Serie Maiden Lane 5
Titolo originale Lord of Darkness
Titolo originale Lord of Darkness
Trama
![]() |
| I Romanzi Mondadori pag. 278 | € 4,50 |
“Grazie a Dio mia moglie ha una pessima mira!” Questo pensa Godric St John quando Megs vuole scaricargli addosso le sue pistole. Non la vede dal giorno del matrimonio, cui si era prestato solo per salvarla da uno scandalo. Lei naturalmente non sa che sta per sparare a suo marito, pensa solo di avere davanti il famigerato Spettro di St Giles, nel noto costume da Arlecchino, colpevole della morte del suo primo amore. Oltre che per farsi giustizia, però, Megs era tornata a Londra determinata a sedurre Godric per avere da lui quello che più desidera: un figlio. Ma cosa accadrà quando scoprirà che il marito e l’uomo che ha giurato di uccidere sono la stessa persona?
Lancio un appello a chi ha dato un voto alto a questo romanzo: per favore, ditemi in che punto i due protagonisti si innamorano e cosa ci avete trovato in generale in tutto il romanzo. Io non l'ho mica capito.
In realtà non ci ho trovato la minima traccia di romanticismo, di amore in senso classico del termine, e non ho riconosciuto i meccanismi tipici del genere che permettono ai due personaggi di lasciarsi andare a parole e gesti sdolcinati. Ok, è un romanzo della collana Passione, e mi sta benissimo, eppure ne ho letti parecchi di questa collana e più o meno in tutti c'era traccia di amore romantico.
In Maschera d'amore non si capisce perché o quando i due personaggi riconoscono i loro sentimenti o capiscono di avere di fronte la loro anima gemella. Forse tra una scena di sesso e l'altra, forse camuffata nelle numerose scene dello Spettro, forse tra qualche elucubrazione mentale e l'altra...in ogni caso mi sono passate sotto il naso e sono arrivata alla fine della lettura perplessa.
Per carità, la Hoyt scrive bene anche quando le sue storie non sono particolarmente avvincenti, però - ecco... - dopo Winter speravo in qualcosa di più. Invece il mio gradimento altalenante della serie non si smentisce e anche questa volta il voto è basso.
Mah...forse sono io, non lo metto in dubbio, eppure secondo me mancano proprio dei blocchi interi, i meccanismi di cui parlavo sopra, quelli che accendono il lumino a forma di cuoricino e che ti fanno accettare qualsiasi scelta narrativa dell'autrice.
In versione Mira le cose sono andate così: Spettro/Godric per anni si sfianca saltando da un tetto all'altro struggendosi nel pensiero della moglie morta. Per vari motivi si trova sposato con una perfetta sconosciuta, reduce dalla morte del suo amato/non sposato ucciso dallo Spettro - forse - e da un aborto. Poco male, la spedisce in campagna e lei non batte ciglio, persa com'è nel lutto. Dopo anni Megs si sveglia che vuole un figlio e si ricorda di avere un marito. Ecco che la furbona trasloca da Godric e imbastisce un piano arrabattato per farsi ingravidare. Lui, gentiluomo - che soffre tremendamente per la moglie, ricordatevelo - accetta di ingravidarla purché poi se ne torni in campagna. Varie scene da Spettro, Megs lo scopre, Megs lo cura, varie scene di sesso, Godric/Spettro rischia la vita per scoprire chi ha ucciso l'amato di Megs, si dichiarano amore, fine.
Otto righe e vi ho raccontato la storia. Manca qualcosa, è innegabile. C'mon, non è possibile che sia colpa mia, che abbia avuto il salame sugli occhi e non abbia sentito l'ammore.
Me ne faccio una ragione, anche se il potenziale di questa storia era alto tanto quanto quella di Winter. Godric è un eroe più che dignitoso: si avvicina ai 40 anni, ha un principio di capelli bianchi ed è un personaggio a cui piace parlare tanto nella sua bella testolina. Ci regala un sacco di meditazione, un sacco di nuvolette che gli appaiono sopra la testa mentre se ne sta fermo immobile ad ascoltare Megs e tutta la sua famiglia blaterare di vestiti, feste e altri argomenti di cui non gli importa un fico secco. Non è un eroe alfa, Godric, non gli importa di andare in giro impettito grondante testosterone e orgoglio, quello che gli importa è essere lasciato in pace a fare il suo lavoro di Spettro - che gli frutta un addominale scolpito. Il ruolo di marito in lutto gli sta un po' strettino visto con quanta facilità smette di struggersi per la moglie e di sentirsi in colpa per l'attrazione che prova verso Megs. Oh, sono sposati dopotutto!
Megs, invece, è una di quelle eroine che si impuntano su qualcosa e non si smuovono neanche quando ci sbattono la testa. E' una testona che pensa sia lecito circuire un uomo giocando sul suo buon nome e sul suo buon cuore per i propri fini, usandolo come uno stallone da monta. Sono sposati, dopotutto. Per fortuna che Megs cambia subito atteggiamento e chiude con la sua convinzione di sparare allo Spettro e vagare sola e disarmata per le strade di St Giles. Non c'è niente di peggio di un'eroina che si improvvisa giustiziere, le detesto.
Però, ecco, a parte questi sprazzi di interesse la storia non si smuove e non lascia il segno. Le mie fette di salame sono ancorate saldamente ai miei occhi. E il profumo di mailino copre abbondantemente quello del coinvolgimento. La lettura di questo romanzo mi ha lasciata fredda, passiva, non mi ha toccata in nessun passaggio. Una noia, insomma. Comincio a chiedermi se non sia il caso di mollare la serie.
Otto righe e vi ho raccontato la storia. Manca qualcosa, è innegabile. C'mon, non è possibile che sia colpa mia, che abbia avuto il salame sugli occhi e non abbia sentito l'ammore.
Me ne faccio una ragione, anche se il potenziale di questa storia era alto tanto quanto quella di Winter. Godric è un eroe più che dignitoso: si avvicina ai 40 anni, ha un principio di capelli bianchi ed è un personaggio a cui piace parlare tanto nella sua bella testolina. Ci regala un sacco di meditazione, un sacco di nuvolette che gli appaiono sopra la testa mentre se ne sta fermo immobile ad ascoltare Megs e tutta la sua famiglia blaterare di vestiti, feste e altri argomenti di cui non gli importa un fico secco. Non è un eroe alfa, Godric, non gli importa di andare in giro impettito grondante testosterone e orgoglio, quello che gli importa è essere lasciato in pace a fare il suo lavoro di Spettro - che gli frutta un addominale scolpito. Il ruolo di marito in lutto gli sta un po' strettino visto con quanta facilità smette di struggersi per la moglie e di sentirsi in colpa per l'attrazione che prova verso Megs. Oh, sono sposati dopotutto!
Megs, invece, è una di quelle eroine che si impuntano su qualcosa e non si smuovono neanche quando ci sbattono la testa. E' una testona che pensa sia lecito circuire un uomo giocando sul suo buon nome e sul suo buon cuore per i propri fini, usandolo come uno stallone da monta. Sono sposati, dopotutto. Per fortuna che Megs cambia subito atteggiamento e chiude con la sua convinzione di sparare allo Spettro e vagare sola e disarmata per le strade di St Giles. Non c'è niente di peggio di un'eroina che si improvvisa giustiziere, le detesto.
Però, ecco, a parte questi sprazzi di interesse la storia non si smuove e non lascia il segno. Le mie fette di salame sono ancorate saldamente ai miei occhi. E il profumo di mailino copre abbondantemente quello del coinvolgimento. La lettura di questo romanzo mi ha lasciata fredda, passiva, non mi ha toccata in nessun passaggio. Una noia, insomma. Comincio a chiedermi se non sia il caso di mollare la serie.











