16 maggio 2013

Sherrilyn Kenyon
Le colpe della notte

Serie Dark-Hunters 8

Trama
Fanucci | pag. 252 | € 8,42 
Cosa succede quando la fiducia incondizionata accordata ad Acheron, unico difensore del genere umano, viene meno? Stryker, leader degli Spathi, un antico ordine di demoni guerrieri, sta seminando il malcontento tra i Cacciatori oscuri del Mississippi. Questi ultimi, contravvenendo al proprio codice morale, stanno nutrendosi di uomini e hanno iniziato a collaborare con i demoni invece che combatterli. Acheron decide di assegnare al suo braccio destro, Alexion, il compito di investigare, giudicare e, se necessario, eliminare i ribelli: dieci giorni in tutto per compiere sulla Terra una missione che si preannuncia più che ardua. Seppur razionale, spietato, e abituato a prendere le distanze dalle proprie emozioni dopo aver vissuto per secoli in totale isolamento, Alexion non potrà negare a un vecchio amico, scoperto a capo dei ribelli, l’ultima possibilità di redenzione. E che dire del fatale incontro con Danger, Cacciatrice oscura il cui aiuto si rivelerà per lui indispensabile? Legati a doppio filo da un’irrefrenabile attrazione, vittima e boia dovranno condividere i propri intenti, e infine, la sorte.

Commento
Cronologicamente inserito nello svolgimento della serie, Le colpe della notte rappresenta una pausa dal caos che ha imperversato fino a L'eternità della notte (Valerius e Tabitha) e ci regala un breve, ma intenso, giro turistico nella burocrazia dell'universo dei Cacciatori oscuri con una veloce sbirciatina nell'intimità della vita di Acheron. La Kenyon, però, non ha svelato la quotidianità del primo dark hunter ma ha usato un tramite: Alexion.
Rimasto in disparte fino a questo romanzo, Alexion è - in parole poverissime - l'assistente di Acheron. Vive con lui e tiene d'occhio con la sua sfera tutti i Dark Hunters, controllando che si comportino bene e che non violino le regole a loro imposte. Ad ogni insorgere di Cacciatori ribelli, Acheron manda Alexion sulla Terra con il compito di giudicare e condannare chi non ritorna sulla retta via, eliminando di fatto i detrattori di Ash.
Nonostante Desiderius e Stryker abbiano subito una sconfitta notevole nel romanzo precedente, Strykerius non si è certo fermato e ha rimesso subito in moto la macchina distruggiannientauccidiAcheron cercando di colpirlo dove più fa male: i suoi cacciatori oscuri.
A questo giro Ash viene accusato di essere un demone che si nutre di anime umane e di voler uccidere i dark hunters a conoscenza del suo segreto. Alexion, schifatissimo dalla scemenza di questi soggetti, accetta di buon grado di scendere sulla Terra e menare chi non gli riesce di salvare, e di spassarsela un po' in un corpo che non possiede nella sua forma reale. Alexion, infatti, è un'Ombra, ovvero un cacciatore oscuro morto la cui anima è persa, senza corpo ma con intatta la coscienza di sé. Recuperato in extremis da un Acheron impreparato sui suoi poteri, Alexion, in quanto Ombra riscattata, non può muoversi sulla Terra, non prova sentimenti e non trae piacere da nessuna cosa: anche il senso del gusto è sparito con la sua morte e solo grazie al potere di Ash può mantenere un corpo illusorio con una brevissima scadenza.
Il compito di Alexion questa volta è più difficile perché lo riporta al suo periodo umano quando combatteva fianco a fianco con il suo amico Kyros - diventato a sua volta Dark Hunter - e oggi colpevole di fomentare l'odio seminato da Stryker. Alexion vuole a tutti i costi dare a Kyros un'ultima possibilità di salvarsi, prima di giustiziarlo, sia in nome della loro vecchia amicizia sia perché Alexion brama più di ogni altra cosa di sentirsi ancora una volta vivo, umano, capace di provare sentimenti.
Ovviamente, questa necessità viene proiettata dall'autrice su Danger, la protagonista femminile, perché tanta intensità sarebbe andata completamente persa se riversata sul personaggio sbagliato.
Acheron, che è saggio oltre ogni dire, piazza Alexion proprio assieme a Danger, anche lei Cacciatrice Oscura sul filo della perdizione: credere o meno a Stryker è il dubbio che la tormenta. Quando Alexion entra nella sua vita, Danger riconosce subito la verità e si impegna ad aiutarlo nella sua crociata pro-Ash.
Come da manuale, la Kenyon trascura notevolmente la complessità della trama relativa all'intrigo di Stryker e ai tradimenti dei Cacciatori Oscuri per dare spazio quasi solamente a quella che è la coppia del romanzo. Nonostante la presenza costante di Alexion e di Danger non c'è un sovraccarico di smancerie, né di interazioni insignificanti: il fatto che siano insieme come una squadra ha uno scopo importante e cioè di assecondare la fame di affetto e di interazione umana di Alexion. Fino ad un certo punto lo svolgimento è prevedibile, e quindi un po' tiepido, anche se la sensazione è che la storia d'amore sia secondaria rispetto alla storia di Alexion: è lui quello che vive in modo più intenso l'intera trama. Dall'essere un essere senza sentimenti passa velocemente ad una condizione di felicità mista ad amicizia proprio grazie alla sua convivenza forzata con Danger. E' un espediente tipico della Kenyon, quello di forzare la mano, ma non c'è nessun sintomo di fastidio durante la lettura, segno che l'autrice ha saputo modulare al meglio le scelte narrative.
Per quanto sia una storia davvero piacevole e divertente - come tutte quelle della serie, del resto - il vero interesse risiede nello scoprire a piccolissime dosi lati di Acheron che fino ad ora erano rimasti nascosti. Tramite Alexion, che esprime a parole ciò che Ash vive in solitudine, sappiamo quanto schifo faccia essere il capo, colui che deve essere sempre presente per tutti ma che - alla fine dei conti - è solo come un cane.
La malinconia di Ash è fortissima per tutto il romanzo, anche perché viene rappresentata anche attraverso Alexion: lui utilizza alcuni dei suoi poteri e se ne lamenta continuamente. Possedere i poteri è un peso notevole, e Alexion stesso giustifica Ash e trasforma l'immagine che i Cacciatori hanno di lui, ammorbidendone i contorni.
La sensazione che il romanzo lascia è quella di essere un libro di pausa, di collegamento, dove i protagonisti hanno la loro storia e il loro lieto fine, ma che che cerca di rallentare il ritmo affannoso per permetterci di prendere un bel respiro prima di riprendere a correre nella serie. Io non mi lamento, sono abituata ad affrontare gli alti e bassi della Kenyon e li apprezzo nonostante alcuni romanzi della serie diano l'impressione di essere meno importanti o appassionanti. E' il bello delle serie lunghe: a volte ti capita un romanzo che non è proprio di tuo gusto, ma più spesso prendi in mano libri che ti lasciano il sorriso sulle labbra e la Kenyon li sa scrivere, non c'è che dire.

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