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20 gennaio 2020

Nicole Williams
Stealing Home

Trama
ebook | € 3,74
Being the only woman working for a professional baseball team isn’t easy. As the San Diego Shock’s newest athletic trainer, Allie knows all about long hours, endless travel, and warding off players’ advances. Given she’s already the subject of a handful of rumors about how “lucky” she was to have earned such a coveted position, she can’t so much as flutter an eyelash a player’s way if she wants to be taken seriously. But number eleven is doing more than fluttering eyelashes Allie’s way. Far more. Luke Archer is at the top of his game and doesn’t let the fear of striking out keep him from swinging. This is a motto he applies both on and off the field, but Allie appears immune, seeming to view Luke as nothing more than caution tape on legs. He’s a player, and in Allie’s experience, they’re all the same. She won’t risk her job or her heart to another one, no matter how different this one claims to be. But as Allie gets to know him, she discovers the number eleven the public thinks they know is very different from the real Luke Archer. He seems too good to be true. And maybe he is. Allie will have to confront the stories attached to a player of Luke Archer’s stature and decide who she’ll put her faith in—The man she’s falling for? Or the rumors?
Fear bled the love out of life. When there was an abundance of fear, there wasn't room fro love to grow.

Commento
Presa da un raptus di sport romance ho spulciato nei meandri del Kindle nella disperata ricerca di un titolo che si avvicinasse anche solo lontanamente al genere e ho avuto fortuna con la Williams. Di solito lei è un'autrice che mi regala stand-alone che si leggono in un soffio e anche questa volta ha esaudito il mio desiderio, anche se non al 100%.
Allora, partiamo con il presupposto che il baseball non mi ha mai entusiasmata granché e che abbia visceralmente odiato la versione soft giocata alle scuole medie, quindi di solito non sono attratta dai romance che girano attorno a questo sport. Per la Williams, però, di solito non faccio caso al contenuto e compro tutti i suoi romanzi perché mi piace il suo stile e le sono affezionata, anche se ogni tanto spara delle ciofeche.
Stealing Home non è esattamente quello di cui avevo bisogno, non solo perché lo sport in questione è il baseball, ma perché è un romance adulto e il contenuto ad un certo punto ha preso una strada diversa da quella che normalmente piace a me.
La protagonista del romanzo è Allie, una giovane donna che ha finalmente raggiunto il suo obiettivo lavorativo: entrare nel team medico di una delle squadre più importanti della League come fisioterapista, e avere la soddisfazione di esserci riuscita per la sua professionalità e la sua bravura. Allie ha seguito per quasi tutto l'anno la rigida politica di non dare troppa confidenza ai giocatori, non perché loro siano dei marpioni, ma perché il mondo del baseball - come quasi tutti gli sport - è maschile e le donne che ci girano dentro e attorno non sono viste di buon occhio, soprattutto una donna come lei che ci lavora come professionista. Per evitare situazioni spiacevoli, Allie si limita a conoscere le informazioni base dei giocatori e concentrarsi sulle loro necessità mediche, la nudità non le fa più effetto e non vede nessuno di loro come uomini ma come pazienti.
Per mesi questo programma funziona alla grande, finché un giorno, scaricata dall'ennesimo fidanzato si ritrova Luke Archer seduto in fianco a lei sul volo che porterà la squadra alla prossima partita. Allie rimane un attimo perplessa perché Archer non le aveva mai rivolto la parola, mentre adesso sembra essere concentrato su di lei e negli occhi ha lo sguardo di chi ha puntato una preda. Di punto in bianco Luke rende palese la sua attrazione per Allie e flirta con lei in modo più che esplicito, così che lei non possa avere dubbi a riguardo. Allie, però, non vuole rischiare che una storia di sesso metta in pericolo la sua carriera e all'inizio si tiene ben lontana dalla tentazione, perché Luke è una grossa tentazione. Naturalmente le cose prendono subito una piega bollente e i due si buttano a capofitto in una relazione segreta che inevitabilmente prende una piega pericolosa: Luke vuole uscire allo scoperto mentre Allie ha paura che rendere pubblica la loro relazione le tolga tutto quello per cui ha lavorato, inclusa la sua dignità. Il momento di rottura, come sempre, è presente e si gioca sul classico equivoco che allontana i due protagonisti per poi risolversi in una nuvola rosa di amore.
Allora, tanto per cominciare non sono stata una grande fan del modo in cui la Williams ha gestito l'apparente misunderstanding. Luke non fa proprio nulla per essere frainteso e Allie non gli concede nemmeno il beneficio del dubbio, va semplicemente da 100 a 0 e non si pone nemmeno il problema di approfondire la questione, prende per oro colato quello che le viene detto e si trincera dietro delle paure un po' poco approfondite. Così mi ricollego al problema principale che ho avuto con il romanzo: è troppo superficiale. Come romance un po' hot va sicuramente bene, la trama non è complicata, non si attorciglia attorno a problemi strani e non tira e molla continuamente, però le cose succedono troppo in fretta e si concludono altrettanto in fretta in modo anche la grossa rottura si sgretoli per mancanza di solide basi. La velocità generale, poi, mi ha lasciata un po' perplessa, pur accettando che Luke è già molto attratto da Allie le tempistiche della loro relazione sembrano quelle di un romance scadente. Allie ha una resistenza inesistente, si buttano subito a letto - e va bene - ma il risvolto sentimentale diventa ingombrante troppo presto e senza una vera ragione sia da parte di lei che da parte di lui. Il romanzo parte che pare quasi un romance erotico e poi diventa di un melenso quasi esagerato, per me che non vado matta per i cuori e le rose e le gravidanze eccetera.
In generale la parte iniziale mi è piaciuta molto, poi quando i due cominciano a frequentarsi ho cominciato ad annoiarmi e ho terminato la lettura per pura cocciutaggine. Della Williams ho letto molto di meglio, ma purtroppo anche di peggio e Stealing Home è quello che è, un romance senza troppe pretese che si fa leggere molto velocemente e, nel grande schema delle cose (vedi, io che corro per completare la Goodreads Challenge), questa è la cosa più importante.

22 febbraio 2018

Nicole Williams
Hate Story

Trama
Ebook | € 0,49
Nina can’t let herself fall in love with the man she’s going to marry. Both of them have experienced the sting and sham of love and have no intentions of falling victim to it twice. Love is expensive—hate is free. Three years. A million dollars. A solution to both of their problems. They planned it all, from the story of their first meeting to the date of their divorce.
Nothing could go wrong. But what they didn’t consider was chemistry, and Nina and Max have no shortage of it. After too many near-kisses, Nina convinces herself that hating Max is better than loving him, and the more she gets to know this soon-to-be-husband of hers, the more she discovers just how very much she truly, madly, and deeply...hates him.
This isn’t a love story. This is the other kind.




Commento
***spoiler***
Questo 2018 è iniziato strano. Sono partita sparatissima e poi mi sono incagliata per oltre tre settimane. In realtà ci sono state delle circostanze che si sono unite e hanno creato questo stallo, perciò non me la sento di assumermi completamente la colpa.
Ad esempio per prima cosa c'è stato lo stop della mia linea del treno per il deragliamento, con conseguente nuovo tragitto per andare al lavoro e stress mentale perché sono una creatura abitudinaria; poi mi è venuta l'influenza, partendo da un lieve raffreddore fino a toccare vette di febbre e delirio e in ultimo emicrania lancinante, e quindi chi aveva la forza di aprire un libro; poi sono entrata nel tunnel dei drama coreani, e mentre ero sulla metro l'unica cosa che volevo fare era spararmi una puntata di Suspicious Partners; in ultimo avevo in lettura due romanzi che proprio non mi hanno coinvolta, e uno era proprio Hate Story.
In questo romance contemporaneo la protagonista Nina è una giovane in difficoltà: la nonna che l'ha cresciuta è morta e lei si è ritrovata a rischiare di perdere la casa di famiglia perché non ha abbastanza denaro per far fronte alle spese. Così, tramite conoscenze poco raccomandabili, trova il modo di ottenere in fretta un botto di soldi attraverso un accordo al buio: in cambio di un milione di dollari, Nina sposerà uno sconosciuto e ci rimarrà insieme per altri due anni prima di divorziare. L'accordo è una pura e semplice transazione, un contratto tra due parti che hanno due obiettivi diversi e il matrimonio è la soluzione più semplice perché li raggiungano.
Nina da una parte, Max dall'altra. Max è tedesco, di ottima famiglia, ed è un uomo di alta finanza, guadagna paccate di soldi e per lui un milione di dollari è un'uscita che può tamponare tranquillamente. Quello che ottiene in cambio è una green card, la cittadinanza americana in quanto sposato con una cittadina americana, e con questa potrà espandere il suo impero e stabilirsi definitivamente in America.
L'accordo tra i due è quasi anonimo, non si sono mai visti, si sono solo scritti per mail, ed entrambi sono d'accordo che il matrimonio sarà di facciata e che mai per nessun motivo avranno contatti fisici al di là del minimo necessario per convincere gli addetti statali. Finché imparano le rispettive informazioni personali tutto va bene. Max, però, non rimane indifferente al fascino un po' rustico di Nina e lei, che sbraita ai quattro venti quanto odi l'amore, intavola la classica guerra fredda del stiamo insieme ma non ti amo perché l'amore fa schifo ecc.
Ora, io provo una simpatia particolare per Nicole Williams, trovo che sia un'autrice capace e fortunatamente prolifica, ed è anche estremamente generosa con i suoi fans, però ultimamente ho notato che le trame dei suoi romanzi spesso sono fuorvianti: lasciano intendere qualcosa che non c'è o non avviene e alla fine rimane la sensazione di essere stati un po' fregati.
Hate Story si presenta come un romance dove la storia ruota attorno a questo imminente matrimonio e alla crescente attrazione che i due protagonisti provano l'uno per l'altra. Bene, io ve lo dico subito, questo finto matrimonio non viene celebrato e tutto si basa sul rapporto conflittuale che si sviluppa tra i due dal momento in cui si incontrano fino alla data ufficiale del matrimonio.
Normalmente una cosa del genere mi sarebbe andata bene, purché poi alla fine il matrimonio fosse stato presente e fosse pure causa di una crisi atomica di quelle che piacciono a me.
Nein, la Williams sfrutta fino all'osso la convivenza forzata e poi commette l'errore di soffermarsi sulle paturnie della protagonista.
Nina, infatti, è un personaggio che rimane fossilizzato sulle sue convinzioni e non cede di un millimetro neanche quando è palesemente nel torto. Il suo atteggiamento un po' infantile del considerare le relazioni come catastrofi e l'amore come un concetto inventato di sana pianta alla lunga sono fastidiosi; oltre che farla diventare antipatica, creano un conflitto con Max che si potrebbe risolvere o quanto meno evitare in tempi brevissimi. Il suddetto conflitto è che, ovviamente, i due si saltano addosso e lui si innamora, mentre lei rimane impassibile sul trombiamo ma non esiste una relazione, tu vai per la tua strada io per la mia, e poi Nina rompe le palle quando lui dimostra di essere razionale e intelligente e cancella tutto perché o lei lo ama, oppure no e in quel caso lui non vuole avere niente a che fare con un finto matrimonio.
Insomma, l'idea iniziale che mi ero fatta del romanzo è sfumata man mano che la Williams procedeva verso una direzione diversa e mi ha fatto perdere interesse dalla metà in poi. Un po' perché Nina è noiosa e irritante, un po' perché l'aria di romance tradizionale stagna fino a far diventare il romanzo prevedibile e poco coinvolgente. Certo, non è tutto da bocciare, perché la prima parte di legge velocissima e lo stile della Williams non sbava (questa volta ha imparato a usare meno parole), è chiaro che la struttura, l'idea e lo stile non bastano se lo svolgimento si perde un po' per strada.
Tutto sommato, però, se penso a quanto costa (un prezzo ridicolo, se volete il mio parere) e al fatto che ho letteralmente aperto un ebook a caso in un periodo poco felice in cui non avevo voglia di leggere, Hate Story ha quasi tutti gli elementi in ordine per essere considerato un romance contemporaneo carino, poco impegnativo e sufficientemente sexy. Ho i miei dubbi su quanto possa coinvolgere il lettore, ma solo perché Nina per me è stato l'elemento di disturbo e quindi credo sia impossibile immedesimarsi con la protagonista.
Sono un po' delusa, se devo essere sincera, perché è già il secondo romanzo della Williams che non mi convince al 100% e mi dispiace tanto. Non perdo la speranza, anche perché di suoi ne ho ancora un elenco infinito e ne avrò per tutto l'anno.

8 febbraio 2018

Nicole Williams
Damaged Goods

Serie Outsider Chronicles 2

Trama
Ebook | € 3,57

When Liv Bennett said good-bye to her sinkhole of a hometown, she planned to leave that chapter of her life behind forever. But forever turned out to only be three years. After her addict of a mother up and disappears, Liv returns to what she considers her own personal hell smack in the middle of nowhere Nevada to take care of her two younger sisters, and she promptly reinstitutes the golden rule that got her through her first nineteen years of life without getting knocked up, roughed up, or messed up: don’t date the local boys and, god forbid, don’t fall in love with one of them. It isn’t long before that golden rule is put to the test. Will Goods grew up in the next trailer over, but the wild, careless boy who used to tear up the town with his three brothers has morphed into someone else so completely, he’s almost unrecognizable. The quiet, contemplative man who works on cars every night and takes care of his mentally ill mother every day is nothing like the local boys Liv grew up avoiding. But when Liv considers suspending her golden rule just this once, she finds out something about Will that will change everything. Will Goods isn’t who he used to be—he’s not even the man Liv thinks she’s gotten to know over the summer. He’s become someone else entirely. He’s become...Damaged Goods.

Commento
Oltre un anno fa ho sperimentato un attacco di isteria dovuta alla voglia di leggere un romanzo, convinta di averlo sul Kindle, salvo scoprire che avevo solo il titolo precedente e l'altro no
La voglia di leggere Damaged Goods mi è tornata (è stata ciclica negli ultimi due anni, roba da matti) e ho pensato sicuramente lo avrò scaricato sul Kindle, figuriamoci se dopo l'ultima volta non l'ho fatto.
Non lo avevo fatto e la crisi isterica si è riproposta. Però questa volta ero a casa, con un bel credito sul mio account Amazon e il polpastrello puntato su Acquista con 1-click.
Tragedia scongiurata, penserete voi.
Ebbene, no. Perché c'è sicuramente una regola aurea che dice così: se vuoi disperatamente leggere un romanzo specifico e se sei convinta che sarà un'esperienza trascendentale, certa che ti innamorerai e che sarà la lettura dell'anno stai sicura che, invece, sarà tutto il contrario.
Tutto il contrario, con mia somma eterna imperitura felicità.
Non che sia qui a dire che DG fa schifo, che è il peggior romanzo di sempre e che la Williams è un'incapace, lungi da me le voglio bene, ma io volevo adorarlo questo benedetto libro invece mi sono annoiata! Annoiata! Leggendo un romanzo della Williams! Inconcepibile!
Tanto per cominciare la trama è fuorviante: mi aspettavo un tipo di storia ben preciso e invece è stato tutt'altro. Pensavo di leggere un romance da bassifondi, con protagonisti poveri in canna e senza prospettive, una storia d'amore un po' ruvida, polverosa, depressa ma sempre con amore e speranza in grandi quantità. No, per niente, nulla di tutto ciò: l'ambientazione è sì determinante ma fino ad un certo punto, Will e Liv vivono sul serio in un caravan, sono veramente poveri, l'ambiente è davvero degradato e depresso ma è un contorno, è uno sfondo sul quale la storia di appoggia senza mescolarsi e rimane quasi incompiuto. E' un continuo almost there, ma alla fine non si arriva mai.
Non si arriva mai perché la quantità di parole usate dalla Williams è stata esagerata, sproporzionata rispetto al contenuto e rispetto persino alle scene. Parole parole parole: concetti ripetuti o spiegati con troppe parole, monologhi interiori di Liv al limite dell'infinito e una costruzione dei periodi talmente fitta e senza stacchi che ad un certo punto non ce la facevo, giuro. Dovevo fare una pausa, o concentrarmi tantissimo sulla lettura, con il risultato che già prima della metà non solo avevo capito dove stava andando a parare, ma avevo addirittura perso interesse.
Questo perché la protagonista Liv non è per niente riuscita. Il suo essere cinica, dura e fredda, chiusa a tutto e a tutti e concentrata sulla sua vita è un comportamento che viene subito a noia perché appena viene inserita in un contesto dove le persone sono gentili lei non sa adattarsi e sembra una stronza acida senza cuore. Ci sta che sia pragmatica, concreta e non si nasconda sotto ad un sasso quando ci sono problemi da risolvere, ma essendo stupidamente convinta di essere dalla parte della ragione combina - ovviamente - una serie di pasticci che poteva evitarsi.
Un'altra cosa che pensavo fosse diversa è il personaggio di Will: manca di intensità, di presenza, è talmente schiacciato dalla onnipresente voce narrativa di Liv da finire relegato ad un angolino senza possibilità di prendersi spazio. Così, se pensavo di leggere un personaggio maschile frutto della società in cui è cresciuto, mi sono dovuta ricredere in fretta di fronte all'ex soldato taciturno ma gentile perché Will non buca le pagine, rimane tranquillo nella sua zona e quando ne esce non è nemmeno con il botto. La Williams ha creato personaggi maschili migliori di Will, senza ombra di dubbio, ma poverino a me ha fatto tenerezza.
Insomma, personaggi a parte, la Williams ha tirato la storia per le lunghe e ha scelto un punto di rottura decisamente banale che fatica a dare intensità alla storia e che è debole persino nelle spiegazioni. Se l'ho capito io, che non sono particolarmente sveglia, mi chiedo come la Williams avesse potuto pensare di usarlo come misunderstading. Va bene non andare sul complicato, ma così - dopo tutto lo sforzo per arrivare alla fine - non c'è nemmeno la soddisfazione di aver raggiunto un punto intenso e gustoso della storia.
Che ci abbia  messo comunque poco a leggerlo non conta, perché ero a casa senza cose da fare e ho potuto spalmarmi sul divano, mentre in circostanze diverse mi avrebbe impegnata almeno una settimana. Damaged Goods è un romanzo che non sa che strada prendere e ha una protagonista invadente e fastidiosa.
E sì, la delusione è cento volte peggiore proprio perché lo volevo leggere da tanto ed ero convinta che fosse il mio tipo di storia. Me ne farò una ragione e mi butterò su un altro romanzo della Nicole, tanto sono sicura che i nuovi sono mille volte meglio.

5 ottobre 2017

Nicole Williams
Hard Knox

Serie The Outsider Chronicles 1

Trama
ebook | € 2,99
Knox Jagger. The name inspires resent in every male at Sinclair University, want in every female, and contempt in Charlie Chase. Charlie can be summed up in three words: independent, independent, and independent. To Charlie, Knox epitomizes everything that’s wrong with college males: prolific one-night stands, drunken senseless fights, and a body that hints at prioritizing gym time over study time. As an up-and-coming writer for Sinclair University’s newspaper, Charlie’s tasked with getting to the bottom of who’s been dropping little white pills into girls’ drinks at parties. In an ocean of All-American boys sporting polo shirts and innocent smiles, Knox is the obvious suspect. As evidence piles up against the bad boy of Sinclair, Charlie becomes more and more certain it isn’t Knox. But when her drink is dosed at a party and she wakes up on Knox’s couch the next morning, Charlie’s left with more questions than answers when it comes to Knox Jagger. How can Charlie ever hope to uncover the truth behind a guy so closed off he’s become...Hard Knox.


Commento
Vi è mai capitato di voler leggere un romanzo (in questo caso in formato ebook), non trovarlo e ripiegare su un altro titolo della stessa serie che non avevate in programma di leggere?
Bene, se anche voi come me vi siete trovati in questa situazione, allora avrete sperimentato il fastidio e poi l'agitazione quando non trovi quello che sei certa di avere e la frustrazione di dover accontentarsi di leggere altro, altro che - per inciso - neanche ti interessa. E poi appena inizi questo altro, ecco che trovi l'ebook che avevi così disperatamente cercato. Ovviamente.
Queste sono le premesse per Hard Knox, primo titolo della serie Outsider Chronicles dalla quale avevo pescato Damaged Goods, ovvero il romanzo che volevo leggere, la mia prima scelta.
L'unica cosa che posso dire a mia discolpa per il voto spento è che se non ti voglio leggere è impossibile che mi piacerai. E' impossibile e basta, perché mi sono trovata costretta a leggerti forzata dalle circostanze e dalla mia costante fame di NA. In mancanza di altro, ci si accontenta ma con un filino di acidità come sottofondo.
Quindi eccomi qui, a fare pace con l'intera esperienza perché non è colpa di Nicole, non è colpa di Hard Knox e non è nemmeno colpa mia se Damaged Goods è sparito dall'elenco dei miei ebook per due giorni per poi riapparire miracolosamente. E' colpa della sfiga, la mia, che come al solito mi impedisce di assecondare i miei schiribizzi da lettrice in piena sindrome premestruale e peggiora la situazione facendomi inacidire come un caprino scaduto.
In una situazione simile, rimanere comunque attaccati alla lettura senza odiare la storia o perdere interesse è un ottimo risultato, e indica chiaramente che il romanzo è tutto tranne che brutto o noioso e che, in circostanze e mood differenti, avrebbe avuto un voto non solo più alto ma anche più sentito.
Hard Knox è uno di quei NA che vuole unire il tema serio e attuale ad uno stile più brioso, complice la voce narrante ironica e spigliata, peccato che le due cose - in un certo senso - non si mischino granché bene a discapito del tema di attualità che, se preso in altro modo, avrebbe avuto un potenziale drammatico esplosivo. O meglio, diciamo che quasi tutto di questo romanzo ha il potenziale del drammone, soltanto che passa in secondo piano perché la voce narrante è troppo ingombrante.
Ed ecco che spunta come un fungo l'elemento di disturbo anche se, ad essere sincere, lo è solo per la prima parte del romanzo. Charlie Chase, ovvero l'anatema che uccide, colei che non deve essere nominata, la rompi palle più famosa dell'ateneo, l'anticristo di ogni giovane studente, giornalista vergine assetata di verità, una specie di Giovanna d'Arco che si nutre di sarcasmo e si esprime sprizzando acidità da ogni poro.
Ora, normalmente direi che una protagonista simile la vedrei benissimo sciolta nell'acido, eppure la Williams ha saputo moderare i toni - i suoi - e adattarla ai personaggi e alle scene, cambiandola un poco alla volta fino a che della squinternata delle prime pagine c'è solo il ricordo.
Charlie Chase ha un compito datole dalla divina Neve (sua docente e mentore) per raggiungere l'Olimpo dei giornalisti: esporre alla pubblica piazza Knox Jagger come spacciatore di Roipnol e stupratore seriale tramite l'articolo di punta dell'anno accademico. Charlie ci pensa un attimo, calcola i pro e i contro, e accetta di buon grado perché se tanto le da tanto, Jagger è una specie di scarto dell'umanità che si merita questo e anche di più, così affianca questo compito a quello che sta già sviluppando sulla dipendenza da alcool tra i giovani. E' proprio durante una festa in una delle confraternite che Charlie - con la sua maglia con lo slogan sarcastico della settimana, blocco per gli appunti e veleno sulla lingua - incontra il famoso Knox Jagger. Se le leggende del campus lo davano come una specie di toro da monta, un casanova incallito e - forse - spacciatore e stupratore, probabilmente avrebbero dovuto anche menzionare la sua brutale avvenenza, la sua aggressiva sensualità e il suo caratteraccio. Perché se da un lato Knox accetta senza battere ciglio che le ragazze gli ficchino gli slip in tasca con il loro numero di telefono, dall'altra è capace di stendere con un pugno buona parte della popolazione maschile del campus e, nel frattempo, riuscire a non perdere l'aura di sex symbol, e Charlie non è assolutamente pronta a questo e alla sua proprietà di linguaggio, alla sua autoironia e alla facilità con la quale dialoga con lei, la ragazza più difficile del campus.
La stessa sera Knox smentisce a fatti il sospetto di essere uno stupratore, quando Charlie si trova sedata alla festa, sola e a rischio violenza e lui è l'unico che l'aiuta.
Da quel momento tra i due si stabilisce un legame che cambia nel corso dei mesi: da partner in crime alla ricerca del soggetto che ha drogato Charlie e tante altre ragazze, ad amici e confidenti fino alla fase finale e inevitabile di amanti. Quello che spesso è l'instalove - cioè la coppia che nasce e si forma nel giro di pochi giorni - qui non c'è, perché la relazione ci mette mesi a prendere forma e, prima delle solite scene di sesso da manuale, c'è una prolungata preparazione dei personaggi.
Nell'arco di tempo che occupa la parte centrale del romanzo non succede poi molto, Knox e Charlie non scoprono niente sul presunto colpevole, non stanno insieme, e i sospetti su Knox continuano ad esserci. Non so perché, mi sono autoconvinta che l'autrice stesse nascondendo in bella vista il classico segretone sull'identità di Knox per poi sganciarlo alla fine, invece sono stata smentita senza tanti giri di parole: per me Knox era un perfetto sbirro sotto copertura, sia per alcuni suoi atteggiamenti sia per le mezze verità sparse nel romanzo. Mi ero sbagliata, purtroppo, perché Knox è esattamente quello che è, niente identità nascoste.
Invece avevo capito subito chi era il cattivo, non ci voleva grande astuzia per indovinarlo, anche se le motivazioni svelate alla fine non sono poi granché e si lasciano soffocare dalla solita riappacificazione amorosa.
In generale il romanzo è carino e si legge bene, e anche i due protagonisti sono piacevoli - Knox più di Charlie -, però è la trama che parte bene e si indebolisce in corso d'opera con la questione legata alle droghe e agli stupri che rimane in secondo piano e non viene sfruttato veramente, tranne la parte finale del processo e dell'iter difficile che Charlie deve sopportare per vedere il tipo accusato.
Diciamo che poteva andare peggio di così, e che la sicurezza relativa rappresentata dalla Williams ha ammorbidito l'acidità che mi scorreva nelle vene.
Adesso che potrei iniziare Damaged Goods, naturalmente, non lo voglio fare. Poi quando mi tornerà lo sghiribizzo non lo troverò e si ripeterà l'esperienza. Speriamo di no. 

31 agosto 2017

Nicole Williams
Roommates with benefits

Trama
Amazon Media
ebook | € 3,56
Soren Decker. He’s the epitome of the “bad boy, good man” persona. The best of both worlds. The worst of them too. He’s the type of guy most girls wouldn’t mind sharing a confined space with, except my new roommate isn’t all swagger and chiseled abs. He’s bossy. Messy. Cocky. Infuriating. Doesn’t believe in personal space. Has no qualms about roaming the apartment with a loincloth-sized towel cinched around his waist. Seems under the delusion he’s my personal protector (refer back to infuriating). He plays college baseball and holds down a part-time job—I don’t know where he finds the time to get on my nerves. We have nothing in common...except our attraction to one another. And in six hundred square feet of shared space, the tension only has so much room to grow before one of us gives in to temptation. But really, what chance do a couple of young kids chasing their dreams in the big city have of making it? Since Soren claims I know squat about sports (he might have a semi-point), here’s a stat for him—one in a million. That’s our odds.
"Hayden Agatha Hayes" he said all solemn-like, his gaze intense, "will you be my roommate?" My mouth twitched as I gave him a funny look. "Um, yeah?" He leaned in to whisper, "You're supposed to say 'I do.' Or, 'I will'- whatever feels truest to who you are. Let's try it again." Leaning back, he cleared his throat, flashing a wink when I shook my head. Crazy. I loved him for it too. Every last crazy, insane, irrational fiber of his being. "Hayden Agatha Hayes" - his hand sqeezed mine- "will you be my roommate?" Standing up straight, I gave my answer just as formally as he's voiced his question. "I will."
Commento
La mia resistenza è vergognosamente bassa. Scandalosamente inesistente.
Mi sono detta non comprerai niente finché non avrai smaltito la pila di libri. Niente, zero, nessun ebook, nessuna novità.
Però, siamo oneste, con una cover così quanto tempo avrei mai potuto resistere? E' perfetta. E' una roba da acquisto immediato. Per qualche giorno dalla sua uscita ho sopportato lo spam continuo della Williams - sono nel suo gruppo e seguo la sua pagina Facebook - ma la sofferenza si è fatta ogni volta più forte, l'impulso a comprare sempre più insistente.
Allora ho scaricato l'estratto, giusto per darmi il contentino, e l'ho lasciato sul Kindle senza nemmeno aprirlo. Una sera, per sfiga, mi sono trovata sul treno mentre leggevo un romance che mi stava annoiando da morire e, in un attimo di stizza, l'ho eliminato dall'elenco. E, quindi, ho avuto carta bianca su cosa iniziare e mi sono detta hai l'estratto, perfetto per la durata del viaggio.
Bene, l'estratto sono circa tre capitoli e l'ho finito a casa, mentre ero sul divano. Secondo voi quanto tempo ci ho messo prima di cliccare Acquista con 1-click? Il tempo di aprire la app di Amazon, andare nella lista desideri e usare il dito, ecco quanto.
Dio, sono tremenda, non riesco mai a rispettare le promesse che mi faccio.
Così mi sono trovata con tre romanzi in lettura di cui uno è questo, Roommates with benefits, assolutamente non previsto e quello che ho finito per primo. Vabé, lo sapete, quando parto per la tangente non c'è niente che mi possa fermare, se mi fisso devo per forza arrivare alla fine e gli altri romanzi stanno in pausa.
Quindi, per farla breve, l'ho letto in due giorni e mi è piaciuto tanto. RWB è un new adult molto romantico, molto leggero, sbarazzino, la classica lettura scaccia noia che non richiede troppo impegno e che nemmeno ci prova ad essere complicato e drammatico. Non che la Williams non sia in grado di scrivere romanzi del genere, sia chiaro, ma dopo aver letto un po' di suoi titoli sono arrivata alla conclusione che il suo punto di forza sia proprio nel saper creare trame che scorrono via veloci, che non vogliono per forza essere difficili, o esagerate, dove il vero centro della storia è l'innamoramento e tutto quello che ci gira attorno.
Detto così sembra che RWB sia banale e spoglio, e forse lo è, ma il fatto che nonostante questo a me sia piaciuto è come dire che in una banalità ben scritta c'è più emozione di un romanzo labirintico e noioso.
L'elemento vincente di RWB è Soren, esemplare perfetto della fantasia della Williams, un concentrato di incredibile perfezione che solo nelle fiction romantiche è permesso creare: bello, gentile, con la testa sulle spalle e divertente. Soren è l'eroe perfetto di chi vuole leggere un NA romantico che ti proietti su una nuvola fuffolosa e che ti stampi il sorriso sulle labbra, senza che eventuali errori o semplici inconsistenze nella trama rovinino l'esperienza.
L'ironia che la Williams spara a raffica attraverso la bocca di Soren è da scompisciarsi di risate, è quello che fin da subito mi ha attratta di questa autrice e che mi fa continuare a comprare i suoi romanzi. Ci sono certe uscite geniali nella loro semplicità, dialoghi in cui i due protagonisti non si dicono niente di trascendentale ma il come lo dicono è intrattenimento puro. E' come se la Williams avesse deciso di concentrare in Soren tutto quello che rende memorabile un protagonista di romance: è un atleta, quindi ha un corpo assurdo, è bello senza essere bellissimo, ama la sua famiglia e non si vergogna a dire che chiama la mamma, è gentile ma ha abbastanza testosterone per stenderci tutte, è un gran lavoratore, è divertente, usa la testa, è romantico e sostiene la sua ragazza no matter what. Perfezione assoluta. Nemmeno per un secondo ho pensato che Soren fosse troppo di tutto perché è proprio per questo che funziona: è too much ma lo è in modo sbarazzino, tenerello, easy, è un personaggio che piace e attorno al quale gira la storia.
La protagonista femminile, invece, per me non regge assolutamente il confronto con Soren. Hayden è un'aspirante modella, la classica ragazza che arriva dalla campagna nella grande città e sfonda subito perché è bellissima, il volto del nuovo millennio eccetera eccetera. Non che questo sia un male, per carità, ma i romanzi che hanno questa componente di moda/spettacolo a me non piacciono granché e infatti anche in questo caso tutta la questione della scalata al successo mi ha lasciata completamente indifferente. La cosa positiva è che la Williams ha preso sia il mondo della moda che del baseball molto alla larga, e li ha usati come puro pretesto per creare momenti di conflitto e di rottura nello sviluppo del romanzo. E' stato facile usare la scusa dei viaggi di Hayden per far traballare il rapporto a distanza, e infilarci dentro anche l'elemento gelosia per rendere tutto ancora più incerto.
Del resto, tolto il motivo di conflitto, non ci sarebbe stato nessuna ragione perché Soren e Hayden non potessero stare insieme, quindi ecco qui servita la trama semplice, rispettosa dello schema e dei cliché. Le mie personali preferenze si possono mettere tranquillamente da parte visto che la Williams ha servito tantissime scene fuori da quel contesto che sono state molto più che divertenti.
Ecco, se devo trovare un difetto nel romanzo credo che la personalità di Hayden e la sua incapacità di spiccare rispetto a Soren abbia reso i momenti di drama meno interessanti: le sue motivazioni sono debolucce, le sue azioni a volte sono completamente senza senso e sei lì che ti chiedi perché non usi la logica e il buon senso per risolvere la situazione.
Ma va bene così, tutto sommato, perché questo romanzo vuole intrattenere e divertire e nient'altro.
Se la Williams volesse fare un lavoro completo e renderci tutti contente, potrebbe scrivere le storie dei fratelli di Soren, che mi sono sembrati un bel gruppetto interessante, e spiattellarci in copertina foto come quella di questo bonazzo (che, btw, è italianissimo). Sarebbe una serie da collezionare in cartaceo.

13 luglio 2017

Nicole Williams
Trusting you and other lies

Trama
Crown Books for Young Readers
ebook | € 10,40
Phoenix can't imagine anything worse than being shipped off to family summer camp. Her parents have been fighting for the past two years--do they seriously think being crammed in a cabin with Phoenix and her little brother, Harry, will make things better? On top of that, Phoenix is stuck training with Callum--the head counselor who is seriously cute but a complete know-it-all. His hot-cold attitude means he's impossible to figure out--and even harder to rely on. But despite her better judgment, Phoenix is attracted to Callum. And he's promising Phoenix a summer she'll never forget. Can she trust him? Or is this just another lie?
I knew he was my boss on paper, and that summer romances never worked, and that I'd just gotten out of a relationship and shouldn't be looking to hop into another one so quickly. I knew he was temperamental at best and unpredictable at worst. I knew he rubbed me in more wrong ways than right ones, and that I probably did the same with him. But at that moment, sitting across from him, pretending to study for our SATs, I wasn't thinking about the heap of reasons we didn't make sense. I was only thinking about the reasons we did.
Commento
Non sono una blogger particolarmente seguita, i numeri parlano chiaro. E' normale, quindi, che gli editori non mi filino granché e che ad ogni copia omaggio che ricevo la mia prima reazione sia di stupore. Mai, nemmeno per una volta da quando ho aperto il blog ormai dieci anni fa, ho pensato che un giorno avrei ricevuto una copia omaggio da un editore straniero per recensire un'autrice che adoro.
Datemi questi cinque minuti per godere di questa esperienza, perché sarà probabilmente la prima e l'ultima volta che NetGalley approverà una mia richiesta.
C'è anche da dire che la Williams è una gemma assoluta. E' generosa oltre ogni possibile immaginazione, regala i suoi libri come fossero caramelle e spessissimo crea dei giveaway per il  suo gruppo Facebook è, quindi, molto probabile che la mia richiesta sia stata accettata perché la Williams aveva stabilito la regola di mandarlo a tutti, ma anche se fosse così è arrivato ad una blogger italiana sconosciuta. Il fatto che lei sia così disponibile, gentile e alla mano è solo l'ennesima dimostrazione che questa autrice è una combo perfetta di qualità personali e professionali e che la lista dei suoi pregi si allunga ad ogni romanzo che leggo.
Trusting you & other lies è il suo primo Young Adult ed è un esempio perfetto del genere non solo per la sua appartenenza alla categoria, ma soprattutto per il contenuto fedele al genere come solo i vecchi YA sanno essere. Il target di lettori viene rispettato perché gli elementi principali e determinanti sono la famiglia, il primo amore, e il primo approccio con i cambiamenti della vita. In questo contesto, ad esempio, il sesso non ha nemmeno spazio, non ce n'è nel modo più assoluto, perché non è necessario alla storia e perché - in base alle caratteristiche del genere - è conseguente all'elemento amore e viene solo lasciato sotto inteso come un qualcosa che accadrà in futuro.
Siccome si parla tanto del sesso come strumento portato all'estremo e usato per fare cassa nel settore YA e NA, mi sembra giusto sottolineare che questo romanzo è assolutamente adatto a lettori anche al di sotto dei quindici anni.
Tolto questo pensiero, possiamo buttarci a capofitto nella storia.
Non so voi, ma io ho sempre avuto un debole per tutte quelle attività e quei luoghi comuni tipici della cultura americana. Il football, i cowboys, le ambientazioni tipicamente americane, gli hamburger e le tavole calde, il puré di patate e le pannocchie, le scuole superiori con gli armadietti nei corridoi e i campi estivi. I campi estivi, quei luoghi mitici immersi nei boschi dove passare mesi tra attività, sport, amici, famiglia, e perché no, pure qualche bella e sana cotta estiva.
Ecco qui l'ambientazione di TY&OL, un bel campo estivo in Arizona meta di super entusiasti e di allergici alle attività di gruppo, luogo mitico in cui non essere il bambino senza amici e farsene dieci diversi in due minuti e girone infernale per chi non ha nessuna voglia di passare due mesi con la propria famiglia disastrata. Harrison e Phoenix, esemplari perfetti, sono fratello e sorella e si trovano seduti sul sedile posteriore della macchina del padre, reduci da sei ore di viaggio senza stop verso Camp Kysmet. Harrison, dieci anni, ha programmato ogni secondo con tutte le attività che gli interessano in ordine di importanza, Phoenix neanche ci pensa a muovere un piede o un dito con quei pazzi invasati e, anzi, la sua politica è di mutismo e disprezzo misto a scontrosità come solo una diciassettenne in rotta con i genitori può mettere in atto.
Perché Phoenix sa che questo viaggio è solo una facciata, sa che il gestore del campo è amico del padre e non li farà pagare, sa che il padre non lavora da ben tre anni e che i genitori le hanno nascosto l'avviso di pignoramento della casa, sa che non le dicono la verità, che fingono che vada tutto bene e sa che i suoi vecchi genitori si sono trasformati in repliche fredde, scostanti, perennemente arrabbiate e indifferenti ai due figli.
Da un lato c'è il fratellino, contento come non mai, e dall'altro c'è lei che non solo deve sopportare questa situazione ma deve anche mettersi d'impegno perché per quei due mesi lavorerà come istruttrice nel campo. Caso vuole che il suo tutor, colui che le insegnerà come organizzare le attività e seguire i clienti, è anche una delle persone più dotate e capaci in fatto di sport all'aria aperta ed è una specie di maschio diciottenne in via d'estinzione: Callum, un momento serio e professionale e quello dopo divertente, un momento le scarica mille incombenze sulle spalle urlandole contro e quello dopo le regala un paio di scarponi da montagna. Callum non è solo un bel vedere, atletico com'è e con quegli occhi intensi, ma è anche stimolante: ogni volta Phoenix si sente in competizione con lui, cerca il suo sostegno e la sua approvazione e lo ascolta sul serio quando ha qualcosa da dirle. Il che è tutto dire, visto che Phoenix è una di quelle persone che hanno la testa dura e non sentono ragioni se non sono le loro.
Così iniziano i due mesi, tra un giro in gommone, un'escursione in montagna, cene in sala comune, corse mattutine e un crescente e fastidioso interesse verso Callum.
Phoenix ha un piano piuttosto preciso per la sua estate e non è molto contenta di vederlo cambiare poco alla volta: sua mamma assomiglia sempre più alla sua vecchia versione, partecipa alle attività e si interessa dei figli, il fratello non ha più bisogno di lei e ha preso il volo, il padre sembra essere sparito nel nulla e Callum le sta facendo cambiare idea sulla regola niente ragazzi.
La cosa divertente è che per tutto il romanzo Phoenix non perde di vista le cose che sono alla base di tutto: la famiglia, la scuola, la felicità e, anche se a volte le sue scenate sono completamente esagerate, alla fine si abitua agli scossoni e ai cambiamenti e li accetta perché non può fare altro. I segreti di famiglia peggiorano per poi migliorare, la strana relazione con Callum si stabilizza in fretta e i due vanno d'amore e d'accordo e le attività del campo cominciano a piacerle.
Poi, naturalmente, le cose prendono una brutta strada e Phoenix compie il classico errore provocando una rottura con Callum e una frattura con la famiglia. E, come da manuale, le cose lentamente migliorano, Phoenix impara dagli errori e capisce che la sua versione, la sua visione della vita in bianco e nero debba trovare spazio per il grigio e che le persone possono avere mille motivazioni per fare certe scelte.
Cosa mi è piaciuto? A parte l'ambientazione, così particolare e da sogno, così piena di cose bellissime che farei pure io e lo stile della Williams, i due protagonisti sono al centro di tutto. Phoenix, in particolare, è una protagonista femminile che può risultare antipatica, scontrosa, a volte persino capricciosa e lo è. Lo è perché ha diciassette anni e a quell'età siamo tutti convinti di aver ragione, ed è per questo che mi è piaciuta: è ben lontana dall'immagine carina e perfettina delle ragazzine degli YA, è una che picchia duro, che corre e si allena alle cinque ogni mattina per mantenere la media e ottenere la borsa di studio, è una che ha un programma di studio serrato per poter avere il risultato più alto ai test orientativi, è una ragazzina che spera che i genitori la trattino da adulta parlandole dei problemi della famiglia ed è la stessa ragazzina che soffre tantissimo perché si sente trascurata, perché crede di dover proteggere il fratellino e di dover affrontare ogni singola cosa come una sfida, persino allacciare gli scarponi, persino un'escursione in bicicletta. Ed è per questo che sbaglia, perché non riesce a capire quando le è permesso essere ancora adolescente e quando ci si aspetta da lei un comportamento più razionale, adulto, consapevole e la delusione che questi errori creano nelle persone a cui si rapporta la costringono a mettersi in discussione.
Chiaramente è Callum il personaggio che le fa da muro. Non le risparmia nessuna critica, anche se sempre costruttiva, sempre razionale, educata, Callum le sbatte in faccia i suoi errori e si aspetta da lei sempre di più. E nel progetto di vita di Phoenix ci finisce anche lui, perché appena appena si tengono timidamente la mano lei vuole spronarlo a migliorare in qualsiasi campo non eccella: la scuola, ad esempio, e i test per il college, o semplicemente nel duro compito di avere stima di se stessi.
Così i due - in un modo totalmente troppo maturo, lo so - decidono di frequentarsi di darsi una seconda possibilità e di continuare a cercare la propria strada. Mi è piaciuto tanto il finale, anche se forse troppo scontato è pur sempre un lieto fine che migliora le cose, le rende accettabili, stabilisce dei compromessi tra i personaggi e lascia intendere che per certe cose ci vuole spazio, ci vuole tempo e ci vuole un sacco di impegno da entrambe le parti.
E quindi questo YA mette l'amore al primo posto ma soprattutto mette l'amore e la fiducia verso se stessi, nel credere di poter fare qualsiasi cosa, di essere in grado di raggiungere certi traguardi senza mettere da parte la famiglia, l'amore e l'istruzione.
La Williams è brava in queste cose, riesce sempre a trovare un equilibrio in un genere che ama gli estremi, e riesce a creare personaggi maschili che entrano nel cuoricino senza sollevare un polverone o giocando la carta del drammone - e Callum ne ha da vendere, di problemi, ma non li usa come scusa per essere attraente -, ma soprattutto, riesce a creare romanticismo e scene emozionanti senza che i due protagonisti si tocchino. Ditemi voi quante autrici sono capaci di farlo, in questo genere.

16 febbraio 2017

Nicole Williams
Finders Keepers & Losers Weepers

Serie Lost & Found 3
Trama
Amazon Media
ebook | € 0,00
There’s tortured. And there’s Garth Black.
His life has been a constant carousel of tragedy and disappointment, including his love life. Of course, applying the term “love” to Garth’s conquests is a gross misuse of the word. Some people were made to give and accept love, and others weren’t. Garth Black redefines the “others” category. He’s made a vow that the day he meets a woman who could sucker him into falling in love will be the day he runs away.
Garth’s plan has one flaw. What happens when he’s already fallen hard for a girl before the warning signs and red flags go up? What happens when the love he’s avoided his entire life brings him to his knees? What happens when Garth Black lets the dirtiest four letter word he’s ever known into his dark, lonely life? This cowboy’s about to find out he can control some things, and he can’t control others. Number one on the what he can’t control list? Love.
"You know I worried about the same things you're worried about: hurting the person you love, destroying their chance for a happy life. But I finally realized something," - Rowen nudged me - "I've got some pretty great stuff to five, too. The Jesses and the Josies of the world aren't the only ones with something to give. We - the misunderstood misfits of the world - do too."
Serie Lost & Found 4
Trama
Amazon Media
ebook | € 3,50
If we didn’t know darkness, we couldn’t fully appreciate the light. 
Garth Black’s more familiar with this concept than most people are. He hadn’t just lived in the dark for the majority of his life—he thrived in it. With a mom who’d bailed on him and a dad whose understanding of coddling started and ended with a bottle of whiskey, Garth had never been expected to rise to any sort of occasion other than following down the same dead-end paths. That changed when he fell in love with Josie Gibson. After years of pulling each other closer before shoving the other way, they finally stopped shoving. Josie’s love is like nothing Garth’s ever experienced. He holds it close. He holds it sacred. He would do anything to preserve it and keep it from pollution, even if that means removing himself from the picture. 
Garth might have been allowed a temporary furlough to bask in the light, but that pass has been revoked, and he’s been swallowed again by the dark. Will he revert to his old ways of hurting those he cares for most? Will he go back to the same destructive patterns...or will it be worse this time? 
We can’t know light without first knowing dark...and Garth Black’s about to get acquainted with the dark in a whole new way.
My life had grown small. Microscopically small. Hers was still immense, spilling over into the realm of infinite almost. I wouldn't allow her to shrink her world in order to stay in mine. 

Commento
***Spoiler***
Nella mia impazienza di arrivare a Garth ho fatto un piccolo passo falso.
Sono passata dal primo romanzo della serie, Lost and Found, direttamente al terzo senza pormi il benché minimo problema. Spoilers? Me ne sono beccata talmente tanti da rovinarmi la lettura del secondo libro, eppure non mi sono pentita. Avevo bisogno di leggere Garth e basta, e così ho fatto.
Nella mia impazienza, ho pagato lo scotto di desiderare troppo un romanzo e un personaggio. Risultato? Dall'immensità del Garth di Lost and Found, alla mediocrità del Garth di Finders Keepers all'assurdità del Garth di Losers Weepers.
Il karma mi ha ripagata e si è pure fatto quattro risate. Okay, il voto è alto e chiaramente regalato - sono troppo affezionata alla serie per stroncarla-, ma quando dico che questi due romanzi mi hanno delusa intendo rispetto al quadro generale della serie e rispetto allo stile e alla qualità dell'autrice. Quindi sì, mi sono piaciuti, anche se mi aspettavo qualcosa di più, convinta com'ero che fossero altrettanto meravigliosi di Lost and Found.
La prima cosa in assoluto che mi ha delusa, quella che continua a girarmi in testa, è che in entrambi i romanzi manca il punto di vista di Josie. A parte la scelta coraggiosa di utilizzare una voce narrante maschile in ben due romanzi - uno che fa seguito all'altro -, il problema è che manca il lato femminile, manca l'altra parte della storia, manca un pezzettone enorme della narrazione che avrebbe sicuramente - per come la vedo io - aggiunto complessità, profondità ed emozioni alla parte maschile.
Privandosi del punto di vista di Josie la Williams ha privato al lettore di una parte della storia, ha mozzato i due romanzi, li ha costretti ad un unico punto di vista che, nella maggior parte dei casi, non fa grande affidamento sulla razionalità o sulla logica.
All'inizio ero entusiasta che Garth fosse protagonista unico, che fosse solo lui a raccontare la sua storia, ma dopo un po' ho cominciato a sperare che Josie prendesse possesso della narrazione, che quella parte mancante, quei sentimenti mancanti, spuntassero fuori per migliorare la situazione.
No, niente, né nel primo né nel secondo romanzo, e per me è un grosso difetto.
In Finders Keepers la trama riprende da un punto imprecisato, in cui Garth e Josie sono sempre ai ferri corti, dove Jessie e Rowen - SPOILER - sono una coppia consolidata, lontana da Willow Springs, Montana.
Garth, l'oscuro, disadattato, scontroso Garth, è ormai arrivato al punto in cui della sua vita se ne frega totalmente. Non ha un futuro promettente, a parte il rodeo; non ha una casa a parte il suo pick-up e a volte la roulotte del padre, quando può dormirci dentro senza rischiare le botte; non ha soldi, a parte quelli guadagnati lavorando per i Walker, e non ha più amici perché Jessie e Rowen sono a Seattle e Josie non gli parla più. Insomma, Garth non ha niente da perdere, nemmeno la dignità.
L'unica cosa che Garth possiede ancora, l'unica cosa che sa di non poter cancellare con una sbronza o una scazzottata, è Josie. O meglio, l'affetto, l'amore, l'ossessione per Josie.
Rispetto all'immagine oscura e maligna che mi ero fatta di Garth, questa versione nasconde un insospettabile passato. Ad esempio si scopre che fin da piccolo era amico di Jessie e Josie, al punto da essere un trio inseparabile; sappiamo che da sempre ha provato un forte affetto per Josie che poi si è trasformato in amore appena è stato grande abbastanza da capirne il significato. Sappiamo che il momento esatto in cui Josie e Jessie diventano una coppia è quello in cui il lato oscuro di Garth prende il sopravvento.
Oltre ad aver perso Josie, Garth perde anche Jessie e si ritrova ad essere l'amico scartato, il ragazzo scartato, quello che dalla polvere arriva e nella polvere ritorna, quello che si è fatto una ragione della sua sfortuna. Per Garth le cose belle, se arrivano, si portano dietro un sacco di dolore.
In Finders Keepers Garth tocca il fondo e non ha nessuna intenzione di sforzarsi di risalire. L'unico momento importante è la morte del padre che lo libera da vent'anni di sofferenza e di maltrattamenti. E' Josie che prende in mano la situazione: lo trascina di peso fino a casa sua e gli dice chiaramente che lei gli vuole bene, che in lui crede, che non vuole che stia solo e soffra. E lui si illumina d'immenso e decide che what the hell tanto vale buttarsi. Professa il suo amore, chiede una possibilità e la ottiene. Da qui comincia uno strano meccanismo: Garth passa dalla felicità all'autocommiserazione in due secondi netti, dal credere in se stesso al decidere che Josie si merita di meglio. Over and over again.
Il problema è che a lungo andare questo comportamento diventa infantile: di fronte all'evidenza dei fatti, nonostante i tuoi problemi, c'è un limite oltre il quale passi dall'essere un tortured hero all'essere un ragazzino.
E veniamo a Losers Weepers. Onestamente non ho idea di cosa sia passato nella testa della Williams quando ha deciso di buttarsi sul drama sanitario. Il problema, se proprio vogliamo dirla tutta, non è nemmeno il contenuto, ma il modo con il quale tratta tutto l'argomento e gestisce l'evoluzione della trama. Subito all'inizio Garth cade durante un rodeo e si sveglia in un letto d'ospedale, paralizzato dal collo in giù. Non ero pronta a questa svolta ma ero assolutamente pronta per la sfida: le difficoltà fisiche, quelle economiche e soprattutto quelle emotive per Garth sarebbero state esplosive. Infatti così è stato, ma fino ad un certo punto. La Williams ha preferito concentrarsi, ancora una volta, sull'instabilità emotiva di Garth e sulla solita solfa lei merita di più, tanto sono spacciato.
Questo continuo comportamento viene battuto dall'assurdità della paralisi: Garth esce dall'ospedale meno di 48 ore dopo l'incidente, senza medicine di sorta, senza terapie, senza cure. Niente, firma il foglio e torna a casa ciao ciao. Poi magicamente la paralisi comincia a sparire gradualmente, senza che lui faccia nulla, solo perché deve difendere Josie. Cioè, qua siamo nel reame dell'assurdo dei romance. L'unica nota positiva è che, nonostante le stranezze e le sciocchezze, la Williams riesce sempre a dirottare l'attenzione del lettore verso le emozioni dei personaggi e qui ce ne sono veramente tante.
Garth, a parte il suo atteggiamento distruttivo, è tenero, tanto che a volte mi ricordava Jessie. Josie, purtroppo, non potendo esprimersi direttamente, punta sull'apparire forte, decisa, è il pilone portante della relazione. E poi ci sono anche Jessie e Rowen, che supportano Garth con la loro amicizia, con la loro esperienza e con l'amore che riescono a trasmettere persino al cinico paralitico. Io questi due li adoro, sono fantastici e mi hanno più volte convinta che persino Finders Keepers e Losers Weepers hanno del buono, perché non vanno analizzati nella coerenza con la vita reale, ma devono essere presi per quello che sono: storie d'amore di personaggi che sembrano uscire da un telefilm, da una fantasia che non si cura per niente se qualcosa stona finché riesce ad emozionare.
Quindi, sì, questi due romanzi hanno molte debolezze e avrebbero potuto essere mille volte migliori con le dovute modifiche, ma chi sono io per dimenticare tutte le volte che ero con le lacrime agli occhi di fronte ad un Garth sofferente? Onestamente non mi piace aggrapparmi troppo a ciò che non mi piace, finché c'è almeno un momento che non mi fa rimpiangere di aver letto queste storie.
E poi, tutto sommato, Garth è Garth ed è fantastico, difetti e tutto il resto, e non vedo l'ora - proprio sono in pieno trip - di buttarmi sul secondo titolo della serie Near &Far e sull'ultimo Heart & Soul, per chiudere anche questa serie con il sorriso sulle labbra.
Ps: Finders Keepers è ancora gratis su Amazon!

12 gennaio 2017

Nicole Williams
Near & Far
Heart & Soul

Near & Far
Serie Lost & Found 2

Trama
Amazon Media
ebook | € 3,54
There’s optimistic. And there’s Jesse Walker. If he wasn’t so charming, his sunny disposition and incessant grin would get old. Fast.
Falling in love with the broken girl who had at first seemed immune to anything resembling love was the best thing to happen to Jesse since the Walkers adopted him when he was five. As Jesse’s life continues at the ranch and Rowen begins making her mark in the Seattle art community, they wonder where the middle ground is. Or if there even is one. As push comes to shove, they’re forced to make choices neither are eager to make, and Jesse and Rowen have to face what their lives might look like without the other. Can two people with such tragic pasts and different presents expect a promising future together? Whatever the answer, they’ll need a lot more than love to make it.



Heart & Soul
Serie Lost & Found 5

Trama
Amazon Media
ebook | € 3,54
Love is what makes us. It’s also what breaks us. If this is true, Rowen just became the proverbial wrecking ball to Jesse’s life. Upon discovering Rowen is pregnant after taking every precaution to ensure otherwise due to a life-threatening heart condition, Jesse is forced to face too many harsh realities and they send him into a desperate, dark place. To consider the possibility that he might lose his wife and unborn child is too much for Jesse to bear. The situation is out of his control, so he gloms on to the few things he can control. Like noting Rowen’s every move, or dialing the doctor whenever her face goes a shade pale, or even acknowledging the fact he’d be willing to make a deal with the devil in exchange for his wife’s and child’s lives. There’s nothing he wouldn’t do or give or sacrifice to keep them from harm. But what happens when the devil takes that deal Jesse struck, and the tables turn? A life for a life. A soul for a soul. A heart for a heart. His life for theirs. Love is what makes us. It’s also what breaks us. Love’s made Jesse and Rowen. Love’s about to break them too.


Commento
***spoiler***
Oh, Nicole, Nicole.
Lost & Found è stato il tuo primo romanzo che ho letto e mi è piaciuto così tanto che ha stabilito lo standard da raggiungere e da superare. Ma, come spesso accade, il primo rimane il migliore e nessun seguito riesce ad eguagliarne la qualità e la bellezza.
Così è stato. Su cinque romanzi di questa serie, il primo è inarrivabile, quello che mi è entrato nel cuoricino e si è preso talmente tanto spazio da lasciarne poco agli altri fratellini.
Ho scelto consapevolmente di non seguire l'ordine dei libri: avevo preso gratis su Amazon l'ebook del primo e del terzo, così ho letto prima quelli e poi ho proseguito con il quarto e poi leggendo il secondo e il quinto. In sostanza ho proceduto per coppie, escludendo il primo romanzo, senza curarmi troppo degli spoiler e godendomi la spontaneità della lettura. Non rimpiango di averlo fatto, perché ho potuto iniziare e concludere la storia di Garth e Josie senza pause, così come ho potuto continuare e concludere la storia di Jesse e Rowen, l'unica cosa che rimpiango è di non averli amati tutti e quattro come ho amato Lost & Found.
In particolare, per quanto Garth e Josie mi incuriosissero, erano proprio Jesse e Rowen i due personaggi di cui sentivo maggiormente la mancanza. Avevo questi due romanzi sul reader e mi continuavo a dire che avrei dovuto tenerli per quei momenti in cui il NA romantico pretendeva la mia attenzione, come una sorta di scorta di comfort reading dal quale attingere quando niente rispondeva alle mie esigenze.
Aver creato questa immagine nella mia testa di lettura sicura e fantastica è stato un grosso errore e una mia colpa. Non si dovrebbe mai dare un giudizio prima di leggere, perché se questo romanzo non ti piace alla fine la delusione è cento volte più forte di quella provata per un romanzo di cui non si sapeva nulla.
Colpa mia, quindi, la delusione. Colpa mia il voto e colpa mia il tiepido ritmo di lettura. Ci ho messo tanto, troppo, a finire questi due romanzi soprattutto se penso che il quinto è decisamente più breve degli altri. E' stata una sofferenza prendere in mano il reader, leggere qualche pagina e sentire il bisogno di fare altro, mi è sembrato quasi di fare un torto a due personaggi che ho adorato.
Eppure eccomi qui, a non parlare bene di una serie che, tutto sommato, è più carina e meglio strutturata di tante altre, una serie che è così diversa dai soliti NA che non c'è praticamente nessuna speranza che l'Italia ne veda la traduzione: il western cowboy new adult romance non ha molti punti di contatto con noi, ma con me ne ha fin troppi ed ecco perché a dispetto della delusione le foglioline sono tre e mezzo.
Jesse e Rowen sono sempre uguali, con qualche sfumatura in più. Jesse in particolare, che è stato l'immagine della perfezione negli altri titoli, qui si sfoga tirando fuori le sue paure e le sue ossessioni. La Williams ha reso fin troppo facile dimenticare le origini del piccolo Jesse e ha fatto l'errore di sfruttare il suo passato calcando troppo la mano, esagerando quando avrebbe potuto non farlo e ottenere gli stessi risultati, incastrando certi punti in uno schema irreale che rovina tutto e trasforma il dramma in una parodia da soap opera.
Jesse perde un po' di quell'aura di perfezione che lo aveva ammantato nel primo romanzo - e nei due titoli dedicati a Garth e Josie - per diventare troppo mortale, con tutti i suoi problemi. Mi è piaciuto come il suo passato non fosse completamente dimenticato, ma non ho particolarmente apprezzato il modo in cui la Williams lo ha messo su carta. L'esagerazione, quando è accoppiata al drammone, porta solo ad un eccesso che rovina ogni cosa e a volte persino l'intera serie.
Probabilmente le occasioni perché la coppia collaudata avesse degli scossoni erano poche e già sfruttate perché l'autrice se ne potesse uscire con qualcosa di nuovo e ancora credibile, certo è che per me bastava e avanzavano i tre ostacoli messi sulla loro strada: la distanza, la gelosia e la malattia.
Il rapporto a distanza mette alla prova la forza del loro amore, creando le basi per l'insicurezza e la gelosia, cose che rendono la narrazione coinvolgente e sufficientemente drammatica. Poi entra in campo il passato di Jesse, così come la sua difficoltà a mantenere i ritmi tra il lavoro e i viaggi da Rowen, e il ritmo dei romanzi cambia. Il rischio ora è tutto sulla probabile rottura di Jesse, sul suo crollo emotivo che sembra essere inevitabile: aimé nessuno si accorge della sua situazione, e Rowen pecca di egoismo quando in poche parole lo obbliga ad adattarsi alle sue esigenze e alla sua vita.
E poi arriva tutta la questione della malattia di Rowen, del suo cuore debole e della gravidanza inaspettata. Ammetto che un po' mi aspettavo che la Williams avrebbe terminato la loro storia con un bambino, solo non pensavo che potesse usarlo come ennesimo carico emotivo sul povero Jesse.
E' chiaro che la quantità di drammi e la loro pesantezza tolgono qualsiasi credibilità alla storia (per quanto un NA possa esserlo) e il risultato è che è tutto too much.
Magari se ne avesse scelti un paio e avesse basato entrambi i romanzi su questi le cose sarebbero andate diversamente, invece così il lettore è sommerso senza possibilità di capire, approfondire, elaborare.
La Williams è brava, comunque, perché nonostante abbia portato i suoi personaggi verso luoghi che io personalmente non approvo, al punto da cambiare totalmente l'immagine che mi ero fatta di loro, è riuscita lo stesso a farmi affezionare a loro, per motivi completamente diversi.
Manca la scintilla del primo romanzo, questo sì, e per me Lost & Found sarà per sempre uno dei miei NA preferiti, ma anche questi due romanzi a modo loro sono belli. Sono diversi, sono esagerati, forse un po' fuori controllo, ma pur sempre estremamente coinvolgenti ed emozionanti.
Jesse e Rowen mi mancheranno tantissimo.

12 dicembre 2016

Nicole Williams
The Fable of Us

Trama
Amazon Media
ebook | € 3,58
Her heart can’t be destroyed by the same person twice. At least that’s what Clara Abbot finds herself hoping when she runs into Boone Cavanaugh less than an hour after returning to Charleston. As kids, Clara and Boone had been each other’s firsts, and no one or nothing could stand in the way of their forever. But all kids have to grow up sometime. The troubled son of the town drunk winding up with the firstborn daughter of the local royalty was a happy ending even the most imaginative of fairy tales couldn’t make believable. Their fable came to an end as most do: tragically. Boone might have done the leaving, but it was Clara who got away and made a new life for herself in California. But after seven years of dodging her hometown, she’s only back in Charleston for seven days to celebrate her sister’s wedding. She won’t let her overbearing family or her run-in with Boone rattle her—though rattling her is obviously Boone’s primary objective. Boone is her past and her past is behind her, a mere speck in the rearview. So why does she feel it coming back every time she looks at him? Why does she see it every time he looks back? Just when Clara’s life can’t possibly get more complicated, the ground shifts, and she discovers just how far her family was willing to go to keep the wrong boy out of her life. Was it really Boone who left her? Or was it Clara who left him? The truth will be hard to face. Especially when she discovers most of her life has been built on lies.
Commento
E' Sabato e sono al lavoro dopo 12 ore di cefalea. Piove, sono costretta a sopportare il chiacchiericcio infinito del collega molesto, ho la nausea e mi sento peggio di uno zombie appena resuscitato.
Non so cosa mi è preso, mi ero ripromessa di non spendere altri soldi per i libri fino all'arrivo della tredicesima, ma proprio non ce l'ho fatta. Nel Kindle ho centinaia di ebook da leggere, ma io volevo questo. Colpa della mia disperata voglia di NA - ma questo non è NA, poi ne parlo -, colpa della Hoover, che lo aveva osannato come un romanzo da leggere assolutamente, colpa del nome in copertina, colpa del prezzo. Insomma, hanno cospirato contro di me e io ho ceduto subito.
Mi tocca dire che The Fable of Us, nonostante il titolo così bello e la copertina così particolare, non è speciale. Tanto per cominciare è un romance contemporaneo, quindi chi come me segue Nicole Williams per i suoi NA si regoli, e poi è debole nella trama.
Mi sanguina il cuoricino, perché mi piace tanto come scrive la Williams e mi piacciono le sue storie anche quando traballano, ma questo romanzo rischia il crollo e in molti punti è totalmente fuori controllo.
Il romanzo si ambienta a Charleston, nella Carolina del Sud, e ha come protagonista Clara Belle, primogenita della ricca e antica famiglia Abbott. Clara ha 25 anni e da sette vive da sola in California. Quando aveva 18 anni si è lasciata alle spalle la famiglia e il suo cuore, e non si è mai più guardata indietro. Il passato di Clara Belle ha un nome, Boone, e la fine del loro amore ha distrutto ogni ricordo felice e ogni volontà di tentare di vivere a Charleston, con una famiglia che si cura più delle apparenze che dei sentimenti.
Quando la sorella minore si sposa, Clara è costretta a fare la sua comparsa per il matrimonio, poco importa se tornare la fa soffrire, se l'idea di stare nella stessa città di Boone le riporta alla memoria ricordi dolorosi, per la famiglia non esiste giustificazione accettabile per la sua assenza.
L'unico problema di Clara è che è sola: presentarsi senza accompagnatore, per di più non essendo fidanzata, è un dramma epocale e l'unica cosa che le viene in mente di fare è fermarsi nel bar più malfamato di Charleston e scolarsi un paio di drink per superare l'incontro/scontro con la sua famiglia.
Tra tutte le persone che poteva incrociare, nel bar di fronte a lei c'è Boone. Il suo Boone, solo che ora è un uomo e nei suoi occhi non c'è più la scintilla che lei ricordava. Questo Boone è scontroso, silenzioso, disilluso, e sembra portare sulla testa l'etichetta di fallito come una specie di corona. Clara non è tanto sicura che sia l'alcool a farla parlare, l'unica cosa certa è che di bocca le esce un'offerta che metterà entrambi nei pasticci. In cambio di dieci mila dollari, Boone dovrà essere il suo accompagnatore al matrimonio della sorella. Né Clara, né Boone si rendono conto che portare avanti quella farsa sarà doloroso quasi quanto la loro rottura, ma non si fermano, continuano a fingere godendo un po' del tempo che passano insieme, usando tutto come scusa per pizzicarsi e imparare a conoscere la versione adulta dell'amore della loro gioventù.
E' a questo punto che ho cominciato a sentire la storia traballare, perché non importa quanto le circostanze siano assurde, se quello che succede dopo non ha un fondo di credibilità tutto segue a ruota nel crollo.
Tanto per cominciare non regge che Boone, dopo sette lunghi anni, decida di prestarsi ad una farsa del genere per una persona che - in base a ciò che lui conosce - gli ha fatto del male, assecondandola contro una famiglia che fondamentalmente lo odia; così come non regge che Clara, convinta che Boone l'abbia abbandonata quando aveva più bisogno di lui, lo riprenda sotto la sua ala come se i sette anni fossero due, come se fosse successo tutto l'altro ieri. Insomma, sette anni sono tanti, e che due personaggi non sentano questa distanza nel tempo e nei sentimenti non ha logica.
Così come non ha senso che entrambi si sottopongano volontariamente ad una serie infinita di cattiverie, di insulti, di dispetti da parte della famiglia solo perché sono la famiglia. Boone, in particolare, essendo considerato feccia perché di famiglia povera, è continuamente preso di mira e deve sopportare umiliazioni tremende mentre continua a professare di non provare nulla per Clara.
La domanda che sorge spontanea è perché? Ma chi ve lo fa fare?
Aimé a rendere tutto questo meno incomprensibile, non c'è nemmeno una riconciliazione sostanziosa tra Clara e Boone, perché il lato romantico del romanzo è stranamente sottotono. Per essere un romance, è troppo freddo: le scene d'amore sono inesistenti e quelle in cui si baciano si contano su poche dita di una mano. Non che ci sia per forza bisogno di uno scambio di saliva continuo, ma un minimo di fisicità, quel pizzico di rosa serve a rafforzare il lato romantico, serve a dare una dimensione in più allo sviluppo della relazione.
Va bene che il loro passato è lungo e insieme hanno vissuto di tutto, dall'incontro al primo bacio eccetera, ma è anche vero che noi non sappiamo nulla, non abbiamo letto niente di tutto questo ed è un buco nero che pesa in una storia che, di base, è un romance contemporaneo.
In generale è il contenuto, più che la forma, ad avermi delusa, perché la Williams, nella sua semplicità e con il suo stile, riesce a rendere scorrevole anche una storia che non ha nessuna forma di stabilità. I dialoghi, come sempre, sono il suo punto forte, ma anche l'approfondimento di Clara (unico punto di vista narrativo) è ben fatto, mentre per Boone avrei preferito una presenza più incisiva e determinante, invece di un personaggio che si limita un po' a seguire la protagonista e a non uscire dall'immagine che propone di sé.
Ovviamente, anche se The Fable of Us non è stata per niente una lettura coinvolgente, tengo stretta Nicole Williams tra le mie autrici sicure, e sto già puntando al romanzo che avrei dovuto leggere al posto di questo.