7 aprile 2016

Andrea Portes
La ragazza dell'ultimo banco

Titolo originale Anatomy of a Misfit


Trama
Newton & Compton
pag.  280| € 12,00
Anika Dragomir è tra le ragazze più popolari alla Pound High School. Lei stessa, però, sa di essere un mostro: un mix di pensieri cupi e trame diaboliche. E poi, se c’è da prendere sul serio quello che si dice in giro, potrebbe addirittura essere un vampiro. Dopotutto, suo padre viene dalla Romania. Un luminoso giorno di settembre rivede Logan McDonough: solo qualche mese prima un grasso nerd, adesso è il ragazzo più sensuale, smaliziato e misterioso che abbia mai visto. Anika ne rimane affascinata e comincia a fantasticare su di lui. Ma Logan McDonough è un tipo poco raccomandabile e niente affatto popolare. Alla Pound High School le renderebbero la vita un inferno se li vedessero insieme. Così Anika deve scegliere se ignorare i suoi sentimenti, oppure seguire il cuore, con il rischio di essere emarginata. Proprio mentre è alle prese con questa decisione però, una tragedia inimmaginabile stravolge la sua esistenza, cambiandola per sempre. E a quel punto si troverà costretta a scegliere tra la propria natura e un desiderio mai conosciuto prima.
Tutto è lecito nelle malfamate strade della scuola superiore.
Commento
La ragazza dell'ultimo banco mi è stato gentilmente spedito dall'editore senza che io lo richiedessi. Insomma, mi è piovuto tra capo e collo e sono rimasta dieci minuti a fissarlo chiedendomi perché. Sono giunta alla conclusione perché sì, evidentemente le menti diaboliche all'ufficio stampa della Newton & Compton mi conoscono bene. Di mia spontanea volontà non l'avrei mai comprato, forse forse l'ebook, e posso dire che mi sarei tirata la mazza sui piedi. So thanks a lot caro editore, è bello leggere qualcosa che rispecchi veramente il suo target, per una volta.
Avessi potuto leggere questo romanzo quando avevo tra i 16 e i 18 anni ed ero una goth convinta e una delle intoccabili del liceo mi sarei divertita come una pazza.
Certo, all'epoca il mio status di disadattata da ammirare da lontano - per lo stile, il distacco e il generale disprezzo che dimostravo per i miei compagni - richiedeva letture che mi rispecchiassero. Ma se avessi avuto per le mani un romanzo del genere, me lo sarei goduto da matti. Non che adesso, alla veneranda età di 33 anni non sia in grado di apprezzare una lettura del genere, anzi. Mi fa tornare indietro ai miei bei vecchi tempi andati, quando le cose difficili in realtà erano delle sciocchezze e quando anche il più piccolo traguardo raggiunto era una vittoria contro le ingiustizie dell'universo.
La ragazza dell'ultimo banco è un titolo leggermente fuorviante, mentre quello originale Anatomy of a Misfit (ovvero, anatomia di una disadattata) è perfetto. Quello italiano ti fa immaginare una storia romantica tra liceali, ti evoca immagini di normalità, di sensualità (come detto nella fascetta di presentazione) e di - non saprei neanche come dirlo - gioventù perfetta e profumata. Il titolo originale, al contrario, rispecchia perfettamente lo spirito del romanzo, lo stile ma, più di tutto, la personalità della protagonista.
Ecco, ve l'ho detto, se seguite i suggerimenti messi dall'editore sappiate che di sensuale non c'è assolutamente niente. Niente. Niente scene spinte, niente sesso, niente love story potente, niente struggimenti d'amore strappa budella, niente che assomigli anche solo di sfuggita agli YA/NA romantici che spopolano adesso.
Il romanzo di Andrea Portes sta su un pianeta tutto suo, in un altro universo, in una galassia dove i romanzi per adolescenti sono prima di tutto piacevoli da leggere, divertenti, ironici, quasi grotteschi ma anche insospettabilmente intelligenti, e adatti al target a cui si rivolgono. Sì, mamme là fuori che mi leggete e non sapete come far sparire dal comodino delle vostre figlie i vari After. Questo romanzo è per ragazzi e non ha bisogno di essere censurato. Datelo alle vostre bambine, nipotine, sorelline e non avrete la coscienza sporca.
Anika Dragomir è la terza nella scala gerarchica del liceo. La prima è Becky, un mostro sadico camuffato da bellezza americana, la seconda è Shelli, dolce e passiva, e la terza è Anika, l'immigrata.
Padre rumeno, madre americana, un sacco di fratelli e sorelle uno peggio dell'altro, un patrigno che oltre a mangiare e guardare La ruota delle fortuna non fa altro, un lavoro da Bunza Hut e un terrore sacro dell'intoccabile Becky.
Anika non è particolarmente bella, né brillante - anche se, su gentile richiesta del padre ha tutte A - né coraggiosa, ma è sangue misto. Il suo status potrebbe cambiare con una sola parola sbagliata contro la regina incontrastata, così Anika coltiva il suo terzo podio con cura maniacale. Del resto, senza Becky la sua vita potrebbe crollare e chi vorrebbe parlare con un'immigrata rumena?
La cosa bella di Anika è che fuori è perfettina ma dentro è un'accozzaglia di pensieri cattivi, pensieri onesti e azioni sconsiderate.
Dall'esterno sembro un budino alla vaniglia, perciò nessuno sa che dentro sono una minestra di ragni.
Una ragazzina che ammette di essere una malvagia zuppa di ragni? Io l'adoro, la voglio adottare! In più il carattere del personaggio è spassosissimo: è comica in un modo spontaneo e genuino, è insicura senza cadere nel dramma ed è in giusta misura forte e fragile come solo un adolescente può essere. Mi piace che tenga testa alla malefica Becky senza traformasi in un mostro, mi piace come parta dal compiere azioni cattive a capire il suo errore, fino a porre rimedio. Insomma, questa Anika è una protagonista che è anche il cuore della storia, senza di lei crollerebbe un po' tutto.
Ed è giusto così, considerando che il nucleo della trama è su di lei che prende coscienza dei sentimenti e scopre il senso delle cose. In più c'è un inaspettato risvolto finale. Per la maggior parte del romanzo la storia è sempre leggera, divertente e frivola ma la fine - sacra pazienza - il finale è duro, drammatico, cattivo. Un finale così non me lo aspettavo e mi è piaciuto, nonostante sia improvviso e per niente prevedibile. Smorza un po' l'allegria generale ma non rovina la lettura, quindi lo promuovo.
Hai una sola possibilità. Puoi fare questa cosa una sola volta e neanche sai quando passa dall'essere un turbinio di cerchi ad una fredda battuta d'arresto e niente più. Riuscite a crederci? Per tutto questo tempo non ho fatto altro che soppesare questo e soppesare quello, preoccuparmi di questo e preoccuparmi di quello, vivere nel passato e vivere nel futuro, curandomi di cosa pensa tal dei tali a proposito della tal cosa, ma senza mai vivere qui, qui, in questo momento. Senza mai neanche riconoscere che questo momento esiste e la cosa mi colpisce come una carica di corrente al petto.
Questo momento.
E' tutto ciò che avete.
Prima di diventare parte del cielo.
Considerando quanto poco mi aspettassi dal romanzo, mi ha veramente soddisfatta. Se penso che, quando l'ho letto, ero in un mood funereo - letteralmente, funerale in famiglia - il romanzo mi ha risollevato il morale, mi ha regalato sorrisi e risate quando ne avevo più bisogno, perciò non posso che dargli un voto alto. Per me se lo merita tutto, così come si merita di essere spinto il più possibile tra le mani delle ragazzine.
Ah, ed è uno stand alone, cosa che non guasta.

2 commenti:

Alice ha detto...

Ma dai? Pensa che non lo avevo nemmeno preso in considerazione...

Miraphora ha detto...

@Alice
e invece no! Merita sul serio!