Visualizzazione post con etichetta Viviana Giorgi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Viviana Giorgi. Mostra tutti i post

15 gennaio 2014

Viviana Giorgi
Tutta colpa del vento
(E di un cowboy dagli occhi verdi)

Trama
Emma Books
ebook | € 4,99
Sì, ci si sono messi in due, il vento e un cowboy, a combinare questo pasticcio. Proprio un cowboy-cowboy, con tanto di cappello e cavallo di ordinanza, uno scassato pick-up rosso e un paio di occhi verdi come due laghi di montagna. Margherita (Maggie) lo incontra appena scende dall’aereo che l’ha portata negli States. Più che incontrarlo, per la verità, si scontra con lui, e nella involontaria colluttazione che segue gli fa pure un occhio nero. Colpa del cowboy, certo, ma anche del vento fortissimo che per lei è molto peggio di una maledizione. La trentatreenne Maggie Donati scrive romance, è italiana e ha un piano. Un piano scellerato, se per questo. Infatti, nonostante lei sostenga di aver volato per quasi diecimila miglia per passare il Natale con sorella e nipotina, la vera (e segretissima) ragione del suo viaggio nel Wyoming è un’altra, e non di poco peso: vuole un figlio e qualcuno con cui farlo. Perché non un cowboy dagli occhi verdi, allora? Sotto le mille luci colorate di un Natale freddissimo, battuto da un vento incessante e imbiancato da neve e ghiaccio, riuscirà Maggie a portare a compimento la sua missione senza cadere nella trappola dell’amore? O forse vi rinuncerà e tornerà a casa, a Milano, a piangere sulla spalla dei suoi cari amici Nick e Nora Corsi? Già, proprio loro, gli eroi di Bang Bang, Tutta Colpa di Un Gatto Rosso che, nel frattempo, hanno messo su casa e famiglia.Dopo l’Alaska di Un Cuore nella Bufera, Viviana Giorgi ci regala questo Natale un’altra commedia romantica ambientata negli USA, per la precisione a Hope, Wyoming, cittadina dove il tempo sembra essersi fermato: settecento anime in tutto, senza contare i cani, i cavalli e i lupi.

Commento
C'era una volta una giovincella che mai aveva letto un romanzo rosa in vita sua.
Un bel giorno, la ragazzetta scoprì di aver finito tutti i romanzi che aveva a disposizione e andò alla ricerca di qualcosa di nuovo. Fu così che scoprì il meraviglioso mondo di FantasticFiction, dove tanti folletti indaffarati suggeriscono nuovi libri. La Mini-Mira cliccava sui nomi di autrici che già conosceva e ad ogni pagina trovava nuovi titoli da poter leggere. Che grande scoperta!
Ma fu solo quando si trovò tra le mani un romance che il miracolo avvenne. Ambientato nelle praterie americane, dalle pagine spuntò un...cowboy. E fu cosi' che la poverina morì per overdose ormonale.
Risorta e totalmente innamorata del genere romance cercò e lesse tantissimi titoli western, e ogni cowboy era meglio del precedente. Ma dopo un po' cominciò a chiedersi...perché le protagoniste sono sempre americane? Perché le europee - le italiane! - non possono godere di tanto ben di Dio?
La povera Mira, un po' depressa, continuava a sognare una storia così: eroe cowboy americano, eroina italiana spedita in terra a stelle e strisce e un amore stratosferico.
Gli anni passarono e nessuno scriveva quella storia, quella che Mira voleva.
Ma alla fine il sogno si è avverato. Finally!
Se dovessi scegliere un romance che mi rappresenti al 100% sceglierei Tutta colpa del vento. E' il mio romance, è il mio tipo di eroe ed è la mia eroina. Viviana, tu mi ha fatto un regalo che custodirò forever, e anche se questo romanzo non l'hai scritto per me è come se fosse stato costruito scena su scena secondo i miei desideri.
Per anni ho desiderato un western che avesse una protagonista femminile italiana e che il suo eroe fosse un Marlboro man dalla testa ai piedi. Sognavo di poter leggere un romance che mi facesse sognare sul serio, perché per farlo per bene ci vuole un punto in comune con l'eroina, no? E poi perché il cowboy dei romance contemporanei è il mio eroe preferito.
Tutto quello che volevo, la Giorgi me l'ha dato. Volevo un'ambientazione americana, con tanto di ranch e una cittadina piccola dove tutti di conoscono, un angolino di America rurale innevata e addobbata per Natale. Volevo un protagonista cowboy, con lo Stetson, gli stivali e i jeans al limite del liso. Un eroe ruvido, sostanzioso e ombroso ma con una bella parlantina e la tenera capacita' di arrossire e di farsi imbambolare dalla stramberia della protagonista. Volevo un'eroina italiana - Margherita di Milano - un po' fastidiosa e un po' instabile, con le sue contraddizioni ed esagerazioni, ma umana quanto basta per farmi immedesimare con lei. Volevo una trama cosi' surreale da essere tipicamente romance, come il piano folle di Maggie e il suo meraviglioso tira e molla emotivo.
Ho avuto tutto. Ho avuto la mia storia. Non c'è altro che io possa aggiungere e di sicuro non sarebbe sufficiente per rendere l'idea: è come se la Giorgi avesse guardato dentro la mia testa e avesse espresso a parole quello che mi sarebbe piaciuto leggere in un romance.
Telepatia romantica? Forse il mio desiderio non è poi così solitario e non sono l'unica a sognare un amore così fuori dalla routine e dalla quotidianità non solo italiana, ma europea. Il cowboy, con il suo furgone, il cappello, i cavalli e l'aspetto consumato è una figura così esotica e così virile che non è possibile resistere al suo fascino. Se devo sognare, poi, tanto vale farlo in grande perché mai in questa vita prenderò un aereo per il Wyoming e MAI - aimé - vivrò una storia d'amore con un cowboy come Mitch.
Quindi grazie Viviana, hai messo su carta il mio romance dei sogni.
Dopo questa dichiarazione d'ammore si potrebbe pensare che non ho nulla da dire sul romanzo. Il fatto che sia quello che volevo leggere, però, non lo rende perfetto. L'unico difetto che non riesco a mandare giù è la protagonista, Margherita. E' adorabile il suo ingresso in scena, in puro stile Giorgi, con la sua amenofobia e il capitombolo hot con Mitch. Maggie è un personaggio vitale, energico ma anche un po' al limite. E' tirato per i capelli e decisamente folle il suo piano per tornare a Milano con un bel bambino in pancia ed è forse troppo estremo il suo modo di comportarsi. Troppo fuori dal normale, è certo, ma perfetto per la riuscita della trama che non vuole prendersi sul serio e gioca tanto sullo schema a cui Viviana ci ha abituate. Nonostante a volte vorresti prendere Maggie a testate, il personaggio eccentrico e un pò pasticcione bilancia la seriosità di Mitch. Tanto Maggie è fuori dalle righe, tanto Mitch è posato e chiuso, un uomo che lavora dentro di sé e agisce poco. Poco ma buono, però, perché lui sì che è un personaggio che mi è piaciuto e che ha risollevato la scarsa simpatia verso Maggie.
Non ho niente da dire sullo stile, ormai super collaudato, se non che - secondo me - meglio di così la Giorgi non può fare. Equilibrato, con la solita dose di divertimento che non manca mai (Stella e il suo caballino sono spassosissimi), ricco di riferimenti a serie tv, film e romanzi (grazie per aver nominato Raylan Givens <3) e flessibile nell'adattarsi alle diverse scene.
Per me Tutta colpa del vento è, per ora, il miglior romanzo della Giorgi, non solo per la trama e i personaggi ma per l'equilibrio raggiunto nella narrazione e nella struttura della storia: l'alternarsi di scene divertenti con quelle più serie, i dialoghi con personaggi secondari e quelli di coppia, le scene d'amore e quelle di scontro, tutto è ben dosato e ben espresso, tanto che si arriva al lieto fine con un bel sorriso sulle labbra.
Per me l'effetto è stato più intenso e personale - altro che sorriso - e non credo che dimenticherò tanto presto quello che ho provato appena ho scoperto di avere tra le mani la storia dei miei sogni.

31 agosto 2013

Viviana Giorgi
Alta mare a Cape Love

Trama
Emma Books
ebook | € 4,99
Gioia, milanese, illustratrice di libri per bambini, è invitata nel piccolo villaggio di Cape Love, sulla costa dorata del Maine, dalla folle e adorata zia Arianna, che la vuole come damigella d’onore alle sue (quinte!) nozze. Anche se zia Ari è sinonimo di guai, Gioia accetta senza sapere che, dopo le strampalate nozze della zia, rimarrà bloccata a Cape Love e dovrà occuparsi dei due cani di zietta (una terranova e un bassotto scatenati), del bookshop di famiglia e del piccolo Jimmy, il figlio del suo nuovo vicino di casa, Sean, uno che farebbe girare la testa anche a una santa.
Peccato che Sean abbia già una fidanzata, Grace, tanto bella e famosa quanto detestabile. Se solo zia Ari fosse così gentile da tornarsene a casa sua (che, per la cronaca, è uno stupendo faro sulla scogliera), Gioia potrebbe ripartire per Milano e dimenticare una volta per tutte la notte bollente trascorsa insieme a Sean. O no?


Commento
Scena: Mira in crisi nerissima per la scelta della meta vacanziera, con un unico pensiero fisso. Mare, mare, sole, spiaggia, caldo. Poi leggo Alta Marea a Cape Love e mi si smonta del tutto il programmino estivo. Chi vuole andare in un'isola sperduta, con palme e cocchi e conchiglie, quando c'è la costa del Maine? Chissenefrega se non ci sono 35°, se non puoi stare perennemente in costume, se non sudi solo a respirare...c'è l'oceano! Ci sono le casette sul mare, i quartierini piccoli e tipici, ci sono le scorpacciate di pesce, i fari, il vento e - ovviamente - esemplari della fauna maschile locale.
Il fatto che non mi sia potuta permettere il volo per emigrare in quei luoghi ameni mi ha fatto venire la gastrite, leggermente tranquillizzata dalla lettura terapeutica di questo nuovo romanzo di Viviana.
Se c'è un'autrice che mi legge nel pensiero è la Giorgi. Quando mi aspetto qualcosa dai personaggi, da una scena o da un romanzo, lei lo mette in parola esattamente come vorrei. Fino ad ora non mi sono scontrata con le sue scelte narrative e spero che non succeda mai. Però - io un però lo devo ficcare ovunque - questa volta non mi sento di superare i 4 cuoricini perchè, sebbene mi sia piaciuto, non mi ha fatto lo stesso effetto di Bang Bang.
Gioia, milanese (Go Milano GO!), scrive e illustra libri per bambini. In occasione del matrimonio della zia parte per Cape Love, dove aiuterà la parente folle, hippy, new age, ambientalista, ecologista ad organizzare il matrimonio, a fare da testimone e gestire la casa durante la sua luna di miele. Detta così non sembra per niente un viaggio di piacere, infatti nel giro di poche ore è chiaro che Gioia farà tutto tranne che godersi la vacanza e il matrimonio. Tra il caos generale Gioia incontra Sean, padre del piccolo Jimmy e suo vicino di casa. Sean è un bell'uomo, con i capelli rossi e un aspetto poco d'impatto ma con un fascino che lascia Gioia come un pezzo di merluzzo fritto: bollente, fumante e incapace di fare altro se non stare ferma e rigida di fronte a lui. La loro relazione è un tira e molla continuo, fatto di segreti, dubbi e passione repressa, dove gli ostacoli spuntano fuori dal nulla e travolgono la povera Gioia.
Rispetto al primo romanzo di Viviana, questo è meno invadente, meno potente. Rimane costante sulla sua strada e trasmette una calma, un senso di soddisfazione che ti sorprendono. All'inizio ho pensato che non era poi così appassionante, divertente e piacevole certo, ma non travolgente; poi man mano che la storia proseguiva e i personaggi si delineavano meglio ho capito qual'è il senso di questo romanzo: rilassare. Leggi Alta Marea a Cape Love e mandi in vacanza il cervello, come se fossi su un'isola deserta, rilassata sul lettino con il tuo junk food preferito. E' un romanzo da copertina di Linus, uno di quelli che ti lasciano con il sorriso sulle labbra perché sono dolci, divertenti, poco impegnativi ma abbastanza movimentati da non causarti noia e sonno, e dove è l'eroina femminile a spiccare su tutto. Più che la coppia, più dell'eroe e della storia d'amore, è Gioia la protagonista quasi assoluta. Non mi è dispiaciuto leggere un romanzo monopolizzato dalla protagonista, ma lo dico solo ed esclusivamente perché la Giorgi è l'autrice e perché le sue eroine mi piacciono sempre tantissimo.
Nulla da dire sullo stile, che è inconfondibile e godibile, con i suoi picchi di ironia e dialoghi super frizzanti. Insomma, è un romanzo da vacanza, ma allo stesso tempo è perfetto anche per l'autunno, per l'inverno e per la primavera: se lo leggi, sei automaticamente in modalità relax ed è una cosa fantastica.

19 febbraio 2013

Giorgi - Randazzo - Gianinetto
Amore, orgoglio e pregiudizio

Trama
Emma Books
ebook | € 2,99
In occasione del bicentenario di Orgoglio e Pregiudizio, tre autrici ci raccontano tre storie d’amore diverse, ma con qualcosa in comune: sono tutte ispirate (più o meno liberamente) al grande romanzo di Jane Austen, che compie ben duecento anni, ma non li dimostra affatto. Tre racconti, dunque, e tre protagonisti: Gemma, scrittrice di romance che, invitata a Chawton per le celebrazioni in onore di Orgoglio e Pregiudizio, conosce l’arrogante Mr Alexander nel racconto First Impressions di Viviana Giorgi; William, figlio di Darcy e Lizzy, innamorato di Erin, nel racconto di Laura Randazzo Per onore e per amore; e infine Katherine che, nel racconto Negli occhi del drago di Paola Gianinetto, disprezza, ma è anche attratta dal bellissimo e ricchissimo Edward. Tre storie d’amore da non perdere per immergersi nelle atmosfere “austeniane” e lasciarsi trasportare dall’immaginazione. Perché, come dice Mr Darcy: «L’immaginazione femminile è velocissima: balza in un attimo dall’ammirazione all’amore, dall’amore al matrimonio».

Commento
Sono l'unica a cui Jane Austen NON piace? Sono l'unica che non identifica la letteratura romantica con la Austen, con Darcy e la famiglia Bennett? Devo essere una delle poche lettrici di romance a cui i romanzi della Austen non fanno né caldo né freddo.
Ma poteva questa mia avversione fermarmi di fronte ad una raccolta ispirata alla Austen? Potevo, io, rifiutarmi di leggere un racconto di Viviana Giorgi giusto perché - massì - a me Darcy non fa per niente sangue? GIAMMAI! Che non si dica di me che evito come la peste di avventurarmi in nuove esperienze!
Partiamo, quindi, dal presupposto che Elizabeth Bennett mi sta antipatica, che prenderei Darcy a calci nel sedere e che aborro i vestiti stile impero. Ecco, ora consideriamo che il primo racconto di questa raccolta è stato - furbescamente - quello di Viviana Giorgi e abbiamo così la classica carota che penzola davanti al naso del somaro. Il somaro sono io, la carota il racconto. Impossibile per me resistere e impossibile non arrivare alla fine del breve racconto - sono sempre troppo corti i tuoi racconti Viviana! - con una certa voglia di rivalutare Orgoglio e pregiudizio.
First impressions è la storia di Gemma, italiana, scrittrice appassionata della Austen, costretta ad affrontare come Elizabeth la cosiddetta prima impressione: il nostro bel professore (ammetto che i professori non mi fanno sangue ma questo è stato decisamente interessante) la guarda e vede solo una pseudo scrittrice che storpia la letteratura inglese. Gemma guarda Mr.Alexander e vede un pomposo studioso tutto arroganza e maschilismo. Appena cozzano comincia il divertimento! La Giorgi ormai ha una sua impronta ben riconoscibile ed è proprio il battibecco, lo scontro verbale tra i protagonisti che rende tutto più stuzzicante e cancella dalla mia mente il continuo richiamo al romanzo austeniano. E' divertente come sempre, la Giorgi, e riesce a creare una protagonista che in poco spazio rispecchia pensieri e gesti delle donne comuni. Mi piace un sacco ma d'altronde lo ripeto ogni volta che faccio un commento su di lei. Mi ripeto, ma non ci posso fare niente. Scrivere Giorgi, scrivere! Qua vogliamo altra roba! :D
Il secondo racconto Per onore e per amore della Randazzo mi ha spiazzata. Non ho capito se è volutamente telegrafico o se è stata un'imposizione dell'editore, comunque è talmente breve che non si fa in tempo ad iniziarlo e a entrare nel ritmo che è già finito. Di sicuro avrebbe giovato avere qualche paginetta in più, per gradire, ma anche così è uno spaccato molto ben costruito e ben scritto del futuro di Darcy padre e del figliolo. Gradevole.
Il terzo ed ultimo racconto è Negli occhi del drago della Gianinetto. Ammetto di non conoscere per nulla né lei né la Randazzo, quindi non posso proprio dare un giudizio sull'autrice al di fuori di ciò che ho letto in questa raccolta. Il racconto è molto interessante perché utilizza la fiaba a stralci per introdurre i capitolo della storia ambientata ai giorni nostri. E', tra l'altro, una storia quasi già letta: il solito riccone super duro, un uomo di mondo cinico e distaccato, e la farfallina dolce e carina, la ragazza pura ma testarda che riesce a scalfire il guscio dell'eroe. Pur essendo una trama fin troppo conosciuta la Gianinetto ha saputo gestire in modo personale i due personaggi, senza mai finire nel già letto (del resto una trama simile alle altre non implica per forza una storia uguale). E' scritto bene, non troppo soft considerando la natura del protagonista maschile e soprattutto è gradatamente romantico: parte con un tono più duro per ammorbidirsi nel finale. Promosso.
Cosa posso dire in chiusura di questo commento? L'unica cosa che mi rimane è dire che la Emma Books sta sfornando dei titoli e delle autrici che vanno assolutamente tenute d'occhio. E' divertente avere a disposizione storie anche brevi ma di qualità perché ti aiutano a staccare anche dai nomi ormai collaudati della narrativa rosa. Ed è encomiabile che questa casa editrice punti così tanto sugli autori e sulle autrici italiane, solo per questo meritano un premio, tutti loro!
E' inevitabile dire che la raccolta è adattissima a chi ama la Austen ma se l'ho apprezzata io, che non vado d'accordo con Jane, allora è assolutamente da leggere, ed è per tutti!

3 maggio 2012

Viviana Giorgi
Bang Bang. Tutta colpa di un gatto rosso

Trama
Emma Books
ebook | € 4,99
Sì, è stata tutta colpa di un gatto rosso. Il mio. La bestia scappa dalla finestra a mezzanotte, e io mi butto in strada per recuperarlo, sexy come un sacco di patate, e incontro... l’uomo dei miei sogni, una specie di Marlboro Man che smonta non da cavallo, ma da una fiammante BMW. In altre parole, il mio nuovo vicino di casa. Lui mi fissa perplesso e incuriosito e il colpo mi arriva subito, preciso, bang bang, dritto al cuore, come nella vecchia canzone dell’Equipe ‘84. Nick, si chiama Nick. Io Nora. Non può essere un caso, mi dico, e mi butto in questa storia, a testa bassa, senza sospettare in che pasticci mi ficcherò. Perché è ovvio che nella nostra storia si infilino altre persone, e tutte con qualcosa da dire o fare. Viola, un’adorabile bimba di otto mesi; Tommaso, il prof, egocentrico, bastardo seduttore cui l’ho giurata; un’orda di adorabili femmine folli che altro non sono che le mie amiche del cuore; Camilla, la disinibita, e un piccolo esercito di suocere, madri, padri, tate e... una nonna diabolica. E, come se non bastasse, c’è un romanzo rosa che aspetta di essere tradotto, uno strano borgo in piena Milano dove la gente sembra diversa e un po’ pazza e, ahimé, c’è anche lei, Gabrielle, la stronza. Senza contare il gatto rosso.

Commento
Come iniziare questo commento? 
Sinceramente non lo so, quindi andrò a ruota libera e vediamo cosa combino. 
Quando scopri che un nome del web, che conosci tra l'altro, viene pubblicato si crea una situation: cioè ti trovi in una posizione tale per cui o lo leggi, o fai finta di niente - per la serie 'ho pochi soldi, ma ce l'ho in lista!'. Uscire dall'imbarazzo si può, ma solo leggendolo e solamente senza 'paraocchi' (e paraorecchi). Sincerità, prima di tutto, anche se conosci la persona. Perchè va bene essere amichevoli, ma mai falsi. 
Quindi io avevo il Gattaccio sul mio eReader, in attesa di essere letto, in attesa del suo momento e in attesa che il polverone pubblicitario dell'uscita calasse. Ormai lo sanno tutti, io rifuggo le uscite fresche fresche, devo leggere un libro quando ormai non è più nuovo. 
Dicevo, la bestia è in attesa e ad un certo punto mi dico: 'che aspetti? Comincialo!'. Detto fatto. Pagina 1 finisce e sono fregata. La Giorgi ha un pregio che, secondo me, molti snobbano facendolo passare per difetto: stile minimal, grande ironia. Ma chi lo dice che per scrivere bene bisogna per forza fare periodi complessi che neanche Dante?! Perché? Il romance si adatta così bene alla leggerezza, al relax letterario che ogni volta che un'autrice usa un termine arcaico, pesante e ricercato si finisce sempre con lo sbadigliare. Viva la semplicità! Viva lo scrivere per divertire! La Giorgi ci riesce bene: semplice, frizzante, veloce e ti acchiappa. Se non prendi subito, non prendi più, per come la vedo io. Lo stile fa al caso mio, quindi non ho avuto il minimo tentennamento e l'ho letto con gusto. Avrebbe potuto scrivere qualsiasi cosa che, probabilmente, mi sarebbe piaciuto. Purché ci sia la sua ironia, tratto distintivo. 
Per quanto riguarda la storia, finalmente, qualcuno che usa la Milano contemporanea, quella vera che vivo ogni giorno. Una Milano che sembra la NY dei contemporanei USA da classifica, con l'aria metropolitana ma il borghetto con giardino di nicchia. E basta con l'Italia rustica e antica: Milano, la city, la metropoli. E' questo che piace nei contemporanei, perchè ci vuole vita e ci vuole il caso, quel caso che nasce solo nelle grandi città. Solo in una Milano così stuzzicante - chi ci vive si ritrova in quelle piccole descrizioni - capita il colpo di fortuna. Sembra veramente di leggere un romance americano, cavolo. 
La nostra Nora incontra il vicino strafico, quello che solo nei sogni..., e che incontro! Morivo dal ridere. MORIVO. Se fossi gattaccia dire purrrrfect. Basta poco, bastano le ciabatte, l'impermeabile e la sardina e crei un mito. Tra l'altro Nora non viene mai descritta fisicamente, quindi viene praticamente istintivo immedesimarsi in lei, come se fossimo tutte single con gatto rosso e vicino fico - magari. La storia, si capisce, è semplice e si basa principalmente sul gioco degli equivoci perché la Giorgi inserisce un personaggio che disturba tutto - il maledetto prof - che alla lunga mi ha dato veramente sui nervi. Il tira e molla, causato da/deciso da/colpa di diverte e appassiona ma alla lunga, lo devo dire, stufa un pochino. Il fatto che Nora sia assetata di vendetta è più che comprensibile, però la sua fissazione e il continuo tirare in ballo il prof non l'ho gradito. Forse perché credo che se arriva l'eroe non ci debba essere spazio per niente e nessuno e che la protagonista debba decidere a metà libro quali sono le sue priorità. Ecco se devo trovare un difetto, credo proprio che questo continuo rinvangare il passato, il voler a tutti i costi continuare la farsa del prof stanchi appena ci si rende conto che, ancora una volta, Nora deve mentire a Nick. 
Nick, il nostro - suo - vicino strafico, viene descritto perfettamente con una definizione: Marlboro Man. E qui, la Giorgi, ha detto tutto. Papà amorevole, uomo in carriera, super istintivo e mooolto passionale, diretto con qualche uscita da alpha male, è un personaggio che buca discretamente lo schermino del mio reader. Nick ci piace, forse perché lo vediamo solo attraverso gli occhi di Nora. Chissà, magari attraverso i suoi occhi avremmo avuto un punto di vista ancora più intimo. Finale classico, ovviamente, ma non per questo meno piacevole. Un lieto fine cumulativo, con tanti piccole storie che si chiudono e la coppia Nick e Nora che si cementifica attorno alla pupattola. 
Piacevole, nella sua semplicità. Per come la vedo io, la Giorgi è riuscita nel compito più difficile e cioè quello di emozionare. La storia, la trama e i personaggi non sono niente se non sai cosa scrivere, quando e come e se non sai quali parole usare. Bisogna saper creare emozione, e poi il resto viene naturale. Ridi, sospiri, lacrimi e alla fine sei soddisfatta proprio per questo non per quanto sia gnocco il protagonista. 
Viviana, go girl! ^_^