27 settembre 2013

Susan E. Phillips
Un piccolo sogno

Serie Chicago Stars 4

Trama
Leggereditore
pag. 464 | € 12,00
Rachel Stone è appena arrivata a Salvation, una città che non ama e da cui è ricambiata con altrettanta cordiale ostilità. Ha la macchina in panne, il portafoglio vuoto e suo figlio di cinque anni che dorme sul sedile tra gli scatoloni del trasloco.
Ma Rachel è una giovane vedova molto determinata, pronta a fare qualsiasi cosa pur di lasciarsi alle spalle un passato scandaloso. Qualsiasi cosa, tranne innamorarsi di nuovo. Eppure quando la sua vitalità invade i confini dello schivo Gabe Bonner, un uomo ostaggio dei suoi ricordi, la passione tra i due si accende contro ogni previsione, attirando le critiche dei soliti benpensanti.
Benvenuti a Salvation, in Carolina del Nord, dove un uomo che ha smarrito la propria tenerezza incontra una donna con niente da perdere. Un luogo in cui i sogni potrebbero anche avverarsi.


Commento
La Phillips dovrebbe essere venduta con il manuale delle istruzioni.
Maneggiare con cura: la sua lettura causa attacchi di commozione, pianto a dirotto, bollori incontrollati; tra gli effetti collaterali felicità e soddisfazione sono i più diffusi, da non sottovalutare l'assuefazione. Ecco, io le ho avute tutte: mi sono intristita, arrabbiata ed emozionata; ho pianto come una fontana e ho riso.
Quando si legge la Phillips bisogna prepararsi all'ondata emotiva e lasciarsi travolgere, perché non c'è altro modo per farlo. In più questo è uno di quei romanzi che ti chiamano e ti ossessionano finché non cedi: qualsiasi libro tu stia leggendo devi lasciarlo in sospeso perché Rachel e Gabe scalpitano per avere la tua attenzione. Nonostante nessuno dei due abbia granché voglia di parlare di sé, ogni azione e ogni scelta dei due protagonisti sono più chiare di ogni discorso lungo e articolato.
Questo perché la Phillips è bravissima a creare una base solida e un contorno corposo che delineano non solo la trama stessa, ma anche il passato dei protagonisti, le loro motivazioni e il loro carattere.
Così quando si apre il romanzo Rachel, Edward e Gabe sono perfettamente formati, dotati di una personalità così netta e decisa che non si sente il bisogno di ulteriori spiegazioni. Il loro passato ci scorre davanti agli occhi e le loro sofferenze traspirano da ogni scena o dialogo.
Nel momento in cui Rachel si ferma nella sua vecchia città, Salvation, è al limite di un crollo emotivo, denutrita, povera, determinata a trovare i mezzi per prendersi cura del piccolo Edward. A Salvation tutti - o meglio, quasi tutti - hanno di lei un ricordo negativo, fatto di odio e impotenza, in seguito ai continui furti del defunto ex marito, un famoso predicatore. Con soli 9 dollari in tasca, Rachel è obbligata ad affrontare il suo passato, resistendo ogni giorno al disprezzo e alla paura, con un solo stranissimo alleato. Grazie ad un mix di strafottenza e faccia tosta, Rachel riesce a farsi assumere dall'unica persona di Salvation a cui non importa niente del suo passato: Gabe Bonner. In realtà a Gabe non importa di niente in generale, né della sua vita e tantomeno di quella degli altri. Da due anni è chiuso dietro uno spesso strato di indifferenza e nasconde a tutti la disperazione per la morte della moglie e del figlio. Scontroso e aggressivo, Gabe tratta Rachel e il piccolo Edward con una cattiveria gratuita accettabile solo perché il lettore conosce la sua storia e che trasforma ogni interazione in un piacere doloroso, struggente. Al contrario dei personaggi maschili a cui eravamo abituati - il precedente era il fratello Cal, giocatore di football - Gabe è un eroe che trascura la sua fisicità, le poche descrizioni fisiche avvengono attraverso gli occhi di Rachel, e si basa principalmente sul suo carattere e sul percorso che compie durante il romanzo.
Tuttavia le difficoltà di entrambi i personaggi non sono costantemente presenti e soprattutto non risultano opprimenti. L'autrice alleggerisce e sdrammatizza la storia grazie all'inserimento di una seconda storia d'amore, meno drammatica e più conforme alla struttura del romance, tra il pastore Ethan Bonner e la sua segretaria Kristie, e grazie all'alternarsi di scene che rispondo benissimo al tono ironico e brioso dell'autrice.
Insomma si piange, e di brutto anche, ma si ride e si sospira in egual misura. Dopotutto questo romanzo è un romance, più complesso del solito, ma pur sempre una storia d'amore. Si può stare tranquilli, quindi, perché sebbene io abbia calcato il lato drammatico - ma a me piace struggermi, non è una novità - quello romantico è pur sempre quello dominante. La Phillips non lesina nemmeno sulle scene d'amore, che si fanno notare per la passionalità tra i due protagonisti.  Un aspetto degno di nota, che fa capire quanto sia brava l'autrice, è il modo in cui ha trattato il personaggio di Edward. Non vado matta per la presenza di bambini nei romance, perché sono difficili da gestire e perché se figli di uno dei protagonisti finiscono inevitabilmente per essere elemento di disturbo o per offuscare l'identità del personaggio. In questo caso Edward non sbilancia né Rachel, in quanto madre e protagonista, né la storia perché gioca un ruolo decisivo nella trama: è un ancora di salvezza per Rachel, un punto di contatto con la famiglia Bonner e il fattore decisivo nel ritorno alla vita e alla felicità di Gabe.
Un piccolo sogno è un romance completo, fatto alla vecchia maniera ma con uno stile moderno e fresco, che non ha paura di impegnare e coinvolgere il lettore e che sa anche far divertire oltre che commuovere. Ma questa è la Phillips, che proprio con questo titolo ha vinto il Rita Award come miglior romanzo nel 1999.

4 commenti:

Silvia Leggiamo ha detto...

pure io non sopporto i bambini nei romance, spesso hano 5 anni e si comportano come se ne avessero 50... la Phillips però è brava anche in questo ^^

Miraphora ha detto...

Giovani vecchi, saggi e anche un pò depressi. Non li sopporto. Meno male che in questo caso il piccolino si comporta come un bambino, né più né meno, senza quella serietà da antidepressivo che sembrano avere tutti i bimbetti che compaiono dei romance più drammatici.

Anonimo ha detto...

Molto, molto bello. L’ho comprato assieme a E Se Fosse Lui Quello Giusto, e leggerli nella giusta sequenza ha fatto in modo che riuscissi ad apprezzarlo maggiormente, perché in questo sono presenti tutti i personaggi conosciuti nel primo, diventando quasi un’unica storia. Forse mi aspettavo un po’ di più da Ethan, che nella sua storia d’amore ha fatto un po’ la figura del “pollo” ma penso abbia ragione tu, che sia stata scritta in questa chiave per alleggerire la drammaticità della storia principale.
Profondo e toccante, scritto molto bene e con un bel finale, prima di riporre il libro infatti ho voluto rileggere una seconda volta l’epilogo per gustarmelo fino in fondo. Non avevo ancora letto niente di questa autrice, ma credo che cercherò di recuperare altri suoi libri.

Vedo che tra le tue recensioni non hai nulla di Kristan Higgins. Di recente di suo ho letto Finché non Sei Arrivato Tu e se posso permettermi, mi sentirei di consigliartelo, è una scrittrice che ha uno stile simile a quello della Phillips, cura molto bene la psicologia dei personaggi e alterna momenti drammatici con altri più leggeri rendendo gradevole la lettura...
Un saluto e grazie mille per le tue esaustive recensioni che non manco mai di consultare . Manu

Miraphora ha detto...

Ciao Manu!
Ti ringrazio per il commento e per il suggerimento ^_^
Ho un romanzo della Higgins da leggere, per cui prima o poi troverai una recensione su di lei ^_^