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25 gennaio 2012

Laurell K.Hamilton
Cerulean Sins

Serie Anita Blake 11

Trama 
Nord | pag. 509 | € 19,60
La tragica rottura con Richard è ancora una ferita aperta per Anita Blake. Ed è quindi il bisogno di avere una vita sentimentale stabile che la spinge a impegnarsi in una relazione normale... anche se, per una negromante che di lavoro resuscita i morti, normale significa frequentare Micah, un leopardo mannaro, senza però rinunciare alle irresistibili tentazioni incarnate in Jean-Claude, il Master dell città, e dal suo bellissimo e seducente luogotenente, Asher. E' inevitabile che un equilibrio così fragile sia destinato a spezzarsi e, infatti, l'inatteso arrivo dall'Europa di Musette, la temuta rappresentante del Consiglio dei Vampiri, trascina Jean-Claude e poi la stessa Anita in un vortice d'intrighi e lotte di potere dai risvolti imprevedibili. Inoltre, quando St.Louis viene scossa da una serie di brutali omicidi, la situazione diventa ancora piu' torbida: Anita capisce subito che le morti sono opera di una creatura della notte e gli indizi la portano ben presto a sospettare proprio di Musette. Tuttavia la cacciatrice deve agire con la massima cautela, se vuole evitare che le sue indagini abbiano conseguenze devastanti per lei e, soprattutto, per i suo amanti: perché con le sue mosse si è conquistata l'attenzione della Madre di Tutte le Tenebre, l'essere oscuro che ha generato le stirpi di licantropi e dei vampiri. 

Commento
Son sorpresa, lo ammetto.
Di solito, quando leggo la Hamilton, o mi piace o mi fa schifo. Non ho mezze misure. Ultimamente, poi, la media era una depressione mista a disgusto che mi aveva portata ad abbandonare completamente l'acquisto della serie, ma a continuare a leggerla tramite biblioteca per pura curiosità e masochismo.
Ero pronta, quindi, ad incazzarmi come una iena e ad inveire contro Anita, la HamHam e tutto l'Anitaverse in generale. Ma non ho motivo per farlo. Prima di tutto perché in questo romanzo succede poco o niente, e poi perché mancano di sostanza anche i personaggi. Per 509 pagine c'è una calma piatta che spiazza: ok, Musette la 'starda vampira di Belle Morte arriva e manda tutti in crisi esistenziale. E' cattiva, tutti la temono ecc. eppure non da nessuna impressione di pure evil, come invece è capitato in alcuni romanzi precedenti. La cattiva cattivissima è Belle Morte che agisce a distanza ma che, puntualmente, non riesce a fare veri danni. Insomma, le due 'starde alla fine della fiera non combinano niente: niente cadaveri, niente tragedie cosmiche...nulla. L'unico vero dramma ruota, manco a dirlo, attorno alle problematiche sessuali di Anita.
Questa volta il dilemma è: mi trombo o non mi trombo Asher? Ah si, questo si che ci cambia la vita, che non ci fa staccare gli occhi dalle pagine. Come risolvere questo grandissimo problema? Ma è semplicissimo! L'ardeur! L'espediente metapsichico (uso continuo del termine, roba da mal di testa) preferito della HamHam. Poco male che ogni tanto qualche altro poveretto capiti sotto le grinfie della pazza Anita.
Va bene, a parte questo - thank God - la Ham ci ha risparmiato la solita dose di Nathaniel e dei suoi capelli all'Arbre Magique alla vaniglia, di Micah pisellone e di Richard che, lo ammetto, mi attizza un casino lo stesso anche se è isterico come una donna in menopausa.
Spicca piacevolmente Jason, che ha dei momenti in cui si intravede qualcosa di più del solito cretinetto. Jean Claude, anche lui, uno spazio maggiore e più definito nel senso che Anita lo vede più come suo compagno (non solo di letto) e stranamente dipende emotivamente e fisicamente di più. E' stato un cambiamento gradito, visto che lo ha sempre trattato come una pezza da piedi.
La parte relativa agli omicidi è totalmente trascurabile perché mal organizzata, superficiale e banale. Peccato, perché il licantropo serial killer era un'idea carina.
Che dire, quindi. Tutto sommato l'ho letto 'bene', ma non mi ha colpita né in bene, né in male. Vediamo il prossimo come si evolve e cercherò di capire se la serie può rientrare come tappabuchi nelle mie letture.

22 gennaio 2012

Laurell K.Hamilton
Narcissus

Serie Anita Blake 10
Titolo originale Narcissus in Chains

Trama 
TEA | pag. 652 | € 10,00
Dopo aver rotto per quasi sei mesi ogni rapporto con Richard e Jean-Claude, e di conseguenza con i Vampiri e i Lupi di St. Louis, Anita è costretta ha cercare il loro aiuto per tirare fuori dai guai alcuni dei Leopardi.
Il rinnovato legame con il due, pero’, porta alla necromante un effetto collaterale imprevisto che scombussolerà non poco la sua vita. A partire da “Narcissus in Chains” il sesso comincia a giocare un ruolo determinante nella serie, conquistandosi un largo spazio tra le pagine dei libri.
Le numerose scene di sesso, però, non sono mai gratuite ma sempre strettamente collegate con lo svilupparsi degli eventi. 




Commento
***Spoiler***
C'è qualcosa di estremamente malato, perverso e ossessivo nella mente della HamHam.
Non conosco i suoi traumi, ma una cosa è certa: questa donna ha dei seri problemi. Dopo 10 libri su Anita era in qualche modo inevitabile che la Lorella si tirasse una mazza chiodata avvelenata sulle mani (essendo scrittrice...). Questo romanzo è ridicolo, punto. Non c'è un solo pezzo che valga lo sbattimento di leggerlo e che ripaghi l'immane sforzo di far scorrere il più velocemente possibile 652 pagine, fatte di boiate, trombate, boiate e ancora minchiate colossali.
D'accordo, sapevo già che la nuova piega della serie mi avrebbe fatto pietà, ma per lo meno mi aspettavo lo stesso stile veloce che ha caratterizzato questi romanzi dal numero 1. Invece no, il decimo sembra essere l'inutilità mista alla depressione, un romanzo in cui si sente che Anita è stanca e non ha voglia di essere la solita dura. E' quasi, dico quasi, meno insopportabile del suo normale, il che è già una stranezza. 
Penso che l'unico modo per commentare questo libro sia andare per blocchi. Comincio con la trama, la parte più facile. Alors, Anita ha passato 6 mesi in astinenza, ovvero 6 mesi in cui tutti gli altri sono andati alle quaglie: Jean-Claude ha rischiato le sue pallide chiappette, Richard si è convinto sempre più di volere diventare il primo lupo mannaro alfa democratico (infatti ha rischiato morte e distruzione), il pardo si fa squartare e Anita intanto è diventata una specie di santona: lupa, nimir ra, risvegliate, negromante, super esperta metapsichica la cui parola preferita è: FOSCO. (Nota al traduttore: comprati un vocabolario dei sinonimi, perché FOSCO mi ha rotto talmente tanto le palle che ogni volta che lo leggevo facevo un salto sulla sedia e chiudevo il libro per lo schifo). Nathaniel, che insulterò più avanti, si è fatto infilzare come uno spiedino e Anita - ovviamente - deve accorrere (invece di lasciare che la natura abbia il suo corso naturale). In breve: in città c'è un pazzo furibondo che vuole ammazzare tutti gli alfa ma che, guarda caso, è affascinato da Anita. Spariscono bestie, muoiono bestie, Anita arriva - da sola - affronta il cattivone, fa la sua magia e abracadabra in due righe il cattivo muore. Che sorpresa. Trama inesistente, insulsa, campata per aria e approssimata; 3/4 del libro sono fatti di scene di sesso/finto sesso e di piccole attività collaterali di Anita e dei suoi discepoli. Tutto è in funzione della vita sessuale di Anita e ogni litigio, ogni dialogo sono pretesti per tirare in ballo il vero succo della storia...l'ardeur. 
Ah, ci mancava, sìsì. Anita proprio doveva diventare anche una ninfomane con tendenze cannibali. Posso vomitare? Eh si, perché quella povera stella di JC le ha passato il suo piccolo problema: non solo è quello che se la fa di meno, ma è anche quello che le sente di più. Per capire il livello di sopportazione di questo MARTIRE: "No, non vuoi affatto la verità. [...] Sono felice che tu sia la donna che sei, però ci sono momenti in cui desidero che tu possa semplicemente gioire di qualcosa senza poi essere perseguitata dal tuo senso di colpa e dalla tua moralità." Oppure "Non parlare, ma petite. Non intendo lasciarmi condannare senza aver detto la mia. Non questa volta.[...] Tu e Richard mi avete bloccato con le vostre regole e mi avete menomato con la vostra moralità, obbligandomi ad agire come avevo giurato di non fare mai. [...] e voi, imponendomi i vostri nobili ideali per preservare la vostra purezza, mi avete costretto a essere più pragmatico di quanto avrei voluto." Insomma, JC ne ha le palle piene. E io non lo biasimo per niente, povera stella. Richard...sant'uomo che non è altro, è diventato un cagnolino depresso che pesta le zampette quando qualcuno gli ricorda cos'è: per la serie 'non voglio fare il capo, non voglio fare il lupo mannaro, non voglio uccidere, non voglio morire ma non voglio nemmeno vivere...ecc.' Insomma, indeciso, insicuro, triste e pure un po' femminuccia. Non capisco come Anita possa anche solamente pensare di fare sesso con lui. Nathaniel...ah si, anche lui è entrato nella lista. E' riuscito a diventare parte dell'harem: il suo compito è farsi mordicchiare le noccioline da Anita e DISTRUGGERCI il cervello con quei suoi maledetti capelli e quel vomitevole puzzo di vaniglia. MA PERCHE' NON E' GIA' MORTO? In natura le bestie deboli muoiono. E' crudele, ma è la natura. Perché continuare a tenersi attaccato un peso morto come questa stupida bestia? Perché? E' inutile, ridicolo, masochista al limite del rivoltante eppure la HamHam sembra volerlo piazzare tra i primi nelle grazie di Anita. Il segreto è sicuramente nella vita perversa di questa donna: gli piacciono gli uomini bassi, sottomessi e con i capelli lunghi. Non vedo altra spiegazione. E poi arriva Micah, il gatto con il pisello enorme. Perdonate la franchezza, ma sono al limite e sto esorcizzando lo schifo per poi non pensarci più. Micah, il nimir raj accondiscendente, che pur di poter stare con Anita - leggasi trombarsela - obbedisce ai suoi ordini e le fa da tappetino senza ritegno alcuno. 'Posso accompagnarti? Posso toccarti? Posso questo? Posso quello?'. Non ho altro da aggiungere. Ed infine Anita: qualcuno la liberi e l'ammazzi, per cortesia. Non si può davvero...c'è un limite a tutte le boiate che un lettore può sopportare. Vadano le menate mentali per l'ardeur, vada il suo essere dura di turno, visto che è sempre stata così, ma non puoi, NON puoi volere fare tutto e al tempo stesso non voler fare niente. Non puoi prendere sotto la tua ala ogni relitto animale e poi aspettarti che si arrangino da soli. Per tutto il romanzo Anita non fa altro che lamentarsi, fa una cosa come se fosse spontanea ma poi la fa pesare su tutti. E' noiosa, lenta, indecisa...e soprattutto si sfoga sempre verso chi non ha colpe. Non puoi scassarci le palle per 9 libri perché ti fai scrupoli a fare sesso con JC e poi ti fai montare da quel pirla di Micah nel giro di due nanosecondi. Non si può, non lo accetto. Tra tutti gli altri personaggi si salvano pochi, e sono quelli che compaiono di meno: Jason, JC (ma deve smetterla di stare dietro ad Anita) e Asher. Il resto è da prendere a martellate sul naso.
Due cuoricini solo perché, con molta fatica, sono riuscita a finirlo; ma sono tristemente schifata dal romanzo, anche se non sono sorpresa perché sapevo esattamente a costa stavo andando incontro. D'altronde ci sono serie che hanno un destino crudele e questa, che era partita così bene e che mi piaceva così tanto, rischia seriamente di essere totalmente, completamente, assolutamente e senza diritto di ripresa, cancellata dalle mie letture (comprese quelle della biblioteca). Francamente ho così poco tempo per leggere che preferisco eliminare brutalmente le minchiate per dedicarmi a cose più serie o piacevoli.

13 gennaio 2012

Laurell K.Hamilton
Butterfly

Serie Anita Blake Cacciatrice di Vampiri 9 
Trama 
Essere in debito con un criminale è una di quelle cose che possono succedere soltanto ad Anita Blake. Ma Anita non può sottrarsi al richiamo dell'onore e dunque, chiamata da Edward – il killer del Ballo della morte –, si precipita ad Albuquerque, nel New Mexico, dove c'è un assassino che ha la singolare abitudine di togliere completamente la pelle alle proprie vittime oppure di tagliarle in pezzi minuscoli. Nuova città, nuovi delitti, nuovi vampiri: l'arrivo di una «straniera» non è infatti ben visto da Itzpapalotl, la Master della città, né dai suoi servi umani, che cercano in tutti i modi di ostacolare le indagini. Anche perché esiste un legame profondo e oscuro tra quelle morti e la congrega di vampiri: un legame che, per il momento, si nasconde in una tomba inviolata da secoli, ma che è pronto a risorgere e a scatenare l'inferno. Soprattutto se Anita cadrà nella trappola e diventerà l'ultima, la più importante, vittima sacrificale… 

Commento
E così la mia esperienza con Anita arrivò alla fine. E fine migliore non potevo scegliere. Ebbene sì, dopo di Edward...il nulla. Dopo OB non comprerò più i romanzi della sciura Hamilton. Per due motivi: non reggo più Anita e la nuova piega della serie non fa per me. Quindi mi fermo, qua, con Edward.
Ho letto il romanzo anni fa, in originale, e mi ricordo che mi era piaciuto immensamente però purtroppo non ho tenuto conto il fattore tempo che ha cambiato radicalmente la mia sopportazione nei confronti della protagonista. Quindi niente voto pieno per OB, ed è tutta colpa della HamHam e del suo alter ego più magro, Anita. Le sue menate morali erano perfette nei primi libri e assolutamente comprensibili man mano che si impegolava con i mostri, ma dopo un po' il pesce puzza e arrivare al nono romanzo di una serie con una protagonista che si tromba un licantropo e un vampiro, resuscita i morti, è Lupa, Nimir Ra, cacciatrice di vampiri, spara a destra e a manca e nel mentre ci propina tutte le sue seghe mentali stile 'sono un mostro? ho perso un pezzo della mia anima?' blablabla è di un pesante da farti passare la voglia di leggere. La HamHam sta rovinando pian piano un ottimo personaggio, volendo per forza farle avere due piedi in due staffe diverse. O sei con i mostri, o non lo sei.
In questo romanzo Anita è lontana - per fortuna - da Richy il Peloso e JC lo Zannuto e da tutte le loro marionette annesse. L'unico personaggio che ricompare è Edward, co-protagonista praticamente da subito. Che OB fosse stato scritto proprio per approfondire il personaggio si era capito...ma che la HamHam lo avesse fatto 'bene'...è un altro. Edward l'assassino ha una famigliola felice composta da Donna (la smidollata) mamma/vedova new age con due figli, Becca la bambina del Mulino Bianco e Peter lo stereotipo dell'adoloscente incazzato. Insomma, la fiera dei luoghi comuni. Lasciamo stare la copertura, che può anche starci per quanto sia irritante, la cosa veramente fastidiosa è Anita che appena scende dall'aereo comincia a blaterare le sue solite cazzate 'Non puoi fare questo, Edward' 'Ti ammazzo se non li lasci, Edward' 'Sei un mostro, Edward' 'Io sono Miss Integrità morale, Edward' e porca miseria ma non l'ammazza nessuno sta' rompicoglioni? Per la serie da che pulpito viene la predica. Oltre a questo atteggiamento da maestrina la cosa irritante è che per tutto il romanzo ha i suoi monologhi interiori sulla salvezza della sua anima. Che palle, NO! LA TUA ANIMA E' ANDATA A FARSI BENEDIRE! TACI! Grrr. Ovviamente salva tutto lei, è brava, veloce, spietata ecc...solo lei. Pure Edward è finito nell'elenco degli inetti per colpa della HamHam e delle sue manie di protagonismo indiretto. Il Killer con la K maiuscola che esce di scena sul più bello per un paletto ficcato nella spalla. Ma mi prendi per il culo? Per tutto il romanzo Edward è stato l'ombra passiva di Anita 'Vorrei cacciarti, ma sei la mia anima gemella' 'Sei meglio del mio amico serial killer' 'Ti metto alla prova' ecc...basta. Niente viaggio al centro di Edward. Di lui, alla fine, sappiamo qualcosa di più ma non abbastanza, perché ancora una volta la HamHam si è persa nei meandri delle menate di Anita. 'Si, sei un vamp millenario, ma io sono più forte e più furba' Ma com'è che tutti i vamp che lei incontra sono degli imbecilli? Sta' Obsidian Butterfly è pure convinta di essere una dea, povera creatura, idem per il Marito della Donna Rossa. Bha...che fantasia. E il mostro mangia uomini? Sparito. E Olaf? Sparito. Va bene...per lo meno la trama aveva un senso e c'erano un botto di scene d'azione. Almeno quello...meno male che c'era Edward, altrimenti la situazione era tragica. Perché se non c'era Edward: 1. non compravo il libro e 2. nel caso contrario il mio malsano tentativo di auto infliggermi una dose di Anita mi avrebbe fatta stramazzare morta annoiata prima della fine. Quindi, basta, per me niente più Anita Blake. Non la sopporto più.

26 dicembre 2011

Laurell K.Hamilton
Blue Moon

Serie Anita Blake 8
Titolo originale Blue Moon

Trama
Nord | pag. 450
Una telefonata in piena notte. Anita capisce subito che ci sono guai in vista: infatti, all'altro capo della linea, c'è Richard, il suo ex fidanzato. È in Tennessee, ed è stato arrestato per tentato stupro. Possibile che l'uomo che lei stava per sposare sia colpevole di un crimine così orrendo? No, è quasi incredibile. Ma il vero problema è un altro: mancano pochi giorni alla luna piena e Richard è un licantropo. Senza pensarci due volte, Anita accorre in aiuto di Richard, ma rimane ben presto coinvolta nella sanguinosa faida tra il branco di lupi mannari e i vampiri del luogo, tradizionalmente molto più aggressivi di quelli di St Louis. Così, per proteggere chi ama, si troverà di fronte a scelte dolorose e commetterà azioni di cui mai si sarebbe ritenuta capace, che la porteranno a farsi angosciose domande su se stessa e sul proprio futuro.

Commento
Ottavo libro della serie infinita, Blue Moon è incentrato al 100% sui lupi mannari. La storia si svolge fuori da St.Louis e lontano da Jean-Claude (già sento tutte le sue fans strapparsi i capelli). Non preoccupatevi, il nostro signorino con le camicie frufru fa la sua comparsa, ma come una meteora arriva, illumina, e se ne va. Ovviamente appena la meteora JC sparisce arriva la supernova Richard. Ora, io non capisco assolutamente perché tutti odino questo personaggio. E' troppo buono/babbo/noioso? Ma va bene così! Non tutti i personaggi devono essere perfetti no? Prendiamo Anita (un esempio a caso). Anita passa dall'essere una macchina sparatutto ad essere una macchina sparatutto che si tira le menate, ad essere una MST che si tira le menate e intanto si tromba il vampiro, ad essere (è l'ultima questa, lo giuro) una MST che si tira le menate+si tromba il vamp+si tromba il lupo. Ora...che bella evoluzione no? Condiamo il tutto con la massima ipocrisia possibile, con la noiosa tendenza a vedere sesso e broccolamenti ovunque, a fare pensieri impuri su ogni creatura dotata di pisello dell'America cercando di mantenere il suo essere verginella santa e avete la nuova Anita. Qualcuno la distrugga. Lo sapevo che il suo personaggio peggiorava, per poi avere un ritorno alle origini in Obsidian Butterfly e ripiombare nel baratro della perdizione con Narcissus in chains. Per me non era una novità, ma se non fosse stato per i lupi, per le scene di azione e per la speranza, avrei fatto davvero molta fatica a finirlo. E questo non è da me, soprattutto con un libro di questa serie. 
In sostanza, se devo dare un voto...è un 6 e mezzo. Le uniche cose che salvano il libro sono i personaggi di contorno, quando ancora non tutti sono harem. Il giudizio non è negativo...è solo meno positivo degli altri libri. Si sente che la HamHam sta deformando i personaggi, si sente e non si capisce perché. Perché da un momento all'altro sta' santa donna di Anita si vuole trombare tutti? Spiegatemelo, capisco avere le crisi ormonali con JC e Richard, ma perché deve sentire qualcosa anche per tutti gli altri? Nathaniel andrebbe letteralmente messo in un sacchetto e buttato nel fosso, Zane e Cherry sono due idioti con un pessimo senso della moda, Jamil e Shang Da sono due cretini, Jason si salva ma mi aspetto che anche lui peggiori, Richard è ancora il vecchio Richard, non si è ancora trasformato nella bestia pazza e incazzosa degli altri libri...
I cattivi...bha...ci sono? Si Niley è cattivo, ma salta fuori solo alla fine e non fa nemmeno chissà quale casino, Colin non mi ha fatto né caldo né freddo, tant'è che è morto nascosto dalla ribalta come un gatto depresso...bho, mi è mancato un vero personaggio cattivo. Anche lo stregone e il demone potevano essere più strunz, e magari non morire in due righe o scomparire con una preghierina buttata lì a caso...
Come al solito le fini della HamHam si fa prima a non leggerle e passare direttamente all'ultimo capitolo...tanto riassunto per riassunto...almeno uno non si incazza. L'unica cosa che mi rende felice è il pensiero che tra un anno sarò immersa nella lettura di Obsidian Butterfly...Edward e poi...il nulla! (cioè deciderò se continuare con la serie o meno...Anita può anche andare a farsi f...ops...già lo fa!)

6 dicembre 2011

Laurell K. Hamilton
Dono di cenere

Serie Anita Blake 7
Titolo originale Burnt Offerings

Trama

La vita di Anita Blake, sia dal lato professionale sia da quello sentimentale, non conosce un attimo di sosta. La cacciatrice di vampiri deve infatti indagare su un misterioso piromane che appicca incendi utilizzando poteri soprannaturali e, nello stesso tempo, è chiamata a intervenire in una lotta intestina che rischia di sconvolgere la comunità dei licantropi.
Come se ciò non bastasse, Jean-Claude, l'affascinante Master con cui Anita ha intrecciato un'appassionata relazione, ha bisogno del suo aiuto per affrontare una delegazione del Consiglio dei vampiri, che intende accusarlo di un omicidio e condannarlo a morte. Ma i potentissimi membri della delegazione, in realtà, stanno tramando un piano ben più ambizioso e pericoloso...
Lo scontro sarà terribile ed esporrà Anita e Jean-Claude a rischi inimmaginabili. Ma per la donna sarà anche un'occasione per conoscere più a fondo le proprie straordinarie facoltà e rafforzare l'unione con Jean-Claude.

Commento
***spoilers***
Una nuova avventura per Anita, la nostra super eroina, un po' rompicoglioni, un po' wonder woman, un po' bigotta, ma sempre apprezzatissima. Questa volta se la deve vedere con il Consiglio e con un piromane. Tipico di LK è quello di cominciare in grande per poi finire in piccolo: la storia di base è interessante, ma sviluppata male, perché ci sono troppi personaggi, troppe situazioni che cercano di incastrarsi fra di loro, ma che alla fine ti lasciano un po' perplesso e confuso. Arrivi al punto cruciale soltanto attraverso un percorso forzato di dimostrazioni di potere da parte di Anita, che si scopre alla fine essere potente quanto e forse più di Jean-Claude e Richard. Il vampiro infatti passa tutto il tempo a stare alle spalle di Anita, è lei infatti a trattare e scontrarsi con i membri del Consiglio dei vampiri, non lui, vampiro che ha vissuto a corte e che conosce bene i meccanismi e le perversioni della sua gente; un aspetto direi ridicolo da parte dell'autrice, che non ha dato a Cesare ciò che è di Cesare, in modo che alla fine il nostro Jean-Claude sembra un agnellino spaventato che dipende da Anita, che aspetta che sia lei a salvare il culo suo e della sua gente. Cosa tipica di Anita che vuole sempre salvare il mondo e s'impiccia sempre, ma non di un personaggio come quello di Jean-Claude che con la scusa di rimanere 'misterioso' alla fine ha fatto la figura della femminuccia. Una delusione. Richard invece in questo libro tira fuori un po' gli artigli, anche se non di molto visto che anche lui si sottomette ad Anita come se fosse Dio. Tuttavia bisogna lodarlo per i tentativi di 'vendicarsi' del fatto che Anita nella sua ipocrisia lo ha spinto dove non voleva andare, lasciandolo con il cuore spezzato nel mezzo, e senza via di uscita. I nuovi personaggi sono solo comparse, si vedono, parlano, ma di loro in realtà non si conosce nulla a parte poche cose. Nathaniel è forse l'unico a poter essere inquadrato subito per quello che è: un sottomesso, una persona che da sola non saprebbe nemmeno cosa mangiare e morirebbe di fame, un essere che non sa dire di no, che ha bisogno che qualcuno gli tolga il peso delle responsabilità e della cura di se stesso: un animale domestico che aspetta il padrone. Asher, ha fatto un'entrata trionfale, ma la sua stellina si è spenta velocemente. Trovo strano che il suo rancore sparisca così velocemente, senza nessun apparente motivo tra l'altro. Peccato per il fatto che il Consiglio è stato descritto poco, parzialmente e anche un po' male. Confusionaria anche la gestione dei personaggi secondari, come Vivian ed Elizabeth, o Damian (che una volta risorto scompare come per magia). Insomma, un libro di LK Hamilton, con tutti i suoi difetti e i suoi pregi che rimangono e sono cmq tali da lasciarti la voglia di leggere la prossima avventura di Anita.