29 maggio 2020

K-drama della settimana: Meow, the secret boy





Una graphic designer di circa venticinque anni, Sol Ah (Shin Ye Eun) nutre il sogno di diventare un'autrice di fumetti sul web e ha da sempre un rapporto di amore-odio con i gatti. Ma la vita di Sol Ah è destinata a cambiare rapidamente, quando porta a casa un amico felino. Si dà il caso, infatti, che questo non sia un gatto come gli altri. Fa di nome Hong Jo e può assumere sembianze umane (ed è interpretato da Kim Myung Soo, in arte L della boy band K-pop "Infinite"). Hong Jo si affeziona moltissimo a So Ah e fa di tutto per nasconderle la propria identità umana. In breve tempo dimostra che farà tutto il necessario per starle vicino. Riuscirà Hong Jo a mantenere segreta la propria identità? E cosa potrebbe esserci in serbo per questa straordinaria coppia felina-umana, il cui legame si fa sempre più profondo?

Anno: 2020
Episodi: 24 (35 minuti circa a episodio)
Dove guardarlo: Viki sottotitolato in italiano
Genere: FriendshipComedyRomanceFantasy
Diapositiva: 

RAGA non ci siamo, ma proprio per niente. Nemmeno se mi impegno, se spremo le meningi e accendo tutti i lanternini del mondo riesco a trovare la voglia di dire che questo drama merita di essere visto.

E' una palla, non mi stupisce che sia stato ridotto di quattro puntate da 16 a 12. E per fortuna, aggiungerei, perché alla 10 ho cominciato a chiedermi quanto ancora avrebbero trascinato la storia.

Una delusione, insomma, una di quelle che ti deludono ma che non ti fanno male perché alla fine avevi già snasato la cazzata e non ti aspettavi veramente che ti sarebbe piaciuto.

Ci sono solo tre cose che salvo in tutto il drama: il gatto, la coppia dei second e quel pezzo di manzo del barista friendzonato. Basta, il resto non si salva nemmeno con tutta la carità cristiana (che non ho) del mondo.

Di cosa parla Welcome? Sol Ah, designer e fumettista, ha una cotta di dieci anni per Jae Sun, un ragazzo ombroso con un passato traumatico che, a causa di un fraintendimento, la allontana andandosene. Dopo anni Jae Sun torna e apre un bar/bottega e Sol Ah ricade nel tranello dei vecchi sentimenti. Lui non la asseconda ma è cordiale, e un giorno la sua ex torna e gli scarica il gattino che lui le aveva regalato. Essendo allergico, Jae Sun cerca qualcuno che possa adottare il gattino Sergei, ma l'unica persona disposta a tenerlo per un po' è Sol Ah che, per inciso, odia i gatti e lo fa solo perché sbava dietro a Jae Sun. 
Sergei, ribattezzato Hong Jo, non è un gatto qualsiasi. Per un motivo mai spiegato, la presenza di Sol Ah lo fa trasformare in umano. I due si erano incontrati quando lui era solo un cucciolo/bambino e lei lo aveva preso con sé per aiutarlo a cercare i genitori. Ritrasformato in gattino e con la sciarpa di Sol Ah, Hong Jo viene trovato da Jae Sun lo trova e capisce che la ragazza lo aveva abbandonato. Lui, che ha proprio un sacco di paturnie legate all'abbandono, decide di non rischiare di soffrire e la allontana.

Tempo presente, Hong Jo, ora gatto domestico di Sol Ah, si trasforma in umano nei momenti più strani e ovviamente riesce ad evitare di essere visto da tutti. Ad un certo punto Sol Ah si trasferisce in una casa con un coinquilino che non è mai a casa, così Hong Jo prende la sua identità in modo da poter interagire con Sol Ah come umano.
Ora, i siparietti di lui che diventa umano e non capisce niente della vita e lei che casca come una pera e alla fine si infatua sono anche carini, ma non si smuovono mai dalla neutralità: non sono né particolarmente comici, né intelligenti, tanto che alla lunga Sol Ah si aggiudica la medaglia della svegliona più svegliona del quartiere. Non capisco come sia possibile che Jae Sun possa cambiare idea su di lei, che alla fine decida di dare una possibilità alla relazione esattamente quando Hong Jo umano lo spodesta nel cuore di Sol Ah. Che Hong Jo si infatui di lei è abbastanza scontato, è un gatto e non capisce la differenza tra un essere umano intelligente e uno scemo, ma Jae Sun. Dai, stella, sei così bello e intelligente e gentile e perdi tempo con quel manico di scopa?

Sol Ah non mi è piaciuta, zero, meno di zero. Al di là del fatto che l'attrice mi fa sempre impressione per quanto è magra, è proprio il personaggio ad essere sciocco: una volta che ha capito che Hong Jo è il gatto e l'umano, non è che reagisce come una persona normale, no semplicemente lei rimane innamorata della bestia e schifa Jae Sun per struggersi d'amore per un gatto che per due anni non si ritrasforma in umano.

Ecco, ho spoilerato il finale. Dopo intere puntate in cui Hong Jo ci tira scemi perché i gatti che si trasformano hanno un tempo finito e sta per morire, ecco che per due anni semplicemente rimane gatto e poi PUF negli ultimi 2 minuti dell'ultima puntata torna umano e lei si illumina di immenso, happy ending ciao addio. Ma non doveva crepare? E perché torna umano? Insomma, non ha senso. Non ne ha, è un finale del cavolo. Sol Ah doveva semplicemente godersi il gatto e mettersi insieme a Jae Sun che - dopo due anni - ancora la aspettava.

Invece no, un po' di sana perversione e malattia mentale come solo i coreani sanno creare.
Non ho altro da dire. Ripeto, salvo solo loro tre, il resto è pattumiera.
 

 

25 maggio 2020

Diana Wynne Jones
Il Castello Errante di Howl

Serie Howl's Moving Castle 1
Titolo originale Howl's Moving Castle

Trama
Kappalab Edizioni
pag. 245 | € 15,00

La giovane Sophie vive a Market Chipping, nel lontano e bizzarro paese di Ingary, un posto dove può succedere di tutto, specialmente quando la Strega delle Terre Desolate perde la pazienza. Sophie sogna di vivere una grande avventura, ma da quando le sorelle se ne sono andate di casa e lei è rimasta sola a lavorare nel negozio di cappelli del padre, le sue giornate trascorrono ancor più tranquille e monotone. Finché un giorno la perfida strega, per niente soddisfatta dei cappelli che Sophie le propone, trasforma la ragazza in una vecchia. Allora anche Sophie è costretta a partire, e ad affrontare un viaggio che la porterà a stipulare un patto col Mago Howl, a entrare nel suo castello sempre in movimento, a domare un demone, e infine a opporsi alla perfida Strega. Insomma, Sophie, nel tentativo di ritrovare la sua giovinezza, dovrà affrontare suo malgrado molte più avventure di quante ne avesse mai sognate! Questo romanzo ha ispirato al maestro del cinema d'animazione Hayao Miyazaki il film omonimo.
Sembra che coloro che hanno grandi capacità non resistano alla tentazione di qualche pericoloso colpo di genio con conseguenze fatali.

Commento
Ecco cosa succede quando sei chiusa in casa da oltre un mese e hai rivoltato ogni scatola e ogni sacchetto sconosciuto della cantina. Trovi cose. Trovi libri che non ricordavi di avere, trovi - letteralmente - ricordi del corteggiamento di Maritoh e ti sale il senso di colpa perché in questi - nonmiricordopiù - quasi quindici anni non ho mai pensato 'hey, lo leggo'. E sì che Howl è sempre stato uno di quei film che abbiamo riguardato insieme mille volte e fa parte della nostra nicchia di cose che ci piacciono e che adoriamo insieme. Insomma, sono una brutta persona.
Ma poi arriva la pandemia e hai l'occasione perfetta per ristabilire l'ordine e cancellare il senso di colpa quando Maritoh ti chiede 'ah ma lo hai comprato?' senza ricordarsi che te lo aveva regalato lui.
Partiamo subito con quella cosa che tutti faranno, cioè il confronto tra libro e film. Ci sono molte cose simili, ma buona parte della trama è diversa. Howl e Sophie sono esattamente come nel film, anche se caratterialmente Howl è piuttosto diverso, Calcifer è diverso fuori ma uguale dentro, Michael è un ragazzo e non un bambino e la Strega della Lande Desolate è tutto tranne che una vecchia disciolta sulle scale del Palazzo. Insomma, sì, la base è la stessa, i personaggi gli stessi ma libro e film non sono uguali. La versione di Ghibli è più fantastica, ha dentro la componente della guerra in modo massiccio, con Howl che si trasforma in uccello per combattere, mentre nel libro la questione viene solo accennata e Howl fa tutto tranne che combattere. Diciamo che tra i due non saprei cosa scegliere, forse rimarrei fedele al film per il semplice fatto che è arrivato per primo nella mia vita, ma il romanzo ha di sicuro dei punti di forza e uno spazio narrativo che il film semplicemente non può avere.
Ma ora passiamo al romanzo. Sophie è la prima di tre figlie di un commerciante che gestisce un negozio di cappelli. Secondo la maledizione della primogenita, Sophie non avrà né successo né bellezza nella vita e lei crede ciecamente a questa diceria. Alla morte del padre il negozio passa in mano alla matrigna, una donna ancora giovane che gestisce gli affari e le tre figlie come meglio può. Per riuscire a tenere il negozio aperto decide di mandare le due figlie minori a fare tirocinio una da una fattucchiera, una in un negozio di pasticceria, e tenere Sophie in negozio considerato la sua abilità nel cucire e il fatto che, essendo primogenita, erediterà l'attività. Le due sorelle minori sono furbette, ma le tre ragazze sono unite, però purtroppo mettono una pulce nell'orecchio di Sophie: non ti fidare di Fanny, perché è tutto tranne che una gran lavoratrice. Sophie un po' cade nel tranello e comincia a sognare una vita fuori dal retrobottega, dove si sta imbruttendo a decorare cappellini. Una sera nel negozio entra una donna molto bella ed elegante che, dopo poche parole, le dice chiaramente di averla maledetta. Sophie si guarda allo specchio e scopre di essere diventata una vecchietta, con tanto di dolori e fatica a muoversi. In preda allo sconforto e decisa a non farsi vedere così, fa fagotto e esce di casa con l'obiettivo di trovare la Strega e rompere la maledizione. Sulla strada incontra uno spaventapasseri, un cane e - ovviamente - il castello di Howl.
La struttura portante del romanzo è in linea di massima quella che si ricorda dal film: Sophie si insedia nel Castello in qualità di donna delle pulizie e Calcifer è onnipresente nella sua gestione del castello. Quello che ho trovato molto diverso rispetto al film è la natura di Howl. Nel romanzo, quindi nella versione originale, Howell è un ragazzo giovane e di bell'aspetto, ma è sostanzialmente un vanesio che ricerca costantemente un innamoramento che non proverà a causa della maledizione della Strega. Rincorre le ragazze, le corteggia e quando loro cedono le molla e ne cerca altre, è una specie di cascamorto innocente, ossessionato dai bei vestiti e si lascia andare a crisi isteriche che sfociano in litri di melma verde (film) o ombre che deformano la casa (film), ma la cosa che lo rende un personaggio molto diverso dall'Howl di Ghibli è che lui non vuole esporsi. Howl non vuole essere immischiato nelle questioni di corte e non ha nessuna intenzione di andare a cercare il mago Sulliman (maschio) nel territorio della Strega perché la maledizione che lei gli ha lanciato lo sta raggiungendo. Howl è un farfallone ma è impossibile detestarlo, ha un modo di fare fanciullesco che lo allontana dalla sua versione cinematografica: Howl del film è maturo, affascinante, misterioso, Howl del libro è egoista, immaturo, dolce.
Ho trovato molto affascinante l'aspetto umano di Howl, nel libro si parla molto della sua famiglia, della sua terra natale, il Galles, e lo vediamo persino guidare con un giubbotto di rubgy addosso. E' chiaramente una parte che non ci si aspetta di leggere ma c'è e regala una versione molto più umana di Howl e della storia stessa. Ora, tutta la questione romantica qua è decisamente in secondo piano. Non c'è quell'innamoramento di Sophie nei confronti di Howl che ci si aspetta, semplicemente i due si stuzzicano e litigano per 240 pagine, salvo poi - a pericolo terminato - riconoscere che questi screzi non erano altro che un modo diverso di dimostrare affetto.
Tutto il resto della storia è piuttosto diversa rispetto al film, nel romanzo tutto ruota attorno all'urgenza di ritrovare il fratello del re e il mago Sulliman, schivando la Strega. Sophie e Michael hanno un ruolo attivo nella storia, non solo per convincere Howl a fare qualcosa che non sia sfarfallare in giro, ma proprio agiscono di loro iniziativa come se avessero un'indipendenza propria che nel film nemmeno si vede da lontano. L'aspetto fantastico è sicuramente meno estremo e cinematografico, più legato ad un immaginario classico di magia e mondi magici che si discosta in modo netto rispetto a quello creato nel film. Le due cose non si escludono, vivono su due supporti diversi e funzionano entrambe.
Per quanto riguarda lo stile narrativo devo dire che la Wynne è piuttosto facile da leggere, a tratti ho pensato che fosse orientata ad un target middle-grade, un po' semplice e lineare, ma non mi ha dato fastidio. Più che altro ha bilanciato la fatica boia che ho dovuto fare per non perdere le diottrie durante la lettura a causa del font microscopico. Insomma, l'edizione non è proprio il massimo della vita per il prezzo che riporta in copertina, ma purtroppo per certe produzioni letterarie bisogna ringraziare che editori minori come la Kappalab ci investano dei soldi e stare zitti e buoni.
Bene, arrivata alla fine, quando i buoni vincono e i cattivi evaporano, mi sono fatta la domanda fatidica: continuerò la serie? La risposta è probabilmente no. Non tanto perché la storia non mi sia piaciuta o abbia detestato lo stile della Wynne, ma perché il suo mondo magico e fantastico non mi ha acchiappata più di tanto. Non escludo in modo assoluto che in un futuro potrei continuare la serie, ma per adesso non sento il suo richiamo.

22 maggio 2020

K-drama della settimana: TOP Drama


Esattamente come ho aperto lo sgabuzzino dei drama droppati, ho anche la sala esposizione per i drama che ho adorato, quelli che mi sono piaciuti così tanto da essersi meritati un voto dal 9 in su. Nella mia lista su MyDramaList ci sono molti 9 e 9.5 e di alcuni ho già fatto la recensione, ma ho cominciato a guardare drama molto prima di aprire questa rubrica, quindi ne ho ancora sette che non ho mai nominato, e che sono - tra l'altro - i miei preferiti di sempre.

Let's go!

Goblin (2016)
È meglio vivere per sempre o essere finalmente in grado di morire? Kim Shin (Gong Yoo) è un distinto generale della dinastia Goryeo che è stato tradito dalla gelosia del re che serviva. Quando Kim Shin si trova davanti alla morte, anziché agli onori, dopo un' imponente battaglia, Dio gli fa dono dell'immortalità trasformandolo in un Goblin (in coreano Dokkaebi, un divinità speciale). Ma l'immortalità per Kim Shin è logorante e desidera ardentmente trovare la sua 'sposa', che è profetizziato sia l'unica che possa farlo finalmente morire e liberare la sua anima. Kim Shin arriva ai giorni nostri. Si trova costretto a condividere la sua abitazione con un Tristo Mietitore (Lee Dong Wook), che ha il compito di accompagnare le anime dei morti nell'aldilà. Jin Eun Tak è una studentessa dell'ultimo anno delle superiori che, dopo la morte della madre in seguito a un incidente d'auto, vive con la zia e i suoi cugini che la maltrattano. Jin Eun Tak è però una ragazza che ha un potere speciale: quello di poter vedere le anime dei defunti che non hanno trovato pace, dei fantasmi. Questo perché, a detta dei fantasmi sin dal giorno della sua nascita, lei è 'la Sposa del Goblin'. Su VIKI.
Voto 10
Goblin non è  il mio primo drama, ma è quello che ad oggi detiene il titolo del migliore in assoluto. Non c'è niente che cambierei o che non mi sia piaciuto: è, secondo me, il drama perfetto per farti entrare nel tunnel dei drama e non uscirne più. Ha tutto: fantasy, romance, comedy, tragedy, c'è ogni cosa per ogni gusto ed è un crescendo di angst con un finale non perfettissimo ma assolutamente giusto e prevedibile. Gong Yoo è tipo l'unico uomo nell'universo in grado di portare certi outfit e risultare affascinante ed elegante (il completo borgogna con la coperta addosso è ancora vivo nella mia memoria) e il suo personaggio è dolce e malinconico e - per grazia divina - adulto. Il Goblin è un uomo, non un ragazzino, e il suo rapporto con Eun Tak, che è un ragazzina, è gestito senza troppi strafalcioni. I personaggi secondari sono bellissimi, un mai una gioia continua che mi ha fatta piangere come una fontana e che non ha pietà per i nostri cuori, non per niente sono diventati la coppia di second per eccellenza. Il Mietitore è un personaggio fantastico e solo Dong Wook poteva portare quella fredda goffaggine su schermo, senza contare che tra lui e il Goblin c'è una bromance meravigliosa. Set, scenografia, fotografia e colonna sonora top assoluto, ho comprato sia il cd della OST sia il cofanetto del drama, è uno dei pochi drama che riguarderei molto volentieri.

I'm not a robot (2017)
Inevitabilmente, ogni persona ha delle esperienze traumatiche nella vita. Ci sono vari rimedi per i diversi tipi di trauma e, col passar del tempo, questi rimedi tendono a diventare meno efficaci. Questa è la storia di un uomo che ha creato uno scudo per il suo cuore ferito. Dal giorno di quella ferita, lui vive in una specie di carapace. Un giorno però, incontra un essere che non somiglia a nessuno. Piano piano, attraverso il suo rapporto con lei, impara a uscire dalla prigione che lui stesso si era creato. Su VIKI.
Voto 9.5
Il mio primo drama di sempre. Forse era stata Alice a consigliarmelo e per questo le sarò grata nei secoli dei secoli amen. Purtroppo I'm not a robot ha avuto dei rating bassi ma ha tutto quello che a me piace in un drama: puntate brevi, tanto divertimento, una trama leggerina e protagonisti adorabili. Cosa che non faccio mai, ho shippato pesantemente i due attori IRL e non me ne pento, e da quando ho visto il drama sono stati ribattezzati Bambolottoh e Bambolottah. Anche qui c'è un po' di tutto ma la parte fantascientifica, anche se è tipicamente traballante, è quella predominante ed è stata mischiata con furbizia alla comicità del drama. E' tutto dolcino e leggerino, c'è un po' di angst (la scena dell'addio) che è talmente strappacuore che ti fa dimenticare dell'assurdità della cosa. Ad oggi è il miglior drama romantico con AI che ho guardato, e sì che in giro ce ne sono alcuni. Purtroppo non possiedo il cofanetto del drama, esiste solo un'edizione che costa un patrimonio, ma sono riuscita a mettere le mani sulla OST nientemeno che a Korea Town a Tokyo e non vi dico la mia felicità. Tra l'altro proprio nella metro di Korea Town c'erano i cartelloni pubblicitari del drama e io ero in brodo di giuggiole. Lo amo, lo adoro, l'ho già rivisto e non ci penserei due volte a riguardarlo ancora. PS: la prima volta l'ho visto con Maritoh che lo ha adorato esattamente come me, e quando gli capita di intravedere nei drama i due attori che si sbaciucchiano con altri attori si incazza perché li shippa insieme pure lui. Adoro.

The Legend of the Blue Sea (2016)
Come può una sirena dell’epoca Joseon sopravvivere nell’odierna e moderna Seoul? Shim Chung (Jun Ji Hyun) è una sirena che si ritrova catapultata nell’era moderna. Viene catturata da Heo Joon Jae (Lee Min Ho), un affascinante ma freddo “artista” della truffa che è il sosia di Kim Moon, il figlio di un nobile della dinastia Joseon. Ma nel tempo presente, Joon Jae lavora con Jo Nam Doo (Lee Hee Joon), un truffatore esperto che vuole far diventare Joon Jae un genio della truffa. L’unica speranza per la sirena di sopravvivere in questo strano e nuovo mondo, potrebbe essere l’amico di Joon Jae, Cha Shi Ah (Shin Hye Sun), che lavora come ricercatore presso KAIST. “The Legend of the Blue Sea” è un drama della Corea del Sud 2016-2017, diretto da Jin Hyuk. La storia è ispirata ad un racconto storico di una sirena, contenuto in una breve antologia conosciuta come “Eou Yadam” scritta da Yu Mong In. Questo dramma segna l'ultimo ruolo di recitazione per la superstar Lee Min Ho prima del servizio militare obbligatorio e il primo ruolo per Jun Ji Hyun dopo aver dato alla luce il suo primo figlio. Parti della serie drammatica sono state girate sull'isola del Pacifico di Palau in Spagna. Su VIKI.
Voto 9
Estate 2017, alla casa al mare dei miei, nell'ora post pranzo da pisolino, mentre Marioth dormiva io guardavo questo drama. E' stato il mio primo Min Ho e Gianna e l'ho adorato. La storia è molto bella, romantica e drammatica con tutta una serie di siparietti comici che solo la Gianna può servire con così tanta eleganza e spigliatezza. Il ruolo della sirena le dona tantissimo e Min Ho è un esempio di eleganza sorprendente: non lo odio e non lo amo, ma in questo drama mi è piaciuto tantissimo. Mi è piaciuto tutto, l'ho trovato molto solido, ben strutturato, romantico senza cadere nello stucchevole e con una mobilità di setting gradevole: il mare, la città, il passato e il presente hanno movimentato la storia e hanno dato un qualcosa in più. Gli outfit si sprecano, è forse l'unico drama dove la sfilata dei protagonisti non mi ha dato fastidio perché coerente con la storia e quei due sono due modelli, c'è poco da fare. Non ricordo molto la OST ma se non l'ho comprata è perché non mi è rimasta dentro. Per tutto il resto voto altissimo e non vedo l'ora di guardare un drama con entrambi che riesca a terminare e ad apprezzare come questo.

Strong Woman Do Bong Soon (2017)
Do Bong Soon (Park Bo Young) arriva da una lunga serie di donne che possiedono la forza di Hercules. Ma Bong Soon può usare la sua forza solamente per il bene, se la usa per interessi personali o per maltrattare gli altri può perderla per sempre com'è successo a sua madre, Hwang Jin Yi (Shim Hye Jin). Il fratello gemello di Bong Soon, Do Bong Ki (An Woo Yeon) non ha ereditato l'insolita forza di famiglia ed è un dottore, ma Bong Soon ha problemi a trovare un impiego remunerativo come aspirante sviluppatrice di videogiochi. Quando Ahn Min Hyuk (Park Hyung Sik), il giovane CEO della AIN Software, un'azienda di videogiochi, assiste all'incredibile forza di Bong Soon contro un gruppo di gangster, la assume come bodyguard personale ed aiutarlo a trovare un uomo che lo ha minacciato di morte. Bong Soon ha una cotta segreta per il suo amico di infanzia, In Guk Doo (Ji Soo), un detective della polizia che sta cercando di catturare un pericoloso rapitore nel quartiere di Bong Soon. Riuscirà Bong Soon ad aiutare entrambi e identificare i colpevoli? Su VIKI.
Voto 9
Qua si entra nel magico reame dei drama divertenti che dovrebbero essere presi a modello. Drama così ce ne dovrebbero essere sempre a disposizione, quando hai proprio voglia di quel genere, quando vuoi ridere ma senza la comicità tamarra che i coreani a volte sparano fuori. SWDBS è l'esempio fulgido di come un drama può essere principalmente divertente senza perdere niente in qualità, e di come si possa aggiungere qua e là dei tocchi di giallo e di mistero senza per forza cadere nei soliti cliché e far perdere identità alla storia. E' stato il mio primo drama con quel bonazzo assurdo di Hyung Sik e, raga, è perfetto per questo ruolo. E' spigliato, ha una vena comica genuina, è bello, è espressivo, ed è un contrasto totale con la protagonista, la Bo Young Nocciolina, alta due metri meno di lui ma ha la forza di un petardo. Anche qui c'è una forte componente fantastica che ruota attorno alla protagonista ma è stata gestita in modo talmente discreto e ben inserita nella trama della storia che pare essere una cosa normale. Se si vuole ridere e sbavare un po', questo è il drama giusto. 

Weightlifting Fairy Kim Bok Joo (2016)
Che altro può esserci nella vita oltre ai bilancieri ed ai pesi? Kim Bok Joo (Lee Sung Kyung) è una fenomenale sollevatrice di pesi che si è concentrata sui bilancieri per tutta la vita, essendo cresciuta con suo padre, Kim Chang Gul (Ahn Gil Kang), che è un ex atleta del sollevamento pesi. Lei ormai frequenta l'università Hanwool di Scienze Motorie, in una facoltà piena zeppa di talenti dell'atletica che sono spinti a dare il massimo nella speranza di rappresentare il loro paese in competizioni nazionali ed internazionali. Il suo migliore amico è Jang Joon Hyung (Nam Joo Hyuk), un nuotatore parecchio competitivo che ha problemi a riprendersi dal trauma di essere stato squalificato dalla sua prima gara internazionale di nuoto per via di una falsa partenza. Song Shi Ho (Kyung Soo Jin) invece è una ragazza molto determinata, atleta di ginnastica artistica, vincitrice di una medaglia d'argento ai Giochi Asiatici quando aveva 18 anni ha subito così tante pressioni dallo sport da arrivare a lasciare il suo ragazzo Joon Hyung. La visione monotematica della vita di Bok Joo inizia a cambiare quando si innamora del cugino più grande di Joon Hyung Jung Jae Yi (Lee Jae Yoon), anche lui era un atleta, ma a causa di un infortunio ha visto la sua carriera sportiva interrompersi e allora è diventato medico dietologo contro l'obesità. Bok Joo imparerà che nella vita c'è altro oltre al sollevamento pesi? Su VIKI.
Voto 9
Secondo esempio di drama comico e romantico, questa volta con il twist universitario e senza la componente fantastica. Questo drama è il drama di Sung Kyung e di Bok Joo: l'attrice e la protagonista sono fuse insieme, sono un'unica entità. Non avevo mai visto un drama con la Sung Kyung ma è brava, veramente brava, riesce a portare con naturalezza la comicità del personaggio e riesce a interpretarla come se fosse un suo alter ego. Brilla di luce propria e la riflette su tutti gli altri personaggi che ruotano nella storia. Ovviamente il protagonista maschile è quello che saltella in giro risplendendo a sua volta: Joon Hyung, nuotatore bellissimo (certe scene in costume che vabé cosa lo dico a fare) ma un po' stronzetto che stuzzica Sung Kyung. La coppietta più adorabile e tenera di sempre, mi sono piaciuti tantissimo soprattutto perché non c'è una magica trasformazione: lei rimane un brutto anatroccolo e lui semplicemente smette di nascondere i suoi sentimenti, ma non cambiano, non diventano due indossatori (anche se lo sono), e tutto il drama rimane fedele dall'inizio alla fine al suo stile. I personaggi secondari adorabili, le amiche di lei sono uno spasso, così come il papà e lo zio. Ho apprezzato in particolare che in questo drama i personaggi fossero fuori dai canoni della bellezza coreana, che ormai ha raggiunto degli standard inumani. Sung Kyung è una sollevatrice di pesi, si veste sempre con la tuta e ha un taglio di capelli improbabile, le sue amiche sono una sovrappeso e una un maschiaccio ed entrambe nel suo stesso team di pesi; insomma sono normali quanto possono essere normali dei personaggi considerati normali in un drama. Adoro, ho riso come una pazza.

Hwarang (2016)
Spesso la storia si costruisce sulle spalle di giovani pieni di passione e di talento. Durante il Regno di Silla, un gruppo di giovani d'élite chiamato Hwarang esercitava un'enorme influenza. Questi abili e affascinanti cavalieri – Moo Myung (Park Seo Joon), Sam Maek Jong (Park Hyung Sik), Soo Ho (Choi Minho), Ban Ryu (Do Ji Han), Yeo Wool (Jo Yoon Woo), Han Sung (Kim Taehyung [BTS’s V]) e la fanciulla Ah Ro (Go Ara) – erano in grado di vincere in astuzia e di sconfiggere chiunque, impegnandosi per difendere la giustizia nella capitale Seorabeol. Uno di loro sarebbe diventato Re Jin Heung di Silla, cambiando il corso della storia. Su VIKI.
Voto 9
Hwarang è il drama dell'overdose da gnocchi. La maggior parte delle persone lo guarderà per la quantità scandalosa di bonazzi ma vi giuro che è un drama bellissimo, ricco di avventura e azione, bromance come se piovesse e intrighi politici che ti sparano angst addosso senza farti rimpiangere di aver iniziato uno storico. La storia è quella classica del povero e della sua rivalsa sui ricchi e cattivi, ma nel frattempo si struttura tutta una serie di personaggi con ruoli chiave, chiudendo la storia con un finale che mi ha fatto penare e che ha battezzato la figaggine del triangolo amoroso. Go Ara è un'attrice che non conoscevo ma mi ha sorpresa perché è versatile e sa essere sia divertente che drammatica un secondo dopo, poi c'è Hyung Sik che si riconferma essere un bravissimo attore e il suo personaggio è stato il mio preferito, poi c'è Prezzemolino che è il protagonista e il corollario di secondari uno più affascinante dell'altro: V (BTS), che fa il bambolino con la testa tra le nuvole, Minho (Shinee) che sbava dietro alla regina noona, il dandy effeminato ma stranamente meraviglioso e infine un altro il cui nome mi sfugge che è il personaggio 'cattivo' ma che a me è piaciuto tantissimo. Once again, Hwarang è un drama da guardare anche per la storia e non solo per rifarsi gli occhi (anche se la scena della doccia...).

What's Wrong with Secretary Kim (2018)
Puoi essere così egocentrico da non aver idea di cosa stia veramente succedendo intorno a te? Lee Young Joon (Park Seo Joon) è il vice presidente dell'azienda di famiglia, Yoomyung Group. È così narcisista da non prestare attenzione a quello che la sua fidata segretaria, Kim Mi So (Park Min Young), cerca di dirgli il più delle volte. Dopo nove anni cercando di mettere Young Joon in buona luce e gestire il suo enorme ego, Min So decide di lasciare il lavoro. Il fratello maggiore di Young Joon, Lee Sung Yeon (Lee Tae Hwan), è un attore famoso ed è innamorato di Mi So. Potrà Young Joon accettare il fatto che Mi So non vuole più lavorare per lui o se ne farà un'idea sbagliata? Su VIKI.
Voto 9
Chiudo la carrellata con la rom-com per eccellenza e il mio primo drama con Park Prezzemolino e Park Prezzemolina. 
Allora, se volete un drama leggerino, divertente e con una dose massiccia di romanticismo buttatevi su questo e godetevelo. Stranamente non ho trovato nulla da criticare, mi è piaciuto e mi ha divertita praticamente tutto e in particolare ho apprezzato la figaggine combinata dei due attori. Insomma che Prezzemolino sia un esemplare da museo lo sapevamo, ma grazie a questo drama abbiamo: una scena della doccia che madre santa e una scena di limonata potente contro il muro. Se non è abbastanza questo per convincervi io vi disconosco, perché per me è la quintessenza di un drama romantico: ci si spancia dalle risate, si sbava e si hanno pure dei momenti hot mica da ridere e anche qui c'è una sfilata di eleganza che la metà basta. La Prezzemolina qui ha stabilito il suo stile, ormai non si schioda più, e fa bene perché è di una gnoccaggine assurda con quelle longuette strette e i tacchi a spillo. Prezzemolino qui ha scatenato la sua vena comica ed è bravo, fa ridere, è credibile, e i due insieme sono una bomba. Anche di questo genere di drama ne vorrei avere sempre una scorta, ma purtroppo certe produzioni sono once in a lifetime e ci si deve accontentare di un rewatch. Che poi non è chissà quale sacrificio perché, dicevo, DOCCIA.

18 maggio 2020

Penelope Douglas
L'errore che rifarei

Serie Devil's Night 3
Titolo originale Kill Switch

Trama
Newton & Compton
ebook | € 3,99

Sono stata io a mandare Damon in prigione. Sono passati tre anni da allora. Pensavo che nel frattempo sarei riuscita a scomparire nel nulla o che lui avrebbe potuto cambiare e dimenticare il suo odio per me. Ma mi sbagliavo. Il suo rancore è persino aumentato e ha pianificato ogni cosa per distruggermi. La sua vendetta va oltre ogni mia immaginazione. Desidera farla pagare a tutti coloro che l'hanno tradito. La paura sembra essere la sola emozione che ci lega. Ma, nonostante tutto, Damon è diventato parte di me. E non posso fare nulla per sottrarmi al nostro destino.
Uccidimi, perché non posso cambiare il passato e non riesco a guardare al futuro.



Commento
In questi mesi di quarantena è successo anche che io cercassi volontariamente dei titoli che, in altri casi, non avrei forse calcolato a meno che non ci fosse altro da leggere. Non so cosa mi è preso, forse ero inversa per cose mie personali, ma volevo un po' di sana perversione da fiction e non essendo estimatrice del genere dark romance non avevo altri nomi da cercare se non quello della Douglas. Caso ha voluto che l'ultimo romanzo della serie Devil's Night fosse uscito proprio in questo periodo e l'allineamento planetario è stato così sfacciato che mi sono detta è il suo momento.
Poi, sarò sincera, Damon è stato l'unico personaggio di tutta la serie ad intrigarmi sul serio ed ero troppo curiosa di vedere come sarebbe stato il romanzo dedicato a lui quindi avevo un certo frizzare di cervello al pensiero di iniziare il libro. Non so onestamente cosa mi aspettassi ma, in un certo senso, la Douglas non ha centrato le mie aspettative. Forse speravo che Damon fosse il suo jolly e che non facesse la fine del topo ma, aimé, probabilmente ad un certo punto è diventato troppo complicato da gestire e ha bruscamente girato la manopola del bad sul good and tortured.
Il voto, purtroppo, è esattamente come quelli che ho dato ai primi due romanzi della serie e non penso di poter uscire oltre al recinto delle tre stelle. Considerando i miei gusti personali è persino un voto alto per un genere che non mi attira quasi mai, ma è anche un voto che ho dato di malavoglia perché avrei onestamente anche ipotizzato quattro stelle.
L'errore che rifarei è il romanzo che chiude la serie e che entra nella testa di Damon. Fino ad ora è stato un pazzo psicopatico, un assassino (forse), un sadico, un masochista, una persona estremamente disturbata, senza coscienza e senza un freno per i suoi impulsi. Con il secondo romanzo è uscito dal buio il motivo che ha reso Damon quello che è e, onestamente, non c'è spazio di manovra per biasimarlo. Tra tutti i personaggi della serie, lui è l'unico che ha tutto il diritto per dare di matto e né Michael né Kai né Will possono essere considerati delle vittime, visto che hanno sempre assecondato le perversioni di Damon ridendoci sopra come dei cretini.
Questo romanzo, come gli altri, viaggia su due linee temporali: il passato di Damon, quando ancora erano il quartetto magico, e il suo presente, e ancora una volta dal passato spunta fuori una protagonista femminile che non si era mai vista. E' come se solo Erika sia stata universalmente riconosciuta come parte del loro passato, mentre Banks e Winter erano dei segreti tenuti nello sgabuzzino. Non che la loro uscita tipo coniglio dal cappello mi abbia disturbata, solo che in questo caso l'ho trovata un po' strana, considerando che è stata lei a contribuire alla sua accusa di molestie su minore e a farlo finire in prigione con un'accusa peggiore di quelle degli altri.
Vabé, sono dettagli. Allora quello che non ho gradito del romanzo sono due cose: la prima è la lunghezza. Stiamo parlando di 522 pagine. Non c'è verso che non siano troppe, il romanzo ad un certo punto diventa infinito e guardi la tua posizione sul Kindle e pensi mio Dio quanto manca alla fine? e non perché sia brutto, ma perché l'argomento è piuttosto pesante e alla lunga comincia a gravare sulla lettura. Se ci fossero state meno pagine avrei sicuramente gradito, ma non c'è alternativa perciò ha senso lamentarsene solo fino ad un certo punto.
Il secondo aspetto che non ho gradito è che - come accennavo sopra - il cambiamento di Damon da pazzo psicopatico negativo a eroe torturato vittima e degno di amore arriva un po' all'improvviso senza una vera motivazione. Winter e Damon giocano con i loro ruoli così a lungo che ci si aspetta una specie di ripetizione: Damon che fa il carceriere stalker e preme per mettere in atto una sorta di controllo psicologico, Winter che regge il gioco e sotto sotto gode perché la paura che prova con lui la eccita. Poi, così dal nulla, Damon le spiega due cose della sua vita e lei puf, basta, decide che lo ama e che adesso devono stare insieme e che lui alla fine è buono. Anche le interazioni con gli altri personaggi all'improvviso passano dall'antagonismo spinto alla tolleranza e poi al ritorno agli albori della loro amicizia. Insomma, per me questo twist è arrivato senza una motivazione solida, sapevo che sarebbe arrivato - era inevitabile - ma così dal nulla ha perso completamente la sua carica drammatica. Alla fine Damon è una vittima, avrebbe dovuto essere aiutato, curato, invece viene sempre messo alla porta fisicamente ed emotivamente, escluso dal gruppo di amici che non si degnano nemmeno di capire il perché del suo comportamento. E' un villain creato da altri, non realmente cattivo e lo dimostra più e più volte: lui cerca di raddrizzarsi ma gli altri non lo aiutano mai. La risoluzione della serie coincide con la chiusura della storia di Damon e secondo me non poteva essere altrimenti: la fine della saga dei Torrance era l'unica via alla normalità anche se naturalmente la Douglas risolve alcuni problemi con una facilità veramente esagerata.
Per quanto riguarda Winter, sarò onesta, non mi ha detto molto. Mentre Damon ha un motivo per essere così contorto, Winter è naturalmente perversa. E' cieca, ok, ma questo non la giustifica di fronte al fatto che a lei piace quello che Damon fa: le piace avere paura, le piace non sapere quando arriverà la mazzata, si eccita al pensiero di quello che potrebbe fare e il pericolo di dolore fisico ed emotivo è un afrodisiaco. Winter ha dei problemi suoi, seri, fin da quando era ragazzina. L'essere cieca è quasi un fattore a favore della sua perversione, il non vedere è la ciliegina sulla torta della loro relazione. Non c'è altro in lei oltre a questo, è il giocattolo di Damon e si plasma perfettamente ai suoi desideri alle sue perversioni, non è mai una vera vittima e a me alla lunga non ha fatto impazzire.
Stranamente tutti gli altri personaggi maschili escono malissimo da questo romanzo, in particolare Michael, e persino Will che si era un po' ripreso cade un'altra volta nel trash e nel caso. A questo punto devo anche fare un piccolo disclaimer, c'è una scena M/M tra Damon e Will che ha ben poco di sessuale e più di psicologico, anche se c'è del sesso in ballo, e una scena M/W/M che ha lasciato il nulla cosmico, avrei fatto a meno.
Per chiudere, non mi dispiace che la serie sia terminata, non mi è dispiaciuta del tutto l'evoluzione del personaggio di Damon anche se ho delle riserve sul resto del romanzo. Per me va bene così, il dark romance non fa parte dei generi che cerco con regolarità e arrivare alla fine di una serie senza un'ulcera o senza DNF è già un piccolo miracolo. So che c'è un racconto breve oltre a questo romanzo e probabilmente lo recupererò in inglese perché a questo punto tanto vale.
Leggerò altro di dark romance? Probabilmente sì, ma non in tempi brevi. Leggerò altro della Douglas? Ovviamente sì, spero solo che non sia sempre così contorta ma che torni ai bei vecchi tempi di Bully, quello sì che è stato una cannonata.

15 maggio 2020

K-drama della settimana: 5 drop dramosi



Abyss
2019
“Abyss” is about a man and a woman who tragically die and are given another chance at life through soul-reviving marbles in a magical abyss. Go Se Yeon was a tough, accomplished, and an unrivaled beautiful female prosecutor who worked in the Seoul District public Office but gets into a fatal accident and dies. However, due to the mysterious magical marble—Abyss—Go Se Yeon is revived, but now in a totally different appearance. Go Se Yeon now possesses a common appearance based off of how “good” her spirit was in her previous life. Cha Min was the highly intelligent heir to Korea’s top cosmetics company but was also a smart, humble, and a kind-hearted man. Although he has both the brains and an astounding amount of wealth, he considers himself unattractive and is insecure about his looks. Like Go Se Yeon, Cha Min gets into an accident and dies. Due to the mysterious magical marble—Abyss—he comes back to life with a different appearance as an exceedingly handsome man just as bright as his spirit he had in his previous life.

5/16 drop alla quinta puntata
Sarò sincera, aspettavo questo drama con una certa eccitazione. Park Nocciolina mi piace, e l'idea di base del drama è veramente interessante, peccato che sia andato tutto nello scarico molto in fretta. La questione delle anime scambiate sarà anche il fattore fantasy che regge, ma tutto il resto non ha nessun senso. La parte poliziesca/gialla della trama è un colabrodo che fa perdere interesse ben prima della metà e io non avevo voglia di perdere 16 ore per un drama che 1.non capivo, 2.non mi divertiva. Ho mollato senza nessun rimpianto, per me è stato un flop.
Melting me softly
2019
This drama tells the story of a man and a woman who are both frozen during an experiment. They wake up 20 years later instead of 24 hours later and must keep their body temperature above 30°C in order to survive. Ma Dong Chan is known in the entertainment world as a “hit maker.” A very successful producer of variety programs when every project he attaches himself to turns into a ratings juggernaut, Dong Chan is considered “a manly specimen of manhood, with perfect physical and handsome features who is coldly cool in work and hot in love.” The broadcast station where PD Ma’s productions are filmed also employs part-timer Go Mi Ran, who finds herself in a bind with debt collectors harassing her family for repayment of her family’s debts. Mi Ran eventually becomes involved with PD Ma’s new variety program entitled “24-Hour Frozen Human Project,” which revolves around an experiment where a man and woman are randomly chosen to be “frozen human specimens” and scheduled to be brought back within 24 hours of their entering the freezing chambers. In order to pay off her family debts, Mi Ran accepts an offer of 5 million won (approx. $4,200 USD) in exchange for being frozen for 24 hours. Due to a mysterious conspiracy, instead of being frozen for 24 hours, they remain frozen for 20 years. Their thawing 20 years later bring up personal difficulties that were in place before entering the freezing chamber that they must resolve before resuming their normal lives.

6/16 drop alla sesta puntata
Questo drop ha fatto malissimo. MMS avrebbe dovuto essere IL drama del rientro dal militare di Wookino nazionale, l'eccitazione ci vibrava nelle ovaie come delle scolarette, e la batosta che ci è arrivata addosso è stata epocale. Questo drama è brutto, non c'è altro modo per descriverlo. La trama non ha senso, la protagonista femminile è fastidiosa (e personalmente pure bruttina), ma il vero trauma è stato il personaggio di Wookino. Lui è bello sempre, ed è stato pure bravo a riportare la commedia in superficie dopo che tutta la confusione del fattore fantascientifico l'aveva affossata, ma non è abbastanza. Wookino da solo non riesce a salvare il drama e pensare che è tornato alla recitazione con quella sola mi ha spezzato il cuore. Ad oggi i drama di Wookino che non ho droppato si conta su un solo dito di una sola mano, e mi fa male. Speriamo nel prossimo, altrimenti qua per lui la vedo malissimo.

Memories of the Alhambra
2018
Memories of the Alhambra tells the unique and suspenseful love story of Yoo Jin Woo and Jung Hee Joo. Strong spirited Yoo Jin Woo is the CEO of an investment company with a degree in engineering and a knack for developing video games. He has an adventurous and competitive spirit. Suffering after his best friend betrays him, he takes a business trip to Granada, Spain in search of the mysterious inventor of an innovative augmented-reality video game. He ends up at a hostel that Jung Hee Joo owns. Hee Joo is a former classical guitarist who came to Spain to further her studies. After the death of her parents, she takes on various jobs to support herself, including running the old hostel . They are both drawn into a series of strange and unexpected events.

12/16 drop alla dodicesima puntata
Ah, il mistero di Alhambra. A distanza di due anni non ho ancora capito perché sia stato così apprezzato ma soprattutto come abbiano fatto a non vedere la quantità di cazzate che infarcivano la trama. L'idea di base è carina, l'ambientazione non la mia preferita, gli attori sicuramente molto bravi e la fotografia spaziale, MA tutta la questione legata al gioco è un incidente stradale. Lamiere, viscere, caos e bruttura. Ho guardato il drama con Maritoh che è un gamer fin da quando aveva il pannolone e ogni singola cosa lo faceva ammattire perché NON AVEVA SENSO NIENTE. Poi, as always, ad ognuno il suo e tanto piacere, a me onestamente non è piaciuto per niente e ha pure delusa parecchio perché mi attirava sul serio.

Wok of Love
2018
The series will take place in a Chinese restaurant. Chef Seo Poong, a chef who goes from being a star chef one day to the cook at a failing neighborhood Chinese restaurant the next. Dan Sae Woo, meaning “sweet shrimp”, lives a life of privilege and leisure—she accepted no gifts on her wedding day because her father gave her a check for 300 million won, and she enjoys horseback riding and fencing. Her greatest moment in life happens to coincide with a random bowl of jajangmyun, which leads her to undergo a big change and begin a new life.
 
2/38 drop alla seconda puntata
Ho iniziato questo drama solo e solamente per l'attore di Just Between Lovers e l'ho droppato subito perché, aimé, è a tema cuoco/ristorante/cucina e io lo detesto con la stessa passione che provo per il cibo. Non mi ha detto nulla, non ho provato curiosità o interesse per nessuno dei tre protagonisti e mi sono subito messa sulla difensiva. Alla fine della seconda puntata ho sganciato il drop e dopo tutto questo tempo mi ricordo veramente poco, segno inconfutabile della sua poca presa sulla mia mente deboluccia.


Oh My Ghostess
2015
Bong Sun, a timid young woman, is possessed by the ghost of a lustful virgin. She has zero self-confidence, and because of her extreme shyness, she doesn’t have any close friends. At the restaurant where she works as an assistant, she’s not particularly good at anything, and mostly just gets yelled at a lot. Her grandmother was a shaman so from a young age she’s been able to occasionally see ghosts, though it’s not until she meets the lascivious ghost that she gets possessed totally. Sun Woo is a conceited star chef who’s overflowing with confidence in his food and his skills. Bong Sun harbours a secret crush on him, though he doesn't take much notice of her for two reasons: because he’s always surrounded by women and because he’s hung up on an old flame. But then one day, Bong Sun starts acting differently, shedding her mousy personality, and ends up constantly on Sun Woo’s mind.

12/16 drop alla dodicesima puntata
Qua la situa si fa più complicata. Ho resistito quasi fino alla fine ma RAGA non ce la facevo più. La trama ha sostanza, il drama è divertente e gli attori tutti bravi MA: ancora un volta c'è il tema cuoco/ristorante/cucina che ho faticato a sopportare ma che ho tollerato stringendo i denti, e in più il problema enorme è che per me la trama non andava da nessuna parte. Dopo un po' le puntate erano tutte uguali e il siparietto dello scambio di corpi ha retto solo fino ad un certo punto. Non ce l'ho fatta a finirlo, ho una tolleranza molto alta alla noia ma poi mi sveglio e mi chiedo perché mi sto torturando così. Ecco spiegato il drop.

11 maggio 2020

J.R. Ward
Blood Truth

Serie Black Dagger Legacy 4

Trama
Simon & Schuster
pag. 469 | € 8,75
As a trainee in the Black Dagger Brotherhood’s program, Boone has triumphed as a soldier and now fights side by side with the Brothers. Following his sire’s unexpected death, he is taken off rotation against his protests—and finds himself working with a former homicide cop to catch a serial killer: Someone is targeting females of the species at a live action role play club. When the Brotherhood is called in to help, Boone insists on being part of the effort—and the last thing he expects to meet is an enticing, mysterious female...who changes his life forever. Ever since her sister was murdered at the club, Helaine has been committed to finding her killer, no matter the danger she faces. When she crosses paths with Boone, she doesn’t know whether to trust him—and then she has no choice. As she herself becomes a target, and someone close to the Brotherhood is identified as the prime suspect, the two must work together to solve the mystery...before it’s too late. Will a madman come between the lovers, or will true love and goodness triumph over a very mortal evil?
And sometimes, to have faith in yourself, you had to have someone light that path for you.
Commento
***spoiler***
Dopo Where winter finds you e il suo tiepido effetto sul mio cervello ho adocchiato Blood Truth, consapevole che probabilmente sarebbe stata la salvezza contro la noia della serie. Ho resistito quanto ho potuto, leggendo altro, ma alla fine non ce l'ho più fatta e mi ci sono buttata a pesce. Avevo bisogno di leggere la Ward che mi piace, e non la sua versione stuccosa e romantica. Volevo a tutti i costi cancellare i piagnistei di Trez e sostituirli con qualcosa di più sostanzioso e, grazie al cielo, questo romanzo è stato perfetto.
Tanto per cominciare c'è da dire che la serie spin-off della BDB è veramente ben fatta: racchiude gli elementi vincenti della BDB ma rimane più semplice, meno complessa e focalizzata sulla coppia. I giovani rimangono giovani, con i loro problemi, e si vede uno scorcio della vita dei civili che prima non compariva nemmeno da lontano. In particolare, per questo romanzo, oltre alla deliziosa storia d'amore, c'è l'ingresso di una trama più dark e l'invasione di campo di Butch e Syn. Ora, è chiaro che la Ward ha deciso di intrecciare le due serie non solo perché i personaggi compaiono uno nel romanzo dell'altro, ma perché succedono cose che inevitabilmente vanno a confluire nel resto della BDB. Qui è evidente che la scelta di introdurre un elemento più drammatico, che porta alla presenza massiccia di Butch, serve un po' da apripista a quello che succederà in The Sinner. Certo, Syn è il protagonista e in Blood Truth è la classica wild card, ma c'è un sottofondo differente, c'è qualcosa alla quale ormai la Ward ci ha abituati: la BDB è stata e rimane il cuore pulsante di tutto.
Tornando a Blood Truth, il fatto che la storia d'amore si tinga di tinte dark ha solo aumentato il coinvolgimento nella lettura. Non ci sono solo i problemi personali quotidiani dei due protagonisti, ma c'è anche il problema di un serial killer. Insomma, oltre ai casini legati alla glymera arriva pure la batosta di trovare il colpevole che stupra, tortura e poi uccide delle giovani vampire. E' chiaro perché c'è il coinvolgimento di Butch, rispolvera le sue competenze di detective della omicidi e prende sotto la sua ala Boone che si trova in una situazione molto delicata a causa del padre.
Questo intruglio strano, un mix tra crime e romance con un sacco di splatter mi è piaciuto parecchio, il romanzo è filato via alla velocità della luce e la Ward è riuscita a dipingere Syn come un personaggio che è veramente oltre il limite del salvabile ma che comunque esercita un fascino tutto suo. Non posso che confermare il mio amore per Butch, che si conferma essere meravigliosamente umano in un mondo che non lo è affatto e che dimostra di avere empatia e acume quando gli altri si limitano a sfoderare i pugnali.
La storia di base di Blood Truth ha come protagonista maschile Boone, figlio di Altamere. Nel romanzo precedente aveva avvisato la BDB e il re dell'imminente ritrovo della glymera organizzato da quel grandissimo figlio di una sultana Throe. Senza entrare troppo nel dettaglio, il risultato di questo evento è la morte di Altamere, tuttavia la storia di Boone prende il via molto tempo prima, quando raccoglie come segno del destino la rottura del fidanzamento da parte di Rochelle, assumendosene la colpa. Il padre, vero esponente della glymera, lo disereda e lui si ritrova in un limbo dove non sa cosa succederà. Per sfuggire alla gabbia della glymera, entra nel corso della BDB e inizia un percorso di vita che lo porterà a denunciare il padre al re.
Il resto è storia, come si suol dire, ma a frittata fatta Boone non può fare a meno di sentirsi schiacciato dal senso di colpa. Nonostante il padre fosse un elemento orribile, freddo e snob, era pur sempre la sua unica famiglia e la consapevolezza di essere in parte la causa della sua morte lo mette in una posizione complicata. Non aiuta il fatto che Boone sia insicuro sulla sua eredità, oppresso dal senso di colpa, sfoga la sua rabbia e la sua frustrazione sul campo, ma agli occhi attenti della BDB non sfugge che il ragazzo sta passando un momento difficile.
La protagonista femminile, Helania, è un po' una ripetizione delle ultime eroine della Ward ma ha il pregio di essere perfetta per questa trama. La ragazza è una civile che vive sola dopo che la sorella è morta mesi prima, assassinata in un club. Helania, che è una solitaria per natura, passa ogni notte nel club nella speranza di trovare l'assassino e, una sera, si ritrova ad essere testimone di un altro omicidio. Un vampiro e una vampira si appartano nel club, e dopo ore il cadavere della donna viene rinvenuto da Helania, appeso per la testa con un gancio da macellaio, dissanguata, sfigurata, violentata. Helania decide di chiamare il numero di emergenza della BDB e a ritirare la chiamata e a fare la prima apparizione è V, ma sarà Butch ad assumersi l'incarico di indagare.
Così le strade di Helania, Butch e Boone si incrociano: all'inizio lei è una sospettata, ma in Boone - nella classica tradizione della Ward - scatta subito l'attrazione e finisce per innamorarsi di Helania, ricambiato. Tutto quello che c'è nel mezzo è piuttosto succoso, non c'è mai un vero momento in cui mi sia annoiata e ho apprezzato in modo particolare che il romanzo non sia rimasto sullo stesso schema dei primi titoli e che abbia allargato le ali tastando l'aria: probabilmente d'ora in poi anche questa serie diventerà meno basic e più complessa e non posso dire che non mi piaccia. Certo, la storia d'amore manca dell'intensità e dell'angst che solo la BDB ha saputo dare, ma compensa questo vuoto con la dolcezza di un amore giovane.
Ultimo appunto, Syn è uno psicopatico ma mi ha stuzzicata al punto da farmi spendere una cannonata per l'ebook di The Sinner e non credo che riuscirò a resistere a lungo, anche perché sono proprio curiosa di vedere cosa succederà.

8 maggio 2020

K-drama della settimana: A piece of your mind




Innovatore nel mondo della programmazione dell'intelligenza artificiale, Moon Ha Won (Jung Hae In) si è fatto un nome nell'industria dell'IA. Fondatore e cervello dietro al popolare sito, M&H, Ha Won è un uomo che tutti conoscono. Devoto al suo lavoro, tutti sanno che non prende alla leggera ciò che fa e si aspetta che i suoi dipendenti seguano il suo esempio, ma è anche conosciuto come un pensatore gentile e razionale, che non si arrabbia mai e non perde mai la calma. Uomo ideale, dal cuore tenero, Ha Won crede che quando si tratta di amore, avere anche solo una piccola parte del cuore del suo amore sia sufficiente a sostenerlo. Ma questa teoria viene messa alla prova quando Han Seo Woo (Chae Soo Bin) si addentra nel suo mondo. Ingegnere di registrazione di musica classica, Seo Woo ha vissuto una vita difficile. Senza una famiglia a sostenerla e un posto da chiamare casa, Seo Woo ha trascorso la maggior parte della sua vita girovagando e da sola. Nonostante le sue difficoltà, Seo Woo è riuscita a mantenere una mentalità aperta e ottimista, credendo che tutte le cose accadano per un motivo. Percorrendo la strada che la vita le ha tracciato, Seo Woo si ritrova presto ad incontrare Ha Won. Quando i due iniziano un viaggio insieme, scoprono che a volte due metà diverse possono davvero formare un intero.

Trailer
Anno: 2020
Episodi: 12 (1 ora e 10 minuti circa a episodio)
Dove guardarlo: Viki sottotitolato in italiano
Genere: RomanceDramaMelodrama
Diapositiva: 

Faccio un riassuntino veloce veloce dei punti fermi di questo drama:
Parola d'ordine dolcezza cucciolosa
Nessun cattivo che vuole uccidere o rovinare la vita ai protagonisti
Second che non rompono le palle alla coppia principale
Niente parenti bastardi
Niente fraintendimenti assurdi
Niente ingarbugliamenti inutili di trama
Niente angst a cannone, ma nemmeno passione strappamutande
Bacino a stampo e tanti abbraccini da cucciolotti
Dolcezza asessuata e lieto fine molto pacato

Se anche un paio di queste caratteristiche urtano i vostri nervi allora c'è una buona probabilità che A Piece of your mind non solo non vi piaccia, ma vi annoi a morte. Se, invece, per una volta gradite un drama che non si complica e non necessita di dispendi di energie o travasi di bile, allora questo è un rilassante naturale, come una pera in vena di camomilla e valeriana concentrate.
Da parte mia, non ho nemmeno sprecato due secondi per sapere di cosa si trattava: i protagonisti sono due attori che mi piacciono tanto, quindi lo avrei visto a prescindere dal contenuto. Unendo questa cosa alla lista di sopra ho avuto una mini combo zucchero filato e pasticcini che mi ha rimessa in pace con il mondo. Non avevo ansia di guardare la puntata, non avevo odio che sprizzava per le cazzate combinate dai personaggi, non mi veniva da sbattere la testa per la totale assenza di dialogo tra i due protagonisti. Semplicemente me ne stavo davanti alla tv, rilassata, a guardare questi due cucciolini con gli occhi a cuoricino e sono arrivata alla fine senza accusare niente, né noia, né agitazione né - se proprio vogliamo dirla tutta - un particolare coinvolgimento emotivo.

Per piacere mi è piaciuto, ma ho capito perché dalle sedici puntate originali il drama è stato ridotto a dodici. Dodici puntate erano il numero giusto se fosse stato deciso fin dall'inizio, il cambio in corsa ha solo lasciato un senso di incompletezza, di un qualcosa troncato e velocizzato per chiudere il drama senza buchi tragici.
Personalmente avrei fatto a meno di tutta quella parte legata alla fantasmagorica scatoletta di AI, per il semplice fatto che non ha senso. Una scatolina e questo programmino generano, chissà come, con una sola registrazione della voce, la personalità esatta di quella persona, ricordi inclusi.
Ora, a me sta bene il lato fantascientifico e mi sta bene che nei drama al 90% delle volte le cose robotiche non hanno senso, ma che un programmino possa ricordare cos'ho detto o fatto o provato 15 anni fa solo perché ho registrato la mia voce che canta la Vispa Teresa mi sembra un passo troppo lungo per la gamba. Infatti questa è la vera castronata del drama, ma tolta la scatolina parlante inquietante non ci sarebbe stata nemmeno la scusa per buona parte dei momenti di conflitto del drama. Quindi niente, si manda giù il pillolone con una dose massiccia di sciroppo zuccheroso del drama. Poi, siamo onesti, a me che mi frega del trabiccolo parlante quando ho Hae In con la sua scodella di capelli neri lucidi, gli occhioni luccicanti e l'aria malinconica da cuore spezzato. 
L'incarnazione della malinconia
Ha Won è il personaggio maschile, il genio che ha inventato questa scatoletta parlante per inserirla in un contesto medico per i malati di Alzheimer. E' un ragazzo piuttosto freddo, non ha radici da nessuna parte perché - come si può ormai dare per scontato nei drama - si porta appresso un passato traumatico. Durante la sua infanzia e la sua adolescenza ha vissuto a Oslo con la madre, una pianista, e ha avuto subito un'amica (coreana) con la quale ha stabilito un rapporto molto stretto. Alla fine della fiera lui si è innamorato di questa ragazza e la madre, durante una tempesta di neve, muore assiderata. Ha Won non accetta la morte della madre perché è - apparentemente - senza senso: la donna è uscita durante una tormenta ed è, ovviamente morta. Per tutta la sua vita si è chiesto cosa fosse successo e, come se questo non fosse stato sufficiente, la sua amica/innamorata non solo lo friendzona potentemente, ma si sposa con un pianista. Ha Won è praticamente l'emblema del depresso freddo che si strugge d'amore. La tipa è sparita nel nulla, anche se erano rimasti amici, il mistero della madre non è risolto, così lui si sfoga nella creazione di questa AI. Ora, siccome è un po' morboso, si fissa di voler la voce della sua innamorata, per trovare forse dei segreti mai svelati, o semplicemente la ragione della friendzonata. Ma la tipa, che non lo vuole vedere manco a morire non si sa perché, deve essere circuita: viene contattata per comprare i piatti che dipinge e Seo Woo, che in quello studio ci lavora, viene incaricata di convincerla a registrare la sua voce. Ha Won così ottiene quello che vuole e, nel mentre, spazza via come birilli la quotidianità di Seo Woo. Lo studio diventa di sua proprietà, va e viene a suo piacimento e controlla persino il lavoro di Seo Woo. Ora, detto così sembra uno stronzone. In realta Ha Won non è molto lucido: lo è per il lavoro, ma per il resto perde la testa per la tangente, ma quando si incrocia con Seo Won all'improvviso rimette i piedi a terra.

Seo Won è una persona gentile, dolce, che si accontenta di vivere una vita di poche pretese: vuole solo il suo lavoro, essere tranquilla e non avere grane. Però questa storia della registrazione la mette in crisi, non vuole immischiarsi negli affari sentimentali dei due ma non può fare a meno di provare a farli riconciliare, ma nel frattempo - poverina - si innamora di Ha Won. Il suo è il classico amore non ricambiato, lo guarda da lontano, lo ascolta mentre si strugge per la gatta morta, fa del suo meglio per tirargli su il morale, e fa tutto perché la rende felice e non per secondi fini. Io lo so cosa pensate e no, Ha Won all'inizio è cattivello ma la sua tristezza prevale su tutto: lo sappiamo perché è così sfuggente, ma non si può fare a meno di guardarlo e innamorarsi del suo essere innamorato.

La gatta morta
Appena la gatta morta esce di scena - per fortuna aggiungerei - c'è il momento di rottura per Ha Won, si fissa di poterla amare ancora, mentre Seo Woo è più pratica, più realista e gli dice che non deve per forza amare un'altra persona - lei - finché non si perda nel circolo vizioso di un amore che non lo renderà mai felice. I due si avvicinano e lo fanno senza fuochi d'artificio, senza proclamazioni, ma con piccole azioni comuni, apparentemente noiose, ma che messe insieme in quel contesto e con loro due diventano incredibilmente dolci e romantiche. La dolcezza di questa coppia è a dei livelli stellari, sono adorabili anche se si danno un bacino a stampo in tutto il drama invece di una sana limonata. Ci si deve accontentare, ma finché c'è il lieto fine - un po' traballino a causa del solito allontanamento insensato - a me va bene tutto.

Il marito depresso
I personaggi secondari sono pochi e, personalmente, non tutti hanno avuto una buona impressione. Gli unici che salvo a occhi chiusi sono il gruppetto dell'alloggio di Seo Won, semplicemente perché hanno portato diversità tra i personaggi, perché i second sono di una noia disarmante.
Prima di tutti, la gatta morta. Un personaggio più lagnoso e inutile non l'ho mai incontrato. Non è l'antagonista della protagonista, non vuole avere a che fare con il protagonista, fa una fine da decerebrata, e ogni sua comparsa nel drama è da latte alle ginocchia. Una noia mortale. Naturalmente l'unico piccolo nodo di trama è legato a lei e al marito che, guarda caso, è uno dei personaggi secondari che interagisce con i protagonisti. Viene subito dipinto come una specie di mostro che ha combinato qualche cosa orribile nel suo passato, viene maltrattato da tutti quando, alla fine la sua presunta colpa è una delle cose più sceme che si siano mai viste e in realtà non è poi tanto tutta colpa sua. Passa tutto il drama in depressione spinta, è direi l'emblema dell'uomo distrutto, eppure viene strapazzato a destra e a manca per una motivazione assurda. Insomma, per me è una vittima.
La giardiniera
La 'nipote' di Ha Won, la sua amica che passa a gestire lo studio, è un personaggio abbastanza gradevole per quasi tutto il drama ma si rovina sul finale. Mi è piaciuto che fosse una fissata con le piante, che ci parlasse pure insieme. Insomma, grande potenziale ridotto a una crisi adolescenziale che si poteva risparmiare. Di sicuro questo drama non lo si guarda per i second o per la trama super contorta, ma per fortuna per me non è un grosso problema. Per una volta non mi è dispiaciuto non odiare dei personaggi.

Quanto alla parte tecnica, la location è perfetta nel suo essere senza pretese, è un po' incompiuta proprio perché è quasi comune, ma ha un senso sempre. Lo studio, la casa, la locanda, le strade, i ponti, sono location piuttosto semplici che diventano speciali per tre motivi: la fotografia e le inquadrature, i due attori bellissimi e la musica. La musica gioca un ruolo importante, non c'è un vero pezzo che mi abbia fatta impazzire, ma ogni canzone ha quella malinconia che rispecchia alla perfezione il mood del drama. Alcune sono proprio carine, altre un po' meno.

Ecco qua, fine. Uno dei drama che aspettavo con la bava alla bocca è finito e io ho ancora lo zucchero in circolo. Il suo effetto durerà per un po', spero.