4 luglio 2016

Nicole Williams
Crash

Serie Crash 1

Trama
Harper Collins
ebook | € 4,99
Southpointe High is the last place Lucy wanted to wind up her senior year of school. Right up until she stumbles into Jude Ryder, a guy whose name has become its own verb, and synonymous with trouble. He's got a rap sheet that runs longer than a senior thesis, has had his name sighed, shouted, and cursed by more women than Lucy dares to ask, and lives at the local boys home where disturbed seems to be the status quo for the residents. Lucy had a stable at best, quirky at worst, upbringing. She lives for wearing the satin down on her ballet shoes, has her sights set on Juilliard, and has been careful to keep trouble out of her life. Up until now.
Jude's everything she needs to stay away from if she wants to separate her past from her future. Staying away, she's about to find out, is the only thing she's incapable of. For Lucy Larson and Jude Ryder, love's about to become the thing that tears them apart.

"So," Jude scanned me, "neighbor, how does Friday night sound?"
"It sounds like Friday night," I smarted back, thankful the strong, very unswoony pieces of me were coming back together. No man, a level short of divinity or not, would render me into a sighing, batting eyelashes, love sick maniac.
"Weak, Luce," he said, clucking his tounge. "We're going to have to work on the speed and sharpness of your comebacks if you're going to spend much time with me. I'm hard to keep up with."
Commento

Presunti bad boys di tutti i romanzi New Adult levatevi!
Tutti quei ragazzotti che si atteggiano, fanno a botte, se ne stanno sul limite giocando a fare i duri, a fare i disadattati devono lasciare il posto a Jude.
Ho conosciuto Nicole Williams con Lost & Found e mi ero innamorata così tanto e così in fretta di tutto - personaggi, storia, stile - che non ho mai avuto dubbi se l'avrei letta ancora. Ho aspettato un po' perché ci sono troppi romanzi e troppe novità, ma non l'ho mai dimenticata. Siccome quel giorno ero al lavoro in piena smania shopping, ho pensato di cercare qualcosa d'altro della Williams al di sotto delle 5€ per vedere se, effettivamente, io e lei andiamo d'accordo sul serio o se è stato un caso più unico che raro.
Bene, Crash non è allo stesso livello di Lost & Found ma per me è comunque molto bello.
Nell'ambito dello YA e dello NA, Crash si pone nel mezzo e utilizza alcuni aspetti di entrambi i generi trascurandone altri. Ad esempio dallo YA prende l'età dei protagonisti - 17 anni - e la visione del sesso, evitando di usarlo come strumento per far interagire i personaggi ed eliminandolo dal romanzo se non come evento futuro; mentre dal NA prende i temi più pesanti della violenza, della morte, del degrado sociale e degli effetti di una vita ai margini della società.
Naturalmente, essendo un romanzo ed essendo a pieno titolo fiction per giovani, a tratti sembra veramente assurdo tanto da avermi fatto storcere il naso perché - detto senza peli sulla lingua - la quantità di sfiga è talmente alta che non può certo passare inosservata.
Considerando lo stile della Williams e la sua capacità di rendere coinvolgente scene che di pericoloso hanno poco o nulla, la quantità e l'intensità della violenza è sicuramente esagerata per la storia e il numero di pagine. Per esempio, la scena all'inizio del libro in cui Lucy viene aggredita dagli altri ragazzi della casa di recupero ha del surreale. Che bisogno c'era di buttarla lì senza capo né coda, di farle subire quelle cose, e poi passare oltre senza colpo ferire? Non va bene, stona troppo e trasforma la storia da drammatica a ridicola in poco tempo. E' chiaro dal mio voto alto che questo scivolone viene eclissato dal resto del romanzo. Ed eccoci alla parte interessante.
Lucy ha 17 anni e per l'ultimo anno di liceo ha dovuto trasferirsi in una nuova città e in una nuova scuola. La famiglia non è più ricca come un tempo, sua madre lavora tre volte di più e suo padre ha perso ogni contatto con la realtà il giorno della morte del figlio. L'unica costante tra la vecchia vita e quella nuova è il balletto: per Lucy ogni cosa può sparire, tranne la danza. Così cerca di affrontare la nuova realtà con filosofia, assecondando il padre e la sua fissazione con i Beatles, sopportando una madre sentimentalmente inaridita e una solitudine che è difficile da ridimensionare.
Un bel pomeriggio, mentre prende il sole sulle rive del lago, decide che è arrivato il momento di trovarsi un fidanzato e i suoi occhi cadono su un gruppo di ragazzi che giocano a football poco lontano da lei. Tra tutti spicca Jude, bellissimo, atletico, con un sorriso malandrino sulla faccia e uno sguardo da seduttore navigato. Tra Jude e Lucy nasce subito un antagonismo fortissimo, un tira e molla fatto di comebacks al vetriolo, regali inaspettati e un romanticismo che fa letteralmente a pugni con l'aria pericolosa di Jude.
Dietro ai suoi occhi grigi si nasconde un mondo: abbandonato dalla madre e con il padre in prigione per omicidio, Jude ha fatto dentro e fuori dai riformatori e dai carceri minorili. Vuoi perché aveva bisogno di soldi e si era messo a spacciare, vuoi perché ha una miccia cortissima e scatta subito prendendo a botte chiunque, vuoi perché semplicemente è più facile comportarsi da delinquente quando tutti ti reputano tale. Jude è quello che è perché nessuno gli ha mai dato una sola occasione: buttarlo in una casa di recupero dove è stato torturato, dove sopravvivere è un terno al lotto, non è certo stata una scelta positiva e lui si vendica dell'intero universo facendo quello che vuole ed evitando l'illegalità, se può. Quando incontra Lucy all'improvviso c'è qualcuno che lo vede per il suo potenziale, per il suo carattere e non per l'etichetta che ha cucita addosso. Jude è così pieno di rabbia, così incline all'errore che è capace di spezzarti il cuoricino ogni volta. Poi torna con il cuore negli occhi, una supplica sulle labbra e torna il sereno. Per Lucy è così, sarà anche un tipo da cui stare alla larga ma per lei è impossibile. Si fanno male esattamente quanto si fanno del bene ed è così che va, errori e rimedi compresi, fino alla fine.
Non sto a riassumere la storia, la struttura è quella che ci si aspetta da un YA/NA e segue esattamente gli stessi alti e bassi. Quello che mi è piaciuto - e molto - è il fatto che l'autrice non dipinge Jude facendo intendere certe cose, per poi dire no, è un bravo ragazzo non l'ha fatto. Jude fa un sacco di cazzate e va in prigione, punto. Il fatto che sia socialmente inaccettabile, però, non lo rende meno speciale e meno degno di avere amore e felicità.
Poi, insomma, si chiama Jude. Muoio affogata nella mia bava. Praticamente sono spacciata.
Il livello di angst, come si può immaginare dalla storia, a tratti è insostenibilmente alto, così alto che soffrivo con il sorriso sulle labbra e il magone in gola. Proprio il mio tipo di lettura.
Per farmi felice ho scoperto che ci sono altri due romanzi su Lucy e Jude. Due. Non vedo l'ora di farmi male.

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