15 novembre 2019

K-drama della settimana: Shopping King Louie


Una vita di privilegi può essere solo una, quella di un chaebol. Kang Ji Sung (Seo In Guk) dopo aver perso i propri genitori da bambino, a causa di un tragico incidente, si ritrova ad essere l’unico erede chaebol del conglomerato della nonna. Kang Ji Sung viene cresciuto dalla nonna, in modo iperprotettivo ovvero negli Stati Uniti come “Louie”, al riparo dalla vita e senza veri amici. Louie cerca di riempire il suo vuoto emotivo viaggiando per tutto il mondo e spendendo soldi con noncuranza facendo shopping. Quando Louie torna in Corea, ha un incidente e perde la memoria, ma incontra Go Bok Shil (Nam Ji Hyun), una giovane e dolce ragazza di campagna venuta in città per dare uno scopo alla propria vita, che se lo porta a casa. Cha Joong Won (Yoon Sang Hyun), un direttore di reparto del conglomerato della nonna di Louie, vede il giovane erede come una minaccia per la propria carriera e non solo. Potrà Bok Shil aiutare Louie a riprendersi il posto che gli spetta?
Anno: 2016
Episodi: 16 (60 minuti circa a episodio)
Dove guardarlo: Viki sottotitolato in italiano
Genere: ComedyRomance

Diapositiva: 

In fase di recupero post Kill It ho tentato la strada del drama fuffoloso per ristabilire il mio equilibrio psicofisico. Ormai da un po' mi ero ripromessa di guardare altri drama con il Mostriciattolo del mio cuore Seo In Guk ma trovarne di liberi senza blocchi è una vera impresa.
Su Viki, libero da ogni restrizione, c'è Shopping King Louie che già solo con la locandina mette in chiaro che qui non ci saranno finali strappacuore, che ci sarà tanto da sorridere e fuffolosità fino a soffocare.

Ammetto che per un attimo ho avuto paura, perché Mostriciattolo in The Smile has Left your Eyes è stato pazzesco e vederlo in una veste cute e comica mi ha causato un brivido di ansia. E se lo odio? E se fa schifo? E se è uno scemo?
Però no, non dovevo dubitare di lui, è un bravo attore e gli ho voluto bene pure in un ruolo totalmente opposto rispetto a quello con il quale l'ho conosciuto.

Parto con un punto fermo, cioè che questo drama non ha niente di drammatico ed è talmente leggerino che può essere visto come un riempitivo, come un intermezzo prima di entrare in coma la sera. Non so perché, non so come, ma io l'ho maratonato nonostante la mia inclinazione naturale verso il lato oscuro.

In Shopping King Louie abbiamo Louie, appunto, chaebol spedito da nonnina cara in un castello francese e tenuto sotto vetro per paura che si faccia male. Louie è un ragazzo viziato, adorato, coccolato, iper accudito, ha un maggiordomo personale che lo segue da quando apre gli occhi la mattina a quando li chiude la sera, e uno stuolo di domestici che lo guardano con affetto. Perché Louie, a causa di questo isolamento zuccheroso, cresce con la personalità e la profondità di un ragazzino di 13 anni. Nonostante sia ormai adulto, sia un uomo fatto e finito, in realtà è come un bambino: fa i capricci, non riconosce la malizia, non sa moderare i toni, se vuole qualcosa la prende. Non ha filtri, non ha limiti, è stato cresciuto per essere viziato e si comporta come se il mondo fosse un negozio e la sua unica occupazione spendere il patrimonio in ninnoli, gioielli e cazzate varie.
Il rischio enorme, per me, era che la personalità di Louie mi facesse saltare i nervi e che mi diventasse insopportabile ben prima della fine del drama. La fortuna sfacciata vuole, però, che il personaggio viene subito sradicato dal suo contesto di lusso e scaraventato al livello più basso della società. Da chaebol a barbone.
Siccome il grosso del drama è a base comica, la caduta in disgrazia di Louie - senza memoria, senza soldi, senza niente di niente, nemmeno un briciolo di furbizia - è una fonte praticamente inesauribile di scene divertenti. Il suo essere sprovveduto, oltre che senza ricordi, lo rende immediatamente un cucciolo tenero che riesce a risvegliare la crocerossina che è in noi. Così, seppur sporco lurido e senza soldi, Louie riesce a trovare qualcuno che lo protegge e che si prende cura di lui.

Questo qualcuno è la focaccina Bok Sil interpretata da Nam Ji Hyun che d'ora in poi ricorderò come l'attrice che ha sempre il partner con l'amnesia. Bok Sil è una montanara nel senso letterale del termine. Vive in mezzo alle montagne con la nonna e il fratello minore e si guadagna da vivere raccogliendo ginseng selvatico. Quando il fratello va a Seoul e la nonna muore, Bok Sil decide di raggiungerlo e vivere con lui, peccato che viene subito derubata e rimane senza niente di niente se non una radice di ginseng infilata sotto il maglione. Siccome Bok Sil è una in gamba ed è una ragazza che suscita subito fiducia nel prossimo, riesce a convincere un elegante uomo d'affari a comprare la radice, dandole così un piccolo margine economico per sopravvivere. Nel frattempo perde qualsiasi traccia del fratello.

Bok Sil incontra Louie sulla scale della stazione e all'inizio pensa che sia suo fratello perché il barbone indossa la stessa tuta che il fratello aveva prima di lasciare le montagne. Quando capisce che Louie, pure con l'amnesia, è l'unico legame che ha con il fratello disperso, decide di portarselo dietro nella speranza che ritrovi la memoria e le dica dov'è il fratello. Questi due insieme sono Cip e Ciop. Se Louie è uno sprovveduto assoluto, Bok Sil gli è subito dietro, anche se è sicuramente più sveglia di lui. Il disagio dei due è talmente comico che persino quando fanno le cavolate più enormi non sono riuscita ad odiarli. Di solito tendo a detestare la comicità volgarotta ma qui, pur lasciandosi andare a gag al limite del tollerabile, c'è una patina di infantile dolcezza che rende tutto sopportabile.

L'aspetto positivo di questo drama è che si ride tanto e che la storia dei due protagonisti è in parte pura sopravvivenza - sono poveri in canna e in due fanno un neurone - e in parte una scoperta di cosa è successo sia a Louie, sia al fratello di Bok Sil.

In questo contesto ci sono parecchi personaggi secondari che spiccano: il maggiordomo, rigido ma simpatico, la governante, ex teppista ora super chic, i vicini di casa dei due, altrettanto poveri e disperati ma pur sempre generosi, e il capo di Bok Sil, l'uomo che aveva comprato il ginseng selvatico.
Ecco lui, lo devo dire, pur essendo un personaggio divertente e pur giocando il ruolo del second e dell'innamorato non corrisposto, è stato un trauma per la vista. Al di là dell'aspetto fisico, lo styling del suo personaggio è illegale, nel senso che chi ha deciso di conciarlo così dovrebbe finire arrestato. Certi suoi outfit mi hanno sciolto le pupille talmente erano orrendi ma la comicità brusca dell'attore ha saputo equilibrare gli agghiaccianti fiocchi e fiocchetti che gli facevano indossare.

Forse perché l'ho guardato con un mood particolare non ho accusato i difetti che in molti hanno riscontrato, ma ammetto che Louie alla lunga può sembrare un ritardato. Tenero, bellissimo, ma pur sempre uno scemotto che nessuna donna normale si prenderebbe come compagno - perché sarebbe più un figlio che altro. Evidentemente io sono stata fortunata a vederlo in quel momento, perché Louie e Bok Sil non mi hanno infastidita e sono arrivata alla fine senza grande fatica. Certo, alcune cose potevano essere gestite meglio e magari il drama è troppo lungo, ma va bene così finché si sorride io non mi lamento.

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