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2 novembre 2020

Shelby Mahurin
Serpent and Dove. La strega e il Cacciatore

Serie Serpent & Dove 1
Titolo originale Serpent & Dove

Trama
Harper Collins
ebook | € 6,99
Una strega e un cacciatore di streghe legati nel sacro vincolo del matrimonio. Quella storia poteva andare a finire in un unico modo: un palo e un fiammifero…
Due anni fa, Louise Le Blanc è fuggita dalla sua congrega e si è rifugiata a Cesarine, rinunciando a ogni forma di magia e vivendo di furti ed espedienti. Perché in quella tetra città le streghe come lei fanno paura. Vengono braccate. E mandate al rogo. Reid Diggory è un cacciatore, ha giurato fedeltà alla Chiesa e da sempre vive secondo un unico, ferreo principio: uccidere le streghe. La sua strada non avrebbe mai dovuto incrociare quella di Lou, ma un perverso scherzo del destino li costringe a un’unione impossibile: il santo matrimonio. Ma anche se quella tra le streghe e la Chiesa è una guerra antica come il mondo, un nemico crudele ha in serbo per Lou un destino peggiore del rogo. E lei, che non può cambiare la propria natura e nemmeno ignorare sentimenti che stanno sbocciando nel suo cuore, si trova di fronte a una scelta terribile...
Una strega e un cacciatore di streghe legati nel sacro vincolo del matrimonio. Quella storia poteva andare a finire in un unico modo: un palo e un fiammifero.
Commento
Ok sentite, io mi ero completamente dimenticata di dover scrivere la recensione di questo romanzo, me ne sono accorta dopo dieci giorni da quando lo avevo finito quindi mi sa che i miei ricordi si sono persi un po', ma farò del mio meglio per riesumare la delusione che avevo provato.
Bene partiamo con la prima cosa: l'hype. Maledetto l'hype e tutti quelli che lo creano, e se posso pure aggiungere che la pubblicità fatta dai blogger/bookstagrammer ha alimentato un hype che non ha rispecchiato in nessun modo il contenuto del libro. Tutte queste lodi sperticate, a conti fatti, puzzano di finto, puzzano di un entusiasmo basato sul nulla e che alla fine è controproducente perché ti fa dubitare della genuinità delle recensioni. Però ecco, è discorso complesso e non mi sembra il caso di sollevare un polverone solo per questa robetta.
Serpent & Dove, se vi fidate del mio parere, è una storiella romantica vagamente fantasy che ha un livello di complessità generale pari al nulla cosmico, è talmente elementare che ad un certo punto mi sono pure annoiata a leggere perché non c'era nessuno stimolo, nessun elemento che potesse far intendere ad un risvolto inedito o a qualche plot twist degno di questo nome. 
Se vi aspettate un world building o una spiegazione solida (non dico originale perché vabé) della magia mettetevi l'anima in pace perché non c'è nessuna delle due. Tanto per iniziare l'ambientazione pseudo storica in Francia è un po' risicata, nel senso che ci sono cose che fanno intendere che stanno un po' indietro nel tempo - come qualsiasi fantasy del resto - ma ad un certo punto parla di dentifricio, quindi ti chiedi quanto sia pensata l'ambientazione. Poi tutto si svolge in uno spazio molto ridotto, come se il mondo magico fosse racchiuso in una provincia e basta, il resto del mondo non esiste. Di solito le ambientazioni abbozzate non mi turbano più di tanto perché un fantasy YA un po' leggerino difficilmente avrà dettagli più che pensati, ma qua è stato solo l'ennesimo elemento che mi ha fatto abbassare il voto.
La magia è un tasto dolente perché non regge il confronto con nessun romanzo più strutturato che tratta questo aspetto in modo serio. Praticamente sappiamo che c'è la magia, che ci sono le streghe e che fanno magie. Punto, ciao addio. Ok, a volte spunta fuori qualche info che ti fa capire che forse magari c'è di più, ma non si toglie mai il velo e l'ignoto rimane ignoto e te lo devi immaginare. Ok, non pensavo che avrei letto un capolavoro con un sistema magico nuovo o descritto fin nel minimo dettaglio, ma il dar per scontato e rimanere sul genere magico alla Hocus Pocus un po' ha sgonfiato l'unico aspetto che veramente me lo aveva fatto iniziare.
Poi passiamo al secondo punto spacciato come determinante e meraviglioso: la love story. Se pensate che ci possa essere anche il più piccolo briciolo di angst e che la relazione possa essere enemies to lovers nel senso che ti fanno penare e soffrire...no, non c'è niente di tutto questo. Non solo non c'è angst - cosa inaccettabile per me, considerando le circostanze -, ma il trope enemies to lovers è di una banalità imbarazzante e viene subito deviato verso un amore immediato che non regala nessuna emozione, di nessun tipo, nemmeno dopo il classico breaking point.
Ricapitolando: magia? c'è di meglio. Love story? banale e per niente emozionante. Quindi rimangono due cose: la trama e i personaggi. Tra i due sento di poter promuovere solo la trama, perché in tutta onestà la protagonista è letta riletta straletta in qualsiasi salsa: piccola, bella, con varie abilità (magiche), da lei dipende il destino del mondo, intelligente furbissima in gambissima ecc ecc. Non c'è molto oltre a questo in Louise, è un personaggio che rispecchia standard e stile e che non ha grande profondità, l'unico pregio è che non si fa odiare e che rappresenta discretamente la sua età e il target che vuole incuriosire. Il lui romantico, quello che dovrebbe creare un contrasto che trasuda angst, è Reid - come qualcuno ha fatto notare da qualche parte, unico essere con nome anglosassone in un paese francese - che parte abbastanza bene ma crolla sotto i colpi dell'ammore romantico adolescenziale. Bigotto è bigotto, ma il fantomatico pericolo che rappresenta per Lou svanisce a colpi di una inspiegabile tolleranza nei confronti della picciotta magica. Insomma, sono entrambi ok ma più di questo non so che dire, nessuno mi ha veramente interessata e nessuno, nemmeno i secondari, hanno spiccato nella massa.
La trama, invece, è carina e si fa leggere anche se spesso risente della mancanza di immaginazione dell'autrice. A me piace molto il setting magico classico alla Hocus Pocus, non ha niente che non vada, purché si sappia rappresentare in tutta la sua grottesca particolarità. Quindi le streghe brutte e cattive che fanno cose e uccidono giente e che puzzano di magia e che hanno il loro castello ha solleticato lontane memorie della mia infanzia e non ho potuto bocciare niente di tutto questo. Persino la matriarca malvagia è una scusa perfetta per muovere le fila della storia, ho trovato tutto logico nella sua semplicità e credibile nella sua struttura magica e non. La storia ha senso e si legge, il problema è che i personaggi sono noiosi, lo stile molto elementare e la magia non è abbastanza approfondita. Se ci fosse stato un velo dark e i momenti drammatici fossero stati narrati con uno stile più oscuro e serioso (oltre che con una manciata di dettagli in più) forse - e sottolineo forse - il romanzo sarebbe stato più coinvolgente e avrei avuto voglia di leggere il seguito.
Allo stato attuale delle cose non prenderò in mano il secondo titolo perché non mi interessa, non c'è nulla che mi sia rimasto in testa, non ho nemmeno voglia di tenerlo per i momenti di noia assoluta quando il cervello si spegne persino quando leggi. Preferisco dedicarmi ad altri romanzi di intrattenimento, preferibilmente quelli che non mi fanno sbadigliare.

2 dicembre 2019

Jennifer L. Armetrout
Il Ritorno

Serie Titan 1
Titolo originale The Return


Trama
Hodder & Stoughton
pag. 335 | € 8,90
È passato un anno da quando Seth ha stretto il suo folle patto con gli dei, accettando di mettere la propria vita al loro servizio. Da allora gli hanno affidato ogni sorta di lavoro sporco, missioni violente e sanguinose che non gli creano nessun problema di coscienza, anzi. Ora, però, Apollo ha in mente qualcosa di diverso. Vuole che protegga una ragazza, e per giunta senza sfiorarla con un dito. Il che, per uno come lui, che ha qualche problema a controllare le proprie pulsioni, potrebbe rivelarsi la sfida più difficile che abbia mai dovuto affrontare. Perché Josie non ha la minima idea dell'effetto che ha su di lui ma, quel che è peggio, non immagina neanche lontanamente l'incubo in cui sta per precipitare. E l'attrazione irresistibile che la spinge tra le braccia del bellissimo giovane dagli occhi ambrati e colmi di segreti potrebbe non essere il minore dei pericoli che l'aspettano.
"Say that I'm not just the Apollyon," he whispered, his voice harsh.Tears built in my throat. "You're not just the Apollyon, Seth."His eyes drifted shut, his face tensed as his fingers splayed across my cheeks. "I don't even know who I am anymore. Or what I ever was."Oh goodness, that ripped right through my chest. "You're just...you're just Seth."A tremor moved through his arms. "And you...you're just my salvation.”
Commento
Causa congiunzione astrale composta da assenze di colleghi molesti e sabati lavorativi vuoti ho iniziato e finito The Return con un ritmo quasi sbalorditivo. Tre giorni con molto relax riempiti da Seth e dalla Armentrout, e la mia voglia di leggere a manetta si è risvegliata dal torpore invernale.
Faccio una piccola nota tecnica, io ho letto l'edizione americana (all'epoca costava di meno di quella italiana) ma il link ad Amazon è di quella italiana.
Quando ho letto la serie Covenant sapevo senza ombra di dubbio che Seth sarebbe stato il personaggio migliore creato in questa serie, né Alex né Aiden mi hanno mai convinta del tutto e soltanto la presenza ballerina di Seth mi stimolava a scoprire le evoluzioni della trama. Ammetto anche che se non ci fosse stato Seth a scuotere la situazione la serie Covenant si sarebbe sgonfiata senza possibilità di ripresa, invece il suo ruolo ha portato una svolta interessante e il suo personaggio si è definitivamente stabilito in cima all'elenco dei preferiti.
The Return e, credo, la serie Titan girano attorno alla liberazione dei Titani e al pericolo che portano con sé: sterminio degli Dei e distruzione della Terra. Anche se non sono grande fan dell'idea di base (mi sembra troppo simile a quella della serie Covenant), ho apprezzato lo sviluppo di questo primo titolo e il modo in cui l'autrice ha introdotto per bene la sua nuova protagonista. Opposta al genere di Alex, combattiva, aggressiva, la classica eroina che alla lunga urta i nervi, abbiamo Josie, una giovane studente di psicologia allergica all'attività fisica, insicura, ma con una personalità adorabile. Josie non lo sa, ma è un semidio e suo padre è Apollo ed è una pedina decisiva nell'imminente guerra con i Titani. Secondo Apollo, il piano degli dei per salvare il mondo consiste nel raggruppare tutti i semidei e risvegliare i loro poteri in modo che poi possano confinare ancora una volta i Titani, salvando capre e cavoli. Josie è più a rischio degli altri perché Hyperion, uno dei Titani, ha un conto in sospeso con Apollo e lei è il suo primo obiettivo per fargliela pagare.
Quando un giorno si trova di fronte un ragazzo bellissimo e un po' inquietante, Josie comincia a far girare le rotelle nella sua testolina perché bello o meno, questo biondone meraviglioso spunta fuori nei momenti più strani e conosce il suo nome. Quello che Seth le dice non ha alcun senso, all'inizio lo prende come uno scherzo ma proprio nel suo campus viene aggredita da un'Ombra e Seth e la sua unica amica Erin, in realtà una delle Furie, la salveranno da morte certa. Di fronte all'evidenza dei fatti, di fronte al pericolo e alla trasformazione di Erin, Josie non ha altra scelta che credere ciecamente a Seth e affidarsi a lui perché strano o meno, Josie ha tutta l'intenzione di rimanere viva. Seth, dopo aver stipulato il patto per prendere il posto di Aiden, è diventato una specie di tuttofare per Apollo. Consapevole di dover espirare le sue colpe, non si lamenta mai e porta a termine i suoi compiti con un'efficienza a tratti inquietante. Quando Apollo gli affida il compito di proteggere Josie e scortarla al Covenant, Seth non prende la missione alla leggera: Josie è carina, è sveglia, è facile da gestire, ma è prima di tutto un semidio ed è la figlia di Apollo, quindi off limits per tutta una serie di ragioni. Ovviamente essendo Seth quello che è con il carattere che ha fin da subito stuzzica la povera Josie. Lei, invece, messa di fronte ad un cambiamento epocale si affida a Seth e, invece di sclerare o diventare una isterica rabbiosa, instaura con lui un rapporto di fiducia cieca e di complicità. I due si stuzzicano, si prendono in giro, ma soprattutto diventano uniti al punto che Seth, noto per avere un carattere difficile, poco alla volta si apre alla gentilezza e alla normalità di Josie.
Come si può immaginare, Seth e Josie oltre ad essere protagonisti assoluti del romanzo, formano la coppia del libro e insieme funzionano. Josie è particolarmente facile da apprezzare per il suo modo di fare, la sua umanità e la sua normalità, anche perché è l'opposto non solo di Seth ma soprattutto di Alex, che sappiamo essere stata l'interesse amoroso di Seth nella serie precedente. Credo che abbia funzionato particolarmente bene perché il suo essere così ordinaria ha tirato fuori un lato più umano di Seth e lo ha spogliato poco alla volta della sua patina di cattivo.
Seth in questo primo romanzo cerca in tutti i modi di lasciarsi alle spalle quello che è stato, di riparare quando può, di rendersi utile, di fare qualcosa che risponda a quello che sente dentro di sé, senza che nessuno gli dica cosa fare o cosa provare. Per la prima volta Seth ha la possibilità di essere se stesso, Josie non lo conosce il Seth di prima, e con lei può provare a ricominciare da capo. Il suo cambiamento viene messo in luce anche dai personaggi secondari, che per una volta non lo trattano come un serial killer ma come un componente del gruppo del quale non possono fare a meno. Ho avuto la conferma che Seth è un bel personaggio, con tante sfumature, sexy ma anche divertente, tutto l'opposto del rigido e moralista Aiden. 
Per quanto riguarda la trama non ho grosse obiezioni, anzi, ho apprezzato parecchio che il patatrac accada verso la fine e che non occupi capitoli e capitoli, ma che si concluda in modo piuttosto soddisfacente senza fili aperti. Certo, ovviamente la questione dei Titani non si risolve, ma il primo pericolo che si presenta per tutto il romanzo è quello che costituisce lo scontro finale. Insomma c'è stato un assaggio di quello che verrà senza l'overdose tipica dei romanzi che scaricano sul lettore tutto e subito. Non ho dato un voto molto alto perché tutto sommato stiamo parlando di un genere che a me non fa impazzire - il fantasy YA della Armentrout è sempre un rischio - anche se ha avuto il grosso merito di dare una scossa al mio ritmo di lettura. Probabilmente seguirò il resto della serie in ebook (in italiano) perché ho deciso di cominciare a tagliare i libri in inglese in cartaceo, ho avuto troppe fregature e poi non riesco a rivenderli. Sad, but true. 

10 dicembre 2018

Katie McGarry
Dimmi che ti ricorderai di me

Titolo originale Say You'll Remember Me

Trama
Harper Collins
pag. 441 | € 16,90
Quando Hendrix è finito in carcere per un crimine che non ha commesso, per un po' ha pensato che la sua vita fosse arrivata al capolinea. Poi è stato inserito in un ambizioso programma di riabilitazione, fiore all'occhiello del governatore del Kentucky, e si è reso conto subito che quella era la sua unica possibilità di rimettersi in riga. Ora, finalmente libero, ha tutte le intenzioni di rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per costruirsi una vita. Ellison, invece, ha un'esistenza privilegiata: essere figlia del governatore le apre tutte le porte, anche se a volte le aspettative paterne e le pressioni a cui è sottoposta sono dure da mandar giù. A lei piacerebbe seguire le proprie inclinazioni e andare avanti per la propria strada, ovunque porti. Elle e Drix vivono realtà completamente diverse, eppure, quando le loro strade si incrociano, è subito chiaro a entrambi che tra loro c'è qualcosa di molto speciale. Ma è altrettanto evidente che ci sono anche parecchi problemi, perché Drix non è il tipo di ragazzo che il governatore ha in mente per la figlia, ed Elle non è il genere di ragazza che potrebbe capire la vita incasinata di Drix. Certo, l'amore potrebbe infrangere qualunque barriera... se solo avessero il coraggio di lottare contro una società che non vuole vederli insieme.

La vita non è una corsa in piano e senza ostacoli. E' un'arrampicata sulla montagna più alta a mani nude, e una volta arrivati in cima si scopre che non è la fine. E' solo l'inizio, e la discesa fino alla montagna successiva è lunga e difficile. Ma nonostante ciò che mi aspetta oltre questa porta, ne vale la pena. Valeva la pena vivere questo amore...anche se ora sto perdendo un pezzo del mio cuore.
Commento
Per combattere attivamente il blocco del lettore sto dando fondo alla mia scorta, tirando fuori autrici che hanno sempre saputo entusiasmarmi. La McGarry è una delle autrici top, una delle poche che nel corso degli anni è riuscita a non farmi stancare del suo stile e delle sue storie e che tengo da parte per i momenti di crisi estrema. E' chiaro che questa scorta è stata irrimediabilmente intaccata e che toccherà il fondo ben prima di quanto mi aspettassi, ma in un certo senso sono contenta di aver fatto la formichina e aver resistito all'urgenza di consumare questi romanzi quando non ne avevo davvero bisogno.
Nonostante il voto non particolarmente alto - indice di un'esperienza di lettura positiva ma non indimenticabile - questo romanzo è volato via, iniziato e finito in pochi giorni (cosa già memorabile di per sé), mi ha ricordato quanto sia rilassante perdersi in un libro senza sentire il peso dell'ansia del dover leggere con una scadenza. Persino la trama più rilassata e semplice ha bisogno dell'approccio giusto, e ormai ho capito che probabilmente per me sono finiti i tempi in cui leggevo dai due ai tre romanzi a settimana.
Con la McGarry non mi è importato di mettere il turbo, non avevo scadenze e non mi importava far uscire la recensione rispettando il ritmo dei due post a settimana. Se non avevo voglia non leggevo, se mi andava mi portavo dietro il libro e mi gustavo anche poche pagine al giorno.
E' per questo che Dimmi che ti ricorderai di me è stata una lettura piacevole, me la sono goduta con i miei tempi e mi sono fermata quando la situazione si faceva critica e la noia rischiava di bloccarmi del tutto.
Un po' sulla scia dell'ambientazione dei romanzi legati ai motociclisti, la McGarry rientra nei quartieri poveri dove gli adolescenti o fanno una brutta fine o sono sulla cattiva strada. Hendrix è un esemplare perfetto di questo ambiente: madre alcolizzata, padre assente e tossicodipendente, un fratello più grande che si spacca in quattro per stare a galla, una sorella minore con tendenze autodistruttive e dipendenze emotive pericolose, pochissimi soldi, zero prospettive. In questo contesto Drix, come si può immaginare, compie scelte negative e si fa riconoscere più per il suo carattere orrendo che per il suo talento di musicista. Non conosciamo il vecchio Drix perché ci troviamo subito di fronte quello appena uscito dal riformatorio, il ragazzo che ha sopportato un anno lontano da casa per un reato che non ha commesso e che intravede un barlume di luce nella sua vita quando viene scelto come rappresentante del progetto che lo ha rimesso in pace con se stesso.
Fautore del progetto è il governatore del Kentucky, un uomo che porta avanti politiche sociali controverse e che ha dato a Drix una vera seconda chance. Caso vuole che il governatore sia il padre di Ellison, una ragazza bellissima che ha incrociato la strada di Drix proprio nel momento più critico della sua vita. Elle è la classica figlia modello: segue i genitori durante la campagna elettorale, permette di essere sfruttata e usata per il bene del padre e non riesce a imporre la sua volontà anche quando le sue preferenze e i suoi desideri vengono schiacciati con la scusa del vogliamo ciò che è meglio per te. Elle è sostanzialmente una ragazzina che ancora idealizza i genitori, una di quelle che non vede il male attorno a sé e che si ribella in cose piccole perché nel resto non ha alcun potere.
Drix e Elle sono due opposti, non solo perché arrivano da due contesti sociali e familiari diversi. Drix è maturato, ha fatto i conti con i suoi errori e con il passato e ha accettato di essere stato marchiato a fuoco come criminale, non intende tornare sulla vecchia strada e non crede che questo programma potrà farlo andare molto più in là. Drix si accontenta di vivere nella legalità, di avere attorno la famiglia e di non dover ricorrere a mezzi alternativi per non morire di fame. Elle vive in un mondo tutto suo, quasi distaccata dalla realtà e non basta la sua voglia di essere normale a farla scendere dal piedistallo. Quello della bambolina fragile, bella e gentile è il ruolo che le è stato affibbiato dalla McGarry e che le rimarrà attaccato addosso fino alla fine, nonostante una sorta di ribellione finale che ai miei occhi è stata poco credibile.
E' Drix il vero protagonista perché la sua personalità riesce a toccare il lettore persino quando ci sono le solite scene stucchevoli di amore adolescenziale. Lui è un poveraccio che non si illude, però si innamora, che compie scelte difficili e non se ne lamenta, vive tutto in funzione della dignità ritrovata e non cade mai nel cliché del bad boy. Sì, a volte lascia trasparire una ruvidezza marcata ma è sempre intrisa di buon senso e non lo trasforma in una macchietta.
La trama è assolutamente semplice e prevedibile perché punta sulle reazioni dei due protagonisti e sui sentimenti che gli ostacoli suscitano in loro: l'autorità dei genitori, il non sapere cosa voler fare della propria vita, l'insicurezza, anche se in modi diversi entrambi sono messi alla prova e la McGarry, come si può immaginare, lascia che il loro amore trionfi su tutto con un lieto fine che lascia intendere la redenzione assoluta per Drix e la tanto desiderata indipendenza di Elle.
Certo, materia prima che fare qualcosa di più c'era eccome, e per me alcune scene sono risultate esageratamente stucchevoli, ma vanno bene per un YA dove non c'è interesse per il sesso, dove i protagonisti sono ancora due bambini e dove i problemi sono trattati con una leggerezza quasi imbarazzante. Poi è chiaro che certe cose vanno lette e accettate e superate, mentre è sempre bello soffermarsi su alcuni piccoli momenti della narrazione che si fanno ricordare per la loro dolcezza.

7 maggio 2018

Jennifer L. Armentrout
La Vendetta degli Dei
L'ombra di Ares

Serie Covenant 4
Titolo originale Apollyon

Trama
Harper Collins
pag. 524 | € 16,00

Alexandria ha sempre avuto paura di due cose: perdere sé stessa dopo il Risveglio, ed essere ridotta in servitù per mezzo dell'elisir. Ma l'amore è sempre stato più forte del fato e Aiden è pronto a dichiarare guerra all'Olimpo - e al lato oscuro di Alex - pur di riaverla con sé. Intanto il mondo è sull'orlo del caos. Gli dei hanno già ucciso una moltitudine di persone e potrebbero distruggere intere città nel tentativo di impedire ad Alex di cedere il suo potere a Seth, il primo Apollyon, rendendolo così l'invincibile Sterminatore di Dei. E interrompere l'oscuro legame tra lei e Seth non è l'unico problema, perché la sola persona che potrebbe sapere come arginare il disastro è morta da secoli. Ad Alex e Aiden non resta dunque che penetrare negli Inferi per parlare con lei e poi trovare il modo di tornare indietro. È un'impresa disperata e i pericoli in agguato sono inimmaginabili, eppure non esiste altro modo per impedire a Seth di diventare lo Sterminatore...o ad Alex di prendere il suo posto.



Serie Covenant 5
Titolo originale Sentinel

Trama
Harper Collins
pag. 446 | € 16,00
Mentre il mondo dei mortali scivola nel caos, travolto da una guerra in cui divinità, Puri e Mezzosangue si affrontano senza esclusione di colpi, Alex per la prima volta non sa cosa fare. La scioccante sconfitta che ha lasciato sul suo corpo ferite indelebili ha segnato profondamente anche la sua anima, costringendola a dubitare di se stessa e delle sue reali capacità di mettere fine a quell'insensato conflitto una volta per tutte. Come se non bastasse, gli ostacoli che separano lei e Aiden dalla felicità sembrano moltiplicarsi, e l'idea di doversi fidare di un nemico letale per scendere ancora una volta negli Inferi e liberare uno degli dei più potenti e pericolosi di tutti i tempi è a dir poco destabilizzante. Ma la resa dei conti è ormai imminente, e Alex sa che sarà messa di fronte a una scelta terribile: la distruzione di tutto ciò che ha di più caro... o la propria fine.




Commento
Ok, sarò sincera. Ho dovuto scrivere una recensione unica per i due romanzi perché del quarto mi ricordavo poco o niente. La colpa, del resto, è mia. Ho finito il romanzo il giorno prima di partire e ho fatto l'errore di non scrivere subito la recensione, così a distanza di tre settimane mi sono trovata con un ricordo piuttosto vago del contenuto. Per correre ai ripari ho deciso di prendere subito in mano il quinto ed ultimo romanzo della serie, L'ombra di Ares, ed effettivamente mi ha aiutato un pochino a ricordare gli eventi salienti di La vendetta degli dei.
A fine lettura della serie non sono riuscita a dare un voto alto. Per entrambi i romanzi ho letto commenti positivi e visto stelline piovere neanche fossero capolavori, eppure io non riesco a condividere l'entusiasmo, anzi sono un filo indifferente, perché per me la serie è andata un po' a scemare. I primi libri mi erano piaciuti, ma man mano che procedeva la trama mi ha presa sempre meno fino a che ho perso del tutto la curiosità nei confronti della serie. L'ho letta e l'ho finita perché è comunque una lettura distensiva ed è pur sempre opera della Jenny nostra, però non posso unirmi ai cori da stadio.
Tanto per cominciare, io che sono team Seth sono proiettata verso la nuova serie nella quale lui è protagonista. Ho letto i due romanzi con la consapevolezza che più avanti Seth avrebbe avuto il suo vero momento, e ho sopportato le smancerie nauseanti di Aiden e Alex perché sotto sotto c'era sempre la certezza che alla fine Seth sarebbe tornato al lato giusto.
Bene, anche se la Jenny ha servito il mio desiderio su un piatto d'argento, arrivare alla fine è stata in parte una prova di forza. Il mio scarso amore per la serie è dovuto all'ingombrante elemento romantico che spesso ruba spazio ad una trama fitta, interessante e ben costruita. Onestamente non capisco perché l'autrice abbia infarcito i due libri con tutte queste scenette d'amore adolescenziale stucchevoli da vomitare, con tanto di dialoghi zuccherosi dove Aiden e Alex si guardano con i cuori negli occhi, quando il resto della trama era piena da scoppiare. Insomma, abbiamo capito che si amano, si sono messi insieme, ora andiamo avanti per cortesia.
In La vendetta degli Dei i pucci pucci avevano un senso: per metà del romanzo Alex è in versione cattiva e posseduta, mentre nella seconda metà torna in sé e ovviamente deve recuperare il tempo perduto con il suo piccioncino. Ok, lo accetto, ma poi basta.
Il vero centro della serie non è la storia d'amore, ma tutta la questione dell'Apollyon e dello Sterminatore di Dei, e se c'è una cosa che la Armentrout ha fatto bene è stata costruire una trama che si è infittita e complicata da un romanzo all'altro, lasciando il lettore sempre in sospeso e curioso di sapere cosa succede.
Quindi le smancerie dei due hanno senso e spazio per una certa parte della serie, poi avrebbero dovuto essere messe da parte per dare totale controllo allo sviluppo finale della serie.
Ecco, se c'è una cosa che mi ha innervosita e che, alla fine, mi ha fatto dare un voto basso, è stato vedere un potenziale tremendo ridotto a scene ridicole e semplificate con un lessico atroce. Il continuo usare -issimo, super- e compagnia bella da gergo bimbominchia mi ha mandata al manicomio. Alex sembra una bambina più che un'adulta, e il mood generale della serie cade precipitosamente da coinvolgente ad irritante in un batter d'occhio. Eppure di carne sul fuoco ce n'è più che a sufficienza, soprattutto ci sono contenuti adatti affinché il tono della serie passasse da adolescenziale a maturo/adulto, per chiudere in bellezza.
Aimé no, ho dovuto sopportare fino alla fine e il risultato è il voto tiepido. Sebbene il romanticismo della serie mi abbia lasciata indifferente, il contenuto invece mi è piaciuto parecchio. C'è una struttura sotto la narrazione che porta lentamente il lettore verso un finale che è in parte citofonato e in parte sorprendente e riesce a distribuire in modo equilibrato i vari punti di svolta senza che ci si senta completamente schiacciati dalle novità.
Anche se alcuni momenti narrativi vengono liquidati sbrigativamente - vedi le morti importanti - in generale l'autrice non si dimentica di niente e completa tutti i nodi narrativi portati avanti dal primo romanzo. Seth, per esempio, viene lasciato in sospeso tra l'essere buono e cattivo fino a quando ce n'è bisogno e poi il cambio viene inserito nel momento in cui la storia si avvicina allo scontro finale.
Il mio timore, oltre alla pessima gestione del personaggio di Seth, era che la Armentrout sbagliasse con la questione Sterminatore di Dei/Apollyon. Con mia grande sorpresa, invece, ha reso tutto in modo chiaro e coerente, dando spiegazioni brevi e utili e soprattutto con un senso logico. Il passaggio del potere, l'utilizzo che se ne può e deve fare, persino il pericolo di possedere questo potere sono stati forse la parte che ho preferito di più in assoluto. La natura ambigua dell'essere Apollyon viene resa benissimo nel comportamento di Seth e persino in quello di Alex: da un lato abbiamo gli effetti negativi e dall'altra abbiamo quelli positivi, come se possedere il quinto elemento possa essere una dipendenza o una spinta a migliorare se stessi.
Inevitabilmente mi trovo a commentare l'evoluzione del personaggio protagonista, Alex.
Ammetto che all'inizio non mi piaceva, troppo infantile nelle reazioni e nel modo di esprimersi, Alex ha saputo riscattarsi negli ultimi due romanzi quando i cambiamenti che le cadono addosso la obbligano a cambiare atteggiamento. Mi ha fatto piacere vedere come sia passata dall'essere una mocciosa con la bocca troppo larga e il brutto vizio di non pensare prima di agire, all'essere una giovane donna che prima di dire e fare si sforza di ragionare, di usare l'esperienza e un briciolo di logica. Certo, non è che così sia entrata nel mio cuore, però è stato più facile leggerla nonostante il lessico poco felice usato dall'autrice.
Tutto sommato, se penso che in generale le serie YA paranormali della Armentrout non sono le mie preferite, sono contenta di aver seguito la serie e di averla finita in tempi brevi. Fa sempre bene avere un romanzo leggero e divertente da usare come antistress. Ora ho deciso di leggere la serie di Seth in lingua originale per tre motivi: primo perché voglio vedere se in inglese accuso meno il lessico adolescenziale, secondo perché preferisco le copertine inglesi e il paperback, e terzo perché costano la metà dell'edizione italiana. Sad, but true.
Non mi resta che aspettare l'arrivo di The Return e sperare in Seth.

5 marzo 2018

Jennifer L. Armentrout
Anima Divina & Elisir

Serie Covenant 3
Titolo originale Deity

Trama
Harper Collins
pag. 379 | € 16,00
Alexandria non sa se ce la farà ad arrivare viva al suo diciottesimo compleanno e al fatidico Risveglio. Il fanatico Ordine di Thanatos, a lungo dimenticato, la sta cercando per eliminarla, e se il Consiglio dovesse scoprire cosa è successo davvero durante l'attacco al Covenant dello stato di New York, la sua sorte sarebbe ugualmente segnata. E così pure quella di Aiden, la Sentinella di sangue puro che farebbe di tutto per proteggerla. Non solo: ogni volta che si "allena" con Seth, il primo Apollyon, le compare sulla pelle un nuovo simbolo della speciale natura divina che li lega indissolubilmente e cresce il rischio di anticipare il momento del Risveglio, con conseguenze inimmaginabili e forse persino devastanti. Come se non bastasse, all'improvviso una rivelazione sconvolgente cambia ogni cosa e Alex, intrappolata tra sentimenti e necessità, impara a proprie spese di chi si può davvero fidare... e chi, invece, l'ha ingannata fin dall'inizio. Quando gli dei si riveleranno e la loro collera si scatenerà, in pochi sopravvivranno. E solo chi rimane saprà se davvero l'amore può sconfiggere il destino.

Commento
Ok, sono combattuta.
Da una parte mi è venuto spontaneo dare un voto più che dignitoso, dall'altra mi è venuta voglia di abbassarlo. Non so se è colpa del mio raptus che mi ha fatto leggere due titoli della serie senza interruzione, causando un overdose pericolosissima, oppure se semplicemente Anima Divina non è all'altezza del secondo romanzo.
Diciamo che in quanto a soddisfazione personale siamo allo stesso livello di Tra due mondi, quindi non molto in alto, però per l'entusiasmo rimaniamo sul livello fangirl ossessionata.
Quindi, ricapitolando, il voto è questo e basta, non ha senso farmi i pipponi mentali.
Cosa non mi è piaciuto? Diciamo subito le cose come stanno: a me Seth piace. Mi piace che sia un po' al limite e che bilanci la perfettina perfezione di Aiden. Il fatto che sia una bomba pronta ad esplodere e che chiaramente stia combinando cose losche alle spalle di Alex lo rende solamente più affascinante ed intrigante. Seth è un personaggio che ha cose da dire e da fare, ha un piano, ha segreti e movimenta la storia. Aiden no, è l'interesse amoroso di Alex, è bello e bravo, la protegge, insomma fosse solo per lui la storia sarebbe piatta. Il finale del romanzo - che non spoilero - è chiaramente una carognata di prima categoria: chi tifa Seth all'improvviso si trova dalla parte sbagliata e la chiusura sul più bello causa notevole stress gastrointestinale.
Io continuerò a tifare Seth finché l'evidenza dei fatti mi obbligherà ad accettare la situazione. Fino ad allora, Aiden sei carino e coccoloso ma levate.
Se in Cuore Puro la questione principale era il pericolo generale per Mezzosangue e Puri tra daimon e intrighi politici, in Anima Divina la storia ruota attorno al risveglio di Alex e al suo legame con Seth. Man mano che il giorno del suo diciottesimo compleanno si avvicina, i segni del risveglio si fanno più chiari così come il legame tra Alex e Seth aumenta con la loro intimità. Il potere di Akasha si lascia dietro una serie di problemi - e di segni - che mettono Alex in pericolo.
Tanto per cambiare Alex è al centro di un progetto molto più ampio: da una parte ci sono i buoni che la vogliono tenere al sicuro e assicurarsi che nessuno la faccia fuori, dall'altro ci sono Seth e Lucian che vogliono a tutti i costi che il suo risveglio avvenga e che lei passi il suo potere a Seth rendendolo lo Sterminatore di Dei.
Ora, per una volta che Alex non combina una cavolata delle sue, ecco che le sue origini la mettono in ballo in una guerra di potere che la fa finire dritta dritta nel casino più grande che abbia mai affrontato: dei che spuntano al Covenant, attentati e agguati, sangue che scorre a fiumi, Seth che allegramente diventa sempre più fuori di testa e il prevedibile interludio amoroso pucci pucci tra Aiden e Alex che funge da pausa tra un casino e l'altro.
Non ho niente contro questa coppia, ormai l'ho capito si amano eccetera, però diciamo che il lato romantico della serie non mi entusiasma granché, mi pare sia troppo acerbo, e non è per niente il suo punto di forza.
Quello che mi piace è che ci sia tanta azione senza che questa rubi del tutto la scena ai protagonisti: i personaggi e la storia sono fusi insieme, così che ciò capita ad Alex è causato dai cattivi e influenza il comportamento di tutti gli altri. E' una reazione a catena con un ritmo serratissimo e ammetto di essermi divertita parecchio: preferisco di gran lunga leggere tutti i casini che capitano a questa poverina rispetto ad una scena romantica con Aiden, anche perché alla lunga ti chiedi quando cavolo combinano questi due? 
Essendo pro psycho Seth questo cambio di rotta un po' mi ha ammosciata, ma è anche vero che con il plot twist almeno è successo qualcosa di veramente importante e interessante.
Anche perché il finale è una mazzata di quelle che ti lasciano con la bocca aperta.
E, siccome sono previdente e furba, sul Kindle avevo pronto Elisir, il racconto 3.5 uscito l'estate scorsa che dovrebbe tenere a bada la mia voglia di sapere fino all'acquisto dell'ultimo titolo della serie che, al momento, non mi posso permettere perché ho speso troppi soldi nei mesi scorsi.
Elisir è un racconto breve che ha sfacciatamente la funzione di raccordo tra Anima Divina e La Vendetta degli Dei e sfrutta l'unico punto di vista narrativo di Aiden.
Essendo io poco entusiasta di Aiden in generale come personaggio e come interesse amoroso, ho letto Elisir con poco interesse e alla fine la mia impressione è che l'unica cosa importante che l'autrice inserisce ai fini della storia - oltre ad essere di un melenso e di un banale disarmante - è un po' poco per avere un suo micro capitolo autonomo. Onestamente mi aspettavo qualcosa di extra magari dedicato ad un personaggio secondario, oppure un approfondimento riguardo a ciò che ha dato il titolo al racconto, l'Elisir appunto. Invece qui mi sono dovuta sciroppare lo struggimento adolescenziale di Aiden e le sue reazioni insensate e stupide di fronte alla logica e alla razionalità, anche se devo ammettere che la versione stronza di Alexandria che lo insulta e lo maltratta è stata divertente.
Purtroppo non mi ha lasciato quasi niente, nemmeno la voglia di prendere in mano il prossimo titolo della serie e la cosa mi preoccupa un pochino. Non voglio rischiare di dimenticarmi tutto (e siamo onesti, è possibile oltre che probabile) e non voglio nemmeno tenere in sospeso una serie completa che posso concludere. Vedremo, per adesso in ogni caso mi butto su altro.

16 novembre 2017

Katie McGarry
Di nuovo con te

Serie Thunder Road 3
Titolo originale Long Way Home

Trama
Harper Collins
pag. 379 | € 14,90

Violet sa esattamente qual è il suo posto nel motoclub del Reign of Terror: come tutte le donne, deve starsene in disparte e lasciare che siano gli uomini a risolvere qualsiasi tipo di problema. Quando suo padre viene ucciso, però, si rende conto che se vuole proteggere se stessa e il fratellino deve prendere le redini della propria vita e tagliare i ponti con tutti, compreso Chevy, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata. Ma nel momento in cui un clan rivale la ricatta, minacciando di rivelare vecchi segreti che potrebbero danneggiare le persone che le sono più care, tutte le sue certezze si sgretolano. Violet è costretta così a mettere in discussione quello che era convinta di sapere sul conto del padre, del Terror, di Chevy e soprattutto ciò che lei ha sempre sognato. Il che comporta dare un nuovo significato a parole come famiglia, lealtà, amore, amicizia, perdono...E trovare dentro di sé la forza per diventare la persona che salverà tutti loro.



Commento
Oh, the drama!
Il melodramma di questa serie ha raggiunto dei livelli allarmanti, che neanche nella miglior soap opera! O forse sì, dai, gli stessi intrighi e le stesse dinamiche familiari malate rispondono benissimo al genere.
Prima di scaricare la mia dose di veleno, premetto che io adoro la McGarry e che a questa serie ho dato sempre voti piuttosto alti nonostante la pressione mi salisse alle stelle, ma sono fermamente convinta che c'è qualcosa che non funziona, e quel qualcosa è il Club.
Dopo aver letto i tre romanzi di questa serie posso confermare la mia prima impressione: la McGarry sa scrivere di meglio e ha scritto di meglio, e se non fosse stato per l'odio viscerale, per la violenza che certe cose della trama mi hanno fatto salire, allora avrei anche dato voti molto più alti.
In tutti e tre i romanzi le coppie sono fantastiche, le storie sono avvincenti anche se a tratti over the top, i finali sono ben fatti e lo stile è sempre il suo meraviglioso stile, quello che li rovina - tutti e tre nessuno escluso - sono quei maledetti personaggi secondari del Club e il Club stesso. Lo avesse lasciato un po' in secondo piano, avesse evitato del tutto certi dialoghi che ho odiato, ODIATO con tutte le mie forze, avesse ficcato a martellate in testa un po' di logica e di buon senso ai vari Eli e Cyrus, allora forse - e dico forse - non li avrei disprezzati così tanto.
Ma così come sono state messe giù le cose questo aspetto della serie mi è indigesto, è una di quelle cose che mi fanno odiare la lettura, mi fanno salire l'omicidio e mi fanno perdere l'entusiasmo. Perché se non avessi passato metà del tempo a voler prendere a calci in culo Eli e il Club, avrei adorato questa serie, l'avrei amata alla follia.
Invece son qui con l'amaro in bocca a dare alla McGarry un voto che, per la sua media, è bassino e lo faccio senza ripensamenti, anzi lo avrei pure abbassato per il nervoso.
Quindi, detto questo, dichiarato al mondo il mio odio assoluto per le boiate senza senso del Club e la mia voglia di seviziarli tutti, posso dire che finalmente ho incontrato due personaggi che hanno sale in zucca e che pensano con la loro testa.
Violet è la paladina del buon senso, dell'indipendenza, del tenere testa a quel branco di idioti, è la mia eroina preferita di tutta la serie. Finalmente qualcuno che non le manda a dire ma che, anzi, li ci manda proprio senza peli sulla lingua, qualcuno che ha capito che il mondo vero e quello fittizio del Club non sono la stessa cosa e che punta verso il farsi una vita vera, sana, regolare, soddisfacente.
Violet non rinnega in modo assoluto i suoi rapporti con il Club, rinnega in toto il loro modus operandi: la misoginia, la mania di controllo insensata, la mancanza di rispetto verso i suoi desideri e le sue necessità, senza contare che odia pure il modo in cui i membri del Club cerchino di affossare l'individualità sua e dei suoi amici, stroncando sul nascere qualsiasi futuro possano avere al di fuori del club stesso.
Chevy, per esempio, da quando ha cominciato ad avere un pizzico di libertà ha portato avanti due vite: quella di figlio del Club, e quella di studente e giocatore di football, un ruolo che gli sta molto bene e che non gli fa mancare niente. Ha i suoi amici, sua madre lo adora, ha un futuro roseo di fronte a lui, ma il Club lo tiene inchiodato, gli cuce addosso il ruolo del figlio di un membro morto, lo asfissia con il ricatto emotivo o sei con noi o sei contro di noi e di fatto lo obbliga a vivere a metà.
Quello che mi è piaciuto di Chevy - al contrario di Oz che non ha mai visto niente al di là del Club, e di Rasoio che sceglie consapevolmente di stare nel Club - è che lui non sceglie il Club, sceglie gli affetti. Chevy non sa se il Club sarà il suo futuro, vuole avere la possibilità di scegliere, di diventare grande e di capire chi è e cosa vuole, e si rende conto che il Club lo sta tenendo bloccato. Riconosce i limiti delle persone che dicono di volere il meglio per lui, vede i loro errori ma fa finta di niente per non ferirli, finché Violet non gli apre gli occhi e allora dice: se mi vuoi bene mi rispetti, Club o non Club.
Questo è quello che volevo leggere: Violet e Chevy hanno un'identità e una volontà che rompono le catene del Club e non hanno problemi a pensare con la loro testa, ad agire e a tenere duro sulle loro convinzioni. Leggere di come Violet zittisca Eli a suon di logica è stata una delle cose più goduriose del libro.
Quindi, il Club bocciato, il melodramma legato al Club è troppo ed è bocciato, ma la coppia Chevy e Violet e tutta la loro storia sono promossi. Prima di tutto perché insieme sono tenerelli, sono uniti e romantici senza colate di melassa, e poi perché il lato razionale è bilanciato alla perfezione da quello irrazionale, così che i momenti di angst ci sono, sono soddisfacenti, ma sono anche subito ridimensionati dalla logica. Adoro.
Chicca che mi ha acceso gli occhi di cuoricini: Isaiah e Rachel. I miei preferiti fanno una comparsa e si intrecciano a Chevy e Violet. Doppio adoro.
Non ho idea se ci saranno altri romanzi in questa serie, onestamente non ne sento la necessità, però se la McGarry proprio non ne potrà fare a meno e li scriverà allora, che vi devo dire, li leggerò. Le voglio troppo bene, Club di idioti e tutto quanto.

12 ottobre 2017

Jennifer L. Armentrout
Cuore Puro

Serie Covenant 2
Titolo originale Pure

Trama
Harper Collins
pag. 379 | € 16,00

Essere destinata a diventare una specie di fonte di energia soprannaturale non è esattamente quello che Alexandria sognava nella vita. Neanche se i suoi poteri servono a Seth, l'Apollyon, il più potente dei Mezzosangue, nonché... la sua ombra. Seth non la lascia un momento: la segue durante gli allenamenti, l'aspetta alla fine delle lezioni, compare persino nella sua camera da letto. È vero che la sua presenza ha anche degli effetti benefici – per esempio, con lui accanto Alex non ha più gli incubi terribili del tragico confronto con la madre – ma non ha alcuna influenza sui sentimenti fortissimi e proibiti che prova per il Puro Aiden... e nemmeno su ciò che lui è disposto a fare, e a sacrificare, per lei. Quando i daimon penetrano nel Covenant e attaccano gli studenti, gli dei inviano le Furie, divinità minori determinate a distruggere ogni pericolo per la scuola, incluso l'Apollyon e...Alex. E come se avere a che fare con un'orda di mostri dell'etere non fosse abbastanza, un'altra misteriosa minaccia incombe su di loro: qualcosa, o qualcuno, vuole neutralizzare Seth, anche se questo significa rendere schiava Alex o addirittura ucciderla. Ma quando ci sono di mezzo gli dei, semplicemente alcune decisioni non possono essere cambiate. Per nessun motivo.

Commento
Sono fiera di me stessa. Sto macinando i libri della TBR come se fossero noccioline. Uno dietro l'altro a macchinetta. L'unica nota negativa di questo ritmo è che sto anche bruciando tutti i romanzi della Armentrout e non me ne sto lasciando nessuno per i momenti bui. Quando ne avrò bisogno mi farò un sacco di risate, e poi cadrò in depressione e piangerò.
Giusto perché a me piace andare in overdose, ho deciso di leggere i titoli fino ad ora pubblicati della serie Covenant in rapida sequenza: ho letto questo, ho subito ho iniziato il terzo e ho l'ebook della novella che mi aspetta. Devo comprare il quarto appena uscito, conto di farlo a breve appena la carta di credito resuscita.
Devo dire che spararmi la lettura violenta e spensierata mi ha dato una grande soddisfazione: ho gradito Cuore Puro molto più di Tra due mondi (QUI la recensione).
Inizio mettendo le mani avanti: continuo a non sopportare Alex, anche se in questo romanzo è nettamente migliorata. Purtroppo per me quel suo atteggiamento irrazionale e impulsivo unito alle risposte infantili la rendono un personaggio che racchiude i difetti caratteriali dell'adolescenza capace di scatenare l'istinto materno molto sopito che è in me e farmi venire voglia di prenderla a mazzate sui denti. Bastano quelle due risposte stupide, quelle scelte cretine che fa senza pensare a spazzare via tutto il resto. Non so come ho fatto a non arrivare ad odiarla, forse perché ho incontrato personaggi ben peggiori di lei e, tutto sommato, Alex  è gestibile la maggior parte del tempo. O forse sono in un mood particolarmente magnanimo e le sciocchezze di Alex mi sono scivolate addosso.
In ogni caso in Cuore Puro Alex è più sopportabile e le sue cavolate non sono necessariamente colpa sua.
A differenza di Tra due mondi, poi, in questo titolo il senso di confusione che avevo provato per la totale assenza di contestualizzazione e di chiarezza nel sistema degli dei non c'è più: le novità che vengono introdotte sono ben gestite e spiegate e altrettanto ben distribuite all'interno della trama. La sequenza di eventi è omogenea, dall'inizio alla fine accadono eventi importanti che non rimangono in sospeso - o meglio, sì, rimangono in sospeso ma solo perché sono temi portanti da sviluppare nel corso della serie - e se la Armentrout inizia un pasticcio lo porta anche a termine.
Ci sono, come ho già detto, dei punti che ovviamente sono ancora in corso di sviluppo: la relazione amorosa tra Aiden, Alex e Seth è ormai in pieno svolgimento e in Cuore Puro ci sono un bel po' di momenti gustosi per il mio palato affamato di angst; il tema del risveglio di Alex finalmente diventa portante e lascia spazio a Seth che, fino ad ora, era rimasto un po' defilato; e infine il pericolo rappresentato dai daimon che ormai sono una vera e propria forza organizzata che attacca sistematicamente i vari insediamenti di Puri.
La cosa che mi è piaciuta di più del romanzo è il fatto che non ci fossero momenti morti e che l'autrice non si sia limitata ad usare temi a compartimenti stagni: i vari momenti drammatici o di azione sono intrecciati e si sviluppano in contemporanea così che se un momento leggiamo delle paturnie amorose di Alex quello dopo probabilmente sarà una scena d'azione o un nuovo tassello nello sviluppo degli intrighi e della storia. Per esempio i Puri di New York, il Consiglio, e il pericolo che rappresentano per Alex sono un elemento del tutto nuovo e scopriamo i suoi vari aspetti durante la lettura: la compresenza di due Apollyon e i poteri di Alex all'inizio non sembrano essere particolarmente importanti, invece qui scopriamo che il risveglio di Alex e la trasformazione di Seth nello Sterminatore degli Dei scatenano una serie di guerre interne che mettono in pericolo la protagonista. Non basta il pericolo dei daimon, ci voleva pure il complotto per farla fuori.
Un'altra cosa che ho gradito è che la Armentrout ha sganciato un paio di bombe drammatiche che hanno reso la lettura decisamente più emozionante: dalla morte improvvisa di un personaggio alla mazzata sentimentale c'è pane per i miei denti. Devo dire, poi, che nonostante Alex sia innegabilmente un'adolescente e le sue reazioni siano assolutamente in linea con il target, non mi ha dato fastidio l'approccio a volte semplice o superficiale alle cose, perché ha reso tutto più veloce e fluido e ben inserito con le scene d'azione.
Quindi, per farla breve, il romanzo si legge benissimo, scorre che è un piacere e non annoia mai, ogni svolta e ogni rivelazione non stonano e danno spessore ad una trama che, nel primo romanzo, non era proprio il massimo. Anche i due personaggi maschili finalmente escono dal loro orticello. Aiden smette di essere la Sentinella che fa battere il cuore ad Alex e diventa qualcosa di più anche se per me non è ancora l'eroe per cui tifare, Seth invece è uno spasso, è impetuoso, sfrontato e sembra che tenga veramente ad Alex, infatti alcune parti in cui c'è lui e non Aiden fanno pendere l'ago della bilancia a suo favore. Vedremo se poi non combinerà casini perché non è proprio trasparente.
Il triangolo amoroso - di cui io non sono fan - per fortuna non è di quelli pesanti e fastidiosi, rimane sempre lì in sottofondo e ogni tanto spunta fuori ma mai in modo inopportuno, visto che l'espediente del legame tra Apollyon cancella radicalmente qualsiasi obiezione nei confronti della credibilità dei sentimenti di Alex. Certo, è fonte di tantissimi scontri e di angst ma ancora siamo ben lontani dai livelli di sofferenza che sanno soddisfarmi.
Sono già in piena lettura di Anima Divina, quindi faccio fatica a distinguere i due romanzi perché a livello di trama sono gemelli siamesi (almeno fino al punto in cui sono arrivata), e la decisione di leggerli senza pause è stata assolutamente vincente perché per lo meno non sto perdendo il filo delle cose. A brevissimo, quindi, spunteranno i commenti degli altri titoli della serie, giusto per coronare l'overdose Armentrout durante il suo tour italiano.

26 giugno 2017

Serena Nobile aka Virginia De Winter
La musica delle tue parole

Serie Cinque Sensi 2

Trama
Harper Collins
ebook | € 6,99
Giovane ed esuberante soprano, Vittoria incarna la sensuale passionalità della terra in cui è nata e cresciuta, e ora incede sicura sul palco del San Carlo di Napoli come una diva d'altri tempi. L'unica persona che riesce a scalfire il suo aplomb è Lorenzo, posato e schivo quanto lei è egocentrica e spumeggiante. Sono diversi come il sole e la luna e vanno tutt'altro che d'accordo, eppure la voce vellutata del giovane tenore accende dentro di lei un'emozione bruciante che la turba al punto da farle perdere il controllo. Quando qualcuno si introduce in casa sua e lascia sul piatto del giradischi un vinile che lei è certa di non aver ascoltato, il passato che ha legato indissolubilmente la sua vita a quella delle sue più care amiche torna a perseguitarla. Di colpo la sicurezza dietro cui si è sempre nascosta svanisce, rivelando una ragazza fragile e dolce che desidera solo essere amata e protetta. Così Lorenzo, colpito da quel cambiamento, la porta via con sé, e in una notte di follia emerge tutto il desiderio che covava sotto l'apparente ostilità. Resistere è impossibile, dimenticare inaccettabile, e il pericolo si prepara a emergere dall'ombra.

Commento
Io, boh, sono senza parole.
Questa benedetta creatura in due settimane ha scritto un romanzo come questo mentre io neanche la lista della spesa riesco a buttare giù con un ordine logico, e lei mi spara fuori questo.
Io, cioè, boh.
Ormai non mi pongo nemmeno il pensiero, quando inizio un romanzo di Virginia. Tutte le pippe mentali che mi faccio di fronte ad una novità di qualsiasi autrice - e intendo proprio tutte - per lei non valgono. Non ha ancora scritto qualcosa che non mi sia piaciuta tanto, non ha ancora prodotto una sola frase che mi abbia fatto sanguinare il cervello, un solo personaggio che non mi abbia mandata in tilt, persino le scene di sesso esplicite sono tra le migliori che io abbia mai letto.
Ma, come ho detto, ormai avrei dovuto saperlo. Anche se cambia il genere, Virginia diventa Master and Commander al primo colpo. Scommetto che se la incatenassimo ad una sedia e la obbligassimo a scrivere Sci-Fi o fantascienza o saggistica sulla distribuzione di semi in terreni a coltura intensiva riuscirebbe comunque a produrre una figata pazzesca.
Dopo Quello che i tuoi occhi nascondono mi sono messa in paziente attesa del secondo romanzo della serie, senza nemmeno pensare ai personaggi, all'ambientazione, a niente di niente. Tu scrivi e pubblichi, io leggo. Stop.
Quindi, dicevo, ho atteso La musica delle tue parole con relativa calma, salvo poi avere un esaurimento nervoso quando il Kindle ha deciso che l'ebook non gli piaceva e lo ha troncato al terzo capitolo. Il capitolo dove le cose cominciano a farsi succose, interessanti, quello che trasforma la storia in droga potentissima era troncato di netto, rotto, corrotto, sfasciato, insomma la fine del mondo. Proprio quando stavo lì con la bava alla bocca, zero, il Kindle sciopera.
Essendo che con una sana dose di violenza si sistema tutto, un bel aggiornamento ha portato la situazione alla normalità e mi ha finalmente permesso di proseguire con la mia full immersion, senza alzare gli occhi dallo schermo nemmeno per un secondo.
Da brava psicopatica, ho letto questo romanzo in sei ore in un un'unica sessione (pause obbligatorie comprese) ed è stato intenso, gente. Intenso. Del tipo vampate, sudori, svenimenti, palpitazioni e poi lacrime e ugly crying con sottofondo tutte le arie del romanzo. Un po' come per Quello che i tuoi occhi nascondono, solo meno ormonale.
A questo secondo giro siamo a Napoli, città che personalmente non è mai entrata nella mia top ten ma che d'ora in poi terrò presente per un week end. Una Napoli che ammalia persino una ossessionata dal freddo del Nord come me, con il suo profumo di dolci e di fritto, la musica, la ricchezza, la vitalità. Rispetto alla Roma del primo romanzo, questo sfondo è più pittoresco, più carnoso e sostiene alla perfezione due personaggi che rubano la scena sotto ogni punto di vista. Il mondo dell'opera, del canto, dei tenori e dei soprani, immerso in una Napoli in technicolor è un'overdose continua di sensazioni e ti riempie fino al limite.
Come romance, La musica delle tue parole è un'esperienza decisamente coinvolgente, ha una passionalità meno sfacciata e più misurata, ma non per questo meno potente. Federico, protagonista del primo titolo, era più giovane, più irruento, più selvatico, mentre Lorenzo è un uomo adulto, si controlla, nasconde bene ma altrettanto bene scatena al momento giusto una sensualità decisa, matura, di quelle che ti fanno sciogliere in una pozza di bava e ormoni. Anche Vittoria, la protagonista, ha un carattere deciso e sanguigno e tiene testa in modo spettacolare a Lorenzo e mi ha lasciato l'impressione di essere uno di quei personaggi in grado di sostenere la trama senza rimanerne schiacciata.
Vittoria è una diva, è una di quelle protagoniste per cui tifare e che ti regalano tante soddisfazioni, e per la mia grandissima felicità non perde il suo bel caratterino con l'evolversi della trama. I pochi momenti di debolezza che Vittoria si permette sono sempre circondati da spine, da artigli, da un'armatura solida e scintillante. Lascia intravedere un cuore morbido ma non perde la sua forza, nemmeno quando è in balia dell'ormone per colpa di Lorenzo. Che poi, parliamone, Lorenzo è da bava alla bocca, un figo atomico ben vestito e profumato che ti scombussola il cervello appena compare e che non perde un briciolo di virilità nemmeno quando è mezzo incipriato e imparruccato sul palco. Tra tutti e due non so chi mi è piaciuto di più, ammetto che Lorenzo mi ha proprio presa di brutto ma anche Vittoria ha avuto delle chicche particolarmente divertenti, come il pappagallo addestrato per insultare Lorenzo.
Per quanto riguarda la trama - che, a mio modestissimo parere, nel primo libro era poco incisiva sull'aspetto mistero/pericolo - in questo romanzo ha uno sviluppo sostanzioso nel mistero della pazza psicotica che perseguita le amiche, soggetto disturbato che sembra possedere il dono dell'ubiquità e che qui trasmette un vero senso di pericolo, di ansia e di paura. Certo, non è un elemento che pesa in modo importante sulla trama, c'è ma non occupa tutta l'attenzione e lo spazio, perché la relazione tra Lorenzo e Vittoria è talmente tanta che non si può contenere o ridurre. E grazie al cielo, perché io non sono una grande fan di quei romanzi romantici con un elemento giallo/thriller che rovina la magia, anzi proprio non mi piacciono. Però ci sono degli sviluppi sostanziosi, un procedere nella questione che lascia ben sperare per i prossimi romanzi, già pregusto cosa combinerà l'inglesina precisina ma con l'acido muriatico che le scorre nelle vene.
La musica delle tue parole è proprio un romance con i fiocchi, bello intenso, romantico e sensuale e con una personalità spiccata, netta, che lo distingue dal primo titolo della serie e che fa capire in modo chiaro e preciso che ogni romanzo riflette la personalità dei suoi protagonisti.
Io spero con tutto il cuore che Harper Collins pubblichi anche i prossimi tre romanzi, anche se prevedo una lunga attesa, perché con i primi due sia Virginia che l'editore ci hanno viziate. Ci tocca tornare alla realtà del lettore: lunga e sofferta attesa dei seguiti.
Però Virginia tu scrivi, mi raccomando, perché posso sostenere l'attesa della mia dose di droga solo fino ad un certo punto. Poi è crisi nerissima.

22 giugno 2017

Katie McGarry
Per sempre con te

Serie Thunder Road 2
Titolo originale Walk the Edge

Trama
Harper Collins
pag. 427 | € 16,00
La diciassettenne Breanna può essere definita con due parole: semplice e responsabile. Per lei il rispetto delle regole è tutto, finché una notte non rimane invischiata in una situazione di cyberbullismo per un suo comportamento non proprio da prima della classe, in cui Thomas "Rasoio" Turner ha il ruolo principale. Il suo mondo perfetto e ordinato, così, viene scosso dal profondo. Thomas "Rasoio" appartiene al club motociclistico dei Reign of Terror dove le brave ragazze come Breanna non sono contemplate. Ma quando capisce che lei è sotto ricatto per una foto compromettente in cui loro due compaiono insieme, decide che è arrivato il momento di mettere da parte le regole non scritte dei Terror. I due fanno un patto: Rasoio tirerà fuori Breanna dal brutto guaio in cui si è cacciata; lei, in cambio, lo aiuterà a venire a capo di un mistero interno al club, di cui nessuno ha intenzione di parlare. Dopo di che ognuno riprenderà la propria vita. Ma più passano del tempo insieme e più il feeling tra loro aumenta, senza che nessuno dei due possa fare qualcosa per contrastarlo. Rasoio e Breanna si troveranno entrambi costretti a camminare ognuno sul filo delle proprie regole per poter scoprire chi sono, che cosa vogliono e dove andranno in un futuro non troppo lontano.
Un segreto. Io e Rasoio del Reign of Terror, un segreto. C'è un che di magico all''dea che vi sia un segreto fra di noi. Un che di eccitante nel fatto di avere il permesso di esplorare questa nuova amicizia senza gli occhi indiscreti del mondo. Da orrenda, la vita è appena diventata estremamente fantastica.
Commento
E' un momento difficilissimo, per me. Non ho mai dato un voto così basso alla McGarry e sto cercando di accettare la cosa senza farmi venire una crisi di senso di colpa. Il problema è che la McGarry non è nemmeno colpevole per il voto - o meglio, lo è fino ad un certo punto -, il vero colpevole è la traduzione. E' raro che io critichi una traduzione, sul serio mando giù strafalcioni di ogni tipo e piuttosto di vomitare veleno mi tengo le critiche per me, ma quando vengo sommersa da una valanga di orrore, quando la traduzione rende illeggibile il romanzo e rovina la storia allora non ce la posso fare, lo devo dire. Questa traduzione è una roba da strapparsi i capelli, è orribile, sciatta, grossolana, buttata giù senza rileggere le frasi, senza spostare le parole perché la frase scorra come Dio comanda, è una cosa che mi ha messa a dura prova e che mi ha fatto perdere la pazienza.
Non accetto che la McGarry venga tradotta così, non accetto che un romanzo su cui avevo posto un sacco di aspettative si è rivelato essere deludente quanto scadente.
E poi, Harper Collins, per tutti i santi del Paradiso non traducete i soprannomi. Vi scongiuro, fatela finita! Fanno schifo. Nel primo romanzo Ovunque con te (QUI il commento) erano facili da ignorare perché il protagonista si chiama Oz, ma è un trionfo di depressione. Razor diventa Rasoio, come quelli della Gillette o della Venus, Porcile e Roccia. Cioè, dai, fate sul serio? Porcile? Ad un certo punto avevo un tic nervoso agli occhi ogni volta che passavo su uno di questi nomi. No, no, no e poi no e ancora no. Anzi, sapete che vi dico? E' appena uscito il terzo romanzo in italiano ma col cavolo che io compro l'edizione Harper Collins, io mi prendo il paperback americano così scoprirò se la differenza è abissale come sospetto che sia. Poi che nessuno mi venga a dire che le edizioni italiane vanno supportate perché io non ci sto, i soldi mica li trovo sotto il cuscino la mattina.
Veniamo alla storia. Per sempre con te è il romanzo dedicato a Rasoio, personaggio che mi aveva già mandata in autocombustione nel primo romanzo e che aveva fatto intendere di avere un potenziale enorme in fatto di dark, brooding and problematic. Ovvero, il tipo pericoloso e problematico che manda in tilt le femmine di ogni età. Su questo siamo tutte d'accordo, Rasoio è il classico bad boy: un po' fa paura, un po' ti affascina, e quel suo passato drammatico lascia presupporre un briciolo di cuoricino infranto da riparare, una combinazione letale.
Niente da dire su di lui, onestamente, anzi credo che sia il personaggio che ha più senso critico di tutti, l'unico che mette in discussione i metodi al dir poco assurdi del club. Quando c'è qualcosa che non gli piace, Rasoio non fa la pecora obbediente e va tranquillamente contro le regole del club, dimostrando di avere una testa che lavora in autonomia e una personalità spiccatamente indipendente. Gli piacerà far parte del club ma alla fine della fiera a lui importa più dell'affetto e del rispetto reciproco, e li cerca e li accetta anche fuori dal club. Il fatto che sia pure bello da vedere, che non consideri il sesso come un hobby e abbia un vero trauma con cui fare i conti lo rende solamente più attraente.
Breanna, invece, è una di quelle protagoniste che tanto mi piacciono: non necessariamente di buona famiglia, nemmeno bellissime, per niente popolari, con qualche stranezza che le rende delle emarginate sociali, trascurate dai genitori, Bree è estremamente interessante da leggere. Siamo, ovviamente, nel reame dei teen ager e i suoi diciassette anni si sentono tantissimo nel modo in cui si approccia alle cose, nel modo in cui classifica le sue priorità: l'immaturità giustificata, la sete di avventura, il disagio di sentirsi sempre fuori posto e l'eccitazione del primo amore.
Breanna mi ha fatto tenerezza, è una ragazzina con un sacco di problemi che deve imparare a uscire dal guscio e mettersi in gioco, purtroppo facendo i conti con il bullismo da parte dei fratelli e sorelle e da parte dei ragazzi della scuola, ed è costretta a scontrarsi con la realtà del club di cui non vuole far parte. Ho apprezzato parecchio che la McGarry non abbia tolto Breanna dalla sua quotidianità per infilarla a forza in quella del Terror, ma ha lasciato che le due realtà stessero fianco a fianco con un finale realistico e coerente con la fascia d'età dei personaggi (e dei lettori) rinunciando alla facile soddisfazione con il classico lieto fine.
Quello che non mi è piaciuto, a parte la traduzione, è che tutto quello che ruota attorno al Club mi ha fatto salire il sangue al cervello. Il mistero legato alla morte della madre di Rasoio viene gestito con dei comportamenti e con delle spiegazioni che non stanno né in cielo né in terra. Trattano Rasoio come se non avesse un cervello per pensare, quando chiede chiarimenti gli sbattono in faccia un insensato fidati del Club e stai buono, pretendono un comportamento che annulla l'indipendenza dell'individuo, e in generale hanno delle uscite che mi hanno fatto venire il nervoso. Più che fiducia nel club, viene voglia di aver fiducia in una scarica di botte. Non so quanto questo elemento sia fedele al mondo dei MC e, onestamente, neanche mi importa, so solo che i Reign of Terror sono degli esemplari fallati di umanità e che nemmeno uno YA è stato in grado di rendere sopportabili certi meccanismi.
Però, nervi a fior di pelle e a parte, Per sempre con te è un romanzo con una storia che tocca da vicino i problemi degli adolescenti e che si avvicina a loro senza sfruttare il sesso per acchiappare l'attenzione: di sensualità ce n'è poca ed è casta rispetto alla media degli altri YA, e la storia d'amore è proprio d'amore, nel senso che i due ragazzi danno più importanza ai loro sentimenti che a quanto vogliano saltarsi addosso a vicenda, e proprio in pieno stile McGarry la delicatezza con la quale questo aspetto viene trattato rende i difetti meno pesanti.
Del resto, quando un'autrice è brava, riesce a far dimenticare quello che non va e a far risaltare le cose belle, e la McGarry in questo riesce sempre senza eccezioni.

18 maggio 2017

Serena Nobile (aka Virginia De Winter)
Quello che i tuoi occhi nascondono

Serie I Cinque Sensi 1

Trama
Harper Collins
pag. 332 | € 14,90
Bianca ama guardare il mondo attraverso l'obiettivo della sua reflex, cogliere suggestivi scorci delle vie romane e fuggevoli istanti delle vite altrui. Una sera, mentre sta scattando fotografie sui gradini di un negozio chiuso, si avvicina un ragazzo. Poche parole sussurrate, istanti di fuoco e poi solo la curva perfetta delle sue spalle impressa sulla pellicola, unico ricordo di quell'incontro. Per Bianca, il desiderio sembra incarnarsi in quella pelle color del latte e in quella bocca dalla bellezza struggente e malinconica, ma quando per caso si incontrano di nuovo, capisce che i loro mondi sono in collisione: lei giudica l'ambiente della televisione cui Federico appartiene superficiale e falso, lui ritiene Bianca solo una ragazza presuntuosa e arrogante. A quel punto, però, la scintilla è scattata e, carezza dopo carezza, Bianca scopre nel corpo di Federico un linguaggio che parla direttamente ai suoi occhi e al suo cuore. Eppure non ha il coraggio di lasciarsi andare, perché mentre lui lascia nella sua vita indelebili tracce di passione, un passato mai sepolto del tutto riemerge con prepotenza: sia lei che le sue migliori amiche hanno la sensazione di essere seguite, osservate da una misteriosa presenza, e strane coincidenze le riportano ai tempi dell'università, alla notte terribile che ha segnato in maniera indelebile il loro futuro. Dimenticare è impossibile, l'assoluzione inaccettabile, la vendetta in agguato.

Commento
Ormai da un po' di tempo faccio parte del gruppo di fangirls di Virginia De Winter. Nella mia personalissima ondata di amore sono arrivata persino al punto di leggere le sue fan fiction nel tentativo di soddisfare le smanie periodiche. Insomma, La Spia del Mare è uscito e tanti saluti arrangiamoci alla lunga attesa del prossimo romanzo.
Poi la Virgy sgancia la bomba che sta per uscire in libreria con un nuovo romanzo e tu, che non ne sapevi niente, rimani a fissare come una scema il post su Facebook e pensi Dio, sì.
La devozione assoluta mi ha resa cieca, sorda e muta. Non ho letto la trama - che senso ha quando sai già che lo leggerei a prescindere dal genere?-, ho guardato di sfuggita la copertina e non mi sono quasi nemmeno accorta che il nome sulla cover è uno pseudonimo. Per me avrebbe anche potuto esserci scritto Pinco Pallino alla ricerca di Puci Paci e lo avrei letto lo stesso. Cioè, sono - siamo - a quel livello.
Quindi, beata e ignara del suo contenuto, ho cominciato a leggere Quello che i tuoi occhi nascondono con l'hype a manetta, e mi sono ritrovata ad aspirare il romanzo come un'indemoniata, mentre il neurone dedicato allo sbrodolamento da romance è andato in overdose per la carica erotica della storia. In sostanza, non essendo preparata, la crisi ormonale che mi ha investita è stata potente, una cosa da ricovero immediato.
Riassumendo, ho iniziato il romanzo perché è di Virginia e avevo già il cervello in pressione, poi mi sono resa conto che era un romance e pure super hot con un protagonista mega gnocco atomico e che la protagonista femminile ha ufficialmente reso normale, legale e auspicabile sbavare sui ragazzi più giovani. Ah, ed è scritto in classico stile VdW quindi orgasmi lessicali e sintattici multipli.
L'implosione estatica delle mie celluline cerebrali ha creato un nuovo universo parallelo nel mio cuoricino pieno di Federichi (e Axeli, e Drachi, e Gabrieli) a cui attingere nei momenti più bui, una specie di scorta segreta post-atomica per farmi riprendere dalla depressione più nera.
Ma sto divagando fangirlando.
Andiamo per ordine. Quello che i tuoi occhi nascondono è innegabilmente una storia d'amore con molti e succosi momenti hot, e se questo non è nelle vostre corde leggetelo lo stesso. Se vi piace crogiolarvi in storie un po' proibite/taboo/contorte ma con la sicurezza di un lieto fine buttatevi a pesce e sguazzate. Certo, la copertina è leggermente fuorviante con il visino carino puccioso e quest'aria da women's fiction con tanto di vegetazione bucolica, ma rispecchia la trama solo se la si considera con un punto di vista molto aperto.
La storia inizia con un gruppo di amiche messe di fronte alle conseguenze delle loro azioni, una scena presa dal passato che fuorvia leggermente il lettore: sembra che il romanzo sia un contemporaneo con uno sfondo giallo, con un mistero da risolvere e poi si spara avanti nel tempo catapultando il lettore in una Roma dei giorni nostri, pulita, scintillante, viva, una Roma da cartolina o da fiction. In questa città si muove Bianca, la protagonista, una fotografa famosa che vive in una bolla tutta sua a metà strada tra la vita elitaria della famiglia di diplomatici e la vita più popolare fatta di aperitivi in piazza, manga e giri in motorino. Bianca ha superato abbondantemente i trent'anni ed è in quella fascia d'età in cui non sei né giovane né matura, è al picco massimo assoluto prima del declino: nel cuore e nell'anima è ancora com'era a vent'anni, ma nel corpo è una donna fatta e finita. Non c'è niente di immaturo in lei, non si lascia andare a quei classici comportamenti che rovinano un personaggio, niente piagnistei e nessuna reazione senza motivazione. In sostanza Bianca, a parte l'aspetto da strafiga spaziale da stella del cinema francese anni '60, è la donna moderna per eccellenza: di successo, con una vita piena e ricca, tanti amici, una famiglia che la stressa perché si accasi, con una sfilza di amori finiti male e qualche segreto da tenere nascosto.
Poi arriva la mazzata tra capo e collo. La mazzata di nome Federico. Anni 24, alto, biondo, bellissimo, attore di fiction aspirante attore di qualità, giovane studente di letteratura francese con un debole per le donne più grandi di lui e il super potere di far sciogliere le ovaie alle femmine soltanto perché respira. Ora, il binomio lui più giovane e lei più matura di solito fa pensare ad un personaggio vanitoso e immaturo, un ragazzino che cerca la sicurezza materna o il brivido della donna più vecchia. Federico è un ragazzo giovane ma con un'anima molto più vecchia, con una mentalità molto più avanti e matura dei suoi anni e con un attitude completamente diversa da quella dei coetanei. Il contrasto tra la sua faccia d'angelo e lo sguardo di fuoco spiazza e rimani lì e pensi dio mio, ma sei vero? (perché sì, Virginia lo rende reale a tutti gli effetti) e non puoi assolutamente biasimare la reazione di Bianca.
Ammetto di aver avuto un lieve mancamento nel leggere delle sue parti nelle fiction (cosa che non mi attira granché) ma per fortuna tutto viene elegantemente messo da parte fino al momento giusto, ovvero quando la sua carriera diventa motivo di attrito.
La relazione tra Bianca e Federico è intensa e sviluppata su più livelli. Non c'è solamente il lato passionale - per quanto sia dominante - perché c'è un coinvolgimento sentimentale molto forte che bilancia la presenza massiccia delle scene di sesso. E' come se più le scene hot sono esplicite e potenti, tanto più il coinvolgimento emotivo aumenta così che la relazione che si crea è ricca e i contrasti che nascono non piovono dal cielo senza una motivazione.
A questo proposito devo per forza sottolineare come Bianca e il suo struggimento interiore sui dubbi che sorgono di fronte all'età di Federico e a quella sua presunta fissazione per le donne più grandi non siano falsi, forzati, ma piuttosto realistici e credibili, persino la sua disfatta di fronte all'evidenza dei fatti - se così possiamo dire - è umana e tenera.
Unico appunto personalissimo che ho espresso a Virginia e che lei non ha per niente condiviso è stata la mia necessità di un livello di angst molto più estremo di quello presente nella storia. Per come sono fatta io, questo romanzo avrebbe potuto regalarmi dei picchi di sofferenza idilliaci, delle scene di dolore e struggimento divini e fantastici, invece quello che è il punto di rottura lascia solo un lieve rossore e niente tagli o ematomi. A me piace soffrire, e questo romanzo ha un livello di angst troppo basso per me o comunque troppo basso rispetto alle mie previsioni. Poi, per carità, il finale è comunque preciso e perfetto e non ho veramente nulla da dire, ma se solo avessi potuto piangerci sopra avrei potuto fargli un altarino.
Non perdo la speranza, visto che è il primo titolo di una serie di cinque romanzi chissà mai che la mia voglia di sofferenza verrà soddisfatta più avanti. Per ora, sbrodolo senza pudore alcuno.