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12 maggio 2014

Maya Banks
Attrazione profonda

Titolo originale Soul Possession

Trama
Leggereditore One
pag. 154 | € 5,90
La cosa più intrigante di un uomo in divisa è immaginarlo fuori dal suo ruolo. Per Jessie Callahan, occhi nocciola, sorriso dolcissimo e carattere da leonessa, questo fa parte di un rituale, un piccolo gioco di seduzione con due detective belli come il peccato che da sempre frequentano il bar in cui lavora. Ma una notte il gioco cambia. Rick e Tru scelgono di osare, avanzando una proposta allettante. Con loro sorpresa, Jessie accetta. Sarà una notte di totale abbandono, che nessuno di loro dimenticherà. Ma nessuno di loro avrebbe mai immaginato che Jessie sarebbe stata accusata di omicidio la mattina seguente… Rick e Tru si troveranno così a rischiare tutto pur di salvarla dal vero killer e averla di nuovo tra le braccia.





Commento
E' troppo corto, dicono. Sono 154 pagine, penso.
La parte suspense è troppo veloce. Per forza, sono 154 pagine, cavolo.
La storia è approssimata, troppo superficiale. Sono CENTOCINQUANTAQUATTRO pagine, santo cielo.
E' deludente, mi aspettavo di più.
SONO CENTO CINQUANTA QUATTRO MALEDETTISSIME PAGINE.
Geez, mi chiedo come si possa anche solo pretendere di avere un gioiello di romanzo quando Attrazione profonda nasce come racconto per una raccolta. Racconto.Per.Una.Raccolta. E' breve e veloce, ma vuole essere. Deve esserlo. E' così che funziona, quando escono delle raccolte negli USA. Le autrici hanno un tot di spazio e in quello devono farci stare un racconto che rispecchi gli standard imposti dall'editore. Men out of uniforms è il titolo della raccolta e la Banks esegue più che egregiamente il suo compito.
Centocinquantaquattropagine pagine, gente.
Giusto per mettere in chiaro, questo racconto non fa parte della Kelly Group International. Non so perché viene spacciato come tale, quando bastava controllare sul sito dell'autrice per capire che NO, non è parte della KGI.
Ma veniamo al racconto. La Banks è un'autrice che sa giostrarsi allegramente tra un genere di romance all'altro. Scrive suspense, scrive erotici, scrive contemporanei e anche storici. E' brava a mantenere sempre il suo stile a prescindere dal genere, dal tipo di trama e dalla lunghezza di ciò che sta scrivendo. Una cosa che sa fare veramente bene, poi, e che risulta essere fondamentale per Attrazione profonda è il saper creare una tensione sessuale coerente con i personaggi e con la storia. Pochi paragrafi e bam! i protagonisti sono in pieno risveglio ormonale e fino alla fine riescono a non dare fastidio al lettore.
Rick e Truitt sono due detective della omicidi. Sono partners e amici, convivono e condividono il tempo, i passatempi, i pensieri e ogni tanto anche le loro amichette. Quando entrambi puntano a Jessie invece di rovinare la loro amicizia litigando decidono di unirsi per conquistare Jessie. L'unione fa la forza e, a quanto pare, di fronte al duo la giovane non dimostra di rimanere scandalizzata. Come è sua abitudine, la Banks sotto intende una storia pregressa tra i tre e, quindi, può permettersi di affrettare tutto spedendo subito i tre in camera da letto. La storia di sesso e amore è abbastanza prevedibile ma ben gestita e le scene a tre non sono particolarmente estreme, tutto è nella norma e segue lo schema dell'erotico anche con una certa pudicizia.
Per quanto riguarda la parte suspense posso tranquillamente dire che è veloce, sì, ma giusta nel dosaggio e nell'evoluzione tenendo conto delle 154 pagine. Certo, forse il fatto che la Banks abbia usato due episodi diversi forse è stato esagerato, però ha saputo limitarsi a tratteggiare entrambi i casi senza cercare di approfondirli e complicare le cose.
Quindi, riassumendo, sono 154 pagine godibilissime, veloci, sexy e con quel tocco di suspense che ripulisce dalle scene di sesso e permette di variare un po'. Non è un capolavoro - per forza di cose - ma non è nemmeno così brutto, così tremendo come certi commenti lasciano supporre. Il segreto, con questi racconti, è saperli prendere mettendosi nel giusto mood per poterli apprezzare e non rimanerne delusi. Se non siete capaci, lasciate perdere ed evitate di ricamare aspettative irraggiungibili da romanzo su un racconto.

10 febbraio 2014

Maya Banks
Forged in Steele

Serie Kelly Group International 7

Trama
Berkley Books
pag. 372 | € 6,25
Steele, a KGI team leader, is an enigma not even his team mates understand. His emotions are tightly locked down and nothing can break that icy exterior. Nothing except Maren Scofield, a doctor on a mission, a woman who has gotten under Steele’s skin and threatens to crack that unflappable cool he’s legendary for. Steele is determined not to allow Maren past his carefully guarded defenses, but when she’s in danger, there’s no way he’ll allow anyone else to protect her. She’s hiding something. He’s sure of it. But he isn’t prepared for the shocking discovery her secrets reveal. Or how they will forever alter the course of his destiny. He has a decision to make. Hold tight and shut her out. Or take a chance on something more powerful than he’s ever faced. Love.
"I'm blah," she blurted out. [...]"Blah?" "Yeah, blah. You're gorgeous. I mean perfect. And I'm just blah. We don't match up very well" she said in a serious tone. "Gorgeous male specimens such as yourself do not have sex with blah women.[...]" "You're shitting me, right?" She shook her head solemnly. "You're an idiot" he muttered. "You don't call a woman an idiot if you have any plans to have sex with her." "You're an idiot" he said calmly.
Commento
Aaaaaawwwwwwww.
Ma Steele è un patatone! E' tutto il contrario di quello che pensavamo!
Pero' non si può creare l'uomo di ghiaccio per eccellenza, l'ice man che tutti temono, dargli il nome Steele - con il suo gioco di parole steele/steel (acciaio) - e poi far crollare tutte le illusioni.
Steele è come un soufflé al cioccolato. Fuori è scuro, grezzo, anche un po' bruttino a vedersi e appena qualcuno prende coraggio e lo punzecchia si sgonfia come un palloncino, sbuffando un profumo dolcissimo e facendo intravedere il contenuto morbidoso.
Per ben sei romanzi la Banks ha alimentato, scena per scena, la credenza che il nostro Jackson - oh yes, Jackson Steele - fosse una macchina senza cuore, senza sentimenti, senza reazioni umane, tanto che ormai era diventato uno scherzo diffuso tra tutti i personaggi prendere in giro le sue reazioni - o la loro mancanza.
Durante tutte le missioni della KGI, Steele ha avuto sempre il ruolo del pilone portante, del leader con la mente lucida, con il sangue freddo, capace di prendere decisioni difficili senza farsi influenzare dai legami. In modo particolare, nell'ultimo romanzo Shades of Grey il livello di drammaticità e di azione hanno messo in risalto la complessità di Steele come uomo e come leader. Mi aspettavo, quindi, una replica del romanzo di P.J. e Cole, un romantic suspense estremo, potente, di quelli che pompano adrenalina dalla prima all'ultima pagina.
Quello che ho trovato, invece, è stato tutto l'opposto.
Un soufflé, appunto.
La Banks ci regala pochi capitoli, poche pagine, della vecchia versione di Steele e poi scatena il lato nascosto del nostro ice man.
Chi lo avrebbe detto che dietro allo sguardo impassibile, al viso rigido che neanche una paralisi, all'atteggiamento freddo e distaccato, ci fosse un animo ironico al limite del comico, una mente quick and bright - come ve lo posso dire? - una mente che elabora pensieri minimal, essenziali, che non hanno bisogno di filtri prima di essere detti a voce alta. Quello che Steele dice, stai sicura che è quello che pensa, senza censure.
Ero preparata, quindi, alle azioni pulite, precise e ai pensieri razionali dello Steele in versione mission mode on e alla sua autorità che manda avanti la narrazione fino al punto di rottura. Punto di rottura, di cambiamento, svolta epocale, crisi mistica, illuminazione divina...appena Steele mette piede nell'ambulatorio di Maren in dumbfuck, Costa Rica, cambia neanche soffrisse di personalità multipla. Maren è il suo interruttore.
Grazie tante per avercelo detto Maya. No, sul serio. Grazie.
Out of the blue, scopriamo - e Maren con noi - che Steele ha un debole per la dottoressa. Non un debole nel senso che è affascinato da lei blah blah. No, proprio arrapato potentemente, in piena crisi ormonale. Povero Steele, è arrivato al punto in cui la sua attrazione è così fuori controllo da rifiutare di farsi ricucire, curare o controllare da Maren. E' talmente ossessionato che non riesce a stare nella stessa stanza con lei perché teme che la sua reazione - da leggersi gonfiore sospetto nei calzoni - possa diventare evidente a tutti, Maren e team. Oh, la vergogna! Oh, il dramma! Steele non accetta questa debolezza, che lo priva di razionalità e sangue freddo - oltre che di sonno. Non può permettersi di uscire dalla vita ordinata e programmata che si è creato e trova una sola soluzione al suo grossissimo problema. Sesso. Tanto sesso con Maren così si toglie la voglia e può tornare ad essere l'ice man di sempre.
Ma la Banks, che è furba e proviene dal profondo romance, ha deciso che la storia di Steele sarebbe stata tutto tranne che romantic suspense, tutto tranne che spara-tutto, esplodi, sfascia, spacca, corri, rischialavita.
A questo punto la domanda è: il risultato è pessimo? No. Steele ha perso il suo carisma? Nein. Lo stacco da RS a romance duro e puro delude? Nope. Strano ma vero, il binomio ice man e romance stucchevole è vincente.
Scopriamo così un lato di Steele che, senza Maren, sarebbe rimasto prudentemente nascosto. Un lato giocherellone, ironico, uno Steele dalla battuta pronta e dal sorriso disarmante. Un eroe che si butta a capofitto e che si dedica al 100% alla sua compagna, poco importa se è per una notte o se è per sempre. La stessa intensità che Steele mette nel suo lavoro, all'improvviso è tutta dedicata a Maren, l'unica donna che riesce a prenderlo per il verso giusto.
Maren non è una giovane bella, slanciata, atletica, in pericolo di vita. Maren è una dottoressa che ha deciso di vivere isolata dal mondo, sola, in mezzo alla giungla per curare le persone. Maren deve usare gli occhiali per leggere, ha la pancina morbida e rotondetta, e ha perso da anni la tonicità muscolare di una fanciullina. Quando si trova di fronte Steele nudo, in tutta la sua gloriosa potenza di soldato, le prende l'ansia all'idea di farsi vedere. Non si può non indentificarsi con lei, ho cominciato ad annuire vigorosamente ad ogni suo pensiero, a sentirla vicina e ad apprezzarla per come gestisce Steele e la loro strana relazione. Nel momento in cui lui le risponde: you're an idiot e poi le sorride, ami anche Steele. Ami la sua anima tenera, ami il suo lato stucchevole ed esageratamente romantico e ami anche il suo essere chiaccherone. Una volta che il soufflé Steele si sgonfia parla, parla, si dichiara mille volte con mille parole, e quanto parla! Dall'essere ice all'essere logorroico. Ma un logorroico puccioso.
In sostanza l'uomo più duro della serie si è beccato il romanzo più divertente e romantico dei sette. Colui che non sorrideva mai, non si lasciava mai andare e rimaneva isolato dal mondo si è buttato a capofitto nella love story più semplice e veloce della KGI. Alla faccia delle apparenze, Steele è stato l'eroe meno problematico, meno complessato e più rilassato di tutti e Maren è in assoluto l'eroina più divertente della serie.
Probabilmente ad alcune questo romanzo potrà non piacere, perché lo spirito è troppo leggero anche durante le parti suspense, eppure credo che una pausa dopo il drammone di P.J. sia stata una scelta fortunata da parte della Banks, perché in questo modo ci ha ricordato che il romantic suspense è, prima di tutto, romantic.

7 dicembre 2013

Maya Banks
Estasi infinita

Trama
Leggereditore
pag. 190 | € 10,00
Il principe Alexander vive in esilio su una splendida isola caraibica, circondato dal lusso più raffinato e da tutto ciò che desidera. Da anni aspetta però una sola donna: stregato dalla sua bellezza quando era ancora troppo giovane, ha atteso che crescesse per averla finalmente con sé. Talia, ancora vergine, non può neppure immaginare cosa succederà mentre raggiunge l'isola sul jet privato del principe. Ma con dolcezza e maestria sarà introdotta in un mondo di piaceri proibiti dove ogni volere viene soddisfatto e ogni fantasia realizzata fin nei minimi dettagli. Quando il principe viene richiamato a compiere il suo dovere verso il suo paese in guerra, Talia si risveglia dal sogno per tornare fin troppo velocemente alla realtà. Riprende la sua vita precedente col cuore in pezzi, convinta di essere stata solo il capriccio passeggero di un sovrano annoiato e dei suoi uomini più fidati. Fino al giorno in cui si presentano alla sua porta, determinati a riaverla con loro.

Commento
L'ammucchiata mi mancava.
Con tutte le letture di erotici - anche in lingua - che mi sono fatta in questi anni non mi ero ancora imbattuta nell'ammucchiata, nel menage a 5.
Un romanzo affollato, questo qui, non c'è che dire. Troppa gente in poco spazio.
Ammetto di essermi sentita un filino a disagio.
Non che io sia una persona che si impressiona facilmente o che si scandalizza, però - come dire - ho anche io un limite oltre al quale non riesco proprio a farmi piacere la storia.
Con questo mini-romanzo ho superato abbondantemente il numero di partecipanti ad una relazione che posso tollerare. Già con 3 faccio mooooolta fatica, con 4 si può sfiorare la crisi diplomatica ma 5...CINQUE. Eddai, è ovvio che sono in troppi, no?
Quindi, nonostante la Banks mi piaccia e nonostante anche in questo caso il suo stile abbia salvato capre e cavoli, non me la sento di dare più di 2 cuoricini - e anche così sono regalati.
Maya, Maya, perché hai sentito il bisogno di fare l'ammucchiata? Non ti bastava usare la figura - che io aborroodiononsopportononmipiace - del principe di una terra fantastica ed inesistente? Non ti bastava che il protagonista maschile fosse principe, ricco, dominatore, viziato, con un evidente terrore di rimanere solo...dicevo...non ti bastava questo, hai dovuto pure usare le tre guardie del corpo, convenientemente tutte diverse tra di loro.
Quindi, ricapitolando, il numero 1 è il principe di Fantasylandia, il numero 2 è Garon il gigante buono, il numero 3 è Nico, silenzioso e superdotato, il numero 4 è Sebastien il ribelle focoso. Non so come ho fatto a ricordarmeli tutti, onestamente.
Poi, naturalmente, arriva lei. LEI. Ah, sì. La protagonista che si destreggia nel soddisfare ben quattro uomini con gusti e tendenze diverse. LEI, che da vergine, senza esperienza e senza aver mai visto un pisello dal vero diventa una schiava sessuale senza pari, con capacità aliene di recupero e capienza - scusate ma l'immagine di lei e del pisello abnorme di Nico mi ha segnata e non in modo positivo.
Talia, nome esotico, bellezza bruna - prevedibile - è la Didò Girl del romanzo. Non si chiede come mai da cameriera il principe del castello prende lei e la madre malata e le spedisce - con un bel all inclusive - a Parigi: la madre in una clinica privata per curarsi e lei in università. Non si pone minimamente il problema, non ha sospetti e non pensa nemmeno a cosa dovrà fare in cambio fino al giorno in cui il Principino le fa firmare un bel contrattino che la trasforma nella sua porno-Barbie personale. A quel punto, solo quando ma guarda! rimane nuda capisce che - a tutti gli effetti - ha firmato per diventare una schiava/amante/prostituta di lusso.
Ma poteva l'autrice dare prova di coraggio e non usare l'escamotage dell'amore - amore di gruppo?! - per giustificare l'ammucchiata e rendere socialmente accettabile la quantità di persone sessualmente attive in questo romanzo? No. E' chiaro che l'unica cosa che potrebbe rendere sopportabile il menage a 5 è l'amore. O almeno, così si dice. Ritengo più probabile che un gruppo di persone decida di fare sesso assieme e contemporaneamente più per il piacere dell'atto che per un qualche sentimento d'amore. Come può una persona - una donna in questo caso - decidere di essere innamorata di un uomo e di amare per riflesso i suoi amici solo e soltanto perché si trovano a loro agio nel fare sesso di gruppo? E' assurdo, secondo me, ma in linea con la trama traballante di questo mini-romanzo.
Dall'isola al principe Xander, ai 3 uomini - meglio descritti del protagonista - a Talia e più in generale tutta la trama un po' all'acqua di rose, questo romanzo è tutto da leggere senza il più piccolo e inutile neurone acceso. Anche il buon senso, la logica, la morale...tutto spento, altrimenti l'unica cosa che si potrebbe voler fare è riciclare la carta per accendere il camino.
L'unica cosa positiva, come ho detto, è lo stile della Banks che, tradotto in italiano, risulta sciolto e scorrevole senza essere elementare o approssimato. E' stato un sollievo, quindi, riuscire a superare questa storia grazie allo stile dell'autrice anche se non è stato sufficiente per alzare il livello di gradimento e strappare qualche cosina in più al giudizio finale. D'altronde, con tutto quello che questa donna ha scritto, è anche normale che una cantonata capiti, prima o poi. L'importante è tenere ben presente che le storie riuscite male non possono e non devono definire l'abilità di un'autrice nel proporsi ai lettori in altri generi.
Lo dico perché la Banks uscirà sempre per Leggereditore con la serie Kelly Group International che non si avvicina a questo genere di storia nemmeno per sbaglio.

1 giugno 2013

Maya Banks
Shades of Gray

Serie Kelly Group International 6

Trama
Berkley Paperback
pag. 292 | € 5,49 
P.J. and Cole were sharpshooting rivals on the same KGI team and enjoyed a spirited, uncomplicated camaraderie. Until the night they gave in to their desires and suddenly took their relationship one step further. In the aftermath of their one-night stand, they’re called out on a mission that goes terribly wrong, and P.J. walks away from KGI, resolved not to drag her teammates into the murky shadows she’s poised to delve into.
Six months later, Cole hasn’t given up his search for P.J., and he’s determined to bring her back home where she belongs. Bent on vengeance, P.J. has plunged into a serpentine game of payback that will make her question everything she’s ever believed in. But Cole—and the rest of their team—refuse to let her go it alone. Even if it means sacrificing their loyalty to KGI, and their lives…



Commento
Bene. Anzi, benissimo. La serie KGI ha ripreso il giusto ritmo e ha fatto un'accelerata in avanti.
Dopo ben due titoli dal gradimento medio, poco intenso e poco coinvolto, tornano i 4 cuoricini convinti che urlano al mondo QUESTO ROMANZO MI E' PIACIUTO! Nonostante Shades of Gray non sia uscito da poco, ho aspettato a lungo prima di leggerlo per togliermi dalla testa l'insoddisfazione che gli ultimi due libri mi avevano lasciato. Ma, appena ho scoperto che a Giugno sarebbe uscito Forged in Steele (sì, porcamiseria, tocca a Steele), ho dovuto iniziarlo. Per forza. P.J. e Cole, però, mi hanno dato subito una sensazione di sicurezza che ha facilitato il ritorno nel mondo della famiglia Kelly.
Ormai P.J. e Cole giravano tra le pagine da così tanto tempo che entrare nel ritmo della storia è stato semplice e naturale. Non c'è bisogno di rodaggio perché la Banks, con due personaggi come loro, non ha avuto bisogno di spazio per introdurli: entrambi si sono formati durante l'evoluzione della serie e per la loro storia si parte subito alla grande.
Al contrario di quello che mi aspettavo, Cole si butta subito a capofitto e segue l'istinto: alla fine di una missione decide di seguire P.J. a casa sua e provarci. Cole è uno di quei personaggi che si prenota un posticino nel cuore del lettore grazie al suo senso dell'umorismo, al suo modo di fare onesto e aperto, spiccio e senza affettazione. Quando arriva nel bar dove P.J. si sta anestetizzando il cervello è un mix di trepidazione, ansia ed eccitazione: ormai ha fatto il salto nel buio e solo andando avanti saprà se l'esito sarà positivo o negativo.
Al contrario di ciò che mi aspettavo perché ero convinta che la Banks avesse costruito la storia sulla base di una relazione work in progress, che inizia e matura con lo svolgersi della trama. Invece ha creato una storia che parte con il botto - super steamy hot sex - e poi subisce una brusca frenata.
Il breve interludio amoroso iniziale - inaspettato e potente - finisce appena Cole e P.J. vengono richiamati per un'altra missione: questa volta sarà lei, cecchino extraordinaire, a fare il lavoro sporco infiltrandosi in un sistema di vendita di schiave del sesso. Il punto di rottura della storia è tutto per P.J.: durante la missione subisce una violenza che le cancellerà dalla testa ogni pensiero felice - o normale - per riempirla di un bisogno di vendetta che la isolerà dal mondo e dal suo team.
Da quel momento sparisce ogni tenerezza della storia d'amore e si diffonde un senso di disperazione che avvelena la vita di P.J. e che fa cadere Cole nella disperazione più totale: il team è senza due membri, P.J. è sparita per uccidere i suoi aguzzini, Cole la rincorre per il globo terracqueo e nessuno riesce a scovare il bastardo causa di tutto questo casino.
Ovviamente, in pieno stile Kelly, il team riesce a rintracciare P.J. e Cole a monopolizzarla nel tentativo di farla concentrare sulla sua salute. P.J., che è un personaggio testardo, per un po' si lascia coccolare ma non dimentica mai suo scopo: se non uccide l'ultimo uomo, la mente del mercato di schiave, colui che l'ha rovinata nel corpo e nell'anima, non potrà mai concentrarsi sulla sua relazione con Cole. Così lo trascina in Europa dove li aspetta una trappola che pone entrambi in pericolo e dalla quale ne escono sanguinanti e pesti solo grazie all'aiuto della KGI.
La storia di Cole e P.J. procede a blocchi: all'inizio c'è la passione, poi c'è il dramma e poi c'è l'amore e da ognuno di questi blocchi entrambi i protagonisti emergono in modi diversi. La passione fa sciogliere P.J. trasformandola da cecchino asessuato in una giovane donna, Cole perde la sua aria da simpaticone e diventa un super amante appassionato. Il dramma avvicina P.J. alle persone, trova in Cole un compagno e un amante fedele e nei membri della KGI una famiglia surrogata che tiene a lei; il dolore fortifica i sentimenti di Cole: diventano più forti, più viscerali. L'amore apre il cuore di P.J. non solo verso la felicità romantica ma anche verso la pace: con sé stessa, con gli altri, con il mondo. Cole, innamorato, diventa un cucciolone dolce e tenero senza perdere il suo sex appeal.
Certo, tra P.J. e Cole ci sono scene d'azione che sfiorano l'assurdo e l'incredibile, però è anche vero che in un romanzo del genere - e in un genere come questo - non si può pretendere che l'autrice sia fedele alle leggi basilari del comportamento umano e delle umane capacità. Tra l'altro, gridare all'inverosimile in un romantic suspance equivale a dire che Rambo è un personaggio realistico: liar liar pants on fire. Ci sono dei momenti in cui anche la persona più tollerante sorride e solleva gli occhi al cielo, ma la storia scorre così veloce che non c'è il tempo per rendersi conto appieno delle castronerie, che passano sotto agli occhi senza fare grossi danni. In più, se si considera che la Banks ha saputo incasinare storie che sembravano sicure e tranquille, con P.J. e Cole non ha combinato casini e ha saputo riprendere ciò che ha reso speciali i primi libri della serie: i sentimenti intensi.
Con questi 4 cuoricini si apre ufficialmente la trepidante e sbavante attesa per Steele, che mi ha risvegliato l'ormone dalla sua primissima comparsa. Non so se essere terrorizzata o elettrizzata, l'unica certezza è la data di uscita: 25 Giugno.

7 ottobre 2012

Maya Banks
Echoes at dawn

Serie Kelly Group International 5

Trama
Berkley | pag. 328 | € 9,19
Grace Peterson is desperate, in hiding, and on the run after escaping a shadowy group determined to exploit her extraordinary ability to heal others. Her only lifeline—an unerring telepathic ability she shares with her sister—has been severed, leaving her alone and vulnerable. And time is fast running out...
Enlisted to bring Grace home is Rio, relentless member of the KGI. He’s unprepared for his reaction to this wounded, damaged woman, and he’s fiercely determined to protect her from those who nearly destroyed her. In Rio, she finds a safe haven, and for the first time...hope. But the mission is far from over. The danger Grace has eluded is fast closing in.
And now it’s pitching two lovers toward an unfamiliar horizon, with no place left to hide.



Commento
Oh sgrunt. Siamo al quinto romanzo della serie e anche questo, come il precedente, ha rosicchiato 3 cuoricini. Uffa, uffa e ancora uffa. Dovevo immaginarmelo, dovevo prevedere che come Nathan anche Rio avrebbe avuto su di me lo stesso identico effetto.
D'altronde Echoes at dawn sembra una copia di Whispers in the dark. Non lo dico in senso negativo, sia chiaro, perché la Banks è molto brava e - anche se ci sta propinando la stessa minestra - riesce a risultare interessante e avvincente. Con copia intendo che la struttura della storia e anche i personaggi, oltre che lo svolgimento della trama, sono praticamente uguali. Identici.
Dovevo prevederlo, come dicevo, perché la protagonista Grace è la sorella di Shea e anche lei ha gli stessi super poteri, scappa come la sorella, soffre come lei e come lei si ritrova accudita dalla KGI. Praticamente dall'inizio del romanzo si sa già come reagiranno i personaggi, cosa faranno, cosa penseranno e come finirà tutto. Se da una parte lo sapevo, e avevo accettato la cosa, dall'altro il dover leggere - ancora - una storia che non mi ha fatto proprio impazzire mi ha fatto iniziare il libro con il pregiudizio che il precedente mi aveva lasciato.
Con tutta la buona volontà ho cercato di far finta che la storia di Rio e Grace fosse una completa novità, ma il continuo richiamo a Shea, ai poteri e agli eventi di WITD mi ha reso impossibile leggerlo a mente aperta. A onor del vero i cattivi cambiano e si introducono nuovi soggetti ambigui che possono o meno essere negativi (dipende da come li gestirà più avanti la Banks).
L'unico aspetto positivo è che - spero - l'elemento paranormale dei poteri non verrà ripreso: sono finite le sorelle...anche se forse rischiamo di leggere di più sugli esperimenti. Spero proprio di no, anche perché i prossimi protagonisti sono P.J. e Cole e io voglio amare la loro storia. Voglio, lo pretendo.
Se dimentico per un attimo la trama e i super poteri, posso parlare abbastanza bene dei due protagonisti. Grace ha il pregio di non abbandonarsi a fastidiosi quanto inutili tira e molla: appena si rende conto che Rio è il suo real deal gli pianta le unghie nella carne per non farselo scappare. Non ci pensa nemmeno a tirarsi le storie sulla presunta bontà di Rio e del suo team: si fa due conti veloci e capisce che si deve buttare e fidarsi. Accetta il rischio senza mettere in gioco la sua vita con azioni eroiche inutili. La parte finale è molto piacevole, ben gestita e soprattutto credibile. Per una volta non è l'eroe che spacca i culi e salva il mondo, ma è Grace mentre Rio si dimostra molto umano e - per questo - fallibile. Ecco, Rio non mi ha acchiappata come eroe. Fin dalla sua prima battuta ho capito che non faceva al caso mio e che in nessun caso avrei potuto apprezzarlo come un Ethan o un Garrett o...santo cielo...Steele. Il suo principale pregio è quello di non nascondersi dietro il passato, o dietro un atteggiamento sprezzante. Rio è molto pacato, gentile e disponibile anche se le sue azioni, il suo ruolo e il suo aspetto lo inseriscono perfettamente nel gruppo KGI. Non gli manca il fascino, questo è sicuro, perché alcune scene sono molto sensuali, però al di fuori dell'ambito amoroso non è abbastanza incisivo.
Anche se 3 cuoricini sono un voto buono, non riesco a togliermi il senso di delusione che mi porto dietro da WITD e che mi voglio lasciare alle spalle con una certa impazienza. Confido nel prossimo.

24 luglio 2012

Maya Banks
Whispers in the dark

Serie Kelly Group International 4

Trama
Berkley
pag. 352 | € 6,76
She came to him when he needed her the most. She came to him at his lowest point. The voice of an angel, a whisper in the dark. She's the only thing that gets Nathan Kelly through his captivity, the endless days of torture and the fear that he'll never return to his family. With her help, he's able to escape. But he isn't truly free, because now she's disappeared and he's left with an all-consuming emptiness as he struggles to pick up the pieces of his life. Did he imagine his angel? Or is she out there, needing his help as he'd once needed hers? Now he rushes to save her before it's too late. Shea has been on the run from people who will stop at nothing to exploit her unique abilities. She never wanted to drag Nathan, who'd already suffered so much, into danger, but she doesn't have a choice so she reaches out to him for help. Finally face-to-face after having already formed a soul-deep bond in hell, their emotional connection is even more powerful than their telepathic one. Nathan refuses to consider ever letting her go again, but she worries they can never have a life free of the dangers that dog her every step. He'll protect her with his every breath, but can he convince her that they are meant to face these threats together?

Commento
Oh, bhe. Ad un certo punto, come al solito, in una serie arriva il libro così così. Il libro intermedio, che piace ma neanche troppo e che non soddisfa allo stesso modo dei precedenti.
Bisogna essere sempre preparati a ricevere una piccola delusione, solo che...eddai! una delusione da uno qualsiasi dei fratelli Kelly? Non ci avrei creduto nemmeno per un momento, ma sono stata costretta ad ammetterlo a libro finito. La storia di Nathan non mi ha fatta impazzire. Ecco, l'ho detto.
Il motivo è uno solo e non è imputabile né alla trama, né ai personaggi. Il problema di fondo è che la Banks, per non so quale motivo, ha deciso di punto in bianco di inserire in una serie romantic suspance, con uno schema già collaudato e ben definito, un elemento tipico del paranormal. Che significa? In parole molto povere la protagonista femminile ha un potere 'extra' che le permette di sintonizzarsi sulla mente di alcune persone, parlando telepaticamente con questi soggetti. Praticamente legge le emozioni, la mente e i pensieri.
Ma perché, mi chiedo io. Ma perché? C'era davvero bisogno di aggiungere un pizzico di paranormal quando già i protagonisti sono sempre extra tutto? Quando anche la trama ha così tanta azione che non si sente la mancanza di niente, figuriamoci un potere come questo?
Non è nemmeno la telepatia di Shea, il problema. Il problema è che stona con la storia, stona con il tipo di serie e con quello a cui ormai mi ero abituata. Parte la storia e ti trovi a leggere di questa donna che si connette nell'etere a Nathan e mi viene una sincope. Controllo il titolo e l'autrice, convinta di aver scambiato romanzo, eppure no è proprio la Banks. Andando avanti con la lettura questo elemento mi è sembrato un pò cacciato a forza nella trama, come se fosse un espediente usato ad hoc per unire i due protagonisti.
Nathan è prigioniero e Shea è in fuga, non ci sarebbe stata l'occasione di farli incontrare, ma in questo modo ecco che Shea si sintonizza su Nathan e parte la connessione.
Tutto sommato la storia, dopo i primi capitoli, si incastra abbastanza bene e si ritrova il classico schema Kelly. Nathan è in fase recupero anche se non riesce a lasciarsi alle spalle il trauma perché Shea ha troncato la loro connessione. Unita alla preoccupazione c'è il senso di vuoto perché la compagnia di Shea gli aveva dato un motivo per continuare a lottare ed era ormai abituato a condividere con lei i suoi pensieri. Quando i due si ritrovano è un pò come aver perso uno dei momenti più importanti di un romance: la prima scena assieme, quella in cui scatta la scintilla. Per Shea e Nathan la scintilla non è puramente fisica, ma è mentale prima di tutto. Quindi quando si incontrano è come se si fossero conosciuti da sempre. Manca la magia, se proprio devo dirlo. Anche perché non c'è tensione sessuale, non c'è tira e molla ma una relazione che sembra fosse già iniziata e collaudata. Non è come la storia di Rachel e Nathan, perché loro avevano dei problemi, degli scontri che davano alla trama una tensione che qui non c'è. Ogni tensione è dovuta al pericolo che Shea e la sorella corrono e al compito che i Kelly e il KGI si è posto: proteggerle. 
Devo dire, comunque, che il tipo di relazione che si instaura tra i due sembra che fili lisci come l'olio e che sia quella 'giusta'. Cioè, c'è qualcosa che stona, ma in linea di massima il livello di coinvolgimento è tale per cui ci si dimentica di quel qualcosa e si arriva alla fine del romanzo con una certa facilità. Che poi io sia particolarmente noiosa e pignola, lo sanno tutti, e proprio non sono riuscita a dimenticare questo elemento paranormale. Quindi il voto è intermedio, perché il romanzo non è assolutamente scadente, però non posso in tutta onestà paragonarlo ai 3 precedenti che sono decisamente molto più belli. Oltre tutto, sono costretta a incontrare nuovamente questo elemento stonante perché il prossimo romanzo è sulla sorella di Shea, anche lei dotata di super poteri. Sono preoccupata, lo ammetto.

22 luglio 2012

Maya Banks
Hidden away

Serie Kelly Group International 3

Trama
Berkley | pag. 336 | € 6,76
Most people would take an all-expenses-paid trip to the beach in a heartbeat. Garrett Kelly only accepts to keep tabs on Sarah Daniels, who’s in hiding after witnessing a murder by Marcus Lattimer, her half-brother—and a personal enemy of KGI.
This gig may be beneath a disciplined soldier like Garrett, but if he gets a shot at Lattimer, it will all be worth it...
But Garrett hadn’t counted on falling for Sarah. He’d considered seduction as a tactical maneuver, but when he glimpses Sarah’s dark past, he feels an urgent desire to keep her safe—even after she disappears on him.
Garrett doesn’t know exactly who, or what, Sarah’s running from, but whatever it is, she’s running for her life...



Commento
Non sono 4 foglioline piene per questo romanzo. Arrivata al terzo libro – di fila – dei fratelli Kelly comincio ad accusare la ripetitività della storia. Per carità, sono comunque 4 foglioline anche se con un meno davanti e indicano ampiamente il mio livello di apprezzamento.
Io apprezzo i Kelly, su questo non ci piove, non posso schifare nemmeno uno dei personaggi maschili creati dalla Banks. Quello che ha causato il meno è – credo – il fatto che la storia di Garrett non mi era nuova. Lo avevo già letto circa un anno fa, per cui il livello di novità era nullo. Mi è bastato iniziare la prima pagina per ricordarmi tutta la storia e perdere interesse nel continuare la lettura. L’ho fatto, finirlo intendo, perché ho tutta l’intenzione di iniziare a breve in quarto romanzo della serie e proprio non potevo saltare il terzo.
Anche perché bisogna dare a Garrett ciò che è di Garrett. Fin dal primo romanzo ci appare come il fratello dal cipiglio cattivo, quello che ti spaventa anche se sta muto e fermo, grande e grosso come Sam, ma senza dolcezza. Il suo essere in disparte, scontroso e duro con tutti ha creato un guscio piuttosto duro da superare ed è molto curioso vedere come la Banks abbia saputo creare due livelli ben distinti: c’è il Garrett di famiglia, quello dolce solo quando vuole e solo con le donne di famiglia, e c’è il Garrett che si sente fuori luogo e indeciso con le donne che non conosce. Se fino ad ora ci veniva presentato sempre come quello che tutti credono essere rigido e inflessibile, man mano che la Banks crea le varie situazioni, Garrett diventa rilassato, introspettivo e molto spiccio: niente finta durezza, solo buon senso e una buona dose di sincerità.
Mi piace che i personaggi maschili della Banks non si facciano tante pippe mentali e che non usino il passato che impedire che la storia si svolga. Certo, il passato di Garrett muove le fila di questa storia, ma non si lascia trascinare dal senso di vendetta, trasformando volontariamente il modo in cui vede le cose. Altro che rigido e inflessibile, Garrett è molto adattabile, molto docile quando si tratta di cambiare in base ai cambiamenti della trama. Per questo è molto dolce vedere come si adegui alle necessità di Sarah che, diciamocelo, ha dei seri problemi. Tutto quello che succede capita perché Garrett riesce a seguire il flusso, senza porre resistenza. La Banks ci fa entrare molto spesso nella sua testa e ci fa leggere la chiarezza dei suoi pensieri. Mi è piaciuta veramente molto la caratterizzazione del suo personaggio: è profondo, ma non troppo complesso, è pratico e –quasi- trasparente, ed è molto, molto dedito a Sarah. L’intensità con la quale si dedica a lei si sente dalla prima all’ultima pagina.
Sarah è un’eroina che rimane in linea con le altre finora create dalla Banks: le donne della serie sono sempre vittime di qualche violenza o di qualche situazione traumatica. Allo stesso modo Sarah deve fare i conti con il trauma di aver subito violenza sessuale, motivo da cui nasce poi tutta la storia. Anche se è chiaramente una donna con dei problemi, la Banks ha deciso di non lasciarla crogiolare nella depressione: allo stesso modo di Garrett guarda indietro solo quando ne è proprio costretta e si impegna molto per tornare ad essere una persona normale. La fatica si sente, la fluidità della sua trasformazione non risente di forzature e si arriva alla fine pensando che anche l’ultima scena rispecchia esattamente quello che ci si aspettava. Dalla prima all’ultima pagina è un susseguirsi di aspettative rispettate, di punti fissi ben sviluppati e di protagonisti che evolvono mantenendo il loro nucleo di base.
Credo che la ripetitività dello schema sia, in questo caso, una formula vincente perché la Banks sa come gestire un personaggio maschile alfa/militare, un’eroina vittima/in pericolo e una trama ricca di azione e di suspance. A questo punto sono curiosa di sapere cosa succederà nel quarto romanzo, dove il protagonista è uno dei due gemelli, Nathan.

24 giugno 2012

Maya Banks
No place to run

Serie Kelly Group International 2

Trama
Berkley
pag. 352 | € 6,76
The last person Sam Kelly expected to save was Sophie Lundgren.
Once they shared a brief, intense affair while Sam was undercover and then she vanished.
She's spent the last few months on the run, knowing that any mistake would cost her both her life and that of their unborn child.
Now she's resurfaced with a warning for Sam: this time, he's the one in danger.







Commento
Finito con Ethan ho dovuto ad ogni costo iniziare Sam, il fratello che mi intrigava di più nella cucciolata Kelly. Sam il fratello maggiore, il fondatore della Kelly Group International e colui che prende come sua responsabilità la sicurezza e la protezione di tutta la famiglia. Di affascinante ha i modi fermi e autoritari tipici di un leader, di chi viene seguito senza paura. Sam ha quella presenza - o imponenza, considerando com'è fatto - che spazza via ogni elemento di disturbo: se c'è lui, si fa veramente fatica a pensare ad altri. Per me, che ho un debole per gli eroi tutti d'un pezzo, è stato colpo di fulmine.
Come tutti i fratelli Kelly, anche lui ha un background militare (ex esercito) con la differenza che la sua esperienza e la sua età lo hanno reso il punto fermo attorno al quale ruotano tutte le missioni della KGI. Non solo è un capo di fatto, ma tutti lo considerano tale. Sam riesce a comandare senza imporre il suo volere, sa essere elastico e comprensivo senza perdere autorevolezza e - soprattutto - sa dimostrare un lato umano quando la situazione lo richiede. In questo modo, unendo il suo carattere e il suo aspetto, abbiamo un protagonista maschile di grande impatto: autoritario ma mai negativo, protettivo senza scadere nel possessivo, deciso e raramente preda di dubbi e in quei pochi casi trova sempre il modo di non lasciarsi confondere dall'insicurezza. Mi piace, si capisce. O meglio, dovrei dire che mi fa tanto tanto sangue, ma oggi mi sento troppo lady-like per dare libero sfogo all'ormone.
La storia si apre in un momento particolare, che crea i presupposti per ciò che succederà dopo. Sam è in Messico con il suo team e lo scopo della loro missione è di distruggere il sistema criminale di un uomo spietato, sospettato di trafficare in armi nucleari. Tra un momento e l'altro Sam trova il tempo per avere una relazione con Sophie, una cameriera locale di cui si invaghisce. I due non fanno solamente sesso per il puro gusto di farlo, ma hanno una relazione molto intensa e ricca di complicità che - per quanto poco duri - lascia il segno in entrambi. Sam, però, sa bene che a missione finita dovrà tornare a casa e non si permette di pensare a lei oltre a quel contesto. Lo stesso è per Sophie anche se lei si attacca a lui - direi proprio che si innamora - per svariati motivi oltre a quelli puramente fisici e passionali.
Sophie non è ciò che sembra. Infatti è la figlia del criminale a cui Sam dava la caccia ed è disperata. Il suo ruolo, nel sistema del padre, è quello di una semplice prostituta usata per rubare informazioni e Sam è stato uno dei lavori che il padre le aveva affidato, nella speranza di liberarsi della KGI. Sophie, suo malgrado, riesce a proteggere Sam e decide che per lei è arrivato il momento di giocarsi il tutto e per tutto. Non vuole più vivere con la costante paura del padre e con la certezza di non avere speranza così architetta un piano per liberarsi definitivamente del padre e scappare, ma le cose non vanno come sperava. Dopo il padre è suo zio a darle del filo da torcere e - incinta e disperata - si trova costretta a rivolgersi proprio alla persona che voleva difendere a tutti i costi. Sam, infatti, viene considerato dallo zio come l'esca per poter catturare Sophie: se va da lui può ucciderli entrambi. Fino all'ultimo Sophie rimane lontana, ma quando le ferite e la stanchezza della gravidanza la rendono lenta e goffa, decide che è arrivato il momento di rivolgersi al padre di sua figlia.A questo punto la storia diventa un gioco di caccia e fuga: chi era la vittima diventa il cacciatore e viceversa e, con un ritmo serrato, abbiamo fughe, sparatorie, rapimenti e inseguimenti oltre alla storia d'amore di Soph e Sam.
La parte riuscita del romanzo è la coerenza con la quale si sviluppa il sentimento tra i due personaggi e con la quale entrambi pensano e agiscono. Sam, per buona parte del romanzo, è combattuto tra credere ciecamente a Sophie oppure essere totalmente scettico sulle sue motivazioni. Ovviamente il vero problema sta nel fatto che è innamorato, ma le circostanze rendono difficile avere totale fiducia in lei. Per Sophie, invece, ruota tutto attorno alla sua salvezza - e quindi a quella della figlia -, a quella di Sam e della sua famiglia. Ogni sua azione ha come obiettivo ultimo quello di liberarsi del passato e della sua orribile famiglia.Rispetto al primo romanzo della serie, in questo c'è molta più azione perchè la trama si presta in modo particolare a scene anche piuttosto violente. Il tutto viene smorzato dalle continue incursioni dei membri della famiglia Kelly, che rallentano e addolciscono a intervalli regolari. In generale il romanzo è riuscito sia dal punto di vista puramente romantico, sia per la sua classificazione di genere. Molto spesso, infatti, un romanzo viene definito romantic suspance anche se di azione ha veramente poco mentre in questo caso rientriamo pienamente nei parametri con tanto di lieto fine molto zuccheroso. E poi Sam Kelly è un gran leggere. Lo devo dire, dopotutto: fa davvero molto sangue!

29 maggio 2012

Maya Banks
The darkest hour

Serie Kelly Group International 1

Trama
Berkley
pag.298 | € 6,76
It’s been one year since ex-Navy SEAL Ethan Kelly last saw his wifeRachel alive. Overwhelmed by grief and guilt over his failures as a husband, Ethan shuts himself off from everything and everyone.
His brothers have tried to bring Ethan into the KGI fold, tried to break through the barriers he's built around himself, but Ethan refuses to respond… until he receives anonymous information claiming Rachel is alive.
To save her, Ethan will have to dodge bullets, cross a jungle, and risk falling captive to a deadly drug cartel that threatens his own demise. And even if he succeeds, he’ll have to force Rachel to recover memories she can’t and doesn’t want to relive—the minute by minute terror of her darkest hour—for their love, and their lives, may depend on it..


Commento
*Yum Yum* Sarò sincera. Ho scelto questo romanzo per una buona ragione, e non è la trama. Ci sono dei casi - in genere per le mie letture ammmericane - in cui la trama arriva ai miei occhi dopo la copertina. Se la cover mi intrippa, passo alla trama, altrimenti gne...devo proprio impegnarmi per capire di cosa parla la storia. Solo quando conosco un'autrice vado sul sicuro, come per le letture italiane, altrimenti l'occhio gioca una parte decisamente importante.
In questo caso, come si può notare dallo sgnoccolone in camo pants, fondina e pistolone, dicevo...in questo caso si capisce subito perché ho messo in lista di lettura non sono questo titolo ma tutta la serie! Insomma, dopo lo sbavamento d'obbligo scopro - acciderbolina - che la serie ha come protagonisti 6 - no, dico...SEI - fratelli, i Kelly, tutti - no, dico...TUTTI - militari di qualche tipo. C'è Ethan, ex Navy SEAL, Sam, Donovan, Garrett e i gemelli (no, dico...gemelli) Nathan e Joe. Ci sono anche i loro compari associati, ma evito di parlarne altrimenti non finisco più. Insomma, la famiglia Kelly ha sfornato sei omaccioni, sei maschi alfa di stampo militare e io mi son sentita perduta. Che ci posso fare, resistenza zero.
The darkest hour è la storia di Ethan e di sua moglie Rachel. Nghe, direte voi, son già sposati! E invece goduria estrema, Ethan era una carogna cosmica e il loro marriage non era rose e fiori e lei...ma sto divagando. I due son sposati ma per un anno intero, dopo essere arrivati ad un punto morto fatto di litigi e richieste di divorzio, Rachel viene data per morta. Infelice per come Ethan la stava trattando, e convinta che il suo matrimonio fosse ormai agli sgoccioli, Rachel decide di partire per una missione umanitaria ma proprio durante il volo l'areo si schianta al suolo, e tutti - Rachel compresa - vengono dati per morti. Il giorno della ricorrenza della sua morte, un anno dopo, si apre il romanzo con un Ethan ubriaco, trasandato e profondamente infelice. Non solo ha perso la donna che amava ma deve anche convivere con il senso di colpa per averla allontanata da sé e per averla fatta soffrire. Per un anno tira avanti come può, senza lavoro, senza aver tolto le sue cose, praticamente si è creato un inferno personale dove espiare le sue colpe. Proprio in quel giorno arriva la prova, evidente e certa, che Rachel non è morta ma prigioniera in un campo sperduto in Colombia, tenuta segregata da narcotrafficanti. Ethan e i suoi fratelli non perdono tempo e vanno a salvarla ma la persona che trovano non è più la stessa Rachel che conoscevano. Un anno di prigionia l'ha trasformata in un esserino magro e talmente traumatizzato da aver perso la maggior parte della sua memoria, in preda a continue crisi d'astinenza da eroina, usata dai suoi aguzzini per tenerla sottomessa.
Non è certo un inizio semplice, questo, con un eroe che deve lottare consapevolmente con i suoi difetti ed una eroina talmente conciata che ci si chiede perché l'autrice abbia deciso di farle vivere determinate situazioni. Eppure tutto ha un senso. L'unica cosa che Rachel ricorda è l'immagine di un guerriero a cui pensa ogni volta che cerca di non perdere la speranza. Quel guerriero è Ethan e dal momento in cui lo vede e capisce che la salvezza è arrivata si crea con lui un nuovo rapporto, nuovo e svincolato dal loro passato, che diventerà il collante della storia. Ethan ha paura che Rachel ricordi che razza di stronzo fosse stato, ma allo stesso tempo vuole che le torni la memoria, in modo da poter ricostruire il loro matrimonio. Sicuro è che non vuole perdere questa seconda possibilità. I due imparano a conoscersi da capo, anche se sono facilitati dal loro essere già sposati, metà del lavoro è fatta, l'altra dipende tutta da Ethan e da quanto riuscirà a non compiere gli stessi errori.
Il nostro Ethan, hard body, hard face, grosso e muscoloso, con capelli neri dal taglio militare e occhi blu intensi con quel qualcosa di infelice che lo rende...santo cielo, lo rende uno sgnoccolone pazzesco. Mi è piaciuto molto il fatto che Ethan sia stato un eroe imperfetto, che ha compiuto grossi errori e che non è stato il classico bello e perfetto. Pur essendo un uomo over the top, ex SEALs ultra addestrato, ha insicurezze e paure tipiche dell'uomo comune, con tanto di reazioni sbagliate e speranze semplici e toccanti. Rachel, invece, rimane un po' in ombra. All'inizio perché il trauma, la paura, la tossicodipendenza e il recupero sono tutto ciò che conosce e che impediscono al suo carattere di uscire e farsi vedere, ma anche più avanti rimane schiacciata dagli ingombranti Kelly. Per quanto Ethan e Rachel siano i protagonisti, gli altri fratelli sanno prendersi l'attenzione del lettore anche quando non sono in scena. Il che promette bene per l'intera serie.
In generale la trama viene sviluppata in modo semplice, dando maggior spazio alle reazioni di Rachel di fronte al pericolo piuttosto che ai cattivi e alle loro motivazioni. In realtà questa cosa, per un suspance, avrebbe dovuto funzionare malissimo eppure in questo caso è la soluzione ideale perché crea tutti i presupposti per sviluppare al meglio la relazione tra Ethan e Rachel ma soprattutto ha dato modo alla stessa Rachel di perdere ciò che le era rimasto attaccato dalla prigionia. Ogni pericolo che la mette in difficoltà la rende più forte in un modo molto semplice e umano. Niente strane scene di azione, ma solo scene in cui i personaggi reagiscono come farebbe chiunque. L'ho apprezzato. 
Ora, con il secondo pronto sul mio e-reader, posso solo dire che la Banks è in lista d'attesa e che ha scavallato molti titoli che aspettano da meeeesi il loro turno. Non c'è storia, il prossimo fratello è Sam e io non riesco a resistere al suo richiamo. Sono spacciata.