13 gennaio 2014

Candice Proctor
Luna di Settembre

Trama
I Romanzi Mondadori
pag. 295 | € 4,50
Per pagarsi il viaggio di ritorno alla sua amata Inghilterra e lasciarsi alle spalle la primitiva e odiosa Australia, Amanda Davenport accetta il posto di istitutrice nella casa di Patrick O’Reilly. Ancora non sa che questi vive in un luogo isolato e denso di pericoli, e che i suoi terribili figli hanno messo in fuga tutte coloro che l’hanno preceduta. Anche Patrick si mostra inizialmente insofferente verso quella donna tanto perfezionista, che di certo non reggerà a lungo. Eppure fra loro scocca fatalmente l’attrazione, e Amanda comincerà a vedere tutto con occhi diversi: l’aspra bellezza di quella terra e l’uomo altrettanto selvaggio e sensuale che le sta al fianco.

"Ho sempre pensato che la felicità dipendesse non da dove ci si trova ma da chi si è."



Commento
Squillo di trombe! Eureka! Miracolo! Alleluja! Questo è un momento che passerà alla storia! Finalmente sono riuscita a scegliere un romanzo a caso e a beccarne uno che mi è piaciuto da impazzire! Tra i romance raramente mi capita di pescare a naso e rimanere folgorata - che dico! - senza parole durante la lettura del romanzo.
Io e Candice non abbiamo mai fatto amicizia, nonostante il suo nome appaia ad intervalli regolari nelle uscite degli RM. Fino a questo momento, non so perché, non l'avevo mai presa in considerazione, forse perché temevo che fosse una di quelle autrici il cui stile non sa né di carne né di pesce. Non potevo essere più in errore di così. Scorrevole, sciolto, appassionante ed evocativo, il suo stile si è adattato alla storia come un maglione comodo e caldo, e ha accentuato ogni sfumatura di rosso, di polvere, di caldo e di sudore di cui il romanzo è intriso.
Divorato in poche serate, Luna di Settembre è un romanzo alla hot&wild, ambientato al limite dell'outback australiano. Ah sì, l'Australia selvaggia e bellissima, ricca di pascoli e di run, con bovari, cowboy e selvaggi coriacei e super abbronzati. Vero, peccato che la Proctor abbia reso non solo la bellezza selvaggia dell'outback ma anche i terribili sentimenti di paura e di impotenza che le persone civili provano di fronte alle distese polverose dei Flinders.
Povera Amanda, una studiosa e civilissima lady inglese, sradicata in questo paese dimenticato da Dio, dove si rischia di morire di sete, di fame, di caldo o per il morso di qualche serpente velenoso. Non è abituata a vivere sentendosi fuori posto e non ha nessuna intenzione di rimanere in Australia. Soprattutto non le piace che questo posto stuzzichi il suo lato oscuro, quello che ha soppresso per così tanto tempo. Peccato che sia senza soldi e senza lavoro. Al limite della disperazione e con un odio crescente verso questa terra, Amanda accetta di lavorare come istitutrice per tre ragazzi che vivono in un run nei Flinders. Lontano dalla poca civiltà e lontano anni luce dalla sua amata Inghilterra.
Quando il proprietario la viene a prendere Amanda rimane tramortita dall'uomo sudato, abbronzato e mezzo nudo che la spinge sul suo carro e che sprizza virilità da tutti i pori. E' una botta sensoriale che Amanda condivide con il lettore: rude senza essere consumato, trasparente e privo di filtri inutili, biondo con occhi azzurri come il cielo australiano e sexy da morire. Patrick è l'essenza stessa di tutto ciò che Amanda teme: è un uomo che vive e respira l'outback, che ama la sua vita e il suo lavoro e che non permette alla civiltà di camuffare i suoi sensi e i suoi pensieri. Il suo comportamento sbilancia Amanda: un secondo lo odia per ciò che rappresenta e quello dopo non riesce a non fissarlo mentre lavora a torso nudo.
Pian pianino il lato oscuro, quello selvaggio e intrepido di Amanda, prende il sopravvento: prima con un bacio rubato, poi con qualche carezza, fino a far scorrere i mesi senza che lei se ne renda conto. Così si ritrova non solo attratta dal suo padrone ma anche terribilmente attaccata ai suoi tre figli. Come se non bastasse ha imparato a interpretare i segni della terra, abituandosi ai suoi ritmi e sentendosi quasi a suo agio.
E' quando l'attrazione tra Amanda e O'Reilly scoppia e finalmente si lasciano andare all'amore che Amanda accetta la sua situazione: non vuole più essere la donna rigida e fredda di prima, non vuole più sopprimere il suo amore per Patrick e per i bambini e non può più fare finta che l'Australia le sia entrata nel sangue.
Finalmente, finalmente, un'autrice che non ha paura di scrivere una storia dove non ci sono cattivi in carne e ossa, dove il più grande ostacolo sono le circostanze e dove basta la volontà dei personaggi per arrivare ad un lieto fine bellissimo e gustoso. Entrambi i protagonisti sono personaggi ben scritti, profondi e coerenti, ed entrambi si lasciano andare all'evoluzione della loro vita senza porre una resistenza insensata e gratuita. Soprattutto Amanda compie un cambiamento radicale e liberatorio - in alcune scene bellissime nella loro umana semplicità - scrollandosi di dosso un'immagine di sé che l'ha sempre resa triste e arida. Patrick, invece, riuscirà a stabilire una diversa connessione con i suoi figli - più umana e vera - e riuscirà a comprendere cos'è l'outback per una persona normale. Non c'è un solo punto di vista giusto, tutti lo sono, e per lui questa sarà una scoperta altrettanto liberatoria.
Luna di Settembre è un romanzo sorprendentemente intenso, ricco di passione ma anche di umanità, di amore - di diversi tipi - e di coraggio. E' una storia che cattura l'attenzione e che non la molla mai, nemmeno quando è nel cassetto.

5 commenti:

Silvia Leggiamo ha detto...

Ho letto Una Notte nell'Eden della Proctor, bellissimo!

Miraphora ha detto...

Ecco vedi? Allora devo assolutamente recuperarlo! *_*

Silvia Leggiamo ha detto...

Assolutamente, i suoi romance hanno qualcosa in più... sembrano più completi e complessi di altri.

Anonimo ha detto...

L'ho letto e mi è piaciuto; l'unica cosa che mi ha dato fastidio è il fatto che il protagonista ed i suoi figli sono stati abbandonati dalla moglie/madre degenere.
Isa

Miraphora ha detto...

Ciao Isa,
in effetti il drammone familiare è cattivo però necessario e - secondo me - anche ben gestito. Tutto è bene ciò che finisce bene ^_^