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11 novembre 2019

Laini Taylor
La Musa degli Incubi

Strange the Dreamer 2
Titolo originale Muse of Nightmares

Trama
Fazi Editore
pag. 523 | € 15,00
La peggiore paura degli abitanti di Pianto si è concretizzata: nella minacciosa fortezza di mesarzio i figli degli dèi sono ancora vivi. Sarai è diventata un fantasma, mentre il Sognatore ha appena scoperto di essere lui stesso un dio dalla pelle blu, l’unico capace di fronteggiare l’oscura Minya, animata dall’implacabile desiderio di vendetta nei confronti degli umani che massacrarono la sua gente. Lazlo si troverà di fronte alla più impensabile delle scelte: salvare la donna che ama oppure tutti gli altri. Ma inquietanti misteri dimenticati chiedono di essere risolti: da dove sono arrivati, veramente, i Mesarthim, e cosa ne è stato di tutti i bambini nati nella fortezza durante il dominio di Skathis? Quando i portali dimenticati si apriranno di nuovo, mondi lontani diventeranno pericolosamente vicini e un inatteso, potente nemico arriverà deciso a spazzare via le fragili speranze di tutti, dèi e umani. Sarai, la Musa degli Incubi, conoscitrice di ogni genere di paura fin da quando aveva sei anni, sarà costretta ad affrontare orrori che neanche immaginava e ad andare oltre i suoi stessi limiti: l’esperienza le ha insegnato che l’odio e il terrore sono sentimenti facili da provocare. Ma come si fa a rovesciare l’odio, a disinnescare la vendetta? È possibile salvare i mostri, piuttosto che annientarli?
Possiamo essere in conflitto, odiarci e desiderare la reciproca distruzione, ma nella disperazione siamo tutti smarriti nelle stesse tenebre, respiriamo la stessa aria mentre soffochiamo nel nostro dolore.

Commento
Ok, sì, ho abbassato il voto all'ultimo minuto ma non ho potuto farne a meno. La musa degli incubi non mi è piaciuto tanto quanto Il Sognatore e per questo ho dovuto cedere di mezzo punto.
Nonostante mi sia presa una pausa tra il primo e il secondo romanzo, e nonostante abbia iniziato il libro con un ottimo ricordo del precedente, spesso durante la lettura ho accusato ondate ricorrenti di noia. Non riesco a spiegarmi il motivo, visto che la Taylor è un'autrice dallo stile costante e la storia non si discosta di un millimetro da quella de Il Sognatore; forse avrei dovuto aspettare ancora un po', o forse il mio entusiasmo si è esaurito con il primo libro, il risultato non cambia e sono qui a scrivere una recensione che avrei preferito fosse più positiva di questa.
La storia di La Musa degli Incubi inizia esattamente dopo la fine di Il Sognatore e non c'è pausa o sospensione, così come eravamo rimasti appesi allo stesso modo veniamo rispediti dentro all'azione.
Non si fatica a rientrare nel ritmo e i personaggi riemergono dalla memoria e dalle pagine con la stessa tridimensionalità che li ha caratterizzati nel primo titolo. L'unica differenza che ho notato è che del gruppo dei figli degli dei emergono in modo più spiccato - e se vogliamo scontato - sono Sarai e Minya, esattamente come il loro scontro che per buona parte del romanzo monopolizza l'attenzione.
Parallelamente a questi eventi, la Taylor introduce due personaggi nuovi e ci apre una finestra sul passato che solo in un primo momento sembra slegato alla storia narrata, ma che poi diventerà un filtro attraverso il quale trovare significato nel finale. Questi due personaggi sono Kora - Korako - e Nova - Novaline e la loro storia inizia centinaia di anni prima di quella dei ragazzi. Giusto per evidenziare la mia scarsa intuizione, non ho collegato la Kora della seconda storyline con la Korako del passato dei ragazzi, la dea cattiva che portava via i bambini. Il collegamento arriva molto dopo e quando arriva pone tutto sotto un'altra luce: tanto per cominciare si trovano le risposte ad alcune domande legate agli dei blu e soprattutto le incognite sul come, perché e quando si sciolgono poco alla volta grazie allo sbilanciamento nei giochi di potere.
Ecco, qui devo dire che ho apprezzato parecchio che i personaggi perdano il controllo della situazione e che il romanzo abbia spesso un mood ansiogeno che alimenta il ritmo di lettura: Minya per prima, Nova poi sono le due forze che distruggono la routine e scuotono le fondamenta del futuro dei ragazzi. Quello che ci si aspettava che accadesse in realtà viene ribaltato, e quello che non ci si aspettava arriva all'improvviso e tramortisce il lettore.
La cosa che mi ha delusa di più del romanzo è stata l'assenza di un vero cambiamento. Il pericolo di Minya svanisce poco alla volta senza compensare con l'evoluzione del suo personaggio. Anche lei, come gli altri, si ritrova messa alle strette da un nemico più forte e più inamovibile di lei e quindi da aguzzina diventa qualcos'altro. Naturalmente ho apprezzato questo suo tornare alle origini, solo che avrei preferito un cambiamento più sostanzioso e contestualizzato.
Stesso discorso per Nova, per quanto la sua storia sia stata presentata in modo più che preciso e approfondito, il suo ruolo di devastatrice di vite rimane troppo ingessato nell'ossessione di trovare Kora e il suo potere, presentato come qualcosa di enorme e distruttivo, è più che altro un'arma usata per abusare della sua follia e non la rende una nemica veramente pericolosa quanto più che altro una pazza vera e propria che agisce in modo illogico. In questo caso il ruolo di Sarai torna utile, ma anche lei non esce dallo schema iniziale del personaggio creato in Il Sognatore.
Su Lazlo posso solo dire che non è più il protagonista, ma è parte di un gruppo e che si lascia dominare in modo cieco e assoluto dal nuovo amore. Il Lazlo sognatore, il Lazlo con i poteri, il Lazlo gentile e profondo è ridotto ad un ragazzino in piena crisi ormonale che tenta disperatamente di riprendersi un potere fisico o psicologico che continua a perdere, prima con Minya e poi con Nova
Naturalmente Lazlo è sempre un personaggio gradevole, di quelli che suscitano un sorriso spontaneo e automatico, ma il suo declassamento mi ha un po' delusa.
Sono delusa anche dalla quasi totale assenza di Thyon Nero, un personaggio che aveva un enorme potenziale e che invece qui ha poche scene e poco spazio dove pressare tutti i suoi cambiamenti di carattere. Il cambiamento di Nero è grosso, ma per lui c'è solo il tempo di rendersi conto di desiderare qualcosa di più e poi più nulla.
Tra i secondari hanno invece avuto il loro riscatto Eril Fane e Azareen, che agiscono in modo coerente e hanno un colpo di scena altrettanto coerente con i loro personaggi. Ci voleva che in qualche modo anche loro avessero una chiusura degna della loro storia.
Per quanto riguarda il finale, sì è un buon finale ma è molto al di sotto delle mie aspettative sia in intensità che in complessità. Il pericolo presentato da Nova, come per Minya, svanisce in un soffio e il classico lieto fine ha la forma di un riassunto che serve solo a far sapere che per ognuno di loro ci sarà un futuro. Non c'è grande emozione in questo finale, è una calma piatta al posto di un picco di adrenalina e, se devo essere onesta, mi aspettavo molto di più. Arrivare alle ultime cento pagine del romanzo dopo 400 pagine di poco mi ha delusa veramente tanto. Il problema, quindi, per me è stata l'assenza di vera azione, veri colpi di scena, e veri cambiamenti rispetto al volume del romanzo. In quello spazio poteva farci stare dentro di tutto, così come aveva fatto in modo eccellente con la trilogia dei serafini, invece ha scelto di tirarla per le lunghe. D'accordo, lo stile della Taylor è fantastico e la sua ricchezza narrativa è senza dubbio di grande pregio, ma non è abbastanza per scuotermi dal torpore di questa lettura infinita.
Ecco, questo è quanto e lo dico con un po' di tristezza. Non toglierò la Taylor dalle mie letture, spero solo che tornerà con una storia più movimentata di questa. In realtà basta che torni, poi mi adeguo.

14 ottobre 2019

Laini Taylor
Il Sognatore

Serie Strange the Dreamer 1
Titolo originale Strange the Dreamer


Trama
Fazi Editore
pag. 524 | € 14,50
In un mondo indefinito, devastato dai postumi di una guerra fra dèi e uomini, il piccolo Lazlo Strange, orfano, viene allevato da monaci arcigni che tentano con la forza di strappare il germe della fantasia dalla mente del bambino. Ma Lazlo è nato sognatore. Rimane impressionato dai racconti di un anziano monaco, che parlano di una misteriosa città, un luogo di cui si è persa la memoria ma nel quale è accaduto qualcosa di tragico, qualcosa di enorme. Conoscere questa città, chiamata Pianto, diventa il suo sogno, la sua ossessione. Anni dopo, ormai ventenne, Lazlo lavora come bibliotecario; passando tutto il suo tempo fra libri e documenti, appaga la sua sete di ricerca e di storie. Finché un giorno arriva nientemeno che una delegazione di guerrieri proveniente proprio dalla mitica Pianto, guidata da un comandante soprannominato il Massacratore degli Dei, il quale spiega che sta girando per tutto il territorio alla ricerca di uomini e donne in possesso di capacità intellettuali e manuali che possano servire a ricostruire la città, devastata dalla guerra. Lazlo chiede di essere arruolato e ottiene il posto. Inizia così un viaggio avventuroso verso la meta cui ambisce fin dall'infanzia...
Il sogno di Lazlo venne rovesciato nell'aria e la tempesta e i colori di cui era composto non furono più un futuro da raggiungere, ma un ciclone che si scatenava in quel momento. Lazlo non sapeva che cosa, ma, con la certezza con cui si sente la puntura di una scheggia quando una clessidra cade da uno scaffale e si rompe, seppe che qualcosa stava accadendo. In quel momento.

Commento
Dopo un paio di letture tradizionali il mio cervello ha mandato segnali forti e chiari sul suo desiderio di fantasy YA e di nient'altro che non fosse questo. Per un attimo ho valutato l'opzione Cassandra Clare, ma non ero in vena di leggere in lingua e così mi è caduto l'occhio sui due romanzi della dilogia della Taylor, comprata subito alla sua uscita e - giustamente - lasciata a decantare in libreria.
Ora, sarà stata la brama del mio cervello, sarà stato il mood, sarà che la Taylor è un'autrice che è entrata in ritardo nella mia routine ma lo ha fatto con il botto, fatto sta che questo romanzo è stato aspirato in pochissimo tempo. L'ho iniziato e finito senza che quasi me ne rendessi conto e la sua fine - cliffhangerissima, vi avviso - è una di quelle che sì, ti lascia il bisogno di continuare, ma non necessariamente subito, righ away. E' il tipo di romanzo del quale avevo bisogno, un fantasy nuovo, ricco di immaginazione ma in un certo senso familiare (ricorda moltissimo l'universo della trilogia della Chimera di Praga), con una storia che ha un inizio e una fine che si intravede all'orizzonte e che - a seconda di cosa si decida di fare - può arrivare subito o più tardi. Io ho deciso di prendere una pausa tra il primo e il secondo libro, ma giusto perché voglio godermi i romanzi e non voglio bruciarli entrambi in tempi brevi.
Veniamo alla storia, che si apre su un Lazlo bambino alle prese con la sua fredda, noiosa e brutale esistenza. Lazlo fa di cognome Strange, dato d'ufficio a tutti gli orfani e che li distingue in modo semplice e impersonale dal resto delle persone. Uno Strange, oltre ad essere solo nel mondo, è anche privo di qualsiasi diritto o desiderio di uscire dall'ultimo livello della scala sociale. Il problema, per Lazlo, non è nemmeno l'assenza totale di prospettive sociali quanto il rigido divieto di potersi rifugiare in un mondo inventato e gioire per un pochino della sua immaginazione. La forza di Lazlo è tutta nella sua mente e, purtroppo, verrà quasi subito domata, costringendolo ad una esistenza di silenzi e servizi. Solo più in là negli anni la sua esistenza vedrà un netto cambio di rotta quando diventerà apprendista nella più grande biblioteca del regno, dove finalmente potrà scatenare la sua insaziabile sete di storie. Fin da piccolo Lazlo ha sempre trovato affascinante la storia della città di Pianto, ormai diventata una leggenda quasi dimenticata, e la sua passione divampa ancora quando - ormai uomo - trova nell'enorme biblioteca dove lavora una quantità di libri e di storie legate alla città dimenticata. Nella sua smania di trovare nuove informazioni, Lazlo diventa un vero topo di biblioteca e la sua conoscenza sulla storia di Pianto si estende là dove gli altri non si sono mai avventurati.
Il punto di rottura della routine di Lazlo arriva quando, per la prima volta dopo decine di anni, arrivano nel regno i guerrieri Tizerkane della città di Pianto. Lazlo è l'unico a non essere impreparato, ma è anche l'unico che viene escluso dall'incontro a causa della sua posizione sociale. La vera personalità di Lazlo, soppressa per tutti questi anni, affiora in superficie e rivela a tutti la sua competenza, la sua dignità, la sua pura passione per Pianto e l'onesta partecipazione emotiva alla loro storia. L'avventura di Lazlo, la sua vera avventura, inizia quando si unisce alla carovana di Eril Fane - il Massacratore di Dei - diretta verso Pianto, con l'obiettivo di aiutare la città e, in un certo senso, salvarla da un qualcosa che Eril Fane è restio ad anticipare al gruppo di studiosi.
Parallela alla storia di Lazlo si sviluppa anche quella di cinque ragazzi, cinque figli di Dei - gli stessi dei uccisi da Eril Fane - che fin dalla loro nascita vivono segregati nella fortezza sospesa nel cielo sopra Pianto, isolati dal mondo, senza possibilità di uscire e senza che nessuno possa entrare. La loro vita ha pochissime distrazioni, men che meno cibo o attività, e si concentrano tutti su un unico sentimento forte: l'odio. Nonostante quattro di loro, Feral, Sparrow, Ruby e Sarai, fossero troppo piccoli per ricordare, l'odio vero gli abitanti di Pianto e verso Eril Fane, che ha ucciso i loro genitori e tutti i bambini rimasti, è una costante alimentata da Minya, la più crudele del gruppo e colei che ha memoria del massacro. Per anni la vendetta è stata il loro unico desiderio finché sono cresciuti e la solitudine e la monotonia hanno attutito i ricordi e lasciato spazio al desiderio di entrare in contatto con il mondo esterno. Questo contatto è Sarai, nata con il dono di entrare nei sogni delle persone e manipolarli a suo piacimento, per anni li ha trasformati in terribili incubi che hanno alimentato il timore delle persone verso la fortezza. Sarai, pur avendo seguito la via della vendetta per la maggior parte della sua vita, comincia a sentire il peso di questo sentimento e a desiderare qualcosa di diverso per sé e per gli altri quattro: una vita, ordinaria come quella che spia nei sogni delle persone, ma preziosa perché impossibile per loro.
Tra i superstiti del massacro e gli abitanti di Pianto c'è un legame difficile da spezzare, un odio troppo radicato per poterlo razionalizzare, e una disperazione che permea le vite di tutti avvelenando le loro esistenze. Nel momento in cui le due storylines si toccano si crea il punto di non ritorno, quello che cambia il ritmo della narrazione e lascia intendere che le storie dei singoli personaggi diventeranno un filo nella trama della storia.
Lazlo e Sarai sono i due protagonisti, è vero, ma non monopolizzano la narrazione e lasciano ampio spazio a quei personaggi che hanno qualcosa da dire, azioni da compiere e scelte da fare che influenzeranno l'esito della storia. Da parte di Lazlo c'è Thyon Nero, un giovane alchimista che oscilla tra l'essere un eroe all'essere antagonista di Lazlo, ha una personalità molto interessante e per ora è sempre rimasto dietro le quinte, mai immobile ma non attivo nella storia. Da parte di Sarai il personaggio più forte dopo di lei è sicuramente Minya, che non nasconde il suo lato oscuro e che fin da subito mina l'equilibro del gruppo prendendone il controllo. Anche Feral, Sparrow e Ruby hanno una loro importanza, ma sono più che altro di contorno e il loro scontro è più un triangolo amoroso adolescenziale che stona con la gravità della storia. Naturalmente ci sono anche Eril Fane e gli altri Tizerkane ma anche loro rimangono un pochino in disparte.
Il romanzo ha i suoi tempi narrativi, ci vuole pazienza perché la prima parte è - forse - un filo lenta ma costruisce il personaggio di Lazlo fin nei minimi recessi della sua personalità e per me è stata parecchio affascinante. Quando la storia diventa più avventurosa e la narrazione prende un ritmo diverso anche la lettura diventa più serrata, c'è un crescendo piuttosto netto in tutto il romanzo che culmina nel finale. Onestamente non mi aspettavo che una certa cosa accadesse sul serio ma ho veramente apprezzato che la Taylor sia uscita - o forse è meglio dire che si è buttata fuori - dallo stereotipo del lieto fine. Il twist in chiusura è veramente intenso, drammatico, e cambia totalmente le carte in tavola, ma allo stesso tempo mi ha messo un po' di sana paura per il secondo romanzo della dilogia. Per questo ho deciso di fare una pausa, perché devo digerire tutto e avere la mente sgombra e fresca.
Sullo stile della Taylor non penso di dover aggiungere altro rispetto a quello che ho segnalato nelle recensioni dei suoi altri romanzi, dico solo che confermo e sottoscrivo: la Taylor non è una scrittrice frettolosa e superficiale, non lesina sulla ricchezza delle descrizioni, non ha paura di soffermarsi sui dettagli e riesce a non far pesare decine di pagine in cui - obiettivamente - succede poco o nulla. E' una brava autrice, scrive fantasy a target YA ma non usa lo stile semplicistico che purtroppo in genere si associa al genere e questo la rende godibilissima anche da un pubblico adulto.

10 settembre 2018

Laini Taylor
Sogni di Mostri e Divinità

Trilogia Daughter of Smoke and Bone 3
Titolo originale Dreams of Gods & Monsters

Trama
Fazi Lain
pag. 570 | € 14,50

A titolo di un inganno sconcertante, Karou ha preso il controllo della ribellione chimera ed è intenta ad allontanare il suo corso dal vicolo cieco vendetta. Il futuro poggia su di lei, se può esserci ancora un futuro per la chimera a Eretz devastata dalla guerra. Nemico comune, causa comune. Quando l' esercito del brutale serafino Giaele sconfina nel mondo umano, l'impensabile diventa essenziale, e Karou e Akiva devono alleare i loro eserciti nemici contro la minaccia. Si tratta di una versione distorta di un loro di tanto tempo fa, e cominciano a sperare che si potrebbe fare un passo in avanti per la loro gente. E, forse, per se stessi. Verso un nuovo modo di vivere, e forse anche l'amore. Ma ci sono le minacce più grandi di Jael in vista. Una regina malvagia è a caccia di Akiva, e, nei cieli di Eretz ... qualcosa sta accadendo. Macchie potenti si stanno diffondendo come contusioni da orizzonte a orizzonte; le grandi stormhunters alate si stanno radunando come se convocate, girando incessantemente, e un profondo senso di ingiustizia pervade il mondo. Quale potere può schiacciare il cielo? Dalle strade di Roma alle grotte della Kirin e oltre, gli esseri umani, chimere e serafini combatteranno, si sforzeranno, ameranno, e moriranno in un teatro epico che trascende il bene e male, giusto e sbagliato, amico e nemico. Alle stesse barriere di spazio e tempo, che cosa sognano dei e mostri? E null'altro importa?
Tanto tempo fa un angelo e un diavolo premettero le mani sui rispettivi cuori. E diedero inizio all'apocalisse.
Commento
Ho fatto un errore tattico. Ho finito di leggere questo romanzo ormai quasi un mese fa, prima dell'inizio delle mie vacanze estive e ho rimandato la scrittura del commento fino ad oggi. Non so perché l'ho fatto, considerando che il libro mi è piaciuto parecchio, però ricordo che non avevo mai voglia di mettermi a scrivere, oppure non avevo tempo di farlo. Quando sono iniziate le ferie ho fatto letteralmente di tutto tranne che aprire il blog, leggere, o preoccuparmi della recensione rimasta in sospeso.
Ora che sono qui mi rendo conto dell'errore perché quello che mi è rimasto in testa è poco e vago. Cercherò di essere il più precisa possibile ma la vedo molto dura. Che scema, non so perché mi caccio in queste situazioni da sola.
Sogni di mostri e divinità è il terzo ed ultimo romanzo della trilogia ed è quello che ho desiderato leggere con più ansia tra i tre perché i fili narrativi rimasti in sospeso erano veramente troppi e troppo coinvolgenti. Quando si legge una trilogia - o una serie - un romanzo dietro l'altro è naturale sentire una certa ansia e avere fretta di proseguire, ma con questo romanzo ho letteralmente chiuso il secondo e aperto il terzo nel giro di pochi minuti. Niente pause, niente attese, perché la storia era arrivata ad un punto in cui o si finisce male o finalmente arriva qualche gioia.
Nonostante le mie previsioni e le mie paure, il vero nucleo del romanzo ruota attorno all'alleanza tra le chimere e gli angeli, lasciando quasi in secondo piano il progetto di conquista mondiale di Jael. Akiva e Karou, seppur separati da un muro emotivo, non hanno perso di vista il loro obiettivo finale e fanno di tutto affinché si avveri. Gli angeli e le chimere da convincere e radunare, un piano da creare e perseguire, un nemico comune da sconfiggere, e un compito da rispettare che li separa ancora una volta. L'enormità della situazione diventa man mano sempre più chiara perché la Taylor amplia la sua complessità dando spazio ai personaggi comprimari e aggiungendo altri fili narrativi che solo all'apparenza sembrano inutili. Eliza, ad esempio, è un personaggio che sembra essere solo un punto di vista esterno e non si capisce bene quale sia il suo ruolo se non verso la fine, ma è anche un personaggio nuovo, fresco, diverso, che diventerà il jolly più importante di tutti. Anche Razgut in realtà gioca un ruolo molto più importante del previsto e la sua storia farà parte di una spiegazione decisiva nella comprensione di alcuni fatti. Jael, invece, nonostante la volontà di essere un cattivo assoluto, cade nella macchietta e finisce per essere un cattivo fallito, soprattutto quando mette piede sulla Terra.
I veri personaggi del romanzo, per me, oltre a Karou e ad Akiva, sono Liraz e Ziri. Non voglio togliere nulla a Zuzana e Mik, perché sono due personaggi altrettanto apprezzabili ma per me non hanno avuto la stessa potenza di Liraz e Ziri. In particolare Liraz mi è piaciuta veramente tanto, l'ho trovata drammatica ed intensa, ma allo stesso tempo tenera ed ingenua quasi quanto Ziri che, nel suo immenso coraggio non perde l'aria innocente di chi ancora spera.
Certo, se proprio devo trovare un difetto nel romanzo direi che l'elemento negativo è troppo poco sviluppato e poco incisivo, Jael perde costantemente slancio e da cattivone diventa un poveraccio bavoso, gli steliani che pare fossero degli alieni pericolosissimi in realtà solo delle specie di angeli con i super poteri e super devoti al lavoro, quindi alla fine il vero succo della questione è far sparire Jael e prendere il potere per ridimensionare la situazione e far iniziare un nuovo equilibrio sociale. Ok, va bene, però il finale non soddisfa granché. Stesso discorso per l'aspetto romantico. Dopo due romanzi e tre quarti di struggimento assoluto tra Akiva e Karou mi aspettavo almeno almeno qualcosa di più di un volo notturno pudico e due bacetti casti. Non dico una scena di sesso, ma più scene di coppia questo sì, perché onestamente la mia psiche ha bisogno di più di quello che la Taylor ci ha dato. L'unica soddisfazione me l'hanno data Liraz e Ziri, loro sì che hanno saputo gestire bene la loro situazione. Non aggiungo altro per non spoilerare.
Per chiudere, quindi, il romanzo è veramente bello è un continuo crescendo di attesa, la sua narrazione è sempre in tensione e, come i primi due libri, ha una quantità di contenuti veramente importante. In particolare ho apprezzato che l'autrice non buttasse a caso i colpi di scena e che lo sviluppo della storia - comprese le parti non esplicite - fosse assolutamente chiaro e comprensibile già alla prima lettura. La storia è sì ricca e complessa, ma non è ostica e scorre via velocemente. Anche adesso, a distanza di un po' di tempo, riesco a ricordarne gli elementi principali e i personaggi mi sono rimasti impressi, il che è tutto dire considerando quanto tenda a scordarmi di qualsiasi cosa.

6 settembre 2018

Laini Taylor
La città di sabbia

Serie Daughter of Smoke and Bone 2
Titolo originale Days of Blood & Starlight

Trama
Fazi | pag. 462 | € 14,50
Oltre i confini della Terra, in un luogo effimero e invisibile, due giovani creature, un guerriero serafino e una chimera si sono incontrati e tra di loro è nato un amore impossibile. Le loro due razze infatti, nemiche da secoli, sono in guerra, e tentano di distruggersi a vicenda in una spirale di vendette e sacrifici. I due ragazzi però hanno un sogno, portare la pace e la serenità tra i loro due popoli e vivere il loro amore senza l’ombra del pericolo e della segretezza. Ma il destino non sarà misericordioso per questi due amanti sfortunati, che verranno scoperti e condannati a morte.
Akiva riuscirà a fuggire e mettersi in salvo, mentre Karou verrà giustiziata, ma grazie al suo padre adottivo, un resuscitatore, la sua anima verrà trasmigrata in un corpo umano. Ma Karou non potrà per sempre nascondersi dalla sua vera identità e quando scoprirà tutto sul suo passato sarà anche il momento di ritrovare Akiva e continuare ciò che avevano iniziato insieme. Riusciranno a costruire un dialogo di pace tra i due nemici e scongiurare un conflitto che potrebbe distruggere le loro vite e il loro mondo?
Tanto tempo a un angelo e un diavolo strinsero fra le mani un osso del desiderio.
E il suo schianto spaccò il mondo in due.
Commento
Sono un po' in difficoltà, sono sicura del voto ma non so come articolare questo commento. Probabilmente è colpa del mio stato mentale attuale - sono stanca morta, ho bisogno di ferie - ma all'inizio pensavo che il romanzo non mi stava prendendo quanto il primo della serie. Ci ho messo un pochino ad ingranare, ma una volta preso il ritmo vero mi sono ingarbugliata tra le pieghe della trama con gli occhi a cuore pieni di lacrime.
Ora, partiamo dal presupposto che mi piace quando un autore è senza pietà e stermina i personaggi. In generale apprezzo anche il coraggio di far fuori personaggi secondari importanti. Qui ho pianto. Gente ho versato un fiume di lacrime per l'angst, la depressione, la separazione, la sofferenza e la morteh. Non dirò chi muore, però dirò che mi si è spezzato il cuore perché a me quel personaggio piaceva.
Forse è stato proprio quando ho finito il libro che ho realizzato quanto mi era piaciuto, quanto fosse diverso e più maturo rispetto a La Chimera di Praga.
Scommetto che come me, la maggior parte dei lettori pensava che la Taylor avesse in serbo una reunion tra Akiva e Karou degna del più romantico YA fantasy, con tanto di rocambolesche avventure.
Ebbene, no. In tutto il romanzo Karou procede sulla sua strada e Akiva non ne fa parte, e quel briciolo di idillio romantico viene brutalmente e costantemente sbriciolato dalla spietata - ma devo dire intelligente - costruzione del romanzo.
Karou, consapevole del ruolo di Akiva durante l'attacco finale a Loramendi, ha deciso che forse gli altri avevano ragione e lei torto, che gli angeli sono davvero malvagi e che non c'è speranza di vivere in pace, a dispetto del grandioso progetto che aveva immaginato con Akiva.
Ora che gli angeli hanno sconfitto quasi definitivamente le chimere, Karou decide di credere ciecamente ai fatti e di allontanare Akiva. D'ora in poi sarà dalla parte delle chimere, dalla parte della resistenza, e farà di tutto per aiutare i suoi simili a sconfiggere il nemico.
Il ruolo di Karou, però, è particolarmente complicato. Il gruppo di chimere rimaste, incluse Thiago, non si fidano di lei. La tengono all'oscuro dei loro piani, la isolano, la ignorano quando non la disprezzano apertamente, e la illudono di essere parte del gruppo e non un ostaggio. Del resto Karou si è volutamente messa in questa situazione, ha accettato il ruolo che le è stato imposto da Thiago e soffrirne non serve a niente: la sua vita ormai è molto diversa da quella di prima, molto diversa da quella che sperava di vivere dopo aver ritrovato Akiva e i suoi ricordi come Madrigal.
Dall'altra parte c'è Akiva. Dopo essere stato rifiutato da Karou e segregato al ruolo di nemico, non sa più cosa fare. Non vuole ricadere nella furia cieca e continuare a uccidere le chimere ma allo stesso tempo, non avendo più uno scopo e senza Karou, sa di non poter disertare e abbandonare i suoi fratelli. Ormai Akiva non è più l'angelo soldato spietato, ma non è nemmeno l'angelo pieno di amore e di speranza. Non ha posto, non ha scopo, non sa più cosa fare di se stesso, Akiva è in un continuo stato di prostrazione emotiva che si traduce in una serie elegante e dignitosa di meditazioni e malinconia. Akiva non è una lagna, non piagnucola senza motivo, ha una dignità nella sua sofferenza che lo astrae dal resto del mondo. Gira come una stella, nessuno sa cosa e dove va, semina piccoli indizi e tenta di modificare le sorti pur rimanendo nell'ombra: se non può avere Karou e il loro sogno, allora si accontenta di migliorare la sua situazione.
Ad affiancare Akiva, con sorpresa, Hazael e Liraz, entrambi personaggi che all'inizio avevo liquidato come due fastidi si sono rivelati fedeli, profondi, commoventi e a modo loro determinanti nello sviluppo del romanzo. Senza di loro Akiva avrebbe perso l'ultimo sostegno prima del tracollo, ed è grazie al loro aiuto che riesce a rimettersi in sesto e a portare a termine l'obiettivo che si era prefissato.
Dal punto di vista della trama, il romanzo è pieno zeppo di colpi di scena che proprio non si potevano prevedere. Da quello legato a Thiago, a quello legato a Jael, insomma ci sono moltissimi elementi che hanno arricchito la narrazione rendendola appassionante e serrata, impossibile da mettere giù.
In particolare ho trovato affascinante che l'inserimento di punti di vista extra di personaggi non rilevanti all'inizio mi fosse di peso per poi diventare interessante ed emozionante: Ziri, Zuzana, l'angelo che fa una brutta fine, addirittura Festival - personaggio che fa un guizzo di comparsa ma sento già che ci regalerà tante gioie.
Insomma, se è possibile La città di sabbia è ancora più ricco, emozionante e articolato di La chimera di Praga, è meno spensierato, c'è talmente tanta guerra che non si sa più da che parte girarsi senza vedere morti ammazzati, eppure è struggente perché i personaggi non sono piatti, non sono cliché e non si limitano a due reazioni in croce: il lettore entra in confidenza con loro, impara a conoscerli e ad amarli e alla fine si ha un bisogno fisico di proseguire con la lettura.
A questo punto dalla Taylor mi aspetto di tutto, sono pronta a qualsiasi forma di trauma, di colpo di scena, di plot twist e alla guerra assoluta e apocalittica.

27 agosto 2018

Laini Taylor
La Chimera di Praga

Trilogia Daughter of Smoke & Bone 1
Titolo originale Daughter of Smoke & Bone

Trama
Fazi Lain
pag. 383 | € 14,50
Karou ha 17 anni, è una studentessa d'arte e per le strade di Praga, la città in cui vive, non passa inosservata: i suoi capelli sono di un naturale blu elettrico, la sua pelle è ricoperta da un'intricata filigrana di tatuaggi, parla più di venti lingue e riempie il suo album da disegno di assurde storie di mostri. Spesso scompare per giorni, ma nessuno sospetta che quelle assenze nascondano un oscuro segreto. Figlia adottiva di Sulphurus, il demone chimera, la ragazza attraversa porte magiche disseminate per il mondo per scovare i macabri ingredienti dei riti di Sulphurus: i denti di ogni razza umana e animale. Ma quando Karou scorge il nero marchio di una mano impresso su una di quelle porte, comprende che qualcosa di enorme e pericoloso sta accadendo e che tutto il suo universo, scisso tra l'esistenza umana e quella tra le chimere, è minacciato.
Ciò che si sta scatenando è il culmine di una guerra millenaria tra gli angeli, esseri perfetti ma senz'anima, e le chimere, creature orride e grottesche solo nell'aspetto esteriore; è il conflitto tra le figure principi del mito cristiano e quelle dell'immaginario pagano. Nel disperato tentativo di aiutare la sua "famiglia" Karou si scontra con la terribile bellezza di Akiva, il serafino che per amore le risparmierà la vita.
Molto tempo fa una bambina venne cresciuta dai mostri. Ma gli angeli bruciarono le porte d'accesso al loro mondo e lei rimase tutta sola.

Commento
In genere non sono molto fortunata. Non vinco niente, non mi regalano niente, il poco che ottengo tramite scambio è un ripiego. Insomma, o mi accontento oppure devo spendere denaro.
Quindi, le poche volte che mi capita di riceve un libro che desidero sul serio, ho paura che poi mi farà letteralmente schifo. La mia teoria è: lo desidero, lo ottengo senza pagare, il karma si vendica.
Invece questa volta no, lo struggimento ha rispecchiato il livello di gradimento e ha - quasi - coronato l'idillio con l'arrivo del secondo volume della serie, sempre tramite scambio. Potrei esplodere per la gioia.
Comunque.
Sempre perché io inizio le serie famose anni dopo la loro prima uscita, ho deciso di recuperare la Taylor con la calma zen che mi sta caratterizzando in questi mesi e, sempre perché ho sviluppato anche una pazienza aliena, l'ho tenuto da parte come scorta per i momenti bui.
Tutto questo equilibrio è andato a farsi benedire durante uno dei mie raptus, e ho deciso di iniziare e terminare questa serie continuando il trend di questo periodo: far fuori la pila di libri recuperati e nascosti nel mobile.
La Chimera di Praga è un fantasy YA, anche se personalmente lo vedo bene in una posizione intermedia dove può essere letto sia da adulti che da ragazzi. Non è uno di quei romanzi che sono sfacciatamente ya, con tanto di stile, contenuto e caratterizzazione in linea con il genere; è più un romanzo simile alla Clare, in quanto a target e leggibilità, e la cosa mi ha subito messo a mio agio.
Mi piace leggere YA, ma nei fantasy gradisco un tono più maturo e la Taylor mi ha soddisfatta.
Appurato, quindi, che il romanzo non è infantile nei toni e nei contenuti, passiamo alla storia.
Karou ha diciassette anni, i capelli turchesi, i palmi delle mani tatuati - così come altre parti del corpo - e vive a Praga. La sua famiglia, se così possiamo definirla, l'ha presa con sé fin da piccola e lei ha memoria solo di loro: quello che per lei è sempre stato normale, per gli altri è mostruoso. I membri della sua famiglia sono chimere, dalle forme contorte e complesse, un po' animali un po' umani, e vivono in una casetta di Praga. Non escono mai, se non dalla porta sul retro, e dentro questa casa gestiscono una sorta di bottega che si occupa di comprare denti. Karou, in tutto questo, è una sorta di cucciolo tutto fare. Esce per fare commissioni e, grazie al suo essere umana, si mimetizza tranquillamente al punto da poter frequentare una scuola di arte.
Per molti anni Karou ha accettato le regole imposte dalla figura autoritaria del gruppo, Sulphurus, senza chiedersi a cosa servissero tutti quei denti, ma ora a quelle domande vuole una risposta e sentirsi dire non fare questo, non fare quello non le va più bene.
Per Karou, però, la situazione sta per diventare complicata. Sulle porte che aprono verso altri mondi, quelle che usa durante le sue spedizioni, compaiono delle bruciature a forma di mano, e nessuno sa chi e come le abbia fatte. E' un segno? E' una minaccia? La sua famiglia è in pericolo? Quello che è certo è che Karou non sa nulla delle chimere, ma lo scoprirà molto presto quando dal cielo piomberà un'altra creatura diversa dalle sue chimere e decisamente più spaventosa: un serafino, Akiva.
Nemici giurati delle chimere, i serafini sono la forza distruttrice che ha spinto le chimere quasi all'estinzione durante una guerra che dura da tempo immemore.
Appena Karou si trova sulla strada di Akiva la sua vita è segnata: essendo parte delle chimere è automaticamente un nemico, ma qualcosa in lei risveglia nell'angelo un sentimento sepolto sotto anni di odio e dolore. Da quel momento Karou e Akiva sono uniti e intrecciati con ciò che sta succedendo nell'altro mondo fino a che, poco alla volta, vengono rivelati segreti, tormenti passati, verità nascoste con un finale potentissimo in cui ogni cosa trova il suo culmine.
Non posso proprio entrare nel dettaglio della trama, prima di tutto perché poi non avrebbe senso leggere il libro, secondo perché è troppo complessa per poterla riassumere in modo chiaro, e terzo perché non renderei giustizia alla fantasia dell'autrice. Il punto forte del romanzo sono la sua originalità e la sua moderazione: c'è una calma nello sviluppo del world building, nello spiegare al lettore, nel costruire poco alla volta la caratterizzazione dei personaggi: è come se la Taylor avesse trovato un argomento, lo avesse modificato a suo piacimento per renderlo originale e poi ci si fosse messa d'impegno per alleggerirlo, sfoltirlo, renderlo il più naturale possibile da assorbire e da capire. Tutto quello che la Taylor porta sulla pagina è comprensibile, perfino fino troppo chiaro grazie alle descrizioni ben fatte, ed è apertamente finalizzato alla costruzione di una trama che copre più libri.
Per questo Karou, così come Akiva e il mondo delle chimere, prendono il loro tempo con scene ordinarie, quasi quotidiane all'inizio, per poi darsi a confidenze più importanti man mano che la trama si evolve. In particolare questo aspetto è più forte nel personaggio di Akiva, che si presenta in un modo e poco alla volta svela se stesso e il suo passato, ma anche per le chimere e in particolare con Sulphurus e il suo gruppo. Ciò che all'inizio sembra in un modo, inevitabilmente cambia con l'evolversi della trama e dei personaggi.
La complessità del mondo creato dalla Taylor è stratificato ma organizzato, ogni cosa ha un significato, un'utilità, addirittura persino il momento in cui viene narrato ha un motivo preciso: per questo la storia si segue così bene e risulta appassionante e chiara. Non c'è margine d'errore, ogni domanda trova una parziale - e sicuramente soddisfacente - risposta, non c'è fretta, i personaggi non cadono in cliché triti e ritriti e, soprattutto, la storia non perde identità, non perde contenuto, non perde forza.
Mi è piaciuto come l'autrice abbia inserito dei colpi di scena che non arrivano brutalmente improvvisi, ma quasi te li aspetti: senti che sta per succedere qualcosa, o che c'è sotto molto più di quello che sembra, e quando finalmente la storia ci sbatte in faccia un nuovo strato l'entusiasmo aumenta perché tutto è chiaro, ogni personaggio non risulta essere una macchietta profonda come una pozzanghera e la storia non è stagnante.
C'è un bel ritmo nella narrazione, i personaggi sono veramente ben fatti e la trama è originale senza caricare il lettore di info inutili. Ho avuto un po' paura quando la storia di Karou si è sovrapposta a quella di Madrigal, ma una volta che ne ho compreso l'importanza mi sono affezionata anche a lei.
Ora sono molto curiosa di procedere con il secondo romanzo della trilogia e di capire se effettivamente la Taylor è una di quelle autrici che posso considerare di inserire permanentemente nella mia lista.