Serie Outlander 12 e 13
Titolo originale An Echo in the Bone
Trama
Corbaccio/TEA pag. 522 | € 12,00 |
Corbaccio/TEA pag.709 | € 12,00 |
Commento
Jamie ha molto più spazio, come voce narrante, e abbiamo così l'inaspettata occasione di entrare nei suoi pensieri e nei suoi sentimenti, cosa che prima era accaduto molto di rado. Come se volesse unirli per trovare i punti in comune, la Gabaldon ha reso protagonista attivo anche William, il figlio illegittimo di Jamie che è così simile a lui e al tempo stesso così diverso da spiccare e non da rimanere nascosto alla sua ombra. Mentre Jamie ha perso il lato selvaggio della gioventù, diventando più maturo e più attaccato a Claire (non vuole essere separato da lei per nessun motivo), William prende il suo testimone e vive avventure e battaglie. In quanto figlio di Jamie la sua somiglianza non è solo fisica, ha il suo carattere ma è meno furbo perché è impastoiato dall'educazione della nobiltà inglese. E' un personaggio molto gradevole da leggere ed è un sostituto nuovo a Jamie. Ian è un'altro personaggio che trova il suo spazio e che lascia aperto uno spiraglio ai lettori. Fino ad ora lo avevo sempre visto come un ragazzino spensierato, invece, una volta che sappiamo quello che pensa e prova, si scopre essere un uomo particolarmente istintivo e passionale. Ian è un personaggio che si è fatto scoprire con il tempo, diventando una parte importante della storia e lasciando il suo segno nel lettore. Per quanto riguarda Roger e Brianna ammetto che avrei preferito una gestione diversa della loro storia, soprattutto perché sono rimasta insoddisfatta dal finale, che è ovviamente aperto al prossimo romanzo, ma che è comunque troppo indistinta. Roger non ha ancora trovato la sua strada, anche se ci sta lavorando, mentre Brianna ha preso la sua per le corna e si è sistemata. Avrei preferito, quindi, più chiarezza e più punti chiusi nella trama, ma mi tocca aspettare il prossimo romanzo per sapere che succederà a Jemmy e a Roger. Idem con patate per Jamie e Lord John: la Gabaldon li lascia a metà, Jamie momentaneamente separato da Claire con John in fuga dagli inglesi e Claire a casa di Lord John. Insomma, già non mi è piaciuto come ha gestito le ultime 100 pagine, ma lasciarci così è perfido: giri pagina e ti aspetti un capitolo o due che sistemi la storia e lasci uno spiraglio per il libro futuro, ma far accadere così tante cose in poche pagine e descriverle male non è da lei. Jamie che si crede morto, Claire che è costretta a sposare John per evitare di essere arrestata, il ritorno di Jamie, la scoperta di William di essere suo figlio...tutto succede in meno di 100 pagine e, ovviamente, le emozioni non vengono approfondite. Si poteva fare molto meglio, poteva chiudere la storia molto prima (quando Jamie è ancora in Scozia per la morte di Ian e Claire è da Fergus a Philadelphia), oppure poteva fare 100 al posto di 99 e scrivere bene anche le ultime pagine. Non serve a molto lamentarsi, però un pò di amarezza si è fatta sentire e non posso pensare che questi siamo romanzi perfetti, perchè non lo sono. C'è troppo e troppo poco contemporaneamente e il solo pensiero che mi tocca aspettare non so quanti anni per leggere il prossimo mi fa venire il patema. Come unica consolazione ho la rilettura della saga, sono arrivata al secondo e ora tocca al terzo per cui, se dovessi sentire la mancanza dei personaggi, non ho che da tirare fuori il libro dalla libreria.
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