11 dicembre 2014

Jen McLaughlin
Fuori controllo

Serie Out of Line 1
Titolo originale Out of Line

Trama
Newton & Compton
pag. 285 | € 9,90
Brava ragazza lei. Aria spavalda lui.
Gli opposti si attraggono ed è colpo di fulmine.
Brava ragazza, studiosa e impegnata nel sociale, lei. Aria spavalda, amante del surf e muscoli tatuati, lui. Ma come spesso accade, gli opposti si attraggono ed è colpo di fulmine fin dal loro primo incontro. Ma le cose non sono così semplici…
Carrie è sempre vissuta sotto lo stretto controllo del padre, un politico di spicco al quale è impossibile dire di no. Giunta al college, la ragazza è convinta di essersi finalmente liberata delle ingombranti guardie del corpo che l’hanno accompagnata sin dall’infanzia: ormai sente di poter decidere della propria vita da sola. Alla prima festa studentesca incontra Finn, un ragazzo che sa come infrangere le regole. Tra i due scoppia un’attrazione immediata, ma Carrie non può prevedere quale scherzo le stia riservando il destino e soprattutto chi sia in realtà Finn...
Mi passò la mano fra i capelli. "Allora, ehm, siamo ancora solo amici? O...?". Sorrisi e l'attirai a me. "Forse alcuni amici fanno cose simili, ma non io. Siamo più che amici adesso, Rossa." "Abbiamo un nome?", mi chiese con voce piccola. Sì. Il mio era bugiardo. Il suo incazzata nera.
Commento
***Spoilers***
Sono in difficoltà.
Non ho avuto problemi a dare il voto e a farmi un'impressione generale del romanzo, eppure non riesco a capire cosa mi ha lasciato. Non che di solito questo genere sia portatore di grandi verità esistenziali, per carità, ma che almeno una cosa - UNA - rimanga impressa nel lettore sarebbe cosa buona e giusta. Invece sono qui che brancolo nel vuoto cosmico più totale, cercando di spremere le meningi per buttare giù un commento che abbia un senso.
Partiamo dal fatto che Fuori controllo fa parte del genere New Adult ma possiede un non so che che lo pone in una sotto categoria più sessuale che sensuale, più carnale che sentimentale. In pratica la McLaughlin ha scritto un NA che sfiora il romantico/erotico e che saltella a tratti nel romance classico perché il suo protagonista maschile è un finto eroe NA. Finto, da notare.
Finto nel senso che se all'inizio sembra essere un giovane studente universitario che vive perennemente in braghe di tela, in tenuta da surf e a petto nudo, nella realtà è un adulto fatto e finito che per lavoro si atteggia a ragazzotto tutto onde e spiaggia.
Ora, non c'è niente di peggio che essere fregati da un autore. Non c'è niente di peggio - per un genere così prevedibile come il NA - vedere scardinato il primo comandamento: l'eroe NA deve essere un ragazzo che vive e respira la stessa età e la stessa vita della controparte femminile o, almeno, avvicinarlesi il più possibile.
Il fatto che Finn sia un marine di 24 anni che lavora come guardia del corpo sotto copertura e che finga di essere un giovanotto senza un problema al mondo mi ha rovinato la lettura, anche se non in modo irreparabile. E' sfumato in fretta il sogno irrealizzabile e illegale del ragazzo giovane ma virile, irraggiungibile proprio perché così idealizzato, estremizzato e lontano dalla realtà. E' sfumato il motivo - o gran parte del motivo - per cui io leggo NA. Insomma, a questo punto non sapevo più cosa fare, non riuscivo a orientarmi nel romanzo e i continui segnali opposti mi hanno mandata nel pallone.
Perché se Finn è lontano dall'essere un tipico personaggio NA, Carrie è in tutto e per tutto il personaggio femminile di NA per antonomasia. Figlia di un senatore iper protettivo, Carrie ha passato tutta la sua vita controllata fino all'esasperazione, circondata da guardie del corpo e obbligata a fare esattamente quello che i genitori decidevano per lei. Niente libertà, niente spontaneità e niente infanzia normale. Appena se ne va al college, Carrie pensa di essersi lasciata tutto alle spalle e di essere libera per la prima volta. Ingenuamente crede che il padre non le ha assegnato nessuna scorta e, appena incontra Finn, supera in fretta i dubbi e i sospetti lasciandosi andare alla prima vera cotta.
Carrie è un personaggio che va preso così, con i suoi difetti e i suoi pregi, perché è chiaramente costruito per essere fin troppo ingenuo: una ragazza con un minimo di sale in zucca avrebbe quantomeno messo in discussione la decisione dei genitori di non darle una scorta, perché se per 20 anni lo hanno fatto è scontato che a distanza di chilometri avrebbero ripetuto le stesse scelte.
L'infatuazione di Carrie per Finn è, invece, credibile. Lui è più maturo e ha più esperienza non solo sentimentale ma, soprattutto, umana ed è qui che l'inganno scorre liscio.
La cosa interessante di tutto il romanzo è che Finn cade nella sua stessa trappola e dimostra di essere debole esattamente quanto Carrie sul fronte sentimenti: compie delle scelte che sa di non dover prendere, eppure non riesce a controllarsi finendo per innamorarsi per primo.
La struttura della trama vuole che l'inganno venga scoperto in modo brusco e che ci sia - quindi - la rottura che divide la coppia. Da manuale, la McLaughlin mette in difficoltà Finn - e non si limita alla parte finale, visto che ci spende più di poche pagine - e lo fa sudare per riconquistare la fiducia di Carrie. La grinta e la furbizia che Carrie avrebbe dovuto dimostrare per tutto il romanzo spuntano proprio in questo contesto, trasformandola in una virago vendicativa ma anche tenera che non si gingilla nell'autocommiserazione ma prende in mano la situazione.
Tutto sommato Fuori controllo è un romanzo che si legge con piacere, che non delude in modo particolare e che rimane sul voto medio senza troppi sforzi. Eppure qualche buco c'è, qualche cosa che manca c'è perché a libro chiuso non ho provato la soddisfazione dell'aver letto un bel romanzo - frivolo, leggero, ma bello - e una fitta di dispiacere mi è rimasta.
Vedremo se il seguito sarà sulla stessa falsa riga, in quel caso vuol dire che proprio non sono in sintonia con l'autrice.

2 commenti:

Alice ha detto...

Diciamo che a "muscoli tatuati" mi ero già convinta. Poi ho visto la tua valutazione e ci stavo ripensando. Ma anche se non ti ha convinta del tutto, non so come, hai convinto me. Mi sa che lo prendo. Ma che p@lle queste serie... Perché non si fermano? Perché? Perché??? Voglio degli stand alone!!!

Miraphora ha detto...

Cara Alice...le serie sono come una droga. Poco importa se ne leggi uno solo, solo a sapere che ce ne sono altri ad aspettarti si moltiplica il piacere.

Poi fammi sapere se ti piace :D