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25 novembre 2019

Katie McGarry
Ogni nostro segreto

Serie Pushing the Limits 5
Titolo originale Chasing Impossible

Trama
De Agostini
pag. 418 | € 14,90
Per Abby e Logan la vita è una partita, e a entrambi piace giocare. Spesso con il fuoco. Ribelle e indipendente, Abby lascia entrare solo pochissime persone nella sua cerchia. Non si fida di nessuno. E non è disposta a cedere all’amore. Mai. Perché quello che fa per racimolare spiccioli è un lavoro troppo pericoloso. Un lavoro di cui non va fiera, ma che – per via di suo padre e del doloroso segreto che entrambi custodiscono – non può abbandonare. A Logan però non importa di quel che fa Abby per vivere; i suoi occhi sono solo per lei. Logan è bello, atletico, arrogante e imprevedibile. Ma è anche il ragazzo più gentile e leale che Abby conosca. Farebbe qualsiasi cosa per essere più di un amico per lei… Eppure, più i due si avvicinano, più il muro di segreti che li separa sembra farsi invalicabile. Ed è proprio quando la posta in gioco si alza che Abby e Logan dovranno decidere quale mossa fare per vincere la partita più importante di tutte. Quella per il loro amore.
I don’t know what love is very well either, but I hope it feels like this.
Commento
Sto per avere un mancamento, anche se sono seduta. Portate i sali, portate qualcosa che mi faccia riprendere dal trauma perché nemmeno un croissant di Bastianello ha saputo farmi tornare dal baratro della disperazione.
E' la prima volta da che leggo la McGarry che le ho dato un voto così misero. E' la prima volta, e onestamente non riesco ancora a capire se il problema sono io, o se effettivamente il romanzo non è in linea con gli altri della serie.
La prima possibilità è che mi sia definitivamente allontanata dal genere YA, e che ora faccia fatica a farmi coinvolgere da uno stile, da delle storie e da dei personaggi che non rispecchiano più i miei gusti letterari. A me è sempre piaciuto il genere YA e non ho mai avuto nessuna difficoltà con le storie della McGarry, ma è anche vero che è ormai da più di un anno che non leggevo romance YA e che probabilmente il mio cervello si è ripulito poco alla volta dall'assuefazione che mi avevano dato. Non dico che d'ora in poi non leggerò più YA o che non leggerò mai più la McGarry, dico solo che invece di comprare i suoi romanzi a scatola chiusa controllerò la trama e poi deciderò.
La seconda possibilità è che questo ultimo romanzo della serie sia effettivamente il meno riuscito, quello che ha fatto il passo più lungo della gamba, quello che ricalca la struttura dei suoi senior per poi cadere nel tranello del too much. Oppure la media di voti su Goodreads è giusta e io sono diventata vecchia e inacidita.
Il problema insormontabile che ho avuto con questo romanzo è stata la protagonista principale e tutto il mondo che l'autrice le ha creato addosso. Sono consapevole di preferire da sempre che la part bad, really bad, di uno YA cada solo sul personaggio maschile, è uno stereotipo che mi piace e che accetto senza problemi; mentre le protagoniste femminili mi sta bene che siano delle focaccine - lo preferisco - o al massimo le classiche problematiche ma che non toccano certi estremi.
Detto questo posso confessare di aver detestato Abby dalla prima all'ultima pagina. Oltre a non essere bendisposta nei confronti di personaggi criminali, il fatto che lei sia una spacciatrice e che abbia un carattere - detto terra terra - di merda me l'ha resa immediatamente antipatica. Sì, sì l'autrice le affibbia delle attenuanti ma, secondo il mio punto di vista, mancano di logica e risultano talmente assurde e forzate da andare a rafforzare il fastidio suscitato dal personaggio.
Abby spaccia erba, ok. Abby ha la nonna malata di Alzheimer, ok. Abby è figlia di questo super spacciatore famosissimo di nome Mozart, ok. Abby eredita la fama del padre e parte del suo territorio, ok. Abby odia la sua vita, e ci mancherebbe. Abby è convinta che spacciare sia l'unica opzione per mantenere la nonna malata e non finire in affido, se lo dice lei. Abby è convinta di essere parte di un sistema criminale e di avere un ruolo così importante che ogni persona che ha a che fare con lei rischia la morte, sempre. Io capisco la necessità di trovare l'espediente narrativo per isolare la protagonista in una bolla di angst, ma ci vuole un briciolo di credibilità. Al di là del fatto che io rifuggo qualsiasi trama legata alla droga, di qualunque genere sia, se pure la protagonista gioca a fare il gangster e ha l'attitude stile sono una dura, sono una solitaria, non ho bisogno di nessuno, non provo sentimenti, allora io non ce la posso fare. Proprio no.
Abby non mi è piaciuta, non ho provato pena per lei ma soprattutto non sono riuscita a superare la sua personalità che ho trovato inutilmente chiusa e facile alla rispostaccia. Il contesto nella quale è inserita sarebbe pure quello giusto, ma non aiuta di certo a farmela piacere; del resto no più no fa sempre no.
L'unico elemento che ho veramente gradito è stato Logan. Non tanto perché è il classico bellone americano, bruno muscoloso e atletico, ma perché ha portato su pagina una patologia che lo pone tra i pochi eroi che, pur essendo malati, non sono vittime della loro patologia. Logan ha il diabete di tipo 1 e, come si può immaginare, la malattia occupa gran parte della sua vita non solo in termini di possibilità ma anche in termini di identità: non avendo le stesse scelte dei suoi coetanei, Logan ha sviluppato una sorta di valvola di sfogo ricercando attività o esperienze che gli dessero una scarica di adrenalina e che lo facessero sentire normale, se non addirittura più vivo delle persone sane. Convinto di dover nascondere il diabete per non essere trattato da malato, Logan si guadagna presto la nomea del ragazzo fuori di testa, quello che accetta ogni sfida e non si tira indietro da nulla, non importa quanto folle sia. Dal punto di vista umano, la sua lotta ad accettare il diabete e tutto quello che comporta è intensa e credibile, la profondità del personaggio guadagna solo in complessità - proprio l'opposto di Abby. Quindi, per quanto Logan sia un personaggio complesso e folle, bilancia alla perfezione l'assenza di queste qualità in Abby. Anche se è lei che dovrebbe essere più adulta, più razionale e matura, è Logan a reagire nel modo giusto e a rimettere le cose nella giusta prospettiva, è lui che martella continuamente con il si può trovare un'altra soluzione, riflettendo al 100% il mio pensiero: tutta la situazione di Abby è assurda, sciocca e ci vuole un Logan a raddrizzare le cose, specialmente la visione di Abby.
La storia è abbastanza prevedibile, ragazzo malato ma molto atletico e attraente con una vena di follia diventa amico di un gruppo di ragazzi problematici. Da questo gruppo entra e esce Abby, e i due subito cominciano a provare attrazione l'uno per l'altra. Motivo di crisi tra lei e Logan, e tutto il gruppo in realtà, è la vita di Abby, e tra vari tira e molla e pure sparatorie, i due finalmente troveranno il modo per stare assieme nella legalità e in una versione personalizzata di normalità. La trama non mi ha fatta impazzire per il semplice fatto che ruota per la maggior parte attorno alla questione della droga, ci sono alcune scene che mi sono piaciute, altre di meno, ma in generale ho trovato il romanzo molto calcato, quasi troppo, e in un certo senso mi ha fatto l'effetto opposto: invece di dare il senso o il brivido del pericolo a me è sembrato una caricatura di una trama più seria e adulta che applicata ad un target adolescenziale è grottesca, esagerata, assurda. Non ha giovato l'uso di un lessico volgare, con i vari fucked/fucking/damned/damn dei quale avrei fatto volentieri a meno.
Per quanto riguarda lo stile, è l'unica cosa che mi ha fatta arrivare alla fine quando il mio istinto diceva di droppare. Conoscendo l'autrice ho voluto fare uno sforzo extra e vedere se il fastidio fosse solo passeggero ed effettivamente un po' ha perso intensità, cosa che ha agevolato la lettura.
In sostanza per me questo romanzo è stato una delusione che non mi aspettavo e per la quale non ero pronta, d'ora in poi sarò più guardinga con la McGarry e i suoi romanzi, anche se mi si spezza il cuore al pensiero.

10 dicembre 2018

Katie McGarry
Dimmi che ti ricorderai di me

Titolo originale Say You'll Remember Me

Trama
Harper Collins
pag. 441 | € 16,90
Quando Hendrix è finito in carcere per un crimine che non ha commesso, per un po' ha pensato che la sua vita fosse arrivata al capolinea. Poi è stato inserito in un ambizioso programma di riabilitazione, fiore all'occhiello del governatore del Kentucky, e si è reso conto subito che quella era la sua unica possibilità di rimettersi in riga. Ora, finalmente libero, ha tutte le intenzioni di rimboccarsi le maniche e lavorare sodo per costruirsi una vita. Ellison, invece, ha un'esistenza privilegiata: essere figlia del governatore le apre tutte le porte, anche se a volte le aspettative paterne e le pressioni a cui è sottoposta sono dure da mandar giù. A lei piacerebbe seguire le proprie inclinazioni e andare avanti per la propria strada, ovunque porti. Elle e Drix vivono realtà completamente diverse, eppure, quando le loro strade si incrociano, è subito chiaro a entrambi che tra loro c'è qualcosa di molto speciale. Ma è altrettanto evidente che ci sono anche parecchi problemi, perché Drix non è il tipo di ragazzo che il governatore ha in mente per la figlia, ed Elle non è il genere di ragazza che potrebbe capire la vita incasinata di Drix. Certo, l'amore potrebbe infrangere qualunque barriera... se solo avessero il coraggio di lottare contro una società che non vuole vederli insieme.

La vita non è una corsa in piano e senza ostacoli. E' un'arrampicata sulla montagna più alta a mani nude, e una volta arrivati in cima si scopre che non è la fine. E' solo l'inizio, e la discesa fino alla montagna successiva è lunga e difficile. Ma nonostante ciò che mi aspetta oltre questa porta, ne vale la pena. Valeva la pena vivere questo amore...anche se ora sto perdendo un pezzo del mio cuore.
Commento
Per combattere attivamente il blocco del lettore sto dando fondo alla mia scorta, tirando fuori autrici che hanno sempre saputo entusiasmarmi. La McGarry è una delle autrici top, una delle poche che nel corso degli anni è riuscita a non farmi stancare del suo stile e delle sue storie e che tengo da parte per i momenti di crisi estrema. E' chiaro che questa scorta è stata irrimediabilmente intaccata e che toccherà il fondo ben prima di quanto mi aspettassi, ma in un certo senso sono contenta di aver fatto la formichina e aver resistito all'urgenza di consumare questi romanzi quando non ne avevo davvero bisogno.
Nonostante il voto non particolarmente alto - indice di un'esperienza di lettura positiva ma non indimenticabile - questo romanzo è volato via, iniziato e finito in pochi giorni (cosa già memorabile di per sé), mi ha ricordato quanto sia rilassante perdersi in un libro senza sentire il peso dell'ansia del dover leggere con una scadenza. Persino la trama più rilassata e semplice ha bisogno dell'approccio giusto, e ormai ho capito che probabilmente per me sono finiti i tempi in cui leggevo dai due ai tre romanzi a settimana.
Con la McGarry non mi è importato di mettere il turbo, non avevo scadenze e non mi importava far uscire la recensione rispettando il ritmo dei due post a settimana. Se non avevo voglia non leggevo, se mi andava mi portavo dietro il libro e mi gustavo anche poche pagine al giorno.
E' per questo che Dimmi che ti ricorderai di me è stata una lettura piacevole, me la sono goduta con i miei tempi e mi sono fermata quando la situazione si faceva critica e la noia rischiava di bloccarmi del tutto.
Un po' sulla scia dell'ambientazione dei romanzi legati ai motociclisti, la McGarry rientra nei quartieri poveri dove gli adolescenti o fanno una brutta fine o sono sulla cattiva strada. Hendrix è un esemplare perfetto di questo ambiente: madre alcolizzata, padre assente e tossicodipendente, un fratello più grande che si spacca in quattro per stare a galla, una sorella minore con tendenze autodistruttive e dipendenze emotive pericolose, pochissimi soldi, zero prospettive. In questo contesto Drix, come si può immaginare, compie scelte negative e si fa riconoscere più per il suo carattere orrendo che per il suo talento di musicista. Non conosciamo il vecchio Drix perché ci troviamo subito di fronte quello appena uscito dal riformatorio, il ragazzo che ha sopportato un anno lontano da casa per un reato che non ha commesso e che intravede un barlume di luce nella sua vita quando viene scelto come rappresentante del progetto che lo ha rimesso in pace con se stesso.
Fautore del progetto è il governatore del Kentucky, un uomo che porta avanti politiche sociali controverse e che ha dato a Drix una vera seconda chance. Caso vuole che il governatore sia il padre di Ellison, una ragazza bellissima che ha incrociato la strada di Drix proprio nel momento più critico della sua vita. Elle è la classica figlia modello: segue i genitori durante la campagna elettorale, permette di essere sfruttata e usata per il bene del padre e non riesce a imporre la sua volontà anche quando le sue preferenze e i suoi desideri vengono schiacciati con la scusa del vogliamo ciò che è meglio per te. Elle è sostanzialmente una ragazzina che ancora idealizza i genitori, una di quelle che non vede il male attorno a sé e che si ribella in cose piccole perché nel resto non ha alcun potere.
Drix e Elle sono due opposti, non solo perché arrivano da due contesti sociali e familiari diversi. Drix è maturato, ha fatto i conti con i suoi errori e con il passato e ha accettato di essere stato marchiato a fuoco come criminale, non intende tornare sulla vecchia strada e non crede che questo programma potrà farlo andare molto più in là. Drix si accontenta di vivere nella legalità, di avere attorno la famiglia e di non dover ricorrere a mezzi alternativi per non morire di fame. Elle vive in un mondo tutto suo, quasi distaccata dalla realtà e non basta la sua voglia di essere normale a farla scendere dal piedistallo. Quello della bambolina fragile, bella e gentile è il ruolo che le è stato affibbiato dalla McGarry e che le rimarrà attaccato addosso fino alla fine, nonostante una sorta di ribellione finale che ai miei occhi è stata poco credibile.
E' Drix il vero protagonista perché la sua personalità riesce a toccare il lettore persino quando ci sono le solite scene stucchevoli di amore adolescenziale. Lui è un poveraccio che non si illude, però si innamora, che compie scelte difficili e non se ne lamenta, vive tutto in funzione della dignità ritrovata e non cade mai nel cliché del bad boy. Sì, a volte lascia trasparire una ruvidezza marcata ma è sempre intrisa di buon senso e non lo trasforma in una macchietta.
La trama è assolutamente semplice e prevedibile perché punta sulle reazioni dei due protagonisti e sui sentimenti che gli ostacoli suscitano in loro: l'autorità dei genitori, il non sapere cosa voler fare della propria vita, l'insicurezza, anche se in modi diversi entrambi sono messi alla prova e la McGarry, come si può immaginare, lascia che il loro amore trionfi su tutto con un lieto fine che lascia intendere la redenzione assoluta per Drix e la tanto desiderata indipendenza di Elle.
Certo, materia prima che fare qualcosa di più c'era eccome, e per me alcune scene sono risultate esageratamente stucchevoli, ma vanno bene per un YA dove non c'è interesse per il sesso, dove i protagonisti sono ancora due bambini e dove i problemi sono trattati con una leggerezza quasi imbarazzante. Poi è chiaro che certe cose vanno lette e accettate e superate, mentre è sempre bello soffermarsi su alcuni piccoli momenti della narrazione che si fanno ricordare per la loro dolcezza.

16 novembre 2017

Katie McGarry
Di nuovo con te

Serie Thunder Road 3
Titolo originale Long Way Home

Trama
Harper Collins
pag. 379 | € 14,90

Violet sa esattamente qual è il suo posto nel motoclub del Reign of Terror: come tutte le donne, deve starsene in disparte e lasciare che siano gli uomini a risolvere qualsiasi tipo di problema. Quando suo padre viene ucciso, però, si rende conto che se vuole proteggere se stessa e il fratellino deve prendere le redini della propria vita e tagliare i ponti con tutti, compreso Chevy, il ragazzo con cui è cresciuta e di cui è innamorata. Ma nel momento in cui un clan rivale la ricatta, minacciando di rivelare vecchi segreti che potrebbero danneggiare le persone che le sono più care, tutte le sue certezze si sgretolano. Violet è costretta così a mettere in discussione quello che era convinta di sapere sul conto del padre, del Terror, di Chevy e soprattutto ciò che lei ha sempre sognato. Il che comporta dare un nuovo significato a parole come famiglia, lealtà, amore, amicizia, perdono...E trovare dentro di sé la forza per diventare la persona che salverà tutti loro.



Commento
Oh, the drama!
Il melodramma di questa serie ha raggiunto dei livelli allarmanti, che neanche nella miglior soap opera! O forse sì, dai, gli stessi intrighi e le stesse dinamiche familiari malate rispondono benissimo al genere.
Prima di scaricare la mia dose di veleno, premetto che io adoro la McGarry e che a questa serie ho dato sempre voti piuttosto alti nonostante la pressione mi salisse alle stelle, ma sono fermamente convinta che c'è qualcosa che non funziona, e quel qualcosa è il Club.
Dopo aver letto i tre romanzi di questa serie posso confermare la mia prima impressione: la McGarry sa scrivere di meglio e ha scritto di meglio, e se non fosse stato per l'odio viscerale, per la violenza che certe cose della trama mi hanno fatto salire, allora avrei anche dato voti molto più alti.
In tutti e tre i romanzi le coppie sono fantastiche, le storie sono avvincenti anche se a tratti over the top, i finali sono ben fatti e lo stile è sempre il suo meraviglioso stile, quello che li rovina - tutti e tre nessuno escluso - sono quei maledetti personaggi secondari del Club e il Club stesso. Lo avesse lasciato un po' in secondo piano, avesse evitato del tutto certi dialoghi che ho odiato, ODIATO con tutte le mie forze, avesse ficcato a martellate in testa un po' di logica e di buon senso ai vari Eli e Cyrus, allora forse - e dico forse - non li avrei disprezzati così tanto.
Ma così come sono state messe giù le cose questo aspetto della serie mi è indigesto, è una di quelle cose che mi fanno odiare la lettura, mi fanno salire l'omicidio e mi fanno perdere l'entusiasmo. Perché se non avessi passato metà del tempo a voler prendere a calci in culo Eli e il Club, avrei adorato questa serie, l'avrei amata alla follia.
Invece son qui con l'amaro in bocca a dare alla McGarry un voto che, per la sua media, è bassino e lo faccio senza ripensamenti, anzi lo avrei pure abbassato per il nervoso.
Quindi, detto questo, dichiarato al mondo il mio odio assoluto per le boiate senza senso del Club e la mia voglia di seviziarli tutti, posso dire che finalmente ho incontrato due personaggi che hanno sale in zucca e che pensano con la loro testa.
Violet è la paladina del buon senso, dell'indipendenza, del tenere testa a quel branco di idioti, è la mia eroina preferita di tutta la serie. Finalmente qualcuno che non le manda a dire ma che, anzi, li ci manda proprio senza peli sulla lingua, qualcuno che ha capito che il mondo vero e quello fittizio del Club non sono la stessa cosa e che punta verso il farsi una vita vera, sana, regolare, soddisfacente.
Violet non rinnega in modo assoluto i suoi rapporti con il Club, rinnega in toto il loro modus operandi: la misoginia, la mania di controllo insensata, la mancanza di rispetto verso i suoi desideri e le sue necessità, senza contare che odia pure il modo in cui i membri del Club cerchino di affossare l'individualità sua e dei suoi amici, stroncando sul nascere qualsiasi futuro possano avere al di fuori del club stesso.
Chevy, per esempio, da quando ha cominciato ad avere un pizzico di libertà ha portato avanti due vite: quella di figlio del Club, e quella di studente e giocatore di football, un ruolo che gli sta molto bene e che non gli fa mancare niente. Ha i suoi amici, sua madre lo adora, ha un futuro roseo di fronte a lui, ma il Club lo tiene inchiodato, gli cuce addosso il ruolo del figlio di un membro morto, lo asfissia con il ricatto emotivo o sei con noi o sei contro di noi e di fatto lo obbliga a vivere a metà.
Quello che mi è piaciuto di Chevy - al contrario di Oz che non ha mai visto niente al di là del Club, e di Rasoio che sceglie consapevolmente di stare nel Club - è che lui non sceglie il Club, sceglie gli affetti. Chevy non sa se il Club sarà il suo futuro, vuole avere la possibilità di scegliere, di diventare grande e di capire chi è e cosa vuole, e si rende conto che il Club lo sta tenendo bloccato. Riconosce i limiti delle persone che dicono di volere il meglio per lui, vede i loro errori ma fa finta di niente per non ferirli, finché Violet non gli apre gli occhi e allora dice: se mi vuoi bene mi rispetti, Club o non Club.
Questo è quello che volevo leggere: Violet e Chevy hanno un'identità e una volontà che rompono le catene del Club e non hanno problemi a pensare con la loro testa, ad agire e a tenere duro sulle loro convinzioni. Leggere di come Violet zittisca Eli a suon di logica è stata una delle cose più goduriose del libro.
Quindi, il Club bocciato, il melodramma legato al Club è troppo ed è bocciato, ma la coppia Chevy e Violet e tutta la loro storia sono promossi. Prima di tutto perché insieme sono tenerelli, sono uniti e romantici senza colate di melassa, e poi perché il lato razionale è bilanciato alla perfezione da quello irrazionale, così che i momenti di angst ci sono, sono soddisfacenti, ma sono anche subito ridimensionati dalla logica. Adoro.
Chicca che mi ha acceso gli occhi di cuoricini: Isaiah e Rachel. I miei preferiti fanno una comparsa e si intrecciano a Chevy e Violet. Doppio adoro.
Non ho idea se ci saranno altri romanzi in questa serie, onestamente non ne sento la necessità, però se la McGarry proprio non ne potrà fare a meno e li scriverà allora, che vi devo dire, li leggerò. Le voglio troppo bene, Club di idioti e tutto quanto.

21 settembre 2017

Katie McGarry
Un cuore bugiardo

Serie Pushing the Limits 4
Titolo originale Take Me On

Trama
De Agostini | pag. 474 | € 14,90
Lunghi capelli castani, occhi penetranti, fisico atletico e una passione per la kick boxing. Haley non è una ragazza come le altre. Ma dalla tragica notte in cui, per difendersi da un’aggressione, ha perso il controllo pestando a sangue il suo ex, ha giurato di rinunciare a tutto. Non rimetterà mai più piede sul ring. Poi però incontra West e non riesce a smettere di pensare a lui. West è un vero e proprio golden boy: ricco, affascinante e leale. Talmente leale che per difenderla accetta di battersi in un incontro di arti marziali. Eppure West non sa nulla di lotta e senza l’aiuto di Haley rischia di farsi davvero male. Haley accetta di allenarlo e stringe con lui un patto. Un patto basato su un castello di bugie che, se crollasse, distruggerebbe per sempre il sentimento che sta nascendo tra loro.
Agli occhi degli estranei, West e io vi eravamo avvicinati troppo, troppo in fretta. I nostri mondi non si erano solo scontrati, si erano mescolati come colori versati sul marciapiede, e sembrava che nessuno dei due fosse tornato alla propria sfumatura.
Commento
Ed ecco qua il secondo miracolo di Agosto, il secondo romanzo che ha buttato giù gli ultimi pezzi del mio blocco del lettore. Io lo sapevo, che questo romanzo sarebbe stato bello come gli altri, e l'ho comprato convinta che me lo sarei conservato per l'autunno o per i mesi di morte editoriale.
Però a mali estremi, estremi rimedi, e dopo aver lanciato la prima offensiva con la Armentrout ho deciso di sparare un'altra cartuccia pesante e distruggere il blocco che mi ha tenuta ferma per un mese.
Ovviamente, come mi è sempre successo con la McGarry, è bastato leggere il primo capitolo per essere risucchiata dalla storia, e anche con questo titolo ho fatto un pomeriggio intero di lettura senza fermarmi finendolo in un'unica sessione.
Anche se alla fine ho dato un voto alto e ho veramente amato la storia, ho trovato un paio di sbavature che, personalmente, hanno inquinato leggermente la lettura. Per prima cosa l'inizio incasinato. Non so se è stato un problema mio, se magari ero stordita dalle troppe ore di lettura (troppo, troppo in fretta), o se effettivamente è capitato ad altri, ma ho trovato l'inizio di questo romanzo leggermente confuso. Non tanto perché non veniva spiegato nulla, quanto perché l'autrice ha aperto la narrazione scaricando tante cose (problemi, personaggi, contesti) ma lasciando i bordi sfumati, così che al di là dell'evento descritto - chiaro e semplice da capire - le motivazioni o la linea temporale rimanevano confuse.
Ad esempio ci ho messo un attimo a capire che Un cuore bugiardo si sovrappone alla fine di Una sfida come te e ha come protagonista uno dei fratelli di Rachel. Anche qui, non c'è nemmeno un minimo di antefatto o due righe spese per ricordarci chi fossero i personaggi già conosciuti, si entra direttamente nel vivo senza preparazione, così ho dovuto stare attenta ai minimi dettagli e fare due più due.
West, il protagonista, è il fratello di Rachel il terzo elemento del trio dei piccoli assieme al gemello di lei Ethan, ed è anche il fratello che ha preso i soldi di Rachel scatenando il casino di Una sfida come te. Ora, stabilito chi sia West, Haley è facile da inquadrare perché è un personaggio nuovo che, però, arriva dalla stesso ambiente di Abby e Isaiah, anche se non ne è amica. Quello che di lei all'inizio è incasinato sono le reazioni che ha di fronte a determinate cose, o i pensieri relativi ad alcuni argomenti che risultano abbastanza incomprensibili perché non hanno un contesto che li chiarisca.
Questo caos, per fortuna, si raddrizza in fretta e anche quello che rimane non detto diventa abbastanza prevedibile.
Se poi devo trovare un altro lievissimo difetto - che è proprio tirato per i capelli - è l'eccessiva densità di sfighe scaricate sulle spalle dei personaggi. E' ovvio che essendo questa la natura del romanzo ci siano abbondanti sfighe da entrambe le parti, ma di solito sono poche, ridotte, circoscritte e ben specifiche; raramente ho letto romanzi dove i due protagonisti non avessero un momento di tregua e fossero bombardati letteralmente dall'inizio alla fine. A me il drama e l'angst piacciono assai, ma ad un certo punto pure io raggiungo il limite del tollerabile. Ecco, in Un cuore bugiardo secondo me la McGarry si è fatta prendere un po' troppo la mano e ha rovesciato una sequenza di macigni che, per me, hanno livellato tutto su un tono drammatico/esagerato andante che alla lunga perde di potenza e di drammaticità e ti fa pensare ancora?
Però - e qui si capisce quando un'autrice è brava - ci si dimentica davvero in fretta di queste piccole sbavature perché il coinvolgimento emotivo è talmente intenso che non si può fare a meno di lasciarsi travolgere dagli eventi.
La storia è una versione un pochino più originale della solita che la McGarry propone: tanto per cominciare non c'è un bad boy o una bad girl, perché entrambi hanno momenti no e momenti sì, e poi il ruolo di lottatore è adatto a entrambi. West a modo suo è un combattente perché non molla, si butta subito nella mischia, è un po' grezzo nei suoi modi e urta i nervi delle persone ma i motivi che sono dietro al suo comportamento sono quelli giusti. Haley, invece, è una combattente di testa, disciplinata, precisa, con tantissime regole, che ha espresso questo suo modo di essere attraverso la kick boxing. Al di fuori della palestra e del ring, Haley non combatte fisicamente ma solo con la testa: tiene duro nonostante la situazione familiare sia un disastro e nonostante debba fare i conti con delle brutte esperienze.
I due, apparentemente, non hanno niente in comune. Uno è di famiglia ricca, un po' viziato e abituato ad agire senza curarsi delle conseguenze, mentre l'altra ha dovuto assistere impotente mentre la sua vita andava a rotoli. Eppure un momento di contatto c'è, ed è quando entrambi hanno bisogno di un'intervento esterno, quando hanno bisogno che nella loro vita entri qualcuno che non li conosce, che non sa chi sono e che nonostante tutto non li abbandona.
Mi è piaciuto che dei due fosse Haley ad essere il centro gravitazionale della trama. La McGarry ha sviluppato la sua storia intrecciandola con quella di West in modo che entrambi si muovessero sulla stessa strada e condividessero parte delle difficoltà. Il ruolo di West, e qui ho apprezzato molto la McGarry, non è quello di salvatore della fanciulla. Anche se il suo scopo è quello di salvarla, perché per un contorto ragionamento si sente incapace di fare qualcosa di buono per gli altri, West accetta subito la forza di carattere di Haley e quasi si ripropone di creare solide basi perché questa forza venga fuori più spesso. Da salvatore, West vuole diventare un amico e un sostegno per Haley e, naturalmente, man mano che i sentimenti maturano anche un compagno.
Haley, lo ammetto, pensavo che mi sarebbe stata antipatica. Non amo le protagoniste che giocano ad essere maschiacci e il fatto che fosse una sportiva e che la kick boxing fosse una parte così importante della sua vita mi aveva fatto temere per una situazione di antagonismo tra i due protagonisti. Invece no, Haley è una combattente nel vero senso della parola, ma è prima di tutto una ragazza che impara a conoscere i propri limiti attraverso l'umiliazione, la paura, l'insicurezza, vivendo una realtà di povertà e di incertezza senza poter contare sulla sua famiglia.
La loro storia d'amore si sviluppa in modo omogeneo nei limiti del possibile tra tutte le sfighe, ed è veramente ricca di scene diverse, con tanti momenti di contrasto e di ricongiungimento e - punta di diamante della McGarry - dialoghi ben fatti, con un ottimo livello di leggerezza e drammaticità.
Il bilancio della lettura è sicuramente positivo. Il romanzo mi è piaciuto molto e l'ho divorato in una giornata, ma dal punto di vista romantico forse non è proprio il mio preferito perché ha poche scene classiche, anche se forse è proprio per questo che ha avuto un impatto più forte: c'è più angst, più tira e molla, più sofferenza e io ci sguazzo dentro anche se poi, alla fine, desidero sempre la nuvoletta fuffolosa e glitterosa.

22 giugno 2017

Katie McGarry
Per sempre con te

Serie Thunder Road 2
Titolo originale Walk the Edge

Trama
Harper Collins
pag. 427 | € 16,00
La diciassettenne Breanna può essere definita con due parole: semplice e responsabile. Per lei il rispetto delle regole è tutto, finché una notte non rimane invischiata in una situazione di cyberbullismo per un suo comportamento non proprio da prima della classe, in cui Thomas "Rasoio" Turner ha il ruolo principale. Il suo mondo perfetto e ordinato, così, viene scosso dal profondo. Thomas "Rasoio" appartiene al club motociclistico dei Reign of Terror dove le brave ragazze come Breanna non sono contemplate. Ma quando capisce che lei è sotto ricatto per una foto compromettente in cui loro due compaiono insieme, decide che è arrivato il momento di mettere da parte le regole non scritte dei Terror. I due fanno un patto: Rasoio tirerà fuori Breanna dal brutto guaio in cui si è cacciata; lei, in cambio, lo aiuterà a venire a capo di un mistero interno al club, di cui nessuno ha intenzione di parlare. Dopo di che ognuno riprenderà la propria vita. Ma più passano del tempo insieme e più il feeling tra loro aumenta, senza che nessuno dei due possa fare qualcosa per contrastarlo. Rasoio e Breanna si troveranno entrambi costretti a camminare ognuno sul filo delle proprie regole per poter scoprire chi sono, che cosa vogliono e dove andranno in un futuro non troppo lontano.
Un segreto. Io e Rasoio del Reign of Terror, un segreto. C'è un che di magico all''dea che vi sia un segreto fra di noi. Un che di eccitante nel fatto di avere il permesso di esplorare questa nuova amicizia senza gli occhi indiscreti del mondo. Da orrenda, la vita è appena diventata estremamente fantastica.
Commento
E' un momento difficilissimo, per me. Non ho mai dato un voto così basso alla McGarry e sto cercando di accettare la cosa senza farmi venire una crisi di senso di colpa. Il problema è che la McGarry non è nemmeno colpevole per il voto - o meglio, lo è fino ad un certo punto -, il vero colpevole è la traduzione. E' raro che io critichi una traduzione, sul serio mando giù strafalcioni di ogni tipo e piuttosto di vomitare veleno mi tengo le critiche per me, ma quando vengo sommersa da una valanga di orrore, quando la traduzione rende illeggibile il romanzo e rovina la storia allora non ce la posso fare, lo devo dire. Questa traduzione è una roba da strapparsi i capelli, è orribile, sciatta, grossolana, buttata giù senza rileggere le frasi, senza spostare le parole perché la frase scorra come Dio comanda, è una cosa che mi ha messa a dura prova e che mi ha fatto perdere la pazienza.
Non accetto che la McGarry venga tradotta così, non accetto che un romanzo su cui avevo posto un sacco di aspettative si è rivelato essere deludente quanto scadente.
E poi, Harper Collins, per tutti i santi del Paradiso non traducete i soprannomi. Vi scongiuro, fatela finita! Fanno schifo. Nel primo romanzo Ovunque con te (QUI il commento) erano facili da ignorare perché il protagonista si chiama Oz, ma è un trionfo di depressione. Razor diventa Rasoio, come quelli della Gillette o della Venus, Porcile e Roccia. Cioè, dai, fate sul serio? Porcile? Ad un certo punto avevo un tic nervoso agli occhi ogni volta che passavo su uno di questi nomi. No, no, no e poi no e ancora no. Anzi, sapete che vi dico? E' appena uscito il terzo romanzo in italiano ma col cavolo che io compro l'edizione Harper Collins, io mi prendo il paperback americano così scoprirò se la differenza è abissale come sospetto che sia. Poi che nessuno mi venga a dire che le edizioni italiane vanno supportate perché io non ci sto, i soldi mica li trovo sotto il cuscino la mattina.
Veniamo alla storia. Per sempre con te è il romanzo dedicato a Rasoio, personaggio che mi aveva già mandata in autocombustione nel primo romanzo e che aveva fatto intendere di avere un potenziale enorme in fatto di dark, brooding and problematic. Ovvero, il tipo pericoloso e problematico che manda in tilt le femmine di ogni età. Su questo siamo tutte d'accordo, Rasoio è il classico bad boy: un po' fa paura, un po' ti affascina, e quel suo passato drammatico lascia presupporre un briciolo di cuoricino infranto da riparare, una combinazione letale.
Niente da dire su di lui, onestamente, anzi credo che sia il personaggio che ha più senso critico di tutti, l'unico che mette in discussione i metodi al dir poco assurdi del club. Quando c'è qualcosa che non gli piace, Rasoio non fa la pecora obbediente e va tranquillamente contro le regole del club, dimostrando di avere una testa che lavora in autonomia e una personalità spiccatamente indipendente. Gli piacerà far parte del club ma alla fine della fiera a lui importa più dell'affetto e del rispetto reciproco, e li cerca e li accetta anche fuori dal club. Il fatto che sia pure bello da vedere, che non consideri il sesso come un hobby e abbia un vero trauma con cui fare i conti lo rende solamente più attraente.
Breanna, invece, è una di quelle protagoniste che tanto mi piacciono: non necessariamente di buona famiglia, nemmeno bellissime, per niente popolari, con qualche stranezza che le rende delle emarginate sociali, trascurate dai genitori, Bree è estremamente interessante da leggere. Siamo, ovviamente, nel reame dei teen ager e i suoi diciassette anni si sentono tantissimo nel modo in cui si approccia alle cose, nel modo in cui classifica le sue priorità: l'immaturità giustificata, la sete di avventura, il disagio di sentirsi sempre fuori posto e l'eccitazione del primo amore.
Breanna mi ha fatto tenerezza, è una ragazzina con un sacco di problemi che deve imparare a uscire dal guscio e mettersi in gioco, purtroppo facendo i conti con il bullismo da parte dei fratelli e sorelle e da parte dei ragazzi della scuola, ed è costretta a scontrarsi con la realtà del club di cui non vuole far parte. Ho apprezzato parecchio che la McGarry non abbia tolto Breanna dalla sua quotidianità per infilarla a forza in quella del Terror, ma ha lasciato che le due realtà stessero fianco a fianco con un finale realistico e coerente con la fascia d'età dei personaggi (e dei lettori) rinunciando alla facile soddisfazione con il classico lieto fine.
Quello che non mi è piaciuto, a parte la traduzione, è che tutto quello che ruota attorno al Club mi ha fatto salire il sangue al cervello. Il mistero legato alla morte della madre di Rasoio viene gestito con dei comportamenti e con delle spiegazioni che non stanno né in cielo né in terra. Trattano Rasoio come se non avesse un cervello per pensare, quando chiede chiarimenti gli sbattono in faccia un insensato fidati del Club e stai buono, pretendono un comportamento che annulla l'indipendenza dell'individuo, e in generale hanno delle uscite che mi hanno fatto venire il nervoso. Più che fiducia nel club, viene voglia di aver fiducia in una scarica di botte. Non so quanto questo elemento sia fedele al mondo dei MC e, onestamente, neanche mi importa, so solo che i Reign of Terror sono degli esemplari fallati di umanità e che nemmeno uno YA è stato in grado di rendere sopportabili certi meccanismi.
Però, nervi a fior di pelle e a parte, Per sempre con te è un romanzo con una storia che tocca da vicino i problemi degli adolescenti e che si avvicina a loro senza sfruttare il sesso per acchiappare l'attenzione: di sensualità ce n'è poca ed è casta rispetto alla media degli altri YA, e la storia d'amore è proprio d'amore, nel senso che i due ragazzi danno più importanza ai loro sentimenti che a quanto vogliano saltarsi addosso a vicenda, e proprio in pieno stile McGarry la delicatezza con la quale questo aspetto viene trattato rende i difetti meno pesanti.
Del resto, quando un'autrice è brava, riesce a far dimenticare quello che non va e a far risaltare le cose belle, e la McGarry in questo riesce sempre senza eccezioni.

13 aprile 2017

Katie McGarry
Una sfida come te

Serie Pushing the Limits 3
Titolo originale Crash Into You

Trama
De Agostini
pag. 484 | € 14,90
Ottimi voti, stile impeccabile e una carriera di successo: ecco cosa si aspettano tutti da Rachel Young. Specialmente la sua numerosa e assillante famiglia. Ma nessuno sospetta che dietro quella maschera di perfezione si nasconda una ragazza fragile con una lista interminabile di segreti. Segreti inconfessabili come la passione per la velocità e le auto da corsa. O come Isaiah, il bad boy dai penetranti occhi grigi che una notte la aiuta a sfuggire alla polizia. Isaiah rimane subito affascinato dal sorriso dolce e innocente di Rachel, ma l’ultima cosa di cui ha bisogno è rimanere invischiato nei problemi di una ragazza come lei. Quando però una minaccia incombe prepotente sulle loro vite, Isaiah e Rachel sono costretti a collaborare e a partecipare insieme alle corse automobilistiche. Solo così scopriranno quanto in là sono disposti a spingersi per salvare ciò che resta del loro futuro, e del loro cuore.
"Quando sto con te, perfino il mio passato sembra un brutto sogno" disse lui. "Mi sono seduto su questa collina un centinaio di volte, e tutto ciò che vedevo erano le luci dei luoghi dove non mi volevano, di cui non ho mai fatto parte. Ora, quando non sei con me, guardo a est e so che una di quelle luci rappresenta te...e non mi sento più solo."
Commento
Katie McGarry colpisce ancora.
Quando ho comprato Una sfida come te alla sua uscita non me la sono sentita di leggerlo subito. Ho preferito tenerlo da parte, far passare del tempo, e prenderlo in mano quando il polverone della novità si fosse placato. 
Ero sicura che questo romanzo mi avrebbe risucchiata dalla realtà, che avrebbe monopolizzato le mie ore libere e che non sarei stata in grado di staccarmene. Avevo ragione perché, come al solito, questa autrice è riuscita a centrare perfettamente trama, personaggi e dialoghi. 
Se penso a quanto sono fortunate le teen ager di questi anni ad avere a disposizione romanzi come questo, quando ai miei tempi (e si parla di almeno 15 anni fa) esistevano pochissimi libri per adolescenti con tematiche adatte a quella età, mi sento incredibilmente gelosa. La possibilità di avere un romanzo che sia vicino alle reazioni e ai sentimenti di questa età instabile, che tratti argomenti importanti e per niente semplici, e che riesca ad essere anche romantico nel giusto modo non è da tutti. Un'autrice di YA non sempre sa dosare i diversi elementi, non sempre capisce quando è il caso di calcare la mano, su quali punti insistere e in che modo inserire la sessualità.
Katie McGarry non ha mai sbagliato. Se si cerca una storia d'amore che sia più romantica che carnale, se si cercano protagonisti che abbiano una storia da raccontare, se si cerca un romanzo che sappia farti emozionare per le piccole cose, allora Una sfida come te è la scelta giusta.
Quando un'autrice riesce a darti tutto questo e a superare qualche limite per aggiungere drama alla storia, senza che questa diventi un'esagerazione, allora merita tutto il suo successo. Non è facile scrivere un buon YA, proprio per niente. O è troppo, o è troppo poco e le vie di mezzo sono - nella maggior parte dei casi - scomposte e frammentate.
Ma per Isaiah e Rachel scorre tutto come se fosse totalmente naturale, una sorta di destino che si compie, fila liscio come l'olio e, una volta concluso il romanzo, il senso di soddisfazione è intenso.
Da quando è uscito il primo libro della serie, Isaiah ha esercitato su di me un fascino tutto suo: il bad boy scostante e silenzioso, quello che parla poco, interagisce poco, ma quando si muove sulle pagine ci si ferma e si prende nota. Isaiah - per me - non ha un solo difetto, ci ho provato a trovarne uno che mi facesse quantomeno rivedere la mia opinione, ma non c'è stato verso.
Isaiah è un duro dal cuore tenero: è un giovane temprato dalle difficoltà e disilluso dalla vita, un adolescente con la testa di un adulto e il cuore di un ragazzino. I suoi punti di forza e le sue debolezze vengono abilmente accentuati dall'interazione con gli altri personaggi: senza di loro Isaiah rimarrebbe abbozzolato dietro la sua corazza. Con Noah ed Echo esce il suo disperato bisogno di avere una famiglia, di avere un punto fermo che lo ancori durante gli scossoni più bruschi; con Rachel emerge la sua necessità viscerale di essere amato e, soprattutto, rispettato e apprezzato.
Come protagonista maschile, Isaiah è decisamente riuscito: è un giovane di 17 anni e oscilla in modo credibile tra la fragilità e l'insicurezza della sua età e la maturità forzata di chi si è visto rubare l'infanzia. Male non fa che sia uno sgnoccolo tatuato, rasato e dallo sguardo profondo.
Se proprio devo essere sincera, però, è stata Rachel la vera scoperta del romanzo. So che a molti non piacciono le protagoniste femminili che a prima vista danno l'impressione di essere deboli. Le femminucce carine e delicate, quelle un po' ingenue e paurose che non sanno come si vive fuori dalla loro gabbia dorata. Eppure proprio perché sono così impotenti, perché sembra che non abbiano il diritto di avere reazioni forti a situazioni banali, mi affeziono di più. Più sono fragili e problematiche, più rovinano la patina della normalità con problemi emotivi, più sento che abbiano il potere di emozionare.
Rachel soffre di attacchi di panico. Chi non ha mai avuto la sfortuna di averne o di conoscere qualcuno che ne soffre non potrà mai capire quanto siano debilitanti, imprevedibili, irrazionali. Basta pochissimo per scatenare un attacco e in genere, chi non ne è affetto, non capisce le motivazioni che portano le persone ad avere una crisi. Gli attacchi di panico cambiano una persona, ne influenzano la personalità e il comportamento e non importa se la loro vita è perfetta, se hanno una bella famiglia, se sono benestanti: il panico se ne sbatte.
Naturalmente, la McGarry ha calcato la mano dando a Rachel una storia che supera quella di Isaiah in quanto a sfiga. La morte della sorella e il suo essere la figlia di rimpiazzo sono forse stratagemmi che potevano essere tralasciati, ma che aumentano il carico emotivo sul personaggio. Lo ammetto, per quanto sia innegabile che la storia fosse un po' troppo, mi ha commossa in diversi punti e sempre durante scene in cui è Rachel a dover fare i conti con la sua realtà.
Sulla storia d'amore non ho nulla da dire: è adorabile, emozionante e tira fuori il meglio di tutto e di tutti. Ci sono scene bellissime e romantiche all'inverosimile, dialoghi delicati e impacciati, e una giusta dose di pericolo che obbliga i personaggi a scelte e azioni fuori dalle righe.
Sono stata contenta di trovare Noah, di avere da lui più che una semplice comparsa, e sono stata decisamente contenta che la McGarry sfruttasse alcuni personaggi secondari tanto da farmici affezionare. Forse anche loro avranno un romanzo tutto loro, forse no, ma nel frattempo mi crogiolo nella dolcezza di Una sfida come te. Non c'è niente di meglio di uno YA romantico come terapia per il cattivo umore.

2 maggio 2016

Katie McGarry
Ovunque con te

Serie Thunder Road 1
Titolo originale Nowhere but here

Trama
Harper Collins
pag. 476 | € 16,00
Emily ha 17 anni ed è felice della propria vita così com'è. Certo, non può negare di essere curiosa riguardo al suo padre biologico, quello che ha preferito unirsi a un club di motociclisti - il Regno del Terrore - piuttosto che essere genitore. Quando però una timida visita si trasforma in una lunga vacanza estiva tra parenti che non sapeva di avere, una cosa le è chiara: niente è come sembra. Il club, suo padre, e nemmeno Oz, un ragazzo che ti ipnotizza con i suoi occhi blu e che può aiutarla a capire quella vita. Oz desidera una cosa sola: unirsi al Regno del Terrore. Loro sono quelli buoni. Proteggono la gente. Loro sono...una famiglia. Mentre Emily è in città, Oz glielo dimostrerà. Così, quando il padre di lei gli chiede di tenerla al sicuro da una banda rivale con un conto da regolare, per Oz è un sogno che diventa realtà. quello che non sa è che Emily potrebbe infrangerlo, quel sogno.
Sposta una sedia dal tavolino della cucina e si siede a cavalcioni. Incrocia le braccia sullo schienale di legno flettendo i bicipiti e, quando smetto di guardargli i muscoli, vedo che ha lo sguardo divertito.Sono stata beccata. "Non ho mai detto che non eri bello." "Eh, cara la mia Signorina Moralista. Sei piuttosto audace. E se dobbiamo scambiarci dei complimenti, tu sei una strafiga spaziale."

Commento
Prima di tutto devo iniziare il commento con un grazie ad Harper Collins. Quasi mai mi arrivano le copie ARC e quando capita sono romanzi che non mi attirano granché. Questa volta, invece, mi è arrivato il pacchettino proprio nel giorno di uscita di Ovunque con te, quando stavo per cliccare acquista. Quindi, grazie grazie grazie, mi avete illuminato la giornata.
Katie McGarry è una di quelle autrici di YA che adoro perché, se metto da parte per un attimo i personaggi e le trame, quello che sa fare meglio è trasmettere emozioni, coinvolgere il lettore e regalare un'esperienza di lettura speciale a prescindere dall'età. Ma se unisco tutto, se prendo il pacchetto completo, il risultato è che ogni singolo romanzo che ho letto di Katie McGarry è stato fantastico dalla prima all'ultima pagina.
Ovunque con te è un romanzo YA ambientato tra i club motociclistici e tutta la storia si basa sulle dinamiche tra i membri del club Reign of Terror e chi non ne fa parte, una specie di mondo esterno vs club.
Al mio smodato entusiasmo per il romanzo ha contribuito - c'è bisogno di dirlo? - l'idea che il protagonista maschile fosse un biker. Mi sono partiti certi film mentali che non ve lo sto neanche a dire. Nonostante io non abbia mai nutrito particolare interesse per i Club, questo piccolo aspetto ha alimentato l'hype catturando non solo la mia attenzione ma regalandomi anche un'esperienza di lettura al limite della perfezione. Pericolo, amore, love story tormentata, attrazione e un personaggio maschile to die for. Insomma, il pacchetto completo per chi come me adora questo genere.
Prima di lasciarmi andare ad una filippica su quanto sia figoh Oz, su quanto sia appassionante la storia, mi tolgo il pensiero su quello che non mi ha convinta al 100%. Esorcizzo subito quello che per me è l'unico punto debole del romanzo perché chiamarlo difetto è esagerato.
Essendo quella dei Club una realtà a me lontana, ho fatto fatica ad entrare nella loro mentalità senza storcere un pochino il naso. Che io sia pignola e fastidiosa è noto, eppure in alcuni casi - come per la McGarry - tendo ad avere un atteggiamento più permissivo, soprattutto quando i difetti sono lievi e ampiamente giustificati dal resto della storia.
Se, da un lato, il Club mi aveva mandata su di giri, dall'altro sono rimasta un po' così di fronte ad alcune scelte dell'autrice. In sostanza, per come la vedo io, tutto ciò che riguarda il Club di per sé e i suoi meccanismi interni risultano essere un po' abbozzati e, in alcuni casi, si ha l'impressione che si tingano di ingenuità. Mi spiego: certi episodi sono gestiti in modo da avere un forte impatto iniziale, una grande drammaticità, per poi essere subito ridimensionati e semplificati secondo lo spirito e il target di età della storia.
Per carità, non è niente di increscioso e non indebolisce la storia, solo che per una mentalità spiccia e concreta come la mia - che fatica a vivere sulle nuvole - certe cose spiccano come un faro e un po' smorzano lo slancio.
Certo è che se l'autrice avesse peccato di mediocrità sui personaggi o sullo stile, a quest'ora il romanzo - ARC o non ARC - avrebbe fatto un giro nel riciclo degli omaggi, ma essendo Katie McGarry qualsiasi forma di meh viene spazzata via senza pietà e senza possibilità di ritorno da i due personaggi principali.
Sì, ok, ho fatto la scena. Da Oz.
Per settimane ho letto e sopportato i sospiri delle varie blogger, per giorni ho scansato le recensioni anche un po' stufa perché tutte avevano avuto accesso anticipato a Oz e io - come tutte le altre comuni lettrici - avrei dovuto aspettare l'uscita ufficiale per avere la mia dose. Di solito queste cose non mi toccano, ma quando aspetto con trepidazione un romanzo, qualsiasi anticipazione diventa fonte di sofferenza.
Quando mi è arrivata la copia - vogliamo parlare di quanto è bella la cover? - l'ho tenuta da parte per leggerla non stop senza pause durante il week end, e ho driblato con successo tutte, ma proprio tutte le recensioni.
Risultato? Anche io come tutte sospiro e sprizzo cuoricini per Oz. Lo so, alla mia età sbrodolare su un ragazzino non sta bene ma cosa ci posso fare? Ho un debole per i bad boys che sotto sotto hanno il cuore di panna.
Tenterò di mantenere il poco di dignità che mi rimane ridurrendo al minimo le lodi; vi dirò solo una cosa, mettete insieme questi elementi e avrete Oz: capelli scuri e occhi chiari, alto e muscoloso, guida una moto, indossa una giacca di pelle, non è per niente timido e flirta senza mezze misure, è leale e non ha paura di dire ti amo. Che altro devo aggiungere?
Emily merita di avere la stessa attenzione di Oz. Del resto è la protagonista principale, attorno a lei ruota tutta la trama e si svolgono tutti i nodi centrali della storia: i segreti, i pericoli, i drammi, tutto perché lei è figlia di Ely e perché la sua stessa identità è ibrida. Sangue e temperamento dei Reign of Terror ma cuore e testa di chi ha una bella e normalissima vita. Emily è tosta esattamente quando deve esserlo, è fragile quando non può essere altrimenti ed è il giusto opposto a Oz. Emily è tutte noi, ho tifato per lei fino all'ultimo e mi è piaciuta tanto tanto.
Mi sfiora con le dita e mi si ferma il cuore. Stupido cuore. Stupida gonna corta. Stupidi occhi azzurri profondi e capelli neri come il carbone arruffati.
Io già sapevo che la McGarry si sarebbe meritata un bel voto alto, ma ammetto di aver apprezzato in particolare il suo lato ironico che, nei romanzi già pubblicati, era meno appariscente e sfacciato. Così, alla fine, questa donna sa scrivere bene, sa emozionare, sa coinvolgere, sa creare personaggi fantastici e sa anche divertire.
Vi lascio un assaggino per convincervi. Se non avete mai letto nulla di Katie McGarry cominciate da Ovunque con te, se già la conoscete allora non c'è nemmeno bisogno di sprecare energie, siete nella mia stessa situazione.
"Chi ha detto che porto una pistola?"
"L'ho vista qualche ora fa, quando sono andata a chiudere la finestra della mia camera. Infilata nella cintola sulla schiena. Ti dice qualcosa?"
"Era buio e non hai visto un bel niente." dice. "Hai un'immaginazione sfrenata in quella bella testolina."
"Non ho un'immaginazione sfrenata."
"Impresa di pompe funebri. Tu. Olivia. Attacco di uno zombie. Ti dice qualcosa?" mi prende in giro.
"Quindi se ti guardassi sotto la maglietta cosa troverei?"
Fa un passo verso di me e si alza il davanti della maglietta. Vergine santissima, quelli sì che sono addominali. "E' questo che stavi cercando?"
BOOM autocombustione istantanea.

2 luglio 2015

Katie McGarry
Un'estate contro

Serie Pushing the Limits 1.5
Titolo originale Breaking the Rules

Trama
De Agostini
pag. 516 | € 14,90
Sono passati due mesi da quando Echo e Noah hanno deciso di lasciarsi tutto alle spalle e partire per un viaggio. Un viaggio pieno di sogni e di speranze, lungo un’estate. Prima di partire Echo si era prefissata due obiettivi. Primo: dimostrare a tutti di avere un vero, inconfondibile talento per l’arte. Secondo: esplorare sotto ogni aspetto la relazione con Noah. Ma entrambi i propositi si sono presto rivelati più difficili del previsto. E ora, a una settimana dalla fine della vacanza, Echo non si sente affatto cambiata: è ancora la stessa ragazza insicura e tormentata di sempre. Anche Noah aveva un sogno da realizzare durante l’estate: diventare l’uomo perfetto per Echo. Per riuscirci era pronto a tutto, anche a mettere fine alla fama di cattivo ragazzo. Ma l’incontro con Mia, una sua ex convinta che la storia con Echo sia solo una parentesi momentanea, mette a dura prova tutte le sue buone intenzioni… L’amore e la fiducia basteranno ai due ragazzi per superare le nuove prove che li aspettano?
Noah era diventato un uomo e aveva costruito una casa per noi. Non un palazzo. Non un luogo dove appoggiare fisicamente la testa, ma una casa nell'unico senso che contava davvero...appartenevamo l'uno all'altra.
Commento
In un mondo di serie e di romanzi che continuano le storie dei primi libri, raramente un seguito ha la stessa fortuna del suo predecessore, soprattutto quando i protagonisti sono gli stessi. Troppo spesso mi è capitato di avere un seguito per le mani e rimanere passiva, nonostante il primo romanzo mi avesse coinvolta. Troppo spesso non si ripete la magia, così spesso che ormai - per me - proseguire le storie di due personaggi è un rischio. Diffido dei seguiti perché temo una ripetizione o, anche peggio, una delusione.
Chi, come me, ha questo timore può cancellare ogni dubbio e prendere in mano Un'estate contro senza pensieri e senza paure. Katie McGarry non ha ripetuto lo stesso bellissimo romanzo, con le stesse bellissime emozioni di Oltre i limiti, ma ci è andata molto vicina. Maledettamente vicina. Così vicina che sono in dubbio se regalarle il mezzo voto e lasciare che questa briciolina la separi dal suo stesso podio.
Dopo più di un anno, dopo un altro titolo pubblicato di questa serie, un po' ci eravamo scordati di Noah e Echo. Pur essendo nominati in Scommessa d'amore, pur rimanendo sullo sfondo degli altri personaggi, Echo e Noah non si sono messi in pausa. La McGarry ha fatto procedere la loro storia anche quando non era sulla scena ed tornata a loro quando entrambi avevano qualcosa da dire.
Oltre i limiti è stato un romanzo toccante, bellissimo per così tanti diversi aspetti che è impossibile riassumerli qui, ma è lontano da Un'estate contro. I personaggi sono gli stessi ma le storie no, così come i sentimenti, i pensieri e le paure dei due protagonisti sono cambiate insieme a loro.
In viaggio per tutta l'estate solo loro due, Echo e Noah stanno imparando a conoscersi sul serio. Un conto è passare del tempo insieme nella quotidianità, un conto è passare insieme ogni ora, senza amici, senza famiglia, senza tutti quei piccoli richiami alla realtà che rompono la bolla di felicità che si sono costruiti attorno.
Echo ha puntato tutto su questo viaggio: spera di poter trovare in se stessa una forza che non sente di avere, e vuole a tutti i costi sfogare le sue frustrazioni e i suoi desideri per una vita serena e normale cercando una conferma nella pittura. Girando le gallerie d'arte, Echo tenta di vendere i suoi quadri confondendo la sua smania per qualcosa che non è: vuole affermarsi sopra il nome della madre, rendersi autonoma senza distaccarsi dal suo passato, peccato che questo non possa essere cancellato. La strada che Echo si sceglie non si discosta dalla sua vita prima del viaggio tanto che i suoi incubi e le sue paure si ripropongono con regolarità, sempre in agguato. E' chiaro che Echo non è pronta a rompere del tutto con il passato, non è nemmeno onesta con se stessa e ha paura di tirare fuori il grande elefante dell'abbandono: sua madre sceglieva sempre l'arte, suo padre l'ha lasciata in disparte per rifarsi una nuova famiglia e il fratello Aires è partito per la guerra per non tornare più. L'unico che, per ora, ancora non l'ha lasciata è Noah.
Noah, che in Oltre ai limiti soffriva di solitudine, in Un'estate contro si aggrappa a Echo e reinventa il suo concetto di famiglia. Poco alla volta si allontata dall'amarezza che lo aveva contraddistinto per avvicinarsi, invece, ad una consapevolezza che è l'anticamera della maturità. Messo alle strette, Noah conosce le giuste azioni, i giusti pensieri e le giuste parole e ci mette tutto il suo impegno per seguirli, sbandando com'è giusto che sia quando è fragile e insicuro.
Tra i due è Echo a vacillare costantemente ed è sempre lei che fa sbandare Noah: tutto ruota attorno alle sue paure, a ciò che vuole e a ciò che è disposta a fare pur di ottenerlo. Ad esempio Echo, assaporando per la prima volta un amore potente e suo, si lascia andare ad un egoismo che finisce con il ferire proprio Noah. Ogni cosa deve rispondere, direttamente o meno, ai suoi bisogni: le mostre d'arte, dove Noah si sente così fuori luogo, il suo continuo silenzio di fronte alla morte di Aires, l'ossessione per l'arte e le scelte che ne conseguono, tutto schiaccia i desideri e i bisogni di Noah.
Insomma, non è sempre tutto rose e fiori, nemmeno per le storie d'amore che hanno un sapore di perfezione. Gli aggiustamenti, soprattutto quando entrambi hanno un grosso bagaglio di difficoltà, sono spesso dolorosi e fanno male anche se si cerca di evitarlo.
E' questo l'aspetto che mi è piaciuto di Un'estate contro. La McGarry non ha permesso a Echo e Noah di nascondersi e ha messo in risalto quello che succede quando una persona cresce e cambia. Gli amici di un tempo magari vengono dimenticati e l'amore lasciato indietro, ma la famiglia rimane e non è sempre quella di sangue. Noah riscrive per entrambi il presente e spiana la strada per il futuro: è lui che si piega, ma non si spezza, è lui che si sacrifica senza rimpianti, è lui che costituisce la base solida sulla quale Echo si può aggrappare quando si sente affondare. Noah cresce, diventa adulto, e non si nasconde mai nemmeno di fronte ai suoi errori.
Tra alti e bassi Echo e Noah trovano prima se stessi e poi si ritrovano: l'amore che provano l'uno per l'altra è sempre lì, forte e puro, e si sviluppa con i suoi tempi senza i ritmi assurdi della gioventù.
Un piccolo passo alla volta, una tappa alla volta, quello che era un amore tra due ragazzi pieni di problemi diventa l'amore che unisce due persone e che le rende più forti, più unite e più felici.
Rispetto agli altri due romanzi della serie, se devo essere sincera, questo titolo a tratti mi ha un po' annoiata. Non perché fosse veramente noioso, ma perché trovato certi punti scarsi in emozioni, mentre altri mi facevano tornare in mente perché ho amato così tanto Noah e Echo.
Di sicuro la McGarry è un'autrice capace, profonda, che riesce a riprendere i suoi stessi personaggi senza calcare le stesse strade ed è, sicuramente, una di quelle autrici che vanno tenute presente come must read se ci si vuole immergere nel mondo Young Adult.

13 novembre 2014

Katie McGarry
Scommessa d'amore

Serie Pushing the Limits 2
Titolo originale Dare You To

Trama
DeAgostini
pag. 500 | € 14,90
Beth Risk non è abituata a farsi mettere i piedi in testa da nessuno, ma stavolta non ha scelta: deve tornare a vivere nella sua città natale insieme allo zio Scott, altrimenti lui rivelerà alla polizia il segreto di sua madre. E se la verità saltasse fuori, la donna finirebbe in prigione. Perciò Beth è costretta a cedere al ricatto, anche se questo significa sacrificare la propria felicità e abbandonare i suoi due migliori amici, Noah e Isaiah. Ryan Stone è una promessa del baseball e un brillante scrittore. La sua "perfetta" famiglia, però, nasconde un segreto, qualcosa che non ha mai rivelato a nessuno, nemmeno al gruppo di amici con cui è solito divertirsi giocando a sfidarsi alle imprese più pazze. L'ultima scommessa riguarda la bellissima e scostante studentessa che si aggira come un pesce fuor d'acqua nei corridoi della scuola. A Ryan non piace perdere e ce la mette tutta per riuscire nell'impresa di portarla fuori... ma ciò che nasce per gioco si trasforma ben presto in un'attrazione a cui né lui né Beth sapranno resistere.
Vorrei poter dire che sono io che ti ho spinto a fuggire, ma non è così. Non ho quel potere. Stai scappando da quando ti ho incontrata, e probabilmente lo facevi anche prima. Assomigli tanto a quell'uccello, nel fienile. Hai così tanta paura di restare intrappolata dentro per sempre, che non vedi la via d'uscita. Continui a sbattere contro il muro, ancora e ancora. La porta è aperta, Beth. Smetti di correre in cerchio ed esci.
Commento
In un paesino immerso tra campi di granturco e campi da baseball, dove le persone si conoscono tutte e i segreti non esistono, è facile dimenticare di essere se stessi.
Quando la società, i genitori e gli amici ti dicono cosa fare, cosa dire, cosa pensare, cosa sentire, quando si viene plasmati a immagine e somiglianza dei desideri degli altri si vive in una bolla dove tutto è chiaro e prevedibile, semplice, giusto. Non c'è sforzo, non c'è paura, non c'è emozione.
Così, appena la superficie della vita perfetta di incrina, tutto crolla come un castello di carte.
L'identità costruita ad arte diventa una maschera troppo stretta, le passioni coltivate diventano un peso, le amicizie che ti davano conforto si trasformano in mostri di egoismo, i riferimenti di una vita diventano colonne pericolanti pronte a schiacciarti con il loro peso.
Ryan, puro e bello, il ragazzo sano, sportivo, gentile, quello popolare ma simpatico, quello alla mano ma quasi inarrivabile, esemplare di perfezione fisica e morale è il classico bravo ragazzo.
Promessa del baseball, fidanzato modello, figlio modello, amico modello, tutto in lui rispecchia i desideri di qualcun altro. Il padre, che in lui riversa i desideri della sua giovinezza; la madre, che lo vuole accoppiato con chi vuole lei; gli amici, che da lui si aspettano sempre il meglio; e Ryan stesso, che asseconda tutti con il sorriso sulle labbra, convinto di vivere la vita perfetta e felice di essere la persona che è.
Tutta questa perfezione viene deturpata dalla macchia dell'omosessualità. Un fratello gay cacciato di casa che non viene nemmeno nominato, come se non fosse mai esistito o peggio, morto e dimenticato. Ma per Ryan l'assenza del fratello è un buco nero che lo inghiotte e oscura la luce della sua vita. E' il primo, grosso, punto di rottura, quello che lo destabilizza e lo prepara ad un terremoto ancora più forte che metterà in discussione ogni cosa.
Dall'altra parte della città, come sul retro ammaccato di una medaglia splendente, c'è il quartiere degradato, covo di droga, delinquenza e infelicità. E' la zona di Noah, di Isaiah, di Beth.
Beth, che nel primo romanzo ci era sembrata aggressiva e scontrosa, si lascia vedere per com'è davvero, un fuscellino sferzato dalle tempeste. Con una madre alcolizzata e drogata, succube di un uomo violento che picchia sia lei che Beth, senza famiglia, con pochi amici che sanno poco della verità, la vita di Beth è fatta di solo due cose: il galleggiare fumoso dello stato post canna e il terrore puro, viscerale, di vivere la sua vita.
A differenza dello splendente Ryan, Beth è oscura, è portatrice di sofferenza e caos. Come una malattia, la vita di Beth ha alti e bassi, momenti semplici e fugaci di gioia alternati a vere e proprie fasi di dolore e sfortuna. E' la norma, per Beth, rattoppare gli stracci della sua esistenza e prendersi cura di se stessa e della madre, anche se è l'opposto di come dovrebbe essere. Appena Beth compie quella scelta, di difendere sua madre nonostante tutto, è chiaro che la sua vita prenderà una piega inaspettata.
Così Beth e Ryan dal parcheggio del Taco Bell si ritrovano un'altra volta in un'altra occasione senza un confine che li separi.
Il punto forte di questo romanzo? La semplicità di Ryan. E' lui, con il suo modo schietto e un po' timido di affrontare un osso duro come Beth, a ridimensionare il dramma di una vita al limite; ed è sempre lui che rappresenta alla perfezione la lotta d'identità di tantissimi teen ager di tutto il mondo, ma è il suo modo di innamorarsi, la sua lenta e consapevole presa di coscienza di Beth come ragazza e come essere umano a toccare più di ogni altro aspetto del romanzo. Perché l'amore e i sentimenti di Ryan sono puliti, trasparenti, semplici, sono talmente veri che nemmeno Beth riesce a smontarne il peso, nemmeno le circostanze possono affievolire ciò che prova.
Da una scommessa nasce una relazione che tocca ogni stadio dall'avversione, alla complicità, all'amicizia e all'amore. C'è un mondo intero in questa scommessa, un mondo dove Beth ha una seconda possibilità e ritrovare la serenità non è un sogno irrealizzabile, dove Ryan può liberarsi dalle catene di una vita preimpostata ed imparare a combattere.
Istintivamente non posso equiparare Scommessa d'amore a Oltre i limiti. Il primo, che non si scorda mai, aveva dalla sua parte due personaggi intensi, difficili, e una storia d'amore molto più forte ed incisiva. Il secondo romanzo, però, seppure manchi di quel qualcosa che manda su di giri, entra in sintonia con il lettore in modo più sottile e spontaneo ed emoziona in un modo completamente diverso. In un certo senso ho apprezzato di più la storia di Ryan e Beth rispetto a quella di Echo e Noah principalmente perché ho trovato un'affinità con l'umanità di Ryan: è troppo dolce e genuino per non vincere a mani basse.
La McGarry si conferma autrice di uno young adult maturo, che non abusa dell'aspetto romantico e della sessualità, focalizzandosi prima sui protagonisti - tratteggiandoli senza fretta e approfonditamente - e poi sul tutto il resto, aggiungendo con moderazione tutti gli elementi distintivi del genere.
Che poi, chi l'ha detto che per emozionarsi si devono patire sofferenze? A volte basta la semplicità per venire colpiti al cuore.

1 febbraio 2014

Katie McGarry
Oltre i limiti

Serie Pushing the Limits 1
Titolo originale Pushing the Limits

Trama
De Agostini
pag. 432 | € 14,90
Nessuno sa cosa sia successo a Echo Emerson, la ragazza più popolare della scuola, la notte in cui le sue braccia si sono ricoperte di cicatrici. Nemmeno lei ricorda niente, e tutto ciò che vuole è ritornare alla normalità, ignorando i pettegolezzi e le occhiate sospettose dei suoi ex-amici. Ma quando Noah Hutchins, il "bad boy" del quartiere irrompe nella sua vita con la sua giacca di pelle, i suoi modi da duro e la sua inspiegabile comprensione, il mondo di Echo cambia. All'apparenza i due non hanno nulla in comune, e i segreti che custodiscono rendono complicato il loro rapporto. Eppure, a dispetto di tutto, non riescono a fare a meno l'uno dell'altra. Dove li porterà l'attrazione che li consuma e cos'è disposta a rischiare Echo per l'unico ragazzo che potrebbe insegnarle di nuovo ad amare?
Le coprii la mano con la mia. Anche il mio cuore si placò quando le accarezzai la pelle liscia con il pollice. Lei lasciò la penna e per coprirsi strinse l'orlo della manica nel palmo, un meccanismo di difesa costante. No. Se voleva stringere qualcosa, sarebbe stata la mia mano. Infilai il pollice fin sotto la stoffa e la liberai dalla stretta ferrea delle dita. Strinsi la mano attorno a quelle dita fragili. Toccare Echo era come tornare a casa.
Commento
Cosa succede quando due emarginati si incontrano? Possono entrare subito in sintonia o detestarsi amabilmente. Possono sentirsi uniti o possono scappare, incapaci di affrontare la realtà. Poi, a volte, capita che due persone con un pesantissimo bagaglio emotivo e con problemi reali si trovino spinti nella stessa direzione con l'obbligo di collaborare per ottenere qualcosa. Quel qualcosa è di vitale importanza: Noah vuole a tutti i costi, no matter what, riprendersi i fratellini dai quali è stato diviso dai servizi sociali dopo la morte dei genitori. Per Echo, invece, l'obiettivo è trovare un briciolo di normalità nel caos che è la sua vita.
Per Noah la vita è stata un susseguirsi di delusioni e di batoste dall'esatto momento in cui i genitori muoiono. Il lutto, l'enormità della perdita e il dolore diventano impossibili da gestire quando anche la sua unica ancora di salvezza, i due fratellini, viene strappata dalla sua vita, lasciandolo solo.
Noah è solo e non c'è famiglia affidataria, non c'è spinello, non c'è sbronza, non c'è sesso occasionale che possa allontanare il dolore. Per lui tutto è in salita, ogni novità è fonte di delusione, ogni adulto che incontra in qualche modo 'lo frega' e la sua vita fa semplicemente schifo. E' un ragazzo stressato, deluso, amareggiato che cerca conforto nella compagnia di ragazzi come lui e che ha un solo modo per staccare la spina, per fermare i pensieri e smettere di soffrire per un po': la droga. Per lui farsi uno spinello è l'equivalente di una vacanza in una spa. Dopo qualche tiro la sua vita non sembra più così orrenda e riesce anche a divertirsi. Ma appena i fumi spariscono e ritorna alla realtà il suo cuore riprende a sanguinare.
Echo è un'emarginata perché vittima della cattiveria dei suoi coetanei. Vittima del gossip, del menefreghismo, vittima di una malattia che ha rovinato la sua famiglia e anche la sua vita.
Echo si risveglia un giorno senza memoria, in un letto d'ospedale, con le braccia ricoperte di tagli. Non sa cos'è successo, sa solo che sua madre l'ha aggredita e che la vita così come la conosceva è finita. Oltre al dolore tremendo per la morte del fratello in Afghanistan, Echo deve anche fare i conti con la perdita della madre malata di bipolarismo e con l'episodio di violenza, con il divorzio dei genitori e con il nuovo matrimonio del padre con, giusto per chiudere in bellezza, la sua babysitter. Echo è in una situazione di prostrazione fisica ed emotiva tale che non riesce a dormire, non esce di casa, vive nel terrore di impazzire come sua madre, e smette di avere una vita. Per tutta la scuola Echo è una pazza autolesionista, una fuori di testa da non frequentare se si vuole mantenere lo status.
Nel momento in cui la psicologa della scuola decide di accoppiare Echo e Noah per un progetto di ripetizioni c'è il primo click, l'incastro del primo grosso pezzo della storia. Si direbbe che uno come Noah, strafottente e menfreghista, possa essere solo una palla al piede, una noia da sopportare. Eppure quando Echo lo guarda, e quando lui vede e sente quanto lei stia soffrendo sparisce d'incanto lo strato superficiale, quello che usa per nascondersi a tutti. Echo lo mette a nudo, ridimensiona i suoi problemi e lo sprona ad essere una persona più comprensiva, più generosa, più affettuosa.
Per Echo stare vicino a Noah è una scossa al sistema: è il bad boy della scuola, sexy e imprevedibile, che la guarda in modo malizioso ma non supera i mai i limiti, è una tentazione irresistibile sia perché ne è attratta, sia perché con lui si sente stranamente a suo agio. Superato lo scontro iniziale, le incomprensioni e i dispetti, Noah ed Echo creano una loro normalità studiando insieme, scambiandosi con parole e sguardi i loro sentimenti, i loro pensieri e i loro problemi.
Click. Secondo pezzo che va al suo posto. La loro connessione è tutta di testa, di pancia, è un'unione di anime affini che trovano felicità nell'aiutarsi e nello stare insieme. Non c'è traccia di sessualità sfacciata, non c'è il sesso come unico motore della storia, non ci sono i soliti momenti di crisi di coppia. Tutto, in questo romanzo, gira attorno a Noah ed Echo come singoli, come protagonisti indipendenti. Il punto di forza di tutto il romanzo è proprio l'intensità dei due personaggi e il fatto che non abbiano problemi a vomitare i loro pensieri, scaricandoli sulle spalle del lettore come macigni.
Echo è al limite, è una corsa verso la distruzione che frena solo quando Noah le si mette davanti, la chiama piccoletta, l'accarezza e le sta vicino perché tiene a lei. Noah ha uno strato esterno duro, infrangibile, ma all'interno è una fornace di amore, di devozione di lealtà. Ama i suoi fratelli alla follia e farebbe qualsiasi cosa per stare insieme a loro. La sua sofferenza è talmente viscerale che nemmeno lui riesce a buttarla fuori, non riesce a uscire dal blocco emotivo che si è imposto e si permette di crollare solo di fronte ai visetti sorridenti dei fratellini. Noah è un personaggio stupendo, meraviglioso, è un uomo con le paure e i desideri di un ragazzino, è un protagonista che sa farti ridere e piangere, che sa intenerirti e che non smette mai di lottare. Le scene più belle, quelle più commoventi, quelle più genuine, sono proprio le sue. Ti trascina nelle sue emozioni e ti strappa dagli occhi le lacrime, ti lascia vedere le cose con i suoi occhi e vivi con lui il difficile cammino che ha intrapreso nel momento in cui si lascia prendere da Echo. Il suo è un cammino di crescita, di accettazione, di amore, è il giro di emozioni più forti e sincere di tutto il romanzo.
E alla fine successe. Dopo anni che mi trattenevo, il dolore esplose senza freni. Tutta la rabbia e la tristezza e la pena che avevo immagazzinato in fondo al cuore per non sentire vennero a galla con violenza. «Voglio mamma e papà.» Non riuscivo a prendere fiato. «Rivoglio solo la mia famiglia.»
E a questo punto, dopo l'ennesima scena che mi ha fatto salire il magone in gola, si sono aperte le cateratte e ho pianto come una fontana. Oh Noah, chi se ne frega del tuo status di bad boy, la realtà è che sei un tenerone e io ti ho adorato dalla prima all'ultima pagina!
Per Echo il discorso è molto più complesso perché lei vive un concentrato di dolore, ed è un miracolo che l'autrice abbia trovato il modo di farla uscire alla luce. I suoi sono problemi difficili da affrontare ma la McGarry ha saputo prenderli nel verso giusto, dando il giusto peso, la giusta drammaticità, senza esagerare. D'altronde non ne aveva bisogno e così alcune parti spiccano su tutte, come la paura di affrontare i coetanei, la paura di mettere a nudo le sue cicatrici, di non essere accettata dagli amici, dal padre, da Noah, la paura di aver perso per sempre la madre, la paura di non saper gestire il dolore della morte del fratello, la paura di essere più forte, di non nascondersi, di cercare la felicità per sé stessa e non per gli altri. E' un sacco di roba, per una persona sola, e non sorprende che Echo sia il personaggio più difficile dei due, quello che ha bisogno di maggior attenzione e di comprensione. Quello che vorrebbe dal padre e dagli amici, lo riceve mille volte di più da Noah. Quello che non riesce ad esprimere, lo vede negli occhi di Noah. Quello che vorrebbe fare ma ha paura di mettere in pratica, usa l'energia di Noah come sua e poco alla volta rimette ordine nei suoi pensieri, pianifica le sue priorità, riprende in mano le sue insicurezze e stabilisce la sua rotta, la sua nuova vita.
Credo che questo sia il Young Adult più bello letto fino ad ora per il suo contenuto, per il messaggio e per la rappresentazione che fa dei giovani. Un bad boy non è solo sesso, droga e rock&roll, può essere anche un ragazzo spaventato, deluso, solo. Una ragazza che si nasconde la mani nelle maniche della maglia non è per forza una stramba da prendere in giro, forse si nasconde perché ha paura e perché la sua vita è tutto fuorché spensierata. Un Young Adult non deve per forza avere scene di sesso, di scoperta del corpo e della sessualità per essere intenso, può limitarsi a dei baci che sono scambi di anima più che di ormoni, a carezze che vogliono dire ci sono, ti capisco, ci tengo.
Terrò Oltre i limiti nella mia libreria dei preferiti, perché so già - me lo sento - che molto presto avrò bisogno di rileggerlo.