28 febbraio 2012

Lara Adrian
Il bacio eterno

Serie Midnight Breed 6
Titolo originale Ashes of Midnight
Trama
Leggereditore
pag. 345 | € 10,00
Quando cala la notte, Claire Roth è costretta a fuggire... Una minaccia che proviene dall’inferno stesso la spinge lontano da casa. Poi, dal fuoco e dalla cenere sorge un guerriero vampiro. Si tratta di Andreas Reichen, suo antico amante ora ridotto a un perfetto estraneo, un essere accecato dalla vendetta. Nulla placherà l’ira di Andreas: è determinato ad annientare il vampiro responsabile della distruzione del suo Rifugio Oscuro. È disposto a tutto, persino a usare la sua ex amante come pedina della sua missione mortale. Profondamente attratta dal suo insidioso nemico, Claire deciderà di affiancarlo in questa avventura, ma il loro sarà un viaggio disseminato di pericoli e seduzione... Perché Claire è l’unica donna che Andreas dovrebbe tenere lontana ma anche l’unica che abbia mai voluto possedere. Entra in un gioco insidioso e attraente, dove il confine fra la vittima e il carnefice è sfocato, dove le fiamme di una passione infinita potrebbero risucchiare tutto ciò che si trova sul tuo cammino...

Commento
Giudizio neutro. Un capitolo che ho letto giusto perché devo seguire l'ordine (e perché me l'ha autografato la Adrian), ma di cui avrei fatto a meno. Sì, insomma, Reichen non mi ha mai detto molto e il fatto che mi sia dovuta sorbire la sua storia mi ha causato un notevole sonno sul bus, ma ce l'ho fatta.
In un certo senso è un romanzo poco coinvolgente, perché succede poco o nulla di rilevante nella trama portante della serie e perché i due protagonisti sono poco incisivi. Tra i due forse Reichen è quello meno anonimo ma anche così non riesco a vederlo come parte integrante della serie, diciamo che secondo me è più uno spinn-off.
Perché dico così? Perché a parte il senso di distacco generale che ho provato per lui e per lei fin dalle prime apparizioni, la storia in sé si scollega parecchio dagli altri romanzi e dai loro personaggi. Certo, il collegamento con Dragos e con l'antico c'è sempre ma è sottomesso alla storia personale di Andreas e di Claire. L'unico motivo per cui si parla del cattivo della serie è che è il datore di lavoro del compagno di Claire, ma per il resto siamo ad un punto morto - o quasi. Certo, la Adrian ha voluto dare un colpo di vita alla fine però non basta a togliere il senso di lontananza.
Tutto il romanzo è fondato sulla vendetta personale di Reichen: il passato, presente e futuro sono uniti da un unico scopo, cioè rivendicare la strage del suo rifugio oscuro. Quello che spunta fuori, però, è che Reichen si deve vendicare anche per l'occasione perduta con Claire. Eh si, perché i due piccioncini erano tanto innamorati ma poi lui è fuggito perché ha scoperto di avere un potere distruttivo. Andreas può, infatti, creare il fuoco, diventando una vera torcia umana, con tanto di palle di fuoco ed esplosioni degne di una bomba. Il suo problema è che non riesce a contenerlo e che man mano che lo usa ne diventa succube, trasformandosi in un vero mostro. La nostra eroina è anonima e scialba, assolutamente poco definita (tanto che mi sono resa conto solo a metà che era afro-americana) e troppo zuccherosa. Ha la fastidiosa tendenza a fare la pucci pucci con Andreas, tutta amore e speranza nel futuro, con l'occasionale atto di sacrificio in onore della causa. Salvano la situazione Tegan, che spicca sempre, Brock e Kade che saranno i prossimi protagonisti. Uno spazio piccolo ma significativo ha Hunter, che mi intriga talmente tanto che soffro all'idea di aspettare altri 3 libri. Insomma, senza infamia e senza lode, leggibile, leggero ma anche dimenticabile in un batti baleno. Il prossimo già mi intriga di più, perché i giovani guerrieri hanno sempre quel qualcosa che stuzzica.

20 febbraio 2012

Lora Leigh
Il fuoco della tentazione

Serie Breeds 1
Titolo originale Tempting the Beast

Trama
Leggereditore
ebook | € 4,99
Sono entità perfette, dagli sguardi penetranti e infuocati, hanno missioni delicate da portare a termine, e la loro sensualità irrompe implacabile. Nelle loro vene scorre sangue animale, hanno i riflessi, la forza e la ferocia dei felini. Uomini e donne in balia delle menti di chi ha deciso di sperimentare sulla loro pelle. Esseri feriti e indomabili alla ricerca di un posto nel mondo, e di un'anima gemella che restituisca loro una ragione di esistere. Callan Lyons è frutto di un terribile esperimento genetico, ma ha deciso di ribellarsi, sottraendosi al controllo degli scienziati che lo hanno creato. Merinus Tyler è una reporter che vuole saperne di più sulle oscure trame del Consiglio della genetica, e per farlo dovrà avvicinarsi all'irresistibile Callan. Tradimenti, pericolo e sangue sono sulla loro strada, ed entrambi dovranno percorrerla con caute mosse, perché la salvezza è un obiettivo sfocato, labile come il confine fra il bene e il male.


Commento
Voglio un premio per averlo finito tutto. Per non aver saltato nemmeno una riga, per aver sopportato pagine e pagine di amplessi animaleschi, disgustose appendici, aggettivi raccapriccianti, personaggi inutili, trama inesistente. 
Voglio un premio, dammit! 
Ma chi me lo ha fatto fare? Perché cavolo ho deciso di provare, di dare un'ultima possibilità ad una serie che ho abbandonato anche il lingua originale. Perché? PERCHE'? 
Perché sono una pazza masochista, ecco perché. Mi piace chiudere un libro e pensare 'avevo ragione!', mi piace chiuderlo e sogghignare schifata e sapere di non aver fatto parte della schiera di voci che hanno preteso questa serie. Orgogliosa, quasi.
La Leigh, santa donna, scrive erotico quindi fino ad un certo punto ti aspetti ogni cosa. Quello che non ha gestito bene, per quanto mi riguarda, è l'unione animale/sesso. Ora, sappiamo che le bestiole hanno abitudini, comportamenti e apparati genitali (in parte) diversi dai nostri. La difficoltà di gestire un personaggio maschile che è un mutante leone presenta dei problemi sostanziali: l'aggressività, prima di tutto, gestita senza risultati agghiaccianti (dopo tutto la Leigh scrive solo di uomini alpha/dominanti/aggressivi) ha giustificato decentemente Callan e il suo modo di fare estremo. Il fatto che si imponga senza motivo apparente, che obblighi Merinus e il resto del suo branco a fare quello che vuole lo si può collegare a questo elemento. Maschio dominante, domina. Well, duh! Fin lì ci arriva anche una talpa. 
Passiamo poi all'aspetto sessuale. E qui mi potrei sbizzarrire. 
Sta' povera ragazza di Merinus sviluppa una vera ossessione per Callan già prima di incontrarlo, quindi quando lo vede da i numeri. Praticamente i suoi ormoni partono per la tangente e passa tutto il tempo del libro - e intendo tutto - a pensare a quanto vorrebbe fare COSE con Callan. Poi si scopre che sono in calore, in fase accoppiamento estremo, con tanto di crampi dolorosissimi, liquidi vaginali che scorrono a fiumi, un pene che rimane nello stesso stato per giorni e giorni (e ancora non capisco come la mancanza di sangue al cervello non abbia portato danni) e pagine e pagine di amplessi. 
Va bene, in un erotico il sesso c'è sempre e in quantità industriali, ma ad un certo punto basta! Lo sappiamo che siete in calore, abbiamo capito che la pulsione è forte ma abbiate pietà! 
Eppure no, la Leigh continua imperterrita nella sua descrizione di carni umide (mi rifiuto di pensare al terribile aggettivo 'fradice') peni mutanti, con quelle disgustose appendici che si muovono e si aggrappano - potrei vomitare. Che cavolo di bisogno c'era di ripetere continuamente che a questo spuntano delle cose dal pisello? Dillo una volta e basta, per pietà! 
A quel punto ho continuato per puro masochismo. Callan e Merinus sono due perfetti imbecilli, senza profondità, senza niente a parte l'arrapamento. Inutili i personaggi secondari e inesistente la trama. 
Sono sicura al 100% che questa serie non occuperà più, mai più, tempo e spazio. Da cancellare. SUBITO.

Lee Child
Destinazione inferno

Serie Jack Reacher 2
Titolo originale Die Trying

Trama
TEA | pag. 491 | € 6,90
A Chicago, in una splendida giornata di sole, Jack Reacher sta camminandosenza meta, quando incontra una giovane donna particolarmente attraente, chezoppica e cerca di reggersi in piedi su due grucce. Ovviamente, Reacher siferma e le offre il suo aiuto, ma non appena si voltano, i due si trovanodavanti una pistola spianata.
Incatenato alla donna e rinchiuso in un buio esoffocante pulmino che attraversa per 2000 miglia gli Stati Uniti, Reacher habisogno di sapere con chi ha a che fare. I rapitori non parlano e la suacompagna di sventura gli dice di chiamarsi Holly Johnson e di essere un'agentedell'FBI. E' una tipa abbastanza dura da risultare credibile, ma Reacher sache lei gli sta nascondendo qualcosa.





Commento
Altro che James Bond...io voglio Jack Reacher! E' meglio di 007, meglio di Rambo, meglio di ogni eroe di action movie! Ma come si fa a non adorarlo? Sa fare tutto: usa il cervello, l'istinto, spara, corre, salva il mondo e nel frattempo si innamora sempre un po', con quella sua aria malinconica che ti fa sciogliere. Entra in scena lui e si rimane con il fiato sospeso e con i lucciconi agli occhi. Uniamo poi la storia, i personaggi di contorno a tutta questa azione e il risultato è uno solo: non ti stacchi fino alla fine. 
Se io, che sono un'abitudinaria cronica, cambio i miei ritmi e le mie scelte di lettura per stare dietro al libro, qualcosa vorrà pur dire. La sera a letto leggo solo romance, leggero e poco impegnativo, ma con Reacher dovevo andare avanti, dovevo sapere che cavolo stava per succedere. 
Il merito - ovviamente - va a quel furbone di Child, che ha saputo plasmare alla perfezione il suo stile telegrafico a una trama che richiede velocità, ritmo e uno spiazzamento continuo di punto di vista e di ambientazione. Non si sta fermi un secondo e ogni pagina porta un colpo di scena. 
Francamente non credo di essere stata tanto in ansia durante la lettura di un libro, almeno non nei mesi passati. Ad un certo punto, in una scena ben precisa (quella del cunicolo nella montagna), ero talmente agitata e totalmente in sintonia con i sentimenti di Jack che leggevo come una forsennata, girando le pagine ogni pochi minuti. Roba da matti. Roba che a momenti mi mettevo a piangere per la paura. 
La trama tutto sommato, se si considera in fase post-lettura, ha dell'assurdo. Quante possibilità di sono che Jack appena si ferma in uno Stato si cacci nei guai? Ma è fiction, quindi si accetta. Poi entra in scena il rapimento più lungo della narrativa: circa metà del romanzo è dedicata a questi due rinchiusi nel furgone però, per assurdo, invece di creare noia ha creato un senso di aspettativa, di pericolo e di azione imminente culminato con l'arrivo di Jack e Holly nel Montana, nel campo dei miliziani. 
A quel punto comincia l'effetto Rambo, con il nostro che da nemico/ostaggio diventa cacciatore. Scappa, spara a destra e a manca (e li becca tutti), salva Holly non so quante volte, ribalta la situazione...insomma fa tutto lui ma lo fa così bene, così spontaneamente, che nemmeno per un secondo ho storto il naso. 
E poi lui è così cucciolone! Sarà anche grande e grosso, un duro, ma quando mette tenerezza non c'è speranza. 
Cosa posso dire? Credo che divorerò anche i prossimi perché il connubio Jack/Child è una droga.

14 febbraio 2012

J.R.Ward
Lover Unleashed

Serie Black Dagger Brotherhood 9

Trama
Signet Book
pag. 548 | € 6,76
Payne, twin sister of the Black Dagger Brother Vishous, suffers a devastating injury, and brilliant human surgeon Manuel Manello is called in to save her. Their attraction is instant, and as powerful as it is dangerous.
But as human and vampire worlds collide, a centuries- old score catches up with Payne and puts both her love and her life in jeopardy.










Commento
Ritorno alle origini dovrebbe essere il sottotitolo di questo nuovo episodio della BDB perché, dopo alcuni titoli che di romantico avevano poco, con questo torniamo al modello dei primi romanzi della serie. Quasi che la Ward abbia voluto ammorbidire lo stile che aveva dato alle ultime storie, cercando di riprendersi il pubblico affezionato al paranormal romance. Bhe, se questo era il suo intento, ci è riuscita benissimo.
Quando era uscita la coppia Payne/Manello, prima della notizia dell'uscita del libro, ho storto il naso: se tanto mi da tanto, la gemella di V non può certo essere uno zuccherino e francamente un accoppiata meno affascinante non ce n'erano nella serie. Insomma, una V in gonnella, con tanto di combattimento nel sangue e un chirurgo umano? WTF? Eppure, dopo Xhex, dovevo prevederlo. Anche questo personaggio è entrato bene in circolo, prendendosi il suo posticino e sbaragliando le mie perplessità. Forse è stato grazie alla presenza massiccia della componente romantica, eppure Payne mi è piaciuta.
Non è una sociopatica come il fratello, non ha tentenze sado-maso e non ha paura di esprimersi. Payne ha preso gli aspetti positivi dell'avere un carattere forte e dominante e ha saputo uscire letteralmente dalla sua prigione con la sola forza di volontà. Non prende decisioni stupide, però, non si lancia a capofitto con il rischio di combinare disastri - come il gemello - e riesce a gestire alla perfezione la sua nuova vita sulla Terra.
Dall'altra parte, se la protagonista è Payne, la Ward non poteva escludere dai giochi V. Infatti, mentre la sorella ritorna alla vita, V precipita in un baratro dal quale riesce a tirarsi fuori solo grazie all'intervento di Butch e di Jane. Il contrasto è netto e molto emozionante, perché ad ogni passo falso di V corrisponde un passo in avanti per Payne nella sua nuova vita. L'angoscia e la voglia di picchiare V è forte fino alla fine, o almeno fino a quando Butch lo sveglia.
Per quanto riguarda Manello non so cosa dire. E' esattamente come lo abbiamo conosciuto nei titoli precedenti. Ha un carattere un po' scontroso, certo, ma niente in confronto a certi soggetti sociopatici e ricorda il modello di personaggio di Butch - non a caso c'è un risvolto da Carramba alla fine del romanzo.
Sono completamente diversi, Payne e Manny, e si direbbe una coppia impossibile perché la Ward ci ha sempre abituati alla protagonista umana e vedere un uomo meno forte della protagonista stona con lo stampo della serie, eppure...eppure ci si abitua a un Manny emotivo. Non femminuccia, non mollaccione, ma intenso nel suo amore per una creatura così fresca e sincera che lo guarda come se fosse più di un medico, come se fosse degno di avere davvero una possibilità. E' molto carina la scena in cui lui, quando la vede, pensa che era per quello che non si era mai innamorato, perché aspettava lei. 
La lettura è decisamente emozionante, non solo per la semplicità di Payne e di Manny, ma per gli alti e bassi di V e Jane, per l'angoscia e la depressione di Qhuinn e per l'amicizia profonda di Butch. Molti personaggi rientrano in scena e lo fanno perché le loro storie hanno ancora molto da dire e molti devono ancora cominciare a raccontare la loro.
Mi ha incuriosito il fatto che la Ward abbia accantonato i lessers e le loro macchinazioni per far entrare in scena un cattivo/non-cattivo come Xcor, un guerriero vampiro che non ha a cuore la causa della BDB e che combatte con la sua band of bastards, come la chiama lui, ma che tutto sommato ha un senso dell'onore che non lo fa rientrare nei cattivi senza redenzione. Voglio sapere come verrà gestito, anche perché con lui entrano in scena altri guerrieri. We'll see...e nel frattempo attendo l'uscita della storia di Thor a fine Marzo e credo che a quel punto la lettura sarà devastante.

5 febbraio 2012

Keri Arthur
Black Moon. L'abbraccio della notte

Serie Riley Jenson Guardian 5
Titolo originale Embraced by Darkness

Trama
Newton & Compton
pag. 313 | € 12,90
Metà vampiro e metà lupo mannaro, Riley Jenson è sempre stata una donna decisa e determinata, sia in amore sia nel suo lavoro come Guardiana per il Dipartimento Razze Diverse di Melbourne. Ma stavolta deve affrontare un caso molto complicato: una ragazza è scomparsa nel nulla, e di altre ancora si perderanno ben presto le tracce.
Non ci sono indizi, nessuna pista che porti alla verità, e Riley sente che qualcuno le sta tendendo una trappola. Nei club notturni dove umani e non umani si uniscono in una danza lasciva di orrore e seduzione, Riley si ritrova ad affrontare rischi ben più grandi di quelli che immaginava.
Il gioco si è fatto pericoloso e lei dovrà lottare per salvare se stessa e ciò che ha di più caro al mondo prima che la notte la avvolga nelle sue spire…




Commento
Nuooooo. Ma come si fa a scrivere una fine del genere? Non è umano! Non si può, soprattutto alla fine, cambiare le carte in tavola in modo che il senso di soddisfazione da fine lettura venga distrutto, e al suo posto c'è un'ansia tremenda per sapere cosa succederà.
Insomma, non è giusto. La Arthur è cattiva non solo con il lettore ma anche con la povera Riley. Come se non ne passasse già troppe, ci si mette ancora l'ammmore.
No, non sto parlando di Quinn che in questo romanzo proprio non compare, sto parlando di altro. La questione amorosa occupa così poco spazio che quando arrivi alla fine ti senti praticamente sicuro, come le ultime 3 pagine non possano cambiare nulla. Tutto il contrario. Ti arriva una bella mazzata, per finire in bellezza.
In questo romanzo la nostra Riley si sta addentrando sempre di più nel suo ruolo di Guardiana, sfruttando e scoprendo i suoi nuovi poteri, attivati dal farmaco iniettato all'inizio della serie. Sembra che ogni situazione pericolosa abbia un effetto stimolante su di lei, tanto da farle scoprire dei talenti veramente fuori dal comune per la sua razza. Tutta la storia è piena d'azione grazie a due casi che si svolgono parallelamente: uno legato al vecchio branco di Riley e Rohan, e l'altro legato ad un caso di smembramento opera di uno spirito. Non c'è un momento di respiro, perché questa volta entra in scena più del solito anche il gemello Rohan che aiuta Riley nelle indagini. Non c'è proprio tempo per pensare all'amore: cioè nemmeno Riley ha tempo di valutare la sua storia con Kellen, perché il suo lavoro - e il suo passato - richiedono il massimo livello di attenzione, se non si vuole finire morti ammazzati. Entrambi i casi sono gestiti molto bene, perché hanno diversi momenti di azione ben fatti e la risoluzione avviene in modo equilibrato e intenso. Non posso certo dire che ci sia stato un momento di tranquillità, figuriamoci un momento morto nella narrazione. E' questo l'urban fantasy che mi piace: quello fast paced, quello che non ti lascia il tempo di farti domande, ma ti trascina nell'azione dalla prima pagina fino all'ultima, quando -però- ti tira una bella mazzata addosso.
Mi sono dovuta sforzare di non prendere in mano il libro successivo, perché è una cosa che mi rovina -been there, done that (maledetta Ward), quindi ho applicato una certa violenza psicologica - e fisica - alla mia persona e ho lasciato il sesto titolo per il futuro. Prossimo, futuro, perché sinceramente non riesco ad aspettare di sapere cosa cavolo succederà!

1 febbraio 2012

Sherrilyn Kenyon
Il bacio della notte

Serie Dark-Hunters 5
Titolo originale Kiss of the Night

Trama
Fanucci | ebook | € 4,99
Wulf Tryggvasen è un antico guerriero vichingo che possiede un vantaggioso, ma estremamente irritante, potere amnesico.
A causa di questa sua singolarità, nessuno tra quelli che lo incontrano può ricordarsi di lui dopo soli cinque minuti. 
 questo, se da un lato gli facilita i piacevoli incontri notturni, dall’altro gli rende quasi impossibile costruire una relazione significativa; e senza un vero amore, come ogni Cacciatore della notte sa bene, non potrà mai rientrare in possesso della sua anima, a meno che non conoscerà di nuovo la forza della passione...






Commento
Tre e mezzo, perché non è esattamente uno dei miei preferiti della serie. Prima di tutto perché Wulf, come personaggio, mi ha colpito poco. L'ho trovato approssimato, poco definito sia nella descrizione fisica, sia in quella caratteriale che è comunque più significativa. Wulf ci appare come un Cacciatore Oscuro sentimentale ed estremamente legato alla sua famiglia a causa di una maledizione in base al quale ogni persona si dimenticherà di lui dopo solo 5 minuti. Solo i discendenti diretti dei suoi familiari sono immuni alla maledizione, con il risultato che Wulf ha fatto da patriarca immortale a un sacco di generazioni Tryggvasen. Se vogliamo il suo bisogno di contatto umano è un difetto e lo fa apparire leggermente moscio. Cassandra, al contrario, è più definita e presente e spicca di più rispetto a Wulf perché viene introdotto un nuovo lato nella trama generale della serie, ovvero gli Apollinei come razza e non solo come elemento sfuggente. Il secondo aspetto che non mi ha convinta del tutto è la quantità di informazioni nuove che vengono sparate senza che ci sia tempo e spazio per spiegarli, con il risultato che alla fine del romanzo succedono delle cose e non ci è dato sapere come e perché si risolvono. E' un po' come un minestrone ristretto, sempre molto buono e nutriente ma non molto soddisfacente al palato.
E' pur sempre un paranormal romance piacevole, leggero e apertamente senza pretese ed è per questo che l'ho apprezzato molto a prescindere dagli aspetti che non mi hanno convinta.

Emma Wildes
Proposta indecente

Titolo originale An Indecent Proposition

Trama
Leggereditore
pag. 381 | € 10,00
Inghilterra, 1820. 
Tutti ne parlano in città, è il pettegolezzo più succoso del momento… 
I due scapoli più ambiti di Londra hanno fatto una scommessa per determinare chi sia il migliore degli amanti. Ma quale donna dotata di bellezza, intelligenza e giudizio accetterebbe mai una simile sfida? Sicuramente non lady Caroline Wynn, uno degli esseri più pudici e riservati che la buona società abbia mai conosciuto. Nessuna macchia adombra il suo passato, ma smentendo ogni previsione, la donna si fa avanti. Nel corso di due settimane, ciascuna trascorsa con uno dei due uomini, Caroline dovrà decidere chi tra di loro sia l’amante più raffinato. Tuttavia, ciò che sembrava una proposta immorale e destinata semplicemente a scandalizzare gli animi, diventerà una lezione di vero amore.




Commento
Piacevolissimo. Mi è piaciuto molto più del primo romanzo della Wildes.
In entrambe le storie le protagoniste centrali sono due donne che prendono in mano le redini della loro vita e si impegnano per migliorarsi e migliorare il loro futuro. Se nel primo romanzo l'eroina era già sposata e voleva riconquistare il marito, in questo romanzo l'eroina vuole risanare i traumi di un matrimonio infelice.
Caroline sa che, oltre a quello che ha vissuto con il marito, c'è molto di più. Sa che tra le donne e gli uomini ci può essere amore e passione ed è determinata a scoprire se le accuse del marito defunto erano vere o meno e se per davvero è incapace di provare amore o passione. Nella società Caroline è vista come una vedova fredda, inavvicinabile proprio per la sua tendenza a isolarsi emotivamente da tutto, per non soffrire. Ad un certo punto, però, si rende conto che è giovane e che la sua vita può cambiare. Approfitta, quindi, di una scommessa tra due famosi libertini per mettersi finalmente alla prova e scoprire se ha un futuro come donna e moglie oppure se si deve accontentare di essere una vedova per sempre.
I due libertini sono la soluzione perfetta: Derek, il duca scuro e intenso, e Nicholas, il conte biondo e angelico. Caroline si mette in gioco con loro due, lasciandosi trasportare da questi due personaggi completamente diversi tra loro. Derek è il primo a 'giocare' con Caroline, e per forza di cose risulta essere il protagonista maschile. Tra i due scatta subito un'intesa che va al di là della passione fisica: Derek si rende conto che Caroline ha subito degli abusi e adotta un atteggiamento molto delicato che riesce a superare le barriere che Caroline ha eretto attorno a sé. Scopriamo, quindi, un eroe che si lascia trasportare e che 'discute' il suo conflitto interiore con il lettore. Se dapprima è freddo e distaccato, man mano diventa più umano e coinvolto, più ammorbidito. Una trasformazione molto credibile e ben fatta.
Dall'altra parte Caroline ha con Nicholas un rapporto amichevole, fin da subito. Sia perché lei e Derek sono la coppia dichiarata, sia perché la Wildes ha voluto creare una trama secondaria dedicata proprio a Nicholas e Annabel, la sua amata. Infatti l'angelo biondo soffre intensamente per amore, e l'autrice ci crea delle scene in cui lui è così intensamente distratto dal mondo e concentrato su Annabel che la loro storia diventa a volte preponderante rispetto alla principale. Le due relazioni si sviluppano parallelamente ma nessuna delle due ruba spazio all'altra, offuscando l'importanza della trama principale.
La Wildes ha scelto molto bene la trama e ha saputo creare non due, ma quattro protagonisti ben fatti e ben accoppiati. Decisamente un romanzo migliore rispetto al primo, perché anche le scene d'amore sono ben descritte, ben dosate e non invadenti.