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7 settembre 2020

Lisa Kleypas
Chasing Cassandra

Serie Ravenels 6

Trama
Avon | ebook | € 5,49

Everything has a price...Railway magnate Tom Severin is wealthy and powerful enough to satisfy any desire as soon as it arises. Anything—or anyone—is his for the asking. It should be simple to find the perfect wife—and from his first glimpse of Lady Cassandra Ravenel, he’s determined to have her. But the beautiful and quick-witted Cassandra is equally determined to marry for love—the one thing he can’t give. Everything except her...

Severin is the most compelling and attractive man Cassandra has ever met, even if his heart is frozen. But she has no interest in living in the fast-paced world of a ruthless man who always plays to win. When a newfound enemy nearly destroys Cassandra’s reputation, Severin seizes the opportunity he’s been waiting for. As always, he gets what he wants—or does he? There’s one lesson Tom Severin has yet to learn from his new bride: Never underestimate a Ravenel. The chase for Cassandra’s hand may be over. But the chase for her heart has only just begun...
Perfection is impossible. Most mathematical truths can't be proved. The vast majority of mathematical relations can't be known. But you...standing here in your bare feet in that dress...you're perfect.
Commento
In un momento di crisi, tra un romanzo cartaceo e l'altro, ho pensato di buttarmi a pesce sulla Kleypas convinta che - come sempre - avrebbe salvato capre e cavoli e mi avrebbe gentilmente accompagnata nella scelta della prossima lettura.
Partendo dal presupposto che la Kleypas raramente sbaglia e raramente spara fuori dei romanzi che sono meno che belli, a questo giro mi trovo in difficoltà a dare un voto obiettivo. Sono costretta a fare una media tra gli alti e bassi che ho sperimentato durante la lettura. Sono partita benissimo, la metà del romanzo ancora ha tenuto botta ma, ad un certo punto intorno al 80% dell'ebook, ho perso interesse.
Ho notato che questa cosa del perdere interesse verso la fine mi sta accadendo con tanti romance, non solo storici e non solo Kleypas, e penso sia dovuto alla mia impermeabilità di fronte ai soliti happy ending. Evidentemente mi sono rotta di leggere di quando si sposano e fanno figli, non me ne può fregare di meno, la parte succosa è quella iniziale, tra battibecchi e seduzione.
Protagonista di questo romanzo è Cassandra, gemella di Penelope, e la incontriamo subito appena è finito il ricevimento di matrimonio della sorella. Tra tutti, Cassandra è forse l'unica che aveva il desiderio di sposarsi, di mettere su famiglia, e invece si ritrova a vedere gli altri trovare l'amore anche quando non vogliono, mentre lei rimane sola. Di carattere gentile, Cassandra non reagisce energicamente come la gemella e sfoga la sua tristezza nel cibo, sentendosi poi in colpa per aver preso dei chili di troppo. In un momento di tristezza propone a West di sposarla se proprio nessuno dei due riesce a trovare qualcuno ma, in quel momento, nascosto dietro una poltrona per stare in pace e in silenzio c'è Tom Severin, amico di famiglia. Tom, cinico e distaccato, rimane letteralmente folgorato da Cassandra e, senza pensarci due volte, le propone di prenderlo in considerazione come marito. Dal punto di vista di Cassandra l'uscita di Tom è follia pura: uno sconosciuto, per quanto affascinante e amico di West, le propone di sposarlo; dal punto di vista di Tom, invece, la questione è puramente razionale: essendo in età da matrimonio, non avendo più interesse nei flirt, essendo attratto da Cassandra, Tom pensa di poter raggiungere un risultato soddisfacente con la logica e la razionalità, ignorando completamente che per Cassandra il matrimonio è più una questione di cuore che di testa.
Il contrasto tra le due personalità è ciò che rende il romanzo divertente e appassionante, Tom è un personaggio che riduce tutto alla logica e fallisce miseramente in fatto di emozioni, ma nonostante la sua goffaggine in tema amoroso riesce a mantenere la solita aura mascolina degli eroi della Kleypas. Da un certo punto di vista Tom è il mix perfetto tra virilità e dolcezza, tra autorità e ingenuità, e si giustappone a Cassandra senza sbavature, come due pezzi di un puzzle.
Cassandra è, invece, la tipica eroina da romance storico: bionda, bellissima, gentile, virginale in tutto e per tutto ma prontissima a mollare gli ormeggi e sfornare dei bambini, ma per fortuna pur essendo così banale nella sua forma ha comunque il carattere kleypasiano: forte quando serve, damigella da salvare quando l'eroe deve sfoggiare la sua potenza.
La love story procede spedita secondo uno schema abbastanza prevedibile, ma è la disfatta di Tom a rendere tutto piacevole e il suo passaggio dall'essere razionale a dei livelli isterici a rientrare nei ranghi delle persone normali è fatto bene, tutto sommato.
La cosa che meno ho gradito è stata la quasi totale mancanza di tira e molla tra i due, praticamente fin da subito Tom si è messo in testa di sposarla e non cambia mai idea, mentre Cassandra si fa un po' desiderare ma quasi subito anche lei entra nel mood matrimoniale; in più non ho capito la necessità di anticipare - in termini di tempistiche sullo schema del genere - il matrimonio, lasciando così uno spazio enorme per la vita matrimoniale, soprattutto con la totale assenza di un punto di rottura vero nella coppia. E' per questo che ho perso interesse, si arriva al matrimonio troppo velocemente e troppo facilmente e poi l'idillio da sposini dura fin troppo, per i miei gusti. In più, considerando il carattere di Tom, ci avrei visto benissimo dei litigi atomici, invece lui è veramente troppo razionale e troppo accondiscendente verso Cassandra, tutto nell'ottica dell'ottenere quello che vuole anche con dei compromessi.
Per carità, sono comunque difetti stupidi che non rovinano in nessun modo la storia, semplicemente a me non fanno impazzire e mi vengono a noia. Quindi sì, Chasing Cassandra è un bel romance storico in pieno stile Kleypas, non batte in nessun modo i suoi predecessori nella serie, per chiarire, ma si difende bene, tutto sommato.

6 luglio 2020

Lisa Kleypas - Devil's Daughter

Serie The Ravenels 5

Trama
Avon | ebook | € 5,20

Although beautiful young widow Phoebe, Lady Clare, has never met West Ravenel, she knows one thing for certain: he's a mean, rotten bully. Back in boarding school, he made her late husband's life a misery, and she'll never forgive him for it. But when Phoebe attends a family wedding, she encounters a dashing and impossibly charming stranger who sends a fire-and-ice jolt of attraction through her. And then he introduces himself...as none other than West Ravenel. West is a man with a tarnished past. No apologies, no excuses. However, from the moment he meets Phoebe, West is consumed by irresistible desire...not to mention the bitter awareness that a woman like her is far out of his reach. What West doesn't bargain on is that Phoebe is no straitlaced aristocratic lady. She's the daughter of a strong-willed wallflower who long ago eloped with Sebastian, Lord St. Vincent—the most devilishly wicked rake in England. Before long, Phoebe sets out to seduce the man who has awakened her fiery nature and shown her unimaginable pleasure. Will their overwhelming passion be enough to overcome the obstacles of the past? Only the devil's daughter knows...
You're all I think about. You're all I see. You're the center of a star, and the force of gravity keeps pulling me closer, and I don't give a damn that I'm about to be incinerated.

Commento
Edit. Ho letto questo romanzo molto prima dell'uscita dell'edizione italiana e ho preparato la recensione come scorta per il blog. Nel frattempo Mondadori ha tradotto il romanzo, metterò il link all'ebook sotto insieme a quello in inglese.
Se la Lisa non va dalla Debby, la Debby va dalla Lisa. Raga, io mi sono stufata di aspettare i tempi biblici della Mondadori per avere le traduzioni della Kleypas. La vita è troppo breve per sprecare tempo in attesa di leggere un romanzo che potresti avere quando vuoi, quindi mi sono decisa a mollare definitivamente le edizioni italiane e passare a quella originale. Lo so, non supporto l'editoria italiana e bla bla blah NOIA. Io i miei soldi e il mio tempo li impiego come meglio credo, e se ho voglia di qualche cosa non nessuna intenzione di torturarmi nell'attesa del giorno che - chissà quando - verrà.
Poi, insomma, stiamo parlando della storia di West Ravenel. Sapete da quanto tempo desideravo leggere il suo romanzo? Da quando è arrivato sulle pagine ubriaco, in sovrappeso e svogliato di tutto e di tutti, incluso se stesso. Ho aspettato abbastanza.
Devil's Daughter si colloca poco prima del matrimonio di Penelope con il figlio di Sebastian, il duca libertino di Devil in Winter, e conferma la tendenza di unire le due serie e le due famiglie facendo entrare in scena la figlia più grande di Sebastian e Evangeline, Phoebe.
Phoebe è appena uscita dal lutto dopo che il marito Henry è morto per una malattia consuntiva che lo ha sempre tenuto recluso in casa. Il loro è stato un matrimonio d'amore, hanno avuto due bambini, ma a sentire papà Sebastian, Henry non era il match giusto per Phoebe. Per anni ha fatto l'assistente, l'infermiera e non ha avuto l'occasione di vivere la vita da moglie felice, di avere un marito sano e forte e di non avere l'ansia che ogni momento è buono per la morte. Phoebe, però, non vuole sentire ragioni: mette Henry su un piedistallo e si prefigge di detestare tutto e tutti quelli che non idolatrano il marito, incluso un ricordo vago di un bullo che a scuola lo tormentava. Il bullo in questione era West, quando da bambino era costretto a frequentare la scuola e a subire o a distribuire la tipica dose di cattiveria dei ragazzini disagiati.
In occasione del matrimonio Phoebe e tutta la sua famiglia si spostano nel maniero dei Ravenel dove verrà celebrato il matrimonio e i due subito si scornano. O meglio, Phoebe si scorna contro West che, da parte sua, rimane impalato e folgorato. Lontano è il West perennemente ubriaco che combinava ogni tipo di azione immorale, quello che Phoebe ha di fronte è un uomo in forma, sano, robusto, abbronzato e super attivo e coinvolto nella gestione del maniero e delle coltivazioni. Da quando si è messo in testa di migliorare la tenuta West è cambiato, ora ha uno scopo, ha scoperto di essere bravo in qualcosa e non sente più quell'impulso autodistruttivo che lo aveva tenuto occupato per anni. Il risultato è che agli occhi di tutti, tranne che di Phoebe, West si è redento dal suo passato dissoluto, anche se è convinto di non essere per niente degno di una qualsiasi donna per bene.
Di fronte all'evidente gentilezza di West, alla sua padronanza dell'argomento, e alla sua disinvolta simpatia verso i due figli, Phoebe comincia ad ammorbidirsi nei suoi confronti. Non lo vede più come il bullo che ha rovinato l'infanzia al marito defunto, ma come un uomo molto capace che non indossa mai lo strato di rigida autorità della nobiltà. Pur essendo un Ravenel, West non è più interessato alla vita da nobile, ma purtroppo fatica a rinunciare alla sua attrazione per Phoebe. In lei vede una donna che ha bisogno di una scossa, che ha bisogno di ritrovare se stessa sotto gli strati di lutto e oltre al suo ruolo di madre. Per West Phoebe è una donna, prima di tutto, bellissima e intelligente, e poi una madre. Adora i suoi bambini, entra subito in sintonia con entrambi, e non si fa tanti scrupoli a portarsi dietro la combriccola per i campi e spiegare la situazione a Phoebe, ma non perde mai di vista la loro distanza sociale e non prova nemmeno a flirtare con lei.
Naturalmente i due sviluppano un'attrazione esplosiva, tutti se ne accorgono e persino Sebastian li spinge uno verso l'altra, ma entrambi sono dei testoni e fino a che proprio non riescono a resistere continuano la loro distante ma cordiale confidenza. Il ruolo di West nella vita di Phoebe è quello di liberarla dei paraocchi da vedova e farle capire che può benissimo prendere in mano il controllo della sua tenuta e rimodernarla per lasciare ai figli un lascito prospero e integro. Sia al progetto di Phoebe che alla relazione tra i due c'è un ostacolo: Phoebe aveva promesso al marito si sposarsi con il cugino, al quale aveva lasciato il controllo della tenuta. Purtroppo per lei, Phoebe scopre grazie a West che l'uomo non è per niente come sembrava e per liberarsene ci vuole lo zampino del padre.
Il lieto fine è da manuale, l'antagonista viene sbaragliato da un fronte comune e i due riescono a coronare il loro amore con la benedizione di tutti, dopo il classico tormento interiore.
Il romanzo mi è piaciuto tanto per la sua semplicità, perché pur avendo il classico elemento disturbatore alla storia d'amore, questo non è una continua invasione di campo ma è quasi un pretesto per far ulteriormente cambiare la personalità dei personaggi. Tutto il resto si svolge in ambientazioni bucoliche e domestiche e per me è stato estremamente rilassante leggere di West e Phoebe che se ne vanno per i campi, con i bambini e una gatta al seguito, così come ho gradito la breve parentesi in casa di Phoebe, soprattutto perché lì c'è stata un'impennata nella sensualità del romanzo e finalmente il lato selvaggio e indipendente di Phoebe salta fuori in tutta la sua potenza.
Devil's Daughter non è, in ogni caso, il miglior romanzo della Kleypas che io abbia mai letto, ma è uno storico solido, ben fatto, che riesce a soddisfare ogni singolo piccolo desiderio e prurito che mi viene quando ho voglia di storico ma non so dove sbattere la testa. La Kleypas rimane sempre una garanzia in fatto di stile e qualità, ma se si desidera un tipo di personaggio maschile diverso dal suo solito allora rimarrete delusi, perché è affezionata al maschio peloso e abbronzato e muscoloso e non c'è verso di farle scardinare questo chiodo fisso. Io non mi lamento in nessun caso, ho bevuto il romanzo e mi sono rilassata tantissimo e ho già comprato il prossimo titolo appena uscito nel caso in cui mi ripartisse il trip da storico e non avessi il coraggio di buttarmi su autrici nuove e sconosciute.

26 novembre 2018

Lisa Kleypas
Come due sconosciuti

Serie Ravenels 4
Titolo originale Hello Stranger

Trama
Mondadori
ebook | € 6,99
Garrett Gibson è l'unica donna medico di Inghilterra, coraggiosa e indipendente come un uomo. Ma non ha mai avuto tempo per una relazione amorosa. Fino a quando non conosce Ethan Ransom, ex detective di Scotland Yard. Di lui si dice che sia un assassino, di certo è pericoloso, soprattutto per Garrett. Perché da nessuno si è mai sentita attratta così...
“The first moment I saw you, I knew you were my share of the world. Iʹve always loved you. If I could choose my fate, Iʹd never be parted from you. Acushla...pulse of my heart, breath of my soul...thereʹs nothing on this earth more fair and fine than you. Your shadow on the ground is sunlight to me.”



Commento
Cara Lisa, dal profondo del mio cuoricino ti dico grazie. Grazie perché mi sono rivolta a te in un momento di disperato bisogno e tu mi hai ascoltata. Se non avessi avuto te, nel mio Kindle, a quest'ora probabilmente sarei ancora impantanata con un romanzo che non avevo voglia di leggere e che mi annoiava. Fresca della più intelligente decisione presa quest'anno (droppare i libri che non mi prendono), ho mollato la zavorra senza sensi di colpa e mi sono buttata su di te.
Io non so quale allineamento planetario fosse in atto in quel momento, l'unica certezza è che d'ora in poi venererò la Kleypas come una delle poche autrici che hanno saputo salvarmi dall'ormai sempre presente blocco del lettore. In realtà, quando ho mollato il romanzo che avevo in lettura, nemmeno ci avevo pensato a iniziare subito la Kleypas perché ero talmente delusa che ho chiuso il Kindle e aperto Amazon. Ricordarmi di avere una piccola scorta di nomi sicuri nella libreria mi ha risollevato il morale e mi ha messa nel giusto mood per leggere. Fa un po' ridere che ormai mi sorprenda di avere il mood per leggere, eppure è così.
In ogni caso appena ho iniziato Come due sconosciuti mi sono ritrovata a divorare la storia con una velocità entusiasmante. Il romanzo prende il via qualche mese dopo la chiusura del titolo precedente e si concentra nella sua totalità sui due protagonisti principali, lasciandosi un bel margine per farci innamorare di un altro personaggio che, a questo punto, suppongo sarà protagonista del quinto titolo della serie.
Garrett e Ethan sono in tutto e per tutto padroni della situazione: non solo la loro è una trama serrata nei tempi e appassionante nei contenuti, ma le loro personalità hanno un'autorità e una definizione talmente evidenti che anche quando ci sono solo dei dialoghi non è possibile perdere interesse.
Tra i due, è chiaro che la Kleypas ha puntato tanto su Garrett. In quanto primo medico donna d'Inghilterra su di lei ricade un peso importante e c'è una ricerca storica discreta ma mai invadente che lascia trasparire la volontà dell'autrice di darle uno spessore ben diverso rispetto alle protagoniste precedenti. La cosa che ho gradito in particolare è che la Kleypas ha saputo sfruttare il ruolo di Garrett e la sua competenza senza farla scadere nel solito schema della donna indipendente e fastidiosa. Garrett è indipendente, ma è anche intelligente e capisce in fretta quando è il caso di fare un passo indietro e dare retta a chi ne sa più di lei. In lei c'è una modernità che la avvicina molto alle lettrici ma c'è anche una fragilità che non la distacca completamente dal suo periodo storico. C'è un equilibrio perfetto nel suo personaggio e in generale la sua caratterizzazione è piacevole.
Ethan, invece, è quel personaggio rimasto avvolto nel mistero per tre romanzi, del quale si sapeva poco o niente e che poteva essere meraviglioso o totalmente scialbo. Dubitare dei personaggi maschili della Kleypas è da ingenue, infatti io mi sono fidata ciecamente di lei e di Ethan. Purtroppo siamo lontani dal carisma e dalla virilità prorompenti dei protagonisti precedenti, ma non c'è motivo per essere deluse perché Ethan è un eroe affascinante, con la giusta dose di ruvidezza e di dolcezza che tanto riesce bene alla Kleypas. Ci sono delle dichiarazioni d'amore quasi - quasi, sottolineo - al limite dell'esagerato ma che, con la giusta prospettiva, son a dir poco poetiche.
Per quanto riguarda il personaggio secondario a cui ho fatto riferimento prima, Weston Ravenel è da innamoramento istantaneo. Nel corso della serie abbiamo imparato ad apprezzarlo ma qui lo si ama: fa ridere, fa commuovere, gioca un ruolo importantissimo nel momento più critico del romanzo ed è una spalla di tutto rispetto che affianca i due protagonisti senza portare via troppa attenzione. Quando West è sulla scena è impossibile ignorarlo, tanto è esagerato, ma allo stesso tempo si eclissa con una facilità disarmante. Bramo il suo romanzo con un'intensità assurda, spero che il prossimo sia il suo altrimenti mi verrà una crisi isterica.
La trama è in generale perfetta per un romance storico. Ethan fa parte di una sezione ufficiosa del ministero della difesa e da tempo indaga sugli attentati terroristici legati all'indipendenza irlandese. Anche se è silenzioso e passa inosservato, Ethan vede tutto e analizza le informazioni con la sua testa, arrivando alla conclusione di aver scoperto del marcio proprio nella sua sezione. Vivere al limite e conoscere i segreti dello Stato lo mette in bilico tra il perdere la vita e macchiarsi del sangue di innocenti. Quando Ethan decide di procedere sulla giusta strada, contemporaneamente questa si incrocia con Garrett. Il pericolo e l'amore per lui si sviluppano di pari passo: tanto rischia, tanto non riesce ad allontanarsi da lei al punto che si ritrova ad essere una pedina nel gioco di potere.
Ci sono momenti tragici nel romanzo che vengono gestiti come piace a me: l'azione, il pericolo, la sofferenza ci sono ma non schiacciano la narrazione e trovano una risoluzione precisa e veloce facilitata da uno sviluppo sottointeso che non lascia grossi buchi nell'immaginazione del lettore. Tutto serve a saldare il legame tra i due personaggi, e la Kleypas qui ha potuto superare quello che abbiamo già letto con Winterbone e Helen calcando la mano grazie alle competenze mediche di Garrett.
Sì, i cattivi ci sono, sì, scorre del sangue, ma in linea di massima tutto questo non porta via spazio e attenzione e di questo sono immensamente felice.
Non so se è stata la mia situazione precaria o se effettivamente questo romanzo è sopra la media, è sicuro che Come due sconosciuti è un romance storico ben fatto, appassionante e a tratti persino divertente, che si legge tutto d'un fiato e non annoia mai nemmeno per un secondo.
Sono così contenta anche perché grazie a questo romanzo sono passata direttamente ad un altro senza rompere il ritmo di lettura. Considerando quanta fatica ho fatto negli ultimi mesi a provare entusiasmo per un libro questo è un successo su tutta la linea, ed è grazie alla Kleypas.

1 febbraio 2018

Lisa Kleypas
Il diavolo in primavera

Serie Ravenels 3
Titolo originale Devil in Spring

Trama
Mondadori | ebook | €  7,99
Londra, 1876. A differenza di tutte le debuttanti londinesi, la bellissima Lady Pandora Ravenel non sogna di frequentare balli e trovarsi un marito. Preferisce di gran lunga dedicarsi ai suoi affari.
Ma la sua strada si incrocia con quella di Gabriel, Lord St. Vincent, impenitente libertino, altrettanto determinato a non essere ingabbiato in un matrimonio. E per entrambi sarà la scoperta di un brivido fino allora sconosciuto…








Commento
Parliamo di una cosa prima di partire con la recensione. Perché le trame dei romance sono sempre di cinque righe? Perché sono così brevi? Nessuno in redazione aveva voglia di sbattersi un briciolo di più? Perché io odio le trame corte: primo non si capisce una mazza e devi andare a caso e fidarti, secondo perché sformano la formattazione dei post e devo sempre lottare con Blogger per farlo uscire come tutti gli altri. Tra l'altro stiamo parlando della Kleypas, che è una superstar del genere e vende sempre e comunque, magari se ci spendessero le energie per presentarla meglio sarebbero tutti più contenti e soddisfatti.
Dopo questo sfogo isterico quasi insensato, mi butto nell'altrettanto isterico commento.
Lisa, io ti voglio bene, lo sai. Ti ho seguito fin dal primo romance uscito in edicola e da allora mi hai rovinata. A volte, però, mi fai incazzare come una biscia perché cominci daddio, crei personaggi fantastici, riesci a farmi cambiare idea su eroine che non sopporto e poi mandi tutti a remengo.
Il Diavolo in Primavera, ovvero come ti alzo l'hype - e l'ormone - a manetta e poi ti disintrego il sogno a colpi di noia, cliché e banalità.
Gabriel è il figlio di Sebastian (protagonista extra figo di Devil in Winter. Capito, no? Il padre è un devil in winter, il figlio è un devil in spring), erede sputato del padre sia per aspetto che per portamento. Biondo, algido, bellissimo e con una reputazione di uomo d'affari e estremamente devoto al ruolo di erede del ducato, Gabriel si porta dietro anche la cattiva reputazione del padre. Essendo figlio del Diavolo, la società gli ha cucito addosso la stessa fama del padre anche se lui, alla fine, non ha le sue stesse abitudini. In Gabriel ci sono più discrezione e senso della misura, indubbiamente caratteristiche della madre, ma dal padre ha ereditato una sessualità oscura fatta di estremi. Ecco, qui Lisa avrebbe potuto essere più esplicita e raccontarci un po' delle cose innominabili che soddisfano Gabriel, invece lascia intendere senza entrare nel dettaglio. L'unica cosa che sappiamo è che, nonostante la sua regola sia di evitare le donne sposate, la sua amante del momento è moglie di un ambasciatore ed è una di quelle che fanno di tutto.
Bene, Gabriel è un personaggio che riesce a mantenere alto il suo potenziale anche quando la trama perde intensità: il suo modo di fare rigido contrasta con la sua natura passionale, così i suoi sguardi di fuoco assumono un'importanza tutta nuova proprio perché non esagera con le espressioni e i movimenti. Però, per quanto lui sia intenso e perfetto, la sua controparte femminile è la wildcard del romanzo. Pandora è la gemella incasinata, la figlia insopportabile, la sorella ingestibile. E' quella che parla troppo, urla troppo, esagera sempre in qualsiasi cosa. Una giovane lady della nobiltà in età da debutto che si sdraia a terra e si fa leccare dal cane, si comporta come una bambina senza assorbire un briciolo di buon senso e logica dagli adulti, non poteva che farmi salire il nervoso. Fin dal primo romanzo della serie sapevo che Pandora non mi sarebbe piaciuta, essendo così fuori dalle mie grazie, invece la Kleypas ha saputo inserirla in un contesto tale, farla agire in un certo modo che il suo essere sempre troppo era comico, o goffo, o tenero, ma mai irritante. Affiancata da un personaggio come Gabriel le sue stranezze diventano peculiarità che contrastano in modo affascinante con la maturità di Gabriel, così anche la sottoscritta cinica ha dovuto capitolare di fronte alla riuscita della coppia.
La coppia funziona perché la storia viene impostata in un modo preciso: la Kleypas sfrutta la natura di Pandora per creare situazioni che mandano avanti la trama. Il modo in cui i due si incontrano, ad esempio, e tutto ciò che ne consegue è una scena che funziona proprio perché Pandora è a testa in giù bloccata nel divano e Gabriel è impassibile ma divertito. Esattamente per questo, poi, il tira e molla tra lei che non ne vuole sapere di sposarsi e lui che fa solo finta di esserne infastidito (con conseguente corteggiamento serrato) danno vita ad una prima parte che scorre via veloce come la luce e super coinvolgente, sexy e divertente.
Poi arriva il matrimonio e l'entusiasmo scende in picchiata.
Certo, ci sono ancora scene che mi sono piaciute, però ho trovato che la Kleypas, una volta che si supera la novità delle nozze, non sappia più come aggiungere brio alla coppia. Va bene inserire l'elemento esterno, ma se vuoi ficcare a tutti i costi il gruppo terroristico almeno abbi la decenza di renderli parte importante nella trama, non solo l'espediente per scrivere la scena in cui lei rischia la vita e Gabriel salva il mondo. Non ci crede nessuno, ma soprattutto a me non interessa, avrei gradito di più un classico misunderstanding nato dalla gelosia o qualche cazzata combinata da Gabriel, piuttosto che la coltellata e il ballo esplosivo.
Avrei persino preferito che la continua e martellante ossessione di Pandora per la sua impresa fosse il vero punto di contrasto, invece qua sembra sorvolare la storia senza influenzarla sul serio. Vuoi mettere in commercio un gioco da tavolo e avere la tua azienda? Ci pensano il marito della sorella e il tuo. Anche se l'idea è corretta, la messa in atto è sbagliata: Pandora non affronta mai i suoi desideri e le sue attività con maturità, sembra sempre una bambina che sogna e papino che esaudisce e non riesce ad uscire dall'immagine goffa e ingenua della ragazzina che sogna il suo gioco da tavolo.
Quindi, al di là del guizzo momentaneo di indipendenza e femminismo, la vera parte forte è la prima fino al matrimonio stesso, poi la storia procede per inerzia e non riesce più ad emozionare sul serio.
Che gran peccato, perché Gabriel mi aveva risvegliato il neurone e Pandora era riuscita a sorprendermi. La Kleypas, invece, non mi ha sorpresa affatto. Diciamo che rispetto al primo - che non mi era piaciuto molto - e il secondo - che ho ampiamente apprezzato - questo è una via di mezzo, il classico bene ma non benissimo.
Spero solo che non mi tocchi aspettare anni per avere un altro romance storico della Lisetta perché potrei entrare in crisi. Poco importa se i voti sono mosci, io la bramo comunque.

22 gennaio 2018

Lisa Kleypas
Una moglie per Winterborne

Serie Ravenels 2
Titolo originale Marrying Winterborne

Trama
Oscar Mondadori
ebook | € 7,99

Di umili origini, grazie alla sua sfrenata ambizione Rhys Winterborne ha ottenuto ricchezza e successo. È un uomo che sa sempre come ottenere ciò che vuole, e ora vuole l'aristocratica Lady Helen Ravenel.
E se per costringerla a sposarlo dovrà rubarle la sua virtù, tanto meglio. Ma la seducente e timida Helen ha in serbo qualche sorpresa per il rude affarista.









Commento
E' l'inizio dell'anno, mi sento ancora troppo positiva e fiduciosa e sto regalando voti alti. No dai, questo non è un voto regalato, il romanzo mi è piaciuto sul serio.
Siccome ho già in lettura il terzo libro della serie Ravenel - che sto divorando - posso quasi sbilanciarmi e dire che probabilmente la Kleypas è uscita da quel periodo nero in cui pubblicava solo romanzi mediocri (di quelli contemporanei non ne parliamo, per cortesia). Magari sto festeggiando prima del tempo ma io spero di no perché Una moglie per Winterborne mi è piaciuto molto e se penso al terrore viscerale che ho provato dopo aver finito il primo titolo della serie il mio cuore ora è in pace.
Finalmente - finalmente - la Kleypas è tornata ai maschioni ruvidi che sa scrivere così bene. Winterborn non è ancora ai livelli di alcuni suoi eroi che hanno imposto uno standard nel mondo del romance, ma si avvicina moltissimo. 
Il ricco magnate proprietario dei grandi magazzini Winterborn è un uomo d'affari con le mani in pasta praticamente ovunque e ci viene descritto come un esemplare ideale della stirpe di maschi gallesi. Fisicamente muscoloso e piazzato - se non ricordo male lo paragona ad un toro, capiamoci - di una bellezza rude, mascolina e grezza, Rhys ha anche un carattere focoso, aggressivo e dominante - e già qui sospiriamo. Abituato com'è ad ottenere tutto e subito e a standard più che elevati, Rhys gioca la carta del povero arricchito che martella nella società il suo potere aspirando ad ottenre l'ultimo status sociale: una moglie aristocratica. Così il romanzo riprende le fila di una storia che la Kleypas aveva già anticipato.
La trama del romanzo non viene buttata sulla piazza in Una moglie per Winterborne, ma è stata delineata già in Un libertino dal cuore di ghiaccio piazzandoci un Rhys ammaccato nel letto della casa di campagna dei Ravenel e scatenandogli addosso una Helen pudicamente affascinata dal maschione gallese.
Io un po' di paura per la riuscita della coppia l'avevo, sarò sincera, non tanto perché i due insieme non mi convincevano (in realtà sono quasi la mia coppia di romance ideale), quanto perché con due personaggi così ci voleva una dose di passione da sturbo.
Il rischio era di ammorbidire i bordi ruvidi di Rhys per colpa della eterea e virginale Helen, suo esatto opposto. Invece, per mia somma felicità, la Kleypas ha saputo sfruttare la situazione e far risaltare i due personaggi proprio perché per la loro diversità. Tanto più Rhys è appassionato e incontrollabile, tanto più Helen smette felicemente i panni della ragazza ingenua e si immerge nell'adorazione che lui ha per lei. Diciamo che Helen rimane comunque ingenua per buona parte del romanzo, ma è un'ingenuità che non irrita e non crea situazioni stupide e fastidiose che scatenano l'odio dei lettori nei confronti delle eroine poco indipendenti. In un certo senso, Helen si emancipa dalla famiglia e impara a prendere decisioni in base ai suoi desideri, anche se questo significa andare contro ciò che la famiglia pensa sia meglio per lei.
Il romanzo, infatti, inizia già con una rottura. A causa dell'intervento indesiderato dei Ravenel, a Rhys viene fatto intendere che Helen si è pentita del loro fidanzamento e che abbia deciso di romperlo perché Rhys era stato troppo brusco nei suoi confronti. In pratica le ha ficcato la lingua in bocca e lei, mai stata baciata, si è fatta prendere dal panico causandosi un attacco di emicrania. Da qui l'idea che Rhys l'avesse traumatizzata e che non fosse l'uomo per lei. Ma, mentre la famiglia cercava di liberarsi di Rhys e lui rimuginava e si incazzava, Helen ripensava a lui e a quanto avrebbe voluto baciarlo ancora. Se fosse stata una protagonista moscia, Helen non avrebbe mai fatto niente e si sarebbe lasciata comandare dalla famiglia, invece non solo va contro i loro desideri ma letteralmente salta addosso a Rhys per convincerlo che lei fa sul serio.
E qui la Kleypas ha pensato bene di non lesinare sulle scene d'amore e ci spara subito una scena che, onestamente, mi ha convinta del tutto della sua redenzione. 
Non c'è un'esagerazione di sesso, ovviamente, e le scene più tradizionali non mancano, ma è lo stile sensuale e ricco a dare al romanzo una continua sensazione che la passione domini la storia. Del resto con un personaggio come Rhys il contrario sarebbe stato uno spreco vergognoso. 
Pur avendo una trama lineare e per niente complicata, la Kleypas ha saputo mantenere alto il livello di agitazione per la rottura, diluendola all'interno della narrazione in modo che risultasse ben inserita nella storia e coerente agli eventi: non c'è un vero e proprio punto di rottura atomica, ma più scene nelle quali i due personaggi si scontrano a causa delle loro diverse personalità, in più l'autrice inserisce un elemento di disturbo esterno che arricchisce il passato di Helen e rende più gustoso il momento finale della supposta separazione.
Non so se ho veramente apprezzato i risvolti della scoperta di Helen (padre, madre, sorelle eccetera) perché l'immagine da famiglia del Mulino Bianco tende sempre a causarmi un po' di acidità di stomaco, ma essendo presente solo nel finale ed avendo avuto prima un romanzo che ha rispettato i miei desideri e ha rispecchiato lo standard (alto) della Kleypas non posso certo lamentarmi.
Ora mi butto nel terzo romanzo della serie e vediamo se anche con questo Lisa nostra è rimasta in pista o ha subito l'ennesimo arresto con incidente.

18 settembre 2017

Lisa Kleypas
La ragazza dagli occhi scuri

Serie Travis 4
Titolo originale Brown-Eyed Girl

Trama
Leggereditore
pag. 297 | € 9,90

Avery Crosslin è una giovane stilista di talento, appagata e felice, con una brillante carriera davanti a sé. Fino al giorno in cui la società per cui lavora fallisce e il fidanzato decide di mollarla. Come se non bastasse, l’acuirsi della malattia del padre la costringe al suo capezzale giorno e notte. Disoccupata, single e con un dolore che le attanaglia il cuore, in ospedale incontra un uomo affascinante che si offre di aiutarla. L’attrazione tra i due è irresistibile, eppure, quando lui le confessa il suo interesse, Avery lo liquida fingendosi già impegnata. Alla morte del padre, riceve una lettera: è da parte di Joe, l’affascinante sconosciuto che Avery non riesce a dimenticare, ma che ha scoperto essere in qualche modo responsabile della tragedia che sta vivendo.





Commento
Che cosa ho letto.
Cos'è questa roba? Mi rifiuto di pensare che la Kleypas abbia firmato un romanzo del genere. Mi rifiuto. Perché se questa è la qualità dei suoi nuovi contemporanei allora io e lei abbiamo un problema. Certo, finché riuscirà a mantenere il suo stile negli storici potremmo continuare la nostra relazione ma, visto che pure Un libertino dal cuore di ghiaccio mi aveva delusa (QUI la recensione), le mie speranze non hanno un futuro roseo.
Non voglio sapere se Leggereditore ha tagliato o ha fatto qualcosa con la traduzione, mi importa fino ad un certo punto perché se il contenuto è brutto in originale sarà brutto pure nella traduzione, che sia integrale o no. Il problema non è nemmeno economico, visto che ho comprato il libro usato su Libraccio pagandolo la metà (cosa che si può comunque fare anche su IBS).
Il problema vero è che banale, noioso, piatto, sembra uno di quei romance degli anni '90 dove la quantità di pagine è inversamente proporzionale alle parti interessanti della trama, uno di quei romanzi che puoi trovare nel reparto ammuffito di rosa della biblioteca e che nessuno prende più perché è un tipo di storia ormai passato di moda, sembra un Harmony più lungo della media, così prevedibile che si potrebbero saltare intere pagine.
Non c'è niente che mi abbia ricordato lo stile della Kleypas, niente che abbia avvicinato questo titolo agli altri della serie, niente che abbia anche solo in minima parte risvegliato il neurone della lettura, nemmeno il protagonista maschile.
Di solito con la Kleypas puoi stare tranquilla che almeno l'eroe meriti lo sforzo della lettura, ma qui nemmeno Joe riesce ad uscire dal pantano. Nemmeno la sua entrata in scena è memorabile o emozionante, nemmeno le scene di sesso. Di lui sappiamo che ha gli occhi e i capelli neri, fa il fotografo, è peloso e virile come tutti i Travis ed è il fratello che sta fuori dall'azienda di famiglia.
E' insolitamente remissivo, quasi un cucciolo che corre dietro a comesichiamaspettachecontrollolatrama Avery e sospira d'amore. E' un eroe della Kleypas, questo? 
Così moscio, gentile e comprensivo? Dov'è finita la classica arroganza che scatena incomprensioni e casini come solo i maschi kleypasiani sanno fare? Dov'è il maschilismo old school, quello io maschio tu donna che in ambito della fiction romantica riesce ancora a far sospirare?
Insomma, io qui ho letto di un personaggio femminile che monopolizza la storia con le sue paturnie assurde, dalla misura del suo culo all'ex che l'ha scaricata sull'altare, fino alle sue manie ossessivo compulsive per controllare il suo lavoro. Un personaggio femminile del genere non ha quasi nessuna caratteristica in comune con le donne di oggi, ormai avere una taglia 50 non è certo motivo di imbarazzo e nemmeno un cretino che ti molla, e leggere di Avery che si lamenta che ha le tette grosse o che si vergogna o che non crede più nell'amore mi ha fatto salire il nervoso.
La noia di questo romanzo, la banalità, sono assolute. Totali, imbarazzanti, inevitabili.
Dalla protagonista femminile al tema wedding planner che - onestamente - è uno di quelli che mi fanno venire l'orticaria, persino ai personaggi secondari stereotipati e al cane Coco che è una specie di caso canino perché fa più divertente e tenero.
I dialoghi, le parole, le scene, la struttura e l'essenza stessa del romanzo sono datati. Polverosi, vecchi, superati. Un libro di neanche trecento pagine si è trascinato per giornate intere e mi ha stroncato qualsiasi voglia di romance classico.
Sono molto delusa, molto. Non pensavo che la Kleypas potesse mettere in commercio un prodotto così banale e brutto, eppure l'ha fatto. Ora mi prendo una pausa prima di leggere il suo ultimo storico perché se anche quello è brutto io rischio di entrare in depressione.

28 novembre 2016

Lisa Kleypas
Un libertino dal cuore di ghiaccio

Serie Ravenels 1
Titolo originale Cold-Hearted Rake

Trama
Oscar Mondadori
ebook | € 6,99

Inghilterra, 1875. Devon Ravenel, incallito donnaiolo, è lo scapolo più affascinante di Londra e ha appena ereditato una contea. Il suo nuovo ruolo sociale gli impone però responsabilità inattese e qualche sorpresa: la sua nuova proprietà, infatti, è gravata dai debiti e per di più nella dimora ereditata vivono le tre sorelle del defunto conte e una giovane, bellissima vedova, Lady Kathleen Trenear. Presto tra i due scoppia la passione, ma la donna conosce bene i tipi come Devon. E non ha alcuna intenzione di consegnargli il proprio cuore.






Commento
Oh Lisa, how disappointing.
Non mi ero nemmeno accorta che Un libertino dal cuore di ghiaccio fosse uscito e che fosse un'inedito. Quando l'ho scoperto mi è esploso il cervello per l'eccitazione.
Eppure eccomi qui, ampiamente delusa, a rimuginare su quanto mi sarebbe piaciuto avere tra le mani un altro titolo indimenticabile della Kleypas.
Invece no, questo romanzo - a dispetto di quello che ho letto in giro - non è bellissimo né indimenticabile: è, in sostanza, un ritorno tiepido per un'autrice che mi aveva abituata forse troppo bene.
Il problema non è nemmeno nella trama o - per carità! - nello stile, perché entrambi rispecchiano lo standard della Kleypas, ma nella mancanza di ritmo e di eccitazione, nella mancanza di punti di rottura che nei romance determinano gli alti e bassi della storia, e che suscitano lo slancio emotivo nella lettrice. Un libertino dal cuore di ghiaccio è calma piatta assoluta, è assenza di picchi di angst, di coinvolgimento e di emozione: praticamente l'ho letto con apatia senza provare la minima curiosità per i due protagonisti.
Per assurdo, ho trovato più interessante il personaggio di Weston e molto più oscuro e affascinante Winterbone rispetto a Devon, che avrebbe dovuto monopolizzare l'attenzione. Invece no, non soltanto Devon manca del classico carisma da eroe alfa che la Kleypas sa proporre tanto bene a parole, ma è anche accoppiato ad una delle eroine più odiose mai create dall'autrice.
Assieme alla noia per la piattezza della narrazione, il fastidio per il comportamento di Kathleen ha smontato quel poco che mi piaceva della storia e mi ha costretta a sopportare scene da omicidio nelle quali avrei preso entrambi i protagonisti a badilate sui denti. Devon, vabé, non è malaccio però è troppo stereotipato e risponde troppo in fretta e troppo bene allo schema del romance, mentre lei è una vedova allo stesso tempo acida e arrapata che vuole avere tutto sotto controllo fregandosene se gli altri hanno più abilità di lei o semplicemente sono abbastanza intelligenti da sapere cosa vogliono (tipo Helen).
Se non fosse stato per i dettagli del romanzo, per i personaggi secondari e per le loro storie che si sviluppano brevemente, probabilmente avrei dato un voto più basso e avrei trascinato la lettura fino alla fine.
Dalla Kleypas mi aspettavo ben altro, considerando che ormai è un'autrice navigata e che ha uno schema ben preciso che distingue i suoi storici da tutti gli altri. Evidentemente questa storia - forse la prima storica dopo un bel po' di contemporanei, se non sbaglio - è nata come apripista per gli altri personaggi, oppure è nata semplicemente banale e noiosa.
Le uniche cose che salvano Un libertino dal cuore di ghiaccio dal baratro dell'oblio sono lo stile sempre impeccabile, Weston e Winterbone. Prego che la Kleypas possa pubblicare i loro romanzi in fretta e che siano migliori di questo, altrimenti credo che la mia sicurezza con questa autrice verrà irrimediabilmente compromessa.
Ps: Poschina ha scritto una recensione al vetriolo divertentissima che esprime benissimo il mio pensiero, vi invito a leggerla.

24 settembre 2015

Lisa Kleypas
L'amore è il mio incantesimo

Serie Friday Harbor 4
Titolo originale Crystal Cove
Trama
Mondadori
pag. 319 | € 9,90
Cresciuta con una madre inquieta e vagabonda, Justine Hoffman desidera una sola cosa: una vita stabile, tranquilla, persino prevedibile. Quella che è riuscita infine a costruirsi a Friday Harbor, dove gestisce un piccolo B&B. Ma c'è ancora qualcosa che manca nella sua esistenza: l'amore.
E dopo anni di inutili attese, è decisa a tutto pur di cambiare il suo destino di solitudine. Ma non sarà facile: come nelle favole, infatti, qualcuno ha gettato un incantesimo su Justine alla sua nascita, condannandola a non trovare mai l'anima gemella. Quando incontra il misterioso Jason Black, Justine dà inavvertitamente il via a una tempesta di desideri e passioni pericolose che rischia di minacciare tutto quanto ha di più caro. Perché anche Jason custodisce dei segreti, e vuole da Justine ciò che il fato non ha previsto...
"...apri la mente, Justine. L'amore può nascere nei luoghi più inaspettati." 
"Anche le erbacce."
Commento
Non mi è ben chiara una cosa e nemmeno Google si sta rendendo utile - dramma nel dramma. Non ho capito se la serie Friday Harbor è completa. Non c'è scritto da nessuna parte e io suppongo che sia conclusa, ma non ne ho la certezza e questa cosa mi manda in bestia. Se avete notizie fatemelo sapere, rischio di non dormirci la notte.
Partendo dal presupposto che la serie è terminata il mio giudizio è questo: meh.
Diciamo che tutta la serie è un meh generale, con qualche eccezione che fa schizzare il voto un gradino più in alto. Non è niente di speciale, niente di indimenticabile, niente di collezionabile, eppure ha il suo perché e la sua utilità.
Anche questo titolo ha servito più che egregiamente il suo scopo: conciliarmi il sonno e farmi rilassare. Del resto persino i suoi fratellini lo avevano fatto e solo uno mi è piaciuto molto, ma questo almeno ha il pregio di portare - finalmente, direi - la magia in primo piano.
I tre romanzi precedenti avevano sparso qualche briciolina di magia nella trama per dare un pizzico di originalità ma non avevano una base portante fondata sulla magia come elemento catalizzatore. In chiusura di serie - once again, sempre che L'amore è il mio incantesimo sia l'ultimo - la Kleypas ha rovesciato tutto l'avanzo e ha trasformato la serie da romance contemporaneo con un pizzico di magia ad un paranormal romance contemporaneo con tanta magia e uno schema da romance classico. Mischiotto casotto, oserei dire. Perché va bene usare tanta magia, ma farlo come sprint finale cambiando il registro non so, mi ha lasciata un po' meno soddisfatta.
Tanto più che puntavo su questi due personaggi, così interessanti già da soli, per chiudere in bellezza.
Jason è il nerd figo che non si fa vedere da nessuno, chiuso nel suo guscio di lusso e nella sua genialità di programmatore di videogames. E' un tipo strano, con le sue fisse sul cibo, sull'ambiente che lo circonda e - piccolo dettaglio - non ha l'anima. Povero Jason, tanto oscuro e tanto contorto e poi non ha uno straccio di anima. Il come e il perché, però, non li sapremo mai, quindi prendiamola come una verità assoluta. A parte questo piccolo dettaglio, Jason è un personaggio che parte benissimo e poi si perde per strada, schiacciato com'è da tutta la questione amore/magia.
Justine, invece, è totalmente diversa da come me la ero immaginata: sembrava cinica, fredda, una vera amazzone dotata di scopa e grimorio, invece è tenerella e in cerca d'amore, una vera anima in pena che studia il suo Tridecimo alla ricerca di una formula per trovare l'amore.
Il fatto che tra i due scoppi la classica quanto prevedibile scintilla è ovviamente prevedibile, eppure è mancato quel momento di congiunzione tra l'attrazione fisica e l'innamoramento: un momento prima Jason voleva saltare addosso a Justine, quello dopo è follemente innamorato. Non è ben chiara questa cosa, sembra che si sia persa in mezzo al marasma magico che - a quanto pare - fa più danni che altro.
Dal punto di vista della trama diciamo che la storia è deboluccia: tutta la questione incantesimo/anima si annulla in fretta perché si innamorano, e il finale ruota attorno alla risoluzione del pasticcio e al classico e vissero felici e contenti.
In un certo senso L'amore è il mio incantesimo mi ha ricordato un po' il film Amori e incantesimi, ha lo stesso spirito e non è di certo un male. Se devo essere sincera, questa serie mi ha lasciata un po' passiva: per quanto sia sicuramente piacevole e ben scritta, non è niente di così particolare e speciale da rimanere nella mente e nel cuore del lettore, considerando poi che la Kleypas è capace di ben altro. Non mi dispiace dire di aver concluso la serie, così come non mi dispiace sapere che non ci saranno altri titoli.

14 settembre 2015

Lisa Kleypas
Sogni sull'acqua

Serie Friday Harbor 3
Titolo originale Dream Lake
Trama
Mondadori | pag. 335 | € 9,90
Alex, disincantato, non crede più a nulla. Zoë, sognatrice e forse ingenua. Non potrebbero essere più diversi. Ma gli opposti, si sa, si attraggono... Alex Nolan vive a Friday Harbor. Cinico e disilluso, combatte i demoni che affollano la sua mente grazie all'aiuto di una bottiglia di whisky. Vive in un inferno privato che ogni giorno rende più arido e solitario attorno a sé. Fino al giorno in cui una creatura vi accede, ma dev'essere un fantasma perché solo Alex riesce a vederla. Forse ha davvero attraversato in maniera definitiva la sottile linea che separa la sanità dalla follia. Zoë Hoffman è un'inguaribile romantica e quando incontra Alex, che le mostra il proprio lato più intrigante, il suo istinto le urla: scappa! Persino Alex la invita a fuggire da lui. Ma nella mente di Zoë si fa strada un'idea, bizzarra e sempre più insistente: che forse un antico fantasma possa ridare nuova speranza a un cuore spezzato. E che l'amore possa superare ogni barriera di tempo, spazio, e perfino buon senso...
"Succederà anche a te prima o poi" disse il fantasma, come se gli avesse letto nel pensiero. "Arriverà come una mazzata. Ci sono cose nella vita alle quali non puoi sfuggire." "Sì," rispose Alex con voce malferma "tre cose: la morte, le tasse e Facebook. Ma all'amore posso sfuggire senza problemi."
Commento
O santa Lisa, meno male che nei momenti difficili ci sei tu che mi risollevi il morale.
Dopo una serie di letture banali o addirittura scadenti ho avuto la classica botta di culo e mi è capitato un buon romanzo, un ottimo romance, una perfetta valvola di sfogo che rilassa la mente e lo spirito.
Cara Lisa, per fortuna che nel momento del bisogno mi hai regalato Alex e Zoe, perché altrimenti sarei entrata in una fase di rifiuto che mi avrebbe allontanata dalla lettura per tutto il mese di Agosto. Grazie a te non ho perso la speranza, quindi grazie.
Ora, dopo la solita scemenza - necessaria - per risollevarmi il morale, entriamo nel vivo e parliamo di questo terzo titolo della serie Friday Harbor. Ci sono voluti tre romanzi perché questa serie prendesse il volo ma finalmente l'ha fatto e - cielo! - ha messo il turbo!
Tanto per cominciare la trama ha perso quell'incertezza dei primi due libri, assumendo una sicurezza nella gestione dei suoi elementi come solo la Kleypas sa fare. Alex e Zoe, il fantasma, la storia secondaria che scorre parallela e legata alla prima, i dialoghi, gli sviluppi: tutto risponde in modo perfetto allo schema del romance contemporaneo ed esprime il pizzico di carattere che lo rende diverso dagli altri titoli della serie.
Dal punto di vista stilistico non c'è praticamente niente da aggiungere di nuovo, la Kleypas è una professionista e quando prende un granchio è nella trama e non nella forma. E' certo, per me, che una trama più bella esalta al meglio le qualità dell'autrice ma, questo, credo è vero per molti e non solo per lei.
La cosa che mi è piaciuta di più, come si potrà immaginare, è il personaggio maschile: Alex. Nel romanzo precedente è entrato in scena come il fratello più problematico, già avviato verso una strada di autodistruzione a causa di un grosso problema di dipendenza da alcool.
Alex è cinico, disilluso, freddo, totalmente distaccato dalla realtà e dai fratelli. Continua a vivere la sua vita come un automa, partecipa alle esperienze dei fratelli senza la benché minima reazione emotiva e trascura e punisce il suo corpo come se non gli importasse di vivere o morire. Alex è problematico e scorbutico ma nasconde il tipico nucleo solido dei personaggi maschili della Kleypas: con la giusta spinta esce allo scoperto e spazza via la negatività.
Questa spinta è Zoe. Non tanto per il suo fascino burroso da pin-up, ma per la sua empatia verso le persone e la sua passione per la cucina. Nei suoi piatti ci mette attenzione, amore, equilibrio e tutto si infonde delle persone proprio attraverso il cibo. Così Alex diventa un uomo da cui Zoe si sente attratta ma che deve prima rimettere in sesto con tante piccole attenzioni: dalla colazione, alla perfetta tazza di caffé al semplice obiettivo di restaurare il cottage della nonna. Zoe regala a Alex un motivo diverso per migliorarsi ogni giorno, ed è inevitabile che tra i due nasca qualcosa di più profondo della solita attrazione fisica.
La loro relazione è la classico maschio vs. femmina, virilità vs. fragilità, buio vs. luce, e funziona talmente bene che non avrebbe bisogno di nessuna aggiunta ma che con la presenza del fantasma si arricchisce di quel qualcosa in più. Il fantasma senza nome, ombra di Axel e spirito di un amore passato, è il grillo parlante che può permettersi di dire qualsiasi cosa e scrollare il suo ospite dalla nebbia dei vapori dell'alcool. La sua storia, dolce e poetica, si contrappone a quella passionale e difficile di Axel e Zoe e riequilibra i sentimenti.
Insomma, se si ha bisogno di un romance classico nel vero senso del termine, Sogni sull'acqua è un gioiellino, preciso e bello così com'è, e mi ha costretta a rivalutare l'opionione che mi ero fatta su questa serie: da neutra ora è decisamente positiva.
Sul comodino ho già il quarto titolo ad aspettarmi, pronto per essere letto con lo stesso spirito felice e rilassato con il quale ho divorato Sogni sull'acqua.

3 settembre 2015

Lisa Kleypas
Una piccola magia

Serie Friday Harbor 2
Titolo originale Rainshadow Road
Trama
Mondadori | pag. 311 | € 9,90
Di scelte giuste, nella vita, Lucy Marinn ne ha collezionate ben poche, soprattutto in fatto di fidanzati. L'ultimo, Kevin, l'ha lasciata confessandole il peggiore dei tradimenti: con la sorella minore di lei, Alice. Doppiamente tradita, Lucy abbandona l'incantata cittadina di Friday Harbor, nello Stato di Washington, un luogo dove tutti si conoscono e cerca rifugio nella solitaria isola di San Juan, il posto ideale per rimanere sola con i suoi pensieri e il suo dolore. Quello che Lucy non ha previsto è di conoscere un affascinante vinicoltore locale, Sam Nolan, che è in realtà un amico di Kevin incaricato di "distrarla" un po'. E quello che Sam invece non ha previsto è di innamorarsi perdutamente di lei.

Le amiche sono i reggiseni sostenitivi della vita. Ci teniamo su a vicenda.
Commento

In questo periodo sto facendo una gran fatica a sopportare il romance contemporaneo, quello classico per intenderci. Ne prendo in considerazione uno poi, inevitabilmente, mi annoia. Allora cambio genere nella speranza che una pausa me lo renda più appetibile, eppure ancora non sento la necessità di leggerne uno, come mi capitava anni fa.
Questa settimana mi sono resa conto che ho zero novità da leggere e un ripiano pieno di titoli della Kleypas che ho comprato nel corso degli anni e ho lasciato ad ammuffire. In particolare sono i romanzi della serie Friday Harbor, di cui ne ho letto solo il primo (e che ho dimenticato praticamente subito). Così mi sono detta, vediamo di finire anche questa serie.
Bene, Una piccola magia è la lettura perfetta per chiudere la giornata. Dopo 10 ore passate fuori di casa, con il caldo mortale, i clienti che ti fanno perdere ogni rispetto per l'umanità, arrivi a casa che sei consumata nel corpo e nell'anima e senti il bisogno fisico di staccare. Io di solito mi permetto almeno 30 minuti di relax a letto prima di entrare in coma: dopo la doccia, dopo la crema, dopo aver sprimacciato per bene i cuscini, mi preparo a scollegare del tutto il cervello e non c'è niente di meglio di un romanzo poco impegnativo, dove tutto è positivo, dove c'è sempre un'umanità gradevole, dove la speranza permea le pagine e ti distende le nevrosi accumulate durante la giornata.
Una piccola magia è così, piacevolmente inconsistente, leggero, facile, una lettura che non ti impegna troppo ma allo stesso tempo non ti annoia, una lettura che ti fa sorridere e che non eccede né in romanticismo, né in sensualità. Del resto la Kleypas è un'autrice con grandi capacità e con questo romanzo (e con il primo, naturalmente) è riuscita a coprire un genere che, fino ad ora, non aveva occupato.
Una piccola magia è piacevole nella sua totalità, perché la trama, i personaggi e gli elementi inseriti dalla Kleypas funzionano solo messi insieme, mentre presi da soli non avrebbero assolutamente niente di speciale. L'ambientazione - che, per pura fortuna, è una di quelle che mi ricordano l'estate - è sempre Friday Harbor, con il mare, il verde, la piccola comunità sparpagliata e tante piccole attività pittoresche: tra queste la vigna di Sam e il laboratorio di Lucy sono due componenti speciali. La vigna e la casa vittoriana sono bellissime, danno alla storia un respiro e una sensazione di comfort e familiarità che mettono il lettore a proprio agio, mentre il laboratorio per la lavorazione del vetro dona quel tocco di originalità che definisce il carattere del romanzo.
Poi ci sono i due protagonisti: Sam è il classico scapolo convinto che teme con tutto se stesso il matrimonio, con l'impegno e il rischio che porta con sé. Eppure, nonostante le sue paure, Sam è stranamente docile, un uomo con una spiccata vena familiare che non disprezza la vita domestica e non si fa pregare quando c'è da esprimere affetto. Lucy, al contrario, è orientata a sistemarsi nonostante le batoste sentimentali, il tracollo familiare con la sorella e le sue fobie sulle relazioni.
Un unico aspetto, infilato nel romanzo ma assolutamente trascurabile, mi è rimasto indifferente: questa magia che c'è, spunta fuori per un secondo e sparisce, giusto per dare un'aria fantasy che manco si sente, non è niente di determinante nella trama e - per questo - non ne vedo l'utilità. E' carina come idea di base, ma un po' forzata visto che la Kleypas l'ha distribuita su entrambi i personaggi.
A fine lettura mi sono sentita piacevolmente distesa, quindi credo proprio che procederò con gli altri come terapia anti stress in mancanza di strumenti più incisivi (leggi, Xanax).

8 settembre 2014

Lisa Kleypas
L'amore che viene

Titolo originale Love Come to Me

Trama
Leggereditore
pag. 390 | € 14,00
Dopo la fine della Guerra civile americana, Heath Rayne, affascinante e volenteroso uomo del Sud, decide di trasferirsi a Concord, Massachussets, e di rifarsi una vita. Quando vede per la prima volta Lucinda Caldwell e se ne invaghisce, non può immaginare che di lì a poco i loro destini si sarebbero incrociati indissolubilmente. Allontanatasi da casa dopo un litigio con il suo promesso sposo, Lucinda rischia di affogare nelle acque gelide di un fiume. Sarà Heath a salvarle la vita e a prendersi cura di lei durante la tempesta di neve che impedisce loro di tornare a casa. Lucinda capisce subito che Heath non è come gli altri uomini che ha incontrato nella sua vita: è impetuoso, ironico, sensuale. Sa che è in grado di strappare ogni brandello di resistenza che lei stessa oppone al desiderio che le arde dentro e che può regalarle sensazioni che non ha mai provato. Ma sa anche di essere promessa a un altro uomo.


Commento
In apertura di questo romanzo c'è una lettera aperta di Lisa alle lettrici. Una lettera in cui la nostra dice subito di avere pazienza, perché questo è il primo romanzo che abbia mai scritto. Dice per favore, tenete conto dei difetti come faccio io, dice siate comprensive e sorridete per le assurdità che ho scritto. Mi immagino Lisa seduta con le caviglie incrociate, un tubino chiaro e il caschetto perfetto dietro le orecchie, con la sua vocina mielosa, il sorriso smagliante e i denti bianchi. E a questo punto mi viene da pensare: Lisa, ma non dire ca**te!
Tanto per cominciare un romanzo d'esordio non è necessariamente il peggiore nella produzione di un autore (a volte è addirittura il migliore, inarrivabile), e poi non è detto che i romanzi che ha scritto negli anni non contengano errori e strafalcioni che richiedono sì una lettera di scuse in apertura. Insomma, questo voler urlare ai quattro venti che la lettrice sta per leggere un romanzo scadente quando non è per niente vero mi ha dato un po' fastidio. Le insicurezze da autore dovrebbero essere private e - secondo me - non si dovrebbe mai mettere su un piano basso il proprio lavoro. Perché, a quanto pare, questo non è per niente un romanzo acerbo, pieno di errori, debole o raffazzonato. Quindi Lisa, shut up.
I commenti su Goodreads sono alquanto diversi. C'è chi lo definisce bellissimo e chi invece gli da un voto basso per una fantomatica scena di violenza sessuale (che io non ho trovato, ma forse sono meno bigotta di loro), c'è chi lo osanna e chi lo vorrebbe bruciare nel camino. Io l'ho trovato molto buono. Non eccelso, non sfacciatamente kleypasiano - anche se le radici si intravedono - e nemmeno indimenticabile, ma molto buono in ogni caso.
Partiamo dalla prima cosa, che ormai sembra essere una chimera nel mondo dell'editoria. Questo romanzo è uno stand-alone, un titolo singolo, non fa parte di una serie. Leggetelo così com'è, e godetevi il momento perché una volta finito è finita e basta.
La seconda cosa degna di nota è che la storia non si svolge in un arco temporale ristretto, ma si prende il suo tempo e non teme di fare anche delle pause in cui l'autrice tace sulle interazioni tra i due personaggi, lasciandole sotto intese e andando avanti nel tempo per trovare la giusta collocazione sentimentale per le scene che ha scelto di sviluppare. Mi piace quando un romance non si brucia subito, un paio di mesi al massimo e tutto si risolve con il lieto fine. Apprezzo molto di più una storia che dura più a lungo, anche se solo nel tempo narrativo che non nel numero delle pagine.
Alcune hanno detto che assomiglia a Via col vento - forse troppo? - ma credo sia impossibile scegliere quel particolare periodo storico, quella particolare area geografica e quel particolare tema sociale senza incappare in un già letto. Io non ho letto Via col vento (ho visto solo il film) ma, anche se ci fossero sul serio delle somiglianze, ha poi così tanta importanza? Insomma, finché non è plagio perché non godersi la lettura e basta?
Un altro punto forte che, forse, la Kleypas ha scambiato per debolezza è la solidità della struttura portante della storia e dei personaggi. L'ambientazione è descritta con fin troppi particolari, con dettagli a volte esagerati (come per i vestiti e per gli interni), e la situazione sociale permea la trama come una spugna imbevuta fino all'eccesso. I personaggi sono talmente immersi nella loro ambientazione che i difetti e le mancanze vengono tranquillamente sostituiti dalla precisione estrema della ricerca storica. Naturalmente non so se la Kleypas abbia scritto frignacce, non ho controllato, ma probabilmente ha dato fondo alla sua ossessione per l'accuratezza storica con questo romanzo, quindi mi fido sulla parola.
Veniamo ai personaggi. Lucinda è una giovane del Nord, di buona famiglia, ben educata, con la prospettiva di un ottimo matrimonio con il fidanzato storico Daniel. Lucy è, però, troppo vivace, troppo impulsiva per le abitudini della sua terra e per la gente che la circonda. Senza rendersene conto vuole di più, vuole vivere sinceramente e per questo, a volte, si mette in situazioni compromettenti. Quando cade nel fiume ghiacciato rischiando di morire, Lucy viene salvata dal reietto di Concord, il sudista Heath. I due giorni che passa a casa sua per riprendersi saranno decisivi per lei: le differenze tra Daniel e Heath, e la sua reazione al bel sudista la cambieranno per sempre. Lucinda è un buon personaggio, a tratti infantile e a tratti furbetta, ma in linea di massima perfetta per la storia creata dalla Kleypas.
Heath, invece, è l'Adamo degli eroi kleypasiani, l'origine di tutto. E' arrogante, sicuro, si impone a volte con forza e a volte subdolamente e sempre - sempre - è concentrato sulla sua eroina. Alcuni tratti che rendono così speciali i personaggi maschili della Kleypas sono ancora annacquati, non spiccano in Heath, eppure riesce comunque a farsi un'immagine di eroe dominante e affascinante, difficile di carattere e complesso. Il fatto che l'autrice gli abbia dato anche un background ben fatto lo rende interessante sotto diversi punti di vista: la sua relazione con Lucinda è molto più che una semplice love story, è una seduzione lenta sia sul piano fisico che su quello mentale, è un eroe che punta ad ottenere una devozione totale e non si accontenta di meno.
Insomma, come primo romanzo è sicuramente ben riuscito. E' un libro ricco, corposo e appassionante, non lesina sull'ambientazione e ha un buon approfondimento dei personaggi. Non capisco perché la Kleypas lo abbia sminuito così, perché secondo me non ha nemmeno bisogno di chissà quali modifiche. Certo, spazio per migliorare c'è sempre ma a quel punto vuol dire aspirare alla perfezione.