27 aprile 2012

Jane Austen
Lady Susan - I Watson - Sanditon

Trama
Newton & Compton
ebook | € 1,99
La città di provincia, le chiacchiere misurate dei salotti, le ferree regole e convenzioni dell’universo piccolo-borghese: in queste tre brevi opere gli ingredienti per entrare nello straordinario mondo della Austen ci sono tutti. La protagonista di Lady Susan, frizzante romanzo epistolare, è una donna energica, intelligente, senza scrupoli, che si diverte a giocare con i sentimenti degli uomini. Ne I Watson Emma, coraggiosa e arguta eroina, vede le sue ambizioni matrimoniali frustrate dalla povertà e dall’orgoglio. Infine Sanditon, ambientato in una località marina di villeggiatura, presenta una straordinaria galleria di personaggi ipocondriaci osservati con occhio divertito e scettico. Il Settecento inglese della borghesia di provincia, delle buone maniere, del matrimonio come aspirazione suprema: Jane Austen ha saputo dipingere il suo tempo con grazia ed eleganza, ma ne ha lasciato accuratamente emergere, con le stesse armi tipiche di quei salotti – arguzia, bon ton, ironia –, gli aspetti più retrogradi, rivelandosi, pur tra le pareti domestiche, donna di spirito e femminista ante litteram. L’incredibile varietà di sfumature psicologiche e i rapporti sociali scandagliati con maestria ci consegnano tre deliziosi racconti di grande fascino e assolutamente attuali.

Commento
Va bene, ho capito. Io e zia Jane non andiamo d'accordo.
Mi metterò il cuore in pace e non ci perderò più tempo. Che poi, detto in tutta sincerità, non avevo bisogno di leggere 3 racconti - di cui 2 incompleti - per capire che la Austen non tocca le mie corde.
Cerchiamo di capire perché, accidenti. Letto Emma, meh, meglio la miniserie della BBC. Letto Orgoglio e pregiudizio, meh once again, meglio il film e la miniserie della BBC. A quel punto ho mollato la spugna, finché il mio fidanzato, da bravo ometto, mi ha preso la raccolta dell N&C da 4,90€. Un cadeu molto dolce, tenerello e non ho avuto cuore di dirgli MEH!
Quindi, da brava fidanzata, l'ho letto. MEH triplo. Tanto per cominciare devo smettere, smettere, smettere di leggere le critiche letterarie a inizio libro, perché puntualmente mi rovinano la lettura o mi spoilerano tutta la storia. Ma soprattutto mi illudono! A leggere queste bellissime, quanto aimé noiosette, analisi ogni volta siamo di fronte ad un capolavoro, ad uno scritto perfetto o quasi, da cui estrapolano un sacco di concetti di alto livello che poi - puntualmente - non riconosco.
Successo anche questa volta, ovviamente, altrimenti non avrei messo 2 cuoricini miseri. Alors, Lady Susan, l'unico dei tre completo, non mi è piaciuto perché questa benedetta Susan è insopportabile. Cattiva, approfittatrice, manipolatrice, madre snaturata è uno di quei personaggi che gli autori vogliono far passare per furbi, quelli che hanno un intelletto superiore e che sanno usarlo sui creduloni di cui si circondano. Odiosa. Gli altri due racconti, essendo incompleti, non hanno una vera ragion d'essere e probabilmente sono stati usati come tappa buchi. Beh, grazie tante N&C per aver pubblicato una mini raccolta di 1 racconto e 2 mezzi racconti, a cosa serve me lo devono dire. In entrambi i casi non c'è stata occasione per elaborare al meglio i personaggi e la storia, per cui mi limito a dire che - comunque - quel poco che c'è è scritto bene, con una certa acidità che smaschera i difetti della borghesia inglese. Apprezzabile, certo, ma non abbastanza per farmi cambiare idea sulla Austen: ha uno stile troppo da 'i miei neuroni sono più svegli dei tuoi', troppo presuntuosa nel suo voler creare personaggi o troppo stupidi o troppo pieni di sé. Non fa per me, apprezzo indubbiamente la sua importanza letteraria, ma non riesco a farmi piacere il suo stile.

24 aprile 2012

Kresley Cole
Dark desire

Serie Immortals After Dark 5
Titolo originale Dark Desires After Dark

Trama
Leggereditore
ebook | € 1,99
Cadeon Woede non avrà pace finché non riuscirà a espiare la colpa che lo perseguita da tanto, troppo tempo.Uno spiraglio si apre in lui quando incontra l’affascinante Holly Ashwin. In lei vede la chiave per fuggire dalla sua terribile condanna, l’unica salvezza alla pena infinita che lo perseguita. Ciò che ancora non sa però, è che la donna lo attirerà a sé tormentandolo più del suo stesso passato. Cresciuta come una semplice umana, Holly è inconsapevole della dimensione oscura che la circonda, fino a che un demone brutale e magnetico decide di diventare il suo protettore, immergendola in un’atmosfera fatta di ombre e sensualità. E se dapprima il timore dell’ignoto la frena, a poco a poco non potrà fare a meno di soccombere al suo abbraccio di fuoco. Riuscirà Cadeon a conquistare la fiducia dell’unica donna che abbia mai saziato i suoi desideri più nascosti... ma soprattutto, potrà mai rapire fino in fondo il suo cuore?


Commento
Ma perché mai bisogna cambiare, quando si riesce sempre a centrare il bersaglio? Quando ogni romanzo, per quanto uguale/simile ai precedenti, riesce ad appassionarti allora vuol dire che l'autrice ha scoperto il segreto del successo. Di una serie di successo, quanto meno.
Ebbene sì, anche questo nuovo titolo della serie più pazza del paranormale in Italia è decisamente frizzante, divertente, assurdo e fuori di testa. E mi piace un casino! La Cole ha uno stile che tende decisamente all'ironico, al divertente e al creare situazioni che si prestano benissimo per uno scontro tra caratterini. Ogni suo personaggio protagonista ha sempre un non so che, un brio, che a molti protagonisti manca. I due protagonisti riescono sempre a fare scintille, in qualsiasi situazione li metta e chiunque essi siano. Quindi, perché cavolo cambiare, quando funziona tutto sempre così bene?
Allora, Cade e Holly non sono personaggi nuovi. Entrambi sono comparsi nei romanzi precedenti anche se in dosi minori: Holly è solo un'apparizione, in quanto sappiamo di lei solo attraverso l'interesse di Cade. Mentre il nostro demone cornuto e sexy è il fratellino minore del re dei demoni. Cade è la pecora nera, lo scapestrato, quello che rovina le vite degli altri ecc. Eppure, oh mamma, quanto è tenero. Poverello, è solo incompreso! Certo, è strafottente, divertente, disordinato, dongiovanni...ma è così carino! Appena vede Holly, un'umana nerd piena di manie ossessivo-compulsive, poverino...si scioglie come un ghiacciolino sotto al sole d'Agosto! Anche se è così diversa da lui, anche se è umana, lui la desidera. Vuole più di ogni altra cosa stare con lei, perché lei è la sua compagna, colei che lo risveglierà, ma allo stesso tempo sa che non può soddisfare il suo desiderio proprio per il fatto che lei non fa parte della sua realtà.
Ovviamente la Cole ha un modo tutto suo di gestire le difficoltà, togliendo i primi ostacoli per poi metterne altri, ma riesce sempre a creare una narrazione fluida, con un filo logico e senza singhiozzi che bloccano la lettura.
Questa serie mi piace sempre nello stesso modo, ogni volta mi aspetto di leggere una storia sexy e divertente ed ogni volta ottengo quello che voglio. Non è una cosa da tutti saper proporre un prodotto sempre sullo stesso livello, soprattutto quando questo è così alto.
Adesso non mi resta che continuare la lettura della serie e vedere se veramente riuscirà a non farsi 'svalutare'.

19 aprile 2012

Lisa Kleypas
Perché sei mia!

Serie Capital Theatre 2
Titolo originale Because you're mine

Trama
Piuttosto che essere costretta a sposare un vecchio e depravato lord, lady Madeline Matthews è disposta a tutto, anche a sacrificare la propria reputazione. Perciò fugge a Londra, con l’unico intento di diventare l’amante dell’attore e seduttore più famoso del momento: Logan Scott.
Indurito dai tradimenti subiti nel passato, Logan non ha però alcuna intenzione di farsi coinvolgere in una relazione da quella giovane innocente, e la respinge. Ma Maddie è solare, bella, appassionata, ed è impossibile resisterle. Anche se per Logan abbandonarsi a quell’amore significherebbe far correre nuovi rischi a un cuore già ferito…



Commento
Considerando quanto mi ha deluso ultimamente la Kleypas, questa volta posso dire che -quasi- siamo tornati ai  livelli dei suoi migliori romanzi. Quasi, ovviamente, perché ancora non ci siamo.
Non ero preparata al fatto che la Kleypas avesse usato una protagonista giovinetta e così indipendete. In genere le sue eroine non hanno dei caratteri così irruenti e sempliciotti al tempo stesso. Le sue protagoniste di solito hanno carattere, ma anche buon senso. Maddie, devo dirlo, con la sua idea blazana di scappare dalla scuola per evitare di sposare il vecchio bavoso dimostra di avere la testa piena di aria fritta tipica delle ragazzine. Agisce in modo impulsivo e contemporaneamente non ha nessun senso pratico. Si aspetta che il suo piano non subisca intoppi di nessun tipo e che sedurre un uomo -con esperienza- sia la cosa più semplice del mondo. Ovviamente è tutto studiato, in modo che Maddie si scontri con la realtà in modo molto netto, ma per i miei gusti questo modo di agire risulta leggermente irritante. Non che sia fastidiosa, intendiamoci, solo che questo atteggiamento non mi ispira simpatia. Per fortuna Maddie recupera molto dalla seconda metà del romanzo, quando può finalmente dimostrare di avere un briciolo di sale in zucca e di sapersi comportare come una donna e non come una ragazzina.
Logan, da parte sua, risponde a tutte le caratteristiche tipiche dell'eroe kleypasiano. Ha un carattere molto chiuso, scontroso e affronta ogni sentimento con freddezza e disprezzo. Ogni approccio da parte delle persone lo lascia sospettoso a causa, ovviamente, di una serie di batoste emotive subite nel corso della sua gioventù. Soltanto la comparsa di una giovinetta innocente e assurdamente sincera riesce a fare breccia nel suo scudo emotivo. Tutto sommato non mi è dispiaciuto il cambiamento avvenuto nei due personaggi, ma per una volta la Kleypas ha saputo dare un tono maggiore alla protagonista femminile, mentre Logan sa di già letto. La storia scorre liscia con il giusto ritmo e risulta essere molto più ricca di avvenimenti e di emozioni di molti altri e il lieto fine arriva con grande soddisfazione. Certo è che la Kleypas ha scritto di molto meglio, ma anche di peggio, quindi mi ritengo contenta.

18 aprile 2012

J.R. Ward
Lover Reborn

Serie Black Dagger Brotherhood 10

Trama
Signet Book
pag. 627 | € 6,76
Ever since the death of his shellan, Tohrment is a heartbroken shadow of the vampire leader he once was. Brought back to the Brotherhood by a self-serving fallen angel, he fights again with ruthless vengeance- and is unprepared for a new tragedy.
Seeing his beloved in dreams—trapped in a cold, desolate netherworld—he turns to the angel to save his former mate, only to despair at the path he himself must take to set her free.
As war with the lessers rages, and a new clan of vampires vies for the Blind King’s throne, Tohr struggles between an unforgettable past, and a future that he doesn’t know he can live with… but can’t seem to turn away from.





Commento
Come rovinarsi la vista. Ovvero come tentare di finire un romanzo di 512 pagine senza interruzioni, trascurando fidanzato, cibo, lavoro, sonno…insomma, come smettere di vivere e dedicarsi solamente ad una cosa: Tohrment, e nel frattempo perdere un paio di diottrie. 
Francamente, ormai non ho più aggettivi per descrivere l’abilità della Ward. Ogni volta che si pone una trama difficile da gestire, riesce sempre a uscirne vincitrice con una storia così bella che, sinceramente, mi chiedo come cavolo faccia. 
Perché la storia di Tohr era una delle più difficili da gestire, una di quelle che – se fai un passo falso - possono farti perdere la stima di una buona fetta di lettori die hard della serie. Eppure ha vinto la scommessa perché io – personalmente - non ho trovato difetti che hanno rovinato la storia, non ho storto il naso, non ho pensato ‘meh! Non lo dovevi fare!’ non ho contestato le sue scelte narrative. 
Non ho idea di come faccia, seriously
Il problema principale era creare una storia d’amore per Tohr che non stonasse con il suo passato e che sapesse giustificare il cambiamento. Wellsie era, ed è, un personaggio molto amato, uno di quelli che ti rifiuti di perdere e che lasciare andare è un tradimento. La Ward – diabolica - ha creato un tappeto talmente fitto di collegamenti che, nella loro semplicità, sono ovvi e giusti. Credo che ci abbia pensato davvero molto e che si sia sforzata di far fluire la storia nel modo più sincero e naturale possibile. Ci è riuscita, anche se la componente romantica è sempre meno incisiva. La tendenza generale della serie di ridurre lo spazio per l’amore e aumentare quello della trama vera e propria si sta affermando sempre di più, dando spazio a coppie già formate e alla loro quotidianità e dando la possibilità a personaggi con un passato di avere una loro storia, più matura e introspettiva e meno romantica. 
Tohr è il personaggio più sfortunato della serie e anche quello meno approfondito. All’inizio lo abbiamo visto attraverso gli occhi degli altri Brothers come il leader, quello più calmo e concentrato, quello con una storia di guerriero molto lunga, con esperienza e con una compagna. Tohr è quello che è passato inosservato, poco considerato e poco interessante. In realtà, come tanti, anche lui aveva un passato prima della BDB, una storia prima di Wellsie e la Ward sapeva che in lui c’era molto di più del ‘papà’ del gruppo. 
Quando Wellsie muore, Tohr crolla. Ha perso tutto e non ha nessuna intenzione di rimanere sulla terra. Sparisce per molti libri, per ricomparire mezzo morto tra le braccia di Lassiter, l’angelo caduto. Durante il romanzo di John comincia a riprendersi, si nutre e riprende a combattere ma non abbandona mai, nemmeno per un attimo, il ricordo di Wellsie. Il suo attaccamento è giusto e accettato da tutti, nessuno si sogna di pensare che deve andare avanti con la sua vita, perché poi? Eppure…eppure. 
Nello schema generale delle cose, Scribe Virgin, Omega e Maker (Dio) niente succede per un caso e ogni cosa deve avere una sua fine. Wellsie non è entrata nel Fado ma è, invece, in una specie di Purgatorio, dove rimane perché chi ha lasciato indietro con ha intenzione di farla passare oltre. Il rischio è che scompaia, che non entri nel Fado e che venga, quindi, condannata ad una eternità di nulla e di sofferenza. Ci si chiede perché, perché Wellsie debba essere in quel posto ma sarebbe come chiedersi perché Dio tollera le ingiustizie. È così e basta. Ed è colpa di Thor, che non riesce a lasciarla andare. Tohr, che fa di tutto per tenerla viva e, quindi, condannarla all’Inferno. 
A questo punto ci viene chiarito anche il motivo della presenza di Lassiter, che è comparso senza un apparente motivo insieme a Tohr. Apparente, appunto, perché il compito di Lassiter è chiaro: se vuole salvare la sua anima deve salvare quella di Wellsie e per farlo deve aiutare Tohr a rifarsi una vita. Ci si gioca il tutto per tutto: o Tohr si sveglia, oppure ben due anime saranno dannate, senza contare che lui stesso non avrà mai pace. 
Entra in gioco No’One. Lassiter, ad un certo punto, è bloccato. Non sa che pesci pigliare con Tohr, non ottiene progressi e Wellsie e il piccolo continuano a svanire sempre di più, ma appena vede No’One capisce che lei è la chiave. Non bisogna fraintendere la cosa: No’One non è come Beth, Bella, Mary e le altre shellan. Lei non è la compagna destinata, lei è il collegamento che unisce il Tohr del passato con il Tohr del presente. I due, infatti, hanno un precedente. No’One è la madre di Xhex, violentata da un simpath e salvata da Tohr e Darius. Quando No’One si suicida –con un pugnale di Tohr, no less- è Tohr stesso a seppellirla, dopo mesi in cui l’ha accudita, nutrita e curata, dopo che l’ha aiutata a mettere al mondo Xhex. I due cerchi collidono: No’One, si rende conto che il motivo per cui è tornata indietro è quello di fare ammenda, di chiedere scusa –a modo suo- a Tohr per quello che ha fatto. Così decide di dargli il suo sangue e di accettare che Wellsie sia sempre al suo posto. Si sacrifica, si cancella del tutto. No’One. Nessuno. Ma per Tohr fa tutto, anche sopportare le sue paure. Tohr, attraverso No’One ritorna ad essere fisicamente ciò che era e reimpara a relazionarsi con gli altri, soprattutto con le donne. Da No’One accetta il sangue, la compassione, l’amicizia. Accetta il sesso, purché non gli chieda di cancellare Wellsie. E No’One lo concede. I due cerchi girano nella stessa direzione e la forza del loro scontro risveglia in Thor istinti ormai morti e sepolti. Tohr accetta No’One, la sua attrazione verso di lei solo in nome di Wellsie, solo per liberarla. Nella sua visione distorta delle cose, un po’ di sesso vuol dire che è andato avanti, no? Eppure non basta e Lassiter dispera. Finché No’One diventa Autumn, rinominata da Tohr, reclamata da lui e per lei Autumn è il simbolo della sua rinascita. Lover reborn, appunto. 
La parte più intensa, più credibile e più ‘giusta’ è il percorso di Tohr. I suoi sentimenti cambiano durante un intero anno (il romanzo è diviso in 4 stagioni), durante il quale ritorna a vivere per blocchi: combattimento, sangue, sesso, amore. Ad ogni blocco la trasformazione dei suoi sentimenti è vera, giusta, sentita. Inevitabile. La sua profondità e il suo conflitto sono i migliori di tutta la serie. Batte anche Z e V, il che è tutto dire. Accetto come giusto il suo cambiamento. Accetto come giusto il suo amore per Autumn e accetto, come giusto, il fatto che lasci andare Wellsie. La parte finale fa piangere, perché senti quello che sente lui, perché l’inevitabilità ti stordisce e perché libera te e libera lui del peso del passato. 
Tohr e No’One/Autumn. Una storia riuscitissima. 
E dopo questo papiro su di loro, mi tocca farne un altro per gli altri personaggi. 
Come ormai è tradizione, la seconda coppia portante della storia sono John e Xhex. Dopo il lieto fine cominciano i guai quando Xhex vuole combattere a tempo pieno ma John non riesce ad accettarlo, causa istinto da vampiro. I due dovranno separarsi per riunirsi e accettare come sono e quello che vogliono. 
Gli altri personaggi che entrano in gioco prepotentemente sono: Layla, Qhuinn, Assail, Xcor e Troe. 
Qhuinn ha fatto il salto, terminando totalmente la sua trasformazione iniziata in Lover Mine. E’ diventato adulto, in un certo senso, e accetta incondizionatamente il suo ruolo di Astrux Nostrum e di solitario all’interno della BDB. Sempre pazzo di Blay, si convince sempre più che per lui non ci sarà nessun altro se non Blay. Lo accetta ma…ma…alla fine decide di darsi una scrollata. 
Layla, invece, conclude il suo processo e –come Qhuinn- si rende conto di non avere niente e nessuno e di essere totalmente sola. Solo il suo ruolo di Chosen la rende utile e le fornisce un’identità. Nel momento in cui accetta di avere da Qhuinn amicizia e sostegno, capisce che si può fidare solo di lui e che solo lui potrà aiutarla nel momento del bisogno (da leggere needing). I due arrivano ad un accordo che è in parte difficile da accettare: per l’amore di Qhuinn verso Blay e per il risveglio dei sensi di Layla verso…non lo dico. 
Xcor e Troe si prendono con la forza la parte che prima apparteneva ai lessers. Sono i cattivi, ma allo stesso tempo non lo sono. Io, per lo meno, non riesco a vederli come nemici cattivi. Sono nemici della BDB e basta ma hanno un loro perché, una loro storia e soprattutto hanno caratteri che offrono molto di più del semplice voler prendere il potere al posto di Wrath. Se all’inizio Troe si pone nei panni del buono tra i cattivi, alla fine non è lui che emerge come vero protagonista tra i BoB. Xcor è il vero personaggio chiave, lui è quello che dimostra di avere più lati, più sfumature tra tutti. Cattivo, senza onore, senza morale, ma allo stesso tempo emotivo, legato ai suoi bastardi e estremamente lucido riguardo al suo essere totalmente, assolutamente not worthy. Neppure per un attimo si intravede pazzia, dentro di lui, o manie di protagonismo. Sa perfettamente cos’è, com’è, e cosa non avrà mai. Ma anche per lui c’è speranza. O almeno, lo spero tanto. Xcor ha molto da dire e ho come l’impressione che avrà il suo spazio. 
Per ultimo ho lasciato Assail, un nuovo vampiro della glymera uscito dal nulla, di cui si sa poco o niente e le cui motivazioni sono tutt’ora oscure. Sappiamo solo che prende il posto di Rehv nel commercio di droghe e che nessuno si fida di lui. Vedremo. 
Che altro aggiungere? Ah si, la prossima storia è la Qhuay tanto voluta e desiderata. Qhuinn e Blay, ancora un anno. Soffro.

Christine Feehan
Il principe vampiro. La metamorfosi

Serie Carpaziani 5
Titolo originale Dark Challenge

Trama
Newton & Compton
pag. 384 | € 9,90
Gregori, il più abile dei guaritori dei carpaziani, ha chiesto a Julian Savage di salvare una bellissima cantante, Desari, da una minacciosa società segreta di umani il cui intento è sterminare le creature della notte. Quando Julian sente per la prima volta la voce melodiosa dell'affascinante Desari, rimane incantato, e non può far altro che legarla a sé. Perché lui sa che quella ragazza è la sua anima gemella.
Julian lotterà con tutte le sue forze mettendo a repentaglio la sua stessa vita - per riuscire a proteggerla, anche se Desari non sembra ricambiare fino in fondo il suo amore. Lui sa che è così che deve andare. Ne è talmente sicuro che questo pensiero lo sta portando rapidamente alla follia. Riuscirà Julian a sconfiggere i nemici che minacciano la sua amata? E a scacciare tutte le ombre che incombono sul loro futuro?



Commento
Carpaziani, secondo tentativo.
Per un caso particolare, mi sono trovata in mano l’ultimo romanzo di Christine Feehan della serie dei Carpaziani, da anni ormai pubblicata in USA e ora anche in italiano. 
All’inizio della mia carriera di lettrice di vampire romance, la Feehan e questa serie in particolare erano un punto saldo da cui iniziare a conoscere il genere, una specie di tappa forzata per chi voleva farsi un’idea generale di cosa fosse un romance con protagonista un vampiro. 
Lo dico senza girarci intorno. Ho abbandonato la serie dopo il secondo titolo. Io e la Feehan non andiamo d’accordo e non sono le sue storie ad essere il problema. Il problema è che non reggo il suo modo prolisso, pedante e ridondante di scrivere. Non reggo i dialoghi forzatamente lunghi ed elaborati, non reggo il linguaggio finto ricercato dei protagonisti maschili, non reggo la lunghezza generale dei romanzi –francamente eccessiva, considerato che succede veramente poco- e, infine, non reggo l’atteggiamento maschilista e vagamente misogino dei personaggi maschili. Detto da me, che amo alla follia gli eroi alfa estremi, vuol dire che c’è qualcosa che non va. Quindi ho deciso, tempo fa, che avrei cercato i miei vampiri altrove. 
Ovviamente, alla notizia che sarebbero stati pubblicati anche in italiano sono rimasta sorpresa, lo ammetto. Questa dei Carpaziani è una serie old style, vecchia dentro, vecchia nello stile, nello schema, nei personaggi, che ha indubbiamente funzionato nel suo periodo d’oro ma che poco rappresenta ciò che è ora il vampire romance. Senza commentare la solita, scontata, euforia nel web che mi ha convinta a non avvicinarmi alla serie neanche da lontano, sono stata –gentilemente- fornita di questo volume e quindi l’ho letto. 
Mi sono avvicinata al libro con una mente forzatamente aperta, dopo una tabula rasa sulla mia esperienza precedente. Risultato? L’ho finito, anche se con una certa fatica. Ho ritrovato, ahimè, gli stessi elementi che mi hanno fatto abbandonare la serie anni fa e che francamente non me la faranno più leggere. 
La Feehan, va detto, ha il pregio di volere elaborare fino al limite i pensieri e i sentimenti dei suoi personaggi. Prolunga ogni scena con dialoghi infiniti (a volte con moltissime ripetizioni) dove i protagonisti sviscerano tutti i pensieri che passano loro per la testa. Sicuramente questo incide nella complessità e nella completezza del rapporto lui/lei ma il rischio, altissimo, è che effettivamente succeda poco o niente nella trama a parte i due che parlano, si beccano o si raccontano quanto si amano e quanto si desiderano in tutte le lingue del mondo. Apprezzo un buon dialogo, ma apprezzo di più una trama ben costruita, complessa, ricca di avvenimenti. Il vampire romance non è solo un eroe con i canini e un’eroina che si sottomette al suo volere porgendogli il collo. C’è tanto da sfruttare ma la Feehan ha deciso di creare un universo dove ogni cosa si riduce ad un’unica spiegazione: sei la mia compagna per la vita. Come per dire ‘non farti domande è così e basta, perché lo dico io.’ Il maschilismo estremo e fastidioso che pervade ogni singola pagina non mi rende piacevole la figura di Julian che, invece di essere un misterioso vampiro solitario, sembra il vampiro più sprezzante della cerchia. Impone il suo volere con un tono di accondiscendenza irritante fino all’ultima pagina e la protagonista, che parte bene –indipendente e attiva- diventa una marionetta tra le sue mani. Passa dall’essere controllata dal fratello ad essere controllata da Julian senza che nessuno si sprechi in una spiegazione sulle tradizioni dei Carpaziani. 
Va bene, la situazione non è esattamente ideale per fare un viaggio nelle tradizioni, ma allora non hai nemmeno tempo per farti tutti quelle pippe mentali su quanto sia bella, profumata, sensuale, risplendente, giovane, pura, bella, sua compagna per la vita (ripetuto talmente tante volte in una pagina da farmi venire un tic all’occhio). Se si legge il romanzo con un occhio ‘contemporaneo’ metà risulterebbe praticamente inutile ai fini della storia. Troppe scene inutili, lunghe e prolisse, troppe descrizioni inutili, troppi dialoghi in cui non si dicono mai niente di nuovo. 
È indubbiamente un romanzo ben scritto, ma che stona sempre – per come la vedo io. Il vampiro, in questo ambiente, con questo stile, risulta essere tutto tranne che vampiro. Le trasformazioni in animali, in vapore, lo spostare la terra, insomma…già visto, già letto. È inutile, il romanzo ha 12 anni e si sentono. 
Per chi apprezza uno stile poco telegrafico, una storia d’amore classica, magia presa così come viene, personaggi che sono dei cliché ambulanti, descrizioni lunghe, dialoghi infiniti (l’avrò ripetuto troppe volte, ho preso il vizio) allora questo è senza ombra di dubbio un romanzo piacevole, emozionante e coinvolgente. In certi punti anche io mi sono lasciata prendere dalla storia ma da altri personaggi, non dai protagonisti. Tuttavia questa curiosità non mi porterà da nessuna parte. Non ho intenzione di dare una terza possibilità a questa serie. 
Sorry.

J.R.Ward
An irresistible bachelor

Trama
Signet Book
pag. 305 | € 6,76
For struggling art conservationist Callie Burke, the chance to restore a world-famous painting is the opportunity of a lifetime -- one that no one in her right mind would turn down. Call her crazy, but Callie has serious reservations about working with the painting's owner. Warm and sexy, Jack Walker makes no attempt to hide the strong attraction he feels for Callie -- even as she tries to keep their relationship professional. Now, cocooned in his studio in Boston, she will either have to learn to ignore the man and concentrate on the masterpiece, or give in to the kind of passion that can never be captured on canvas.
Jack Walker is a practical man who runs his life, his empire, and his fortune effortlessly. Yet from the moment he met Callie Burke, he wanted her with all the intensity of a first crush. As he gets to know her, the desire blossoms into something more -- and Jack finds that for the first time in his life he is leading with his heart instead of his head.

Commento
Classico romance in versione Ward, oppure Ward in versione romance classico? 
Alla fine, però, il risultato è lo stesso. 4 Stelline e un senso generale di soddisfazione. 
Più che nella BDB e nella serie degli Angeli, nei suoi contemporanei la Ward fa sentire, in modo veramente incisivo, la sua evoluzione di scrittrice. 
Passa da romanzi abbozzati, poco formati e poco coinvolgenti, a storie più definite, con una trama che segue uno schema classico in modo fluido e logico, personaggi delineati molto bene che si lasciano muovere nella trama scuotendo i momenti noiosi. 
Insomma, si sente che la Ward fatica parecchio con il romance puro e che i confini degli schemi prefissati le stanno molto stretti. I suoi eroi non hanno libertà e hanno un margine di azione misero che non permette loro di esprimersi al 100%. C'è sempre la sensazione che i protagonisti nascondano qualcosa, perché NON possono dire o fare, non hanno indipendenza letteraria. 
Stesso discorso per la Ward, che nella lettera d'apertura sottolinea come sia stata costretta a smussare gli angoli dell'eroe, ammorbidendolo, rendendolo più conforme allo stereotipo maschile di romance. 
E' un peccato, perché la Ward a briglia sciolta raggiunge livelli di creatività molto alti. Callie e Jackson sono due personaggi con grandi potenzialità, lei meno di lui. La nostra eroina è la classica ragazza sfortunata, povera in canna e dal passato da nascondere. Figlia illegittima, mai amata dal padre, quasi ignorata dalla madre, è sempre stata l'ultima ruota del carro. Proprio mentre è al verde totale arriva la classica botta di cul...ehm il colpo di fortuna. Il bel tenebroso Jackson, uomo d'affari ricco sfondato, le stacca un assegno stellare per restaurare un quadro. Ma non solo! Siccome a Jack si è svegliato l'ormone alla vista della rossa Callie vestita di stracci, decide di portarsela in casa con la scusa che così potrà lavorare meglio sul quadro. 
Cosa potrà mai succedere? Jackson fa di tutto - anche cornificare la fidanzata - per avere Callie ma man mano che passa tempo con lei si rende conto che non è una semplice ossessione. L'ormone non c'entra, ma il suo cuoricino nero nero si. Così si libera delle pastoie delle apparenze e si lascia andare in una relazione con alti e bassi, madri che si impicciano, amici che ci provano con Callie, ricconi snob e segreti di famiglia. 
Ma il lieto fine, candido e sciropposo, arriva con due paginette misere e tanto di elezione di Jackson a governatore e pargolo in arrivo. La fine è così mielosa e così nauseante che si sente che anche la Ward non ce la faceva a scriverla. Me lo aspettavo, comunque, e in fin dei conti sono poche paginette. Facciamo il sacrificio perché il romanzo si lascia leggere che è una meraviglia e appassiona molto.

Anne Rice
Il vampiro di Blackwood

Serie Cronache dei Vampiri 10
Titolo originale Blackwood Farm

Trama
TEA | pag. 626 | € 10,00
Benvenuti a Blackwood Farm: svettanti colonne bianche, saloni senza fine, giardini inondati di sole e l'oscura, densa striscia di una palude maledetta... È il mondo di Quinn Blackwood, eccentrico e affascinante giovane tormentato, sin dagli anni dell'infanzia, da un inquietante doppio, Goblin, uno spirito che solo lui può vedere, e che nasconde risvolti ben più inquietanti di un compagno di giochi immaginario. Finché una notte, mentre Quinn, ossessionato dalla storia di un vecchio antenato ritiratosi su una misteriosa isola al centro della palude, vaga fra quelle acque limacciose illuminate dalla pallida luce della luna, ha un incontro drammatico che porrà presto fine alla sua vita terrena, segnando l'inizio della sua esistenza come vampiro. E da quando, suo malgrado, riceve il Dono del Sangue, perdendo ogni cosa in cambio di un'indesiderata immortalità, Goblin assume su di lui uncontrollo terrificante... In una disperata corsa avanti e indietro nel tempo, dagli anni in cui era bambino al presente di New Orleans, dall'antica Atene alla Napoli del XIX secolo, Quinn si mette alla ricerca del vampiro Lestat, l'unico che, forse, potrebbe liberarlo dallo spettro che sembra volerlo risucchiare nella nera palude e nei suoi terribili segreti...

Commento
Dopo Marius mi aspettavo un altro romanzo/mattone, nel puro stile Rice contemporanea (quella iper cristiana).
Invece no, thank God! Sebbene l'inizio sia lento e in alcuni momenti addirittura pesante, la Rice ha saputo riprendere la scrittura del passato arricchendo in modo incredibile una storia che - se ci si ragiona un po' - ha poco a che fare con le vere cronache dei vampiri.
Superato lo scoglio iniziale si entra nella lussureggiante Louisiana della Rice, fatta di ville antiche, vegetazione selvaggia, umidità, riso e fagioli e famiglie dall'albero genealogico chilometrico. Prendiamo l'atmosfera delle storie delle streghe Mayfair e cambiamo il cognome in Blackwood. Cambiamo il nome dello spirito Lasher (ah, Lasher, quanto mi manchi) in Goblin, prendiamo un protagonista fuori da ogni classificazione sociale e chiamiamolo Tarquinn. E giusto perché siamo ingordi, facciamolo diventare un vampiro...e ciliegina sulla torta, incontriamo un'altra volta il nostro Lestat.
Quante cose, in questo romanzo, ma quanto è brava la Rice a scrivere e mischiare elementi, trame, storie e fantasmi come se fossero mangrovie che crescono intrecciate strette.
Solo lei sa ricreare a parole immagini, suoni e odori come se fossero reali. C'è poco da fare, la Rice mi piace tanto!

Lisa Kleypas
Con te, adesso

Serie Stokehurst 2
Titolo originale Prince of Dreams

Trama
Il più pericoloso e desiderato uomo d’Inghilterra brama possedere una donna incantevole e testarda, che è promessa a un altro.
Eppure dopo aver conquistato la deliziosa mano di Emma Stokehurst, Nikolas non riesce a colmare il vuoto che sente nel cuore.
Affascinante e tormentato principe, Nikolas sembra infatti vivere in un tempo remoto popolato di splendidi e romantici sogni. Il destino lo porta inesorabilmente lontano, ma il tocco amorevole di Emma è una promessa di estasi e, forse, il sentimento che da tutta la vita sta inseguendo. 




Commento
E siamo a due.
Due scivoloni kleypasiani e guarda caso il primo è stato proprio il volume precedente a questo. Per la serie 'parti male, finisci peggio'. Insomma un duetto sfortunato, quello degli Stokehurst perché in entrambi i casi non mi sono piaciuti. 
Mentre Cuore a cuore si è preso 2 stelline misere, dovute soprattutto allo shock che ho subito ad aver letto una simile castronata, Con te adesso se ne prende 3 per la sola parte iniziale. 
Anzi, a voler essere sincera la prima parte della storia mi ha anche preso notevolmente ma con l'introduzione dell'elemento fantastico la Kleypas ha sbagliato tutto e ha rovinato l'atmosfera tormentata facendo scendere drasticamente il livello di gradimento.
C'erano, però, dei precedenti che in un certo senso hanno minato all'origine ogni possibile super coinvolgimento della sottoscritta. I due protagonisti, infatti, compaiono già nel libro precedente: Nikolas è il parente reduce da torture, mentre Emma è la figlioccia della cugina di Nikolas, praticamente una bimbetta. Sapere che i due sarebbero finiti assieme mi ha turbata non poco perché non riuscivo a vedere Emma in versione adulta. 
Ho dovuto lasciare il libro in un angolo e non guardarlo nemmeno, nella speranza di dimenticarmi questo piccolo fatto. 
Ci ho provato, e in un certo senso ha funzionato, ma che fatica! 
La prima parte, dicevo, è la migliore. Nel puro stile kleypasiano abbiamo un protagonista maschile molto dominante, che si impone al lettore e alla protagonista senza farsi tante menate. Nikolas sa che Emma diventerà sua moglie semplicemente perché lui lo vuole e arriva addirittura ad allontanare con le minacce ogni possibile pretendente. Si insinua nella vita di Emma con lusinghe e manipolazioni, riuscendo a rimenere sempre nelle grazie del lettore. E' notevole che la Kleypas sappia rendere affascinante un personaggio che nella vita reale verrebbe preso a calci nel popò da ogni donna con un minimo di cervello. 
Emma, invece, cade bellamente nel suo tranello perché in parte ne é affascinata e perché si sente obbligata, visto che le sue possibilità di matrimonio sono nulle. 
In questa prima parte abbiamo una serie di contrasti che creano un tira e molla emotivo molto forte. Nikolas è un buono cattivo (o un cattivo buono?) che agisce in modo perfido ma riesce ad essere affascinante e irresistibile. 
Proprio quando il tormento lettrice/Emma è alle stelle arriva la tragedia. 
La Kleypas fa il danno e mi fa rincitrullire Nikolas. Con la solita solfa del sangue russo e dei poteri della famiglia, Nikolas comincia ad avere delle visioni. Vede il suo antenato Nikolas, uguale sputato a lui, e la vita che ha avuto con la moglie uguale sputata a Emma. Nel giro di uno svenimento vive una vita intera, si sveglia e diventa un agnellino. 
Che boiata colossale. Capisco i flashback, li avrei accettati, ma questa specie di reincarnazione è stata lunga, prolissa, noiosa, assurda e ha rovinato praticamente tutto quello che c'era di buono in un romanzo già sfortunato. 
Nikolas si dimostra essere un Grisbì anormale e Emma una bambocciona che non esce dai canoni dell'eroina kleypasiana, ovvero si fa schiacciare dal protagonista. 
Non vedevo l'ora di finirlo, perché un supplizio così - dalla Kleypas - non me l'aspettavo. Soprattutto non così presto e non con due romanzi collegati. 
Spero sinceramente che questo sia l'ultimo martirio, perché altrimenti mi toccherà rivedere il principio di 'comprocompro' legato al nome Kleypas. 
Sadness.