10 luglio 2014

Suzanne Brockmann
L'eroe dimenticato

Serie Troubleshooters 1
Titolo originale The Unsung Hero

Trama
Leggereditore
pag. 471 | € 10,00
Tom Paoletti, tenente della marina americana, è in congedo dopo una missione in cui ha riportato un grave trauma cranico. Appena rientrato nella sua città natale, s'imbatte in un terrorista a cui dà la caccia da anni, ma i suoi superiori sono convinti si tratti solo di una delle allucinazioni che lo colpiscono ultimamente. Sospettando un attentato in occasione di un'importante cerimonia cittadina, Tom decide di mettere in piedi una piccola squadra antiterrorismo, reclutando alcuni dei suoi sottoufficiali più leali e due burberi veterani della Seconda guerra mondiale. Come se non bastasse, la dottoressa Kelly Ashton, il suo primo amore, è determinata a dimostrargli che non è più la ragazza della porta accanto cui ha spezzato il cuore anni prima. Anche se nella sua determinazione c'è la stessa irresistibile dolcezza di sempre… Se a tutto ciò si aggiunge una nipote ribelle da mettere in riga con un amico fumettista che ne è perdutamente innamorato, il successo della missione non è affatto garantito. Ma Tom sa che questa è la sua ultima occasione di chiudere i conti col passato e trovare la felicità una volta per tutte.
Aveva anche fatto qualche prova per tirare fuori di nuovo quel maledetto e scomodo argomento: [...] 'Hei, Kel, sai che fra tre settimane e mezzo non passerò i test psicologici e sarò buttato fuori dalla marina, quindi sarò senza casa, senza lavoro e ufficialmente pazzo, e avrò toccato il fondo nel modo più patetico e deprimente possibile? E, a proposito, ti sei accorta che sto diventando calvo? Ecco, che ne dici se ci sposiamo?'
Commento
Questa donna mi manderà in manicomio. Il manicomio delle lettrici indecise che non sanno se ignorare, odiare o amare un'autrice e che vengono sballottate ad ogni romanzo tra l'entusiasmo e la noia più totale.
L'ultima volta che ho letto un titolo della Brockmann ho messo in dubbio il nostro feeling, convinta che L'eroe dimenticato sarebbe stata una prova del nove, una sorta di ennesimo flop che mi avrebbe finalmente convinta di non essere in sintonia con l'autrice.
E invece NO! Ci è mancato poco che gli dessi pure cinque cuoricini a questa imprevedibile befana.
Quindi la Brockmann è ancora in gara e, almeno questa volta, ho un bel ricordo della sua ultima lettura.
La serie Troubleshooters è considerata una delle pietre miliari del romantic suspense, una chimera letteraria che le lettrici anglofone hanno portato in giro per il web come uno stendardo del genere. A me, mentre guardavo la cover e la data di pubblicazione su Fantasticfiction, è preso un coccolone. Questa serie ha 16 - dico S E D I C I - romanzi. Sedici. Questo è masochismo puro. Quando mai pubblicheranno tutti e sedici i libri? In quale universo parallelo? Non certo nel nostro, quindi spero di non sentire i lamenti da banshee quando l'editore farà ciao ciao con la manina e chiuderà la serie. Perché, let's be honest, lo farà. E' solo una questione di quando e non di se.
Dopo questa parentesi ottimista parliamo delle cose belle. Parliamo di Tom. No, scherzo (mica) parliamo del romanzo.
Era l'anno 2000 e The unsung hero (unsung - non celebrato) usciva con una bella copertina misteriosa, senza cosce, addominali, attorcigliamenti strani, con la sagoma di una coppia su una balconata e una bella nave militare sullo sfondo. Tutto, dell'edizione americana, ha un senso ed è coerente con il romanzo mentre noi - aimé - ci dobbiamo sempre accontentare del bellone in copertina. La cosa che mi lascia perplessa, però, è il titolo. Unsung, non celebrato, è il chiarissimo riferimento alla sottotrama di Charles e Joe, al fatto che Charles è l'unsung hero. Dimenticato è tirato un pò per i capelli, però tra dimenticare e non sapere e quindi non celebrare c'è differenza. Non lo dico per fare la pignola noiosa, ma perché il titolo e buona parte del romanzo girano attorno a due personaggi che si prendono con scioltezza buona parte del libro. L'eroe non è Tom, nonostante sia il protagonista.
Però, come dire, di Charles e Joe me ne fregava ben poco. Cioè, sono carini e la loro storia è interessante ma, quando hai un SEAL in recupero, un po' complessato, con qualche imperfezione fisica ma pur sempre fantagnocco, come diavolo si fa a non rimanere incollata alle pagine per lui?
Ecco, questo è Tom. Eroe ironico e maschio (del tipo peli sul petto, se suda puzza, jeans e maglietta) tipico del romance americano degli anni 2000, un militare superuomo che, acciaccato e malconcio, torna a casa dallo zio per riprendersi e rilassarsi. Tom è un personaggio divertente, brillante, con quel carattere che oscilla tra il cucciolone e il maschio alfa, dolce e divertente ma anche sexy da morire. La Brockmann sa creare uomini su carta, questa capacità non gliela toglie nessuno, e - in genere - sa anche creare la perfetta eroina da affiancare. Questa volta ha fatto proprio il botto perché anche Kelly è una di quelle protagoniste da romance americano, bella senza essere perfetta, gran lavoratrice, ironica e sensibile, senza quell'aggressività da donna moderna che tanto mi irrita. Come coppia Tom e Kelly sono pressoché perfetti, in gran sintonia anche durante i tira e molla e non esagerano mai, non escono mai dai limiti perché seguono un ritmo lento ma incisivo, di quelli che lasciano il segno.
La cosa che mi è piaciuta di più in assoluto del romanzo, però, è stata la sorpresa di trovarmi un romanzo d'amore al posto di un vero romantic suspense, una specie di regalo inaspettato con qualche momento d'azione, un po' di intrigo ma - principalmente - una storia d'amore.
Anzi, più che una ce ne sono ben tre! Quella portante, Tom e Kelly, quella retrò di Charles, Joe e della donna misteriosa, e quella giovane e tenera tra la nipote di Tom e il giovane illustratore. Insomma, un pacchetto completo, questo romanzo. Nonostante venga etichettato come suspense questo aspetto è defilato, poco ingombrante, ma si prende il suo spazio quando la trama deve risolvere la questione terrorista/attentato senza offuscare la vera essenza della storia e dei personaggi. Probabilmente è per questo che L'eroe dimenticato mi è piaciuto così tanto, perché racchiude in sé diversi elementi che lo rendono un romance contemporaneo, un romantic suspense e - a tratti - un romanzo che strizza l'occhio allo storico sulle guerre.
Non ha niente da invidiare ai romanzi più moderni e ha tutto da insegnare: per me sono questi i romance da leggere, quelli che ti regalano una gamma di emozioni diverse, che ti fanno sorridere e commuovere, che sanno darti la scarica di adrenalina e il brivido del pericolo tutto in un pacchetto ben scritto, fluido, senza momenti morti e senza parti che salteresti a pié pari.
Insomma, la Brockmann sa darmi grandi delusioni e grandi soddisfazioni, ed è in casi come questo che capisco perché così in tante ne decantano le lodi. Adesso aspetto con trepidazione il prossimo e spero davvero che non sarà l'opposto di questo.

3 commenti:

Alice ha detto...

Idem. Mi è piaciuto tantissimo, come dici tu è un romance completo. Proprio bello. E anch'io ho rivalutato l'autrice. :)

Anonimo ha detto...

Romanzo molto bello. Però i libri in cui sono presenti Jules e Robin sono insuperabili.
Giglio

Miraphora ha detto...

@Alice
Teniamo le dita incrociate per il prossimo!

@Giglio
Ad arrivarci a Jules e Robin. Fino ad ora li ho incontrati in un solo romanzo...