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4 ottobre 2021

Laura Lee Guhrke
The Trouble with True Love

Serie Dear Lady Truelove 2
Trama
Avon | ebook | € 3,59
For Clara Deverill, standing in for the real Lady Truelove means dispensing advice on problems she herself has never managed to overcome. There’s nothing for it but to retreat to a tearoom and hope inspiration strikes between scones. It doesn’t—until Clara overhears a rake waxing eloquent on the art of “honorable” jilting. The cad may look like an Adonis, but he’s about to find himself on the wrong side of Lady Truelove. Rex Galbraith is an heir with no plans to produce a spare. He flirts with the minimum number of eligible young ladies to humor his matchmaking aunt, but Clara is the first to ever catch his roving eye. When he realizes that Clara—as Lady Truelove—has used his advice as newspaper fodder, he’s infuriated. But when he’s forced into a secret alliance with her, he realizes he’s got a much bigger problem—because Clara is upending everything Rex thought he knew about women—and about himself.
Dear Lady Truelove,
I am a girl of noble family, but I am painfully shy, especially in my encounters with those of the opposite sex...
Commento
Ah, la noia! La signora Guhrke di solito non mi delude mai, ma ultimamente sto leggendo titoli suoi che mi lasciano del tutto indifferente e che non mi divertono nemmeno un po', al contrario dei suoi vecchi romanzi. Mi sento quasi costretta a fare due conti e decidere se proseguire con questa serie, considerando che nemmeno il primo titolo mi aveva fatta impazzire.
Su TTwTL avevo maggiori aspettative principalmente per la tipologia dei due personaggi, mentre sulla trama speravo - in tutta onestà - che la questione giornale e colonna Lady Truelove fosse un po' meno prepotente, non ho purtroppo ottenuto soddisfazione da nessuna delle due cose.
La protagonista di questo romanzo è Clara, sorella di Irene protagonista del primo titolo della serie, ed è la sorella minore più schiva e legata alle convenzioni sociali delle giovani della sua età. Il protagonista maschile è Rex, noto scapolo anti matrimonio con la fama di essere un libertino.
Si può immaginare perché avevo grandi speranze su questi due personaggi e perché pensavo erroneamente che l'associazione di giovinetta ingenuotta e libertino bellissimo potesse scatenare scene di grande impatto e magari anche molto divertenti. Tra i due personaggi salvo Rex ma un po' sul filo del rasoio, perché pure lui illude di essere qualcosa che, a conti fatti, non è veramente; mentre la delusione cocente è Clara che parte come ragazzina ingenua e timidina per poi scatenare il mostro appena assaggia (letteralmente) un pizzico di mondanità e attrazione.
La storia si basa su un episodio legato alla rubrica Lady Truelove, ora gestita da una riluttante Clara in assenza della sorella. Clara non ha fantasia per gestire la colonna e, detta brutalmente, nemmeno l'esperienza in questioni di cuore, e unito alla sua personalità timida e abituata ad essere accudita si ha il risultato che Clara procrastina la scrittura della colonna al punto che è costretta a tirare fuori qualcosa di inaspettato: seduta in un café, ascolta per sbaglio una discussione privata tra Rex e il suo amico proprio in fatto di cuore, e Clara - indignata dai suggerimenti di Rex, decide di usare questo episodio per 'salvare' la ragazza della quale discutono e inventare una lettera finta per la colonna.
L'effetto è devastante, i due piccioncini litigano e si lasciano e Rex viene picchiato dal suo amico, e quando scopre che dietro a Lady Truelove c'è Clara elabora un piano per spaventarla e vendicare in parte il torto subito.
Clara e Rex si incrociano anche nella società, perché tra balli, picnic e altre amene attività si trovano sempre l'uno di fronte all'altra. La soluzione per rattoppare la situazione è un po' campata per aria (ma vabé, è un romance), e Clara suggerisce che Rex scriva la rubrica fino al ritorno della sorella, mentre in cambio lei starà al finto gioco di corteggiamento che Rex deve inscenare affinché la famiglia si convinca che finalmente si vuole sposare e ristabilisca la sua rendita mensile.
In sostanza da nemici i due diventano soci e, ovviamente, devono inscenare un'intimità che poco alla volta diventa reale, finché naturalmente la giovane e sprovveduta - ma ormai sulla via della perdizione - Clara si innamora del cinico Rex che, invece, avendo più esperienza ed essendo più presente a se stesso tronca il siparietto. Seguono sospiri e pianti, crisi d'identità, deflorazioni con proposta di matrimonio e, naturalmente, la presa di posizione di Clara che o Rex la ama oppure no e chissenefrega di tutto il resto.
Dal finale non ci si può aspettare niente di diverso da quello che la Guhrke ci presenta, tutto segue il classico schema senza scossoni, senza novità, senza intoppi, e tutto è bene ciò che finisce bene.
Mi sono annoiata a leggere TTwTL, è stato lungo, piatto, con una trama ormai letta fin troppe volte e con espedienti già usati nel primo titolo della serie. Per questo probabilmente non proseguirò con la serie, perché la Guhrke a me piace ma la leggo quando voglio qualcosa di spassoso (un po' come con la Quinn), mentre qui più che sorrisi ho avuto sbadigli. Spiace, ma me ne farò una ragione.

8 febbraio 2021

Tessa Dare
When a Scot ties the Knot

Serie Castles Ever After 3

Trama
Avon | ebook | € 3,82
On the cusp of her first London season, Miss Madeline Gracechurch was shyly pretty and talented with a drawing pencil, but hopelessly awkward with gentlemen. She was certain to be a dismal failure on the London marriage mart. So Maddie did what generations of shy, awkward young ladies have done: she invented a sweetheart. A Scottish sweetheart. One who was handsome and honorable and devoted to her, but conveniently never around. Maddie poured her heart into writing the imaginary Captain MacKenzie letter after letter … and by pretending to be devastated when he was (not really) killed in battle, she managed to avoid the pressures of London society entirely. Until years later, when this kilted Highland lover of her imaginings shows up in the flesh. The real Captain Logan MacKenzie arrives on her doorstep—handsome as anything, but not entirely honorable. He’s wounded, jaded, in possession of her letters… and ready to make good on every promise Maddie never expected to keep.
"If you didna want a Highland officer, you shouldna have wished for one." Shouldna, couldna, wouldna. "Silly me. I dreamed big." He gave her a sly grin. "And you got it."
Commento
E va bene, ho una resistenza pari a zero ma ho la scusa: voglio completare la challenge di Goodreads (mentre scrivo è ancora Dicembre) e ho bisogno di romanzi brevi e/o facili da leggere.
Quindi eccomi qui, a recensire l'ennesimo romance storico, ancora una volta della Dare e della stessa serie, consapevole dei miei precedenti errori e delle mie consolidate abitudini di lettura. Lo so, lo so, e non perderò tempo a criticare il mio timing, però non so quanto avrò da dire su questo libro.
In linea con il trend della serie, anche in WaSttK c'è un'eroina che ha ricevuto in eredità un castello. A questo giro il castello è in Scozia e l'eroina è una piccoletta che preferisce imboscarsi a disegnare insetti piuttosto che venire spedita ai balli per trovarsi marito. Madeline è una ragazza nella media ma molto dotata nel suo ambito: adora disegnare, illustra immagini che sembrano fotografie e partecipare alla stesura di un'enciclopedia sugli insetti è la sua massima aspirazione. Non le importa della società, dei balli, di trovare marito, perché la poverina è patologicamente timida, si congela per il terrore quando è in mezzo alle persone ed è consapevole che le sue mancanze nel socializzare la metteranno in ridicolo. Trovare marito è fuori questione, così per tenere a bada la famiglia e scansare gli obblighi della società inventa di sana pianta di essere fidanzata con un Capitano che, guarda caso, è in prima linea ed è scozzese, lontanissimo da casa sua. Per anni Madeline intrattiene una corrispondenza con se stessa che finge di essere il Capitano, scrive e si manda lettere per tenere in piedi la bugia, peccato che nel frattempo tutta la famiglia le abbia creduto e si strugga di preoccupazione per il povero Capitano. L'arrivo del castello in eredità è una fortuna inaspettata per Madeline, che approfitta delle circostanze per trincerarsi al sicuro nelle highlands dietro alla finta tragica morte in battaglia del Capitano. In lutto, sola in Scozia, Maddie può fare quello che vuole, disegnare e vestirsi di nero e non curarsi né della società né degli obblighi, sola e felice di esserlo.
Finché, ovviamente, alla porta si presenta il Capitano. Non solo quelle lettere sono veramente arrivate sul campo di battaglia, ma hanno trovato addirittura il Capitano MacKenzie, lo stesso inventato da Maddie in tutto e per tutto: nome, origine, posizione. Logan ha passato anni in prima linea, prima come soldato semplice e poi salendo i gradi fino a diventare Capitano. Alla fine della guerra torna in Scozia con i suoi compagni per scoprire che nel frattempo la Corona ha redistribuito i terreni ai nobili inglesi, lasciano gli scozzesi con un pungo di mosche. Per portare a casa la giornata, Logan decide di presentarsi da Maddie e rivendicare la sua posizione di fidanzato, in modo da poter usare la dote della ragazza per mantenere i suoi soldati, la maggior parte feriti gravemente e senza più la famiglia.
Logan non ha solo questa motivazione a spingerlo da Maddie, ma c'è anche quella più intima e segreta della vendetta: per anni ha custodito le lettere di Maddie, anche se finte, ed è rimasto offeso e ferito quando la ragazza lo ha fatto morire in battaglia. Decide quindi di approfittare della situazione a favore dei suoi uomini ma anche per se stesso, per rivendicare la sua dignità e il suo orgoglio ferito.
Maddie tutto poteva immaginarsi, ma che Logan esistesse sul serio e si presentasse alla porta dichiarando di volersi sposare al più presto proprio no.
Leggere di questi due che si trovano invischiati in una bugia è stato molto divertente ma la trama rimane questa e non ci sono grossi scossoni o colpi di scena: Logan ricatta Maddie affinché si sposino così lui potrà avere i terreni da dare in uso ai suoi uomini, Maddie che non sa che fare e non vuole che si venga a sapere della sua bugia, poi da nemici diventano amici e infine scocca la scintilla della passione e vissero felici e contenti.
Come già ho detto, non ho molto altro da aggiungere, lo stile della Dare è lo stesso identico degli altri romanzi della serie, così come l'ironia e la leggerezza dello stile, la trama è assolutamente lineare e semplice, senza scossoni, senza cattivi, senza intoppi degni di nota, si legge in un soffio e altrettanto velocemente si dimentica. Non è un male, per me questo è un pregio e lo ripeto ogni volta, credo che a questo giro il problema vero per me sia stato che primo, ero troppo piena di lavoro e non avevo tempo di scrivere la recensione subito così mi sono scordata quasi tutto e due, ero più presa dalla challenge che dal romanzo stesso.
Altro non ho da dire, rimango della mia idea che questa serie è perfetta come spegni cervello che riempie qualche oretta e che rilassa il giusto. Di positivo, oltre al solito, ho da dire che non mi sono annoiata, l'ho trovato forse più breve o più veloce da leggere rispetto al secondo che un po' mi aveva annoiata. Ecco, basta non ho altro da aggiungere.

11 gennaio 2021

Tessa Dare
Say yes to the Marquess

Serie Castles Ever After 2

Trama
Avon | ebook | € 3,50
After eight years of waiting for Piers Brandon, the wandering Marquess of Granville, to set a wedding date, Clio Whitmore has had enough. She's inherited a castle, scraped together some pride, and made plans to break her engagement. Not if Rafe Brandon can help it. A ruthless prizefighter and notorious rake, Rafe is determined that Clio will marry his brother—even if he has to plan the dratted wedding himself. So how does a hardened fighter cure a reluctant bride's cold feet? He starts with flowers. A wedding can't have too many flowers. Or harps. Or cakes. He lets her know she'll make a beautiful, desirable bride—and tries not to picture her as his. He doesn't kiss her. If he kisses her, he definitely doesn't kiss her again. When all else fails, he puts her in a stunning gown. And vows not to be nearby when the gown comes off. And no matter what—he doesn't fall in disastrous, hopeless love with the one woman he can never call his own.
He held her firm. She didn't pull away. And the world shrank around them, to something the size of two stubborn heartbeats and a wilted bouquet.
Commento
In preda ad una qualche forma di raptus ho iniziato un altro romance storico, pur sapendo ormai che leggerne due di fila, e della stessa serie oltretutto, non è mai una buona idea. Però, dai, ero stanca e non sapevo cosa scegliere tra i millemila titoli che aspettano di essere smaltiti, inclusi alcune nuove uscite che non avrei dovuto comprare.
Per sfuggire alla pressione mi sono rifugiata nel mondo zuccheroso dei romance storici e ne sono uscita un pochino più rilassata, ma anche un filo annoiata perché, come ho già detto, a me i romance storici piacciono ma alternati a generi diversi altrimenti mi sale subito la saturazione e perdo interesse.
La serie della Dare Castles ever after, con questo secondo titolo, si conferma essere molto piacevole da leggere: lo stile è pressoché identico al primo romanzo, con quel pizzico di ironia e dialoghi molto animati e svelti, e la struttura stessa della storia ricalca quella poco impegnativa con zero cattivi e ostacoli non tragicamente insormontabili del primo romanzo.
Say yes to the Marquess è una lettura per niente impegnativa e per questo merita un voto alto: io sono una grandissima fan dei romance con trame un po' sciape, perché rispondono alla mia necessità di spegnere il cervello e non richiedono un investimento di attenzione che superi la soglia del normale. Intrattiene, diverte, alza un filo la temperatura e si inizia e si finisce con il vago sentore di sapere già cosa succederà ed è perfetto così, perché la sua forza sta nella sua semplicità.
La protagonista del romanzo è Clio, una donna che ha passato gli ultimi anni della sua vita fidanzata ad un Marchese che lavora come diplomatico per la Corona e che, quindi, non è mai a casa. L'accordo matrimoniale era stato fatto quando Clio era bambina e non nasce da un sentimento romantico, semplicemente è cresciuta sapendo che avrebbe sposato il Marchese. Quando, però, Clio diventa grande, per il Marchese ogni scusa è buona per posticipare il matrimonio fino ad arrivare al punto in cui la poverina è lo zimbello della società per il suo fidanzato sfuggevole e il matrimonio fantasma.
A questo punto Clio, che ha la sua età ed è stufa di aspettare, approfitta del fatto di aver ereditato un castello per decidere di dare una svolta definitiva alla sua vita rompendo il fidanzamento e mettendosi in proprio aprendo una produzione di birra nella sua tenuta. Per rompere il fidanzamento, in assenza del suddetto fidanzato, Clio conta sulla firma del fratello del Marchese, Rafe Brandon, noto per essere la pecora nera della famiglia e poco incline alla fedeltà ai legami e agli obblighi richiesti dal suo rango.
Rafe, in assenza del fratello, ha dovuto mettere da parte la sua carriera di pugile per portare avanti il titolo di marchese, gestendo i beni di famiglia per il fratello. Quando Clio si presenta per fargli firmare i documenti, Rafe entra nel panico perché, nonostante sia innamorato di lei fin da quando erano ragazzini, è deciso a non rovinare nulla di ciò che appartiene al fratello - incluso il fidanzamento - mentre è sotto il suo controllo. Rafe decide così di mettere in atto una campagna di convincimento, sommergendo Clio di ogni possibile pizzo, svolazzo e merletto per farla entrare nel mood matrimoniale.
Clio, pur essendo una donna di ottima famiglia con tutti i modi che ne conseguono, si è letteralmente rotta le palle di aspettare e decide di prendere in mano la situazione attuando un'opera di convincimento al contrario su Rafe, approfittando del fatto che l'uomo, nella sua disperazione, si è trasferito nel suo castello così come le sorelle di Clio. La poverina è sola contro tutti: mentre Rafe e le sorelle si coalizzano tra torte a 3 piani, vestiti da sposa e menù, lei si dedica a ciò che veramente le interessa, ovvero il birrificio e Rafe. Come si può immaginare tra i due c'è subito una grandissima attrazione, Rafe si trascina dietro i suoi sentimenti da anni e Clio, che è un po' meno datata, riscopre la sua simpatia per l'uomo e si lascia trascinare dall'attrazione che prova per lui.
Rafe è il classico personaggio maschile tutto muscoli, ma ho apprezzato che la Dare non gli abbia appioppato soldi, fama e fisicata, lasciandolo invece quasi mezzo povero e con un intelletto assolutamente nella media. Rafe è consapevole delle sue mancanze, sa di non essere particolarmente intelligente, ma ciò che non ha in cervello lo mette con il suo senso pratico e il suo buon cuore, perché sotto alla scorza da duro e sotto al suo atteggiamento da burbero c'è un tenerone che vuole solo essere amato e non usato come stallone da monta. Clio, invece, è una protagonista che beneficia del corollario che la circonda: circostanze, eroe, personaggi secondari, autrice, e che senza uno solo di questi elementi sarebbe uscita un po' interessante e molto simile alla sfilata di eroine di romance storico sciape e fatte con lo stampino. C'è una bella dose di scene piccanti, però sono inserite in modo tale da non essere troppe o troppo esplicite, hanno un loro senso e regalano un'ulteriore caratteristica al romanzo: oltre ad essere già svelto di suo grazie allo stile della Dare, c'è anche un vago sentore di modernità che svecchia i romance storici di annata. Storia semplice, ma stile moderno questa è la formula che mi piace.
Quando intendo semplice, mi riferisco all'assoluta mancanza di un villain, cosa ormai nota e risaputa essere il classico ostacolo al lieto fine della coppia. In questo romanzo l'unico ostacolo è rappresentato dal ritorno del Marchese e da quello che significa per Clio e Rafe ma, anche qui, la Dare ha gestito tutto con una logica e un buon senso tali che la risoluzione è talmente liscia che non urta i miei nervi già tesi.
Insomma c'è il solito blocco prima del finale, ma non è niente di così assurdo e fantasioso da far finire il romanzo nella categoria dei romance che hanno aspirazioni ben oltre le loro possibilità. Bisogna cominciare ad apprezzare di più la semplicità di una trama banale, e cercare intrighi e matasse da sciogliere là dove c'è terreno fertile per loro. A me i romance storici piacciono così, facili da leggere e da gestire, come una pizza surgelata: poco sbattimento, medio rendimento.
Per quanto riguarda il voto medio tutto sta nel momento in cui l'ho letto, perché la storia mi ha annoiata per il semplice fatto che l'ho letta di seguito al primo romanzo della serie e così ha perso un po' del suo essere piacevole e spassosa. Sicuramente se lo avessi preso in mano dopo una sana pausa con altri romanzi nel mezzo lo avrei apprezzato molto di più. In ogni caso letto il primo e il secondo sono sicura che la serie sarà tutta godibilissima, infatti non vedo l'ora di farmi la scorta per i momenti bui del mio neurone, e ne prevedo moltissimi nei prossimi mesi.

23 novembre 2020

Tessa Dare
Romancing the Duke

Serie Castles Ever After 1

Trama
Avon | ebook | € 3,82
As the daughter of a famed author, Isolde Ophelia Goodnight grew up on tales of brave knights and fair maidens. She never doubted romance would be in her future, too. The storybooks offered endless possibilities. And as she grew older, Izzy crossed them off. One by one by one. 
Ugly duckling turned swan?
Abducted by handsome highwayman?
Rescued from drudgery by charming prince?
No, no, and… Heh. Now Izzy’s given up yearning for romance. She’ll settle for a roof over her head. What fairy tales are left over for an impoverished twenty-six year-old woman who’s never even been kissed? This one.
Then she looked up and saw him. The air vacated her lungs. Her grip tightened on her pen. Snap, went the quill. Thud, went her heart.
Commento
La frivolezza è tornata prepotentemente tra le mie letture. Era una vita che non mi immergevo nella sana inconsistenza dei romance storici, e ammetto che un po' mi è mancata quella sensazione di spegnere il cervello, gustarmi la più irrealistica e stucchevole love story e poi uscirne rilassata e ristorata pronta per un nuovo mattone da affrontare.
Dopo Dickens - che verrà dopo questa recensione - avevo un disperato bisogno di leggerezza, ma allo stesso tempo non avevo sbatti di cercarla dentro un contemporary, perché ultimamente quelli sono molto poco gustosi per me. Così ho sfogliato il kindle alla ricerca di uno storico, perché è quasi impossibile sbagliare, e infatti ho cliccato su un ebook di Tessa Dare senza leggere la trama, così alla cieca sulla fiducia. Così come niente ho iniziato Romancing the Duke dopo pranzo, e l'ho finito la sera stessa it was so good. Praticamente l'ho aspirato alla velocità della luce perché ha tutti gli elementi che mi piacciono in un romance storico: protagonista non adolescente, con un cervello funzionante e nessuna pudicizia inutile; protagonista maschile super gnocco un po' oscuro e tormentato, una trama super lineare senza brutte sorprese, un set ridotto ai minimi termini, una lunghezza media e uno stile molto ma molto coinvolgente, divertente e moderno. Ecco qua, in sintesi, com'è Romancing the Duke, ora passo al dettaglio.
Isolde ha ventisei anni, è rimasta da poco senza casa e senza un soldo perché il padre non aveva steso un testamento, lasciando così tutto al suo prossimo erede maschio, inclusi i profitti delle sue storie per bambini. L'intera vita di Isolde ha ruotato attorno al padre, un uomo pieno di alti e bassi e estremamente attaccato alla sua fama di scrittore, al punto che lei stessa ha subito la stessa fama: i fan del padre la vedono come la bambina protagonista dei racconti e nessuno la riesce a dividere da quel mondo, inclusa la sua esistenza come aiutante del padre. L'unico momento in cui la sua speranza si riaccende è quando le arriva una lettera secondo la quale un vecchio amico del padre le avrebbe lasciato un'eredità, dicendole di recarsi al Castello di Ghostle (pardon non ricordo il nome preciso, c'è il gioco di parole con ghostly). Così Isolde, con le sue ultime monete, arriva al castello trovandolo vuoto, mezzo diroccato, sporco e inquietante. Non aiuta che la poverina si senta svenire per la fame e abbia iniziato a piovere, ma il colpo di grazia le arriva dall'ombra di un uomo. Un uomo molto virile, aggressivo e scontroso con un cane ai piedi che sembra più un lupo. L'uomo è il Duca proprietario del castello e, come presto Isolde scoprirà, in seguito ad un duello è diventato cieco. L'uomo è un orso scontroso, non vuole nessuno attorno tanto meno una donna che disturba la sua quiete di recluso incazzato con il mondo.
Però Ransom ancora non sa che, proprio per colpa della sua reclusione, i suoi intendenti lo hanno raggirato vendendo la sua proprietà ad un lord che, alla sua morte, l'ha lasciata a Isolde. All'improvviso Isolde è la proprietaria del castello e Ransom è un ospite, molto poco felice e molto poco intenzionato a lasciare la sua tana.
Essendo costretti ad una convivenza infelice, i due si accordano per arrivare a snodare il bandolo della matassa: per rimanere al castello Isolde dovrà leggere i mesi di corrispondenza arretrata di Ransom per scoprire se veramente ha ereditato il castello o se è ancora una volta senza casa e senza soldi. Il punto forte di Isolde è che, essendo sola e senza niente, non ha praticamente più niente da perdere e quindi decide di approfittare di ogni singola occasione per testare i suoi limiti e fare esperienze che non ha mai avuto occasione di fare, incluse quelle sensuali con un uomo che la desidera. Perché si metta agli atti che Isolde non è la solita eroina bellissima e delicata, è ormai una donna con un viso dai tratti anonimi, una massa di capelli crespi e ricci che - secondo Ransom - sembrano un polipo ed è provvista di curve femminili che sono un po' le uniche caratteristiche di lei che il Duca riesce a percepire.
Quando scocca la scintilla tra i due divampa un incendio e non si perde tempo, con una strana fluidità che non pesa, i due cominciano un gioco di seduzione che li porta ad avere, ovviamente alla fine, dei sentimenti e che li uniscono a far fronte comune per battere in astuzia gli intendenti corrotti e portare al lieto fine del romanzo.
Punto forte per me, in senso assoluto, è la semplicità della trama e la presenza di un solo set dove si svolge la storia: oltre ad essere l'oggetto della contesa, il castello è anche l'unico luogo dove si muovo i personaggi, lasciando così un ampio spazio a tutto il resto, cioè i dialoghi e lo sviluppo della love story. Ho apprezzato molto anche la totale modernità con la quale i personaggi si rivolgono l'una all'altra, pur mantenendo una parvenza di rigore storico: lui è uno sboccato che gode nello stuzzicare Isolde con sconcezze, mentre lei invece di scandalizzarsi si diverte come una pazza. La cecità di Ransom è solo una parte che lo rende più ombroso di altri personaggi e viene descritta con abbastanza credibilità da non rovinare tutta l'impalcatura del personaggio: Ransom mi ha ricordato vagamente gli eroi della Kleypas, senza però tutta la seriosità che si portano dietro dallo stile dell'autrice. La Dare è sicuramente più spiccia nei modi e più aperta ad una sensualità meno ricamata, e devo dire che non mi è dispiaciuto perché letteralmente non si perde tempo.
Ci sono ovviamente delle parti secondarie che si sviluppano e un paio di personaggi chiave che rimangono a supporto della baracca, ma in linea di massima mi sento di dire che questo romance è riuscito perché si concentra unicamente sulla storia d'amore e non si imbavaglia con ricercatezze inutili: dritto al punto, con un tocco di ironia che non guasta. Ovviamente sono già partita con il secondo titolo della serie perché sono molto curiosa di vedere se questa spiccia vitalità è caratteristica della Dare o se è stato un caso legato alla storia. Vedremo, nel frattempo promuovo sentitamente.

6 luglio 2020

Lisa Kleypas - Devil's Daughter

Serie The Ravenels 5

Trama
Avon | ebook | € 5,20

Although beautiful young widow Phoebe, Lady Clare, has never met West Ravenel, she knows one thing for certain: he's a mean, rotten bully. Back in boarding school, he made her late husband's life a misery, and she'll never forgive him for it. But when Phoebe attends a family wedding, she encounters a dashing and impossibly charming stranger who sends a fire-and-ice jolt of attraction through her. And then he introduces himself...as none other than West Ravenel. West is a man with a tarnished past. No apologies, no excuses. However, from the moment he meets Phoebe, West is consumed by irresistible desire...not to mention the bitter awareness that a woman like her is far out of his reach. What West doesn't bargain on is that Phoebe is no straitlaced aristocratic lady. She's the daughter of a strong-willed wallflower who long ago eloped with Sebastian, Lord St. Vincent—the most devilishly wicked rake in England. Before long, Phoebe sets out to seduce the man who has awakened her fiery nature and shown her unimaginable pleasure. Will their overwhelming passion be enough to overcome the obstacles of the past? Only the devil's daughter knows...
You're all I think about. You're all I see. You're the center of a star, and the force of gravity keeps pulling me closer, and I don't give a damn that I'm about to be incinerated.

Commento
Edit. Ho letto questo romanzo molto prima dell'uscita dell'edizione italiana e ho preparato la recensione come scorta per il blog. Nel frattempo Mondadori ha tradotto il romanzo, metterò il link all'ebook sotto insieme a quello in inglese.
Se la Lisa non va dalla Debby, la Debby va dalla Lisa. Raga, io mi sono stufata di aspettare i tempi biblici della Mondadori per avere le traduzioni della Kleypas. La vita è troppo breve per sprecare tempo in attesa di leggere un romanzo che potresti avere quando vuoi, quindi mi sono decisa a mollare definitivamente le edizioni italiane e passare a quella originale. Lo so, non supporto l'editoria italiana e bla bla blah NOIA. Io i miei soldi e il mio tempo li impiego come meglio credo, e se ho voglia di qualche cosa non nessuna intenzione di torturarmi nell'attesa del giorno che - chissà quando - verrà.
Poi, insomma, stiamo parlando della storia di West Ravenel. Sapete da quanto tempo desideravo leggere il suo romanzo? Da quando è arrivato sulle pagine ubriaco, in sovrappeso e svogliato di tutto e di tutti, incluso se stesso. Ho aspettato abbastanza.
Devil's Daughter si colloca poco prima del matrimonio di Penelope con il figlio di Sebastian, il duca libertino di Devil in Winter, e conferma la tendenza di unire le due serie e le due famiglie facendo entrare in scena la figlia più grande di Sebastian e Evangeline, Phoebe.
Phoebe è appena uscita dal lutto dopo che il marito Henry è morto per una malattia consuntiva che lo ha sempre tenuto recluso in casa. Il loro è stato un matrimonio d'amore, hanno avuto due bambini, ma a sentire papà Sebastian, Henry non era il match giusto per Phoebe. Per anni ha fatto l'assistente, l'infermiera e non ha avuto l'occasione di vivere la vita da moglie felice, di avere un marito sano e forte e di non avere l'ansia che ogni momento è buono per la morte. Phoebe, però, non vuole sentire ragioni: mette Henry su un piedistallo e si prefigge di detestare tutto e tutti quelli che non idolatrano il marito, incluso un ricordo vago di un bullo che a scuola lo tormentava. Il bullo in questione era West, quando da bambino era costretto a frequentare la scuola e a subire o a distribuire la tipica dose di cattiveria dei ragazzini disagiati.
In occasione del matrimonio Phoebe e tutta la sua famiglia si spostano nel maniero dei Ravenel dove verrà celebrato il matrimonio e i due subito si scornano. O meglio, Phoebe si scorna contro West che, da parte sua, rimane impalato e folgorato. Lontano è il West perennemente ubriaco che combinava ogni tipo di azione immorale, quello che Phoebe ha di fronte è un uomo in forma, sano, robusto, abbronzato e super attivo e coinvolto nella gestione del maniero e delle coltivazioni. Da quando si è messo in testa di migliorare la tenuta West è cambiato, ora ha uno scopo, ha scoperto di essere bravo in qualcosa e non sente più quell'impulso autodistruttivo che lo aveva tenuto occupato per anni. Il risultato è che agli occhi di tutti, tranne che di Phoebe, West si è redento dal suo passato dissoluto, anche se è convinto di non essere per niente degno di una qualsiasi donna per bene.
Di fronte all'evidente gentilezza di West, alla sua padronanza dell'argomento, e alla sua disinvolta simpatia verso i due figli, Phoebe comincia ad ammorbidirsi nei suoi confronti. Non lo vede più come il bullo che ha rovinato l'infanzia al marito defunto, ma come un uomo molto capace che non indossa mai lo strato di rigida autorità della nobiltà. Pur essendo un Ravenel, West non è più interessato alla vita da nobile, ma purtroppo fatica a rinunciare alla sua attrazione per Phoebe. In lei vede una donna che ha bisogno di una scossa, che ha bisogno di ritrovare se stessa sotto gli strati di lutto e oltre al suo ruolo di madre. Per West Phoebe è una donna, prima di tutto, bellissima e intelligente, e poi una madre. Adora i suoi bambini, entra subito in sintonia con entrambi, e non si fa tanti scrupoli a portarsi dietro la combriccola per i campi e spiegare la situazione a Phoebe, ma non perde mai di vista la loro distanza sociale e non prova nemmeno a flirtare con lei.
Naturalmente i due sviluppano un'attrazione esplosiva, tutti se ne accorgono e persino Sebastian li spinge uno verso l'altra, ma entrambi sono dei testoni e fino a che proprio non riescono a resistere continuano la loro distante ma cordiale confidenza. Il ruolo di West nella vita di Phoebe è quello di liberarla dei paraocchi da vedova e farle capire che può benissimo prendere in mano il controllo della sua tenuta e rimodernarla per lasciare ai figli un lascito prospero e integro. Sia al progetto di Phoebe che alla relazione tra i due c'è un ostacolo: Phoebe aveva promesso al marito si sposarsi con il cugino, al quale aveva lasciato il controllo della tenuta. Purtroppo per lei, Phoebe scopre grazie a West che l'uomo non è per niente come sembrava e per liberarsene ci vuole lo zampino del padre.
Il lieto fine è da manuale, l'antagonista viene sbaragliato da un fronte comune e i due riescono a coronare il loro amore con la benedizione di tutti, dopo il classico tormento interiore.
Il romanzo mi è piaciuto tanto per la sua semplicità, perché pur avendo il classico elemento disturbatore alla storia d'amore, questo non è una continua invasione di campo ma è quasi un pretesto per far ulteriormente cambiare la personalità dei personaggi. Tutto il resto si svolge in ambientazioni bucoliche e domestiche e per me è stato estremamente rilassante leggere di West e Phoebe che se ne vanno per i campi, con i bambini e una gatta al seguito, così come ho gradito la breve parentesi in casa di Phoebe, soprattutto perché lì c'è stata un'impennata nella sensualità del romanzo e finalmente il lato selvaggio e indipendente di Phoebe salta fuori in tutta la sua potenza.
Devil's Daughter non è, in ogni caso, il miglior romanzo della Kleypas che io abbia mai letto, ma è uno storico solido, ben fatto, che riesce a soddisfare ogni singolo piccolo desiderio e prurito che mi viene quando ho voglia di storico ma non so dove sbattere la testa. La Kleypas rimane sempre una garanzia in fatto di stile e qualità, ma se si desidera un tipo di personaggio maschile diverso dal suo solito allora rimarrete delusi, perché è affezionata al maschio peloso e abbronzato e muscoloso e non c'è verso di farle scardinare questo chiodo fisso. Io non mi lamento in nessun caso, ho bevuto il romanzo e mi sono rilassata tantissimo e ho già comprato il prossimo titolo appena uscito nel caso in cui mi ripartisse il trip da storico e non avessi il coraggio di buttarmi su autrici nuove e sconosciute.