16 marzo 2015

Lorelei James
Legami

Serie Mastered 1
Titolo originale Bound

Trama
Newton & Compton
pag. 446 | € 9,90
Amery Hardwick, timida ragazza di provincia, è riuscita ad aprire un piccolo studio di grafica a Denver, in Colorado. Concentrata sulla nuova attività, ha poco tempo da dedicare alla sua vita privata. Quando una cara amica si iscrive a un corso di autodifesa, dopo aver subìto un’aggressione, Amery accetta di accompagnarla per esserle di sostegno. È così che conosce Ronin Black. L’affascinante proprietario del dojo si rivela così attratto da Amery da cominciare a prendersi cura della sua formazione sia in palestra che in privato. Sin dall’inizio, l’enigmatico Ronin cerca di spingere la ragazza oltre i propri limiti finché, incontro dopo incontro, Amery non diventa dipendente da lui e dal piacere che è capace di regalarle. Ma quando inizia a intuire che Ronin le sta nascondendo qualcosa, capisce che deve mettere in dubbio la fiducia che ha riposto in lui, anche se è un enorme sacrificio rinunciare al brivido che le dà sapersi in suo possesso...

Lui premette ancora più forte sulle legature tra le sue spalle. «Bene. Ogni pensiero, ogni respiro, ogni battito del cuore, ogni pulsazione del sangue, ogni sussurro, ogni sospiro, ogni gemito di dolore, ogni momento mi appartengono. Ti sto spingendo verso il luogo dove i pensieri negativi non hanno appiglio e tu sei esattamente ciò che devi essere. Quindi me lo lascerai fare. Su di te. Per te». Si fermò. «E per me».
«Sissignore».
«Abbandonati a quello che sto per darti». Le sue labbra calde, morbide, accarezzarono la pelle sensibile sotto il suo orecchio. «Ricordati che cosa significa la tua resa per me».
Commento
Dimmi quaaaando tuuuuu verraaaaaaaaai *papparappapapa* dimmi quando quando quandooooooooo *paraparaparappa* l'anno il giorno e l'ora in cuiiiiiiiiiii *tarattata* non ci SLEGHEREMO maaaaaiiii!
Ci abbiamo messo una vita, ma alla fine io e lo shibari kinbaku ci siamo incontrati.
Please, non tiriamo in ballo il bondage tamarro, quello banale lui lega lei alla sponda del letto. Qui stiamo trattando una forma d'arte giapponese di cui nessuno parla mai e che, se gestita nel modo corretto, è di una bellezza inquietante.
No, non sono un'invasata che si fa legare e sospendere appesa come un salame, ma riconosco il livello esagerato di abilità e preparazione che questa arte necessita. Quindi, prima di tutto, devo sbrodolare una lode all'autrice: ha usato con rispetto un argomento complesso, radicato da centinaia di anni nella cultura giapponese. Con competenza e preparazione ha dato vita ad una storia che ha spessore, logica e struttura senza scadere nella banalità di chi, il più delle volte, sfrutta un argomento solo per aggiungere il pizzico di eccitazione eliminando le sfumature che lo rendono speciale.
La storia parte in sordina. Amery è una donna che sta imparando cosa vuol dire essere emancipata. Fa molta fatica a scrollarsi di dosso le insicurezze piastrate a fuoco dai genitori super cristiani: la rispettabilità, la famiglia, le apparenze, l'oppressione della sessualità, tutte cose che l'hanno portata a mettere in discussione le sue qualità ma che non hanno ucciso del tutto il suo spirito.
Appena si mette in proprio Amery si costruisce una vita stabile, piacevole, fatta di routine e di un briciolo di improvvisazione: ecco così che si ritrova ad accompagnare la sua amica Molly ad un corso di autodifesa al dojo Black Arts. Qui la sua lingua lunga la mette nei guai con il proprietario nonché super ninjia esperto di arti marziali e guru di Jujitsu Ronin Black.
Maestro di Jujitsu, grande -dan con cintura nera, proprietario di un dojo, e Maestro della corda, Ronin entra in scena e sembra spuntare fuori da un film d'azione. Di origini giapponesi, alto, con uno sguardo ambrato che spicca tra i suoi lunghi e dritti capelli neri, Ronin è un tutt'uno con la sua attività. Praticare Jujitsu non è solo uno sport, è uno stile di vita che lo unisce alla cultura di famiglia e gli permette di applicare alla vita di tutti i giorni quei principi zen che lo rendono equilibrato, profondo, maturo. D'altronde a 38 anni il protagonista non è certo un ragazzino anzi: Ronin è un uomo fatto e finito, con un carattere formato e talmente concentrato sugli obiettivi da raggiungere che non gli importa di perdere tempo con avventure di una notte.
Quando si scontra - letteralmente - con Amery, Ronin mette subito in chiaro cosa vuole ma la cosa piacevole è che non si cade nella trita relazione solo sesso, perché lui ne desidera una vera con l'aggiunta dell'esperienza bondage.
A questo punto è nata spontanea la domanda: cosa diavolo ci voleva a creare un dominatore sano di mente, maturo, senza psicosi strane o traumi infantili? Ci voleva tanto a creare un eroe di cui potresti seriamente innamorarti nella realtà? Con tutti i suoi eccessi, Ronin Black è un personaggio che lascia un segno importante e che si prende spazio in un podio dove, fino ad ora, c'erano solo CEO dalla psiche labile.
Evidentemente non è cosa per tutti sbattersi a fare della sana ricerca, a buttare giù parole sconclusionate sono buone troppe presunte autrici, mentre la James parte da una base e sviluppa attorno tutto ciò che le serve senza inventarsi nulla, facendo un semplice collegamento che non sfocia nell'assurdità e che accresce la storia in profondità, sensualità e ricchezza.
Usare certi aggettivi per un romance erotico può sembrare sciocco e fuori luogo, eppure la James è riuscita là dove in molte hanno fallito: scrivere un erotico bondage dove l'elemento estremo è solo una piccola parte della storia, senza che questa risenta dell'eccesso grottesco e spesso ridondante del sesso.
Tutto questo, però, l'ho pensato a fine lettura. L'inizio, infatti, oscilla tra il romance moderno, divertente e sexy, e l'erotico collaudato dai grandi nomi. Francamente l'ho trovato piuttosto noioso ma, man mano che mi avvicinavo alla metà, ho cambiato completamente idea. La James scrive bene riesce a gestire sia l'aspetto sensuale che quello puramente romantico, mentre il bondage rientra sempre in un contesto di sessualità legata all'amore e mai come pratica finalizzata al semplice piacere fisico.
Sì, c'è il cliffhanger finale, sì, lo schema si ripete e bisogna per forza proseguire con la lettura del secondo e sì, ancora una volta, c'è un passato oscuro e misterioso attorno a Ronin, eppure tutte queste cose non concorrono a dare il pericoloso senso di già letto e, al contrario, si fondono benissimo con la storia. Il risultato è un erotico bello, corposo, originale e ben fatto, un romanzo che apre una serie molto interessante che, spero, Newton & Compton non aspetterà anni a completare.

4 commenti:

Alice ha detto...

Bon! Lui si chiama Ronin e ha origini giapponesi. Già mi bastava questo. Poi mi aggiungi che non è il solito multimilionario con la necessità di una bella seduta dallo psicologo ed è fatta. La mia lista si allunga...*_*

P.S. Va bene dai, faccio la persona seria: mi ha convinta soprattutto il fatto che la parte BDSM sia stata fatta con cognizione di causa e non tanto per.

Miraphora ha detto...

@Alice
Dai, cerchiamo un corso di jujitsu! :D

Nimue76 ha detto...

Bello! Mi ero persa l'uscita, l'ho preso solo per il tuo commento e mi è piaciuto tantissimo! Ora sono in crisi di astinenza, voglio il seguito :-(

Miraphora ha detto...

Nimue76 <3
Mi dai tante soddisfazioni! ^_^
Teniamo le dita incrociate, magari NC lo pubblica in fretta!