Visualizzazione post con etichetta Fanucci. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Fanucci. Mostra tutti i post

31 maggio 2021

Ben Aaronovitch
I fiumi di Londra

Serie Peter Grant 1
Titolo originale Rivers of London

Trama
Fanucci
pag. 286 | € 14,90
Peter Grant, un aspirante agente di polizia in attesa di accedere al famigerato Metropolitan Police Service di Londra, ha due preoccupazioni: evitare la prospettiva di un noioso lavoro d'ufficio e guadagnarsi i favori della vivace e spregiudicata collega Leslie May. Nel corso di un'inchiesta su un caso di omicidio, Peter riesce inspiegabilmente a ottenere la testimonianza di uno strano individuo, estremamente loquace ma decisamente morto, e a richiamare su di sé l'attenzione dell'enigmatico ispettore Thomas Nightingale, l'ultimo mago d'Inghilterra, capo di un'unità segreta della polizia dedicata alla magia e al soprannaturale. Peter possiede poteri magici, e deve mettere le proprie straordinarie abilità al servizio del bene comune. Aggirandosi tra covi di vampiri nei sobborghi londinesi, negoziando tregue tra le divinità del Tamigi, dissotterrando tombe a Covent Garden, Grant cercherà di governare lo spirito di ribellione della città e riportare, forse, l'ordine nel caos che domina Londra.
Quando il treno giunse a Baker Street nella mia mente stava già prendendo forma un piano. La metropolitana è un bel posto per questa specie di epifanie concettuali. Se si è senza libro da leggere si trovano un sacco di cose da fare.
Commento
Ecco cosa succede quando ti fai prendere da una serie seguendo il parere di qualcuno che la legge in lingua e che ha denunciato la schifezza di traduzione dell'edizione italiana. Succede che spendo soldi, investo tempo e speranze e il risultato è un voto basso, un'esperienza di lettura mediocre e il drop della serie con un velo di acidità mista a incazzatura verso me stessa perché avrei dovuto dare retta a Prismatic.
Se seguite Prismatic su YouTube sapete che spesso è un pozzo senza fondo di spunti di lettura e che i suoi video books sono 1 ora di goduriosa scoperta di nuovi titoli. Siccome le ho sentito spesso nominare la serie di Aaronovitch avevo tenuto d'occhio l'eventuale presenza del corrispettivo italiano, salvo scoprire della sue esistenza proprio tramite lei. Il problema è che lei ha riportato delle segnalazioni dei suoi followers (lei lo legge in lingua) su grossi errori di traduzione e su - se non ricordo male - tagli e in generale una sciatteria dell'edizione che aveva rovinato completamente la lettura a chi aveva l'edizione italiana. Mi sono detta che magari queste differenze sono saltate all'occhio di chi conosce l'edizione originale e che magari affrontare quella italiana non avrebbe patito di ostacoli drammatici.
Partendo dal presupposto che non ho notato grossi strafalcioni o typos tali da farsi imbestialire, una cosa mi sento di dirla a favore del traduttore: è difficile riproporre l'ironia inglese, spesso è talmente sottile che si fatica a sentirla persino in lingua figuriamoci quanto può essere sfuggente a farsi tradurre. Questo non significa che sia impossibile, ma sicuramente è complicato e non è magari colpa di un poverino sottopagato e oberato di lavoro che deve rispettare tempi e richieste. Non conosco nulla di tutto ciò, non mi pare corretto sparare a zero sull'editore (anche se Fanucci è famoso per avere delle cadute di stile notevoli), purtroppo però il risultato non cambia nemmeno se si affronta il libro senza pregiudizi.
Il protagonista è Peter Grant, un giovane agente di polizia che durante un pattugliamento scopre di poter vedere e parlare con i fantasmi. Con un aplomb tipicamente british, Peter non si scompone più di tanto e accetta la stranezza come parte di una realtà già strana di suo, perché in quanto poliziotto vede cose assurde tutti i giorni. Il caso a cui viene assegnato in modo marginale è di un omicidio con tempistiche e modalità inspiegabili e Peter, che intravede la presenza del soprannaturale, segue la pista del fantasma fino ad incrociare Nightingale, ispettore della sezione crimini magici della polizia. Grazie a Nightingale che lo prende come suo apprendista, Peter scopre che la magia esiste e che il governo ne è a conoscenza e che per secoli è stata parte del tessuto sociale e che il suo capo è a capo della sezione che indaga quei casi in cui la magia è causa o mezzo del crimine. La vita di Peter viene stravolta perché non solo si separa dalla sua collega Lesley, per la quale ha una cotta, ma deve cambiare abitazione e imparare da zero la magia. Il caso rapidamente si ramifica in modo complesso e preoccupante e Peter e Nightingale devono districarsi tra burocrazia umana e magica perché mentre indagano spunta fuori che c'è una faida tra gli spiriti dei fiumi sulla spartizione del territorio e delle acque.
Ora, a questo punto uno si immagina che il nome della serie e il titolo del libro abbiano una relazione stretta con questi fiumi personificati, invece la trama portante del romanzo ruota tutto attorno al caso di possessione mentre i bisticci tra fiumi rimane un po' marginale anche se spesso ruba la scena nella narrazione.
Così arriviamo al voto, perché a questo punto se la trama vi attira lo farà anche dopo la mia spiegazione. Cosa non mi è piaciuto: prima di tutto l'elemento magico, che arriva inaspettato e tale rimane, quasi mai contestualizzato o spiegato, sempre dato per scontato e fatto subito parte del personaggio e della storia in un modo un po' superficiale. Ci sta che lo stile dell'autore voglia presentare la storia in un certo modo, ma se la magia e il mondo magico sono alla base di questa forse un filo - dico solo un filino - in più di in depth sarebbe stato spettacolare. Quella che era la principale attrattiva della serie è finita per essere una piccola delusione, mitigata in parte dalla velocità di lettura perché lo stile dell'autore è sicuramente veloce e facile.
Non so quanto si sia perso in fase di traduzione e non so se è stato fatto un buon lavoro, ma devo dire che se si conosce almeno un po' lo stile british si sente, anche se non in modo tale da renderla la lettura speciale ed entusiasmante che mi era stata dipinta in lingua originale. Colpa mia, avrei dovuto dar retta alle lamentele e non porre troppa fiducia nella traduzione. Può sempre essere che in realtà sono una schizzinosa piena di pregiudizi e che in realtà questo romanzo, se lo affronti a tabula rasa, sia un gioiellino divertente che ti invischia nella serie, io purtroppo non ho goduto della sua popolarità e ho già deciso di non proseguire la serie.
Del resto non è che ogni serie o romanzo debbano per forza piacere, come per qualsiasi cosa i gusti personali influiscono pesantemente sul gradimento e non bisogna dimenticare che basta una giornata no per perdere interesse in un libro, e io di giorni no ne ho avuti parecchi.
Quindi, per chiudere, se potete leggete in lingua e se no allora non fatevi tutte le menate che mi faccio io.

13 febbraio 2017

Jeaniene Frost
L'oscurità della notte

Serie Night Huntress 7
Titolo originale Up From the Grave

Trama
Fanucci
pag. 282 | € 14,90
Nell’ultimo periodo, la vita è stata stranamente tranquilla per Cat e Bones, ma i due vampiri avrebbero dovuto immaginare che il tempo di abbassare la guardia non è ancora giunto. Una rivelazione sconvolgente sta per porre fine alla fragile pace che resiste tra gli umani e i non morti, portando la tensione a un livello senza precedenti. A quanto pare un agente della CIA, fuori controllo, è coinvolto in pericolose attività segrete che se portate a compimento potrebbero segnare per sempre le sorti delle forze in campo.
Il mondo è sull’orlo di una guerra devastante, da scongiurare a ogni costo: per Cat e Bones è il momento di uscire allo scoperto e tornare in azione. Spetta a loro intraprendere questa lotta contro il tempo per sfuggire a un destino che sembra peggiore della morte, perché più segreti riusciranno a svelare, più mortali si riveleranno le conseguenze. E se falliranno, le loro vite e quelle di coloro che amano finiranno sull’orlo di una fossa.


Commento
***spoiler***
Mettiamo in chiaro una cosa, io non sento nessuna affezione nei confronti degli editori italiani, non mi sento obbligata a sostenerli per chissà quale motivazione personale o professionale e, normalmente, di fronte ad una cosa come questa avrei scaricato la patata bollente e proseguito la serie in inglese. Ma, proprio quando stavo per acquistare Up from the grave è uscita l'edizione italiana.
E cosa fai, non completi la serie con la stessa edizione, tanto più che è l'ultimo romanzo?
Ma sia chiaro, questo è stato l'ultimo romanzo di Fanucci che ho comprato e d'ora in poi tanti saluti e tanti auguri perché da me non avranno più un euro.
A parte le discutibili scelte editoriali, non è possibile che ci abbiano messo quattro anni, QUATTRO, per terminare la serie e dando pure la botta finale (mi verrebbe da usare un altro termine ma mi freno) aumentano considerevolmente il prezzo. Cioè, oltre alla beffa dell'attesa c'è pure il rincaro. No, grazie, non ci sto.
Quindi, se già i presupposti per questo ultimo romanzo erano di acidità a profusione, il fatto che di per sé il libro non sia stato niente di indimenticabile con molti momenti WTF non mi ha per niente ammorbidita e, anzi, sono ancora più infastidita.
Quattro anni sono un'eternità nel mondo delle serie, e cosa vuoi che mi ricordi se non le cose essenziali? Niente, lo zero assoluto, ma non avevo né tempo né voglia per riprenderla dall'inizio nonostante l'abbia sempre apprezzata, quindi mi sono dovuta adeguare.
Non sarà una sorpresa che il voto finale sia così tiepido, ma in buona parte lo devo attribuire alla storia e alla sua totale inconsistenza.
Tanto per cominciare la Frost ha voluto a tutti i costi trasformare Cat in una vampira domestica. Mi spiego. La sua vita e la sua natura sono tutto tranne che ordinari, così se sente il desiderio di fare una vita normale nessuno si può sorprendere. Quello che stona non solo con il personaggio ma con tutta la serie, è questo sentimento svenevole che Cat sviluppa nei confronti di un qualcosa che non è mai stato nemmeno contemplato per diversi motivi, uno più valido dell'altro. Va bene voler fare la mogliettina, ma sei comunque una vampira sposata con un super mega vampiro a capo di una dinastia e la vita normale te la puoi sognare. L'aspetto meno credibile è, come si potrà immaginare, quello legato a Katie. A me sta bene quando un'autrice vuole a tutti i costi infilare la maternità - perché che tu sia vampira, zombie, qualsiasi cosa devi per forza riprodurti - ma che venga forzato sulla natura del personaggio senza avere la possibilità di approfondire o elaborare - siamo pur sempre in chiusura di serie - è una specie di lieto fine stucchevole mal piazzato. Questo istinto di maternità che si sveglia come un interruttore acceso è assolutamente non credibile e stona con tutto. All'improvviso, solo perché esiste, Cat prova questo travolgente affetto di mamma al punto da mettere a rischio qualsiasi cosa per poterla avere con sé. Quindi da una trama tutto sommato stabile alla cancellazione totale del primo rischio per mettere al primo posto Katie. Perché, quando il pericolo di scatenare una guerra tra ghoul e vampiri è molto più ricca di spunti rispetto alla presenza di una mezzosangue killer psicopatica? Persino la presenza del demone e i segreti di Madigan da soli avrebbero potuto sostenere l'intera narrazione, invece così c'è una dissolvenza verso il lieto fine immancabile.
Purtroppo il resto della trama sembra pressata in poco spazio, sviluppata velocemente con tanti buchi tra un momento e l'altro e senza nessuna vera articolazione. Sono un colpo dietro l'altro in un susseguirsi veloce e superficiale di eventi che avrebbero potuto tranquillamente riempire altre cento pagine. Qui siamo sotto le trecento, sono 282 imbarazzanti pagine, pochissime considerato il contenuto, con un blocco finale che suscita una serie di WTF che rovinano l'esperienza della lettura. 
Per come la vedo io l'unico momento da brividi è stata la morte apparente di Bones che mi ha tramortita e che per un attimo mi ha pure convinta, mentre il resto è scontato.

26 settembre 2016

Maggie Stiefvater
Whisper & Destiny

Serie Books of Faerie 1
Titolo originale Lament: The Faerie Queen's Deception

Trama
Fanucci | pag. 313 | € 16.00
La sedicenne Deirdre Monaghan è una musicista incredibilmente timida ma prodigiosamente dotata. Inoltre sta per scoprire di essere una “cloverhand” – una che può vedere le fate. Quando un misterioso ragazzo sbucato dal nulla entra nella sua ordinaria vita di città, Deirdre se ne innamora. Il problema è che l’enigmatico e contraddittorio Luke si scopre essere un “gallowglass” – un assassino senz’anima di fate – e Deirdre sta per essere la sua prossima vittima. Deirdre deve decidere se i sentimenti di Luke verso di lei sono reali, o soltanto un modo per condurla più profondamente nel mondo delle Fate. L’amore di Deirdre per Luke, bello e pericoloso, la costringerà a prendere coscienza dei suoi poteri elfici, e a essere coinvolta in una lotta all’ultimo sangue contro esseri inimmaginabili.
"Tu sei come me. Noi siamo osservatori di questo mondo, non è vero? Non giocatori." Ma io non ero un'osservatrice di quel mondo, il piccolo pianeta all'interno dei confini della sua auto. In quel mondo, profumato con l'odore estivo di Luke, io ero un giocatore insostituibile.
Serie Books of Faerie 2
Titolo originale Ballad: The Gathering of Faerie

Trama
Fanucci | pag. 345 | € 16.00
Nuala è in parte una musa, in parte un vampiro con capacità psichiche. Se la libertà di cantare, scrivere o creare le è negata, il suo marchio è inconfondibile: ha alle spalle una scia di brillanti poeti, musicisti e artisti morti tragicamente giovani. Ogni tredici ad Halloween brucia in un falò e rinasce dalle sue ceneri senza alcun ricordo, tranne quello che riguarda il momento della sua morte. James è il migliore suonatore di cornamusa nello Stato della Virginia, e probabilmente il più giovane e bello: è questo ciò che pensa di lui Nuala. Ma James, estremamente convinto delle sue capacità e innamorato di un’altra ragazza, rifiuta le attenzioni di Nuala. Lui è occupato con problemi più grandi: una figura enigmatica gli appare al tramonto mentre avvolge in una spirale Dee, la sua ragazza. Dee è al centro di un gioco mortale, e mentre James fatica a districare i fili aggrovigliati della storia, Nuala lo segue, convinta che lui le faccia da specchio e nella speranza che prima o poi il suo affetto venga ricambiato. Ma mentre James comincia a realizzare i suoi sentimenti per entrambe, Dee e Nuala stanno mutando, Halloween si avvicina, con i suoi fuochi e riti per i defunti, mortali sia per Nuala che per Dee… E James può salvare solo una delle due.
"[...] Non penso che l'amore abbia niente a che fare con com'è fatta l'altra persona. Voglio dire, un po', forse. Penso che quello che veramente importa sei tu, te stesso. Come, per esempio, dire che ami...che ti piace veramente un cretino egocentrico. Non significa niente. Quello che ha davvero importanza è come il cretino ti fa sentire. Se quando stai con lui ti senti come la persona migliore del mondo, questo è quello che te lo fa piacere. Non ha veramente a che fare con quanto sia carina la persona di per sé."[...] "Mi piace. E' come la guida dell'amore egoista. Non sei tu, baby, sono io quello che amo."
Commento
Quando ho ritirato Whisper e Destiny in biblioteca ero convinta che fossero titoli non appartenenti ad una serie e che non fossero collegati l'uno all'altro. Non so perché, forse per la grafica totalmente diversa, forse perché non ho nemmeno pensato di approfondire i due titoli - ero in pieno raptus prenotatuttiiromanzidellaStiefvater - ma alla fine ho pensato di aprire Goodreads e ho fatto la scoperta.
Non solo fanno parte della stessa serie e sono strettamente intrecciati, ma la serie stessa non è mai stata conclusa dalla Stiefvater. Sul sito dell'autrice, nella sezione Q&A, c'è proprio una domanda riguardante il terzo romanzo di questa serie e la sua risposta è: l'ho scritto, non mi convince, non so quando uscirà.
Panico. Ansia. Terrore. 
Capiamoci. Ha una versione pronta da anni - anni - e ancora non l'ha ripresa per metterla a posto e buttarla in pasto ai fan. Per un momento ho pensato se non fosse meglio restituire i libri senza leggerli, ma poi ho pensato che se non l'ha fatto uscire subito probabilmente non lo farà mai, perciò eccomi qui.
Tra i due romanzi, senza ombra di dubbio, il migliore è Destiny, mentre Whisper è più infantile e meno organizzato. In entrambi, però, il grosso difetto è che non c'è nessuna forma di preparazione né introduzione che permetta al lettore di capire il soggetto principale, i termini, le leggende e le figure fantastiche che popolano i due titoli da pagina uno. E' come se si desse per scontato che certe cose sono universalmente conosciute, come se tutti possano sapere chi sono le fate, come si dividono, quali sono le loro caratteristiche e a quali leggende sono legate.
Io, ad esempio, non nutro una particolare simpatia per questo argomento e non possiedo grandi conoscenze: fate, gnomi, e cose simili, sono rimasti ai tempi della mia infanzia e non li ho più ripescati. Quindi la maggior parte dei contenuti sono stati oscuri e mi hanno lasciata al buio. Ho accettato le cose così come venivano e non mi sono fatta troppe domande. Per alcune cose ha funzionato, per altre meno.
Quello di cui sono sicura è che Whisper è lontano anni luce dai romanzi più recenti della Stiefvater e, anche se Destiny ha una struttura e caratterizzazioni migliori, entrambi sembrano solo embrioni di ciò che questa autrice è in grado di fare.
In Whisper la protagonista è Deirdre, una ragazzina di sedici anni che suona l'arpa in maniera fin troppo perfetta, e canta con una voce d'angelo. E' ansiosa, timida, un esserino che cerca sempre l'ombra e non vuole essere mai notata. Nonostante i modi dimessi, Deirdre non è una testa vuota e riesce ad essere sufficientemente interessante per tutto il romanzo. Certo, tutto di lei - dai pensieri alle reazioni - urla teenager! però almeno anche il resto segue il suo esempio e non ci sono sbalzi tra target opposti.
La trama gira attorno al fatto che Deirdre è una cloverhand ovvero, se ho capito bene, un essere umano con grandi poteri che ha le potenzialità di diventare regina delle fate. Siccome le fate sono attratte dal suo potere e cominciano ad infestarle la casa, la Regina la vuole morta prima che possa soffiarle il posto e così manda il suo killer personale a ucciderla. Caso vuole che il gallowglass Luke - un'altra figura fantastica mai sentita -, noto per essere senza cuore (o anima? o sentimenti?) si invaghisca di Deirdre. Come si può immaginare tra i due nasce un giovane amore, qualcosa fatto più di sguardi, sospiri e messaggi, che di passione travolgente: l'unico problema è che Luke sta semplicemente procrastinando e Deirdre riesce a mettere in fretta insieme i pezzi e capire che Luke non è poi così innocuo, e che nonostante dimostri sempre di tenere a lei, alla fine probabilmente le farà fare una brutta fine. La storia, in un certo senso, ruota attorno a questo problema anche se lo si capisce solo alla fine quando i due personaggi sono alla resa dei conti. Se tengo presente il modo in cui la storia si chiude - che non è per niente prevedibile né da ragazzini - è chiaro che leggere il seguito era praticamente obbligatorio.
Destiny, sempre al contrario delle mie strane convinzioni, non è assolutamente dedicato a Deirdre e Luke. Come, direte voi. E a loro cosa capita? Ebbene alla Stiefvater fregava ben poco e, invece, ha dato spazio a James, l'amico che Deirdre ha friendzonato in Whisper. Lo dico e non lo nego, James è un bellissimo personaggio, così simile ai protagonisti maschili della Maggie. Ha un senso dell'ironia tremendo, il sarcasmo è il suo modo di esprimersi ed è chiaramente più intelligente di quello che sembra. Anche lui è musicalmente molto dotato, tanto che finisce in questa scuola di prodigi come Deirdre, dove però rimane subito sulle sue. Lei ha scelto Luke e si tiene lontana, così James si fa altri amici e si rende conto che persino lui ha una sensibilità particolare per le fate.
Il momento in cui la sua cornamusa richiama una fata in particolare è quello in cui la vita di James cambierà completamente: Nuala, come si fa chiamare, si nutre della vita degli artisti. Li coltiva, li innalza alla perfezione, li rende leggende in cambio di anni. Il talento di James è talmente forte da spingerla a concludere l'accordo, ma lui la respinge ogni singola volta. Il tira e molla che si instaura tra i due porta inevitabilmente alla nascita di un sentimento, un forte legame che riuscirà a staccare James dalla sua infatuazione per Deirdre e a liberare Nuala dalla sua maledizione.
Destiny ha un finale chiuso, e persino la sua trama si conclude, eppure un difettuccio ce l'ha. Chissà perché, la Stiefvater ha voluto inserire il punto di vista di Deirdre attraverso dei finti sms, dove si leggono cose senza contestualizzazione - soprattutto verso la fine - e che continuano a rimanere inspiegate e insolute. Mi chiedo a cosa servisse, visto che gli eventi si sviluppano e si risolvono anche senza di lei. Però, per il resto è sicuramente un romanzo carino e coinvolgente, con un bel personaggio maschile e uno femminile strano ma affascinante.
Onestamente non so cosa pensare di un terzo libro che chissà quando/se verrà pubblicato. Visto com'è andata con questi due non soffro per la sua mancanza. Tanto, con tutti i bei romanzi della Stiefvater che ci sono, piuttosto mi rileggo quelli che mi sono piaciuti.

23 luglio 2015

Sherrilyn Kenyon
Il sogno della notte

Serie Dream Hunters 1 - Dark Hunters 12
Titolo originale The Dream Hunter
Trama
Fanucci | pag. 281 | € 9,90
Nell'etereo mondo onirico, ci sono eroi che combattono per proteggere i sognatori e demoni che li considerano prede. Arik è un predatore, condannato dagli dèi a vivere un'eternità senza emozioni e a provarle solo nei sogni degli altri. Sogni vividi come quelli della giovane dottoressa Kafieri, che ha visto suo padre rovinare la propria carriera di studioso pur di provare che Atlantide è esistita davvero. Sul letto di morte gli ha promesso di riscattare la sua reputazione, ed è partita per la Grecia con l'obiettivo di dimostrare una volta per tutte che l'isola della leggenda era proprio lì dove suo padre sosteneva che fosse. Ma fallimenti e sfortuna l'accompagnano a ogni passo. Specialmente dopo l'incontro con uno sconosciuto che le sembra di aver già visto tante volte... nei suoi sogni! Lui è Arik, che in cambio di due settimane da umano, ha promesso agli dèi l'anima della giovane dottoressa. Ma sta per scoprire che lei rappresenta tutto ciò per cui ha voluto diventare umano...
"Sei stato sopraffatto dal mio desiderio?" ripeté lei, pronunciando ogni parola lentamente, così che potesse trasmettere tutta la gravità della sua rabbia. "Da quale pianeta vieni?" "Idiotown" se ne uscì Solin ad alta voce. "A ogni luna piena teletrasportano gli Idioti sulla Terra e li lasciano liberi. Consideralo il tuo primo incontro."
Commento
Che sofferenza, santo cielo. Dare un voto così basso alla mia Sherry mi causa un dolore fisico. Mi è venuto un crampo al dito nel selezionare l'immaginetta delle due foglioline e mezzo.
Come posso scrivere un commento negativo per te, mia adorata? Perché mi scrivi certe robette che poi son costretta a parlarne male? Perché? Non potevi, che ne so, metterci di più e migliorarlo un po'? Non potevi semplicemente saltarlo per scriverlo in un momento meno depresso? Perché Sherry, perché?
Invece così ti becchi il voto basso e il commento da faccina triste.
Sì perché non c'è verso di evitarlo, questo romanzo è scadente. Tra tutti i titoli scritti dalla Kenyon (e dei Dark Hunters sono VENTICINQUE) a mia memoria - ma non li ho letti tutti - questo era uno dei peggiori. Manca qualcosa, dall'inizio alla fine.
Mancano lo stile scoppiettante, l'ironia e la frizzantezza tipici della Kenyon, così come manca la sua schifosamente sviluppata capacità di suscitare empatia per i suoi personaggi. Manca una trama ricca, manca un collegamento con la serie, manca sostanza nella storia, manca una struttura, mancano due protagonisti ben delineati e piacevoli. Manca, manca, manca.
Questo romanzo è quasi trasparente: lo inizi bella convinta e felice e poi, man mano che procedi, sbiadisce sempre di più finché alla fine lo termini e nemmeno te ne accorgi. Tipo 'ah, è finito? Ok...' Passività all'ennesima potenza.
Al largo di Santorini Megeara sosta con la sua barca, pronta ad immergersi alla ricerca di Atlandide come promessa fatta al padre prima che morisse. Geary ci crede poco o niente, nonostante la sua collana dimostri l'esistenza di un qualcosa, e porta avanti il progetto per puro senso di colpa: come tutto il mondo accademico, aveva deriso il padre per la sua convinzione dell'esistenza di Atlantide. Nel frattempo, nel mondo dei Sogni lo Skoto Arikos (oddio, se ci aggiungessimo una r...) continua ad entrare e uscire dai sogni di Geary, spogliandosi e facendo cose con la Geary disinibita che sogna di fare sesso bollente con questo fustacchione. Bene Arikos decide che ne ha le palle piene di essere uno Skoto e vuole provare a diventare umano per vivere le stesse cose dei sogni e sentirle per davvero. Facendo un bel patto con Ade, Arik concede l'anima di Geary in cambio di due settimane sulla Terra e Ade lo scarica nientemeno che nell'Egeo proprio davanti alla barca di Geary.
Caricato a bordo come un tonno, Arik si rende conto in fretta che quello che succedeva in sogno nella vita vera non capita neanche a pregare. Geary è schiva, non si fida e non si concede come lui desiderava così, per convincerla a scatenarsi, le procura i permessi per cercare Atlantide.
Arik, nel frattempo, cerca in tutti i modi di suscitare l'ormone a Geary facendosi aiutare dal fratellastro Solin (l'unico degno di una risata in tutto il romanzo), scansando i suoi compari Oneroi che lo vogliono accoppare e déi che lo vogliono uccidere affinché non trovi Atlantide.
E' un casotto: Geary, non si sa perché, oltre ad avere strane capacità in sogno, sente la voce di Apollymi; i vari Déi spuntano fuori all'improvviso e altrettanto all'improvviso se ne vanno, e poi naturalmente c'è la solita soluzione finale che salva capre e cavoli e se ne frega grandemente della logica, della credibilità e della solidità narrativa.
Le cose succedono a caso, senza capo né coda, e continuano a scorrere così, a caso, finché si trova un modo per far finire insieme i due piccioncini senza che nessuno crepi.
Ora, Sherry mia, io ti voglio un sacco bene e tollero benissimo la sua piacevole inconsistenza, ma solo quando dietro c'è una sorta di base o, almeno, quando i due personaggi principali sono belli. Qui non solo non c'è una storia che mi appassioni ma Arik e Geary sono due triglie, noiosi e banali senza personalità e così prevedibili da passare in secondo piano di fronte a personaggi secondari più interessanti e divertenti di loro.
Una noia totale, un'infinita sequenza di scene banali e di dialoghi insipidi. Insomma, una tragedia.
Ora, non so quanto passerà prima che Fanucci si degni di pubblicare il prossimo romanzo, l'importante è che non ci mettano troppo altrimenti l'ultimo ricordo della Kenyon nella mente dei lettori sarà questo titolo mediocre e per niente rappresentativo della bravura della Sherry.
Per riprendermi dovrò spararmi una dose extra di cioccolata.

10 aprile 2014

Sherrilyn Kenyon
Il lato oscuro della notte

Serie Were-Hunter 4/Dark-Hunters 9
Titolo originale Dark Side of the Moon

Trama
Fanucci
pag. 350 | € 9,90
Susan Michaels era una reporter molto quotata, fino a quando la sua reputazione non è stata messa in discussione e macchiata per sempre. Ora lavora in un piccolo giornale di Seattle, alle prese con tarme assassine e avvistamenti alieni, ed è convinta che la sua vita non possa andare peggio di così. Ma un giorno, nonostante la sua allergia ai felini, si ritrova costretta a adottare un gatto. Susan aveva messo in conto qualche starnuto, ma non aveva previsto che l’animale si sarebbe rivelato un affascinante e letale mutaforma, Ravyn Kontis, un Cacciatore oscuro. Ravyn è stato ferito da coloro che amava di più: senza pace e senza pietà, ha vissuto per tre secoli combattendo contro i demoni per salvare l’umanità. Per la prima volta, davanti a Susan, prova un sentimento di tenerezza. Prova desiderio. Amore. Proprio adesso che la battaglia decisiva sta per cominciare.
"Conosci la leggenda. Trafiggi loro il cuore e moriranno." E le dette il paletto. Gli occhi di Susan tradirono una certa paura, ma afferrò il paletto e gli indirizzò un sorriso coraggioso. "Chiamami Buffy. Sono anche bionda, ma non chiedermi di indossare un top con scollo all'americana." Poi lanciò un'occhiata a Zoe. "O un corsetto."
Commento
Lo dico subito, così mi levo il pensiero e smetto di sentirmi colpevole.
I quattro cuoricini sono regalati. Sono troppo affezionata alla Kenyon e ai Dark-Hunters per essere obiettiva e razionale, così mi sono allargata perché non ho saputo resistere. D'altronde quando ci sono in ballo sentimenti e ricordi si può chiudere un occhio - e a volte anche due - su ogni possibile difetto.
La Kenyon è un'autrice che spesso sorvola sulla precisione, sulla raffinatezza e sulla concretezza della trama per dedicare il suo slancio narrativo ai sentimenti, all'umanità e ai drammi dei suoi personaggi. Non me la sento di farne un dramma e di sottolineare come, a volte, la storia faccia acqua o di come i colpi di scena siano prevedibili e le risoluzioni affrettate. Se, durante la lettura, tutto questo passa in secondo piano di fronte all'empatia che l'autrice sa suscitare nel lettore allora bisogna riconoscere che, nonostante tutto, il romanzo è riuscito.
Strettamente collegato con il volume precedente, Il lato oscuro della notte si apre con una delle scene più spassose di sempre. Il protagonista è sia Dark-Hunter sia Were-Hunter Arcadico ed entra in scena nella sua forma animale. Ravyn è un leopardo mannaro ma, causa collare che blocca i suoi poteri, la sua forma animale si è ridotta fino a raggiungere le dimensioni di un gatto. Un bel gattone arruffato e incazzato nero, chiuso nella gabbia del veterinario apollineo che lo vuole castrare e poi immolare alla causa di Stryker.
Se non che dalla porta entra Susan, giornalista con la carriera rovinata, messa in guardia dal suo amico Jimmy su un giro di corruzione della polizia, in combutta con le creature della notte. Costretta dai suoi amici Angie e Jimmy ad adottare il gattaccio come copertura, Susan non crede ad una sola parola di ciò che le è stato detto. Perché lavorare in un giornale che vive di titoli assurdi e ridicoli non l'ha resa meno realista e razionale. Per niente felice di doversi accollare un gatto, Susan resiste durante il tragitto in macchina anche se la sua allergia al Puss in boots (tradotto in Gatto con gli stivali) raggiunge il livello che sfiora il maltrattamento di animali.
Tempo di arrivare a casa e dopo pochi secondi il gatto riesce chissà come ad uscire dalla gabbietta e, una volta che Susan gli toglie il collare, questo si trasforma in un uomo. Un uomo molto sexy, molto nudo, molto assurdo! Ravyn dimostra di avere un aplomb invidiabile nel momento in cui riesce a gestire il primo attacco improvviso, dirigendo Susan, evitando di venire ammazzatti e non perdendo mai il sangue freddo. Questa caratteristica è ciò che lo rende stabile, sicuro, un personaggio che cambia poco durante il romanzo e solamente in meglio. Ravyn riesce a non uscire dal suo personaggio e, contemporaneamente, fare spazio per un'umana con cui è costretto a condividere questo casino. Naturalmente, come la maggior parte dei personaggi della Kenyon, anche Ravyn ha un passato nero e deprimente con la differenza che, essendo Were-Hunter, la sua famiglia è ancora in vita e lo odia. La sfiga del nostro eroe è controbilanciata dalla sua concretezza, dal fatto che la sofferenza non lo rende più debole. Ravyn segue la sua strada e non permette a nessuno di fermarlo.
Susan, da parte sua, è il personaggio che subisce lo shock maggiore: non solo i suoi migliori amici vengono assassinati, ma tutta la sua vita e il mondo così come lo conosce si capovolgono, lasciandola in balia degli eventi. Eppure, nonostante ogni momento le riservi una svolta inaspettata, Susan vive tutto un secondo alla volta, un momento alla volta, elaborando una stranezza dopo l'altra con un sangue freddo degno di un Dark-Hunter. Susan è divertente, è folle quanto basta per riuscire ad integrarsi in un mondo fatto di mostri e di demoni, per capire e seguire un personaggio come Ravyn e per riuscire a rendersi indispensabile.
Nonostante entrambi i protagonisti siano piacevoli e ben inseriti nella trama, e nonostante il numero consistente di personaggi secondari arricchisca notevolmente la riuscita del romanzo, secondo me il punto forte di questo libro è la presenza sostanziosa del punto di vista di Stryker, il cattivo cattivissimo che ormai sta tramando nell'ombra da un po' di tempo. Il fatto che sia lui che i suoi scagnozzi siano una presenza attiva e non solo un'ombra rende tutto più critico, quasi che il senso di pericolo e di catastrofe imminente siano la parte più forte della trama. E forse è proprio così, perché dal momento in cui la vita di Susan si incrocia con il mondo di Ravyn è un susseguirsi di sparatorie, di attacchi di demoni, di tradimenti e di colpi di scena che proprio si potevano prevedere.
Per quanto riguarda lo stile, anche in questo caso, devo dire che la Kenyon ha una penna particolare che si riconosce subito anche dopo la traduzione. Mantiene la semplicità del lessico e l'ironia che la contraddistinguono e i suoi dialoghi sono ritmati, frizzanti, veloci e mai ripetitivi, così come le scene d'amore e d'azione. Un'altra cosa che apprezzo della Kenyon è il suo saper mantenere con costanza, durante i libri della serie, l'identità dei personaggi ricorrenti attraverso l'uso di diversi toni - passatemi il termine. Così come Acheron, anche Savitar, Nick e Artemide si riconoscono appena hanno una battuta ed è per me un conforto poter contare sulla sicurezza di incontrare i miei personaggi preferiti ancora una volta.
Tutto sommato, quindi, per me questo è un ottimo romanzo dei Dark-Hunters, ancora una volta non uno dei migliori ma riuscito meglio di tanti altri romanzi di altre autrici che continuo a vedere pubblicate. Non è privo di difetti eppure basta un pochino di fiducia e di relax mentale per non farci troppo caso e gustarsi la lettura.

11 dicembre 2013

Julie Kagawa
Immortal rules. Regole di sangue

Serie Blood of Eden 1

Trama
Fanucci
pag. 480 | € 10,00
In un mondo postapocalittico governato dai vampiri, gli umani sopravvissuti all’epidemia del Polmone Rosso hanno il destino segnato: arrendersi ai dominatori ed essere schedati e allevati in cambio del proprio sangue. Decidere di non sottoporsi alla registrazione significa mendicare ai margini della società, cercando di sfuggire ai continui attacchi di mutanti famelici originati dagli esperimenti per debellare il virus. È questa la realtà in cui Allison Sekemoto lotta per la sopravvivenza come una Non Registrata: i vampiri le hanno portato via la famiglia e tutti i suoi sogni e darebbe qualsiasi cosa per poterli sconfiggere. Ma il giorno in cui tocca a lei essere in pericolo di vita, è proprio un vampiro a darle una possibilità di scelta: morire come un’umana o diventare ciò che più odia per l’eternità. Allie sceglie di trasformarsi e non sarà facile difendere quel poco di umanità che le è rimasto. Soprattutto quando incontrerà qualcuno capace di vedere oltre il mostro che è diventata.

Commento
Mai sottovalutare un romanzo.
Quando esce una novità che si mischia in diversi generi e che non riesce a dare un'idea precisa della categoria a cui appartiene, non bisogna fare come me e lasciarlo lì da solo nella libreria, in attesa del suo momento. Bisogna dargli subito una chance, bisogna subito buttarsi nella lettura e scoprire tutte le sfumature, tutti i segreti di questo romanzo.
Regole di sangue è il primo libro di una serie - o duetto - che può essere inserito grossomodo in tre grandi generi: post-apocalittico, young adult e vampiri. Quindi, prendiamo questi tre generi e mischiamoli assieme, filtrando tutti gli elementi che lasciano un retrogusto dolciastro, romantico e stucchevole. Rimaniamo con quei pochi elementi che hanno fatto storia nel genere, quegli elementi che non passano mai di moda e che funzionano con ogni generazione di lettori e con ogni moda letteraria.
Il risultato finale è un romanzo che brilla di una luce fortissima e che si distingue dalla massa per la sua originalità e per il suo coraggio: è diverso e allo stesso tempo collaudato.
Post-apocalittico. In un mondo devastato dal virus del polmone rosso gli umani vivono allevati dai vampiri, versando una tassa di sangue obbligatoria. I ricordi del passato sono stati cancellati, l'umanità non ha più coscienza di sé e non ricorda com'erano il mondo e la vita prima dell'epidemia. La povertà è una realtà, un dato di fatto e non una condizione anormale. Tra i pochi umani rimasti che non vogliono essere registrati dai vampiri, Allison è la rappresentante perfetta della resistenza: è giovane, è autonoma, emotivamente indurita dalle circostanze e fisicamente in grado di tirare avanti in quelle misere condizioni. Allison conta solo su sé stessa, non si appoggia nemmeno al gruppo di ragazzi che considera la sua famiglia e vive in un costante stato di pericolo: un giorno sei vivo, quello dopo forse no.
Vampiri. Come conseguenza del virus del polmone i vampiri smettono di nascondersi e prendono in mano la situazione, cercando di trovare una soluzione a quella pestilenza che trasforma umani e vampiri in idrofobi, mostri che si nutrono di carne umana. Dimentichiamoci i vampiri degli ultimi anni, cancelliamo l'immagine del succhiasangue elegante e barocco della Rice, brillantinoso e depresso della Meyer, sexy e carnale della Ward. I vampiri della Kagawa sono quelli degli horror degli anni '90: emaciati, pallidi, con gli occhi incavati e privi di ogni complesso umano. A seconda delle necessità si nascondono nelle fognature, sotto la terra - niente bara foderata di raso ma nuda terra - non sentono il bisogno di lavarsi, di cambiarsi, di assumere - in qualche modo - le sembianze e i comportamenti umani. Bevono sangue, sono controllati dalla brama e vivono costantemente con questa fame. Se vieni trasformato in vampiro stai sicuro che i tuoi pensieri non saranno soldi e sesso ma sangue sangue SANGUE. I vampiri sono mostri, come il maestro Kanin continua a martellare nella testa di Allison. Mostri che non possono mischiarsi con gli umani e che rischiano di morire anche in mezzo ai propri simili, destinati ad una vita lunga e solitaria.
Young Adult. Allison ha diciassette anni. E' una ragazzina pallida, magra, con lunghi capelli neri e tratti asiatici. Considerando le condizioni umane in cui si trova è una bellezza come non se ne vedono, né nelle città, né nelle campagne deserte. Quando, ormai vampira, la sua strada si incrocia con quella del gruppo di umani il personaggio di Allison si sdoppia: da un lato abbiamo la vampira assetata di sangue, senza età, senza scrupoli e senza il desiderio di mischiarsi con gli umani; dall'altra c'è una ragazza che viene travolta dalla nostalgia del calore umano, desiderosa di fare parte di un gruppo, di una famiglia, e di provare affetto e a sua volta essere amata. Con un tocco moderato, l'amore spunta fuori con il personaggio di Zeke e non prende il sopravvento sulla trama o sull'indipendenza affermata di Allison. La relazione amorosa, praticamente casta, ha come unico scopo quello di far mantenere un contatto tra il vampiro e l'essere umano, in modo che Allison non perda la convinzione di poter essere sia un vampiro, sia parte della comunità umana.
La costruzione della trama e il suo richiamo ai diversi generi rende la lettura del romanzo molto particolare, quasi insolita. La prima parte, dedicata principalmente alla vita di Allison da viva, è scoraggiante perché lenta e monocorde, quasi noiosa nel suo non essere veloce, consistente. Nonostante non accada nulla di rilevante, l'importanza della prima parte del romanzo diventa chiara quando Allison compie la trasformazione e - finalmente - la trama comincia a movimentarsi. La protagonista, l'ambientazione e tutta la costruzione della parte portante del romanzo vengono delineate proprio all'inizio, pezzettino per pezzettino, scena per scena. Una volta superata la parte didattica, il ritmo diventa costante ma serrato e non permette al lettore di rimanere indietro. Tenere il passo con il romanzo diventa un imperativo da seguire e la lettura non perde un colpo fino al finale, perfetto e apertissimo.
E' un romanzo sorprendente, perché ad ogni capitolo si lascia sfuggire qualcosa che depista il lettore: ti aspetti una cosa e ne trovi un'altra migliore. Ti aspetti un teen drama vampirico e ti ritrovi tra le mani un post apocalittico complesso, ricco e inquietante. Non bastano gli idrofobi, anche i vampiri e alcuni umani contribuiscono ad accrescere il senso di pericolo che accompagna la lettura e che non sparisce mai, nemmeno per un secondo.
Considerando la profusione di romanzi Young e New Adult che stanno uscendo in questo periodo e che sono - in linea di massima - uno la copia dell'altro, Immortal Rules è una boccata d'aria fresca, una lettura diversa dal solito che ci fa ricordare come dovrebbero essere i vampiri, quelli veri.

11 novembre 2013

Thea Harrison
Il legame del drago

Serie Elder Races 1

Trama
Fanucci
pag. 394 | € 12,00
Mezza umana e mezza wyr, l’antica e potentissima razza dei draghi, Pia ha sempre cercato di nascondere a tutti le sue origini. Ma un giorno il suo ex fidanzato scopre la sua capacità innata di aprire qualsiasi serratura e la costringe a commettere un furto. Non si tratta di un furto qualsiasi: le chiede di derubare un drago multimiliardario. Pia riesce nella sua missione e ruba un penny dai suoi tesori, senza sapere che da quel momento in poi il suo sangue wyr tornerà a reclamare la sua parte. Prima ancora però, sarà il derubato a reclamare indietro la sua moneta, insieme alla ladra che ha osato sottrargliela. Lui è Dragos Cuelebre, nato insieme al sistema solare, predatore tra i predatori, il più temuto dei wyr. Ma quando riuscirà a catturare Pia, scoprirà segreti ed emozioni nuove, che lo uniranno a lei irreparabilmente, come una forza ancestrale. Insieme affronteranno la minaccia dei fae oscuri e le difficoltà della trasformazione che sta avvenendo in Pia, che ora è pronta ad accettare la sua natura wyr. Un’esplosiva miscela di magia e romanticismo tra le fortezze dell’Altra Terra e i grattacieli di New York, un mondo popolato di creature maestose e affascinanti, in cui sarà un piacere perdersi.
"Soffro di un grave caso di curiosità terminale." disse. "Sono geloso, egoista, avido, territoriale e possessivo. Ho un pessimo carattere, e so di poter essere un crudele figlio di puttana." Piegò la testa. "Un tempo mangiavo le persone, sai?"
Commento
Era da un bel po' che non mi buttavo su una nuova serie paranormale e ne sentivo la mancanza.
Non c'è niente di meglio di un bel romanzo che ti catapulta in un mondo fantastico e che ti regala una storia avventurosa, divertente e sexy allo stesso tempo. Ammetto che fino alla fine del libro non sono riuscita a farmi un'idea precisa del romanzo e se mi stesse effettivamente piacendo, poi ho deciso che un voto alto è quello che si merita. Un ottimo inizio per una serie che ha tutte le carte in regola per farsi un seguito. Il legame del drago è uno di quei titoli che hanno bisogno di tutta la concentrazione del lettore - e della sua pazienza - per dare il meglio di sé. Tuttavia, alla fine, la Harrison è riuscita perfettamente a catturare la mia attenzione e a farmi passare delle piacevoli ore di lettura.
La storia inizia quando la povera Pia - stanca, denutrita e stressata - è costretta a scappare per salvarsi le chiappe dalla ritorsione più tremenda della creatura più cattiva di tutto il creato. Ricattata dal suo ex-fidanzato, Pia deve derubare il potente Cuelebre per salvare l'ex dai guai in cui si è cacciato. Non è bastata la brutta rottura della relazione, Pia deve anche rischiare la vita per chiudere per sempre quel capitolo della sua esistenza. Una volta portato a termine il furto sa che la sua unica possibilità per sopravvivere sarà sparire dai radar e diventare una fuggiasca. Nel momento in cui porta a termine il compito, però, il suo animo buono le fa lasciare un bigliettino di scuse senza pensare che tramite quello il drago può rintracciarla.
Il ruggito che scuote New York e manda in tilt in quartiere è un brusco risveglio per Pia e nemmeno cambiare stato la può aiutare a seminare le sue tracce. Dragos, bellissimo, potente e spietato, la trova senza troppi sforzi e da quel momento non la lascerà per nessun motivo.
Vendetta tremenda vendetta?
Se un drago super sexy mi piombasse addosso dal cielo con il suo muscoloso corpicino e il carisma da maschio dominante, probabilmente reagirei come Pia. Spalmata sulla spiaggia come una vittima sacrificale troppo intontita da lui per poter fare qualsiasi cosa tranne sbavare e farmi maneggiare come una marionetta. Dal momento in cui Dragos acchiappa Pia svanisce completamente l'aria da urban fantasy che ha dato identità alla parte iniziale del libro e finalmente inizia il vero paranormal romance. La Harrison salta da un setting all'altro con disinvoltura e facilità, senza far pesare il continuo movimento dei personaggi e delle scene: da New York alle sperdute montagne in prima classe con la Cuelebre Airlines, è un viaggio continuo e movimentato che non lascia tregua ai personaggi e al lettore. La narrazione è travolgente quanto lo è Dragos, così che anche noi ci troviamo catapultati nell'avventura assieme a Pia e viviamo altrettanto intensamente ogni episodio, dai globin puzzolenti che ricordano tantissimo un episodio de Il signore degli anelli - ma Pia e Dragos sono ben lontani da Frodo e Sam - alla ricostruzione classica delle due corti elfiche, fino al riciclo di molte altre creature mitologiche. Grayson il grifone, per esempio, merita di essere nominato perché è il personaggio più frizzante e piacevole tra i secondari, divertente e affettuoso senza che la sua virilità e la sua potenza ne escano castrate. Non a caso è sua una delle uscite più divertenti di tutto il romanzo: "Stiamo giocando a blocca l'erbivora."
Dragos risponde al modello di eroe di paranormale con troppa precisione e non si concede nessuna sbavatura. Per carità, è brillante oltre ad essere fisicamente da sturbo - anche se non ho mica capito come diavolo è un sorriso machete WTF?! - però le sue azioni e i suoi pensieri sono, in un certo senso, prevedibili. Non credevo, però, che un drago vecchio come il mondo potesse essere sexy eppure la Harrison è riuscita a rendere Dragos un eroe succoso e piacevole. Tra i due protagonisti è Pia quella che ne esce vincitrice, in un certo senso, perché esce dagli schemi della classica eroina paranormal e migliora di pagina in pagina, rivelandosi speciale non solo per la sua natura ma anche per il suo carattere. E' impaurita e stressata, vegana e troppo buona per il suo stesso bene, con un istinto di sopravvivenza super sviluppato: all'inizio è chiusa, terrorizzata e molto sola ma appena entra in scena Dragos è costretta a cedere piano piano. Lui è insistente ma razionale e guadagna la fiducia e l'affetto di Pia grazie alla sua costanza e al semplice fatto che la sommerge di attenzioni e di passione. La loro relazione è graduale e credibile, non ha momenti di illuminazione divina ZAC! si amano e il sentimento nasce con le dovute tempistiche e, quando finalmente si arriva alla parola amore, questa non stona e non rovina tutto quello che l'autrice ha costruito.
La trama è abbastanza avventurosa da non annoiare e ricca di passione e di sentimento da far sospirare. E' un romanzo che entra perfettamente nella categoria paranormal romance e tuttavia non possiede quel romanticismo forzato che rende alcuni romanzi di questo genere campati per aria e difficili da apprezzare. Diciamo che il suo essere moderato nei contenuti lo ha reso particolarmente piacevole da leggere e sicuramente è il suo punto di forza non avere un risvolto troppo mieloso.
Per quanto riguarda lo stile della Harrison migliora man mano che ci si inoltra nella storia. All'inizio la narrazione è un po' rigida ma appena ingrana e prende ritmo l'autrice si scioglie e dona alla narrazione un'ironia decisa che diverte con battute e dialoghi mai stagnanti.
Capisco i voti molto alti e condivido i pareri entusiasti che hanno promosso questo titolo d'esordio e aspetto fiduciosa il prossimo titolo della serie, sperando che Fanucci possa pubblicarlo. Quindi, mi raccomando, compratelo e godetene tutti!

19 ottobre 2013

Sherrilyn Kenyon
La seduzione della notte

Serie Dark-Hunters 9/Were-Hunters 2

Trama
Fanucci
pag. 288 | € 9,90
Wren Tigarian è un orfano, il figlio di un legame proibito tra una tigre bianca e un leopardo delle nevi. Nessun clan dei Cacciatori oscuri lo vuole tra i suoi membri, ed è cresciuto suscitando timore e diffidenza, col suo cuore animale, feroce e indomabile, in un corpo umano che a malapena riesce a contenerne gli slanci. Wren non ha mai dato ascolto a nessuno quando c'era qualcosa che voleva. E ora vuole Marguerite. In tutta la sua fragilità e delicatezza. Anche Marguerite, turbata e affascinata dalla sua forza misteriosa, desidera Wren, ma lei è un'umana, la figlia di un importante senatore americano, imprigionata nella gabbia dorata della mondanità e del conformismo da cui vorrebbe fuggire. Braccato non solo dagli esseri umani che non accetteranno mai la sua natura animale, ma anche dai suoi simili che temono i suoi poteri, Wren dovrà essere capace di difendere il suo amore a ogni costo, perché ogni uomo e ogni animale ha in sé il desiderio eterno di un porto, di un luogo libero da persecuzioni, in cui nessuno possa dargli la caccia o ferirlo e per lui è Marguerite.

Commento
Per molte persone ci sono delle cose - dei cibi, dei vestiti, degli oggetti - che regalano un senso di conforto, di sicurezza emotiva. Nel mio caso è una serie di libri. I Dark-Hunters sono la mia lettura sicura, la mia copertina di Linus letteraria, il mio comfort reading da quando ho letto il primo romanzo quasi 7 anni fa. Nonostante abbia iniziato la serie in lingua e sia arrivata a leggere la storia di Acheron, ho deciso di fermarmi e iniziarla da capo seguendo - e supportando - l'edizione Fanucci.
Certo, leggere l'edizione italiana non è la stessa cosa e non lo dico come accusa nei confronti dell'editore o dei traduttori. Lo dico perché perdere delle sfumature della storia nel passaggio da una lingua all'altra è inevitabile e, purtroppo, nel caso della Kenyon sono l'autrice e la storia a uscirne maluccio. I commenti negativi sui D-H e sulla Kenyon sono quasi sempre relativi allo stile: troppo superficiale, troppo semplice, poco approfondito, la trama si risolve troppo in fretta. Ogni volta mi viene da dire leggilo in lingua e poi dimmi, però non sarebbe giusto perché è vero che - a volte - l'impressione è quella. Io lo dico per esperienza, la Kenyon è un'autrice che punta al messaggio, all'emozione e non alla confezione e all'apparenza usando uno stile ricercato e dispersivo. Quanti autori scrivono con uno stile sontuoso e non riescono a comunicare nulla? La Sherry riesce dove questi autori falliscono miseramente: i suoi personaggi sono amici del lettore, diventano quasi una famiglia e ci si emoziona in modo semplice e vero per la loro storia. Così dove gli altri vedono uno stile scarno e banale io ci vedo un marchio distintivo, uno stile senza fronzoli e senza pretese che la rende speciale e riconoscibile.
La seduzione della notte è la storia di Wren, un Were-Hunter Katagaria, ripudiato dalla sua gente perché è un tigardo ed escluso dagli altri were-hunters perché diverso, scostante, difficile. Wren è un modello che può essere applicato tranquillamente alla nostra società: viene giudicato per l'apparenza, viene giudicato per quello che gli altri pensano di lui senza che si curino della verità, della storia alle sue spalle e della sua personalità. Da piccolo Wren ha subito il trauma di vedere morire i suoi genitori, ma prima di quello ha dovuto sopportare un isolamento fisico ed emotivo, il rifiuto dei suoi stessi genitori perché la sua forma animale era un ibrido tra una tigre bianca e leopardo delle nevi. Un tigardo, potente e bellissimo, che ha sempre conosciuto solo rancore, disgusto e odio. Come si fa a non emozionarsi di fronte ad un cucciolo maltrattato? Come ci si può limitare ad apprezzare la bellezza e la virilità dei personaggi della Kenyon quando la prima cosa che suscitano è tenerezza?
La Kenyon crea personaggi che vorresti coccolare e baciare, personaggi bellissimi e potenti che soffrono come le persone normali. Il mix è vincente anche nel caso di Wren: solamente Maggie, la protagonista, subisce il suo fascino mentre il lettore - almeno nel mio caso - lo apprezza per altri motivi. Maggie è la prova che non tutti sono cattivi e che anche Wren merita un po' di amore, di compassione e una compagna che lo ami per quello che è. Come coppia sono dolcissimi, si incastrano alla perfezione e riescono a compensare i vuoti affettivi guardando al futuro. Come da manuale, la Kenyon riserva un lieto fine anche a Wren tuttavia la parte più coinvolgente ed emozionante è sicuramente quella iniziale.
La trama è lineare, semplice e senza grandi complicazioni forse perché i were-hunters sono ancora un gruppo poco conosciuto nel mondo della serie. Infatti incontriamo vecchi personaggi e nuovi were-hunters, scopriamo qualcosa di più sulla loro società, sui meccanismi di giustizia e di controllo e sul grande arbitro Savitar. Il romanzo funge anche da piccolo approfondimento nel mondo dei were-hunters: contestualizza i poteri di Wren, i cambiamenti di Maggie, le svolte finali nella trama e rende tutto fluido e chiaro.
Completamente in linea con i romanzi precedenti della serie - forse inferiore ad alcuni titoli - La seduzione della notte si divora in pochissime ore, suscita una gamma di emozioni abbastanza vasta da coprire gioia, tristezza, riso e pianto assieme, in perfetto stile Kenyon, e lascia - come sempre - la voglia di avere per le mani il romanzo successivo per non uscire mai da questo universo.

9 agosto 2013

Kalayna Price
Un oscuro segreto

Serie Alex Craft 1

Trama
Fanucci | pag. 348 | € 7,50
Come una strega che vive tra le tombe, Alex Craft può parlare con i morti e quello che ascolta non sempre le piace: diciamo che con la Morte non sempre va d'accordo. Come consulente della polizia ha avuto a che fare spesso con la magia nera, ma nulla le appare così pericoloso come questo ultimo caso. Qualcosa di insolito cerca di aggredirla e qualcuno, subito dopo, cerca di ucciderla, qualcuno che non vuole che lei sappia cosa hanno da dire i morti questa volta...
Per scoprire la verità, Alex Craft dovrà lavorare a stretto contatto con l'affascinante quanto misterioso detective della sezione Omicidi Falin Andrews, e il loro incontro potrebbe trasformarsi in qualcosa di intimo e seducente...



Commento
Appena esce una novità urban fantasy io mi ci avvento contro come una morta di fame, come una drogata in crisi d'astinenza. Ogni nuova autrice, ogni nuova serie, prima o poi saranno mie. Con Fanucci, però, tendo a non saper aspettare. Non riesco a pormi un limite, a mettere in stand-by una novità per il futuro: quando esce un nuovo titolo UF targato Fanucci devo averlo e devo leggerlo. Soprattutto era il momento di una serie nuova, di un nome di mai sentito che smuovesse le acque del genere - piatte e calme da troppo tempo.
Un oscuro segreto funzia, gente. Funzia alla grande. Talmente bene che la mia copia ne porta i segni, reduce dai vari strapazzamenti tra borsa, treno, metro e divano. Un formato brossura, piccolino e morbido, carino carino non può che essere consumato e così io ho fatto.
Alex, strega wyrd della città di Nekros, evoca gli spiriti dei morti per vivere. Volete sapere cos'è successo al nonno del vicino morto? Alex lo evoca e svela i suoi segreti. Volete sapere chi è l'assassino? Chi meglio del fantasma della vittima può dirlo? Alex ha una connessione particolare con le anime dei morti, con i fantasmi e riesce a varcare la soglia della realtà ed entrare nell'altro mondo grazie al suo potere. Squattrinata, disordinata, con il frigo costantemente vuoto, Alex è una randagia che ha abbandonato la famiglia benestante perché la sua natura non veniva accettata. Nonostante la sua particolare natura, Alex riesce a mettere a suo agio il lettore perché ha un piglio umano, reale: è introversa, indipendente ma con una visione ironica della sua vita e delle sue sfortune; il suo aspetto fisico è un elemento secondario, che non definisce il suo ruolo o la sua personalità. I due personaggi maschili gravitano attorno a lei non solo perché è alta, bionda e bella, ma perché ha carisma, è particolare e diversa. Insomma, Alex è una protagonista tutta sostanza e magia.
Tra una scena e l'altra due personaggi maschili si contendono le attenzioni di Alex, uno oscuro e l'altro luminoso, uno moro e l'altro biondo: Morte e Falin. Ora, tra i due io preferisco Morte, non solo perché è esteticamente più vicino ai miei gusti, ma perché è un personaggio così originale e particolare che lascia il segno nonostante appaia in poche scene. Morte è un esattore di anime, ovvero prima o durante la morte di una persona compare e accompagna la sua anima - ovunque lui viva. E' un personaggio familiare ad Alex, le è comparso la prima volta quando era piccina, e con lui ha un rapporto misto e ambiguo di amicizia e attrazione. Morte è oscuro non solo per la provenienza ma perché è pieno di segreti,  non spiccica parola a meno che non possa farlo, appare e sparisce a suo piacimento e riesce a vedere attraverso la realtà. Non per niente gioca un ruolo decisivo nella trama. Sicuramente sarà un personaggio ricorrente e io ne sono felice perché ha grandissime potenzialità che non vedo l'ora di scoprire.
Falin, invece, è l'opposto tanto è luminoso e potente. Falin è il detective che si occupa del caso di omicidio e che entra in scena prendendo a spallate le parole: pretende il suo spazio, vuole che gli si ubbidisca e non ritiene necessario dare spiegazioni. Si fa come vuole lui, punto. Con Alex ha un atteggiamento scontroso, si pone quasi come un nemico, salvo poi cambiare gradualmente e ammorbidirsi diventando un alleato chiave nella risoluzione del caso e anche un amante appassionato. Falin, tuttavia, nasconde un segreto - anche lui: non è ciò che sembra e la sua vera natura obbliga Alex a ripensare il loro rapporto.
A questo punto pensare ad un triangolo amoroso viene automatico. In effetti Alex si destreggia tra la passione travolgente con Falin e l'insidiosa attrazione verso Morte e la sua strana dichiarazione finale. Le scene di sesso non sono molte, ma hanno una ragione d'essere e sono in equilibrio con la natura del romanzo e con il genere a cui appartiene. Mi ha sorpreso, comunque, vedere come la componente romantica sia presente in maniera importante e gestita con calma.
Dopo aver promosso tutti i personaggi, promuovo anche la trama. L'idea di base è molto buona: i casi di omicidi seriali, di corpi rubati e scomparsi, episodi di magia nera e una solida realtà paranormale cancellano la prima impressione di confusione. Inizia lento, quasi titubante, ma appena prende il ritmo scorre a meraviglia e migliora con il passare delle pagine. C'è molta azione ben costruita e ben inserita nella trama, ci sono dialoghi e descrizioni utili ai fini della trama e un piacevole tono ironico che rende particolare il romanzo. Il finale è ben fatto, chiude alla perfezione la trama di questo primo romanzo e riesce a lasciare aperto uno spiraglio per i prossimi, dando ad intendere la presenza di Falin, di Morte e di tutti gli altri personaggi apparsi. La Price è un'autrice da tenere d'occhio e questa serie sarà una lettura fissa, per me. Spero solo che Fanucci possa continuare la pubblicazione e non farla cadere nel dimenticatoio come è successo ad altre serie. 

31 luglio 2013

Jeaniene Frost
Eterna è la notte

Serie Night Huntress 1.5

Trama
Fanucci | pag.102 | € 4,17
Isabella ha ricevuto un proposta di matrimonio a cui proprio non può dire di no. La proposta è molto più vicina a un ricatto che a una dichiarazione d’amore e Isa teme che la sua fiaba stia per concludersi con un “e vissero infelici e scontenti”, ma in gioco c’è la vita del fratello. Per fortuna Bones, il vampiro che molti anni prima si era preso cura della loro nonna, chiede aiuto al giovane e affascinante Chance affinché indaghi negli ambienti della malavita locale e impedisca questo matrimonio tra la Bella e la Bestia. C’è solo il pericolo che non riesca a stare lontano dalla futura sposa.






Commento
A me, questa storia dei racconti brevi, sta dando molte soddisfazioni. Tra un romanzo e l'altro, quando hai voglia di leggere qualcosa ma non vuoi starci dietro troppo tempo, ecco che il romanzo breve risponde perfettamente alle esigenze. Un aperitivo vampirico in chiave frostiana, un assaggio che stuzzica chi non conosce la serie - senza anticipare nulla della trama portante - e che calma le crisi d'astinenza di chi ha amato/ama alla follia i romanzi della Frost.
In 100 pagine si rientra nell'ambientazione paranormale, si respira l'aria vampirica e si legge una micro storia che ha un inizio e una fine ben fatti, con una sostanza saporita e divertente. Dico saporita perché lo sfondo principale sul quale si muovono i protagonisti è il ristorante italiano di Isabella, italiana 100%, ma americana nella cittadinanza e nello spirito. Un posticino piccolo ma dove si mangia bene, così famoso che anche i mafiosi ci hanno messo le radici e si nutrono di spaghetti con le polpette. I problemi iniziano quando il fratello di Isa sparisce nel nulla e il boss della zona ricatta Isa: sposami e non lo uccido. Isa non ha molta scelta, deve assecondare le psicosi del boss nella speranza che il fratello si tolga dai guai. Nonnina cara, però, non ha molta fiducia nei suoi nipoti, così si affida ad un amico di vecchia data...Bones. C'è poco da gioire, Bones compare all'inizio e poi delega il ruolo di salvatore al suo amico Chance. Non si ha tempo, però, di piangersi addosso perché subito Isa ci travolge con la sua ironia e Chance...bhé fa il vampiro. Tra un botta e risposta, una sparatoria, delle polpette, sicari e boss, occhi a lampadina verdi, nonne con segreti e una passione travolgente le 100 pagine scorrono in men che non si dica. Purtroppo.
Considerando il prezzo (e la promo estiva del - 25%) credo che non ci siano scuse per non provare questa novella, soprattutto perché soddisfa alla grande e lascia la voglia di rituffarsi nella serie - e in un piatto di spaghetti con le polpette!

19 giugno 2013

Robin LaFevers
Il segno del destino

Serie His Fair Assassin 1

Trama
Fanucci | € 10,20 | pag.453

Il destino di Ismae è stato scritto ben prima che lei nascesse: la Morte l'ha segnata con una cicatrice, ma questo marchio funesto si rivelerà invece la sua strada per la salvezza. Sarà proprio quella cicatrice a farla ripudiare dal marito, un uomo violento che è stata costretta a sposare. La mano della Morte continua a guidare la ragazza, che fugge da tutto per cercare riparo nel convento di Saint Mortain, dove alcune suore osservano ancora gli antichi riti tradizionali. Qui viene trasformata in una perfetta assassina; silenziosa, seduttiva e letale, un'ancella della Morte. Presto, Ismae viene inviata alla corte di Bretagna per fare luce sugli intrighi che mettono in pericolo non solo il regno, ma anche la vita della giovane duchessa Anne. Per riuscire nell'impresa, dovrà fare appello a tutto ciò che ha imparato nel convento. Peccato che non le abbiano insegnato come tenere a bada i moti del cuore, e Ismae si ritrova lacerata tra il dovere e l'amore che preme nel suo cuore.


Commento
Fantasy senza impegno? Sì, grazie. Quando il fantasy si legge senza sforzo, quando le componenti che definiscono tale un romanzo sono delicate, leggere e ben inserite nella narrazione, allora non ho dubbi: leggere fantasy è un piacere. Non sono una grande appassionata di letteratura fantasy, temo sempre che il troppo appesantisca la lettura: troppa magia, troppe creature fantastiche, troppo di troppo, insomma. Non tutti gli autori, poi, sono dei Tolkien o dei Rowling (ma sono sicura che ci sono tantissimi altri nomi validi), quindi spesso si incappa in romanzi polpettone, tremendamente contorti e straripanti fantasy come spugne troppo imbevute. Raramente intraprendo serie o romanzi veramente fantasy e quasi sempre i loro contenuti fantastici sono ridotti rispetto alla media. Come a dire 'un pizzico di fantasy sì, ma una manciata anche no!'.
Il segno del destino fa parte di una serie fantasy new adult - giusto per rimanere in tema con gli ultimi casi editoriali - e ha un forte elemento distintivo che la caratterizza in modo evidente: lo spionaggio fantasy.
In un mondo medievale, dove vivono veri e forti gli antichi déi, un convento isolato dal mondo arruola giovani ragazze nate sotto il segno di Mortain (il dio della Morte) e le addestra ad essere portatrici ed esecutrici del volere del dio. Profondamente inserite nella società della Francia fantasy creata dall'autrice (ricorda molto l'ambientazione di Jacqueline Carey), le ragazze tramano, spiano, uccidono silenziosamente, tutto per volere di Mortain.
Tra queste adepte c'è Ismae, nata con una grossa cicatrice rossa sulla schiena che la identifica subito e senza equivoci come figlia del dio. Ismae vive in assoluta povertà, prima come vittima del padre e poi sposata ad un contadino violento ed altrettanto ignorante. Il convento la salva, le dona uno scopo, la istruisce nelle arti della morte e dei veleni, e la trasforma in una perfetta ancella di Mortain pronta per le sue prime missioni.
Un bel giorno al convento arriva Gavriel Duval, il fratellastro della duchessa nonché intrallazzone politico di proporzioni cosmiche: Duval, conosciutissimo per le sue doti di mediatore/consulente/uomo di fiducia, è anche fonte di grandi sospetti di tradimento da parte del convento. Per questo la madre badessa spedisce Ismae a corte assieme a Duval, con il compito di tenerlo d'occhio e colpire senza esitazione ogni persona scelta da Mortain. Unico scopo del convento, oltre a quello di servire il dio, è servire e proteggere la duchessa.
Duval e Ismae si uniscono nel compito di scovare i traditori e proteggere la giovane duchessa anche se entrambi nutrono sospetti sull'altro. Subito l'autrice fa entrare il lettore in un vortice di intrighi, sospetti, bugie e alleanze nascoste che scorrono incredibilmente veloci e che incuriosiscono fino all'ultima pagina. Fino all'ultimo i sospetti girano su ogni personaggio che entra in scena, nessuno escluso, e tramite gli occhi di Ismae scartiamo un soggetto, teniamo le dita incrociate per un altro e, alla fine, ci facciamo sorprendere dall'identità e dalle motivazioni del traditore.
LaFevers, nonostante abbia creato un microcosmo e dei personaggi affascinanti, non si è lasciata andare a dilungamenti nelle relazioni: si formano veloci le relazioni e le antipatie e c'è spazio anche per una storia d'amore completa. Ismae e Duval si prendono e si mollano in un gioco di sguardi, mosse e parole non dette, tanto leggera è la costante presenza dell'attrazione e della fiducia che nascono lentamente ma che sono, alla fine, forti e indiscusse. Il romanticismo è delicato, mai ingombrante, ed espresso con baci e carezze che non fanno sentire la mancanza di un sentimentalismo più sfacciato e aggressivo. Molto riuscita la caratterizzazione dei protagonisti, ma soprattutto quella dei personaggi secondari: dalla madre badessa, a Bestia, De Lornay, la giovane duchessa e i vari giocatori messi sul tavolo dall'autrice.
Una nota positiva è la conclusione della storia, sia quella di Ismae e Duval che quella del tradimento, mantenendo però apertissima l'ambientazione e lasciando in sospeso Sybella e le altre figlie di Mortain.
Sono curiosa di leggere la prossima storia, nella speranza che Fanucci abbia la possibilità di tradurlo, visto che ormai ogni serie - e la sua continuazione - dipendono unicamente dai lettori, tengo le dita incrociate e spero che questo primo romanzo abbia successo.