un po' sciape, perché rispondono alla mia necessità di spegnere il cervello e non richiedono un investimento di attenzione che superi la soglia del normale. Intrattiene, diverte, alza un filo la temperatura e si inizia e si finisce con il vago sentore di sapere già cosa succederà ed è perfetto così, perché la sua forza sta nella sua semplicità.
La protagonista del romanzo è Clio, una donna che ha passato gli ultimi anni della sua vita fidanzata ad un Marchese che lavora come diplomatico per la Corona e che, quindi, non è mai a casa. L'accordo matrimoniale era stato fatto quando Clio era bambina e non nasce da un sentimento romantico, semplicemente è cresciuta sapendo che avrebbe sposato il Marchese. Quando, però, Clio diventa grande, per il Marchese ogni scusa è buona per posticipare il matrimonio fino ad arrivare al punto in cui la poverina è lo zimbello della società per il suo fidanzato sfuggevole e il matrimonio fantasma.
A questo punto Clio, che ha la sua età ed è stufa di aspettare, approfitta del fatto di aver ereditato un castello per decidere di dare una svolta definitiva alla sua vita rompendo il fidanzamento e mettendosi in proprio aprendo una produzione di birra nella sua tenuta. Per rompere il fidanzamento, in assenza del suddetto fidanzato, Clio conta sulla firma del fratello del Marchese, Rafe Brandon, noto per essere la pecora nera della famiglia e poco incline alla fedeltà ai legami e agli obblighi richiesti dal suo rango.
Rafe, in assenza del fratello, ha dovuto mettere da parte la sua carriera di pugile per portare avanti il titolo di marchese, gestendo i beni di famiglia per il fratello. Quando Clio si presenta per fargli firmare i documenti, Rafe entra nel panico perché, nonostante sia innamorato di lei fin da quando erano ragazzini, è deciso a non rovinare nulla di ciò che appartiene al fratello - incluso il fidanzamento - mentre è sotto il suo controllo. Rafe decide così di mettere in atto una campagna di convincimento, sommergendo Clio di ogni possibile pizzo, svolazzo e merletto per farla entrare nel mood matrimoniale.
Clio, pur essendo una donna di ottima famiglia con tutti i modi che ne conseguono, si è letteralmente rotta le palle di aspettare e decide di prendere in mano la situazione attuando un'opera di convincimento al contrario su Rafe, approfittando del fatto che l'uomo, nella sua disperazione, si è trasferito nel suo castello così come le sorelle di Clio. La poverina è sola contro tutti: mentre Rafe e le sorelle si coalizzano tra torte a 3 piani, vestiti da sposa e menù, lei si dedica a ciò che veramente le interessa, ovvero il birrificio e Rafe. Come si può immaginare tra i due c'è subito una grandissima attrazione, Rafe si trascina dietro i suoi sentimenti da anni e Clio, che è un po' meno datata, riscopre la sua simpatia per l'uomo e si lascia trascinare dall'attrazione che prova per lui.
Rafe è il classico personaggio maschile tutto muscoli, ma ho apprezzato che la Dare non gli abbia appioppato soldi, fama e fisicata, lasciandolo invece quasi mezzo povero e con un intelletto assolutamente nella media. Rafe è consapevole delle sue mancanze, sa di non essere particolarmente intelligente, ma ciò che non ha in cervello lo mette con il suo senso pratico e il suo buon cuore, perché sotto alla scorza da duro e sotto al suo atteggiamento da burbero c'è un tenerone che vuole solo essere amato e non usato come stallone da monta. Clio, invece, è una protagonista che beneficia del corollario che la circonda: circostanze, eroe, personaggi secondari, autrice, e che senza uno solo di questi elementi sarebbe uscita un po' interessante e molto simile alla sfilata di eroine di romance storico sciape e fatte con lo stampino. C'è una bella dose di scene piccanti, però sono inserite in modo tale da non essere troppe o troppo esplicite, hanno un loro senso e regalano un'ulteriore caratteristica al romanzo: oltre ad essere già svelto di suo grazie allo stile della Dare, c'è anche un vago sentore di modernità che svecchia i romance storici di annata. Storia semplice, ma stile moderno questa è la formula che mi piace.
Quando intendo semplice, mi riferisco all'assoluta mancanza di un villain, cosa ormai nota e risaputa essere il classico ostacolo al lieto fine della coppia. In questo romanzo l'unico ostacolo è rappresentato dal ritorno del Marchese e da quello che significa per Clio e Rafe ma, anche qui, la Dare ha gestito tutto con una logica e un buon senso tali che la risoluzione è talmente liscia che non urta i miei nervi già tesi.
Insomma c'è il solito blocco prima del finale, ma non è niente di così assurdo e fantasioso da far finire il romanzo nella categoria dei romance che hanno aspirazioni ben oltre le loro possibilità. Bisogna cominciare ad apprezzare di più la semplicità di una trama banale, e cercare intrighi e matasse da sciogliere là dove c'è terreno fertile per loro. A me i romance storici piacciono così, facili da leggere e da gestire, come una pizza surgelata: poco sbattimento, medio rendimento.
Per quanto riguarda il voto medio tutto sta nel momento in cui l'ho letto, perché la storia mi ha annoiata per il semplice fatto che l'ho letta di seguito al primo romanzo della serie e così ha perso un po' del suo essere piacevole e spassosa. Sicuramente se lo avessi preso in mano dopo una sana pausa con altri romanzi nel mezzo lo avrei apprezzato molto di più. In ogni caso letto il primo e il secondo sono sicura che la serie sarà tutta godibilissima, infatti non vedo l'ora di farmi la scorta per i momenti bui del mio neurone, e ne prevedo moltissimi nei prossimi mesi.

23 novembre 2020

Tessa Dare
Romancing the Duke

Serie Castles Ever After 1

Trama
Avon | ebook | € 3,82
As the daughter of a famed author, Isolde Ophelia Goodnight grew up on tales of brave knights and fair maidens. She never doubted romance would be in her future, too. The storybooks offered endless possibilities. And as she grew older, Izzy crossed them off. One by one by one. 
Ugly duckling turned swan?
Abducted by handsome highwayman?
Rescued from drudgery by charming prince?
No, no, and… Heh. Now Izzy’s given up yearning for romance. She’ll settle for a roof over her head. What fairy tales are left over for an impoverished twenty-six year-old woman who’s never even been kissed? This one.
Then she looked up and saw him. The air vacated her lungs. Her grip tightened on her pen. Snap, went the quill. Thud, went her heart.
Commento
La frivolezza è tornata prepotentemente tra le mie letture. Era una vita che non mi immergevo nella sana inconsistenza dei romance storici, e ammetto che un po' mi è mancata quella sensazione di spegnere il cervello, gustarmi la più irrealistica e stucchevole love story e poi uscirne rilassata e ristorata pronta per un nuovo mattone da affrontare.
Dopo Dickens - che verrà dopo questa recensione - avevo un disperato bisogno di leggerezza, ma allo stesso tempo non avevo sbatti di cercarla dentro un contemporary, perché ultimamente quelli sono molto poco gustosi per me. Così ho sfogliato il kindle alla ricerca di uno storico, perché è quasi impossibile sbagliare, e infatti ho cliccato su un ebook di Tessa Dare senza leggere la trama, così alla cieca sulla fiducia. Così come niente ho iniziato Romancing the Duke dopo pranzo, e l'ho finito la sera stessa it was so good. Praticamente l'ho aspirato alla velocità della luce perché ha tutti gli elementi che mi piacciono in un romance storico: protagonista non adolescente, con un cervello funzionante e nessuna pudicizia inutile; protagonista maschile super gnocco un po' oscuro e tormentato, una trama super lineare senza brutte sorprese, un set ridotto ai minimi termini, una lunghezza media e uno stile molto ma molto coinvolgente, divertente e moderno. Ecco qua, in sintesi, com'è Romancing the Duke, ora passo al dettaglio.
Isolde ha ventisei anni, è rimasta da poco senza casa e senza un soldo perché il padre non aveva steso un testamento, lasciando così tutto al suo prossimo erede maschio, inclusi i profitti delle sue storie per bambini. L'intera vita di Isolde ha ruotato attorno al padre, un uomo pieno di alti e bassi e estremamente attaccato alla sua fama di scrittore, al punto che lei stessa ha subito la stessa fama: i fan del padre la vedono come la bambina protagonista dei racconti e nessuno la riesce a dividere da quel mondo, inclusa la sua esistenza come aiutante del padre. L'unico momento in cui la sua speranza si riaccende è quando le arriva una lettera secondo la quale un vecchio amico del padre le avrebbe lasciato un'eredità, dicendole di recarsi al Castello di Ghostle (pardon non ricordo il nome preciso, c'è il gioco di parole con ghostly). Così Isolde, con le sue ultime monete, arriva al castello trovandolo vuoto, mezzo diroccato, sporco e inquietante. Non aiuta che la poverina si senta svenire per la fame e abbia iniziato a piovere, ma il colpo di grazia le arriva dall'ombra di un uomo. Un uomo molto virile, aggressivo e scontroso con un cane ai piedi che sembra più un lupo. L'uomo è il Duca proprietario del castello e, come presto Isolde scoprirà, in seguito ad un duello è diventato cieco. L'uomo è un orso scontroso, non vuole nessuno attorno tanto meno una donna che disturba la sua quiete di recluso incazzato con il mondo.
Però Ransom ancora non sa che, proprio per colpa della sua reclusione, i suoi intendenti lo hanno raggirato vendendo la sua proprietà ad un lord che, alla sua morte, l'ha lasciata a Isolde. All'improvviso Isolde è la proprietaria del castello e Ransom è un ospite, molto poco felice e molto poco intenzionato a lasciare la sua tana.
Essendo costretti ad una convivenza infelice, i due si accordano per arrivare a snodare il bandolo della matassa: per rimanere al castello Isolde dovrà leggere i mesi di corrispondenza arretrata di Ransom per scoprire se veramente ha ereditato il castello o se è ancora una volta senza casa e senza soldi. Il punto forte di Isolde è che, essendo sola e senza niente, non ha praticamente più niente da perdere e quindi decide di approfittare di ogni singola occasione per testare i suoi limiti e fare esperienze che non ha mai avuto occasione di fare, incluse quelle sensuali con un uomo che la desidera. Perché si metta agli atti che Isolde non è la solita eroina bellissima e delicata, è ormai una donna con un viso dai tratti anonimi, una massa di capelli crespi e ricci che - secondo Ransom - sembrano un polipo ed è provvista di curve femminili che sono un po' le uniche caratteristiche di lei che il Duca riesce a percepire.
Quando scocca la scintilla tra i due divampa un incendio e non si perde tempo, con una strana fluidità che non pesa, i due cominciano un gioco di seduzione che li porta ad avere, ovviamente alla fine, dei sentimenti e che li uniscono a far fronte comune per battere in astuzia gli intendenti corrotti e portare al lieto fine del romanzo.
Punto forte per me, in senso assoluto, è la semplicità della trama e la presenza di un solo set dove si svolge la storia: oltre ad essere l'oggetto della contesa, il castello è anche l'unico luogo dove si muovo i personaggi, lasciando così un ampio spazio a tutto il resto, cioè i dialoghi e lo sviluppo della love story. Ho apprezzato molto anche la totale modernità con la quale i personaggi si rivolgono l'una all'altra, pur mantenendo una parvenza di rigore storico: lui è uno sboccato che gode nello stuzzicare Isolde con sconcezze, mentre lei invece di scandalizzarsi si diverte come una pazza. La cecità di Ransom è solo una parte che lo rende più ombroso di altri personaggi e viene descritta con abbastanza credibilità da non rovinare tutta l'impalcatura del personaggio: Ransom mi ha ricordato vagamente gli eroi della Kleypas, senza però tutta la seriosità che si portano dietro dallo stile dell'autrice. La Dare è sicuramente più spiccia nei modi e più aperta ad una sensualità meno ricamata, e devo dire che non mi è dispiaciuto perché letteralmente non si perde tempo.
Ci sono ovviamente delle parti secondarie che si sviluppano e un paio di personaggi chiave che rimangono a supporto della baracca, ma in linea di massima mi sento di dire che questo romance è riuscito perché si concentra unicamente sulla storia d'amore e non si imbavaglia con ricercatezze inutili: dritto al punto, con un tocco di ironia che non guasta. Ovviamente sono già partita con il secondo titolo della serie perché sono molto curiosa di vedere se questa spiccia vitalità è caratteristica della Dare o se è stato un caso legato alla storia. Vedremo, nel frattempo promuovo sentitamente.

28 gennaio 2019

Tessa Dare
Duchessa per caso

Serie Spindle Cove 4
Titolo originale Any Duchess Will Do

Trama
Mondadori
ebook | € 3,99

La vita dissoluta di Griffin York, ottavo duca di Halford, è ormai una macchia indelebile nell'albero genealogico della sua famiglia. Condotto con l'inganno dalla madre nel Sussex, Griff scopre che la duchessa vuole trovare a ogni costo una donna di buona famiglia disposta a sposarlo. Fingendo di assecondarla, Griff sceglie Pauline Simms, cameriera di taverna e figlia di un agricoltore: il massimo della provocazione.
Sotto i panni di un'indomabile contadina si cela però un animo nobile. Il sogno di Pauline, infatti, è nientemeno che aprire una libreria. Determinata e sveglia, la ragazza getterà luci e ombre sul cuore di Griff, sprofondandolo nel gorgo della passione.


Quando era con Pauline, il mondo era davvero diverso. Lei lo obbligava a vedere la realtà con occhi nuovi. All'improvviso, la sua biblioteca diventava l'ottava meraviglia del mondo e 'capitelli corinzi' una nuova imprecazione. Attraversare in barca il Tamigi era un viaggio epico e un bacio...un bacio era tutto.
Commento
Chissà come mai non ho mai seguito questa autrice, né in italiano né in inglese. Per un caso, giusto perché mi hanno regalato due suoi romanzi, l'ho letta e ora mi sento di inserirla in quella lista di autrici di romance storico che rispolvero quando ho bisogno di una dose potente di roba buona. Negli anni i nomi si sono ridotti, quindi aggiungerne uno è per me fonte di grande gioia.
Duchessa per caso, quanto a trama, è uno di quei romanzi che normalmente passerebbe inosservato o che scarterei senza pensarci due volte. Non sono attirata da protagoniste povere e un po' grezze che magicamente vengono innalzate culturalmente e moralmente, neanche fossero dei diamanti grezzi nascosti nella polvere. Preferisco che ogni personaggio abbia il suo contesto e che si rimanga in quello per evitare acrobazie narrative per rendere tutto accettabile.
In questo romanzo la Dare non può fare altrimenti, ed è costretta ad usare parecchie acrobazie, però è tutto reso più che accettabile dal suo stile e dalla scelta di evitare prudentemente di calcare la mano sulle origini povere della protagonista.
Pauline è povera, non c'è scampo, è figlia di un contadino, lavora come serva o cameriera in una locanda ed è - giustamente - priva di raffinatezza e cultura. Non è una fetta di salame contadino, non è una buzzurra, è una persona discretamente intelligente nata in un contesto sociale poco fortunato. Per questo accusa parecchio la mancanza di prospettive, e non può fare a meno di sognare per sé qualcosa di più del servire ricche signore. Essendo povera, però, non si illude di poter avere un lieto fine e non si prende in giro riguardo la sua vita.
Il caso vuole, ovviamente, che un giorno si trovi al momento giusto nel posto giusto, diventando uno strumento nelle mani del Duca di Halford nella divertente guerra di volontà con la Duchessa madre. Griff è un uomo fatto e finito, con un passato da libertino dissoluto e una madre che lo vuole sposato a tutti i costi per procreare un erede per il ducato. Griff, però, a causa di un trauma tenuto segreto a tutti, famiglia e amici compresi, si è messo in testa di non volersi sposare e nemmeno di avere figli.
La madre, che è furba peggio del figlio, lo rapisce e lo porta in un villaggio famoso per essere meta di villeggiatura delle ragazze nubili di buona famiglia con l'intenzione di fargliene scegliere una da sposare. Per ripagare la madre, Griff sceglie Pauline, convinto che la duchessa molli il colpo, invece lei accetta la sfida di rendere la cameriera una duchessa perfetta. La situazione si complica, perché Griff, che può essersi ritirato dal mercato ma non è cieco, si ritrova subito attratto dalla giovane ragazza e dal suo spirito vivace e dalla sua mente brillante.
Inizia quindi un gioco di segreti e di sfide tra i tre giocatori: Griff, che vuole usare Pauline per fregare la madre, la duchessa che vuole trasformare Pauline per darla in moglie a Griff, e Pauline che accetta il piano perché Griff le ha promesso una cifra di denaro spropositata.
La trama, quindi, si riprende praticamente subito perché le scene hanno spazio per dialoghi frizzanti e divertenti, ma anche per un sacco di sensualità. In generale tutti e tre i personaggi sono piacevoli, non hanno tentennamenti nel loro sviluppo e non vengono tirati fino a diventare odiosi: Pauline ha un buon margine di miglioramento senza stravolgersi completamente, Griff non viene sbalzato da un estremo all'altro senza motivo ma passa da una fase all'altra in modo convincente, allo stesso modo la madre entra in scena quando serve davvero ma quando è fuori scena è sempre una presenza che permette alla storia di avere alcune scene. Insomma, tutti e tre promossi, anche se i due protagonisti sono molto piacevoli da leggere non sono indimenticabili.
Il romanzo ha una trama di quelle che piacciono a me, concentrata sui due protagonisti e su nient'altro e ha una buona dose di scene d'amore, un paio particolarmente esplicite. L'aspetto vincente, quello che batte qualsiasi elemento singolo positivo, è lo stile dell'autrice. Veloce, fluido, equilibrato e senza punti morti, proprio come piace a me. Con questo romanzo ho avuto la conferma che la Dare ha uno stile che mi prende parecchio, magari più della trama stessa, e che riesce a farmi appassionare a dei personaggi che normalmente non filerei di striscio.
Mi rendo conto che non ho detto granché del romanzo e che la recensione è piuttosto corta per i miei standard, ma negli ultimi mesi ho capito che i romance non hanno bisogno di commenti lunghi e che finché riesco a riassumere i miei pensieri senza ripetermi e la recensione ha una logica, allora sono a posto così. Compito del giorno: segnarmi gli altri titolo della serie da tenere in scorta per i momenti bui.

23 luglio 2018

Tessa Dare
Un cuore senza scandalo

Serie Spindle Cove 5
Titolo originale Do You Want to Start a Scandal?

Trama
I Romanzi Mondadori
pag. | € 5,50
Charlotte Highwood è una persona schietta, dal carattere solare, che sa ridere di se stessa. Da un po' di tempo deve però convivere con la triste fama di "Debuttante Disperata" e sembra essere diventata il bersaglio preferito delle riviste scandalistiche. I suoi sogni di libertà e indipendenza sono minacciati dai disastrosi progetti di accasarla della madre, ma nella sua vita compare Piers Brandon, marchese di Granville che, nel bel mezzo di un nuovo e assurdo equivoco, sconvolge tutti i suoi piani. Eppure non saranno soltanto gli intrighi del cuore ad animare una storia misteriosa dagli imprevedibili risvolti…
Le girava la testa. Il cuore le batteva così forte che sembrava sul punto di scoppiare. Nessuno l'aveva avvertita che sarebbe stato così.Si supponeva che l'amore ti facesse sentire bene, no? Non che ti terrorizzasse. Forse, dopotutto, non si trattava di amore ma di malaria.

Commento
Da quando ho il Kindle e ho scoperto il piacere di scaricare abbestia romance storici da Amazon ho smesso di acquistare i cartacei. Sul serio, non ne compro più, solo e sempre ebook.
Al RARE di Roma, però, ho fatto la coda da Tessa Dare per un'amica, e solo quando è arrivato il suo turno ho scoperto che regalava due titoli in italiano. Ovviamente li ho presi entrambi e me li sono portati a casa con un bel autografo.
Ho resistito il tempo di finire quello che avevo in lettura e sono subito partita con Un cuore senza scandalo. A parte la perplessità di fronte al titolo, che mi sembra privo di senso, il romanzo è la quintessenza di romance storico che, a dispetto delle mie convinzioni e dei miei timori, ha saputo anche ridimensionare il mio rifiuto di fronte a trame dove compare come un fungo la parola spia.
La trama gira attorno al personaggio di Charlotte, una giovane che si è vista appioppare la nomea di debuttante disperata a causa dei tentativi sfacciati e grossolani della madre di accasarla con vari partiti più o meno ricchi. Charlotte purtroppo non può fare niente per redimersi agli occhi della società, l'etichetta le è stata appiccicata addosso e qualsiasi cosa faccia sembra solo confermare la sua dubbia reputazione. La verità è che Charlotte non è per niente interessata ad accaparrarsi un marito ricco, vuole semplicemente partire con la sua migliore amica per un Grand Tour e magari scoprire che al suo ritorno il ton inglese si è scordato di lei.
Proprio a causa della sua nomea, però, deve convincere i genitori dell'amica di essere una brava ragazza, non una poco di buono, e per farlo deve arginare l'ultimo progetto matrimoniale della madre: sposarla al marchese di Granville. 
Come si può immaginare, essendo questo un romance l'autrice ha giocato in modo esplicito con i personaggi, divertendosi un sacco a metterli in situazioni compromettenti. Charlotte, che è una ragazza sveglia ma non troppo, decide di avvicinare il marchese in tutta segretezza quando lui si allontana, rischiando di essere scoperta sola in compagnia di un uomo. Il suo scopo è avvisarlo delle mire della madre, prepararlo ad una serie di battute e situazioni imbarazzanti in modo che possa trovare il modo di liberarsi dall'impaccio. Quello che Charlotte non ha previsto è che Granville è un uomo di cervello, oltre che di sangue blu. Piers è una spia al servizio della Corona e si trova da solo nello studio perché è alla ricerca di materiale per la sua missione, quando si trova di fronte una ragazza sfacciata ma divertente non può fare a meno di giocare con lei, prenderla un po' in giro e lasciarsi incuriosire dal labirintico discorso di Charlotte. Tutto procede bene finché qualcuno entra nello studio e i due si devono nascondere per non farsi vedere, convinti di riuscire ad evitare il disastro. Disastro che puntualmente arriverà e sarà al centro delle dinamiche di coppia.
Appena Piers si rende conto che Charlotte è compromessa, approfitta della situazione perché dopotutto l'idea di sposare una giovane attraente e spumeggiante mentre continua le sue indagini non è poi così drammatica. Charlotte e Piers hanno, nel romanzo, una strana libertà. I due si incontrano tranquillamente da soli, hanno tutto il tempo del mondo per fare di tutto, dal dialogo alla ricerca in giardino a ore di sesso, dal punto di vista della credibilità il romanzo è un po' instabile, però la storia gode di questa licenza per diventare un insieme di scene divertenti, spiritose, avventurose e sensuali a livelli quasi incredibili.
Tutto, come si può supporre, si chiude con un lieto fine che supera non solo i momenti di crisi di coppia ma persino epiche cadute da cavallo, avvelenamenti casuali, incendi dolosi e reputazioni distrutte. L'insieme, con uno stile diverso da quello della Dare, avrebbe potuto risultare pesante ed esagerato, ma il romanzo funziona perché l'autrice non si sofferma troppo sulle complicazioni delle varie scene: ad esempio il fatto che Piers sia una spia non diventa un'ossessione, non gira tutto attorno a questo e quegli elementi di mistero inseriti nella trama sono poco invasivi; stesso discorso per la convinzione di Charlotte a non sposare Piers, svanisce quando il sentimento e il buon senso diventano troppo forti da ignorare.
Attribuisco la riuscita del romanzo allo stile della Dare che è assolutamente gradevole, con un ritmo veloce ma per niente impegnativo, ricco di ironia e di dialoghi frizzanti, persino le scene d'amore sono dettagliate ma non esagerate, c'è una sensualità contenuta ma evidente che completa bene lo sviluppo della storia d'amore.
Tutto sommato, non avendo mai letto nulla della Dare e non avendo nemmeno in programma di farlo, sono piacevolmente sorpresa da quanto il romanzo mi è piaciuto. Avere pronto un altro titolo di questa autrice mi ha messo di buon umore e mi ha rimessa in contatto con il piacere di leggere un romance storico su carta, come ai vecchi tempi.