Visualizzazione post con etichetta Colleen Hoover. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Colleen Hoover. Mostra tutti i post

22 luglio 2019

Colleen Hoover
It ends with us

Trama
Simon & Schuster
pag. 367 | € 8,90
Lily hasn't always had it easy, but that's never stopped her from working hard for the life she wants. She's come a long way from the small town in Maine where she grew up - she graduated from college, moved to Boston, and started her own business. So when she feels a spark with a gorgeous neurosurgeon named Ryle Kincaid, everything in Lily's life suddenly seems almost too good to be true. Ryle is assertive, stubborn, and maybe even a little arrogant. He's also sensitive, brilliant, and has a total soft spot for Lily, but Ryle's complete aversion to relationships is disturbing. As questions about her new relationship overwhelm her, so do thoughts of Atlas Corrigan - her first love and a link to the past she left behind. He was her kindred spirit, her protector. When Atlas suddenly reappears, everything Lily has built with Ryle is threatened.
In the future...if by some miracle you ever find yourself in the position to fall in love again...fall in love with me.

Commento
***spoiler***
Ancora una volta sono la pecora nera. 
Vorrei portare alla vostra attenzione la media dei voti su Goodreads ed eventualmente discuterne: 4.40 di media, il 58% ha dato il massimo (5 stelle), il 27% 4 stelle, e il resto è 9%, 2% e 1%. Voti alti, quindi, e recensioni innamorate come se piovessero. Io no, ho dato il 2 e mezzo perché, francamente, lo trovo un romanzo estremamente sopravvalutato.
Piccola nota. E' da un po', ormai, che non leggo la Hoover e non ho sentito la sua mancanza. Per carità, è una brava autrice nel suo genere ma i suoi romanzi hanno perso presa su di me. Mi sono allontanata da lei ma senza rancore o senza motivi reali.
Nel 2016 ho avuto un momento di ossessione bookstagram, compravo romanzi con copertine belle per fare belle foto e It ends with us è finito nella pila degli usati ma non di quelli letti.
Io non so perché, ma me lo sentivo a pelle che non mi sarebbe piaciuto, non ho mai nemmeno letto la trama (fate voi, la follia). Il fatto, poi, che piacesse a tutti - ma proprio a tutti - mi ha messa in allarme e ho continuato a trascurarlo finché mi sono detta ora o mai più.
Sono contenta di averlo preso in mano e di aver superato la crisi delle 200 pagine, quando il mio unico pensiero era il drop, e sono contenta di aver resistito fino alla fine. Sono soddisfatta della mia resistenza e del fatto che ho dato una chance al romanzo, ma non del romanzo stesso.
Partiamo con una considerazione brutale: il tema della storia è di tutto rispetto e forse - dico forse - la narrativa romantica contemporanea e/o lo stile della Hoover non sono esattamente la forma migliore per portare su carta una storia di abusi domestici. Non ho niente contro lo stile della Hoover né contro il tema, ma ho sentito che i due si sono comportati come olio sull'acqua. Ora, sì, la Hoover ha raccontato una storia che sua madre - non lei, sottolineo, ma sua madre - ha vissuto e della quale lei non ha nessun vero ricordo (lo dice lei, mica io). Quindi ok, ha esposto una parte della sua vita privata e per questo ci vuole coraggio, ma è il come non il cosa che fa la differenza.
Il mio problema è che la storia non mi ha emozionata, mai. Nemmeno per una volta ho sentito trasporto per i personaggi, né ho avuto i lucciconi, il nulla assoluto e io sono una che si lascia prendere facilmente e piange pure con le pubblicità. Qui niente, non ho sentito assolutamente niente perché - lo ripeto - la forma è totalmente sbagliata.
Il contrasto tra l'argomento e lo stile cheesy e superficiale è talmente netto, talmente strong, che è impossibile non notarlo: in una delle recensioni su Goodreads è stato definito overly fictional ed è vero. E' artificiale, pieno di stereotipi, luoghi comuni, frasi ad effetto pensate per essere usate come citazione, nomi stravaganti e un carico drammatico esageratamente pomposo.
Faccio un elenco in base ai personaggi che praticamente sintetizza il romanzo.
Atlas: adolescente povero abbandonato dalla madre diventa senza tetto e ha tendenze suicide. Vive in una casa abbandonata. Si arruola nei Marines e poi diventa chef a Boston. Non ha mai smesso di amare Lily ma soffre della sindrome del sacrificio.
I genitori di Lily: il padre picchia la madre, nel senso che la picchia. La madre rimane per anni con lui fino alla sua morte. Il padre di Lily prende a mazzate Atlas, quasi lo ammazza.
Ryle: la sua prima immagine è mentre prende a calci una sedia. Più volte. In un raptus di rabbia. E' un neurochirurgo e quando aveva sei anni ha accidentalmente sparato in testa al fratello maggiore, uccidendolo. Soffre di scatti di rabbia così intensi da non ricordare nulla. Ha una sorella che lavora per Lily e che ha problemi di fertilità.
Lily: da bambina ha assistito alle violenze del padre, non ha mai dimenticato Atlas, si innamora di Ryle, si sposano. Quando lui ha il primo raptus violento Lily lo giustifica. La seconda volta la butta giù dalle scale. In qualche modo si riappacificano. Ryle ha il terzo raptus a causa della gelosia che prova nei confronti della relazione passata tra Lily e Atlas, le da una testata che la fa svenire, tenta di violentarla. Lei scappa da Atlas. Lily scopre di essere incinta. Ryle e Lily si separano, anche se non è definitiva. Ryle scopre della gravidanza, Lily è costretta ad ammettere le violenze. Partorisce e chiede il divorzio. Dopo tre mesi - tre mesi - incontra Atlas per strada mentre porta la bambina da Ryle e bon, decide che è arrivato il momento di stare con lui.
The end.
Non è troppo? Perché per me ha veramente esagerato. Mi è sembrata una concentrazione di espedienti per aumentare la drammaticità della storia (come se essere picchiate dal marito non sia abbastanza merdoso) e se si fosse concentrata sul problema centrale, piuttosto che aggiungere continuamente altra carne al fuoco, la profondità della storia sarebbe stata maggiore.
Io, invece, ho sentito di star sguazzando in una pozzanghera dove il tentativo non trova mai espressione fisica nelle parole e dove ogni cosa rimane in superficie. Non so quanto di personale ci sia qui dentro, ma quello che c'è sa di finto, di esagerato, di mieloso senza ragione, presentato con una finta neutralità e un tono romantico fuori luogo.
Non c'è niente di romantico, qui, nonostante l'autrice faccia intendere il contrario. Non c'è una storia d'amore degna di questo nome, c'è una storia drammatica raccontata con i toni del romance e un tentativo piuttosto maldestro di fornire sempre la scappatoia romantica alla protagonista femminile. Questa scappatoia è Atlas.
Atlas è l'unico personaggio che lascia un vago segno ed è anche il meno sfruttato. Facendo parte del passato di Lily il lettore lo conosce solo attraverso le parti raccontate come diario, dove c'è comunque una porzione ridotta dei fatti e sono narrati solo attraverso una Lily sedicenne - vi lascio immaginare il tono adolescenziale e immaturo, da brividi. Atlas viene presentato come l'amore giovanile di Lily, quello che lei non ha mai dimenticato e che si trascina dietro anche da adulta. La sua ricomparsa arriva senza sorprendere nessuno e subito viene posto nel ruolo dell'ex mai dimenticato che mette in crisi i sentimenti di Lily verso Ryle. E' un elemento di disturbo, in sostanza, che si limita a smuovere le acque e a fare da base sicura per Lily senza mai diventare veramente parte della trama. Rimane in disparte, perché in teoria è Lily la protagonista assoluta.
Lily è ok, non è una protagonista indimenticabile e in generale la sua voce è troppo banale rispetto agli episodi che racconta: è come se niente la toccasse davvero, come se i tumulti interiori fossero attutiti dallo stile della Hoover, spesso esageratamente positivo e felice. Il problema è che tutto quello che lei passa diventa qualcosa che si legge senza sentirsene veramente coinvolti, si sa già cosa penserà, come reagirà e dove la storia andrà a parare, non c'è un vero scavare nella mente dei personaggi e il risultato è che la storia mi è scivolata addosso.
Non entro nel merito della capacità della Hoover di riportare una storia come questa in modo realistico, non lo so non ho esperienza a riguardo e posso solo dare la mia impressione, non voglio toglierle nessun merito nemmeno sullo stile, perché la storia scorre senza intoppi. Semplicemente, al di là di tutto, il romanzo non funziona come dovrebbe e rimane troppo attaccato allo schema del genere per poter fare male sul serio. E' fiction, e in quanto tale rimane sospesa nell'idea che sia solo una storia inventata e colorata di rosa pallido.

30 ottobre 2017

Colleen Hoover
Le Confessioni del Cuore

Titolo originale Confess

Trama
Leggereditore
pag. 280 | € 14,90
A soli venti anni, Auburn Mason ha paura di aver perso ciò che aveva di più importante. Malgrado il dolore, le resta la voglia di lottare per rimettere sulla giusta strada un destino che sembra sfuggirle dalle mani, ma questa volta non dovrà esserci più spazio per errori e debolezze, tantomeno per l’amore. Owen Gentry è l’enigmatico artista proprietario dello studio d’arte di Dallas presso cui Auburn ha trovato lavoro. È un giovane brillante, di talento, verso il quale Auburn sente fin da subito di provare un’attrazione speciale. A quanto pare, la vita le sta regalando un’altra occasione per lasciarsi andare e ascoltare il proprio cuore. Eppure c’è qualcosa che rischia di minacciare la ritrovata felicità, un segreto che Owen vorrebbe relegare nel proprio passato ma che torna prepotentemente a galla. Owen sa che l’unico modo per non perdere Auburn è condividere con lei ogni aspetto della sua vita, ma la verità, come le opere d’arte, si presta a interpretazioni contrastanti, e una confessione, talvolta, può essere più distruttiva di una menzogna...
Ripenso alle prime parole che le ho detto quando si è presentata alla mia porta. 'Sei qui per salvarmi?' Perché è così, Auburn. Non è vero?
Commento
Per rimanere in tema con il titolo farò una confessione pure io.
Questo romanzo non lo volevo comprare. Non volevo comprare l'edizione americana, tanto meno quella italiana. Ho letto la trama e ho pensato non fa per me perché, detto brutalmente, non mi aveva toccata. Proprio per niente.
Poi la Hoover è venuta in Italia con la Todd, io sono riuscita a NON incrociarla in Piazza Duomo e per la disperazione mi sono accontentata di comprare uno dei libri che aveva firmato di nascosto nella Mondadori di Duomo. Ho addirittura comprato l'edizione italiana di un libro che non mi attirava, solo per avere un suo autografo che ha - per me - meno valore affettivo perché non l'ha fatto con me e per me. Sì, insomma, è una cosa un po' da disperata ma per certe autrici si fa questo e ben altro.
Però la voglia di leggere Confess non mi saliva, mai, ogni volta che dovevo scegliere cosa iniziare dalla mia pila lo superavo senza nemmeno pormi il problema, al punto che per fare spazio l'ho pure messo nel mobile dei forse un giorno (ah! capito la citazione? Maybe Someday...vabé).
Nel frattempo è pure uscita la miniserie prodotta da Awestruck (potete vedere il trailer QUI), di cui ho visto le prime due puntate su YouTube rischiando il coma per noia totale, e la mia convinzione che questo romanzo non fosse per niente nelle mie corde si è cementificata al punto che, bon, basta, volevo rivendere il libro.
Ma io sono io, e l'anima mia taccagna non poteva tollerare di rivendere una proprietà senza prima averla usata in qualche modo. Quindi l'ho letto.
O meglio, mi sono fatta violenza per pescarlo dal mucchio - frase motivazionale: è corto, lo leggi in due giorni - e beh, mi inginocchio sui ceci, mi è piaciuto!
Mi è piaciuto ma non allo stesso modo in cui ho adorato certi romanzi della Hoover, ma in ogni caso mi ha presa e mi ha emozionata.
Parto col dire che, di solito, i romanzi con una forte componente artistica tendono a darmi sui nervi: disegno, pittura, musica, non so perché ma mi respingono. Non che odi in generale le diverse forme d'arte, tutto l'opposto, solo che per me sono talmente ingombranti da distogliere completamente l'attenzione dalla personalità vera e propria dei personaggi. Voi direte, ma se è parte del personaggio come può distogliere l'attenzione? Beh, per me se un personaggio suona, per dire, inevitabilmente sarà il musicista. Non Tizio che è anche un musicista, perché quasi sempre i personaggi vengono definiti in base alla loro forma d'arte. E a me questa cosa manda in bestia, è più forte di me, e quindi tendo a girare al largo da questo tipo di storie. La Hoover, però, mi aveva già dimostrato di essere una maga e di aver scritto un romanzo dove la musica è una componente importantissima senza che questa offuschi o schiacci i personaggi. Maybe Someday ad oggi è il mio romanzo preferito della Hoover, e sono stata una scema a pensare che con Confess non avrebbe ripetuto lo stesso modus operandi.
Qui l'arte è sì componente importante - per molte ragioni - ma rimane spesso sullo sfondo, non è invadente e quando si prende la sua porzione di ribalta lo fa perché ha una ragione valida. Pur essendo quasi sempre presente nella scena quando c'è Owen, la pittura non diventa suo sinonimo, e riempie sfacciatamente gli spazi lasciati vuoti dal personaggio. In realtà il fatto che Owen sia un pittore è solo uno degli elementi distintivi del romanzo, arricchisce alcuni dettagli, trasforma certi contenuti, regala nuove spiegazioni a determinati eventi, ma non si sostituisce mai al protagonista.
In quanto a personaggi, però, devo dire che la Hoover non ha colpito nel segno. Auburn, ad esempio, non è una protagonista che mi è rimasta nel cuore, non è incisiva, non spicca dal mucchio e il suo passato è sempre un po' nebuloso. Allo stesso modo Owen lascia in sospeso tantissimi aspetti del suo passato e del suo presente, anche se risulta essere un pochino più speciale di Auburn. Come coppia sono anche carini, ma tutto funziona perché c'è un incastro preciso e ben congegnato da parte della Hoover, che gioca con il non detto, con l'anticipazione, finché una - me, per l'esattezza - legge legge legge perché ha un forte dubbio e se lo deve levare.
Dal punto di vista stilistico niente da dire. La Hoover riesce a cambiare timbro con scioltezza e a far ridere e piangere nella stessa pagina, anche se a livello di descrizione qua mi sembra sia un po' poverina. Quello che non mi ha convinta del romanzo e che, alla fine, non mi ha conquistata è stata l'impressione generale che tutto fosse poco approfondito, un po' superficiale, e che ci fosse poca sostanza rispetto alla meravigliosa forma. La Hoover sa usare bene le parole, sa creare drammaticità senza cadere nell'eccesso, ma per quanto le frasi siano bellissime e commoventi, una volta che chiudi il libro mi rimane la sensazione che manchi qualcosa, che metà del romanzo sia un'occasione sprecata e che, se solo avesse sviscerato di più, il risultato sarebbe stato più bello, più toccante, più drammatico.
C'è la risoluzione veloce e facile, c'è il lieto fine da manuale, c'è il cattivo che paga, c'è persino la chiusura positiva del passato di entrambi, eppure sfiorare certi elementi e limitarsi a raccontarli non importa quanto bene venga fatto, non è abbastanza. Per me, s'intende.
Ora che ho letto il romanzo sono ancora più convinta di non voler vedere la miniserie, perché l'attrice che interpreta Auburn non ci azzecca niente in fatto di espressioni e l'attore che interpreta Owen è un figo ma al di là della bella faccia non mi ha trasmesso niente. Quindi ciao ciao, mi tengo il libro autografato, se trovo su YouTube le puntate e sono in vena di trash magari le guarderò, ma per adesso rimango ferma sulla mia posizione.
Romanzo bello, emozionante, ma non il migliore della Hoover.

31 agosto 2015

Colleen Hoover
Tutto ciò che sappiamo di noi due

Serie Slammed 2
Titolo originale Point of Retreat

Trama
Fabbri | pag. 284 | € 15,90
La poesia ha insegnato a Will e Layken ad amarsi, per stare insieme hanno dovuto superare ostacoli che sembravano insormontabili, hanno dimostrato al mondo che quando si è uniti si può affrontare ogni difficoltà e riemergere più forti e determinati di prima. La vita li ha messi di fronte a enormi responsabilità: sono giovanissimi, ma devono prendersi cura dei fratellini, cercando allo stesso tempo di ritagliarsi un piccolo spazio dedicato soltanto a loro due. Ma un giorno, all’improvviso, il passato di Will torna a bussare alla porta, e lui, per non turbare il difficile idillio con Layken, decide di tenerla all’oscuro di tutto. Ma lei lo scoprirà lo stesso, e sarà costretta a chiedersi su cosa si fonda davvero il loro rapporto, arrivando addirittura a mettere in dubbio la sincerità dei sentimenti di Will. La loro storia è a rischio, devono decidere se lottare per un futuro insieme o se rassegnarsi a stare lontani. Fin dove sarà disposto a spingersi Will per dimostrare a Layken che il suo amore durerà per sempre? La sua risposta cambierà non solo la loro vita, ma quella di tutte le persone che li circondano.
Se fossi un falegname, costruirei una finestra sulla mia anima. Ma la lascerei chiusa a chiave, così se provassi a guardare dentro, vedresti solo il tuo riflesso. E vedresti che la mia anima non è altro che il riflesso di te. 

Commento
***spoilers***
Nel momento in cui sto scrivendo il commento ho finito di leggere il romanzo da ormai una settimana e sono in procinto di andare via per le vacanze. Ho dovuto per forza aspettare perché ero senza computer e senza internet, e scrivere un commento dall'applicazione di Blogger è un suicidio per l'ispirazione. Così ho approfittato della pausa per metabolizzare - e superare - la lettura di TCCSDND, ovvero Tutto ciò che sappiamo di noi due.
Ora, gli editori la devono finire di tradurre titoli brevi (Point of Retreat) con frasi lunghe, difficili da ricordare e da distinguere dagli altri titoli della serie. E' la cosa in assoluto più irritante: non ricordarsi il titolo e non capire quale accidenti di romanzo è nella serie. Non che il primo avesse un titolo meno arzigogolato, ma era il primo e l'ho ricordato perché è stato anche bellissimo.
Questo, invece, bellissimo non è. Ho dato due foglioline e mezzo perché credo - credo - che la colpa sia mia. Dico credo perché non voglio pensare male di questa autrice che mi piace così tanto e sto rifiutando inconsciamente che la Hoover abbia sbagliato.
Preferisco dare la colpa al fatto che ero al limite della sopportazione, a poche ore dalle ferie, consumata nel corpo e nella mente, assolutamente inadatta a leggere qualsiasi cosa che richiedesse un minimo di presenza di neuroni e di attenzione. Preferisco pensare di aver scelto di iniziare questo romanzo nel momento meno adatto, con la stanchezza di un anno intero di lavoro che mi stava proiettando verso un esaurimento nervoso cosmico, piuttosto di dare la colpa alla Hoover e bollare TCCSDND come un romanzo assolutamente inferiore al primo, noioso nel miglior caso e infantile nel peggiore, un banale seguito di un titolo che mi aveva toccata nonostante non fosse nelle mie corde.
Quindi ecco le due foglioline e mezzo, anche se il dubbio rimane.
Ora, spiegato il mio dubbio, posso dare libero sfogo a quello che mi ha lasciata perplessa di questo romanzo.
Tanto per cominciare i due protagonisti. Nel primo romanzo la Hoover ci aveva regalato una storia drammatica che toccava argomenti molto complessi, e due personaggi che ne hanno passate di tutti i colori, hanno sofferto e sono cresciuti diventando adulti prima del tempo ma meglio di tanti altri esseri umani. Quelli che invece ritroviamo in questo romanzo sono il pallido fantasma di Will e Layken, sono solo l'ombra di quello che erano e di quello che avrebbero potuto e dovuto diventare, sono due personaggi che si trascinano lungo uno schema che banalizza e appiattisce tutto quello che la Hoover aveva costruito con il primo.
Prendiamo due giovani che sono costretti a vivere come adulti, con tanto di bambini a carico e tutta la burocrazia quotidiana che ne deriva, e facciamoli sbattere contro il muro delle crisi adolescenziali (che ormai avrebbero dovuto superare da un po'), facciamoli comportare come due ragazzini insicuri, privi di nerbo, molli, schifosamente sdolcinati, una coppietta che gioca ad essere marito e moglie, due bambini che bisticciano ma che sono costretti a seguire il filo della realtà. Risultato? Nervoso e noia, noia e nervoso, mi saliva una voglia matta di prendere Layken, buttarla nella neve e darle una scarica di ceffoni, poi andare da Will e ripetere l'operazione.
Ad un certo punto non ne potevo più delle insicurezze di Layken e delle reazioni smidollate di Will, non li riconoscevo nei giovani adulti che mi ero costruita nella testa e mi sono dovuta fare violenza per non abbandonare la lettura. Certe smielature non fanno per me ma, in genere, le tollero nei romanzi purché siano in piccole dosi. In TCCSDND, invece, Will e Lake si danno tanti bacini pucci pucci, oppure litigano e si lasciano. Repeat. Bacini pucci pucci, ti lascio/soffro. Insomma, sul serio? Ok una, ok due, ma tutto il romanzo, tutta la relazione basata su questo schema senza il brivido del sesso - che avrebbe quantomeno reso più adulto il romanzo - non lo accetto e non lo sopporto. C'è un limite tra la poesia e l'essere infantili e ripetitivi a me sembra che questo sia stato ampiamente superato.
L'unica cosa che mi è piaciuta sul serio e nel quale ho ritrovato lo spirito della Hoover è stata la trovata del vaso con i messaggini in origami. Una cosa davvero bellissima - l'unico momento del romanzo che mi ha fatta commuovere - quella di seminare dei messaggi motivazionali in tutto il romanzo, come se l'autrice volesse infilare qualche momento di buon senso tra una sfuriata di Lake e una lagna poetica di Will. Ma non basta una bella trovata per salvare il resto, e per me c'è molto da salvare. A distanza di parecchi giorni le uniche cose che mi sono rimaste in testa sono state queste: la noia, il vaso e l'incidente finale - che, secondo me, non conta. La noia può anche essere una cosa personale e non riproporsi negli altri lettori - lo spero per voi -, così come il vaso può e dovrebbe commuovere tutti, mentre l'incidente finale è stata la giocata sporca della Hoover per raddrizzare il tiro e cancellare con un colpo le scuse infantili di Lake e sfruttare il dramma del pericolo di morte per rafforzare il lato drammatico del romanzo.
Per carità, è un romanzo scritto bene nel suo genere, è carino da leggere ma non coinvolge, non si avvicina neanche da lontano agli altri titoli scritti dalla Hoover e mette in dubbio la mia buona volontà nel proseguire la lettura di un eventuale pubblicazione del terzo titolo della serie Slammed. Ci devo pensare seriamente, nel frattempo mi riprendo con altri romanzi di Colleen, perché questa donna sa scrivere, anche se a volte si capotta da sola.

20 luglio 2015

Colleen Hoover
Ugly Love

Trama
Atria books | ebook | € 9,42 
When Tate Collins meets airline pilot Miles Archer, she knows it isn’t love at first sight. They wouldn’t even go so far as to consider themselves friends. The only thing Tate and Miles have in common is an undeniable mutual attraction. Once their desires are out in the open, they realize they have the perfect set-up. He doesn’t want love, she doesn’t have time for love, so that just leaves the sex. Their arrangement could be surprisingly seamless, as long as Tate can stick to the only two rules Miles has for her.
Never ask about the past. Don’t expect a future.
They think they can handle it, but realize almost immediately they can’t handle it at all. Hearts get infiltrated. Promises get broken. Rules get shattered.
Love gets ugly.

Everything is Miles. That's how it is when a person develops an attraction toward someone. He's nowhere, then suddendly he's everywhere, whether you want him to be or not.
Commento
Sabato mattina (23 Maggio), mi sono alzata come al solito alle 7 per andare al lavoro. Mi sono messa tranquilla a fare colazione con il mio té, i miei biscotti e il mio iPad Mini a farmi compagnia. Ho aperto Facebook e ho scrollato gli aggiornamenti fino ad arrivare a quello di Colleen Hoover: era appena stato pubblicato il teaser trailer del film Ugly Love, tratto dall'omonimo romanzo.
Mi è preso un colpo.
Seriamente, quel mini trailer ha cambiato non solo la mia giornata ma pure il modo in cui guardo l'attore Nick Bateman che, fino ad ora, avevo snobbato allegramente. Continuo a non trovarlo un uomo affascinante, nonostante sia perfetto, ma di sicuro ha catturato la mia attenzione per il contesto.
C'è bisogno che dica che nel giro di due ore mi sono comprata l'ebook di Ugly Love? C'è bisogno che dica di averlo iniziato subito e di averlo letto e finito in una giornata?
Beh io ve lo dico lo stesso. L'ho divorato.
Naturalmente, tra il trailer e il romanzo c'è una sorta di abisso. A parte le scene in cui Miles è vestito con la divisa della compagnia aerea, quelle della sveltina nella cabina rimangono un mistero: nel romanzo, di sveltine in aereo, non ce ne sono nemmeno a cercarle con la lente d'ingrandimento. Nasce spontanea la domanda: avranno modificato qualche cosa della trama per rendere il film più appetibile? Probabile e, onestamente, chissenefrega.
Anche se ho deciso di iniziare il romanzo per il trailer, Ugly Love ti fa scordare in fretta qualsiasi ragazzotto nudo che ancheggia e ti fa concentrare sulla storia fino a che non arrivi all'ultima pagina.
In questo mese ho letto due romanzi della Hoover e ormai mi sono convinta che questa donna sappia scrivere di emozioni, sappia gestire i personaggi e i loro sentimenti talmente bene da farti scordare il lato fisico. In Ugly Love la passione e il sesso sono molto presenti - per questo ho preferito metterlo nella categoria romance - ma non sono mai fine a se stessi, hanno sempre un nucleo di emozioni che li amalgama alla trama. A tratti si fa quasi fatica a riconoscere una scena per quello che dovrebbe essere - sesso e basta - perché la Hoover non riesce proprio a fare a meno di manipolare le parole per creare qualcosa di diverso.
Non stiamo nemmeno a paragonare questo romanzo agli erotici, perché per me non avrebbe senso. Se un libro ti lascia quello - la sensualità spinta - allora ok, ma se la storia ti rimane impressa perché ti commuove e ti coinvolge su più livelli allora è bene dargli un altro nome.
He tightens his grip on my neck...and then he kills me. Or he kisses me. I can't tell which, since I'm pretty sure they would feel the same.
Con Miles Archer la Hoover ha toccato la categoria dei tortured heroes, quella che contiene i vari Mr.Grey, Mr.Cross per intenderci, e non si è sprecata nel dare a Miles un'aura di oscurità. Totalmente distaccato dalle persone, controllato fino all'eccesso, Miles non ha nessun interesse nel coltivare le relazioni interpersonali. Ha pochissimi amici, zero donne, e si sente raramente con il padre. Un solitario fino al midollo con il lavoro perfetto: Miles è un pilota di aerei e passa la maggior parte del suo tempo in cielo. Più isolato di così non può essere.
Non ho intenzione di elaborare il suo passato, mi basta dire che la Hoover ha saputo creare un personaggio che è credibile nel suo dolore, coerente con le sue reazioni e logico nel suo cambiamento nel corso del romanzo. Miles non possiede la stessa carica erotica di un Lord, per esempio, ma riesce a toccare il lettore, ad entrare nel cuore per la sua fragilità e anche per la sua forza. Miles è molte cose, ma più di tutte è un uomo che deve fare i conti con il dolore. Sa di non poter amare finché non risolve il passato ed è difficile per lui - e commovente per noi - il modo in cui scende a patti con la realtà.
Contrapposta a Miles c'è Tate, di poco più giovane, super concentrata sullo studio e sul lavoro di infermiera, si trasferisce a casa del fratello e vicino di Miles. All'inizio il loro rapporto è silenzioso, fatto di piccolissimi sfioramenti, di sguardi e di struggimento vero e proprio. Tate desidera Miles con un'intensità che sfiora l'ossessione, se ne innamora nonostante di lui non sappia nulla e si prostra ai suoi piedi appena lui le concede di sé quel poco che riesce a lasciar andare. Le due regole di Miles sembrano semplici ma Tate ogni volta si accorge di cercare di romperle. Non chiedere del suo passato quando è questo che lo rende com'è e non aspettarsi un futuro quando il suo amore per lui vive di speranza trasformano il modo in cui Tate vive la loro relazione.
"Would it help if we had rules?"
He studies me quietly before taking a step back. "It might," he says. "I can only think of two right now."
"What are they?"
His eyes focus on mine for several seconds. "Don't ask about my past," he says firmly. "And never expect a future."
La Hoover, che sa gestire trame piuttosto piatte elevandole quasi a perfezione, ha inframezzato i capitoli con dei flashbacks di Miles. Ad ogni pagina si incastra un pezzetto del puzzle fino alla scena finale che ti strappa il cuore dal petto e ti spedisce dritta nel girone dei depressi.
Il punto di forza di Ugly Love non è il personaggio maschile. Miles non scatena l'ormone ma i sentimenti. Non è il sesso, malsano e doloroso com'è; non è nemmeno l'amore, perché a volta l'amore è brutto; ciò che rende speciale il romanzo è l'umanità con la quale l'autrice tocca un argomento difficile, lo plasma e lo rimodella con parole che bucano la pagina e si fanno ricordare non per la loro associazione, ma per le sensazioni che lasciano.
A romanzo concluso non posso fare a meno di guardare il trailer ancora una volta e sperare che questo film si faccia sul serio e che la Hoover prenda il volo e diventi famosa.
Non ci resta che aspettare.

4 giugno 2015

Colleen Hoover
Forse un giorno

Serie Maybe 1
Titolo originale Maybe Someday

Trama
Leggereditore
ebook | € 4,99
Sydney Blake, un’aspirante musicista di vent’anni, ha una vita invidiabile: frequenta il college, ha un buon lavoro, è innamorata del suo meraviglioso ragazzo Hunter e convive con la sua migliore amica Tori. Ma tutto cambia quando scopre che Hunter la tradisce con Tori. Ora Sydney deve decidere che ne sarà della sua vita. È attratta da Ridge Lawson, il suo misterioso vicino. Non può staccargli gli occhi di dosso e non può fare a meno di starsene ad ascoltarlo mentre suona la chitarra sul balcone della sua stanza. La sua musica le dà armonia e vibrazioni. E anche Ridge non può far finta di ignorare che c’è qualcosa in Sydney: a quanto pare, ha trovato la sua musa. Quando, finalmente, si incontrano, scoprono di avere bisogno l’uno dell’altra...

Mi sta stringendo come se fossi parte di lui, un'estensione ferita del suo cuore. E si sta rendendo conto che quell'estensione ha bisogno di essere recisa.

Commento
Cara Colleen ci incontreremo mai?
Tra tutte le autrici di New Adult e romance che ho letto nel corso degli anni te sei quella che mi piacerebbe incontrare più di tutte. Ho come l'impressione che tu sia una bella persona, oltre che una brava scrittrice, una di quelle che ti toccano il cuoricino e ti lasciano del buono addosso.
Cara Colleen se mai ci dovessimo incontrare ti abbraccerò e ti dirò grazie. Grazie perché, pur nuotando nella grandissima e affollatissima piscina del New Adult, tu riesci sempre a brillare come una stellina e a immergerti in profondità che alcune tue colleghe si possono solo sognare.
Nella realtà io e Colleen probabilmente non ci incontreremo mai, ma niente mi impedisce di mandarle un grosso abbraccio virtuale e pensare che questa donna si meriti tutto il successo che ha e che avrà.
L'altro giorno - causa ciclo e una depressione totale per colpa di un altro romanzo - ero in una condizione tale che se non cambiavo aria in fretta mi sarei nascosta nello sgabuzzino a sguazzare nella mia nuvola nera.
Ho acceso il mio ebook reader e ho cominciato a scorrere tutti gli acquisti fatti negli ultimi mesi senza trovare qualcosa che mi attirasse. Ho persino iniziato ben due romanzi ma, dopo poche pagine, perdevo interesse.
Poi ho aperto Forse un giorno e ho capito subito che era il libro che mi serviva (ps: costa solo €4,99 su IBS e Amazon quindi compratelo!). In due giorni di letture notturne ho respirato Forse un giorno e, una volta finito, mi sono spuntate lacrime di felicità dagli occhi.
Io non piango spesso per un romanzo; qualche momento di commozione me lo becco sempre e le lacrime arrivano solo nel momenti difficili, ma piangere con tanto di singhiozzi è un evento talmente raro che, quando mi succede, mi segna.
Sono qua a scrivere un commento mentre ascolto la soundtrack del romanzo e l'unica cosa che riesco a fare è sorridere e concentrarmi per non piangere ancora. Se un cuore arido come il mio riesce a provare certe emozioni di sicuro vale la pena di leggere questo romanzo. Date retta a me, € 4,99 su IBS e Amazon, non fate i pezzenti e compratelo.
Ora vorrete un parere sulla storia, quindi mi concentro.
Il giorno del suo ventiduesimo compleanno Sydney si trova zuppa sotto la pioggia; ha appena scoperto che il suo fidanzato di due anni la tradisce con la sua migliore amica e conquilina. Sydney non sa dove andare, ha scordato la borsa nell'appartamento e si sente talmente di merda che persino la stronzaggine di una sconosciuta vestita con la divisa di Hooters che le urla dietro è meglio che chiamare i suoi genitori. Andava tutto bene: studiava musica, si divertiva con l'amica e aveva un relazione seria. In più, ogni sera, aveva il suo concerto personale dal ragazzo dell'appartamento di fronte con il quale aveva stabailito una strana amicizia tramite SMS.
Ma per Sydney, quando la sfiga arriva, si porta dietro una serie di mazzate che non le danno tregua: a coronare il compleanno più brutto di sempre, la cattiva notizia del tradimento le arriva proprio da Ridge - il musicista - che ormai, dopo tanti sms sulla sua musica e tanti testi scritti insieme, era diventato suo amico.
Nonostante la delusione e nonostante per Sydney accettare la sua ospitalità sia un po' strano, considerando che neanche si sono mai parlati, la poverina non ha altra scelta e decide che il male minore, in questo caso, è dormire sul divano di Ridge. Per alcune settimane si instaura un rapporto civile e amichevole tra i due: Ridge sfrutta l'abilità di Sydney nello scrivere i testi e, nello stesso tempo, impara a relazionarsi con persone che non sono a conoscenza del suo problema.
Perché Ridge, con tanta pace per il nostro cuore, non solo è un bel ragazzo, non solo è un grande musicista, ma è anche sordo dalla nascita. Per Sydney scoprire che i suoi SMS erano e sono l'unico modo di comunicare con lei cambia poco o niente, Ridge è sempre lo stesso ragazzo gentile, sorridente e comprensivo che l'accoglie e l'aiuta a superare un momento tremendo.
In modo del tutto naturale e per niente malizioso, tra i due personaggi nasce un'attrazione che si basa più di tutto sulla sintonia e sull'intesa: Ridge e Sydney sono chiaramente attratti fisicamente l'uno dall'altra ma la loro relazione nasce su basi più solide. La situazione si complica, però, quando Ridge si ricorda - un po' ingenuamente - di introdurre la sua fidanzata Maggie, una ragazza sorda che ama sinceramente. L'equilibrio tra i due si rovina irrmediabilmente e Sydney, per quanto abbia cercato di resistere, è costretta ad affrontare un sentimento che cresce ogni giorno.
E' chiaro che tutto il romanzo si basa sul triangolo amoroso e sulla non proprio velata possibilità di un tradimento, ma la Hoover non sporca ciò che Sydney e Ridge provano l'uno per l'altra facendoli comportare in modo scorretto e, invece, dona una maturità alla storia che rende tutto più accettabile. Sydney, avendo vissuto sulla sua pelle il tradimento, non vuole che Maggie subisca la stessa cosa e si rispetta troppo per diventare una di quelle ragazze che se ne fregano dei sentimenti degli altri. Sydney non vuole essere l'altra, la stronza. Vuole essere l'unica.
Allo stesso modo Ridge è tremendamente combattuto per i sentimenti che prova nei suoi confronti: nonostante ami Maggie, sente che per Sydney prova qualcosa di completamente diverso, di totalmente suo. La sua sordità lo ha sempre circondato di persone che sanno come gestirlo, conoscono le sue difficoltà o le vivono sulla loro pelle. Con Sydney Ridge scopre una libertà mai sperimentata e, per la prima volta,  prova un sentimento libero dai sensi di colpa e da abitudini ormai consolidate.
Per quanto la trama sia scarna - perché oggettivamente succede poco o nulla - tutto si concentra sui sentimenti e l'espressione della loro attrazione passa nettamente in secondo piano. Tutto avviene su un piano completamente diverso, profondo, talmente delicato e dolce da cancellare completamente ogni eventuale critica nei confronti del loro amore. La Hoover ha gestito la trama talmente bene che persino io, anti tradimento fino al midollo come sono, ho trovato coerente, civile e realistica l'evoluzione della storia.
Insomma, sotto ogni punto di vista questo romanzo passa a pieni voti e lo fa senza dover calcare sul sesso, sulla passione, sulla carnalità ma esaltando la nascita di un sentimento che non si può combattere: perché nella vita si può decisamente amare profondamente due persone in modo diverso, come è assolutamente possibile che un amore annulli l'altro. E' il modo in cui viene raccontato, la costruzione delle scene, la sensibilità dell'autrice nel riportare i pensieri dei due protagonisti a rendere tutto bellissimo.
Brava Colleen, tu sì che hai capito come funziona il cuore delle persone. E voi non perdete tempo con autrici che non hanno idea di come trattare un argomento così delicato, lasciatele alle loro storielle infantili e fatevi travolgere dalla musica di Forse un giorno.

1 settembre 2014

Colleen Hoover
Le sintonie dell'amore

Serie Hopeless 2
Titolo originale Losing Hope

Trama
Leggereditore
pag. 310 | € 12,00
Ci sono ricordi che è pericoloso portare alla luce, cicatrici che è doloroso riaprire: ma per Holder e Sky, due ragazzi difficili con un tragico segreto alle spalle, è fondamentale affrontare quello che è stato per poter vivere quello che sarà. Holder vive perseguitato dal proprio passato, schiacciato dal senso di colpa per il suicidio di sua sorella Leslie. E poi c’è il ricordo di Hope e di quel maledetto giorno in cui ha lasciato che la sua vicina di casa di quando era bambino salisse su quella macchina e sparisse per sempre dalla sua vita. Il rimorso che incupisce la sua esistenza lo costringe a continuare a cercarla, fino a quando in un supermercato incontra Sky, che ha gli stessi occhi della sua amica di un tempo, e pensa di averla ritrovata.
La vicenda di Le coincidenze dell’amore raccontata dal punto di vista di lui, per rivivere una splendida storia attraverso nuove emozioni.

Le avevo detto che nessuno l'ha mai baciata veramente, ma non avevo idea che anche io non fossi mai stato baciato veramente prima d'ora. Non così. Ogni bacio, ogni movimento, ogni gemito, ogni carezza. Lei è la mia salvezza. La mia speranza. La mia Hope. E non l'abbandonerò mai più.
Commento
E' possibile amare un romanzo alla sua seconda versione, e non alla prima?
E' possibile che un personaggio che già ti aveva conquistata sia in grado di farti coinvolgere ancora di più solo perché è la sua voce a narrare e sono i suoi pensieri a uscire dalle pagine?
E' possibile che un'autrice riesca nel difficile tentativo di scrivere un romanzo - lo stesso identico romanzo - da un punto di vista diverso?
Sì, è tutto possibile.
Nonostante sia ormai una moda riscrivere un romanzo dal punto di vista dell'eroe (mentre il primo è da quello della protagonista) la maggior parte delle volte che ho letto entrambe le versioni la seconda era, inevitabilmente, deludente. Un elenco di scene dove cambia solo il personaggio narrante, con una blanda introspezione e salti temporali per arrivare al dunque senza consequenzialità sono tutti i difetti che si riscontrano. La Hoover, però, non è incappata in nessuno di questi errori.
La storia ha, come prima cosa, la stessa cronologia del romanzo base, e i pochi tagli che sono stati fatti non spiccano come tranciature nette nella narrazione ma come semplici omissioni a favore di altre scene, più personali, che nel primo libro non potevano esistere e che, invece, qui avendo protagonista Dean hanno tutto lo spazio per essere sviluppate. La prova del nove è pensare a Le sintonie dell'amore come ad un romanzo autoconclusivo. Si può leggere da solo? Sì. Si possono capire i personaggi e la trama anche senza leggere Le coincidenze dell'amore? Sì. Per il lettore è tutto chiaro, oppure certi passaggi vengono dati per scontati? Niente è oscuro, niente sembra essere sottointeso e tutto viene sapientemente spiegato, da zero, come se fosse la prima volta. Quindi sì, questo esperimento è veramente riuscito.
In effetti, per me, è riuscito nel momento in cui il punto di vista nuovo - quello di Holder - ha arricchito la storia con nuove parti, nuovi pensieri e nuovi sentimenti, e non limitandosi ad essere chi era nel primo romanzo, a fare le stesse battute e a reagire nello stesso modo.
La Hoover ha veramente dato carta bianca al suo personaggio e si è immersa nella sua testa senza usare quel tono esagerato da maschio che, a volte, le autrici di NA assumono per i PoV maschili. Holder non ha quel modo di pensare sintetico e elementare - un po' da troglodita - e non usa costantemente parolacce o sottointesi sessuali. Stranamente Dean è raffinato, concentrato sulla sostanza, poco incline alle frivolezze e molto cerebrale. Forse è poco credibile ma per me, per com'è la storia e per come l'autrice ci ha introdotti ai personaggi con il primo romanzo, ho trovato la costruzione di Holder molto matura, molto razionale e ben fatta.
E' un ragazzo giovane ma per niente sciocco. Ha subito due grossi traumi nella sua giovane vita e da entrambi ne è uscito cambiato. La scomparsa della sua amichetta Hope ha cancellato l'illusione che gli adulti siano buoni e la morte della sorella Lesslie lo ha travolto con sensi di colpa, impotenza e incapacità di capire il prossimo. Non reagisce come un imbecille, Dean. Lui incanala tutto nel tentativo di stare vicino ai genitori, di non perdere di vista il ricordo della sorella, di tirarsi fuori da un pantano emotivo che rischia di sopraffarlo. L'unica cosa che non ha mai perso, ad ogni colpo della vita, è la speranza. Speranza che Hope stia bene, ovunque sia, che Les sia in un posto migliore, che lui non sia poi così male e che la famiglia abbia trovato un nuovo tipo di felicità e di equilibrio. E questa speranza lo rende quasi un bambino, perché i pensieri che leggiamo - quando incontra di nuovo Hope/Sky - sono di una purezza disarmante. Affetto, insicurezza, altruismo, coraggio e una maturità acerba ma potente. Holder è fantastico perché non risparmia nulla e non si nasconde al lettore. Le lettere che scrive alla sorella sono bellissime, commoventi, qualcosa che la Hoover non ha evitato e che ha ridimensionato brutalmente il lato da bad boy di Holder, una valvola di sfogo nascosta che spazza via ogni dubbio sul personaggio.
Leggermente offuscata dalla presenza di Holder, Sky/Hope recita la sua parte anche se ridimensionata ma, se si ha già letto il primo romanzo della serie, questa cosa pesa pochissimo perché - proprio come Dean - Sky si era già data al 100%.
La Hoover è veramente brava a creare i suoi personaggi, a renderli speciali e umani e indimenticabili tutto assieme e a immergerli in una storia a tratti drammatica e a tratti quotidiana; ed è brava a mettere a parole le emozioni dei suoi protagonisti giovani nelle loro sfumature, senza esagerare, senza usare il sesso come collante e senza condire la loro storia con svolazzi poco credibili o coerenti.
La Hoover è promossa, ancora una volta. Spero davvero che in un futuro venga pubblicata ancora, magari che la sua serie Slammed venga completata o che altri romanzi arrivino anche in Italia. Nel frattempo io mi procuro qualcosa in originale, chissà che mi trovi più in sintonia con la sua voce originale.

20 novembre 2013

Colleen Hoover
Le coincidenze dell'amore

Seri Hopeless 1

Trama
Leggereditore
pag. 378 | € 12,00
Meglio una verità che lascia senza speranza o continuare a credere nelle bugie? Sky non ha mai provato il vero amore: ogni volta che ha baciato qualcuno, ha solo sentito il desiderio di annullarsi, nessuna emozione, nessuna dolcezza. Ma quando Sky incontra Holder, ne è subito affascinata e spaventata insieme. C’è qualcosa in lui che fa riemergere quello che lei aveva spinto nel profondo della sua anima, il ricordo di un passato doloroso che torna a turbarla. Sebbene sia determinata a starne lontano, il modo in cui Holder riesce a toccare corde del suo cuore, corde che nessuno riesce neppure a sfiorare, fa crollare le difese di Sky. Il loro legame diventa sempre più intenso, ma anche Holder nasconde un segreto, che una volta rivelato cambierà la vita di Sky per sempre. Soltanto affrontando coraggiosamente la verità, senza rinunciare all’amore e alla fiducia che provano l’uno per l’altra, Holder e Sky possono sperare di curare le loro ferite emotive e vivere fino in fondo il loro rapporto. Un romanzo toccante e intenso come solo il primo amore può essere.

"Si fottano le prime volte, Sky.La sola cosa che mi importa, con te, sono i per sempre."
Commento
Qualcuno mi dovrà spiegare una cosa: perché certi temi vengono trattati dal genere New Adult come se fossero la sua parte più importante, forza generatrice da cui nascono tutte le storie che entrano in questo genere. Fino ad ora tutti i NA che ho letto avevano un tema serio alla base della trama e dei comportamenti estremi dei personaggi. Mi chiedo perché questi temi non siano trattati ampiamente da un genere che è più vecchio e prolifico del NA - il romance contemporaneo. Non mi disturba particolarmente ritrovare lo stesso schema tra i romanzi NA, onestamente credo che diano il meglio di sé proprio perché si basano su temi pesanti e che da questi sappiano ricreare storie d'amore pure e ricche di speranza e di voglia di riscatto.
Forse è per questo che il NA piace così tanto, è privo del romanticismo infantile degli Young Adult e della disillusione e della serietà dei romance contemporanei. Il New Adult racchiude il meglio di entrambi i generi e riesce a emozionare, a commuovere e a risvegliare quella piccola parte giovane e irruenta, impulsiva e irragionevole che ognuno di noi possiede e che si è lasciata schiacciare dall'età adulta.
Alcuni romanzi sono migliori di altri, come per ogni genere, e a volte capita che ce ne sia uno poco conosciuto, poco pubblicizzato, che si perde tra le decine di novità mensili per poi brillare tra i lettori per il suo valore, per il messaggio che comunica e per quello che lascia una volta chiuso.
Le coincidenze dell'amore parte in sordina, come un NA qualunque.
Sky ha 17 anni. E' adottata e vive felice con una mamma hippy, senza tv, senza cellulare, senza scuola pubblica, senza amici. Non le pesa granché questa vita, ha un'amica a portata di finestra e con lei condivide i classici atteggiamenti da teen-ager. Sgattaiola fuori di casa e invita i ragazzi per pomiciate notturne senza mai superare un certo limite. Sky è stranamente insensibile: se un ragazzo la tocca e la bacia, lei rimane passiva e conta le stelle luminose sul suo soffitto, impaziente che il tipo di turno si sbrighi per poter passare alla scorpacciata di gelato con la sua amica Six. L'unico gesto ribelle di Sky nei confronti della vita segregata imposta dalla madre è quella di andare alla scuola pubblica, per provare com'è la vita normale e per testare sé stessa prima di diventare adulta.
Il primo giorno di scuola è un vero trauma: non solo i compagni la reputano una puttanella - le voci corrono - ma incontra anche l'unico ragazzo che le abbia mai fatto battere il cuore. Sky sente per la prima volta una fortissima attrazione verso Dean Holder, una specie di disadattato che tutti evitano, e odia con tutta sé stessa le sensazioni che lui le suscita. E' un risveglio dei sensi brutale e forte, come un pugno nello stomaco e imprevedibile quanto le reazioni di Holder.
Un momento si fissano con un'intensità che contorce le budella e quello dopo si evitano, si stuzzicano e si studiano con sospetto. Il tira e molla tra il bad boy e la ragazza casta e pura dura pochissimo: non solo si scopre che Sky ha un carattere complesso e molto adulto, quasi vecchio per la sua età, ma anche che Holder non ha nulla del cattivo ragazzo se non il suo essere imprevedibile. Sky e Holder diventano inseparabili a fasi alterne: comunicano senza parole, salvo poi averne bisogno per fare pace quando litigano. Hanno bisogno l'una dell'altro come amici, come compagni, come anime affini e la loro relazione brucia le tappe come se non potessero aspettare il domani: dal primo bacio - intenso, travolgente anche se studiato e pensato - all'attesa della scoperta del sesso, tutto scorre rapidissimo come se fossero due anime gemelle che si ritrovano dopo tanto tempo.
Gli alti e bassi della loro relazione non sono dettati dalle paturnie ormonali, ma da segreti che turbano non solo Holder ma anche Sky. Il loro legame è talmente viscerale che gli scatti di Holder scuotono la psiche di Sky, fino al punto di mettere in dubbio la sua realtà.
E' in questa parte del romanzo che si comincia a sentire che sotto sotto c'è qualcosa di malato, di sbagliato nelle loro vite. Un marciume che avvelena piano piano la vitalità di un giovane ragazzo che ha ancora tutta la vita di fronte a sé ma che ha mollato, incapace di affrontare da solo quell'oscurità. Come per Holder c'è un lato negativo, un buio che lo risucchia, anche per Sky c'è lo stesso senso di insicurezza, solo che nel suo caso è ancora più terribile.
Non posso dire altro, perché a quel punto dovrei spoilerare tutta la trama. Mi limito a dire che il tema trattato dalla Hoover è difficile, tremendo anche solo da pensare e quasi impossibile da rendere su carta. Eppure lei è riuscita a trattarlo con delicatezza, con calma e con attenzione, sviscerando i pensieri, gli incubi, le difficoltà dei due protagonisti e trasmettendo sempre un pizzico di speranza anche nelle scene più dure.
All'inizio mi aspettavo il solito trauma infantile, di quelli a cui ormai i lettori di NA sono abituati, ma quello a cui l'autrice ci pone di fronte questa volta è terribilmente attuale, brutale, osceno, contro natura. Sky è una sopravvissuta, un'anima raffinata e indurita da episodi di violenza che hanno avuto ripercussioni non solo su di lei, ma su intere famiglie e il suo legame con Holder non si limita all'amore nuovo ma ad un legame antico, altrettanto indurito e inspessito dagli stessi avvenimenti. Certo, qualche forzatura nella trama c'è ma non pesa, non stanca e - anzi - rafforza la resa di un amore che è speranza, aiuto, sostegno, necessità, condivisione.
Quando Holder dice a Sky ti vivo non è solo una fortunata uscita dell'autrice, è la vera essenza dei suoi sentimenti. E' la dichiarazione d'amore più struggente e romantica che io abbia mai letto, e ha solo 2 parole.
Le coincidenze dell'amore è un romanzo da non sottovalutare e da lasciare che scorra libero nel nostro sangue. Bisogna permettergli di farci male, di farci piangere e di farci sperare esattamente come fanno i protagonisti. Bisogna viverlo.

24 luglio 2013

Colleen Hoover
Tutto ciò che sappiamo dell'amore

Serie Slammed 1

Trama
Rizzoli | ebook| € 9,99
Dopo la morte del papà, Lake, 18 anni, si trasferisce in Michigan, rassegnata ad affrontare un nuovo, faticoso inizio. La risalita però appare d'improvviso dolce, perché nella casa accanto alla sua abita l'affascinante Will, anche lui costretto dalla vita a crescere in fretta. L'intesa è immediata, ma al primo giorno nella nuova scuola, Lake scopre che il loro è un amore impossibile: Will è uno dei suoi professori. Quanto costa amare qualcuno? Per Will troppo: se si scoprisse che frequenta una studentessa, perderebbe l'affidamento del fratellino. Eppure dimenticarsi è difficile, e più stanno lontano, più Lake e Will si innamorano, fino a scambiarsi confessioni dal palco di un locale, nascondendole in poesie tra le cui righe solo loro sanno leggere. Grazie a quei versi capiranno che non bisogna lasciarsi intimidire dal futuro, perché tutto ciò che sappiamo dell'amore è che l'amore è tutto (come dice in modo magistrale Emily Dickinson e tutti noi abbiamo pensato almeno una volta nella vita).

Commento
Non mi capita spesso, ma ogni tanto leggo una storia che mi fa piangere come una fontana. Non per una scena, ma per interi capitoli. Ieri sera mi sono trovata a divorare questo romanzo, girando le pagine come un’invasata con una mano e asciugandomi gli occhi  con l’altra.
Soprattutto ho avuto tra le mani una storia che mi ha fatto ricredere su una convinzione che avevo radicata nella corteccia cerebrale: la poesia. Non mi piaceva, mi imbarazzava quasi vedere delle persone recitare poesie. Eppure una volta finito, questo romanzo mi ha regalato la poesia. Mi ha regalato un romanticismo classico, in versi, mi ha strappato il pregiudizio e mi ha preso a calci in culo. Un risveglio commosso, bellissimo. Da oggi sono una fan della poesia. Sono una fan dello slam.
Layken ha perso il padre e con la madre e il fratellino si è trasferita dal Texas al Michighan. Lake odia Ypsilanti anche prima di vederla, prima di vedere la nuova casa, prima di cominciare a vivere la sua nuova vita. Lake la odia, perché il padre non c’è. Ma quando esce dalla macchina, anche prima di varcare la soglia, incontra Will. Will, bellissimo, simpatico, intelligente, Will il vicino di casa, il cui fratellino è già inseparabile dal suo. E’ amore. Amore. Un colpo di fulmine di quelli che ti cambiano la vita, di quelli dal quale non ti riprenderai mai. Lake e Will hanno pochi giorni e poi la realtà spezza l’incantesimo: Will è un insegnate di poesia nel liceo di Lake. E’ chiaro il dilemma: Will non può perdere il lavoro perché deve poter mantenere il fratellino e quindi loro non possono assolutamente stare insieme.
Più facile a dirsi che a farsi, quando uno vive di fronte all’altra e quando non riescono proprio a stare lontani, nemmeno quando sono arrabbiati. Lake non sono deve affrontare la nuova vita e la morte del padre, deve anche fare i conti con un amore senza speranza, con un’attrazione che va oltre al corpo e raggiunge la mente. All’improvviso arriva l’ultimo colpo, quello fatale. La mamma di Lake ha un cancro incurabile e di fronte alla rabbia e al dolore è da Will che scappa, è lui che riesce a ricomporre il caos nel suo cuore e a rimettere in sesto le priorità, grazie al suo sostegno e alla sua esperienza. Anche Will ha perso i genitori e conosce i sentimenti di Lake, sa perfettamente cosa le passa per la testa e riesce a darle il suo amore grazie alla poesia, allo slam. A ruota libera, senza regole, la poesia di Will è prima un urlo di dolore, poi un’anima triste messa a parole e infine una dichiarazione d’amore e di devozione.
Io non so chi sia questa autrice, ma ha scritto una storia bellissima. Toccante. Vera. Una storia di difficoltà reali, di morte come tante ce ne sono ogni giorno, di giovani che devono tirare avanti e che riescono a trovare un momento di poesia anche nella tristezza, nella morte e nella solitudine.
Al di là della bellezza, al di là dei ruoli di professore e di alunna, al di là di tutto, Will e Lake si amano perché sono due anime affini, perché si riconoscono in un modo troppo maturo per la loro età, come se avessero già passato anni assieme e ora è arrivato il momento di chiudere un cerchio e iniziare la vita insieme.
Come si fa a non piangere leggendo di Lake che ricorda il papà? Di Will che soffre per i suoi genitori? Come si può rimanere insensibili di fronte ad una madre con il cancro e ad una famiglia che si spacca, si sgretola e si riforma con nuovi membri. Il pianto, la commozione, sono prima di tristezza e poi di felicità. Ed è stato bellissimo scoprire che una storia che è tutto fuorché esagerata e che ripropone temi fin troppo reali sappia toccare un cuore arido e frigido come il mio.
E’ una storia bellissima, che rileggerei volentieri anche subito ma non credo di farcela. Però una cosa la posso fare e la farò: scoprirò la poesia.