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12 ottobre 2015

Julie Kagawa
Talon

Serie Talon 1
Titolo originale Talon

Trama
Harlequin Mondadori
pag. 430 | € 16,00
Ci fu un tempo in cui i draghi furono cacciati fino quasi all'estinzione dai cavalieri dell'Ordine di San Giorgio. Da allora, nascosti sotto sembianze umane, i draghi di Talon sopravvissuti al massacro si sono moltiplicati e hanno acquisito maggiore forza e astuzia nel corso dei secoli: non manca molto a quando saranno pronti a diventare i padroni del mondo, senza che gli esseri umani nemmeno se lo immaginino. Ember e Dante Hill sono gli unici esemplari di draghi fratello e sorella, addestrati per infiltrarsi nella società degli uomini. Ember non vede l'ora di vivere come una teenager qualunque e godersi quell'unica estate di libertà che le sarà concessa, prima di ricoprire il ruolo a lei destinato dentro il regno di Talon. Ma l'Ordine è sulle loro tracce per terminare quanto non era stato fatto nel passato: annientarli tutti. Il cacciatore di draghi Garret Xavier Sebastian, però, non può uccidere, a meno che non sia sicuro di aver trovato la propria preda. E niente è certo quando si tratta di Ember Hill.
Fammi dimenticare, per una sera, che tutto questo non è reale. Fammi credere che questa potrebbe essere la mia vita. Che non sto tradendo tutto ciò in cui credo, stando qui e provando quel che provo.
Commento
Ammetto di sentire un filino l'ansia da prestazione. Anche se ormai Talon è bello pacifico sugli scaffali delle librerie, continuo a sentirmi come sotto esame, complice il fatto che - causa malattia infinita - non scrivo un commento da ben tre settimane. Ho perso un po' la mano e spero che questa copia - pesantissima - non cali come un macigno sulla mia ispirazione.
Dopo un sonnellino di ben due ore, posso cominciare a parlare di questo romanzo, finito ieri notte dopo sette giorni di lettura. Normalmente non ci metto così tanto, ma queste settimane sono state difficili, quindi il fattore tempo è irrilevante nel dare un giudizio complessivo. Ci ho messo tanto, ma ero anche convalescente. E poi, lo devo dire, questa copia pesa da morire, del tipo che tenerlo aperto e in mano mi consumava quel poco di energie che ero riuscita a raccimolare. Una lettura fisicamente impegnativa per me, dunque, anche se piacevolmente leggera.
Infatti è bene non farsi sviare dal marchio - Harlequin pubblica principalmente rosa, ma non più - e dalla copertina decisamente adulta e sofisticata nella sua semplicità. Talon è un romanzo fantasy per un target giovane - ma questo non ferma le over 30 come me a leggerlo - e ha il pregio di non conformarsi ai romanzi YA che girano adesso, che hanno quasi sempre una grossa componente romantica. Talon ha sì una vena romantica, ma questa gioca un ruolo marginale e serve alla trama, non ai personaggi. Del resto un fantasy si concentra sulla storia, in genere, e non sulle paturnie sentimentali dei ragazzini. Ottimo, quindi, cambio di registro: il target è giovane ma non c'è quel lato stucchevole e forzatamente rosa che a volte si trascina in modo poco realistico, per dare spazio ad un'introspezione dei personaggi che non mi aspettavo.
Conoscevo già la signora Kagawa avendo letto Immortal Rules - serie mai conclusa, grazie tante - e ricordavo perfettamente che, come autrice, questa donna non si fa incastrare dagli schemi e ha uno stile molto maturo nonostante scriva di ragazzini. Avevo un ricordo molto positivo che è stato confermato con Talon.
Il romanzo, che comunque non è particolarmente impegnativo o complesso, risponde alla perfezione allo schema del fantasy e si ritaglia un po' di spazio per inserire quei momenti che lo rendono particolare. Partiamo dal fatto che i draghi, di solito, vengono inseriti in un contesto fantasy storico: raramente si vedono nei tempi moderni e ancora più raramente si vedono inseriti nella società umana, con tanto di infradito, shorts e tavola da surf. Qui la protagonista è un drago che raramente è nella sua vera forma: Ember, per la natura del suo ruolo e del suo addestramento, deve mischiarsi agli umani facendo quello che fanno loro. Così vediamo una ragazzina che nasconde dentro di sé un drago fare surf, mangiare frullati, andare in bicicletta e prendersi una bella cotta per un umano. Ember è teneramente umana per le sue reazioni agli ordini e alle costrizioni di Talon - sfido io a trovare una sedicenne, di qualsiasi razza, che non sia insofferente agli obblighi - ed è selvaggia e pericolosa nella sua vera forma. Ember è un controsenso ambulante: potente e magnifica come drago, impotente e frustrata come umana.
Ammetto che, essendo la protagonista, mi aspettavo forse qualcosina in più da Ember. E' vero che è giovane, è vero che è solo all'inizio della sua presa di coscienza, è vero che fa dei piccoli passi verso l'indipendenza, ma è anche vero che questo è un fantasy sui draghi e magari qualche passo più ardito mi avrebbe coinvolta maggiormente.
Se da un lato c'è Ember, dall'altro abbiamo Garret, soldato dell'ordine di San Giorgio il cui unico scopo è sterminare i draghi. Insediato a Crescent Beach proprio come Ember, Garret deve trovare il drago dormiente e ucciderlo e per farlo deve - anche lui - inserirsi nella comunità, frequentando le spiagge e i suoi coetanei. Si fa in fretta a scordarlo ma Garret ha anche lui sedici anni e, sebbene sia estremamente maturo e adulto come soldato, come umano è impacciato e tenero. La sua scoperta della vita, fatta di divertimento e di nuovi sentimenti, è la stessa di Ember e non per niente i due entrano subito in sintonia, nonostante Garret sappia che molto probabilmente la sua dormiente è proprio la ragazza dai capelli rossi che lo scombussola.
Tra i due, lo ammetto, ho preferito Garret perché la sua lotta interiore è più struggente, è più sentita di quella di Ember e della sua ribellione a Talon. Non c'entra il fatto che lui sia umano e lei no, quanto proprio la gestione della storia da parte dell'autrice. Ember è sempre un po' estranea a quello che succede: i sentimenti ci sono ma le reazioni sono forse troppo scontate. Si comporta esattamente come ci si aspetta e non esce mai dal percorso: se pensi che farà qualcosa, quella cosa si avvera, né più né meno.
Quindi, se i due personaggi principali sono Ember e Garret, i due secondari più importanti sono Dante e Riley. Dante, fratello gemello di Ember, è il suo opposto in quanto a carattere e a fedeltà a Talon. Dire che è un personaggio negativo, che è colpa sua se succedono delle cose, è riduttivo. E' vero che Dante tradisce Ember, in un certo senso, ma è anche vero che nel romanzo non si sbilancia mai e non si espone mai. Il suo punto di vista, infatti, è il grande assente, quello che lascia un buco nero e che non arriva se non alla fine, nell'epilogo; e in questo epilogo si capisce subito che Dante è un personaggio che sta sul filo del rasoio: la sua fedeltà a Talon è forte ma il suo legame con Ember forse lo è di più. Vedremo come la Kagawa lo svilupperà nei seguiti.
Riley, invece, è quello che normalmente viene considerato come il terzo incomodo: drago blu, disertore, ribelle, Riley è tutto quello che Dante e Garret non sono, tutto quello che stuzzica lo spirito di Ember e il suo drago. Nella prima parte il disertore è solo questo, un personaggio che compare senza preavviso, lancia la bomba a Ember e poi sparisce; mentre nella seconda parte, con il suo PoV, viene delineato con più precisione e scopriamo un lato di lui che non era visibile. Riley è il più adulto tra i protagonisti, ha più responsabilità e vede le cose per come sono: la natura di Ember, persino quella di Dante, per lui non hanno segreti. Però, come interesse amoroso, Riley non regge il confronto con Garret e per me rimane un adulto che si prende cura dei cuccioli di drago, Ember compresa. Anche per lui, solo i seguiti potranno illuminarmi, quindi per ora rimango aperta ad ogni possibilità.
La storia in sé, invece, ha dei grossi punti di forza, ma anche dei momenti di immobilità. La parte iniziale e quella finale sono le migliori: una perché introduce tutto, personaggi, ambientazione e scopo, mentre la seconda perché è ricca di azione e di colpi di scena. La parte in mezzo, purtroppo, è quella che ha contribuito ad abbassare il voto: l'ho trovata ripetitiva, priva di movimento e forse un pochetto noiosa. Superata quella, però, la storia riprende slancio e anche il ritmo di lettura si rianima. Bisogna solo tenere duro e avere pazienza di fronte ai punti morti.
Per finire, direi che Talon è un buon fantasy con una trama che è chiaramente fatta per essere sviluppata un poco alla volta nei romanzi e che unisce diversi elementi oltre a quelli del genere fantastico: ce n'è quasi per tutti i gusti ma, per ora, rimango un po' sulle mie e tengo il voto che mi è venuto spontaneo di dare. Aspetto il prossimo titolo per farmi un'idea più precisa della serie e solo allora capirò se fa per me o se è meglio mollare il colpo.
Per ora, però, lo promuovo con un bel sorriso sulle labbra. Del resto mi ha accompagnata verso la guarigione, non potevo non affezionarmi.

11 dicembre 2013

Julie Kagawa
Immortal rules. Regole di sangue

Serie Blood of Eden 1

Trama
Fanucci
pag. 480 | € 10,00
In un mondo postapocalittico governato dai vampiri, gli umani sopravvissuti all’epidemia del Polmone Rosso hanno il destino segnato: arrendersi ai dominatori ed essere schedati e allevati in cambio del proprio sangue. Decidere di non sottoporsi alla registrazione significa mendicare ai margini della società, cercando di sfuggire ai continui attacchi di mutanti famelici originati dagli esperimenti per debellare il virus. È questa la realtà in cui Allison Sekemoto lotta per la sopravvivenza come una Non Registrata: i vampiri le hanno portato via la famiglia e tutti i suoi sogni e darebbe qualsiasi cosa per poterli sconfiggere. Ma il giorno in cui tocca a lei essere in pericolo di vita, è proprio un vampiro a darle una possibilità di scelta: morire come un’umana o diventare ciò che più odia per l’eternità. Allie sceglie di trasformarsi e non sarà facile difendere quel poco di umanità che le è rimasto. Soprattutto quando incontrerà qualcuno capace di vedere oltre il mostro che è diventata.

Commento
Mai sottovalutare un romanzo.
Quando esce una novità che si mischia in diversi generi e che non riesce a dare un'idea precisa della categoria a cui appartiene, non bisogna fare come me e lasciarlo lì da solo nella libreria, in attesa del suo momento. Bisogna dargli subito una chance, bisogna subito buttarsi nella lettura e scoprire tutte le sfumature, tutti i segreti di questo romanzo.
Regole di sangue è il primo libro di una serie - o duetto - che può essere inserito grossomodo in tre grandi generi: post-apocalittico, young adult e vampiri. Quindi, prendiamo questi tre generi e mischiamoli assieme, filtrando tutti gli elementi che lasciano un retrogusto dolciastro, romantico e stucchevole. Rimaniamo con quei pochi elementi che hanno fatto storia nel genere, quegli elementi che non passano mai di moda e che funzionano con ogni generazione di lettori e con ogni moda letteraria.
Il risultato finale è un romanzo che brilla di una luce fortissima e che si distingue dalla massa per la sua originalità e per il suo coraggio: è diverso e allo stesso tempo collaudato.
Post-apocalittico. In un mondo devastato dal virus del polmone rosso gli umani vivono allevati dai vampiri, versando una tassa di sangue obbligatoria. I ricordi del passato sono stati cancellati, l'umanità non ha più coscienza di sé e non ricorda com'erano il mondo e la vita prima dell'epidemia. La povertà è una realtà, un dato di fatto e non una condizione anormale. Tra i pochi umani rimasti che non vogliono essere registrati dai vampiri, Allison è la rappresentante perfetta della resistenza: è giovane, è autonoma, emotivamente indurita dalle circostanze e fisicamente in grado di tirare avanti in quelle misere condizioni. Allison conta solo su sé stessa, non si appoggia nemmeno al gruppo di ragazzi che considera la sua famiglia e vive in un costante stato di pericolo: un giorno sei vivo, quello dopo forse no.
Vampiri. Come conseguenza del virus del polmone i vampiri smettono di nascondersi e prendono in mano la situazione, cercando di trovare una soluzione a quella pestilenza che trasforma umani e vampiri in idrofobi, mostri che si nutrono di carne umana. Dimentichiamoci i vampiri degli ultimi anni, cancelliamo l'immagine del succhiasangue elegante e barocco della Rice, brillantinoso e depresso della Meyer, sexy e carnale della Ward. I vampiri della Kagawa sono quelli degli horror degli anni '90: emaciati, pallidi, con gli occhi incavati e privi di ogni complesso umano. A seconda delle necessità si nascondono nelle fognature, sotto la terra - niente bara foderata di raso ma nuda terra - non sentono il bisogno di lavarsi, di cambiarsi, di assumere - in qualche modo - le sembianze e i comportamenti umani. Bevono sangue, sono controllati dalla brama e vivono costantemente con questa fame. Se vieni trasformato in vampiro stai sicuro che i tuoi pensieri non saranno soldi e sesso ma sangue sangue SANGUE. I vampiri sono mostri, come il maestro Kanin continua a martellare nella testa di Allison. Mostri che non possono mischiarsi con gli umani e che rischiano di morire anche in mezzo ai propri simili, destinati ad una vita lunga e solitaria.
Young Adult. Allison ha diciassette anni. E' una ragazzina pallida, magra, con lunghi capelli neri e tratti asiatici. Considerando le condizioni umane in cui si trova è una bellezza come non se ne vedono, né nelle città, né nelle campagne deserte. Quando, ormai vampira, la sua strada si incrocia con quella del gruppo di umani il personaggio di Allison si sdoppia: da un lato abbiamo la vampira assetata di sangue, senza età, senza scrupoli e senza il desiderio di mischiarsi con gli umani; dall'altra c'è una ragazza che viene travolta dalla nostalgia del calore umano, desiderosa di fare parte di un gruppo, di una famiglia, e di provare affetto e a sua volta essere amata. Con un tocco moderato, l'amore spunta fuori con il personaggio di Zeke e non prende il sopravvento sulla trama o sull'indipendenza affermata di Allison. La relazione amorosa, praticamente casta, ha come unico scopo quello di far mantenere un contatto tra il vampiro e l'essere umano, in modo che Allison non perda la convinzione di poter essere sia un vampiro, sia parte della comunità umana.
La costruzione della trama e il suo richiamo ai diversi generi rende la lettura del romanzo molto particolare, quasi insolita. La prima parte, dedicata principalmente alla vita di Allison da viva, è scoraggiante perché lenta e monocorde, quasi noiosa nel suo non essere veloce, consistente. Nonostante non accada nulla di rilevante, l'importanza della prima parte del romanzo diventa chiara quando Allison compie la trasformazione e - finalmente - la trama comincia a movimentarsi. La protagonista, l'ambientazione e tutta la costruzione della parte portante del romanzo vengono delineate proprio all'inizio, pezzettino per pezzettino, scena per scena. Una volta superata la parte didattica, il ritmo diventa costante ma serrato e non permette al lettore di rimanere indietro. Tenere il passo con il romanzo diventa un imperativo da seguire e la lettura non perde un colpo fino al finale, perfetto e apertissimo.
E' un romanzo sorprendente, perché ad ogni capitolo si lascia sfuggire qualcosa che depista il lettore: ti aspetti una cosa e ne trovi un'altra migliore. Ti aspetti un teen drama vampirico e ti ritrovi tra le mani un post apocalittico complesso, ricco e inquietante. Non bastano gli idrofobi, anche i vampiri e alcuni umani contribuiscono ad accrescere il senso di pericolo che accompagna la lettura e che non sparisce mai, nemmeno per un secondo.
Considerando la profusione di romanzi Young e New Adult che stanno uscendo in questo periodo e che sono - in linea di massima - uno la copia dell'altro, Immortal Rules è una boccata d'aria fresca, una lettura diversa dal solito che ci fa ricordare come dovrebbero essere i vampiri, quelli veri.