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11 marzo 2014

Elizabeth Hoyt
Maschera d'amore

Serie Maiden Lane 5
Titolo originale Lord of Darkness

Trama

I Romanzi Mondadori
pag. 278 | € 4,50
Inghilterra, 1740.
“Grazie a Dio mia moglie ha una pessima mira!” Questo pensa Godric St John quando Megs vuole scaricargli addosso le sue pistole. Non la vede dal giorno del matrimonio, cui si era prestato solo per salvarla da uno scandalo. Lei naturalmente non sa che sta per sparare a suo marito, pensa solo di avere davanti il famigerato Spettro di St Giles, nel noto costume da Arlecchino, colpevole della morte del suo primo amore. Oltre che per farsi giustizia, però, Megs era tornata a Londra determinata a sedurre Godric per avere da lui quello che più desidera: un figlio. Ma cosa accadrà quando scoprirà che il marito e l’uomo che ha giurato di uccidere sono la stessa persona?






Commento
Lancio un appello a chi ha dato un voto alto a questo romanzo: per favore, ditemi in che punto i due protagonisti si innamorano e cosa ci avete trovato in generale in tutto il romanzo. Io non l'ho mica capito.
In realtà non ci ho trovato la minima traccia di romanticismo, di amore in senso classico del termine, e non ho riconosciuto i meccanismi tipici del genere che permettono ai due personaggi di lasciarsi andare a parole e gesti sdolcinati. Ok, è un romanzo della collana Passione, e mi sta benissimo, eppure ne ho letti parecchi di questa collana e più o meno in tutti c'era traccia di amore romantico.
In Maschera d'amore non si capisce perché o quando i due personaggi riconoscono i loro sentimenti o capiscono di avere di fronte la loro anima gemella. Forse tra una scena di sesso e l'altra, forse camuffata nelle numerose scene dello Spettro, forse tra qualche elucubrazione mentale e l'altra...in ogni caso mi sono passate sotto il naso e sono arrivata alla fine della lettura perplessa.
Per carità, la Hoyt scrive bene anche quando le sue storie non sono particolarmente avvincenti, però - ecco... - dopo Winter speravo in qualcosa di più. Invece il mio gradimento altalenante della serie non si smentisce e anche questa volta il voto è basso.
Mah...forse sono io, non lo metto in dubbio, eppure secondo me mancano proprio dei blocchi interi, i meccanismi di cui parlavo sopra, quelli che accendono il lumino a forma di cuoricino e che ti fanno accettare qualsiasi scelta narrativa dell'autrice.
In versione Mira le cose sono andate così: Spettro/Godric per anni si sfianca saltando da un tetto all'altro struggendosi nel pensiero della moglie morta. Per vari motivi si trova sposato con una perfetta sconosciuta, reduce dalla morte del suo amato/non sposato ucciso dallo Spettro - forse - e da un aborto. Poco male, la spedisce in campagna e lei non batte ciglio, persa com'è nel lutto. Dopo anni Megs si sveglia che vuole un figlio e si ricorda di avere un marito. Ecco che la furbona trasloca da Godric e imbastisce un piano arrabattato per farsi ingravidare. Lui, gentiluomo - che soffre tremendamente per la moglie, ricordatevelo - accetta di ingravidarla purché poi se ne torni in campagna. Varie scene da Spettro, Megs lo scopre, Megs lo cura, varie scene di sesso, Godric/Spettro rischia la vita per scoprire chi ha ucciso l'amato di Megs, si dichiarano amore, fine.
Otto righe e vi ho raccontato la storia. Manca qualcosa, è innegabile. C'mon, non è possibile che sia colpa mia, che abbia avuto il salame sugli occhi e non abbia sentito l'ammore.
Me ne faccio una ragione, anche se il potenziale di questa storia era alto tanto quanto quella di Winter. Godric è un eroe più che dignitoso: si avvicina ai 40 anni, ha un principio di capelli bianchi ed è un personaggio a cui piace parlare tanto nella sua bella testolina. Ci regala un sacco di meditazione, un sacco di nuvolette che gli appaiono sopra la testa mentre se ne sta fermo immobile ad ascoltare Megs e tutta la sua famiglia blaterare di vestiti, feste e altri argomenti di cui non gli importa un fico secco. Non è un eroe alfa, Godric, non gli importa di andare in giro impettito grondante testosterone e orgoglio, quello che gli importa è essere lasciato in pace a fare il suo lavoro di Spettro - che gli frutta un addominale scolpito. Il ruolo di marito in lutto gli sta un po' strettino visto con quanta facilità smette di struggersi per la moglie e di sentirsi in colpa per l'attrazione che prova verso Megs. Oh, sono sposati dopotutto!
Megs, invece, è una di quelle eroine che si impuntano su qualcosa e non si smuovono neanche quando ci sbattono la testa. E' una testona che pensa sia lecito circuire un uomo giocando sul suo buon nome e sul suo buon cuore per i propri fini, usandolo come uno stallone da monta. Sono sposati, dopotutto. Per fortuna che Megs cambia subito atteggiamento e chiude con la sua convinzione di sparare allo Spettro e vagare sola e disarmata per le strade di St Giles. Non c'è niente di peggio di un'eroina che si improvvisa giustiziere, le detesto.
Però, ecco, a parte questi sprazzi di interesse la storia non si smuove e non lascia il segno. Le mie fette di salame sono ancorate saldamente ai miei occhi. E il profumo di mailino copre abbondantemente quello del coinvolgimento. La lettura di questo romanzo mi ha lasciata fredda, passiva, non mi ha toccata in nessun passaggio. Una noia, insomma. Comincio a chiedermi se non sia il caso di mollare la serie.

16 febbraio 2014

Elizabeth Hoyt
Amabile segreto

Serie Maiden Lane 4

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
Rincasando in carrozza, lady Isabel Beckinhall si imbatte nel famigerato Spettro di St Giles, che giace ferito in mezzo alla strada. Affascinata da quel vendicatore degli oppressi, tanto prestante quanto risolutamente misterioso nel suo costume da Arlecchino, non esita a soccorrerlo e a curarlo per una notte. Tornata alla quotidianità, Isabel frequenta Winter Makepeace, il moralista misogino che dirige l’orfanotrofio di cui lei è benefattrice, iniziando a chiedersi come mai le fattezze di quell’uomo le sembrino ora più familiari, e attraenti. Non di meno, gli atteggiamenti di Winter si faranno insoliti via via che la morsa per catturare lo Spettro si farà più stretta. 
Per me e' un privilegio vederti cosi' - le disse con fermezza.- indossa la tua maschera ai balli, alle feste e quando vai a trovare le amiche, ma promettimi questo: quando siamo soli, noi due soltanto, mostrami solo la tua faccia autentica, non importa quanto brutta tu la possa credere. Questa e' la nostra vera intimita', non il sesso, ma la capacita' di essere noi stessi quando siamo insieme. 
Commento
Ammetto di aver temuto la scottatura. Ammetto di aver avuto una paura f#**§*a che questa serie ormai fosse in completo declino e che, per me, non ci fosse più speranza di apprezzarla.
Invece ecco che vengo smentita e che con Amabile segreto mi riprendo completamente dalla delusione del romanzo precedente di questa serie.
Mentre il pirata di fiume e tutta la sua combriccola mi avevano annoiata, lo Spettro di St.Giles ha ringalluzzito alla grande la Maiden Lane e ha risvegliato in me l'interesse.
Certo, il costume da Arlecchino all'inizio mi ha lasciata perplessa. Mi immaginavo questa macchietta che saltellava da un tetto all'altro con il suo nasone, i rombi colorati sul vestito e le movenze grottesche. Solamente le sue azioni nel corso dei romanzi precedenti mi avevano convinta della sua virilità e ho atteso la sua storia convinta dell'ottima riuscita di un personaggio così fuori dal comune.
Ebbene avevo ragione.
Lo Spettro altri non è che il direttore dell'orfanotrofio di St.Giles, Winter Makepeace, un giovane uomo (non arriva ai 27 anni) rigido, serio, abituato ad una vita dimessa e dedicata agli orfanelli di St.Giles. Con un nome come Winter (inverno) era inevitabile che l'apparenza del nostro eroe fosse tutta ghiaccio e impassibilità, ma il bello di questo personaggio è il contrasto creato dalla Hoyt tra la versione pubblica di Winter e quella nascosta, libera, istintiva che esce solo quando si maschera da Spettro. L'animale - lo dice lui, non io - che lo rende vivo, che lo rende pericoloso e che lo spinge a mettere in discussione uno stile di vita che fino a quel momento lo aveva soddisfatto.
E' Isabel che scuote l'equilibrio di Winter con le sue frecciatine, con il suo continuo mettere in discussione la virilità e l'autenticità di Winter. Naturalmente più si tira la corda, più il rapporto tra i due prende fuoco e qui salta fuori quello che rende speciale il nostro Spettro.
Winter è vergine. Il fatto che sia sessualmente inesperto, però, non lo inibisce di fronte alla sensualità e alla sfrontatezza di Isabel e non lo trasforma in uno sprovveduto incapace di flirtare o di interpretare i segnali di una donna. Winter non è un poverino che non ha avuto occasioni, è un uomo che sceglie volontariamente di votarsi anima e corpo ai deboli, escludendo una vita privata perché non potrebbe dedicarsi alla sua causa e ad una moglie contemporaneamente.
Naturalmente Isabel non capisce perché Winter debba sacrificarsi in questo modo, privandosi dei pochi piaceri che può provare senza abbandonare la sua vocazione. La scusa perfetta per allentare le sue regole è una scommessa fatta da una delle lady finanziatrici la cui sconfitta avrebbe spodestato Winter dalla direzione dell'orfanotrofio. Isabel si prende l'incarico di renderlo presentabile in società, insegnandoli le buone maniere e la danza.
Inizia così una seduzione serratissima tra i due, con tanto di Spettro che compare nei momenti meno opportuni e che alimenta in Isabel la convinzione che i due siano la stessa persona, fino alla risoluzione finale con doppia chiusura: la carriera di Spettro per Winter e la sconfitta della tratta di bambine.
Considerando i precedenti, questa volta la Hoyt ha saputo creare un personaggio maschile veramente bello, profondo e con un carattere al di fuori dei soliti stereotipi del romance senza privarlo della sua carica di sensualità e virilità. Altrettanto piacevole è Isabel, che pur essendo una lady ha i suoi momenti di anticonformismo che la rendono divertente e frizzante, una donna che prende in mano la sua vita e compie le azioni decisive per ottenere ciò che vuole.
Nonostante sia un romanzo della collana Passione, le scene di sesso sono nella regole sia per quantità che per intensità e non intoppano la lettura o lo svolgimento della trama. Altro aspetto interessante è la presenza mai ingombrante delle scene d'azione, ben amalgamate nella storia e fluide nella lettura. Il prodotto finale, con tutti i suoi aspetti, è decisamente riuscito e si legge senza fatica, senza momenti di noia e senza sbuffare. 
Ho ritrovato la fiducia nella Hoyt e posso buttarmi nel prossimo romanzo della serie senza temere morte e distruzione.

9 settembre 2013

Elizabeth Hoyt
Un tesoro di amore

Serie Maiden Lane 3

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99

La vita di Silence Hollingbrook viene sconvolta di nuovo quando Mickey O’Connor, il pirata del Tamigi, rapisce la piccola Mary, ospite dell’orfanotrofio di cui lei è direttrice. Nove mesi prima il furfante le aveva rovinato la reputazione e il matrimonio, e ora, nello sfarzoso covo in cui regna come un sultano, Silence scopre che Mary è sua figlia e che una tremenda minaccia incombe su di lei. Così accetta di starle accanto e di proteggerla. Bello e intelligente quanto spregiudicato e calcolatore, Mickey non ha dimenticato la notte trascorsa insieme a Silence, e adesso che è riuscito a legarla a sé con la bimba, è deciso più che mai a non lasciarla andare via…







Commento
Non sono stata molto fortunata, con le ultime letture rosa. Due su due a due cuoricini l'uno. Insomma, una vera batosta che mi ha depressa e scoraggiata. Meno male che ogni mese ne esce una vagonata nuova tra cui scegliere, altrimenti mi sarei data alla saggistica per conciliarmi il sonno. Ebbene sì, io leggo romance praticamente solo a letto, in pigiamino, per facilitarmi l'abbiocco e cadere nel mondo dei sogni felice e sorridente. Mi rilassano, ecco.
Certo che tra il rilassare e l'annoiare c'è una differenza abissale. Già è stato scritto tutto e in tutte le salse, quindi non c'è mai una trama così originale da lasciarti con il fiato sospeso, se poi un'autrice non riesce a smuoversi e si trascina per pagine e pagine e pagine...e pagine...*ronf* ecco ci siamo capiti.
Siamo al terzo titolo della serie Maiden Lane. Nell'ultimo episodio entrambi i protagonisti entravano e uscivano dalle pagine, così en passant, giusto per farci capire che loro erano i prossimi. Va bene, il pirata tutto pizzi e merletti non mi fa impazzire ma lo accetto. Ecco quindi che subitissimo Mickey l'irlandese pirata (ma si può essere pirati a Londra?!), dicevo...pirata di fiume - altro che squalo, è più come un pesce gatto - nella sua immensa malvagité, decide che è arrivato il momento di riscattare la figliola Mary Darling e - contemporaneamente - la sua mammina adottiva Silence Hollingbrook. Mickey, cattivissimo e spietato oibò!, aveva già intercettato la pudica e moralmente rigida Silence, rovinandole la reputazione e il matrimonio con un sapiente tocco out of bed da parrucchiere alla moda. Silence non lo ha mai perdonato, lo odia con tutta se stessa, lo disprezza, gli augura dissenteria e malaria - ok, ho esagerato - tuttavia...tuttavia il fascino di Mickey riesce a farle cambiare idea in pochissimo tempo. Tra una coccola alla bambina, un regalino a Silence, una performance di autoerotismo e momenti da tenerone traumatizzato, Micheal si trasforma e diventa magicamente l'eroe del romanzo. Ah, l'amour, cosa non può fare! Perché di amore parliamo, quello fatto di sguardi e sospiri e stuzzicamenti strappamutande. Per il sesso c'è da aspettare quasi fino alla fine, alla faccia della collana Passione. Naturalmente una relazione normale è fuori questione, perché Mickey è figlio del Vicario, il criminale più folle di Londra, che lo vuole morto o in alternativa vuole stuprare e uccidere Silence e Mary Darling.
Fughe rocambolesche, incendi e omicidi non possono nulla contro il loro amore, e infatti Mickey non alza mai un dito e si limita a dare ordini ai suoi uomini: vai a morire per difendere la mia donna che ti ha insultato per mezzo romanzo! Il lavoro sporco lo lascia alle comparse, lui si cala i pantaloni per dimostrare il suo grande amore...e Silence apprezza.
Diciamo che è impossibile pensare che questo romanzo mi sia piaciuto. L'ho trovato prevedibile, privo di originalità e personalità, con personaggi fatti con lo stampino che si muovono in una trama letta troppe volte, dove la logica non esiste e dove il dramma si risolve con una facilità che indispone: tanto vale non inserirlo per niente, e lavorare sulla semplicità.
E' un gran peccato perché il romanzo precedente, invece, mi era piaciuto e perché la Hoyt è un'autrice che raramente cade nella banalità. Certo, le ciambelle senza buco capitano a tutti, è inutile farne un dramma. La cosa più furba da fare è buttarsi su un romanzo che si discosti nella trama, ma non nel genere. Funziona, lo giuro. 

7 giugno 2013

Elizabeth Hoyt
Bisticci d'amore

Serie Maiden Lane 2

Trama
I Romanzi Mondadori
ebook | € 2,99
Lady Hero Batten, sorella del duca di Wakefield, ha tutto quello che una donna potrebbe desiderare, incluso un fidanzato perfetto: il marchese di Mandeville. È forse un po’ troppo contegnoso e privo di umorismo, però a lei non dispiace. Così Hero programma il matrimonio e conosce il famigerato fratello Griffin, donnaiolo impenitente e proprietario di una distilleria illegale nel malfamato quartiere di St Giles, lo stesso in cui si trova l’orfanotrofio di cui è patronessa.
Tra i due sono subito scintille, ma quando Griffin inizia ad accompagnarla nelle sue visite, si accende una passione con cui dovranno ben presto fare i conti...





Commento
La Hoyt non va per il sottile, proprio no. Senza tanti complimenti, alla prima apparizione, Griffin ha le braghe abbassate e le chiappe al vento mentre si da da fare con una signora non meglio identificata. Non solo l'autrice non perde tempo nel farci capire che tipo di eroe sia Griffin, ma non si pone nemmeno il dubbio se farlo parlare come un beneducato libertino. Macché! Griffin non ha peli sulla lingua e usa con disinvoltura parole come 'scopare' di fronte alla perfetta sconosciuta Hero, nostra eroina.
Mi piace quando una storia non si perde in inutili giri di parole, quando i protagonisti entrano subito in scena saltando il rodaggio introduttivo. In questo caso - come per molti altri - non serve che la lettrice venga sommersa di menate mentali sugli effetti del libertinaggio o sull'insoddisfazione generale dell'eroina. Perché girarci attorno? Griffin ammette che la sua vita di bevute, scopate e illegalità lo soddisfano e lo rendono felice mentre Hero, gelida, rigida, eterea Hero, cova sotto sotto un animo da maiala che la turba non poco.
Quasi dimenticavo, la trama. Certo che parlare di trama quando si ha in mano un romance della collana Passione sembra una scemenza. Però - c'è sempre un però - la Hoyt ha infilato con astuzia un elemento che movimenta la seconda parte del romanzo e crea la giusta dose di contrasto tra i protagonisti. In breve questa la trama: Hero, sorella del Duca, gelida e rigidissima lady del ton è fidanzata con il marchese di Mandeville, anche lui con una scopa nel popò. Durante la festa di fidanzamento Hero vaga per le stanze e si imbatte nel culetto nudo di Griffin. Tra i due si instaura subito una sfida verbale: Griffin la stuzzica con volgarità e battutacce mentre Hero fa di tutto per rimanere impassibile - nonostante l'ormone le vada in ebollizione. Quando Hero scopre che Griffin è il fratello del fidanzato è fregata: lo ritrova ovunque, la chiama sorella come per dire 'sorella, sorella, ma ti strapperei le mutande' e invade la sua quotidianità. Man mano che Hero passa del tempo con lui - che per inciso si interessa a lei più del fratello che la deve sposare - scopre che sotto la scorza dura del fetente si nasconde un uomo sveglio e con i piedi ancorati a terra. Griffin lavora duramente per mantenere la famiglia e non si cura dei terribili pettegolezzi che girano su di lui e che hanno rovinato il rapporto con il fratello. Tra Hero e Griffin nasce una relazione clandestina: il trasporto, la passione con la quale si amano è inarrestabile tanto che Griffin decide che Hero - Lady Perfezione - è la donna della sua vita e non si tira indietro nemmeno di fronte all'ira della famiglia e della società.
Il lieto fine è moderatamente rocambolesco, considerando che Griffin in versione commerciante di gin viene strapazzato dalla mattina alla sera (stanco, sporco e distrutto è sempre molto sexy) e - aspetto apprezzabilissimo - la Hoyt risolve con la dovuta linearità il problema matrimonio.
Come coppia, Hero e Griffin sono bene assortiti: da una parte lei è delicata come una bambolina, fine ed educata, mentre lui è grezzo, dal viso non bello ma dagli occhi ammalianti, con un fascino che nasce dal carattere e dalle movenze più che da lineamenti banalmente belli.
La carnalità è ben descritta perché le scene di sesso non stonano con la componente romantica e sono sempre utili alla storia: la seduzione brutale di Griffin non viene smorzata, aumenta in potenza finché scoppia in una relazione così intensa da cambiare definitivamente entrambi i personaggi.
La Hoyt è una brava scrittrice, sa dosare il romanticismo con il sesso senza che uno dei due schiacci l'altro. Ho sbagliato a non leggere anche il primo romanzo della serie, quindi lo recupererò sicuramente per amore di completezza.

20 gennaio 2012

Elizabeth Hoyt
Il principe e il tormento

Serie Principi 3
Titolo originale The Serpent Prince
Trama 
Lucy Craddock-Hayes, tanto splendida quanto generosa, non ha un solo momento di esitazione nel prestare soccorso al giovane che trova nella brughiera, gravemente ferito. Uno scontro fra malfattori?
Tutto il contrario: un duello tra blasonati. Nel quale il visconte Simon Iddesleigh ha avuto la peggio. Ben presto Lucy scopre in lui un fascino a cui non può resistere, ma è solo un interludio di desiderio prima della nuova tempesta.
Il nemico di Simon intende chiudere la partita. A qualsiasi costo, e calpestando ogni sentimento. 



Commento


Mediocre, non c'è che dire. Preso con tanta aspettativa, finito con un forte senso di delusione. L'unica parte vagamente coinvolgente è stata la fine, ma solo perché scorreva del sangue.
Partiamo dai personaggi: Lucy è una specie di marella/bigotta, che vive sola con il papà e la cui massima emozione è fare una passeggiata con il vicario. Quando entra in scena Simon, Lucy cambia registro e se ne va allo sbaraglio, neanche avesse avuto un interruttore 'libido on' e 'libido off', ma la cosa più strana è che lo fa così in fretta che si ha il dubbio che qualche pezzo sia caduto vittima della bieca falciatrice di romanzi.
Simon: eroe che mi ha lasciata passiva come un fico attaccato all'albero. Non esce dalle pagine, non affascina, non incuriosisce...niente. In pratica oscilla tra la sete di sangue (vabé dai, deve vendicare il fratello) e la sua ossessione di farsi Lucy, o come la chiama lui 'angelo' (che poi l'avrei fucilato dopo due righe, con tutte le volte che la chiama così mi ha fatto venire la nausea); dovrebbe essere un libertino, ma in realtà è un tenerone che coltiva rose. Insomma, due personaggi opposti che non si fondono: non ho sentito il nascere della storia, non li ho capiti e non li ho apprezzati. Senza dubbio è un romanzo cupo, con tutte queste scene di violenza, e lo strano spirito autodistruttivo dell'eroe, però a me ha annoiato. Le scene di sesso sono vagamente da 'Passione', ma nulla di sconvolgente o di non già letto. Non arriva alla sufficienza e sicuramente non supera il mediocre primo romanzo o il bellissimo secondo. Se non lo compravo non ci perdevo niente, certo è vero che una trilogia senza terzo ed ultimo libro...fufferia.

15 gennaio 2012

Elizabeth Hoyt
Il principe e il desiderio

Serie Trilogia dei Principi 2 
Trama 
Lady Georgina Maitland non ha bisogno di un marito. Vuole solo un uomo che la aiuti a condurre la tenuta nello Yorkshire che ha appena ereditato. E incontrando Harry Pye, amministratore della proprietà, Georgie sente di aver trovato l’uomo giusto: competente e avvenente. E fin troppo sensuale... 







Commento
Oh, era un po' che non davo un bel voto alto. Al contrario del primo della serie, che si era preso 2 cuoricini miseri e depressi, il secondo episodio mi ha presa moltissimo. Partendo senza nessuna convinzione, visto che l'ho preso perché è il secondo della serie (non certo perchè il primo mi era piaciuto), ho cominciato la lettura con la mente libera da ogni pregiudizio, positivo o negativo. Il romanzo si apre più che bene, con i due protagonisti rimasti a piedi dopo un incidente in carrozza e bagnati fradici fino al midollo. La Hoyt non spreca tempo e parole per infarcire il contorno, passa subito al sodo, presentandoci Georgie e Harry fin dalla prima pagina. Georgina buca il foglio per prima, con una prima battuta ironica e divertente, considerando la situazione, e si impone subito come un'eroina simpatica, sveglia, con il senso dello humor e niente strane idee per la testa. Subito dopo entra in scena Harry e la Hoyt ce lo descrive come affascinante, castano e marrone vestito, con intensi occhi verdi e (particolare che rimane impresso) privo di un dito. Anche per lui, come per Georgie, la Hoyt punta subito sul lato caratteriale, e non fisico: Harry è un amministratore serioso e taciturno, sempre educato e rispettoso, ma che sotto sotto - ovviamente - nasconde un carattere molto forte. Sono rimasta stupida di quanto mi sia piaciuta Georgie: l'ho trovata molto ben riuscita, piacevole e credibile senza essere noiosa o eccessiva. Soprattutto il suo modo di comportarsi con Harry è stato interessante: essendo il suo 'capo' e pure di classe sociale superiore, non ci pensa due volte a 'cercare' di prendere quello che vuole (Harry, of course) ma sbatte il muso contro il carattere di Harry; lui, da parte sua, cede molto volentieri a patto, però, che lei non lo consideri alla stregua di un cane di compagnia. Have no fear, che Harry è tutto fuorché tenero come un cucciolotto, anzi, per una volta il romanzo fa onore alla sua collana (Passione). Non c'è molto sesso, ma quello che c'è è -ehm- degno della collana, per cui niente strani termini, niente censure e, grazie al cielo, niente frasi metaforiche per descrivere i meccanismi. La trama generale è stata ben costruita, non ha rubato spazio ai personaggi nei momenti meno opportuni e non è risultata essere troppo pesante o contorta. Insomma, una bella lettura, bei personaggi, bella storia e pure scritta bene. Non voglio sapere se ci sono stati tagli, preferisco vivere nella beata ignoranza e tenermi il mio giudizio positivo.

13 gennaio 2012

Elizabeth Hoyt
Il principe e la preda

Serie Trilogia dei Principi 1 
Trama
Anna Wren, giovane e sensuale vedova, per risollevare le proprie finanze decide di accettare un lavoro come segretaria di Edward de Raaf, conte di Swartingham. Uomo duro e scontroso, Edward ha già fatto scappare diversi dipendenti, ma con Anna è diverso: l’attrazione fra loro è forte fin dal primo incontro e cresce a ogni diverbio. Quando Anna scopre che Edward si reca a Londra per soddisfare i propri desideri, prende una decisione temeraria: introdursi nel bordello e passare con lui una notte di passione… 




Commento
Non riesco a decidermi se mi è piaciuto o meno. Prima della sua pubblicazione, ne avevo sentito parlare molto bene, talmente bene che mi sono convinta a comprarlo nella sua edizione italiana; ma proprio durante la sua uscita ho letto del lavoro di chirurgia riduttoria che la Mondadori ha apportato al romanzo (10/15 % del totale) e mi è venuto un colpo apoplettico. Si sente, e molto, che il romanzo è stato sfoltito. Purtroppo quando lo si legge le parole e le scene scorrono talmente velocemente e con così poco approfondimento che, una volta chiuso, il libro non ti lascia nulla. Ma nulla, nulla, nemmeno un bell'eroe da ricordare. Causa tagli la storia sembra una versione telegrafica dell'originale, i pensieri dei personaggi sono ridotti all'osso (tanto che il protagonista non ha assolutamente spessore) e tutte le loro motivazioni si perdono nel dimenticatoio. Edward, il conte corvo, dovrebbe essere un uomo segnato dal vaiolo e dalle perdite subite...mentre nel libro italiano è un conte che ha l'ormone impazzito per la segretaria. Si è perso moltissimo, e si sente. Anna è passabile, come eroina, ma anche lei è astratta e le sue azioni non hanno un filo logico (per esempio: mi chiedo quando abbia deciso di andare all'Antro di Afrodite, perché nel libro non viene descritto come arriva a questa decisione). Insomma, sono partita con due forti pregiudizi: la consapevolezza che, nella sua versione originale, è un bel libro e dall'altra la consapevolezza che l'editore ha tagliato parti magari necessarie. Non posso fare molto di più che dargli la sufficienza stirata, ma solo sulla fiducia, perché altrimenti l'avrei bocciato. La Mondadori ha toppato, questa volta (stringerei volentieri la mano di chi ha alleggerito il libro, e chi si è occupato/a della traduzione: bei termini freddi e tristi che sono stati usati nelle scene d'amore...davvero complimenti per il vostro lavoro [è ironico, ovviamente]).