28 dicembre 2015

J. R. Ward
Blood Kiss

Serie Black Dagger Legacy 1

Trama
Signet | pag. 412 | € 7,57
Paradise, blooded daughter of the king’s First Advisor, is ready to break free from the restrictive life of an aristocratic female. Her strategy? Join the Black Dagger Brotherhood’s training center program and learn to fight for herself, think for herself…be herself. It’s a good plan, until everything goes wrong. The schooling is unfathomably difficult, the other recruits feel more like enemies than allies, and it’s very clear that the Brother in charge, Butch O’Neal, a.k.a. the Dhestroyer, is having serious problems in his own life. And that’s before she falls in love with a fellow classmate. Craeg, a common civilian, is nothing her father would ever want for her, but everything she could ask for in a male. As an act of violence threatens to tear apart the entire program, and the erotic pull between them grows irresistible, Paradise is tested in ways she never anticipated—and left wondering whether she’s strong enough to claim her own power…on the field, and off.
"You don't have to protect me," she said. After a moment, he looked over his shoulder at her - and his face was grim. "Fuck that. I'm protecting myself."
Commento
Do you remember the timeeeeeeeeee when we fell in love do you remember the timeeeeeeeeee.
Se anche voi, come me, negli ultimi anni avete risentito della lenta ma inesorabile evoluzione della BDB, e avete pianto per la nostalgia al ricordo dei primi romanzi è arrivato il momento del riscatto.
Il momento in cui l'attesa e la fedeltà vengono ripagate, in cui tutto quello che abbiamo dovuto sopportare - lo dico in senso buono, eh - negli ultimi romanzi della Ward evapora di fronte all'evidente e potente ritorno alle origini. Jessica ti voglio bene, ho sempre saputo che sei una donna sgamata e con questo trucchetto ho avuto solo la conferma che, per quanto tu scriva con il cuore, sei una calcolatrice nata, una che impara in fretta dai propri errori e che ascolta sul serio il suo pubblico. Volevamo più romance? Volevamo meno casini nella trama? Volevamo un vero paranormal romance come solo lei sa scriverne? Eccoci servite, è Blood Kiss.
Un ritorno alle origini che richiama tantissimo i primi quattro titoli della serie ma che ha un grossissimo pregio: questo romanzo non vuole aggiungere nulla di importante al contesto della serie, non vuole creare nuovi sviluppi, nuovi sbocchi, al di là di quelli dei nuovi personaggi e del riciclo di quelli vecchi.
Assieme a Paradise e Craeg, infatti, Butch e Marissa si ritagliano lo spazio necessario perché la loro storia evolva e si arricchisca di una nuova quotidianità che - pare - la Ward vuole esplorare per ogni coppia.
Il ritorno alle origini che intendo io è, molto semplicemente, la struttura base che vede come cuore centrale del romanzo la storia d'amore, con una quantità minima di drammi, di azione e di extra che hanno l'unico scopo di arricchire e movimentare senza schiacciare e nascondere. Il bilanciamento quasi perfetto di questi elementi non sarebbe stato possibile senza tutta la BDB: è chiaro che la Ward ha preso il meglio e lo ha riciclato per le nuove leve.
C'è la BDB, alcuni dei suoi membri, quanto meno, c'è il rischio lessers, c'è la glymera, c'è il contrasto interno nella società dei vampiri e c'è - proprio come c'è stato per Marissa e Butch - la difficoltà di Paradise e Craeg di liberarsi di tradizioni che sono in realtà oppressioni limitanti.
Entrambi i nuovi personaggi ricalcano gli altri già creati dalla Ward, ma hanno un'età giovane: sono le nuove generazioni, i figli di quelle famiglie sterminate durante i raids dei romanzi precedenti, sono i giovani che non hanno interesse a vivere come i genitori, che vogliono spezzare i vincoli e cavalcare l'onda della modernità.
Paradise, come fu Marissa, vuole a tutti i costi scrollarsi di dosso l'aura dorata della figlia preziosa, della femmina di valore che deve solo esistere e non vivere, vuole essere indipendente e fare qualcosa per se stessa. Per questo, la sua iscrizione al corso della BDB ha l'intenzione di dimostrare che Paradise può farcela, può compiere senza paura quel passo che la allontanerà dal suo status e che la renderà in grado di difendersi - o di darle l'impressione di saperlo fare. Paradise non è una nuova Xhex, o una nuova Payne, a lei non importa scendere in strada e uccidere: lei vuole solo avere gli strumenti per essere autonoma, vuole poter avere l'occasione di imparare anche se mai e poi mai li metterà in pratica sul serio. Non è tanto una questione di fare qualcosa per cambiare la sua vita, quanto fare qualcosa per cambiare se stessa: Paradise non vuole abbandonare il padre né tanto meno ripudiare la sua famiglia e le sue tradizioni, semplicemente vuole scendere dal piedistallo e, nel frattempo, vivere sul serio.
Ed è qui che entra in scena Craeg, un giovane senza famiglia e con un unico scopo che lo fa andare avanti ogni giorno: entrare nella BDB e vendicare la morte dei genitori e della sorella. Ogni ostacolo viene demolito, non si ferma di fronte a nulla tranne che di fronte a Paradise. Nonostante non riesca a nascondere la sua attrazione, si tiene da parte perché è la cosa giusta da fare. Nella sua sete di vendetta non c'è spazio per l'amore e non c'è onore nel portare via a Paradise la sua innocenza senza prometterle un impegno a vita.
Naturalmente, tra i due, Craeg è dominante in ogni aspetto tranne che in quello sentimentale. E' Paradise a dettare il ritmo della loro relazione e a decidere cosa, dove e quando. Craeg si limita a porre una debole resistenza e a cedere ad ogni richiesta della ragazza.
Stessa cosa succede per Marissa e Butch e il loro piccolo drama relazionale: l'angelo del focolare che Butch dipinge su Marissa ha gli stessi desideri bassi e carnali, le stesse necessità di ogni essere umano. Da una parte lui la tratta come una bambolina, dall'altra lei si imbestialisce e per ripicca si chiude in se stessa, nascondendogli quello che le sta capitando. La loro relazione - fin troppo perfetta - aveva proprio bisogno di una bella scossa e la Ward ha saputo dosare tutto senza che ci fossero estremi difficili da smussare in così poco spazio. Del resto sono Paradise e Craeg i protagonisti e su questo non c'è alcun dubbio. Persino i personaggi secondari servono principalmente allo sviluppo della love story e non si sente mai, mai, mai la mancanza di una trama che sia di più. Più pericolo? Anche no. Più trama? No, grazie. Blood Kiss è perfetto così com'è proprio perché è semplice, non è pretenzioso e non vuole copiare o ricalcare del tutto i romanzi precedenti. C'è un richiamo, c'è l'evidente radice della BDB, ma la modernità infilata nel corso della serie è ormai troppo inserita nella storia perché i nuovi personaggi non ne risentano.
La storia d'amore di Paradise e Craeg è velicissima, è netta, pulita, è concentrata in se stessa e dedica la maggior parte dello spazio e dello sforzo ai due protagonisti.
Potevo volere di più? No, la sorpresa di avere per le mani una Ward vecchia e nuova allo stesso tempo mi ha soddisfatta come solo i primi romanzi hanno saputo fare e non vedo letteralmente l'ora di averne ancora. Ancora di vecchio e di nuovo, di BDB old style e di nuove leve e ora, come non mai, quasi sento la certezza che le cose devono andare così, e che mi devo fidare ciecamente della Jessica. Perché quella donna sa cosa sta facendo e mea culpa se ho dubitato.
Non lo farò più, giuro, la mia fede in te è sempre più forte e salda.

4 commenti:

Alice ha detto...

*_* Lo voglio. Subitooooooooo!

Miraphora ha detto...

Zeeeeen, pazienzaaaaaaaaaa.
Magari Rizzoli si darà da fare in fretta!

Anonimo ha detto...

Secondo me anche il precedente romanzo della Ward "Le Ombre" è molto bello, quasi come i primi della serie, e non vedo l'ora di leggere questo in inglese.Isa

leTAZZINEdi Yoko ha detto...

Speriamo davvero che sia una boccata di aria fresca dopo il "declino" della BDB