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12 ottobre 2020

Cassandra Clare
Queen of Air and Darkness

Serie Dark Artifices 3

Trama
Simon & Schuster
pag. 880 | € 12,50
What if damnation is the price of true love? Innocent blood has been spilled on the steps of the Council Hall, the sacred stronghold of the Shadowhunters. In the wake of the tragic death of Livia Blackthorn, the Clave teeters on the brink of civil war. One fragment of the Blackthorn family flees to Los Angeles, seeking to discover the source of the disease that is destroying the race of warlocks. Meanwhile, Julian and Emma take desperate measures to put their forbidden love aside and undertake a perilous mission to Faerie to retrieve the Black Volume of the Dead. What they find in the Courts is a secret that may tear the Shadow World asunder and open a dark path into a future they could never have imagined. Caught in a race against time, Emma and Julian must save the world of Shadowhunters before the deadly power of the parabatai curse destroys them and everyone they love.
None of us owe every piece of our soul's history to another.
Commento
Prima di dare il voto ci ho pensato a lungo, primo perché un quattro su cinque è un voto alto e di solito lo metto ai romanzi che mi sono piaciuti nella loro interezza, e secondo perché pur avendo storto parecchie volte il naso poi ho sempre trovato qualcosa che mi faceva dimenticare ciò che non mi era piaciuto. Alla fine ho deciso di premiare le parti belle ma, soprattutto, la mia forza di volontà e la mia resistenza per quasi 900 pagine.
Non c'è un modo migliore per dirlo, questo romanzo è un mattone, è così lungo che finché non si raggiunge la metà sembra non progredire mai, sembra di essere sempre allo stesso punto; ma più di ogni altra cosa, oltre ad essere oggettivamente lungo, è la storia stessa che sembra non finire mai, sembra non arrivare mai ad un punto di rottura che ti faccia pensare oh finalmente arriviamo al cuore del problema. Per me questo è stato il problema principale, quello che poi avrebbe abbassato il voto se avessi lasciato decidere alla parte razionale del mio cuoricino di lettrice.
Romanzi imponenti e infiniti ne ho letti tanti negli anni, ma così lunghi senza una vera ragione molto raramente, infatti ci ho messo un'infinità per terminarlo, e per me questo è un difetto enorme perché significa che l'autrice ha tirato per lunghe tutto quello che poteva far concludere in modo razionale, vuol dire che ha approfittato di ogni occasione per uscire dal sentiero e fare delle digressioni che spesso sono risultate utili solo ad un unico fine: infilare elementi utili affinché si potesse raggiungere uno scopo.
Faccio un esempio: c'è un'intera sezione, intitolata Thule, che lascia la brutta impressione di too much, solo perché poi, usciti da quella sezione, i personaggi hanno in mano un qualcosa che li pone in una situazione di vantaggio. Ma da un punto di vista di utilità al romanzo in sé io non ho trovato niente che giustificasse circa 120 pagine in 5 capitoli, niente se non una furbata pensata dall'autrice per infilare qua e là cose che le sarebbero servite.
Ma ora passiamo alla storia. Il romanzo si apre esattamente dopo il patatrac della sala del Consiglio a Idris e con il sangue di tutti ancora fresco in terra. Ovviamente mi aspettavo un post-trauma potente nei Blackthorne, così come mi aspettavo che la situazione diventasse un casino assoluto molto in fretta. La Clare serve entrambe le situazioni, ma con un twist: là dove pensavo ci sarebbe stato angst (vedi alla voce Ty), ho trovato una strana storyline che pare perdersi nel nulla. In sostanza tiene distratto e occupato Ty per tutto il romanzo, si risolve in una bolla di sapone e - forse - spunterà fuori nel futuro, ma in questo romanzo Ty è una specie di stupido che fa cose pericolose per un fine folle, e nella sua corsa inutile si trascina dietro Kit, uno degli unici personaggi che in 880 pagine combina pochissimo ma riesce comunque ad essere uno dei miei preferiti perché quel poco che gli concerne è un vero colpo di scena che ha un senso e porta qualcosa di nuovo e succoso alla trama.
Forse sarà impopolare, ma per me il casino della Cohort è una palese ripetizione di tutta la situazione di Valentine e personalmente l'ho trovata fin da subito molto poco originale, quasi come se la Clare avesse in mente di raggiungere un punto preciso e non sapesse trovare un modo diverso per arrivarci, così ha riciclato qualcosa che aveva già creato dandogli solo dei vestiti nuovi. La Cohort crea sicuramente degli ostacoli e delle difficoltà, è il classico elemento di disturbo che mette in pericolo i protagonisti, ma personalmente avrei preferito se a questo giro il vero cattivo fosse stato il Re Unseelie, invece del solito marciume interno. Ma va bene, amen, alla fine se serviva a giustificare la rottura interna e la nascita di una nuova realtà, me lo faccio andare bene. Non l'ho gradito ma me lo faccio andare bene.
Altra cosa che mi ha lasciata delusa: Emma, che continua ad essere un personaggio inspiegabilmente forte e meraviglioso quando non ha alle spalle nessuna ragione per esserlo (vedi Kit). E' come se la Clare avesse deciso che lei è così, forte, bella, fantastica, senza darle un background che giustificasse determinate abilità. Ad esempio questo feeling che ha con le spade perché non è stato spiegato? Fatico ad accettare che tutto si risolva con la spiegazione della maledizione dei parabatai, almeno Julian aveva una sua storyline, una sua ragione per fare e dire e agire in un certo modo, e dietro di lui non c'erano strani misteri perché ogni cosa si ricollegava ai suoi sentimenti per Emma e per i fratelli. Ma mentre Julian è un personaggio normale, che si trova in situazioni eccezionali e agisce in modo coerente, Emma è vittima del deux ex machina che, per carità, a me va anche bene ma sempre no, sempre non mi piace.
Quindi abbiamo Emma e Julian che stanno ancora gestendo - male - la maledizione dei parabatai, la Cohort che è una specie di setta razzista filo-nazista che mette alla porta chiunque, e la rivoluzione della Corte Unseelie. La parte in faerie mi è piaciuta, avrei preferito meno cavolate cacciate a caso per far vincere i buoni, ma Kieran è un gran bel personaggio che meriterebbe molto più spazio e che ha una sua chiusura, un po' alla Mulino Bianco ma almeno c'è. Per forza di cose mi tocca nominare Christina e Mark, la prima in questo romanzo è inutile, è solo la sottiletta nel panino, mentre Mark è stabile nella mia top 3 dei personaggi più belli della trilogia: è complesso, drammatico, romantico, lui e Kieran sono la mia unica fonte di angst romantico della trilogia e insieme sono struggenti, qui invece sono le due fette del panino. Non aggiungo altro.
Per quanto riguarda gli altri personaggi non ho grosse delusioni da denunciare, si sono comportati come mi aspettavo che facessero, non mi hanno colpita in modo particolare i vari comingout, nel senso che mi sta bene che ci siano ma non mi interessano nella misura in cui non servono al personaggio o alla trama. Poi ognuno la pensa come vuole, ma ad esempio una Diana aveva senso perché il suo personaggio ha una storia dietro, mentre un altro personaggio che non nomino sembra quasi che sia stato forzato, però ovviamente mi tengo il diritto di cambiare idea visto come la Clare ha saputo rendere bellissima la relazione tra Mark e Kieran.
Messa così sembra che ci siano state solo cose che non mi sono piaciute, ma la verità è che nonostante questi elementi di disturbo la storia mi è piaciuta, ho gradito la spiegazione e la risoluzione finale perché non è stata una cavolata ficcata a forza senza senso, e ha dato un senso a tutta la trafila burocratica ed emotivamente prosciugante che Julian ed Emma hanno sopportato. Ho anche apprezzato le apparizioni dei personaggi delle altre trilogie, in particolare Jace che è il mio preferito di sempre, e Magnus che riesce ad essere determinante in qualsiasi romanzo appaia. Non mi è piaciuto l'epilogo, per il semplice fatto che il romanticismo stucchevole e il vissero felici e contenti alla Mulino Bianco secondo me in questo contesto funziona poco, ma ho stretto i denti per le ultime pagine e ora l'ho già rimosso. In generale credo che tutta la situazione Blackthorne sia uscita benissimo, perché le relazioni tra fratelli sono molto ben rappresentate e spesso pure in scene molto brevi portano una grossa carica drammatica alla narrazione. Se penso che c'è Drusilla che combina pochissimo in 3 romanzi e che invece è tenera e speciale nel suo essere ordinaria un po' mi spiace che venga chiusa ancora nella scatola dei bambini, ma la cosa ha senso e contribuisce alle meccaniche interne della famiglia. Poi, per come la vedo io, in 3 romanzi lunghi centinaia di pagine, l'unico personaggio che ne è uscito degno dello sforzo è Julian. Pur essendo un protagonista con una palla al piede enorme (Emma e la sua banalissima storia d'amore), pur patendo l'ombra della molto più intensa storia d'amore proibita tra Jace e Clary, ha saputo ritagliarsi un'identità precisa e a rimanere fedele fino alla fine a quello che era: Julian è un Blackthorne e separarlo dai fratelli sarebbe come far crollare l'intero castello di carta della storia, non lo si può isolare con Emma perché sarebbe la morte totale di tutto, incluso il mio interesse.
Diciamo che come ultimo romanzo della trilogia, lunghezza esagerata a parte, il romanzo a me è piaciuto. Ha difetti, pregi ma soprattutto ha un titolo che non ci azzecca una mazza con il contenuto. Se anche voi come me vi aspettate che Annabel sia la protagonista malvagia assoluta think again perché no, il titolo è un clickbait potente.
Con questo chiudo, ora prima di prendere in mano un altro romanzo della Clare passeranno alcuni mesi, perché ho bisogno di riprendermi dallo sforzo enorme che queste quasi 900 pagine hanno richiesto al mio neurone.

23 giugno 2020

Cassandra Clare
Lord of Shadows

Serie The Dark Artifices 2

Trama
Simon & Schuster
pag. 699 | € 9,00
A Shadowhunter’s life is bound by duty. Constrained by honor. The word of a Shadowhunter is a solemn pledge, and no vow is more sacred than the vow that binds parabatai, warrior partners—sworn to fight together, die together, but never to fall in love. Emma Carstairs has learned that the love she shares with her parabatai, Julian Blackthorn, isn’t just forbidden—it could destroy them both. She knows she should run from Julian. But how can she when the Blackthorns are threatened by enemies on all sides? Their only hope is the Black Volume of the Dead, a spell book of terrible power. Everyone wants it. Only the Blackthorns can find it. Spurred on by a dark bargain with the Seelie Queen, Emma; her best friend, Cristina; and Mark and Julian Blackthorn journey into the Courts of Faerie, where glittering revels hide bloody danger and no promise can be trusted. Meanwhile, rising tension between Shadowhunters and Downworlders has produced the Cohort, an extremist group of Shadowhunters dedicated to registering Downworlders and “unsuitable” Nephilim. They’ll do anything in their power to expose Julian’s secrets and take the Los Angeles Institute for their own. When Downworlders turn against the Clave, a new threat rises in the form of the Lord of Shadows—the Unseelie King, who sends his greatest warriors to slaughter those with Blackthorn blood and seize the Black Volume. As dangers close in, Julian devises a risky scheme that depends on the cooperation of an unpredictable enemy. But success may come with a price he and Emma cannot even imagine, one that will bring with it a reckoning of blood that could have repercussions for everyone and everything they hold dear.

[...] when this universe was born, when it blasted into existence in fire and glory, everything that would ever exist was created. Our souls are made of that fire and glory, of the atoms of it, the fragments of stars. Everyone's are, but I believe ours, yours and mine, are made from the dust of the same star.
Commento
Sarò sincera, non avevo voglia di iniziare questo mattoncino proprio in tempi di pandemia e per di più a casa. Sentivo che se avessi provato ad iniziarlo mi sarei incagliata, che probabilmente lo avrei abbandonato o tirato talmente tanto per le lunghe da trascinarmelo per settimane.
Invece no, non soltanto l'ho letto in tempi relativamente brevi - stiamo pur sempre parlando di 700 pagine -, ma mi è pure piaciuto molto, addirittura più del primo.
La prima cosa che mi viene da dire pensando a Lord of Shadows è che la storia e i personaggi sono meno infantili rispetto al primo romanzo. In Lady Midnight tutta la situazione ruotava attorno a Emma e a Julian e alle loro paturnie amorose ed esistenziali, oltre che alla resurrezione di Annabelle da parte di Malcolm. Ora, a me le paturnie adolescenziali piacciono anche, ma dalla Clare mi aspettavo qualcosa di meno gne gne e più complesso, esattamente quello che ha rifilato in Lord of Shadows. Lontane sono le crisi isteriche da ragazzina di Emma o Julian che fa il cucciolo bastonato, è come se tutti i personaggi abbiano fatto un salto di maturazione tra un romanzo e l'altro e ora non sono più dei ragazzini, e finalmente rispecchiano la maturità che ci si aspetta da loro.
La seconda cosa che ho apprezzato veramente tanto è che la centralità della storia non è più circoscritta attorno a Emma e Julian, ma si amplia includendo tantissimi personaggi che nel primo romanzo erano rimasti nelle retrovie. La coralità della storia è il fattore determinante nel mantenere vivo e attivo l'interesse del lettore: l'alternarsi dei punti di vista e lo spostarsi continuamente anche nello spazio hanno dato un ritmo più adrenalinico alla lettura. In questo modo, oltre a Emma e Julian, abbiamo potuto entrare in confidenza con altri personaggi che a me sono piaciuti da subito: Mark, Cristina, Kiera, Kit, Ty e Livvy, ma ovviamente ce ne sono tanti altri che ancora non sono diventati protagonisti ma poco ci manca, come Drusilla e Diana. Finalmente si distoglie l'attenzione dal continuo tira e molla emotivo di Emma e Julian che, secondo me, ha già perso il suo fascino perché non si sta dirigendo da nessuna parte e i due personaggi continuano a ripetere lo stesso schema. Un po' di angst è sempre gradita, ma credo che tutta la situazione abbia funzionato senza nausearmi perché i personaggi sono cambiati. Pur continuando a struggersi non sono così chiusi in se stessi e presi da soli sono ancora più interessanti che presi in coppia.
Ora, se devo essere ancora più onesta, Emma non è esattamente un personaggio che mi ha preso il cuore come aveva fatto Clary, ha i suoi pro e contro e in LoS mi è piaciuta molto di più, ma continua ad essere una protagonista che pare infusa di una potenza spropositata senza un motivo apparente, senza contare tutta la questione di Cortana, la spada magica che - spero - verrà approfondita nel terzo titolo della trilogia. Emma viene definita il Shadowhunter più forte della sua generazione, una nuova Jace, ma a me non pare abbia mai fatto niente di così strabiliante, soprattutto senza Cortana. Ma mi trattengo a dare un giudizio definitivo fino alla fine della trilogia, poi si vedrà.
Tra i personaggi che ho adorato ci sono Kit, Ty e Mark. Ho volontariamente tenuto fuori Livvy per due ragioni: pur facendo parte del trio non l'ho trovata speciale come Ty e Kit, e poi perché il finale del romanzo che la vede coinvolta è stato un colpo bassissimo da parte della Clare che devo ancora digerire. Kit e Ty sono un duo fantastico, completamente opposti e complementari, sono una combo che sicuramente ci regalerà tanto - spero - in eventuali prossimi romanzi, in particolare Kit mi fa una tenerezza che non mi spiego e ho apprezzato ogni singolo momento con il suo pov. Per quanto riguarda Ty finalmente entriamo un po' più in confidenza con le sue stranezze e il modo in cui funziona la sua mente. Mark, invece, è la personificazione dell'angst poetico, si strugge con naturalezza per ogni cosa e non si può non soffrire per lui: prima si strugge per Cristina, poi per Kieran, poi per i suoi fratelli, poi perché non si sente all'altezza di Julian, è un continuo flow di angst e per questo lo ringrazio sentitamente.
Sulla trama del romanzo ci sono alcune cose da dire: Malcolm è un cattivo che, pure nella fase 2, riesce ad essere comunque dimenticabile. Le ripercussioni di quello che fa, invece, sono molto più interessanti: Annabelle è il jolly del romanzo, è un personaggio che oscilla tra l'essere buona e l'essere una pazza scatenata che combina ogni casino possibile in trenta secondi. Non so bene cosa pensare di lei, a parte che con tutto il potere che ha ha causato la tragedia più grande di tutto il romanzo. Suppongo che la Queen of air e darkness sarà lei, quindi anche in questo caso mi tengo il giudizio per la fine. In questo quadro ci sono altri cattivi, alcuni più interessanti di altri. Parto con Zara e la Corte di psicopatici: mi sembra di rivedere Valentine e onestamente mi sorprende che una cosa del genere si possa ancora ripetere senza che nessuno batta ciglio. Va bene che un destabilizzatore interno agli Shadowhunters è sempre gradito e utile, ma cambiare un pochino le caratteristiche pareva brutto, vero? Invece i fae cattivi, il papà di Kieran, quelli sì che sono IL cattivo da tenere sempre nel proprio campo visivo. Il Lord of Shadows è il re dei fae oscuri, una specie di male oscuro che trama da anni alle spalle di tutti con il preciso scopo di conquistare il mondo, e per farlo deve prima di tutto togliere di mezzo gli Shadowhunters. La parte del romanzo ambientata nel mondo dei fae è stata molto bella perché ha inserito un elemento di casualità che prima non c'era, i personaggi dicono e fanno cose che nel loro mondo nemmeno si sognerebbero di dire o fare, ma gli effetti rimangono pure dopo. Soprattutto per Mark e Cristina, perché Emma e Julian hanno ormai superato la fase iniziale e sono proiettati sul trovare una benedetta soluzione a questa specie di maledizione. Ho grandi aspettative per l'ultimo romanzo, la combo Annabelle e Lord of Shadows dovrebbe essere terreno fertile per molti altri momenti di angst, ma tanto di sicuro un bel po' di tragedia è in serbo fin dall'inizio.
Ah, menzione d'onore per Magnus e Alec, che sono arrivati nel momento del bisogno e hanno dato una mano ricevendo in cambio una batosta di proporzioni epiche. Non pervenuti Jace e Clary, che fanno una comparsata e poi svaniscono nel nulla, Jace mi manca tantissimo.
Non ho altro da dire se non che il terzo romanzo ha scalato la lista dei tbr, e se prima non pensavo di finire la trilogia in tempi brevi ora sono quasi sicura che non resisterò molto prima di leggere QoAaD. Vediamo se la Clare sarà capace di risorgere al 100%.

11 maggio 2020

J.R. Ward
Blood Truth

Serie Black Dagger Legacy 4

Trama
Simon & Schuster
pag. 469 | € 8,75
As a trainee in the Black Dagger Brotherhood’s program, Boone has triumphed as a soldier and now fights side by side with the Brothers. Following his sire’s unexpected death, he is taken off rotation against his protests—and finds himself working with a former homicide cop to catch a serial killer: Someone is targeting females of the species at a live action role play club. When the Brotherhood is called in to help, Boone insists on being part of the effort—and the last thing he expects to meet is an enticing, mysterious female...who changes his life forever. Ever since her sister was murdered at the club, Helaine has been committed to finding her killer, no matter the danger she faces. When she crosses paths with Boone, she doesn’t know whether to trust him—and then she has no choice. As she herself becomes a target, and someone close to the Brotherhood is identified as the prime suspect, the two must work together to solve the mystery...before it’s too late. Will a madman come between the lovers, or will true love and goodness triumph over a very mortal evil?
And sometimes, to have faith in yourself, you had to have someone light that path for you.
Commento
***spoiler***
Dopo Where winter finds you e il suo tiepido effetto sul mio cervello ho adocchiato Blood Truth, consapevole che probabilmente sarebbe stata la salvezza contro la noia della serie. Ho resistito quanto ho potuto, leggendo altro, ma alla fine non ce l'ho più fatta e mi ci sono buttata a pesce. Avevo bisogno di leggere la Ward che mi piace, e non la sua versione stuccosa e romantica. Volevo a tutti i costi cancellare i piagnistei di Trez e sostituirli con qualcosa di più sostanzioso e, grazie al cielo, questo romanzo è stato perfetto.
Tanto per cominciare c'è da dire che la serie spin-off della BDB è veramente ben fatta: racchiude gli elementi vincenti della BDB ma rimane più semplice, meno complessa e focalizzata sulla coppia. I giovani rimangono giovani, con i loro problemi, e si vede uno scorcio della vita dei civili che prima non compariva nemmeno da lontano. In particolare, per questo romanzo, oltre alla deliziosa storia d'amore, c'è l'ingresso di una trama più dark e l'invasione di campo di Butch e Syn. Ora, è chiaro che la Ward ha deciso di intrecciare le due serie non solo perché i personaggi compaiono uno nel romanzo dell'altro, ma perché succedono cose che inevitabilmente vanno a confluire nel resto della BDB. Qui è evidente che la scelta di introdurre un elemento più drammatico, che porta alla presenza massiccia di Butch, serve un po' da apripista a quello che succederà in The Sinner. Certo, Syn è il protagonista e in Blood Truth è la classica wild card, ma c'è un sottofondo differente, c'è qualcosa alla quale ormai la Ward ci ha abituati: la BDB è stata e rimane il cuore pulsante di tutto.
Tornando a Blood Truth, il fatto che la storia d'amore si tinga di tinte dark ha solo aumentato il coinvolgimento nella lettura. Non ci sono solo i problemi personali quotidiani dei due protagonisti, ma c'è anche il problema di un serial killer. Insomma, oltre ai casini legati alla glymera arriva pure la batosta di trovare il colpevole che stupra, tortura e poi uccide delle giovani vampire. E' chiaro perché c'è il coinvolgimento di Butch, rispolvera le sue competenze di detective della omicidi e prende sotto la sua ala Boone che si trova in una situazione molto delicata a causa del padre.
Questo intruglio strano, un mix tra crime e romance con un sacco di splatter mi è piaciuto parecchio, il romanzo è filato via alla velocità della luce e la Ward è riuscita a dipingere Syn come un personaggio che è veramente oltre il limite del salvabile ma che comunque esercita un fascino tutto suo. Non posso che confermare il mio amore per Butch, che si conferma essere meravigliosamente umano in un mondo che non lo è affatto e che dimostra di avere empatia e acume quando gli altri si limitano a sfoderare i pugnali.
La storia di base di Blood Truth ha come protagonista maschile Boone, figlio di Altamere. Nel romanzo precedente aveva avvisato la BDB e il re dell'imminente ritrovo della glymera organizzato da quel grandissimo figlio di una sultana Throe. Senza entrare troppo nel dettaglio, il risultato di questo evento è la morte di Altamere, tuttavia la storia di Boone prende il via molto tempo prima, quando raccoglie come segno del destino la rottura del fidanzamento da parte di Rochelle, assumendosene la colpa. Il padre, vero esponente della glymera, lo disereda e lui si ritrova in un limbo dove non sa cosa succederà. Per sfuggire alla gabbia della glymera, entra nel corso della BDB e inizia un percorso di vita che lo porterà a denunciare il padre al re.
Il resto è storia, come si suol dire, ma a frittata fatta Boone non può fare a meno di sentirsi schiacciato dal senso di colpa. Nonostante il padre fosse un elemento orribile, freddo e snob, era pur sempre la sua unica famiglia e la consapevolezza di essere in parte la causa della sua morte lo mette in una posizione complicata. Non aiuta il fatto che Boone sia insicuro sulla sua eredità, oppresso dal senso di colpa, sfoga la sua rabbia e la sua frustrazione sul campo, ma agli occhi attenti della BDB non sfugge che il ragazzo sta passando un momento difficile.
La protagonista femminile, Helania, è un po' una ripetizione delle ultime eroine della Ward ma ha il pregio di essere perfetta per questa trama. La ragazza è una civile che vive sola dopo che la sorella è morta mesi prima, assassinata in un club. Helania, che è una solitaria per natura, passa ogni notte nel club nella speranza di trovare l'assassino e, una sera, si ritrova ad essere testimone di un altro omicidio. Un vampiro e una vampira si appartano nel club, e dopo ore il cadavere della donna viene rinvenuto da Helania, appeso per la testa con un gancio da macellaio, dissanguata, sfigurata, violentata. Helania decide di chiamare il numero di emergenza della BDB e a ritirare la chiamata e a fare la prima apparizione è V, ma sarà Butch ad assumersi l'incarico di indagare.
Così le strade di Helania, Butch e Boone si incrociano: all'inizio lei è una sospettata, ma in Boone - nella classica tradizione della Ward - scatta subito l'attrazione e finisce per innamorarsi di Helania, ricambiato. Tutto quello che c'è nel mezzo è piuttosto succoso, non c'è mai un vero momento in cui mi sia annoiata e ho apprezzato in modo particolare che il romanzo non sia rimasto sullo stesso schema dei primi titoli e che abbia allargato le ali tastando l'aria: probabilmente d'ora in poi anche questa serie diventerà meno basic e più complessa e non posso dire che non mi piaccia. Certo, la storia d'amore manca dell'intensità e dell'angst che solo la BDB ha saputo dare, ma compensa questo vuoto con la dolcezza di un amore giovane.
Ultimo appunto, Syn è uno psicopatico ma mi ha stuzzicata al punto da farmi spendere una cannonata per l'ebook di The Sinner e non credo che riuscirò a resistere a lungo, anche perché sono proprio curiosa di vedere cosa succederà.

6 aprile 2020

J.R. Ward
Where Winter Finds You

Serie Black Dagger Brotherhood 18

Trama
Simon and Schuster
pag. 450 | € 8,70

When Trez lost his beloved to a tragic death (The Shadows, Black Dagger Brotherhood #13), his soul was crushed and his destiny seemed relegated to suffering. But when he meets a mysterious female, he becomes convinced his true love has been reincarnated. Is he right? Or has his grief created a disastrous delusion? Therese has come to Caldwell to escape a rift with her bloodline. The revelation that she was adopted and not born into her family shakes the foundations of her identity, and she is determined to make it on her own. Her attraction to Trez is not what she’s looking for, except the sexy Shadow proves to be undeniable. Has fate provided a grieving widower with a second chance...or is Trez too blinded by the past to see the present for what it really is? In this sensual, arresting book full of the themes of redemption and self-discovery, two lost souls find themselves at a crossroads where the heart is the only compass that can be trusted...but that may require a courage that neither of them possesses.
Blessed are those who believe in all that two hearts aligned achieve. For once united, no matter where winter finds them, they will always be warm.

Commento
Sarò onesta, con Where winter finds you ho solo e soltanto fatto i compiti, niente di più e niente di meno. L'ho preso per amore della serie e della Ward, l'ho letto per avere tutti gli avvenimenti in testa per proseguire la serie senza buchi, ma non avevo altri ulteriori motivi.
Non è un mistero che non sia mai stata attratta dalle storylines delle due Ombre, e che il romanzo di Trez e Selena sia stato uno dei più noiosi mai letti nella serie; purtroppo per me, la Ward ha deciso di dover infilare un romanzo breve per dare a Trez il suo maledettissimo lieto fine, e quindi eccomi qui.
Domanda di rito, mi è piaciuto? Tutto sommato direi di sì, se penso al fatto che sono partita con il fastidio nel cuore e che i personaggi sono gli ultimi nella mia lista dei preferiti. Mi aspettavo molto ma molto di peggio, mi aspettavo di odiarlo e di non sopportare praticamente nessuno, ma evidentemente la formula del romanzo breve totalmente slegato dalla trama portante della serie ha funzionato.
Partiamo, quindi, dal presupposto che questa storia e questo romanzo, pur essendo inseriti nella trama portante della serie, ne sono in un certo senso separati. Gli eventi avvengono nello stesso tempo e negli stessi luoghi, ma non influenzano e non vengono influenzati dal resto della storia. Trez, che dopo il suo romanzo è rimasto in ombra a digerire il lutto, qua si prende una specie di rivincita e completa la costruzione del suo personaggio. Non mi sorprenderebbe se, dopo di questo, la Ward lo lasciasse definitivamente in disparte perché ora che il suo lieto fine è arrivato, per me, ha ben poco altro da aggiungere. Nonostante la sua storyline arrivi alla sua conclusione non ho cambiato la mia opinione nei suoi confronti: Trez è un personaggio ok ma non regge il confronto con gli altri protagonisti sia per carattere che per utilità; alla fine Trez gira attorno alla sua compagna in entrambi i casi e sembra non essere in grado di funzionare al di fuori di questo schema. Ora, nel primo romanzo questo aspetto mi aveva dato a noia molto in fretta, anche se avevo apprezzato il coraggio della Ward di accoppare Selena, ma in questo seguito funziona meglio proprio perché tutto il romanzo ha un'identità molto precisa: è un paranormal romance classico, senza la pretesa di aspirare alla complessità e alla ricchezza dei romanzi portanti della serie. In un certo senso questo contesto è quello che ha dato la possibilità a Trez di prendersi una rivincita come eroe e protagonista, anche se ovviamente per me rimane uno dei personaggi maschili meno riusciti.
La maggior parte del tempo Trez lo passa a - giustamente - piangere Selena, quindi da lui oltre tendenze suicide, depressione e passività non ci si può aspettare. Quando incontra Therese la sua somiglianza con Selene lo fa sbarellare definitivamente: è convinto che la ragazza, in qualche modo, sia la reincarnazione di Selena e non accetta né consigli né razionalità da nessuno.
In realtà Therese è una persona fatta e finita e non è Selene (oppure lo è?), ha ricordi della sua infanzia, ha una famiglia, ha una vita, ma soprattutto ha una personalità, dei gusti e delle abitudini completamente diverse rispetto a quelle di Selene. All'inizio Trez fa finta di non vederle, è più facile convincersi che la sua fantasia sia la realtà se non vede le differenze, ma man mano che i due entrano in confidenza è chiaro che la sua illusione sta cominciando a vacillare.
Therese è quello che Selene non ha potuto essere: non è una chosen, non è malata, ha un carattere ben definito, non è una donnina sottomessa e passiva e non si lascia infinocchiare da Trez, anche se a lei sembra proprio quel tipo che sogna continuamente.
La loro relazione nasce male, in un certo senso, perché è quasi una menzogna: Trez finge che sia Selene mentre lei si fida dei suoi nuovi sentimenti convinta di essere all'inizio di una nuova e meravigliosa relazione. Niente di più falso, ovviamente, perché quando Trez finalmente si decide a raccontarle la verità la poverina ci rimane di merda: non solo lui è ancora innamorato di una donna morta, ma ha proiettato la presenza di Selene al suo posto solo perché sono praticamente due gocce d'acqua. Therese non è mai stata parte di questa relazione, è stata solo un involucro dove Trez ha sostituito i nomi, usandola per fantasticare sulla compagna morta. Creepy, no?
Ovviamente questo è il punto di rottura di tutto il romanzo, con Therese che manda Trez a quel paese e si dedica completamente alla sua famiglia e con Trez che, capito l'errore, comincia a vedere chiaramente le differenze tra le due donne e a capire che, tutto sommato, la personalità di Therese è proprio quella che lo ha fatto innamorare nuovamente, anche se in modo completamente diverso.
Ora, essendo Trez quello che è, per lui Therese è comunque la sua compagna: non sarà Selene, ma è in ogni caso la sua compagna, mentre per lei la situazione è più complicata. Quindi il vero twist, o per meglio dire lo spiegone che porta al lieto fine, arriva quando Therese è in pericolo e Trez la salva. A me non fanno impazzire gli spiegoni che durano tre secondi netti e ti fanno capire che le cose sono così e basta e fattela andare bene. Non mi piace, non mi soddisfa, ma a questo punto ero pronta ad accettare qualsiasi cosa perché ero alla fine e non vedevo l'ora di mettermi tutta questa baraonda alle spalle, chiudere la storia di Trez e buttarmi su altro.
Lo spoiler qui è praticamente inesistente, Lassiter ci ha messo lo zampino e Therese è veramente Selene, end of story, e vissero tutti felici e contenti. Tranne me, perché per quanto abbia sopportato tutto senza troppi drammi, un bel rolleyes potente non me lo ha tolto nessuno. Diciamo che la Ward in linea di massima sa fare molto di meglio, ma invece ha scelto di dare a questa storia una connotazione puramente romantica e pure natalizia per farci mandare giù il boccone amaro.
Com'è che dice Mary Poppins? Con un poco di zucchero la pillola va giù, la pillola va giù. A mai più, Trez, spero.

24 febbraio 2020

Cassandra Clare
Lady Midnight

Serie The Dark Artifices 1

Trama
Simon & Schuster
pag. 669 | € 12,00
It’s been five years since the events of City of Heavenly Fire that brought the Shadowhunters to the brink of oblivion. Emma Carstairs is no longer a child in mourning, but a young woman bent on discovering what killed her parents and avenging her losses. Together with her parabatai Julian Blackthorn, Emma must learn to trust her head and her heart as she investigates a demonic plot that stretches across Los Angeles, from the Sunset Strip to the enchanted sea that pounds the beaches of Santa Monica. If only her heart didn’t lead her in treacherous directions…Making things even more complicated, Julian’s brother Mark—who was captured by the faeries five years ago—has been returned as a bargaining chip. The faeries are desperate to find out who is murdering their kind—and they need the Shadowhunters’ help to do it. But time works differently in faerie, so Mark has barely aged and doesn’t recognize his family. Can he ever truly return to them? Will the faeries really allow it?
There was beauty in the idea of freedom, but it was an illusion. Every human heart was chained by love.
Commento
Nel 2019 sono stata brava, non mi sono lasciata prendere dall'hype e ho collezionato i titoli della Clare in modo razionale, aspettando le edizioni economiche, per poi avere tutta la serie da maratonare. Ho deciso di tenermi la serie Dark Artifices per il 2020 e ho anche deciso di attaccarla subito ad inizio anno perché ero in una fase di desiderio di fantasy, convinta di fare una scorpacciata esattamente come successe con la serie Shadowhunters.
Sarò io, sarà il romanzo, sarà il periodo, eppure Lady Midnight mi è sembrata una continua occasione mancata, un continuo ricalcare uno schema già ampiamente - e con successo - usato dalla Clare. Purtroppo devo dire che il romanzo non mi ha fatta impazzire, non mi ha coinvolta come pensavo che avrebbe fatto e non ho sentito il desiderio di prendere in mano il secondo titolo della serie.
Avevo aspettative molto alte sulla storia in generale, non in modo particolare sui personaggi, perché pensavo che la Clare sarebbe stata in grado di rendermi gradevole qualsiasi cosa, persino dei personaggi che non mi suscitano nessuna simpatia o interesse. A fine lettura - durata, per inciso, fin troppo per i miei gusti - ho dovuto accettare che questo romanzo non mi è piaciuto sempre e nemmeno tanto, anche se ci sono moltissime parti che ho trovato coinvolgenti ed emozionanti.
Non c'è nessun problema riguardo lo stile, anche se leggere la Clare in inglese ha un po' rallentato la lettura, il vero scoglio che mi ha messa in difficoltà è stata la lunghezza del libro. Oltre 650 pagine per una trama che, onestamente, poteva essere sviluppata in un centinaio di meno sono un peso che si trascina, il romanzo sembra non finire mai e c'è un punto in cui continui a girare pagine e ti sembra di essere sempre nello stesso punto senza che accada mai veramente qualcosa di importante.
Se unisco questo aspetto alla trama un po' debole, è inevitabile che abbia dato un voto poco alto, perché anche se ha delle uscite affascinanti, non è sufficiente affinché il romanzo diventi indimenticabile.
Il secondo problema - per me - grosso è che ho provato pochissimo trasporto emotivo per la 'coppia' protagonista. In particolare ho avuto un senso di già letto, di già visto nel proibito: come Jace e Clary non potevano stare insieme perché - all'epoca - fratelli, Julian e Emma non possono stare insieme perché parabatai. Ora, capisco che magari certe storyline vengono pensate e decise anni prima, però qua è proprio una ripetizione e, onestamente, la cosa era talmente scontata che ho perso subito interesse per la parte romantica del romanzo. Se devo essere onesta, da questa coppia mi aspettavo un livello di angst pazzesca e, in un certo senso, da parte di Julian ne ho avuta abbastanza, mentre per Emma no, il cambiamento dei suoi sentimenti è stato piatto, quasi inspiegabile, una specie di interruttore che passa da spento ad acceso senza vere motivazioni. Quindi no, il lato romantico del romanzo mi ha lasciata un po' perplessa e delusa, suppongo però - visto com'è finito - che nei seguiti si esplorerà maggiormente la questione amore proibito.
Per quanto riguarda i personaggi, Emma è la delusione più grossa: non sono fan delle eroine come lei, trovo che siano poco profonde e limitate dalla loro sete di vendetta, e il suo percorso è sempre circoscritto al risolvere il mistero sulla morte dei genitori. Lo accetto con una scrollata di spalle, non mi ha coinvolta granché. Al contrario ho trovato che tutti i Blackthorne siano stati eccezionali, a partire dai ragazzini - Ty in particolare - fino a Julian e Mark, loro hanno tenuto in piedi praticamente tutto il romanzo. Julian è un personaggio tormentato nella giusta misura e soprattutto con le giuste motivazioni: in giovane età ha dovuto uccidere il padre e si è ritrovato a fare da padre ai fratellini, oltre che vedersi separare dal fratello e dalla sorella maggiori. Per lui tutto è difficile, dal gestire una famiglia al tenerla unita e non riesce a trovare un angolo che sia solo suo, un sentimento che sia solo suo. E' forse per questo che Emma ha un'importanza vitale per Julian, lei non dipende da lui e non fa parte della famiglia, è solo sua e non la deve dividere con nessuno. Anche i suoi sentimenti hanno senso, è abbastanza facile immaginare come per lui le cose siano cambiate con gli anni, e ho gradito la sua personalità riservata, i segreti che riesce a tenersi dentro e l'autocontrollo che dimostra di avere anche nei momenti più difficili. Mark è stato forse il personaggio più intenso del romanzo, è selvatico, problematico, ma anche fragile e profondo, e soprattutto ha in sé una doppia natura: shadowhunter e fae, ed è portatore di una buona dose di angst, soprattutto grazie a Kieran, un personaggio insospettabile che però fornisce dosi di patemi emotivi notevoli.
Per quanto riguarda la trama in sé, sì è abbastanza interessante ma per me poteva essere semplificata o almeno velocizzata perché la proporzione tra le scene d'azione e tutto il resto è sbilanciata, ok che devi aumentare la suspance e che non puoi farci capire tutto subito, ma anche così 670 pagine per poi alla fine ridurre tutto a questo mi è sembrata una scelta infelice. Non mi va di commentare oltre su chi è il cattivo e il perché e chi è questa benedetta Lady Midnight, ho avuto l'impressione che questo mattone fosse solo una lunghissima introduzione per qualcosa che verrà, un'apertura alla trama più importante dei seguiti. Di sicuro porterò avanti la lettura della trilogia, quando non lo so. Al momento non ho molta voglia di lottare con il disinteresse quindi mi dirigo verso altri lidi per disintossicarmi, sperando che il secondo titolo abbia il potere di prendermi.

7 novembre 2016

Kresley Cole
Dead of Winter

Serie Arcana Chronicles 3

Trama
Simon & Schuster
pag. 320 | € 10,40
Evie was almost seduced by the life of comfort that Death offered her—until Jack was threatened by two of the most horrific Arcana, the Lovers. She will do anything to save him, even escape Death’s uncanny prison, full of beautiful objects, material comforts…and stolen glances from a former love. Despite leaving a part of her heart behind with Death, Evie sets out into a perilous post-apocalyptic wasteland to meet up with her allies and launch an attack on the Lovers. Such formidable enemies require a battle plan, and the only way to kill them may mean Evie, Jack, and Death allying. Evie doesn’t know what will prove more impossible: surviving slavers, plague, Bagmen and other Arcana—or convincing Jack and Death to work together. There’s a thin line between love and hate, and Evie just doesn’t know where she stands with either Jack or Death. Will this unlikely trio be able to defeat The Lovers without killing one another first...?
As I followed, I wondered what we would encounter out on the road? Or when we faced the twins?And how was I going to keep Aric and Jack from killing each other? Jack was my boyfriend - maybe. If he hadn't washed his hands of me for being hitched to Death, and if I could figure out how to trust him. Aric was my lethal 'husband' - a master manipulator, one who clearly had a trick up his sleeve.Me, Jack, and Death on a mission.What could possibly go wrong?


Commento
Kresley miseria ladra, sei una donna sadica.
Il cliffhanger che mi hai lanciato con Dead of Winter è - ah! - apocalittico. Solo la certezza che il prossimo romanzo della serie uscirà tra un mese mi salva dalla disperazione più nera, perché altrimenti mi sarebbe venuta una crisi isterica.
Kresley, ti odio ma ti voglio bene, e mi fido ciecamente del tuo programma. Se certe cose succedono, ci deve essere un motivo, ma spero per te che ci sia una carrambata sotto perché l'idea che il finale sia true, ma proprio true, mi deprime da morire.
Calma e sangue freddo. Ce la posso fare.
Dead of Winter inizia là dove era finito Endless Knight, con Evie che scappa dalla fortezza di Morte e segue il richiamo di Matthew fino al loro accampamento, per salvare Jack dai Lovers, i due gemelli incestuosi pervertiti e sadici. Il piano per entrare nel campo nemico, salvare Jack e uccidere i gemelli non è semplice: prima di tutto gli Arcana dell'alleanza sono stanchi morti, quelli nuovi mettono in pericolo le loro vite e le risorse sono poche. Selene e Evie sono due spaccaculi di prima categoria: insieme riescono a salvare Jack e a restaurare la sua leadership. Perché Jack, nei mesi in cui Evie era rinchiusa con Aric, ha buttato le basi per costruire una nuova alleanza tra gli umani sopravvissuti, cercando di sterminare gli schiavisti e tutte le minacce che trovava sulla sua strada: il mito del cacciatore si è consolidato al punto che, anche pesto e ammaccato, è lui a prendere le decisioni.
Nel momento in cui Evie salva Jack, cambia un'altra volta l'equilibrio della storia: come si può sospettare il fascino del ragazzo è ai massimi livelli e Evie, poverina, non riesce proprio a scendere a patti con il suo cuore. Per quanto ami Jack e voglia bene ai suoi amici, non può considerare Aric un nemico. Appena Aric arriva sulla scena, siamo a metà romanzo, scatta subito la domanda fatidica: Evie deve scegliere e lo deve fare presto, perché nessuno dei due vuole dividerla.
I pericoli, però, non si prendono una pausa e i Lovers spuntano fuori un'altra volta: i loro poteri sono tali da aver potuto creare dei cloni che i due originali hanno usato per preservarsi e il loro obiettivo è catturare Evie, torturarla per sempre grazie ai suoi poteri di rigenerazione e vendicarsi di ciò che l'Imperatrice ha fatto loro nei giochi precedenti. Per avere Evie catturano Selene per uno scambio sicuro: l'Imperatrice per la Luna.
Siccome le cose non sono mai semplici, il Matto dice che perché tutti ne escano vivi, solo Evie, Aric e Jack possono andare a salvarla. Comincia così la quest per la Luna, dove i due ragazzi si pizzicano e fanno a gara per ottenere l'affetto di Evie e dove si scoprono nuovi segreti, nuovi risvolti e nuovi lati del carattere di tutti e tre.
La spada di Damocle che pende sulla testa di Evie è forse la cosa che suscita maggiore attenzione: per quanto i Lovers siano orrendi e seminino sangue e viscere, la storia mantiene una sorta di vitalità frivola proprio grazie a questo. Aric o Jack? Ma soprattutto, Evie sceglierà o succederà qualcosa che le impedirà di farlo?
Naturalmente questo è il gioco della Cole. In Endless Knight era il turno di Aric e ora è quello di Jack in un continuo gioco di seduzione che manda in palla Evie e noi con lei: è praticamente impossibile scegliere quale tra i due personaggi sia migliore, quale dovrebbe essere scelto da Evie e quale dovrebbe avere il ruolo vincente. Aric e Jack sono opposti e importanti per motivi diversi: Aric attira la Evie con i poteri, l'Arcana che è il lei, ma allo stesso tempo è sempre onesto, non mente, non nasconde, non gioca sporco - non ne ha bisogno - e spinge sul fatto che il loro rapporto è praticamente scritto nei secoli. Jack, invece, attira il lato umano di Evie, è una sorta di speranza di una vita migliore, così come un legame alla sua vita passata. Senza contare che Jack è coraggioso, passionale e pieno di risorse, non risente per niente il paragone con Aric.
Personalmente, ho oscillato davvero tanto, ma credo che Jack sia il mio preferito. Aric è troppo troppo: non c'è pericolo, non c'è brivido, è una sorta di storia già scritta che può cambiare solo se Evie sceglie di farlo.
In caso ve lo steste chiedendo, la scelta viene fatta MA la Cole ribalta subito le carte in tavola dandoci una batosta colossale proprio nel finale - da qui il cliffhanger della morte - che cambia le cose ancora una volta. Non posso elaborare, una cosa è strettamente legata all'altra e c'è anche una tragedia di mezzo e, veramente, se volete sapere leggete.
Tra l'altro, rispetto ai due romanzi precedenti, DoW è decisamente più serrato, veloce, adrenalinico. In poco più di 300 pagine non si ha mai un momento di respiro, i personaggi sono sempre in movimento, sempre in pericolo e non c'è pausa nemmeno nel ritmo del romanzo: azione, azione, azione. Dall'inizio, alla fine. Colpi di scena, nuove alleanze, nuovi nemici e un progetto gigantesco che, chissà, magari ce la fanno a portarlo a termine.
Nel mio podio, DoW sta sotto PP e sopra EK, c'è un po' di tutto e - bonus extra - entrambi i personaggi maschili hanno i loro momenti con Evie. Praticamente ne usciamo tutti soddisfatti, almeno finché non si arriva al finale e lì c'è da piangere oceani di lacrime.
We'll see. Nel frattempo mi godo queste settimane di pausa e poi mi butto a capofitto in Day Zero e Arcana Rising.
Non c'è storia, devo sapere. Devo.