22 maggio 2014

Geraldine Brooks
Annus Mirabilis

Titolo originale A Year of Wonders: a novel of the plague

Trama
BEAT | pag. 349 | € 9,00
È una mattina del 1666 a Eyam, un piccolo e isolato villaggio di montagna del Derbyshire, in Inghilterra, e nel grazioso cottage in cui vive, Anna Frith, vedova a diciotto anni con due bambini, dopo aver riempito una brocca d’acqua fresca, raggiunge la stanza di George Viccars, un sarto girovago venuto qualche tempo fa a bussare alla sua porta in cerca d’un alloggio. Anna entra nella stanzetta dal soffitto basso e per poco la brocca d’acqua non le cade di mano. Il volto giovane e bello della sera precedente è scomparso. George Viccars giace con la testa spinta di lato da un bubbone grande quanto un maialino appena nato, un rigonfiamento di carne lucida e pulsante. Così, nelle pagine di questo romanzo, la peste giunge a Eyam, in una mattina del 1666. Inaspettata e innocente eroina, Anna deve affrontare la morte nella sua famiglia, la disintegrazione della sua comunità e il pericolo di un amore illecito. L’Annus Horribilis della peste, però, è destinato a trasformarsi in un Annus Mirabilis, un anno di meraviglie...
"Vedete, amici miei? La vita è forte. E, come il fuoco non può spegnere la scintilla di vita in un'umile zona erbosa, così nemmeno le nostre anime possono essere annientate dalla morte, né il nostro spirito dalla sofferenza."
Commento
Ho un debole per i romanzi storici ambientati nella campagna inglese. Esercitano su di me un'attrazione sottile ma potente e mi entrano nella testa in silenzio. Poi ogni tanto sento il profumo dell'erba, di terra, di verde. Sento il bisogno di cogliere tra le parole un accento diverso e di creare nella mia testa immagini di un paese che non è il mio, ma che è così nitido, preciso, da essermi familiare.
Da circa un anno Annus Mirabilis mi strisciava sotto pelle e mi chiamava. Appena ho letto la prima frase della trama È una mattina del 1666 a Eyam, un piccolo e isolato villaggio di montagna del Derbyshire, in Inghilterra ho ceduto alla tentazione.
Esattamente come dice la sinossi, il romanzo si apre su un piccolo quanto pittoresco villaggio inglese. Troppo in alto per essere considerato campagna, troppo in basso per essere un borgo di montagna, Eyam si trova nel mezzo e una via di mezzo sono i suoi abitanti. Ci sono i minatori, i contadini e gli allevatori, ci sono i nobili con la loro sfarzosa dimora che da lavoro a molte donne del villaggio e il nuovo rettore con la moglie, entrambi di ottima estrazione sociale e di grande cultura.
Diverse classi sociali, diverse età, diversi ruoli, tutti racchiusi in Eyam. Allo scoccare del 1666 in questo piccolo e sperduto paese, lontano dalla Londra ricca di persone e di vita, lontano anche dal più vicino paesello, arriva la peste. Arriva nascosta da un bel viso, da delle belle mani, travestita da sarto con gli occhi azzurri e i capelli biondi, di buon carattere e ben educato. Arriva come un'illusione di vita nuova e si infiltra nelle trame della società di Eyam mietendo vittime indiscriminatamente, distruggendo il sottile equilibrio del villaggio e mettendo a durissima prova chi, giorno dopo giorno, rimane indenne.
L'autrice si è basata sulla vera storia di Eyam, prendendo spunto dalla vicenda realmente accaduta della peste e da ciò che i suoi abitanti decisero di fare. Su suggerimento del rettore, uomo ben visto da tutti e rispettato per la sua rettitudine e per la sua giustizia, gli abitanti decisero di isolarsi spontaneamente dal resto del mondo, chiudendo le strade in entrata e in uscita per evitare il propagarsi del morbo.
Ma cosa può accadere in un piccolo villaggio di 350 anime quando la morte arriva silenziosa e stermina intere famiglie, rovina le persone e le cambia totalmente. Cosa succede se sai che non hai modo di scappare, che potresti morire da un giorno all'altro e che nessuno, nemmeno Dio può proteggerti?
Annus Mirabilis è la storia di quei personaggi, di quegli uomini, donne e bambini che dovettero convivere con la decisione di essere sacrificati per il bene comune, ed è la storia di come il coraggio si possa manifestare in tanti piccoli modi.
La voce narrante che racconta la storia è quella di Anna, una giovane donna che racchiude in sé la sofferenza e il cambiamento di tutta la popolazione di Eyam. Anna è sposata con un minatore, ha due bei bambini e lavora salturariamente come cameriera; sebbene povera la sua è una vita tranquilla, prevedibile, sicura, una vita che non le dispiace vivere e che le regala momenti di felicità. Quando il marito muore dopo il crollo della sua miniera, Anna mette in affitto una stanza per raccimolare del denaro e presto si trova a condividere casa, figli e cibo con George Viccars, il sarto. Nell'esatto momento in cui Anna si rende conto che George ha la peste la sua decisione è quella coraggiosa quanto incosciente di stargli vicino e curarlo. A dispetto dell'istinto di autoconservazione Anna, e molti come lei, si prendono in carico il compito di seguire chi rimane solo, chi ha perso tutto e tutti e chi non ha nessuno a cui stringere la mano mentre sta per morire.
Affiancati ad Anna ci sono Elionor e il rettore Mompellion a formare un trio unito contro la malattia, contro l'indifferenza, l'ignoranza e la solitudine, ed insieme vivono un cambiamento che li porterà a mettere in discussione ogni cosa, persino le loro convinzioni.
La Brooks - autrice che ha vinto un Pulitzer - riesce ad unire l'accuratezza storica all'emozione della narrazione romanzata, creando una storia che appassiona in quanto storia vera, accaduta realmente, e che coinvolge il lettore grazie alla costruzione di personaggi semplici e umani, con una caratterizzazione capace di soprendere fino all'ultima pagina.
Sono molto contenta di aver assecondato la mia mania e di aver letto Annus Mirabilis e probabilmente - prima o poi - leggerò altri romanzi di questa autrice. Nel frattempo mi segno Eyam come tappa nel prossimo viaggio inglese, per una visita all'insegna della storia e del romanzo.

5 commenti:

Alice ha detto...

Recensione molto interessante! Anch'io adoro questo tipo di ambientazione!
Solo una domandina: mi quantifichi la parte romance? :)

Miraphora ha detto...

Direi che è quasi inesistente. Ci sono alcune parti che hanno un richiamo romantico, ma è comunque molto vago.

Alice ha detto...

Ah ok! Mi aveva ingannata la frase "deve affrontare ... il pericolo di un amore illecito" nella trama. Lo metto in lista per il momento giusto!

Pila ha detto...

Ho appena finito questo romanzo e mi è piaciuto moltissimo!! ^^ Ora mi metto tra i tuoi follower!! ^^

Miraphora ha detto...

@Pila
Grazie per la fiducia! :D
Sono contenta che ti sia piaciuto! :)