9 settembre 2019

Diana Gabaldon
Lord John e i fantasmi del passato

Serie Lord John 2
Titolo originale Lord John and the brotherhood of the blade

Trama
TEA | pag. 319 | € 9,50

Londra 1758: l'Europa è precipitata in una sanguinosa guerra destinata a durare sette anni e il governo della Corona sta manovrando per stringere inedite alleanze. L'enigmatico Lord John Grey, ufficiale dell'esercito di Sua Maestà è però distratto dallo scacchiere internazionale da un amore clandestino e da un terribile segreto di famiglia. Suo padre, il duca di Pardloe, si era suicidato tempo addietro, appena prima di venire accusato di essere un traditore giacobita. A distanza di diciassette anni l'onore della famiglia sembrava essersi ristabilito, quando l'incipiente matrimonio della madre sembra resuscitare lo scandalo. E Lord John sa bene che chiacchiere e pettegolezzi di questo genere fanno in fretta a portare alle patrie galere se non al patibolo. Dagli accampamenti militari ai campi di battaglia, John Grey affronterà pericoli mortali per cercare la verità e per conservare il segreto del suo amore.

Corbaccio | pag. 176 | € 14,90

Nel pieno della Guerra dei sette anni Lord John Grey, brillante ufficiale dell'esercito inglese e figlio cadetto di un'aristocratica famiglia, si trova a combattere su più fronti: ha appena scoperto che il suo amore segreto lo tradisce, non riesce a venire a capo del mistero che si cela dietro le pagine strappate del diario di suo padre, morto suicida anni prima, e viene catapultato in pieno nella terribile battaglia di Hückelsmay, dove inglesi e prussiani fronteggiano le forze imperiali e francesi. Ferito è costretto a far ritorno a casa, dove riuscirà, con l'aiuto di uno scozzese giacobita, James Fraser, a scoprire che dietro il suicidio del padre in realtà si cela un omicidio commesso da qualcuno che lui conosce bene.


Diari scomparsi, pagine che riapparivano, antiche scommesse...era quella scommessa l'origine del rancore tra suo fratello e il colonnello Tweltetrees? E la cosiddetta cospirazione dei sodomiti...aveva qualcosa a che fare con la storia della sua famiglia? Tanto valeva tentare di combinare i fiocchi di neve in base a uno schema che avesse un senso...
Commento
Siccome le regole del mercato editoriale sono sempre oscure, non ho ancora capito perché 1. Corbaccio abbia diviso in due un romanzo che non è poi così voluminoso e 2. abbia evitato di far uscire in edizione economica TEA anche la seconda parte. Il risultato è che ho comprato e letto la prima parte mentre per la seconda ho dovuto aspettare settimane perché l'edizione cartonata è introvabile e il prestito bibliotecario non è così veloce come fanno credere.
Quindi, per forza di cose, ho dovuto scrivere la recensione in due momenti diversi, altrimenti se avessi aspettato di aver finito il romanzo (nel senso della sua totalità, non della sua divisione fisica) mi sarei dimenticata tutto. Come già è successo più e più volte.
Ho ripreso in mano la Gabaldon dopo anni che non leggevo un suo libro, e l'ho fatto principalmente perché sto smaltendo i romanzi fermi in libreria da troppo tempo. Sapevo che il secondo volume della serie di Lord John era diviso in due, ma non mi ero mai preoccupata di recuperarne le due parti. Il risultato è che solo a metà romanzo (primo volume) mi sono resa conto che qualcosa non andava, che non c'era abbastanza spazio rimasto affinché la trama si manifestasse, si sviluppasse e trovasse pure la chiusura. Mi è venuto un po' di nervoso, lo ammetto, perché per quanto la Gabaldon sia molto brava a scrivere e ad acchiappare l'attenzione del lettore, è anche molto brava a non farti capire che la storia si sta trascinando senza che succeda una mazza.
Lord John e i fantasmi del passato è questo: un lungo, ampio, infinito susseguirsi di episodi quotidiani spruzzati qua e là da una piccola avventura, vengono seminati indizi su quella che sarà la trama portante, solo che non ce ne rendiamo conto perché questa trama in questo benedetto romanzo non c'è. O meglio, c'è la sua ombra, proiettata da quei piccoli indizi, ma non c'è la sostanza.
E' chiaro, quindi, perché mi è venuto il nervoso: se il romanzo fosse stato unito il problema non si sarebbe nemmeno posto. Giro la pagina e continuo, qua invece ho girato la pagina su un cliffhanger grosso come una casa e poi il nulla.
Da un certo punto di vista, avere un'introduzione lunga e articolata facilita la tridimensionalità dei personaggi, e in effetti John diventa una voce narrante molto gradevole, con quei suoi picchi di volgarità e di eleganza che contrastano tra di loro. La sua personalità spicca proprio perché l'autrice riesce ad entrare nel dettaglio di ogni singolo evento, persino un'attività prosaica come una colazione o il mettersi a letto diventano occasione per tirare fuori ogni sfaccettatura del carattere di Grey.
Il romanzo si apre su un momento di relativa quiete nella vita di John, la sua carriera militare è solida, la famiglia sta bene, il suo rapporto con il fratello Hal e la madre è felice e la sua vita personale - nonostante la malinconia per un amore non corrisposto - non ha grossi problemi. John è felice, tranquillo, eppure qualcosa rovina questo equilibrio: lo spettro della morte del padre. Il duca, secondo la versione ufficiale, si era suicidato a seguito di un'accusa di sodomia e di essere giacobita, e dal nulla qualcuno sta facendo recapitare alla famiglia Grey delle pagine di diario del duca defunto, facendo intendere a John e ad Hal che qualcosa bolle in pentola.
Parallelamente al filo legato al suo passato, John vede srotolarsi anche quello del presente con l'ingresso in scena di un giovane attraente che diventerà suo fratellastro e anche suo amante. John non dimentica il mistero legato al padre, ogni tanto ci ripensa e trova un nuovo indizio, ma per lo più è concentrato sul presente, sulla sua passione travolgente e carnale e sull'imminente partenza per la Germania con l'esercito. La prima parte del romanzo si chiude così, in bilico sul precipizio con John che barcolla sotto al peso del tradimento e sotto la nuvola temporalesca dello scandalo.
La seconda parte del romanzo è una barzelletta. Mi spiego: dividere un romanzo che intero avrebbe avuto 495 pagine (quando un volume della serie Outlander arriva ad averne anche 600) è ridicolo. Spendere dei soldi per avere un volumetto microscopico è una presa in giro e l'editore dovrebbe vergognarsi perché l'impressione è che abbiano giocato sull'affezione dei lettori per la Gabaldon. Della serie se c'è il suo nome possiamo combinare la qualunque tanto comprano lo stesso.
A parte questo scoppio di acidità, in generale la seconda parte del romanzo mi ha delusa parecchio. Mi aspettavo che la questione del mistero della morte del padre fosse una parte importante e che la trama si infittisse ancora di più fino ad una risoluzione scoppiettante. Purtroppo, per quanto l'autrice abbia dato una spiegazione e una chiusura alla questione, il mio interesse non è stato stuzzicato. Mi è piaciuta parecchio la descrizione della battaglia, dove John rimane ferito, penso che sia stata forse l'unica scena veramente emozionante del romanzo. La questione legata a Percy, invece, viene sì portata a termine ma è tutta incentrata sui pensieri di John, su come supera il senso di tradimento e sulla sua realizzazione di come i sentimenti che provava per lui fossero poco profondi lasciandogli capire come in realtà il suo dubbio fosse legato all'onore della famiglia e al suo come soldato e come uomo. Il finale è ok ma, ripeto, mi aspettavo un vero mistero, una vera indagine sul chi e come e perché e non un semplice inseguimento barcollante.
Se devo essere brutalmente onesta capisco perché Corbaccio non sta continuando a pubblicare la serie. La Gabaldon è stilisticamente bravissima, ma con John si è un po' lasciata andare alla descrizione della vita quotidiana, pensando erroneamente che potesse appassionare il lettore tanto quanto una vera avventura. Ci vuole qualcosa di più, qualcosa che non ho trovato in questo romanzo.

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