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2 gennaio 2017

Trudi Canavan
L'apprendista del mago

Trilogia Black Magician 0.5
Titolo originale The Magician's Apprentice

Trama
TEA | pag. 694 | € 12,00
Diventare una guaritrice: questo è il sogno che Tessia ha coltivato da sempre, fin da quando ha cominciato ad affiancare il padre per acquisire i segreti dell'arte medica. Ma il destino ha in serbo per lei una sorpresa: mentre si trova nella residenza di Lord Dakon, il mago del villaggio, Tessia viene infatti molestata da uno straniero e, per difendersi, ricorre istintivamente a poteri magici tanto impensabili quanto devastanti. Intuendo le doti della ragazza, Lord Dakon le propone allora di diventare la sua apprendista e la porta con sé a Imardin, la vivace capitale del regno di Kyralia. Eppure, proprio a Imardin, Tessia si renderà conto di essere entrata a far parte di un mondo molto pericoloso, un mondo su cui grava la minaccia dei perfidi maghi sachakani, determinati a invadere Kyralia e a ridurre in schiavitù tutti i suoi abitanti... Ambientato secoli prima degli avvenimenti raccontati ne La corporazione dei maghi, questo romanzo è un'introduzione all' universo creato da Trudi Canavan.

Commento
E niente, non sono stata in grado di regolarmi e ho preso in biblioteca il prequel della serie.
Non avevo fatto bene i calcoli, non avevo nemmeno pensato che con tutte queste pagine e la scadenza imminente non avrei avuto tanto tempo per leggerlo - e finire un romanzo in fretta è una tortura! - eppure l'ho richiesto, l'ho lasciato sul comodino leggendo altro e poi, quando l'ho preso in mano, mi sono detta alla faccia! 
Ormai è nota la mia ossessione per i paperbacks, soprattutto quando sono grossi e ciccioni, ma a volte sottovaluto il rapporto dimensione - numero di pagine. L'apprendista del mago è gigantesco in edizione TEA e non voglio nemmeno immaginare quanto deve pesare quella Nord.
Mi ha fatto un po' paura aprirlo alla prima pagina e ho tremato al pensiero di avere solo dieci giorni per leggerlo. Praticamente sono arrivata al punto di controllare la media delle pagine lette ogni giorno per essere certa di avere un margine di sicurezza. Adesso è nelle mani di madreh che oggi lo riporterà in biblioteca, evitandomi il rischio multa per il ritardo nella restituzione.
Dopo tutto lo stress che mi ha causato, questo romanzo come minimo mi sarebbe dovuto piacere non dico alla follia, ma almeno da dire bello, mi è piaciuto. Invece sono qua a rimuginare sul senso della vita e sul perché ormai abbia letto quattro romanzi della Canavan senza imparare la lezione.
Questa donna ha uno stile tutto suo e devo farmene una ragione. Invece continuo a cancellare le esperienze precedenti e ad arrabbiarmi quando la storia non mi prende alla follia.
Quindi piccola premessa: la mia totale incapacità di ricordare le caratteristiche della Canavan ha inquinato il voto.
Detto questo posso solo confermare l'idea che mi sono fatta di questa autrice e del suo genere di fantasy: è alla portata di tutti, può andare bene per diverse fasce d'età ma solo per chi ha una santa pazienza e non si aspetta chissà quali sconvolgimenti o trame fantasmagoriche. Diciamo che può essere noioso per chi è abituato ad altri ritmi e ad altri tipi di trame. Non ci vedo un fan di GoT a sbrodolare sulla Canavan, ecco.
C'è da dire, però, che al contrario della prima trilogia - di cui solo il terzo mi aveva acchiappata sul serio - L'apprendista del mago è molto più interessante ed eccitante. A parte un senso di già letto dovuto alla scelta di avere - ancora una volta - una protagonista femmina che scopre di avere poteri magici e alla struttura un po' ripetitiva, tutto il romanzo ha un contenuto molto più complesso e ricco, una mobilità dei personaggi e una sequenza di eventi che la prima trilogia non possedeva.
Se si riesce a superare la somiglianza tra Tessia e Sonea così come la presenza del tutore che richiama in modo preoccupare il personaggio di Rothen, allora il romanzo è facile da apprezzare e si legge molto bene e anche velocemente.
Certo è che, aprendosi in questo modo con tutte queste somiglianze, il primo impatto è stato di già letto e per questo mi è scemata parecchio la curiosità verso la storia. Grazie al cielo, però, Tessia è sì la prima protagonista, ma poi se ne aggiungono degli altri che diversificano parecchio la narrazione.
Assieme alla presenza di diversi personaggi ci sono altrettanti punti di vista, in alcuni casi totalmente slegati e opposti alla narrazione principale. Questo fa sì che la storia - la guerra tra Kyralia e Sachaka - venga presentata da entrambe le fazioni e dia la possibilità di vedere come influenzi e cambi la vita delle persone comuni.
Il ritmo è talmente serrato - a volte forse troppo - che gli eventi si susseguono uno dietro l'altro e i personaggi sono costretti ad un'evoluzione veloce e altrettanto intensa: se Tessia all'inizio non mi diceva granché, nel corso del romanzo diventa un bel personaggio circondato da altrettanti personaggi interessanti, Jayan tra tutti. Il fronte opposto non è da meno perché lo schiavo Hanara è uno di quei personaggi che odi e ami allo stesso tempo, una specie di cattivo buono che ti permette di scoprire usi, costumi e pensieri di una parte di popolazione che fino ad ora non ha mai avuto voce. Stesso discorso per Stara, la giovane che si scontra con le tradizioni sachakane e trova una via d'uscita per se stessa e per le altre donne durante la guerra.
Insomma, i personaggi sono ben fatti e completano una trama quasi troppo arida: troppi fatti, troppe battaglie, pochi veri sentimenti e questa mancanza è ammorbidita proprio da loro.
Per il resto c'è poco da dire, lo stile della Canavan è sempre lo stesso identico, non cambia nulla, l'unica vera differenza tra L'apprendista del mago e la prima trilogia è la concentrazione di eventi e la presenza di più punti di vista nella narrazione.
Siccome il voto finale è stato decisamente inquinato da diversi fattori, credo che per il mio bene e per il bene dei prossimi romanzi, prenderò una vera pausa dalla Canavan, perché se mi ostino a proseguire la serie so già che farò una brutta fine, odiandola e sparando brutte parole. La noia è una brutta bestia, meglio fregarla e aggirarla, poi tornerò alla Canavan fresca e rigenerata. Ma ora no, ora mi prendo una pausa.

21 novembre 2016

Trudi Canavan
Il segreto dei maghi

Trilogia The Black Magician 3
Titolo originale The High Lord

Trama
TEA | pag. 534 | € 10,00
Da quando ha assistito alla morte di un uomo per mano del Sommo Lord, Sonea vive giorni di angoscia. E non le è certo di consolazione aver conquistato la fiducia e il rispetto degli altri novizi grazie alle sue eccezionali capacità magiche. Infatti Akkarin non solo le ha rivelato che una minaccia mortale aleggia sulla Corporazione dei maghi e sulla città di Imardin, ma le ha anche mostrato alcuni antichi tomi, in cui viene chiarito il motivo per cui la magia nera è stata bandita: molto tempo addietro, uno dei novizi l'aveva usata contro gli altri maghi della Corporazione e l'esito era stato drammatico. Sonea è confusa: il Sommo Lord l'ha resa partecipe di quei segreti perché è in ansia per il destino della regione di Kyralia o perché vuole servirsi di lei per i suoi oscuri piani? Poi uno schiavo della vicina Sachaka confessa alla ragazza di essere una spia, incaricata di scoprire i punti deboli della Corporazione, e allora Sonea, abbandonato ogni indugio, comprende che, se dovesse succedere qualcosa ad Akkarin, nessun altro potrebbe contrastare i maghi di Sachaka. A meno che lei, a sua volta, non venga iniziata ai misteri della magia nera.


Commento
Prima di scrivere qualsiasi cosa, devo liberarmi.
Non ero pronta. Non l'ho previsto, non l'ho capito, non l'ho accettato. Chi ha letto il romanzo sa di cosa sto parlando. Conosce il mio dramma, prova la stessa confusione e la stessa sorpresa. Non eravamo e non siamo pronti, punto e basta.
Prima di leggere il terzo romanzo della prima trilogia della saga dei maghi, mi sono imbattuta nella trama dei seguiti spoilerandomi, così, le relazioni tra i personaggi. A parte il fastidio, ho trovato la conferma ai miei sospetti e ho iniziato Il segreto dei maghi rilassata e motivata. Stavo per leggere il romanzo più importante dei tre e avevo dalla mia parte la consapevolezza che alcune cose sarebbero andate per il verso giusto.
E poi il dramma, in chiusura di romanzo.
Non so se stimo la Canavan per la sua scelta narrativa, o se la prenderei a schiaffioni per quello che ha combinato. Probabilmente solo proseguendo la lettura della serie riuscirò a metabolizzare la cosa. Per ora continuo a fissare il libro e a scuotere la testa - e a mandare messaggini sconvolti a Morwen.
I primi due romanzi della trilogia mi erano piaciuti ma mi ero tenuta da parte un po' di entusiasmo, perché in fin dei conti sono stati belli ma non eccezionali. La curiosità mi ha spinta a proseguire e a caricare Il segreto dei maghi di tutte le mie aspettative.
A parte quella cosa, il romanzo mi è veramente piaciuto.
Prima di tutto perché tutto quello che prima era sembrato un continuo dilungarsi, qui trova uno scopo, una motivazione, un'utilità. Quello che sembrava essere trascurato, esplode prepotentemente sulla scena. Quello che dava l'impressione di non seguire un filo logico, qui trova la sua spiegazione. E' come se in questo terzo romanzo confluiscano tutte le fila dei primi due romanzi, per trovare non solo una spiegazione, ma anche uno svolgimento ricco di azione e una risoluzione radicale.
Per questo devo ammettere che la Canavan è stata coraggiosa: ha mantenuto i primi due romanzi sullo stesso livello, seguendo un ritmo lento ma costante, intrecciando la trama senza anticipare troppo e senza dare più importanza ad un elemento a discapito di altri. Ha preparato una base solida, ha posizionate le sue pedine e poi ha scatenato l'inferno.
Il segreto dei maghi è un movimento continuo, una continua fuga, una continua lotta, ed è un'ecatombe. Un fiume di sangue. Uno sterminio di massa. Con leggerezza, la Canavan elimina sistematicamente i personaggi - alcuni più importanti di altri - e non torna indietro senza nessuna pietà. Ad un certo punto ho cominciato a temere di dover chiudere il romanzo con pochi superstiti, ma grazie al cielo non muoiono proprio tutti. Cioè, potrei aprire una parentesi grossa come lo spoiler del secolo, ma non lo farò. Vi basti sapere che i morti non si contano.
Forse proprio perché i personaggi giocano il tutto e per tutto, emergono dalla storia e si trasformano - a modo loro - in protagonisti. Su ogni fronte ci sono trame che si evolvono e personaggi le cui decisioni influenzano e determinano gli eventi: ognuno di loro, se prima era solo una comparsa o un personaggio secondario, diventa importante esattamente come i due protagonisti.
Perché non c'è alcun dubbio che Sonea è, finalmente, protagonista. Così come non c'è dubbio su chi sia il secondo personaggio a dominare la storia. A me è bastato conoscere il titolo originale (The High Lord) per capire che tutto sarebbe ruotato attorno alla figura misteriosa, pericolosa ed affascinante di Akkarin.
Ora, Sonea nel primo romanzo era giovane e vittima delle circostanze, mentre nel secondo romanzo più che studiare e subire gli scherzi degli altri ragazzi non ha fatto, ma qui è finalmente adulta, è finalmente autrice del suo destino perché si toglie i paraocchi, mette in dubbio tutto e lascia che siano i fatti a dimostrare quale sia la verità. Il cambiamento che compie dal primo al terzo romanzo è anche frutto di un percorso che dura anni e non mesi, e che la vede diventare adulta: anche la percezione che ha delle persone cambia, se prima vedeva tutti dal basso verso l'alto, adesso è una pari, consapevole della natura umana dei maghi e dei sentimenti che li dominano.
Sonea è una protagonista attiva con un ruolo importante: è lei che sostiene una causa in cui nessuno crede, ed è sempre lei - con il suo grande potere - a dare un contributo determinante nella storia.
Akkarin, invece, è il personaggio che svela se stesso, quello che racconta il suo passato e rende chiare le sue motivazioni, perché compie determinate scelte e perché, fino all'ultimo non teme di essere giudicato per il bene comune. Non posso dire molto su di lui, perché poi dovrei spoilerare alla grande, vi basti sapere che l'ho adorato (tranne per una scelta che, onestamente, mi ha mandata al manicomio).
Come per Sonea e Akkarin, anche gli altri personaggi entrano nel cuoricino: Lorlen, che fino alla fine ha Akkarin nel cuore, Rothen, che trova un coraggio che non pensava di avere, Cery, che trova amore e prestigio e che non si tira indietro di fronte al nemico.
E poi c'è il nemico: i maghi neri che vogliono distruggere la Corporazione, partendo da Akkarin fino al più umile servo, prosciugando la magia, seminando devastazione e morte. Un nemico che non si limita a fare una debole comparsa, ma che butta giù tutti gli ostacoli che trova come birilli, un nemico che non si ferma e non si lascia sconfiggere con facilità.
L'ansia, la mia, è stata la compagna di lettura, alimentata dal pericolo, dalle difficoltà dei personaggi e dalla sensazione che un lieto fine non era in programma per nessuno di loro.
Ma la Canavan è carogna solo fino ad un certo punto, perché non permette che tutto finisca così e ci regala un finale dolce amaro, uno di quelli che ti fanno pensare è finita, ma con le lacrime agli occhi.
Se prima di leggere Il segreto dei maghi ero indecisa se proseguire o meno la serie, ora non ho proprio dubbi: a volte è meglio arrivare alla fine con un ritmo lento, e poi lasciarsi trasportare dalla storia, piuttosto che bruciare tutto subito e non provare emozioni.

24 ottobre 2016

Trudi Canavan
La scuola dei maghi

Serie The Black Magician Trilogy 2
Titolo originale The Novice

Trama
Nord | pag. 420 | € 18,60
Sonea ha finalmente accettato di entrare nella Corporazione dei Maghi, iniziando così il suo percorso di studi. Ma la strada davanti a lei è irta di pericoli, a cominciare dal fatto che numerosi Maghi disprezzano le sue umili origini e la giudicano indegna di quel privilegio. Il più spietato è Regin, un novizio che sembra avere come unico scopo quello d'istigare i compagni e gli insegnanti contro la ragazza, umiliandola ripetutamente e arrivando persino ad accusarla di essere una ladra. L'unica speranza per lei è rappresentata da Lord Dorrien, sensibile e intelligente figlio del potente Lord Rothen: il ragazzo, giunto alla scuola per far visita al padre, prende subito le parti di Sonea e si spinge addirittura a rivelarle alcuni segreti che la rendono più potente del perfido Regin. In tal modo, però, Sonea scopre pure che il Lord Supremo, Akkarin, fa uso della proibitissima Magia Nera, riuscendo a trarre forza da qualsiasi essere vivente, uomo o animale, e questo rischia di costarle la vita...

Commento
Signora Canavan, dove cavolo è la magia?
Dopo la lettura del primo libro della serie - La corporazione dei maghi - ho deciso che era necessario proseguire almeno con il secondo se non addirittura con il terzo (e chiudere, così, la prima trilogia) per capire se io e la signora Canavan potevamo essere compatibili.
Ovviamente, giusto per sottolineare la cosa, non sono riuscita a farmi un'idea precisa nemmeno con La scuola dei maghi: non so se questa serie mi piace, non so cos'è che mi piace e cosa no, insomma, sono ancora in quella fase in cui si rimugina e poi si raggiunge un verdetto.
Il mio è mah?! O meglio, è ma dove cavolo è la magia?
Dopo 800 pagine il mio dubbio è sempre più forte. Se questa è tutta la magia che avrò dalla lettura della Canavan, non so se ne vale la pena. Conseguentemente il voto è nella media ma per niente entusiasta.
Per prima cosa mi sento di dire che la trama, ancora un volta, esce decisamente in difetto in rapporto al numero di pagine, esattamente come per il primo romanzo. Sarà anche un tratto distintivo dello stile della Canavan, questo allungare un brodo sciapo, ma alla lunga sono sicura che mi verrà un po' a noia. Un fantasy che si basa sulla magia deve per forza essere ricco di azione, di intrighi, anche solo di qualcosa che renda possibile ai personaggi l'uso di questa benedetta magia.
Ne La scuola dei maghi, invece, l'autrice si focalizza su una routine scolastica che non spicca per originalità o ricchezza e che viene alternata da un'unica storia parallela che risulta essere il diversivo che salva il lettore dal coma totale. In sostanza c'è questo blocco centrale dedicato a Sonea, e tante piccole ramificazioni che smuovono la storia, che forniscono la scusa perché la magia venga usata e che smorzano il tono adolescenziale a favore di uno più o meno adulto.
In sostanza, per me, questo romanzo è un fantasy per ragazzi che non temono una lettura lenta, ed è anche un fantasy per adulti che non si aspettano granché e non vogliono impegnarsi troppo.
Però, ecco, che delusione. Io voglio la magia. La voglio, e qui ce n'è poca ed è sempre isolata alle stesse pratiche. L'unico guizzo sono le poche scene di Akkarin ma, anche qui, la Canavan castra la storia a favore di poche magie politically correct. Trudi, escila questa magia nera.
In La scuola dei maghi Sonea ha iniziato l'anno, è entrata nella sua classe ed è pronta per imparare ma, come si può immaginare, le sue origini la pongono subito nel ruolo della disadattata. Ne conseguono pagine e pagine e pagine di bullismo capitanato da questo Regin - che è un total douche - che si spertica per umiliare e maltrattare Sonea. Ora, qualche episodio di bullismo può anche aggiungere dramma alla storia della ragazza, ma che lei si rifiuti di reagire perché ha il blocco se uso la magia ammazzo qualcuno, quando basterebbe usare il cervello, la fa diventare una debole. Senza contare che le scene praticamente si ripetono con solo qualche variante e, a meno che non intervengano altri personaggi, Sonea non sembra essere un personaggio chiave. C'è e non c'è, è come una bambina che dipende in tutto e per tutto dalle decisioni degli adulti. Quindi, oltre ad essere un'alunna vittima di bullismo, Sonea viene usata come pedina da Akkarin (che la controlla da vicino) e dalla scuola (che controlla i suoi poteri da vicino), impara - forse - cose sulla magia, anche se non ci è dato sapere, e solo alla fine per grazia divina butta fuori tutta la sua forza in un duello di magia che avrebbe dovuto dettare il tono di tutto il libro.
Almeno, in tutto questo, ci sono altri personaggi che agiscono e vivono la trama in maniera decisiva: Lorlen, tra tutti, è quello che mi ha incuriosita di più. Vive un'avventura interessante, pratica la magia, incontra diversi maghi e diversi personaggi affascinati, non è per niente statico e lascia intendere cose su di sé che stuzzicano il lettore. La sua storia scorre parallela a quella di Sonea e si intreccia in alcuni punti ma, per la maggior parte, è indipendente.
Lord Rothen viene messo da parte un pochino per favorire il personaggio che mi affascina di più: Akkarin. Ora, se la Canavan non lo sfrutta a dovere anche nei prossimi libri mi imbestialisco perché se non ci fosse lui a dare un tono oscuro e misterioso al romanzo, ad aspettare Sonea facciamo in tempo a diventare vecchi e decrepiti.
Un po' subisco il fascino del pericolo, lo ammetto, ma Akkarin è decisamente un gran figoh, visto che è anche l'unico a usare questa benedetta magia senza stare a rimuginarci sopra. E poi sa tutto di tutti, ha una storia intrigante che non è stata nemmeno svelata ed è potente. Insomma, per me potrebbe essere protagonista della serie, visto la poca incisività di Sonea.
Eppure, nonostante la trama non mi abbia soddisfatta appieno, sono decisa a proseguire la serie. Il terzo romanzo, Il segreto dei maghi, pare essere quello più movimentato ed eccitante quindi per ora non ho intenzione di fermarmi. Prendo una pausa, però, perché digerisco il ritmo lento e pacato della Canavan solo a piccole dosi e non voglio rischiare di iniziare il capitolo finale con la noia come compagna.

13 giugno 2016

Trudi Canavan
La Corporazione dei Maghi

Trilogia The Black Magician 1
Titolo originale The Magicians' Guild

Trama
TEA | pag. 395 | € 9,00
A Imardin è il giorno dell'Epurazione, l'appuntamento annuale durante il quale, su ordine del re, la Corporazione dei maghi scaccia dalla città vagabondi, mendicanti e tutti coloro che sono sospettati di vivere da fuorilegge. E, come ogni anno, gli abitanti dei quartieri poveri si radunano nella piazza del Nord, per protestare, urlando la propria rabbia e lanciando sassi contro i maghi, i quali, però, essendo protetti da una barriera magica, ignorano altezzosamente quella rivolta. Tutto sembra svolgersi secondo un triste ma collaudato copione; poi, d'un tratto, una pietra manda in frantumi la protezione e ferisce un mago. Tra l'esultanza della folla e lo sgomento dei maghi, viene subito individuata la responsabile dell'incredibile gesto: è Sonea, una giovane orfana, che subito dopo fugge via, spaventata dalle conseguenze della sua azione. Ma la Corporazione dei maghi non può permettere che qualcuno dotato di un simile potere sfugga al loro controllo e vuole trovare la ragazzina per convincerla a unirsi a loro e a sottoporsi al necessario addestramento. Tuttavia, all'interno della Corporazione, c'è anche chi trama per sfruttare Sonea e raggiungere così i suoi scopi malvagi...

Commento
Vittima di un raptus psicotico, ho messo per aria la mia libreria e mi sono resa conto di essere tristemente orfana di fantasy di un certo spessore.
Per la cronaca, io ne leggo poco e tendo a cercare romanzi che un po' si somiglino. Non ho ancora avuto il coraggio di buttarmi su Martin e piango per lo stop alla pubblicazione di Jacqueline Carey - per cortesia risparmiamoci odio verso l'editore, è colpa dei lettori ok? - che resta tuttora la mia autrice preferita di questo genere.
Su suggerimento della mia amica Mara ho provato a leggere il primo della trilogia della Canavan perché, a suo dire, bellissima. Tanto cosa avevo da perdere? O mi sarebbe piaciuta oppure no, tentare non mi costava nulla. Bene, devo dire che, effettivamente, sono rimasta piacevolmente colpita. Non ammaliata, non innamorata persa, ma colpita.
Prima di tutto parliamo dei tempi di lettura. Quattro giorni per un fantasy di quasi 400 pagine, con circa 1 ora e mezzo di lettura al giorno, è un tempo di tutto rispetto. Va bene che io leggo in fretta, ma anche così, se sei un mattone, sotto alla settimana non ci arrivi. Invece per La Corporazione dei Maghi ho scoperto di poter procedere speditissima nonostante il genere, perché l'autrice ha uno stile molto leggero, stimolante e un ritmo piuttosto sostenuto. Se considero che la storia mi è piaciuta ma con qualche riserva, arrivo alla conclusione che sono riuscita a mantenere l'attenzione viva e attiva soprattutto grazie allo stile e alla strutturazione della narrazione.
Il costante alternarsi dei punti di vista, infatti, stimola la curiosità: i diversi momenti, con diversi personaggi, portati avanti contemporaneamente hanno cancellato qualsiasi forma di stagnazione della narrazione. In pratica non c'è tempo per annoiarsi e, per me, questo è un grosso punto a favore.
Nonostante il romanzo si legga in fretta e non ci si annoi mai, la trama di per sé non brilla per ricchezza, complessità o originalità. In tutte queste pagine oltre la metà è occupata da una sola cosa: la fuga, mentre il vero nucleo della storia viene tranquillamente relegato nell'ultima parte e - per me - sacrificato un pochino.
Di cosa parla questo fantasy? Sonea è una giovane e povera ragazza, vive con gli zii e sopravvive con i lavoretti che riesce a trovare. Come centinaia di persone come lei, per Sonea il giorno dell'Epurazione significa perdere tutto: casa, lavoro, dignità. Dal suo lato della città le persone odiano tutti quelli che vivono bene: i ricchi, i commercianti, i nobili, il re ma, in particolare, i maghi. Maghi che, come ogni anno, si occupano di scacciare le persone durante l'Epurazione avvalendosi dei loro poteri. Maghi che vivono isolati, che non fanno nulla per la povera gente, e che non si mischiano mai alle persone comuni se non raramente.
Nel momento in cui comincia l'Epurazione, Sonea di unisce ai ragazzi come lei nella protesta, prende un sasso e lo lancia, sfogando l'odio e la paura che ha dentro. Se per anni gli scudi dei maghi li avevano protetti dalle sassate e dalle ribellioni, basta un solo lancio da parte di Sonea per superare la barriera e colpire uno dei maghi. In pochi secondi la ragazza scopre di aver fatto qualcosa che non avrebbe dovuto essere in grado di fare, scopre di possedere la magia. Comincia, così, la sua fuga.
Per oltre duecento pagine Sonea scappa dai maghi, decisa a non farsi acchiappare: sicuramente la vorranno uccidere. I suoi aiutanti, però, contano sulla sua nuova abilità e la nascondono nei cunicoli e nelle gallerie. Da un lato i maghi, con i loro mantelli e i loro silenzi, dall'altro i Ladri, Cery e un futuro totalmente incerto.
Durante i lunghi mesi in cui sta nascosta, Sonea usa la magia poco e male, non riesce a controllarsi e non riesce a capire cosa la scatena; il lungo isolamento la intristisce e il costante pericolo rende la sua situazione insopportabile. Francamente, alla lunga lo è anche per noi, così quando finalmente i maghi la trovano la storia cambia rapidamente. Basta fughe improvvise, basta pericoli inutili, appena i maghi e Sonea si incontrano, tutto diventa logico, razionale, persino giusto.
La seconda parte del romanzo è tutta concentrata sull'apprendimento di Sonea, sul conoscere la realtà della Corporazione e imparare a svincolarsi dai preconcetti di una vita. Con l'aumento del suo Controllo, procede anche la sua istruzione e in fretta si scopre che Sonea è forte, così forte che rischia di scombinare il sistema dei maghi. C'è chi la vuole e c'è chi non accetta che una povera della parte sbagliata della città entri nei loro ranghi.
Bene, per quanto mi riguarda, tutto il romanzo pecca di una cosa: è tremendamente dispersivo. In 395 pagine tira per le lunghe due soli blocchi narrativi, e li stiracchia fino al punto di rottura. E' vero, se la prende comoda e così tutto è bello preciso, ma è anche vero che in proporzione al volume di parole, il volume di informazioni è decisamente carente. Avrebbe potuto combinare molto di più, invece la Canavan ha scelto la via del poco e del diluito.
Per i personaggi promuovo Sonea, anche se è talmente in balia delle circostanza da essere ancora poco incisiva, e Akkarin perché è oscuro, misterioso e - pare - faccia cose che sembrano troppo vicine alla magia nera.
Leggerò il seguito? Direi proprio di sì, sono curiosa di sapere cosa succederà a Sonea e se questo mondo magico troverà modo di spiccare sul serio.