10 novembre 2014

Karin Tabke
Gioco pericoloso

Trama
Leggereditore One
pag. 119 | € 5,90

Sophia non è mai riuscita a dimenticare la notte in cui ha perso la sua verginità con Colin, alla festa per il diploma. Costretta a sposare un boss della mafia per proteggere la sua famiglia, ora è in fuga dal marito, che l'ha sfregiata e vuole ucciderla per impedirle di testimoniare contro di lui. Sophia non ha intenzione di fidarsi di nessuno, neppure della polizia, ma non può sapere che da New York hanno inviato a difenderla proprio l'uomo che non ha mai smesso di sognare: Colin Daniels. Le basta un attimo per riconoscerlo, e insieme si ritrovano subito coinvolti in una fuga ad altissima tensione, sul filo rovente di un desiderio che risale a quel primo incontro. Dal canto suo, Colin non vorrebbe approfittare della vulnerabilità di Sophia, ma non è facile mantenere lucidità e freddezza quando la passione divampa.




Commento

Scena.
Mira reduce da una giornata di emicrania potente, due ibuprofene da 600 mg nello stomaco, il pensiero della macchina morta ferma dal meccanico, l'aspirapolvere ancora fuori e gli angoli di casa popolati da soffici gatti di polvere, una minestrina di brodo nello stomaco.
In queste condizioni, alle 21 di sera del sabato - patetica, I know - c'era poco o niente che avessi voglia di fare. Siccome il televisore era occupato dal fidanzato invasato con un videogioco nuovo non mi rimaneva che spalmarmi a letto e leggere. Ma alle nove di sera che diavolo potevo mai iniziare?
Ravanando nella pila ho scovato questo racconto che ho ricevuto chissà perché io non lo avevo certo chiesto. A caval donato non si guarda in bocca, they say, quindi mi sono messa comoda a letto e bella pacifica e ancora un po' rincoglionita dal mal di testa mi appresto a iniziarlo.
Il racconto si apre così, e poi ditemi se non mi dovevo sparare un'altra pastiglia e mettermi a ronfare.
Quel giorno, due cose stavano per cambiare la vita del poliziotto sotto copertura Colin Daniels. E non si trattava della bionda che glielo stava appassionatamente succhiando, né della rossa che gli premeva contro il viso la sua calda e bagnata intimità.
Parliamone.
Non sapevo se ridere o se lanciare il libricino dall'altra parte del letto. Si potrà mai scegliere di aprire un racconto romantico in questo modo? Non dico di censurarsi, di frenarsi o percaritàdidddddio castrare il proprio estro narrativo, ma santo cielo almeno aspetta che giri la prima pagina, prima di buttarmi in faccia una scena del genere. 
Quindi vado avanti, perché ho scelto di ridere, e perché non avevo voglia di alzarmi dal letto.
Insomma procedo e il protagonista Colin, poveretto, non riesce nemmeno a concludere il suo menage a trois perché le due tipe cominciano a picchiarsi per il diritto di toccarlo ma, appena lui fa per andarsene, le due si impegnano in un siparietto lesbo che lo riattizza e un nanosecondo netto dopo che lui ha fatto cose gli suona il telefono. Mi ero quasi scordata che era un poliziotto.
Il capo lo richiama all'ordine e nel giro di due righe cambia il giorno e Colin è alla centrale.
No, alt. Non è alla centrale perché lui lavora per - tenetevi forte perché questa è una boiata da non credere - il Federal Investigative Strike Team. Il FIST. Fist, gente. Fist come pugno. Volevo vomitare sulle scarpe della Tabke. Chissà come si è sentita quando le è venuto questo lampo di genio. Ah sì, il FIST (che ricorda vagamente il RIP di Anita Blake). Insomma, a questo punto avrei preferito che mi tornasse il mal di testa ma, siccome ero in uno stato di confusione ho continuato.
Quindi Colin è un ex marine, ex detective della omicidi, della buoncostume e della narcotici all'età di 34 anni. Non mi tornano granché i conti, ma procedo.
Il suo capo - che lo odia perché si è trombato la moglie - gli appioppa un caso di recupero testimoni e Colin, appena vede la foto di Sophia sfoggia un'erezione da primato. Sul posto di lavoro si mette a pensare a quello che le farebbe e come e quanto. Poi esce dall'edificio e si trasforma in un Rambo da non credere. Volano proiettili, lo inseguono, lo accerchiano ma lui scappa, corre, salta, si arrampica, spara, uccide, si nasconde e - naturalmente - riesce a scappare. In quarantamila gli stavano dietro ma lui li semina. Vabé, andiamo avanti.
Arriva alla casa di Sophia e ha un'altra occasione per sfoggiare le sue super doti di super uomo, salvando capre e cavoli in una fuga rocambolesca che manco Terminator.
Parliamo di Sophia.
Sophia ha regalato a Colin la sua verginità quando erano giovincelli, prima che la sua famiglia la mandasse in sposa ad un boss sadico. Sophia ha passato 10 anni tra violenze, sevizie, umiliazioni di vario genere, ma appena vede Colin PAM! si dimentica di tutto e gli dice 'visto che domani creperò sollazziamoci come ricci perché mi attizzi', si mette a sfilare ignuda davanti a lui finché Colin e il suo pisellone cedono al richiamo e frullano come conigli. Tra una trombata e l'altra spunta fuori qualche sicario ma Colin l'incredibile lo liquida con le sue doti da killer professionista.
Poi Sophia decide - così - che per tutti questi dieci anni lo ha amato alla follia, che è l'uomo della sua vita e che non può rischiare che lui muoia per lei quindi cosa fa? Ma scappa, ovviamente! Peccato che Colin è pure un segugio e la trova subito, la riporta all'ovile e si rimettono a frullare.
Frulla che ti rifrulla, tra una lacrima e uno scorrere di umori anche Colin cede PAM! all'amore e decide di abbandonare la sua vita da scapolone donnaiolo e il lavoro perché ama - ama - Sophia.
Oh, si amano forte, questi due.
Ci credono tutti.
Alla fine il marito malvagio di Sophia rispunta fuori, la rapisce ma Colin lo uccide. Sì, just like that, dopo la solita scena d'azione fantasmagorica.
Ah, come dimenticare la perla finale.
"Ti amo, ti amo, ti amo!"
Lui sorrise e si scostò, continuando a tenerla abbracciata.
"Che ne dici, se dopo aver sistemato le cose qui, torniamo da quell'impiegata?"
Sophia sgranò gli occhi. "Colin Daniels, mi stai chiedendo di sposarti?"
"Sì, te lo sto chiedendo. Vuoi sposarmi?"
Lei gettò la testa indietro e scoppiò a ridere. "Sì, lo voglio!"
Primo, 'zzo ridi? Secondo, perché non ho smesso di leggere alla prima pagina e me ne sono andata a dormire?

6 commenti:

Alice ha detto...

Ok, sei riuscita farmi ridere in un lunedì nero che più nero non si può, dopo un weekend di cacca con tanto di febbre e fazzoletti smoccolati. Ti adoro. Davvero. Grazie.

Anonimo ha detto...

Sei un mito! Le tue recensioni mi fanno "spanciare"...chi se ne frega del libro se posso leggere te!
Giglio

Lady Debora ha detto...

Ahahahhaha nonostante il mio mal di testa sei riuscita a strapparmi una risata.. fantastica la tua recensione davvero fantastica e al diavolo rambo/colin

Miraphora ha detto...

@Alice
<3 I fazzoletti smoccolati nooo di lunedì non si può! Pensa che c'è chi è messo peggio...come Colin! :D

@Giglio
X°°°D grazie! Mi fa piacere sapere di essere una valida alternativa. Vi risparmio l'orrore e la noia, quantomeno.

@Lady Debora
Pensa che io non ridevo per niente. Avrei preferito volentieri buttarmi giù altro ibuprofene. Drogarmi, insomma. X°°D

Silvia Leggiamo ha detto...

ahahaha stupenda!
Certo che in 119 pagine ne succedono di cose!

Miraphora ha detto...

@Silvia
Ne succedono anche troppe, per i miei gusti XD