30 dicembre 2011

Charlaine Harris
Morti viventi

Serie Sookie Stackhouse 2
Titolo originale Living Dead in Dallas

Trama
Delos Books
pag. 344 | € 15,90
La cameriera Sookie Stackhouse sta attraversando un periodo decisamente sfortunato. Innanzitutto, un suo collega viene assassinato e sembra che a nessuno importi della cosa, poi si viene a trovare faccia a faccia con una creatura bestiale che le assesta una sferzata dolorosa e velenosa.
A questo punto, entrano in campo i vampiri, che le succhiano il veleno dalle vene (come se non aspettassero altro!). Il punto è che le hanno salvato la vita, quindi quando un vampiro le chiede un favore, lei deve accettare, e ben presto si ritrova a Dallas, impegnata a utilizzare le sue doti telepatiche alla ricerca di un vampiro scomparso, fingendo di essere là per intervistare alcuni umani coinvolti in quella sparizione. Sookie pone una sola condizione: i vampiri devono comportarsi bene... e lasciar andare illesi gli umani coinvolti.
Più facile a dirsi che a farsi: basta infatti abbinare una bionda deliziosa a un piccolo errore perché la situazione si faccia letale...



Commento
Secondo libro nella serie di Sookie Stackhouse, Morti Viventi comincia subito con il ritrovamento di un cadavere fuori da Merlotte's, il bar dove Sookie lavora. Al contrario di quanto possa sembrare, il 'giallo', o il mistero che dir si voglia, non è il centro della trama.
Mentre il primo, Finché non cala il buio, era incentrato sull'introdurre Sookie e le varie novità del suo mondo, vampiri compresi, il seguito è invece meno accattivante. Il romanzo merita perché è scritto bene, fluido e senza rallentamenti nella trama, ma l'ho trovato leggermente inferiore rispetto al primo. E' quasi come se il libro sia privo di grandi scossoni, o di grandi colpi di scena. Le scene di azione sono stranamente poco 'attive', le cose succedono e tu non rimani a bocca aperta come un pesce lesso. Purtroppo, secondo me, questo è un aspetto negativo, perché non appassiona il lettore e non lo fa interessare alla vicenda della trama: omicidio, rapimento, chi è il colpevole e via dicendo. Quello che incuriosisce è il rapporto quotidiano Bill/Sookie, e gli eventuali sballottamenti ormonali che la nostra eroina subisce. 
Diciamocelo chiaramente: Bill non mi sconfinfera. Ho delle vaghe rimembranze dalle letture in inglese della serie, e detto in parole povere non ricordo i dettagli ma ricordo che di lui non mi fido. Un'altro paio di maniche è il vichingo Eric. Già solamente a dire vichingo mi si ammollano le giunture. Eric è un vampiro con un potenziale esplosivo: nel primo libro è comparso, ma non abbastanza per inquadrarlo, ora invece compare e tu pensi 'ne voglio ancora'. Eric mi fa sangue...quindi speriamo che compaia di più.
Sookie riconfermo che è una protagonista giusta ed equilibrata. E' a metà strada tra il mondo umano e quello paranormale, non si tira storie per nulla, non vuole tenere un piede in due staffe e soprattutto i suoi monologhi interni non sono pesanti. E' una boccata d'aria fresca, è ironica e sveglia, ha una sua integrità che non vuole distruggere, anche se si piega volentieri di fronte alle necessità. Insomma, Sookie mi piace, e mi piace il suo modo di fare. La cosa positiva è che mi piace molto anche il contorno che la Harris le ha creato: la cittadina piccola dove tutti si conoscono e dove tutti hanno degli scheletri nell'armadio, il fratello, le nonnine e le amiche delle superiori...mi piace la sensazione che mi da. 
A settembre uscirà il seguito, e posso confermare con sicurezza che seguirò questa serie con una certa felicità. Non mi strappo i capelli nell'attesa dell'uscita, ma l'aspetto comunque. 
Pecca dell'edizione: ci sono numerosissimi errori di battitura, la Delos dovrebbe assumere un nuvo correttore di bozze.

Cathy Maxwell
Cacciatori di dote

Serie Matrimoni 1
Titolo originale Married in haste

Trama
I Romanzi Mondadori
Brenn Owen, nuovo conte di Merton, ha disperatamente bisogno di fondi per ricostituire la proprietà di famiglia. Così si reca a Londra in cerca di una ricca moglie. L’incantevole Tess Hamlin è proprio la donna che fa per lui, peccato però che non voglia saperne di sposarsi.
Cambierà idea solo quando, a causa delle dissolutezze del fratello, si ritroverà senza dote. Il matrimonio con Brenn appare l’unica possibilità di risollevarsi, ma cosa ne sarà del loro talamo colmo di troppi segreti?







Commento
***Spoilers***
Cacciatori di dote è il primo libro di una serie collegata per tema, il matrimonio di convenienza, ma anche per personaggi. La storia inizia con Tess, la protagonista, che durante una delle tante feste del bel mondo, affronta una delle debuttanti (Leah protagonista del secondo romanzo della serie), colpevole di aver rubato il pretendente della migliore amica, Anne (protagonista del terzo romanzo). Tess è l'ereditiera più ambita, bella, estremamente ricca ed innarivabile perchè rifiuta sempre le proposte di matrimonio. Motivo? Tess è convinta che la sua vita sia destinata ad esaudire uno scopo più importante di quello di combinare un buon matrimonio. Proprio per questo, i giovanotti per bene l'hanno soprannominata 'la vergine di ghiaccio', ma Tess non si lascia scoraggiare; ribatte invece con una sfida: vergine di ghiaccio o meno, sfida tutte le debuttanti a chi, in quella sera, riuscirà ad ottenere per prima una proposta di matrimonio. Ma, mentre tutte le ragazze trovano un compagno per le danze, Tess rimane da sola. Anche se non per molto. Ai bordi della sala c'è Brenn. Alto, massiccio e vestito di nero, capelli e occhi scuri, intensi e magnetici. Un uomo così affascinante che Tess non riesce a distogliere lo sguardo. Tra di loro nasce subito una fortissima attrazione: Tess sorride, incapace di frenarsi, e Brenn le risponde con un mezzo sorriso che marchia a fuoco il cuore di Tess. Brenn Owen è un ex-soldato, diventato conte dopo aver ereditato il titolo, ed è a Londra per trovare moglie. Una ricca, ricchissima moglie, che gli permetta di restaurare la dimora familiare, caduta in rovina. Per caso, o per fortuna, la sua attenzione viene catturata da Tess ma prima di scoprire che lei è la giovane più ricca di tutta la stanza. Una volta presentati, Brenn decide di cogliere al volo l'occasione: una donna affascinante e anche ricca! Deve essere sua. Con un gioco di battute e osservazioni intelligenti, Brenn riesce a farsi notare positivamente da Tess. Ma mentre i due fanno conoscenza, il segreto della scommessa fatta prima con le altre debuttanti viene scoperta, e per salvarla dallo scandalo, Brenn si offre con estrema prontezza di sposarla. Da qui cominciano le peripezie sentimentali dei nostri protagonisti: Brenn, suo malgrado, si affeziona sempre di più alla sua giovane e coraggiosa moglie, ma contemporaneamente aumentano i suoi sensi di colpa perché le nasconde la sua povertà. Tess, da parte sua, in principio era contraria al matrimonio, ma il fratello la obbliga spiegandole che non può fare altro, considerando che ha perso tutta la sua eredità per un investimento sbagliato. Tess quindi, non è più un'ereditiera, ma una squattrinata, proprio come Brenn. I due decidono di tenersi all'oscuro dei loro segreti, finchè, per forza di cose, scoprono la verità, rischiando di compromettere il loro amore.
Questo è il secondo romanzo della Maxwell che leggo. Siccome il primo, Solo per te, mi era piaciuto, ho voluto sperimentare anche il secondo, nella speranza di trovare un'autrice di 'fiducia'. Ho fatto benissimo! La Maxwell è una scrittrice che sa scrivere le relazioni tra i personaggi. Mi spiego: alcune autrici scrivono perfettamente la passione (vedi Kleypas), altre sono bravissime nel rendere i conflitti. La Maxwell SA come scrivere la nascita e l'evoluzione dei sentimenti, sa farlo così bene, che il romanzo scorre senza che tu senta lo stacco spiacevole da quando i personaggi non si amano, a quando si amano pazzamente. Non esagera mai con i diversi aspetti: la storia contiene tutto, nelle giuste misure, incastrati senza che ti chiedi 'ma perchè adesso rischiano la vita?'. Insomma, leggendo Cacciatori di dote, ho avuto l'impressione che l'autrice abbia prestato più attenzione all'uso delle parole nelle diverse scene, cercando quella sfumatura che potesse rendere meglio le diverse fasi di un rapporto, arrivando infine all'amore giusto, quello che dici: non poteva succede altrimenti, quello che senti crescere durante la lettura e che non spunta fuori come un fungo.
I personaggi sono un'altra caratteristica positiva del romanzo: sia Brenn che Tess sono una via di mezzo. Brenn è fisicamente un eroe che rientra nella mia categoria preferita, alto, massiccio e 'grezzo', è zoppo per via di una ferita di guerra ma non è uno storpio; ha un carattere 'perfetto' oserei dire, istintivo e passionale, ma anche razionale e posato. Non urla dietro a Tess, non la tratta male per nulla, anzi! Si arrabbia, ma poi chiede scusa se si rende conto di aver sbagliato. Mantiene il suo punto di vista, non mente, dice 'si ti ho sposata per i tuoi soldi' quando potrebbe dire una bugia, ma poi...poi si fa perdonare.
Tess è una eroina double-face: all'inizio è una nobile ricca e viziata, testarda ed egoista, anche se è comunque 'positiva', poi, quando comincia la sua nuova vita, esce il suo lato vero, diventa una donna di casa, indipendente e pratica ma attenta ai suoi sentimenti e a quelli di Brenn, anche quando è arrabbiata.
Concludendo, Brenn e Tess sono una bella coppia, una di quelle che fa 'click' subito, che crea dialoghi spassosi e scene emozionanti. Ovviamente questo succede grazie allo stile della Maxwell, che rende tutto naturale ma speciale allo stesso tempo.
Vivamente consigliato.

Emily Bronte
Cime tempestose

Trama
Garzanti
pag. 343 | € 8,50
Heathcliff, figlio di ignoti, è stato allevato da Earnshaw. Alla sua morte, il figlio Hindley tormenta Heathcliff che trova conforto in Catherine, sorella di Hindley, di cui si innamora. Rifiutato dalla ragazza, fugge. Tornato dopo tre anni, trova Catherine sposata a Edgar Linton di cui sposa la sorella che, per vendicarsi, maltratta.
Catherine intanto muore, tormentata dal rinato amore per Heathcliff, dopo aver avuto una bambina. La rabbia di Heathcliff si scatena anche contro Hareton, il figlio di Hindley, ormai ridotto in suo potere. Heathcliff muore distrutto dal suo stesso odio. Infine la figlia di Catherine, Cathy, e Hareton potranno vivere felicemente insieme.





Commento
L'ho cominciato lo scorso dicembre per la lettura collettiva del mio forum, convinta di leggere un romanzo/pietra miliare, una grande storia d'amore alla stregua della Austen. Ah! Illusione! La Brontë era una donna sicuramente molto perversa, con relazioni sentimentali innaturali e ossessionanti. Una storia come questa di certo non sarebbe uscita dalla mente di una persona 'normale'. 
Non so nemmeno cosa pensare...mi è piaciuto? No. Non mi è piaciuto? No. E' una storia troppo tragica, straziante, negativa per poter entrare nella lista di quelli che ho gradito, ma allo stesso tempo è troppo intensa per poter essere snobbata. Se mi avesse lasciata indifferente lo avrei probabilmente abbandonato, oppure lo avrei letto svogliatamente senza sbattermi per scrivere il commento. Ma la verità è che volevo leggerlo, volevo sapere cosa sarebbe successo, anche se continuare la lettura significava soffrire ogni volta. Non esagero, ho sofferto leggendolo. Primo, perché non c'è un solo personaggio positivo, totalmente positivo, in tutto il romanzo. Nemmeno Lockwood, pur essendo il narratore, mi ha lasciato un'impressione positiva, più che altro perchè è comparso poco e quel poco di spazio che si è preso, era tutto dedicato alle sue considerazioni sulla storia raccontata da Nelly. Sono tutti così assurdi, così estremi, che mi veniva l'ansia ogni volta che leggevo, mi si stringeva lo stomaco quando arrivava Heathcliff, e non perchè mi faceva 'palpitare' ma perchè provavo orrore di fronte alla cattiveria distillata e imbottigliata in quella creatura. Heathcliff l'eroe che ogni donna vorrebbe? Ma anche no! Mi farebbe morire di crepacuore nel giro di 1 mese, se non mi ammazza prima di botte. Catherina? La odio, viziata, egoista, maligna, vendicativa, egocentrica...la versione femminile di Heathcliff, ecco perchè stavano così bene assieme. Forse la figlia, Cathy e Hareton meritano un posticino nel podio dei personaggi quasi-positivi. Hareton è sicuramente quello che ho preferito, l'unico che ha saputo redimersi dalla condizione disperata in cui si trovava, anche grazie a Cathy, ovvio, ma soprattutto perché lui stesso voleva migliorarsi. Linton e il padre di Cathy erano il prototipo dell'uomo senza spina dorsale, inetti e sottomessi alle rispettive mogli, incapaci di opporsi e tanto meno in grado di sostituirsi nei loro cuori ai loro veri amori. 
La storia è costellata di tragedie, di morte e di dolore, ma soprattutto di pazzia. Io credo fermamente che sia Catherina che Heathcliff siano morti di pazzia, vittime del loro amore e dell'impossibilità di stare assieme, o vittime del loro senso di colpa di aver rovinato quello che poteva essere e invece non è mai accaduto. Inquietante il continuo martellare sul fantasma di Catherina e sul fatto che, infine, Heathcliff continui a vederla proprio prima di morire. L'autrice ce lo fa capire senza dirlo a chiare parole, ma io lo sapevo che era lei che lui vedeva, che era lei che seguiva. Non lo ha lasciato in pace nemmeno durante gli ultimi giorni, o forse ne ha causato proprio la morte, chissà. Sta di fatto che alla morte di Catherina ho esultato per essercela tolta dai piedi, mentre alla fine, quando la Brontë ci descrive il corpo freddo di Heathcliff, sdraiato sul lettino di quella che era la stanza dell'amata, con gli occhi vivi e lucenti e il sorriso sulle labbra, una lacrimuccia me la sono asciugata.

Sabrina Jeffries
Una notte con il principe

Serie Fratellanza Reale 3
Titolo originale One night with a Prince

Trama
I Romanzi Mondadori
Vedova del marchese di Haversham, lady Christabel deve assolutamente tornare in possesso di alcune lettere compromettenti finite in mano al malvagio lord Stokely, a sua volta deciso a usarle per ricattare il Principe reggente.
L’annuale torneo di carte che si disputerà nella casa del nobiluomo è per Christabel l’occasione perfetta. A procurarle un invito sarà il conturbante Gavin Byrne, ma soltanto pretendendo da lei qualcosa in cambio...








Commento

Questo romanzo chiude la trilogia iniziata con Tra le braccia di un principe e Al piacere del principe.
Nell'ultima storia la Jeffries ci sistema Gavin, il fratello più libertino del trio, il proprietario del Blue Swan, una delle case da gioco più rinomate di Londra. Nella mia graduatoria, questo libro si piazza al secondo posto, indietro alla storia di Drake, protagonista del secondo libro della trilogia. Perchè? Semplicemente perchè il protagonista a) non mi ha fatto sangue come il Visconte Dragone - tradotto in italiano significa che non mi ha fulminata, b) la coppia ha fatto click in sordina per i miei gusti, c) non amo particolarmente le storie dove le eroine sono obbligate a fare di tutto per il bene della famigliola.
La storia si basa sulla necessità di Christabel di tornare in possesso di un pacco di lettere contententi informazioni pericolose per la successione al trono di Prinny e per la vita stessa del padre. Ovviamente, da brava figliol, a è pronta a tutto pur di riaverle, anche entrare in combutta con Gavin Byrne, libertino, bastardo, personaggio dissoluto, nonchè uomo d'affari. Chris odia i personaggi come lui, quelli che obbligavano il defunto marito a saldare i debiti di gioco, ed è convinta fin da subito che quelli come Byrne siano stati la causa della morte del marito. In realtà Christabel, per quanto sia intraprendente, è fondamentalmente un'ingenua di prima categoria: il marito le perdeva vagonate di soldi al tavolo da gioco, senza che lei sene accorgesse, le faceva sparire oggetti preziosi (tra cui appunto le lettere) per pagare i debiti senza che le se ne rendesse conto, e soprattutto pensa che il mondo sia o nero o bianco. Quando incontra Gavin si accorge che nella vita ci sono più sfumature di grigio di quante ne avesse mai immaginate. In una di queste rientra Byrne, un uomo fatto di estremi: estremamente egoista ed estremamente solo. Ovviamente, essendo un uomo fattosi da solo praticamente da nulla, è ricoperto di un'armatura bella spessa, anche se con qualche crepa. Gavin si rende conto di essere arrivato ad un bivio, felice di essere quello che è pur rimandendo solo e continuando a deridere la vita felice dei fratelli, oppure fare un passo avanti, anche se drastico, e cambiare la sua vita in meglio? La spintarella gliela dà Chiristabel, che proprio grazie a Gavin comincia a conoscere meglio come gira il mondo, destreggiandosi mica male tra ex-amanti, nobili dissoluti e giocatori incalliti. Rimanendo in un'ambiente fatto di dissolutezza e corruzione, la nostra eroina riesce a fingere per i suoi fini pur rimanendo tutta d'un pezzo com'era all'inizio. Christabel è una di quelle eroine che evolvono, ma non troppo, che cambiano, ma non in modo assurdo, mentre Gavin è un eroe che dimostra il suo potenziale: fin da subito sai che dentro di lui ci sono le capacità e la volontà, e sai che ci vuole la giusta pedata nel sedere per farlo cambiare. Insomma, non sono come certi personaggi che cambiano radicalmente e senza motivo. Loro sono coerenti con la storia e con quello che sono in partenza, cosa che non succede sempre nei romance. Per quanto riguarda lo stile...direi che questo terzo romanzo è decisamente più hot dei precedenti...già con Drake avevamo scene piccantelle, ma qui abbiamo un libertino che non si fa tanti problemi a chiamare le cose con il loro nome, meglio così, un personaggio come Gavin che gira intorno alle cose sarebbe stato fuori luogo.
Una chicca degna di nota: la protagonista cattura l'attenzione del nostro eroe prendendolo per le palle. Letteralmente. Gli affera gli attributi e strizza quanto basta per farsi intendere. La ragazza parla la mia lingua!

Diana Palmer
Amando s'impara

Trama
Harmony
Non è facile per un uomo abituato a vivere da solo scoprire all'improvviso di avere una figlia! Ma Blake Donovan non si scoraggia, la sua vita è una serie di guai. Effettivamente lui ha commesso molti errori in passato...
Merdith Calhoun, ad esempio, la donna che anni prima ha lasciato per un'altra. E come spesso accade, il destino interviene a complicare la situazione, facendo ricomparire Meredith proprio nel momento in cui...









Commento

Grazie a Juneross ho potuto leggermi un'introvabile della Palmer come questo. Non ne avevo mai nemmeno sentito parlare, ed invece ora fa parte della mia collezione.
La storia è un classico della Palmer: la coppia in questione si conosce già, e per l'orgoglio dell'eroe i due si lasciano in malo modo. Dopo anni, i due si ritrovano e hanno una nuova occasione per riappacificarsi. Blake è il classico eroe della Palmer, è ricco, è orgoglioso e molto ottuso, è coriaceo e poco propenso a dimostrare affetto al prossimo, tantomeno a Meredith, una giovane che da sempre è innamorata di lui. Proprio per colpa del suo orgoglio, Blake la offende brutalmente, tanto da farla scappare dal loro paese, ma subito dopo si rende conto del pasticcio e si sente in colpa. Ovviamente, essendo un personaggio maschile della Palmer, è troppo pieno di sè per poter prendere in mano la cornetta e chiedere scusa, meglio vivere con i sensi di colpa piuttosto che fare una figuraccia. Così passano 5 anni, quando Meredith torna, lo fa come donna di successo, anche se emotivamente provata dal trattamento di Blake. Ovviamente, essendo un personaggio femminile della Palmer, è ancora innamorata dell'orso-Blake, tanto da lasciarsi impegolare nella sua nuova situazione: la ex moglie ha pensato bene di morire e di lasciargli la figlia, che lui non sapeva di avere. Nel giro di qualche settimana, Blake e Meredith decidono di convivere e di lasciarsi alle spalle il passato, decisi nel creare una famiglia. La cosa positiva di questa storia è che la Palmer non ha estremizzato, come al solito, il misunderstanding finale: i due litigano ovviamente, ma non lo fanno come gli ultimi personaggi dell'autrice, non sbattono il naso di fronte alla realtà facendo finta di non vedere, questi due litigano, ma poi rendendosi conto che litigano per stupidate, la fanno subito finita, e vissero felici e contenti.
Sebbene sia il classico romanzo alla Palmer, devo dire che non mi ha emozionata come alcune sue storie sanno fare. La relazione tra i due è piuttosto scontata, e anche tradotta con i paraocchi (colpa degli anni? Dopotutto è un cimelio del 1991). Niente elementi diversi dal solito, ma questo è anche un bene, la Palmer sa scrivere benissimo i suoi schemi predefiniti, quindi per me può benissimo scrivere sempre le stesse cose, tanto io comprerei tutto.

Justina Robson
Lila Black

Serie Quantum Gravity 1
Titolo originale Keeping it real

Trama
Fanucci | pag. 352 | € 9,90
La Bomba Quantica esplosa nel 2015 ha distrutto un enorme impianto nel Texas, squarciando le barriere tra mondi e dimensioni. Da quel momento umani, elfi, demoni ed elementali convivono in un universo fatto di arcane magie e tecnologie super avanzate. E al centro di tutto sembra esserci Zal, un elfo che ha rinnegato la solennità dei suoi simili per intraprendere sulla Terra la carriera di rockstar. Sfacciato, sensuale e misterioso, Zal assume una guardia del corpo speciale, Lila Black, per metà umana e per metà formata da congegni e armamenti futuristici degni di un videogame. Tra i due si accende la scintilla di una Sfida, una gara di sesso e amore con regole dettate esclusivamente dalla magia. E quando Zal verrà rapito, Lila sarà costretta a seguirlo nel regno degli elfi, dove cercherà di salvarlo in un frenetico susseguirsi di bombe incendiarie, razzi traccianti, incantesimi e draghi. 


Commento
Scarsino. Il problema con questo romanzo è che è troppo confuso e caotico. La storia non è male, purtroppo è stata sviluppata come se avesse l'obbligo di essere conclusa, non importa come. Ogni espediente viene usato, e pure male, creando una confusione tale che alla fine non si capisce cosa sta succedendo e perché. Peccato, perché all'inizio era decisamente carino, diverso da solito, con questa protagonista metà umana e metà robot, con i suoi problemi e le sue menate. Poi appena Zal viene rapito l'autrice si perde nel baratro del caos. Saltano fuori concetti e personaggi come se fossero stati presi a caso dai fantasy classici: gli elfi qua sono dei minchioni di prima categoria, nessuno escluso, poi ci sono draghi che compaiono fanno la loro magia e scompaiono come se fosse normale, senza spiegare nulla. Ci sono altre creature strane, ovviamente senza essere spiegate, idem come per tutte le altre creature. Mi pare di aver capito che questo è il primo di una serie, ma secondo me la cosa saggia sarebbe stata trasformare la trama del primo in una serie, ci sono abbastanza elementi per scrivere almeno due romanzi con una trama chiara. Alcuni punti sono ben scritti e divertenti, altri sono cancellabili, tanto non si capisce nulla (come le descrizioni di fisica o di meccanica), Lila è un personaggio carino, ma non salva la storia...ci vuole più di un buon protagonista per far digerire un romanzo scritto male. Gli altri personaggi sono tutti dimenticabili, anche Zal, che è un elfo improbabile oltre che un personaggio noioso la maggior parte del tempo. Tra l'altro la descrizione sulla copertina parlava di erotismo come se il libro ne sia intriso...chi ha scritto il commento evidentemente non lo ha letto. Qua di erotismo non ce n'è, e ci vuole molto più di due scene di sesso per aggiungere un poì di piccante ad una storia. Idem come i personaggi: viene tutto gestito male, tutto è scritto troppo in fretta, non viene dato il tempo di capire una frase che già quella dopo parla di un argomento completamente diverso, solamente con Lila si ha un certo filo logico, essendo un personaggio robotico guidato da una intelligenza artificiale. Bha...non mi soprende il fatto che i commenti che ho letto di questo romanzo siano stati tutti negativi. Se li è guadagnati tutti.

29 dicembre 2011

Lisa Kleypas
Sognando te

Serie Gamblers 2
Titolo originale Dreaming of You

Trama
Mondadori Emozione
ebook | € 4,99
Nell'Inghilterra dell'Ottocento Sara Fielding passa il tempo a creare storie che fanno sognare, nel sicuro rifugio di un cottage di campagna.
La sua vita tranquilla viene sconvolta quando, spinta dalla curiosità, si avvicina al bellissimo Derek Craven, che è riuscito a riscattarsi dalla povertà estrema della sua infanzia e ora è il re della più prestigiosa casa da gioco londinese.
Derek è diventato ricco, ma anche sospettoso, duro di cuore; e quando la dolce, innocente, beneducata Sara entra nel suo mondo pericoloso qualcosa cambia. Da ragazza timida e semplice, Sara si trasforma in una donna di gran fascino, mentre il cinico Derek impara a cedere alle lusinghe e alle promesse dell'amore... 




Commento
Non so come cominciare a commentare questo romanzo. Sinceramente non ho idea di come spiegare il post-Derek. E' una specie di doposbornia. Ti ubriachi in pochissimo tempo, e quando ti risvegli sei intontita e svuotata. Sapevo esattamente a cosa andavo incontro leggendo questo romanzo perchè l'ho letto anni fa in inglese, ma riprenderlo in mano e leggerlo in italiano è stata un'esperienza completamente diversa. Derek in italiano? Un colpo al cuore, letteralmente.
Proverò ad andare per ordine. La storia è una delle più classiche del romance: lei, è una scrittrice, gira per Londra facendo ricerche per il suo prossimo romanzo e una notte, mentre mette a posto i suoi appunti, si trova di fronte ad un pestaggio. Derek Craven viene sfigurato da dei banditi su commissione. Sara, senza pensarci, interviene e lo porta al suo club. Qui comincia la storia. La cosa che mi preme pero', è commentare i personaggi e non la storia, perché sebbene questa sia molto carina ed originale soprattutto per il fatto che il cattivo questa volta è una cattiva, non è la trama che ti rimane, sono i personaggi.
Sara è un'eroina timida e isolata dal lato negativo della vita. E' cresciuta in campagna, amata dai suoi genitori e libera di coltivare la sua passione, cioè la scrittura. Sara è una di quelle eroine posate, una di quelle che non sono né troppo belle nè troppo 'brutte', non è eccessivamente indipendente, anche se la sua attività di scrittrice è al di fuori della norma per il periodo, non è troppo timida né troppo intraprendente, è simpatica ma anche 'svegliona' in certe cose. Insomma: Sara è, per me, l'eroina perfetta, quella con cui leghi subito, in cui ti immedesimi senza sforzo e alla quale ti affezioni perché è lei, non per la storia o per il suo rapporto con l'eroe. Derek...che dire di lui? Per un'eroina perfetta non poteva non esserci un eroe perfetto. Derek è l'eroe del romance, punto. Come Sara, anche lui è completo, ma decisamente più multisfaccettato. Non posso farlo rientrare solamente nella categoria dei bastardi DOC, non è corretto, o meglio, non basta. Derek è un bastardo all'inizio, quando entra in scena. E' volgare, dai modi bruschi, se ne frega del prossimo e applica la teoria dell'egoismo ad ogni cosa. E' di umilissime origini, nato probabilmente da una prostituta, abbandonato e cresciuto nei peggiori bassifondi di Londra, Derek è destinato, fin dai suoi primi giorni, a vivere un'infanzia tremenda, rubando, patendo la fame e facendo ogni tipo di lavoro per riempirsi lo stomaco. La sua massima aspirazione è avere tutto, essere ricco, possedere tutto quello che sognava da piccolo. E ce la fa. Derek è il più potente proprietario di un club di Londra, è ricco, è influente, ed è disprezzato da tutti. Riesce a far perdere interi patrimoni al tavolo da gioco, e ne gode quando i nobili finiscono in miseria, e giusto per rincarare la dose, si porta a letto le loro mogli. Derek è un personaggio cattivo: così compare e così vuole essere considerato. Sembra che abbia vita propria all'inizio. Non ci sono molti eroi che parlano così, che fanno della volgarità un'arma per mettere in imbarazzo una timida e insulsa ragazza. E' solo così Derek? E' solamente un egoista? Ovviamente...si. Derek non è abituato a considerare il prossimo nella sua vita, non esiste un nucleo alla quale lui tiene, non ha famiglia e non ha nemmeno ricordi di una famiglia, perché non l'ha mai avuta. Quando Sara entra nella sua vita lui si sente attaccato, sente che la sua vita sta per essere cambiata radicalmente, e lui non lo vuole e fa di tutto per tutelarsi. In realtà sembra che l'egoismo lo guidi, ma non è così, è un innato e radicato spirito di autoconservazione. Derek è un'abitudinario, soprattutto quando ha raggiunto il top. Sara è quella goccia che fa traboccare il vaso, lo spiazza. Derek la vuole, ma sa che è una minaccia alla sua tranquillità, sa di non meritarla. Tuttavia, proprio perché è un egoista, non riesce a fare a meno di lei, non può rinunciare a non possedere quello che vuole. Sara è l'unica occasione della sua vita in cui non pensa a se stesso. Lui cede solamente quando lei gli dice esplicitamente che lo ama. Non prima, non poteva permetterselo. Derek è un personaggio che ti fulmina, lo ami appena lo 'vedi' camminare nei vicoli bui di Londra, lo adori quando si distrugge di dolore all'assenza di Sara, ti sciolgi quando lo vedi adorare la figlioletta. Derek è perfetto. 
La cosa magica di questo romanzo è il rapporto tra Sara e Derek. I due si completano, non solo fisicamente, ma caratterialmente. Sono perfetti assieme, quando da soli non lo sono. E' così che deve essere una storia d'amore in un romanzo d'amore. Sara migliora, se prima era un ottimo personaggio, con Derek diventa perfetta; Derek, se da solo era un cinico prodotto dei bassifondi, con Sara è un uomo che trova la felicità.
Se al tutto aggiungiamo lo stile della Kleypas, che sa gestire benissimo sia le scene d'amore che le battute tra i personaggi, abbiamo un perfetto romanzo d'amore.

Kate Morton
Ritorno a Riverton Manor

Titolo originale The shifting Fog

Trama
Sonzogno
pag. 515 | € 11,00
Riverton Manor, Inghilterra 1924. È la festa di inaugurazione della sontuosa dimora degli Hartford, e il fragore di uno sparo si confonde con i botti deifuochi d'artificio che illuminano il cielo. Il poeta Robert Hunter giace senzavita nei pressi del laghetto della tenuta, con la pistola ancora fumante inmano. È suicidio? Di sicuro è uno scandalo che scuote fin dalle fondamenta l'aristocratica casata, perché le uniche testimoni del fatto sono le sorelle Hannah ed Emmeline Hartford. Che da allora non si parleranno mai più. Inverno1999. Sono passati più di settant'anni da quella notte, e la quasi centenaria Grace Bradley, nella casa di riposo in cui trascorre i suoi ultimi giorni, è convinta di essersi lasciata per sempre alle spalle i fantasmi del passato e i tristi ricordi. Ma una giovane regista americana, che vuole realizzare un film sulle sorelle Hartford e su quel misterioso suicidio, chiede la sua consulenza. Grace, infatti, oltre che testimone di tempi ormai remoti, è stata anche direttamente coinvolta nella vita della famiglia: cameriera personale di Hannah, fin da bambina aveva servito come domestica a Riverton Manor. Dapprima riluttante, accetta poi di collaborare e comincia a rievocare le vicende dei giovani Hartford, destinati a un'esistenza tanto fulgida quanto breve: il promettente David, partito giovanissimo per il fronte e mai più tornato; la sensuale e intelligente Hannah; la gaia e capricciosa Emmeline; e soprattutto l'enigmatico Robert Hunter, del quale entrambe le sorelle erano innamorate...

Commento
***Spoilers***
E' possibile apprezzare un romanzo, odiando i suoi protagonisti?
Questo è quello che è successo a me leggendo questo libro. E' una storia di ossessioni, ambientata prima, durante e dopo la prima guerra mondiale. Una saga familiare dove di amore e di felicità ce ne sono ben pochi, dove tutti i protagonisti sono succubi di un fato assolutamente negativo.
Partiamo con la storia: la narrazione è fatta in prima persona da Grace, e si snoda su due piani temporali. Il presente, con una Grace ormai anziana e prossima alla morte, che vuole liberarsi del peso del passato narrando la vera storia che ha condizionato tutta la sua vita, raccontandola su nastro al nipote. Il passato, dove la Grace bambina e poi ragazza è una serva e poi cameriera al servizio della famiglia Hartford di Riverton. Perché dico storia di ossessioni? Grace è una serva del periodo post bellico, quando la fedeltà della servitù era così inculcata che era impensabile abbandonare i propri padroni nel momento del bisogno, ma qua la cosa si fa più complicata: Grace, fin dal suo primo incontro con i fratelli Hartford, stabilisce un rapporto unilaterale - perché per loro lei non esisteva - soprattutto con le due sorelle ed in particolare con Hannah, la maggiore, bella ed intelligente - tutto quello che Grace non potrà mai essere. Tuttavia l'ossessione di Grace per Hannah è talmente assurda che le rovina la vita. Non solo non è in grado di scollarsi da lei anche quando si sposa, lasciandosi alle spalle Alfred, ma quando lui le chiede di sposarlo - dando per scontato che lei si sarebbe trasferita con lui - Grace (al limite dell'assurdità) sceglie di continuare a fare la cameriera per Hannah, lasciando Alfred e quindi buttando alle ortiche la sua unica possibilità di felicità e di amore. Assurdo. La trama parte dal suicidio di Robbie Hunter, poeta ma soprattutto amico del defunto fratello delle due, David. Robert entra in scena quindi già dalla loro adolescenza, ma solo molti anni dopo, dopo la guerra e pazzo come molti altri che hanno combattuto - come Alfred - cerca Hannah e da qui comincia il loro rapporto clandestino. Hannah è sposata, Emmeline fa la puttanella ricca...e Robbie arriva e incasina tutto. A lui, di Emme, non è mai fregato nulla. Lui vuole Hannah e Hannah vuole lui. Si incontrano e diventano amanti. Ovviamente, per vari motivi, i due sono costretti a smettere di vedersi, ma riescono comunque a far passare tutto in sordina, tanto che Emmeline, anche lei innamorata di Robbie, scoprirà solo troppo tardi che lui si passava la sorella sotto al suo naso. 
Il suicidio non è reale, è una scusa, l'unico modo per farla passare liscia alla vera colpevole. Senza peli sulla lingua: il finale è una cosa assurda. Che Grace fosse una rincoglionita - pardon - lo avevo già capito da tempo, ma che fosse così scema da compiere due volte lo stesso errore..come si dice 'errare è umano, ma perseverare è diabolico' o da idioti a seconda della scelta. Grace ha passato la sua vita a sottomettersi a Hannah anche mentendo pur di non renderla infelice. Così Hannah spende tutta la sua vita convinta che la sua cameriera conosca il codice della stenografia come lei, e che questo sia l'unico modo per comunicare con lei senza che gli altri la scoprano. Già una volta aveva usato questo espediente, si pensa che Grace si fosse svegliata e avesse studiato la stenografia per evitare di non sapere leggere in futuro no? No, Grace non lo studia e quando Hannah le scrive una lettera la sera della festa dicendole che stava scappando con Robbie, Grace, la scema, non sapendo cosa diavolo c'è scritto, apre la lettera per la sorella dove Hannah aveva scritto una bugia, cioè che si sarebbe suicidata al lago. A questo punto è chiaro: Grace piglia Emmeline ed insieme vanno al lago e trovano Robbie e Hannah in procinto di scappare. Emme, delusa e ovviamente ferita, tira fuori una pistola...urla di qui, botti di là, Robbie dà di matto - colpa della guerra - e urla a Hannah (che si era impossessata della pistola) di uccidere la sorella. Hannah cosa fa? Spara a lui. Idiota...ma perchè?? Spiegatemelo...perchè ha dovuto sparare? Non bastava buttare la pistola nel lago? No...ovviamente questi due cretini erano decisamente fatti per stare assieme. Uno più scemo dell'altro. Ma vedi che è fuori di testa, sai che gli pigliano questi scleri, butta la pistola anche se lui ti corre incontro, non ci vuole una laurea, non ci vuole molta intelligenza. 500 pagine di lodi alla sua mente di donna moderna e poi cosa fa? Spara all'uomo che ama. No scusate, ma questa è una ca**ata colossale.
Lasciamo stare l'idiozia della narratrice, che più che protagonista è un fantasma che si muove nella vita altrui...ma gli altri...Hannah...ok, era innamorata, però come ho già detto è stata scema come poche. Emmaline era decisamente più idiota della sorella. Non ti chiedi nemmeno per un secondo come mai uno esce con te ma non ti fila di striscio? Che fa apposta a venire a prenderti solo per strusciarsi su tua sorella? Robbie...poverino, forse è il meno cretino di tutti. Grace supera la media di idiozia. Non commento nemmeno sul suo personaggio perchè, anche se mi sono commossa quando muore, la Grace giovane è stata una di quelle persone che avresti voluto prendere a calci in culo - doppio pardon.
Che dire...non ho voglia di andare avanti a sparare a zero sul libro. Se mi distacco di molto dai personaggi, la storia è molto carina, accurata e ben sviluppata. Ma se penso ai personaggi...GGGRRRR. Non so cosa pensare. Lo consiglio a chi sopporta i personaggi stupidi. Io no, e lo boccio. 
Gli do un doppio voto, cosa rara, perchè non posso bocciarlo a livello narrativo...ma posso stroncare i suoi protagonisti (e ho commentato solo i principali...immaginatevi il resto).

Carol Finch
Un'indomabile ereditiera

Trama
Harlequin Mondadori
ebook | € 5,99
Texas, 1880 
Jonah Danhill si sta godendo un po' di meritato relax nella vasca da bagno quando nella sua stanza d'albergo fa irruzione una sconosciuta, che dopo essersi presentata come Maddie Garret gli racconta una storia ai limiti dell'incredibile e chiede il suo aiuto per ritrovare la sorella scomparsa in circostanze misteriose. Cauto, testardo e sospettoso di natura, Jonah diffida istintivamente dell'incantevole fanciulla e della sua proposta, tanto più che accompagnarla lo riporterebbe nella terra dei suoi antenati e lo costringerebbe ad affrontare i demoni del passato.
Eppure non riesce a restare indifferente né alla bellezza né alla focosa determinazione di Maddie. Ma che cosa vuole davvero da lui quella bellissima, ricchissima e assai raffinata giovinetta? E perché una banda di assassini senza scrupoli le dà la caccia?



Commento
Comprato mesi fa perché in sconto nel supermercato (un fondo di magazzino), l'ho lasciato in attesa un bel po', finchè non ho avuto altro da leggere. L'ho iniziato senza grandi aspettative, ma incuriosita dalla trama.
Johan è un ranger, mezzo indiano comanche e mezzo americano, in riposo dal servizio dopo aver subito una ferita alla spalla. Decide di passare il suo congedo riposandosi e facendo niente che lo possa impegnare più di 5 minuti. La storia inizia con Jonah che si fa un bel bagno in una tinozza troppo piccola per lui, mentre si fuma un sigaro e si rilassa. Poteva durare? Ovviamente no. Appena il povero ranger comincia a rilassarsi, ecco che entra nella sua stanza, come un tornado, Maddie. Non solo Maddie entra come se fosse casa sua, ma lo obbliga a reggerle il gioco, nascondendosi sotto al letto, in modo che Jonah non può far altro che dire di non averla mai vista ai due cowboy che, a quanto pare, la stanno inseguendo perché ha rubato loro i soldi. L'antenna da ranger si aziona subito. Chi è questo diavoletto che spunta dal nulla, si professa sua moglie e lo impantana in una misteriosa storia di furti e rapimenti? Jonah non si fida molto, e decide di metterla alla prova, seguendola e proteggendola contemporaneamente. Da questo momento Jonah e Maddie si dirigono verso il ranch della ragazza, dove dovrà portare il denaro che ha con sè per pagare il riscatto del rapimento della sorellina. I due intraprendono il viaggio a suon di battibecchi, liti, e sparatorie con i due cowboy che li inseguono. Sulla loro strada incontreranno un'altro personaggio, il mezzo kiowa e mezzo americano Boone, compare di Jonah, che li aiuta a seminare i due malviventi. Una volta arrivati al ranch le cose cominciando a diventare chiare per Jonah, Maddie non ha mai mentito, non è la ladra che pensava che fosse, e per farsi perdonare, e in parte per addolcire la pillola del suo abbandono una volta che se ne andrà, decide di aiutarla con il rapimento e scoprire chi c'è dietro.
La storia è avventurosa, all'inizio mi ha appassionata, proprio per il continuo prendersi e mollarsi, litigare e baciarsi dei due personaggi. Però questo atteggiamento mi aspettavo che quantomeno cambiasse un pochino dopo la metà...quando finalmente Maddie si rende conto di amarlo e Jonah si accorge che tiene a lei. Invece i due continuano sulla stessa strada della prima metà, e litigano, si pizzicano per tutto il tempo. Questo continuo 'io non sono degno di te, che sei bella e ricca' oppure 'non ho niente da offrirti' di Jonah mi ha annoiata dopo un po': va bene che sei mezzo indiano e sei traumatizzato dal trattamento ricevuto dai bianchi, va bene che Maddie abita proprio sul suolo dove la tua famiglia è stata assassinata, va anche bene se sei passivo e lasci che sia sempre lei a saltarti addosso...però figliolo, un po' di decisione non avrebbe fatto certo male. Jonah non sa cosa vuole per il 99.9 (periodico) % del romanzo: solo alla fine, dopo l'ennesimo rapimento e dopo l'ennesimo cattivo - spuntano fuori come funghi - Jonah decide che si, alla fine, lui non può vivere senza di lei. Ma perché, prima non ha rischiato la vita? Cos'aveva di speciale quella volta? Non lo so, oppure non l'ho capito. Maddie...che dire del personaggio femminile? Irritante. Allora, a parte che io non sopporto le eroine faccio tutto io, però questa all'inizio poteva benissimo essere più sveglia e intraprendente della media, gliel'ho concesso. Però, nel momento in cui hai ben 2 guardie, tra cui un ranger e una guida indiana, cosa ti serve fare la super donna e cacciarti sempre nei casini? Perché Maddie non è sveglia per davvero, è solo una rompinoccioline. Non le sta bene se un ranger vuole fare il lavoro sporco per lei, no, lei vuole per forza ficcarsi nel mezzo dell'azione, rischiando non solo di farsi ammazzare, ma di far ammazzare pure gli altri. Se questo non è essere scemi allora non so cos'è. Anche lei poi, ogni due secondi, doveva adottare un atteggiamento contrario: prima tutta dolce e arrendevole, poi lo manda a quel paese e se ne va. Ma decidetevi! Gli unici due svegli e decisi sono Boone e Cristina, la sorella, che si piacciono e decidono di stare assieme, anche se Boone se ne va perchè lei è troppo giovane, poi ritornerà. 
In sostanza, un romanzo carino ma dimenticabile, un misto tra eccesso di avventura e demenzialità dei personaggi. Per fortuna che non l'ho pagato a prezzo pieno...ma solo un euro e qualcosa. Questo prezzo lo vale, quello originale no.

26 dicembre 2011

Kit Withfield
Sorpresi dalle tenebre

Titolo originale Bareback

Trama
Einaudi | pag. 416 | € 19,00
Lola Galley ha ventotto anni, un corpo rivestito di cicatrici e già troppi ricordi da dimenticare: è una "senzapelo", appartiene a quella minoranza di persone che durante il plenilunio non mutano, bloccate nella loro forma umana. Marginalizzati e disprezzati per questo "difetto", i senzapelo sono obbligati, una volta adulti, ad arruolarsi nel DORLA, il corpo di polizia paramilitare incaricato di mantenere l'ordine nelle notti in cui la luna trasforma il resto dell'umanità in mostri spietati e il mondo intero in un campo di battaglia. Gli altri, i "lica", sono la maggioranza della popolazione e detengono il potere del tutto indifferenti all'ingiustizia su cui fondano i loro privilegi: alcuni di loro non esitano a infrangere il coprifuoco durante le lune piene, scorrazzando per la città nella loro forma animale, se questo significa il soddisfacimento di un nuovo, brutale piacere. Poco importa se qualche senzapelo, ferito, mutilato o ucciso, ne pagherà le conseguenze per il restodella vita; come nel caso di Johnny Marcos, un agente a cui viene mozzata una mano durante una ronda. A Lola, che è un avvocato del DORLA, tocca, suomalgrado, difendere l'imputato, un arrogante finanziere della City: la scelta è un lusso che quelli come lei non si possono permettere. Quando il suo collega sarà ucciso con una pallottola d'argento -l'arma solitamente usatacontro i lica- la vicenda assumerà i toni inquietanti di una brutale caccia al senzapelo in cui il trofeo più ambito sembra essere proprio lei, Lola Galley.


Commento
Mi è piaciuto? *mumble mumble* credo di si...credo che alla fine mi sia piaciuto. 
Perché? Lola è un personaggio che ti entra dentro poco alla volta. All'inizio pensavo che fosse un essere apatico e triste, una donna bruttina ed esile, una emarginata anche tra gli emarginati. Ma alla fine...mi manca. Non posso odiare un personaggio che soffre così. Non ce la faccio. Lola per un motivo o per l'altro soffre. Fisicamente durante le ronde, e psicologicamente per tutta la durata del libro. E' dura leggere di un personaggio così, soprattutto quando parla in prima persona. La storia è cupa, triste, assurda e totalmente 'cattiva'. Un mondo brutto, violento, dove la normalità è l'anormalità, dove la bestialità e la violenza la fanno da padrone e dove un ristretto gruppo di persone, i senzapelo, sono quasi degli schiavi: lavorano per i lica, muoiono a causa loro, soffrono, sono menomati...fanno una vita a metà. Eppure in tutta questa tristezza, Lola ha la fortuna di trovare un'isola felice di nome Paul. Che la cambia totalmente nel bene e nel male. Un compagno lica che non bada alle apparenze o ai luoghi comuni: per lui Lola non è una puttana senzapelo, una facile, lei è il suo angelo e la ama. Mi ha distrutto il punto in cui...beh non posso dirlo, basti dire che avevo il magone. Il male c'è sempre, sembra che il libro sia impregnato di ingiustizia e tormenti. No, sembra non è esatto: il libro è al 100% ingiustizia e tormenti. Quelli che Lola subisce da quando è nata, un figlia anormale, una sorella senzapelo, una donna che non può permettersi di sognare di avere una famiglia perché, forse, durante una delle tante lune piene può ritrovarsi fatta a brandelli dai luni, dai lica che vagano all'aperto dopo la mutazione. Non saprei come descrivere questo romanzo...è un libro sui mannari? Si, al 100%. 
E' un libro che scorre? All'inizio no, per nulla. Ti chiedi quando succederà qualcosa, quando in realtà di cose ne capitano, e solo alla fine capisci la loro vera importanza. E' un libro che appassiona? Dalla metà in poi è bello, struggente e da lacrime in alcuni punti, affascinante e coinvolgente in altri. L'inizio è tentennante...come ho detto è lento, monotono, ma necessario perché conosci Lola, il suo mondo e soprattutto impari a vedere attraverso i suoi occhi, cosa importante per capire perché dice certe cose, perché si comporta in certi modi, perché vede le cose così e basta. Lola è un bel personaggio. Non è la classica eroina da happy-ending, che -parliamoci chiaro- non c'è, è una donna svuotata dal peso delle circostanze, dalla mancanza di affetti, dalla diversità. E' Lola May che soffre per il distacco della sorella e per il 'tradimento' di Paul, ma è anche l'avvocato che compie il suo dovere, anche se questo la porta ad allontanarsi proprio dalla cosa migliore che le sia capitata. Alla fine è sempre la stessa Lola dell'inizio, ma con il pregio in più di saper dire ti voglio bene o ti amo, con la capacità di godere delle poche cose belle che capitano nella sua vita. Mi fermo qua, perché anche dopo che l'ho chiuso, questo libro mi fa soffrire, in un certo senso. Mi mancherà Lola...ma leggendo la fine, spero che sarà più felice e più serena. E chissà che Paul non ricompaia, mentre lei suona il piano nel negozio di strumenti con il nipotino Leo che gioca con le maracas.

Anne Stuart
Principe di spade

Titolo originale Prince of Swords

Trama
I Romanzi Mondadori
Jessamine Maitland legge i tarocchi e, notte dopo notte, predice il futuro nei salotti di Londra. Finché una sera “scopre” l’identità del Gatto, il temerario ladro che da mesi ruba gioielli e preziosi dalle case più ricche della città: Alistair MacAlpin, conte di Glenshiel.
Intuendo di essere stato smascherato, Alistair vede una sola via d’uscita: sedurre Jess.









Commento

Avrei dovuto imparare la lezione. Ogni volta che mi lascio trasportare dall'entusiasmo altrui rischio sempre di rimanere delusa almeno un poco. Quando è uscita la notizia che Principe di spade sarebbe stato pubblicato dalla Mondadori si è scatenato il putiferio. Tutte felicissime, tutte entusiaste che questo romanzo, a detta loro, stupendo arrivasse anche in Italia. Perfetto, mi sono detta io, un romanzo bellissimo con un bastardo DOC non me lo lascio scappare. E infatti l'ho comprato. Diciamo una cosa prima di tutto. Io non sono una fan del damerino, dell'uomo imparruccato e incipriato, insomma, gli uomini del 700 a me non fanno risvegliare nessun ormone. Ovviamente, non sapendo come sarebbe stato presentato Alistair, ero tutta presa dalla lettura, perché questo va detto, lo stile è davvero stupendo, scorre ed è stato ben tradotto, senza contare che i dialoghi sono il punto forte del libro. Pero', quando l'autrice ci descrive il protagonista, mi sono cadute, come si suol dire, le noccioline. Ora, uno che mi compare con parrucca, fazzolettino profumato in mano, scarpe con pietre preziose...come può, in nome di Dio, affascinarmi? Risposta: non può. Ci sono rimasta così male che ho chiuso il libro e ho preso a lamentarmi come una foca impazzita. Un damerino! Con il parrucchino e il fazzolettino! Non ci potevo credere. Però poi mi sono detta: ma se le altre dicono che è un bel libro ci sarà un motivo, no? Allora l'ho ripreso in mano e sono andata avanti con la lettura, e nel giro di una giornata l'ho finito. 
Impressione generale? Un ottimo libro dal punto di vista narrativo, ma purtroppo Alistair, il protagonista, mi ha affascinata solamente per la sua mente e non per il resto. E' un essere diabolico, non c'è che dire, è cattivissimo, risponde malissimo e tratta male tutti con tanto di sorrisino derisorio e nuvoletta che gli compare sopra la testa con dentro scritto 'Sono meglio di te, carciofo senza palle'. I dialoghi sono l'unica parte in cui Alistair spicca, se non fosse per quello sarebbe, per me, piatto e privo di fascino; ma quando parla, rimani folgorata dalla sua bastardaggine. Mi ha fatto morire dal ridere, e anche se era cattivo forte, non si può odiarlo. Alla fine sono arrivata ad apprezzarlo per il suo carattere e non per il suo 'aspetto', cosa che di solito non accade molto spesso nei romance. Va bene così, perché per quanto riguarda l'infatuazione generale del personaggio, questa mi ha colpita per un personaggio secondario: il poliziotto Brennan, che ho adorato dalla sua prima comparsa. Quindi mettiamola così, il personaggio principale, Alistair, il Gatto, ti affascina per la sua mente, non resisti alla sua cattiveria e come Jessamine, più ti tratta male più lo adori, mentre Brennan è l'eroe di scorta, se non ti piace il protagonista puoi ripiegare su di lui senza sforzo.
Arriviamo ora a Jessamine, la protagonista femminile: Jess è la figlia maggiore di una famiglia caduta in disgrazia, povera e senza casa. Si spacca la schiena per mantenere la madre e la sorella minore Fleur attraverso un'attività particolare. Jess, infatti, è dotata di un potere soprannaturale, vede il passato, il presente e il futuro attraverso la lettura dei tarocchi, ma solo finché rimarrà vergine. La sua capacità viene sfruttata da un poliziotto corrotto, collega di Brennan, che vuole catturare il Gatto facendo così il colpaccio di una vita, peccato che tutti vogliano acciuffare il ladro più famoso di Londra, un Robin Hood egoista, che ruba i gioielli ai più ricchi e stronzi per pagare la ristrutturazione della sua casa di famiglia. Alistair è cattivo e buono assieme, ha uno strano codice morale che lo porta ad essere attratto da Jess perchè lei lo tira fuori dal torpore della noia. Jess è attratta da Alistair ma come vittima, come preda, rimane completamente inerme di fronte ai suoi assalti, sia verbali che fisici, e sinceramente è fin troppo arrendevole. Per uno come Alistair avrei voluto una eroina che avesse per lo meno un po' di carattere. Jess ce l'ha, un poco almeno, però non è abbastanza per farmi tifare per lei. E' un bel personaggio, bilanciato tra vittimismo della donzella e dinamismo di una donna che sopravvive solamente per le sue capacità, però cede con troppa facilità... 
Senza raccontare la trama, che dopo tutto non è la parte che ti colpisce di più, arrivo alla conclusione che la Stuart ha uno stile molto bello, i suoi personaggi sono tutti ben creati, interessanti per diversi motivi, ben assortiti e soprattutto non banali. Per ora questo è il primo suo romanzo che leggo, spero che ne verranno pubblicati altri perché per una cosa per lo meno non sono rimasta delusa: se tutti i suoi personaggi maschili sono come Alistair, allora la Stuart è diventata la mia nuova fonte per i bastardi doc.

Roberts McCammon
L'ora del lupo

Titolo originale The Wolf's Hour

Trama
Gargoyle | pag. 619 | € 17,50
Il suo nome è Michael Gallatin. È una spia abilissima, un amante appassionato e... un lupo mannaro. Capace di mutare improvvisamente forma, di uccidere silenziosamente o con furia selvaggia, ha già dato prova delle sue abilità contro Rommel, in Africa.
Ora deve affrontare la sua missione più delicata e rischiosa: scoprire e sventare il piano segreto dei nazisti noto come "Pugno di ferro". Da un lancio col paracadute nella Francia occupata alla dilagante corruzione di Berlino, dalle braccia di una donna bellissima all'abbraccio gelido della macchina di morte ideata da un folle, Gallatin si apre la strada verso la verità spaventosa del "Pugno di ferro".
Ma quando mancano solo poche ore al D-Day, si trova intrappolato nella rete distruttiva ordita dai nazisti...



Commento
Se 007 fosse un lupo mannaro si chiamerebbe Gallatinov e sarebbe una spia inglese infiltrata nel cuore della Germania nazista. 
Ora, fin qui nulla di strano. La trama è decisamente avventurosa e si presta benissimo a scene di azione e di intrighi politici da seconda guerra mondiale. La cosa che mi lascia un pochino perplessa è la forzatura di voler rendere il protagonista un lupo mannaro. Questo suo essere 'non umano' scorre bene in certi punti, ma in altri è completamente inutile, quasi viene dimenticato. L'autore forse era indeciso su che strada prendere: horror con la licantropia? spy-story con la questione dell'arma chimica dei nazisti? Alla fine ha mischiato le due cose e ne è uscito un ibrido, né horror, né spy-story. L'aspetto horror è molto più spiccato in alcune parti ed è costituito in genere da polpa e pezzettoni di umani che schizzano e si staccano dai rispettivi proprietari a causa di atti umani o animali. Siccome non sono un'esperta del genere horror non voglio dire che questo romanzo non rientri in questa categoria, però di horror, secondo me, c'è veramente poco, forse le descrizioni dei campi di concentramento o dei comportamenti delle grandi cariche naziste sono più horror di qualsiasi lupo che mangia una gamba del proprio compagno. L'aspetto della spy-story invece è sviluppata abbastanza bene, Gallatin è una spia/mannara, quindi con capacità maggiori di qualsiasi altra spia, e il suo capo conosce la sua condizione particolare...lo assolda per scoprire un segreto di Hitler che potrebbe compromettere lo sbarco degli alleati. Mikhail parte dall'Inghilterra e viene paracadutato in Francia, da lì cominciano i suoi spostamenti, aiutato dalla resistenza. 
La caratteristica da 007 è che il protagonista è ovviamente un uomo super affascinate, con un'aurea animale che attira tutte le gnoccone sul suo cammino, le cui attenzioni lui ovviamente provvede a sfruttare, e che riesce a scappare per il rotto della cuffia con scene di inseguimenti al limite dell'assurdo: un pò scappa come lupo, un pò come uomo, il tutto senza sfruttare nemmeno un poco la sua bestia (quella mannara intendo, quella che dovrebbe essere super veloce e super forte). Mikhail Gallatinov è un malinconico/depresso che vive per inerzia completamente isolato dal resto del mondo. Fin dalle prime righe ti chiedi come diavolo abbia fatto a sopravvivere se per il 90% del suo tempo è triste e sconsolato, mentre il 10% lo passa a fare sesso/uccidere/compiere il suo lavoro. Sinceramente mi ero aspettata un personaggio più forte, più carismatico e molto, ma molto più bestiale. Di bestiale in Gallatinov c'è poco, e quel poco che c'è compare solamente quando è in forma di lupo, non ci sono scene in cui la cosiddetta bestia si comporta in modo esagerato rispetto al comportamento tipico di un lupo. Quindi il lupo mannaro in questo romanzo non è il classico 'mostro' veloce e forte, è semplicemente un'altro modo di essere e di vivere, uno che Gallatinov in genere preferisce -a meno che non ci sia una gnoccolona in giro-. Un peccato perchè mi ero aspettata tanto, anche se la mancanza del vero mannaro si sente poco quando si leggono i pezzi sulla sua infanzia passata in Russia. 
Un altro aspetto particolare del romanzo è la sua divisione su due piani temporali alternati: un capitolo sulla vicenda contemporanea alla storia, quindi la missione di Gallatinov come spia, un capitolo ambientato nella sua infanzia, dove viene narrata la sua introduzione nel branco dei lupi mannari russi. 
Tra le due parti, quella dedicata alla storia del branco e di Gallatinov bambino e poi ragazzo è quella che ho preferito. Forse perché quella 'reale' è cominciata lentamente, quasi trascinandosi, costringendomi a forzare la lettura. Mi sono imposta di continuare a leggere, e quando sono arrivata al primo capitolo dell'altra ambientazione la storia ha messo il turbo e ha cominciato a scorrere meglio. Scopriamo quindi come Mikhail arrivi a diventare un lupo mannaro, come perda totalmente la personalità del bravo bambino russo per diventare al 100% un ragazzo lupo. La nuova vita è l'unica vita che conosce, e l'adora, non c'è niente di meglio che correre e cacciare, niente di meglio che un bel pezzo di carne sanguinolenta. Finché un giorno arriva l'uomo e distrugge il suo mondo, uccidendo uno per uno i membri del branco e lasciano Mikhail da solo, costretto ad inserirsi nel mondo degli umani. Dal quel momento Mikhail diventa Michael, cittadino britannico. Non viene descritto come si ritrovi a lavorare per i servizi segreti -o per lo meno non me lo ricordo- sappiamo solo che è il migliore nel suo lavoro, e riesce sempre a portare a termine i suoi compiti. Come 007.
In sostanza, il romanzo non è male se lo si comincia senza avere delle aspettative alte dal punto di vista della licantropia. Io l'ho fatto e mi sono rovinata un pochino la lettura, mi aspettavo di più sotto quell'aspetto e quindi mi è piaciuto meno rispetto a quello che pensavo. E' stata una lettura gradevole, ma non mi ha appassionata e nemmeno coinvolta. E' anche il primo romanzo di McCammon che leggo, ma credo che sarà l'ultimo: non era il nome ad attirarmi, ma il lupo mannaro.

Diana Palmer
Scintille di passione

Titolo originale Lacy

Trama
Harmony Romance
ebook | € 6,49
Non è facile dimenticare le cicatrici che si portano addosso, siano queste fisiche o morali. Cole, che è appena ritornato dalla guerra, si vergogna delle proprie e cerca di cancellarle rifiutandosi di parlare del terribile episodio di cui è stato protagonista ed evitando ogni intimità con la giovane e bella moglie. Tuttavia l'attrazione tra loro è ancora forte e la vicinanza e la quotidianità non possono che aumentarla.
Si scambiano qualche bacio, però dopo, ogni volta, Cole si chiude in un rigido riserbo e innalza intorno a sé una fredda barriera. E, ogni volta, per Lacy è difficile ricominciare da capo: vorrebbe lasciarlo, ma non riesce a scordare le scintille di passione che scocca tra loro quando si sfiorano.
La lotta si preannuncia difficile, anche se si rivela più appassionata del previsto.




Commento
Scintille di passione - Lacy, in originale - è uno dei pochissimi romanzi storici della Palmer. Quando ho scoperto che la Harlequin lo avrebbe pubblicato ero felicissima, l'ho comprato aspettandomi di leggere un classico romanzo della Palmer, con un'ambientazione diversa e tematiche diverse. In effetti così è stato, sotto alcuni aspetti. Lacy è un romanzo diverso dai suoi soliti però, perchè i protagonisti non sono solo due personaggi, ma ben 6. Lacy e Cole sono i due portanti, in teoria i protagonisti, ma spessissimo la scena viene rubata dalle altre due coppie: Katy e Turk, Ben e Faye. Il risultato è che questo romanzo salta da un punto di vista all'altro, narrando la storia e le vicende di ben 6 personaggi. Certo, sono collegati tra di loro - visto che fanno parte della stessa famiglia - ma la sensazione finale è che tutte e 3 le storie sono frettolose, riassunte quasi, per dare spazio a tutti. Purtroppo anche la caratterizzazione dei personaggi ne risente un poco. Lacy oscilla tra l'essere spregiudicata ad essere mite e sottomessa; Cole avrebbe dovuto essere un uomo rovinato dalla guerra, traumatizzato e duro, ma in realtà salta fuori che è un ingenuo; Truk è un bel personaggio, forse quello meglio uscito dei 3 maschili, mi ricorda un poco il protagonista di Lion's heart, sempre della Palmer, mentre Katy è la classica eroina della Palmer, piena di sfortune e con la nuvola fantozziana che la insegue, è decisamente la più sfigata delle 3; Ben è il peggiore personaggio maschile, immaturo, egoista e anche un bel po' cretino, mentre Faye è un personaggio decisamente dimenticabile, la classica ragazzina di campagna che da brutto anatroccolo diventa un cignetto di modeste dimensioni. 
Insomma, non sono i classici personaggi della Palmer, il lui bastardo doc non c'è, c'è solo un abbozzo in Cole, e questo mi è dispiaciuto perché c'erano tutte le premesse per creare una bella storia di conflitto tra i protagonisti: il problema del recupero dopo la guerra, le ferite fisiche e mentali, sarebbero state l'occasione perfetta per delineare un buon personaggio maschile, bastardo con una motivazione. Invece se vogliamo qui la guerra è solo la causa dei loro problemi economici, il che mi ha lasciata un po' di sasso, considerando tutte le menate che si sono fatti. Non lo promuovo tra i migliori della Palmer, però non è nemmeno da buttare via completamente, tanto che si sente comunque chi è l'autrice, ed in questo caso è un'assicurazione, per quello che mi riguarda.

Teresa Medeiros
Il vampiro che mi amava

Serie Vampiri Kane 2
Titolo originale The vampire who loved me

Trama
I Romanzi Mondadori
Sono passati sei lunghi anni da quando Julian Kane è stato trasformato in vampiro, e ancora non si dà pace.
Per amore di Portia vuole tornare a essere un uomo, ma per riuscirci dovrà prima uccidere il vampiro che possiede la sua anima.
Tuttavia sarà proprio l'amore di Julian a mettere in pericolo l'amata, pronta a tutto pur di non rinunciare a lui.








Commento
***Spoilers***
Secondo ed ultimo episodio di questo duetto di libri a tematica paranormale, Il Vampiro che mi amava è, a differenza del primo, davvero un romanzo con un protagonista vampiro. Nel primo libro della serie tutto si era giocato sul mistero dell'umanità del protagonista, ma qui Julian è un vampiro dalla testa ai piedi.
Ora, anche con questo, se il romanzo fosse stato come il primo, probabilmente mi sarei imbestialita; ma invece, per fortuna, questo è decisamente migliore del primo. Tanto per cominciare i personaggi sono più incisivi e vivaci dei precedenti: Portia ha la tendenza a voler partecipare all'azione, se poi questo significa salvare Julian allora meglio così, non ha paura di affrontare i pericoli e soprattutto accetta la natura di Julian con naturalezza. Va bene che il vampiro salta fuori già nel romanzo precedente, però qui la questione è concentrata su di loro.
Julian è un personaggio un pò particolare, io me lo ricordavo dal primo della serie che si atteggiava a Byron e recitava poesie - orrore - mentre qui lo rincontriamo 6 anni dopo, cresciuto e anche sviluppato, massiccio, scuro e pericoloso, anche se non mancano gli atteggiamenti ironici. Tutto sommato non stona il suo voler prendersi in giro, lo rende meno drammatico di quanto già non sia. Si, perchè Julian è un vampiro che vuole tornare umano, non gli piace essere immortale, perché questo significa non essere all'altezza di Portia, anche se lei se ne sbatte allegramente, anzi, si fa azzannare con trasporto.
Ovviamente, per avere un finale felice, Julian doveva per forza ritrovare la sua anima e tornare ad essere umano, e il fatto che questa trasformazione succeda senza aver fatto passare al lettore una serie di rocambolesche peripezie mi ha resa molto felice. 'L'azione' c'è ma non ruba la scena, non monopolizza intere porzioni del romanzo - cosa che io odio ferocemente - e la questione 'ammazza il cattivo' si svolge velocemente ma in modo migliore rispetto al primo dove il cattivo ha fatto puf in 2 righe.
Lo stile è un misto tra battute divertenti, scambi tra i personaggi coinvolgenti e contrasti tra i personaggi. Tanto per cominciare i protagonisti del primo romanzo qui mi stanno sulle noccioline in maniera feroce. Caroline l'avrei uccisa e a Adrian gli avrei sciolto il bromuro nel cibo...due sclerati noiosi della peggior specie. Senza contare che l'altra sorella Vievienne io neanche me la ricordavo. Cosa fastidiosa, saltano fuori i figli delle coppie - Vivienne ha 2 gemelli e Caroline una pupa e uno in arrivo - e la cosa mi ha confusa non poco. Per fortuna ci sono scene stuzzicanti, spinte e grazie al cielo c'è il morso con tanto di succhiamento di sangue. Ci mancava solo che con un protagonista vampiro non ci fosse una scena del genere e io la Medeiros la bannavo dai mie acquisti per sempre. 
Quindi in sostanza romanzo carino, molto scorrevole, a tratti divertente a tratti appassionante e bollente, un buon miscuglio. Altro punto a favore è il fatto che la serie Kane è conclusa. Per ora...ci sono anche i figli...