11 gennaio 2016

Anna Todd
After

Serie After 1
Titolo originale After

Trama
Sperling & Kupfer
ebook | € 8,99
Acqua e sapone, ottimi voti e con un ragazzo perfetto che l'aspetta a casa, Tessa ama pensare di avere il controllo della sua vita. Al primo anno di college, il suo futuro sembra già segnato... Sembra, perché Tessa fa a malapena in tempo a mettere piede nel campus che subito s'imbatte in Hardin. E da allora niente è come prima. Lui è il classico cattivo ragazzo, tutto fascino e sregolatezza, arrabbiato con il mondo, arrogante e ribelle, pieno di piercing e tatuaggi. È la persona più detestabile che Tessa abbia mai conosciuto. Eppure, il giorno in cui si ritrova sola con lui, non può fare a meno di baciarlo. Un bacio che cambierà tutto. E accenderà in lei una passione incontrollabile. Una passione che, contro ogni previsione, sembra reciproca. Nonostante Hardin, per ogni passo verso di lei, con un altro poi retroceda. Per entrambi sarebbe più facile arrendersi e voltare pagina, ma se stare insieme è difficile, a tratti impossibile, lo è ancora di più stare lontani. Quello che c'è tra Tessa e Hardin è solo una storia sbagliata o l'inizio di un amore infinito?
"Mi sembra logico che tu non capisca il fascino di Mr Darcy." Ripenso alla vasta collezione di romanzi nella sua stanza. E' impossibile che siano suoi..."Un uomo sgarbato e insopportabile, trasformato in un eroe romantico? E' ridicolo. Se Elizabeth avesse un minimo di buon senso lo avrebbe mandato affanculo dall'inizio."
Commento
Alla fiera del Libro di Torino, nello stand Sperling & Kupfer, c'era un intero angolo dedicato ad After. Un'anteprima della cover su un totem, cartelloni, frasi, pubblicità spinta per creare aspettativa nelle lettrici. Mi sono detta lascia perdere, ha un target troppo basso per te quando in realtà non avevo mai nemmeno letto la trama. Ci si dicono un sacco di cose per convincersi a non spendere altri soldi.
Poi, ad Agosto, la mia amica Mara - parlando di casi editoriali - mi ha rivelato la sconcertante verità su questo romanzo: pare che la Todd abbia preso l'ispirazione per creare Hardin da uno dei membri degli One Direction, scrivendo quella che si può definire una fan fiction su una persona più che su un romanzo/serie/film. Allora mi sono detta io manco so chi sono questi sbarbatelli, cosa lo leggo a fare? e ho accantonato la serie senza pensarci più. Ma poi, con un ritmo allarmante, l'editore ha pubblicato cinque romanzi - C I N Q U E - e sempre più spesso mi finivano sotto il naso tra recensioni, pubblicità in tv e librerie. E, diciamo la verità, a me il trash piace e tra fine Dicembre e inizio Gennaio praticamente non ho letto altro. Ero in piena crisi d'astinenza, non sapevo quali ebook comprare e, così, ho ceduto e li ho presi. Li ho presi tutti e cinque perché sapevo come sarebbe finito il primo e sapevo che avrei avuto bisogno del secondo subito, per non entrare in paranoia.
Risultato? La notte in cui ho finito After ho iniziato After 2 ho letto fino alle 3 del mattino, anche se avrei ucciso i personaggi dal primo all'ultimo.
E' questo l'effetto che il trash ha su di me, una presa morbosa e malsana che non mi molla mai, nemmeno quando odio quello che sto leggendo, nemmeno quando non vedo l'ora di finirlo per buttarmelo alle spalle e poi invece mi lancio sul seguito, nemmeno quando dovrei spendere il mio tempo leggendo romanzi un po' meno scemetti e più impegnativi.
Ma chi voglio prendere in giro? Sono masochista, mi piace mipiacemipiacemipiace anche se poi il voto è basso.
After ha un grosso difetto, quello che ha avuto un peso tremendo sul voto e che ha dato vita ad altri difetti: è troppo lungo. Quando ho visto il mio reader gli dava 480 pagine mi è venuto un colpo. Ma stiamo scherzando? Cosa diavolo ci sarà mai da dire per una storia così in 480 pagine? Facile, si ripete all'infinito, over and over again, sempre con lo stesso schema fino alla fine. Un vero supplizio, per me, che ho sempre bisogno di nuove svolte e nuovi motivi di tortura emotiva.
Toglietegli almeno 200 pagine e il voto sarebbe stato più alto. Toglietegli 200 pagine e la cretineria della protagonista si ridimensiona. Toglietegli 200 pagine e si può passare più in fretta al secondo che - perdio! - è ancora più lungo.
Con quasi 500 pagine è chiaro che l'autrice ha dovuto riempire lo spazio e che, per forza di cose, abbia riciclato le stesse scene, gli stessi dialoghi e le stesse dinamiche perché sono l'essenza della storia, della relazione, dei personaggi. Al di là di quello rimane ben poco. La cosa curiosa che mi ha fatto sorridere - e ha smorzato un po' la mia irritazione - è che è proprio Tessa a dire che si comportano sempre allo stesso modo, che dicono e fanno le stesse cose, e lo dice talmente tante volte che non puoi fare a meno di chiederti ma vi siete impallati?
La ripetitività e la lunghezza sono ostacoli insormontabili, sono difficili da digerire e rovinano quel poco che c'è da rovinare, ovvero la classica relazione problematica fatta di tira e molla, cattiverie e scenate, lacrime e una sensualità un po' impacciata, poco spontanea, che ho trovato stranamente credibile.
Ora entro nel dettaglio e mi butto a capofitto. La violenza e il lato oscuro sono forti in me.
Tessa, Tess, Theresa. Quante bastonate le avrei dato? Quanti schiaffoni in piena faccia? All'inizio - hold on - mi piaceva anche, con quel suo essere perfettina al limite dell'antipatia, con quell'ingenuità da bigotta, artefatta, che più che tenerezza ti fa venire voglia di buttarla in un fiume. Tessa non è perfetta, anche se le piace fingere di esserlo, ha un sacco di difetti e si comporta male fin dall'inizio. Ha delle debolezze che la rendono stranamente umana, credibile, e per una volta non ho rimpianto una protagonista meno sciocca. Del resto, soltanto in certe condizioni ci si poteva ficcare in una situazione del genere, e solo una come Tessa poteva buttarcisi a capofitto con il paraocchi. Questa novità perde presto il suo fascino, però, perché se non evolvi e rimani fossilizzata nel tuo personaggio mentre la storia va avanti blocchi tutto: blocchi il lettore, blocchi la relazione, blocchi la storia. Blocchi ogni cosa che dovrebbe andare avanti e cambiare. Tessa è recidiva e ignora totalmente i segnali. Perché, di segnali, ce ne sono quanti ne volete e non vederli è un insulto al buon senso del lettore. Tessa, Tessa, Tessa, cosa ci voleva a smettere i panni della bambinetta e tirarti un po' fuori? Solo alla fine del romanzo sembra scoprire un briciolo di grinta, ma ormai è troppo tardi e il patatrac è fatto.
Arriviamo, così, a parlare di Hardin. Pur sapendo che era stato creato ad immagine e somiglianza di un ragazzo vero, soltanto a metà romanzo mi sono degnata di googlare questo benedetto creaturo, e ho desiderato di non averlo mai fatto. L'immagine che avevo di Hardin si è sovrapposta a quella del cantante e mi si è rovinata la lettura, quel poco che c'era da rovinare. Partendo dal presupposto che in queste storie il bastardo è necessario - altrimenti non si va da nessuna parte - un po' di riserve su Hardin mi sono rimaste. Il classico comportamento scostante da bad boy, la strafottenza e la cattiveria sono presenti in quantità industriali e la cosa non mi ha disturbata per niente: mi piace sempre quando il protagonista fa soffrire abbestiah la ragazzetta di turno e Hardin non si è mai tirato indietro fino alla fine del romanzo.
Tante soddisfazioni sotto questo aspetto, quindi, ma meno su quello della personalità. Il fatto che per tutte le 480 pagine Hardin oscilli da un estremo all'altro continuamente - like, aaaall the time - diventa un modus operandi che annoia in fretta. Esattamente come per Tessa, le sue azioni sono le stesse, si rispecchiano l'uno con l'altra: fa la bestia, la tira in ballo, la prende in giro, ci scappa la limonata e poi la scarica. Così per 200 pagine. Sempre. La. Stessa. Solfa.
Che Hardin ricalchi la personalità problematica dell'eroe oscuro e controverso è chiaro, che ci riesca è un altro paio di maniche. A tratti è incredibilmente insopportabile, in altri sembra un 13enne, in altri uno psicopatico, in altri momenti ancora è adorabile. Insomma, non è perfetto, ma del resto nemmeno Tessa e la storia lo sono.
Se non contiamo le pagine di ripetizioni, e teniamo presente l'inizio e la fine, tutto sommato After non è proprio da buttare via: certo, il lessico non è niente di che, volgarotto e semplice com'è, i dialoghi sono basilari al limite dell'assurdo e i personaggi potrebbero essere meno caricaturali, ma va bene così. Vedo - in lontananza, ma lo vedo - quello che lo ha reso un caso editoriale, posso capire l'appeal e la voglia di proseguire - del resto lo sto facendo pure io - però non ha niente di speciale, niente di nuovo e niente che non necessiti di una bella ripulita.
Lo so che molti di voi si aspettavano un commento al vetriolo, e in parte avrei voluto farlo, però non me la sento. Sarei un'ipocrita totale a sputarci sopra, quando non ho saputo resistere e ho subito iniziato il seguito. Ne parlo male, ma non per ogni suo aspetto, e mi sono lasciata fregare dal maledetto finale a cliffhanger cattivo: risveglia in me quella smania da maniaca di leggere che era morta di noia totale durante le 300 pagine di ripetizioni.
Vedremo se con la lettura del seguito la mia acidità si risveglierà, nel frattempo mi intossico di trash.

1 commento:

Alice ha detto...

Nuooooooooo! Io lo aspettavo un sacco il tuo commento al vetriolo! :°°°(