13 luglio 2013

Adele Vieri Castellano
Roma 39 D.C. Marco Quinto Rufo

Serie Roma Antica 0.5

Trama
Leggereditore
172 pag. | € 4,17
39 D.C., Città di Roma, Gaio Giulio Cesare Germanico, Caligola, imperatore. Il tribuno Marco Quinto Rufo in battaglia è come un lupo selvaggio e feroce. Il suo coraggio conquista subito Caligola, che vede in lui il guerriero che saprà proteggerlo. Gli occhi di ossidiana, i capelli corvini e la fiera prestanza di Marco conquistano invece Agrippina, sorella del divino Cesare, che presto lo avvolgerà nelle spire sensuali e insidiose del suo fascino. Ma non riuscirà a possedere il cuore del tribuno né a tenerlo all'oscuro della congiura che sta ordendo contro l'imperatore. Non c'è nulla che possa scalfire la lealtà di Marco. C'è solo una cosa davanti alla quale è inerme: il Fato. Una profonda inquietudine lo invade al pensiero di ciò che lo aspetta a Roma e non riesce a dimenticare il desiderio impetuoso che ha provato in sogno verso una donna dagli occhi verdi come le foreste germaniche. Lo stesso sogno che ha turbato la giovane Livia, che si prepara al matrimonio con il dolce Settimio Aulo Fiacco.

Commento
Se c'è ancora qualcuno che non conosce Rufo lo meno non ha più scuse. Per 4 miserissimi euro, quattro - Q U A T T R O E U R O - e spiccioli potete avere tra le manine un mini Rufo.
Mini del formato, massimo nel gusto.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: nessuno mi paga la mazzetta per parlare bene dei romanzi, tanto meno di quelli italiani. Adele non mi regala salami per spingere i suoi libri - però, se vuole donarmi un bel felino io apprezzo il gesto. Tutto quello che dico è meritato. O meglio, Rufo si merita la mia totale, incrollabile, imperitura devozione.
Se la prima volta, con Destino d'amore, l'ho letto d'un fiato e me ne sono fregata dei commenti degli altri, questa volta mi sono isolata dal mondo del web. Ho preso un pò di tempo, ho aspettato che le mie manine smettessero di fare le scintille quando lo prendevo in mano e solo allora mi sono decisa ad iniziarlo. Iniziato e letto con molta calma, con gusto, razionando le pagine per farlo durare di più.
Però finisce, e in fretta anche. Il mio cuoricino gli vuole dare 5 cuori, perché è amore, ma la mia testa dice di no, no perché il difetto più grosso è proprio il suo essere corto. Certo, nasce come prequel, come storia breve, però credo mi sia permesso di volere di più. Rufo non basta mai. Difetto meno grosso, ma pur sempre difetto, è Livia: all'inizio c'è e poi...più nulla. Sì, è un prequel su Rufo, lo dice anche il titolo, ma pensavo di trovare Livia quasi quanto lui e un pò mi dispiace, perché è un'eroina che ho apprezzato. Ovviamente l'ho pensato solo dopo un pò che avevo finito il libro, perché fino a quel momento la mia testa era completamente concentrata su Rufo.
Lo amo. Lo adoro. Ne voglio ancora. Rufo è una droga. Lo era nel primo romanzo, lo è anche adesso e io sono fregata. A meno che Adele non lo faccia ricomparire come personaggio secondario, mi devo mettere il cuore in pace e dirgli addio.
Grosso WARNING che io ho ricevuto prima di leggerlo: il prequel non è una storia d'amore. Tenetene conto perché se vi aspettate un collegamento sostenuto con Destino d'amore, nghe rimanete a bocca asciutta.
Bene, ora posso parlare della storia - dopo la solita manfrina su Rufo.
In 172 pagine la Castellano riesce a fare 3 cose: ricostruire gli eventi che hanno portato all'attentato alla vita di Caligola, scavare nelle viscere di Rufo e creare dal nulla Claudio Galbato e Valeria Fannia, l'unica coppia presente nel prequel e, quindi, l'unico momento di amore romantico.
Con il suo stile, la Castellano riesce a rievocare in poco spazio un'ambientazione particolare come Mogontiacum, intrecciando le fila della storia con i movimenti dei suoi personaggi. Agrippina, Caligola, Rufo stesso, tutti si muovono come se fossero accordati, tuttavia per scopi diversi: Agrippina, avida e manipolatrice, cerca di assecondare la sua ossessione di Rufo e usarlo nella sua personale sfida a Caligola. Questo, invece, emerge dalle pagine come un uomo fuori dal comune, potente nella sua follia, nei suoi estremi e legato a Rufo dall'istinto e dagli eventi; e poi c'è Rufo, che spalanca la sua anima al lettore, fancendoci scoprire il suo passato, la morte del padre, la sua forza in combattimento e il legame con quella terra che non vuole abbandonare e che preferisce a Roma. Rufo ne esce come un eroe di guerra, un eroe di un romanzo storico, un eroe che vive avventure, che combatte e sanguina e che vive e respira per i suoi ideali.
Il tocco di romanticismo ci è generosamente donato da Claudio Galbato, soldato romano, e dalla bellissima Valeria, ragazza di umili origini. In poco spazio Claudio esce dalla testa della Castellano del tutto formato - come Atena - descritto magnificamente con pochi aggettivi e poche frasi che lo priettano nel lettore come un'immagine in 3D.
Si ritrovano anche Aquilato, protagonista di Cuore Nemico, e Brinnone che compare sempre sullo sfondo con la sua pelata lucida.
Lo so che ho fatto una sviolinata su Rufo e che ho osannato i romanzi della Castellano, però questa volta voglio fare un'osservazione diversa dal solito: nonostante sia conosciuta come autrice di romance storico, accurato e con una dose massiccia di ricerca alle spalle - con Marco Quinto Rufo ha dimostrato di saper togliersi di dosso il retrogusto dolciastro del genere rosa, puntando su un personaggio unico - come Rufo - e costruendogli attorno una vicenda ripresa pari pari dai manuali di storia. E' evidente, quindi, che se si distacca dal genere non si perde e non pasticcia, ma riesce a mantenere lo stesso stile, lo stesso spirito e - cosa ancora più importante - rendere coinvolgente una storia ridotta dove il poco spazio viene speso per creare una vicenda che si vuole giostrare tra storia e Rufo.
Se questo è un primo tentativo di narrativa storica pura, credo che Adele sia sulla giusta strada. Anzi, quasi spero che prima o poi si butti in un romanzo di questo genere perché secondo me ha tutte le potenzialità per andare oltre allo schema - a volte strettino - del romance.
Ultima nota è la cover, bellissima. Leggereditore ha creato una copertina degna del suo protagonista, una di quelle che si fanno prepotentemente largo tra le tante.
In attesa di ritrovarlo nei prossimi romanzi...Rufo, Miraphora te salutat.

2 commenti:

LadyAileen ha detto...

Ammetto che non amo l'ambientazione del 39 D.C. anche se la tua è una bella recensione. :)

Miraphora ha detto...

Dai lascia perdere l'ambientazione...c'è Rufo! :D